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> anno_i:[1880 TO 1910}
CRONACA ( - , 1890 )
StampaQuotidiana ,
Sono più schiavi di prima . Alcuni processi svoltisi recentemente al Tribunale contro poveri operai ci fanno riflettere sull ' abbassamento cui furon ridotti gli operai stessi in alcune officine , abbassamento notevole oggidì di fronte alla fierezza ostentata , anzi di fronte ad una cotale smania di mostrare riluttanza agli insegnamenti della Chiesa . Un dì erano artieri condannati a qualche anno di carcere per poche lire di merce furata al padrone , un altro una disgraziata popolana che si buscava un mese di carcere per un boccettino d ' olio medicinale del valore di una lira e quindici centesimi portato via dall ' officina Erba ; e così dicasi di altri che toccarono due , tre , sei mesi di carcere per cose di egual natura . E naturale che noi non istiamo a scagionarli ; ci fermiamo però sul modo onde furono scoperti ; mentre uscivano dalla officina furono perquisiti , e trovati in fallo . Ora quando si pensa che in molte officine la perquisizione agli operai è divenuta consueta , e che la consuetudine si va generalizzando , si presenta spontanea alla mente la riflessione che gli operai non debbano sentirsene molto lusingati nel loro amor proprio . D ' altronde noi pensiamo : ecco a che siam giunti ; quando gli operai aveano meno in dispetto la Chiesa , quando non faceano pompa di essere emancipati dai cosidetti pregiudizii , erano dai padroni reputati più onesti ; aveano sul collo , è vero , l ' enorme , insopportabile , l ' intollerabile giogo dei preti , ma non toccava loro la delizia di doversi fermare sempre alla porta delle officine per vedersi perquisire come sospetti ladri . Dicano un po ' se si trovano contenti del cambio .
A CRISI RISOLUTA ( SERAO MATILDE , 1906 )
StampaQuotidiana ,
Pare impossibile , ma non è soltanto nei corridoi di Montecitorio , non è soltanto nei circoli e nei caffè , non è soltanto nelle farmacie di provincia , che la crisi ministeriale e la sua risoluzione hanno tenuto gli animi sospesi , hanno acceso vivissime discussioni , hanno provocato polemiche e questioni personali ; perfino nelle famiglie , nelle semplici , modeste famiglie borghesi , questo periodo di disfacimenti o di rifacimenti , di dicerie , di previsioni , di calcoli e di critiche , di speranze e di delusioni , si è riverberato , intensamente . E vi sono stati malumori , lotte , apostrofi violente e scene terribili , seguite da crisi non politiche , ma nervose . La famiglia era , per esempio , così divisa : il padre , sonniniano , uomo del centro con simpatie per la sinistra , nemico giurato dei sussidi alla stampa ufficiosa e delle note della sarta ; la madre , ammiratrice di Rudinì , per la sua bella barba e per la caramella , con profonde simpatie per la destra , la quale , secondo lei e secondo il Vangelo , non doveva neppure preoccuparsi di quel che facesse la sinistra , nello stesso modo che lei non si preoccupava punto almeno a quel che dicevano le lingue malefiche delle coinquiline di quel che facesse Sisina , la figliuola , quando inviava marconigrammi allo studente di fronte ; il figlio maggiore , marcoriano , con un programma radicale , tanto radicale da voler riformata di sana pianta tutta la mobilia del salotto che , secondo lui , era divenuta indecente ; il figlio minore , socialista accanito , amico per la pelle del proletariato e , conseguentemente , della serva di casa , da lui iniziata alle dottrine di Carlo Marx , con grave danno dell ' arrosto domestico , troppo spesso bruciato dal fuoco della rivolta ; Sisina , la figliuola , di colore incerto , ma di opposizione a tutti i ministeri per spirito di contraddizione e per reazione alla tirannia paterna e fraterna . S ' immagina quel che è stato , questa famiglia , per otto giorni : a tavola , tra i maccheroni e la costoletta alla milanese , Giolitti e Sonnino venivano a conflitto , si mangiava Cocco Ortu al tegame , si metteva Gallo allo spiedo o ai ... Ferri ; il signore caricava la folla in nome dell ' ordine , il figlio maggiore tuonava contro il forcaiolismo , il minore faceva dell ' ostruzionismo fracassando i piatti , la signora invocava un intervento della forza , in persona di suo cugino Alberto , maggiore di artiglieria , e Sisina profittava del frastuono per correre alla finestra e comunicare gli ultimi dispacci della Stefani domestica allo studente di fronte ... La crisi risoluta , ora ha calmato gli animi : con Giolitti c ' è modo di intendersi , e il padre ha deposto le armi ; tutti gli altri hanno assunto un contegno di benevola aspettativa ; la signora si è riserbato di pronunziarsi dopo un colloquio con Alberto , e Sisina spera moltissimo in un sottoportafogli per Gigi , studente di quarto anno di legge , è vero , ma largo parente di un compare di Gianturco ... E gli telegrafa , ogni giorno , a segni : Nessuna notizia da Roma ? Che ti scrivono , da Avigliano ?
