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LA LINGUA DELL'AVVENIRE ( MORASSO MARIO , 1905 )
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Mi è capitato sotto gli occhi il menu di un banchetto esperantista , banchetto cioè in cui gli intervenuti parlano un linguaggio capito solo da loro , l ' Esperanto , ma che in avvenire dovrà essere la lingua universale perché tutti gli uomini possano intendersi . I commensali hanno incominciato dal supo , sono passati al Pleuronekto , alle Kaponinoi , si sono deliziati con un gelato di Frigusta , hanno assorbito il Kafo e si sono esilarati col Campano . Io mi figuro che soltanto per il fatto che la zuppa ha cambiato genere diventando supo , e che le pollanche hanno cambiato quasi sesso diventando Kaponinoi , queste vivande debbono aver avuto un sapore nuovo e straordinariamente squisito per i convitati . Basta assai meno per illudere quell ' allocco che si chiama uomo , anzi viro in Esperanto . Gli esperantisti poi sono uomini di una specie particolare . Si dànno certi generi di tendenze , di inclinazioni , di scopi a cui non ci si può abbandonare impunemente e di cui la presenza , meglio di un abito rosso o giallo , fa dell ' uomo una bestia a parte , non compresa nelle solite classificazioni zoologiche . Si tratta della bestia maniaca , qualche cosa che va tra il ridicolo e il seccatore , tra l ' antico tipo dell ' inventore e quello più moderno dell ' apostolo di una delle tante melensaggini umanitarie . In fondo è un essere innocuo ma guai a toccarlo nella sua mania , allora egli sente l ' obbligo di vuotarsi per intero , come un otre gonfio in cui si sia fatto un foro . Quando un individuo comincia a dar segni di una di tali predilezioni , sia quella della lingua unica , o quella del vegetarianismo , o quella della riforma dell ' ortografia o del sistema planetario , non vi è più rimedio ; il suo destino è prestabilito , egli precipiterà fino in fondo . Della sua lingua universale o del suo sistema di alimentazione farà il fine della sua vita , sarà persuaso che la salvezza dell ' universo è strettamente collegata al trionfo del suo metodo , e a poco a poco dall ' una di tali manie passerà all ' altra , ne farà un sistema completo , troverà che la lingua universale non si può scompagnare dal vegetarianismo , dalla propaganda contro l ' alcool , dalla federazione europea e dalla pace perpetua . A questo punto il male sarà irrimediabile , il processo normale sarà invertito ; non sarà più la lingua universale che deve giovare all ' uomo , ma l ' uomo che deve sacrificarsi a una qualsiasi di queste utopie o a tutte insieme . La lingua universale è uno di quei tanti germogli rachitici e tardivi rispuntati sul vecchio tronco quasi inaridito della rivoluzione francese . Essa ha il suo fondamento in quello stesso stato di spirito in cui allignarono tutte le riforme rivoluzionarie , e cioè nella credenza di poter da un momento all ' altro , con un ragionamento dottrinario e con un tratto di penna , abolire il passato e riplasmare uomo e società a seconda di un tipo astratto . Ed essa fa parte di quella regolamentazione scientifica con cui l ' uomo , infervorato dai primi successi delle scienze positive , si è illuso , parecchi anni or sono , di imbrigliare l ' avvenire . Lingua , religione , scrittura , ordinamento del calendario , costumanze festive , cose che si possono cambiare come si cambia d ' abito . Le ragioni storiche e naturali per cui si sono così costituite durante i secoli non contano , basta sapere che sono procedimenti empirici , in cui lo scienziato moderno ha scoperto un cumulo di errori , di incongruenze , di perdite di tempo , e che quindi si debbono sostituire con un nuovo ordinamento , creato di sana pianta al lume della scienza e perciò al buio dei fatti e della vita . La logica deve trionfar della natura , che diamine ! E così mentre a Parigi si radunano coloro che vogliono abolire le vecchie feste , come il Natale , la Pasqua , Ognissanti , ecc . , divenute insignificanti ed assurde per surrogarvi le feste umane e