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> anno_i:[1850 TO 1880}
VIVA CHI VENCE ( - , 1861 )
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No , popolo mio , no e poi no . Questo Viva cca non deve uscire mai dalla tua bocca : chi te l ’ ha ’ nsegnato , t ’ ha ’ ngannato e t ’ ha voluto tradire . Né viva chi vence , né viva chi perde . Viva solo chi ha ragione , o vence o perde . La prima origine di tutt ’ i tuoi sbagli e perciò di tutte le cattive e triste conseguenze che succedono , consiste propria in questo grandissimo e terribile errore , di dire : viva chi vence . Dimmi ’ na cosa . Se tu vedissi battere ’ na povera bestia talmente che quella povera bestia cadesse morta ’ nterra , strilleresti : viva chi vence ? neh , se tu vedessi ’ no lazzarone battere e uccidere ’ na povera creatura , dimmi , grideresti : mora chi perde e viva chi vence ? No , no ; giacché certamente diciarrisse : che ragione ncè di battere ’ na povera bestia o ’ na creatura ’ nnocente ? Vedi dunque che il cuore , senza tanta filosofia e tanta sapienza , ti parla chiaro e ti espone la legge , e te dice che deve trionfare chi ha ragione . Dimmi ’ na cosa . Se viene lo leone , e perseguita ’ na vaccarella , che cerca di fuggire e di liberarsi , ma lo leone l ’ arriva , la sbrana , e se la divora senza pietà , diciarrisse : viva chi vence ? No , perché chi tene forza , non significa che ave più ragione ; perché allora sarebbono inutili le leggi e la giustizia : lo più forte avarria sempre ragione : allora tu , popolo basso , dovresti avere sempre e poi sempre torto . Se s ’ ha da dire : viva chi vence , ne viene per conseguenza che s ’ ha da aggiungere : e mora chi perde , cioè viva chi sta sopra , e mora chi sta sotto . Ti piace ? dimmi neh , te persuade ? No , no , no , popolo basso : non dire mai sto viva , altrimenti te cuoci con lo fuoco tuo stesso . Una è la giustizia , una la legge , uno lo dritto per tutti . E se una è la giustizia , la legge e lo dritto , è permesso di dire : viva chi vence solamente quando chi vince ha ragione . Bada bene ; non bisogna mo correre all ’ eccesso contrario , e dire sempre viva chi perde , no . Senti a me , e tienilo a mente . Se uno ha ragione e vence , viva : se uno ha ragione e perde , viva ; e così , se uno ha torto e vence , mora ; se uno ha torto e perde , mora . Popolo basso , tu sei debole e stai sotto ; ma puoi diventare fortissimo a momento . Ora sta forza tua la devi usare in difesa de la giustizia e della ragione , e mai mai in difesa di chi vince : giacché può venire il momento che tu hai ragione e stai sotto , e chi strilla viva chi vence , ti uccide , ti sacrifica e ti assassina . Non guardare chi trionfa ; tieni mente dove sta la ragione e dove il torto . Tu sei debole e miserabile , hai tu sempre torto ? no ; li nobili , li signori , li ministri , li re sono ricchi e potenti , hanno dunque sempre ragione ? no . Cerca dunque di non aver torto e non già di vincere , perché la vincita e lo trionfo di chi ha torto , non dura ; come non dura la sconfitta e la perdita di chi ha ragione . Viva l ’ Italia , non perché sta vincendo , ma perché ha ragione ; viva Vittorio Emmanuele e Napoleone quando difendono gl ’ Italiani dai loro nemici : viva il popolo , quando non pretende cose ingiuste ; e mora ... no . Viva Garibaldi che disse al popolo basso : Viva l ’ Italia , e morte a nessuno .
LA LIBERTÀ ( - , 1861 )
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Ho sentito dire certe volte a qualcheduno : mo è tiempo di libertà , potimmo fare quel che volimmo . Piano , piano : e senti a me : ogni cosa tiene lo nome suo , e non bisogna confondere ’ na cosa coll ’ altra . Dispotismo , libertà e anarchia ossia disordine sono tre cose diverse . Dispotismo significa che uno non pò fare nemmeno quello che è lecito : anarchia significa che uno pò fare anche quello che non è lecito : libertà significa ( bada buono ) significa che uno non è impedito di fare quello che è lecito e onesto . Questa , questa è la libertà , non altro . Lo dispotismo , per capriccio o per secondo fine , impedisce ai cittadini di fare certe cose che non sono proibite dalla legge : come , per esempio , la polizia di Borbone proibiva di portare la barba . Ora la libertà consiste che uno può fare tutto quello che non è proibito dalla legge ; può fare , non già tutto quello che vuole , ma tutto quello che non fa male agli altri , giacché la legge proibisce di far male agli altri . Se uno potesse fare tutto quello che li pare e piace , allora nissuno starebbe sicuro a casa sua , capisci ? Se io potessi fare quello che voglio , senza che nissuno me lo potesse impedire , allora io potarria rubare , uccidere , truffare , ’ ntaccare l ’ onore de la donna altrui senza essere punito . Ti pare libertà questa ? o sarebbe peggio di tutte le tirannie ? Dunque la regola è questa che ti po ’ guidare sempre : e tienila a mente . La libertà è il dritto di fare , senza nessuno impedimento , tutto quello che non è proibito dalle leggi e non fa male agli altri .
PROGRAMMA ( - , 1861 )
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Non vuolsi in veruna guisa disprezzare l ’ educazione , come quella che fra le bellissime cose è la prima che forma gli uomini eccellenti . PLATONE L ’ educazione deve dirigere , correggere , emendare le tendenze umane , emancipare l ’ uomo dalla servitù del male per renderlo capace di praticare il bene . TOMMASEO Mentre vediamo tuttodì moltiplicare il numero dei giornali d ’ ogni genere e colore per soddisfare ai bisogni della nuova vita politica , nessuno ancora , che per noi si sappia , in queste nostre meridionali provincie pose esclusivamente l ’ ingegno intorno a quei grandi interessi d ’ ordine morale che in sé racchiudono le speranze del nostro avvenire . La libertà inaugurata dalla religione , promossa dalla eletta schiera dei forti e generosi intelletti , preparata coll ’ esilio , col carcere , col patibolo , conquistata col sangue dei prodi non sarà consolidata sul trono d ’ Italia finché la condizione intellettiva e morale delle masse , che il passato dispotismo tenne in una brutale ignoranza e nella più raffinata corruzione , non sia mutata . Essa dee rispettare l ’ autorità , poiché , come disse un valente pedagogista , l ’ una è limite dell ’ altra , e dall ’ accordo dialettico di questi due contrari risulta appunto l ’ armonia cosmica e l ’ armonia sociale . Ma l ’ accordo di questi due grandi principi è il frutto di una conveniente ed illuminata educazione , la quale mentre svolge il pensiero nel conoscimento del vero , informa e piega la volontà al bene , in breve la rigenera colla luce dell ’ amore , la ritempera colla sapienza della virtù . Con una conveniente ed illuminata educazione potremo solo rialzare il nostro popolo alla cognizione dei suoi diritti confiscati dall ’ ignoranza o rintuzzati dal despotismo , e confortarlo all ’ esercizio dei doveri religiosi e sociali , che furono in esso oscurati da un cieco fanatismo , o falsati da una stupida indifferenza . È tempo ormai che una lotta razionale e sapiente si sostenga contro a vieti pregiudizi che falsavano e falsano le più belle istituzioni trovate per indirizzare l ’ uomo ai suoi destini . È tempo ormai che si conosca da quanti hanno fede nelle eterne ed indestruttibili leggi del progresso che la scuola non deve più far divorzio dalla vita , non più incatenare in aride formole le intelligenze dei fanciulli , ma vuol essere intenta a formare uomini capaci coscienziosi , a cui la patria sia una religione , una legge il dovere l ’ abnegazione e il sacrifizio , un bisogno la fede e l ’ onore , senza cui non si rigenera una nazione da secoli schiava . È necessario di più che le scuole siano tante in numero quanto lo esige la cifra della popolazione ragguagliata con quella dei fanciulli d ’ ambo i sessi . Che le scuole siano informate ai più sacri principî di morale e dirette secondo i consigli delle esperimentate teorie didascaliche . Ma un sistema di istruzione e di educazione popolare trova il suo primo anello nell ’ istituzione di asili infantili , il secondo nell ’ ampliamento delle scuole elementari , il terzo nella diffusione di scuole serali , festive per gli adulti di ambo i sessi , il quarto nelle scuole di arti e mestieri . Le quali potendosi alcune per carità di privati cittadini istituire e governare , dovendosi altre per debito dei municipi fondare ampliare e migliorare , tutte essere affidate ad istitutori probi ed esperti nell ’ arte dell ’ insegnare , ad istitutrici illuminate e pie , e gli uni e le altre da buoni libri , da saggi consigli indirizzati ognun vede l ’ importante e vastissimo campo di una parte del giornalismo . Noi non crediamo sì robusti gli omeri nostri per resistere all ’ enormità del peso , dichiariamo però sentire il debito nostro di portare la nostra pietruzza al colossale edifizio della rigenerazione della patria , consacrando la nostra penna e il nostro ingegno a dar saggio di voler occuparci : 1 . della diffusione di tutte le buone idee che si attengono alla sana educazione del popolo e degli asili infantili e del come la carità dei cittadini possa e debba fondarli ; 2 . dei doveri che incombono ai municipi di provvedere alacremente all ’ istruzione maschile e femminile delle masse ; 3 . della necessità di creare scuole magistrali per formare buoni maestri e buone maestre ; 4 . degli atti governativi che concernano l ’ istruzione popolare , non dimenticando né la critica bibliografica , né la cronologia dei fatti che si collegano all ’ istruzione pubblica , né altre notizie che potranno sembrarci di giovamento . Parchi nelle promesse , nutriamo fiducia di poter essere più larghi nell ’ attendere , e fin d ’ ora mentre dichiariamo volere il bene , rivolgiamo preghiera a tutti i buoni di esserci benigni di consiglio e di aiuto nel difficile cammino , peculiarmente ci rivolgiamo ai periodici educativi che già hanno prospera vita nelle altre provincie d ’ Italia , perché ci consiglino e ci aiutino . Possano le fatiche che intraprendiamo fruttare un po ’ di bene a questa parte d ’ Italia e i nostri voti saranno bastantemente appagati .
