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Giovani talpe ( Pintor Luigi , 1999 )
StampaQuotidiana ,
Mi verrebbe da dire : giù le mani da Enrico Berlinguer . Ma che lo dico a fare se i suoi amici e discepoli lo denigrano perché fu un buon comunista dalla giovinezza alla tomba ? L ' uccisione del padre , secondo Freud , è un passaggio obbligato per i giovani che vogliono sentirsi qualcuno . Quella in corso non è una disputa storico - politica ma una campagna elettorale anticomunista che a me ricorda il 18 aprile 1948 , con alcune differenze . Questa fa perno sul Kgb , quella sulle preforche di Praga ( una cosa più seria ) . Quella ebbe un piglio clerico - maccartista , questa ha una furia che definirei « islamica » se non fosse offensivo per i maomettani . Quella era diretta contro il pericolo bolscevico , questa vuole azzerare una sinistra moderata e socialmente innocua . Quella era guidata da De Gasperi e Scelba , questa da Berlusconi , Fini e Giannino Riotta . Ma la novità più grande , il paradosso che supera la fantasia di Kafka e Pirandello , è che allora il fronte del popolo e l ' antifascismo contrattaccavano e ressero alla sconfitta , mentre D ' Alema e Veltroni , gran parte del loro partito e dei loro alleati concorrono attivamente alla propria umiliazione . Oggi è un tranquillo martedì di mezzo ottobre , manca tempo alle elezioni suppletive di novembre , alle elezioni regionali di marzo , alle elezioni politiche del 2001 ( a cui non arriveremo ) . Senza sfera di cristallo , ma secondo una logica elementare , si può già dare per certa un ' umiliante sconfitta della sinistra e della sua impresentabile coalizione . Lo scrivo in anticipo senza né timore né speranza di una smentita dei fatti . A chi si rivolgono , quali voti pensano di conquistare D ' Alema e Veltroni , quando rifiutano l ' eredità del Pci come parte fondante della democrazia italiana e si presentano come figli di nessuno ? Non certo quelli dei popolani e dei democratici che hanno un ' altra memoria e che gli hanno già voltato le spalle nelle elezioni di giugno . Vanteranno forse i frutti dell ' azione di governo ? Da un anno in qua non ce ne sono , l ' unico vistoso è stata la guerra . Tireranno fuori all ' ultimo minuto un programma riformatore di cui non c ' è traccia , concordato col dott. Fossa e col sen. Cossiga ? O con l ' impresentabile Cossutta ? O con un certo Castagnetti , che giustamente inneggia al cinquantennio democristiano , come esemplare baluardo anticomunista e modello di buon governo ? Chiederanno il soccorso dei poteri forti tradizionali contro il liberismo cialtrone di Berlusconi e la destra estrema di Fini ? A giudicare dal tono dei giornali della Fiat , i poteri forti ritengono di aver sfiancato a sufficienza il ronzino del centro - sinistra e cambiano cavallo . Forse la Fiat sarà venduta e l ' impero di Berlusconi non avrà più concorrenti . Oppure credono davvero , D ' Alema e Veltroni , che proclamando il comunismo incompatibile con la libertà avranno il voto encomiastico dei ceti medioabbienti ? Ma questi ceti insaziabili lo sapevano già , intendendo per comunismo qualunque limite al privilegio . E sentirselo dire da sinistra gli alleggerisce la coscienza e li induce a votare con slancio per la destra che glielo ha sempre detto . Una destra ultralegittimata : se l ' ultimo cinquantennio è ignominioso , unico retroterra storico rimane il liberalismo sabaudo e il ventennio fascista . Ben scavato , giovani talpe .