ASTENSIONE ( - , 1890 )
StampaQuotidiana ,
Domani la massoneria italiana che comanda a Crispi , ministro onnipotente , primo consigliere di Casa Savoia , apre le urne politiche italiane . La massoneria che inspira le leggi , le quali sono concretate dal ministero , Conclave dei 33 , e vengono approvate dalle camere servili composte di massoni , ha presentato le liste dei candidati alla deputazione , e le associazioni massoniche unite alla stampa liberale battono la gran cassa perché quelle liste siano votate . Saranno votate . Il ministero ha tutto in sua mano . Impiegati , magistrati , esercito , pensionati , beneficati , aspiranti alle prebende dello Stato , affigliati alla setta tenebrosa che spinge sulle carriere lucrose i suoi fedeli . Saranno votate quelle liste massoniche . Vi saranno deputati fatti col danaro del popolo italiano , col danaro tolto di tasca ai cittadini che lavorano e pagano sino a impoverirsi . Vi saranno i deputati fatti col danaro straniero , dell ' internazionalismo , del Cernuschi rinnegato italiano . La libertà degli elettori è un mito , una canzonatura . Si devono notare le liste preparate . Non si può scegliere tra i migliori cittadini ; tutto è stato manipolato previamente nelle camorre degli interessati . Se voi andate a votare per un galantuomo di cui conoscete la onestà , voi divenite ridicolo . Dovete credere alla massoneria che vi porta in casa il nome del candidato ; dovete credere al giornale venduto alla massoneria ; dovete ritenere che il meglio per voi è di ciecamente obbedire alla setta scellerata che spadroneggia in Italia . Usciranno dalle urne i deputati . Costretti a seguire il programma loro imposto dai manipolatori delle elezioni , sono essi stessi privi di libertà , non possono curare gli interessi del popolo , divengono gli schiavi di un furbo ministro , il quale è protetto dal misterioso potere settario . Gli elettori che non hanno potuto eleggere liberamente il deputato , che sono stati sopraffatti dalle influenze di chi ha il potere , dai raggiri di chi vi agogna , dal danaro o nazionale o straniero , si trovano poi di aver tessuto a se stessi la camicia di forza che li opprime . Gli elettori capiscono poi che si sono preparati essi stessi la corda che li strangola . I loro deputati , che sono deputati di tutt ' altro che del paese , se ne infischiano degli elettori e del paese . Grandeggiano , servono , votano , fanno affari , e avanti ; Codici , Opere Pie , leggi di polizia , spese pazze , tasse enormi , scorticanti , misure capricciose e compromettenti la pace e la prosperità del paese tutto approvano , tutto lasciano passare . C ' è ancora bisogno di raccomandare la astensione ? I liberali , i massoni , i scorticatori nemici d ' Italia , colle armi e coll ' oro straniero , colla menzogna e colla violenza , hanno costituito un impianto di cose che giovano a loro soltanto , non permettono di reagire efficacemente . Essi hanno organizzato la tirannia , e in modo che a volerli noi combattere coi mezzi che essi hanno introdotti come organismo e esercizio di vita politica , noi dovremmo rinunziare alla coscienza nostra . Hanno messo in terra le croci colla immagine di Gesù Cristo onde se noi volessimo entrare nel loro edificio parlamentare fossimo costretti a calpestarle . Il liberalismo usa della armi che lo rendono insuperabile nella sua cittadella ; se noi diamo mano a tali armi , se prendiamo parte al lavoro parlamentare , noi feriamo noi stessi . Non ci rimane che l ' astensione ; cavar sangue ai partiti liberali , renderli anemici , isolarli , costringerli a riconoscere che devono cessare dalla ingiustizia che essi hanno eretta a sistema di pubblica vita . Quindi l ' astensione . Non si dica che noi confessiamo impotenza . Gli inviti dei liberali speranzosi di aiuto nostro , le loro sollecitazioni , gli inganni , il ricorso agli Abbati , i sofismi e le citazioni del Vangelo e dei Teologi , per indurci a votare , dimostrano che impotenti come non siamo così non siamo tenuti . Ma vi sono momenti critici nella storia dei popoli ; vi sono aberrazioni che sovvertono l ' andamento delle cose ; talvolta il fango sale in alto . Ci troviamo in uno di questi momenti , e il fango precipiterà nelle cloache se noi non lo sosterremo . Astensione , dunque ; non lo sosteniamo il fango ; che il fango precipiti . Astensione . I moderati non esistono più . Il cielo ha permesso che fossero fulminati . Lo meritarono . Non votiamo dunque pei moderati . Erano i seminatori della zizzania nel campo italiano , l ' inimicus homo , il fariseismo , la turpe ipocrisia . Astensione . Stanno in lotta crispini e radicali ; sono le due schiere che si contendono il potere . Voterete le liste dei crispini ? Voterete le liste dei radicali ? Se vi ha alcuno che odia la patria , che vuol condurre alla estrema rovina questa cara Italia , vada , ineffabile parricida , a votare per i moderati crispini o per i radicali . Vada ; ma il sangue della madre gli arrosserà di macchia incancellabile la mano . Il voto alle urne elettorali , dopoché conosciamo i propositi dei crispini e dei radicali , propositi sciagurati in politica , economia , religione , scienza , morale , equivale a metter in mano il pugnale ai briganti . Astensione . Astensione pensata , astensione di programma , astensione che sia cognizione di ciò che essa è , cioè un atto positivo contro il sistema tirannico che impedisce l ' esercizio della libertà , contro la nimistà dello stato ateo verso la Chiesa , contro il depauperamento del paese . Astensione per contarci , reggimentarci , prepararci a qualunque lavoro futuro contro la ignominia settaria che ci opprime e ci dissangua . Astensione attiva e sapiente . Formiamolo questo esercito di astensionisti amanti sinceri del bene del paese indivisibile dal benessere della Religione ; la bufera liberale che imperversa rendiamola maledetta dai cittadini che hanno senno e cuore ; a vessilli spiegati i cattolici italiani saliranno a proclamare la salvezza compiuta della Religione e della patria . Astensione .
