StampaQuotidiana ,
Tariffa
dei
pedaggi
da
riscuotersi
alle
barriere
instituite
nello
interesse
della
Provincia
di
Palermo
lungo
le
strade
e
nelle
località
indicate
nel
R
.
Decreto
del
7.5
gennaio
1870
.
1
.
Ogni
asino
da
soma
carico
pagherà
L.0,05
2
.
Più
asini
da
soma
pagheranno
per
cadauno
»
0,05
3.Per
ogni
cavallo
giumenta
o
mulo
da
sella
o
da
soma
si
pagheranno
»
0,10
4
.
Per
ogni
carretta
da
trasporto
scarica
tirata
da
un
asino
»
0,10
5
.
Per
ogni
carretta
carica
tirata
da
un
asino
»
0,15
6
.
Per
ogni
carretta
tirata
da
un
cavallo
o
mulo
»
0,20
7
.
Detta
scarica
»
0,15
8
.
Per
ogni
carretta
o
carro
tirato
da
due
bovi
,
o
due
cavalli
o
due
muli
»
0,30
9
.
Detti
scarichi
tirati
da
due
bovi
o
due
cavalli
o
due
muli
»
0,20
10
.
Detti
tirati
da
quattro
bovi
,
da
quattro
cavalli
o
da
quattro
muli
»
0,50
11
.
Detti
scarichi
»
0,35
12
.
Detti
tirati
da
sei
bovi
,
o
dai
sei
muli
o
più
»
0,85
13
.
Detti
scarichi
»
0,50
14
.
Per
ogni
calesse
ad
un
cavallo
»
0,20
15
.
Per
ogni
carrozza
a
quattro
ruote
ad
un
cavallo
»
0,30
16
.
Detta
a
due
cavalli
»
0,40
17
.
Detta
a
tre
cavalli
»
0,50
18
.
Detta
a
quattro
cavalli
o
più
»
0,85
ESENZIONI
-
Saranno
eccettuati
ed
esenti
dal
diritto
di
pedaggio
le
persone
Reali
,
ed
il
loro
accompagnamento
,
i
Prefetti
,
Sottoprefetti
e
Consiglieri
di
Prefettura
,
gli
Ispettori
,
Ingegneri
,
Aiutanti
ed
Assistenti
del
Genio
Civile
,
e
deputati
Provinciali
,
e
locali
delle
opere
pubbliche
,
gl
'
Ispettori
e
Guardie
Generali
di
acque
e
foreste
,
gli
agenti
postali
e
telegrafici
,
i
guardia
boschi
e
guardacaccia
,
gli
uffiziali
del
R
.
esercito
sia
a
cavallo
,
sia
in
carrozza
,
e
la
truppa
in
servizio
e
con
uniforme
,
non
che
i
cavalli
,
carri
,
treni
ed
ogni
altro
addetto
di
ogni
corpo
di
esercito
,
i
Carabinieri
ed
i
Militi
,
le
Guardie
doganali
,
e
Direttori
provinciali
,
gli
Agenti
di
Questura
,
gli
appaltatori
delle
strade
,
anche
ferrate
,
che
pure
si
trovano
esentati
nei
contratti
in
vigore
,
e
gli
appaltatori
di
tutte
le
altre
opere
pubbliche
comunali
,
provinciali
e
nazionali
per
il
trasporto
di
materiali
necessarii
alla
costruzione
e
conservazione
delle
strade
e
delle
altre
opere
suddette
;
tutti
quei
proprietarii
che
per
la
contiguità
dei
loro
fondi
colle
barriere
sono
stati
esenti
finora
;
le
carrette
cariche
ed
i
bagagli
militari
;
le
vetture
ed
i
carri
appartenenti
ai
Frati
mendicanti
;
i
cavalli
da
posta
attaccati
alle
vetture
corriere
anche
per
tornare
da
qualunque
servizio
al
loro
rilievo
,
le
carrozze
che
conducono
corrieri
straordinarii
,
ed
i
cavalli
che
andranno
per
servizio
delle
staffette
;
e
finalmente
le
carrette
dei
procacci
pel
trasporto
dei
fondi
nazionali
,
provinciali
e
comunali
.
Sono
però
obbligati
al
pagamento
del
dazio
tutti
i
viandanti
con
carrozze
proprie
,
ancorché
facessero
uso
dei
cavalli
da
posta
.
StampaPeriodica ,
L
altro
giorno
mi
arrivò
un
dispaccio
telegrafico
direttomi
da
S
.
E
.
il
signor
Ministro
dell
Interno
,
il
quale
mi
invitava
a
recarmi
subito
a
Firenze
.
Io
ubbidii
all
istante
,
e
saltai
su
un
vagone
a
Bologna
e
dopo
cinque
ore
era
a
Firenze
.
Andai
difilato
al
palazzo
del
Ministero
dell
Interno
,
e
appena
mi
videro
fui
subito
introdotto
nel
gabinetto
di
S
.
E
.
Il
ministro
tosto
che
mi
vide
,
fece
un
bel
risolino
e
con
molta
grazia
mi
salutò
,
dicendomi
:
Ben
venuta
,
cara
Marmitta
,
vi
saluto
.
Eccellenza
,
me
le
inchino
devotamente
.
Brava
,
io
ho
molto
bisogno
di
voi
.
Eccomi
,
Eccellenza
,
sono
ai
suoi
ordini
.
Lasciamo
i
preamboli
e
veniamo
all
ergo
.
Come
sapete
,
fra
poco
si
faranno
le
elezioni
generali
in
Italia
.
Lo
so
,
Eccellenza
;
cioè
lo
so
,
almeno
così
sento
a
dire
.
Ebbene
:
bisogna
che
voi
mi
aiutate
.
Io
?
Voi
.
La
Marmitta
deve
avere
una
parte
principalissima
in
queste
elezioni
,
come
ha
sempre
avuto
in
tutte
le
altre
.
Eccomi
qua
,
farò
quanto
mi
dice
l
Eccellenza
Vostra
Bisogna
,
mia
cara
,
raddoppiare
razione
e
dare
buoni
bocconi
ai
vostri
e
miei
amici
.
Eh
!
non
mancherò
di
fare
il
mio
dovere
.
Ma
...
Ma...,
ho
capito
:
vi
vuole
il
cumquibus
.
Per
questo
non
ci
pensate
,
sono
qua
io
.
Ho
fondi
segreti
abbastanza
abbondanti
,
e
finora
ho
fatto
economia
per
avere
buone
somme
per
queste
elezioni
.
Sento
però
a
dire
che
le
casse
del
Regno
d
Italia
stanno
poco
bene
.
Stanno
anzi
male
:
ma
per
la
Marmitta
e
pei
marmittoni
ce
n
è
sempre
in
abbondanza
.
Dunque
all
opera
e
fate
che
le
elezioni
riescano
marmittonesche
su
tutta
la
linea
.
Non
dubiti
,
Eccellenza
,
colla
Marmitta
non
si
scherza
;
essa
ottiene
quello
che
vuole
.
Ma
guardate
bene
che
non
dovete
questa
volta
restringervi
ai
soli
marmittoni
:
bisogna
andare
fuori
di
casa
.
Come
sarebbe
a
dire
che
bisogna
conquistare
colla
Marmitta
anche
i
codini
.
I
codini
?
I
codini
,
sicuro
.
Ma
Eccellenza
,
mi
permetta
di
osservarle
che
costoro
non
si
comprano
nemmeno
colla
Marmitta
.
Sono
duri
peggio
dei
Tedeschi
.