La crisi dei gesuiti ( Pintor Luigi , 1999 )
StampaQuotidiana ,
Il cardinal Martini ha chiesto alla rivista dei gesuiti di aiutare il mondo cattolico e i cittadini in generale a decifrare la politica italiana . Se non ci riescono loro , grandi interpreti di codici medievali e tessitori di intrighi celebri nella storia , nessun altro può riuscirci . Io ci ho rinunciato da tempo . Tanto più in quanto i geroglifici della politica italiana non sono egizi per cui servirebbe un archeologo , ma specificamente democristiani . I governi a termine , balneari o natalizi , i governi bis , i rimpasti , i prontuari per la ripartizione dei dicasteri , le fluttuazioni e i ricambi delle maggioranze , sono una tradizione cinquantennale , un abito mentale , un costume , una particolarità nazionale che la giovane sinistra ha ereditato e fatto propria senza neanche rendersene conto . Prima il nuovo Ulivo o prima un D ' Alema bis ? Meno Quercia e più Asinello ? Più Pipì o meno ? Mastella o Parisi , chi tra queste due eminenti personalità avrà più spicco ? Scognamiglio tornerà al Polo ? Livia Turco e Rosi Bindi si dedicheranno alla famiglia in senso stretto ? Di Pietro farà arrivare i treni in orario ? Il centro - sinistra conserverà il trattino di congiunzione o farà lo strappo ? Una crisi limpida ed entusiasmante , la prima volta del presidente Ciampi , il cui esito è atteso dalle grandi masse con la stessa apprensione dell ' estrazione dell ' Enalotto . Il programma è top secret , come le bombe H su cui resteremo seduti , i giornali vanno in cerca di indiscrezioni ma l ' unica che trovano è la parità scolastica : che non ha bisogno di essere decifrata dai gesuiti . Il resto lo sta redigendo il dott. Fossa . Il D ' Alema primo è durato un anno , il D ' Alema secondo sarebbe meglio che non nascesse se non altro per ragioni di stile . Non si sa neppure chi sia il padre naturale , se Massimo o Walter ( oggi gli statisti si chiamano per nome , con un ' intimità che annuncia micidiali colpi bassi ) . Se è così che vi preparate alle elezioni regionali , cari amici , proclamando per inciso che non c ' è trattino tra comunismo e libertà , Dio non ve la manderà buona . Sarebbe meglio se foste voi a rompere i piatti prima di farveli rompere sulla testa . Ma non ne siete capaci anche perché Boselletti non sarebbe d ' accordo .
Addio Belzebù ( Pintor Luigi , 1999 )
StampaQuotidiana ,
Speriamo che il senatore Andreotti continui a scrivere novelle , come ha detto in un ' intervista , e che non riprenda a tessere le sue trame oscure . Speriamo ma non ci crediamo . Assolto due volte , da una dubbia accusa di omicidio e da un ' imputazione di complicità mafiosa politicamente certa , questo spiritoso vecchio può ora aspirare alla beatificazione . Come un padre spirituale della patria o come un Belzebù finalmente riabilitato dalla giustizia terrena e redento da quella celeste . Le sentenze , per quanto emesse da uomini per natura fallaci , fanno storia . I procedimenti giudiziari contro questo eccellente democristiano sono durati sette anni , anni tormentosi che equivalgono a una condanna anche per un imputato con sistema nervoso d ' eccezione . Ottocentomila pagine processuali ( 800 000 ) che non significano un processo accurato ma un inestricabile pasticcio . Processi postumi , lontani dai reati commessi o non commessi , esposti a ogni fluttuazione del clima politico . Tale è il nostro sistema politico - giudiziario , di cui non è male ( biblicamente ) che anche un uomo di potere abbia fatto esperienza come tanti suoi sudditi . Ma ora questo esito rimbalzerà nel peggior modo , non in direzione del « giusto processo » ma di una diffusa impunità per qualsiasi imputato eminente . E in una direzione politica ancora peggiore , quella di una glorificazione del cinquantennio democristiano che non solo ha difeso la libertà dai cosacchi ma è immacolato . Una strana coppia di senatori a vita , Giulio e Francesco , ne custodiscono l ' eredità e la trasferiscono nella politica corrente . Molti ringraziano Dio e ne hanno di che . Dio ha anche predisposto l ' assoluzione in contemporanea del divo Giulio e della diva Ferrari , due protagonisti di formula uno . Sabato 23 ottobre è davvero una data , un giorno di esultanza nazionale . La memoria mi riporta inguaribilmente all ' Italia del dopoguerra , il 18 aprile e Bartali . Ma io parteggiavo per Coppi ed ero fin da allora colpevole di associazione comunista mafiosa con Girolamo Li Causi , noto comandante della strage di Portella della Ginestra .