StampaQuotidiana ,
Molti giornali trattano dell ' « Osservatore Cattolico » e gli attribuiscono , in riguardo alle elezioni amministrative , propositi e fatti che non sussistono . In tesi generale , l ' « Osservatore Cattolico » propugna la partecipazione dei cattolici alle elezioni amministrative in modo da costituire consigli onesti e rispettosi della Religione e della libertà dei credenti . Riconosce l ' « Osservatore » che in moltissimi comuni possono darsi persone appartenenti a varie scuole e partiti , le quali diano bastevoli garanzie di non contrariare gli interessi morali e religiosi , e non manomettere gli economici , così da poterle eleggere . Nel caso particolare di Milano , l ' « Osservatore Cattolico » ha lavorato e lavora , per costituire le forze cattoliche con bandiera cattolica , ossia per costituire i cattolici in numeroso e forte esercito che operi da sé e rechi il suo concorso a procurare il massimo bene religioso , morale , materiale alla città . Questo è sempre il desideratum nostro e a questo tendiamo costanti . Per raggiungere lo scopo l ' « Osservatore » nel 1889 alle elezioni generali combatté e disperse quelli che invitavano i cattolici a entrare nell ' ambiente segnato dal partito moderato ; poiché ne sarebbe derivato l ' assorbimento da parte dei moderati delle forze nostre , e noi avremmo contribuito a tener vivo un partito odioso e esiziale . Negli anni successivi al 1889 dopo la costituzione della Associazione di Elettori cattolici , divenuta potentissima , abbiamo stabilito come base della condotta nostra : I . L ' « Osservatore Cattolico » propugnerà quella lista di candidati al consiglio comunale che gli verrà presentata dalle associazioni che in Milano sono incaricate di trattare delle elezioni amministrative . II . L ' « Osservatore Cattolico » non entra a formare le liste ; nel caso di divergenza tra le Associazioni , preferirà l ' Associazione di Elettori cattolici ; si mantiene però sempre libero pei suoi giudizi e nella sua condotta . Ora in questo anno 1895 noi non decampiamo da quanto abbiamo stabilito , detto , fatto , in passato . Si capisce che noi ci siamo tracciata la nostra linea di condotta avendo innanzi de ipotesi che la lista possa essere o pura cattolica e quanto ai nomi e in quanto la lista sia fatta dalle commissioni cattoliche , sebbene recanti anche nomi non cattolici come nello scorso anno , 1894; o lista cattolica solo nel senso che sia lista fatta dalle associazioni cattoliche , e non nei singoli nomi come nel 1893 . Nell ' un anno e nell ' altro l ' « Osservatore » , fedele a se stesso , ha accettato le liste , quantunque non messe insieme con uguali criteri ; le ha accettate perché non contrariavano , anzi assecondavano il raggiungimento dello scopo supremo , la fondazione , cioè , delle forze cattoliche in esercito ordinato . L ' « Osservatore Cattolico » non abbandona questa linea . Noi attendiamo di conoscere le liste ; le accetteremo , come nel 1893 , anche se ci costerà sacrificio , specialmente in vista della coalizione massonica - radicale - socialista ; ma il sacrificio non sarà mai né de ' nostri principii , né del nostro alto ideale , la costituzione delle forze cattoliche pure e scevre di mescolanze liberali . Abbiamo fiducia nelle Commissioni delle due associazioni elettorali , quella dei Conservatori e quella degli elettori cattolici ; esse ci daranno , crediamo , una lista la quale potrà recare anche dei nomi di liberali , ma ben distinti e senza confusioni di idee e di partiti . Che se , come suppone la « Gazzetta di Parma » , si venisse ad accordi guidati dal concetto che qualunquesiasi dei partiti liberali possa essere affine al partito , per dir così cattolico , noi useremmo della libertà nostra per mettere in salvo coscienza e onore . La « Gazzetta di Parma » parla di accordi del marchese Cornaggia , Presidente del Comitato conservatore , con rappresentanti dei moderati . Noi possiamo contrattare hic et nunc , in caso speciale , in vista di un male che preme a tutti evitare , ma accordi e confusione non ci possono essere tra i cattolici e i moderati , poiché questi in teoria e nel fatto sono la negazione del cattolicismo , la più rea perché la più ipocrita negazione . Il marchese Cornaggia avrà dunque agito per conto suo , se è vero quello che narra il citato giornale . Egli sa che i cattolici gli risponderebbero come nel 1889 , dissipando ogni accordo che tendesse a conglutinare cattolici con altri per farne un partito unico . Ma , come abbiamo detto , prepariamoci a votare compatti e numerosi ; le Commissioni cattoliche non ci chiederanno nulla che non sia secondo la nostra coscienza e il nostro decoro , o che ci allontani sia dal fine ultimo per cui lavoriamo che è di formare l ' esercito cattolico , che dal fine prossimo che è di proteggere gli interessi della città in Consiglio Comunale in quella misura che ci è possibile attualmente facendo entrare nel Consiglio stesso un certo numero dei nostri ; i quali nostri si impegnino a agire come cattolici in Consiglio e non come ligi sistematicamente ad altro qualsivoglia partito .
ALLA VIGILIA ( - , 1895 )
StampaQuotidiana ,
Una cosa notevole e buona è questa : i caporioni fanno il diavolo a quattro da un capo all ' altro d ' Italia , e il popolo , meno gli interessati pochini anche questi non si move . Se ci fosse nella popolazione la fedele ripercussione del chiasso che menano i sobillatori politici , avremmo l ' Italia in fiamme . Invece , tutto è in silenzio . Domenica andranno a votare i soliti che non possono o non sanno esimersi , e anche non conoscono il dovere di esimersi da un atto che , nelle condizioni attuali , da una parte è ridicolo , dall ' altra è un parricidio , inquantoché lo si dice esercizio di sovranità ed è l ' abdicazione della sovranità in mano di alcuni dei più audaci liberali . Se la apatia generale fosse conseguenza di poltroneria o di incapacità di assorgere alla visione dei massimi interessi dei paese sarebbe a dolersene . Ma la indifferenza è solo apparente ; la quiete è una convinzione profonda , un proposito fermo e sereno , una minaccia sdegnosa , una seria preparazione . Vi ha la convinzione che il male in Italia ha la radice nell ' organismo stesso dello Stato ; nessuna speranza rifulge di possibile risanamento se si bada agli atti singoli o agli individui . Si è costituita una condizione di cose sulla negazione di ciò che dovrebbe esserne la base e il fondamento . Ciò è sentito : ne nasce il proposito di non concorrere a sostenere l ' assurdo , e di prepararsi al lavoro di ricostruzione che seguirà l ' esito ultimo della prova che il liberalismo sta facendo n Italia . È l ' avvenire che gl ' Italiani preparano : i liberali si demoliranno , non possono sussistere , hanno dentro di sé la ragione della loro decomposizione . Lo sfacelo del liberalismo sarà la risurrezione dell ' Italia e degli italiani . Dalla radice , dagli organi vitali si incomincierà il risanamento . Il divieto pontificio è provvidenziale anche per questo riguardo che raccoglie intorno al Papa , il benefattore storico l ' Italia , gli elettori e fa che la astensione sia una positiva opera di organizzazione delle forze cattoliche e anti - liberali , otto un capo , con un programma e uno scopo , di contro il nemico della religione e del paese . Cattolici , sentiamo la gravità del momento e prevediamo che dovremo sobbarcarci ad un lavoro ben arduo . Ma sarà un lavoro amato , poiché sarà lavoro di riparazione delle sciagure che il liberalismo , il satanico delinquente , ha adunato sulla patria nostra . Facciamoci degni di divenire nelle mani di Dio strumenti efficaci di salute e di prosperità d ' Italia . Noi dobbiamo più e più raccoglierci attorno al Pontefice , allontanarci dal liberalismo e formare le falangi salvatrici . Alla vigilia delle elezioni politiche ci stia innanzi il nostro dovere : se desideriamo libera la Religione , indipendente il Papato , grande la patria e atterrato il nemico comune , il liberalismo , che ci ha dato schiavitù , miseria , ladri , deplorati ; se desideriamo mettere assieme l ' esercito dei liberatori del paese dal brigantaggio liberalesco obbediamo al Papa , non andiamo alle urne .
