StampaQuotidiana ,
Sono
più
schiavi
di
prima
.
Alcuni
processi
svoltisi
recentemente
al
Tribunale
contro
poveri
operai
ci
fanno
riflettere
sull
'
abbassamento
cui
furon
ridotti
gli
operai
stessi
in
alcune
officine
,
abbassamento
notevole
oggidì
di
fronte
alla
fierezza
ostentata
,
anzi
di
fronte
ad
una
cotale
smania
di
mostrare
riluttanza
agli
insegnamenti
della
Chiesa
.
Un
dì
erano
artieri
condannati
a
qualche
anno
di
carcere
per
poche
lire
di
merce
furata
al
padrone
,
un
altro
una
disgraziata
popolana
che
si
buscava
un
mese
di
carcere
per
un
boccettino
d
'
olio
medicinale
del
valore
di
una
lira
e
quindici
centesimi
portato
via
dall
'
officina
Erba
;
e
così
dicasi
di
altri
che
toccarono
due
,
tre
,
sei
mesi
di
carcere
per
cose
di
egual
natura
.
E
naturale
che
noi
non
istiamo
a
scagionarli
;
ci
fermiamo
però
sul
modo
onde
furono
scoperti
;
mentre
uscivano
dalla
officina
furono
perquisiti
,
e
trovati
in
fallo
.
Ora
quando
si
pensa
che
in
molte
officine
la
perquisizione
agli
operai
è
divenuta
consueta
,
e
che
la
consuetudine
si
va
generalizzando
,
si
presenta
spontanea
alla
mente
la
riflessione
che
gli
operai
non
debbano
sentirsene
molto
lusingati
nel
loro
amor
proprio
.
D
'
altronde
noi
pensiamo
:
ecco
a
che
siam
giunti
;
quando
gli
operai
aveano
meno
in
dispetto
la
Chiesa
,
quando
non
faceano
pompa
di
essere
emancipati
dai
cosidetti
pregiudizii
,
erano
dai
padroni
reputati
più
onesti
;
aveano
sul
collo
,
è
vero
,
l
'
enorme
,
insopportabile
,
l
'
intollerabile
giogo
dei
preti
,
ma
non
toccava
loro
la
delizia
di
doversi
fermare
sempre
alla
porta
delle
officine
per
vedersi
perquisire
come
sospetti
ladri
.
Dicano
un
po
'
se
si
trovano
contenti
del
cambio
.
StampaQuotidiana ,
Pare
impossibile
,
ma
non
è
soltanto
nei
corridoi
di
Montecitorio
,
non
è
soltanto
nei
circoli
e
nei
caffè
,
non
è
soltanto
nelle
farmacie
di
provincia
,
che
la
crisi
ministeriale
e
la
sua
risoluzione
hanno
tenuto
gli
animi
sospesi
,
hanno
acceso
vivissime
discussioni
,
hanno
provocato
polemiche
e
questioni
personali
;
perfino
nelle
famiglie
,
nelle
semplici
,
modeste
famiglie
borghesi
,
questo
periodo
di
disfacimenti
o
di
rifacimenti
,
di
dicerie
,
di
previsioni
,
di
calcoli
e
di
critiche
,
di
speranze
e
di
delusioni
,
si
è
riverberato
,
intensamente
.
E
vi
sono
stati
malumori
,
lotte
,
apostrofi
violente
e
scene
terribili
,
seguite
da
crisi
non
politiche
,
ma
nervose
.
La
famiglia
era
,
per
esempio
,
così
divisa
:
il
padre
,
sonniniano
,
uomo
del
centro
con
simpatie
per
la
sinistra
,
nemico
giurato
dei
sussidi
alla
stampa
ufficiosa
e
delle
note
della
sarta
;
la
madre
,
ammiratrice
di
Rudinì
,
per
la
sua
bella
barba
e
per
la
caramella
,
con
profonde
simpatie
per
la
destra
,
la
quale
,
secondo
lei
e
secondo
il
Vangelo
,
non
doveva
neppure
preoccuparsi
di
quel
che
facesse
la
sinistra
,
nello
stesso
modo
che
lei
non
si
preoccupava
punto
almeno
a
quel
che
dicevano
le
lingue
malefiche
delle
coinquiline
di
quel
che
facesse
Sisina
,
la
figliuola
,
quando
inviava
marconigrammi
allo
studente
di
fronte
;
il
figlio
maggiore
,
marcoriano
,
con
un
programma
radicale
,
tanto
radicale
da
voler
riformata
di
sana
pianta
tutta
la
mobilia
del
salotto
che
,
secondo
lui
,
era
divenuta
indecente
;
il
figlio
minore
,
socialista
accanito
,
amico
per
la
pelle
del
proletariato
e
,
conseguentemente
,
della
serva
di
casa
,
da
lui
iniziata
alle
dottrine
di
Carlo
Marx
,
con
grave
danno
dell
'
arrosto
domestico
,
troppo
spesso
bruciato
dal
fuoco
della
rivolta
;
Sisina
,
la
figliuola
,
di
colore
incerto
,
ma
di
opposizione
a
tutti
i
ministeri
per
spirito
di
contraddizione
e
per
reazione
alla
tirannia
paterna
e
fraterna
.
S
'
immagina
quel
che
è
stato
,
questa
famiglia
,
per
otto
giorni
:
a
tavola
,
tra
i
maccheroni
e
la
costoletta
alla
milanese
,
Giolitti
e
Sonnino
venivano
a
conflitto
,
si
mangiava
Cocco
Ortu
al
tegame
,
si
metteva
Gallo
allo
spiedo
o
ai
...
Ferri
;
il
signore
caricava
la
folla
in
nome
dell
'
ordine
,
il
figlio
maggiore
tuonava
contro
il
forcaiolismo
,
il
minore
faceva
dell
'
ostruzionismo
fracassando
i
piatti
,
la
signora
invocava
un
intervento
della
forza
,
in
persona
di
suo
cugino
Alberto
,
maggiore
di
artiglieria
,
e
Sisina
profittava
del
frastuono
per
correre
alla
finestra
e
comunicare
gli
ultimi
dispacci
della
Stefani
domestica
allo
studente
di
fronte
...
La
crisi
risoluta
,
ora
ha
calmato
gli
animi
:
con
Giolitti
c
'
è
modo
di
intendersi
,
e
il
padre
ha
deposto
le
armi
;
tutti
gli
altri
hanno
assunto
un
contegno
di
benevola
aspettativa
;
la
signora
si
è
riserbato
di
pronunziarsi
dopo
un
colloquio
con
Alberto
,
e
Sisina
spera
moltissimo
in
un
sottoportafogli
per
Gigi
,
studente
di
quarto
anno
di
legge
,
è
vero
,
ma
largo
parente
di
un
compare
di
Gianturco
...
E
gli
telegrafa
,
ogni
giorno
,
a
segni
:
Nessuna
notizia
da
Roma
?
Che
ti
scrivono
,
da
Avigliano
?
StampaQuotidiana ,
Domani
la
massoneria
italiana
che
comanda
a
Crispi
,
ministro
onnipotente
,
primo
consigliere
di
Casa
Savoia
,
apre
le
urne
politiche
italiane
.
La
massoneria
che
inspira
le
leggi
,
le
quali
sono
concretate
dal
ministero
,
Conclave
dei
33
,
e
vengono
approvate
dalle
camere
servili
composte
di
massoni
,
ha
presentato
le
liste
dei
candidati
alla
deputazione
,
e
le
associazioni
massoniche
unite
alla
stampa
liberale
battono
la
gran
cassa
perché
quelle
liste
siano
votate
.
Saranno
votate
.
Il
ministero
ha
tutto
in
sua
mano
.
Impiegati
,
magistrati
,
esercito
,
pensionati
,
beneficati
,
aspiranti
alle
prebende
dello
Stato
,
affigliati
alla
setta
tenebrosa
che
spinge
sulle
carriere
lucrose
i
suoi
fedeli
.
Saranno
votate
quelle
liste
massoniche
.
Vi
saranno
deputati
fatti
col
danaro
del
popolo
italiano
,
col
danaro
tolto
di
tasca
ai
cittadini
che
lavorano
e
pagano
sino
a
impoverirsi
.
Vi
saranno
i
deputati
fatti
col
danaro
straniero
,
dell
'
internazionalismo
,
del
Cernuschi
rinnegato
italiano
.
La
libertà
degli
elettori
è
un
mito
,
una
canzonatura
.
Si
devono
notare
le
liste
preparate
.
Non
si
può
scegliere
tra
i
migliori
cittadini
;
tutto
è
stato
manipolato
previamente
nelle
camorre
degli
interessati
.
Se
voi
andate
a
votare
per
un
galantuomo
di
cui
conoscete
la
onestà
,
voi
divenite
ridicolo
.
