Tipi di Ricerca: Ricerca per parole
Trova:
> autore_s:"BONGHI RUGGIERO"
I CONGRESSI CATTOLICI ( BONGHI RUGGIERO , 1889 )
StampaPeriodica ,
È vita nuova o resto di vita vecchia , è vita che ripiglia o strascico di vita che muore , questo movimento insolito che si vede nel cattolicesimo da qualche tempo , e che produce manifestazioni di ogni sorta , e fa pensierosi i governi , a cui non piacciono , e lusinga quelli a cui piacciono ? Difficile domanda per chi voglia cercare la risposta nei fatti , e non nelle fantasie o nelle passioni proprie . Ciò che mi pare si possa dire di più fondato , è che codesto movimento , il quale non è solo di clero , ma di laicato , non è tutto artificiale , se anche si voglia crederlo artificiale in qualche rispetto , e ha dalle libertà proprie dello Stato moderno agevolazioni e aiuti che nello Stato assoluto gli sarebbero mancati . I congressi cattolici sono , di ciò che qui affermo , una riprova . Se ne sono tenuti più d ' uno nel mese scorso ; se ne terranno nei mesi prossimi , e da per tutto dove i cattolici sono , cioè al di qua e al di là dell ' Atlantico , in ogni paese civile . Essi non sono né concili né sinodi . Il papa li benedice ; i vescovi v ' intervengono ; ma né quello , e talora neanche uno di questi li presiede . Vi tengono molto maggiore posto i laici che i sacerdoti , quantunque in quelli sia grande la riverenza per questi . Persino , presenti dei vescovi , li guida a volte un laico . E si guardi a qual classe sociale questi laici appartengono : soprattutto alla più elevata e più agiata . Ma non vi mancano laici d ' altre classi : professori , deputati , senatori , scrittori , in ispecie , di giornali , gente , in somma , che influisce , per una via o per l ' altra , nella vita pubblica del paese o vi tien posto . Che cosa , dunque , voglion dire ? Questo di certo : che in ogni Stato il laicato cattolico si stringe a consiglio , e , in condizioni della società così turbate , cerca di ridar vigore al concetto religioso , economico , civile , che è proprio suo , e che non abbandona . Difatti nelle discussioni , a cui i congressi danno luogo , non è trascurata nessuna delle questioni , che oggi dividono le società nostre . Nessuno dei mezzi coi quali si possono sviare o ravviare , è lasciato senza particolare considerazione . Le sei sezioni del congresso di Madrid si sono occupate di questioni sociali l ' una , di questioni scientifiche l ' altra , di economia politica la terza , di opere di carità la quarta , di opere letterarie la quinta , delle assemblee e delle corporazioni la sesta . Gli altri congressi hanno fatto , su per giù , lo stesso . Non hanno di certo percorso men largo campo . Il problema è questo ; come e per quali modi contendere la scuola , la stampa , la scienza , la beneficenza , l ' officina , la bottega , a influenze e tendenze contrarie alle cristiane e cattoliche , come e per quali modi rendersele amiche e soggette ? La mira è precisa e precisa la dottrina , colla quale vi si indirizzano . Il tentativo è vasto . Ristabilire l ' autorità del principio cristiano e cattolico , rendendolo adeguato alla soddisfazione di tutti i bisogni delle società presenti , adattandolo a tutte le loro condizioni , non coll ' alterarlo o menomarlo , ma col farle penetrare da esso . Riusciranno ? Certo , hanno un aiuto in ciò , che i partiti avversi sono terribilmente divisi , e hanno sollevata tanta polvere che sono oramai ben molti quelli che più non ci vedono e si stancano di seguire . Non paiono adatti , che a dissolvere la società , dopo averla gettata sossopra . Niente afferma l ' uno , che non neghi l ' altro . Nessuna dottrina è cosi assurda che non trovi patrocinio . Socialisti , comunisti , collettivisti , possibilisti , anarchici , radicali , repubblicani , massoni , progressisti , liberali sono solo alcuni pochi dei nomi , coi quali questi partiti si designano da sé o sono designati da altri . Tra le diverse proposte e gli opposti concetti tutto barcolla o traballa . Ma intanto tra classe e classe l ' ostilità cresce e si fa più aspra . Non v ' è giorno , che qua o là non si senta l ' una insorgere contro l ' altra ; e l ' una difendere quello che ha , l ' altra agognare a quello che non ha , e il profitto del capitale e il salario dell ' operaio cercare di stremarsi a vicenda . E la pace d ' idee e di fatti , che manca nel seno di ciascuna nazione , manca altresì tra le nazioni ; sicché tutte s ' armano paurose insieme e minacciose , e si guardano pronte a dilacerarsi senza nessuna speranza che la guerra d ' oggi , comunque riesca , spenga i semi della guerra per il domani ; e i popoli miseramente aggravati d ' imposte , che crescono sempre e oramai non più in proporzione dell ' aumento della ricchezza privata o pubblica ; e i governi , incerti della lor via , e soggetti , dove più dove meno al potere dei partiti politici nelle assemblee , partiti anch ' essi estremamente divisi , e talora estremamente screditati , che non possono più comporre maggioranze stabili per reggerli ; e dalle loro combinazioni passeggere , venir fuori una legislazione confusa e inadeguata , continuamente mutabile , che non appena è fatta , eccita da ogni parte grida e biasimi perché sia disfatta ; e se ne tenti un ' altra . Questo non è , di certo , spettacolo adatto a levare ogni speranza a chi ne aspetti o ne voglia uno diverso . E il laicato cattolico che si raccoglie nei congressi , ne vuole appunto uno diverso . Ora , per giudicare se un diverso spettacolo è possibile , bisognerebbe studiare più addentro che non si può qui , il sistema delle idee e dei mezzi loro . Si dovrà e si potrà fare più in là , quando gli atti di questi congressi saranno pubblicati , e si potranno consultare . Ciò , che intanto è bene , è non prenderli a beffa . Il mondo non fila così diritto , che si possa essere in tutto sicuri , che non cercherà mai altra rotta . E del laicato cattolico dei paesi civili , tutto raggranellato nelle classi superiori , e con molta influenza sulle inferiori , non si può addirittura affermare , che voglia andare indietro , solo perché vuole andare avanti per altra via , e che qualunque sia la via , in cui si metterà , non gli debba spuntare . Ma noi italiani , o almeno la più parte di noi , sogliamo guardare codesti congressi da un sol punto di veduta : ed è dalla relazione loro col Vaticano , e in specie con la questione , che in questa parola Vaticano scorgiamo sola , la questione del ristabilimento del potere temporale . E , senza dubbio , i congressi che si sono tenuti sinora , e quelli che si terranno , manderanno tutti al pontefice indirizzi , in cui gli augureranno di ridiventare il principe , e prenderanno tutti risoluzioni nel senso , che un potere temporale è necessario alla indipendenza e alla libertà del capo della religione , in cui nome si riuniscono . Tra le tesi proposte agli oratori del congresso di Madrid , v ' erano queste : « Il pontefice romano deve possedere il potere temporale come guarentigia del libero esercizio del suo ministero apostolico . – Non v ' è prescrizione contro i diritti del successore di San Pietro al poter temporale . – I cattolici hanno diritto di associarsi alla protesta di Leone XIII concernente l ' indipendenza sovrana di cui abbisogna per la sua dignità e per il bene della Chiesa . – La grandezza del pontificato romano , e benefici procurati da esso al mondo . Mezzi per far adottare l ' arbitrato dei pontefici romani , come modo di soluzione dei conflitti internazionali . La Chiesa cattolica è una società perfetta , e ha diritto , per la sua stessa natura , all ' indipendenza dirimpetto ai poteri della terra » . Non tutte queste tesi si riferiscono al potere temporale dei pontefici , ma tutte implicano , non solo un concetto elevato della Chiesa , ma altresì una persuasione dell ' intima sua connessione col pontefice e della intera sua soggezione a lui , quale , per esempio , non si era mai vista prima della rivoluzione francese del principio del secolo . Che la Chiesa cattolica sia una società perfetta per se stessa , è tesi vecchia : ma niente obbligava a dimostrarlo quando Chiesa e Stato camminavano di conserva . Che il pontefice possa diventare l ' arbitro delle questioni internazionali , non solo quando sia invocato tale da alcuni Stati , ma per virtù stessa della istituzione che governa , è un ideale visto più in sogno che in veglia , e che se aveva modi e verosimiglianze di effettuarsi nell ' evo medio e prima della Riforma , non ne ha , per verità , nessuno ora , né in nessun avvenire prevedibile sin da ora . Che il pontificato abbia beneficato il mondo in alcuni momenti della sua storia , non si può negare , da chi abbia l ' animo calmo e chiaro lo sguardo : ma è difficile altresì sconoscere , che non tutta la sua azione è stata benefica , e ch ' esso ha avuto periodi di decadenza grande e largamente perniciosa . Ma le altre tre tesi hanno per proprio oggetto la restaurazione del potere temporale ; e non sono mancati in tutti i congressi oratori dotti e convinti che le hanno sostenute , con applausi , come oramai ne hanno tutti dalle assemblee che lusingano . Ora , io vorrei chiedere a codesti laici cattolici – non solo ai sacerdoti coi quali si accoppiano – , se mescolare la questione del potere temporale con le altre alla cui soluzione si applicano , giova , nel loro parere , ad avanzare e aiutare la soluzione di queste altre . Vorrei che mi rispondessero con la mano sulla coscienza . Le altre questioni sono di natura sociale o politica : riguardano l ' esercizio di diritti , che i cattolici vogliono guarentiti a se stessi nell ' ordinamento dello Stato perché la loro azione si possa esplicare tutta . Invece , questa questione del ristabilimento del potere temporale è di natura internazionale , non già nel senso che debba risolverla un accordo tra le nazioni , ma in questo , che , se altre nazioni se ne volessero mischiare , nascerebbe per ciò solo un conflitto tra esse e la nazione italiana , persuasa , che la questione è di sua sola spettanza . Nelle altre questioni che i congressi agitano , si tratta di disposizioni interne dei lor propri Stati ; in questa , invece , del potere temporale , si tratta di un ' ingerenza esterna di questi Stati . Ora , dov ' è la probabilità , che i governi che reggono codesti Stati , vogliano o possano assumersela ? Bisognerebbe che lor giovasse di farlo . Ma nella presente condizione di Europa e degl ' interessi che uniscono o separano le potenze , che utilità avrebbero i governi dell ' Austria , della Spagna , del Portogallo , del Belgio a intavolare coll ' Italia negoziati sul potere temporale del pontefice , il cui solo accenno sarebbe un ' offesa ? E poniamo che non sarebbe un ' offesa , e che il governo italiano volesse pure accettare una trattativa di tal fatta ; bisognerebbe essere ciechi per non vedere , che il ministero che vi si compromettesse , non troverebbe ora – e forse oramai – modo di reggersi . Sicché codesti congressi , unendo a tutti gli altri loro fini il ristabilimento del potere temporale , credo che si allontanino da quelli senza avvicinarli a questo . Si vede che io voglio essere eccessivamente imparziale , come soglio : non ho affermato più di quanto oggi posso affermare . Non ho detto , che ciò , che i laici cattolici si propongono e desiderano in altri soggetti , sia tutto bene o male . Non mi pare , a dirla schietta , neanche probabile , che sia tutto bene o male ; per discorrerne con fondamento ho affermato con molta misura che bisognerebbe averne più precisa notizia che non se ne trae dai giornali . Quello che io asserisco , è , che il Vaticano , spingendo i congressi devoti a esso a insistere soprattutto per ciò che gli garba , gli preme di più , per il potere temporale , scema la probabilità di riuscita del movimento , che approva e provoca , in ciò che ha di più sostanziale e rilevante , anziché l ' accresca . Però , anche in questo rispetto , ridere non è il meglio . Eccetto ché in Italia , il partito cattolico entra nelle assemblee politiche ; se in nessuna di quelle in cui entra , è già maggioranza , in nessuna , neanche , è una minoranza spregevole . Ora , nella gran divisione attuale delle parti politiche , le minoranze sanno d ' avere una forza assai maggiore di quella che per sé porterebbe il loro numero . Le maggioranze , soprattutto nelle assemblee colte , e che rappresentano vivacemente la varia coscienza pubblica , non si formano ora altrimenti , che mediante la unione , più o meno durevole , di due o più minoranze . Ora , l ' intento del laicato cattolico è di diventare nelle assemblee politiche una minoranza sempre più grossa , se non una maggioranza addirittura ; e di pigliare , così , sempre più la mano sui governi . L ' esempio della Germania , del paese più colto d ' Europa , non prova , che a ciò non possa riuscire , anzi , prova il contrario . Ma anche riuscitovi , anche diventato maggioranza , anche diventato governo in due o più Stati , il partito cattolico tenterebbe di ristabilire il potere temporale ? Ne dubito . Come succede , vedrebbe , arrivato in su , difficoltà che non vedeva d ' in giù ; sentirebbe , avvertirebbe , peserebbe interessi , che non sente , avverte , pesa assai meno . Forse , raggiungere l ' alto grado di potenza cui mira , non servirebbe , che a provargli , come vi sono pur cose al mondo così cadute , che nessuna potenza le rialza . E se riuscisse a modificare nell ' interno degli Stati alcuni ordinamenti nel modo che si prefigge , queste modificazioni stesse proverebbero , che alla più attiva circolazione del pensiero cattolico per entro le società attuali il potere temporale non serve , anzi nuoce . Ciò ch ' è davvero disaggradevole , non è già l ' azione immediata o mediata , lontana o vicina , che tali congressi , colle loro risoluzioni , possono esercitare rispetto a codesto potere temporale , ma l ' aspettazione o la speranza , ch ' essi creano , per illusoria che sia , nel pontefice , nella curia , nel clero e nel laicato italiano . Non abbiamo nessun modo di misurare quanta sia la forza dell ' opinione , che è espressa da tutto il complesso di persone e di influenze , che si raccolgono sotto questi nomi . Sin dove possiamo giudicare dai segni che ne vediamo , non par smisurata presso di noi . Ma , per farne retto giudizio , dovremmo affrontarla nella vita pubblica , ed essa nella lizza della vita pubblica non vuol discendere . Pure , nessuno affermerebbe , che forza non ne abbia , o sia del tutto a trascurare quella che ha , come molti ostentano di credere e di dire . Si vede che nell ' elezioni municipali è tutt ' altro che perdente sempre . Qui stesso , in Roma , non s ' è potuto vincerla , che , associando in un ' unione forzata , poco naturale e assai labile , tutte le sfumature dei partiti , che acconsentono a chiamarsi , con diversissimo senso , liberali . Ora , o poca , o molta , tutta questa forza che sogliamo chiamare clericale , è tenuta tutta sollevata di speranza e di aspettazione , come dicevo , del movimento cattolico dei congressi . Il che , se non ha nessun pericolo , mentre ché il vento come fa , si tace , potrebbe diventare sino a un certo punto pericoloso il giorno che ricominciasse a soffiare . Pericoloso , in due modi : giacché da una parte , quella forza clericale scemerebbe l ' impulso della difesa da parte dello Stato , giacché accascerebbe , in una certa misura , lo spirito pubblico , e lo renderebbe meno volenteroso e meno capace di slancio ; dall ' altra , il sentimento diffuso , che appunto questa sia l ' azione sua , aiuterebbe i partiti estremi a soverchiare , e non solo a convincersi – ché ne sono convinti e ne hanno già voglia – ma a convincere gli altrì che occorrono violenze e violenze sempre maggiori a comprimerla . Il governo finirebbe di perdere quell ' equilibrio , che già ha smarrito in parte . E noi entreremmo , davvero , in un periodo , che potremmo chiamare schiettamente rivoluzionario , e dal quale l ' uscita non è stata mai né in nessun paese chiara , né certa , né facile . Non si può dubitare , che il laicato cattolico dei congressi stranieri fa conto anche su questo . La Chiesa cattolica non si sgomenta dell ' aspettare . Essa conta la sua esistenza a secoli nel passato e nell ' avvenire . I secoli gli valgono per anni . È paziente e costante come la giustizia di Dio . Questo abbattimento del potere temporale che dura da diciannove anni , pare a essa un breve episodio della sua vita sempiterna . Perciò , che questo movimento cattolico deva approdare qualche decina di anni , prima o poi , gli importa poco , o punto . Approderà , nel parer suo , e gli basta . Ora , se per approdare gli occorre che lo Stato d ' Italia si disordini , che il governo vi abbandoni ogni indirizzo moderato di condotta , che i partiti estremi spadroneggino e le istituzioni attuali vadano tutte a ruina , essa non perciò muta desideri e disegni , né trema per sé . Essa sta , n ' è assolutamente sicura , come terra ferma che non crolla giammai la cima per soffiar di venti . Se altri , più deboli , ne son gettati per terra , o che le preme ? Perché vi si sono esposti ? Non si può , quindi , credere , che il movimento dei congressi cattolici non ci faccia danno . Ce ne fa e ce ne prepara . Gli Stati d ' oltre Alpi sono minacciati da un solo partito : il radicale o socialista . I congressi cooperano , a che lo Stato italiano sia minacciato da due , dal radicale da una parte e dal clericale dall ' altra . Il clericale esiste altresì in Francia ; ma quivi è francese ; esiste altresì in Inghilterra ; ma quivi è poco numeroso , se si vuol restringerlo ai cattolici , ed è inglese . È germanico , se non affatto prussiano , in Germania ; è austriaco , più di ogni altro , in Austria . Solo in Italia il partito clericale non è italiano in Italia . Che cosa si può fare contro un partito siffatto ? Ci erano due vie : conciliarlo in tutto o in parte , ovvero distruggerlo . Non abbiamo preso nessuna delle due vie . Del resto , possiamo dire a nostra discolpa , che né l ' una né l ' altra via era agevole . Durante il pontificato di Leone XIII è stato dubitato più volte , s ' egli avesse nell ' animo suo di trovar modo d ' accordo col governo italiano . La condizione dell ' accordo era , s ' intende , una sola ; rinunciare al potere temporale in tutto e per tutto . Poi , sopra altri punti il governo o almeno un partito che avrebbe potuto giungere , quando che sia , al governo – sarebbe sceso a patti con lui . Forse , rinunciando a questo solo dei fini del congresso , il cattolicesimo avrebbe raggiunto in Italia alcuno degli altri suoi fini . Ma o che Leone XIII , come parrebbe , abbia inclinato talora a una simil condotta o che non v ' abbia inclinato mai – è inutile tormentarsi il cervello a congetturare di cose , che infine non importa sapere – è certo che oggi è , pare , ostinatissimo nel proposito di voler recuperare un potere temporale . Non si dice più né quale né quanto ; ma un potere temporale dev ' essere , o di molto territorio o di poco , forse di tutto . L ' idea che noi abbiamo combattuto tanto , – che , cioè , non vi sia modo di guarentire l ' indipendenza del potere spirituale altrimenti che con un briciolo di temporale , – s ' è radicata sempre più nella testa del pontefice , ha trovato sempre maggiori e più recise espressioni nella sua bocca , e ha finito coll ' atteggiarlo in tutto a guerra verso lo Stato nostro . I temperamenti ch ' egli aveva usato dapprima , sono tutti l ' uno dopo l ' altro , svaniti . S ' intende che ora i congressi cattolici rinfocolano questo desiderio del temporale e lo riconfermano . I vescovi che avevano esitato a proclamare durante la vita di Pio IX la necessità assoluta del potere temporale , sono ora oltrepassati dal laicato cattolico , che arditamente , altamente la proclama . Non solo in diciannove anni non abbiamo fatto un passo avanti , ma ne abbiamo fatti addietro parecchio . A nessuno dotato di uno spirito sobrio può parere questo un trionfo . Il Regno ha fatto la triplice alleanza , che lo guarentisce da ogni velleità di favorire il papato per parte dell ' Austria e della Germania ; ma dà pretesto e stimolo a favorirlo alla Francia e alla Russia e non lo leva alla Spagna . Il papato , dalla sua parte , ha chiamato e chiama a raccolta tutti i suoi fedeli in ogni parte del mondo ; li raduna a congresso ; s ' intromette , non impedito , nella politica interna degli Stati ; è invocato arbitro ; e i liberali , che a ragione attribuiscono gran valore alle manifestazioni della opinione pubblica , non possono addirittura negare ogni valore a queste , se non vogliono illudere se medesimi . L ' opinione cattolica , di certo , non può raccogliere un esercito , e noi abbiamo difesa di eserciti , a cominciare dal nostro . Ma di due forze che non si toccano e hanno diversa natura , nessuna delle due è in grado di distruggere l ' altra . Quindi , checché paia , noi siamo nell ' interno del paese in stato di guerra , per quanto sia guerra diversa da ogni altra . I congressi cattolici affilano e moltiplicano le armi atte a dare vittoria al papato . Noi avremmo dovuto spuntarle queste armi e diminuirle in Italia , dove potevamo . C ' era un sistema , e l ' ho esposto più volte . Occorreva molta risoluzione da una parte , e molta giustizia e remissione dall ' altra . La risoluzione andava usata nell ' esercizio dell ' exequatur e del placet per parte dello Stato , sicché il papa non potesse empire le diocesi di vescovi , e questi empire le parrocchie di curati nemici all ' Italia : la giustizia e la remissione andavano usate nell ' osservanza perfetta della legge delle guarentigie , e nell ' astensione da ogni atto che paresse inteso a menomare l ' autorità spirituale del pontefice . Nel primo modo , il clero ostile non sarebbe cresciuto ; per il secondo , almeno una parte del clero attuale , non offeso nella sua coscienza , si sarebbe rassicurata e ravvicinata . Il papa non ha altra potenza , infine , se non quella che gli viene dal consenso del clero e del laicato cattolico . Adoperando quei due modi , noi avremmo prodotta una scissura dentro questo clero e questo laicato , e una parte almeno di essi sarebbe venuta del parere nostro , che una conciliazione si sarebbe potuta pur trovare nell ' abbandono per parte del papa , di ogni potere temporale , mostrato coi fatti inutile , e nel rispetto scrupoloso , per parte dello Stato , dell ' autorità spirituale di lui . Il papa non ha fatto la parte sua , e noi facciamo sempre meno la parte nostra . Può parere strano , ma non è , anzi si accorda assai bene con la dolcezza del carattere italiano , che il clero nostro , quantunque abbia sentito grave la mano dello Stato sopra di esso , e non se ne possa punto lodare , sia tra i cleri cattolici di Europa il meno intransigente , il più inclinato a intendersi , a riconciliare l ' affetto alla patria coll ' affetto alla fede . Si può dire il medesimo del laicato italiano , che si chiama cattolico , e si dovrebbe chiamare clericale : però , in minore misura . Del resto , se si vuole essere leali , bisogna riconoscere che hanno ragione a credere che non se ne terrebbe lor conto . Di fatti in Italia si sentono voci , anche autorevoli , che invocano pace . Dal clero stesso vi si avverte più e meglio il danno , che il dissidio cagiona alla Chiesa dove più le duole o le dovrebbe dolere ; nella coscienza religiosa della borghesia e delle plebi cattoliche . Da chi ha fede sincera , questo danno non si può guardare a occhi asciutti , e senza scotimento di cuore . Ma sinora il Curci , il Tosti , il Bonomelli , lo Stoppani hanno parlato invano . Il pontefice , indotto o spontaneo , ha chiuso loro la bocca ; si sono dovuti disdire . L ' ultima rimenata è toccata al Bonomelli , vescovo di Cremona , e uno dei migliori non solo vescovi , ma uomini d ' Italia . Nessuno aveva circondato di più cautele il consiglio , che la pretensione del potere temporale si smettesse ; l ' opuscolo suo , così temperato , ha ottenuto come ogni altro simile , una solenne condanna ; egli ha dovuto pubblicamente sottomettersi ; e il Papa , nel lodarlo della sua sottomissione , gli ha dichiarato : « tu intendi quanto importi il procurare diligentemente che la causa del pontificato romano non sia col disputarne ristretta in un più angusto campo . Cioè dire , bisogna in così grave affare , non farne giudizio da avvenimenti mutabili di cose , ma ripeterne le ragioni di più alto , o ponderarne da senno , che cosa la giustizia richieda , che cosa occorra alla sede apostolica per il divino suo ufficio . Giacché , come spesso abbiamo detto e più spesso è ancora a dire , nel principato civile non si tratta di umana cosa , ma della libertà dei doveri e dei diritti apostolici ; la quale libertà non deve essere soggetta alla potestà e all ' arbitrio altrui . Perciò i nostri predecessori si sono sforzati tutti a tutelare l ' incolumità del loro principato con ogni maggiore studio , e noi stessi ci sforziamo a rivendicarla con eguale perseveranza , apprezzando di quante cose stia in quel principato il presidio . Con questo giudizio si deve dirigere l ' opinione : questo dev ' essere inculcato negli animi , soprattutto essendo cresciuto presso di molti , lodevoli nel resto , il favore della sentenza più libera » . Questo , si vede , è parlar chiaro . Ma quale è l ' effetto di codesto parlare chiaro ? Evidentemente l ' effetto è , che in Italia scema continuamente di credito e di potenza il partito che avrebbe voluto , pure abbattendo la potestà temporale del pontefice , rispettarne la spirituale , e cresce , per contrario di credito e di potenza quello , che ha sostenuto e sostiene che solo col distruggere la potestà spirituale si acquista la sicurezza e la guarentigia della distruzione definitiva della temporale . Il che vuol dire che la questione diventa diversa e di natura rivoluzionaria . Il conte di Cavour , al cui pensiero la legge delle guarentigie si è conformata sinché si poteva nel 1870 e si poteva meno di quando viveva lui cercava la guarentigia dell ' indipendenza del potere spirituale del pontefice , spogliato del potere temporale , in un ordine di idee che , non che sminuirlo e abbassarlo , lo elevava , al parere di lui , e lo aumentava . Era un alto ed equilibrato ideale il suo . Niente di ciò che tutela le società civili nel loro andamento morale e sociale sarebbe stato turbato . L ' Italia , riconciliata col suo pontefice , non avrebbe più visto in lui il nemico insidioso della libertà e autonomia propria ; il pontefice non più colpevole della divisione dell ' Italia , avrebbe dalla sua eterna sede di Roma raggiato sul mondo intero , sicuro oramai dell ' affetto del popolo , che gli era più vicino e più unito nella credenza religiosa governata da lui . L ' opposizione ostinata , persistente del papato ha sciupato oramai quest ' ideale che forse aveva del fantastico . Ma quanto gli ideali abbiano di fantastico non si può sapere se non alla prova . E non si può dire , che la prova sia stata fatta davvero ; e certo , ciascuna delle due parti ci ha avuto colpa . Ma se quell ' ideale è via via abbandonato , è chiaro che gliene sottentra un altro , di natura , come dicevo , rivoluzionaria . E rivoluzionaria per due cagioni : l ' una perché sovverte o vorrebbe sovvertire tutto il fatto attuale , e surrogare al cattolicesimo non sa ben che , forse una negazione assoluta , anzi certo questa nella mente di molti ; l ' altra , perché instrumento di questa mutazione radicale non possono essere se non partiti rivoluzionari , vuol dire partiti i quali per diverse cagioni aspirano a capovolgere tutte le condizioni politiche o sociali attuali della società nostra , e a dargliene altre di propria scelta e invenzione . I partiti moderati e liberali , una volta che il fatto di natura rivoluzionaria comincerà a disegnarsi , si arretreranno . Come è succeduto sempre , e sempre succederà , la massa del popolo si fermerà incerta ; e quelli che amano , vogliono la rivoluzione , l ' affretteranno , la solleciteranno sempre di più . L ' autorità spirituale del pontefice sarà , nei principi almeno , fortemente scossa , perirà forse nell ' animo di molti , del maggior numero se vi piace ; ma non sarà scossa , né perirà sola . E se per risorgere o per cessare addirittura , non si giudica con criterio umano . Questo si smarrisce nel complesso dei fenomeni sociali e politici diversi , che da simile ruina pullulerebbero inaspettati . Quelli , che credono , usando solo di siffatto criterio , di poter prevedere un effetto o l ' opposto , in realtà ascoltano il lor cuore o la lor fantasia . Sarebbe una di quelle grandi esperienze storiche , di cui nessuno prevede il fine , se non quello solo , che lo sa , Iddio ; poiché Iddio , a chi può dire una cosa , a chi l ' altra ; ma a tutti deve parere un nome adeguato del fato stesso della storia umana . Ora , l ' inizio di fatti rivoluzionari della natura e coll ' intento che dico , se ne sono visti in Italia più di uno ; ma sinora , tenui , dubbiosi e di piccola importanza . Non si può però dire , che sia stato tale quello che s ' è visto in Roma il 9 giugno , una panegiri popolare che è parsa una risposta ai congressi cattolici . Ora per prima cosa si badi che né il laicato cattolico italiano , né quello d ' oltre monti possono essere rimasti dispiaciuti o meravigliati di tale risposta . Fatti di questo genere , esso li aspetta e li desidera , e più son grossi e spiccati , più gli vanno a genio , e meglio se ne augura . Può forse illudersi , ma certo lo confortano e lo confermano nell ' illusione sua . Lo sventurato filosofo di Nola , a cui per la morte crudele , iniqua , ingiusta , se pur troppo legale a quei tempi , si erigeva una statua , non ci entrava oramai per nulla . I discorsi che prima o poi sono stati provocati in onor suo , l ' avevano affatto levato di mezzo ; n ' avevano bruciato lo spirito , a nome della filosofia di ciascuno degli oratori , dopo che il papato , circa tre secoli fa , a nome della teologia ortodossa , ne aveva miseramente bruciato il corpo . Ciò , di cui oramai si trattava in quel giorno , era di mostrare , potente , in questa Roma , una protesta contro l ' autorità spirituale del pontefice . La rivendicazione della libertà del pensiero non ha nessuna necessità di essere fatta ora , perché la libertà del pensiero è conquistata ormai da gran tempo , e nessuno oggi la invoca e la usa più del papa e del clero per sé ; e nessuno è morto per la libertà del pensiero , ma troppi son morti – ed è già glorioso – per il pensiero proprio , e il Bruno è uno dei molti , e il cristianesimo e il cattolicesimo stesso hanno avuto di tali testimoni – testimoni col sangue – infiniti . Qualunque fosse in principio il concetto con cui fu mosso il disegno d ' una statua a Giordano Bruno in Campo di Fiori , certo , a mano a mano s ' era mutato . Del resto , si poteva prevedere , che si sarebbe mutato . Gli uomini di parte liberale e moderata , che vi si erano associati , lo fecero con una speranza che si chiarì vana via via ; e ch ' essi , del resto , contribuirono a rendere vana , facendo