StampaQuotidiana ,
I cattolici hanno oggi innanzi a sé un campo vastissimo nel quale lo scopo che essi devono raggiungere è di importanza capitale ; trattasi infatti di far sentire nella vita politica , amministrativa e scientifica del paese l ' influenza della dottrina cattolica ; trattasi di affermarci e di agire disciplinati , istrutti , compatti in partito , costituito contro i partiti avversarii per la rivendicazione dei principii di religione , di moralità e di ordine manomessi o snaturati dalla rivoluzione e dal liberalismo ; trattasi di conquistare al partito , e più specialmente alle associazioni nostre , il posto a cui hanno diritto ; trattasi infine di compiere un ' opera assidua ed elevata di propaganda a favore delle idee cattoliche in mezzo alla società , sicché sempre maggiore sia il numero di coloro che coscientemente vi aderiscano . Perciò è bene che i cattolici continuino l ' opera delle conferenze ( tanto diffusa ormai in tutte le città ) sia mediante corsi regolari , sia mediante la trattazione di temi speciali suggeriti dalle circostanze e dal momento politico , amministrativo , scientifico ; e la curino e la sviluppino ispirandosi a quei criteri che già negli ultimi anni hanno fatta buona prova ; scegliendo cioè temi ed oratori che , accendendo l ' amore pratico alla religione , rechino anche un contributo alla diffusione ed al progresso della coltura ; sicché non sia più lecito ai nemici del principio cattolico arrogarsi il monopolio dei buoni studii , ma tocchi loro riconoscere che i cattolici sanno , o almeno vogliono , gareggiare con tutti nello sviluppare e accrescere il patrimonio delle idee . Inoltre i cattolici non cessino mai dall ' esercitare influenza nel movimento elettorale , provvedendo alla educazione ed alla organizzazione degli elettori e diffondendo i criterii pratici dai quali già tanto bene provenne ; quelli cioè di voler assicurata nei consigli amministrativi una equa rappresentanza agli interessi cattolici , e di preparare nell ' astensione disciplinata gli elettori politici , collo scopo diretto di tener pronte le forze per il giorno dell ' azione , e di predisporre l ' avvento di questo giorno , avvento che pur dipendendo esclusivamente dalla volontà del Sommo Pontefice o dal radicale mutamento della situazione politico - religiosa del paese , è presumibile possa anche essere ritardato e sarebbe sventura dalla insufficiente educazione ed organizzazione nostra . Né i cattolici debbono interpretare il programma della preparazione nella astensione nel senso di non partecipare alla vita politica ; ché anzi debbano fare che l ' astensione diventi per tutti quello che essa effettivamente è , cioè un atto positivo appunto di vita politica , compatibile con tutte quelle altre manifestazioni che ogni cattolico come cittadino può e talvolta deve fare per impedire il progresso di una legislazione anticristiana o diminuirne gli effetti . A ciò secondo l ' opportunità è bene valersi delle adunanze private , dei comizii , dei pubblici manifesti , delle petizioni , delle pratiche presso le autorità civili e politiche , intendendo in particolar modo a mantenere rapporti cordiali colla stampa cattolica politica ; sicché concorde riesca l ' opera dei giornali e quella delle Associazioni , essendo queste le due grandi potenze della vita moderna . Anche nel campo sociale procurino sempre i cattolici di affermarsi efficacemente , portandovi e favorendovi quell ' indirizzo teorico e pratico che risponde alle più recenti risultanze della scienza cattolica ; indirizzo preconizzante la trasformazione in senso rettamente democratico degli ordinamenti politici e la migliore applicazione della giustizia nei rapporti economici . In ogni caso abbiano i cattolici gelosa premura di serbare netta e integra la posizione del partito cattolico , senza trascurare lo studio di quegli eventuali concerti con altri partiti dai quali fosse in determinate occasioni da attendersi buon frutto all ' azione cattolica , convinti che il compito odierno delle Associazioni nostre è quello di formare uomini retti e sicuri nelle idee , disinvolti e abili nel maneggio dei pubblici affari , uomini insomma sui quali si possa contare nel raggiungimento dello scopo ultimo nostro sul terreno della vita pubblica , la conquista cioè del potere per farsene strumento ad attuare in terra il regno di Gesù Cristo , che è regno di sana libertà , di rigorosa giustizia , di pace perenne .