scientifiche della famiglia , del lavoro , del ricordo , della generazione , a Boulogne - sur - mer si sono riuniti quelli che ai nostri antiquati idiomi , pieni di complicazioni , di irregolarità , di lungaggini e di difficoltà inutili vogliono surrogare la lingua universale , una lingua creata di sana pianta da un medico , una lingua quindi perfettamente scientifica . La balordaggine della sostituzione è evidente . Si vuole abolire un prodotto naturale come la lingua , formatosi esclusivamente sotto l ' influsso delle necessità cui doveva soddisfare e poi continuamente aggiustato , tornito , manipolato dall ' uso , sempre per corrispondere meglio a queste necessità delle quali l ' uomo è quasi l ' inconsapevole strumento , per mettere al suo posto un pasticcio stridente e ripugnante costruito da un tale in relazione a una data teoria astratta . Al prodotto della necessità istessa che si è proprio direttamente creata il suo strumento e della quale l ' uomo non è stato che l ' esecutore si nega la praticità per riconoscerla alla costruzione puramente cervellotica di un uomo solo ? Del resto questa costruzione si condanna da sé . Come non poteva essere altrimenti questa lingua inventata , sia il Volapuck passato già di moda , sia l ' Esperanto un po ' più recente , sta alle lingue naturali , come un burattino sta a un uomo , come un fiore di lana sta a un fiore fresco . Questa lingua inventata è peggio di qualsiasi povero dialetto barbarico , è una ignobile parodia dei linguaggi parlati , è un informe ammasso di consonanti aspre , di suoni rauchi e di parole degradate . Per voler semplificare artificialmente , per voler togliere le difficoltà ortografiche e grammaticali rispondenti a necessità psicologiche , non si è fatto che avvilire , mortificare e spogliare i vocaboli e le locuzioni dei vari idiomi , adunando tutto un miserevole insieme di tronconi ispidi , di frammenti mutilati , di esseri spelati che muovono a compassione e ribrezzo . Questa lingua dell ' avvenire , questo ignobile gergo , ove il k , l ' j e l ' u sono le lettere predominanti , ove non si incontrano che gruppi di sk , di kr , di tk o di kt , ove ascoltiamo guaiti , latrati , miagolii come questi malgrandan , maldikulon , famekonitaj , forflugis , samspecai , kreskas , kvindek , kvankam , ove per dire : " Io era di quelli che lo hanno ricevuto alla stazione del Nord " , si bestemmia : " Mi estis unu el tiuj kiuj antauiris linje la Norda Stacidomo " , questo gergo peggiore di quello dei carcerati deve essere la favella dei nostri figli , la favella che la nostra scienza lascia loro in eredità per ripudiare l ' eredità della natura ? Ah no , no davvero ! Salvo che l ' uomo non sia in uno stato di ubriachezza permanente o non abbia la paralisi fin dalla nascita questa non sarà certo la sua lingua futura . La lingua dell ' avvenire non differirà gran che dalla lingua del presente , come questa è la continuazione della lingua del passato . La pluralità linguistica che risale fino ai più remoti confini della storia non cesserà nel futuro , non vi è ragione alcuna perché l ' ossatura del linguaggio , perdurata attraverso i millenni , cambi improvvisamente oggi o da qui a qualche diecina di anni . Il bisogno di intendersi fra gli uomini parlanti diverse favelle sussisteva in passato come esiste oggi , e forse era più forte in passato che non nell ' oggi , data la maggior facilità odierna per l ' uomo di apprendere altre lingue oltre la propria . Non si dà oggi quasi persona colta o che ne abbia di bisogno la quale non conosca quelle tre o quattro lingue con cui può farsi capire in tutto il mondo , mentre anticamente era un ' impresa assai ardua e che richiedeva mezzi ingenti o combinazioni speciali quella di imparare una lingua straniera . D ' altro canto come nell ' antichità classica con due sole lingue , la greca e la latina , che erano le lingue dei dominatori , si provvedeva a tutte le evenienze internazionali , così adesso con tre - francese , inglese e tedesco - si può far lo stesso . Ora vi sono più numerosi bisogni di