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> anno_i:[1940 TO 1970}
StampaPeriodica ,
[ Oriana Fallaci , ferita mercoledì 2 ottobre a Città del Messico , durante i gravissimi incidenti di piazza delle Tre Culture , ci ha fatto giungere il suo racconto della stanza dell ' ospedale in cui era ricoverata . Lo stato in cui si trovava , dopo le ferite e l ' operazione subita , le ha impedito di mettersi alla macchina da scrivere . Essa ha però voluto ugualmente farci avere la propria testimonianza sui fatti di cui è stata anche protagonista : ha inciso su nastri tutto il racconto . La registrazione che è giunta da Città del Messico dura due ore e mezzo , con le inevitabili ripetizioni , gli indugi , e le interruzioni di una testimonianza resa a viva voce da una persona ancora sotto choc del rischio mortale che ha corso . Oriana Fallaci ci ha inviato i nastri raccomandandoci di usare la sua narrazione per ricavarne un servizio su ciò che era accaduto il 2 ottobre in Messico . Noi , dopo aver ascoltato queste bobine , abbiamo deciso di trascrivere esattamente ciò che vi è detto , senza cambiare niente . Nessun servizio avrebbe potuto essere più vivo , più drammatico di questo racconto fatto con la sua voce viva . Ogni tanto il discorso è interrotto da qualche lamento , da medici e infermieri che entrano ad escono dalla stanza , da pause di stanchezza della nostra collega . Il servizio di Oriana Fallaci che pubblichiamo è più di un racconto : è un eccezionale documento giornalistico ] . ( All ' inizio del nastro si sentono voci , c ' è gente nella stanza d ' ospedale dove si trova Oriana Fallaci . Un ' infermiera le ordina , in spagnolo , di non agitarsi . Poi comincia il racconto di Oriana Fallaci . ) Mi sento male , ho ancora la testa confusa . Vedi , c ' è qualcosa che mi fa più male del dolore , di questo dolore tremendo alla spalla , al polmone , al ginocchio , alla gamba , mi fa più male del dolore fisico : mi fa male questo incubo che ritorna , che mi ossessiona . Il dolore fisico si sopporta ma l ' incubo no . Non è l ' incubo della guerra del Vietnam , io nel Vietnam ho visto delle cose spaventose , ho seguito delle battaglie tremende , dei pericoli allucinanti , ma era diverso , perché sapevo di andare alla guerra . Uno va in Vietnam e sa che va alla guerra e la guerra è una cosa dove ci sono dei signori armati da una parte e degli altri signori armati dall ' altra : sai anche che si spara da tutte e due le parti . Ma quello che è successo là la sera in cui sono stata ferita non era una guerra . Era atroce perché non era la battaglia di Dak - To , non era la battaglia ai confini con la Cambogia o che diavolo . E non aveva niente a che vedere con le guerre che più o meno tutti , facendo questo mestiere , abbiamo visto come corrispondenti . Capisci ? Non era una guerra . E non doveva essere una notte si sangue . Se insisto su questo punto è perché voglio cercare di spiegare quest ' incubo che mi torna e mi ritorna la notte . La storia dell ' altra sera è questa : poi andrò indietro e ti racconterò il perché , come siamo arrivati a questo . Mercoledì alle cinque era stata indetta una manifestazione nella piazza delle Tre Culture a Città del Messico . Questa piazza , che credo sia una delle più grandi di Città del Messico e anche una delle più note , si chiama delle Tre Culture perché riunisce in un certo senso , simbolicamente , le tre culture del paese : quella azteca , quella spagnola , quella moderna : c ' è una chiesa spagnola del 1500 , c ' è la base di una piramide azteca e ci sono gli edifici moderni , quelli costruiti ora . Gli studenti l ' hanno sempre scelta per le loro manifestazioni , non soltanto perché si trova nel quartiere di Tlatelolco , vale a dire abbastanza vicino alla loro università , ma anche perché è molto grande , ha molte vie d ' accesso e molte vie di fuga : è facile arrivarci ed è facile uscirne . E in questo paese è sempre meglio riunirsi in luoghi dove fai presto ad arrivare e fai presto a scappare . Io ero già stata testimone di una manifestazione del genere nella piazza delle Tre Culture , esattamente