Dovete
credere
alla
massoneria
che
vi
porta
in
casa
il
nome
del
candidato
;
dovete
credere
al
giornale
venduto
alla
massoneria
;
dovete
ritenere
che
il
meglio
per
voi
è
di
ciecamente
obbedire
alla
setta
scellerata
che
spadroneggia
in
Italia
.
Usciranno
dalle
urne
i
deputati
.
Costretti
a
seguire
il
programma
loro
imposto
dai
manipolatori
delle
elezioni
,
sono
essi
stessi
privi
di
libertà
,
non
possono
curare
gli
interessi
del
popolo
,
divengono
gli
schiavi
di
un
furbo
ministro
,
il
quale
è
protetto
dal
misterioso
potere
settario
.
Gli
elettori
che
non
hanno
potuto
eleggere
liberamente
il
deputato
,
che
sono
stati
sopraffatti
dalle
influenze
di
chi
ha
il
potere
,
dai
raggiri
di
chi
vi
agogna
,
dal
danaro
o
nazionale
o
straniero
,
si
trovano
poi
di
aver
tessuto
a
se
stessi
la
camicia
di
forza
che
li
opprime
.
Gli
elettori
capiscono
poi
che
si
sono
preparati
essi
stessi
la
corda
che
li
strangola
.
I
loro
deputati
,
che
sono
deputati
di
tutt
'
altro
che
del
paese
,
se
ne
infischiano
degli
elettori
e
del
paese
.
Grandeggiano
,
servono
,
votano
,
fanno
affari
,
e
avanti
;
Codici
,
Opere
Pie
,
leggi
di
polizia
,
spese
pazze
,
tasse
enormi
,
scorticanti
,
misure
capricciose
e
compromettenti
la
pace
e
la
prosperità
del
paese
tutto
approvano
,
tutto
lasciano
passare
.
C
'
è
ancora
bisogno
di
raccomandare
la
astensione
?
I
liberali
,
i
massoni
,
i
scorticatori
nemici
d
'
Italia
,
colle
armi
e
coll
'
oro
straniero
,
colla
menzogna
e
colla
violenza
,
hanno
costituito
un
impianto
di
cose
che
giovano
a
loro
soltanto
,
non
permettono
di
reagire
efficacemente
.
Essi
hanno
organizzato
la
tirannia
,
e
in
modo
che
a
volerli
noi
combattere
coi
mezzi
che
essi
hanno
introdotti
come
organismo
e
esercizio
di
vita
politica
,
noi
dovremmo
rinunziare
alla
coscienza
nostra
.
Hanno
messo
in
terra
le
croci
colla
immagine
di
Gesù
Cristo
onde
se
noi
volessimo
entrare
nel
loro
edificio
parlamentare
fossimo
costretti
a
calpestarle
.
Il
liberalismo
usa
della
armi
che
lo
rendono
insuperabile
nella
sua
cittadella
;
se
noi
diamo
mano
a
tali
armi
,
se
prendiamo
parte
al
lavoro
parlamentare
,
noi
feriamo
noi
stessi
.
Non
ci
rimane
che
l
'
astensione
;
cavar
sangue
ai
partiti
liberali
,
renderli
anemici
,
isolarli
,
costringerli
a
riconoscere
che
devono
cessare
dalla
ingiustizia
che
essi
hanno
eretta
a
sistema
di
pubblica
vita
.
Quindi
l
'
astensione
.
Non
si
dica
che
noi
confessiamo
impotenza
.
Gli
inviti
dei
liberali
speranzosi
di
aiuto
nostro
,
le
loro
sollecitazioni
,
gli
inganni
,
il
ricorso
agli
Abbati
,
i
sofismi
e
le
citazioni
del
Vangelo
e
dei
Teologi
,
per
indurci
a
votare
,
dimostrano
che
impotenti
come
non
siamo
così
non
siamo
tenuti
.
Ma
vi
sono
momenti
critici
nella
storia
dei
popoli
;
vi
sono
aberrazioni
che
sovvertono
l
'
andamento
delle
cose
;
talvolta
il
fango
sale
in
alto
.
Ci
troviamo
in
uno
di
questi
momenti
,
e
il
fango
precipiterà
nelle
cloache
se
noi
non
lo
sosterremo
.
Astensione
,
dunque
;
non
lo
sosteniamo
il
fango
;
che
il
fango
precipiti
.
Astensione
.
I
moderati
non
esistono
più
.
Il
cielo
ha
permesso
che
fossero
fulminati
.
Lo
meritarono
.
Non
votiamo
dunque
pei
moderati
.
Erano
i
seminatori
della
zizzania
nel
campo
italiano
,
l
'
inimicus
homo
,
il
fariseismo
,
la
turpe
ipocrisia
.
Astensione
.
Stanno
in
lotta
crispini
e
radicali
;
sono
le
due
schiere
che
si
contendono
il
potere
.
Voterete
le
liste
dei
crispini
?
Voterete
le
liste
dei
radicali
?
Se
vi
ha
alcuno
che
odia
la
patria
,
che
vuol
condurre
alla
estrema
rovina
questa
cara
Italia
,
vada
,
ineffabile
parricida
,
a
votare
per
i
moderati
crispini
o
per
i
radicali
.
Vada
;
ma
il
sangue
della
madre
gli
arrosserà
di
macchia
incancellabile
la
mano
.
Il
voto
alle
urne
elettorali
,
dopoché
conosciamo
i
propositi
dei
crispini
e
dei
radicali
,
propositi
sciagurati
in
politica
,
economia
,
religione
,
scienza
,
morale
,
equivale
a
metter
in
mano
il
pugnale
ai
briganti
.
Astensione
.
Astensione
pensata
,
astensione
di
programma
,
astensione
che
sia
cognizione
di
ciò
che
essa
è
,
cioè
un
atto
positivo
contro
il
sistema
tirannico
che
impedisce
l
'
esercizio
della
libertà
,
contro
la
nimistà
dello
stato
ateo
verso
la
Chiesa
,
contro
il
depauperamento
del
paese
.
Astensione
per
contarci
,
reggimentarci
,
prepararci
a
qualunque
lavoro
futuro
contro
la
ignominia
settaria
che
ci
opprime
e
ci
dissangua
.
Astensione
attiva
e
sapiente
.
Formiamolo
questo
esercito
di
astensionisti
amanti
sinceri
del
bene
del
paese
indivisibile
dal
benessere
della
Religione
;
la
bufera
liberale
che
imperversa
rendiamola
maledetta
dai
cittadini
che
hanno
senno
e
cuore
;
a
vessilli
spiegati
i
cattolici
italiani
saliranno
a
proclamare
la
salvezza
compiuta
della
Religione
e
della
patria
.
Astensione
.
StampaQuotidiana ,
Molti
giornali
trattano
dell
'
«
Osservatore
Cattolico
»
e
gli
attribuiscono
,
in
riguardo
alle
elezioni
amministrative
,
propositi
e
fatti
che
non
sussistono
.
In
tesi
generale
,
l
'
«
Osservatore
Cattolico
»
propugna
la
partecipazione
dei
cattolici
alle
elezioni
amministrative
in
modo
da
costituire
consigli
onesti
e
rispettosi
della
Religione
e
della
libertà
dei
credenti
.
Riconosce
l
'
«
Osservatore
»
che
in
moltissimi
comuni
possono
darsi
persone
appartenenti
a
varie
scuole
e
partiti
,
le
quali
diano
bastevoli
garanzie
di
non
contrariare
gli
interessi
morali
e
religiosi
,
e
non
manomettere
gli
economici
,
così
da
poterle
eleggere
.
Nel
caso
particolare
di
Milano
,
l
'
«
Osservatore
Cattolico
»
ha
lavorato
e
lavora
,
per
costituire
le
forze
cattoliche
con
bandiera
cattolica
,
ossia
per
costituire
i
cattolici
in
numeroso
e
forte
esercito
che
operi
da
sé
e
rechi
il
suo
concorso
a
procurare
il
massimo
bene
religioso
,
morale
,
materiale
alla
città
.
Questo
è
sempre
il
desideratum
nostro
e
a
questo
tendiamo
costanti
.
Per
raggiungere
lo
scopo
l
'
«
Osservatore
»
nel
1889
alle
elezioni
generali
combatté
e
disperse
quelli
che
invitavano
i
cattolici
a
entrare
nell
'
ambiente
segnato
dal
partito
moderato
;
poiché
ne
sarebbe
derivato
l
'
assorbimento
da
parte
dei
moderati
delle
forze
nostre
,
e
noi
avremmo
contribuito
a
tener
vivo
un
partito
odioso
e
esiziale
.
Negli
anni
successivi
al
1889
dopo
la
costituzione
della
Associazione
di
Elettori
cattolici
,
divenuta
potentissima
,
abbiamo
stabilito
come
base
della
condotta
nostra
:
I
.