L’ITALIA SARÀ ( - , 1861 )
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Chi avesse detto solo due anni fa , che l ’ Italia così barbaramente stracciata e divisa in sette Stati dovesse , come un sol uomo , levarsi per domandare la sua nazionalità , ed in breve tempo veder cadere tre principi , essere indebolito un quarto che aveva tutta l ’ influenza sull ’ Italia , ed il Papa ed il Borbone di Napoli sentirsi cedere il trono sotto i loro piedi , certo avrebbe creduto sentire una delle utopie del profeta dell ’ idea , e l ’ avrebbe accolta con dispregio come cosa quasi impossibile . Eppure è un fatto . Due figli d ’ Italia si sono levati , Vittorio Emanuele e Garibaldi , ed han preso l ’ impegno di raccorre le sparse membra della lacerata patria , e ricostituirla . L ’ Amico , di Casa non si occupa di politica , né pretende di entrare negli inestricabili labirinti della diplomazia : ma salendo a più alte cagioni , osa predire che l ’ Italia sarà fra breve una grande nazione . Chi non è ateo deve ammettere una Provvidenza ; chi è cristiano deve ammettere le dichiarazioni della Prole di Dio . Il castigo più grande che Dio dà a un popolo è quello di togliergli la sua nazionalità ; quel popolo è morto come popolo : ed in questo solo senso aveano ragione i nostri grandi nemici La Martine e Metternich , di dire che l ’ Italia è la terra dei morti , e che essa non è che una espressione geografica . L ’ Italia oggi s ’ incammina a riacquistare la sua vita di nazione , e già ha fatto dei passi mirabili . Continuerà essa in questa via fino a giungere allo scopo sublime che si è proposta ? Se calcoliamo le cose umanamente , non ci sembra che vi possa essere il minimo dubbio . I partiti che impedivano la unione sono spariti ; e qui dobbiamo dare la meritata lode al partito repubblicano , il quale ha ceduto per l ’ amor della unione , ed ha mandato i suoi più bravi campioni a spargere il sangue al grido d ’ Italia e Vittorio Emanuele . La diplomazia non osteggia , almeno apertamente , la nostra nazionalità ; il non intervento è proclamato ; l ’ unione dei popoli è ammirabile ; l ’ Austria è resa impotente ; il Papa non è più ascoltato ; il Borbone stesso è sceso a patti col popolo , che tiene il broncio alle sue forzate concessioni ; Garibaldi fa meraviglie ; Vittorio Emanuele è proclamato dappertutto . Tutto insomma ci dice che l ’ Italia sarà , e sarà fra breve . Ma quel libro divino nel quale troviamo insegnamenti in tutto , la Bibbia , ci dice che “ la giustizia eleva la nazione " (Prov., XIV , 34 ) . La giustizia , s ’ intende bene , non quella che così si chiama , e che è amministrata dai magistrati , ma quella giustizia che vien da Dio , e che è ne ’ cuori veramente religiosi ; in una parola , la religione eleva la nazione . Ma qual è questa religione ? Non è certo quella delle scomuniche e delle maledizioni che si esercita in corte di Roma ; quella religione anzi è quella che ha diviso l ’ Italia , e l ’ ha condotta al Medioevo . Non è neppure la religione dell ’ inquisizione che ha desolato Italia e Spagna ; quella religione spopola gli Stati , ruina il commercio , ed è sorgente di mille mali . Non è neppure la religione dei bigotti , che consiste in grossolane superstizioni ; quella religione empierà i conventi , moltiplicherà i preti e li arricchirà , e toglierà tante braccia e tante ricchezze alla patria e al commercio . L ’ elevamento della nazione deve venire da Dio . Ora come è possibile che Dio elevi una nazione se essa disprezza gli ordini che Dio gli ha dati per il suo bene ? Gli ordini di Dio sono nella sua parola : ecco la giustizia che eleva la nazione . La religione che ci è rivelata nella divina parola ci fa chiaramente sentire la nostra eguaglianza : essa ci dice che tutti abbiamo lo stesso niente per principio , lo stesso Dio per creatore , lo stesso Adamo per padre ; ma rivelandoci la nostra uguaglianza ci predica l ’ ordine ; affinché tutto proceda senza confusione ; così a colui che si stima grande , la religione gli dice : non insuperbirti , ma se sei al di sopra de ’ tuoi fratelli , lo sei per servirli ; e a colui che si vede piccolo , la religione dice : non avvilirti , perciocché innanzi a Dio la tua piccolezza sparisce . La religione vuole che noi “ parliamo con verità gli uni agli altri ” (Efes., IV , 25 ) ; e così sono aboliti gl ’ inganni . La religione vuole che si renda a Cesare quello che è di Cesare , ed a Dio quello che è di Dio ; che si " renda a ciascuno il debito : il tributo a chi si deve il tributo ; la gabella a chi la gabella ; il timore a chi il timore ; l ’ onore a chi l ’ onore " (Rom., XIII , 7 ) . La religione vuole che ci amiamo tutti come membra di un corpo , e ci aiutiamo scambievolmente ; che " niuno cerchi il suo proprio , ma ciascuno cerchi ciò che è per altri " (Cor., X , 24 ) . Se tali principi si mettessero in esecuzione , vi potrebbe essere alcun dubbio sulla ricostituzione della cara patria nostra ? Dio faccia splender dall ’ alto la luce della sua santa parola sulla cara patria , ed essa sarà elevata a nazione , anzi primeggerà fra le nazioni .
AL LETTORE ( - , 1862 )
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Tra gli altri mezzi per corrompere la fede de ’ cattolici e trarli all ’ apostasia i protestanti eretici han messo in campo anche gli Almanacchi . Tra i quali tiene il primo luogo l ’ intitolato : L ’ Amico di casa . Nella prefazione al lettore rendono grazia i suoi compilatori del benigno accoglimento che esso ha trovato , mentre han dovuto trarne fino ad ottanta mila esemplari per l ’ anno 1862 . Qualor ciò sia vero , non è a farne le meraviglie , poiché essendo rivolto quest ’ almanacco a promuovere il protestantesimo , che è il veicolo della rivoluzione or prevalente in Italia , trova naturalmente gli animi disposti . Piuttosto è a meravigliarsi , che non ne abbia più . Certo non dee attribuirsi questo successo , come i compilatori dell ’ Almanacco il confessano , a merito loro , dappoichè in verità non vi ha merito alcuno in tale indigesto raccozzamento , non originalità , non dottrina , non erudizione , non grazia . Cotesti raccoglitori non fanno che copiar materialmente quanto trovano negl ’ innumerevoli trattatelli degli anglicani . Quindi copiano ad occhi chiusi gli errori , gli strafalcioni , gli spropositi di ogni ragione che loro si paran davanti . Di che noi daremo pruove luminosissime in ogni articolo . Il ripetere poi che essi fanno il loro successo dalla benedizione di Dio , è una bestemmia manifesta , quasi che Dio potesse benedire agli sforzi degli eretici in combattere , e distruggere , qualor fosse possibile , la Chiesa da esso Lui istituita e fondata , come sopra immobile rupe , sul principe degli Apostoli S . Pietro . Affermano essi inoltre , che non degnano di rispondere ai loro oppositori , perché i costoro libelli altro non presentano che grossolane ingiurie , ondeché il loro decoro non soffre che abbiano a cimentarsi . Ella è questa una scappatoia per trarsi d ’ impaccio . Noi non proferiremo ingiurie , e sfidiamo i raccozzatori dell ’ Amico di casa a rifiutare con buone ragioni quanto loro opponiamo . Che se nol fanno , fin da questo momento li denunziamo quali inetti , ignoranti , e di mala fede . Diremo però che sol non rispondono , perché non son capaci di rispondere , e gli avremo come convinti di menzogna e di malizia . Il lettore ne sarà il giudice . Egli è perciò , che noi a questo falso Amico di casa abbiam contrapposto un vero Amico di casa , come quello che smaschera e mette al nudo le perfide falsità colle quali si cerca di far perder la fede ai cattolici e trarli alla incredulità qual necessario elemento delle rivoluzioni . Che è quanto trascinarli a far getto della loro eterna salute . Fingono i compilatori dell ’ Almanacco di voler unicamente contrapporsi agli abusi dei preti col richiamarli al Vangelo . Or questo è sempre stato il vezzo degli eretici , chiamare abusi i veri insegnamenti della Chiesa sia rispetto ai dogmi sia rispetto ai costumi ed alla disciplina , che loro non attalentano . Così han praticato gli gnostici impuri , così i perfidi ariani , così gli scaltri pelagiani , e così gli altri tutti . Non si troverà in tutta la storia della Chiesa un solo di tai ribelli , che professasse impugnare la fede , e pure si sa che furono tutti marci eretici e però condannati dalla Chiesa né più né meno di quello che sieno i protestanti . Per Vangelo poi non altro intendono che l ’ insegnamento di Lutero , di Calvino e di quanti tennero lor dietro : non già il Vangelo di Gesù Cristo che li condanna presso che in ciascun capo . Abbiam poi trascurate le incisioni come inutili artificiali imbellettamenti de ’ quali non ha bisogno la schietta e severa verità . Guardati adunque , o lettore , da cotesti almanacchi che cercan sedurti coi loro artifizi , abusandosi della tua buona fede o ignoranza ; tienti stretto alla dottrina della Chiesa se non vuoi perire eternamente .
