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VALERIA DOVE VAI? ( Bianciardi Luciano , 1962 )
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Disse bene Fellini , giovedì sera , nell ' intervista a tiro incrociato : Zampanò è lui , ma anche Gelsomina è lui , e persino il pesciaccio brutto che alla fine della dolce vita i bagordanti trovano sulla battigia . Del pesciaccio , mentre parlava , aveva anche l ' occhio , ottuso all ' apparenza , in realtà sornione e maligno : una via di mezzo fra il diavolo e il gran inquisitore . Il sacro mostro , lo chiamarono infatti giovedì sera . « Può darsi che io sia decadente , ma allora , non è forse decadente tutta la società che mi esprime ? » Così siamo sistemati , noialtri . Lui è a posto ; come a posto è Marcello Mastroianni , che continuava a somigliare al barone Fefé Cefalù , coi capelli lunghi , untuosi , e le palpebre di piombo . C ' era Daniela Rocca e per un momento rifece la parte della baronessa dall ' animo obeso . A posto anche lei . Ma Valeria Ciangottini ? Nel film , come ricordate , l ' avevano messa a combattere il demonio , a fare l ' angioletto , come quelli - lo diceva il personaggio Marcello - che si vedono nelle vetrate delle chiese , dalle parti sue . In realtà , la Valeria era una ragazzina umbra e parlava come tale , con la cadenza morbida che si sente nella alta val di Tevere . Giovedì sera , invece ... Sedici anni e mezzo , disse , e intenzionata a « fare del cinema » . La voce era una caricatura di birignao , con le vocali sbattute contro il velo pendulo e un sospetto di adenoidi . Studia lingue al liceo internazionale , e i genitori ci tengono , che impari e faccia la brava scolara . Lei li accontenta , poverini , ma continua ad « amare » il cinema . A sedici anni e mezzo già parla così . Datele tempo , e fra dieci anni dirà di peggio . Dirà che vuole impegnarsi di più , poter scegliere e vivere personaggi che ha dentro di sé . Dirà di aver studiato « con furore » e di aver letto molto . Lamenterà il numero troppo scarso dei film « impegnati » che si fanno in Italia . Dirà che il suo vero personaggio è un personaggio attivo « inserito » nel mondo moderno , elle abbia « in sé » la rivolta ma non in senso « gratuito » . Avrà ogni anno offerte assai « interessanti » . Concluderà : « Ho sempre pensato di non sapermi spiegare , anche se a volte son io che non voglio farmi capire » . E naturalmente troverà subito un regista disposto a elevare a canone poetico queste dichiarazioni di ineffabilità . E faranno un film apposta per mostrarci il dramma d ' una giovane donna che ha tante cose da dire ma non le dice . E ci saranno critici pronti a garantirci la profondità del sottaciuto . Ne parlerà la stampa specializzata , specialmente in Francia . E Federico Fellini , che l ' ha tirata giù dalle vetrate della cattedrale starà a guardarla con l ' occhio del pesciaccio , ripetendoci , intanto , che se è decadente lui , la colpa è di noialtri . Ma tu , Valeria , dove vai ? Vuoi proprio finire in bocca al Leviatano ?
CANTA NATALINO ( Bianciardi Luciano , 1962 )
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Erano troppo distratti dal bailamme sanremese , coi suoi quarantacinque canterini , così nessuno ha parlato del ritorno ( in Alta fedeltà ) del nostro Natalino . Al secolo Codognotto Natale , classe 1913 , genovese . Me lo fece scoprire , nell ' autunno del quaranta , Carlo Del Canto , studente di veterinaria e , se non ricordo male , figlio di un grosso vinaio di Ponsacco . Faceva avanspettacolo in un cinema di corso Italia a Pisa , in coppia con una bella ragazza , chiamata Maria Jotti . L ' orchestrina la dirigeva un giovanotto lungo e magrissimo , coi baffi neri , di nome Gorni Kramer . « Dev ' essere malato » , mi sussurrava Carlo Del Canto . A quei tempi la magrezza non era mai segno di buona forma fisica , al contrario : infatti era cominciato il razionamento . Con cinque lire ogni settimana si andava a vedere film e avanspetaccolo . Ricordo che c ' erano due comici di stile quasi identico , due piccoletti agili e un poco astratti : sì chiamavano Fredo Pistoni e Renato Rascel . Hanno resistito tutti e due , con diversa fortuna : il primo lo rivediamo ogni tanto allo Smeraldo , il secondo al Lirico . Io ero per Fredo Pistoni . Senza preoccuparsi molto della guerra , i giovani di allora stavan dietro alle canzonette , proprio come i giovani d ' oggi . Tramontava una scuola canora , ne sorgeva un ' altra . Alberto Rabagliati era una stella di prima grandezza , da Teatro Verdi ; alla radio si andava imponendo un ragazzo torinese , Ernesto Bonino , amatissimo dalle giovani italiane ( quelle in camicetta bianca e gonna nera , voglio dire , quelle che avevano fatto la pubertà proprio mentre riappariva l ' impero sui colli fatali ) ; i ben pensanti preferivano il cesellatore ferrarese Oscar Carboni , i cuori solitari andavano in estasi per il baritono Giovanni Vallarino , che a dir la verità , valeva per lo meno quanto Bing Crosby . Noialtri della gioventù bruciata , tutti per Natalino Otto : siamo stati noi a scoprirlo e a lanciarlo . Già suonatore di batteria nelle orchestrino di bordo , piccolo e composto , Natalino aveva il ritmo dentro : non nei piedi , ma nella testa . Senza muovere un dito né un capello , con appena un aggrottare di sopracciglia nei passaggi più ardui , Natalino era capace di fratturare i tempi di una canzone e di ricomporteli secondo un suo estro rigoroso . Sembrava sempre svagato , distratto , e invece era preciso come un metronomo . Lo sentivi partire in un « glissando » da prima tromba , ma potevi star certo che alla fine del suo assolo sarebbe sbarcato esattissimo sulla nota giusta del ritornello . L ' altra sera rifece Polvere di stelle , identica come nell ' autunno del quaranta , quando la sala sembrava venir giù dagli applausi . E anche l ' altra sera ti veniva voglia di battergli le mani o almeno di dirgli : si faccia rivedere , signor Codognotto , perché è sempre il più bravo .