il peggio che si può in un movimento di tal natura : compromettervisi , e non incaricarsene . Tutti , da capi invocati , ch ' erano stati a principio , son diventati pedissequi superflui ; e non so se le dita non soverchino a contar quelli che hanno avuto il carattere di ricusarsi pubblicamente a rimaner tali , e a permettere che loro interpreti fossero oratori , di cui o non s ' intendeva o si respingeva il pensiero . Troppi hanno temuto la contraddizione apparente che gli avrebbe salvati da una incoerenza reale ; e hanno preferito questa a quella . Ma , checché sia di ciò , e dell ' abituale aberrazione di mente dei partiti per cui si ascrive carattere e coraggio a chi ne manca e si nega a chi ha e ne mostra , il certo è che la dimostrazione del 9 giugno ebbe parecchi dei tratti , che son propri del fatto rivoluzionario , come gli ha descritti il conte di Cavour in un suo articolo giovanile . La prima mossa venuta da pochi e quasi ignoti ; il governo incerto , e prima promotore palese , poi promotore nascosto , ma vergognoso di prendere parte pubblicamente ; l ' assemblea dei deputati partecipe , sì , ma nella forma meno appariscente ; associazioni accorrenti in gran numero da ogni parte , massoniche , socialiste , repubblicane , radicali , persino nichiliste , coi loro variopinti vessilli ; mescolati inni monarchici a inni banditori di monarchie distrutte e a distruggere : grandi paure di disordine , e ordine mantenuto con indulgenze colpevoli a quelli che avrebbero avuto voglia o interesse di turbarlo , con molto apparecchio di truppe , e soprattutto , con accordi segreti ; la gioventù , soprattutto , infiammata , e molti piegati , trascinati , persuasi a seguirla a dispetto della lor coscienza o del loro migliore giudizio : nessuna resistenza morale , quasi da nessuna parte , preludio di pari fiacchezza in circostanze ancora più gravi . Se la giornata del 9 giugno è potuta a molti parere non buona per il papato né temporale né spirituale – e certo ha mostrato come facilmente si possano radunare in Roma forze che lo combattano o abbattano – sono ben sordi a ogni insegnamento di storia , o forse non hanno mai letto di questa nessuna pagine , coloro i quali immaginano che quella giornata sia stata buona per la monarchia . Né gli applausi c ' illudano . Niente si dilegua più inopinatamente e facilmente per aria . E ci si conta che si dileguino e presto . Pochi , nei moti rivoluzionari , sanno dove vogliono andare ; e quei pochi guidan dei ciechi . Per fortuna , neanche quei capi sanno dove in realtà approderanno : « l ' Italia , – così ha deliberato un comune , ed è il tono di molti altri che hanno mandato delegati alla festa – ha seppellito per sempre i dogmi del Vaticano il 9 giugno » . Non so di quali dogmi intenda . A ogni modo , Dio voglia , che l ' Italia non abbia cominciato quel giorno a seppellire qualcosa di più . E non ci si immagini , per dirla di passaggio , che l ' ordine , con cui la dimostrazione procedette , ne mostri il carattere . In tali cose , l ' ordine è mantenuto sempre , quando nessuno di quelli che dissentono , per paura o per consiglio , non vi si oppone : e prova soltanto , che i celebranti di tali feste hanno oramai la coscienza di non potere essere impediti dal farle ; e vera o falsa che sia questa coscienza , è tale l ' impressione che ne resta al pubblico . I congressi cattolici hanno in parte contributo a rendere più vigorosa e più affollata la panegiri del 9 giugno ; e questa , per parte sua , contribuirà a rendere più affollati e violenti i congressi . Così le cose vanno , e un abuso genera l ' altro . Sinora non si vede nulla , che nello Stato nostro o nei forestieri possa o voglia fermare questo doppio avviamento . Nello Stato nostro , il partito moderato , a cui incomberebbe di farlo , è interamente disciolto , e per ora non fa che infiacchirsi ogni giorno di più ; del resto , esso è moderato in ogni cosa fuori che rispetto alla Chiesa , e , quando si eccettuino pochi , la maggior parte di quelli che lo compongono , non le son meno contrari dei radicali ; credono che si possa essere con buon successo moderati a metà . S ' intende , che , poiché il partito moderato è così , il governo non può essere , per miracolo , moderato esso . D ' altronde , si è già creata qui in Roma una situazione nella quale la legge delle guarentigie non si rifarebbe e in cui certo l ' osservanza ne diventa ogni giorno più difficile e sgradevole . Potremo durare in questo stato un più o meno lungo tempo , ma se ne può già prevedere la fine . Mutarlo , sicché torni quello che era e voleva essere , può ritenersi desiderabile ; ma mi par poco credibile . Andremo avanti , per esprimermi colla vuota frase che usa : e poi ? Si soffia di fuori e di dentro nel fuoco ; divamperà ; e poi ? Un triste poi a parer mio , qual ch ' esso deva essere ; e più triste ancora la via , che ci mena . Iddio voglia , che io sia cattivo profeta ; e tante nubi , che ai miei occhi par che s ' addensino , le sperda un raggio di luce divina .
LA CACCIA AI GIUDEI ( BONGHI RUGGIERO , 1891 )
StampaPeriodica ,
I Questa fin di secolo è davvero inaspettata . Chi vorrà figurare il secolo decimonono , non potrà farlo con altra immagine che quella di una serpe avvoltolata sopra se medesima , che con la bocca si morsichi la coda ; tante delle cose ch ' esso ha detto in principio rinnega alla fine . Chi difatti si sarebbe figurato , un trenta anni fa , che , dopo essersi discorso tanto di emancipazione dei giudei , e averne menato vanto , come di grande conquista civile , desiderata e promossa per lungo tempo dai filosofi e accettata infine dai politici , supremamente liberale , umana , santa , sarebbe giunta un ' ora in cui in tutte le società civili d ' Europa molti l ' avrebbero rimpianta , e in qualche Stato i governi , non trascinando dietro sé l ' opinione che si chiama pubblica , ma trascinati , o per propria risoluzione o da motivi che son parsi loro ragionevoli , sarebbero ritornati sull ' antica via , pentiti di averla per poco abbandonata ? Pure è così ; e noi vecchi , ai quali brilla tuttora nella mente quell ' ideale di giustizia e di pace che ci ha innamorato e mosso da giovani , a sentire così improvvise grida di odio e di guerra , restiamo come stupefatti , e ci domandiamo che sovvertimento si è fatto nelle idee umane e di dove è nato e perché , e se le società , in cui siamo oramai vissuti , son destinate a girare di continuo intorno a se stesse , e non aver nessun avviamento sicuro a meta qualsiasi , e ogni idea di bene che lo attragga non essere infine se non un fantasma vano che le seduce . Come noi siamo stati giovani , altri son giovani ora ; ma troppi di questi hanno sentimenti affatto contrari ai nostri . Quello di cui noi ci commovevamo , essi deridono ; dove a noi spunta dagli occhi una lacrima , s ' atteggian loro le labbra a sogghigno . Ci par d ' essere morti , o che più non si viva intorno a noi . Ma , forse , la loro è malattia passeggera ; e questa ultima speranza ci conforta , e in essa speriamo e combattiamo ; e ancora non ci si spegne nel cuore ogni fiducia di una vittoria finale , che ci debba , che ci possa , dopo nuovi e fieri contrasti , sorridere . II Dio bono ! Come in ogni moto umano , per legittimi e desiderabili che siano le mire e gli effetti , il male si mescola al bene ! E come non v ' ha nulla cui possiamo chiamar bene che non sia in parte male anche , nulla che giovi per modo che in qualche aspetto e misura non danneggi anche ! È stato salutare il moto che nella ultima metà del secolo ha ricomposto l ' Italia e la Germania a nazione , ridata una vita nazionale all ' Ungheria , e ravvivato lo spirito slavo , e ricostituita una Bulgaria . Eppure , anche politicamente i suoi risultati non sono stati tutti scevri di biasimo e di dolori ; e i mutamente che è destinato a fare , non sono neanche ora al termine . Ma uno è certamente cattivo . Sparsa tra le nazioni cristiane ne viveva e ne vive una , che non è né così separata da ciascuna che le sia propriamente forestiera , né così unita che in nessun aspetto se ne distingua . Parte una inclinazione sua naturale , parte un corso di eventi lungo , crudele , fatale , aveva forzata questa nazione a rimanere senza territorio proprio e vivere , senza nessun fondamento o ricognizione di diritto pubblico , tra le altre . Però quel largo sentimento umano , che ha prevalso nell ' ultimo terzo del secolo scorso , e nella prima metà di questo , aveva giovato a sminuire le ripugnanze , che le nazioni sentivano ciascuna verso quella parte di questa nazione estranea , che s ' era infiltrata nel loro seno . Ma ecco che ora il sentimento nazionale , rieccitato , rinvigorito , rieccita , rinvigorisce quelle ripugnanze ; e cotesta nazione giudaica , che è fuor di tutte e fuor di nessuna , che fa corpo con tutte e corpo nonostante da sé , è da ogni altra risentita straniera , e ripresa , come tale , a odiare . Una delle modificazioni principali che , alla fine del secolo scorso , venne introdotta nell ' ordinamento sociale , fu certamente questa : che il lavoro e la produzione furon lasciati liberi . Ciascuno avrebbe dovuto quindi dinnanzi fidare sopra di sé senza guida , senza consorzi e senza freni ; e tutti fare a chi più può , a chi meglio può . Ora , questa nazione giudaica che , per un rispetto , rimaneva una confraternita in mezzo a tutte le altre che si discioglievano – una confraternita , per soprappiù , che valicava i confini di ciascuna delle nazioni in mezzo a cui dimorava e si dava la mano dall ' una all ' altra – era , per un altro rispetto , la meglio preparata alla lotta pacifica di tutti contro tutti , proclamata dalla dissoluzione degli antichi ordini della produzione industriale . Secoli di angustie tormentose avevano affilato l ' ingegno di quelli che la componevano . Corporazioni d ' arti , dov ' essa non potesse penetrare , non ne esistettero più . Costretta a forza a sostentare la vita solo con miseri e scarsi mestieri , aveva acquistato in questi un ' abilità senza pari ; minacciata di continuo d ' esser derubata del suo , o per furore di popolo o per astuzia di governi bisognosi , s ' era abituata ad accumulare insieme e nascondere . Non poteva , per cansare l ' invidia , vivere se non poveramente : era diventata , così ricca e atta a prestar denaro , a quei saggi d ' interesse , s ' intende , che suol prestarsi , quando manca la sicurezza di riaverlo . Così tra i molti altri odi , se n ' era procurato uno , che non è il meno ardente , per parte dei suoi vicini , l ' odio del creditore ; e sarebbe cresciuto per ciò solo , che nel nuovo avviamento preso dalla produzione e del lavoro , si trovava , se non in tutto , certo principalmente nelle sue mani il nerbo di ogni riuscita , il denaro . Perché una nazione doveva mantenere nel suo grembo , nutrire , proteggere del diritto comune cotesti concorrenti , che non le appartenevano per ragioni di stirpe , e che d ' altra parte erano i meglio preparati a vincere ? Qui non è più un sentimento nuovo che respinge i giudei e li scaccia , come gente caduta in una rete non sua , ma un interesse ; tanto vivace quello , quanto oculato e sospettoso questo . Pure tra tante influenze mutate a suo danno , una si doveva credere fosse mutata in suo favore . La ragione , talora unica , talora principalissima , per la quale quella nazione giudaica era stata , non già soprattutto dispersa tra le altre , ma soprattutto tenuta serva , bistrattata , martoriata era stata questa : essa aveva crocifisso l ' Iddio delle nazioni presso le quali viveva . Al giudice pagano e romano , che le ricusava la condanna a morte e ripugnava a pronunciarla , aveva gridato per ottenerla : il sangue suo ricada sopra noi e i nostri figlioli . Ed era ricaduto sopra essi e i lor figlioli cotesto sangue , terribilmente ricaduto . L ' Uomo - Dio , non voluto riconoscere da essa per il messia invocato e aspettato , era stato riconosciuto tale da tutte quante le nazioni , che s ' erano ascritte alla fede in lui , ed eran tutte quelle , presso le quali i giudei , in maggior o in minor numero , avevan preso stanza . Anche a coloro dai quali cotesto ucciso non era creduto Iddio , l ' innocenza della sua vita e il sublime sacrificio con cui l ' aveva chiusa , l ' altezza e la santità della dottrina predicata da lui , rendevano orrenda la morte inflittagli e odiosi quelli che l ' avevano inflitta . Vendicarla sopra gli omicidi pareva obbligo e , certo , diritto . Ma via via erano , dove prima dove dopo , sorti sentimenti diversi che temperavano questo . La fede nella divinità della persona di Gesù Cristo s ' era andata attenuando tra le classi , sia per ingegno sia per grado sociale , dirigenti ; e insieme con questa attenuazione della fede era cresciuto l ' ardire di discutere i motivi della condanna , e ricercare le ragioni plausibili per le quali il popolo ebreo da una parte e il magistrato romano dall ' altra avevano voluta e decretata la morte . Così , nella difesa della potestà civile si trovava altresì la difesa della volontà popolare che essa questa volta aveva secondata . Scemato l ' orrore dell ' omicidio , scemava quello degli omicidi , e s ' allentava la spinta a punirli , a coprirli di sprezzo e proseguirli d ' odio . Ma , se così fu sul principio , non fu così più tardi . Questo Gesù , cui s ' era tanto creduto , cui si cominciava credere meno , era stato un giudeo anche lui ; via via che la guerra al cristianesimo s ' esacerbò , prima in qualche parte delle classi superiori , poi in qualche parte delle masse popolari , se ne volle ai giudei d ' avergli dato , come si sia , origine ; si ricercò quello che il cristianesimo e il giudaismo avessero di comune e contro questo comune si appuntarono gli strali . I giudei , che avevano tanto patito della opposizione in cui erano sorti e vissuti col cristianesimo , patirono altresì delle relazioni che avevano con esso . Non tutti quelli , che per quest ' altra ragione cominciarono ad averli dispetto e li hanno , sanno ricercare , sceverare dentro di sé il perché , né da quanti rivoli nasca la passione che li anima . E nel caso di quella di cui parliamo , dall ' aspetto da cui ne parliamo , l ' analisi è davvero difficile , dappoiché le fonti , che l ' alimentarono e l ' alimentano , sono davvero molteplici . Chi ne vuole ai giudei , perché di mezzo a loro è venuto su il cristianesimo ; chi asserisce invece che il giudaismo ha deturpato , ha viziato il cristianesimo ricacciandosegli dentro , mentre esso aveva chiaramente professato , nascendo , di volersene distaccare . Ma che è questo giudaismo , che , comunque si volti , è principio di male ? Qui la scienza ha provvisto in fretta una risposta . I giudei sono semiti . Basti dir questo per intendere come non si possano assimilare colle nazioni europee , presso le quali si sono ricoverati giacché queste sono ariane . La ragione , dunque , della contraddizione , dell ' ostilità , della irreconciliabilità è antica , profonda , originaria , insanabile , si nasconde sino nei germi racchiusi da Dio nel seno delle stirpi , ch ' egli distinse , separò , allontanò in principio . Le altre ragioni di riluttanza rispettiva fra cotesti giudei e i francesi , gli italiani , gli inglesi , i tedeschi , i russi , possono essere vere , ma sono accidentali o sussidiarie ; la ragione sostanziale , fontale , primigenia , la scaturigine è questa : che essi sono semiti , ariani noi . L ' antisemitismo , come è stato chiamato e una parola trovata è così grande avviamento , bene o male che trovata sia , alle cose l ' antisemitismo è dovere impreteribile di noi ariani contrastarlo , combatterlo , sterminarlo , qui è il porro unum necessarium , è il mezzo indispensabile del progresso avvenire della civiltà europea , il solo mezzo di risanarla e di ravviarla . III Vogliamo , dobbiamo ripigliare ciascuno di questi motivi , esaminarli , discuterli , e giudicare se e quanto abbiano di vero ? Meglio narrare prima , come oggi , in un grande Stato che vuol essere civile , questa miscela triste di falsa scienza , di spietati interessi , di inumani sentimenti , scoppi e operi . In Russia vive un numero di giudei , non bene accertato , ma che si vuol credere ammonti dai quattro ai cinque milioni . Sarebbe come se in Italia ve ne fossero poco oltre un milione . Se non che ab antico è imposto loro l ' obbligo di non dimorare se non in una parte dell ' immensa superficie dell ' impero . Questa parte è il loro recinto , un largo ghetto . Si compone dei governi di Grodno , Kovno , Volinia , Podolia , Witebsk e Minsk nella Russia occidentale ; di Varsavia , Radom , Lublin , Suwalky , Plotzk , Kalisch , Petrikow , Kjelz e Siedlitz in Polonia ; della Tauride con la penisola di Crimea , Kherson , Jekaterinoslav e Bessarabia nella Russia meridionale o nuova ; in complesso di ventun governi in un ' area di 700.884 chilometri , di cui 21.942.244 che l ' impero ne numera , e con una popolazione di circa 14 milioni tra giudei , polacchi , lituani , lituini , tedeschi , tartari , caraiti e schmudgiaki , di 104 che l ' impero ne conta . Non è a dire che nella ristretta cerchia , in cui devono contenersi , i giudei siano ora o fossero mai soggetti al diritto comune , stessero alla pari delle altre molte varietà di popolazioni colle quali convivono . Una legislazione speciale rigida e capricciosa è stata quella che li ha retti ; e , come a tutte le cose assurde , anche a questa è accaduto di dover variare spesso , e , per consenso tacito di quegli stessi che ne erano gli autori , non è stata mai osservata a lungo . Non la racconterò ; ne dirò solo l ' ultimo stadio . Si può dire , che il governo russo abbia ripigliato a percorrerlo nel 1882 , con quelle che son dette leggi di maggio , e delle quali spetta al generale Ignatieff la gloria . Per esse fu vietato agl ' israeliti di risiedere fuori città e dei borghi , eccetto quelli appartenenti alle colonie agricole fondate dall ' imperatore Nicolò nel governo di Kherson , delle quali farò cenno più in là . Per non rischiare che gl ' israeliti diventassero proprietari di terre e vi risiedessero , fu prescritto che i contratti , coi quali avessero comperato , ipotecato o preso a fitto immobili rurali , non avrebbero seguito ; di giunta nessun israelita avrebbe potuto disporne o venire nominato fattore . Per ultimo , nei giorni festivi dei cristiani , avrebbero dovuto far festa anch ' essi ; e , come quelli , tener chiusi i lor magazzini . Quest ' ultima vessazione par piccola ; ma le prime due importavano che , persino nell ' angusta cerchia dov ' era loro lecito dimorare , avrebbero dovuto sgombrare le campagne , costretti a farsi cittadini e ad affollare le città e i borghi . Pure la legge si contentava di non essere applicata se non negli undici governi russi , che son denominati " il territorio giudaico " , non nei dieci polacchi . Ma non tardò a parere al governo di aver fatto poco ; e nello scorso anno questa legislazione , ch ' era stata detta provvisoria , ebbe carattere definitivo e fu coronata con altre disposizioni , che , in complesso , impongono che quindi innanzi nessun giudeo russo si stabilisca nelle campagne , in nessuna parte del paese ; e mentre , per una indulgenza durata molti anni , erano stati lasciati prender dimora e acquistare interessi dove lor era piaciuto , ora debbano tutti sgombrare via via ; e radunarsi pelle città e nei borghi del territorio giudaico . Eccezioni ve ne ha poche . I mercatanti della prima ghilda – giacché si dividono in tre , secondo la quantità del lor capitale e la qualità delle operazioni cui si dedicano – avrebbero potuto acquistar immobili fuori delle città , borghi e sobborghi per installarvi fabbriche e altri stabilimenti industriali , quando ne avessero avuta licenza dai ministri dell ' interno e delle finanze , e la superficie del terreno non oltrepassasse un po ' più di mezzo ettaro . Ancora , gl ' israeliti che avessero terminato i loro studi in una scuola superiore e le lor famiglie cioè , com ' è ben dichiarato , il capo di queste , la sua moglie e i loro figlioli legittimi tuttora minorenni sarebbero stati esenti , al pari di cotesti mercatanti della prima ghilda dai divieti di non poter mutare domicilio da una in altra città , di non potere neanche andare da un villaggio in un altro , se pure i due villaggi facessero parte di uno stesso comune , di non potere esercitare nessun ufficio amministratìvo o comunale pelle campagne , di non poter dimorare in luoghi fuori delle città e dei borghi , se non autorizzati dietro presentazione d ' un passaporto , e anche così di non potervi rimanere , se non sino a che fosse compito il lavoro , per il quale avessero richiesto la licenza : divieti che avrebbero legato tutti i lor connazionali , e la cui rigida osservanza era commessa alla vigilanza e alle regole del ministero dell ' interno . Né bastò : nell ' aprile di quest ' anno , quando nel 1891 fu nominato governatore generale di Mosca il granduca Sergio , fu dal governo imperiale emanata quest ' ordinanza a modo di dono : « a principiar da oggi cioè dal 22 aprile , data del decreto sarà proibito ai macchinisti , ai distillatori , ai birrai , come altresì a ogni sorta di padroni e operai giudei di venire a stabilirsi nella città o governo di Mosca dal territorio del lor domicilio legale o da ogni altra parte della Russia e per di più il ministro dell ' interno , d ' accordo col governatore generale di Mosca , potrà prendere quelle disposizioni che giudicherà convenevoli per espellere da Mosca i macchinisti , i distillatori , i birrai , i padroni e operai giudei che vi fossero attualmente stabiliti , e ricondurli nel territori del domicilio legale » . Più tardi , di un egual beneficio è stata onorata Pietroburgo . Le quali disposizioni pare che siano la revoca in genere , quanto a queste due città , di una concessione che gli artigiani di valore avevano già di risiedervi . Ed è stata poi limitata anche rispetto alle altre ; giacché da per tutto gli artigiani di questa qualità , che , fidando su quello che pareva loro un diritto , erano andati a porvi dimora , sono ora dall ' autorità di polizia , assoggettati a un esame , dal quale non escono a salvamento se gli esaminatori non si persuadono che la loro pratica e teorica cognizione dell ' arte è perfetta , e se , a ogni modo , non hanno abbastanza commissioni per campare la vita . L ' artigiano giudeo non deve , quindi , sapere soltanto l ' arte per essere lasciato dove sta , ma guarentire all ' autorìtà gli avventori . IV O che è dunque ? Che scalpori sono questi ? Chi s ' ammazza ? Chi s ' affama ? O non sarà padrone un governo di collocare una gente estranea al suo popolo , dove gli pare che a questo non ne venga danno , poiché è persuaso che altrove gliene viene danno ? Certo , la bolla di Paolo IV Cum nimis absurdum del 14 luglio 1555 era men mite di questa del Cesare russo , eccettoché in ciò , che i giudei , che costringeva a vivere dentro un recinto chiuso , vi si dovevano raccogliere non da tutte le lontane regioni di un immenso territorio di un vastissimo Stato , ma dai vari rioni di una città . Del rimanente non li dannava a morte né li affamava ; vietava loro di possedere beni immobili sì rurali che urbani , e li obbligava a vendere issofatto quelli che possedevano ; o non s ' era lor vietato ab antico ? E non avrebbero potuto costruire sinagoghe nuove , né abbellire le vecchie ; bisognava che si contentassero di sinagoghe mezzo dirute e sudicie in cui adunarsi a pregare . Bisognava che portassero addosso qualcosa che li distinguesse : un berretto giallo gli uomini , un fazzoletto di drappo giallo sul capo le donne . Non avrebbero potuto servirsi di nutrici e di domestici cristiani . Non avrebbero potuto farsi dare del " signore " . La domenica avrebbero dovuto far festa . Occupazioni ne eran loro proibite parecchie : non affittaiuoli , non gerenti , non intraprenditori , non coloni , non cassieri , non economi , non intendenti , non sensali , non mezzani di matrimonio , non ostetrici : nelle case dei cristiani non esercitare nessun ufficio , non entrare in trattative di affari con cristiani , non lavorare insieme , non rivestire nessun ufficio nelle loro case , non commerciare in frumento od orzo o altri commestibili ; solo lecito a essi ars strazzariae seu cenciariae , ut vulgu dicunt , cioè comprare e vendere roba vecchia ; fare , come pur fanno , i ferravecchi . Persino la medicina era loro interdetta , arte in cui avevano un ' antica reputazione , e avean servito persino vescovi e papi . E nessuno scongiuro mancava alla bolla , e in eterno i suoi divieti , i suoi comandi sarebbero durati . Ed eran dei più lievi e soavi e sopportabili , che emanassero da autorità di governo a quei tempi : giacché i pontefici hanno fama meritata d ' essere stati coi giudei i più benevoli dei principi , il che non crederebbe nessuno , che leggesse solo le loro bolle , e non le comparasse coi decreti degli altri . Però alla bolla di Paolo IV , pontefice ardente e cocciuto , succedette quello che a siffatte violenze suole accadere : persino quelli cui è commesso l ' eseguirle cercano e trovano modo di eluderle . V V ' ha strazi magari anche maggiori che non sia la morte . Essere cacciati via dove si è abituati a vivere ; di dove s ' ha modo di guadagnare il pane ai genitori , alla moglie , ai figlioli , a sé ; di dove v ' ha chi ti conosce , ti sorride , ti stima ; cacciati via , e sotto la sferza di gendarmi o di soldati , angariati , spremuti , rubati da ufficiali di polizia , menati dove tutto è nuovo , tutto vi respinge , dove trovate chiusa ogni strada , non v ' è spazio per voi , e stenterete oggi , stenterete domani , e v ' affogherà una miseria sconsolata , continua , senza luce , senza speranza . Cacciati via ; e forzati a lasciarvi dietro il campo , la casa e quanto avete al mondo : o di vendere a precipizio ogni cosa , a chi , appunto , per spogliarvi , v ' ha assalito di calunnie , v ' ha perseguitato di accuse , v ' ha ricoperto d ' infamia , perché si generasse una opinione siffatta , che qualunque torto vi si infliggesse , paresse lecito , lodevole , doveroso l ' infliggervelo . Che crepacuore non deve esser questo ? Che morte all ' anima prima , al corpo poi ? Come non vi dovete rodere dentro a vedervi trattati così , non una volta , ma più volte nella vita ? A essere persuasi , che se vi si lascia qualche anno di pace , non si fa , se non perché vi prepariate alla prossima rapina e la facciate fruttuosa ? Con quale bestemmia sul labbro non darete l ' ultimo fiato ? Come non contrarrete , per sfuggire a una vicenda così triste , l ' abitudine dell ' inchinarvi disprezzando , del fingere e del mentire ? Come non accumulerete nell ' animo un infinito odio verso i vostri persecutori ? Come l ' odio non sarà tanto più velenoso , quanto più è forzato a rimanere nascosto ? Come non concepirete il desiderio di annientarla una società così crudele contro di voi ? E se non potete annientarla questa società tutta quanta , almeno tormentarvi qualcuno , ridurvi qualcuno povero , arricchire a suo danno ; e poiché della ricchezza vi manca e dovete celare ogni altra gioia , prenderne almen questa , il vendicarvi con essa di prepotenti , che non potete in niente altro e con niente altro umiliare , vincere , calpestare ? Pure quelle violenze che si son lette nella bolla di Paolo IV e nelle ordinanze di Alessandro III non sono le maggiori che ai giudei si son fatte durante i secoli ; così gravi , così tormentose come pur sono , si può considerarle come delle minori : impallidiscono al paragone delle stragi sommarie , delle morti fra i tormenti , dei tormenti non smessi prima che vi sia uscita di bocca la menzogna che s ' aspetta o la verità cui si agogna , e smessi oggi per ricominciare domani , fra gli insulti , i dileggi , le battiture , gli oltraggi , ogni sorta di minacce e di vituperi che piagano l ' anima e curvano la persona . Chi può credere , che una gente trattata così non abbia contratto qualche difetto d ' indole ? Chi vorrà meravigliare , se l ' avesse contratto ? Perché una gente , cui si mostri ogni giorno che vi sentite separati da essa , non dovrebbe sentirsi separata da voi ? Perché , minacciata ogni giorno e impotente contro le minacce , non dovrebbe avere imparato a difendersene con ogni arte sottile e persino subdola ? Perché , forzata a rinunciare a tante occupazioni atte a sostentare nobilmente la vita , non avrebbe dovuto acquistare l ' abitudine di quelle che vi paiono sordide ? I cristiani , poiché cristiani sono stati , hanno essi fatto colle loro mani poco meno che tutto quello che lor dispiace nei giudei ; e dopo averlo fatto , non è loro rimasto come l ' hanno inteso assai prima e assai meglio le loro nazioni latine che non le tedesche , e , più arretrate , le slave se non un obbligo : disfarlo . E così sono stati e saranno cristiani davvero ; poiché Cristo , morendo , ha pronunciata quella parola di perdono , che non solo attesta la bontà dell ' animo suo , ma l ' altezza della sua mente ; non solo prova che era infinita nel suo cuore la pietà verso l ' uomo , ma infinita altresì la sua intelligenza del corso delle umane e delle divine cose , e dell ' ufficio supremo e universalmente salutare che la sua morte vi adempieva . Si fanno agli israeliti strane censure . Si dice che non amino fare i soldati ? Perché amerebbero ? Vivere tre o cinque anni in mezzo a gente che ti colma d ' ingiurie e ti abbevera di disprezzo , e , scorsi i quali , tu non sarai contento di pari agli altri coi quali hai convissuto , anzi non sarai neanche libero di andare a vivere dove ti piaccia nella tua patria stessa , non è cosa che possa gradire a nessuno . Del resto , anche il paesano russo fa il poter suo per esimersi dal servizio militare . E in Italia non si sente che il giudeo vi sia più restio d ' altri , appunto perché non è più messo a diversa condizione di altri . Né è meno strana censura l ' altra che non amino di coltivare la terra . Dio buono , se si vieta loro di acquistarla o di abitarvi ! Arnold White , che , per incarico del barone Hirsch , è andato a visitare gli ebrei di Russia , per giudicare se e quali fossero in grado di emigrare e di allogarsi a coloni altrove , ed è stato aiutato nella sua ispezione dal governo stesso cui piace che vadan via , ha visto anche quelle colonie fondate , come ho detto dianzi , da Nicolò nel governo di Kherson per consiglio datogliene da Mosè Montefiore nel 1846 . Ora , egli attesta che la popolazione che le abita è attiva , in buon arnese , riarsa dal sole , forte di muscoli , insomma contrassegnata di tutte le doti proprie d ' una gente campagnola della più alta qualità ; e per quanto ha sentito dai proprietari russi dei dintorni , che li adoperano , non ha vizi eccettoché matrimoni troppo per tempo , imprevidenti e fecondi , non devano essere considerati un vizio . E ve n ' ha 30.000 , ed educano tutti i lor figlioli , e non pare che nessuno fallisca , giacché v ' ha una fame e una sete di sapere , che si potrebbe persin dire morbosa . È vero , aggiunge , che la coltivazione a occhi inglesi non pare in tutto