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> anno_i:[1880 TO 1910}
IL PRECURSORE. GIACOMO CASANOVA ( MORASSO MARIO , 1905 )
StampaPeriodica ,
Vi è qualcuno che un secolo e mezzo prima di noi ha vissuto la nostra vita febrile , è stato invaso dalla nostra inquieta agitazione , ha cercato sempre al pari di noi l ' eccesso , ha pensato con le nostre idee , ha compiuto i medesimi sforzi nostri per raggiungere la vetta ed ha sentito come noi . È Giacomo Casanova , colui che è conosciuto soltanto come il famoso avventuriero veneziano o come un Don Giovanni di facile contentatura , mentre meriterebbe di esserlo come il più grande e il più completo precursore dell ' uomo moderno . Ed è veramente strano in tanta smania di ricerche storiche come questa sua qualità tipica ed eminentissima non sia stata ancora rilevata , come in lui non si sia veduta questa evidentissima stoffa di uomo nuovo , di uomo nostro contemporaneo che egli ha affermato nettamente e indelebilmente in duplice guisa , come uomo e come artista , nella sua vita e nel racconto della sua vita , in contrasto netto con lo sfondo conservatore e tradizionale della sua città . Ma a dir vero Casanova , se è nato a Venezia , non è veneziano , la sua nascita a Venezia non è che una combinazione , egli è figlio d ' arte , e in ciò già si mostra uno dei suoi aspetti di precursore . La sua patria non è come per gli altri uomini del suo tempo una città , un borgo , una breve zona di terra , la sua patria si estende fin dove arrivano le peregrinazioni degli artisti italiani da teatro di allora ; è grande come l ' Europa , è stata materialmente Venezia come poteva esserlo qualsiasi altra capitale europea . Casanova adulto è quasi sempre in istato di guerra con la sua città natale . Fra lui e Venezia pare esistere una specie di idiosincrasia , mentre egli viceversa è essenzialmente cosmopolita . Egli si trova a suo agio a Napoli come a Parigi , a Roma come a Londra , a Aix come a Baden , a Costantinopoli come a Mosca , a Corfù come ad Amsterdam . Ha un portamento internazionale , europeo , superiore ai singoli usi locali , che va bene da per tutto , come quello della odierna alta società cosmopolita che passa l ' estate in Norvegia , l ' inverno al Cairo , la primavera a Parigi e l ' autunno nei suoi castelli e in Italia , trovandosi ovunque come in casa propria . Da Venezia il Casanova ha tratto soltanto una particolare predilezione per le forme fastose , per gli adornamenti , per gli spensierati svaghi del passato . Ma il precursore ardito e geniale si rivela subito prepotentemente in lui , allorché nella lotta per la vita si tratta di conquistarsi un posto nel mondo . Casanova è non solo quello che noi chiamiamo il self - made - man , ma il precursore , il primo dei self - made - men moderni ed inoltre egli è più volte il self - made - man di se stesso . Poiché non solo egli è stato costretto a rifarsi da capo la sua posizione a partire dal nulla per arrivare a tutto , ma questa ricostruzione egli ha operato nelle guise più diverse per differenti personalità . Egli riassume in sé tutta una schiera di arrivisti . Dovendo pur sempre prendere le mosse da zero , dal niente , noi lo vediamo già in buona situazione alla corte pontificia , poi nelle milizie venete , poi tra i patrizi più illustri di Venezia , poi ancora grande finanziere e delegato governativo a Parigi , ricco banchiere in Olanda , intraprendente industriale a Parigi , invincibile e temerario giocatore a Aix , a Milano e a Genova , frequentatore di sovrani e di nobili , gran signore nei divertimenti , viaggiatore instancabile , avventuriero astutissimo , conversatore arguto e desiderato , scrittore colto e inspirato . In ognuna di queste direzioni il Casanova ha dovuto sempre mettersi in cammino da principio . Dell ' edificio elevato precedentemente al sopraggiungere della catastrofe nulla restava , ogni volta l ' uomo precipitava al fondo e doveva rifabbricare dalle fondamenta , ed ogni volta egli arrivava alla cima . Io non so scorgere altro esempio di questo gigantesco lavoro di Sisifo , compiuto sempre con successo . Sono i primi passi quelli che costano , sono i primi quattrini i più difficili a fare , e il Casanova ad ognuna delle sue incarnazioni doveva appunto cominciare da questi durissimi preliminari . Primo dei Robinson , nell ' isola deserta e ostile in cui si trovano tutti i miserabili , tutti i naufraghi della vita , egli si è trovato in ogni periodo della sua molteplice esistenza , nella condizione peggiore di quella dei Robinson da romanzo ; sprovvisto di tutto , mancando persino degli avanzi del vascello infranto da cui trarre il primo strumento indispensabile per far gli altri , e malgrado ciò egli ha saputo sempre farsi tutto . Quei meravigliosi e tenacissimi nord - americani , che si ricompongono anche tre o quattro volte i milioni di dollari inghiottiti nelle tempeste della Borsa , sono da meno di lui , perché eglino ripercorrono sempre presso a poco la stessa strada , mentre il Casanova , come ho detto , ad ogni rovescio si avviava per un cammino nuovo e toccava un nuovo vertice . Ma egli è qualcosa di più e assai più di un iniziatore dell ' arrivismo , egli è il preannunziatore della vita moderna in tutte le sue faccie , è il primo uomo moderno . L ' ansia di novità , il desiderio di tutto vedere e di tutto provare , l ' incontentabilità nostra sono già acutissime in lui . Egli ha addirittura la frenesia di viaggiare , di correre , di passare da una sensazione all ' altra vertiginosamente , egli fa presentire le due caratteristiche dei tempi moderni : la smania dei viaggi e la cupidigia della velocità . Non si arresta mai , gira l ' Europa tre o quattro volte in tutti i sensi , non si riposa mai , se non viaggia materialmente , viaggia con il sentimento , con la fantasia , cacciandosi volontariamente nei più ardui intrighi quasi a sfogare un ardore esuberante ; nulla lo trattiene , neanche la felicità , neanche la ricchezza . A Milano e ad Amsterdam ove le due fortune gli si offrivano riunite nelle mani di due belle fanciulle , egli pure innamorato , pur consapevole della importanza della rinuncia , rifiuta e se ne va ; l ' idea di un vincolo lo esaspera anche se contesto di rose . Egli è il moto perpetuo , oggi sarebbe un esploratore , uno chauffeur avido di rapidità , al suo tempo non poteva essere che un avventuriero vagabondo , quando l ' uomo normale doveva accontentarsi dei confini dentro i quali poteva andare e tornare in un giorno con le sue gambe o quelle del suo cavallo . Ma il Casanova se fu un avventuriero riuscì ad essere per la superiorità del suo spirito il capo schiera , l ' iniziatore di quella corrente di viaggiatori , di turisti che ora girano il mondo osservando e studiando tutto ciò che presenta di bello e di importante storicamente e artisticamente . Casanova non viaggiava solo per far quattrini e per sfuggire alle polizie , viaggiava per viaggiare , per il suo diletto , per soddisfare un bisogno del suo spirito , e tutto vedeva e tutto esaminava e tutto annotava , talché le sue Memorie sono per una parte una anticipazione del Baedeker e per l ' altra un grandioso e prezioso rilievo morale , politico , economico , artistico dell ' Europa prima della Rivoluzione francese . È lo spirito moderno che freme nel Casanova , egli non è soltanto un precursore nella sua attività esteriore , ma in quella interiore , e cioè per le idee e i sentimenti . Se l ' uomo si atteggia a alchimista , a indovino , a mago , se pratica la cabbala e con madame d ' Urfé offre sacrifici alla luna e ai pianeti , se interroga l ' oroscopo prima di agire e si mostra superstizioso , egli è il primo a ridere delle sue operazioni e della sua personalità sopranaturale che egli si affibbia perché sovente non può farne a meno , per necessità di vivere , perché gli altri vogliono essere mistificati . Ma come un perfetto attore che recita impareggiabilmente la propria parte talvolta vi prende gusto anche lui e si illude col proprio artificio . Del resto quante volte egli non dice dopo che i fatti hanno dato ragione al suo oroscopo , che lo stesso sarebbe avvenuto se anche l ' oroscopo avesse preveduto il contrario ? Ma sottilmente , con una osservazione veramente moderna , egli aggiunge che la previsione dell ' oroscopo , quando si tratta di fatti soggettivi può aver fornito uno dei tanti motivi al determinarsi dell ' azione in quella data guisa anziché in un ' altra . E in ciò ha ragione . Ma il Casanova del resto , malgrado l ' educazione ecclesiastica , è un irreligioso . Crede in Dio , ma in un Dio sommamente vago , un sommo arbitro di tutti i destini , un fato superiore che egli invoca a ogni proposito , per cavarsi la fame , come per la buona piega di una avventura amorosa , per vincere un colpo di faraone come per riuscir salvo in un duello , per far sì che non si riconosca il veleno propinato a una vecchia monaca come per iscampare dai Piombi . È un Dio universale , ma che diventa anche un Dio personale , una specie di demone che lo consiglia e lo spinge nelle sue imprese . Ripugna dall ' ateismo , biasima gli scrupoli , ma vuole la religione per il popolo . La sua morale è opportunistica ed egoistica , egli è di manica estremamente larga con sé stesso e con gli altri . I suoi giudizi morali sono tanto moderni che si identificano con quelli che tanto comunemente quanto erroneamente si chiamano nietzschiani . È per lui bene tutto quello che profitta , che fa piacere senza nuocere ad altri od anche quando il nocumento altrui è inferiore al piacere proprio . Con questa norma fissa egli dirige la sua vita , con questa massima cerca di persuadere le sue belle quando gli si mostrano riluttanti in nome del dovere , e cerca di tranquillare se stesso quando spoglia con la magia e col gioco gli imbecilli . Intanto sarebbero spogliati egualmente da altri che non farebbero dei quattrini l ' uso giocondo che ne fa lui , ed egli tesse l ' elogio della prodigalità , del lusso , di tutto ciò che esprime una pienezza di vita . L ' inseguimento dei piaceri è la sola mèta che meriti tutti gli sforzi , ciò che il mondo condanna come futilità è la sola occupazione che gli sembra seria , mentre quelle che sono considerate come occupazioni serie sono le vere futilità e di una sola cosa teme invecchiando , di cambiar parere , di non ritenere cioè come le uniche cose serie le care futilità di una volta . In politica egli ha una visione doppiamente presaga per i fatti e le tendenze . In ben due punti delle sue memorie egli presente il rombo lontano della rivoluzione francese e ne intuisce il formidabile schianto , come del pari capisce la debolezza del malgoverno russo e l ' imminente tramonto dello Stato veneziano . Circa le tendenze è quasi un liberale , ma un liberale pratico , non insegue la retorica dei principii astratti , ma ricava le sue osservazioni dai singoli avvenimenti , caso per caso . Sono gli stessi favoritismi da lui ottenuti che gli porgono materia per rilevare la dilapidazione del pubblico denaro , la corruzione dei funzionari , l ' incapacità dei dirigenti . Da qui egli trae facilmente i criteri a cui dovrebbe ispirarsi un governo saggio , criteri che poi saranno quelli predicati invano dagli uomini migliori della rivoluzione . Ma il merito più grande del Casanova , il suo merito non equivoco , il suo titolo non contestabile di gloria consiste nella sua anticipazione artistica . In arte egli è un vero e grande precursore . Egli è il primo romanziere moderno , le memorie della sua vita costituiscono una collana di singoli romanzi , svolti con piena maestria , completi , interessanti e differenti l ' uno dall ' altro e formano un solo grandioso romanzo di carattere universale che ha per isfondo l ' Europa e conta migliaia di personaggi , un romanzo mirabile di ambiente , di costumi , di avventura e di psicologia . Il Casanova precorre così il vero romanzo francese in un tempo in cui il romanzo non ci presenta che due soli artisti il Laclos e il Rousseau , egli il Casanova edifica una immensa Comédie humaine 40 anni prima di Balzac . Quando le svenevolezze di Bernardin de Saint Pierre o l ' enfasi retorica degli enciclopedisti infestavano il racconto , falsavano la verità , deformavano il tipo del romanzo , il Casanova è il solo narratore , è il solo che sa raccontare con semplicità , con sobrietà , con franchezza e con interesse . Egli va diritto al suo scopo , qualche breve osservazione qualche tratto significante del paesaggio e poi la narrazione corre via con vivacità e naturalezza , il dialogo si schermisce con agilità e l ' avvenimento si trova inquadrato nettamente e chiaramente . Per un lato egli riprende la tradizione aristofanea e boccaccesca , per l ' altro precede e anche supera tutte le arditezze dei veristi . Nessuno dopo di lui ha osato dire quello che egli ha detto , nessuno ha osato mostrarsi a nudo come egli si è mostrato , spiegare con altrettanta crudezza i moventi delle proprie azioni , il meccanismo spesso inconfessabile del proprio io . Un tale ardimento non trova riscontro che in opere assolutamente diverse dalla sua , nelle terribili sfide dello Stirner e del Nietzsche . Tale è l ' uomo che non si è pentito mai e che ha cercato di goder sempre , l ' uomo che non ha commesso mai falli , perché non ha mai avuto la coscienza di commetterne che ha considerato la vita come una fonte di piacere e una avventura da raccontare piacevolmente , che ha vissuto e si è guardato attentamente a vivere , attore e spettatore simultaneo della sua esistenza . Dal neo - ellenismo degli esteti alla saggezza di Maeterlinck , il cavaliere di Seingalt aveva già discoperto le più recondite e sottili pieghe dell ' anima moderna , e anche la sua inguaribile imbecillità , impiantando per primo il gioco del lotto , nella nazione più di spirito del mondo , la Francia .
TRAD. DI CANTICO DI NATALE DI CH. DICKENS ( VERDINOIS FEDERIGO , 1888 )
Miscellanea ,
