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LA LINGUA UNICA PRIMITIVA ( CROCE BENEDETTO , 1905 )
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Il Trombetti pubblica i principali risultati del lavoro al quale attende da molti anni , diretto a dimostrare l ' unità d ' origine del linguaggio . Ma poiché , sia per il premio reale dei Lincei conferito nel passato anno all ' autore , e per il gran discorrere che ne seguì nei giornali , e per la cattedra speciale per lui istituita , sia per altre cause che indicheremo , si è fatta molta confusione intorno alla natura , al significato e all ' importanza del problema che il Trombetti si è proposto , a noi sembra opportuno ( prescindendo qui dal valore maggiore o minore delle sue dimostrazioni ) di determinare e circoscrivere il valore del problema stesso . E diciamo subito che si tratta di un problema di nessuna importanza filosofica . Pel filosofo , domandare se il linguaggio abbia avuto una o più origini , se bisogni tenere per la monogenesi o per la poligenesi , non ha significato . Il filosofo sa che le diversità dei linguaggi sono infinite , perché infinite sono le individuazioni dello spirito . Né ammette che si possa discutere dell ' origine storica del linguaggio , perché il linguaggio non è fatto storico , particolare e contingente , ma categoria . Ciò si è voluto esprimere nella moderna linguistica e filosofia del linguaggio col profondo detto , che il problema dell ' origine del linguaggio si risolve in quello della sua eterna natura . Il problema del Trombetti è nient ' altro che una ricerca di preistoria . Supponiamo che egli sia riuscito a provare il suo assunto dell ' origine di tutti i linguaggi esistenti da un ceppo comune ; che cosa avrebbe provato ? Questo : che le società ora sparse sulla terra , delle quali la lacunosa e assai recente tradizione storica non ci mostra le connessioni , dovettero in un certo tempo ( = tante migliaia d ' anni addietro ) formare un ' unica società . E prima di quel tempo ? E prima di prima ? L ' ulteriore domanda non appartiene al tema del Trombetti . Se la potenza romana avesse potuto assorbire o distruggere tutte le altre società esistenti , la civiltà presente , e con essa i suoi linguaggi , non avrebbero altra origine che Roma . Immaginiamo un antichissimo gruppo umano , il quale , sostituendosi a esseri inferiori o assorbendoli , si sia poi diramato per tutta la terra , nell ' Eurasia , nell ' Africa , nell ' Oceania , nelle Americhe ; e avremo la costruzione preistorica , giustificata o no che sia , rispondente all ' ipotesi del Trombetti . L ' ipotesi non ha nulla d ' impossibile ; ma , ammessa come vera , non tocca nessuno dei grandi problemi che interessano lo spirito umano . Anzi , dirò di più : a considerarla nei suoi limiti di ricerca preistorica , essa ha ben modesto interesse , perché modesto è in genere l ' interesse della preistoria , di questa scienza analfabeta ( come il Mommsen scherzosamente la chiamava ) , la quale indaga le zone grige , l ' indistinto , il rudimentale , il povero , laddove la storia ci pone di fronte ai grandi fatti dello svolgimento umano . Credo tutt ' altro che trascurabili le ricerche sulla vascolaria primitiva ; ma mi permetto di reputare alquanto più interessante lo studio di un vaso attico , di un piatto di mastro Giorgio o di una porcellana cinese . Se l ' interessamento comune sembra testimoniare del contrario e si accende vivacissimo innanzi a ogni rivelazione che concerna il " primitivo " , ciò accade , a mio parere , perché nel pensiero comune si suole scambiare l ' angusta ricerca preistorica con la ricerca filosofica e si aspetta dalla prima la risposta ai problemi della seconda . Per non dire che talvolta , come in questo caso , operano in quell ' interessamento motivi religiosi , sonnecchianti in fondo agli animi di tutti e anche di molti professionali dell ' irreligione . La monogenesi fa pensare , confusamente , a padre Adamo ; e , si ha voglia a essere miscredenti , certe cose fanno piacere . Di qui gran parte della curiosità che ha destata , e della popolarità che si è acquistata fin dal primo annunzio , la così detta scoperta del Trombetti . Il quale , purtroppo , non si è saputo guardare esso stesso dall ' esagerare il valore della sua ricerca e dall ' intorbidarne l ' indole . Il Trombetti crede , per esempio , che , dimostrata la monogenesi del linguaggio , sarà possibile studiare ben altrimenti " quali relazioni intercedano fra il segno e la cosa significata " ( p . VI , e cfr . pp . 