Eppure
,
bisogna
fare
l
impossibile
perché
i
codini
vengano
anche
loro
a
votare
.
Ehm
!
Temo
che
...
Che
cosa
?
Temo
che
questo
sia
un
brutto
pensiero
.
Ma
perché
?
Ma
mi
perdoni
,
Eccellenza
.
I
codini
sono
i
primi
nemici
della
Marmitta
e
dei
marmittoni
;
se
costoro
la
spaventano
,
addio
,
è
fatta
,
bisogna
che
io
vada
a
casa
pigione
e
che
tutti
i
marmittoni
muoiano
di
fame
.
Questo
non
accadrà
sicuramente
.
Ma
come
mai
le
è
saltato
in
testa
,
Eccellenza
,
di
volere
i
codini
alle
elezioni
?
Eccomi
qua
.
Sappiate
prima
di
tutto
che
l
imperatore
Napoleone
vuole
che
i
codini
prendano
parte
ad
ogni
costo
a
queste
elezioni
.
Sapete
che
il
proverbio
dice
:
Comandi
chi
può
...
Obbedisca
chi
deve
,
ho
capito
.
Per
l
appunto.
Ma
perché
Napoleone
vuole
che
i
codini
vadano
alle
elezioni
?
Il
perché
c
è
benissimo
,
giustissimo
.
Sapete
,
pare
che
egli
vuole
far
credere
che
l
opera
sua
in
Italia
sia
bene
accetta
da
tutti
e
specialmente
dai
codini
,
che
gli
ultramontani
chiamano
cattolici
.
Se
questi
vanno
alle
elezioni
,
Napoleone
e
noi
con
lui
vinciamo
un
terno
al
lotto
.
Ma
in
che
modo
?
Oh
bella
!
Comincieremo
subito
a
dire
:
Vedete
mo
,
se
il
Regno
d
Italia
è
definitivamente
stabilito
.
Coloro
medesimi
che
meno
lo
credevano
,
cominciano
a
persuadersi
,
e
anche
i
cattolici
prendono
parte
alla
cosa
pubblica
.
E
poi
?
E
poi
diremo
che
adesso
tutti
i
partiti
sono
rappresentati
al
Parlamento
e
che
per
conseguenza
questo
rappresenta
legalmente
l
Italia.
E
poi
?
E
poi
avremo
così
i
cattolici
solidali
di
tutto
quello
che
noi
faremo
contro
di
loro
.
Ma
un
momento
,
Eccellenza
:
e
se
i
cattolici
vanno
in
buon
numero
al
Parlamento
,
come
si
fa
allora
?
Faremo
come
facevano
nel
1857
in
Piemonte
e
come
facciamo
adesso
in
Toscana
per
le
elezioni
municipali
.
Ne
ridurremo
il
numero
.
Ma
come
?
Quanto
siete
semplice
!
Annulleremo
alcune
elezioni
per
difetto
di
regolarità
:
scarteremo
deputati
perché
eletti
con
pressione
clericale
,
e
all
uopo
scarteremo
dei
canonici
,
per
la
ragione
che
hanno
cura
d
anime
,
come
facevano
nel
57
in
Piemonte
.
Ah
!
ho
capito
.
Dunque
...
Dunque
,
ci
torna
conto
che
i
cattolici
vadano
alle
urne
,
ma
non
già
che
i
cattolici
siano
eletti
in
molti
.
Per
impedir
questo
,
ricorreremo
ai
nostri
soliti
mezzi
morali
,
e
così
potremo
dire
che
i
cattolici
hanno
preso
parte
alle
elezioni
,
ma
vi
sono
stati
sconfitti
,
e
mostreremo
così
che
essi
sono
la
minoranza
e
non
la
maggioranza
del
popolo
italiano
.
Eh
!
la
cosa
è
ben
pensata
.
Ma
so
ancor
io
.
Quello
che
più
ci
spaventa
e
dà
fastidio
è
questa
astensione
generale
dei
codini
,
i
quali
si
sono
trincierati
in
una
terribile
resistenza
passiva
,
che
ci
uccide
a
colpi
di
spillo
.
Guai
a
noi
se
anche
questa
volta
i
codini
si
astengono
:
siamo
bell
e
rovinati
.
Eh
!
capisco
io
,
i
codini
avranno
sempre
il
grande
vantaggio
di
dirvi
in
faccia
che
fate
tutto
contro
di
loro
senza
ascoltare
le
loro
ragioni
perché
non
sono
rappresentati
al
Parlamento
,
e
poi
potranno
aggiungere
che
sono
al
tutto
irresponsabili
di
quello
che
la
rivoluzione
fa
in
Italia
.
Ma
certo
:
ecco
perché
Napoleone
e
noi
desideriamo
ardentemente
che
i
codini
prendano
parte
alle
elezioni
.
Dunque
mi
raccomando
;
fate
quello
che
potete
perché
i
così
detti
cattolici
vengano
a
votare
.
Non
dubitate
,
che
sarete
degnamente
ricompensata
.
Farò
quello
che
posso
,
ma
temo
di
non
riuscire
a
nulla
.
Speriamo
;
la
salute
della
Marmitta
e
dei
marmittoni
dipende
in
gran
parte
da
ciò
.
Addio
.
Serva
umilissima
di
Vostra
Eccellenza
.
E
me
ne
tornai
subito
a
Bologna
.
Ho
riferito
per
intero
questo
dialogo
,
perché
mi
pare
degno
di
molta
considerazione
,
specialmente
per
parte
dei
codini
.
StampaPeriodica ,
Non
grideremo
:
Evviva
Fino
a
che
un
palmo
solo
Del
sacro
italo
suolo
Serva
a
straniero
acciar
Dall
una
all
altra
riva
Dal
Moncenisio
al
mar
.
Non
grideremo
:
Evviva
Finché
l
Italia
intera
La
tricolor
bandiera
Non
vegga
sventolar
Dall
una
all
altra
riva
Dal
Moncenisio
al
mar
.
Non
grideremo
:
Evviva
Finché
Venezia
è
doma
,
Finché
il
Pastor
di
Roma
Confonde
trono
e
altar
.
Dall
una
all
altra
riva
Dal
Moncenisio
al
mar
.
Non
grideremo
:
Evviva
Gridiamo
guerra
e
morte
!
Libera
,
unita
e
forte
Vogliam
l
Italia
al
par
Dall
una
all
altra
riva
Dal
Moncenisio
al
mar
.
StampaQuotidiana ,
Non
era
punto
da
mettere
in
dubbio
che
la
Camera
avrebbe
rifiutato
la
presa
in
considerazione
del
progetto
dell
'
on
.
Bresciamorra
per
una
indennità
ai
deputati
;
ma
è
soddisfacente
che
questo
voto
sia
stato
dato
poco
dopo
un
discorso
dell
'
on
.
Buoncompagni
che
è
fra
i
migliori
fra
quanti
mai
se
ne
odano
nella
nostra
Camera
.
Egli
ha
parlato
da
uomo
di
Stato
insigne
,
e
dopo
aver
ricordato
come
già
altre
volte
simile
proposta
era
stata
fatta
e
respinta
,
è
entrato
nelle
viscere
della
quistione
:
non
esser
vero
che
delle
indennità
si
avvantaggerebbero
gli
uomini
di
eletto
ingegno
,
piuttosto
i
mediocri
;
esser
indecoroso
che
la
Camera
in
tanta
angustia
dell
'
erario
,
pensasse
al
suo
particolare
interesse
;
e
da
ultimo
volersi
,
in
questa
bisogna
,
imitare
piuttosto
il
Parlamento
inglese
,
che
gli
altri
.