Strofa Prima Lo spettro di Marley Marley , prima di tutto , era morto . Niente dubbio su questo . Il registro mortuario portava le firme del prete , del chierico , dell ' appaltatore delle pompe funebri e della persona che aveva guidato il mortoro . Scrooge vi aveva apposto la sua : e il nome di Scrooge , su qualunque fogliaccio fosse scritto , valeva tant ' oro . Il vecchio Marley era proprio morto per quanto è morto , come diciamo noi , un chiodo di porta . Badiamo ! non voglio mica dare ad intendere che io sappia molto bene che cosa ci sia di morto in un chiodo di porta . Per conto mio , sarei stato disposto a pensare che il pezzo più morto di tutta la ferrareccia fosse un chiodo di cataletto . Ma poiché la saggezza dei nostri nonni sfolgora nelle similitudini , non io vi toccherò con sacrilega mano ; se no , il paese è bell ' e ito . Lasciatemi dunque ripetere , solennemente , che Marley era morto com ' è morto un chiodo di porta . Sapeva Scrooge di questa morte ? Beninteso . Come avrebbe fatto a non saperlo ? Scrooge e il morto erano stati soci per non so quanti anni . Scrooge era il suo unico esecutore testamentario , unico amministratore , unico procuratore , unico legatario universale , unico amico , unico guidatore del mortoro . Anzi il nostro Scrooge , che per verità il triste evento non aveva fatto terribilmente spasimare , si mostrò sottile uomo d ' affari il giorno stesso dei funerali e lo solennizzò con un negozio co ' fiocchi . Il ricordo dei funerali mi fa tornare al punto di partenza . Non c ' è dunque dubbio che Marley era morto . Questo mettiamolo bene in sodo , se no niente di maraviglioso potrà scaturire dalla storia che son per narrarvi . Se non fossimo perfettamente convinti che il padre d ' Amleto è morto prima che s ' alzi il sipario , la sua passeggiatina notturna su pei bastioni al vento di levante non ci farebbe maggiore effetto della bisbetica passeggiata di un qualunque attempato galantuomo il quale se n ' andasse di notte in un posto ventoso - il cimitero di San Paolo , poniamo - pel solo gusto di sbalordire la melansaggine del proprio figliuolo . Scrooge non cancellò dall ' insegna il nome del vecchio Marley . Parecchi anni dopo , leggevasi sempre sulla porta del magazzino : " Scrooge e Marley " . La ditta era nota per Scrooge e Marley . Seguiva a volte che qualche novizio agli affari desse a Scrooge ora il nome di Scrooge e ora quello di Marley ; ma egli rispondeva a tutti e due . Per lui era tutt ' una cosa . Oh ! ma che stretta sapevano avere le benedette mani di cotesto Scrooge ! come adunghiavano , spremevano , torcevano , scuoiavano , artigliavano le mani del vecchio lesina peccatore ! Aspro e tagliente come una pietra focaia , dalla quale nessun acciaio al mondo aveva mai fatto schizzare una generosa scintilla ; chiuso , sigillato , solitario come un ' ostrica . Il freddo che aveva di dentro gli gelava il viso decrepito , gli cincischiava il naso puntuto , gli accrespava le guance , gli stecchiva il portamento , gli facea rossi gli occhi e turchinucce le labbra sottili , si mostrava fuori in una voce acre che pareva di raspa . Sul capo , nelle sopracciglie , sul mento asciutto gli biancheggiava la brina . La sua bassa temperatura se la portava sempre addosso ; gelava il suo studio né giorni canicolari ; non lo scaldava di un grado a Natale . Caldo e freddo non facevano effetto sulla persona di Scrooge . L ' estate non gli dava calore , il rigido inverno non lo assiderava . Non c ' era vento più aspro di lui , non c ' era neve che cadesse più fitta , non c ' era pioggia più inesorabile . Il cattivo tempo non sapeva da che parte pigliarlo . L ' acquazzone , la neve , la grandine , il nevischio , per un sol verso si potevano vantare di essere da più di lui : più di una volta si spargevano con larghezza : Scrooge no , mai . Nessuno lo fermava mai per via per dirgli con cera allegra : " Come si va , caro il mio Scrooge ? a quando una vostra visita ? " Né un poverello gli chiedeva la più piccola carità , né un bambino gli domandava che ore fossero , né uomo o donna , una volta sola in tutta la vita loro , si erano rivolti a lui per informarsi della tale o tal ' altra strada . Perfino i cani dei ciechi davano a vedere di conoscerlo ; scorgendolo di lontano subito si tiravano dietro il padrone in una corte o in un chiassuolo . Poi scodinzolavano un poco , come per dire : " Povero padrone mio , val meglio non aver occhi che avere un mal occhio ! " Ma che gliene premeva a Scrooge ! Meglio anzi , ci provava gusto . Sgusciare lungo i sentieri affollati della vita , ammonendo la buona gente di tirarsi in là , era per Scrooge come per un goloso sgranocchiar pasticcini . Una volta - il più bel giorno dell ' anno , la vigilia di Natale - il vecchio Scrooge se ne stava a sedere tutto affaccendato nel suo banco . Il tempo era freddo , uggioso , tutto nebbia ; e si sentiva la gente di fuori andar su e giù , traendo il fiato grosso , fregandosi forte le mani , battendo i piedi per terra per scaldarseli . Gli orologi del vicinato avevano battuto le tre , ma era già quasi notte , se pure il giorno c ' era stato . Dalle finestre dei negozi vicini rosseggiavano i lumi come tante macchie sull ' aria grigia e spessa . Entrava la nebbia per ogni fessura , per ogni buco di serratura ; e così densa era di fuori che , ad onta dell ' angustia del vicoletto , le case dirimpetto parevano fantasmi . Davvero , quella nuvola scura che scendeva e scendeva sopra ogni cosa faceva pensare che la Natura , stabilitasi lì accanto , avesse dato l ' aire a una sua grande manifattura di birra . L ' uscio del banco era aperto , per dare agio a Scrooge di tenere d ' occhio il suo commesso , il quale , inserito in una celletta più in là , una specie di cisterna , attendeva a copiar lettere . Scrooge non aveva per sé che un fuocherello ; ma tanto più misero era il fuocherello del commesso , che pareva fatto di un sol pezzo di carbone . Né c ' era verso di accrescerlo , perché la cesta del carbone se la teneva Scrooge con sé ; e quando per caso il commesso entrava con in mano la paletta , issofatto il principale gli faceva capire che sarebbe stato costretto a dargli il benservito . Epperò lo scrivano si avvolgeva al collo il suo fazzoletto bianco e ingegnavasi di scaldarsi alla fiamma della candela : il che , per non essere egli un uomo di gagliarda immaginazione , non gli riusciva né punto né poco . - Buon Natale , zio ! un allegro Natale ! Dio vi benedica ! - gridò una voce gioconda . Era la voce del nipote di Scrooge , piombato nel banco così d ' improvviso che lo zio non lo aveva sentito venire . - Eh via ! - rispose Scrooge - sciocchezze ! - S ' era così ben scaldato , a furia di correre nella nebbia e nel gelo , cotesto nipote di Scrooge , che pareva come affocato : aveva la faccia rubiconda e simpatica ; gli lucevano gli occhi e fumava ancora il fiato . - Come , zio , Natale una sciocchezza ! - esclamò il nipote di Scrooge . - Voi non lo pensate di certo . - Altro se lo penso ! - ribatté Scrooge . - Un Natale allegro ! o che motivo hai tu di stare allegro ? che diritto ? Sei povero abbastanza , mi pare . - Via , via - riprese il nipote ridendo . - Che diritto avete voi di essere triste ? che ragione avete di essere uggioso ? Siete ricco abbastanza , mi pare . - Scrooge , che non avea pel momento una risposta migliore , tornò al suo " Eh via ! sciocchezze . " - Non siate così di malumore , zio - disse il nipote . - Sfido io a non esserlo - ribatté lo zio - quando s ' ha da vivere in un mondaccio di matti com ' è questo . Un Natale allegro ! Al diavolo il Natale con tutta l ' allegria ! O che altro è il Natale se non un giorno di scadenze quando non s ' hanno danari ; un giorno in cui ci si trova più vecchi di un anno e nemmeno di un ' ora più ricchi ; un giorno di chiusura di bilancio che ci dà , dopo dodici mesi , la bella soddisfazione di non trovare una sola partita all ' attivo ? Se potessi fare a modo mio , ogni idiota che se ne va attorno con cotesto " allegro Natale " in bocca , avrebbe a esser bollito nella propria pentola e sotterrato con uno stecco di agrifoglio nel cuore . Sì , proprio ! - Zio ! - pregò il nipote . - Nipote ! - rimbeccò accigliato lo zio , - tieniti il tuo Natale tu , e lasciami il mio . - Il vostro Natale ! ma che Natale è il vostro , se voi non ne fate ? - Vuol dire che così mi piace , e tu non mi rompere il capo . Buon pro ti faccia il tuo Natale ! E davvero che te n ' ha fatto del bene fino adesso ! - Di molte cose buone sono stato io a non voler profittare , quest ' è certo - rispose il nipote ; - e il Natale fra l ' altre . - Ma il fatto è che io ho tenuto sempre il giorno di Natale , quando è tornato - lasciando stare il rispetto dovuto al suo sacro nome , se si può lasciarlo stare - come un bel giorno , un giorno in cui ci si vuol bene , si fa la carità , si perdona e ci si spassa : il solo giorno del calendario , in cui uomini e donne per mutuo accordo pare che aprano il cuore e pensino alla povera gente come a compagni di viaggio verso la tomba e non già come ad un ' altra razza di creature avviata per altri sentieri . Epperò , zio , benché non mi abbia mai cacciato in tasca la croce di un soldo , io credo che il Natale m ' abbia fatto del bene e me ne farà . Evviva dunque il Natale ! - Il commesso non si seppe tenere dall ' applaudire dal fondo della sua cisterna ; ma , subito accortosi del marrone , si diè ad attizzare il fuoco e riuscì ad estinguere l ' ultima scintilla . - Un altro di cotesti rumori dalla vostra parte - disse Scrooge - e ve lo darò io il Natale con un bravo benservito . Sei davvero un parlatore coi fiocchi - sopraggiunse volgendosi al nipote . - Mi sorprende che non ti ficchino in Parlamento . - Non andate in collera , zio . Orsù , vi aspettiamo domani sera a pranzo . - Scrooge rispose che piuttosto lo volea vedere all ' inf ... Sì davvero , la disse tutta la parola . Allora , forse , avrebbe accettato l ' invito . - Ma perché ? - esclamò il nipote . - Perché ? - Perché diamine ti sei accasato ? - domandò Scrooge . - Perché ero innamorato . - Perché eri innamorato ! - grugnì Scrooge , come se cotesta fosse l ' unica cosa al mondo più ridicola di un allegro Natale . - Buona sera ! - Ma voi , zio , non siete mai venuto a trovarmi prima . Perché mo ' vi appigliate a cotesto pretesto ? - Buona sera , - disse Scrooge . - Niente voglio da voi ; niente vi chiedo : perché non dobbiamo essere amici ? - Buona sera , - disse Scrooge . - Mi fa pena , proprio , di trovarvi così ostinato . Tra noi non ci sono mai stati dissapori , ch ' io ci abbia avuto colpa . Ho voluto fare questa prova in onore di Natale , e il mio buonumore di Natale lo serberò fino in fondo . Buon Natale dunque zio mio ! - Buona sera , - disse Scrooge . - E buon principio d ' anno per giunta ! - Buona sera , - disse Scrooge . Il nipote se n ' andò . Né il nipote si lasciò sfuggire di bocca una sola parola dispettosa . Andò via tranquillo e si fermò un momento alla porta esterna per fare i suoi auguri al commesso , il quale , gelato com ' era , aveva però addosso più calore di Scrooge , perché cordialmente li ricambiò . - Eccone un altro - borbottò Scrooge che l ' aveva udito : - il mio commesso , con quindici scellini la settimana , moglie e figliuoli , che parla di buon Natale . Mi chiuderò nel manicomio . - Cotesto lunatico intanto , facendo uscire il nipote di Scrooge , aveva introdotto due altre persone . All ' aspetto ed ai modi erano gentiluomini : si cavarono il cappello e s ' inchinarono a Scrooge . Avevano in mano fogli e quaderni . - Scrooge e Marley , credo ? - disse uno de ' due guardando a una sua lista . - Ho io l ' onore di parlare al signor Scrooge o al signor Marley ? - Il signor Marley - rispose Scrooge - è morto da sette anni . Morì sette anni fa , proprio questa notte . - Non dubitiamo punto - riprese a dire quel signore , presentando le sue credenziali - che la sua liberalità abbia nel socio sopravvivente un degno rappresentante . - Così senz ' altro doveva essere ; perché i due soci erano stati come due anime in un nocciolo . Alla malaugurosa parola " liberalità " Scrooge aggrottò le ciglia , crollò il capo e restituì le credenziali . - In questa gioconda ricorrenza , signor Scrooge - disse quel signore , prendendo una penna , - è più che mai desiderabile il raccogliere qualche tenue soccorso per la povera gente sulla quale ricade tutto il rigore della stagione . Ce n ' ha migliaia che mancano dello stretto necessario ; centinaia di migliaia cui fa difetto il menomo benessere . - Non ci sono prigioni ? - domandò Scrooge . - Molte anzi - rispose l ' altro posando la penna . - E gli Ospizi ? gli hanno chiusi forse ? - No davvero ; così si potesse ! - Sicché il mulino de ' forzati e la legge su ' poveri son sempre in vigore ? - Sempre , ed hanno anche un gran da fare . - Oh ! io avevo temuto alle vostre prime parole , che qualche malanno avesse rovinato coteste utili istituzioni , - disse Scrooge . - Mi fa piacere di sentire il contrario . - Mossi dal pensiero che esse non procacciano alla moltitudine un qualunque benessere cristiano di anima o di corpo - rispose quel signore - alcuni di noi si danno attorno per raccogliere un tanto da comprare ai poveri un po ' di cibo e un po ' di carbone . Scegliamo quest ' epoca , come quella in cui il bisogno è più acuto e l ' abbondanza rallegra . Per che somma volete che vi segni ? - Per niente ! - rispose Scrooge . - Vi piace serbar l ' anonimo ? - Mi piace non essere disturbato . Poiché lo volete sapere , signori miei , ecco quel che mi piace . Per conto mio , non mi do bel tempo a Natale , né voglio fornire ai fannulloni i mezzi di darsi bel tempo . Pago la mia brava quota per gli stabilimenti che sapete : costano di molto : chi non sta bene fuori , ci vada . - Molti non possono , e molti altri preferirebbero la morte . - Se così è , si servano pure - disse Scrooge ; - scemerebbe di tanto il soverchio della popolazione . In fondo poi , scusatemi , io non ne so niente . - Non vi riuscirebbe difficile di saperlo - osservò l ' altro . - Non è affar mio - ribatté Scrooge . - È già molto che ci si raccapezzi negli affari nostri , senza immischiarci in quelli degli altri . I miei mi pigliano tutta la giornata . Buona sera , signori ! - Vista l ' inutilità di ogni altra insistenza , i due gentiluomini si accomiatarono . Scrooge si rimise al lavoro , molto contento del fatto suo e di più lieto umore che mai non fosse stato . Intanto la nebbia e le tenebre si facevano così fitte che degli uomini armati di torce correvano per le vie , profferendosi a far da guide alle carrozze . La vecchia torre di una chiesa , la cui campana arcigna pareva guardare a Scrooge dall ' alto della sua finestra gotica , divenne invisibile e prese a suonare le ore e i quarti nelle nuvole con un certo prolungato tremolio come se i denti le battessero . Il freddo infierì . Alla cantonata alcuni operai , intenti a restaurare i tubi del gas , avevano acceso un gran fuoco in un braciere , e intorno a questo una mano di uomini e di ragazzi cenciosi s ' era raccolta : si scaldavano le mani e battevano le palpebre alla fiamma , beati . La fontanina , abbandonata a sé stessa , s ' incoronava malinconicamente di ghiacci . I lumi delle botteghe , dove i ramoscelli di agrifoglio crepitavano al calore delle fiamme , facevano rosseggiare le facce pallide dei passanti . Le mostre dei pollaioli e dei salumai erano mostre davvero ; e così splendide , da parere quasi impossibile che la volgarità del comprare e del vendere ci avesse niente che vedere . Il lord Mayor , nella sontuosità fortificata del suo palazzo , impartiva ordini ai suoi cinquanta cuochi e canovai perché si festeggiasse il Natale come s ' addice alla casa di un lord Mayor . E perfino il sartuccio , da lui multato di cinque scellini il lunedì avanti per essere andato attorno ubriaco e assetato di sangue , si dava da fare nella sua soffitta per preparare il pranzetto del giorno appresso , mentre la moglie magrina con in collo