Moriranno domani ( Pintor Luigi , 1999 )
StampaQuotidiana ,
Tutti salvi i passeggeri e l ' equipaggio del modernissimo traghetto greco dov ' è scoppiato un incendio mentre navigava verso Ancona . Vero . Ma nel garage del traghetto , rintanati dentro i camion c ' erano I 2 ( o 13 , o 18 ) clandestini kurdo - iracheni che sono morti come topi , perché le saracinesche ad alta tecnologia del garage si sono chiuse automaticamente per circoscrivere l ' incendio . In altri tempi erano i topi in senso proprio che morivano affogati nelle stive se non facevano in tempo ad abbandonare la nave . Ora sono gli emigranti che muoiono asfissiati anche se viaggiano su un traghetto d ' avanguardia invece che su un gommone , dove muoiono affogati . Meglio gli scafisti , in fin dei conti , delle compagnie di bandiera . Uomini e topi era un romanzo di Steinbeck , adesso è una tradizione mediterranea . È pittoresco , fantasioso , il modo di morire di questi emigranti che cercano di raggiungere le nostre coste per sfuggire alla loro condizione miserabile , sperando di trovare un lavoro nero chissà dove , di pulire i nostri cessi o di spacciare qualcosa . L ' asfissia o l ' annegamento sono solo due modi , ci sono quelli che muoiono assiderati nella carlinga di un aereo o attaccati al carrello , o quelli che arrivano dall ' Est per via terra e vengono ritrovati cadaveri ai bordi delle autostrade . Se poi arrivano vivi non sono benvenuti , mettono paura anche quando puliscono i parabrezza . Noi non abbiamo scritto « tutti salvi » , sul giornale di ieri , ma « moriranno domani » . Non era una profezia né un malaugurio , ma un triste riferimento alla cadenza quotidiana di questi eventi , alla tragedia permanente dell ' immigrazione in questo mondo moderno e progredito . E del resto ci siamo sbagliati , questi ultimi sono morti ieri , mentre stampavamo il giornale . Una coincidenza . Fino al 1850 , mi pare , lo schiavismo era legale ed era parte integrante dell ' economia occidentale , soprattutto del capitalismo americano nascente . Allora l ' immigrazione non era rifiutata ma imposta , i negri africani venivano strappati a forza dalle loro terre e portati in catene a coltivare il cotone e a tagliare la canna da zucchero . Ho letto che tra il 1800 e il 185o furono importati 120 00o schiavi all ' anno , e i morti nella traversata sono calcolati in due milioni . Volete mettere con 12 ( o 13 ) kurdi o iracheni e qualche altro migliaio in ordine sparso ? È proprio cattivo e irriconoscente , questo capitalismo . Non i capitalisti e neppure i negrieri che erano gentiluomini ( gli olandesi e i danesi avevano le docce nelle stive ) ma il meccanismo . Ha trasferito popolazioni e distrutto etnie alimentando se stesso oltre l ' opulenza , oggi non vuole più gli schiavi tra i piedi : è diventato liberale .