L
'
«
Osservatore
Cattolico
»
propugnerà
quella
lista
di
candidati
al
consiglio
comunale
che
gli
verrà
presentata
dalle
associazioni
che
in
Milano
sono
incaricate
di
trattare
delle
elezioni
amministrative
.
II
.
L
'
«
Osservatore
Cattolico
»
non
entra
a
formare
le
liste
;
nel
caso
di
divergenza
tra
le
Associazioni
,
preferirà
l
'
Associazione
di
Elettori
cattolici
;
si
mantiene
però
sempre
libero
pei
suoi
giudizi
e
nella
sua
condotta
.
Ora
in
questo
anno
1895
noi
non
decampiamo
da
quanto
abbiamo
stabilito
,
detto
,
fatto
,
in
passato
.
Si
capisce
che
noi
ci
siamo
tracciata
la
nostra
linea
di
condotta
avendo
innanzi
de
ipotesi
che
la
lista
possa
essere
o
pura
cattolica
e
quanto
ai
nomi
e
in
quanto
la
lista
sia
fatta
dalle
commissioni
cattoliche
,
sebbene
recanti
anche
nomi
non
cattolici
come
nello
scorso
anno
,
1894;
o
lista
cattolica
solo
nel
senso
che
sia
lista
fatta
dalle
associazioni
cattoliche
,
e
non
nei
singoli
nomi
come
nel
1893
.
Nell
'
un
anno
e
nell
'
altro
l
'
«
Osservatore
»
,
fedele
a
se
stesso
,
ha
accettato
le
liste
,
quantunque
non
messe
insieme
con
uguali
criteri
;
le
ha
accettate
perché
non
contrariavano
,
anzi
assecondavano
il
raggiungimento
dello
scopo
supremo
,
la
fondazione
,
cioè
,
delle
forze
cattoliche
in
esercito
ordinato
.
L
'
«
Osservatore
Cattolico
»
non
abbandona
questa
linea
.
Noi
attendiamo
di
conoscere
le
liste
;
le
accetteremo
,
come
nel
1893
,
anche
se
ci
costerà
sacrificio
,
specialmente
in
vista
della
coalizione
massonica
-
radicale
-
socialista
;
ma
il
sacrificio
non
sarà
mai
né
de
'
nostri
principii
,
né
del
nostro
alto
ideale
,
la
costituzione
delle
forze
cattoliche
pure
e
scevre
di
mescolanze
liberali
.
Abbiamo
fiducia
nelle
Commissioni
delle
due
associazioni
elettorali
,
quella
dei
Conservatori
e
quella
degli
elettori
cattolici
;
esse
ci
daranno
,
crediamo
,
una
lista
la
quale
potrà
recare
anche
dei
nomi
di
liberali
,
ma
ben
distinti
e
senza
confusioni
di
idee
e
di
partiti
.
Che
se
,
come
suppone
la
«
Gazzetta
di
Parma
»
,
si
venisse
ad
accordi
guidati
dal
concetto
che
qualunquesiasi
dei
partiti
liberali
possa
essere
affine
al
partito
,
per
dir
così
cattolico
,
noi
useremmo
della
libertà
nostra
per
mettere
in
salvo
coscienza
e
onore
.
La
«
Gazzetta
di
Parma
»
parla
di
accordi
del
marchese
Cornaggia
,
Presidente
del
Comitato
conservatore
,
con
rappresentanti
dei
moderati
.
Noi
possiamo
contrattare
hic
et
nunc
,
in
caso
speciale
,
in
vista
di
un
male
che
preme
a
tutti
evitare
,
ma
accordi
e
confusione
non
ci
possono
essere
tra
i
cattolici
e
i
moderati
,
poiché
questi
in
teoria
e
nel
fatto
sono
la
negazione
del
cattolicismo
,
la
più
rea
perché
la
più
ipocrita
negazione
.
Il
marchese
Cornaggia
avrà
dunque
agito
per
conto
suo
,
se
è
vero
quello
che
narra
il
citato
giornale
.
Egli
sa
che
i
cattolici
gli
risponderebbero
come
nel
1889
,
dissipando
ogni
accordo
che
tendesse
a
conglutinare
cattolici
con
altri
per
farne
un
partito
unico
.
Ma
,
come
abbiamo
detto
,
prepariamoci
a
votare
compatti
e
numerosi
;
le
Commissioni
cattoliche
non
ci
chiederanno
nulla
che
non
sia
secondo
la
nostra
coscienza
e
il
nostro
decoro
,
o
che
ci
allontani
sia
dal
fine
ultimo
per
cui
lavoriamo
che
è
di
formare
l
'
esercito
cattolico
,
che
dal
fine
prossimo
che
è
di
proteggere
gli
interessi
della
città
in
Consiglio
Comunale
in
quella
misura
che
ci
è
possibile
attualmente
facendo
entrare
nel
Consiglio
stesso
un
certo
numero
dei
nostri
;
i
quali
nostri
si
impegnino
a
agire
come
cattolici
in
Consiglio
e
non
come
ligi
sistematicamente
ad
altro
qualsivoglia
partito
.
StampaQuotidiana ,
Una
cosa
notevole
e
buona
è
questa
:
i
caporioni
fanno
il
diavolo
a
quattro
da
un
capo
all
'
altro
d
'
Italia
,
e
il
popolo
,
meno
gli
interessati
pochini
anche
questi
non
si
move
.
Se
ci
fosse
nella
popolazione
la
fedele
ripercussione
del
chiasso
che
menano
i
sobillatori
politici
,
avremmo
l
'
Italia
in
fiamme
.
Invece
,
tutto
è
in
silenzio
.
Domenica
andranno
a
votare
i
soliti
che
non
possono
o
non
sanno
esimersi
,
e
anche
non
conoscono
il
dovere
di
esimersi
da
un
atto
che
,
nelle
condizioni
attuali
,
da
una
parte
è
ridicolo
,
dall
'
altra
è
un
parricidio
,
inquantoché
lo
si
dice
esercizio
di
sovranità
ed
è
l
'
abdicazione
della
sovranità
in
mano
di
alcuni
dei
più
audaci
liberali
.
Se
la
apatia
generale
fosse
conseguenza
di
poltroneria
o
di
incapacità
di
assorgere
alla
visione
dei
massimi
interessi
dei
paese
sarebbe
a
dolersene
.
Ma
la
indifferenza
è
solo
apparente
;
la
quiete
è
una
convinzione
profonda
,
un
proposito
fermo
e
sereno
,
una
minaccia
sdegnosa
,
una
seria
preparazione
.
Vi
ha
la
convinzione
che
il
male
in
Italia
ha
la
radice
nell
'
organismo
stesso
dello
Stato
;
nessuna
speranza
rifulge
di
possibile
risanamento
se
si
bada
agli
atti
singoli
o
agli
individui
.
Si
è
costituita
una
condizione
di
cose
sulla
negazione
di
ciò
che
dovrebbe
esserne
la
base
e
il
fondamento
.
Ciò
è
sentito
:
ne
nasce
il
proposito
di
non
concorrere
a
sostenere
l
'
assurdo
,
e
di
prepararsi
al
lavoro
di
ricostruzione
che
seguirà
l
'
esito
ultimo
della
prova
che
il
liberalismo
sta
facendo
n
Italia
.
È
l
'
avvenire
che
gl
'
Italiani
preparano
:
i
liberali
si
demoliranno
,
non
possono
sussistere
,
hanno
dentro
di
sé
la
ragione
della
loro
decomposizione
.
Lo
sfacelo
del
liberalismo
sarà
la
risurrezione
dell
'
Italia
e
degli
italiani
.
Dalla
radice
,
dagli
organi
vitali
si
incomincierà
il
risanamento
.
Il
divieto
pontificio
è
provvidenziale
anche
per
questo
riguardo
che
raccoglie
intorno
al
Papa
,
il
benefattore
storico
l
'
Italia
,
gli
elettori
e
fa
che
la
astensione
sia
una
positiva
opera
di
organizzazione
delle
forze
cattoliche
e
anti
-
liberali
,
otto
un
capo
,
con
un
programma
e
uno
scopo
,
di
contro
il
nemico
della
religione
e
del
paese
.
Cattolici
,
sentiamo
la
gravità
del
momento
e
prevediamo
che
dovremo
sobbarcarci
ad
un
lavoro
ben
arduo
.
Ma
sarà
un
lavoro
amato
,
poiché
sarà
lavoro
di
riparazione
delle
sciagure
che
il
liberalismo
,
il
satanico
delinquente
,
ha
adunato
sulla
patria
nostra
.
Facciamoci
degni
di
divenire
nelle
mani
di
Dio
strumenti
efficaci
di
salute
e
di
prosperità
d
'
Italia
.