PREFAZIONE ( - , 1861 )
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Ai tanti mali ond ’ è invasa la nostra Italia , minaccia oggi d ’ aggiungersi quello di una missione protestante , che , solennemente annunciata non è guari dai giornali , sta per esser spedita dall ’ Inghilterra , ad oggetto d ’ incoraggiarvi con tutti i mezzi possibili la Riforma protestante . Fra questi mezzi viene specialmente indicato quello della pubblicazione di libri di preghiera in lingua italiana , e di altri giudiziosi scritti pure in lingua italiana . Bisogna dunque dire che la rivoluzione politica , da cui la nostra cara penisola è da omai due anni contristata , sia in buon accordo col protestantismo , dacché questo , solo oggi , e dopo appunto che quella gli ha , direm così , preparato il terreno ; solo oggi e non prima , anzi non prima che dessa prevalesse in Italia , osa annunciare solennemente l ’ invio de ’ suoi missionari fra noi . E perché questo può dirsi con tutta ragione , non si vedrà per conseguenza inopportuno di far avvertiti per ogni via i cattolici , e massime i padri a tenersi in guardia per le loro famiglie dall ’ influsso dell ’ annunciata missione , la quale , proponendosi di agire anche mediante scritti giudiziosi in italiano , può giustamente temersi che ricorrerà senza meno al mezzo degli almanacchi , siccome è noto che vi è già ricorso un di lei precursore in altra contrada del cattolico nostro paese . Per tale evenienza Il Vero Amico viene spontaneo alla luce all ’ effetto di premunire i cattolici contro siffatto genere d ’ insidie . E perché inoltre può dirsi con tutto fondamento che la rivoluzione e il protestantismo sono di buona intesa fra loro , così sarà utile dare un cenno dei fatti che formano la storia dell ’ una e dell ’ altra . Dei fatti di quella , limitandoci al decennio contemporaneo , direm brevi parole in questa prefazione ; e del protestantesimo che osa venire ad inaugurarsi fra noi , registreremo le principali gesta , od in note , od in riscontri storici mese per mese nel corpo dell ’ almanacco . Così il savio lettore cattolico conoscerà di che mala razza siano entrambi . La rivoluzione che da dieci anni ha messe le radici in Piemonte , all ’ udire quei Dulcamara che governano in di lei nome , è altamente favorevole allo sviluppo del sentimento religioso . Confrontinsi le di lei opere coi precetti del Decalogo , il quale è la legge comune di noi cattolici , e si vedrà quanto sia menzognero siffatto vanto . Comanda primieramente il Signore nel Decalogo “ di non aver altro Dio fuori di lui ” e con ciò proibisce la libertà dei culti ; ma la rivoluzione ha invece proclamata questa libertà , in virtù della quale si sono già eretti tempi valdesi , chiese nazionali , e si è fatto diritto ai protestanti , agli scismatici , agli eretici d ’ ogni genere , mormoni , quacqueri , turchi , di dogmatizzare a lor moda e combattere direttamente la religione degli Italiani , di seminar Bibbie falsificate , e di predicare infine ad uditori prezzolati siccome ha fatto specialmente il famoso apostata frate Gavazzi in Toscana ed in Napoli . Il Signore comanda altresì “ di non pigliare il nome di Dio invano ” ed ordina perciò anche l ’ osservanza dei giuramenti e delle promesse fatte in nome suo . Or bene : la rivoluzione , appena divenuta al potere del paese ha rotti i Concordati colla Santa Sede , sì in Piemonte che in Lombardia , ed altrove ; non rende ai legittimi principi i territori che ha riconosciuto loro spettare in nome della SS . Trinità nel trattato di Zurigo ; non paga i tributi dovuti al Papa in forza di antiche convenzioni ; non rimette ai frati di Lombardia i beni che si è obbligata a Zurigo di restituir loro , e viola tutto giorno la promessa di pace che diede solennemente in quel trattato . I giornali poi che le sono devoti bestemmiano e profanano quotidianamente il nome di Dio , e si fanno beffa della nostra fede . “ Ricordati di santificare le feste ” comanda in terzo luogo il Signore . La rivoluzione colla famosa legge Siccardi , in onta dell ’ opposizione della Santa Sede , si arrogò sacrilegamente l ’ autorità di sopprimere alquante feste in Piemonte , e notizie anche di fresca data assicurano che non rispetta poi neppur quelle che ha conservate ; ed una delle prime cose che ora ha fatto in Napoli è stata quella di sopprimere varie feste votive di quella città . “ Onora il padre e la madre ” dice il quarto comandamento del Decalogo . Proclamando la rivoluzione la libertà di opinione di coscienza , rompe nell ’ ordine domestico il vincolo di soggezione da cui per legge di natura sono tenuti i figli verso i genitori , e così distrugge la veneranda autorità del potere paterno , che è la base dell ’ ordine sociale . Chi è cattolico inoltre ha per madre la Chiesa , e per padre il romano Pontefice . La rivoluzione ha usurpato i domini della Chiesa e del Papa ; si richiamano di queste usurpazioni le allocuzioni del Sommo Pontefice Pio IX , le pastorali de ’ vescovi , le proteste del popolo cattolico ; lo dicono i vescovi in esiglio , i cardinali prigioni , il clero spogliato ecc . ecc . ; ed essa , sconosce i richiami , e le proteste , e continua ad offendere il Signore anche in questo . Dice il quinto comandamento “ non ucciderai ” e la rivoluzione , movendo ingiustamente la guerra ai poteri costituiti e specialmente al Papa è rea di tanti omicidi , quanti sono coloro che morirono nelle guerre avvenute dal maggio 1859 in avanti , e quante sono le vittime fatte fuori della guerra , come a dire l ’ innocente sacerdote fucilato in Perugia , e i tanti fedeli sudditi di re Francesco II fucilati nelle Due Sicilie . Riguardo al sesto precetto “ non maechaberis ” basterà ricordare che già la rivoluzione si dié cura di regolare con leggi che hanno la data del 1855 e del 1857 il libero esercizio dell ’ immoralità , ed ora , conforme lo ha pur notato ultimamente Pio IX nella sua allocuzione del 28 settembre prossimo scorso , appena messo il piede nelle Marche e nell ’ Umbria , ha proclamato il diritto del mal costume . “ Non ruberai ” dice il settimo precetto ; e la rivoluzione non solo non può dirlo d ’ averlo osservato , ma anzi lo rinnega in principio , e non si vergogna così d ’ aver rubato , ma ben anco si mostra disposta a rubare tutto quello che può . Ruba gli Stati , ruba i patrimoni dei principi ; spoglia i Corpi religiosi non che gli individui , nel mentre protesta di rispettare a tutti il diritto di proprietà , nel mentre condanna la confisca che usava in altri tempi , e che alla fin fine si applicava in pene di delitti contemplati dalla legge , e commessi da coloro cui veniva inflitta ; ruba infine ai popoli coi prestiti , e colle imposte , dei quali si crea il bisogno colla sua avventata amministrazione . “ Non dire falso testimonio contro il tuo prossimo ” prescrive l ’ ottavo precetto del Signore ; e la rivoluzione dopo aver denigrato per i trivi i governi costituiti in Italia , s ’ incaricò di deporre il falso contro di loro , e massime contro il Papa nel famoso congresso di Parigi , dove accusò di cattiva la legislazione pontificia , mentre per avviso degli intelligenti è migliore di quella di Francia e dello stesso Piemonte il cui Parlamento rese siffatta testimonianza ; e dove denunciò in pericolo di perturbazioni politiche gli altri Stati , e molestato da bande di ladri quello del Papa , mentre niuna perturbazione vi ebbe mai luogo , e vi riusciron male all ’ incontro quelle spedite da Sarzana e da Genova , paesi soggetti al Piemonte ; e mentre i ladri , avanzo della rivoluzione del 1848 , erano già stati in allora distrutti nelle Romagne ed invece crebbero a dismisura in Piemonte , fino al punto che un giorno furon levati d ’ in sul naso gli occhiali ad un giudice , ed in un altro la stampa non ebbe rossore di manifestare simpatie per certo Mottino celebre masnadiere , e di intercederne la salvezza contro il voto della legge che lo dannava a morte pe ’ suoi misfatti . Il Decalogo comanda eziandio di “ non desiderare la roba degli altri . ” I fatti di cui siamo testimoni e di cui abbiamo dato cenno ci dicono se la rivoluzione desideri o no la roba altrui . Finalmente il Signore vieta un altro genere di desideri ; ma la rivoluzione colla proclamata libertà delle opinioni e delle credenze , coll ’ esempio di usurpare l ’ altrui , col licenziare per legge la vita immorale , non può farsi scrupolo di un desiderio che la legge del Signore proscrive ; sicché non uno dei precetti del Decalogo è stato ed è da essa osservato . E dopo tutto ciò ognuno ben vede che dessi non è , come si vanta , favorevole allo sviluppo del sentimento religioso . È invece altamente contraria ; e se tale non fosse , come oserebbe il protestantesimo farsi innanzi sui di lei passi ? Stiam dunque all ’ erta . Diffidiamo di coloro che belli di siffatte millanterie rigettano il dominio temporale del Papa ; perché questa è la via che conduce a rigettare anche la spirituale autorità . Vegliamo . La rivoluzione si leva la maschera : dopo aver distrutto i troni , si avventa all ’ altare ; cerca di strapparci dal grembo della cattolica Chiesa . Provvediamo alla nostra fede , e guardiamoci dalle insidie che ci tendono i nemici di essa .