'Il grappolo acerbo' di Békeffy ( Grassi Paolo , 1946 )
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Tutti parlano , da quando il teatro vive , di crisi del teatro : ciò non toglie che le condizioni attuali dello spettacolo siano , più che mai , precarie , veramente pericolanti e per molteplici ragioni soprattutto economiche . Alle tasse già elevate ed alle mille difficoltà si aggiunge ora la ventilata chiusura dei locali alle 23 che allontanerà ancor più il pubblico , già preoccupato dai rapinatori . Sarebbe necessario che le autorità competenti esaminassero attentamente la cosa e soprattutto tenessero presente diverse ragioni , artistiche ed etiche , che giustificano socialmente una libera vita del teatro . Ieri sera , Clara Tabody ha presentato Grappolo acerbo una commedia musicale tratta da Assenza ingiustificata , madre a sua volta del film omonimo . Il lavoro non manca spesso di brio e di buone trovate , ma nell ' insieme risente della trasformazione artificiosa . Molta Ungheria , molti baci tra marito e moglie , molte vivaci studentesse , i soliti " tipi " caratterizzati di maniera ; in un complesso una volontà di divertire su una trama esile che la regia di Dino Falconi ha caricato inutilmente in più di un tono . La Tabody , la Bellini , Tommei , Jotta , Volpi , Sivieri e tutti gli altri hanno recitato brillantemente questo Grappolo acerbo accolto cordialmente dal folto pubblico .
Per il bene dello Zeffirelli ( Fortebraccio , 1979 )
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" Caro Fortebraccio , la Tv italiana ( rete 2 ) ha trasmesso la sera dell'8 gennaio scorso , in diretta da Vienna , la Carmen di Bizet . Nell ' intervallo il regista Franco Zeffirelli ha rilasciato una dichiarazione sulla vitalità dell ' opera lirica ai nostri giorni , che suonava pressappoco così : nell ' Europa occidentale la lirica non è molto seguita , mentre nei Paesi socialisti essa è tenuta in grande considerazione ed ha un vasto pubblico di affezionati . ' La circostanza forse si spiega col fatto che i regimi dell ' Est impediscono ai cittadini di parlare ma li lasciano cantare ' . Non ti sembra che Zeffirelli , elaborando ed esprimendo un pensiero così elevato e originale , abbia manifestato in maniera sublime la profondità della sua cultura e una sensibilità originale , soprattutto come ' uomo di teatro ' ? Tuo Valentino Bucci - Ancona " . Caro compagno Bucci , la domanda che io mi faccio , dopo aver letta la dichiarazione del signor Zeffirelli , è diversa dalla tua , e riguarda l ' impudenza , addirittura svergognata , di questo ganimede baciapile , regista da cioccolatini . Nessuno nega e può negare che la repressione del " dissenso dell ' Est " sia da condannare , e nessuno può , né deve , proibire anche a uno Zeffirelli di proclamarsene avverso . Ma è chiaro che egli parla da italiano , in funzione anticomunista italiana e , idealmente , si pronuncia da Roma , dove credo che viva . Orbene : proprio a Roma sono state ben sedici , finora , le vittime del terrorismo e in tutta Italia si lamentano morti ammazzati , rapimenti , rapine , ferimenti , agguati . La scuola è in sfacelo , gli ospedali non funzionano , i disoccupati raggiungono í due milioni e a Napoli muoiono decine di bambini , uccisi , prima ancora che dalla malattia , dalla miseria , dalla sporcizia e dall ' abbandono . Si sta ancora celebrando il processo per una strage terroristica avvenuta dieci anni fa , gli imputati fuggono e i responsabili veri sono sempre da trovare , mentre sappiamo tutti benissimo dove bisognerebbe andarli a prendere . Il signor Zeffirelli è uno dei maggiori corifei , tra i meglio pagati naturalmente ( perché su questo punto i classici del " dissenso " non mollano mai ) , di quella ganga di lor signori alla quale risale , diretta o indiretta , la responsabilità dello sfascio di questo Paese , che ha il triste primato del terrorismo , della violenza , dello sfruttamento , dell ' iniquità . E questo miserevole calligrafo , dall ' abisso che egli stesso ha aiutato a cavare , osa alzare la voce ( unicamente per colpire noi , comunisti italiani ) contro Paesi dai quali , del resto , la classe alla quale lo Zeffirelli degnamente appartiene avrebbe infinite cose da imparare : ordine , giustizia , operosità , possibilità , aperte a tutti , di elevazione morale e sociale . Il signor Zeffirelli è uno spudorato , caro compagno ; e io gli auguro , per il suo bene , che sia incapace di vergognarsi quanto meriterebbe la sua bassezza .