LA MACCHINA ALL'OPERAIO? ( A.G.B. , 1898 )
StampaQuotidiana ,
Un amico ci scrive : Tempo fa in un giornale socialista lessi una notizia , la quale , se fosse vera o falsa non so , mi diede da riflettere assai . Narrava detto giornale che in Inghilterra era stata inventata una macchina per ricamare , la quale eseguendo automaticamente tutti i lavori inerenti veniva a togliere qualsiasi intromissione dell ' operaio e con questo il pane di bocca a gran numero di famiglie lavoratrici che dall ' arte del ricamo ricavavano i mezzi di sussistenza . L ' articolista conchiudeva il trafiletto con espressioni per nulla affatto benevoli all ' indirizzo di coloro che alle idee collettiviste si oppongono , dicendo infine che col continuo inventar macchine si andrà diritto al collettivismo . A parte le espressioni ingiuriose dell ' articolista , le illusioni per nulla affatto conformi alle regole della logica , a parte che ammesso il regno del collettivismo rimarrebbe aperta la questione chi dovrebbe portare ricami nel regno dell ' eguaglianza , o se pure i ricami dovrebbero essere aboliti e , dato questo in qual maniera dovrebbero essere occupati ricamatori e ricamatrici , a parte tante altre questioni , reputai che il quesito dei rapporti fra le macchine e la classe lavoratrice deve essere studiato assai , nelle sue modalità tutte , nelle forme che assume di giorno in giorno prima di concludere con leggerezza che per le macchine si va diritto al collettivismo . E avendo riflettuto assai su questa quistione , credetti corsa utile scrivere alcune delle riflessioni , perché è appunto dalla comunicazione delle proprie idee e dalla discussione che scaturisce la verità . Non è qui il luogo di riportare le teoriche e le discussioni che si fecero sulle macchine , né fare dissertazioni sui vantaggi e sui danni da esse derivati alla società e in particolare alla classe operaia , quello che mi piace far rilevare si è una idea che mi balenò alla mente al leggere l ' articolo del giornale socialista . Una , fra le solite accuse contro le macchine , che merita di essere ponderata è la seguente : le macchine sono nemiche dell ' operaio , perché eseguendo esse il lavoro che dovrebbe essere compiuto dall ' uomo , in maggior quantità e in più breve tempo sono preferite al lavoro dell ' uomo , sono chiamate a sostituire la mano d ' opera e perciò rubano al lavoratore il salario . Questo quesito fa sorgere un ' altra infinità di quesiti , e per rispondervi si andrebbe per le lunghe , perciò li tralascio ed espongo brevemente le mie idee . Orbene chi e che cosa rappresenta la macchina ? La macchina rappresenta l ' operaio e la sua forza fisica ; e mediante i congegni automatici rappresenta la parte d ' intelligenza che è necessaria all ' operaio per dar opera al prodotto : ossia la macchina sostituisce in molte parti della produzione la classe lavoratrice , in una parola le macchine sono la riproduzione delle braccia dell ' operaio e per essere brevi , le macchine sono le braccia moderne della produzione . Ammesso questo , equità e giustizia esigerebbero che le macchine dovessero essere di proprietà esclusiva della classe lavoratrice , che questa le usufruisse , che da esse ritraesse il salario del quale dalle macchine è privato . A questo patto le macchine non potrebbero più essere chiamate le nemiche dell ' operaio , le divoratrici del suo salario , ma sarebbero anzi le sue più potenti ausigliatrici , e perfette cooperatrici di produzione . Le macchine sostituiscono le braccia dell ' operaio , appartengono perciò al dominio dell ' operaio . Potrà sembrare un paradosso questa idea , ma studiatala a fondo apparirà sempre più chiara , pratica e conforme ai postulati della giustizia e carità . E per completare l ' idea esposta , dirò , come una saggia legislazione sociale dovrebbe impedire , proibire , vietare in modo assoluto la proprietà individuale delle macchine le quali sostituiscono le braccia del lavoratore . Le macchine dovrebbero essere possedute dalla classe lavoratrice , la quale appunto per ragione della diversità delle macchine , e dei loro scopi , dovrebbe essere divisa in corporazioni di arti e mestieri . Ogni corporazione dovrebbe essere proprietaria di un determinato genere di macchine , esercirle e ripartire in misura proporzionale i frutti ricavati dalla produzione su tutti i membri della corporazione . In questo modo i vantaggi delle macchine sarebbero goduti direttamente dalla classe lavoratrice e non indirettamente come oggi giorno , sarebbe impedita più facilmente la disoccupazione , impediti gli sfruttamenti , e allora in uno alla corporazione l ' operaio troverebbe i mezzi di sussistenza e di assistenza . A molti sembrerà questa un ' idea abbastanza avanzata , perché messa in pratica verrebbe limitato il diritto di proprietà individuale , creando la proprietà corporativa , ma praticata sarebbe il miglior modo di creare le corporazioni di arti e mestieri unico porto di rifugio e salvezza della classe lavoratrice . Tempi nuovi , idee nuove ; e al progresso dei fatti deve precedere il progresso delle idee , perché è l ' idea che illumina il fatto ; propongo la quistione , studiamola con amore , e un po ' di frutto risulterà .
CINQUECENTO FRANCHI! ( SERAO MATILDE , 1906 )
StampaQuotidiana ,
Mentre si cerca ancora , e indarno , il vincitore del famoso milione , noi , o lettrici , o lettori , più modestamente , ma più sollecitamente anche , prepariamo il nostro premio di cinquecento lire in oro , per il vincitore del nostro primo concorso . E possiamo annunziarvi già , che la bottiglia , la grande bottiglia di liquore Strega , che sarà l ' arbitra dei vostri destini , o concorrenti , è stata , ieri , solennemente preparata e riempita di grano , del grano Romanella , produzione della provincia di Caserta , qualità del peso di ottanta chilogrammi per ettolitro : in sottile pioggia d ' oro , del bel colore luminoso che aveva il liquore della ditta Alberti , il grano è disceso e i chicchi , urtando contro il vetro , tintinnavano , come campanelle sommesse di un armento lontano ; e a poco a poco il mucchio è cresciuto , è salito , ha colmata la bottiglia fino all ' inizio del collo : il collo è rimasto libero . Poi , abbiamo proceduto alla chiusura della bottiglia e al suggellamento : e oggi tutta Napoli potrà vedere la nostra Sfinge di vetro , che serba nei suoi fianchi il suo segreto e la certezza delle cinquecento lire , nelle vetrine di Vincenzo Stilo , a Via Roma , sotto i nostri ufficii . Le condizioni del concorso voi le sapete già , o assidui nostri : si tratta , cioè , di indicare il numero preciso dei chicchi di grano che quella bottiglia ( da 80 centilitri ) contiene . Il fortunato indovino avrà la somma di cinquecento franchi ; somma che potrà essere ripartita in più , se saranno parecchi ad indovinare . Per partecipare al concorso , basta inviare , col numero di chicchi , venti dei talloncini , che pubblichiamo appositamente nel Giorno . I venti talloncini debbono essere di numeri diversi ; non importa , però , che non siano consecutivi . Siccome molti nuovi abbonati ci hanno pregato di metterli in condizione di concorrere anch ' essi , abbiamo voluto prorogare a tutto febbraio il termine per la chiusura del concorso . Stamperemo , quindi , anche in questo mese , i talloncini speciali . Ed ora , o lettrice , o lettore va , e fermati innanzi alla vetrina di Vincenzo Stilo , ed interroga la Sfinge , prima di accingerti all ' esperimento di riempire una bottiglia simile , nelle domestiche pareti ; chiedile la parola dell ' enigma , la cifra sospirata . Chi sa che ella non la riveli , questa parola , questa cifra , a chi sa interrogarla .