la bimba andavano fuori a comprare il pezzo di carne che ci voleva . E cresceano la nebbia ed il freddo ! Un freddo pungente , tagliente , mordente . Se il buon San Dustano , lasciando le solite sue armi , avesse un po ' carezzato il naso dello Spirito maligno con un tempo di quella fatta , è certo che lo avrebbe fatto strillare come un ' aquila . Il proprietario di un miserabile nasetto , rosicchiato dal freddo famelico come un osso dai cani , si fermò davanti allo studio di Scrooge per allietarne l ' inquilino con una canzonetta natalizia ; ma alle prime parole : Dio vi tenga , o buon signore , Sano il corpo e allegro il core ... Scrooge die ' di piglio alla riga con tanta furia che il cantore scappò atterrito , lasciando libera la porta alla nebbia e alla gelata , meglio adatte al luogo che il canto non fosse . Arrivò l ' ora finalmente di chiudere il banco . A malincuore Scrooge smontò dal suo sgabello , dando così un tacito segno al commesso , il quale soffiò subito sulla candela e si pose il cappello . - Mi figuro - disse Scrooge - che la giornata di domani la vorrete tutta , eh ? - Se vi piace , signore . - Non mi piace punto e non è giusto . Se vi risecassi per questo un mezza corona , scommetto che vi riterreste trattato male , non è così ? - Il commesso sbozzò un debole sorriso . - Eppure - proseguì Scrooge - a voi non vi pare che io sia trattato male , quando sborso il salario di una giornata per niente . - Il commesso notò che si trattava di una volta all ' anno . - Bella scusa per cacciar le mani nelle tasche d ' un galantuomo ogni 25 di dicembre ! - esclamò Scrooge abbottonandosi il pastrano fin sotto il mento . - Vada per tutta la giornata , poiché così ha da essere . E badate almeno a trovarvi qui più presto del solito doman l ' altro ! - Il commesso promise , e Scrooge se n ' uscì grugnendo . Detto fatto , il banco fu chiuso , e il commesso , co ' capi del fazzoletto bianco che gli pendevano fin sotto al farsettino ( pastrano non ne sfoggiava ) se n ' andò a fare una sdrucciolata sul ghiaccio dietro una brigata di monelli , in onore della vigilia di Natale , e poi diritto a casa a Camden Town per giuocare a mosca cieca . Scrooge fece il suo malinconico desinare nell ' usata malinconica osteria . Dié una scorsa a tutti i giornali e si sprofondò nel suo squarcetto , ammazzò la serata e si avviò a casa per mettersi a letto . Abitava un quartiere , o meglio una sfilata di stanze , già un tempo proprietà del socio defunto , in un vecchio e bieco caseggiato che si nascondeva in fondo ad un chiassuolo . Davvero , quel caseggiato in quel posto non si sapeva che vi stesse a fare : si pensava , mal proprio grado , che da bambino , facendo a rimpietterelli con altre case , si fosse rincattucciato lì e non avesse più saputo venirne fuori . Oramai s ' era fatto vecchio ed arcigno . Non ci abitava che Scrooge : tutte le altre stanze erano date via in fitto per studi di commercio . Era così buio il chiassuolo , che lo stesso Scrooge , pur conoscendolo pietra per pietra , vi brancolava .. La nebbia incombeva così spessa davanti alla porta scura della casa , da far credere che il Genio dell ' inverno stesse lì a sedere sulla soglia , assorto in una lugubre meditazione . Ora , certo è che il picchiotto della porta , oltre ad essere massiccio , non aveva in sé niente di speciale . È anche certo che Scrooge , da che abitava lì , l ' aveva visto mattina e sera ; E lo stesso Scrooge , inoltre , era dotato di così temperata fantasia quanto alcun ' altra persona nella City di Londra , compresi , con rispetto parlando , tutti i membri del corpo municipale . Si badi altresì a questo che Scrooge non aveva pensato un sol momento a Marley , dopo averne ricordato la morte , quel giorno stesso avvenuta sette anni addietro . E dopo di ciò , mi spieghi chi vuole come seguisse che Scrooge , ficcata che ebbe la chiave nella toppa , vide nel picchiotto , da un momento all ' altro , non più un picchiotto , ma il viso di Marley . Il viso di Marley . Non avvolgevasi già , come ogni altra cosa intorno , nell ' ombra fitta ; anzi raggiava un certo bagliore livido come un gambero andato a male in un oscuro ripostiglio . Non era crucciato o feroce ; fissava Scrooge come Marley soleva fare , e lo fissava con occhiali da spettro alzati sopra una fronte da spettro . I capelli sollevavansi stranamente quasi mossi da un soffio o da un ' aria calda ; gli occhi , benché sbarrati , erano immobili ; la faccia livida . Una cosa orrenda : se non che l ' orrore era estraneo all ' espressione di quel viso e in certo modo gli era imposto . Scrooge si fermò e stette a guardare il fenomeno . Il picchiotto tornò ad esser picchiotto . Non si può dire ch ' egli non trasalisse e che il sangue non gli desse un tuffo , come non gli era mai avvenuto . Nondimeno riafferrò la chiave , che aveva lasciato un momento , la girò con forza , entrò e accese la candela . Sì ; prima di chiudere la porta , stette un po ' irresoluto , ed anzi si piegò cautamente a guardare dall ' altra parte , quasi temesse di veder scodinzolare fino nella corte il codino di Marley . Ma niente c ' era , altro che le capocchie delle viti che reggevano il picchiotto . " Via , via ! " disse Scrooge , e sbatacchiò la porta . Rimbombò il rumore per tutta la casa come un tuono . Ogni stanza di sopra , ogni botte nella cantina del vinaio di sotto , echeggiò per suo conto . Scrooge non era uomo da aver paura degli echi . Menò il paletto alla porta , traversò la corte , prese a salir le scale a tutto suo comodo e smoccolando la candela . Voi mi parlerete di quelle brave gradinate d ' una volta su per le quali ci si poteva andare con un tiro a sei ; ma io vi so dire che per questa scalinata di Scrooge ci poteva anche salire un carro mortuario , portato di traverso , col timone verso il muro e lo sportello verso la ringhiera ; e senza fatica , anche . Del posto ce n ' era più del bisogno . E dovette essere per questo che Scrooge si figurò di vedersi davanti uno di cotesti carri che lo precedeva nel buio . Una mezza dozzina di fiammelle di gas non avrebbero bastato a far lume in quel forno ; pensate dunque che bel chiarore notturno spandesse intorno la misera candela di Scrooge . Scrooge andava su , senza curarsene un fico secco : l ' oscurità costa poco , e a Scrooge gli piaceva . Se non che , prima di tirarsi dietro la porta massiccia , visitò una per una tutte le stanze per vedere se ogni cosa era in regola . Può darsi che un certo ricordo confuso della faccia con gli occhiali lo spingesse a far questo . Salotto , camera , stanzone , tutto in ordine . Nessuno sotto la tavola , nessuno sotto il canapè ; un fuocherello nel caminetto ; pronti il cucchiaio e la tazza ; il ramino con l ' orzo sulla fornacetta ( Scrooge aveva una infreddatura di testa ) . Nessuno sotto il letto ; nessuno nel gabinetto ; nessuno nella veste da camera , pendente dalla parete in attitudine sospetta . Lo stanzone come al solito : un vecchio parafuoco , un vecchio par di scarpe , due ceste da pesce , un lavamani a tre gambe e un par di molle . Rassicurato , tirò a sé la porta e si chiuse , contro il solito , a doppia mandata . Si tolse la cravatta , si cacciò nella veste da camera , nelle pantofole e nel berretto da notte ; sedette davanti al fuoco per prendere il suo decotto . Era un fuoco meschino ; meno di niente in una notte come quella . Dovette accostarvisi dappresso e quasi covarlo , prima di spremerne il menomo calore . Il caminetto decrepito era stato costruito tanti anni fa da qualche mercante olandese con intorno un ammattonato fiammingo tutto pieno de ' fatti della Storia Sacra . Ci erano de ' Caini e degli Abeli ; figlie de ' Faraoni , regine di Saba , messi celesti calanti per l ' aria sopra nuvole a foggia di piumini , Abrami , Baldassarri , Apostoli che salpavano in tante salsiere , centinaia di figure da attrarre i suoi pensieri . Eppure , quel cosiffatto viso di Marley , morto da sette anni , veniva come la verga dell ' antico profeta ad ingoiare ogni cosa . Se ciascuno di quei mattoni vetriati fosse stato bianco e capace di riprodurre una figura fatta dai minuzzoli de ' pensieri di lui , si sarebbero viste senza meno altrettante facce del vecchio Marley . - Sciocchezze ! - disse Scrooge ; e si diede a passeggiare su e giù per la camera . Dopo un poco tornò a sedere . Arrovesciando il capo sulla spalliera del seggiolone , gli venne fatto di fermar gli occhi sopra un campanello disusato , che per una ragione o per l ' altra comunicava con una camera posta in cima al caseggiato . Con uno stupore grande , con un terrore nuovo , inesplicabile , egli vide quel campanello dondolare un poco . È così dolce era quel dondolio in principio che appena dava un filo di suono ; ma di lì a poco squillò con violenza e tutti i campanelli della casa risposero allo squillo stridente . Durò la cosa forse un minuto , forse mezzo : ma sembrò che durasse un ' ora . Tutti i campanelli smessero insieme , di botto , come avevano cominciato . Successe a quel suono un rumore di ferramenta , uscente dalle viscere della terra , come se qualcuno strascinasse una sua catena fra le botti della cantina del vinaio . Scrooge si sovvenne allora di aver sentito dire che gli spiriti , nelle case dove ci si sente , strascinano catene . L ' uscio della canova si spalancò con fracasso ; il rumore si fece più forte a terreno ; poi si udì suonare su per le scale ; poi venne difilato verso la camera . - Eh via , sciocchezze ! - disse Scrooge . - Non ci credo mica , io . - Si fece bianco però , quando subito dopo lo spettro traforò la porta massiccia e gli entrò in camera , davanti agli occhi . Nel punto stesso la fiamma morente die ' un guizzo come se volesse dire : " Lo conosco ! È lo spirito di Marley ! " e subito ricadde . Lo stesso viso , proprio lo stesso . Marley col suo codino , col solito panciotto , le brache attillate , gli stivaloni , le cui nappine di seta tentennavano insieme col codino , con le falde del soprabito e co ' capelli ritti sul capo . La catena strascinata lo stringeva alla cintola . Era lunga e gli s ' avvinghiava attorno come una coda , ed era fatta , come Scrooge ebbe a notare , di scrigni , chiavi , lucchetti , libri mastri , fogliacci e pesanti borse di acciaio . Aveva il corpo trasparente ; sicché Scrooge , osservandolo e guardandolo attraverso il panciotto , vedeva i due bottoni di dietro del vestito . Scrooge avea spesso sentito dire che Marley era un uomo senza visceri , ma soltanto adesso ci credeva . No davvero , non ci credeva nemmeno . Benché se lo vedesse davanti quello spettro e lo passasse con l ' occhio da parte a parte , benché da quegli sguardi impietriti nella morte si sentisse accapponar la pelle , benché notasse perfino l ' ordito del fazzoletto che gli copriva il capo e gli s ' annodava sotto il mento , al che sulle prime non avea badato , era nondimeno incredulo sempre e lottava contro i propri sensi . - Che vuol dire ciò ? - interrogò Scrooge , freddo e mordace come sempre . - Che volete da me ? - Molto ! - Era la voce di Marley , precisa . - Chi siete voi ? - Domandami chi fui . - Bene , chi foste ? - disse Scrooge alzando la voce . - Siete un tantino pedante , mi pare , per essere un ' ombra . - In vita , fui il tuo socio , Giacobbe Marley . - Potreste ... sedere ? - domandò Scrooge guardandolo dubbioso . - Posso . - Sedete , dunque . - Scrooge domandò la cosa , per vedere se uno spettro così diafano fosse in grado di pigliare una seggiola ; nel caso che no , lo avrebbe costretto ad una spiegazione imbarazzante . Ma lo spettro gli sedette in faccia , dall ' altra parte del caminetto , come se non avesse mai fatto altro . - Tu non credi in me - disse poi . - No - rispose Scrooge . - Che altra prova vorresti oltre quella dei sensi ? - Non lo so . - Perché dubiti dei tuoi sensi ? - Perché un nonnulla basta a turbarli . Un lieve disturbo di stomaco ci muta il bianco in nero . Voi potreste essere un pezzetto di carne mal digerito , uno schizzo di senapa , una briciola di formaggio , un frammento di patata mal cotta . Chiunque siate , c ' è in voi più della marmitta che della marmotta ! - Scrooge non si dilettava molto di questi giochetti di parole , né in cuor suo si sentiva adesso corrivo alla celia . Fatto sta che ch ' ei si studiava di esser faceto come per distrarsi e per domare il terrore ; perché veramente la voce dello Spettro lo faceva rabbrividire fino al midollo delle ossa . Star lì a sedere , fissando quelle pupille vitree , e non aprir bocca fosse pure per un momento , sarebbe stato lo stesso che spiritare . Scrooge lo capiva molto bene . C ' era anche questo terribile , che lo Spettro si avvolgeva quasi in una propria atmosfera infernale . Non già che Scrooge la sentisse ; ma è certo che , ad onta della perfetta immobilità dello Spettro , i capelli ritti , le falde del soprabito , le nappine degli stivaloni , tremavano sempre come se mossi dal fiato caldo di un forno . - Vedete questo steccadenti ? - disse Scrooge tornando subito alla carica pel motivo ora detto , e volendo , fosse pure per un istante , sottrarsi allo sguardo impietrito del fantasma . - Lo vedo - rispose lo Spettro . - Ma voi non lo guardate nemmeno - disse Scrooge . - Lo vedo nondimeno - disse ancora lo Spettro . - Bene ! - ribatté Scrooge . - Non ho che ad ingozzarlo , e tutto il resto dei miei giorni avrà alle calcagna una frotta di spiriti folletti , tutti di mia propria creazione . Sciocchezze . vi dico ; sciocchezze ! - A questo lo Spettro diè uno strido orrendo , e scosse la catena con così tetro e rovinoso fracasso , che Scrooge si tenne forte alla seggiola per non cadere svenuto . Ma come crebbe il suo terrore , quando , togliendosi lo Spettro la benda che gli fasciava il capo , quasi sentisse troppo caldo , la mascella inferiore gli ricascò sul petto ! Scrooge cadde ginocchioni e si strinse la faccia nelle mani . - Grazia ! - esclamò . - Terribile apparizione , perché mi fate paura ? - Uomo dall ' anima mondana ! - rispose lo Spettro , - credi adesso o non credi ? - Credo - balbettò Scrooge , - debbo credere . Ma perché mai gli spiriti vanno attorno e perché vengono da me ? - Deve ogni uomo - rispose lo Spettro - con l ' anima che ha dentro girare in mezzo ai suoi simili , viaggiare il più che può ; se non lo fa in vita , è condannato a farlo in morte . È dannato ad errare pel mondo , oh me infelice ! a vedere il bene senza poterlo godere , quel bene che avrebbe potuto dividere con gli altri sulla terra e che avrebbe fatto la sua felicità ! - Qui lo Spettro mise un altro strido , squassò la catena , si torse le mani diafane . - Siete incatenato - osservò Scrooge , tremando . - Perché ? - Porto la catena che mi son fabbricato in vita - rispose lo Spettro . - L ' ho fatta io stesso anello per anello , pezzo a pezzo ; io stesso me la cinsi per volontà mia , e di volontà mia la portai . Ti par nuova forse a te ? - Scrooge tremava sempre più forte . - O vorresti sapere - proseguì lo Spettro - il