StampaPeriodica ,
Seguitiamo il nostro costituzionale , che dopo quella stretta di mano data al vecchio Francesco , non so poi se tanto di cuore , se ne va frettoloso verso il Palazzo della comunità colla idea in testa , secondo il suo solito , di aver molto da fare . L ’ avere trovato un antico suo camerata , le loro opinioni così disparate , il caldo discorso fra loro tenuto , ed i nomi di quei sublimi ingegni italiani , tutte queste idee insomma gli frastornarono il cervello per tutto il rimanente della giornata , così che neppure il lasciarono riposare tranquillamente nel corso della notte che segui . Alzatosi prima dell ’ usato , tenta acquetare il suo spirito ancor conturbato , e dopo qualche fiero contrasto : “ No non può essere , ” grida fra se stesso , “ non può essere . ” E se pur vuol togliersi da quella penosa incertezza gli fa d ’ uopo risolversi di tornare a Francesco e rinnovare con lui la battaglia del dì prima . “ Bisogna che vada : ” e va dritto alla casa di lui , come un cavallo alla corsa . E già vi sarebbe giunto colla velocità del fulmine , se un tristarello di ragazzo , di dieci anni all ’ incirca , condotto per forza alla scuola dalla madre , non lo avesse ad un istante fermato , e fatto trasecolare per una corona lunghissima di villanie e di ingiurie che quegli , avvelenato come una vipera , scagliava , dimenandosi ed urlando , in faccia a chi l ’ aveva partorito . Non poté a meno allora il nostro messer Pancrazio , a quella serie di lunghi improperi , di porsi in tutta la sua dignità , ed alzando la voce sgridare forte quell ’ insolente : “ E chi ti ha insegnato , fanciullaccio indegno , ” gridò , “ di trattare così tua madre ? ... Non so perché mi stia ... ” e volea , in così dire , accostarsi e dargliene una buona dose . Ma il ragazzo più inviperito che prima da quella paternale , staccatosi con violenza dalla madre , e preso un grosso sasso : “ Codinaccio ... brigantaccio , ” cominciò a gridare a piena gola correndogli incontro , “ che c ’ entri tu spione pagato ?...” O vi assicuro io che era serpente da non far ridere , se la madre non fosse corsa a disarmarlo , e trarlo indietro . Pancrazio , raccomandandosi alle sue gambe , giunse alla casa del vecchio Francesco ripetendo ancora entro se stesso il complimento ricevuto : “ A me codinaccio ! a me brigan ... taccio ... a me ! Questi figli sono indegni dell ’Italia.” Entrato , e narrato a Francesco il caso fierissimo , e come egli , nell ’ istante in che esercitar volea un atto di vera filantropia , avesse colto così male ... e da un fanciullo di pochi anni : “ E non inarcate voi le ciglia , ” disse al vecchio , “ non fate le profonde meraviglie per tanta impudenza ? ” Francesco . Inarcar le ciglie ! Meraviglia profonda ! Ma io me la rido di queste cose . La meraviglia mi nasce in petto per voi , caro amico , che volendo pur essere tra i rigeneratori d ’ Italia , vi perdete ed affondate nel primo ruscello che trovate per istrada . Questo , mio caro , è un dolce in paragone delle cose che si preparano . E che direte dunque quando questi serpentini e viperette saranno divenuti serpentacci a sonaglio da divorarci tutti quanti ? Quando questa generazione crescente , allevata come bestie , senza Dio , e senza principî neppur naturali , fatta adulta finirà di trascinare la società all ’ ultima sua rovina ? Allora , altro che ragazzi insolenti ! altro che sassi ! Pancrazio . Ma lo vedo anch ’ io che così non si va ... e che si cammina a sghembo . Ma come si fa adunque ? Non vi è altro mezzo che una savia severa Costituzione . È poi sempre quello che dico io . Francesco . Ma che mi andate costituzionando voi per l ’ amore del cielo . Queste sono baie , ed è un gridar alla luna . Pancrazio . Ma come vorreste adunque fare ? Francesco . Come vorrei fare ? Ecco . L ’ uomo ha un cuore , ed è questo cuore che è guasto e corrotto . Bisogna adunque parlare a questo cuore , e non frastornar le orecchie dell ’ uomo con paroloni sesquipedali che alterano , irritano e nulla più ; e parlando a questo bisogna far ogni possa per richiamare le famiglie , che costituiscono la società , al tipo originale nel quale Dio le creò da principio . Ma chi è , mio caro , che all ’ uman cuore possa parlare , e fargli cangiar strada , se non la religione cattolica che è unica figlia di quel Dio che solo ha potere sull ’ uomo , perché sua creatura ? Pancrazio . Dunque in una savia , buona Costituzione voi non sperate ? Francesco . Nulla , nulla io spero nelle istituzioni puramente umane per chiamare l ’ uomo al suo dovere . E quale speranza può avere nei moderni ritrovati , chi con qualche senno rifletta che essi sono tutti figli legittimi del centiforme protestantismo , e dell ’ umano pensiero sfrenato e reso indipendente da Dio ? Sapete quando io incomincierò a sperare un ’ era novella di pace non fittizia , e di vera vita ? Quando , passato il parossismo della febbre di che è oggi agitata la società , si incomincerà a capire che il tipo vero della società domestica è basato su quello della Società divina delle tre divine auguste Persone , secondo il dogma cattolico , e saremo tutti convinti che l ’ autorità paterna , a cui fa capo la società di famiglia , viene dirittamente dall ’ Autorità paterna divina , contrassegnata così distintamente nella prima parola della preghiera cattolica , Pater , Padre . Scuotete questa verità , ed ecco scossa la base della domestica società , e quindi della intera società umana , che di tutte le famiglie è composta . E come volete , per l ’ amor del cielo , che la società di famiglia possa a lungo durare senza un vero legame che abbia forza di tener collegati i membri che la compongono ? Come il figlio riconoscerà l ’ autorità paterna , egli che nega , si ride della paterna Autorità divina , né sa , né vuole pronunziare quel nome Padre ; e si vergogna di pronunziarlo ? Come rispetterà l ’ autorità paterna , egli che sconosce e bestemmia la fonte da cui deriva ? Se Dio Padre risuona un essere quasi tiranno ... come risuonerà il nome di un padre che è solo autore secondario di una vita puramente materiale ? Voi dunque vedete , che il male della società è posto in questo , che cioè gli elementi che la compongono , e sono le famiglie , sono guasti e corrotti . Pretendere adunque di riorganizzare , e con istituzioni esclusivamente umane , la grande famiglia sociale , senza prima porre nell ’ ordine la società domestica , è pazzia da ospedale . Pretendere poi di chiamare all ’ ordine questa società di famiglia o domestica , che è la stessa cosa , senza restituirla al suo vincolo naturale che è l ’ Autorità divina , la quale ne forma la sua base , è la pazzia delle pazzie . Del resto , seguite pure ad invocare rimedi materiali ; andate , andate di questo passo , e poi vedrete se si terminerà per fiaccarsi una volta per sempre la testa . Leggete le opere dei grandi uomini di questo secolo , e sentirete quale intima relazione havvi fra la miscredenza e lo inaridirsi e disseccarsi delle fonti del ben vivere sociale ; e come invece la religione , la fede mantenga le famiglie e la società nella loro vita e splendore . Dico di questo secolo , perché il fantastico vostro oscurantismo dei secoli passati non vi faccia rabbrividire . Pancrazio . La società non si studia ella altrove che nei libri ? Francesco . Pretendereste forse studiarla nei giornali , che son pur essi stampati ! Che diamine ! voi costituzionali , moderati , caldi o freddi che siate , che nol so , strombazzate tanto nei caffé , nelle case , per le strade il vostro amore di patria , che vi strugge , e poi non conoscete neppure i nomi di quei grandi uomini i quali , per essere nati nel secolo dei lumi , e per aver studiato la società da vicino dovrebbero in qualche modo meritare la vostra stima . Voi insomma volete medicare i mali della società a modo dei cerretani , con un po ’ di spirito e di cerotto ... ho capito . Pancrazio . Questa è un ’ offesa , un affronto ! Francesco . È una verità , e tanto basta perché si debba dire non ostante la guerra accanita che voi fate a lei , a quella libertà , che avete per altro sempre in bocca . Pancrazio . Non si può negare ; vedo io pure mille abusi ... Ma si penserà anche a questo ... si penserà ... Francesco . Oh per amor del cielo ! risparmiate questo novello sproposito . Che un governo , uno Stato alla moderna , possa prendersi della gran famiglia sociale un pensiero , e nudrire speranza di miglioramento , io non so , ma ... passi ... Ma che questo Stato possa ingerirsi della interna costituzione delle famiglie e mettere naso in casa altrui ... ah ! questo sarebbe una pazzia il pensarlo , sacrilegio il tentarlo ... Pancrazio . Oh diavolo ! Un sacrilegio ! Francesco . Sì , sì , un sacrilegio , perché il recinto delle mura che chiude una famiglia è sacro ed inviolabile , né alcuno ha il diritto di porvi il piede per comandarvi , se non fosse nel solo caso in che la famiglia disturbasse l ’ ordine pubblico ; perché unicamente il padre dalla natura , e dalla religione ne è costituito padrone e sovrano ... Dio solo , autore della natura , e oggetto della religione , è la fonte di questa sovranità paterna . Pancrazio . Eppure l ’ autorità della Chiesa ha preteso , e pretende ( se fosse lasciata libera ) di estendere la sua autorità fin dentro le domestiche mura , e di porre il naso come dite voi , in casa altrui . Francesco . Ma presto o tardi qui io vi voleva ? Questo Dio che solo può riordinare le famiglie sconvolte internamente , pretendete voi che discenda Egli in persona ad esercitare quest ’ opera ? Non si serve Egli de ’ suoi ministri ? E giacché voi me ne avete dato il destro , che fanno poi essi mai questi ministri del santuario , da voi chiamati mani morte , gente oziosa , se non tentare di ravvivare la società moribonda , chiamando a nuova vita le famiglie che la compongono ? E che fa egli un Ministro del Vangelo quando , ponendo una mano sul capo del fanciullo , gli dirige la mente , gli indirizza il cuore verso un Dio Padre da cui ogni paternità discende , se non allevare figli docili per la famiglia , buoni cittadini per la patria ? Pancrazio . E lo potranno essi sperare ... Francesco . Sì che lo possono sperare : e che l ’ esito del sacerdozio cattolico rapporto a questo riordinamento di cose sia sicuro , ne fanno prova i fatti tutti dai quali , a chiaro lume di aperto sole , emerge quale salutare influenza abbia la Chiesa nel ben essere domestico , e quindi sociale , quando essa è lasciata libera nel suo ministero , e senza bavaglio per poter parlare , e senza pastoie per poter additare la strada , che alla vera felicità conduce le famiglie ed i popoli . Ma per questo , il piede profano non deve inoltrarsi nel sacrario del sacerdozio , ed è ora una volta che i potenti , i grandi della terra facciano tregua alle basse ed umane gelosie verso la Chiesa , e si persuadano una volta a prova di fatti e presenti e passati , che la tranquillità pubblica e la fermezza dei troni sono una chimera colla Chiesa in ceppi , e in catene . Leggete , mio caro , leggete le storie imparziali , considerate le beatitudini presenti , e poi risponderete ... e poi mi direte . Pancrazio . Purtroppo , esaminando freddamente i fatti presenti ... Che volete ... purtroppo ... non avete tutto il torto . Ma non mi potrete però negare , che il moderno progresso abbia dato una grande spinta a quella vita di civiltà che i popoli vivono al presente , e che ... Francesco . Oh povero il mio fiato sprecato ! Di quale vita mi parlate voi , che il ciel vi salvi ? Se convenite meco , che le famiglie , delle quali la società è composta , sono fuori strada , e che solo colla forza religiosa possonsi ordinare , come mai un progresso tutto materiale può dare nuova vita ai popoli ? Pancrazio . E pure tant ’ è ... il negare tutto è troppo . Francesco . Vi ingannate ; nulla io nego per passione ; affermo il moderno progresso quale egli è realmente ; io nego poi quanto voi vel immaginate . Per ora , basti così . All ’ Ave Maria siete in libertà ? Pancrazio . Oh sì ! sempre quando voi volete ; a quell ’ ora io sarò da voi ; desidero propriamente farvi capire che ogni uomo sbaglia , e che questa volta voi pure ... Francesco . Potrebbe essere ... ma io non lo credo ... A rivederci adunque . Pancrazio . Sì , a rivederci .
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Ciascuno di voi , che abbia qualche dimestichezza co ’ giornali ( ed oggi chi non l ’ ha ? ) non appena avrà letto il titolo posto a capo di questa pagina : “ Oh ! ” certamente esclamerà , “ oh ! Il Veridico è risorto . Poverino ! ebbe appena pochi mesi di vita e fu morto dalle persecuzioni del fisco . Dopo essere stato nel sepolcro più lunga stagione che non visse , egli è risorto ... ” Adagio , miei cari lettori , non vi pigliate equivoco . L ’ è vero , che in fatto di giornalismo non sarebbero insoliti cotesti miracoli di risurrezione , di metamorfosi ed anche di metempsicosi . Ma il caso nostro non è siffatto . Il Veridico di buona memoria , che voi conoscete , era nativo , se vi ricorda , di Livorno . Pur troppo ! il povero diavolo ebbe corta vita , che di lui si poté dire : de utero translatus ad tumulum . E sapete qual fu il suo malanno o piuttosto la cagione di tutt ’ i suoi malanni ? ... Fu appunto il nome ch ’ ei si tolse , di Veridico . La scelta del nome non è faccenda da pigliare a gabbo : lo possono attestare i nostri babbi e le nostre mamme , che prima d ’ imporlo a ’ loro bimbi , tanto vi pensano e vi ripensano ; perciocché nel nome sta l ’ augurio o , come direbbono gli astrologi , l ’ oroscopo di tutta la vita avvenire del neonato . Ora il nome scelto per sé dal giornale livornese fu , per così dire , la cattiva stella , che lo fe ’ nascere tisicuzzo , lo fece vivere sempre malaticcio , finalmente lo trasse a morire assassinato ; e perché ? perché il suo nome non era del paese . Chi non sa , che ogni paese ha il vezzo de ’ suoi nomi , cioè l ’ innata simpatia per alcuni , e l ’ innata antipatia per altri ? Ed un paese signoreggiato dalla rivoluzione si potea sperare , che avesse simpatia e non piuttosto un odio implacabile col nome della verità ? La verità in certi luoghi e in certi tempi , è troppo , se può comparire velata o penetrarvi di soppiatto ; ma introdurla a visiera alzata e col proprio nome è impresa spesso disperata sempre dannosa . Ecco la cagione per cui Il Veridico di Livorno si morì tosto come fu nato a guisa di una pianta in clima non suo . Tanto ciò è vero , che quando lo spirito dell ’ estinto giornale passò ad informare un altro giornale col nome d ’ Ingenuo , esso poté vivere , come tuttora vive , alla meglio . Non è così ( la Dio mercè ) non è così per il nostro Veridico . Esso nasce qui in Roma , qui in Roma è destinato a vivere ; ed in Roma non vi è nome più patriottico di questo , perché Roma è la sede propria ed immancabile della verità . Al contrario gli altri nomi , che altrove sono in voga , imbellettati di patriottismo , di nazionalità , di patria , d ’ Italia e di che so io ... sono merce che in Roma si tiene a vile , perché qui se ne conosce l ’ orpello e la falsità . Il sin qui detto , o lettori , non solo basterebbe per farvi distinguere il Veridico romano dal Veridico livornese , ma forse anche a manifestarvi il carattere e lo scopo del nostro foglietto . Esso non intende ad altro che a dire un po ’ di verità , e di verità romane , e dirle principalmente a ’ Romani , e dirle anche alla romana . Mi spiegherò un tantino meglio sopra ciascuno di questi capi . Le verità che noi promettiamo di dire , si appellano romane in quel medesimo senso , per cui si appella romana la vera Chiesa , romana la vera religione . Dunque , dirà qualcuno di voi o lettori , il vostro foglio ci darà un poco di catechismo romano ? Io per verità non temerei di accettare cotesta espressione , come quella che non snatura anzi esprime il vero e più nobile carattere del giornalismo . Difatto se il giornalismo , come si dice , è la piccola moneta de ’ libri , qual libro , io domando , è più necessario , più utile , più degno di essere trasformato in piccola moneta del catechismo , del gran libro dell ’ umanità ? qual verità quivi non si contiene eminentemente ? o qual verità quindi non si deduce logicamente ? Ma le materie , di che oggi trattano principalmente i giornali , sono le materie politiche . E che ? stimate voi che le quistioni politiche sieno estranee al catechismo ? Eppure non è così ; il caporione della politica più satanica