il giorno dopo in cui ero arrivata in Messico . Era lì infatti , in una manifestazione del genere , nella piazza delle Tre Culture , che avevo conosciuto i capi degli studenti e avevo cominciato a intervistarli . Ero arrivata la notte tra il giovedì e il venerdì , e al venerdì ci fu subito questa manifestazione . Era la prima alla quale assistevo , e mi fece subito un effetto profondo . Mi avevano impressionata queste grandi migliaia di ragazzi , perché sono ragazzi , sai , tredici , quattordici , sedici diciotto , al massimo ventitré o ventiquattro anni . Ragazzi poveri poi , perché degli studenti messicani solo una piccola parte sono figli di borghesi . La massima parte sono figlioli di contadini , di operai e appartengono in maggioranza al Politecnico . Al Politecnico ci vanno i figli degli operai , dei contadini : allora tu vedi questi ragazzini , che non sono come i nostri studenti , con le camicie pulite , il golf stirato di fresco , le scarpe pulite , ma sono brutti e sembrano i contadini che alla domenica vanno al villaggio , come si vedevano in Italia venti o trent ' anni fa e forse anche oggi . E un po ' timidi , come sono i contadini . Mi ero commossa a vederli lì tutti ordinati , tutti insieme . Questi ragazzi s ' erano riuniti nella piazza delle Tre Culture , quello scorso venerdì , per commemorare i loro morti , perché avevano già avuto dei morti , un centinaio credo , dal ventisei luglio , il giorno in cui sono incominciate le repressioni della polizia . Quel venerdì c ' era la polizia , soltanto la polizia , non l ' esercito ; era riunita però sulla terrazza della Scuola numero 7 , ancora occupata dalla truppe governative . Questa scuola si affaccia proprio sulla piazza delle Tre Culture . Dalla parte moderna della piazza i ragazzi erano arrivati , con i loro cartelli , erano intervervenute le madri dei ragazzi ammazzati dalla polizia . Avevo conosciuto in quell ' occasione alcuni capi del Comitato della huelga , il comitato dello sciopero , e li avevo intervistati . I discorsi erano tenuti ( questo è importante perché è lì che poi è successo il disastro ieri l ' altro ) dalla terrazza di un edificio , una specie di grattacielo popolare , che guarda proprio la piazza delle Tre Culture . A ogni piano di questo edificio che si chiama Chihuahua Building , c ' è una grande terrazza con una balaustra abbastanza bassa e lì i ragazzi mettevano degli altoparlanti e parlavano . Era stata una manifestazione , ripeto , commovente perché ad un certo punto c ' era stata la commemorazione dei morti : pioveva , e tutti questi ragazzi stavano immobili sotto la pioggia , e le madri dei ragazzi morti stavano immobili sotto la pioggia . Finita la manifestazione , anzi durante il minuto di raccoglimento per i morti , qualcuno aveva acceso un accendino , poi un altro , un altro ancora e poi un altro ancora e s ' eran formati in tutta questa piazza come dei fuochi , piccoli fuochi fatui , dappertutto c ' erano queste fiammelle : fiammelle e fiammelle e fiammelle , di accendini e di fiammiferi che finivano per bruciarsi sulle dita . Finchè qualcuno aveva avuto l ' idea di arrotolare dei giornali e farne delle fiaccole e allora tutti si erano messi ad arrotolare giornali e fare fiaccole e la manifestazione s ' era sciolta oserei dire pacificamente con questa grande fiaccolata . Capisci , avevano arrotolato i giornali , erano andati via uno a uno , una fila lunga lunga verso il ponte , queste torce accese , cantando le canzoni degli studenti . Le canzoni dicono : « Goya , Goya . Cachu , cachu rara , cachu cachu rara , Goya Goya Universidad » . Non vuole dire niente , sono dei suoni da bambini , questa è la canzone dell ' università ; la canzone del Politecnico è : « Gueu , Gloria a la cachi cachi porra , a la cachi cachi porra Gueu pin pon porra Politecnico Politecnico gloria » . Pensa un po ' che canzoni pericolose . E cantando « pin pon porra cachu rara » questi ragazzi , con la loro fiaccolata , si allontanarono e questa era la pericolosa manifestazione che avrebbe dovuto mettere in pericolo la stabilità e l ' attuazione delle Olimpiadi . Dopo questa manifestazione il governo messicano decise di togliere le truppe dall ' università , che poi fu un ' evacuazione parziale , gli studenti mercoledì indissero un ' altra manifestazione , sempre nella piazza delle Tre Culture ; gli studenti mi dissero che questa era una manifestazione importante e sarebbe stato bene se io l ' avessi vista , e ci andai . ( A questo punto nella registrazione si inserisce la voce di un medico che domanda a Oriana Fallaci come si sente . La risposta è : « Mal , doctor , muy mal . Mi duole tutta la schiena » . Il medico dice che le farà un ' iniezione per la notte . Il racconto riprende . ) La manifestazione doveva avvenire alle cinque . A un quarto alle cinque io ero lì nella piazza delle Tre Culture e la piazza era già piena a metà . Nelle varie terrazze di questo edificio popolare che guarda la piazza , c ' erano già vari capi degli studenti ma una gran parte si erano riuniti nella terrazza del terzo piano dove c ' erano gli altoparlanti con le bandiere , le bandiere messicane e le bandierine dello sciopero che sono rosse e nere . Sono per noi colori anarchici , per loro no . Per i messicani la bandiera dello sciopero è una bandiera rossa e nera ; non è né anarchica né non anarchica : è la bandiera dello sciopero . Gli operai quando sono in sciopero innalzano questa bandiera rossa e nera . Non sono anarchici più di quanto siano comunisti o cattolici , liberali o che altro . A un quarto alle cinque la piazza era già piena a metà , io sono arrivata , sono salita sulla terrazza del terzo piano e ho trovato Guevara che è uno dei capi , ho trovato Manuel un altro capo , un ragazzo che studia biologia ed è figlio di un contadino . Ho trovato Manuel che è figlio di un musicista e studia al Conservatorio , ho trovato Socrates , un altro dei capi , e ho trovato Maribilla una ragazza che studia , mi pare , medicina . Ho chiesto come si mettevano le cose , se c ' era la polizia intorno , se si aspettavano un attacco e mi hanno detto di no , sembrava che la manifestazione fosse tranquilla . In realtà dalla terrazza della Scuola numero 7 , dove la settimana avanti , durante l ' altra manifestazione , quella della fiaccolata , avevo visto per tutto il tempo i granaderos con i mitra puntati , non c ' era niente , non c ' erano neanche i granaderos . Intanto la piazza si riempiva in un modo incredibile : guarda , nel giro di dieci minuti io credo che siano arrivate tremila , quattromila persone , perché ad un certo punto c ' erano almeno seimila persone . Mentre la piazza si riempiva è arrivato Angel , un altro ragazzo dei capi del Comitato generale dello sciopero ; sembrava molto turbato e mi ha detto : « Sai , sono in ritardo perché quasi tutta la piazza a tre o quattro chilometri da qui è circondata di autoblindo e di camion : a un certo punto c ' è una strada sbarrata , mi sembra che fosse la strada Manuel Gonzales , sbarrata con ben trenta camion carichi di soldati con le mitragliatrici e non lasciano passare nessuno . Ho dovuto fare un lungo giro e per questo sono arrivato in ritardo » . Ora sono confusa , faccio male il racconto . Dopo la manifestazione i ragazzi volevano andare a una delle scuole del Politecnico che è ancora occupata dall ' esercito , capito ? Volevano andare a fare una manifestazione lì . Quando Angel è arrivato , dicendo che c ' era l ' esercito e la polizia schierata dappertutto , i ragazzi tra di loro si sono riuniti e hanno deciso di non andare più perché , hanno detto , se andiamo tutti lì dove ci stanno aspettando con i bazooka sembra che vogliamo provocarli . Al che io gli ho detto per carità non andate , non lo fate , lasciate perdere , è inutile , è una bravata superflua , non ci andate . Allora il Socrates è andato al microfono , in questa piazza che continuava a riempirsi , e ha detto : « Compañeros , abbiamo cambiato idea , volevamo andare a manifestare davanti alla scuola . Non ci andiamo più , perché l ' esercito ci sta aspettando con le autoblindo , con i bazooka . Andarci è una provocazione inutile , per cui mi raccomando , compañeros , appena la nostra riunione sarà