peso e la lunghezza della gomena che porti tu stesso ? Era per l ' appunto lunga e grave come questa mia , sette anni fa . Ci hai lavorato poi . Una catena di gran valore , adesso ! - Scrooge si guardò intorno per terra , figurandosi di vedersi avviluppato in cinquanta o sessanta metri di gomena ferrata : ma niente vide . - Giacobbe - disse supplichevole . - Mio vecchio Giacobbe Marley , ditemi qualche altra cosa . Datemi un po ' di consolazione , Giacobbe mio ! - Nessuna consolazione da me - rispose lo Spettro . - Altre regioni le mandano , o Ebenezer Scrooge , altri ministri le portano , altri uomini le ricevono . Né ti posso dire tutto quel che vorrei : poche altre parole , e basta . A me non è concesso un momento di riposo o d ' indugio . Il mio spirito non varcò mai la soglia del nostro banco , bada bene ! ; da vivo , il mio spirito non uscì mai dai limiti angusti del nostro stambugio . Lunghi e faticosi viaggi mi aspettano oramai ! - Soleva Scrooge , quante volte prendesse a meditare , cacciarsi le mani nelle tasche delle brache . Così fece adesso , ruminando le cose dette dallo Spettro ; ma non alzò gli occhi e stette sempre ginocchioni . - Bisogna dire che siete andato un po ' lento , Giacobbe mio - notò Scrooge , da uomo d ' affari , ma con deferente umiltà . - Lento ! - ripeté lo Spettro . - Morto da sette anni e sempre in viaggio ? - Sempre . Né riposo , né pace : Tortura assidua del rimorso . - Viaggiate presto ? - Sulle ali del vento . - Ne avrete visto dei paesi in sette anni ! - mormorò Scrooge . Udendo queste parole , lo Spettro mise un altro strido e così terribilmente fece suonar la catena nel silenzio della notte , che la guardia avrebbe avuto ragione di multarlo come disturbatore notturno . - Oh ! schiavo , incatenato , oppresso di ceppi ! - urlò - a non sapere che secoli e secoli di assiduo lavoro compiuto da creature immortali a pro di questa terra passeranno nell ' eternità prima che tutto sia sviluppato il bene ond ' essa è capace ; a non sapere che ogni spirito cristiano , pur lavorando nella piccola sfera assegnatagli , qualunque essa sia , troverà troppo breve la vita mortale ad esercitare tutti i mezzi innumerevoli del rendersi utile ; a non sapere che non c ' è durata di rammarico la quale ci assolva dalle occasioni perdute nella vita ! E questo io ho fatto ! e tale ero io ! - Ma voi , Giacobbe , foste sempre un eccellente uomo d ' affari , - mormorò Scrooge , che incominciava a fare un ' applicazione personale di tutto questo . - Affari ! - esclamò lo Spettro , tornando a torcersi le mani . - I miei simili erano i miei affari . Il benessere comune , la carità , la misericordia , la sopportazione , la benevolenza , questi erano i miei affari . Nell ' oceano immenso dei miei affari le operazioni del mio commercio non erano che una gocciola d ' acqua ! - Sollevò la catena per quanto il braccio era lungo , come se in quella fosse la causa della sterile angoscia , e tornò a sbatterla in terra con fracasso . - In questa stagione dell ' anno cadente - proseguì lo Spettro - io soffro di più . Perché mai , in mezzo alla folla dei miei simili , passavo io con gli occhi abbassati alla terra , perché una volta non gli alzai verso quella stella benedetta che guidò un giorno i sapienti ad un povero abituro ? Non potevo io forse , io , esser guidato da quella luce ad altri poveri abituri ? - Scrooge , più che mai atterrito alle parole incalzanti dello Spettro , incominciò a tremare come una canna . - Ascoltami ! - comandò lo Spettro . - L ' ora mia è vicina . - Ascolto - rispose Scrooge . - Ma non calcate la mano , ve ne prego ! non mi schiacciate di eloquenza , Giacobbe ! - Come io mi ti mostri in forma visibile , non so . Molti e molti giorni di fila ti sono stato ai fianchi invisibile . - L ' idea non era piacevole . Scrooge rabbrividì e si asciugò il sudore dalla fronte . - Né questa è piccola parte del mio supplizio , - proseguì lo spettro . - Son qui stasera per avvertirti che ancora una via t ' avanza e una speranza di sfuggire al mio fato . E sono io , Ezeneber , io che ti offro cotesta speranza e cotesta via . - Voi siete sempre stato per me un buon amico , - disse Scrooge . - Grazie ! - Avrai la visita - soggiunse lo spettro - di tre Spiriti . - La faccia di Scrooge si fece bianca quasi come quella dello Spettro . - Ed è questa la via , è questa la speranza che mi offrite , Giacobbe ? - interrogò con un filo di voce . - Questa è . - Io ... io davvero ne farei di meno , - disse Scrooge . - Senza la visita loro , - ammonì lo Spettro , - tu non eviterai il sentiero che io batto . Aspettati il primo per domani , quando la campana avrà battuto un ' ora . - Non potrei - insinuò Scrooge - non potrei pigliarli tutti e tre in una volta e farla finita ? - Aspetterai il secondo la notte appresso alla stessa ora . Il terzo , la terza notte , all ' ultima vibrazione della dodicesima ora . Me , non mi vedrai più ; ma ricordati , per amor tuo , ricordati di quanto è accaduto tra noi ! - Ciò detto , lo spettro tolse il fazzoletto dalla tavola e se lo avvolse come prima , intorno al capo . Scrooge se n ' accorse dallo scricchiolio dei denti quando le mascelle si urtarono , strette dalla benda . Alzò gli occhi dubbiosi e si ritrovò ritto davanti il suo visitatore soprannaturale , con la catena avvolta al braccio . L ' apparizione si scostò rinculando ; ad ogni suo passo , la finestra si apriva un poco , sicché , quando lo Spettro vi giunse , era spalancata . Lo Spettro fece un cenno , Scrooge si accostò . Quando furono due passi distanti , lo Spettro alzò la mano perché si fermasse . Scrooge si fermò . Più dell ' obbedienza potevano in lui la stupefazione ed il terrore ; perché , all ' alzarsi di quella mano , egli udì dei rumori confusi nell ' aria ; suoni incoerenti di dolore e di disperazione ; sospiri e guai di profonda angoscia e di rimorso . Lo Spettro , stato un po ' in ascolto , si unì al funebre coro e si dileguò nella oscurità della notte . Scrooge , nell ' agonia della curiosità , corse alla finestra e guardò di fuori . L ' aria era piena di fantasmi , che erravano di qua e di là senza posa , traendo guai . Ciascuno , come lo spettro di Marley , trascinava una catena ; ce n ' erano di quelli incatenati insieme , ed erano forse membri di governi malvagi ; nessuno era libero . Molti , da vivi , erano stati conoscenze personali di Scrooge . Era stato intrinseco con un vecchio spettro in panciotto bianco , con un enorme scrigno ferrato attaccato alla caviglia , il quale disperatamente piangeva per non poter soccorrere una povera donna con in collo un bambino , ch ' ei vedeva giù , sulla soglia d ' una porta . Il supplizio di tutti loro era questo , senz ' altro , di voler entrare nelle faccende umane per fare un po ' di bene e di averne per sempre perduto il potere . Se coteste creature si fossero risolute in nebbia o se la nebbia le avesse avvolte , Scrooge non potea dire . In un sol punto , sparvero gli spettri e tacquero le voci . Tornò la notte profonda . Scrooge chiuse la finestra ed esaminò la porta di dove lo Spettro era entrato . Era chiusa a doppia mandata , com ' egli stesso con le proprie mani avea fatto . I chiavistelli erano al posto . Gli corse alla bocca : " Sciocchezze ! " ma alla prima sillaba si fermò in tronco . Si sentiva stracco , sia dalle fatiche del giorno o dall ' ora tarda , sia piuttosto dalla commozione sofferta , dal balenio del mondo invisibile , dalle tristi parole dello Spettro . Tutto vestito com ' era se n ' andò a letto e si addormentò all ' istante . Strofa Seconda Il primo dei tre spiriti . Quando Scrooge si destò , era così fitto il buio , che guardando dal letto , ei distingueva appena la finestra trasparente dalle pareti opache della camera . Ficcava nelle tenebre i suoi occhi da furetto , quando all ' orologio di una chiesa vicina suonarono i quattro quarti . Scrooge stette in ascolto per sentir l ' ora . Con suo grande stupore , la grave campana passò dai sei colpi ai sette agli otto , e così fino a dodici . Allora tacque . Mezzanotte ! erano le due passate quando s ' era messo a letto . L ' orologio andava male . Qualche ghiacciuolo s ' era insinuato nelle ruote . Mezzanotte ! Premette la molla del suo orologio a ripetizione per correggere lo sproposito di quell ' altro . Il rapido polso della macchinetta batté dodici colpi e s ' arrestò . - Eh via , non può essere - disse Scrooge - ch ' io abbia dormito tutta una giornata e una seconda notte . Non può essere che gli abbia pigliato qualche malanno al sole e che sia mezzanotte quando è mezzogiorno ! - L ' idea era allarmante , sicché egli tiratosi fuori del letto andò brancolando verso la finestra . Fregò con la manica della veste da camera sui vetri per veder qualche cosa ; ma un gran che non arrivò a vedere . Vide che la nebbia era fitta e sentì un freddo indiavolato ; nessun rumore per la via , nessuno strepito di gente che corresse su e giù , come senz ' altro doveva essere se mai la notte avesse ammazzato il giorno e preso possesso del mondo . Questo fu un gran sollievo , perché , con la soppressione dei giorni , se n ' andava in fumo l ' eloquenza di certi suoi fogli : " A tre giorni data pagherete per questa mia prima di cambio all ' ordine del signor Ebenezer Scrooge ... " Scrooge se ne tornò a letto , e messosi a pensare , a ruminare , a mulinare , a stillarsi il cervello sulla stranezza del caso , non ne cavò niente di niente . Più ci pensava , più s ' imbrogliava ; e più si sforzava di non pensare , più forte ci pensava . Lo spettro di Marley lo turbava assai . Quante volte , dopo maturo esame , risolveva in mente sua che tutto era stato un sogno , subito , come una molla che scattasse , il pensiero tornava indietro e gli ripresentava lo stesso problema da sciogliere : " Era stato o non era stato un sogno ? " Stette così fino a che l ' orologio ebbe battuto altri tre quarti , e gli sovvenne allora , di colpo , che lo Spettro gli aveva annunziata una certa visita allo scocco dell ' una . Risolvette di star desto fino a che l ' ora fosse passata ; e , considerando che oramai gli era così facile addormentarsi come volare nella luna , era quello il più saggio partito cui si potesse appigliare . Quest ' ultimo quarto gli sembrò così lungo , che più di una volta sospettò di essersi appisolato e di non aver sentito suonar l ' ora . Alla fine uno squillo gli percosse l ' orecchio . - Din , don ! - Un quarto - disse Scrooge contando . - Din , don ! - Mezz ' ora - disse Scrooge . - Din , don ! - Tre quarti - disse Scrooge . - Din , don ! - Il tocco - esclamò Scrooge trionfante - e nient ' altro ! - Avea parlato prima che il colpo battesse , il quale seguì subito con un suono profondo , cupo , dolente . Una luce improvvisa balenò nella camera e le cortine del letto furono tirate . Dico che le cortine furono tirate da una mano : non già a capo od a piedi , ma proprio in quel punto dove egli avea volta la faccia . Le cortine furono tirate da parte ; e Scrooge , balzando a sedere , si trovò faccia a faccia con l ' essere soprannaturale che le avea tirate , così vicino come io a voi , io che sto in ispirito al vostro fianco . Era una strana figura , un che tra il bambino ed il vecchio . Per un ' arcana lontananza pareva ridotto alle proporzioni infantili . Aveva canuti i capelli , fluenti sul collo e giù per le spalle ; ma non una ruga sul viso anzi il rigoglio più fresco . Lunghe le braccia e muscolose ; e così pure le mani , come se dotate di una forza non comune . Di forme delicatissime le gambe e i piedi , nudi a pari delle braccia . Portava una tunica candidissima stretta alla vita da una cintura lucente . In mano teneva un ramoscello di verde agrifoglio ; e , per uno strano contrasto a cotesto emblema invernale , avea la tunica tutta adorna di fiori d ' estate . Ma la cosa più singolare era questa , che dal capo gli sprizzava un getto di luce viva pel quale tutte quelle cose si vedevano ; ed era per questo senz ' altro ch ' egli si dovea servire , nei suoi momenti cattivi , di un cappellone a foggia di spegnitoio che ora si teneva sotto il braccio . Ma nemmeno questa , quando Scrooge l ' ebbe guardato meglio , era la stranezza maggiore . Perché , scintillando quella sua cintura in qua e in là con un subito scambio di luce e di ombra , la stessa persona pareva fluttuante e mutevole : ed ora si mostrava con un braccio solo , ora con una gamba , ora con venti gambe o con un par di gambe senza capo o con un capo senza corpo ; né delle parti dissolventesi un qualunque tratto si potea scorgere nel buio fitto che le ingoiava . Di botto , tornava a essere come prima , chiaro e ben distinto . - Siete voi lo Spirito - domandò Scrooge - la cui visita m ' era stata predetta ? - Sono ! - Soave era la voce , ma così piana che pareva venir da lontano . - Chi siete e che cosa siete ? - domandò Scrooge . - Sono lo Spirito di Natale passato . - Passato da molto tempo ? - chiese Scrooge , badando alla piccolezza del suo interlocutore . - No . L ' ultimo Natale vostro . - Forse , se qualcuno gliene avesse chiesto , Scrooge non ne avrebbe saputo dire il perché ; ma una gran voglia lo pungeva di veder lo Spirito con lo spegnitoio in capo . Epperò lo pregò che si covrisse . - E che ! - esclamò lo Spirito - vuoi tu spegnere così presto con mani profane la luce ch ' io mando ? Non ti basta di essere stato fra coloro le cui passioni fabbricarono questo cappello e mi hanno dannato a portarlo per anni e secoli calcato sulla fronte ! - Scrooge umilmente dichiarò di non avere avuto alcuna intenzione di offenderlo né aver mai fatto cosa per cui lo Spirito dovesse " prender cappello " . Osò poi domandare che motivo lo aveva fatto venire . - La tua salute ! - rispose lo Spirito . Scrooge se ne professò obbligatissimo , pensando nondimeno che una notte di riposo non disturbato avrebbe meglio giovato a quello scopo . Lo Spirito , si vede , lo udì pensare , perché subito disse : - Il tuo riscatto , allora . Bada ! - Così dicendo , stese la mano e dolcemente lo prese pel braccio . - Sorgi e seguimi ! - Invano avrebbe Scrooge allegato che il tempo e l ' ora non si addicevano a una passeggiata a piedi ; che il letto era caldo e il termometro sotto zero ; che tutto il suo vestito si riduceva alla veste da camera , alle pantoffole e al berretto da notte ; e che una infreddatura lo tormentava . Non c ' era verso di resistere a quella stretta , benché soave come quella di una mano di donna . Si alzò ; ma vedendo che lo spirito si avviava alla finestra , gli s ' attaccò alla tunica in atto supplichevole . - Sono un mortale - protestò - e potrei anche cadere . - Che la mia mano ti tocchi qui ! - disse lo Spirito ponendogliela sul cuore - e ben alto sarai sostenuto ! - A questo , passarono insieme attraverso il muro , ed ecco si trovarono in aperta campagna , sopra una strada che i campi fiancheggiavano . La città era scomparsa ; non ne avanzava vestigio . Il buio e la nebbia eransi dileguati con essa , ed era una limpida giornata