Noi
dobbiamo
più
e
più
raccoglierci
attorno
al
Pontefice
,
allontanarci
dal
liberalismo
e
formare
le
falangi
salvatrici
.
Alla
vigilia
delle
elezioni
politiche
ci
stia
innanzi
il
nostro
dovere
:
se
desideriamo
libera
la
Religione
,
indipendente
il
Papato
,
grande
la
patria
e
atterrato
il
nemico
comune
,
il
liberalismo
,
che
ci
ha
dato
schiavitù
,
miseria
,
ladri
,
deplorati
;
se
desideriamo
mettere
assieme
l
'
esercito
dei
liberatori
del
paese
dal
brigantaggio
liberalesco
obbediamo
al
Papa
,
non
andiamo
alle
urne
.
StampaQuotidiana ,
I
cattolici
hanno
oggi
innanzi
a
sé
un
campo
vastissimo
nel
quale
lo
scopo
che
essi
devono
raggiungere
è
di
importanza
capitale
;
trattasi
infatti
di
far
sentire
nella
vita
politica
,
amministrativa
e
scientifica
del
paese
l
'
influenza
della
dottrina
cattolica
;
trattasi
di
affermarci
e
di
agire
disciplinati
,
istrutti
,
compatti
in
partito
,
costituito
contro
i
partiti
avversarii
per
la
rivendicazione
dei
principii
di
religione
,
di
moralità
e
di
ordine
manomessi
o
snaturati
dalla
rivoluzione
e
dal
liberalismo
;
trattasi
di
conquistare
al
partito
,
e
più
specialmente
alle
associazioni
nostre
,
il
posto
a
cui
hanno
diritto
;
trattasi
infine
di
compiere
un
'
opera
assidua
ed
elevata
di
propaganda
a
favore
delle
idee
cattoliche
in
mezzo
alla
società
,
sicché
sempre
maggiore
sia
il
numero
di
coloro
che
coscientemente
vi
aderiscano
.
Perciò
è
bene
che
i
cattolici
continuino
l
'
opera
delle
conferenze
(
tanto
diffusa
ormai
in
tutte
le
città
)
sia
mediante
corsi
regolari
,
sia
mediante
la
trattazione
di
temi
speciali
suggeriti
dalle
circostanze
e
dal
momento
politico
,
amministrativo
,
scientifico
;
e
la
curino
e
la
sviluppino
ispirandosi
a
quei
criteri
che
già
negli
ultimi
anni
hanno
fatta
buona
prova
;
scegliendo
cioè
temi
ed
oratori
che
,
accendendo
l
'
amore
pratico
alla
religione
,
rechino
anche
un
contributo
alla
diffusione
ed
al
progresso
della
coltura
;
sicché
non
sia
più
lecito
ai
nemici
del
principio
cattolico
arrogarsi
il
monopolio
dei
buoni
studii
,
ma
tocchi
loro
riconoscere
che
i
cattolici
sanno
,
o
almeno
vogliono
,
gareggiare
con
tutti
nello
sviluppare
e
accrescere
il
patrimonio
delle
idee
.
Inoltre
i
cattolici
non
cessino
mai
dall
'
esercitare
influenza
nel
movimento
elettorale
,
provvedendo
alla
educazione
ed
alla
organizzazione
degli
elettori
e
diffondendo
i
criterii
pratici
dai
quali
già
tanto
bene
provenne
;
quelli
cioè
di
voler
assicurata
nei
consigli
amministrativi
una
equa
rappresentanza
agli
interessi
cattolici
,
e
di
preparare
nell
'
astensione
disciplinata
gli
elettori
politici
,
collo
scopo
diretto
di
tener
pronte
le
forze
per
il
giorno
dell
'
azione
,
e
di
predisporre
l
'
avvento
di
questo
giorno
,
avvento
che
pur
dipendendo
esclusivamente
dalla
volontà
del
Sommo
Pontefice
o
dal
radicale
mutamento
della
situazione
politico
-
religiosa
del
paese
,
è
presumibile
possa
anche
essere
ritardato
e
sarebbe
sventura
dalla
insufficiente
educazione
ed
organizzazione
nostra
.
Né
i
cattolici
debbono
interpretare
il
programma
della
preparazione
nella
astensione
nel
senso
di
non
partecipare
alla
vita
politica
;
ché
anzi
debbano
fare
che
l
'
astensione
diventi
per
tutti
quello
che
essa
effettivamente
è
,
cioè
un
atto
positivo
appunto
di
vita
politica
,
compatibile
con
tutte
quelle
altre
manifestazioni
che
ogni
cattolico
come
cittadino
può
e
talvolta
deve
fare
per
impedire
il
progresso
di
una
legislazione
anticristiana
o
diminuirne
gli
effetti
.
A
ciò
secondo
l
'
opportunità
è
bene
valersi
delle
adunanze
private
,
dei
comizii
,
dei
pubblici
manifesti
,
delle
petizioni
,
delle
pratiche
presso
le
autorità
civili
e
politiche
,
intendendo
in
particolar
modo
a
mantenere
rapporti
cordiali
colla
stampa
cattolica
politica
;
sicché
concorde
riesca
l
'
opera
dei
giornali
e
quella
delle
Associazioni
,
essendo
queste
le
due
grandi
potenze
della
vita
moderna
.
Anche
nel
campo
sociale
procurino
sempre
i
cattolici
di
affermarsi
efficacemente
,
portandovi
e
favorendovi
quell
'
indirizzo
teorico
e
pratico
che
risponde
alle
più
recenti
risultanze
della
scienza
cattolica
;
indirizzo
preconizzante
la
trasformazione
in
senso
rettamente
democratico
degli
ordinamenti
politici
e
la
migliore
applicazione
della
giustizia
nei
rapporti
economici
.
In
ogni
caso
abbiano
i
cattolici
gelosa
premura
di
serbare
netta
e
integra
la
posizione
del
partito
cattolico
,
senza
trascurare
lo
studio
di
quegli
eventuali
concerti
con
altri
partiti
dai
quali
fosse
in
determinate
occasioni
da
attendersi
buon
frutto
all
'
azione
cattolica
,
convinti
che
il
compito
odierno
delle
Associazioni
nostre
è
quello
di
formare
uomini
retti
e
sicuri
nelle
idee
,
disinvolti
e
abili
nel
maneggio
dei
pubblici
affari
,
uomini
insomma
sui
quali
si
possa
contare
nel
raggiungimento
dello
scopo
ultimo
nostro
sul
terreno
della
vita
pubblica
,
la
conquista
cioè
del
potere
per
farsene
strumento
ad
attuare
in
terra
il
regno
di
Gesù
Cristo
,
che
è
regno
di
sana
libertà
,
di
rigorosa
giustizia
,
di
pace
perenne
.
StampaQuotidiana ,
Un
amico
ci
scrive
:
Tempo
fa
in
un
giornale
socialista
lessi
una
notizia
,
la
quale
,
se
fosse
vera
o
falsa
non
so
,
mi
diede
da
riflettere
assai
.
Narrava
detto
giornale
che
in
Inghilterra
era
stata
inventata
una
macchina
per
ricamare
,
la
quale
eseguendo
automaticamente
tutti
i
lavori
inerenti
veniva
a
togliere
qualsiasi
intromissione
dell
'
operaio
e
con
questo
il
pane
di
bocca
a
gran
numero
di
famiglie
lavoratrici
che
dall
'
arte
del
ricamo
ricavavano
i
mezzi
di
sussistenza
.
L
'
articolista
conchiudeva
il
trafiletto
con
espressioni
per
nulla
affatto
benevoli
all
'
indirizzo
di
coloro
che
alle
idee
collettiviste
si
oppongono
,
dicendo
infine
che
col
continuo
inventar
macchine
si
andrà
diritto
al
collettivismo
.
A
parte
le
espressioni
ingiuriose
dell
'
articolista
,
le
illusioni
per
nulla
affatto
conformi
alle
regole
della
logica
,
a
parte
che
ammesso
il
regno
del
collettivismo
rimarrebbe
aperta
la
questione
chi
dovrebbe
portare
ricami
nel
regno
dell
'
eguaglianza
,
o
se
pure
i
ricami
dovrebbero
essere
aboliti
e
,
dato
questo
in
qual
maniera
dovrebbero
essere
occupati
ricamatori
e
ricamatrici
,
a
parte
tante
altre
questioni
,
reputai
che
il
quesito
dei
rapporti
fra
le
macchine
e
la
classe
lavoratrice
deve
essere
studiato
assai
,
nelle
sue
modalità
tutte
,
nelle
forme
che
assume
di
giorno
in
giorno
prima
di
concludere
con
leggerezza
che
per
le
macchine
si
va
diritto
al
collettivismo
.