comunicazione , che debbono anche soddisfarsi molto più rapidamente , e questo è vero , ma non è affatto vero che l ' uomo abbia tutto a sacrificare a questa ansia di rapidità come un affamato che non può concedersi alcuna distrazione , poiché il tempo disponibile neanche gli basta alla conquista del cibo . Sono le civiltà iniziali che richiedono la massima rapidità e in cui tutto deve essere consacrato a un fine immediatamente utile ; i popoli moderni si sono trovati e si trovano ancora in parte in questa fase , avendo dovuto crearsi , al pari dei singoli individui , una nuova fortuna e tutti i mezzi per ottenerla nel nuovo ambiente industriale , una volta che gli antichi privilegi , le antiche posizioni non erano più riconosciuti . Da qui la smania di rapidità da cui è stata invasa l ' età moderna ; ma adesso i primi gradini son già saliti , tutto il nuovo corredo occorrente alle trasformate attività sociali è quasi compiuto , molte fortune sono già fatte , molte posizioni eminenti sono state riconquistate , non vi è più necessità di affannarsi tanto . Infatti , se nelle industrie , se nella locomozione si continua a ricercare la velocità , nella vita questa spinta si è già rallentata . La ricchezza conseguita non solo elimina il bisogno di rapidità , ma anzi ricomincia a far prediligere delle forme di perditempo , di indugio per la ricerca di effetti di eleganza o di bellezza più o meno bene intesa . L ' industriale yankee adotterà una macchina per abbreviare di qualche secondo il tempo necessario a scavare i denti di un ingranaggio , adopererà la stenografia e la macchina da scrivere per la sua corrispondenza commerciale , ma trascorrerà poi due mesi in ozio a bordo del suo yacht , e per scrivere una lettera ad una signora dell ' aristocrazia impiegherà tanto tempo quanto gli basterebbe a scrivere a mano tutta la sua corrispondenza commerciale , unicamente per dare alla sua calligrafia un aspetto eccentrico , nobile , artistico . Il progredire della civiltà , sia pure civiltà mercantile , implicando aumento di ricchezza e di lusso , non solo non porterà all ' uso di alcune di queste brutte e artificiose semplificazioni della lingua e della scrittura , ma anzi produrrà una maggior ricercatezza , una maggior complicazione e varietà sia nella scrittura , sia nella lingua . Come aumenterà il lusso materiale , talché , e già lo si scorge , invece di una specie di bassa uniforme comune a tutti , pronosticata da qualche visionario sarto socialista , si avranno abiti e vesti sempre più sfarzosi , sempre più adornati e diversi gli uni dagli altri , così si accrescerà anche il lusso spirituale ; l ' uomo terrà sempre più a dimostrare un favellare fiorito , magari complicato e prezioso , che lo distingua dagli altri , per la vanità di apparire originale , raffinato e bene informato delle mode . E la moda sarà sempre più mutevole e capricciosa . Quindi non solo non si adotterà alcuno di questi corrotti gerghi convenzionali , ma anzi nulla sarà più detestato , come di pessimo gusto , di queste misure livellatrici ed egualitarie ; salvo il caso che la moda , in qualche suo pervertimento momentaneo , ritrovando in taluno di essi tanta assurdità e tanta contorsione quanta non le sarebbe dato di rinvenire in alcuna lingua vivente , non gli accordi una voga fittizia , come quella della crinolina . Nell ' avvenire si avrà bensì una specie di linguaggio industriale unico , ma sarà un linguaggio esclusivamente tecnico , da paragonarsi a quello delle formule matematiche ; si avrà pure una lingua più diffusa delle altre , più importante delle altre e sarà quella del popolo che la imporrà con la forza delle sue armi e delle sue macchine , e sarà la lingua inglese o la lingua tedesca , da paragonarsi alla lingua latina nel mondo antico ; e si avrà infine l ' identica varietà delle lingue inferiori , lentamente modificate dalla moda e da altri fattori sociali . In questo grande gioco di forze non vi è posto né per l ' Esperanto , né per alcun altro di questi contraffatti mostriciattoli sorti dalla aberrazione umana .