d ' inverno , e la neve biancheggiava al sole . - Dio di misericordia ! - esclamò Scrooge stringendo le mani e volgendosi intorno . - Qui son venuto su io ; qui ho passato la mia fanciullezza ! - Lo Spirito lo guardò con dolcezza . Quella sua stretta gentile , benché lieve e istantanea , era sempre sentita dal vecchio . Il quale anche aspirava migliaia di profumi vaganti per l ' aria , connessi ciascuno con migliaia di pensieri , e speranze , e gioie , e dolori da gran tempo caduti in oblio . - Il tuo labbro trema - disse lo Spirito . - È che hai costì sulla guancia ? - Scrooge balbettò , con un insolito balbettio della voce , che quella era una pustoletta , nient ' altro . Era pronto a seguire lo Spirito dove meglio gli piacesse . - Ti ricordi la via ? - domandò lo Spirito . - Se me ne ricordo ! - esclamò Scrooge . - Ci andrei ad occhi chiusi . - Strano però che per tanti anni te ne sia scordato ! - osservò lo Spirito . - Andiamo . - E andarono per quella via . Scrooge riconosceva ogni cancello , ogni albero , ogni piolo ; quand ' ecco apparve in distanza un villaggetto , col suo bravo ponte , la sua chiesa , il suo fiume tortuoso . Videro venire al trotto certi cavallini , montati da ragazzi , i quali chiamavano altri ragazzi in biroccino o su qualche carretta , guidati da un fattore . Tutti cotesti ragazzi erano in grande allegria e tante grida si scambiavano che la vasta campagna suonava di una musica gioconda e l ' aria stessa rideva in udirla . - Queste - disse lo Spirito - sono ombre di cose che furono . Non hanno coscienza di noi . - I lieti viaggiatori si avvicinavano ; e via via , Scrooge li riconosceva e diceva il nome di ciascuno . Perché si rallegrava oltre ogni dire in vederli ? perché gli brillava la fredda pupilla e il cuore gli diè un balzo ? perché sentì un ' insolita dolcezza , udendoli augurarsi un allegro Natale , nel punto di separarsi nei crocicchi o nei sentieri traversi per andarsene alle case loro ? Che gli premeva a Scrooge di un allegro Natale ? Al diavolo il Natale con tutta l ' allegria ! Che bene gli aveva mai fatto il Natale ? - La scuola non è ancora deserta - disse lo Spirito . - C ' è un ragazzo lì , vedilo , che i compagni hanno lasciato da solo . - Scrooge disse di riconoscerlo , e un impeto di singhiozzo lo prese alla gola . Uscirono dalla via maestra per un ben noto sentiero , e presto si avvicinarono ad un fabbricato rossastro , col suo capannuccio in alto e la sua banderuola e in quello una campana sospesa . Era una gran casa , ma caduta in bassa fortuna ; deserti gli stanzoni , umide e muffite le pareti , rotte le finestre e sdrucite le porte . I polli chiocciavano e si pavoneggiavano nelle stalle ; le rimesse e le tettoie erano preda dell ' erba . Né la parte interna serbava traccia dell ' antico stato ; perché , entrando nella corte malinconica e guardando per le porte spalancate di molte sale , videro queste miseramente fornite , fredde , ampie . C ' era nell ' aria un sentore terrigno , una nudità freddolosa in tutto , che in certo qual modo si associava all ' idea dell ' alzarsi troppo presto a lume di candela e del non aver molto da mangiare . Andarono , lo Spirito e Scrooge , di là della corte verso una porta alle spalle della casa . Si aprì loro davanti , mostrando un camerone nudo e malinconico , che pareva anche più vuoto di quel che era per certe file di banchi e di leggii . Ad uno di questi , presso un misero fuocherello , leggeva tutto solo un ragazzo ; e Scrooge cadde a sedere sopra uno di questi banchi e pianse a riveder sé stesso , misero , dimenticato , come allora soleva essere . Non un ' eco latente nella casa , non un rosicchio di topo , non una gocciola cadente nella corte della fontanina gelata a mezzo , non un sospiro fra i rami spogliati di un misero pioppo , non lo sbattimento monotono della porta di un magazzino vuoto , no , non un crepitio del fuoco che non cadesse soave sul cuore di Scrooge , che non gli spremesse più dolci le lagrime . Lo Spirito gli sfiorò il braccio ed accennò al ragazzo leggente . Di botto , un uomo , straniero al vestito , si mostrò vivo e vero di là della finestra : portava un ' accetta nella cintola e menava per la cavezza un somaro carico di legna . - Vedi , vedi ! - esclamò Scrooge in estasi . - È Alì Babà ! quel caro vecchio di Alì Babà ! Eh , altro se lo riconosco ! Un giorno di Natale , quando quel ragazzo lì avevano lasciato solo qui dentro , egli venne il buon Alì , venne per la prima volta , proprio come adesso . Povero ragazzo ! E Valentino , quel birbone di suo fratello ; eccoli tutti e due ! E quell ' altro , come si chiama , che fu deposto mezzo svestito e dormendo alle porte di Damasco : non lo vedete lì anche lui ? E il valletto del Sultano voltato sottosopra dai Genii : eccolo lì col capo di sotto ! Gli sta il dovere ! bravo dieci volte ! o che c ' entrava lui a sposar la Principessa ! - Avrebbero avuto di che stupire i colleghi di Scrooge , se lo avessero udito effondersi in tanta tenerezza con una strana voce tra il pianto e il riso , se avessero veduto quella sua faccia rossa come di fuoco ! - Ecco il pappagallo ! - esclamò Scrooge . - L ' ali verdi e la coda gialla con in capo quel ciuffetto che pare una lattuga ; eccolo davvero ! " Povero Robinson Crusoe " così gli disse , quando tornò a casa dall ' aver fatto il giro dell ' isola . " Povero Robin , dove sei stato , Robin ? " Lui si credeva di sognare , ma niente affatto . Era il pappagallo che parlava , capite . Ed ecco Venerdì che corre alla piccola baia per mettersi in salvo . Ohe ! animo ! avanti ! - Poi , con un ' insolita rapidità di transizione , esclamò compiangendo l ' altro sé stesso : " Povero ragazzo ! " e di nuovo ruppe in lagrime . - Vorrei - sussurrò , cacciandosi la mano in tasca e guardandosi attorno , dopo essersi asciugato gli occhi con la manica , vorrei .... ma è troppo tardi ormai . - Che c ' è ? - domandò lo Spirito . - Niente - rispose Scrooge . - Niente . C ' è stato un ragazzo iersera che cantava alla mia porta una canzonetta di Natale . Vorrei avergli dato qualche cosa , ecco . - Lo Spirito sorrise meditando e con la mano accennò di tacere . Poi disse : " Vediamo un altro Natale . " Subito il primo Scrooge si fece più grande e il camerone divenne più buio e più sudicio . Screpolavansi usci e finestre ; piovevano pezzi d ' intonaco e scoprivansi gli assicelli del soffitto . Come ciò accadesse , Scrooge lo sapeva quanto voi . Questo sapeva che le cose erano andate così per l ' appunto ; e che egli stava lì , solo come prima , sempre solo , quando tutti gli altri ragazzi erano scapolati a casa a godersi le buone feste . Non leggeva ora ; andava su e giù , disperato . Scrooge si volse allo Spirito , e tristemente crollando il capo guardò con ansia verso la porta . Questa si aprì . Una ragazzina , molto più piccola del ragazzo , balzò dentro , gli gettò le braccia al collo , a più riprese lo baciò , chiamandolo : " Caro , caro fratello mio . " - Son venuto a prenderti , caro fratello ! - disse la ragazzina , battendo palma a palma e chinandosi dal gran ridere . - Andiamo a casa , a casa , a casa ! - A casa , Fanny ? - domandò il ragazzo . - Sicuro ! - ribatté la bambina tutta gioconda . - A casa per davvero , a casa oggi e sempre . Papà è tanto più buono di prima che adesso si sta a casa come in paradiso . Mi parlò con tanta dolcezza una certa sera , mentre me n ' andavo a letto , che mi feci coraggio e tornai a domandargli se tu potevi venire a casa . Sì che potevi , mi rispose ; e mi ha mandato adesso con una carrozza per prenderti . Diventi un uomo , sai ! - soggiunse la bambina , aprendo tanto d ' occhi ; - e qui dentro non ci tornerai più ; e staremo insieme tutti i Natali , capisci , una vera allegria ! - Sei proprio una donna adesso , Fanny ! - esclamò il ragazzo . Ella batté le mani , diè in una risata e fece per toccargli il capo . Ma era troppo piccina , sicché , ridendo sempre , si alzò in punta di piedi per abbracciarlo . Poi , nella sua foga infantile , prese a trascinarlo verso la porta ; né egli nicchiava , ché anzi la seguiva di gran buona voglia . Una voce terribile gridò nella corte : " Portate giù il baule di Scrooge ! " E nel punto stesso apparve il maestro di scuola in persona , che squadrò il piccolo Scrooge con feroce condiscendenza e lo spaventò a dirittura con una stretta di mano . Li menò poi , lui e la sorella , nella sala a terreno , vecchia e umida quant ' altra mai , dove parevano lividi dal freddo i globi celesti e i mappamondi . Qui cavò da uno stipetto una boccia di vino annacquato e un pezzo di mattone in forma di focaccia , offrì di queste squisitezze ai due giovinetti , e mandò fuori un magro servitorello per offrire " qualche cosa " al postiglione , il quale ringraziò tanto tanto il signore , con questo però che se il vino era della stessa vigna che aveva assaggiato prima , se ne stava piuttosto a bocca asciutta . Intanto , il baule di Scrooge era stato legato sull ' imperiale , i ragazzi allegramente dissero addio al maestro , balzarono in carrozza , e questa se n ' andò di trotto giù pel viale del giardino , facendo schizzare come spruzzi di spuma dalle brune foglie delle semprevive la neve e la brina . - Sempre delicata quella creaturina - disse lo Spirito ; - un soffio l ' avrebbe fatta appassire . Ma che cuore che aveva ! - Che cuore ! - ripetette Scrooge . - Avete ragione , Spirito ; né io vi contraddico , che Dio non voglia ! - È morta maritata - disse lo Spirito - e mi pare che avesse dei bambini . - Uno ne aveva - rispose Scrooge . - È vero , - disse lo Spirito . - Tuo nipote ! - Scrooge pareva turbato assai e rispose breve : "Sì." Benché proprio in quel punto si lasciassero dietro la scuola , già si trovavano per le vie affaccendate di una città , dove passavano e ripassavano ombre di uomini , dove si contendevano il passo ombre di carri e carrozze , con tutto il tramestio e il tumulto di una città viva e vera . Dalle mostre delle botteghe si vedeva chiaro che anche qui si festeggiava Natale ; ma era sera e le vie erano illuminate . Lo Spirito si fermò davanti a un certo magazzino e domandò a Scrooge se lo conosceva . - Se lo conosco ! - esclamò Scrooge . - Ma non sono stato commesso qui ? - Entrarono . Un vecchio signore in parrucca se ne stava a sedere dietro un banco ; e questo era così alto , che se il signore avesse avuto due pollici di più , avrebbe dato del capo nel soffitto . Non sì tosto l ' ebbe visto , Scrooge gridò quasi fuori di sé : - Chi si vede ? il vecchio Fezziwig ! Dio lo benedica ! È proprio lui in carne ed ossa ! - Il vecchio Fezziwig posò la penna e guardò all ' orologio che già segnava le sette . Si fregò le mani ; si aggiustò il largo panciotto ; rise tutto quanto , da capo a piedi ; e chiamò forte con una voce sonora , gioviale , abbondante : - Ehi , costì ! Ebenezer ! Dick ! - Scrooge giovanotto entrò tutto svelto in compagnia dell ' altro commesso . - È desso , è Dick Wilkins ! - disse Scrooge allo Spirito . - Sì davvero , eccolo lì . Mi voleva un gran bene quel Dick . Povero Dick ! caro Dick ! - Ehi , dico , ragazzi ! - gridò Fezziwig . - Si leva mano per stasera . Non lo sapete ch ' è la vigilia di Natale ? Su , chiudete le imposte ! - e allegramente batteva le mani - chiudete , vi dico ! uno , due , tre ! - Non si può credere come i due giovanotti si dessero attorno ! Uscirono nella via con le imposte addosso , uno , due , tre - le misero a posto , quattro , cinque , sei - le sbarrarono e chiusero i catenacci , sette , otto , nove - e prima che aveste potuto contare fino a dodici , rieccoli dentro , ansanti come cavalli da corsa . - Su , svelti ! - gridò il vecchio Fezziwig , saltando giù dal suo seggiolone con una prestezza meravigliosa . - Fate largo , ragazzi , sgomberate ! A te , Dick ! da bravo , Ebenezer ! - Sgomberare ! Avrebbero fatto uno sgombero in tutta regola sotto gli occhi del vecchio Fezziwig . In meno di niente era fatto . Ogni oggetto mobile fu portato via come se dovesse sparire per sempre dalla vita pubblica ; l ' impiantito spazzato e annaffiato , smoccolati i lumi , ammontato il carbone sul fuoco ; ed ecco mutato il magazzino nella più acconcia ed asciutta e tiepida sala da ballo che si possa desiderare in una sera d ' inverno . Ed ecco entrare un sonatore di violino col suo scartafaccio , e arrampicarsi sul banco , e mutarlo in orchestra , e tentare certi accordi che parevano dolori di stomaco . Ecco la signora Fezziwig , grassotta e ridanciana . Ecco le tre signorine Fezziwig , raggianti e adorabili , seguite dai sei giovanotti di cui esse spezzavano i cuori . Ecco tutti i giovani e le giovani della casa . Ecco la cameriera col cugino panettiere . Ecco la cuoca col lattivendolo , amico intimo di suo fratello . Ecco il fattorino del magazzino accanto , sospettato di scarsa nutrizione da parte del suo principale , e tutto sollecito di nascondersi dietro la ragazza della bottega dirimpetto , cui la padrona , come tutti sapevano , aveva tirato le orecchie . Eccoli tutti , uno dopo l ' altro ; l ' uno scontroso , l ' altro ardito , questi con grazia , quegli con goffaggine , chi tirando e chi spingendo ; eccoli tutti , in un modo o nell ' altro . Venti coppie in una volta si muovono , si danno la mano , girano in tondo ; dieci vengono avanti , tornano indietro ; altre giratine parziali in tanti gruppi quante sono le coppie ; la prima coppia attempata non è mai al suo posto , la prima coppia giovane si slancia fuori di tempo , tutte in ultimo diventano prime coppie e la confusione è al colmo e le risate rumoreggiano . A questo , il vecchio Fezziwig batte le mani in segno di alto , grida " bravo ! " e il violinista immerge la faccia rubiconda in un boccale di birra , preparato a posta . Ma , sdegnando il riposo , subito riattacca gli accordi , benché non ci siano ballerini , come se il primo suonatore fosse stato trasportato a casa , disfatto , sopra un ' imposta , e ch ' egli fosse un suonatore nuovo di trinca risoluto ad eclissare il rivale o a morire . Ci furono altre danze , e poi giuochi di penitenza , e danze da capo , e una focaccia , e il ponce , e un gran pezzo di arrosto rifreddo , e un altro gran pezzo di lesso rifreddo , e i pasticcini , e birra a profusione . Ma il grande effetto della serata venne appresso , quando il violinista ( un bricconaccio che sapeva il fatto suo ! ) intonò la contradanza " Sir Roger de Coverly " . Si fece avanti il vecchio Fezziwig per ballare con la signora Fezziwig , e a fare da prima coppia , anche . Un bel lavoro ! ventiquattro coppie da guidare ; quarantotto frugoli co ' quali non c ' era mica da scherzare , che in tutti modi volevano ballare e che non sapevano che cosa fosse l ' andar di passo ! Ma fossero stati il doppio , e tre e quattro volte tanti , il vecchio Fezziwig te li menava come niente , e così pure la signora Fezziwig . In quanto a lei , era degna di lui in tutto e per tutto ; e se questo vi par poco , dite voi che altro ho da dire . I polpacci di Fezziwig