Ha scelto proprio il momento giusto ( Fortebraccio , 1979 )
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Ieri , sul suo " Geniale " , il nostro amico - avversario senza remissione Indro Montanelli ha , come si usa dire a Milano , " dato fuori " contro i comunisti . Gliene ha dato occasione la manifestazione svoltasi nel Duomo ambrosiano e nella piazza antistante per le esequie del giudice Alessandrini , una manifestazione che - ha scritto a guisa di premessa l ' incauto Montanelli - " ci ha commosso per la sua compostezza e solennità . La folla che vi era convenuta , vi era convenuta per qualcosa di profondamente sentito ; la sua partecipazione era autentica , autentici lo sdegno e la condanna che la ispiravano " . Ma subito dopo , con una svolta tipica dei nevrotici , il direttore del " Geniale " si fa travolgere da un furore insolito persino in lui , che ai furori anticomunisti si abbandona molto spesso , perché ha notato sul sagrato del Duomo " un maneggiare di bandiere e di striscioni rossi " , ciò che gli conferisce la certezza ( rabbiosissima ) che noi comunisti abbiamo voluto far passare il compianto giudice per uno dei nostri , consumando anche in questa occasione una " delle usurpazioni e delle confische " in cui siamo maestri . ( Usurpazione e confisca della Resistenza , della democrazia e persino dell ' antistalinismo . Montanelli non aggiunge , giustamente , la confisca delle sciocchezze , perché quella , come si vede , l ' abbiamo lasciata interamente a lui ) . Eppure il direttore del " Geniale " , come abbiamo riferito sopra , avevo cominciato col constatare che la cerimonia lo aveva addirittura commosso perla sua compostezza e per la sua spontaneità , entrambe autentiche . Che cosa significa questo ? Significa che ogni e qualsivoglia tentativo di strumentalizzazione , da parte nostra , può essere escluso che i comunisti , intervenendo alla manifestazione con bandiere e striscioni , hanno voluto , per così dire , doppiamente parteciparvi : e come singole persone e come membri delle loro organizzazioni , rappresentate appunto dai relativi simboli . Chi ha impedito agli altri , non comunisti , di fare altrettanto dal canto loro ? I colpa dei comunisti se Montanelli non ha notato l ' altro ieri in piazza del Duomo anche bandiere e striscioni bianchi , verdi , gialli , e garofani ed edere e rose ? Il direttore del " Geniale " conclude la sua scenata con un durissimo : " basta " . Ma basta che cosa , bello mio ? Basta ai comunisti che si presentano con le loro facce , le loro bandiere e la loro democrazia di gente pulita , tutte cose che non gli invidierete mai abbastanza ? Caro Montanelli , lei non è soltanto un matto , com ' è chiaro , è anche un tempista , perché se c ' era un momento per dirci " basta " è proprio quello che lei ha scelto . Si figuri , direttore amatissimo , che , democraticamente s ' intende , abbiamo cominciato a comparire sempre più spesso , proprio adesso , con bandiere grandi come piazza della Repubblica e con striscioni lunghi come corso Cicchitto , già Lenin .
LA CAPITALE ( Brancati Vitaliano , 1947 )
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La società romana è infinitamente più grigia che nel 1945; non si contano più le teste che , essendosi svegliate in quell ' anno , sono oggi ricascate nel sonno . Le tendenze liberali vanno lentamente scomparendo dalla scena , e lasciano il campo ai gusti , all ' eloquenza , ai costumi dei partiti di massa . Ecco qui una verità che sarà giudicata un paradosso : le elezioni sono state senza dubbio un grande atto di libertà e hanno dato una rappresentanza più vera , ma lo spirito europeo che aveva occupato ( nel senso buono e cattivo della parola ) l ' Italia , nel 1945 , era riuscito a spremere dal nostro paese , mediante la designazione dei sei partiti , una rappresentanza nella quale era assai più forte che non in questa l ' amore per la libertà . Il partito d ' azione , uno dei più sgraditi che siano mai nati al mondo , bisbetico e infantile nello stesso tempo , solenne , cattedratico , monumentale e tuttavia amabilissimo per la stizza con cui s ' illudeva che in Italia fossero possibili l ' esame di coscienza , l ' autocritica e una riforma morale , si è del tutto dileguato . Molte voci stridule , ma in sostanza nobilissime , hanno taciuto . L ' Italia comincia a far l ' esame di coscienza del suo antifascismo . Aveva fatto male quello del suo fascismo ; quest ' altro esame non può riuscire che peggio , dato che esso muove da una concezione della vita che disprezza la critica e la ragione . Il settimanale " La Nuova Europa » è morto , e al suo posto ci sono " Rataplan " , " La rivolta Ideale " , " Manifesto " ecc. Il tono della vita politica si è estremamente abbassato ; la polemica , che si svolge fra partiti di massa al governo e un altro partito di massa all ' opposizione , non può dirsi vera e propria polemica , essendo i due contraddittori poco disposti a non servirsi di assiomi e atti di fede . Un paese che ha il