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IL LIBRO DI UN FIGLIO ( TINO ADOLFO , 1924 )
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Questo libro che Vincenzo Nitti ha scritto , a illustrazione , chiarimento e rivendicazione dell ' opera paterna , ( Vincenzo Nitti – « L ' opera di Nitti » . Piero Gobetti , editore , Torino ) , merita d ' essere letto attentamente . Non perché da esso risulti , attraverso rivelazioni d ' indole politica o diplomatica , una diversa valutazione di quel singolare momento politico in cui ebbe parte direttiva l ' on . Nitti , ma soprattutto perché l ' indagine documentata di quel periodo può offrire oggi , di fronte a problemi non meno interessanti e vitali , consigli , ammonimenti ed esperienze , degni d ' essere considerati e meditati . Il libro , proprio perché l ' autore s ' è proposto di esaminare l ' opera dell ' on . Nitti secondo un abile disegno che associa l ' esatto ordine cronologico dei fatti al loro sostanziale e più vero ordine politico , presenta un quadro sintetico dell ' ambiente italiano e della lotta politica nel periodo che va dalla dichiarazione della guerra fino al biennio 19-20 . Naturalmente la figura che in questo quadro , quale l ' ha composto l ' autore e i cui brevi limiti di tempo pur comprendono fatti e avvenimenti di enorme importanza storica , ha principale e particolare rilievo è quella dell ' on . Nitti . Anzi l ' autore , con ogni cura , ha cercato , per quanto gli era possibile , e per quanto consentivano gli avvenimenti in esame , di isolarla per poterla meglio e più efficacemente studiare . Ma se ciò ha reso all ' autore più agevole il suo compito , ha in definitiva ridotto notevolmente l ' importanza dello studio ; il cui interesse è anche diminuito da una certa mal celata intenzione apologetica . Ma si tratta di un figlio ... Accanto a questi vizi , per così dire , formali del libro e che , per molta parte , possono essere anche giustificabili , sono evidenti altri vizi ed errori di ben altra specie , che riguardano soprattutto la sostanza politica della tesi propostasi e svolta minutamente dal Nitti , sulla traccia delle accuse rivolte all ' opera paterna . Se si toglie il capitolo che riassume felicemente ed efficacemente l ' azione energica ed illuminata dell ' on . Nitti quale ministro del Tesoro nel Ministero Orlando durante il periodo più grave e decisivo della nostra guerra – opera che è stata sempre apprezzata e lodata anche da quelli che in altre occasioni combatterono con fermezza la politica dell ' on . Nitti , – se si toglie questo capitolo , tutti gli altri che esaminano con eccessivi dettagli i momenti e gli avvenimenti più discussi della pratica di governo dell ' on . Nitti , risultano condotti più che da seria e serena volontà di critica storica e politica da una appassionata reazione anch ' essa polemica alle accuse e agli attacchi polemici degli avversari . È vero che i capitoli della cosiddetta amnistia ai disertori e sulla proporzionale assieme a quello sulla questione di Fiume sono accortamente documentati e che da essi molti punti che la passione di parte aveva oscurato o confusi , escono chiariti ; ma non sono i minuti particolari di questo o quest ' altro episodio , che possono far rivedere o correggere il giudizio che l ' opinione pubblica ha dato dell ' opera politica dell ' on . Nitti . Non è possibile seguire passo passo , nel lungo minuzioso esame , le rivendicazioni particolari dalle quali , secondo il disegno dell ' autore , dovrebbe uscire la piena e generale rivendicazione politica dell ' on . Nitti . Ma , a voler trarre da questo libro le necessarie conclusioni , le deficienze politiche e psicologiche – che irrimediabilmente compromisero la concezione e la condotta di governo dell ' on . Nitti , risultano confermate . Molti anzi degli errori particolari non avrebbero avuto quella diffusione e ripercussione che ebbero nell ' opinione pubblica del paese , se non avessero assunto automaticamente , quasi fatalmente , un significato e un ' indicazione rappresentativi della politica nittiana . Che cosa v ' era in fondo a quelle due accuse che Nitti , non senza un ' ampia documentazione , impugna di infondatezza – e cioè l ' amnistia ai disertori e l ' accordo con i socialisti per la Repubblica – se non l ' avvertimento ormai diffuso nella coscienza popolare e quindi esagerato sino ad aspre forme di passionalità , che da una parte l ' on . Nitti non valutasse in senso politico come doveva e quanto meritavano , le forze morali e materiali dei combattenti e dall ' altra secondasse , per un giuoco politico , le opposte forze socialiste , rivoluzionarie a parole e nella sostanza accaparratrici di privilegi e di concessioni statali ? Si potrebbe anzi affermare che la politica nittiana , che pure pretendeva d ' essere d ' equilibrio e di conservazione fallì ai suoi obiettivi proprio perché non seppe , tra il combattentismo forte di motivi ideali e il socialismo forte di appetiti e di masse , svolgere un ' azione mediana che assumendo il combattentismo a positivo valore politico , potesse successivamente premere sul blocco socialista e distaccarne la frazione riformista che fin d ' allora si volgeva , attraverso gli istituti sindacali , verso una pacifica e costituzionale politica del lavoro . Invece l ' on . Nitti trascurò del tutto il combattentismo quale efficace fattore politico e preferì poggiarsi sui popolari e sui socialisti . I risultati di questo orientamento son ben noti e per molta parte agiscono e influiscono tuttora sulla situazione politica . In conclusione il libro di Vincenzo Nitti , che ripeto , merita d ' essere letto , anche perché l ' amore filiale non è disgiunto da una certa velleità critica dell ' opera paterna ( e in questo è il suo carattere singolare ) , non chiarisce né giustifica la visione e la concezione fondamentali dalle quali discesero inevitabilmente tutti gli errori , le deviazioni e le lacune della politica nittiana .