e più sfacciatamente nemica del catechismo e del decalogo , si meravigliava , che in fondo ad ogni quistione politica si trovasse la teologia . Ed un altro più saggio di lui gli rispondeva , che di ciò non era da meravigliarsene né punto né poco , perché in fondo ad ogni quistione si trova la scienza di Dio , come in fondo ad ogni cosa si trova ultimamente Iddio stesso . E oggi piucché mai cotesta verità si tocca con mani . Difatto tutta la matassa delle quistioni politiche , che oggi confondono e travagliano il mondo , sapete a che ultimamente si riduce ? alla quistione romana cioè ad una quistione religiosa . Questa quistione è il bandolo di tutta la matassa , e se non si pigliano le mosse da questa , la matassa non può che peggio arruffarsi . Il nostro Veridico adunque tratterà pure di politica , come esigono i tempi , ma sempre da veridico cioè da romano . E voi sperimenterete col fatto , che la politica romana , cioè della verità e del Vangelo , non è già quella scienza difficile ed arcana dei Gabinetti , non quella ciarliera de ’ Parlamenti , ma facile come la verità , semplice come il Vangelo . In secondo luogo abbiamo detto , che il nostro foglietto s ’ indirizza a Romani , e specialmente a voi , o buoni popolani di Roma , i quali e pel numero e per l ’ indole meritate sopra tutte le altre classi il nome di popolo romano . Voi siete in tutt ’ i momenti e in tutti luoghi , a mattina , a sera , alla bottega , al caffé , all ’ osterie , assordati da discorsi di politica . E non solo vi empiono la testa di chiacchiere e di menzogne , di speranze e di paure , ma , ch ’ è peggio , v ’ instillano nel cuore e nella mente certo veleno , che voi assorbite senz ’ avvedervene . Eglino sono maestri d ’ iniquità , che vengono pagati da una mano segreta appunto per esercitare questa missione di corrompere le povere plebi . Noi dunque concittadini vostri , a cui duole del vostro danno , noi pensiamo di stampare un foglietto periodico appositamente per voi , non tanto per farvi conoscere il vero stato delle cose , quanto per premunirvi contro le false dottrine de ’ demagoghi . In ultimo abbiamo promesso di esser Romani , anche nella maniera di dirvi la verità . E qual è cotesta maniera ? Chi dice , che il carattere del conversare romano è una nobile serietà ; chi dice , un acuto e giudizioso motteggiare . Io credo che sia l ’ una e l ’ altro , non come due qualità opposte e divise , ma come provenienti dalla stessa indole e saggiamente contemperate insieme : il popolo della filosofia stoica fu il popolo della satira . Epperò noi useremo l ’ una e l ’ altra forma , perché entrambe si adattano utilmente alla manifestazione della verità . Il nostro Veridico adunque non avrà due facce come il Giano degli antichi , perché l ’ esser bifronte è carattere della menzogna , ma prenderà opportunamente or l ’ una or l ’ altra fisonomia , or grave or faceta , or del filosofo Uticense or del satirico Venosino . Così daremo alla vostra curiosità un pascolo non solamente sano ma ancor piacevole , come una vivanda contemperata di due sapori . E tutto questo , o Romani , per un baiocco , né più spesso che una volta la settimana . Perciocché Il Veridico conosce fra le altre anche queste due verità , cioè che voi non avete né molto tempo né molti quattrini da spendere a giornali . Anzi egli stesso si studierà di raccomandarvi insieme con le altre cose buone la doppia economia del tempo e del denaro . Romani , Il Veridico non chiede da voi né stima , né fama , né lucro di sorta , ma solo che abbiate fede al suo nome . Ed appunto con ciò vi offre due valevoli garanzie della verità del suo nome , cioè il disinteresse e l ’ umiltà .
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“ L ' operaio dev ' essere istruito : s ' istruisca l ' operaio , e cadranno innanzi a lui l ' impostura , e la tirannide . ” Queste parole , se volete saperlo , sono di un eroe del nostro secolo dallo stile laconico , dette in una tornata democratica in Genova . L ’ eroe però non si avvide , che in senso assai diverso da quello in cui furono pronunziate suonarono una grande verità , una di quelle verità , ch ’ escono sovente di bocca anche agli stessi nemici della verità ; come , a cagione d ’ esempio , se ne sentirono dalla bocca di un Balaano indovino , e di Caifa , il peggiore forse dei nemici del Redentore . Or bene siccome appunto suonano una grande verità , così il Veridico se ne serve in questa prima comparsa per far conoscere il bisogno che ha il popolo operaio di essere istruito , ed annunziare , che non mancherà mai nelle sue colonne un articolo diretto a questa istruzione . Ma parliamo chiaro ; perché questa dev ’ essere sempre la sua divisa , di quale istruzione credete voi che si parli qui ? chi sa a che stramberie andate voi pensando . Non vi stancate il capo , vi risponde il Ve - ridico in due parole : di quella , di cui maggiormente v ’ è oggi bisogno , dell ’ istruzione religiosa anzitutto ; perché la sola religione è l ’ unica , vera , solidissima base d ’ ogni civiltà , d ’ ogni perfezionamento , d ’ ogni educazione , e ben essere dei popoli . Senza la religione , siatene sicuri , il mondo sociale non può durarla a lungo , ma è necessario che si sfaceli e cada in un orribile caos , in cui perduta ogni norma del lecito e dell ’ illecito , del giusto e dell ’ ingiusto , del vero e del falso non si conoscono più i nomi di diritto , di proprietà , di onestà , di soggezione , ma solo quelli del delitto , del sacrilegio , della rapina , del libertinaggio , dell ' anarchia . Esaminate , ma spassionatamente , i fatti che accadono poco lungi da noi , e conoscerete se sia proprio il Veridico che parla . E a questo orribile caos appunto i moderni sedicenti rigeneratori cercano di educare i popoli , sottraendoli totalmente con mille arti infernali ad ogni idea di Dio , di religione , di anima , d ’ immortalità , ed informandoli invece all ’ oscenità , alla licenza , alle turpitudini , alle bestemmie . E tutto questo sapete perché ? per formare in seguito del popolo operaio un automa , ossia per meglio intenderci , un materiale instromento nelle loro mani , che corrisponda e serva fedelmente ai loro perversi disegni . Il volgo , scusatemi , ma son Veridico e non posso tacere la verità , il volgo è ordinariamente ignorante , e nella sua ignoranza serve a meraviglia di eco e di portavoce , grida sovente al lupo , solo perché sente gridare gli altri , e si lascia facilmente allettare come il pesce dall ’ esca , che nasconde l ' amo avvelenato destinato a privarlo dolosamente di vita . Il Veridico adunque non la risparmierà a fatica per dimostrare al popolo la verità , e la santità della religione che professa , il rispetto , che perciò le deve coll ’ onestà della vita . Oltre a ciò si adopererà nello smascherare le ipocrisie dei maligni , nel confutare gli errori degli empi , nel ribattere le massime perverse anticattoliche della giornata a solo fine di preservare questo popolo , per quanto è possibile , dal torrente della corruzione e del pervertimento , in una parola farlo essere geloso del più prezioso tesoro che possieda , della religione cioè e della fede . Verificata così la prima parte della sentenza dell ’ eroe , istruito cioè il popolo nei religiosi doveri , si verificherà ancora la seconda , cioè cadranno innanzi a lui l ' impostura e la tirannide . In altri termini non sarà così facile a piegarsi come fragile canna ad ogni soffio di perversa dottrina ; saprà discernere i lupi sotto la pelle d ’ agnello ; saprà schermirsi dalle loro insidie maligne , e l ’ impostura e l ’ ipocrisia non potendo far più breccia nel popolo , sarà costretta a cadere senza meno esecrata e maledetta da tutti . Questo popolo allora sarà veramente libero dalla tirannide e dalla schiavitù , a cui gli umanitari del nostro secolo vogliono ad ogni costo ridurlo . Quale sia questa tirannide e schiavitù , il Veridico non si prende la pena di spiegarlo , perché troppo chiaramente lo dicono quei popoli infelici , che già ne sperimentano i lagrimevoli effetti nel dispotismo , nell ’ oppressione , nella fame , nella miseria , nelle imposte , nell ’ immoralità , nella irreligione , nelle ruine immense di anime , di corpo , di sostanze , di tutto .