Per
la
coltura
morale
di
tutta
la
nazione
è
meglio
che
il
servire
il
paese
fosse
ufficio
gratuito
.
Anche
l
'
on
.
Presidente
del
Consiglio
parlò
egregiamente
.
Egli
vinse
addirittura
la
causa
,
quando
disse
che
sarebbe
stato
sconvenientissimo
che
la
prima
volta
che
si
modifica
lo
Statuto
,
ciò
fosse
per
un
vantaggio
proprio
e
diretto
dei
deputati
.
Non
c
'
è
dubbio
che
il
voto
della
Camera
sarà
accolto
con
favore
dappertutto
.
Sono
pochissimi
in
Italia
,
favorevoli
alla
retribuzione
dei
deputati
.
Il
genio
delle
nostre
popolazioni
non
si
presta
punto
a
questo
concetto
;
e
forse
perché
s
'
intende
che
,
se
i
deputati
fossero
retribuiti
,
bisognerebbe
fare
altrettanto
coi
senatori
,
eppoi
coi
consiglieri
comunali
e
coi
provinciali
,
e
in
somma
con
tutti
coloro
che
prestano
l
'
opera
loro
alla
cosa
pubblica
.
Adesso
,
e
dopo
il
voto
quasi
direi
solenne
della
Camera
,
la
quistione
è
risoluta
,
e
per
varii
anni
non
si
presenterà
più
alle
deliberazioni
dell
'
Assemblea
.
StampaQuotidiana ,
L
'
Agenzia
Stefani
ci
comunica
il
seguente
dolorosissimo
dispaccio
:
«
Roma
9
-
Un
'
immensa
sciagura
ha
colpito
l
'
Italia
!
S.M.
Vittorio
Emanuele
II
cessò
di
vivere
alle
2,30
p
.
m
.
dopo
ricevuti
i
conforti
della
religione
.
S.M.
Umberto
,
suo
augusto
figlio
è
salito
al
trono
ed
ha
confermato
ne
l
'
ufficio
gli
attuali
ministri
»
.
StampaPeriodica ,
Anno
1760
.
Ferdinando
,
terzo
tra
i
figli
di
Carlo
,
ascende
il
trono
delle
Due
Sicilie
,
andando
il
padre
a
regnare
in
Ispagna
.
Primi
decreti
furono
nuovi
ordini
per
caccie
,
nuove
pene
,
tratti
di
corda
.
Prime
occupazioni
,
vergognare
conversar
coi
sapienti
,
boriarsi
di
colpire
cignali
,
cervi
,
uccelli
,
adescar
pesci
:
millanterie
da
barbaro
.
1767
.
Ferdinando
a
16
anni
divenuto
maggiore
vende
il
pesce
pubblicamente
,
serbando
pratiche
,
aspetto
ed
avarizia
di
pescivendolo
,
non
mai
legge
un
libro
o
scrittura
,
e
tediandogli
sottoscrivere
segna
gli
atti
con
sigillo
.
1768
.
Ferdinando
s
ammoglia
con
Maria
Carolina
d
Austria
!
Donna
che
fece
ovunque
cattivissima
prova
.
1776
.
Ferdinando
per
istinto
favorisce
i
baroni
i
quali
col
feudalismo
stringono
talmente
i
popoli
costretti
a
vivere
sotto
graticci
o
nelle
grotte
a
somiglianza
de
bruti
.
1777
.
Ferdinando
già
padre
d
un
figlio
vende
in
Portici
maccheroni
e
vino
alzando
bettola
,
i
cortigiani
e
la
regina
simulavano
i
garzoni
e
l
ostessa
.
Giocando
al
pallone
fa
da
manigoldi
mettere
a
forza
sopra
una
coperta
e
balestrare
in
aria
fra
le
risa
della
plebaglia
il
nobile
abate
Mazzinghi
toscano
,
che
poi
muore
di
melanconia
.
1789
.
Ferdinando
e
Maria
Carolina
maritano
due
principesse
a
due
arciduchi
d
Austria
,
e
promettono
l
ereditario
Francesco
all
arciduchessa
Maria
Clementina
:
tristi
principî
della
simpatia
tedesca
in
Italia
,
e
del
coro
dei
Borboni
in
Napoli
.
1792
.
Ferdinando
per
i
movimenti
di
Francia
condanna
dieci
mila
,
e
dodici
mila
chiude
nelle
carceri
e
galere
,
e
gran
parte
nelle
isole
di
Lampedusa
e
Tremiti
,
torna
in
uso
la
frusta
;
le
sole
spie
e
gli
atti
inquisitori
sono
prove
a
condannarsi
.
1793
.
Ferdinando
fa
chiudere
nei
sotterranei
di
Santermo
molti
dotti
e
nobili
vigilati
da
custodi
spietati
;
crea
la
Giunta
di
Stato
e
quella
di
Polizia
onde
processarli
,
solamente
perché
praticarono
con
quei
della
flotta
francese
.
1794
.
Ferdinando
apre
un
prestito
per
sostenere
la
guerra
contro
i
Francesi
:
i
cittadini
,
le
chiese
si
spogliano
per
affetto
,
ma
finalmente
si
veggono
da
lui
rubati
37
milioni
di
ducati
dalle
sostanze
dei
cittadini
.
Id
.
Ferdinando
decreta
che
la
Giunta
di
Stato
sia
ad
modum
belli
e
ad
horas
;
i
giudici
dispari
;
la
pena
,
morte
,
ergastolo
,
esilio
;
l
accusato
non
possa
parlare
;
le
sentenze
inappellabili
.
Il
procuratore
fiscale
diceva
aver
prove
per
venti
mila
colpevoli
,
sospetti
per
cinquanta
mila
.
Prima
di
morire
,
la
tortura
:
e
questo
tribunale
condannò
nel
capo
Vincenzo
Vitaliano
di
22
anni
,
Emmanuele
di
Deo
di
20
,
Vincenzo
Pagliani
di
19
,
gentiluomini
.
Altri
tre
alle
galere
,
20
al
confine
,
13
a
pene
minori
.
La
sentenza
non
parlava
di
alcun
delitto
,
vergognando
castigare
chi
amava
la
patria
.
1795
.
Ferdinando
,
per
istigazione
di
Acton
ministro
e
drudo
della
regina
,
fa
chiudere
nella
fortezza
di
Gaeta
Medici
,
grande
di
corte
,
Colonna
,
Caracciolo
,
Pignatelli
,
Serra
,
Caraffa
,
Riari
,
tutti
duchi
o
conti
,
ed
i
dotti
Mario
Pagano
,
Ignazio
Craia
,
Domenico
Bisceglie
,
Teodoro
Monticelli
,
e
sulle
istanze
del
Cardinal
Ruffo
crea
una
giunta
per
loro
,
li
fa
martoriare
per
mancanze
di
prove
,
e
largheggia
in
doni
e
croci
verso
le
spie
.
Id
.
Ferdinando
diviene
più
tiranno
a
Palermo
contro
il
popolo
affamato
e
scontento
dell
arcivescovo
Lopez
reggente
l
isola
,
fa
torturare
e
morire
l
avvocato
Blasi
,
molti
vanno
alle
galere
e
all
esilio
,
e
la
famiglia
reale
teme
di
tutto
,
fa
saggiare
i
cibi
,
le
camere
del
sonno
,
e
tutto
questo
perché
?
...