CRONACHE ECCLESIASTICHE. SAN PIETRO ( IL DUCA MINIMO , 1886 )
StampaQuotidiana ,
Ahimè ! La vanità ci assedia da ogni parte ; e la nostra fede è in gran pericolo . Io ho visto l ' immenso pellegrinaggio che in questi giorni muove da tutti i punti dell ' Urbe verso la basilica di San Pietro e le altre chiese cattoliche ; ma il mio cuore non ha avuto cagione di allegrezza . Non il puro desiderio della penitenza e del raccoglimento anima quei pellegrini , ma una curiosa vaghezza di diletto e di amore profano . La piazza San Pietro con i prodigiosi portici non abbraccia in sè un popolo di fedeli umiliati dalla vicinanza della casa di Dio , ma una folla gaia e clamorosa che la primavera inebria . Un romore vasto sale verso la basilica . Le carrozze attraversano la piazza in tutti i sensi , con una frequenza che dà la vertigine . Or sì or no , secondo le vicende delle nuvole , il sole glorifica la sommità dei portici . La fontana d ' Innocenzo VIII spumeggia e scroscia lanciando l ' acqua sino all ' obelisco di Sisto V , e la fontana di Clemente x scintilla come un favoloso albero di diamante che muti la sua forma ad ogni attimo . Le donne salgono e discendono per le scalinate . La basilica è piena di gente che continuamente si rinnova . Qua e là grandi gruppi si formano . Intorno alla statua di San Pietro , che campeggia sopra un mosaico rosso e oro , gira una corona di spettatori apatici i quali restano lungo tempo a guardare con un occhio stupido e fisso il piede destro del divino Apostolo , logorato dalle labbra dei credenti . Passano vecchi , donne belle , preti , monache ; e baciano il piede con un atto macchinale . Presso l ' altar maggiore , sotto la statua estatica di Santa Giuliana Falconieri , intorno al vuoto seggio del Penitenziere , stanno seduti altri cristiani su panche disposte a rettangolo . Quasi tutti hanno le mani incrociate sul ventre e guardano il pavimento , resi immobili dalla pazienza dell ' aspettazione . Fuori del rettangolo si fermano i curiosi , come d ' innanzi a una gabbia di animali strani . Sotto la gran cupola , intorno alla Confessione di San Pietro , si adunano per lo più i soldati , attratti dallo splendore delle centosedici lampade che pendono dalle cornucopie d ' oro . Appoggiati alla balaustrata di marmo , guardano la statua di Pio VI e si lasciano a poco a poco prendere da una specie di stupefazione , come certi uccelli alla vista delle cose lucenti . D ’ innanzi alla cappella del coro la folla è più densa ; ma la porta di bronzo è ancora chiusa . Sotto il sarcofago d ' Innocenzo VIII , l ' elegantissima opera del Pollajuolo , si raccoglie un gruppo di dame d ' onde emerge alta e bionda e purissima la più cattolica delle marchese romane . Per tutta la basilica si diffonde una luce bianca e fredda ; e una zona più vivida attraversa da cima a fondo la navata centrale . Qui , o mio Dio , la profanazione è maggiore . Dalla tribuna di S . Pietro alla porta di Antonio Filarete , è un lungo ed empio passeggiare di uomini e di donne . Le dame portano abiti neri di una studiosa semplicità , che rendono più snelle ed evidenti le grazie dei corpi loro ; talune hanno su la faccia veli sottilissimi , a traverso i quali li occhi sono più insidiosamente languenti ; talune hanno un profumo acuto e istigatore che rimane nell ' aria anche dopo il loro passaggio a turbare i sensi dei giovini ; e talune anche portano sul petto fiori . Camminano lentamente , fermandosi ad ogni tratto , parlando delle cose del mondo , chiamando gli sguardi degli uomini , dilettandosi d ' essere seguite e ammirate . Recano nella casa dell ' Altissimo i loro amori . O mio Dio , verità sovrana e sovranamente amabile , torcete li occhi loro dalla verità che da ogni parte le circonda ! Empite la loro mente di pensieri e d ' imagini che le inalzino verso di voi ; penetrate i loro cuori di quella ineffabile soavità che attira le anime all ' effluvio de ' vostri aromi ; consacrate i loro corpi con la presenza stessa della vostra santa carne , così che tutto in loro esulti verso il Dio vivente . Fate , o Signore , che allorquando lo spirito seduttore le tenterà , o con la sensualità , o con la curiosità , o con la vanità , esse non sieno scosse più di quel che voi non foste nel deserto . Date loro le ali come alla colomba , affinché volino e si riposino in grembo alla vostra pace ! Ma come più manca la luce , per tutta la basilica la folla più si addensa . Pare che dalle alte finestre non discenda che una specie di vapore azzurrognolo . Il mormorio delle voci empie li angoli più riposti e oscuri . Dalla cappella del coro giungono i cantici sacri affievoliti . Accanto alla tomba enorme e atroce di Alessandro VII , l ' altare è tutto illuminato di ceri e parato di drappi rossi . Ivi l ' aria è ardente , la luce è quasi purpurea , gli smisurati candelabri fiammeggiano come alberi in fuoco , lo scheletro di rame dorato scintilla simile ad uno scarabeo mostruoso . Di tratto in tratto una dama vestita di nero entra dal fondo , attraversa la folla , si dirige verso il sepolcro per pregare . Le amiche per via la chiamano , l ' attirano , la distraggono dal proposito , la tentano , la trattengono per le