Due calciatori ( Pintor Luigi , 1999 )
StampaQuotidiana ,
C ' erano tutti , nella trasmissione televisiva che celebrava la giornata della lotta al cancro . Per tutti intendo le autorità a cui deleghiamo la nostra vita , il presidente della Repubblica , il presidente del Consiglio , il ministro della Sanità , le autorità scientifiche più qualificate in questo campo . Mi hanno dato un ' informazione che non avevo e nessuno ha , per ignoranza . È colpita da questa malattia multiforme , prima o poi , una persona su tre , cioè tutti noi direttamente o indirettamente ( congiunti , figli e genitori , amici ) . All ' inizio del secolo erano uno su trenta . C ' è dunque una regressione , una pestilenza , al confronto della quale le epidemie del passato impallidiscono . Dedicare una giornata speciale a un fenomeno di queste proporzioni è una cosa ridicola , un ' aberrazione . Ma io mi domando , senza trovare risposta , che cosa hanno nella mente e nel cuore le autorità che hanno celebrato questa squallida giornata . Dove vivono , cosa pensano , di che pasta son fatti ? Il prof. Veronesi , che ho conosciuto occasionalmente per ragioni personali , sa tutto di questo universo di sofferenza e ha lamentato che due calciatori valgono più di quanto lo Stato stanzi contro il cancro . L ' obiezione è stata che no , la spesa equivale a quattro calciatori . Il ministro Bindi ha detto che solo i ricchi possono curarsi . Il presidente D ' Alema ha detto che provvederà . Erano tutti contenti e preoccupati di lanciare un messaggio ottimista . La ricerca , finanziata con i salvadanai nei bar , fa passi da gigante . Conosciamo quasi tutto di questa malattia multiforme , delle sue cause organiche , sociali e ambientali . Siamo in grado di prevenirla , di diagnosticarla , di curarla e di guarirla in molti casi . Ma perché , almeno voi scienziati , non dite la verità ? Perché non dite , socraticamente , che più sapete e più sapete di non sapere ? Si può ancora confondere un mesotelioma mortale con un reumatismo e per farsi una tac bisogna trasferirsi dal Forlanini al S . Camillo . Vi lamentate ma non gridate allo scandalo , perché a voi non capita . Tu D ' Alema , a cui auguro una vita personale e familiare felice , perché non fai di questo paese che governi un modello mondiale nella lotta alla sofferenza e nella tutela della vita ? Non sei calciatori invece di quattro , ma trentamila miliardi , oppure quindici e altrettanti al sistema idrico e fognario meridionale . Non posso impedirmi di dire quello che penso : guardando quella trasmissione ho provato repulsione . E anche invidia : queste autorità , questa classe dirigente è felice . Ho pensato a quanto è costata la guerra del Kosovo e che la signora Clinton non ha il cancro . Ma mi sbaglio . Anche il principe ereditario della Fiat è morto giovane di questo male ma non per questo la filosofia e la gerarchia di valori di questo mondo è cambiata . Se potete , mettete 5000 lire ( 2,5 euro ) invece di mille nei salvadanai dei bar : questa è la sinistra etica .
La bilancia ( Pintor Luigi , 1999 )
StampaQuotidiana ,
Bettino Craxi dimostrerebbe di credere alla propria innocenza e di avere stile personale e politico se rifiutasse , senza oscillazioni , di tornare in Italia per favoritismo e sotterfugio , e si facesse operare in terra di Francia , tradizionalmente ospitale verso gli esuli o i latitanti . La malattia non dovrebbe impedirgli questo comportamento , anzi dovrebbe suggerirglielo , perché qui da noi non sarà un malato da rispettare al di là dei reati che ha commesso e del potere di cui ha abusato , ma un uomo strumentalizzato da amici e avversari , un oggetto ( o un soggetto ) di speculazione politica . Possiamo permetterci ( magari ingenuamente ) di dare all ' ex leader socialista questo consiglio , perché , pur se siamo stati e restiamo assolutamente anticraxiani , in qualche occasione gli abbiamo dato più credito di quanto meritasse . Specialmente agli inizi della sua carriera , quando non era nessuno ma sembrava potesse contribuire a rompere il monopolio democristiano del potere . Ma non era un garibaldino e neanche un Ghino di Tacco , cosicché il suo anticomunismo viscerale , il suo rodomontismo ( i fischi a Berlinguer , la volpe andreottiana in pellicceria ) , le sue inclinazioni plebiscitarie e presidenzialiste , ne hanno fatto una stampella del potere democristiano e il pioniere di una seconda Repubblica che aggiunge nuovi mali ai vecchi . Si ha la fastidiosa impressione che i suoi amici o epigoni nella maggioranza e fuori , e i suoi ex avversari o neodiscepoli al governo non attendano Bettino Craxi ma le sue spoglie : c ' è del cinismo in questo paese , soprattutto nelle alte sfere . Commissione di inchiesta o no , questo balletto avverrà attorno a un letto d ' ospedale . Dopo l ' assoluzione e la riabilitazione di Andreotti , dopo la messa in mora dei processi , dopo l ' archivio anglo - russo , dopo molte altre cose , l ' indulgenza compassionevole per l ' ex leader socialista si iscrive in una meticolosa restaurazione del vecchio regime , anzi in una saldatura del vecchio col nuovo : oggi il regime ulivista , domani quello berlusconiano . Se fosse un atto di clemenza , potrebbe piacerci . Ma le carceri italiane ( come ogni carcere ) sono ricolme di sofferenza e malattia , e la clemenza non le ha mai frequentate , non si è mai seduta alla tavola degli uomini comuni che le abitano . I muri delle città italiane sono tappezzati di manifesti che proclamano la tolleranza zero e invocano per i piccoli scippatori pene certe e severe . Non lo ricordo per provocazione o demagogia , ma perché una volta la giustizia era raffigurata con la bilancia , e perché la bilancia truccata in favore del potere e dei potenti è per ogni onesto cittadino un ' istigazione a delinquere .