conclusa disperdetevi e andate alle nostre case » . La folla , i ragazzi rumoreggiavano un po ' : erano un po ' delusi ; ma era evidente che avevano deciso di rinunciare alla sfilata in direzione della scuola , mi pare fosse la scuola di Economia e Commercio . Hanno incominciato la riunione vera e propria . I discorsi sono stati aperti dalla ragazzina Maribilla la qualche ha detto : « L ' esercito ha evacuato la nostra lotta fino all ' applicazione di tutti i sei punti » . La Maribilla è una ragazzina di circa diciotto anni , graziosina , un po ' sciupata da un labbro leporino , gentile , un po ' timida , parlava con una vocina che sembrava un uccellino : anche con l ' altoparlante non si sentiva niente . Dopo ha preso la parola Socrates , che sembra un bambino coi baffi , ha la faccia di un bambino , come quella di Emiliano Zapata , ha diciotto - diciannove anni e questi immensi baffi che è tutto quello che gli è rimasto dei capelloni lunghi perché i ragazzi fino all ' agosto scorso avevano i capelli lunghi , non perché volessero fare gli hippies , non perché volessero imitare i Beatles , ma perché c ' è una tradizione al Messico che i rivoluzionari hanno i capelli lunghi . Così fino a poco tempo fa , i ragazzi portavano tutti i capelli lunghi . Quando la polizia ha cominciato a fotografarli , a seguirli , ad arrestarli , c ' è stata una ecatombe di capelli lunghi e di baffoni e l ' unico che non ha voluto rinunciare ai baffi è stato il Socrates , poveretto , che con i suoi baffoni è andatati lì al microfono e ha detto : « Compagni , questa è una manifestazione pacifica , noi oggi l ' abbiamo indetta innanzitutto per festeggiare l ' evacuazione della nostra università da parte delle truppe governative , poi per chiedere che il resto delle scuole secondarie vengano anch ' esse liberate dalla presenza dei soldati e infine per indurre i compañeros a cominciare , a partire da lunedì , uno sciopero della fame , per dimostrare che noi non vogliamo attaccare nessuno . Cerchiamo d ' ora innanzi dei sistemi pacifici . Lunedì cominceremo , chiunque vorrà partecipare a questo sciopero della fame si sistemerà nella città universitaria dinnanzi alla piscina olimpica … che farà lo sciopero della fame fino alla fine delle Olimpiadi » . Socrates aveva appena finito di parlare , che un elicottero ha cominciato a volare sopra la piazza , un elicottero verde dell ' esercito , in cerchi concentrici , sempre più bassi , sempre più bassi . Io mi sono preoccupata e ho detto a Manuel : che cos ' è questa storia ? Lui mi ha risposto di non preoccuparmi ; i ragazzi non erano eccitati , erano tranquilli , quieti . Mentre si discuteva della presenza dell ' elicottero , l ' elicottero ha lanciato due bengala verdi . Ora , venendo dal Vietnam , so benissimo che tutte le volte che un elicottero o un aereo butta giù un bengala , è perché vuole localizzare il punto da colpire . Allora io mi sono preoccupata e ho detto subito a questi ragazzi : guardate che sta buttando i bengala , se butta giù i bengala vuol dire che hanno intenzione di sparare . Ma loro non mi hanno preso sul serio . Siccome sapevano che ero stata in Vietnam hanno detto : « Eh , tù ves las cosas come en Vietnam » . Non avevano finito di parlare che si è sentito un gran fracasso , un grande rumore di camion e di carri armati e la piazza è stata letteralmente circondata dalle quattro parti , perché l ' edificio dove eravamo noi , questo terzo piano dove c ' erano gli studenti , guarda la piazza , quindi da qualsiasi parte si guardasse , si vedevano arrivare camion e autoblindo . Sul fondo , di fronte all ' edificio , c ' è una specie di cavalcavia e si sono piantati su questo cavalcavia . I camion si sono aperti , cioè la parte posteriore dei camion , i soldato si sono buttati giù sparando . Ma non sparando in aria , sparando in basso , i fucili non li tenevano in alto , li tenevano in basso . Per due o tre minuti siamo rimasti sbalorditi , allibiti quasi , per questa cosa ; questa cosa era un incubo , era al di là dell ' assurdo perché non era successo niente che potesse giustificare l ' arrivo di