E
avendo
riflettuto
assai
su
questa
quistione
,
credetti
corsa
utile
scrivere
alcune
delle
riflessioni
,
perché
è
appunto
dalla
comunicazione
delle
proprie
idee
e
dalla
discussione
che
scaturisce
la
verità
.
Non
è
qui
il
luogo
di
riportare
le
teoriche
e
le
discussioni
che
si
fecero
sulle
macchine
,
né
fare
dissertazioni
sui
vantaggi
e
sui
danni
da
esse
derivati
alla
società
e
in
particolare
alla
classe
operaia
,
quello
che
mi
piace
far
rilevare
si
è
una
idea
che
mi
balenò
alla
mente
al
leggere
l
'
articolo
del
giornale
socialista
.
Una
,
fra
le
solite
accuse
contro
le
macchine
,
che
merita
di
essere
ponderata
è
la
seguente
:
le
macchine
sono
nemiche
dell
'
operaio
,
perché
eseguendo
esse
il
lavoro
che
dovrebbe
essere
compiuto
dall
'
uomo
,
in
maggior
quantità
e
in
più
breve
tempo
sono
preferite
al
lavoro
dell
'
uomo
,
sono
chiamate
a
sostituire
la
mano
d
'
opera
e
perciò
rubano
al
lavoratore
il
salario
.
Questo
quesito
fa
sorgere
un
'
altra
infinità
di
quesiti
,
e
per
rispondervi
si
andrebbe
per
le
lunghe
,
perciò
li
tralascio
ed
espongo
brevemente
le
mie
idee
.
Orbene
chi
e
che
cosa
rappresenta
la
macchina
?
La
macchina
rappresenta
l
'
operaio
e
la
sua
forza
fisica
;
e
mediante
i
congegni
automatici
rappresenta
la
parte
d
'
intelligenza
che
è
necessaria
all
'
operaio
per
dar
opera
al
prodotto
:
ossia
la
macchina
sostituisce
in
molte
parti
della
produzione
la
classe
lavoratrice
,
in
una
parola
le
macchine
sono
la
riproduzione
delle
braccia
dell
'
operaio
e
per
essere
brevi
,
le
macchine
sono
le
braccia
moderne
della
produzione
.
Ammesso
questo
,
equità
e
giustizia
esigerebbero
che
le
macchine
dovessero
essere
di
proprietà
esclusiva
della
classe
lavoratrice
,
che
questa
le
usufruisse
,
che
da
esse
ritraesse
il
salario
del
quale
dalle
macchine
è
privato
.
A
questo
patto
le
macchine
non
potrebbero
più
essere
chiamate
le
nemiche
dell
'
operaio
,
le
divoratrici
del
suo
salario
,
ma
sarebbero
anzi
le
sue
più
potenti
ausigliatrici
,
e
perfette
cooperatrici
di
produzione
.
Le
macchine
sostituiscono
le
braccia
dell
'
operaio
,
appartengono
perciò
al
dominio
dell
'
operaio
.
Potrà
sembrare
un
paradosso
questa
idea
,
ma
studiatala
a
fondo
apparirà
sempre
più
chiara
,
pratica
e
conforme
ai
postulati
della
giustizia
e
carità
.
E
per
completare
l
'
idea
esposta
,
dirò
,
come
una
saggia
legislazione
sociale
dovrebbe
impedire
,
proibire
,
vietare
in
modo
assoluto
la
proprietà
individuale
delle
macchine
le
quali
sostituiscono
le
braccia
del
lavoratore
.
Le
macchine
dovrebbero
essere
possedute
dalla
classe
lavoratrice
,
la
quale
appunto
per
ragione
della
diversità
delle
macchine
,
e
dei
loro
scopi
,
dovrebbe
essere
divisa
in
corporazioni
di
arti
e
mestieri
.
Ogni
corporazione
dovrebbe
essere
proprietaria
di
un
determinato
genere
di
macchine
,
esercirle
e
ripartire
in
misura
proporzionale
i
frutti
ricavati
dalla
produzione
su
tutti
i
membri
della
corporazione
.
In
questo
modo
i
vantaggi
delle
macchine
sarebbero
goduti
direttamente
dalla
classe
lavoratrice
e
non
indirettamente
come
oggi
giorno
,
sarebbe
impedita
più
facilmente
la
disoccupazione
,
impediti
gli
sfruttamenti
,
e
allora
in
uno
alla
corporazione
l
'
operaio
troverebbe
i
mezzi
di
sussistenza
e
di
assistenza
.
A
molti
sembrerà
questa
un
'
idea
abbastanza
avanzata
,
perché
messa
in
pratica
verrebbe
limitato
il
diritto
di
proprietà
individuale
,
creando
la
proprietà
corporativa
,
ma
praticata
sarebbe
il
miglior
modo
di
creare
le
corporazioni
di
arti
e
mestieri
unico
porto
di
rifugio
e
salvezza
della
classe
lavoratrice
.
Tempi
nuovi
,
idee
nuove
;
e
al
progresso
dei
fatti
deve
precedere
il
progresso
delle
idee
,
perché
è
l
'
idea
che
illumina
il
fatto
;
propongo
la
quistione
,
studiamola
con
amore
,
e
un
po
'
di
frutto
risulterà
.
StampaQuotidiana ,
Mentre
si
cerca
ancora
,
e
indarno
,
il
vincitore
del
famoso
milione
,
noi
,
o
lettrici
,
o
lettori
,
più
modestamente
,
ma
più
sollecitamente
anche
,
prepariamo
il
nostro
premio
di
cinquecento
lire
in
oro
,
per
il
vincitore
del
nostro
primo
concorso
.
E
possiamo
annunziarvi
già
,
che
la
bottiglia
,
la
grande
bottiglia
di
liquore
Strega
,
che
sarà
l
'
arbitra
dei
vostri
destini
,
o
concorrenti
,
è
stata
,
ieri
,
solennemente
preparata
e
riempita
di
grano
,
del
grano
Romanella
,
produzione
della
provincia
di
Caserta
,
qualità
del
peso
di
ottanta
chilogrammi
per
ettolitro
:
in
sottile
pioggia
d
'
oro
,
del
bel
colore
luminoso
che
aveva
il
liquore
della
ditta
Alberti
,
il
grano
è
disceso
e
i
chicchi
,
urtando
contro
il
vetro
,
tintinnavano
,
come
campanelle
sommesse
di
un
armento
lontano
;
e
a
poco
a
poco
il
mucchio
è
cresciuto
,
è
salito
,
ha
colmata
la
bottiglia
fino
all
'
inizio
del
collo
:
il
collo
è
rimasto
libero
.
Poi
,
abbiamo
proceduto
alla
chiusura
della
bottiglia
e
al
suggellamento
:
e
oggi
tutta
Napoli
potrà
vedere
la
nostra
Sfinge
di
vetro
,
che
serba
nei
suoi
fianchi
il
suo
segreto
e
la
certezza
delle
cinquecento
lire
,
nelle
vetrine
di
Vincenzo
Stilo
,
a
Via
Roma
,
sotto
i
nostri
ufficii
.
Le
condizioni
del
concorso
voi
le
sapete
già
,
o
assidui
nostri
:
si
tratta
,
cioè
,
di
indicare
il
numero
preciso
dei
chicchi
di
grano
che
quella
bottiglia
(
da
80
centilitri
)
contiene
.
Il
fortunato
indovino
avrà
la
somma
di
cinquecento
franchi
;
somma
che
potrà
essere
ripartita
in
più
,
se
saranno
parecchi
ad
indovinare
.
Per
partecipare
al
concorso
,
basta
inviare
,
col
numero
di
chicchi
,
venti
dei
talloncini
,
che
pubblichiamo
appositamente
nel
Giorno
.
I
venti
talloncini
debbono
essere
di
numeri
diversi
;
non
importa
,
però
,
che
non
siano
consecutivi
.
Siccome
molti
nuovi
abbonati
ci
hanno
pregato
di
metterli
in
condizione
di
concorrere
anch
'
essi
,
abbiamo
voluto
prorogare
a
tutto
febbraio
il
termine
per
la
chiusura
del
concorso
.
Stamperemo
,
quindi
,
anche
in
questo
mese
,
i
talloncini
speciali
.
Ed
ora
,
o
lettrice
,
o
lettore
va
,
e
fermati
innanzi
alla
vetrina
di
Vincenzo
Stilo
,
ed
interroga
la
Sfinge
,
prima
di
accingerti
all
'
esperimento
di
riempire
una
bottiglia
simile
,
nelle
domestiche
pareti
;
chiedile
la
parola
dell
'
enigma
,
la
cifra
sospirata
.
Chi
sa
che
ella
non
la
riveli
,
questa
parola
,
questa
cifra
,
a
chi
sa
interrogarla
.