buona – e aggiunge il perché – ma sarebbero capaci di migliorarla , ché la lor condizione morale e fisica è addirittura mirabile . VI All ' adunanza che , presieduta dal gonfaloniere , fu tenuta in Londra il 10 dicembre dell ' anno scorso , un duca , il duca di Westminster , fu quello che propose una risoluzione , e un vescovo , il vescovo di Ripon , e un reverendo gliela appoggiarono . La risoluzione fu questa : « l ' adunanza deplora profondamente le sofferenze inflitte di nuovo ai giudei di Russia , per effetto di leggi e di disposizioni rigorose ed eccezionali ; e ritiene che in questi dieci ultimi anni del XIX secolo la libertà religiosa dovrebbe essere riconosciuta , come un principio di diritto naturale , da tutte le comunità cristiane » . Io non dubito punto che , se non tutti i sacerdoti cattolici approverebbero la seconda parte della risoluzione , o forse non l ' approverebbero se non pochi , tutti accetterebbero la prima . Giacché bisogna dire il vero : non soltanto ora , ma sempre , il sacerdote cattolico , e in Roma e fuori , non è mai stato il più fiero nemico dei giudei ; e , certo , in guardia sempre che non prevalessero e signoreggiassero le società cristiane , e proclive a tenerli segregati e da parte , perché la lor dottrina e i lor dinieghi non le infestassero , non ha , il più delle volte , voluto che si fosse crudeli contro di loro . Il giudeo ramingo , senza patria , solo in mezzo alla folla , segnato a dito , gli era prova – una prova che non bisognava cancellare o spegnere – della vittoria di Cristo . Ma se il sacerdote chiuso nei cancelli di una fede rigida non ha creduto che dai giudei potesse trarre altrimenti che così una prova della vittoria di Cristo , noi , cristiani anche , dobbiamo trarne in altro modo una prova ancor più lampante . Dobbiamo mostrare ai giudei che questo lor compaesano ha accesa nei cuori dei suoi fedeli una face di carità , che liquefa ogni odio e attuta ogni dissenso . L ' effetto di una condotta davvero cristiana verso i giudei , com ' è stata l ' emancipazione proclamatane in Francia alla fine del secolo scorso , non si può ancora vedere tutto ; è scorso troppo poco tempo dacché l ' esempio è stato seguito altrove ; e del resto anche cento anni sono pochi al paragone delle cifre a due migliaia , dacché , quando più , quando men peggio , dove più , dove men peggio , n ' era o n ' è stata seguita un ' altra . Come noi in Italia abbiam fatto cittadino il giudeo , e come s ' è fatto oramai in così gran parte dell ' Europa civile , così si faccia nel resto degli Stati ; e non ve ne sia più nessuno , in cui , tanto negli ordini civili che nei politici , si metta differenza di diritto tra lui e gli altri : e allora andrebbe cessando a mano a mano , insieme con alcune particolarità dell ' indole sua , quella particolarità di sentimenti , che nella società si mantiene tuttora viva verso di lui . La mutazione non potrà portare intero l ' effetto suo , se non ha luogo in tutti gli Stati d ' Europa . Il giudeo non si sentirà cittadino del tutto in nessun Stato , se tuttora non è tale in qualcuno . Non visitiamo più nei figlioli l ' errore dei padri ; lasciando tutti liberi della propria coscienza , ravviveremo tanto più la nostra quanto più rispetteremo l ' altrui . VII Quelle tre tradizioni di ripugnanza e di avversione rinnovate si andranno rimpiattando sicché non s ' estinguano , giacché sono ragioni false . Il giudeo appare un elemento riluttante , a parte , a sé , nella nazione in cui vive , perché s ' è operato verso di esso per secoli , come appunto si doveva perché questo effetto seguisse . Quando si fosse operato al contrario , e da secoli invece fosse stato considerato , come si fa da qualche anno negli Stati più profondamente e veramente inciviliti , quelle punte che gli rendono aspri i contatti coi suoi connazionali , si sarebbero smussate . Certo avrebbe continuato a fare coi suoi un consorzio distinto quanto al credo religioso che professa . Ma , oltreché questo credo non è in tutto opposto a quello di coloro coi quali convive , anzi si regge sullo stesso fondamento , e l ' israelita è l ' antenato del cristiano , un appartarsi di una società dal rimanente per ragione religiosa , non è , nelle presenti condizioni , cosa durevole . Nessuna società è libera oggi da dissensi religiosi , persino da quello supremo che è il negare la religione stessa . Pareva un progresso assicurato e fortunato questo , della pacifica convivenza in comune delle diverse credenze , col diritto riservato a ciascuna di meritare meglio dell ' uman genere e di Dio con la santità della vita e l ' altezza e la larghezza del pensiero : un pensiero assicurato e felice questo , che alle diverse credenze chiede soltanto di aggiungere stimolo all ' intelletto e al cuore , e di spegnere nell ' ardore della carità ogni lotta , ch ' esacerbi , amareggi , mova a sdegno e inebbri di sangue . Giacché , oltre questo , non v ' ha altro . Il giudeo non è puro semita ; e noi abbiamo del semitismo radicato nelle nostre menti così profondo , che nessuno ne lo sradicherebbe . Chi può affermare che la più gran parte dei giudei che ora ci sono non discenda da quei proseliti , ch ' essi facevano in ciascuna nazione già prima che nascesse Cristo , e continuarono a fare dopo lui morto ? Chi può dire quanto sangue giudaico scorra in vene ariane , quanto sangue ariano in vene giudaiche ? Leggi ecclesiastiche e civili , perché ciò non succedesse , ne sono state fatte molte e ripetutamente ; ma , appunto perché molte e ripetute , provano che la cosa succedeva . Anche oggi il divieto ecclesiastico dura , se il civile è obliterato ; ma chi ignora , che soprattutto nelle alte classi i matrimoni tra giudei e cristiani , se non sono comuni , neanche sono insoliti ? Ma fosse pure altrimenti , e i giudei fossero rimasti puri semiti : che perciò ? Che vuol dire essere semita ? So che una scienza frettolosa ha disegnato del semita un tipo rigido , a tratti precisi , quanto a visi , linguaggio , carattere morale , coscienza religiosa e via via : ma so anche che la dipintura non regge avanti a una esatta e piena cognizione della storia . Se il giudeo è andato sviluppando un tipo suo ab antico , l ' ha fatto in contrasto coi semiti che aveva a destra e a manca ; egli è stato un semita sui generis , che , dopo avere fatto germogliare e crescere dentro di sé un pensiero religioso e morale suo proprio , l ' ha innestato sopra un tronco non suo . D ' altronde semiti e ariani sono di razza caucasia , e come le due prime sono generalizzazioni di alcuni solo dei fattori di una razza , così la terza è la generalizzazione di altri . Coteste specie o generi li formiamo come possiamo , e , dopo averli formati , bisogna andarci attorno con le forci perché non prendano maggior posto di quanto loro spetta . Ma non fosse così , e si dovesse pure loro accordare un valore assoluto : sono cotesti semiti così discosti dagli ariani come sono i magiari ? Certo no ; ora chi distingue i magiari da ogni altro popolo civile di Europa per modo che niente di europeo si possa assimilare da loro , e niente di loro assimilare da ogni altro popolo di Europa ? Coteste son lustre , che , per parere scientifiche , non hanno perciò più ragione o var lore di fare ostacolo al retto e al vero . VIII Leggevo giorni sono questa conversazione : – « questi birbi di giude vanno riducendo mendichi in questi dintorni tutti i cristiani » mi assicurava un bottegaio russo in una città del recinto . « Col combinarsi a loro danno ? » chiesi . « No » . « Col corromperli ? » « No , ma col truffare addirittura e malfare » fu la replica enfatica , però tale che mi dette più curiosità che non mi facesse sorpresa ; sicché io chiesi qualche fatto . « Fatti ? Ma se non rifiniscono di truffarci e frodarci . Non fanno altro . Guardate . Noi facciamo largo commercio di uova e di polli e comperiamo tutto quanto ci riesce dai contadini che li portano al mercato . Orbé , questi infernali crocifissori di Cristo escono prima di giorno forse non sono neanche andati a letto tutta la notte innanzi , e vanno incontro ai contadini prima che siano vicini alla città . E quanto v ' è a comprare , tanto comprano , e i contadini glielo vendono a miglior mercato perché risparmiano la noia e la spesa di venire in città ; e così ci tagliano l ' erba sotto ai piedi ; « Bene , ripigliai , ma perché non vi levate più per tempo , e non vi fate incontro ai contadini un po ' più lontano dalla città ? » La domanda fu imprudente ; m ' accorsi allo sguardo di dispregio , con cui il mio interlocutore mi squadrò : intesi che dovevo smettere – . Le lagnanze dei cristiani mi paion tutte dello stesso genere . Abbiamo fatta più vigile e più agile una gente vigile e agile per natura , e ci duole che sia tale . Non si ubriacano : e poiché i cristiani lo fanno , danno loro da bere , non perché l ' ubriachezza piaccia loro a vedere , ma perché ne cavan denaro . Mettono un soldo sopra l ' altro e risparmiano : e lo tirano di tasca a chi ama spendere , anziché risparmiare . I giudei avranno vizi come virtù proprie ; , son difficili , credo , sopra essi come sopra altri i giudizi complessivi , e sdruccioli e mendaci ; v ' hanno giudei , come v ' hanno cristiani , provvisti di tal vizio e di tal virtù , e altri provvisti di tal altra virtù e di tal altro vizio . A ogni modo , io non vedo prova , che di ciò di cui più s ' accusano i primi , non si possono accusare anche i secondi . Se di quelli v ' ha molti acri al lucro , v ' ha molti acri al lucro di questi . Ho conosciuto giudei eccellenti , come cristiani eccellenti . I modi tenuti da quelli negli affari d ' industria e di banca non sono diversi dai modi tenuti da questi . E v ' ha ricchi divenuti tali per via non retta , o che spendono male il loro denaro tra gli uni e tra gli altri . Se noi togliamo quelle abitudini e quelle attitudini che i giudei hanno contratto per effetto della condizione in cui son rimasti per così lungo tempo , e in Russia , in Rumenia , in alcuni paesi musulmani rimangono ancora , a me non riesce di scorgere in che altro i giudei in complesso siano diversi dai cristiani in complesso . E si può forse affermare che un piccolo consorzio , com ' essi sono , di gente tanto esercitata dall ' odio altrui , tanto spronata al guadagno , tanto astretta al risparmio , tanto attenta a guardarsi da ogni parte , tanto accanita al lavoro , esso è servito di stimolo ai consorzi più larghi , nel cui mezzo ha condotta la vita , e ha piuttosto accresciuta , in loro , anziché diminuita la lena a combattere le battaglie ogni giorno . Ciò che importa ora è ch ' essa si senta non nemica , ma amica , e sia sentita non nemica , ma amica . Il che non è in tutto così oggi , ma sarà domani ; quando come in Italia , così altrove se ne prenda la via . Li faremo migliori verso di noi , se diventeremo migliori di loro . A ogni modo , io non credo che troverebbe prove davvero convincenti chi affermasse che oggi si trovano più giudei tra i partiti intesi a sovvertire gli ordini politici o sociali attuali , che tra i partiti intesi a conservarli . Sarebbe più sicuro affermare e facile dimostrare il contrario . E v ' ha qualcosa nei giudei che noi ci potremmo appropriare non senza frutto ; giacché , come n ' è esempio un nostro uomo di Stato , anzi ministro , la lunga loro storia che si divide come in due parti , ha generato nella lor mente due qualità che paiono opposte e non conciliabili : una grande idealità e una praticità non minore . IX A ogni modo , gli strazi dei giudei di Russia sono ora fuor di misura . Sperare che per volontà del governo siano temperati o cessino , è un illudersi . Il governo si è indotto a infliggerli da un complesso di pregiudizi , che non si dissipano presto . La foga della persecuzione non sarà spezzata che dall ' impossibilità di menarla al fine desiderato . Dopo che avrà prodotto infiniti dolori , si fermerà prima di averlo raggiunto , come è già succeduto altre volte ; ma intanto i dolori vi sono , e terribili . E opera civile , cristiana l ' alleviarli . Uno scrittore del quale nessuno non russo può vantare maggiore cognizione della Russia , ha narrato già l ' anno scorso , quanta e che forma di strazi cade sulle spalle dei giudei russi : « Più di centomila famiglie , scrive , forse duecentomila , cioè un milione di persone , saranno costrette di abbandonare le loro case e i loro affari per emigrare verso le province del recinto ebraico , a occidente . Là , alle porte della città della Lituania e della Piccola Russia , che dovranno esser loro assegnate per residenza , questi ottocento , novecento o più mila emigranti incontreranno altri convogli di esuli , quasi altrettanto numerosi , i giudei espulsi dalle campagne di queste stesse province , per essere accantonati nelle città » . Né in tutte . Kiev , la città santa , ha il privilegio di essere chiusa a cotesti " cani di giudei " . Altre si chiuderanno da sé ; più vivaci vi sono i commerci , più ripugneranno a riceverli . Oltreché i giudei non possono prendere dimora a minor distanza di 50 verste – un po ' più di 50 chilometri – dalla frontiera austriaca ; il divieto si estenderà alla frontiera prussiana ; anzi si sarebbe prolungata , dicono , del doppio . Così si sarebbe ancora ristretto lo spazio in cui cotesta gente povera , della quale lo stesso scrittore dice di non averne mai vista una più povera al mondo , si deve ammassare . Potrà ? Certo no ; nello sforzo di mutar sede deve in gran parte morire . E n ' è morta , e ne muore già per il modo in cui è menata ai luoghi in cui si deve restringere . Giacché v ' è menata , a modo di gregge , a forza e a tappe ; e i racconti dei crudeli trattamenti e delle spoliazioni frodolente , cui sono soggetti per strada , son tali che n ' empirei più pagine , con non minore raccapriccio dei miei lettori che non sia stato a leggerle il mio . Tanta barbarie s ' annida nell ' uomo che si chiama civile ! Forse nell ' uomo , per civile che si vanti , si trova a grattarlo , il barbaro . Era naturale che in tutta quanta l ' Europa cotesti racconti muovessero a compassione e a sdegno degli uomini , o giudei o cristiani , che ne sono ancora capaci , a cui l ' interesse o la vanità non chiude la bocca avanti alle ingiustizie umane , solo perché sono potenti quelli che le commettono . In ogni parte d ' Europa si è levato un grido : persino gli antisemitici hanno sentito pietà e terrore . Non volevano questo , non volevano tanto ; ché le persecuzioni ai nostri giorni hanno questo di più stupido ancora , che non avessero prima : l ' effetto che producono in quelli che ne sono uditori o spettatori , è tale da doverle fermare innanzi che abbiano raggiunto la meta prefissa . Cotesti giudei , bisogna che in maggior o minor numero escano di Russia , se non devono soccombervi tutti . Ma dove andranno e come ? Chi dà loro il denaro del viaggio ? Chi quello necessario ai primi giorni delle nuove dimore ? Qui è il campo , dove si deve esercitare la carità dei giudei e dei cristiani insieme ; e unire i loro sforzi in un fine comune di salvezza e di redenzione , per il presente e per l ' avvenire . Giacché solo nell ' opera di questa carità , voluta fortemente , fortemente esercitata , d ' una carità , che non separa , ma unisce , che non distingue ma accomuna , che sotto ogni differenza che divide uomo da uomo , sente l ' uomo e non altro che questo , è la soluzione definitiva della questione giudaica , come di tante altre che dilacerano oggi le società nostre . Il precetto non è tanto cristiano , che non sia anche giudaico .