1797
.
Ferdinando
ammoglia
l
ereditario
Francesco
coll
arciduchessa
Clementina
.
Innesto
di
una
nuova
umanità
in
Italia
!
...
1798
.
Ferdinando
con
suo
bando
dato
in
Roma
8
dicembre
anima
i
Napoletani
contro
i
Francesi
e
dice
:
Difendono
il
re
e
padre
loro
che
cimenta
la
vita
pronto
a
sacrificarla
per
conservare
a
suoi
sudditi
l
onore
e
il
viver
libero
.
Id
.
Ferdinando
dopo
aver
fatto
massacrare
i
sudditi
nella
stolta
guerra
contro
la
Francia
lascia
Napoli
e
si
salva
in
Sicilia
,
dà
il
bottino
ai
tesori
dello
Stato
per
20
milioni
di
ducati
,
lasciando
la
nazione
infelice
in
guerra
senza
ordini
,
povera
,
incerta
.
Tale
delitto
,
non
perdonabile
per
volger
di
fortuna
o
dei
tempi
compiva
il
padre
dei
popoli
il
27
dicembre
!
1799
.
Gaetano
Mammone
belva
più
che
uomo
,
che
beveva
il
sangue
de
suoi
ed
altrui
,
salassi
per
diletto
,
gradiva
a
mensa
un
capo
d
uomo
frescamente
reciso
,
tracannava
liquori
nei
teschi
umani
,
uccidendo
di
sua
mano
400
Francesi
e
Napoletani
:
a
questo
mostro
scrivevano
Ferdinando
e
Carolina
col
titolo
:
Mio
generale
e
mio
amico
.
Id
.
Ferdinando
manda
in
Calabria
a
ristabilire
l
ordine
Fabrizio
cardinale
Ruffo
nato
di
tristo
seme
,
scostumato
in
gioventù
,
lascivo
in
vecchiaia
:
assale
la
città
di
Crotone
,
vi
mena
stragi
,
spogli
,
libidini
e
crudeltà
infinite
da
vincere
i
Busiri
e
i
Falaride
.
La
stessa
tragica
fine
corse
Altamura
grossa
città
dove
3
giorni
infuriò
la
vendetta
,
profanando
un
monastero
,
e
tali
cose
compiendo
da
cui
ributta
la
natura
;
e
dopo
la
sazietà
di
ribalderie
assolve
tutti
.
StampaPeriodica ,
Tutti
i
viaggiatori
che
visitano
Napoli
si
scandalizzano
alla
quantità
dei
pregiudizi
napoletani
che
abbrutiscono
tanta
parte
della
popolazione
:
tutti
i
forestieri
che
spendono
tempo
e
danaro
in
Napoli
s
instizziscono
alla
grettezza
dei
pregiudizi
napoletani
che
scemano
di
tanto
la
libertà
e
i
piaceri
della
vita
e
del
soggiorno
:
i
letterati
che
meravigliano
in
Napoli
l
immensità
di
Grecia
e
di
Roma
notano
nei
loro
libretti
e
scrivono
ai
loro
paesi
la
pigmea
servilità
dei
pregiudizi
napoletani
che
incerchiano
di
notte
e
di
paura
le
intelligenze
di
loro
natura
le
più
acute
e
vivaci
:
i
magistrati
stessi
destinati
al
governo
di
Napoli
si
lamentano
della
feroce
irrequietudine
dei
pregiudizi
napoletani
,
che
privano
spesso
la
legge
della
sua
forza
,
della
sua
influenza
benefica
,
e
perpetuano
al
popolo
la
lebbra
secolare
delle
sue
miserie
:
che
più
?
i
Napoletani
medesimi
educati
allo
studio
ed
ai
viaggi
,
si
vergognano
alla
fedele
tradizione
dei
pregiudizi
del
loro
paese
,
che
nell
atto
di
degradarlo
all
ultimo
posto
della
civiltà
europea
,
lo
rendono
pressocché
inabitabile
a
suoi
stessi
cittadini
non
perduti
della
mente
e
del
cuore
dietro
alle
stupide
fole
del
prete
,
e
della
balia
.
I
pregiudizi
dunque
vi
sono
,
dacché
tutti
li
ammettono
:
ebbene
,
che
si
fa
per
isdradicarli
?
Nulla
.
Tutti
se
ne
lagnano
e
se
ne
risentono
come
di
pubblica
calamità
:
ebbene
,
perché
non
toglierli
?
Si
avrà
dunque
a
continuare
in
tanta
tristizia
sino
alla
fine
del
mondo
?
Non
si
vorrà
dunque
mai
mai
mai
cominciarne
la
vendemmia
,
per
poi
farne
un
brindisi
al
diavolo
che
ce
li
regalava
?
A
questo
punto
però
tutto
il
coro
dei
vili
,
dei
timidi
,
degli
ingordi
,
dei
pagnottisti
intuona
una
litania
di
ma
da
disgradare
quella
del
breviario
romano
,
inchiusi
i
suoi
libera
nos
,
Domino
.
Ed
il
maestro
che
batte
solfa
in
questa
musica
di
talpe
e
di
conigli
è
per
lo
appunto
lo
stesso
governo
.
Ma
bisogna
andar
bel
bello
;
ma
conviene
agire
con
infinita
prudenza
;
ma
necessita
usarvi
il
tatto
di
una
mano
in
guanti
di
velluto
;
ma
il
popolo
non
ci
è
preparato
;
ma
non
si
può
urtar
così
di
fronte
alle
consuetudini
popolari
;
ma
non
si
dee
correre
il
rischio
di
qualche
cicaleggio
e
forse
anche
di
qualche
scalfiatura
misurandosi
a
corpo
con
le
favorite
enormezze
popolane
;
ma
non
si
vuole
scontentare
tanta
parte
di
popolazione
che
di
queste
sue
popolesche
stupidità
si
beatifica
,
e
ciò
per
solo
cessare
da
Napoli
la
riputazione
di
barbara
,
che
sì
giustamente
le
accattarono
i
pregiudizi
del
suo
popolo
,
ma
eh
!
andate
al
fistolo
voi
e
i
vostri
ma
;
che
non
sono
buoni
ad
altro
che
per
servirli
in
insalata
agli
eunuchi
.
Se
le
cose
buone
si
dovessero
fare
per
ma
,
il
mondo
sarebbe
ancora
nella
mente
del
Creatore
.
Chi
non
ha
coraggio
di
riparare
ad
un
male
che
ei
deplora
,
e
per
togliere
il
quale
può
disporre
di
ogni
mezzo
;
e
quei
vada
a
far
la
balia
ai
trovatelli
,
ovvero
a
biasciar
Paternostri
alla
Mecca
,
ma
non
deturpi
colla
sua
irresoluzione
,
e
la
sua
connivenza
il
nome
ed
il
seggio
di
un
governo
italianamente
costituzionale
.
Cosa
è
dunque
che
c
impedisce
vedere
in
Napoli
iniziata
la
grande
crociata
contro
i
pregiudizi
?
Mancanza
,
o
di
volontà
,
o
di
onestà
,
o
di
coraggio
.
Gl
impiegati
di
qualunque
grado
che
vedendo
il
danno
che
deriva
da
questi
pregiudizi
alla
moralità
,
alla
civilezza
,
al
progresso
del
popolo
,
non
se
ne
danno
per
intesi
,
o
tutto
al
più
vi
rispondono
col
darvi
ragione
stringendosi
nelle
spalle
,
sono
impiegati
disonesti
che
non
vogliono
avere
la
volontà
del
bene
per
l
egoistica
ragione
che
vale
ben
meglio
beccarsi
i
mensili
dell
impiego
senza
fiorirselo
di
brighe
e
di
spine
.