StampaQuotidiana ,
Ahimè
!
La
vanità
ci
assedia
da
ogni
parte
;
e
la
nostra
fede
è
in
gran
pericolo
.
Io
ho
visto
l
'
immenso
pellegrinaggio
che
in
questi
giorni
muove
da
tutti
i
punti
dell
'
Urbe
verso
la
basilica
di
San
Pietro
e
le
altre
chiese
cattoliche
;
ma
il
mio
cuore
non
ha
avuto
cagione
di
allegrezza
.
Non
il
puro
desiderio
della
penitenza
e
del
raccoglimento
anima
quei
pellegrini
,
ma
una
curiosa
vaghezza
di
diletto
e
di
amore
profano
.
La
piazza
San
Pietro
con
i
prodigiosi
portici
non
abbraccia
in
sè
un
popolo
di
fedeli
umiliati
dalla
vicinanza
della
casa
di
Dio
,
ma
una
folla
gaia
e
clamorosa
che
la
primavera
inebria
.
Un
romore
vasto
sale
verso
la
basilica
.
Le
carrozze
attraversano
la
piazza
in
tutti
i
sensi
,
con
una
frequenza
che
dà
la
vertigine
.
Or
sì
or
no
,
secondo
le
vicende
delle
nuvole
,
il
sole
glorifica
la
sommità
dei
portici
.
La
fontana
d
'
Innocenzo
VIII
spumeggia
e
scroscia
lanciando
l
'
acqua
sino
all
'
obelisco
di
Sisto
V
,
e
la
fontana
di
Clemente
x
scintilla
come
un
favoloso
albero
di
diamante
che
muti
la
sua
forma
ad
ogni
attimo
.
Le
donne
salgono
e
discendono
per
le
scalinate
.
La
basilica
è
piena
di
gente
che
continuamente
si
rinnova
.
Qua
e
là
grandi
gruppi
si
formano
.
Intorno
alla
statua
di
San
Pietro
,
che
campeggia
sopra
un
mosaico
rosso
e
oro
,
gira
una
corona
di
spettatori
apatici
i
quali
restano
lungo
tempo
a
guardare
con
un
occhio
stupido
e
fisso
il
piede
destro
del
divino
Apostolo
,
logorato
dalle
labbra
dei
credenti
.
Passano
vecchi
,
donne
belle
,
preti
,
monache
;
e
baciano
il
piede
con
un
atto
macchinale
.
Presso
l
'
altar
maggiore
,
sotto
la
statua
estatica
di
Santa
Giuliana
Falconieri
,
intorno
al
vuoto
seggio
del
Penitenziere
,
stanno
seduti
altri
cristiani
su
panche
disposte
a
rettangolo
.
Quasi
tutti
hanno
le
mani
incrociate
sul
ventre
e
guardano
il
pavimento
,
resi
immobili
dalla
pazienza
dell
'
aspettazione
.
Fuori
del
rettangolo
si
fermano
i
curiosi
,
come
d
'
innanzi
a
una
gabbia
di
animali
strani
.
Sotto
la
gran
cupola
,
intorno
alla
Confessione
di
San
Pietro
,
si
adunano
per
lo
più
i
soldati
,
attratti
dallo
splendore
delle
centosedici
lampade
che
pendono
dalle
cornucopie
d
'
oro
.
Appoggiati
alla
balaustrata
di
marmo
,
guardano
la
statua
di
Pio
VI
e
si
lasciano
a
poco
a
poco
prendere
da
una
specie
di
stupefazione
,
come
certi
uccelli
alla
vista
delle
cose
lucenti
.
D
innanzi
alla
cappella
del
coro
la
folla
è
più
densa
;
ma
la
porta
di
bronzo
è
ancora
chiusa
.
Sotto
il
sarcofago
d
'
Innocenzo
VIII
,
l
'
elegantissima
opera
del
Pollajuolo
,
si
raccoglie
un
gruppo
di
dame
d
'
onde
emerge
alta
e
bionda
e
purissima
la
più
cattolica
delle
marchese
romane
.
Per
tutta
la
basilica
si
diffonde
una
luce
bianca
e
fredda
;
e
una
zona
più
vivida
attraversa
da
cima
a
fondo
la
navata
centrale
.
Qui
,
o
mio
Dio
,
la
profanazione
è
maggiore
.
Dalla
tribuna
di
S
.
Pietro
alla
porta
di
Antonio
Filarete
,
è
un
lungo
ed
empio
passeggiare
di
uomini
e
di
donne
.
Le
dame
portano
abiti
neri
di
una
studiosa
semplicità
,
che
rendono
più
snelle
ed
evidenti
le
grazie
dei
corpi
loro
;
talune
hanno
su
la
faccia
veli
sottilissimi
,
a
traverso
i
quali
li
occhi
sono
più
insidiosamente
languenti
;
talune
hanno
un
profumo
acuto
e
istigatore
che
rimane
nell
'
aria
anche
dopo
il
loro
passaggio
a
turbare
i
sensi
dei
giovini
;
e
talune
anche
portano
sul
petto
fiori
.
Camminano
lentamente
,
fermandosi
ad
ogni
tratto
,
parlando
delle
cose
del
mondo
,
chiamando
gli
sguardi
degli
uomini
,
dilettandosi
d
'
essere
seguite
e
ammirate
.
Recano
nella
casa
dell
'
Altissimo
i
loro
amori
.
O
mio
Dio
,
verità
sovrana
e
sovranamente
amabile
,
torcete
li
occhi
loro
dalla
verità
che
da
ogni
parte
le
circonda
!
Empite
la
loro
mente
di
pensieri
e
d
'
imagini
che
le
inalzino
verso
di
voi
;
penetrate
i
loro
cuori
di
quella
ineffabile
soavità
che
attira
le
anime
all
'
effluvio
de
'
vostri
aromi
;
consacrate
i
loro
corpi
con
la
presenza
stessa
della
vostra
santa
carne
,
così
che
tutto
in
loro
esulti
verso
il
Dio
vivente
.
Fate
,
o
Signore
,
che
allorquando
lo
spirito
seduttore
le
tenterà
,
o
con
la
sensualità
,
o
con
la
curiosità
,
o
con
la
vanità
,
esse
non
sieno
scosse
più
di
quel
che
voi
non
foste
nel
deserto
.
Date
loro
le
ali
come
alla
colomba
,
affinché
volino
e
si
riposino
in
grembo
alla
vostra
pace
!
Ma
come
più
manca
la
luce
,
per
tutta
la
basilica
la
folla
più
si
addensa
.
Pare
che
dalle
alte
finestre
non
discenda
che
una
specie
di
vapore
azzurrognolo
.
Il
mormorio
delle
voci
empie
li
angoli
più
riposti
e
oscuri
.
Dalla
cappella
del
coro
giungono
i
cantici
sacri
affievoliti
.
Accanto
alla
tomba
enorme
e
atroce
di
Alessandro
VII
,
l
'
altare
è
tutto
illuminato
di
ceri
e
parato
di
drappi
rossi
.
Ivi
l
'
aria
è
ardente
,
la
luce
è
quasi
purpurea
,
gli
smisurati
candelabri
fiammeggiano
come
alberi
in
fuoco
,
lo
scheletro
di
rame
dorato
scintilla
simile
ad
uno
scarabeo
mostruoso
.
Di
tratto
in
tratto
una
dama
vestita
di
nero
entra
dal
fondo
,
attraversa
la
folla
,
si
dirige
verso
il
sepolcro
per
pregare
.
Le
amiche
per
via
la
chiamano
,
l
'
attirano
,
la
distraggono
dal
proposito
,
la
tentano
,
la
trattengono
per
le
mani
.
Li
amici
la
salutano
ridendo
.
Ella
abbassa
il
capo
,
si
svincola
,
va
innanzi
,
cerca
di
resistere
,
vede
già
il
mistico
splendore
vermiglio
della
cappella
lontana
.
O
Signore
,
mettete
in
fuga
i
fantasmi
che
sono
per
traviarla
;
riunite
in
voi
tutti
i
sensi
di
lei
!
Fate
ch
'
ella
oblii
tutte
le
cose
del
mondo
,
e
datele
la
forza
di
respingere
con
pronto
disprezzo
quelle
frivole
imagini
.
Scuotetela
,
o
Verità
sovrana
,
affinché
nessuna
vanità
la
tocchi
.
Scendete
in
dei
,
o
celeste
Dolcezza
,
affinché
tutto
ciò
che
non
è
puro
si
dilegui
d
'
avanti
a
voi
.
Possa
ella
,
o
Signore
,
dall
'
intimo
della
sua
coscienza
tranquilla
offrirvi
una
preghiera
degna
di
unirsi
ai
cori
delli
Angeli
!