Nostalgia ( Pintor Luigi , 1999 )
StampaQuotidiana ,
Amintore Fanfani è stato una figura centrale del cinquantennio democristiano , un personaggio che ha ricoperto ogni carica possibile meno la presidenza della Repubblica e lo ha fatto con gran lena . Di lui si usava dire : rieccolo , perché cadeva nella polvere e rispuntava sugli altari con invidiabile tenacia . E tuttavia , nonostante questa sua centralità nella politica italiana , è stato un democristiano anomalo per origine e per temperamento . Lo dico come apprezzamento , non per il rispetto che si deve ai defunti ( c ' è un accenno in un articolo scritto una settimana fa per il prossimo numero della nostra rivista mensile ) . Anomalo non solo per una sua rettitudine ma perché , per quanto amasse il potere , era uno intimamente minoritario . Lo abbiamo combattuto con cattiveria e anche con successo , lui e il suo fanfascismo , contribuendo a impedire la sua elezione al Quirinale . In quella circostanza mi convocò al Senato , si informò sullo stato di salute del « manifesto » e dei suoi cinque deputati , mi disse che secondo lui avremmo dovuto aspettare di avere un seguito prima di uscire dal Pci . Gli risposi che non eravamo usciti ma ci avevano cacciato , e il nostro stato di salute era pessimo ma che non contasse sui nostri cinque voti . Ma Amintore Fanfani è stato vittima del suo partito assai più che dei suoi avversari . La congiura nel convento delle suore dorotee lo mise in angolo ( insieme al suo pessimo amico Tambroni ) . Il ruolo di erede di De Gasperi non gli fu mai riconosciuto né da Moro né da Andreotti ( che lo disistimava ) né dai grandi notabili . La sconfitta elettorale sul divorzio fu definitiva come Waterloo . Era anomalo , Amintore Fanfani , anche rispetto a Dossetti e La Pira a cui fu associato in gioventù come professorino . Non era un teocratico ma uno statalista un po ' affetto da « lorianesimo » : come quando scopriva nei pozzi neri del Sud una possibile fonte di energia alternativa al petrolio . Era un combattente presuntuoso ma , forse , anche ingenuo . Chissà se , in questi anni di vecchiaia , ha invidiato i Craxi e i Berlusconi . Forse no , e forse preferirebbe essere ricordato come pittore più che come statista . Ci prende la nostalgia e ora ci appare , salutando la sua scomparsa , meno antipatico dei suoi successori .