Ed
il
governo
li
apprezzerà
come
savi
,
come
prudenti
,
come
discreti
?
Evviva
la
pagnotta
ed
il
suo
fedel
sacerdozio
!
Altri
invece
non
mancherebbero
di
buona
volontà
o
di
sufficiente
onestà
,
che
mancano
poi
al
tutto
di
coraggio
per
bravare
il
mostro
e
per
atterrarlo
.
E
qui
un
altra
sfilza
di
ma
;
ma
ci
si
pericola
del
posto
,
ma
ci
si
rischia
la
pelle
,
ma
ci
si
pone
a
repentaglio
la
riputazione
.
La
riputazione
!
Ma
quale
uomo
volle
mai
in
Napoli
il
bene
del
popolo
che
non
ci
perdesse
la
sua
riputazione
?
Il
popolo
che
non
risparmiò
il
suo
stesso
Masaniello
,
potrebbe
rispettare
il
nome
di
chi
vuole
felicitarlo
,
ma
correggendone
le
male
abitudini
?
Il
proverbio
che
corre
di
Napoli
in
Italia
è
per
lo
appunto
che
Napoli
è
la
tomba
d
ogni
immacolata
riputazione
.
Perciò
chi
fa
il
bene
,
non
debbe
già
riguardare
se
in
facendolo
perderà
in
Napoli
la
sua
riputazione
;
bensì
,
se
in
non
facendolo
perderà
in
Italia
e
fuori
questa
sua
tanto
cara
riputazione
.
L
uomo
che
partendo
da
Napoli
potrà
con
sé
recare
il
vanto
di
aver
tentato
di
ammegliarne
il
popolo
,
riceverà
dovunque
la
civilezza
è
in
pregio
accoglienze
e
riguardi
,
che
lo
compenseranno
della
fama
in
Napoli
ingiustamente
perduta
.
Che
anzi
Napoli
stessa
a
suo
tempo
gli
renderà
giustizia
,
restaurandolo
agli
affetti
e
alle
laudi
della
sua
troppo
vivace
cittadinanza
.
Non
è
dunque
per
la
riputazione
che
l
onesto
uomo
debbe
agire
ma
per
la
coscienza
:
ed
una
volta
trovato
e
confessato
che
i
pregiudizi
incagliano
,
immiseriscono
,
deturpano
Napoli
,
conviene
che
ei
ponga
la
mano
allo
svellerli
.
Non
dico
già
che
tutto
d
un
tratto
si
debba
arrivarne
allo
sradicamento
:
dico
che
non
si
deve
tardare
,
non
tentennare
di
porsi
all
opera
:
dico
che
ogni
esitanza
è
colpa
,
ogni
ritardo
è
delitto
per
parte
di
chi
ne
governa
:
dico
che
l
aspettare
a
domani
è
un
rendersi
rei
di
lesa
opportunità
,
questo
essendo
il
momento
più
propizio
alle
radicali
riforme
:
dico
che
chi
non
fa
oggi
,
rimettendolo
a
più
avanti
,
è
uomo
in
lega
coi
nemici
del
popolo
,
di
cui
vuole
così
perpetuare
l
abbiettezza
e
la
ferocità
.
Crede
forse
l
attuale
governo
che
tutti
lo
somiglino
?
Argomenta
forse
da
se
stesso
che
tutti
in
Napoli
pensino
solo
a
conservarsi
posto
e
stipendio
,
scansando
di
correggere
i
brutali
istinti
del
volgo
!
E
se
il
numero
dei
volenti
e
degli
ardimentosi
non
è
al
tutto
scarso
,
perché
di
questi
non
si
avvale
il
governo
onde
della
penna
,
e
specialmente
della
parola
parlata
spantaccino
il
popolo
dal
lezzo
dei
suoi
pregiudizi
?
È
al
clero
specialmente
che
Napoli
va
debitore
di
questa
turpe
eredità
di
credula
barbarie
,
e
di
farnetica
superstizione
;
tocca
quindi
al
governo
giovarsi
di
quella
piccola
eletta
di
clero
liberale
che
può
e
vuole
sbuiar
le
menti
popolari
dagli
errori
addensativi
dai
suoi
falsi
fratelli
di
sacerdozio
.
Soprattutto
che
la
turba
dei
codardi
non
mi
venga
in
campo
collo
specioso
pretesto
della
educazione
infantile
,
come
l
unico
rimedio
per
guarire
in
meno
di
tre
generazioni
il
popolo
dal
cancro
de
suoi
pregiudizi
.
Ma
in
nome
del
cielo
come
educherete
questi
bimbi
senza
urtar
di
fronte
i
pregiudizi
del
popolo
,
che
non
vorreste
toccare
?
Il
popolo
osteggia
le
scuole
,
amando
meglio
la
sozza
ignoranza
dei
figli
,
anziché
perderli
ad
un
solo
grano
di
turpe
speculazione
:
o
tutto
al
più
contentandosi
alla
semiasineria
del
figlio
prete
,
da
esso
impretato
per
nobilitare
il
fango
da
cui
sverminò
.
Il
popolo
osteggia
le
scuole
o
non
condotte
da
un
qualche
cappellone
alla
Don
Basilio
,
o
dove
almeno
un
basilisco
di
cappellone
non
insegna
in
nome
del
cardinale
arcivescovo
il
catechismo
della
menzogna
e
della
negazione
della
patria
.
Il
popolo
osteggia
le
scuole
ove
a
furia
di
bocconi
rubbati
agli
stessi
fanciulli
non
s
incampiona
o
s
incandela
una
qualche
goffa
caricatura
,
che
ei
crede
santo
o
madonna
,
per
la
sola
ragione
che
per
tale
la
battezzò
un
qualche
guasta
mestieri
.
Come
potrete
dunque
vincere
i
pregiudizi
mercè
le
scuole
,
se
il
primo
pregiudizio
del
popolo
esiste
appunto
contro
queste
vostre
scuole
?
E
badate
bene
a
che
dico
,
se
le
scuole
non
saranno
le
vostre
,
ma
invece
saranno
le
scuole
del
cardinale
,
dei
frati
,
dei
preti
,
delle
monache
,
o
dei
laici
che
recitano
l
uffizio
divino
,
non
solo
non
saranno
corretti
í
pregiudizi
del
volgo
,
ma
per
due
volte
altrettanto
in
numero
e
qualità
gli
saranno
ribaditi
nella
mente
e
nel
cuore
dai
fabri
della
sua
ignoranza
.
Fateci
dunque
animo
,
Governo
di
Re
Galantuomo
,
e
voi
culti
cittadini
di
una
patria
emancipata
:
e
colla
stampa
,
col
pulpito
,
colla
tribuna
,
al
crocchio
,
al
teatro
,
nella
piazza
,
nel
tempio
,
gli
uomini
che
amano
il
proprio
paese
inizino
fin
d
oggi
l
opera
santissima
di
spregiudicare
il
popolo
napoletano
dalla
sua
vecchia
scorza
,
ringiovanendolo
a
civilezza
,
ad
onestà
,
a
pensare
degni
di
una
libera
Italia
.
I
pregiudizi
,
di
qualunque
genere
sieno
,
non
faranno
mai
lieta
di
progresso
e
di
prosperità
la
cittadinanza
che
vive
di
essi
.