raggiavano proprio ; splendevano qua e là nella danza come due lune ; impossibile prevedere le fasi . E quando il vecchio Fezziwig e la signora Fezziwig furono arrivati in fondo alla danza , - avanti , indietro , le mani alla dama , inchino , giro , rigiro , avanti da capo , di nuovo a posto , - il vecchio Fezziwig saltò con tanta sveltezza che le gambe parvero saette e ricadde diritto come un fuso . Battendo le undici , la brigata si sciolse . La coppia Fezziwig , postasi di guardia alla porta , si accommiatarono con una stretta di mano da ciascuno degli invitati , augurando a tutti un allegro Natale . Quando tutti furono partiti , meno i due commessi , anche con questi fecero lo stesso ; e così le allegre voci si dileguarono e i due giovanotti se n ' andarono a letto sotto un banco della retrobottega . Durante tutta questa scena , Scrooge avea come farneticato . Con l ' altro sé stesso , tutta l ' anima sua vi aveva preso parte . Riconosceva ogni cosa , si ricordava , godeva , era agitatissimo . Solo quando i visi luminosi dell ' altro sé stesso e di Dick furono scomparsi , ei si risovvenne dello Spirito e sentì che questi lo guardava fiso , mentre la luce del capo splendeva del massimo fulgore . - Niente ci vuole - disse lo Spirito - per inspirare a cotesta povera gente tanta gratitudine . - Niente ! - ripeté Scrooge . Lo Spirito gli fé cenno di ascoltare i due commessi , che si espandevano in lode di Fezziwig , e poi disse : - Non è forse vero ? Non ha speso che qualche centinaio di lire della vostra moneta mortale . Ti par tanto questo da meritare che lo si levi a cielo ? - Non è questo - esclamò Scrooge , punto da quella domanda e parlando inconsciamente come l ' altro sé stesso . - Non è questo , Spirito mio . Egli ha modo di farci lieti o tristi ; di rendere il nostro servizio grave o leggero , gradito o faticoso . Che il suo potere sia soltanto di parole e di occhiate , di cose così futili che non si possa registrarle e sommarle , che vuol dir ciò ? La felicità che ci dona vale un tesoro . - Sentì lo sguardo acuto dello Spirito e si fermò in tronco . - Che c ' è ? - chiese lo Spirito . - Niente - rispose Scrooge . - Eppure - insistette lo Spirito - qualche cosa c ' è . - No - disse Scrooge - no . Soltanto vorrei poter dire una o due parole al mio commesso . Ecco . - L ' altro sé stesso spense i lumi , mentre egli pronunciava quelle parole ; e Scrooge e lo Spirito si trovarono di nuovo insieme all ' aria aperta . - L ' ora incalza - disse lo Spirito . - Presto ! - Ciò non era detto a Scrooge né ad altri ch ' egli vedesse , ma l ' effetto fu immediato . Scrooge rivide sé stesso . Era adulto , nel fiore della vita . Non aveva ancora i lineamenti aspri di un ' età più matura ; ma già portava la prima impronta delle cure e dell ' avarizia . C ' era nell ' occhio una mobilità irrequieta , avida , ardente , che rivelava la passione radicata e dove sarebbe caduta l ' ombra dell ' albero nascente . Ei non era solo . Sedeva accanto a una bella fanciulla vestita a bruno . Alla luce dello Spirito , brillavano di lagrime gli occhi di lei . - Poco importa - diceva ella con dolcezza - poco importa a voi . Un ' altra ha preso il mio posto ; e se vi vorrà tutto il bene che vi avrei voluto io e vi farà felice , non ho motivo di lamentarmi . - Chi altra ha preso il vostro posto ? - domandò egli . - Un ' altra che è di oro . - Ecco la bella giustizia del mondo ! - egli esclamò . - Siete povero , vi accoppa ; cercate di arricchirvi , vi dà addosso peggio che mai ! - Voi ne avete troppa paura del mondo - ribatté dolcemente la fanciulla . - Tutte le vostre speranze si limitano a questa sola di sottrarvi al suo sordido disprezzo . Io ho veduto le vostre più nobili aspirazioni cadere ad una ad una fino a che la passione dominante , il lucro , vi ha assorbito . Non è forse vero ? - E che perciò ? che male c ' è se son divenuto più accorto ? Verso di voi non son mica mutato . - Ella crollò il capo . - Son forse mutato ? - È antica la nostra promessa . Ce la scambiammo quando tutti e due eravamo contenti della povertà nostra , aspettando prima o dopo una sorte migliore dal nostro stesso lavoro . Voi sì che siete mutato . Eravate allora un altro uomo . - Ero un ragazzo - ribatté egli con impazienza - Ah no ! - rispose la fanciulla - la coscienza vi fa sentire che non eravate quel che siete adesso . Io sì . Quel che ci prometteva la felicità quando avevamo un sol cuore , oggi che ne abbiamo due è fonte di dolori . Non dirò quante volte e con che pena ho pensato a questo . Vi basti che io ci abbia pensato e che possa ora rendervi la vostra parola . - L ' ho mai forse ridomandata ? - A parole , no , mai . - E in che modo dunque ? - Mutando in tutto , nel carattere , nelle abitudini , nelle aspirazioni , in ogni cosa che vi faceva apprezzare il mio affetto per voi . Se nulla ci fosse stato tra noi - soggiunse la ragazza dolcemente ma con fermezza - ditemi , lo cerchereste ora quell ' affetto ? Ah , no ! - Mal suo grado , egli parve arrendersi alla giustezza di quella ipotesi . Disse nondimeno , facendosi forza : - Voi non lo pensate . - Così potessi pensare altrimenti - ribatté ella - e lo sa il cielo se lo vorrei ! Quando una verità dolorosa come questa l ' ho riconosciuta io stessa , so bene quanto sia forte e irresistibile . Ma se voi foste libero oggi , domani , posso io credere che scegliereste una ragazza senza dote , voi che nei momenti della più schietta espansione , tutto valutate a peso di guadagno ? e se mai per un solo istante voleste tradire il principio che vi governa fino al punto di sposarla , non so io forse che il giorno appresso sareste tormentato dal pentimento ? Lo so , ne sono sicura ; epperò vi rendo la parola ; ve la rendo con tutto il cuore , per l ' amore di quell ' altro che prima eravate . - Egli fece per rispondere , ma ella proseguì voltandosi in là : - Forse , la memoria del passato me lo fa quasi sperare , forse ne soffrirete . Poco però , ben poco , e scaccerete subito ogni ricordo come un sogno vano dal quale fu bene che vi svegliaste . Possiate esser felice nella vita che vi siete scelta ! - Lo lasciò e si separarono . - Spirito ! - disse Scrooge , - non mostrarmi altro ! Menami a casa : Perché ti diletti a torturarmi ? - Un ' altra sola ombra ! - esclamò lo Spirito . - No , no , basta ! Non voglio vedere altro . Non mostrarmi altro ! - Ma lo Spirito inesorabile lo strinse fra le braccia e lo costrinse a guardare ancora . Erano altrove e la scena era mutata : una stanza , non vasta né bella , ma comoda ed acconcia . Presso al fuoco d ' inverno sedeva una bella giovinetta così somigliante a quella di poc ' anzi che Scrooge la credette la stessa , fino a che non scorse proprio lei , l ' altra , divenuta ormai una graziosa matrona , seduta di faccia alla figliuola . C ' era nella stanza un fracasso dell ' altro mondo , per via di una vera nidiata di bambini che Scrooge , nell ' agitazione sua , non poteva contare ; non erano già , come nella famosa canzone , quaranta ragazzi che se ne stavano cheti come se fossero uno solo , ma invece ciascuno di essi valeva per quaranta . Le conseguenze di ciò erano così tumultuose che non si può dire ; ma nessuno se ne dava pensiero ; invece madre e figlia se la ridevano cordialmente , e questa , mescolatasi un tratto a quei giuochi , fu subito crudelmente saccheggiata da quei minuscoli briganti . Che cosa non avrei dato io per essere uno di loro ... benché così crudele non sarei stato mai , no , no ! Per tutto l ' oro del mondo non avrei arruffato e tirato giù quei capelli così bene aggiustati ; e in quanto alla scarpettina aggraziata , non glie l ' avrei mica strappata a forza . Dio mi benedica ! nemmeno per salvarmi dalla morte . Un ' altra cosa non avrei osato , che quei monelli facevano come se niente fosse : misurarle la vita : perché avrei temuto di esserne punito , rimanendo col braccio incurvato per tutta l ' eternità . Eppure , lo confesso , avrei desiderato tanto tanto sfiorare quelle sue labbra , farle qualche domanda perché le aprisse , guardare le ciglia di quegli occhi abbassati senza provocare un rossore , sciogliere quell ' onda di capelli di cui un sol ricciolino sarebbe stato un ricordo inestimabile ; e in somma avrei voluto avere la libertà di un ragazzo ed essere abbastanza uomo da apprezzarne il valore . Ma ecco , si sente bussare alla porta , e subito con tanta furia vi si scagliano tutti , che la poverina , tutta ridente e con le vesti gualcite , proprio nel mezzo del gruppo tumultuoso , trovasi davanti al babbo che torna a casa in compagnia di un uomo carico di balocchi e doni di Natale . Che strilli acuti , che lotta , che assalti all ' indifeso portatore ! che scalata gli davano montando sulle seggiole , che frugamenti gli facevano per le tasche , come lo spogliavano dei suoi fagotti , lo afferravano per la cravatta , gli s ' appendevano al collo , gli davano pugni nelle reni e calci nelle gambe in segno d ' irrefrenabile affezione ! che grida di stupore e di giubilo allo svolgere di ogni fagotto ! che spavento è quello di tutti quando si sorprende il più piccino nell ' atto di cacciarsi in bocca la padella della bambola e lo si sospetta di aver ingoiato un tacchino di zucchero con tutta la tavoletta che lo sostiene ! che sollievo immenso nel trovare che non ce n ' era niente ! che gioia , che gratitudine , che estasi ! Tutte cose che non si possono descrivere . Basta sapere che i ragazzi con tutte le loro emozioni uscirono dal salottino , e su per una scaletta , uno dopo l ' altro , se n ' andarono a dormire , lasciando la calma dove testé aveva infuriato la tempesta . Ed ora Scrooge guardò più intento , perché il padrone di casa , mentre la figliuola si appoggiava a lui con affetto , sedette con lei e con la madre davanti al caminetto ; e quando pensò che una creatura come quella , graziosa e promettente , gli avrebbe dato il nome di padre e avrebbe fatto fiorire una primavera nel triste inverno della sua vita , si sentì la vista oscurata dalle lagrime . - Bella - diceva il marito , sorridendo alla moglie , - oggi ho incontrato un vecchio amico . - Chi ? - Indovina ! - Come vuoi che faccia ? ... Zitto , ci sono - soggiunse ridendo come lui . - Il signor Scrooge . - Per l ' appunto . Son passato pel suo banco ; e siccome la finestra non era chiusa e una candela ardeva di dentro , non ho potuto fare a meno di vederlo . Il socio , sento dire , è in punto di morte ; ed ei se ne stava là solo . Solo nel mondo , credo . - Spirito ! - esclamò Scrooge con voce soffocata - toglimi di qui ! - Ti ho detto - rispose lo Spirito - che queste son ombre di quel che fu . Non mi devi incolpare , se son ora quel che sono ! - Toglimi di qua ! - tornò a pregare Scrooge . - Non resisto più ! - Si volse allo Spirito , e vedendo che questi lo guardava con un certo strano viso nel quale confondevansi tutti i visi apparsigli fino allora , gli si scagliò addosso . - Lasciami ! Riportami a casa . Non m ' importunare di più ! - Nella lotta , se tale si potea dire quella in cui lo Spirito , senza visibile resistenza , rimaneva incrollabile e sereno a tutti gli sforzi dell ' avversario , Scrooge notò che la luce gli brillava sempre più viva sul capo ; e sospettando in quella la cagione dell ' influenza sopra di sé esercitata , afferrò di botto il cappello a spegnitoio e con un rapido movimento glielo fece ingozzare . Lo Spirito si accasciò sotto , in modo da esser tutto coperto dallo spegnitoio ; ma per quanta forza mettesse Scrooge a premere con le due mani , non riusciva a nascondere la luce , la quale sfuggiva in onde dal labbro e spandevasi sul suolo . Ei si sentiva fiaccato e una sonnolenza irresistibile lo vinceva ; sentiva anche di trovarsi in camera propria . Diè allo spegnitoio un lattone d ' addio , allentò le mani ed ebbe appena il tempo di raggomitolarsi nel letto prima di cadere in un sonno profondo . Strofa Terza Il secondo dei tre spiriti Destato nel pieno di un russo prodigiosamente fragoroso e sorgendo a sedere nel mezzo del letto per raccogliere i suoi pensieri , Scrooge non ebbe bisogno di sentirsi dire che il tocco stava per suonare da capo . Sentiva di esser tornato in sé al momento preciso per abboccarsi col secondo messo mandatogli per mezzo di Giacobbe Marley . Se non che , per un molesto ribrezzo che lo pigliò pensando a quale delle cortine il novello Spirito si sarebbe affacciato , le aprì tutte con le proprie mani ; poi , rimettendosi a giacere , stette tutto vigile a guardare intorno . Voleva subito affrontar lo Spirito e non già spiritar dalla sorpresa . Le persone franche , le quali si vantano di non conoscere che un paio di emozioncelle e di star sempre salde ad ogni sorpresa , esprimono la vasta misura del loro coraggio impassibile dicendosi buone così per una partita a birilli come per sbudellare un uomo in duello . Tra i due estremi ci deve essere però un campo piuttosto vasto e variato . Senza osare di mettere Scrooge a quell ' altezza , vorrei nondimeno farvi credere ch ' egli era pronto a molte e strane apparizioni e che nulla , dalla vista di un bambino a quella di un rinoceronte , gli avrebbe recato un grande stupore . Ora , l ' essere preparato a tutto non volea mica dire ch ' ei fosse preparato a niente ; e per conseguenza , quando il tocco squillò e nessun ' ombra apparve , ei fu preso da un violento tremore . Cinque minuti passarono , dieci , quindici , e niente veniva . Egli intanto , sempre giacente sul letto , si vedeva fatto centro di una gran luce rossastra , piovutagli sopra nel punto stesso in cui l ' ora era battuta ; la quale luce , non essendo altro che luce , era più spaventevole di una dozzina di spiriti , non potendo egli indovinare che cosa volesse dire e che ne uscirebbe . A momenti , lo pigliava il timore di essere egli stesso un caso interessante di combustione spontanea , senza aver neppure la consolazione di saperlo . Alla fine , però , incominciò a pensare - come voi ed io avremmo pensato subito , perché le persone estranee al caso sanno sempre egregiamente quel che si dovea fare nel tal caso e lo avrebbero fatto senz ' altro - alla fine , dico , incominciò a pensare che l ' arcana sorgente di cotesta luce spiritica potesse essere nella camera contigua ; dalla quale infatti , seguendone i raggi , la si vedea scaturire . Preso da quest ' idea , si alzò pianamente e se n ' andò strascicando in pantoffole verso la porta . Nel punto stesso che metteva la mano sul saliscendi una strana voce lo chiamò per nome e gl ' impose di venire avanti . Scrooge obbedì . Era la sua camera , proprio quella , ma trasformata mirabilmente . Pendevano dal soffitto e dalle pareti tante frasche verdeggianti , da formare un vero boschetto , di mezzo al quale le bacche lucenti mandavano raggi di fuoco vivo . Le frondi grinzose delle querce , dell ' edera , dell ' agrifoglio rimandavano la luce , come specchietti tremolanti ; e una vampa così poderosa rumoreggiava su per la gola del camino , che quel gelido