LE ISTITUZIONI MODERNE ( FERDINANDO , 1869 )
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Mentre gli uomini di studio spendono la vita per approfondire le più importanti quistioni , e scioglierle al lume di una ragione perfezionata dalla scienza , muove a riso o meglio a sdegno la facilità , onde tutte si pretendono tolte da chi ha più sani i polmoni e robusta la voce . Non v ’ ha problema più intricato di filosofia , di economia , di politica , di religione , a cui codesti signori coll ’ usata loro franchezza non dichiarino di avere del tutto risposto . A udirli , questa nostra è l ’ età dell ’ oro , giacché il progresso ci ha finalmente condotti all ’ epoca , nella quale ogni piaga ha la sua panacea , ogni dolore il suo balsamo . Ed infatti , i nostri vecchi mostraronsi sempre paurosi , ove trattassero la tesi della realizzazione dell ’ autorità : codesti nostri maestri battendo palma a palma ci vanno assordando col grido di voto popolare , di suffragio universale . Nei tempi passati l ’ istruzione del popolo formò l ’ oggetto delle più gravi riflessioni per parte dei saggi , affinché la cognizione dei diritti non impedisse l ’ osservanza dei doveri ; oggi è assioma , che il popolo debba essere istruito sopra i singoli suoi diritti , e ci giganteggiano innanzi le Società operaie . Una volta cercavasi , che nelle scuole l ’ istruzione fosse animata dall ’ educazione ; adesso non si vuole che la prima , e la dote precipua che si esige in un maestro o professore si è che appartenga ad un partito più presto che ad un altro . Fra le tenebre dell ’ antica ignoranza ci spaventava il pauperismo , ma di mezzo alla luce dei tempi nostri esso va distruggendosi a meraviglia coi ricoveri di mendicità . Allora l ’ infanzia presentava un problema anzi intricato che no , giacché lasciarla ai genitori di condizione poveri era un fomentare l ’ ozio , l ’ immoralità ; levarla neppure , che era uno spogliare la società domestica d ’ ogni sua gloria ; era un assorbire i diritti della famiglia nella società civile , un aggravare lo Stato di pesi , che non gli appartengono : adesso tutto è deciso cogli asili d ’ infanzia , cogli asili rurali . Non è poi a dire se avvantaggi l ’ industria ed il commercio : sorgono per tutto associazioni : e per quanto spetta all ’ agricoltura , ci fioriscono i Comizi agrari , i quali inondano le campagne di macchine , ch ’ è un ’ infestazione . Di istituzioni pertanto non abbiamo certo difetto , ma come va , che tutti lamentano e gridano alla miseria , all ’ ignoranza ? È forse un male l ’ istruzione , l ’ industria ? Sono senz ’ altro da condannarsi le società operaie , i comizi agrari , i ricoveri di mendicità ? No , rispondiamo senza esitazione : il male non istà in genere nelle istituzioni , ma nello spirito , che le informa e guastale . I maestri del moderno incivilimento vogliono sostituita alla carità del Vangelo la filantropia , all ’ opera della Chiesa i calcoli della scienza umana . Si vuol persuadere al popolo , che senza Papa e preti esso godrà quella prosperità che parea un sogno sperare . Di qui la smania di fondare sempre nuovi stabilimenti e creare istituzioni novelle . Di qui il vezzo di proclamare in tutti i toni i diritti del popolo , senza fermarsi mai o solo di passaggio a spiegargli i suoi doveri . Non basta . Costoro vorrebbero confinata la destinazione dell ’ uomo entro la vita presente , e però si adoprano a tutta forza di seminare di rose il cammino ; affinché tra il vortice degli affari di terra e il fascino degli allettamenti d ’ ogni fatta perda di vista i beni che lo attendono oltre la tomba . Siccome poi la sola Chiesa collo spirito e colla grazia del suo divino Istitutore è capace di sciogliere praticamente i problemi tutti , che riguardano l ’ uomo ne ’ suoi rapporti con Dio , con se stesso , col genere umano , così coloro che disdegnano il suo magistero debbono contraddirsi ne ’ principi , ed arrivare ad uno scopo opposto al prefisso o vagheggiato . I moderni ed il popolo La Chiesa nell ’ istruire che fece sempre il popolo , cercò di educarlo alla rassegnazione , al lavoro , alla grandezza della Croce . Gli stessi Collegi d ’ arte non erano che altrettante confraternite , in cui gli associati oltreché all ’ incremento e alla perfezione dell ’ arte attendevano al culto religioso , ed all ’ esercizio delle virtù . Così a cagion d ’ esempio nel 1679 trovavansi a Roma trentadue di siffatte associazioni , nelle quali si promoveva il culto divino ed esercitavasi la carità verso i fratelli . Infatti l ’ Università dei fornai formatasi l ’ anno 1500 eresse a Maria uno de ’ più sontuosi e vaghi templi , officiandolo con isplendide e devote festività : serviva gli ammalati negli spedali ; dotava giovanette nubili , accompagnava i defunti alla sepoltura , e ne suffragava le anime . Quella dei cuochi , ch ’ ebbe vita nel 1513 , edificato ch ’ ebbe un oratorio , vi cantava nei giorni festivi l ’ uffizio della Vergine ; visitava infermi e carcerati . E così ripetasi delle altre . Fu dunque il catechismo cattolico la scuola fondamentale e primaria del popolo . Vi risero sopra i nostri rigeneratori , ed eccovi a miriadi i professori innalzar cattedre di pedagogia , di medicina , di filologia , di storia , coll ’ aggiuntivo di popolare , già ben s ’ intende . Intanto uno sciame di maestri e maestre inondare le nostre campagne , e spiegare lo scibile ai contadini , affinché con più gusto dopo avere sfogliato i libri custodiscano gli armenti e maneggino la marra ! ! ... Bravissimi , così va fatto ! Ma i frutti di codesto vostro insegnare dove sono ? Ve lo diremo noi , se ci vorrete leggere . Voi altri avete bisogno del popolo per condurre a termine certi vostri disegni : onde a parole gli fate attorno gran festa , lo incielate , gli promettete mirabilia : ed intanto il popolo impara dalla vostra scuola e dal vostro esempio a conoscere la sua forza e la sua potenza : e quando voi ottenuto che avete il compimento dei desideri vostri , volete persuadere al popolo di rimanere nella sua posizione , vi risponde cogli scioperi coi tumulti , e coi delitti d ’ ogni maniera . Ecco il risultato delle vostre scuole popolari . Ce ne congratuliamo , davvero ! Riguardo poi ai figliuoli del popolo , la Chiesa ha continuato a curarli con materno affetto imitando l ’ esempio del suo fondatore : ma in pari tempo ha sempre inculcato , che incombe ai genitori l ’ educazione fisica e morale dei figli . I moderni sulle tracce dell ’ Inghilterra sollevano i parenti dal peso della prole , e la affidano a mani mercenarie affinché cresca se non altro al canto per prodursi nei teatri e farvi la comparsa di coristi . Il padre e la madre affinché si considerino dati all ’ ufficio di educare uomini sono venerabili , ma spogliati di codesta sovrana dignità che cosa sono ? E come in questo caso ci si presenta il matrimonio ? Ci rispondano di grazia certi economisti , che hanno il mandato , non sappiamo da chi , di illuminare i popoli , con una scienza , che vantano nuova , mentre è tanto antica quanto è antico il paganesimo e la sua dottrina . Ma degli asili infantili ne parlò il Pierpaolo l ’ anno scorso . I moderni e gli studi La Chiesa ha sempre ripetuto ai giovani studiosi la sentenza “ Initium sapientiae est timor Domini ” e le scuole progredivano assai bene . I moderni la cancellarono , e vi sostituirono elaborati sistemi , metodi di pedagogia , professori di nuovo conio , tutti fior di scienziati , esami e sopraesami , licenze , lauree . Nei ginnasi le grammatiche si studiano non materialmente , come anticamente soleasi , ma con metodo logico : onde il ragazzino di sei anni ti fa l ’ analisi logica delle proposizioni , a mo ’ di Aristotele . Peccato , che in questa perfetta unità , sieno tante le nomenclature , quanti i grammatici ! I maestri poi prima di assidersi in cattedra sono andati alle scuole di pedagogia , ed hanno appreso il come trasfondere nelle altrui teste il loro sapere . Adesso non si trascura il latino , ma si concede quel posto , che merita , all ’ italiano . Nei licei , non più due ma tre anni . Vi si insegnano filosofia , matematica , storia , fisica , scienze naturali , letterature . Nelle università oltre ai corsi ordinari diretti dagli uomini grandi del secolo , si hanno gli straordinari in città determinate . Non mancano per tutto professori di filosofia del diritto , di filosofia della storia , di economia , di commercio . Ad eccitare i giovani allo studio , prima che entrino nelle università , presentansi ad una commissione di professori , che loro fanno