LA LIBERTÀ ( BONGHI RUGGIERO , 1867 )
StampaQuotidiana ,
V ' è egli puntura più dolorosa per chi nei ceppi , negli esili , rincorso dagli sgherri , appiattato nel solingo studio , minacciato dai carnefici , non ha per lunghi anni risparmiato né pericoli , né fatica perché la patria sua fosse indipendente da ogni forestiero , e libera nei suoi ordini di governo ; vi ha egli , diciamo , puntura più dolorosa per lui che il vedere , il sentire , oggi , tanti sussurrare sommessamente che , quanto son persuasi dei benefici che l ' indipendenza può portare all ' Italia , tanto cominciano a sospettare che la libertà politica non sia in grado di fargliene ; e che una prova di sei o sette anni mostra oramai che un governo , in cui vi fosse meno luogo a parole e più a spazio ai fatti , sarebbe meglio in grado di sanare le piaghe che nel bel corpo d ' Italia , oggi , come ai tempi di Petrarca , si vedono sì spesse ? Ebbene , costoro seguono un ' apparenza ingannevole ; e la sostanza delle cose sfugge loro . Sì , l ' Italia ha le finanze in dissesto , e l ' amministrazione sossopra ; le mutazioni dei ministeri , troppo frequenti , hanno impedito che nessuna cosa pigliasse un assetto a dirittura stabile ; le discussioni dei parlamenti hanno talora indugiato d ' un anno o più provvedimenti che , presi un anno prima , avrebbero soffocato nel nascere le difficoltà che ora ci assiepano ; il demonio del parteggiare ci ha tenuto troppo la mano nei capelli , e abbiamo sciupato nelle gare il tempo che dovevano spendere a fare ; l ' imitazione della Francia ci ha sedotti troppo , e , consumati nelle discussioni astratte e teoriche dei diritti , ci siamo lasciati a sviare dalla considerazione e dall ' esame concreto dei fatti . Sì , è vero ; gli elettori hanno scambiato la viltà col coraggio , e , assuefatti a governi assoluti , non hanno inteso le necessità dei governi liberi . Sì , si son lasciati sopraffare dalle accuse bugiarde , dalle calunnie demagogiche di quelli che , all ' indomani della libertà , colle grida scomposte e coi finti ardori , tentavano di far dimenticare la lor condotta della vigilia ; e , invidiosi d ' ogni primato morale , d ' ogni influenza legittima acquistata , d ' ogni virtù civile , versavano la bava velenosa del loro animo sopra i migliori , sopra quegli stessi che avevano loro aperta la bocca già serva . Sì , tutto questo è vero ; è dolorosamente vero ; ma chi gli ha educati cotesti italiani , dei quali ci lagniamo nelle assemblee , nei collegi , nei circoli , nei giornali ? È la libertà forse ? Coloro i quali la vollero e la vogliono , non la vollero e non la vogliono se non perché sanno ch ' essa è la sola Dea adatta a svegliare colla gran voce tutto un popolo , e a ridargli vigore morale ; sola in grado di suscitarne le virtù sonnolente , di acuire le menti , di sferzare gli animi , di agitare gl ' interessi , di provocare la gara di tutti sopra ogni cosa , e di farne prorompere quell ' emulazione rigogliosa che sopraffà e vince gli ostacoli . Quale è la radice dei tanti mali dei quali ci lagniamo , la radice sola dalla quale pullulano tutti , così vari e diversi come sono ? Una sola . La poca operosità intellettuale , morale , economica di ciascuno di noi . Noi non siamo contenti del governo , né delle assemblee , e abbiamo ragione . Ma il governo e le assemblee hanno ragione d ' essere contenti di ciascun cittadino ? Ciascun cittadino di essere contento di sé ? Il governo e le assemblee hanno una gran parte nella prosperità dei paesi liberi ; chi lo nega ? Ma non l ' hanno tutta ; e ne spetta una grandissima al complesso della cittadinanza . Questa ha egli fatta la sua ? Chi l ' affermerebbe ? E se la camera ultima è riuscita così inferiore al bisogno , non è stato perché , non creata , come la prima , in un gran momento d ' eccitazione morale e politica , ha ritratto troppo fedelmente l ' inerzia scapigliata , discorde , querula del paese stesso ? Non è chiaro , quindi , che una rigenerazione morale , intima , quella di cui abbisogniamo tutti ; che in questa sola è il germe d ' ogni altro bene , il seme di ogni operosità intellettuale , d ' ogni prosperità economica ; il fondamento su cui possiamo solo sperare di edificare parlamenti e governi che ci contentino o ci soddisfacciano ? Ora , questa rigenerazione morale non possiamo aspettarla che dalla libertà politica . Chi crede che , facendo gettito della libertà , rimedierebbe prima ai mali del paese , deve credere che anche dando a tracannare oppio a chi dorme , riuscirebbe a svegliarlo . Chi sussurra questo consiglio al paese o a sé , consiglia a Esaù di vendere la sua primogenitura . Se con i parlamenti l ' Italia non è riuscita a porsi affatto in assetto , senza quelli non avrebbe anche principiato a mettersi insieme ; non sarebbe stata neanche in grado di stare insieme sinora . Sono state le influenze onorate , vigorose , fide degli uomini i quali si sono raccolti nel primo parlamento dell ' Italia , quelle le quali hanno dato modo a un governo centrale , insolito e nuovo , e nei principi scarso di forza , di stendere la sua azione , d ' imporre la volontà sua da un capo all ' altro d ' un paese diviso sin allora in sette Stati , discordi d ' abitudini , di legislazione , di storia , di sentimenti , di desideri . Nessun ' opera potrebb ' essere compiuta in Italia , senza difficoltà infinite , quando in un parlamento comune non vi fosse modo di temperare le voglie diverse , di moderare e conciliare gl ' interessi contraddittori . La libertà , quindi , che sola può rifondere il succhio della vita nelle nostre membra stanche , può anche sola compiere l ' opera ch ' essa ha principiato , e tenerla , sin che dura , insieme . È facile , quando si sentono i dolori d ' una situazione , immaginarne un ' altra diversa , e fantasticare che in questa non si sentirebbero . Ma è fallace illusione ; fate che arrivi coi fatti l ' altra situazione che oggi sognate , e ne proverete nelle midolle gli aculei . Il pericolo , che un uso non retto delle forme parlamentari del governo ancora per un anno o due creerebbe , è appunto questo : che nel paese si generi quell ' illusione fallace , e non si accorga di essere caduto d ' un errore in un altro , se non quando fosse troppo tardi . Da quest ' illusione spetta di scaltrirlo a tutti quelli i quali hanno col consiglio , colla penna , colla parola qualche influenza sopra esso . Ma , nel farlo , è utile persuadersi , è utile fissarsi bene in mente , che inganna se medesimo chiunque si dice amico della libertà , e procura insieme di stornare i suffragi degli elettori dall ' elezione d ' un uomo provato d ' animo e di mente , e di rivolgerli , invece , a quella d ' un misero e vizioso intrigante , d ' un povero strumento logoro di partito , d ' uno spirito incerto , vano , flaccido , senza costrutto . La libertà è il principio d ' ogni bene e d ' ogni vita : persino viziata , agitata , scarmigliata , val meglio che un dispotismo tranquillo ; sono più i semi che feconda essa col soffio , che non quelli che il dispotismo promette di sapere schiudere nella stufa . Ma scapigliata , scarmigliata , sconclusionata , le masse non la tollerano , perché impazienti dei danni che intanto soffrono . Ciò è necessario che ricordino bene tutti coloro i quali desiderano veramente che essa duri e prosperi ; tutti coloro i quali , sapendo le prove ch ' essa ha fatte in Grecia e in Roma , in Inghilterra e in America , sperano che le rinnovi tra noi . Tra pochi giorni dovranno i circoli , i giornali proporre agli elettori i nomi sui quali raccogliere i loro suffragi . Quei nomi saranno il solo e il migliore indizio della saldezza dei loro criteri , e della verità dei loro affetti a quella libertà che Alfieri invocava con quei ferocissimi e santissimi versi : O Dea , tu figlia del valor , che aggiugni Duo gran contrari , indipendenza e leggi ; Tu che da ' miei venti anni il cor mi pungi E miei studi e mia vita arbitra reggi : pur aggiungendo che non la riconosceva in quella che , camuffata del suo nome , vociava e si dimenava ai suoi tempi , sulle rive della Senna : Licenza è questa ; alla lasciva gota Ben la conosco : e d ' ogni pudor priva Volger s ' affretta la sua breve rota .
MASTAI E MAZZINI ( BONGHI RUGGIERO , 1870 )
StampaQuotidiana ,
Quest ' accoppiamento di cognomi parrà irriverente a molti ; e l ' avremmo cansato , se non fossimo sicuri , che a taluni di questi riuscirà dispettoso il Mazzini messo insieme col Mastai , l ' avvenire speranzoso aggiogato col passato semispento ; ad altri invece , sembrerà appunto il contrario : intollerabile il congiungere colla costanza eterna della fede l ' illusione passeggera della fantasia e della passioni . Pure , così gli uni come gli altri possono fare questa considerazione : che v ' è al mondo persone le quali credono infallibile per l ' appunto l ' opposto di ciò ch ' essi credono tale e che noi , quindi , i quali non siamo qui a giudicare chi dei due abbia ragione , – tra perché non è il nostro proponimento , e perché anche né dagli uni né dagli altri ce ne sarebbe riconosciuta la competenza , ma ci contentiamo di rilevare i tratti umani delle cose umane , abbiamo il diritto d ' indicare le somiglianze nella condotta di quelli che raccolgono in sé la suprema autorità e guida delle due avverse opinioni . E ora questa somiglianza balza agli occhi di tutti . Come Pio IX vuol rimanere prigioniero per forza , così il Mazzini vuol rimanere per forze esule . Né l ' uno né l ' altro teme di aggiungere al tipo comico dell ' ammalato immaginario quello del prigioniero , dell ' esule immaginario . Il governo italiano è condannato a fare rispetto all ' uno il carceriere , rispetto all ' altro lo scacciatore , malgrado suo . Né quegli , né questi accetta da esso la libertà di cittadino ; anzi , diciamo meglio , Pio IX ricusa persino la libertà di sovrano . Può parere alla prima che ci corra questo divario : Pio IX si può dire spogliato della dignità di principe , che ha pur tenuto sino a ieri l ' altro : il che Mazzini non può pretendere di sé . Ma anche questi è stato presidente della Repubblica romana ; e d ' altra parte , il dispetto dell ' esser scaduto testé da un altissimo grado non è minore di quello di non averlo mai potuto raggiungere ; e Pio IX resta pontefice della cattolicità , mentre il Mazzini non è anche riuscito a essere né principe , né pontefice della Repubblica universale . Nella verità , è lo stesso criterio che inspira la lor condotta , anzi la costringe a essere quale è . Le potenze , ch ' essi devono mantenere o fondare , sono tali che tutta la forza ne consiste nella impressione fatta da talune idee e sentimenti sulle coscienze . Sfumano affatto , se quelli che n ' hanno la principale rappresentanza , paiono patteggiare con i rappresentanti delle idee e dei sentimenti opposti . Sfumano tanto più quanto più si chiede loro di scendere a patti , mentre appaiono fiaccati e deboli . I pontefici , quando nessuno dubitava della legittimità del lor principato , hanno potuto cedere ai re e agli imperatori cristiani l ' esercizio di taluni dei diritti appartenenti alla Chiesa ; ma Pio IX , cacciato di Roma e chiuso in Vaticano , non può o non crede di potere , più che potesse o volesse Gregorio VII esule . Il Mazzini , da parte sua , sente che , messo in carcere da uno sbirro mentre andava cospirando di città in città , rovinerebbe il suo credito affatto , se paresse contento di essere liberato di carcere e vivesse , come ogni altro cittadino , tra noi , pur lavorando per promuovere le idee sue , sotto la protezione delle leggi e del re . Per non morir affatto gli bisogna o star lontano e parere minaccioso , oppure venire , sì , al di qua delle Alpi , ma camuffato da operaio o altrimenti , con finta barba , e con falsi mostacci , così da non essere riconosciuto e da potere dare qualche verosimile pretesto alla polizia , che ne segue i passi , di non mettergli sino dal primo le mani addosso . Non è possibile mantenere ad altro patto l ' ardore nelle loro reciproche chiese . L ' apparenza d ' un ' umile ragionevolezza li spegnerebbe affatto . Ed è disperato , parrebbe il disputare così coll ' uno come coll ' altro , e l ' opporsi ad argomenti adatti a sviarli dal loro proponimento . A Pio IX , di certo , non è rincresciuto se non il dover pure rimanere in Roma , il che potrebbe farlo credere meno ostinato e tenace di quello che è davvero ; il Mazzini , certo , non s ' addolora , se non d ' aver pure dovuto traversare l ' Italia prima di ripassare le Alpi , senza che nessuno gli desse noia , o s ' accorgesse , non che d ' altro di lui . La persecuzione è uno dei principali elementi di rigoglio e di vita così per l ' una come per l ' altra fede . E invero , per la fede di noi liberali , gente a modo discreta , fredda , mediocre , se si vuole , la vita è tutt ' altro . Noi proponiamo ad amendue di tenere il presente nelle lor mani od occupar l ' avvenire , se possono , con tutti i mezzi che ci paiono soli leciti al propagamento delle opinioni e delle persuasioni di qualunque natura siano ; ma non con altri . Ecco la società , diciamo loro , davanti a voi ; non vi permettiamo né di martoriarla perché crede a un modo , né di mandarla sossopra perché crede a un altro ; ma scrivete , parlate , ragionate , associatevi pure , ordinatevi , predicate dai pulpiti o sermonate dalle tribune ; insomma , convincete , se vi riesce , mantenete le convinzioni vecchie o insinuatene di nuove ; questo non vi vogliamo , né possiamo impedire , e ci limitiamo a mantenervi tutti tranquilli nel giro dei vostri diritti e doveri insino a che la lotta dura , – e durerà , per fortuna dell ' uomo , sempre , poiché senza di essa egli marcirebbe – e vi prenderemo , secondo il nostro giudizio , parte anche noi . Ci sono tra noi anche molti cattolici e cristiani , molti i quali fermamente credono che la parola di Cristo sia stata e sia parola di verità e di vita , e la Chiesa cattolica la conservi più sana e intatta d ' ogni altra ; ma questi cattolici , che stanno con noi , credono che appunto la lor fede non riprenderà tutto l ' antico suo spirito , tutta la sua antica forza di restaurare e di rinnovare l ' uomo , se non quando il sacerdote , che ne è l ' interprete , ritorni a fidare , come una volta , solo sulla virtù e sulla sua dottrina . E così vi possono essere tra noi liberali molti , i quali o non credono che la monarchia costituzionale sia l ' ultima parola delle società politiche , o non si sgomentano per ciò solo che il Capo dello Stato deva essere eletto a suffragio di popolo , anziché ereditario ; ma ritengono altresì che nei popoli , i quali si vogliono ordinare a repubblica , si devono formare prima , o esistere , taluni sentimenti e condizioni morali e sociali . A nessuno è vietato di procurare di formarli in Italia , di prepararli via via ; ma a chi può essere lecito l ' immaginare che ci sono , e con questa immaginazione mandarci tutti all ' aria , come se ci fossero ? Al Mazzini non è possibile consigliare nulla , né mette conto ; a Pio IX neanche , perché non sentirebbe . Ma al capo della cattolicità giova dire quello che all ' altro sarebbe soverchio l ' inculcare . È impossibile difatti , ch ' egli scordi o trascuri ciò che la fede , di cui egli è dottore vivo , promette all ' uomo ; ciò di cui anzi essa afferma di essere sola lo strumento indispensabile . Ebbene , se questa dottrina è vera – e al pontefice non può parere altrimenti che tale – , quale enorme responsabilità è la sua , se ne lascia cadere in maggiore disordine nella sua patria stessa il governo e la regola e la credenza ? Se , nel contrasto , lascia che se ne spezzino le fibre e i nerbi ? Se l ' uccide colle sue mani stesse nel cuore di molti , i quali sentono pure il bisogno di non negare da una parte ciò che la ragione dice loro legittimo , e non negare dall ' altra ciò che la coscienza grida loro essere santo ? La cattolicità non può essere retta al modo che si farebbe d ' una setta . O il papa è cattolico e crede , e bisogna che la regga nel modo che i tempi vogliono e le condizioni presenti delle società civili consentono ; o se persiste nell ' ostinazione sua , vuol dire , che nel principio cattolico ogni vigore morale si è estinto , e , nel capo della Chiesa , il principe durato troppo tempo ha spento il pontefice .