Siccome
l
ellera
che
s
abbarbarica
ad
albero
fiorente
di
vita
,
e
lo
intisichisce
e
lo
soffoca
:
così
i
pregiudizi
prendendo
il
posto
del
vero
mano
mano
annientano
in
cuor
del
popolo
la
religione
,
la
morale
,
la
civiltà
,
per
sostituirvi
la
superstizione
,
l
ipocrisia
,
la
barbarie
.
Ecco
di
qual
guisa
e
a
quale
intento
noi
ci
dobbiamo
avvalere
delle
nuove
libertà
italiane
,
che
dopo
tanti
secoli
di
servitù
e
di
catene
,
di
despoti
e
di
preti
,
oggi
per
la
prima
volta
infiorano
di
nazionalità
la
terra
del
sorriso
di
Dio
!
StampaPeriodica ,
Della
dispersione
dell
esercito
meridionale
,
dei
modi
come
eseguita
,
e
della
guisa
con
che
la
intristirono
quelli
stessi
che
ne
avrebbero
dovuto
lenire
la
crudescenza
ne
tratterò
altra
volta
:
che
io
non
mi
dimentico
d
essere
stato
io
stesso
un
garibaldino
nella
mia
evangelica
capacità
,
e
non
mi
vergogno
di
avere
appartenuto
all
armata
liberatrice
dell
Italia
meridionale
,
e
di
avere
servito
all
immenso
Garibaldi
;
e
ciò
per
meritare
i
sorrisi
ed
i
ciondoli
dei
novellamente
arrivati
.
Mio
tema
presente
è
la
mostruosa
ingratitudine
di
che
furono
pagati
i
feriti
dell
esercito
meridionale
.
Dico
dunque
che
i
prodi
dell
eroico
Garibaldi
battezzati
sui
campi
nel
sangue
delle
loro
ferite
,
e
consacrati
in
ospedali
dai
crismi
del
dolore
e
della
infermità
,
alle
mani
del
nuovo
governo
furono
e
sono
trattati
peggio
che
cani
.
E
sì
che
ragion
volea
di
carezzarli
alla
Beniamino
.
Imperocché
se
il
Governo
Farini
e
il
Ministero
Fanti
non
ne
sentiano
l
inclinazione
da
natura
,
la
doveano
almeno
simular
per
politica
:
ché
in
questo
caso
l
essere
inumani
per
calcolo
era
lo
stesso
che
scapitarne
il
cento
per
uno
.
Quando
si
rifletta
che
all
esercito
garibaldino
soltanto
si
deve
l
affrancamento
delle
due
Sicilie
,
il
loro
voto
per
Vittorio
Emmanuele
,
e
l
annessione
loro
alle
altre
provincie
d
Italia
:
la
gratitudine
italiana
si
cangia
in
dovere
,
quella
dei
nuovi
signori
in
obbligo
di
giustizia
e
di
coscienza
.
Sareste
voi
qui
,
se
non
era
per
Garibaldi
ed
i
suoi
?
Vi
conveniva
dunque
essere
loro
grati
,
almeno
per
prudenza
.
Non
ne
avreste
sanguinato
al
cuor
di
corame
,
intantoché
vi
sareste
buscata
riputazione
non
vostra
di
onesti
.
Ma
voi
avete
preferito
al
plauso
immeritato
la
svergognata
rinomanza
d
ingrati
;
e
di
essere
trombettati
al
mondo
intiero
per
francamente
e
generosamente
inumani
.
Di
che
io
vi
lodo
,
sbugiardeggiando
così
la
vostra
fama
che
sapete
mentire
,
e
provandovi
a
questo
popolo
di
affetti
meridionali
,
nell
eroico
coraggio
della
crudeltà
.
Una
volta
che
in
massima
fu
determinato
di
finirla
coll
esercito
garibaldino
,
non
fuvvi
maniera
di
tristizia
che
si
risparmiasse
ai
suoi
malati
,
ai
suoi
feriti
.
Parlerò
di
due
principali
,
né
con
altro
scopo
che
fruttino
ai
loro
autori
l
infamia
che
le
seconda
.
Conoscendosi
in
pratica
che
nulla
tanto
giova
al
pronto
ristabilimento
dei
convalescenti
,
quanto
il
cangiar
di
locale
,
di
aria
,
di
trattamento
,
erasi
fino
da
sotto
il
dittatore
stabilito
di
formare
a
tant
uopo
un
adatto
valetudinario
:
e
si
decretò
la
Conocchia
,
siccome
il
luogo
più
conveniente
per
ospitar
tal
fatta
di
pazienti
.
E
dal
dirlo
al
farlo
,
fu
in
questo
caso
un
solo
atto
:
ché
in
corto
di
giorni
quella
gesuitica
spelonca
,
già
predata
e
guasta
da
suoi
ruffianeschi
loiolei
,
fu
trasmutata
in
bellissimo
ospizio
per
ricevere
i
convalescenti
.
E
ripeto
bellissimo
ospizio
,
dacché
niuno
degli
ospedali
della
metropoli
avrebbe
potuto
competere
col
nuovo
valetudinario
a
semplicità
,
mondezza
,
sufficienza
e
bontà
di
fornitura
e
di
stoviglie
.
Qual
aria
,
qual
vista
,
quale
salute
vi
si
goda
,
io
nol
dirò
ai
Napolitani
,
per
non
parere
di
portar
nottole
ad
Atene
.
Or
bene
,
quando
il
direttore
di
quel
provvido
ospizio
con
reiterate
istanze
dimandò
al
ministero
i
convalescenti
dell
esercito
meridionale
,
per
restituirli
a
sanezza
;
gli
fu
reiteratamente
risposto
,
che
i
garibaldini
non
dovevano
avere
convalescenza
,
che
nei
casi
più
speciali
la
farebbero
nei
loro
ospedali
,
che
del
resto
dovevano
il
più
presto
che
possibile
sgomberare
da
Napoli
.
Ed
ecco
gli
uomini
che
sono
al
comando
di
piazza
,
all
intendenza
militare
,
al
Ministero
della
guerra
,
alla
luogotenenza
per
le
fatiche
,
le
infermità
,
le
ferite
dei
garibaldini
,
che
niegano
a
questi
otto
giorni
di
opportuna
convalescenza
,
rubando
ad
essi
,
per
quanto
è
da
loro
,
l
aria
,
l
aria
balsamica
di
questa
Napoli
che
di
loro
egoismo
ci
vennero
a
contaminare
!
Per
tal
crudele
misura
,
molti
si
viddero
forzati
a
rimpatriare
con
anche
le
aperte
ferite
,
benché
li
aspettassero
nel
loro
tragitto
per
alle
patrie
,
il
duro
pancato
di
una
terza
classe
,
e
la
negazione
di
ogni
cibo
.
Ed
intanto
la
Conocchia
che
costò
già
allo
Stato
non
poche
migliaia
per
ridurla
a
comodi
,
anzi
pure
alle
delizie
di
valetudinario
italiano
,
in
oggi
rimane
al
tutto
oziosa
ed
inutile
:
nell
atto
che
cento
e
cento
lingue
dì
e
notte
bestemmiano
negli
infetti
ospedali
il
duro
stato
di
quei
che
non
più
infermi
non
sono
tuttavia
sani
;
maledicendo
coi
dialetti
di
venti
italiche
provincie
alla
barbara
parsimonia
dei
vecchi
e
nuovi
divoratori
.
E
che
!