Una strada in Europa ( Pintor Luigi , 1999 )
StampaQuotidiana ,
In fondo è bene che un gruppetto di neonazisti ( o un gruppo ? o pochi teppisti ? o un ' organizzazione ? ) abbia messo una bomba al museo della Liberazione in via Tasso . Così qualcuno si ricorderà che c ' è stata la Resistenza antifascista in Italia e a Roma , che in via Tasso c ' era una feroce prigione tedesca dove molte persone sono state rinchiuse , torturate e uccise . Se no , per ricordarsene , bisogna andare in una cineteca a rivedere Roma città aperta . I gruppi di azione patriottica romani ( Gap ) avevano un piano per attaccare il covo di via Tasso e liberare i prigionieri ma non fu possibile realizzarlo . Mi vien da pensare che , se lo avessero fatto , ci sarebbe stata una terribile rappresaglia e qualche giudice tenterebbe oggi di incriminare i combattenti della libertà , come per via Rasella . Peccato , sarebbe stata una bella e onorevole impresa . Avevo diciotto anni , allora , e mi ricordo di via Tasso come di un incubo . Per mia fortuna non sono capitato in quella prigione , ma nel suo omologo italiano in via Romagna , nella pensione Jaccarino governata dal tenente Koch ( tedesco di nome ma italiano di stirpe ) e dalla sua banda paramilitare . Anche qui c ' erano forme di tortura elementare , calci , pugni e bastoni , e come celle una carbonaia e un cesso . Ma eravamo fortunati al confronto , e la nostra più grande paura non era la fucilazione annunciata ma di essere trasferiti in via Tasso . Chi sono oggi questi dissennati che celebrano simbolicamente , con una bomba , le gesta degli aguzzini nazisti ? Si dirà che sono solo teppisti , cani sciolti come quelli degli stadi , come i profanatori di lapidi e cimiteri . Ma attenzione , le svastiche sono tornate di moda e sporcano i muri di molte città e tornano senza infingimenti anche in qualche parlamento europeo . Il fascismo , non come regime politico ma come modo di essere , come pulsione antropologica , come volontà di dominio e sopraffazione , è una brutta bestia che si riproduce alimentata dalla violenza del mondo moderno . Sarebbe bene non dimenticare mai la metafora di Jaurès : il capitalismo porta in sé il fascismo e la guerra come la nube la tempesta . È sproporzionato , lo so . Ma preferisco peccare per eccesso che per difetto . Così non ho dimenticato l ' omaggio di Reagan ai cimiteri delle SS . Non ho dimenticato la rivalutazione del nazismo operata da dotti e rispettati storici tedeschi . Non dimentico l ' ultimo voto in Austria . Non dimentico neppure l ' equazione , la bestemmia , nazismo - comunismo , l ' antitesi comunismo - libertà gettata sul tavolo verde delle politiche di palazzo . Scherzando col fuoco ci si brucia . Mentre il male trionfava in via Tasso , una strada che stava in tutta Europa , la libertà vinceva a Stalingrado . Ma perché un giovane non dovrebbe confondersi e invertire la verità , se i primi a farlo sono degli ex giovani smemorati , investiti di autorità , immeritata ?
La chiave del secolo ( Pintor Luigi , 1999 )
StampaQuotidiana ,
Ho visto recentemente in televisione un documentario sull ' invasione tedesca dell ' Unione Sovietica e sulla tragedia del corpo di spedizione italiano sul Don . Belle testimonianze di sopravvissuti , immagini epiche e dolorose . Penso che bisognerebbe raccogliere e proiettare tutto il materiale relativo alla guerra sul fronte orientale , compresi i film di propaganda : lì è andato in scena il più grande spettacolo del mondo e lì sta la chiave della storia del nostro secolo . Ho pensato , guardando le immagini sconnesse di quel documentario e ascoltando il commento parlato , che soltanto chi ha più di settant ' anni conserva una memoria diretta di quel tempo . È un ' avventura ma un grande privilegio . Tutto quello che io so , per poco che sia , l ' ho imparato in quei due o tre anni . E la menzogna in cui oggi siamo immersi e in cui vivono le giovani generazioni suona alle mie orecchie come un insulto a cui è vano opporre la memoria individuale . Tutto era perduto in quei giorni e anni , le democrazie europee erano crollate sul campo come cartapesta , le armate corazzate del Terzo Reich e le croci uncinate dilagavano sul continente e oltre senza colpo ferire , il fascismo e il terrore non conoscevano più ostacoli . Meno uno , il solo al di qua dell ' Atlantico e dei mari del Nord e del Sud : uno strano paese , che aveva fatto una sua rivoluzione solitaria , che oggi è piombato nella corruzione e nella decadenza , ed è in guerra con se stesso , ma allora si alzò in piedi come un gigante che spezza ogni catena . Dirà qualche anno più tardi nell ' aula del parlamento italiano un esponente del governo di allora : di certo Stalin è stato un uomo su cui Dio ha impresso la sua impronta . Metafisica a parte , come saranno uscite dalle acciaierie oltre gli Urali quei cannoni e quei carri pesanti capaci di respingere e di frantumare la macchina di guerra tedesca ? Come avranno fatto quei contadini ucraini , quegli operai leningradesi , quegli uomini di marmo di ogni provincia , quei giovani tartari , uzbeki , mongoli , ceceni , a formare un solo grande esercito per salvare la propria terra e la nostra ? Come ha potuto quella guerra patriottica , senza i Kutuzov e i Tucha ? evskij , saldarsi con l ' antifascismo mondiale e l ' ideale di libertà di ogni popolo ? Come fu possibile trarre questa forza da molte privazioni e sofferenze sotto un regime rozzo e sprezzato dai posteri ? C ' era qualcuno , forse , che aveva visto più lontano degli altri . Il comunismo ci ha rimesso ma noi no , e forse dovremmo ringraziare . Prima ringraziare e poi revisionare e anche ribaltare la storia : tanto è lontana mille anni e nessuno può eccepire . Vicino a Mosca commemorano ogni tanto una battaglia dell ' età napoleonica mimandola sul terreno , e c ' è anche un museo scenografico che la fa rivivere agli spettatori come ne fossero i protagonisti . Ma sulle sponde del placido Don non c ' è , che io sappia , nessuna Disneyland che onori la più grande vittoria militare del XX secolo .