Ma
la
tenebra
cresce
;
e
i
canti
della
cappella
del
coro
salgono
più
pieni
.
I
cristiani
,
a
due
,
a
tre
,
a
quattro
,
a
dieci
,
a
venti
per
volta
,
vanno
ad
inginocchiarsi
d
'
innanzi
al
Penitenziere
che
omai
tocca
le
teste
con
un
gesto
quasi
incosciente
.
Un
chierico
va
tra
un
arco
e
l
'
altro
piantando
un
cero
acceso
.
Alla
luce
dubbia
,
da
tutti
quei
tesori
di
marmo
e
di
metallo
sorge
non
so
qual
gran
sogno
di
amori
angelici
e
di
lussi
paradisali
.
Allora
su
'1
limitare
della
cappella
clementina
,
e
a
piè
della
cappella
del
Sacramento
,
dove
il
ciborio
di
bronzo
e
di
lapislazzuli
brilla
come
un
faro
,
e
sotto
il
sepolcro
di
Gregorio
Buoncompagni
,
e
accanto
alle
pile
d
'
acqua
benedetta
,
e
tra
de
colonne
di
granito
nero
,
e
dentro
le
tre
cappelle
aggiunte
da
Paolo
V
,
in
tutti
i
luoghi
più
oscuri
e
più
segreti
,
li
amanti
convengono
a
colloquio
.
I
bisbigli
scellerati
si
propagano
lungo
la
nave
;
e
sono
a
quando
a
quando
coperti
dalle
voci
del
Miserere
.
Le
dame
passano
,
a
due
,
a
tre
,
con
un
fruscio
di
vesti
di
seta
,
con
uno
scintillio
vivo
per
tutta
la
persona
,
parlando
quasi
ad
alta
voce
,
talune
ridendo
,
talune
trascinando
l
'
ombrellino
sul
pavimento
con
una
graziosa
incuranza
,
come
se
la
basilica
di
San
Pietro
non
fosse
che
una
grande
galleria
aperta
al
diletto
della
gente
oziosa
o
ai
ritrovi
della
gente
disiosa
.
Il
maggior
peccato
che
le
donne
fanno
è
quello
di
portare
nella
casa
di
Dio
li
odori
del
loro
bagno
,
le
essenze
sottili
e
venefiche
che
turbano
anche
i
devoti
nella
preghiera
e
li
fa
ricadere
nella
colpa
aborrita
.
Voi
lo
sapete
,
o
mio
Dio
:
non
v
'
è
nella
vita
angoscia
più
amara
di
quella
che
mi
danno
queste
ricadute
.
Talvolta
l
'
angoscia
è
così
violenta
,
ch
'
essa
mi
getta
in
gravi
turbamenti
e
in
singolari
costernazioni
.
Ahimè
!
Ricominciare
,
sempre
ricominciare
,
contro
le
insidie
della
vanità
,
della
sensualità
e
della
mollezza
!
Ancora
una
volta
ho
fallato
,
o
padre
;
ma
voi
vedete
che
io
ho
orrore
della
mia
debolezza
.
Rialzatemi
,
voi
che
solo
siete
la
forza
e
la
virtù
.
La
vita
dell
'
uomo
,
così
breve
,
è
piena
di
molte
miserie
.
Io
gemo
nella
maggiore
di
tutte
,
che
è
di
vedermi
ogni
giorno
cader
nel
peccato
.
Io
soffro
in
questo
mondo
,
ove
tanti
scandali
mi
circondano
,
ove
non
posso
impedire
che
il
mio
Dio
sia
continuamente
offeso
.
Perdonatemi
,
o
mio
Dio
,
ogni
volta
che
nella
preghiera
penso
ad
altre
cose
e
non
a
voi
;
poiché
io
confesso
umilmente
che
la
distrazione
m
'
è
abituale
.
Per
lo
più
io
non
sono
nel
luogo
occupato
dal
mio
corpo
,
ma
là
dove
la
mia
immaginazione
mi
trae
.
Io
sono
là
dov
'
è
il
mio
pensiero
;
e
il
mio
pensiero
è
per
lo
più
là
dov
'
è
quel
ch
'
io
prediligo
.
O
eterna
Verità
,
voi
avete
detto
:
Dove
è
il
vostro
tesoro
,
ivi
anche
è
il
vostro
cuore
.
Se
amo
il
cielo
,
io
penso
volentieri
alle
cose
del
cielo
;
se
amo
il
mondo
,
ne
porto
nel
mio
spirito
il
ricordo
.
Ma
felice
colui
,
o
Signore
,
che
per
amor
vostro
caccia
dal
suo
cuore
ogni
creatura
!
Per
fuggire
le
tentazioni
,
non
sentendomi
forte
alla
battaglia
,
io
esco
dalla
Santa
Chiesa
madre
.
Tutta
la
scalinata
è
piena
di
donne
che
socchiudono
li
occhi
,
un
poco
abbarbagliate
dalla
luce
esteriore
.
Un
romore
vasto
e
profondo
sale
dalla
piazza
attraversata
da
mille
vetture
,
un
romore
come
di
fiume
che
precipiti
da
una
rupe
a
valle
.
L
'
obelisco
è
tutto
roseo
all
'
estremo
fuoco
del
sole
;
le
fontane
,
nell
'
aria
senza
vento
,
spumeggiano
con
tranquilla
pompa
superando
le
statue
dei
porticati
;
il
Redentore
e
i
dodici
Apostoli
campeggiano
sopra
un
cielo
leggermente
verde
,
sparso
di
vapori
luminosi
.
Una
mollezza
irresistibile
discende
da
quel
cielo
di
primavera
.
Pare
che
dai
giardini
del
Vaticano
muovano
i
profumi
e
sorpassando
li
edifici
giungano
fino
all
'
atrio
della
basilica
...
O
mio
Dio
,
e
quando
voi
sarete
per
me
tutto
in
tutte
le
cose
?
O
Gesù
,
tre
volte
caduto
sotto
il
peso
dei
peccati
del
mondo
e
tre
volte
risollevato
dalla
forza
d
'
un
amore
invincibile
,
risollevate
me
dall
'
abbattimento
in
cui
mi
gettano
le
mie
tristi
esitazioni
.
Fate
ch
'
io
sia
umile
nel
riconoscimento
della
mia
miseria
,
umile
nel
cambiamento
subitaneo
delle
mie
disposizioni
interiori
.
Un
giorno
,
o
mio
Dio
,
questi
ondeggiamenti
continui
dell
'
animo
si
placheranno
,
ed
io
sentirò
allora
,
amandovi
,
la
felice
sicurezza
di
amarvi
per
sempre
.
O
giorno
,
o
sole
divino
,
d
'
innanzi
a
cui
si
dilegueranno
perfino
le
ombre
del
peccato
,
quando
risplenderai
?
Così
sia
.
Amen
.
StampaQuotidiana ,
Sono
de
dieci
.
Nel
Corso
,
nella
piazza
Colonna
,
nella
piazza
di
Montecitorio
,
in
tutte
de
vicinanze
del
gran
Palazzo
Innocenziano
,
la
moltitudine
si
accalca
con
una
densità
tenace
ed
impenetrabile
.
Tutte
de
finestre
sono
gremite
.
Su
la
loggia
sostenuta
dal
portico
di
Vejo
gli
ombrellini
multicolori
ondeggiano
e
risplendono
come
una
gigantesca
fioritura
di
papaveri
,
di
gigli
e
di
rose
...
artificiali
.
Il
sole
è
ardente
e
fastidioso
.
Gli
spettatori
sono
assai
più
pigiati
e
schiacciati
che
non
sieno
i
guerrieri
Marcomanni
su
per
la
colonna
del
glorioso
imperatore
Marco
Aurelio
,
e
de
loro
facce
sono
assai
più
varie
che
non
i
geroglifici
dell
'
obelisco
di
Psammetico
primo
.
Vi
rammentate
i
versi
degli
Emaux
?
La
sentinelle
granitique
,
Gardienne
des
énormités
,
Se
dresse
entre
un
faux
temple
antique
Et
la
chambre
des
députés
.
Je
vois
,
de
janvier
à
décembre
La
procession
de
bourgeois
,
Les
Solons
qui
vont
à
la
chambre
,
Et
les
Arthurs
qui
vont
au
Bois
...
Il
caldo
aumenta
di
minuto
in
minuto
.
L
'
aspettazione
è
immensa
.
I
gendarmi
mettono
un
argine
di
ferro
alla
folla
invadente
.
Di
tanto
in
tanto
sorgono
voci
alte
e
fioche
.