queste truppe . Stavano dicendo che volevano indire lo sciopero della fame lunedì ! I ragazzi hanno cominciato a scappare . Socrates , non essendosi ancora reso conto che stavano sparando veramente alla folla , è andato al microfono e ha detto : « Compañeros , compañeros , calma calma calma , es una provocaciòn , es una provocaciòn ! » . Ma loro continuavano a scappare , volevano venire in avanti , E ad un tratto ho cominciato a vederli cadere , sai quando vai a caccia e le lepri corrono , come fanno le lepri quando le colpisci , fanno una specie di capriola e poi restano lì . Da lontano si vedevano piccoli , e si vedevano queste lepri , che correvano e facevano una capriola , bom ! E restavano in terra . Io ero immobilizzata , letteralmente immobilizzata al balcone e guardavo la confusione violenta , tremenda che era scoppiata e sentivo Socrates che stava raccomandando alla folla la calma : ma non so che razza di calma potesse raccomandare a questo punto perché erano già cominciati a cadere i primi morti . Davanti a me c ' era la piazza , la grande piazza rettangolare che dalla nostra parte , dove eravamo noi , finisce in una grande scalinata . Ora c ' è una cosa ti voglio spiegare , ti ricordi nel film della corazzata Potiomkin quella scena della folla che scappa per quella scalinata e restano quelle donne , quei bambini , tutti ciondoloni , ecco sembrava la corazzata Potiomkin , questa scalinata ripida dove restavano tutti in giù , a testa in giù , era una cosa spaventosa . Noi eravamo chiusi in trappola , ci eravamo resi conto benissimo che stavano puntando verso di noi , verso il terzo « piso » , il terzo piano , dove c ' erano gli altoparlanti , ma ho capito anche che non c ' era nulla da fare . Voglio dire ho fatto il movimento di andare verso l ' ascensore , ma l ' ascensore era stato bloccato , capisci , nello stesso momento la Maribilla che era scesa giù , è arrivata gridando , chiamando Angel , e Angel è sceso giù al piano terreno e quando è sceso giù al piano terreno ha trovato decine , decine , decine di poliziotti in borghese che hanno cominciato a gridare « figlio de chingada » , « hijo de puta » , « figlio di cane » , « donde vas hijo de chingada » , allora Angel e gli altri dicevano « Abajo , abajo ! » e allora loro hanno detto « Arriva , arriba ! » e li hanno mandati su . Io mi sono girata voltando le spalle al massacro che era cominciato nella piazza e ho visto piombare , come nei film , una quarantina , una cinquantina prima , poi una sessantina di uomini di mezza età in borghese , in camicia , avevano tutti la camicia bianca , la mano sinistra dentro un guanto bianco , oppure fasciata in un fazzoletto bianco , era per riconoscersi , perché erano in borghese . Sono entrati sparando , hanno cominciato a sparare con queste rivoltelle dappertutto , non addosso alla gente , devo dire , ma per terra dappertutto , e agguantando la gente . Socrates è scomparso , io non l ' ho più visto Socrates , Angel era già scomparso prima , quando la Maribilla era venuta a dire che c ' erano i poliziotti . Io mi sono ritrovata insieme a Moises , che è un ragazzino del Politecnico , figlio di un contadino , a Manuel , un amico mio , e ho guardato i poliziotto venire avanti , in uno stato di totale stupore , anche se per stupire me ce ne vuole parecchio e per stupirmi dopo che avevo visto quello che stava succedendo nella piazza , quel piombare senza ragione , ce ne voleva ancora di più . Ma era talmente pazzo il piombare di questi qua , che li guardavo sbalordita . Una guardia mi ha preso pei capelli , io ho i capelli lunghi , mi ha agguantata per i capelli , sai come nelle vignette dell ' uomo delle caverne che agguanta la donna per i capelli , e prendendomi pei capelli ( io credo che gliene siano rimasti un bel po ' in mano ) , mi ha fatto fare mulinello , mi ha letteralmente scaraventata contro il muro . Sono rimasta qualche secondo stordita , naturalmente . Non so se avete capito com ' era la terrazza . C ' è questa terrazza grande , con le scale dalle parti , poi c ' è il muro con i due ascensori e poi c ' è la balaustra . Lui m ' ha