fascismo al potere è un paese che si avvia alla catastrofe nel modo più buffonesco , con maschere di generali , capi , imperatori , gerarchi , accademici che , in solenne corteo , lanciando d ' ora in ora grida d ' esultanza , filano diritte verso un precipizio che non vedono . Un paese che ha il fascismo come massimo partito d ' opposizione è un paese che continua a sbagliare , perché , in verità , come si può affidare il compito della critica a cervelli abituati a credere e obbedire ? I partiti al governo sono in massima parte dogmatici , ma i loro dogmi , bisogna riconoscerlo , sono vasti , antichi , solenni e alcuni logorati dal tempo : il partito all ' opposizione possiede invece un dogma ristretto , meschino , crudele , petulante . Cosa ne verrà fuori ? Speriamo , una distruzione assoluta dei dogmi e il principio di una vera libertà . L ' alleanza fra i dogmi , quella che fu temuta nel '39 , quando Russia e Germania firmarono il patto di non aggressione , non riesce mai a buon fine : i dogmi sono destinati a farsi una guerra micidiale che ha sempre termine con la morte del primo per opera del secondo , la successiva morte di questo per essersi estenuato nell ' uccidere il primo . La guerra fra il dogma cattolico e quello protestante terminò con l ' indebolimento di tutti e due e la vittoria dei principi di tolleranza . " Quale civiltà scegliete ? " veniva domandato , quattro secoli fa , in Europa , a tutti gli uomini liberi . " La cattolica o la protestante ? " " Né l ' una né l ' altra ! » rispondevano gli uomini liberi . " Siete dei poveri ingenui ! » incalzavano i fanatici . " Chi vuol contare oggi qualcosa deve scegliere fra i papisti e gli antipapisti ! " " Ebbene , noi non scegliamo ! " " Rimarrete fuori della storia ! " " Rientreremo nella storia quando ne sarete usciti voi ! " " E quando , per favore ? " " Quando il mondo non sarà più né papista né antipapista ! " " E che cosa potrebbe essere se non papista o antipapista ? " " Tollerante e liberale ! » " Che vuol dire , tollerante e liberale ? Noi non comprendiamo queste parole ! " " Le capiranno i vostri nipoti . " Questo antico diverbio si ripete oggi in Europa . Mettete al posto delle parole papista e antipapista quelle di fascista e comunista , e avrete un diverbio dei nostri giorni . Piazza San Pietro gremita di folla . Molte persone con gli occhiali e molti bambini coi guanti di lana . Dai colpi di tosse , s ' indovina lo stato pacifico di coloro che sono intervenuti : è gente tranquilla , che soltanto per un miracolo del demonio diverrebbe capace di atti violenti , come quello di ardere un povero " indemoniato " . Nelle adunate oceaniche di carattere profano , la contrazione nervosa e lo stato di collerico servilismo in cui si trovano tutti i presenti , darebbero ai colpi di tosse ben altro tono . Sarebbero colpi più secchi e brevi , o forse non se ne udrebbero minimamente , compressi dalla retorica della buona salute . Cionondimeno la quantità di fede che esprime questa moltitudine è assai inferiore a quella di un umile solitario che prega in ginocchio . Siamo ormai espertissimi nel calcolo di quanto perde una persona nell ' atto in cui si unisce ad altre duecentomila . Mettete in colonna sopra un foglio i duecentomila esseri umani , che hanno riempito una piazza , sottraete l ' uno dall ' altro , e avrete l ' idea esatta di quello che sarà rimasto di umano nella piazza stessa , nel momento dell ' adunata . Cosa vuol dire il sì o il no di questo enorme bambino treenne che è la moltitudine degli uomini disposti a fare spettacolo di se stessi ? Che gusto si può provare a interrogarlo ? Esso ha sempre l ' aria di avere imparato la lezione . In ogni modo , di tutte le masse che ho veduto , questa di piazza San Pietro mi pare la meno spiacevole , perché non è eroica , non inventa nulla di nuovo , non arrota i denti ... e i misfatti del suo fanatismo , li ha ormai compiuti ... La mirabile piazza è illuminata da un sole gelido . Le persiane bianche dei palazzi vaticani sono aperte , ma attraverso i vetri traspaiono gli scuri accostati , anch ' essi di color bianco . Sul sagrato è stato eretto un altare a sfondo rosso con sei candelabri ; al di sopra della loggia sporgono la bocca i più chiari altoparlanti che abbia mai udito . Ma la chiarezza è a scapito della grandezza . La voce , che essi gettano nell ' immensa piazza , è così palesemente di un piccolo uomo che si rimane molto impressionati nel sentire la chiesa più vasta del mondo parlare con una voce di piccolo borghese . La cerimonia si svolge in modo perfetto . Ci sono stati momenti molto poetici : quando per esempio la moltitudine ha recitato il Pater Noster o quando un sacerdote ha letto il principio del Vangelo di San Luca . È un vero peccato che in questo modo non vengano recitati periodicamente i tratti dei Vangeli che dànno le regole alla coscienza di tutti i cristiani , anche di quelli che non credono nell ' al di là . Il Sermone della Montagna , letto fra tanti echi , in un luogo così augusto , l ' Amate coloro che vi odiano " , il " Non uccidere ! » recitati fra queste colonne farebbero di Roma un luogo preoccupante ove le canaglie e i violenti avrebbero sempre da temere che una parola terribile giungesse al loro orecchio . Il Pontefice è apparso nella loggia centrale sotto un manto rosso , in mezzo a due figure con mantelli di un rosso più scuro . Io mi sono inginocchiato la prima volta davanti a Pio XII la settimana di Natale del 1942 . Ho visto , quel giorno , la persona più elegante d ' Europa e insieme l ' uomo politico più civile che fosse rimasto chiuso entro il recinto hitleriano ... Nel cuore di Roma , tutta piena di voi militareschi , egli dava il lei con la forza di chi scandisce una parola proibita . Le porte , che si spalancavano all ' annunzio del suo avvicinarsi , scoprirono una ventina di donne disposte in ginocchio nelle diverse sale . Egli le interrogava ad una ad una prestando un ' attenzione vera e scrupolosa alle loro risposte . Erano , per la massima parte , madri e mogli di dispersi , che chiedevano notizie dei loro figli e mariti . Alcuni giorni dopo , egli avrebbe pronunciato un fierissimo discorso antifascista . Senza dubbio , lo teneva già in mente , e direi quasi che gli si leggeva negli occhi : un dittatore non avrebbe sopportato a lungo lo sguardo che , in quei giorni del '42 , aveva quell ' uomo vestito di seta bianca e calzato di pantofole rosse ... Pio XII pronuncia oggi il suo discorso con un timbro che non gli conoscevo : molti cattolici lamentano che il Papa abbia una voce tanto più fredda quanto più caldo è il cuore che le affida le sue parole . Ma la sua voce di oggi è caldissima . Il discorso non è tutto quanto bello . " ... Veramente l ' anima cattolica della città Eterna , pacifica nella santa libertà dei figli di Dio , impavida e forte nella lotta , viene ancora una volta a effondersi nel seno del Padre comune ... " Bello . " ... dopo meno di tre mesi , la sfolgorante giornata del 2 giugno ! Roma , uscita prodigiosamente incolume da immani pericoli , volle qui festeggiare con traboccante gioia le prime ore della sua liberazione ! » L ' uscita dei tedeschi da Roma è definita dal Papa liberazione : i fascisti ne rimarranno scandalizzati . " Mai forse la missione di Roma è stata più grande , più benefica , più indispensabile che nell ' ora pre sente . Dai colli , protese le braccia materne , essa estende il suo imperio spirituale sul mondo che misteriosamente avvolge nella sua luce . Quella luce , che prima apparve , quando la Chiesa , Sposa di Cristo , si sciolse dalle gramaglie delle persecuzioni e , coronata con segno di vittoria , uscì dai circhi e dagli anfiteatri dianzi ruggenti alla sua rovina ; quando , immortale vindice della verità , più sicura dell ' avvenire che il pontefice di Giove ascendente con la tacita vergine il Campidoglio , si accinse , ecc ... » Periodo non tutto fortunato . Le parole " missione di Roma " non portano mai bene a quelle che le seguono . L ' uscita della Chiesa dai circhi è descritta con forza , ma l ' accenno ingeneroso verso il vinto pontefice di Giove , e il tono di trionfo con cui si coglie la civiltà pagana in un ingenuo e pietoso momento di fiducia nella propria immortalità , e si nota che invece essa è morta , mi danno il disagio di tutti i discorsi violentemente rivoluzionari . Questo pontefice , vivamente immerso nella storia del Cristianesimo , è soggetto alle visioni di coloro che amano tanto la loro causa da sognare la notte di averla perduta ; visioni che gli fanno sparire dagli occhi la Roma cattolica e riapparire quella pagana , sparire la basilica di San Pietro e riapparire il sasso su cui il primo Pietro subì il martirio . Da qui l ' aspro tono polemico contro quella Roma che , in fin dei conti , i suoi predecessori hanno sepolto profondamente ed egli ora calca con piede di re . " Dal suolo romano il primo Pietro , circondato dalle minacce di un pervertito potere imperiale , lanciò un fiero grido di allarme : ` Resistete nella fede ! ' Su questo medesimo suolo Noi ripetiamo oggi con raddoppiata energia quel grido a voi , la cui città natale è ora teatro di sforzi incessantemente volti a rinfiammare la lotta fra i due opposti campi : per Cristo o contro Cristo , per la sua Chiesa o contro la sua Chiesa . " A questo punto , egli rivolge alla moltitudine una domanda che non ritroverò nel testo del discorso pubblicato dall ' " Osservatore romano " " " Voi siete per Cristo o contro Cristo ? " E la massa risponde : " Per Cristo ! " " Per la sua Chiesa o contro la sua Chiesa ? " E tutti : " Per la sua Chiesa ! " È preferibile un conclave di cardinali che si azzuffano ; è preferibile un concilio bizantino che litiga su inezie mentre il nemico bussa alle porte della città , a un dialogo come questo fra due persone di cui una sola è adulta : quella che interroga . ( L ' altra ha l ' età in cui si sanno pronunciare soltanto i monosillabi : Sì , no , tu , io ... e ripetere , come risposta , l ' ultima parola della domanda ) .