l ’ onore di interrogarli nello scibile , intanto che i loro componimenti viaggiano a Firenze per essere esaminati e giudicati da una scelta di uomini consumati nelle lettere e nelle scienze . Ora dopo un tale apparato , ci dicano i signori della Pubblica Istruzione come vadano gli studi in Italia . Oh non c ’ è bisogno di tante interrogazioni . La risposta leggesi di continuo nei giornali italiani , annotata e documentata . Nel corrente anno 1868 i candidati in Italia che hanno offerto i loro componimenti in iscritto sono stati 2.853 . Di questi sono stati approvati 1.803 nell ’ italiano : 833 nel latino ; 1.252 nel greco : cioè a dire nell ’ italiano si è scartato il 37 per cento , nel latino il 71 per cento , nel greco il 57 per cento . In tutti e tre gli esperimenti poi soli 456 sono stati promossi , il 16 per cento ! ... Notisi poi che nell ’ anno scorso dopo tutte le prove scritte ed orali si ebbe soltanto il 16 per cento di candidati alla licenza , mentre nel corrente le sole prove scritte hanno ridotto già al 16 per cento gli ammessi all ’ esame orale . I moderni e i ricoveri di mendicità Riguardo al problema della povertà , dell ’ accattonaggio e che so io la sana filosofia ha insegnato , che l ’ unico mezzo se non per estirpare almeno per diminuire il pauperismo si è di radicare nelle moltitudini i principi della morale cristiana . Tutto il resto o non giova o nuoce . L ’ esempio dell ’ Inghilterra persuada gli economisti i quali vogliono abolita l ’ elemosina , perché incoraggia la mendicità vagabonda , la poltroneria , e tende a distruggere l ’ industria ; lo scrisse fra gli altri il barone di Biefeld nelle sue Istituzioni Politiche . Ora per togliere di mezzo l ’ elemosina , aprono case e collegi di poveri , proibendo l ’ accattonaggio . Noi lo ripetiamo una volta ancora ; s ’ informino le moltitudini alle massime del cristianesimo , ed allora i popoli non ci presenteranno lo spettacolo continuo in Londra , dove si tolgono i diritti più sacrosanti all ’ uomo coll ’ imprigionarlo , se vuolsi , nobilmente , per l ’ unico delitto , che è povero e che stende una mano al passeggero affine di chiedere un soccorso . La prima condizione alla licitezza di una qualunque istituzione si è , ch ’ essa rispetti l ’ umana personalità . Non sarebbe vanto di civiltà il potere affermare , che per le strade non s ’ incontrano mendicanti , ove questi fossero impediti dalla forza d ’ elemosinare ; sarebbe bensì gloria verace per un popolo l ’ additare i suoi figli dediti alla fatica e alla moralità di guisa da non abbisognare , finché loro duri la sanità , d ’ andar vagando per le vie . Gli uomini poi debbono essere condotti al lavoro dal sentimento del dovere , non dal braccio della forza . In quest ’ ultimo caso torneremmo alla tirannide della schiavitù , ingentilita con apparenze più o meno leggiadre e con forme moderne . Lo Stato ove avesse il debito di proibire colla coazione l ’ ozio e gli oziosi dovrebbe aprire altri stabilimenti per quegli infiniti di numero che sprecano l ’ ingegno e le forze in mezzo allo stravizio , mentre giovare potrebbero alle famiglie e alla società . Bisognerà dunque conchiudere , che vi ha una scienza economica da applicare ai poveretti , ed una tutta diversa per gli altri ? Almeno si mostrano più sinceri quegli autori , i quali applaudono al sistema inglese , perché toglie l ’ incomodo d ’ incontrarsi ad ogni tratto in luride facce ed in cenciosi , che col puzzo contrastano colle essenze odorose , onde van profumati i bellimbusti e le femminette ; così per non esser contristati dall ’ aspetto della bara , il secolo vuole , che si trasportino i morti a determinate ore e per luoghi al possibile solitari ! È poi ridicola davvero la pretesa , che l ’ erario debba provvedere a tutti li mendici . Non pochi economisti la dichiarano impossibile . L ’ importante in questa materia è , che vadano d ’ accordo l ’ autorità pubblica e la carità dei privati ; e così cerchisi d ’ evitare i due fatali opposti eccessi e di lasciare in balía dei soli privati l ’ amministrazione degli istituti di carità , e di centralizzare tutte le opere pie . I moderni e l ’ industria Tutti sanno apprezzare i vantaggi , che ridondano alla civiltà dei popoli dall ’ industria e dal commercio ; e senza aver fatto studi profondi in fatto di economia tutti purché forniti d ’ un sano criterio applaudono alle utili scoperte ed invenzioni , onde si onora l ’ ingegno dell ’ uomo . Ma l ’ esaltare siffatti progressi materiali a scapito degli interessi morali non è opera di senno , è effetto di passione . Ora il far dipendere la prosperità delle nazioni dalla febbre di codesti materiali vantaggi : il misurare la loro floridezza alla stregua delle macchine , oh questo non può cadere in mente , che ad uomini educati alla scuola dell ’ utilitarismo ! Il perché quando voi economisti vogliate intessere il panegirico dei vostri trovati , tenete il nostro avviso . Mostrateci il popolo costumato e contento della sua posizione ; migliorate le singole condizioni ; ed allora passate alla descrizione delle vostre macchine , ché noi altamente vi loderemo e saluteremo in voi i benefattori dell ’ umanità . Ma fintanto , che il pauperismo cresce , ed aumenta l ’ immoralità , che il danaro si concentra in poche mani , voi potrete dire , che la scuola inglese fa progressi , non mai vantarvi d ’ essere i padri della società . Ma non capite , che la felicità dei popoli dipende anzi tutto dalla moralità : per cui mantenere ed accrescere ci vogliono ben altri principî , che non gl ’ invocati da voi . E qui rivolgendoci a quei dabbenuomini , paghi all ’ apparenza , daremo loro un consiglio . Prima di giudicare di una qualsiasi istituzione mirate ai principi tutti , che la informano , al fine proposito , ai mezzi di esecuzione , agli uomini che la dirigono : se in qualche punto patisse difetto di onestà , ricordatevi l ’ antico adagio Bonum ex integra causa , malum ex quocumque defectu e guardatevi dall ’ associarvi a coloro , che la vogliono introdotta . Se un Comizio agrario , ad esempio zelasse anzitutto nelle campagne il bene della religione e della moralità , e poi cercasse d ’ istruire quella buona gente sopra i mezzi possibili a far meglio prosperare l ’ agricoltura , sia benedetto : ogni onesto uomo dovrebbe esaltarlo . Se un altro all ’ incontro buccinasse all ’ orecchio dei contadini , che le troppe feste intralciano i lavori , e che farebbe mestieri ridurne il numero , non potrebbe certo essere frequentato da chi vantasi cattolico . Se un terzo non occupandosi né di religione né di morale perdesse il tempo in grandiosi progetti , in politiche declamazioni , in teorie brillanti di agricoltura , ed in filosofiche e giuridiche dissertazioni senza discendere ad una pratica attuale , riuscirebbe inutile , ed ingenererebbe anzi sospetto , che l ’ associazione fosse diretta a tutt ’ altro scopo . Così se gli asili infantili sotto la sorveglianza dell ’ autorità ecclesiastica raccogliessero i bambini orfani , o quei che assolutamente non possono ricevere un ’ educazione proporzionata al loro stato , cercando che un altro istituto li ricevesse a quell ’ età , in cui escono dallo stabilimento infantile , sarebbero altamente da commendare e da promuovere . Che se all ’ incontro diretti fossero da uomini apertamente ostili al cattolicismo , coll ’ intendimento più o meno manifesto di sostituire all ’ autorità paterna la loro e di eliminare dall ’ educazione i parrochi ed i sacerdoti , oh in questo caso si dovrebbero con tutto il calore condannare e proscrivere . Riuscirebbero poi affatto inutili , quando i giovanetti giunti all ’ età più pericolosa fossero trascurati e gettati sulla via . Alla stessa maniera se i ricoveri di mendicità ricevessero quei poveri , che spontanei chiedessero d ’ entrarvi , ovvero gl ’ infermicci , i vecchi od anche i discoli , ove fossero sotto l ’ influenza dell ’ autorità ecclesiastica in ciò segnatamente che la riguarda , non avremmo da eccepire ; ma che abbiano a servire come da ergastolo o , se vuolsi meglio , di collegio ; non finiamo d ’ intenderlo : né le altitonanti parole di qualche nostro professore han potuto convincerci . Intanto a compimento di questo articolo ripeteremo ciò che a proposito degli asili rurali fu scritto altra volta . Noi avevamo molte pie istituzioni , provate ottime dalla sperienza : ora perché invece d ’ ampliarle e migliorarle sonosi distrutte ? Possibile , che i nostri padri fossero sì poveri di mente e di cuore da non esser capaci che d ’ imprese inutili o dannose ?