L
'
operaio
,
il
piccolo
possidente
,
il
commesso
di
negozio
,
il
pick
pocket
,
la
donnetta
politica
,
il
tribuno
da
strapazzo
,
il
vecchio
impiegato
memore
delle
antiche
pompe
pontificie
,
l
'
ozioso
che
prende
diletto
ad
ogni
spettacolo
e
che
assiste
immancabilmente
dalla
piazzetta
di
Sciarra
alla
discesa
della
palla
meridiana
,
e
il
dilettante
che
conosce
tutte
le
celebrità
politiche
e
le
ha
seguite
nella
loro
carriera
,
e
il
reduce
delle
patrie
battaglie
,
e
l
'
elettore
,
tutti
questi
varissimi
tipi
tumultuano
su
l
'
asfalto
del
marciapiede
e
giuocano
di
gomiti
per
conquistare
un
posto
da
cui
poter
godere
la
grande
cerimonia
regale
...
Le
trombe
squillano
.
Gli
ufficiali
gridano
un
comando
.
Le
canne
dei
fucili
,
nel
movimento
rapido
e
preciso
,
mandano
un
baleno
che
si
propaga
per
tutta
l
'
ala
militare
.
In
fondo
al
Corso
,
verso
la
piazza
di
Venezia
,
si
vedono
luccicare
de
dorature
della
prima
carrozza
di
Corte
sormontate
dalle
parrucche
e
dagli
abiti
rossi
degli
staffieri
.
Le
corazze
delle
guardie
folgoreggiano
meravigliosamente
polite
come
quelle
dei
paladini
di
messer
Lodovico
.
La
pompa
s
'
avvicina
.
Viva
il
Re
!
Nell
'
aula
di
Montecitorio
lo
spettacolo
è
diverso
,
ma
l
'
impazienza
è
in
tutti
egualmente
viva
.
Quei
felici
mortali
che
posseggono
un
biglietto
,
guadagnato
a
furia
di
insistenze
e
fastidii
infiniti
,
giungono
tutti
sudanti
e
anelanti
,
con
la
cravatta
a
sghimbescio
,
con
il
frac
dalle
maniche
troppo
lunghe
e
dalle
code
troppo
larghe
,
preso
in
affitto
per
la
grande
occasione
,
con
la
tuba
tutta
arruffata
.
Attraversano
la
folla
a
testa
bassa
,
non
si
curano
né
delle
spinte
né
delle
pestate
né
delle
imprecazioni
,
pur
di
giungere
in
un
posto
da
cui
si
possa
vedere
il
Re
o
almeno
la
Regina
.
Le
signore
,
entrando
,
a
quel
fiato
torrido
che
sale
dall
'
emiciclo
e
dagli
scanni
inferiori
,
impallidiscono
,
restano
un
momento
smarrite
,
non
sanno
dove
andare
a
sedere
,
si
peritano
a
scomodare
tante
persone
.
Sorgono
dei
brontolii
qua
e
là
,
poco
cavallereschi
.
Non
soltanto
le
alte
tribune
,
ma
tutti
i
corridoi
intorno
intorno
,
dietro
gli
scanni
dei
deputati
,
e
le
scalinate
,
si
riempiono
in
un
attimo
.
Un
cinguettio
confuso
e
ineguale
suona
da
un
capo
all
'
altro
,
sotto
la
cupola
grigia
e
azzurra
che
pare
di
cartone
.
Non
è
possibile
,
in
mezzo
a
tanta
folla
,
distinguere
le
persone
amiche
,
le
signore
note
,
le
eleganti
,
quelle
che
empiono
dei
loro
nomi
tutte
le
cronache
mondane
.
A
pena
a
pena
,
qua
e
là
,
una
toilette
vivace
,
molto
chiara
o
molto
rossa
,
un
cappellino
molto
carico
di
fiori
o
molto
scintillante
di
jais
,
un
ventaglio
molto
ampio
,
dalle
stecche
dorate
o
dalle
pitture
vistose
o
dalle
piume
magnifiche
,
rompono
la
monotonia
,
chiamano
l
'
occhio
,
fanno
volgere
i
cannocchiali
.
Nella
tribuna
degli
ambasciatori
alcune
dame
,
vestite
con
una
gaia
leggerezza
estiva
,
si
muovono
,
parlano
,
ridono
,
agitano
il
ventaglio
tra
i
diplomatici
ben
gallonati
e
decorati
.
Tutte
le
insegne
cavalleresche
del
mondo
civile
brillano
su
quei
petti
giovenili
o
senili
.
Il
vecchio
Keudell
trionfa
.
Un
attaché
biondo
di
Russia
sorride
amaramente
sotto
il
peso
delle
sue
pellicce
magnatizie
.
Il
bel
conte
d
'
Arco
,
tutto
vermiglio
su
le
lunghe
gambe
bianche
,
pare
un
fenicottero
del
lago
d
'
Albufera
.
Il
ministro
di
Turchia
è
tutto
un
'
opera
di
oreficeria
e
,
fatta
eccezione
per
la
barba
e
per
la
fede
maomettana
,
rammenta
la
venerata
immagine
della
madonna
di
Loreto
.
I
ciondoli
,
i
nastri
,
gli
alamari
,
le
croci
,
i
tosoni
,
i
collari
sono
innumerevoli
.
Tutti
i
più
bizzarri
simboli
della
onorificenza
umana
sono
chiusi
tra
quelle
quattro
colonne
di
cartapesta
,
come
in
un
reliquiario
.
Mancano
le
vetrine
.
Ma
il
rombo
del
cannone
giunge
con
un
tuono
sordo
nell
'
aula
;
e
per
le
tribune
corre
un
mormorio
più
sonoro
.
Ci
vogliono
ancora
dieci
minuti
all
'
arrivo
del
Re
.
Le
conversazioni
si
rianimano
.
Tutti
si
alzano
su
la
punta
dei
piedi
per
guardare
i
deputati
che
o
stanno
seduti
negli
scanni
o
girano
distribuendo
e
ricevendo
strette
di
mano
.
I
nuovi
eletti
si
riconoscono
subito
:
molti
hanno
una
miserevole
aria
provinciale
,
si
sentono
impacciati
nell
'
abito
nero
,
nella
camicia
inamidata
,
nei
guanti
bianchi
.
Si
guardano
intorno
con
sospetto
,
temendo
sempre
di
sorprendere
su
le
labbra
dei
colleghi
un
sorriso
ironico
.
Hanno
in
cuore
una
certa
palpitazione
pensando
al
momento
in
cui
di
tra
la
insidiosa
barba
dell
'
onorevole
Depretis
uscirà
il
loro
nome
.
Con
qual
tono
di
voce
dovranno
essi
pronunziare
il
giuro
?
E
se
la
voce
mancasse
?
E
se
fosse
ridicola
?
E
se
suscitasse
l
'
ilarità
nei
colleghi
?
Mio
Dio
,
quale
incertezza
!
Alcuni
,
più
arditi
,
già
invasi
dalla
febbre
dell
'
ambizione
,
meditano
un
piano
.
Si
faranno
notare
anche
nel
pronunziare
quel
semplice
giuro
.
Vibreranno
il
verbo
con
una
voce
sonora
,
ferma
,
chiarissima
,
facendo
un
gesto
risoluto
.
Altri
sognano
,
guardando
con
gli
occhi
imbambolati
la
rossa
tribuna
della
Regina
.
Essi
un
giorno
si
leveranno
dal
loro
banco
,
d
'
improvviso
,
e
in
un
istante
abbatteranno
il
ministero
,
con
un
discorso
,
con
un
solo
grande
discorso
che
poi
appassionerà
l
'
Italia
intiera
...
Altri
sono
commossi
;
si
sentono
su
la
bocca
dello
stomaco
un
tremolio
singolare
.
E
dalle
tribune
gli
spettatori
si
chinano
,
si
sporgono
,
tendono
il
collo
,
fiutando
la
grandezza
politica
,
simili
a
quegli
affamati
che
vanno
a
respirare
,
dagli
spiragli
delle
cucine
principesche
,
gli
odori
dei
tartufi
e
degli
arrosti
fini
.
Così
anche
i
dieci
minuti
passano
.
La
Regina
entra
fra
gli
applausi
,
ringrazia
con
quei
lenti
e
nobilissimi
inchini
che
sono
una
delle
sue
grazie
regali
.
Le
dame
di
Corte
le
fanno
intorno
corona
.
La
contessa
di
Santafiora
,
tutta
bianca
,
con
delle
piume
leggere
tra
i
capelli
,
emerge
su
le
altre
.
Dietro
una
colonna
s
'
affaccia
il
profilo
bellissimo
della
contessa
Taverna
.
I
gentiluomini
sono
pieni
di
ricami
d
'
oro
.
Gli
applausi
crescono
e
scoppia
un
lungo
grido
che
fa
tremare
i
vetri
del
lucernario
e
tutta
la
puerile
architettura
.
Viva
il
Re
!
Il
Re
d
'
Italia
è
entrato
in
Parlamento
.