mani . Li amici la salutano ridendo . Ella abbassa il capo , si svincola , va innanzi , cerca di resistere , vede già il mistico splendore vermiglio della cappella lontana . O Signore , mettete in fuga i fantasmi che sono per traviarla ; riunite in voi tutti i sensi di lei ! Fate ch ' ella oblii tutte le cose del mondo , e datele la forza di respingere con pronto disprezzo quelle frivole imagini . Scuotetela , o Verità sovrana , affinché nessuna vanità la tocchi . Scendete in dei , o celeste Dolcezza , affinché tutto ciò che non è puro si dilegui d ' avanti a voi . Possa ella , o Signore , dall ' intimo della sua coscienza tranquilla offrirvi una preghiera degna di unirsi ai cori delli Angeli ! Ma la tenebra cresce ; e i canti della cappella del coro salgono più pieni . I cristiani , a due , a tre , a quattro , a dieci , a venti per volta , vanno ad inginocchiarsi d ' innanzi al Penitenziere che omai tocca le teste con un gesto quasi incosciente . Un chierico va tra un arco e l ' altro piantando un cero acceso . Alla luce dubbia , da tutti quei tesori di marmo e di metallo sorge non so qual gran sogno di amori angelici e di lussi paradisali . Allora su '1 limitare della cappella clementina , e a piè della cappella del Sacramento , dove il ciborio di bronzo e di lapislazzuli brilla come un faro , e sotto il sepolcro di Gregorio Buoncompagni , e accanto alle pile d ' acqua benedetta , e tra de colonne di granito nero , e dentro le tre cappelle aggiunte da Paolo V , in tutti i luoghi più oscuri e più segreti , li amanti convengono a colloquio . I bisbigli scellerati si propagano lungo la nave ; e sono a quando a quando coperti dalle voci del Miserere . Le dame passano , a due , a tre , con un fruscio di vesti di seta , con uno scintillio vivo per tutta la persona , parlando quasi ad alta voce , talune ridendo , talune trascinando l ' ombrellino sul pavimento con una graziosa incuranza , come se la basilica di San Pietro non fosse che una grande galleria aperta al diletto della gente oziosa o ai ritrovi della gente disiosa . Il maggior peccato che le donne fanno è quello di portare nella casa di Dio li odori del loro bagno , le essenze sottili e venefiche che turbano anche i devoti nella preghiera e li fa ricadere nella colpa aborrita . Voi lo sapete , o mio Dio : non v ' è nella vita angoscia più amara di quella che mi danno queste ricadute . Talvolta l ' angoscia è così violenta , ch ' essa mi getta in gravi turbamenti e in singolari costernazioni . Ahimè ! Ricominciare , sempre ricominciare , contro le insidie della vanità , della sensualità e della mollezza ! Ancora una volta ho fallato , o padre ; ma voi vedete che io ho orrore della mia debolezza . Rialzatemi , voi che solo siete la forza e la virtù . La vita dell ' uomo , così breve , è piena di molte miserie . Io gemo nella maggiore di tutte , che è di vedermi ogni giorno cader nel peccato . Io soffro in questo mondo , ove tanti scandali mi circondano , ove non posso impedire che il mio Dio sia continuamente offeso . Perdonatemi , o mio Dio , ogni volta che nella preghiera penso ad altre cose e non a voi ; poiché io confesso umilmente che la distrazione m ' è abituale . Per lo più io non sono nel luogo occupato dal mio corpo , ma là dove la mia immaginazione mi trae . Io sono là dov ' è il mio pensiero ; e il mio pensiero è per lo più là dov ' è quel ch ' io prediligo . O eterna Verità , voi avete detto : – Dove è il vostro tesoro , ivi anche è il vostro cuore . Se amo il cielo , io penso volentieri alle cose del cielo ; se amo il mondo , ne porto nel mio spirito il ricordo . Ma felice colui , o Signore , che per amor vostro caccia dal suo cuore ogni creatura ! Per fuggire le tentazioni , non sentendomi forte alla battaglia , io esco dalla Santa Chiesa madre . Tutta la scalinata è piena di donne che socchiudono li occhi , un poco abbarbagliate dalla luce esteriore . Un romore vasto e profondo sale dalla piazza attraversata da mille vetture , un romore come di fiume che precipiti da una rupe a valle . L ' obelisco è tutto roseo all ' estremo fuoco del sole ; le fontane , nell ' aria senza vento , spumeggiano con tranquilla pompa superando le statue dei porticati ; il Redentore e i dodici Apostoli campeggiano sopra un cielo leggermente verde , sparso di vapori luminosi . Una mollezza irresistibile discende da quel cielo di primavera . Pare che dai giardini del Vaticano muovano i profumi e sorpassando li edifici giungano fino all ' atrio della basilica ... O mio Dio , e quando voi sarete per me tutto in tutte le cose ? O Gesù , tre volte caduto sotto il peso dei peccati del mondo e tre volte risollevato dalla forza d ' un amore invincibile , risollevate me dall ' abbattimento in cui mi gettano le mie tristi esitazioni . Fate ch ' io sia umile nel riconoscimento della mia miseria , umile nel cambiamento subitaneo delle mie disposizioni interiori . Un giorno , o mio Dio , questi ondeggiamenti continui dell ' animo si placheranno , ed io sentirò allora , amandovi , la felice sicurezza di amarvi per sempre . O giorno , o sole divino , d ' innanzi a cui si dilegueranno perfino le ombre del peccato , quando risplenderai ? Così sia . Amen .