buttato contro il muro dalla parte dove ci sono gli ascensori . Quando mi sono ripresa mi sono trovata da Moises e Manuel , gli altri erano spariti , nello sfondo c ' erano altri , giornalisti tedeschi , olandesi , c ' era un giapponese , dei francesi , eccetera . E questo qui che gridava « Detenidos , detenidos , detenidos ! » , cioè arrestati , arrestati , arrestati . Io sono rimasta in piedi . Intanto continuava la sparatoria nella piazza , ma non era ancora una sparatoria violenta . Io ho detto una parola : « Yo italiana » . Chissà perché ho detto italiana , mi è venuto così per istinto di sopravvivenza , non lo so . Quello ha preso e mi ha messo la rivoltella alla tempia . A questo punto , ti dico la verità , io avrei voluto dire periodista , giornalista , ma non sono riuscita a dirlo , con quella pistola puntata alla tempia e col pensiero che se avessi voluto tentare di dimostrarlo , non avrei neanche potuto , perché far vedere un documento , soltanto mettere la mano nella tasca della giacchetta ( avevo i pantaloni e la giacchetta ) e tirar fuori un documento voleva dire farti sparare , perché si dovevano tenere le mani quelli lì facevano partire un colpo . Ci hanno fatto mettere … Dunque sta ' a sentire : loro ci hanno fatto mettere al muro . Devo dire che fino a quel momento , malgrado la tremenda sparatoria fosse già cominciata , io non ero spaventata , un po ' perché c ' era Manuel , questo ragazzo che continuava a dire : « Lo fanno per ragioni psicologiche » , un po ' perché ero andata a intervistare il capo della polizia , quel generale Queto di cui gli studenti chiedono le dimissioni insieme allo scioglimento del corpo dei granaderos . Ero stata ricevuta da questo signore nel suo bellissimo ufficio ed egli aveva incominciato a intrattenermi a lungo sui vini italiani , sul fatto che a lui piace il Bardolino e il Chianti meno , che c ' è un ristorante che si chiama Mamma Roma , Mamma Maria , non mi ricordo come a New York . Quando poi gli avevo posto delle domande precise , gli avevo chiesto spiegazioni sul fatto che la polizia attaccava gli studenti , sparava sulla popolazione , con aria tranquilla mi aveva detto : « Ma no , ma nada , no pasa nada , no pasa nada nunca , mentira , mentira » . E aveva aggiunto : « Lei ha visto che anche l ' ultima volta vi è stata la manifestazione alla piazza delle Tre Culture , non è successo niente » . Ed era vero che non era successo niente , capisci . Così io non ero eccessivamente spaventata . Il capo stesso della polizia mi aveva rassicurata . La mia sola preoccupazione era data , devo dire , dalla presenza di questi poliziotti in borghese con il guanto bianco per riconoscersi , con le pistole puntate . Intanto la sparatoria si era fatta ancora più intensa . Le raffiche partivano dalle mitragliatrici delle autoblindo , che circondavano la piazza , e dai mitragliatori e dai fucili automatici dell ' esercito , e dai granaderos , i granatieri che qui chiamano granaderos , e infine da questo elicottero che si abbassava sempre di più , capisci , e sparava sulla folla ormai sparsa per tutta la piazza e sulla terrazza dove eravamo noi . Ho spiegato che su questa terrazza l ' unico punto in cui si poteva cercare un pochino di protezione era sotto la balaustra , sotto il muricciolo , e sotto il muricciolo si sono messi tutti questi poliziotti col guanto bianco e le rivoltelle in pugno , puntate contro di noi e noi , che eravamo i detenidos , gli arrestati , siamo stati messi invece dalla parte del muro . Così eravamo un bellissimo bersaglio per quelli che sparavano dalla piazza , dall ' elicottero , eravamo un bersaglio per tutti . ( A questo punto la voce di Oriana Fallaci si interrompe . Quando si riprende dice : « Scusami , ferma un momento il magnetofono che mi sento male , molto male . Mi sento morire … » ) Ecco , riprendiamo . Vedi , quando io dico che era peggio che nel Vietnam , voglio dire che nel Vietnam , quando sei dentro una battaglia , cerchi di ripararti , di salvarti , ti butti in un buco , ti butti in un bunker , ti ripari dietro qualche cosa e mentre fai questo non c ' è mica un