focolare non avea mai visto la simile a tempo di Scrooge e di Marley o per molti e molti inverni passati . Ammontati per terra , quasi a formare una specie di trono , vedevansi tacchini , forme di cacio , caccia , polli , gran tocchi di carne rifredda , porcellini di latte , lunghe ghirlande di salsicce , focacce e pasticcini , barili di ostriche , castagne bruciate , mele rubiconde , arance succose , pere melate , ciambelle immani , tazzoni di ponce bollente , che annebbiavano la camera col loro delizioso vapore . Adagiavasi su cotesto giaciglio un allegro Gigante , magnifico all ' aspetto , il quale brandiva con la destra una torcia fiammante , quasi a foggia di un corno di Abbondanza , e l ' alzava , l ' alzava , per gettarne la luce sulla persona di Scrooge nel punto che questi spingeva dentro il capo dalla porta socchiusa . - Entra ! - gridò lo Spirito . - Entra ! e impara a conoscermi , uomo ! - Scrooge entrò timidamente e piegò il capo davanti allo Spirito . Non era più l ' arcigno Scrooge di prima ; e benché gli occhi di quello fossero limpidi e buoni , non gli piaceva troppo di incontrarli . - Io sono lo spirito di questo Natale - disse lo Spirito . - Guardami ! - Scrooge reverente obbedì . Portava lo Spirito una semplice veste verde - cupo , o tunica che fosse , orlata di pelo bianco , la quale con tanta scioltezza gli pendeva indosso , che l ' ampio torace sporgeva nudo come sdegnoso di celarsi o difendersi in alcun modo . Anche i piedi , disotto alle ampie pieghe della veste , vedevansi nudi ; e sul capo , nessun altro cappello che una ghirlanda d ' agrifoglio aggraziata da ghiacciuoli scintillanti . Lunghi e fluenti i riccioli della chioma nera ; liberi , come il viso era aperto e geniale , lucido l ' occhio , aperta la mano , gioconda la voce , franchi gli atti , ridente l ' aspetto . Legata alla cintura portava un ' antica guaina , senza lama dentro e tutta mangiata dalla ruggine . - Un altro come me , - esclamò lo Spirito , - tu non l ' hai visto mai ! - Mai , - rispose Scrooge . - Non sei andato attorno co ' più giovani della mia famiglia ; voglio dire ( perché io sono giovanissimo ) i miei fratelli maggiori nati in questi ultimi anni ? - Non mi pare , - disse Scrooge . - temo di no . Avete avuto molti fratelli , Spirito ? - Più di milleottocento , - rispose lo Spirito . - Una famiglia tremenda a mantenere ! - borbottò Scrooge . Lo Spirito si alzò . - Spirito , - pregò Scrooge in atto sommesso , - menatemi dove vi piace . Stanotte scorsa sono andato fuori per forza ed ho imparato una lezione che già mi va lavorando dentro . Questa notte qui , se m ' avete da insegnar qualche cosa , fate che io ne profitti . - Tocca la mia veste ! - Scrooge non se lo fece dire due volte e vi si tenne saldo . Agrifoglio , querce , bacche rosse , edera , tacchini , cacio , polli , caccia , tocchi di carne , porcellini , salsicce , ostriche , focacce , pasticci , frutta , ponce , tutto sparì all ' istante . E così pure la camera , e il fuoco , e la vampa rosseggiante , e l ' ora della notte . Ed eccoli tutti e due , la mattina di Natale , per le vie della città , dove la gente faceva una certa musica barbaresca , ma non affatto spiacente , raschiando la neve davanti alle case o di sopra ai tetti , donde , fra le gioconde acclamazioni dei ragazzi , piovevano le bianche falde e turbinavano nell ' aria burrasche artificiali . Nere parevano le case , più nere le finestre , tra il bianco e morbido lenzuolo di neve steso sui tetti e la neve , un po ' meno pulita , che copriva il suolo . Questa era stata dissodata ed arata in solchi profondi dalle ruote dei carri e delle carrozze ; e cotesti solchi , all ' incrociarsi delle vie principali , s ' intersecavano cento e cento volte , facendo intricati canali nella mota giallognola e nell ' acqua diacciata . Il cielo era fosco , e le vie più anguste erano affogate da una densa nebbia che cadeva in nevischio e in pioggia di atomi fuligginosi , come se tutti i camini della Gran Bretagna avessero preso fuoco di comune accordo e allegramente divampassero . In verità né il tempo era molto allegro né la città , e nondimeno una certa allegrezza spandevasi intorno che il più limpido cielo e il più splendido sole d ' estate non avrebbero potuto dare . Perché la gente che spazzava i tetti era piena di brio e di contentezza ; si chiamavano da una casa all ' altra , si scambiavano di tanto in tanto una pallottola di neve - proiettile più innocuo di parecchi frizzi - ridendo cordialmente se coglievano giusto e non meno cordialmente se sbagliavano la mira . Le botteghe dei pollaioli erano ancora mezzo aperte , quelle dei fruttivendoli raggiavano gloriose . Qua , dei grossi panieri di castagne , rotondi , panciuti , simili agli ampi panciotti di vecchi corcontenti , tentennavano fuori della porta , pronti a rovesciarsi nella via della loro apoplettica corpulenza . Là , delle cipolle di Spagna , rossastre , gonfie , lucenti nella loro carnosità come frati di Spagna , occhieggiavano furbescamente dall ' alto delle scansie alle ragazze che passavano guardando di sottecchi ai rami sospesi di visco . E poi , pere e mele , ammontate in piramidi fiorenti ; mazzi di grappoli che la benevolenza del venditore avea sospesi bene in vista , perché la gente si sentisse l ' acquolina in bocca e si rinfrescasse gratis et amore ; montagne di nocciuole , muscose e brune , che ricordavano con la loro fragranza antiche passeggiate nei boschi dove s ' affondava fino alla noce del piede nelle foglie secche ; biffins di Norfolk , paffuti e nericci , che rialzavano il giallo degli aranci e dei limoni , e nella compattezza delle succose persone urgevano e pregavano per essere portati a casa bene avvolti nella carta e mangiati dopo desinare . Gli stessi pesci d ' oro e d ' argento , esposti in tanti boccali fra tanta ricchezza di frutta , benché appartenessero ad una razza malinconica e fredda , si accorgevano in certo modo che qualche cosa d ' insolito accadeva , e tutti , grossi e piccini , giravano e rigiravano aprendo la bocca pel loro piccolo mondo in una lenta e tranquilla agitazione . E le drogherie ! oh , le drogherie ! chiuse a metà , o solo con una o due imposte tolte via ; ma che bellezza di spettacolo traverso a quelle aperture ! e non era soltanto che le bilance suonassero allegramente sul marmo del banco , o che le forbici tagliassero così svelte lo spago degli involti , o che i barattoli passassero rumoreggiando di mano in mano come bussolotti , o che i profumi mescolati del tè e del caffè accarezzassero il naso , o che i grappoli di uva passa fossero così pieni e biondi , e le mandorle così candide , e la cannella così lunga e dritta , e così squisite l ' altre spezie , e le frutta candite così ben vestite e brillanti di zucchero da commuovere e far sdilinquire i più freddi spettatori . E non era nemmeno che i fichi fossero sugosi e polputi , o che le susine di Francia arrossissero nella loro agrezza pudica nelle scatole riccamente adorne , o che ogni cosa fosse buona da mangiare e si mostrasse nei suoi abiti della festa natalizia . Ma gli avventori bisognava vedere ! gli avventori ansiosi e frettolosi , i quali per godere le provviste della giornata , si rotolavano l ' uno sull ' altro alla porta , si urtavano co ' panieri , lasciavano sul banco la roba comprata , tornavano correndo a riprenderla , facendo cento errori simili con la maggior possibile allegria ; mentre il droghiere e i suoi garzoni erano così franchi e gioviali che i lucidi fermagli a cuore dei loro grembiuli potevano passare pei loro cuori , esposti all ' osservazione generale e a disposizione di chi più li volesse . Ma di lì a poco le campane chiamarono la buona gente in chiesa o alla cappella , ed eccoli sbucare in frotta dalle vie con gli abiti della festa e i visi più allegri . E , nel punto stesso , ecco scaturire da vicoletti , androni , chiassuoli , una moltitudine di gente che portava il suo desinare al fornaio . La vista di cotesti poveri festaioli pareva star molto a cuore allo Spirito , il quale , con allato Scrooge , si fermò sulla soglia di un forno , e sollevando i coperchi dei piatti via via che passavano , spargeva incenso sulle vivande con una scossa della sua torcia . Strana torcia era questa , perché una o due volte , essendo corse parole vivaci fra alcuni di quei portatori di desinari , ei ne schizzò una spruzzaglia di acqua che subito li fece tornare di buon umore . Era una vergogna , dicevano , bisticciarsi il giorno di Natale . E così era in effetto ! Dio di misericordia , così era ! Una dopo l ' altra tacquero le campane e i forni si chiusero ; eppure , nel vapore umido che si librava sopra ogni forno , le cui stesse pietre fumavano come se anch ' esse si cocessero , c ' era una gioconda irradiazione di tutti cotesti desinari e del cuocersi lento . - C ' è forse un sapore speciale nello spruzzo della vostra torcia ? - domandò Scrooge . - C ' è . Il mio . - E si può comunicare a qualunque desinare d ' oggi ? - A qualunque desinare cordialmente offerto , e soprattutto ai più poveri . - Perché ? - Perché i più poveri ne hanno più bisogno . - Spirito , - disse Scrooge dopo aver pensato un momento , - io stupisco che proprio voi , fra tutti gli esseri dei tanti mondi che girano intorno , proprio voi vi siate accollato l ' ufficio di lesinare a questa gente le occasioni di un piacere innocente . - Io ! - esclamò lo Spirito . - Voi togliete loro il mezzo di desinare ogni settimo giorno , che è spesso il solo giorno in cui si possa dire che siedono a mensa . Non è forse vero ? - Io ! - esclamò lo Spirito . - Non siete voi che volete chiusi questi forni il settimo giorno ? Mi pare che torni lo stesso . - Io voglio cotesto ! - esclamò lo Spirito . - Perdonatemi se ho torto . In vostro nome si fa , o almeno in nome della vostra famiglia , - disse Scrooge . - Vivono alcuni su cotesta tua terra , - rispose lo Spirito , - i quali si figurano di conoscer noi e compiono in nome nostro i loro atti di ira , orgoglio , malvagità , odio , invidia , ipocrisia , egoismo ; e costoro sono così estranei a noi e a tutta la nostra famiglia come se mai fossero venuti al mondo . Ricordati questo , e le azioni loro addebita a loro , non già a noi . - Scrooge promise che così avrebbe fatto ; e andarono oltre , invisibili come prima , per entro ai sobborghi della città . Una singolare virtù avea lo Spirito ( già da Scrooge notata pocanzi ) che , ad onta della gigantesca statura , ei s ' acconciava comodamente dovunque , e che sotto il tetto più basso serbava la stessa grazia e la stessa dignità soprannaturale che avrebbe spiegato sotto le volte maestose di un palazzo . E fu per avventura la compiacenza che il buono Spirito trovava nel far mostra di cotesto suo potere , o forse la sua stessa natura generosa e cordiale e la sua simpatia per tutti i poveri , che lo portò difilato a casa del commesso di Scrooge . Ivi si recò , traendosi dietro Scrooge , attaccato al lembo della veste ; e giunto sulla soglia , lo Spirito sorrise e si fermò per benedire la dimora di Bob Cratchit con gli spruzzi della sua torcia . Figurarsi ! Bob non aveva che quindici bob alla settimana , come il popolo chiama gli scellini ; tutti i sabati intascava appena quindici esemplari del suo nome di battesimo ; eppure lo Spirito di Natale volle benedire quella sua casetta di quattro camere . Si alzò allora la signora Cratchit , la moglie di Bob , con indosso una povera veste due volte rivoltata , ma tutta galante di nastri , i quali costano poco e fanno una figura vistosa . E la signora Cratchit mise la tovaglia , con l ' aiuto di Belinda Cratchit , secondogenita , anch ' ella raggiante di nastri ; mentre il piccolo Pietro Cratchit , chinandosi per immergere una forchetta nella pentola delle patate , riusciva a cacciarsi in bocca le punte del suo mostruoso collo di camicia ( proprietà paterna , conferita al figlio ed erede in onore della festa ) e bruciava dalla voglia di far pompa di tanta biancheria nelle passeggiate alla moda . Due Cratchit più piccini , maschio e femmina , irruppero dentro gridando che di fuori al forno aveano sentito l ' odore dell ' oca e che l ' avevano riconosciuta per l ' oca loro ; e inebriandosi nella festosa visione di una salsa di salvia e cipolla , i due piccoli Cratchit si dettero a danzare intorno alla tavola , e levarono a cielo il signor Pietro , il quale , umile in tanta gloria benché quasi soffocato dal collo immane , soffiava nel fuoco , fino a che le patate levarono il bollore e picchiarono forte al coperchio della pentola per esser tratte fuori e pelate . - Che fa il babbo che non si vede ! - disse la signora Cratchit . - E vostro fratello , Tini Tim ? E Marta ? l ' altro Natale era già qui da mezz ' ora ! - Ecco Marta , mamma ! - disse una giovinetta entrando . - Ecco Marta , mamma ! - gridarono i due Cratchit piccini . - Se sapessi che oca c ' è , Marta , che oca ! - Ah , figliuola mia , che Dio ti benedica , come vieni tardi ! - disse la signora Cratchit , baciandola una dozzina di volte e togliendole lo scialletto e il cappellino con materna sollecitudine . - Abbiamo avuto un sacco di lavoro da finire , rispose la fanciulla , - e s ' aveva a consegnarlo stamane , mamma . - Bene , bene ! Adesso che ci sei , non importa , - disse la signora Cratchit . - Mettiti un po ' qui al fuoco , cara , datti una fiammatina , che il Signore ti benedica ! - No , no ! Ecco papà che viene , - gridarono i due piccoli Cratchit , che si trovavano nel momento stesso dapertutto . - Nasconditi , Marta , nasconditi ! - E Marta si nascose ; e subito , ecco entrare Bob , il padre , con tre braccia di cravatta pendente davanti , senza contar la frangia , co ' vestiti ben rimendati e spazzolati per parer di festa , e con Tiny Tim sulla spalla . Povero Tiny ! ci portava una gruccetta e una macchinetta di ferro per tenersi ritto ! - E Marta dov ' è ? - esclamò Bob guardandosi attorno . - Non viene - rispose la moglie . - Non viene ! - ripetette Bob , perdendo di botto tutta l ' allegria con la quale avea trottato per conto di Tiny dalla chiesa fino a casa . - Non viene , il giorno di Natale ! - Marta mal soffriva di vederlo scontento , fosse anche per celia ; sicché sbucò prima del tempo dal suo nascondiglio e gli si gettò fra le braccia , mentre i due piccoli Cratchit si pigliavano Tiny Tim e se lo portavano nel lavatoio per fargli sentire come cantava il bodino nella casseruola . - E come s ' è portato il piccolo Tim ? - domandò la signora Cratchit , dopo aver motteggiato Bob sulla sua credulità e dopo che questi si fu saziato di abbracciar la figliuola . - Come un angelo , - rispose Bob , - e meglio ancora . Stando tanto tempo a sedere , diventa meditativo e non ti puoi figurare che strani pensieri gli vengono . M ' ha detto or ora , tornando a casa , che sperava essere stato guardato in chiesa dalla gente , storpio com ' è , e che deve far piacere , il giorno di Natale , ricordarsi di colui che fece camminare i poveri zoppi e vedere i