TUTTI SEPARATISTI NELLA PRIMAVERA DEL '45 ( Brancati Vitaliano , 1947 )
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La moltitudine dei convertiti alla libertà , respinta dall ' antifascismo ufficiale , andò a ingrossare le file dei separatisti . Sul principio del '45 , questo movimento era il più vasto che contasse l ' Italia e , insieme , il più energico per il gran numero di persone risentite e irritate che vi partecipavano . I separatisti potevano allora dividersi nelle seguenti categorie : 1 ) I ricchi , che non amavano pagare le spese di una sconfitta per una guerra provocata secondo loro dalle industrie del nord , e volevano trovarsi , al momento della firma del trattato di pace , invece che in uno Stato italiano carico di colpe , di errori e di sventure , in uno Stato siciliano nuovo e innocente . 2 ) I lavoratori e i tecnici che avevano sempre sognato di diventare italo - americani , gli emigranti per istinto e per educazione , i quali scoprivano tutt ' a un tratto che questo sogno poteva avverarsi senza le noie di un trasloco . 3 ) La piccola borghesia spaventata dalla frase : " Il dopoguerra in Italia sarà orribile ! " Per costoro separarsi dall ' Italia era come separarsi dalla realtà . 4 ) I contadini piccoli proprietari che temevano il comunismo da quando avevano scoperto che il comunismo era il regime degli ammassi . 5 ) Gli stanchi del servizio militare per i quali l ' Italia antifascista era colpevole di continuare una guerra che l ' Italia fascista aveva chiuso saggiamente con una sconfitta . 6 ) Gl ' imperialisti irriducibili che preferivano uccidere l ' Italia piuttosto che vederla priva di sogni imperiali . 7 ) Un certo numero di sacerdoti che speravano di riacquistare i privilegi che gli erano stati tolti dal regno d ' Italia . 8 ) Una folla di scontenti minori , mossi da ragioni piccole e quasi inconfessabili : gl ' ignoranti che odiavano la grammatica e l ' obbligo di parlare in italiano , i bocciati alla licenza liceale , quelli che nel viaggio di nozze erano stati trattati male negli alberghi di Milano , i rimpatriati per accattonaggio , i letterati di cui la " critica di lassù " non si era mai occupata ecc. Il separatismo siciliano del '45 non aveva origini ignobili . Era nato sotto il fascismo come odio a Roma , la città in cui l ' oligarchia fascista , proveniente quasi tutta dal nord , aveva stabilito i suoi troni . Roma " imperiale " aveva ridotto gli agricoltori quasi alla povertà e mandato i loro soldi al di là del canale di Suez , vicino all ' equatore , arricchendo una contrada lontanissima di macchine , porti e strade , mentre i dintorni di Enna e Caltanissetta marcivano sotto il fango e la malaria . Roma imperiale offendeva poi di continuo , con le sue prepotenti bugie , il buon senso dei siciliani . Se questi diffidano per natura di qualunque potere costituito , pensate come dovevano diffidare di un potere assoluto e imperiale . Quando nell ' agosto del '43 si riunì in un paesino dell ' Etna il primo comitato di liberazione , i rappresentanti di tutti i partiti erano separatisti . Ma fu quello l ' ultimo giorno in cui separatismo e antifascismo coincisero perfettamente . Subito i comunisti capirono che separarsi dal continente significava perdere i contatti col grosso del loro esercito ; poi lo capirono i socialisti ; infine lo capirono i democratici del lavoro . Sul principio del '45 , il movimento separatista aveva perduto il suo carattere antifascista , ma conservava profondamente quello di un movimento di diffidenza verso il governo centrale , verso l ' ufficialità e , insieme , bisogna ammetterlo , verso la modernità . E dopo un disastro come quello del '43 , quasi tutti in Sicilia erano o delusi o scontenti o perseguitati o timorosi o disgustati . Gli animi , divisi su tante questioni , erano d ' accordo nell ' odiare il re . Bastava nominarlo per vedere lo stesso pallore di rabbia sfavillare sulla faccia del fascista e su quella dell ' antifascista . I primi che osarono nominarlo furono in verità i comunisti in seguito alle dichiarazioni di Togliatti che non voleva perdere il suo tempo in una impresa sentimentale come quella di odiare il re . ( Fu questo il primo accento machiavellico nel linguaggio degli antifascisti che era stato fino a quel punto romantico e mazziniano . ) Insomma , il re entrò in Sicilia dalla sinistra ; poi , scacciato bruscamente da quella parte , rientrò trionfalmente dalla destra . Ma torniamo al separatismo . Già nel '44 esso aveva avuto i primi sfoghi violenti . V ' erano stati atti temerari da parte della folla , ma nessuno contro i ricchi e i possidenti . La folla chiedeva il pane e i sussidi , ma non ai ricchi : li chiedeva al governo di Bari , e perfino ai propri funzionari e burocrati , dei quali , una dopo l ' altra , distruggeva le sedi . Nei colpi di randello , con cui venivano spaccati i tavoli e le casse del Municipio , del Tribunale , e dell ' Agenzia delle imposte , sfogavano la loro collera le persone più diverse : i pensionati che non riuscivano più a vivere , i contadini costretti agli ammassi , i ricchi minacciati dalle tasse e dalle riforme , i fascisti convertiti alla libertà e umiliati dalle nuove leggi , gli ex militari sconfitti , gli autori di reati comuni dimessi dalle prigioni il giorno in cui tutti ne erano usciti come perseguitati politici e ora di nuovo ricercati dalla questura , gl ' individualisti che consideravano il continente la patria di fanatismi ripugnanti . Sui muri fecero capolino alcuni manifesti , promossi in gran parte dai comunisti , nei quali si chiedeva l ' energica repressione di questi moti " antidemocratici " e " plebei " . I comunisti erano pochi e riuscivano antipatici alla folla . La campagna li odiava perché li aveva visti far parte delle commissioni per l ' ammasso del grano ; la città li odiava perché li aveva visti insieme ai funzionari di pubblica sicurezza correre da un punto all ' altro per cercare di rimettere l ' ordine . Erano i soli , insieme ai monarchici , a ricordare violentemente l ' unità della patria , e insieme ai monarchici dividevano , nel '45 , l ' universale antipatia della Sicilia .