poliziotto con la rivoltella spianata che te lo impedisce . E non potevi trovare nessun rifugio , non potevi entrare in nessun buco , non c ' era nessun bunker nel quale ti potevi rifugiare e tutte le volte che cercavi di muoverti di un millimetro da quel muro maledetto che costituiva il bersaglio principale e contro il quale ci avevano messi e cercavi di andare un pochino più in là dove c ' era il muricciolo , questi poliziotti distesi per terra ti sparavano addosso , capisci ? Sparavano contro il muro . Hanno sparato due o tre volte nel muro ! Hanno sparato nell ' ascensore due o tre volte . In questa sparatoria tremenda , mi cadevano i bossoli tutto d ' intorno . A un certo punto io ho detto : « Por favor , por favor quiero me haga venir , me haga venir cerca , cerca ! » , gliel ' ho detto anche in inglese : « Please , please let me come there , please please here is too dangerous , too bad , please » : per favore qui è troppo pericoloso , lasciatemi venire lì . Ma loro mi rispondevano puntandomi l ' arma contro e sparando nel muro . Quindi io non mi potevo muovere , comprendi , non mi potevo muovere assolutamente . L ' incubo per cui io alla notte mi sveglio come impazzita è questo , è un incubo da racconto di Poe . C ' è il fuoco da tutte le parti , sei inseguito come uno scorpione circondato dal fuoco , che non soltanto ti sparano da tutte le parti ma non puoi neanche metterti in salvo perché quando fai un movimento per metterti in salvo te lo impediscono e ti sparano addosso . Poi qualcuno deve avermi dato l ' ispirazione per togliermi da quella posizione terribile , lì in piedi , a fare da bersaglio . A un bel momento ho finto di svenire , sicché sono calata giù come uno straccio , gli altri hanno fatto lo stesso e quelli ci hanno lasciato fare . Allora siamo rimasti in quel modo sdraiati a pancia a terra . Io mi trovavo fra questi due studenti , questo Moises e questo Manuel : Moises è rimasto subito ferito alla mano perché ho visto che la mano era tutta insanguinata . Manuel cercava di proteggermi e quando la polizia si è accorta che lui cercava di proteggermi un poliziotto ha incominciato a gridare perché ci staccassimo . Per quanto possibile cercava di proteggermi , mi teneva le mani sulla testa , e mi tenevo anch ' io le mani sulla testa . La polizia allora , sempre puntando le rivoltelle , ha ordinato a lui di staccarsi e a tutti e due e anche a Moises di alzare le mani in modo che non ci potevamo neanche proteggere la testa dalle schegge . Niente , capisci : è questa la cosa meravigliosa . Quando Manuel si è staccato da me e Moises si è staccato , io centimetro per centimetro , perché stavo tutta distesa bocconi sullo stomaco , perché mi sentivo più sicura , ho cominciato a scivolare lungo il muro e sono riuscita a spostarmi di un metro indietro mentre questo poliziotto gridava e mi puntava la rivoltella . Questo movimento è stato quello che mi ha salvato , perché se no la pallottola mi sarebbe arrivata nella testa anziché nelle spalle . La sparatoria era ininterrotta , ho detto che sparavano da tutte le parti mentre noi eravamo sempre sotto le rivoltelle della polizia . A un certo punto l ' elicottero si è abbassato , si è sentita una grande raffica e io ho avvertito come due o tre pezzi di sasso che si abbattevano sopra di me e un coltello che mi entrava nella schiena . Il coltello era la scheggia della pallottola dell ' elicottero che si è fermata a pochi millimetri dalla colonna vertebrale . Un ' altra scheggia è entrata nel ginocchio sinistro e mi ha squarciato tutta la gamba in quel punto , però ho avuto questa fortuna incredibile che il professor Viale ha definito una fortuna scandalosa perché è andata a incastrarsi tra l ' arteria principale e tutti i legamenti nervosi e la vena , senza tagliare né l ' una né l ' altra . Un ' altra ancora è entrata nella coscia . È entrata da una parte ed è uscita educatamente da quell ' altra , senza fare nulla , lasciando solo due o tre schegge che risultano dalla radiografia ma che non possono togliere . Resteranno sempre lì tanto non mi danno noia e io le tengo come ricordo .