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Il vero conflitto di interessi ( Belpietro Maurizio , 2001 )
StampaQuotidiana ,
Per tutta la lunga campagna elettorale , la sinistra ha sognato di poter trovare una scorciatoia che le consentisse di sorpassare in fretta una Casa delle Libertà che la precedeva di molti chilometri . Certi com ' erano del ritardo accumulato in cinque anni di governi inconcludenti , e abituati a imboccare vie giudiziarie e ad aprire cantieri istituzionali per far ribaltare la macchina dell ' opposizione , anche questa volta i piloti dell ' Ulivo hanno premuto l ' acceleratore alla ricerca della strada breve e sbrigativa , evitando il normale confronto elettorale . Naturalmente , per costringere l ' auto della Casa delle Libertà a fermarsi o , meglio , a uscire di strada , bisognava incepparne il motore , ossia Silvio Berlusconi . Così in tutta fretta sono state riesumate le carte sulla nascita delle sue fortune , affidando ai comici l ' incarico di gettare olio sulla pista . Ma ciò non è bastato ed ecco allora spuntare magicamente sulle pagine di « Repubblica » la divisione guastatori scelti della sinistra , un rapporto sui conti della Fininvest preparato dalla società di revisione Kpmg per incarico della procura di Milano . Nella relazione si congettura di società fiscalmente impenetrabili e di intrecci segreti : il tutto certificato da un perito , cioè la Kpmg , che - spiega Ezio Mauro , direttore di « Repubblica » - è un gigante dell ' accounting , una multinazionale della revisione ; insomma , in fatto di conti sarebbe , secondo il direttore del quotidiano ulivista , appena sotto Dio . Mauro naturalmente evita di dire che la Kpmg è stata la prima società di revisione a essere condannata in Italia per aver cagionato danni ai risparmiatori che avevano affidato il loro denaro ai simpatici fratelli Canavesio e per questo - per le sue gravi disattenzioni - è stata costretta a pagare 8,8 miliardi di lire . Nel primo di una serie di scivolosi articoli che sono stati stesi in mezzo alla strada per far sbandare la Casa delle Libertà , il direttore di « Repubblica » dimentica anche di riferire che la stessa Kpmg è stata coinvolta nel crac dell ' Ifm leasing ( per chiudere la vicenda accettò di pagare 18 miliardi alla Banca Popolare di Milano ) e nel fallimento della Scotti finanziaria , e in quello della Trevitex , e in quello della Sasea . E scorda di precisare che su alcune di queste vicende sta ancora indagando la procura di Milano , sì - avete letto bene - la stessa procura che ha incaricato la Kpmg di studiare le carte della Fininvest . Naturalmente in questo caso non c ' è conflitto d ' interesse . No , no , qui è tutto regolare , tutto certificato con i timbri al posto giusto . Dimenticavo : la Kpmg è coinvolta anche nel crac del Crédit Lyonnais , una grande banca francese . Secondo gli avvocati che si occupano di recuperare il denaro di quella banca , la Kpmg , « in spregio alle regole legate al suo ruolo di revisore di conti , ha scientemente ingannato il Crédit Lyonnais sulla qualità dei crediti poi concessi dalla sua filiale olandese al gruppo Fiorini - Parretti , spingendo così la banca nella voragine di perdite storiche » . E per tali motivi , gli avvocati hanno chiesto al gigante dell ' accounting citato da Ezio Mauro 22 miliardi di franchi francesi , equivalenti a 6500 miliardi di lire . Potrei proseguire , ma non voglio annoiarvi in una domenica così radiosa . Comunque , neanche lo sgambetto di « Repubblica » , con la sua Kpmg , è servito a metter fuori pista Berlusconi e allora nelle settimane successive si è puntato tutto sulla curva pericolosa del conflitto d ' interessi . Il tempo stringe , il divario tra Ulivo e CDL s ' allarga , ed ecco che il capo dell ' opposizione diventa un pericoloso attentatore degli interessi pubblici nazionali . Egli è ricco , possiede TV e giornali , non può governare . In nessun Paese del mondo potrebbe diventare presidente del Consiglio , scrivono e dicono gli uomini di sinistra . Deve vendere , non basta che abbia rinunciato ai consigli di amministrazione , non basta neppure che faccia un blind trust , ossia che affidi ad amministratori privati il proprio patrimonio . No , o vende o consegna i suoi averi ad amministratori nominati dalla sinistra . Se non lo fa - insistono i cantori dell ' Ulivo - saremo lo zimbello d ' Europa , ci escluderanno dai consessi internazionali , saremo tenuti a distanza come appestati . I più eleganti dicono che un Berlusconi al governo sarebbe un ' anomalia della democrazia . La realtà , naturalmente , è ben diversa . Basta conoscere appena l ' Europa . Uno degli uomini più ricchi di Francia , André Bettencourt , proprietario di L'Oréa1 , è stato per anni ministro degli Esteri , e Marcel Dassault - fondatore , proprietario e presidente dell ' omonima industria aeronautica - entrò in Parlamento e continuò a vendere i suoi aerei allo Stato francese . In Germania , il padrone della Rosenthal fu invece al fianco del primo ministro socialdemocratico Helmut Schmidt . Potrei citarne altri , ma anche stavolta mi fermo qui , sempre per via della domenica radiosa . Comunque , in tutti questi casi non ci fu alcuno scandalo , non scattò nessuna legge sul conflitto d ' interessi , nessuno parlò di anomalia , per la semplice ragione che in questi Paesi le leggi sul conflitto d ' interessi non sono delle trappole , ma delle norme severe , ma per niente punitive . Al punto che in Germania un ministro - se autorizzato dal Parlamento - può sedere nel consiglio di amministrazione di una società privata e in qualche caso è successo . Vi chiederete perché nel giorno in cui dovete decidere come votare vi tedio con queste storie di Kpmg e di ministri europei e relativi patrimoni . È solo per rimarcare come su questa campagna elettorale , una campagna decisiva per archiviare l ' era dell ' Ulivo , siano state sparse montagne di menzogne . Bugie , colpi bassi , calunnie e strumentalizzazioni . Pur di non perdere il potere , tutto ciò che era possibile fare la sinistra lo ha fatto . Anche a costo di danneggiare il proprio Paese . Nelle scorse settimane vi abbiamo dato conto degli articoli che la stampa internazionale ha pubblicato contro Berlusconi e la Casa delle Libertà , articoli che naturalmente hanno fatto strillare l ' Ulivo , il quale ne ha approfittato per avvisare gli elettori che un governo di centrodestra sarebbe stato severamente giudicato dai nostri partner europei . La verità , anche in questo caso , è molto più banale e l ' ha confessata lo stesso direttore di « Repubblica » un paio di giorni fa , quando ha scritto che « gli inviati dei giornali stranieri che visitano l ' Italia in questi giorni elettorali passano ogni tanto da " Repubblica " e verificano le notizie raccolte » . Se c ' era un dubbio su quale fosse la centrale di smistamento degli articoli anti - italiani - perché di questo si tratta - improvvisamente comparsi sulla stampa estera , ora questo dubbio ci è tolto . Se c ' era un dubbio - e non c ' era - sul perché « la Repubblica » avesse celato o mutilato gli articoli positivi a favore di Berlusconi e dei suoi alleati apparsi sulla stampa estera , ora questo dubbio ci è caduto . Quella cui abbiamo assistito è stata la campagna più feroce e aspra che si sia mai vista negli ultimi trent ' anni . E la ragione di tanta durezza è una sola . Qui si tratta di risolvere il vero conflitto d ' interesse di cui patisce l ' Italia : quello tra una casta politica che ha occupato lo Stato e il futuro del Paese . Per sciogliere questo conflitto non serve una legge : basta un voto . Oggi . E per questa sinistra ogni scorciatoia da domani diventerà un vicolo cieco .