GLI ULTIMI SEPARATISTI ( Brancati Vitaliano , 1947 )
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Dopo il '45 , il movimento separatista cominciò lentamente a scadere . Il più numeroso gruppo di affiliati , gli emigranti per istinto e per sangue , i lavoratori e i tecnici che , dopo aver cercato inutilmente di trasferirsi dalla Sicilia in America , avevano sperato che l ' America venisse in Sicilia , cominciarono a dubitare fortemente di questa loro speranza . I capi separatisti , preoccupati , si diedero a soffiare in tutti i modi su questa fiamma che si spegneva . Parlavano a bassa ' voce di colloqui con ministri e generali anglosassoni ; confidavano segretamente , sotto il suggello del giuramento , che Finocchiaro Aprile aveva telefonato a Washington ... Cento volte mi fu detto , da persone pallide , con la pupilla leggermente dilatata : " Compare , fra quindici giorni , sarà tutto fatto ! " Molti avevano visto Ford prendere le misure dell ' aeroporto di Catania perché " voleva costruire a sue spese una immensa pista di cemento armato " . I visionari , gli amanti d ' imprese balorde , coloro che tornano sempre dall ' aver parlato con un personaggio importante , i bugiardi in buona fede , quelli cioè che non sono tanto ingannatori del prossimo quanto ingannati dalla propria fantasia , occuparono per qualche tempo la scena . I siciliani , che diffidano per natura delle verità scientifiche o delle bugie ufficiali , sono portati a credere alle verità artistiche e alle bugie ufficiose . Le notizie dei separatisti allucinati erano l ' una e l ' altra cosa . A poco a poco questo credito , che i siciliani facevano ai loro concittadini meno normali , in nome della fantasia e della stranezza , divenne troppo grande . I siciliani si stancarono . Sulla faccia degli ufficiali anglosassoni non era scritto nulla che potesse incoraggiare la speranza di diventare connazionali . D ' altro canto , era meno facile vedere le facce di costoro che le suole delle scarpe piantate di pomeriggio sulle ringhiere dei balconi più bassi ai lati del corso e del viale XX Settembre . No , la Sicilia non sarebbe mai assunta come stella nel cielo della bandiera americana ! Tutti coloro che avevano puntato sul separatismo , per attuare il loro sogno di diventare americani rimanendo a casa , abbandonarono con amarezza il partito che li aveva ingannati . Subito dopo si staccarono i giovani delle classi di leva , che si erano ribellati in seguito ai nuovi richiami alle armi . Il governo democratico non faceva retate come il governo della repubblica sociale ; era un governo assai mite e umano ; non valeva la pena di ribellarsi con la violenza a un ordine di richiamo al quale si poteva rispondere no " . Rimanevano nelle file del separatismo gli agricoltori che non volevano pagare le spese della sconfitta per una guerra che essi addebitavano totalmente alle industrie del nord ; la moltitudine dei fascisti convertiti alla libertà e perseguitati dalle leggi sull ' epurazione ; i fascisti tenaci ; e una varietà infinita di scontenti e di protestanti che muovevano da ragioni talune buone altre pessime , ma tutte indistintamente poco meditate e tenute il più lontano possibile dallo spirito di esame . Oggi , il separatismo conta una nuova perdita di proseliti . I fascisti convertiti alla libertà e puniti con sanzioni più dure che non i fascisti cosiddetti " coerenti " , hanno trovato il loro posto nel partito dell ' Uomo qualunque ; i fascisti inviperiti lo hanno trovato , alcuni , e non credo stabilmente , in questo medesimo partito , altri nelle file dei " fusionisti " e altri in sètte misteriose che ogni giorno vanno comparendo alla luce . Chi rimane , dunque , nelle file del partito separatista ? In basso , tutti quegli scontenti e protestanti di cui la Sicilia è ricca : coloro che sono sempre contro il governo che fa pagare le tasse ( il governo concepito come un estraneo , anzi un forestiero , che si mangia i soldi dei cittadini e vomita chiacchiere sui giornali e nella radio ) ; coloro che sono contro le novità perché " cu cancia ' a vecchia c ' a nova , peju si trova " ; coloro che sono contro la civiltà industriale , rumorosa e sporca di bitume ; coloro che sono contro le verità acquisite da poco e difese con la polizia ; coloro che diffidano del linguaggio rivoluzionario , non perché siano avari o gretti , ma perché sono troppo umani e comprensivi per credere che la società attuale sia completamente brutta e troppo pessimisti per credere che la società di domani sarà bella . Questi rimarranno sempre separatisti , ma non daranno mai filo da torcere perché nativamente filosofi , dubbiosi e pigri . Non avremo mai rivolte da parte di costoro ; nelle epoche di servitù totalitarie , quando sarà ordinato di lavorare e tacere , nel silenzio assoluto di tutti gli altri , essi faranno sentire il loro amabile e umano brontolio .