RELIGIONE, CLERICALISMO E SCUOLE ( BONGHI RUGGIERO , 1886 )
StampaQuotidiana ,
Signore e signori , I maestri elementari della provincia di Treviso mi hanno chiesto s ' io volessi fare una conferenza davanti a tanta eletta cittadinanza , e a essi io non poteva dire di no . Da lungo tempo ho in grandissimo affetto questa classe di persone così utile allo Stato , alle provincie , ai comuni , e a cui Stato , provincie e comuni danno retribuzione così inferiore a quella che meriterebbe per il beneficio prestato e che sempre si domanda da essa . Ma , se la mia parola riuscirà meno gradita di quanto desidero , ne darete colpa non ai maestri elementari che me l ' hanno chiesta , bensì a me pel soggetto che ho scelto , come quello su cui più si fermò la mia mente . Ché se il soggetto è facile a concepire , è pur difficile a esser trattato , e se sarebbe facile ad altri il discorrerne e provocare la vostra approvazione , potrà forse esser difficile a me . So come alcuni fanno a carezzare le umane passioni e a secondare i comuni pregiudizi ; quanto a me mi rivolgo alla vostra ragione , e desidero che una parola calma , tranquilla e serena scenda nella vostra coscienza ; e se in essa troverà una approvazione , io sarò abbastanza contento . In queste parole : religione , clericalismo e scuole , sono compresi taluni dei maggiori interessi della umana società , e io cercherò di controbilanciare il torto e il diritto di ognuno , per poi misurare l ' influenza di quella delle tre parole che ci indica il bene e di quella che ci indica il male . Per misurare però quale sia l ' influenza delle scuole e della religione da una parte , e del clericalismo dall ' altra , bisognerà , o signori , che abbiate l ' animo calmo come l ' ho io , e che nel sentirmi vi preoccupiate , come me , d ' esser chiari , precisi , giusti e soprattutto sinceri . La maggior parte di coloro che discorrono di religione e di clericalismo non sono , a mio parere , sinceri . Alcuni sono pieni di furore contro il clericalismo , e hanno ragione ; ma il loro furore va più in là e offende la religione medesima . E d ' altra parte , se i loro avversari gridano : « Religione ! Religione ! Dio ! Dio ! » , in fondo del loro cuore tutto questo non c ' è . Non è già per amor di religione che parlano , non è per Dio che si agitano , ma per loro stessi , per le loro passioni mondane , pel desiderio sfrenato che hanno di dominare e di farsi avanti . Sono quindi due insincerità che si armano , e furiose combattono l ' una contro l ' altra , pur avendo ciascuna delle due parti gran bisogno dell ' altra . Ora noi dobbiamo distinguere la religione dal clericalismo , e dire apertamente ciò che di ognuno si pensa . Religione e clericalismo son due cose ben differenti : non diverse , ma opposte . Il sentimento religioso nasce con l ' uomo al primo urto che sente dalla natura in cui vive , di questa natura della quale non sa donde sia caduta , né dove vada . Il sentimento religioso è tale da unire l ' animo suo con tutto ciò che lo circonda ; è un sentimento molto intimo che mette l ' uomo in relazione con quello che è sopra di lui , come della stessa natura . E l ' uomo viene in grado di trovare una risposta alle terribili domande , alle quali ogni scienza è impotente , e delle quali oggi dice di non volersi curare , ma domani cercherà di rispondervi . Col sentimento veramente religioso l ' uomo frena la sua fantasia che gli chiede : « d ' onde tu vieni ? dove tu vai ? » ; ed è nostra sventura aver sempre queste domande dinanzi ! E non v ' illudete , o signori ; questo sentimento religioso assume necessariamente forma di culto ; poiché una volta che l ' uomo abbia concepito qualche cosa al di sopra di lui , è naturale egli domandi a se stesso come questo qualche cosa , che chiama Dio , debba o possa essere propiziabile . Ed è così , che tra lui e questo Dio sorge il sacerdote . Che cosa è il sacerdote ? È l ' interprete dell ' uomo a Dio , di Dio all ' uomo ; ma questo sacerdote che viene nell ' umana società per mettere in relazione l ' uomo con Dio , corrompe presto l ' ufficio suo , e , preso un altissimo posto nella umana coscienza , se n ' avvantaggia naturalmente . I sacerdoti formano una classe , una casta , portata alla ricerca di dominio e onori . Il sentimento è affatto diverso da quello che doveva essere ; non ha più per oggetto Iddio , non la mediazione fra l ' uomo e l ' idealità pura , ma il proprio interesse , la propria ambizione . Questa la corruttela del sacerdozio . Or bene , o signori , come quel primo sentimento si dice religione , questo secondo , con nome moderno , che corrisponde però a una cosa antica , si dice clericalismo . La religione o il sentimento religioso è , come abbiamo visto , la relazione fra uomo e Dio ; il clericalismo surroga alla relazione dell ' uomo con Dio l ' interesse proprio del sacerdote . E che cosa dobbiamo fare ? Questa è una perversione del retto principio , è una corruttela . Come correggerla , come impedirla ? Vi sono parecchi i quali non sono sinceri , e che gridano ad alta voce contro questi clericali . Io , per conto mio , li lascio vivere , come lascio vivere tutti ; ma esamino loro come esamino tutti . Culto e Dio sono troppo connessi fra loro perché si possano dividere e far sì che uno venga scacciato e l ' altro resti . Basta osservare che tutte le speculazioni moderne , tutte le dottrine scientifiche o filosofiche , che vogliono acquistare una efficacia pratica , hanno bisogno d ' un culto . Il mio amico Coppino , ministro della pubblica istruzione , nel suo discorso ad Alba ha detto che nell ' avvenire la religione professata da tutti sarà la « religione del dovere » . È una frase , per quanto bella , e gli uomini di Stato più degli altri dovrebbero guardarsi dalle frasi . Il dovere sarà la religione di pochi , e anche in quei pochi questo dovere sarà come una voce che parlerà fuori di loro . Dio non si caccia dal mondo , no . Dio non si caccia dall ' umana coscienza , perché è quello che vi ha di più profondo nella coscienza stessa . Egli fu concepito da tutti e in tutti i popoli come un grande ideale di bontà , di virtù e d ' amore . Perché , volendo pensare che cosa dia la somma di ogni passione , pensiamo subito a Dio ; perché questo Dio è l ' archeo , è il centro di ogni idealità umana , e l ' uomo lo pone dinanzi a sé come la meta sua naturale più elevata . Questo è Dio , ed esso si alza nella vostra coscienza e vi segna la via . E se voi poteste cacciare dalla umana società questo Dio , che vi segue dovunque , un immenso buio vi avvolgerebbe , e invano cerchereste di uscirne , in cerca di luce . E sapete ora voi quali sono i nemici principali di questo Dio che vi riscalda il cuore e costante brilla nel vostro pensiero ? I clericali , sì , quei clericali di cui ho parlato poc ' anzi ; quei clericali che non vogliono Dio avanti e sopra di loro perché vogliono un Dio , che anziché essere la loro guida , sia mancipio loro ; non che li ispiri ad amore del bello e del buono , ma che conservi la loro prosperità mondana alla quale , per ogni via , sono arrivati . Eppure atei e cristiani , clericali e miscredenti vanno a braccetto : e per quanto possano parere nemici nei giornali e nei comizi , sono amici , e gli uni operano gli stessi effetti degli altri , quantunque siano opposte le mire . Il clericalismo è la negazione di Dio , è l ' abbassamento di tutte le idealità che l ' umana coscienza ha concepito in Dio . E noi dobbiamo combatterlo , ma combatterlo come pratica una società civile . Noi in Italia abbiamo poi una ragione speciale che ne consiglia la lotta , ed è la sua ambiziosa voglia di riacquisto del potere temporale del papa che il clericale non potrebbe restaurare senza rovina del pontefice stesso , che non sarebbe in grado di tener Roma neppure una settimana . E noi dobbiamo combatterlo perché questa Italia , come l ' abbiamo fatta , una sul durevole fondamento della monarchia , è veramente intangibile . Se però dobbiamo distruggere questo nemico , non ce lo facciamo in fantasia più grosso di quello che è . Non facciamolo più numeroso di quanto esso veramente sia . E ora , conosciuti gli errori degli altri , veniamo a notarne anche qualcheduno dei nostri . Già , se udite che intorno a voi si levi il grido contro il clericale , non dovete poi credere , come potrebbe parere , che ogni religioso sia clericale , che sia clericale ogni prete . Una buona parte dei preti deplora il moderno indirizzo della curia romana , l ' indirizzo da essa dato al clero minore ; e quelli son sacerdoti pii , pieni di sentimento veramente religioso , che vedono la corruttela di cui la curia romana sempre più si ricopre . Questi buoni preti vedono fuorviato l ' indirizzo dei loro colleghi , ma non osano parlare o parlano sottovoce , e non osano gridare per fermare questa fiumana che minaccia di sommergere tutto quello che in più anni sono giunti a raccogliere . Ma perché non si adoprano a fermarla ? Perché non sono ancora riesciti a produrre un effetto utile ? Perché sono soli . Ogni qualvolta pare debba aversi uno dei tali effetti , è allora che il sentimento religioso vacilla . E intanto noi non ci risolviamo né ad apprezzare né a disprezzare cotali loro sentimenti . Questa la cagione per la quale i sacerdoti hanno perduto e sempre più si allontanano dall ' ufficio loro . Questi messaggeri di Dio conoscono tutti il danno del moderno indirizzo , e pur lasciano che si confonda religione e clericalismo . E difetto della politica nostra se in essi non troviamo uno strumento d ' aiuto contro il clericalismo prevalente nella maggior parte del clero e della curia romana . Non perciò dobbiamo scoraggiarci . La Chiesa è oggi tutta nelle mani del pontefice come mai . Dirò come disse un vescovo : i parroci sono soldati dei vescovi ; i vescovi del sommo pontefice . Tale organizzazione della Chiesa non risponde in origine a nessun testo del Vangelo , e a capo di essa sta il primo sacerdote del mondo , che vuol essere il più ostinato clericale del mondo . Ebbene , vedete , in questo momento il nostro paese è contristato da un ' aspra battaglia contro questo clero viziato . Voi ne avete visto i motivi e i primi scontri . Leone XIII – del quale io parlo sempre con grande rispetto – ha pubblicato un Breve a favore dei gesuiti , e il ministro guardasigilli del quale io parlo sempre con grande libertà ha subito cominciato a reagire , con un gesto discutibile , a cacciare tre o quattro monache dal convento della Sapienza . Però mentre vediamo costrette queste quattro monache a uscire dal loro convento , vediamo pure che al tempo stesso si fanno monache una ventina di giovani . Il ministro non ha autorità , né la pretende , di impedire che giovani donne pronuncino voti , e la monacazione in questo tempo di discordia è divenuta più grande di quanto fosse in addietro . Il ministro non ha con questo suo atto violata la legge : egli invece più rigorosamente l ' ha eseguita , ma in maniera diversa di quanto ha fatto finora e troppo mettendo il paese a rumore . Perché voi sapete che il ministro guardasigilli ha un grande difetto . Egli non fa nulla senza trombetta : non sospende un pretore per una giornata senza avvisarne tutti , o taluni almeno dei giornali d ' Italia . Codesta sua ultima azione è contraria a quella che deve compiere un governo il quale voglia eseguire la legge in modo che dall ' esecuzione di essa si possano ritrarre i maggiori benefizi che la legge stessa promette . Aggiungiamo una osservazione . Leone XIII e il ministro , negli atti che ho ricordato , hanno commesso il medesimo errore : quello di non considerare che gli altri nei loro atti non guardano soltanto quello che sono , ma anche quello che sembrano alla società . Per non aver fatto ciò , ministro e pontefice han provocato un movimento che in un paese più ardente del nostro avrebbe provocato conseguenze , l ' estensione delle quali non sarebbe possibile misurare . In un paese invece calmo come il nostro , dopo un certo spazio di tempo passerà tutto senza lasciare traccia di sé , e poiché il fumo è molto maggiore della vampa , fra qualche giorno nessuno ci penserà più . Ma le menti restano così piene di confusione , e se ne ricava un ' impressione capace di promuovere i malumori più grandi . Al paese importa molto la battaglia contro il clericalismo , ma l ' impressione e il moto troppo vivi finiscono in nulla , come una bolla di sapone che per un momento abbia brillato di vivi colori . Così non si combatte il clero , a punti di spilla , a dispetti , a piccoli sdegni , che offendono non solo il nemico che si dice di voler combattere , ma , come ho detto , anche la religione . Con queste piccole vessazioni il clericalismo si rinforza , perché questi atti , per quanto legali , alla maggior parte dei cittadini ripugnano . Questi atti non fanno che generare risentimenti , discreditare e togliere la fiducia a coloro che vorrebbero operar pel bene . Noi dobbiamo convincerci che questa lotta furiosa produce l ' effetto opposto di quello che si desidera . Parecchi confondono la maniera di combattere il clericalismo in un paese dispotico con quella buona in un paese libero : la maniera propria d ' un paese in cui ognuno può parlare e fare a sua posta , con quella delle società dove il cittadino deve trattenere persino l ' espressione del proprio dolore . Il clero non si combatte con questi piccoli