LA CAMERA SI RIAPRE ( IL DUCA MINIMO , 1886 )
StampaQuotidiana ,
Sono de dieci . Nel Corso , nella piazza Colonna , nella piazza di Montecitorio , in tutte de vicinanze del gran Palazzo Innocenziano , la moltitudine si accalca con una densità tenace ed impenetrabile . Tutte de finestre sono gremite . Su la loggia sostenuta dal portico di Vejo gli ombrellini multicolori ondeggiano e risplendono come una gigantesca fioritura di papaveri , di gigli e di rose ... artificiali . Il sole è ardente e fastidioso . Gli spettatori sono assai più pigiati e schiacciati che non sieno i guerrieri Marcomanni su per la colonna del glorioso imperatore Marco Aurelio , e de loro facce sono assai più varie che non i geroglifici dell ' obelisco di Psammetico primo . Vi rammentate i versi degli Emaux ? La sentinelle granitique , Gardienne des énormités , Se dresse entre un faux temple antique Et la chambre des députés . Je vois , de janvier à décembre La procession de bourgeois , Les Solons qui vont à la chambre , Et les Arthurs qui vont au Bois ... Il caldo aumenta di minuto in minuto . L ' aspettazione è immensa . I gendarmi mettono un argine di ferro alla folla invadente . Di tanto in tanto sorgono voci alte e fioche . L ' operaio , il piccolo possidente , il commesso di negozio , il pick pocket , la donnetta politica , il tribuno da strapazzo , il vecchio impiegato memore delle antiche pompe pontificie , l ' ozioso che prende diletto ad ogni spettacolo e che assiste immancabilmente dalla piazzetta di Sciarra alla discesa della palla meridiana , e il dilettante che conosce tutte le celebrità politiche e le ha seguite nella loro carriera , e il reduce delle patrie battaglie , e l ' elettore , tutti questi varissimi tipi tumultuano su l ' asfalto del marciapiede e giuocano di gomiti per conquistare un posto da cui poter godere la grande cerimonia regale ... Le trombe squillano . Gli ufficiali gridano un comando . Le canne dei fucili , nel movimento rapido e preciso , mandano un baleno che si propaga per tutta l ' ala militare . In fondo al Corso , verso la piazza di Venezia , si vedono luccicare de dorature della prima carrozza di Corte sormontate dalle parrucche e dagli abiti rossi degli staffieri . Le corazze delle guardie folgoreggiano meravigliosamente polite come quelle dei paladini di messer Lodovico . La pompa s ' avvicina . – Viva il Re ! Nell ' aula di Montecitorio lo spettacolo è diverso , ma l ' impazienza è in tutti egualmente viva . Quei felici mortali che posseggono un biglietto , guadagnato a furia di insistenze e fastidii infiniti , giungono tutti sudanti e anelanti , con la cravatta a sghimbescio , con il frac dalle maniche troppo lunghe e dalle code troppo larghe , preso in affitto per la grande occasione , con la tuba tutta arruffata . Attraversano la folla a testa bassa , non si curano né delle spinte né delle pestate né delle imprecazioni , pur di giungere in un posto da cui si possa vedere il Re o almeno la Regina . Le signore , entrando , a quel fiato torrido che sale dall ' emiciclo e dagli scanni inferiori , impallidiscono , restano un momento smarrite , non sanno dove andare a sedere , si peritano a scomodare tante persone . Sorgono dei brontolii qua e là , poco cavallereschi . Non soltanto le alte tribune , ma tutti i corridoi intorno intorno , dietro gli scanni dei deputati , e le scalinate , si riempiono in un attimo . Un cinguettio confuso e ineguale suona da un capo all ' altro , sotto la cupola grigia e azzurra che pare di cartone . Non è possibile , in mezzo a tanta folla , distinguere le persone amiche , le signore note , le eleganti , quelle che empiono dei loro nomi tutte le cronache mondane . A pena a pena , qua e là , una toilette vivace , molto chiara o molto rossa , un cappellino molto carico di fiori o molto scintillante di jais , un ventaglio molto ampio , dalle stecche dorate o dalle pitture vistose o dalle piume magnifiche , rompono la monotonia , chiamano l ' occhio , fanno volgere i cannocchiali . Nella tribuna degli ambasciatori alcune dame , vestite con una gaia leggerezza estiva , si muovono , parlano , ridono , agitano il ventaglio tra i diplomatici ben gallonati e decorati . Tutte le insegne cavalleresche del mondo civile brillano su quei petti giovenili o senili . Il vecchio Keudell trionfa . Un attaché biondo di Russia sorride amaramente sotto il peso delle sue pellicce magnatizie . Il bel conte d ' Arco , tutto vermiglio su le lunghe gambe bianche , pare un fenicottero del lago d ' Albufera . Il ministro di Turchia è tutto un ' opera di oreficeria e , fatta eccezione per la barba e per la fede maomettana , rammenta la venerata immagine della madonna di Loreto . I ciondoli , i nastri , gli alamari , le croci , i tosoni , i collari sono innumerevoli . Tutti i più bizzarri simboli della onorificenza umana sono chiusi tra quelle quattro colonne di cartapesta , come in un reliquiario . Mancano le vetrine . Ma il rombo del cannone giunge con un tuono sordo nell ' aula ; e per le tribune corre un mormorio più sonoro . Ci vogliono ancora dieci minuti all ' arrivo del Re . Le conversazioni si rianimano . Tutti si alzano su la punta dei piedi per guardare i deputati che o stanno seduti negli scanni o girano distribuendo e ricevendo strette di mano . I nuovi eletti si riconoscono subito : molti hanno una miserevole aria provinciale , si sentono impacciati nell ' abito nero , nella camicia inamidata , nei guanti bianchi . Si guardano intorno con sospetto , temendo sempre di sorprendere su le labbra dei colleghi un sorriso ironico . Hanno in cuore una certa palpitazione pensando al momento in cui di tra la insidiosa barba dell ' onorevole Depretis uscirà il loro nome . Con qual tono di voce dovranno essi pronunziare il giuro ? E se la voce mancasse ? E se fosse ridicola ? E se suscitasse l ' ilarità nei colleghi ? Mio Dio , quale incertezza ! Alcuni , più arditi , già invasi dalla febbre dell ' ambizione , meditano un piano . Si faranno notare anche nel pronunziare quel semplice giuro . Vibreranno il verbo con una voce sonora , ferma , chiarissima , facendo un gesto risoluto . Altri sognano , guardando con gli occhi imbambolati la rossa tribuna della Regina . – Essi un giorno si leveranno dal loro banco , d ' improvviso , e in un istante abbatteranno il ministero , con un discorso , con un solo grande discorso che poi appassionerà l ' Italia intiera ... Altri sono commossi ; si sentono su la bocca dello stomaco un tremolio singolare . E dalle tribune gli spettatori si chinano , si sporgono , tendono il collo , fiutando la grandezza politica , simili a quegli affamati che vanno a respirare , dagli spiragli delle cucine principesche , gli odori dei tartufi e degli arrosti fini . Così anche i dieci minuti passano . La Regina entra fra gli applausi , ringrazia con quei lenti e nobilissimi inchini che sono una delle sue grazie regali . Le dame di Corte le fanno intorno corona . La contessa di Santafiora , tutta bianca , con delle piume leggere tra i capelli , emerge su le altre . Dietro una colonna s ' affaccia il profilo bellissimo della contessa Taverna . I gentiluomini sono pieni di ricami d ' oro . Gli applausi crescono e scoppia un lungo grido che fa tremare i vetri del lucernario e tutta la puerile architettura . – Viva il Re ! Il Re d ' Italia è entrato in Parlamento .