CONTRO IL GOVERNO SONO TUTTI D'ACCORDO ( Brancati Vitaliano , 1947 )
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In cima al movimento separatista rimangono i ricchi agricoltori con lo stuolo dei loro figli e nipoti , per la massima parte studenti universitari . Questi capi hanno molti argomenti per spingere altra gente sulla strada che essi percorrono : le ferrovie in pessimo stato ; la mancanza di bacini e di strade nell ' interno dell ' isola ; gli ostacoli che il governo pone al sorgere delle industrie ecc. Taluni di questi argomenti sono ritorti dagli uomini di sinistra contro coloro stessi che li usano . I separatisti rispondono che non si può attribuire agli industriali del Nord tutta la colpa di aver fatto morire le industrie siciliane . " La colpa è del governo ! " concludono . " Ma da chi era rappresentato il governo se non dagli industriali del Nord e da voi , agrari del sud ? " ribatte l ' uomo di sinistra . " Più dagli industriali del Nord che da noi ! " rispondono gli agrari . " Noi eravamo troppo deboli per farci valere ! La colpa , ripetiamo , è del governo ! " E poiché i siciliani smettono di litigare e raggiungono l ' accordo quando si tratta di protestare contro il governo , la polemica segnerebbe un punto a favore dei separatisti se da qualche tempo questo governo non avesse cominciato a far qualche cosa in Sicilia . Si sono stanziati parecchi miliardi per la costruzione di bacini nell ' interno ; si annunziano provvedimenti efficaci per risanare le paludi ; la società elettrica , stretta dalle proteste , ha rimesso a nuovo i suoi logori macchinari e pubblica un vasto piano di miglioramenti ( Si tratta ora di continuare su questa strada e non deludere coloro che hanno concepito le prime speranze ) . Le elezioni amministrative hanno mostrato che il movimento separatista perde terreno a Palermo . A Catania invece ne ha guadagnato . Ma perché ? La ragione non è profonda . Alcuni giorni prima delle elezioni , l ' on. Nenni ha tenuto un discorso nel teatro di Catania . Bruscamente , da un palco di proscenio è saltato il separatista onorevole Gallo per chiedere il contraddittorio . Gallo dava a voce alta del tu a Nenni , e questo dispiacque ai socialisti che circondavano il loro presidente . Molti avvocati protestarono con energia contro il disturbatore e lo esortarono , col più largo dei loro gesti , a starsene per il momento da parte . Questi gesti furono interpretati come tanti ordini di cacciar fuori l ' insolente . Gallo fu respinto dietro le quinte del palcoscenico ove cadde nelle mani dei carabinieri . Qui , invece di dire : " Sono un deputato " , egli , fidando nella popolarità del suo nome e cedendo un poco alla vanità , disse : " Sono Gallo ! " Questo nome è odiato dai carabinieri che hanno perduto parecchi dei loro compagni nelle battaglie contro i separatisti comandati da Gallo . La reazione infatti fu immediata : Gallo uscì dal teatro con le costole rotte . Subito la notizia si sparse a Catania e richiamò molti cittadini sui marciapiedi per far ala al passaggio dell ' on. Nenni e fischiarlo . L ' on. Gallo è amato da tutti quei siciliani che ammirano gli atti di coraggio contro le forze armate del governo . Questo Gallo , tempo fa , comandava un battaglione separatista al quale si era unito un certo numero di briganti . Egli si attendò nell ' uliveto del suocero che è un ricco signore dell ' interno della Sicilia . Furono costruite casematte e scavate trincee . Due giorni dopo , poiché le ulive erano state già vendute dal suocero , il compratore , che aveva sborsato la caparra , si recò nell ' uliveto per iniziare le operazioni della raccolta . Ma venne respinto a fucilate e gli parve di sognare , anzi , come disse lui , di trovarsi " nel regno dei turchi " . Il suocero dell ' on. Gallo , avvertito dal compratore , corse subito nell ' uliveto per far onore alla sua parola . Si può immaginare quale sia stata la disperazione di questo brav ' uomo nel vedere i suoi poveri ulivi schiantati e piegati per proteggere con barricate e casematte i soldati della Sicilia indipendente ! Non solo era perduto il raccolto , ma anche le piante erano state uccise o gravemente ferite . Egli gridò , inveì , pianse , ma gli rispose il garrito delle bandiere piantate su qualche ulivo superstite e il silenzio del genero gravido di destino . A Catania , ove tornò invecchiato di vent ' anni , il suocero gridava : " Mi ammazzò ! Mi buttò in mezzo alla strada ! " Alcuni giorni dopo , l ' uliveto venne assalito dalle forze regolari . Gallo si difese come un lupo . Sul cadere della sera lo abbandonarono gli studenti universitari ; nel corso della notte lo abbandonarono perfino i banditi ; ed egli rimase solo , più coraggioso dei giovani idealisti e più coraggioso dei vecchi briganti . La sua fama era ormai assicurata . Quando egli fu arrestato e chiuso in carcere , i siciliani lo elessero deputato e lo liberarono . La fortuna del separatismo ha voluto che la lotta per le elezioni amministrative si conducesse a Catania nel nome di un Gallo " ferito dai socialisti " . In verità si disse di più ; che egli stava per morire . Si diramavano ogni momento bollettini sul suo stato di salute . Uno diceva : " Il cuore di Gallo , grande come il cuore della Sicilia , cesserà di battere ? " I colpi di questo cuore , che rallentavano sempre di più , raddoppiarono , triplicarono i voti . I separatisti ottennero a Catania un notevole successo ( L ' onorevole Gallo gode oggi un ' ottima salute . )
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FRONTE ITALIANO , 27 . La 5 . Armata ha avanzato decisamente su tutto il fronte . Radiscanina , 22 km . a sud di Venafro , è stata conquistata . Altri due villaggi In questa zona sono stati occupati . I soldati del Gen . Clark si sono impadroniti inoltre di Francolise , importante nodo stradale che dista solo 6 km . dalle cime collinose presso Sessa Aurunca . Così le posizioni tedesche intorno alla giogaia del Marsico sono ora minacciate da oriente . Sul litorale Adriatico le truppe del Gen . Montgomery si avvicinano sempre più a Vasto . Nel settore centrale Boiano e Spineta sono state occupate dalle truppe della 8 . Armata , che da Vinchiaturo proseguono nella loro avanzata verso Isernia . L ' altura di Spineta veniva conquistata alla baionetta dai britannici . Dalla diminuita resistenza tedesca si argomenta che il Gen . Kesserling intenda stabilirsi in difensiva su una linea che attestandosi al M . Marsico ( 800 m . ) poco più a nord di Mondragone sul Tirreno e snodandosi sulle creste appenniniche , fa perno su Venafro e , seguendo all ' incirca l ' andamento del Trigno , termina presso Vasto sull ' Adriatico . L ' Aerodromo di Tarquinia a nord ovest di Roma è stato bombardato lunedì da aerei alleati . Numerose strade e ferrovie tedesche sono state martellate continuamente .