sfoghi e io sono persuaso che l ' unico mezzo per ottenere qualcosa sia un ' azione costante e seria da parte dello Stato , a cui spetta però segnare il limite della propria azione e le relazioni di esso con tutti gli altri organismi che vivono intorno e dentro di lui . Bisogna che questa azione del governo sia coerente e ferma . Il che però non è facile in un governo come il nostro troppo in balia dei partiti ; bisogna che l ' azione non sia diretta così da produrre uno o l ' altro dolore , ma con perfetta chiarezza di idee e senza inimicizie verso tutto quello che nella Chiesa vi può essere di utile . Questa la forma teorica dell ' azione dello Stato . Ne potrei anche più determinare i confini , ma sarebbe troppo lungo discorso : potrei segnare l ' orbita di tutti questi organismi che riguardano lo Stato e la Chiesa ; ma qui mi ricordo della terza parola del tema che impresi a trattare , e mi limito dunque a dirvi l ' azione tra Stato e Chiesa rispetto alle scuole . La Chiesa pretende di poter insegnare da sola , e questo diritto lo deriva da talune parole di Cristo . Ma se Cristo ha dato a essa l ' autorità d ' insegnare , è chiaro che intendeva alludere alle dottrine che meglio fossero adeguate a quelle che insegnava lui . D ' altra parte , quelle alte parole io le venero , ma non credo che esse mi vietino di esaminar le moderne dottrine religiose che non sono in tutto e per tutto quelle di Cristo . Così noi non possiamo in nessuna guisa consentire che la Chiesa abbia veramente diritto d ' insegnare più che non l ' abbia lo Stato . Il quale , come tutore di quelli infiniti organismi che si muovono dentro di lui , ha anche il diritto di invigilare sul modo col quale da altri s ' insegna . Perciò l ' autorità dello Stato riguardo all ' insegnamento comprende tre grandi funzioni : autorizzare all ' insegnamento quelli che abbiano voglia di farlo , vigilare mentre s ' insegna , accertare i frutti dell ' insegnamento dato dagli altri . Lo Stato italiano non ha pur troppo un organismo capace di esercitare queste tre funzioni , rispetto alle quali esso è ancora molto imperfetto e deficiente . Esso non ha provveduto in modo sicuro e sincero perché l ' autorizzazione sia data in maniera che ognuno che insegna dia garanzia morale e materiale . Circa all ' invigilare mentre s ' insegna , noi vediamo come manchi tuttora una organizzazione adatta all ' uopo . Quanto poi all ' accertare i frutti dell ' insegnamento possiamo dire che i mezzi dei quali lo Stato si serve non sono atti . Gli esami , ad esempio , non sono che un vaglio , alla prima mossa del quale gli asini non passano , ma alla seconda passano tutti ! Lo Stato non esercita rispetto alle scuole ecclesiastiche quel diritto che dovrebbe , e avrebbe più d ' un valido motivo per intromettersi nell ' educazione delle scuole private e clericali del Regno . Lo Stato è obbligato d ' insegnar molto , d ' istruire , di educare , eppure nelle scuole dello Stato s ' istruisce poco e si educa punto . È assolutamente necessario che esso riordini le sue scuole in una scuola elementare in cui non si tenga conto delle classi che le stanno d ' attorno ; in una scuola tecnica che abbia , come non ha ora , un fine immediato ; in un istituto tecnico che non dia ai frequentatori di certe sezioni troppe ore di studio e a quelli delle altre troppe poche . Lo Stato ha bisogno di riordinare il liceo , dove si dovrebbe insegnare a leggere l ' italiano , a scrivere il latino e a compitare il greco , e dove invece si fa poco di tutto questo e quel poco anche male . È chiaro che l ' impressione che lo Stato quale educatore esercita nei padri di famiglia è la ragione diretta del seguito che hanno i maestri nelle scuole clericali . Una delle principali ragioni che spingono a far disertare le scuole laiche , è certamente il cattivo concetto che essi si sono fatti dell ' educazione che lo Stato stesso impartisce . I padri di famiglia vogliono che i figlioli ritornino presso di loro elemento di concordia e di pace ; vogliono che nell ' animo dei loro figlioli siano introdotti sentimenti che non siano per nulla contrari ai sentimenti loro . E l ' erroneo indirizzo delle nostre scuole induce con quasi pieno convincimento ad abbandonarle per quelle clericali . È una prova che l ' istruzione nelle scuole laiche non procede quale dovrebbe , la vediamo nel fatto che taluni istituti di educazione si sono appropriati la disciplina militare , che ha già dato buoni risultati . L ' esperienza di qualche anno ha dimostrato che questa disciplina produce in poco tempo gli stessi effetti utili che produce nei giovani il servizio militare . Lasciando all ' avvenire di risolvere pienamente questa questione , l ' attuale ministro della pubblica istruzione ha visto e sentito intanto i difetti dei suoi convitti ; ed era naturale dovessero sentirli e vederli anche i padri di famiglia . E qui si presenta un altro mezzo per combattere il clericalismo : quello di ordinare le scuole in modo che l ' educazione sia proporzionata alle diverse classi della società , di ordinarla in modo che nella scuola non s ' insegni religione , ma non s ' insegni l ' opposto , distruggendo nell ' animo dei giovani i sentimenti appresi nelle famiglie . E la paura di ciò che distoglie i genitori dal mandare i figlioli nelle nostre scuole . Uno dei diritti dello Stato è quello di autorizzare a insegnar , e per questo lo Stato ha bisogno di stabilire le condizioni intellettuali e morali che debbono richiedersi negli aspiranti all ' insegnamento . Queste condizioni sono definite dalle leggi , ma queste leggi sono troppo deboli , troppo facili a frodarsi . Da noi le leggi sono fatte così : in un articolo d ' una di esse è detto che per esser dottore bisogna fare questo e quest ' altro , e nell ' articolo seguente si afferma che però si può esser dottore anche senza aver fatto questo e quest ' altro ! Ecco la grande necessità di irrigidire le condizioni predette . Lasciamo pure a tutti il diritto d ' insegnare , ma ciò soltanto a comuni e rigide condizioni . Noi vediamo sempre esercitato l ' insegnamento da un numero crescente di frati e di preti . Bene , eleviamo le condizioni stesse : è l ' unico mezzo per frenare tanta ambizione d ' insegnamento . Ma sovratutto rendiamole tali che non ci sia il modo di violarle o facilmente potersene esimere . In questi dieci ultimi anni in cui voi sentiste di essere governati tanto liberamente , sono state rilasciate a frati e a preti molte più autorizzazioni d ' insegnamento che non nei tempi addietro , e rilasciate anche con molto minor rigore . E vi lagnate poi perché un numero troppo grande di ministri di Dio abbia ottenuto tale facoltà , e vi chiedete a chi ne spetti la colpa ? Chiedetelo ai deputati che privatamente hanno insistito in favore di tali autorizzazioni ! Chiedetelo a quei ben noti deputati che , mentre combattono in piazza i clericali , affidano i figli loro ai preti perché li educhino . Chiedetelo a questi ipocriti peggiori dei clericali stessi : a codesti autori di un ' ipocrisia che uccide l ' anima del paese , che insegna a non guardarsi liberamente in viso : a questa ipocrisia che dà al paese il diritto di credere che tutto ciò che gli si dice in pubblico sia sfacciata menzogna . L ' oscillazione con cui procede lo Stato rispetto alla Chiesa , gli ha impedito di fermare il suo stesso pensiero su troppe cose rilevanti . E l ' oscillazione da esso discende ai liberali che si trovano combattuti fra opposte correnti : da una parte codesti liberali – quantunque tale parola sia stata talmente usurpata da non saper più cosa voglia dire – sentono affermare che il culto e i riti sono tutte cose vane e inutili , dall ' altra invece l ' opposto . Invece bisogna pensare a ciò che di bene e di male fa il clero per la natura stessa della sua organizzazione , e per la intima relazione ch ' esso ha , non solo con la plebe , ma con la classe più agiata : influenza morale che non risolverà né oggi né domani né mai in un fatto sensibile , in una violazione qualunque , ma si esercita su tutta la società , e tutta la penetra . Allo Stato deve importare che questa influenza si eserciti possibilmente in un modo piuttosto che in un altro ; e dico possibilmente , perché anche i clericali debbono aver molta libertà di pensare . In queste condizioni lo Stato deve trovare un rimedio al dominio del clericalismo nell ' insegnamento filosofico , e far in modo che la scienza umana aleggi , ventili , penetri nell ' insegnamento che tuttora si dà nei seminari . Bisogna che anche ciò che si insegna in quei collegi risponda ai migliori principi della civiltà e della scienza ; e cessi la rozzezza d ' oggi , in cui la maggior parte dei preti non conosce , quand ' anche lo conosca , che il breviario . Insomma è importante per lo Stato che la mente dei preti sia elevata , il più possibile . Lo Stato può far questo in due modi . La teologia è una scienza intorno alla quale si è creato una vera enciclopedia di scienze cui spettano i problemi filosofici più alti dello scibile umano . Ora , mentre queste scienze sono seriamente studiate in Germania , in Inghilterra , in Francia , qui da noi invece sono quasi del tutto soppresse . Bisogna rialzarle adunque , e saranno feconde di libertà anche nelle menti oggi schiave . Bisogna che il prete sia istruito nella scienza propria e nel suo dovere : bisogna che il prete non possa chiamarsi tale se non dopo esser passato attraverso a tutto quello studio che lo Stato crede più opportuno per la cultura generale del paese . Noi abbiamo lasciato troppo libera la Chiesa non intervenendo nel formare la mente dei preti . Solo il sacerdote arrivato al suo ufficio attraverso una cultura laica potrà concorrere a elevare la mente e il cuore delle plebi . Si combatte adunque il clericalismo nelle scuole rinvigorendo i mezzi d ' ispezione ; rinforzando le condizioni alle quali devono sottostare gl ' insegnamenti ; rendendo le scuole dello Stato buone educatrici , pur non avendo il colore di religiose ; ma lo si combatte sovrattutto elevando l ' istruzione del clero e sottraendolo all ' influenza esclusiva della gerarchia ecclesiastica . Credo di avere brevemente percorso il soggetto che mi ero proposto . Potrei essermi fermato più a lungo su ciascuno di questi argomenti , ma avrei abusato della vostra pazienza , e d ' altronde ognuno di essi avrebbe potuto e dovuto esser tema di una speciale conferenza . Se la mia parola vi è parsa scevra di odio , se ho misurato come meglio potevo il torto e la ragione da una parte e dall ' altra , se non ho nascosto il danno che il clericalismo arreca al paese e non ho lodato i mezzi meschini e chiassosi per combatterlo , se tutto ciò ho fatto con qualche chiarezza , sono abbastanza soddisfatto . E prima di finire mi rivolgo ai maestri elementari , ai quali in questa battaglia contro il clericalismo , in questa lotta per elevare il livello morale e intellettuale del paese , spetta una delle parti principali . Coloro che continuano a ripetere che il maestro elementare ha vinto la battaglia di Sadowa sbagliano di grosso . I popoli civili furono più volte sommersi dai barbari , tant ' è vero che i Greci leggevano meglio dei Romani e giacquero sconfitti . Le battaglie sono in generale vinte dal genio e dalla forza . Non aspettino adunque i nostri maestri tale gloria per loro , ma una gloria più vera e sincera : quella d ' aver diffuso nel popolo italiano la cultura e l ' amore della patria . Siano ministri di luce e di pace , ma lascino allo Stato la missione di rendere le scuole , nelle quali essi si adoperano , più proporzionate a produrre gli effetti che si desiderano , più ricche d ' insegnamento , più pratiche e più vicine agli interessi e ai bisogni delle classi che le frequentano . Domandate questo allo Stato , e aspettate che altri domandi per voi il miglioramento della vostra condizione materiale . Già vedete che il ministro d ' istruzione , sebbene ancora imperfettamente , qualcosa ha fatto , poco certo , dacché lo stato vostro è ancora misero . La vostra classe manca ancora di quelle guarentigie che vi abbisognano per attendere tranquillamente ai vostri doveri . I maestri sono più in rapporto con le classi infime che più delle altre frequentano le scuole elementari ; quelle essi devono apparecchiare ai sentimenti indispensabili a ogni società umana . Devono temperar le voglie di mutar queste condizioni per vie e modi che la storia antica e moderna ha dimostrato incapaci di riuscita . Devono persuadersi che non hanno l ' obbligo dallo Stato d ' insegnar la religione , ma devono pure guardarsi dall ' introdurre nell ' animo degli allievi una inclinazione irreligiosa , perché non è stato mai detto che la religione non raddolcisca i dolori degli uomini . Sia missione loro , non insegnando religione , di lasciar l ' animo degli umili aperto a quei sentimenti che con la religione s ' accompagnano e valgono sempre a rendere meno invidiabile chi sta in alto per le ineguaglianze necessarie della vita . È questa l ' alta azione affidata sovrattutto al maestro , che , dopo il parroco del paese , è la persona più intimamente legata al popolo : aiutandolo se liberale , correggendolo se clericale . I maestri siano per quanto possono ministri di luce e di pace : di luce in un mondo che dà ancora generosi bagliori , di pace in un mondo tuttora combattuto fra infiniti contrasti .