Hanno
dunque
i
Gesuiti
ancora
tanta
pecunia
in
Napoli
,
che
come
già
in
novembre
il
senile
comando
della
Guardia
Nazionale
presso
la
femminesca
pro
-
dittatura
poté
conservare
ai
mascherati
loioleschi
la
chiesa
del
Gesù
Nuovo
,
ora
lo
squarquoio
ispettorato
degli
ospedali
militari
possa
presso
la
sconsigliata
luogotenenza
preservare
agli
erranti
Tartuffi
la
loro
piacevole
casineggiatura
della
Conocchia
?
Oh
quando
finirà
mai
questa
tristissima
razza
di
Gesuiti
,
e
di
gesuitanti
?
Che
accadde
in
seguito
di
questa
bizzarria
di
crudeltà
?
I
feriti
garibaldini
dei
differenti
ospedali
(
eccetto
i
pochi
casi
non
rimovibili
)
furono
accalcati
nelle
sale
dei
Santi
Apostoli
,
già
piene
a
ribocco
per
rigurgito
degli
ammalati
.
Da
ciò
la
condizione
di
questi
bravi
è
divenuta
delle
più
miserande
.
Si
badi
bene
a
questa
verità
;
che
il
locale
dei
Santi
Apostoli
è
dei
tanti
il
meno
adattato
per
essere
ospedal
militare
:
e
non
fu
tollerabile
nell
autunno
che
per
la
bontà
della
stagione
,
e
le
gentili
maniere
e
la
caritatevole
energia
del
suo
nuovo
comandante
.
Oggidì
le
quattro
sale
,
ossia
i
quattro
corridoi
ove
sono
ammontichiati
i
feriti
presentano
un
aspetto
di
tristizia
che
ti
serra
al
cuore
,
perché
umidi
,
perché
freddi
,
perché
mefitici
,
perché
irrespirabili
.
È
forse
per
piacere
ai
nuovi
signori
che
colà
entro
tutto
debba
camminare
alla
peggio
?
Il
lerciume
dei
letti
è
cosa
intolleranda
.
La
mancanza
di
ventilazione
ributta
il
visitatore
che
a
quei
canili
volesse
ministrare
il
sollievo
o
la
consolazione
.
Il
cibo
mette
colmo
alle
miserie
di
colà
entro
.
Caduti
i
liberatori
di
Napoli
sotto
le
cure
di
un
nuovo
capo
medico
,
che
sarà
certamente
delle
antiche
risme
borboniche
,
il
cibo
dei
feriti
è
stato
pressocché
livellato
a
quello
dell
albergo
dei
poveri
.
So
che
si
griderà
alla
esagerazione
,
so
che
chi
cerca
pretesti
per
iscusarsi
dalla
carità
vorrà
non
credere
al
mio
detto
,
so
che
il
governo
e
ì
suoi
mirmidoni
troveranno
una
colluvie
di
panegiristi
per
laudarne
l
umanità
a
fior
fiore
di
Borboniani
e
di
carnefici
:
ma
ciò
nulla
manco
i
fatti
saranno
pur
sempre
quali
io
qui
li
narro
.
Si
è
tolta
anche
ai
più
dilicati
e
necessitosi
(
ne
hanno
in
quell
ospedale
alcuni
compassionevolissimi
casi
)
la
porzione
di
pollo
;
per
sostituirvi
l
impossibile
bue
.
Come
,
pollo
ai
garibaldini
?
Pollo
agli
uomini
che
hanno
procurato
alle
mense
della
luogotenenza
,
e
del
ministero
le
pernici
e
i
fagiani
,
insaporandole
delle
cacciagioni
e
delle
selvaggine
le
più
prelibate
?
Ohibò
,
ohibò
!
Bue
,
bue
,
e
sempre
bue
:
anzi
perché
non
ci
prendano
il
verso
,
adusandosi
così
alle
delizie
di
ospedale
da
non
più
volerlo
abbandonare
,
il
capo
medico
ha
stimato
prudente
che
il
bue
sia
della
peggior
qualità
,
a
tale
da
rassembrar
piuttosto
ad
un
ciarpame
di
ciabattino
,
anziché
ad
un
boccone
per
uomini
.
E
giacché
per
nove
decimi
quei
garibaldini
sono
delle
provincie
settentrionali
,
ove
si
costuma
più
che
altro
il
riso
per
minestra
,
la
loro
minestra
sarà
per
borbonica
prescrizione
pasta
,
pasta
,
e
sempre
pasta
.
E
se
a
modo
di
medicina
a
qualcuno
si
consentirà
la
minestra
di
riso
:
il
cuoco
la
condisca
a
intingolo
di
cimici
,
che
di
meglio
non
meritano
i
garibaldini
!
E
questi
sono
fatti
:
né
il
comandante
ci
può
rimediare
,
avendo
in
preciso
i
nuovi
suoi
ordini
.
Ma
Garibaldi
in
sullo
esular
per
Caprera
,
non
lasciò
forse
un
capo
che
facesse
le
veci
di
padre
a
questi
infelici
?
Dove
è
questo
padre
,
che
fa
?
Io
non
lo
cercherò
certamente
nell
autore
dei
nauseosi
proclami
che
quando
a
quando
deturpano
i
muri
di
Napoli
,
invitando
i
prodi
dell
esercito
meridionale
all
ordine
,
alla
quiete
che
ei
neppur
sognano
disturbare
.
Queste
puerili
scempiaggini
non
mi
rivelerebbero
già
il
padre
di
gloriose
reliquie
,
ma
il
lurido
cicaraio
che
con
lanternino
in
mano
fruga
gli
angoli
delle
regie
sale
per
pizzicarvi
un
cencio
di
ricamo
,
o
un
rimasuglio
di
croce
!
Invece
io
lo
vorrei
trovare
in
questi
pestilenti
corridoi
dei
Santi
Apostoli
per
veder
da
se
stesso
tanta
miseria
,
tanta
ingiustizia
tanta
perversità
:
e
reclamare
un
termine
a
nome
della
gratitudine
e
della
umanità
.
Quand
anche
non
fossero
fratelli
quei
che
tanto
vi
soffrono
,
quand
anche
non
fossero
Italiani
:
il
pensiero
che
è
ad
essi
,
ad
essi
,
ad
essi
soltanto
che
il
governo
costituzionale
di
Vittorio
Emmanuele
va
debitore
della
sua
proclamazione
e
del
suo
installamento
,
dovrebbe
più
che
bastare
per
ottenere
loro
alfine
un
qualche
riguardo
dalla
gratitudine
governativa
.
StampaPeriodica ,
Fra
tutti
quelli
che
formano
la
intera
popolazione
,
o
nazione
o
società
come
vuoi
chiamarla
,
si
è
stabilita
na
distinzione
di
tre
classi
,
nobili
,
mezzo
ceto
e
basso
ceto
.
Ma
questa
distinzione
è
cosa
troppo
vecchia
,
e
la
fecero
l
avarizia
,
la
superbia
e
l
apparenza
;
l
avarizia
che
altro
Dio
non
ha
,
fuori
del
denaro
,
e
per
essa
chi
è
più
ricco
è
lo
migliore
:
la
superbia
,
che
perché
l
antenati
sono
stati
qualche
gran
cosa
,
crede
che
gli
altri
l
hanno
a
stimare
pure
na
gran
cosa
,
come
se
uno
non
avesse
a
essere
stimato
per
quello
che
è
,
ma
per
quello
che
furono
l
antenati
suoi
;
e
finalmente
l
apparenza
,
perché
tutti
quanti
vogliamo
giudicare
con
gli
occhi
della
fronte
e
non
con
quelli
della
ragione
.