41-3 ) ; si dice " conscio della straordinaria importanza , che ha l ' affermazione contenuta nel titolo del suo libro " ( p . VI ) ; asserisce che " solo con l ' unità di origine del linguaggio sia possibile la Glottologia generale comparativa , disciplina la quale può gettare viva luce sulle questioni che più agitano lo spirito umano " ( p . 53 ) . A questo modo egli mostra di possedere concetti poco esatti sul rapporto della Glottologia con la Filosofia del linguaggio , e manchevole intelligenza di quel che egli chiama segno e che divide dalla cosa significata . " La Glottologia ( dice altrove , p . VIII ) , avendo per oggetto il linguaggio , è il miglior legame tra le due grandi divisioni in cui sta ancora ripartito il sapere " . Né ha concetti esatti su quel che sia scienza : " Scienza vera , per quel che riguarda il rigore delle dimostrazioni , ammessi certi postulati , è soltanto la Matematica : le altre scienze devono tendere ad una rappresentazione matematica o simbolica delle cose , dalla quale però sono ancora ben lontane " ( p . 10 ) . Che più ? Egli immagina perfino che la monogenesi del linguaggio , con la conseguente monogenesi degli uomini , sia atta a recare consolazione morale . " La scienza e l ' arte , quando non siano accompagnate ad un ideale di bontà , sono , per lo meno , cose imperfette . Perciò richiamo l ' attenzione su certe deduzioni morali , che vengono spontanee dall ' esame dei fatti ; ma , soprattutto , sulla conclusione generale , che può ricavarsi in favore dell ' unità della specie umana , e , per conseguenza , anche in favore della fratellanza reale degli uomini . Tutti i buoni debbono augurarsi che non abbiano a trionfare le teorie , messe fuori in forma dogmatica , sulla pluralità delle specie umane , e che , piuttosto , anche per opera della scienza , venga confermato il concetto sublime della fratellanza degli uomini , frutto della intuizione e del sentimento , religioso o altro " ( p . VIII ) . L ' introduzione del libro si chiude con le parole : " Tutti gli uomini appartengono a una sola specie e sono realmente fratelli " ( p . 58 ) . Come se gli uomini non siano fratelli pel fatto stesso che sono uomini , cioè esseri pensanti ; o come se l ' asserita preistoria unitaria dei linguaggi storici abbia virtù d ' ingenerare un sentimento nuovo e più efficace di fratellanza , impedendo qualche guerra o addolcendo qualche spietata concorrenza commerciale . Della identità e dei nessi stabiliti dal Trombetti tra le lingue dell ' Eurasia , dell ' Africa e dell ' Oceania , e da lui presupposti anche per le lingue d ' America , discuteranno i competenti . Odo insistentemente susurrare da filologi e glottologi che nel giudizio circa questa parte del suo lavoro si è molto esagerato , e che le affermazioni del Trombetti vanno soggette a continue riserve . Ma l ' esagerazione , che si potrà dimostrare per questo rispetto , sarà sempre minore di quella che si è fatta col falsare , come abbiamo veduto , il significato stesso della ricerca . Con che non si vuole essere severi verso il Trombetti , il quale in gran parte , piuttosto che autore , è stato vittima delle esagerazioni ; né si vuole negargli il merito che gli spetta per avere consacrato tutto l ' ardore della sua laboriosa giovinezza a una ricerca , la quale , se ha natura diversa e importanza assai minore di quel che egli ha creduto , è pur sempre ricerca da non trascurare . ALFREDO TROMBETTI ( prof . ordin . nell ' Università di Bologna ) , L ' unità d ' origine del linguaggio ( Bologna , Beltrami , 1905 ) . Mi viene a mano un articolo del prof . A . MOCHI , intorno al libro del T . ( " Giornale d ' Italia " , del 20 agosto 1905 ) , che mostra aperta la confusione da me lamentata dell ' ipotesi del T . coi concetti di umanità , origine dell ' umanità , fratellanza umana , ecc . : " Agli argomenti favorevoli alla dottrina dell ' originaria fratellanza di tutti gli uomini ( dice il M . ) se ne aggiunge oggi uno capitale : la primitiva unità del linguaggio . La vecchia ed ardente questione , che tenne diviso per secoli il campo scientifico , si chiude finalmente per merito d ' un glottologo . È perciò che l ' opera di lui assume una grande importanza anche all ' infuori delle discipline linguistiche e richiama l ' attenzione di ogni cultore della storia umana ; anzi , per dir meglio , di tutti gli uomini che si sono posti un giorno la tormentosa domanda : donde veniamo ? " . E si veda anche , nello stesso " Giornale " , num . del 22 agosto , la lettera di " un Cattolico " .