Lo stracotto ( Pintor Luigi , 1999 )
StampaQuotidiana ,
Non credo che Massimo D ' Alema , qualche giorno fa , sia salito al Quirinale per dimettersi e sia stato dissuaso da Ciampi perché bisogna prima approvare la legge finanziaria . Avrebbe potuto comunque rassegnare le dimissioni e farsi rinviare alle Camere , lasciando alla sua squinternata maggioranza l ' onere e l ' onore di restituirgli la fiducia o negargliela , e rigettando sull ' intero parlamento , come si conviene , la responsabilità di approvare o meno la legge finanziaria . Non credo che Massimo D ' Alema abbia questo stile , uno che rientra da Helsinki per andare a Fiuggi a farsi fischiare dal partito inesistente di Boselli Enrico non ha questo stile . E non credo neppure che Massimo D ' Alema sia stanco di farsi cuocere a fuoco lento e preferisca assumere un altro ruolo . Ha fatto cose turche per entrare a palazzo Chigi e dipingerne a nuovo la facciata e farà cose turche per restarci . Non corre alcun rischio di farsi cuocere a fuoco lento perché l ' operazione è già avvenuta nel breve giro di un anno , e la lepre di Gallipoli è già uno stracotto servito in tavola . Secondo le logiche della politica corrente , come le abbiamo imparate a suo tempo , è giunta l ' ora di Walter Veltroni . È lui la carta su cui puntano le frattaglie della maggioranza ( Cossiga Francesco , Mastella non so , Boselli Enrico ecc . ) per far fuori i bolscevichi dal palazzo d ' inverno di piazza Colonna . E non c ' è in giro nell ' area del centro - sinistra , e forse neppure del centro - destra , un anticomunista più dichiarato dell ' attuale segretario dei Ds . Non faccia velo il particolare che i due leader in questione fanno parte dello stesso partito : nelle conversazioni private i due si chiamano reciprocamente « quello là » , e il modo come Occhetto fece fuori Natta e D ' Alema fece fuori Occhetto è diventata una scuola di pensiero che troverà conferma nella successione prossima ventura . L ' armata brancaleone del centro - sinistra governativo può permettersi di far fuori il suo incauto comandante e inventore , cioè Brancaleone in persona , ma non può ancora aspirare a cancellare la primazia diessina . La mortadella prodiana è inacidita , una controfigura istituzionale vorrebbe dire la resa incondizionata della residua sinistra governativa . Perciò o D ' Alema resta a penzolare ancora per qualche settimana o mese , o è l ' ora dell ' altro quello là . Confesso che tutto questo non presenta per me , e penso per la pubblica opinione in generale , nessun interesse . Potrebbe essere interessante e promettente se una crisi si aprisse , non si risolvesse inutilmente e malamente , e si andasse alle elezioni generali ( e regionali ) in primavera . Con una legge elettorale democratica , cioè proporzionalista , con tutti gli sbarramenti che volete alla tedesca . Forse allora una formazione o coalizione di sinistra potrebbe trovare uno spazio dignitoso e una parte dei cittadini che non ne possono più potrebbero tornare a votare , fuori dal polo nord dal polo sud .