Questa
distinzione
dunque
non
mi
piace
:
e
persuaditi
che
per
legge
nessuno
è
figlio
della
gallina
bianca
.
Non
credere
che
lo
nobile
e
lo
signore
avessero
qualche
dritto
sopra
di
te
,
popolo
basso
,
no
.
Essi
hanno
tanto
dritto
sopra
di
te
,
quanto
dritto
hai
tu
sopra
di
loro
;
ma
senti
però
,
e
mettici
anche
questo
,
che
essi
hanno
tanti
obblighi
verso
di
te
,
quanti
obblighi
hai
tu
verso
di
loro
.
Senti
,
e
tieni
a
mente
questo
:
Iddio
nella
sua
infinita
sapienza
e
misericordia
non
ha
dato
a
nessun
uomo
dritto
sopra
un
altro
uomo
;
ma
non
ha
fatto
tutti
l
uomene
uguali
.
Rifletti
dunque
bene
,
popolo
basso
,
e
non
avvilirti
tanto
,
credendoti
per
obbligo
condannato
a
stare
sempre
sotto
.
Alza
la
testa
:
e
senza
pretendere
di
uscire
a
forza
dalla
condizione
nella
quale
Iddio
ti
ha
posto
e
ti
vuole
,
dí
senza
paura
:
Io
per
l
animo
che
tengo
e
per
il
cuore
che
mi
sento
,
sono
eguale
a
tutti
li
più
gran
signori
che
ci
stanno
sopra
la
terra
:
e
tra
me
e
li
gran
signori
non
c
è
altra
differenza
che
quella
che
nasce
dall
uso
che
facciamo
di
quest
anima
e
di
questo
cuore
:
la
buona
gente
,
nobile
o
snobile
,
ricca
o
povera
ha
da
stare
naturalmente
sopra
:
la
gente
cattiva
nobile
o
snobile
,
ricca
o
povera
,
ha
da
stare
naturalmente
sotto
.
"
Finora
tu
,
popolo
basso
,
sei
stato
l
ultimo
,
non
per
la
condizione
tua
,
no
,
ma
per
i
tuoi
difetti
:
mo
,
alza
la
testa
,
e
fatti
uguale
agli
altri
,
non
per
la
condizione
,
ma
per
la
virtù
.
I
tuoi
difetti
sono
stati
prodotti
dal
passato
dispotismo
:
ora
,
se
tu
vuoi
,
la
libertà
t
innalzerà
,
perché
ti
saprà
educare
.
Impara
e
ti
farai
sentire
e
rispettare
:
e
nobili
e
ceto
medio
si
leveranno
il
cappello
in
faccia
a
la
virtù
del
popolano
.
Fino
a
mo
sei
stato
temuto
come
la
tigre
,
come
la
peste
,
come
il
cane
affamato
:
da
oggi
nnanzi
t
avrai
a
far
temere
come
si
teme
la
spada
de
la
giustizia
.
A
lo
cane
affamato
o
li
si
tira
na
pietra
n
fronte
o
li
si
getta
un
pezzo
di
pane
per
farlo
star
quieto
:
in
faccia
a
lo
giudice
uno
o
s
ha
da
difendere
con
buone
ragioni
,
o
ha
da
essere
condannato
.
Ma
lo
giudice
(
tienilo
a
mente
buono
)
lo
giudice
ha
da
avere
con
sé
la
giustizia
e
la
legge
,
e
non
la
superbia
e
lo
capriccio
.
ProsaGiuridica ,
ART
.
1
.
I
beni
immobili
devoluti
e
da
devolversi
alla
cassa
ecclesiastica
in
virtù
della
legge
sarda
29
maggio
855
,
e
dei
decreti
11
dicembre
1860
del
regio
commissario
straordinario
dell
'
Umbria
,
3
gennaio
1861
dell
'
altro
regio
commissario
straordinario
nelle
Marche
,
e
17
febbraio
1861
del
luogotenente
generale
del
re
nelle
provincie
napoletane
,
passano
al
demanio
dello
Stato
a
misura
della
determinazione
della
loro
rendita
colle
norme
stabilite
all
'
articolo
3
.
ART
.
2
.
In
correspettivo
di
questa
cessione
il
governo
inscriverà
in
nome
della
cassa
ecclesiastica
una
rendita
del
cinque
per
cento
sul
Gran
libro
del
debito
pubblico
uguale
alla
rendita
dei
beni
che
passeranno
al
demanio
.
ART
.
3
.
II
ministro
delle
Finanze
,
unitamente
al
ministro
di
Grazia
e
giustizia
e
dei
culti
,
determineranno
questa
rendita
,
udito
il
parere
della
commissione
provinciale
per
l
'
accertamento
del
valore
dei
beni
demaniali
,
colle
norme
dei
contratti
,
dei
registri
regolari
e
dei
catasti
,
e
in
caso
di
mancanza
o
anche
d
'
insufficienza
di
tali
elementi
,
con
perizie
sommarie
di
cui
il
sistema
verrà
fissato
dal
regolamento
.
ART
.
4
.
Fino
a
nuova
legge
rimane
sospesa
l
'
esecuzione
dell
'
alinea
3°
dell
'
art
.
15
dei
due
decreti
dei
regi
commissari
straordinari
delle
Marche
e
dell
'
Umbria
indicati
all
'
articolo
1
,
non
che
dell
'
alinea
3°
dell
'
articolo
23
dell
'
altro
decreto
luogotenenziale
ivi
pure
citato
.
ART
.
5
.
Quelli
degli
edifizi
monastici
che
sono
da
assegnarsi
ai
comuni
delle
provincie
napoletane
,
secondo
l
'
art
.
25
della
legge
del
17
febbraio
1861
.
non
saranno
compresi
nel
passaggio
di
che
all
'
art
.
1
,
e
verranno
dal
governo
assegnati
effettivamente
ai
comuni
.
Le
disposizioni
,
di
cui
nell
'
articolo
25
della
legge
17
febbraio
1861
vigente
nelle
provincie
napoletane
,
sono
estese
a
tutte
le
provincie
del
Regno
,
ove
è
istituita
la
cassa
ecclesiastica
.
ART
.
6
.
Oltreciò
il
governo
del
re
è
autorizzato
ad
alienare
ai
comuni
,
a
trattative
private
,
i
fabbricanti
urbani
posti
nel
loro
rispettiva
territorio
dei
quali
avessero
bisogno
per
uso
proprio
,
e
dei
quali
faran
richiesta
nel
termine
di
sei
mesi
dalla
presa
di
possesso
dei
detti
fabbricati
.
ART
.
7
.
Tutti
gli
altri
beni
immobili
,
eccettuati
quelli
riversibili
,
come
al
l
'
art
.
4
del
decreto
11
dicembre
1860
,
e
3
gennaio
1861
,
e
5
del
decreto
17
febbraio
1861
,
o
quelli
sui
quali
havvi
contestazione
,
fino
a
che
questa
non
sia
risoluta
,
verranno
alienati
colle
stesse
leggi
e
norme
che
regolano
la
vendita
degli
altri
beni
demaniali
.
ART
.
8
.
Gli
oneri
inerenti
ai
beni
,
di
cui
all
'
art
.
1
della
presente
legge
,
s
'
intendono
trasferiti
sulla
rendita
di
cui
all
'
articolo
2
.
ART
.
9
.
Con
un
regolamento
approvato
per
regio
decreto
sarà
provveduto
alla
esecuzione
della
presente
legge
.