ciechi . - La voce di Bob tremava un poco così dicendo , e più forte tremò quando soggiunse che Tim s ' andava facendo più sano e più forte . S ' udì l ' agile gruccetta sbattere sull ' impiantito , e Tiny Tim subito riapparve , accompagnato dal fratello e dalla sorella fino al suo sgabelletto accanto al fuoco . Bob intanto , rimboccate le maniche - quasi che , poveretto , si potessero consumare di più ! - faceva in una brocca un suo miscuglio di ginepro e limone e girava e rigirava e lo metteva sul fuoco a bollire ; mentre il piccolo Pietro co ' due Cratchit onnipresenti correvano a prendere l ' oca , con la quale tornarono di lì a poco in processione solenne . Tanto fu il trambusto che ne seguì da far pensare che un ' oca fosse il più raro fra i volatili , un fenomeno pennuto , al cui confronto un cigno nero era la bestia più naturale di questo mondo : e davvero in quella casa c ' era da credere che così fosse . La signora Cratchit fece friggere il succo , già preparato in una padellina ; Pietro , con vigore incredibile , si diè a schiacciare le patate ; la signorina Belinda inzuccherò il contorno di mele ; Marta strofinò le scodelle ; Bob si fece seder vicino Tiny Tim a un cantuccio della tavola ; i due piccoli Cratchit disposero le sedie per tutti , non dimenticando sé stessi , e piantatisi di guardia ai posti loro si cacciarono i cucchiai in bocca per non gridar prima del tempo di voler l ' oca . Alla fine , messi i piatti , fu detto il benedicite . Successe un momento di silenzio profondo , mentre la signora Cratchit , guardando lungo il filo del coltello , si preparò a trafiggere la bestia . Ma quando il coltello fu immerso , quando sboccò dalla ferita il ripieno tanto aspettato , un mormorio di allegrezza si levò tutt ' intorno alla tavola , e lo stesso Tiny Tim , messo su dai due piccoli Cratchit , si diè a battere sulla tovaglia col manico del coltello e fece sentire un suo debole evviva ! Un ' oca simile non s ' era mai data . Disse Bob che , secondo lui , un ' oca di quella fatta non era stata cucinata mai . La sua tenerezza , il profumo , la grassezza , il buon mercato furono oggetto dell ' ammirazione universale . Col rinforzo del contorno di mele e delle patate , il pranzo era sufficiente : anzi , come diceva tutta contenta la signora Cratchit guardando ad un ossicino nel piatto , non s ' era potuto mangiar tutto ! Eppure ciascuno s ' era satollato , e i due Cratchit minuscoli specialmente erano immollati di salvia e cipolle fino agli occhi ! Ma ora , mutati i piatti dalla signorina Belinda , la signora Cratchit uscì sola - tanto era nervosa da non voler testimoni - per prendere il bodino e portarlo in tavola . E se il bodino non era a tempo di cottura ! e se si rompeva nel voltarlo ! e se qualcuno , di sopra al muro del cortile , se l ' avesse rubato mentre di qua si facea tanta festa all ' oca ! I due piccoli Cratchit si fecero lividi a quest ' ultima supposizione . Ogni sorta di orrori furono immaginati . Olà ! questo sì ch ' è fumo ! il bodino è fuori della casseruola . Che odor di bucato ! È il tovagliolo che lo involge . Un certo odore che è tutt ' insieme di trattoria e del pasticciere accanto e della lavandaia che sta a uscio e bottega ! Questo poi era il bodino . In meno di niente , ecco entrare la signora Cratchit , accesa in volto , ma ridente e gloriosa , col bodino in trionfo , simile a una palla di cannone chiazzata , liscia , compatta , ardendo in un quarto di quartuccio d ' acquavite in fiamme , e con in cima bene infisso l ' agrifoglio di Natale . Oh , un bodino stupendo ! disse Bob , gravemente , ch ' ei lo riguardava come il massimo trionfo della signora Cratchit dal matrimonio in poi . La signora Cratchit , liberatasi ormai di quel gran pensiero , confessò schiettamente di essere stata un po ' in dubbio sulla quantità della farina . Ciascuno disse la sua , ma nessuno osservò o pensò che un bodino di quella fatta fosse scarso per una famiglia numerosa . Questa sarebbe stata un ' eresia bell ' e buona , e l ' ultimo del Cratchit ne avrebbe arrossito fino alla radice dei capelli . Alla fine , terminato il desinare , si sparecchò , si spazzò il camino , si attizzò il fuoco . Assaggiato e trovato squisito il miscuglio nella brocca , furono messe in tavola mele ed arancie e una palettata di castagne sul fuoco . Allora tutta la famiglia si strinse presso al fuoco in circolo , come Bob diceva per significare un semicircolo ; e accanto a Bob fu messo tutto il servizio di cristalli : due bicchieri e un vasettino da crema , senza manico . I tre recipienti però raccolsero la calda bevanda né più né meno che tre coppe d ' oro avrebbero fatto ; e Bob la servì intorno con viso raggiante , mentre le castagne sul fuoco barbugliavano e scoppiettavano . Poi Bob disse forte : - Un allegro Natale a tutti noi , cari miei . Dio ci benedica ! - Tutta la famiglia ripetè l ' augurio . - Dio benedica tutti quanti siamo ! - disse , ultimo di tutti , Tiny Tim . Sedeva sul suo sgabelletto , proprio accosto al padre . Bob gli teneva la manina scarna per meglio fargli sentire il suo affetto , e se lo voleva sempre vicino , e quasi avea paura di vederselo portato via . - Spirito , - disse Scrooge con insolita sollecitudine , - dimmi se Tiny Tim vivrà . - Vedo un posto vuoto - rispose lo Spirito , - all ' angolo del povero focolare , e una gruccetta gelosamente custodita . Se queste ombre non muterà l ' avvenire , il fanciullo morrà . - No , no , - esclamò Scrooge . - Oh no , buono Spirito ! dimmi che sarà risparmiato . - Se queste ombre non muterà l ' avvenire , nessun altro della mia stirpe , - rispose lo Spirito , - lo troverà qui . Che monta ? S ' egli muore , tanto meglio , perché di tanto scemerà il soverchio della popolazione . - Scrooge abbassò il capo , udendo le proprie parole citate dallo Spirito , e si accasciò sotto il pentimento e il dolore . - Uomo , - disse lo Spirito , - se d ' uomo è il tuo cuore e non di adamante , lascia cotesto tuo tristo linguaggio , finché non saprai qual è quel soverchio e dov ' è . Osi tu forse decidere quali uomini debbano vivere , quali morire ? Può darsi che agli occhi del cielo , tu sii più indegno di vivere che non milioni di creature simili al fanciullo di questo povero uomo . Oh Dio ! udir l ' insetto sulla foglia pronunciare che c ' è troppi viventi fra i suoi fratelli affamati nella polvere ! - Tremò Scrooge al fiero rabbuffo e abbassò umile gli occhi . Ma subito li rialzò , udendo pronunziare il suo nome . - Al signor Scrooge ! - disse Bob ; - propongo un brindisi al signor Scrooge , protettore di questa festa ! - Bel protettore davvero ! esclamò la signora Cratchit facendosi rossa . - Lo vorrei qui , lo vorrei . Gli darei una certa festa a modo mio , che non gli andrebbe mica a genio . - Mia cara , - disse Bob , - ci sono i ragazzi ; è Natale ! - Un bel giorno di Natale - ribatté la moglie - se s ' avesse a bere alla salute di un uomo così odioso , taccagno , duro , egoista come quello Scrooge . Tu lo sai , Bob ! nessuno lo sa meglio di te , poveretto ! - Cara mia , - ripeté Bob con dolcezza , - è Natale . - Beverò alla sua salute per amor tuo e perché è Natale , - disse la signora Cratchit , - per lui no . Cento di questi giorni , un allegro Natale e felice capo d ' anno ! Starà proprio allegro e felice , figurati ! - I ragazzi bevvero anch ' essi alla salute di Scrooge . Era il primo dei loro atti che non fosse cordiale . Tiny Tim bevve in ultimo , ma non gliene importava niente . Scrooge era l ' Orco della famiglia . Il solo nome di lui avea gettato sulla lieta brigata un ' ombra , che non si dileguò per cinque buoni minuti . Dopo che fu svanita , tornò l ' allegria dieci volte più schietta , pel solo sollievo di essersi sbrigati di Scrooge il Malo . Bob Cratchit disse loro di avere in vista un certo posticino per messer Pietro che avrebbe portato in casa una sommetta di sei lire e cinque soldi la settimana . I due Cratchit minuscoli si sganasciarono dalle risa all ' idea che Pietro diventava uomo d ' affari ; e Pietro , per conto suo , guardò tutto pensoso al fuoco di mezzo alle punte del collo , quasi ventilando dentro di sé che sorta d ' investimenti avrebbe preferito quando fosse entrato in possesso di una rendita così sbalorditiva . Marta , povera apprendista da una crestaia , disse allora che sorta di lavoro avea da fare e quante ore di fila lavorava e che si volea levar tardi il giorno appresso e godersi il riposo della festa . Disse pure di aver visto qualche giorno fa una contessa e un gran signore , e che il signore avea su per giù la statura di Pietro ; al che , Pietro si tirò così alto il collo che non gli avreste più visto il capo . E intanto , castagne e bevande andavano intorno ; e poi ci fu una canzone a proposito di un ragazzo smarrito nella neve , e la cantò Tiny Tim ; la cantò con la sua vocina dolente , ma molto bene davvero , molto bene . Niente di nobile in tutto ciò . La famiglia non era bella ; nessuno sfoggio di vestiti ; le scarpe tutt ' altro che impermeabili ; meschina la biancheria ; forse e senza forse Pietro avea anche fatto una certa conoscenza col rigattiere . Ma erano felici nondimeno , riconoscenti , lieti di trovarsi insieme ; e nel punto stesso che si dileguavano , sembrando ancor più felici nella pioggia di luce di cui gl ' inondava la torcia dello Spirito in segno d ' addio , Scrooge li guardò fiso , soprattutti Tiny Tim , fino all ' ultimo istante . Calava intanto la notte e cadea fitta la neve : e mentre Scrooge e lo Spirito andavano per le vie , era mirabile lo splendore dei fuochi rugghianti nelle cucine , nei tinelli , in ogni sorta di stanze . Qua , la fiamma vacillante mostrava i preparativi di un buon pranzetto , co ' piatti messi in caldo davanti al fuoco , con le spesse tendine rosse pronte ad essere abbassate per tener fuori il freddo e le tenebre . Là , tutti i ragazzi della casa sbucavano correndo nella neve per essere i primi a salutare le sorelle maritate , i fratelli , gli zii , le zie , i cugini , le cugine . Qua , ancora , si ripercotevano sulle tende le ombre dei convitati ; e là , un gruppo di belle fanciulle , tutte incappucciate e con gli stivaletti impellicciati , e tutte chiacchierando a coro , se n ' andavano saltellanti da qualche loro vicino ; e guai allora allo scapolo - e ben lo sapevano le furbe ! - guai allo scapolo che le avesse viste entrare in un baleno di luce e di bellezza ! Dal numero della gente che si avviava alle amichevoli riunioni , c ' era da figurarsi che nessuno fosse in casa per ricevere , mentre invece in ogni casa s ' aspettava gente e si faceano enormi fiammate nei caminetti . Come esultava lo Spirito , Dio benedetto ! come scopriva l ' ampio torace , come apriva la palma capace , e si librava alto , versando su tutto con mano generosa lo splendore della sua gioia innocente ! Perfino il lumaio , che correva avanti punteggiando di luce le vie tenebrose , già agghindato per passar la sera in qualche posto , rise forte quando lo Spirito gli fu accanto , benché non sapesse di aver altra compagnia che quella del Natale ! Di botto , senza che lo Spirito ne desse avviso con una parola , si trovarono in una deserta e malinconica palude , disseminata di massi mostruosi di pietra greggia , come se fosse un cimitero di giganti . L ' acqua si spandeva libera dove più le piacesse , o almeno così avrebbe fatto se il gelo non l ' avesse imprigionata . Non vi cresceva altro che musco , ginestra , erbaccia . Giù , verso occidente , il sole al tramonto avea lasciato una striscia infocata , che un momento balenò , come il vivido sguardo di un occhio dolente , su quella desolazione , e via via velandosi sotto le palpebre si spense nell ' orrore di una notte profonda . - Che è qui ? - domandò Scrooge . - Qui - rispose lo Spirito - vivono i minatori , i quali lavorano nel ventre della terra . Ma essi mi conoscono . Guarda ! - Brillò una luce alla finestretta di una capanna e subito andarono verso di quella . Attraversando il muro di sassi e mota , trovarono una gaia brigata raccolta intorno a un bel fuoco . Un vecchio decrepito e la sua donna , co ' loro figli , e i figli de ' figli , e un ' altra generazione per giunta , rilucevano tutti nei loro abiti di festa . Il vecchio , con una voce che di rado levavasi sui sibili del vento all ' aperto , cantava loro una canzone di Natale , una canzone già antica di molto quando egli era ragazzo ; di tanto in tanto , gli altri a coro ripetevano il ritornello . Alzandosi le voci loro , si alzava anche e diveniva più gioconda la voce del vecchio ; finito il ritornello , cadeva insieme la voce di lui . Non s ' indugiò lo Spirito fra quella gente , ma imponendo a Scrooge di tenerglisi forte alla veste , varcò tutta la palude e si librò ... sul mare , forse ? Sì , proprio , sul mare . Voltandosi indietro , Scrooge ebbe ad inorridire vedendo lontano le rive , una fila spaventevole di scogli ; e lo intronava il tuono dei flutti furiosi che fra le atre caverne scavate avvolgevansi , muggivano , infuriavano , fieramente si sforzavano di minar la terra . Eretto sopra un banco di roccie basse , una lega all ' incirca dalla riva , contro le quali rompevansi le acque per quanto lungo era l ' anno , stava solitario un faro . Aderivano alla base enormi viluppi di alghe , e gli uccelli della tempesta - partoriti forse dal vento come l ' alga del mare - vi svolazzavano intorno alzandosi e abbassandosi come le onde che sfioravano con l ' ala . Ma anche qui , due guardiani aveano acceso un loro fuoco , e questo traverso alla feritoia del muro massiccio mandava un raggio lucente sulle tenebre del mare . Strigendosi le mani callose di sopra alla rozza tavola e al loro boccale di ponce , si davano l ' un l ' altro il buon Natale ; e il più vecchio dei due , dalla faccia accarnata e cicatrizzata dalle intemperie come una di quelle teste scolpite che sporgono dalla prua di una vecchia nave , intuonò una selvaggia canzone che poteva parere una raffica . E lo Spirito andava , andava sempre sulle onde cupe e anelanti , fino a che , lontani da ogni riva , com ' ei disse a Scrooge , raccolsero il volo sopra un bastimento . Qua il pilota alla sua ruota , lassù nella gabbia la vedetta , più in là gli ufficiali di quarto : figure fantasticamente immobili : ma ciascuno di loro canticchiava una canzone di Natale , o pensava a Natale , o di qualche passato Natale parlava basso al compagno con soavi speranze di ritorno . E ciascuno a bordo , desto o dormiente , buono o malvagio , aveva avuto per l ' altro una parola più gentile che in qualunque altro giorno dell ' anno ; avea partecipato in una certa misura alla festa ; avea ricordato i cari lontani , pensando con dolcezza al loro memore affetto . Fu per Scrooge una gran sorpresa , mentre badava ai gemiti del vento e pensava alla terribilità del muoversi fra le tenebre vaneggianti sopra una ignota voragine , profonda e segreta come la morte , fu per Scrooge una gran sorpresa , così assorto com ' era , l ' udire una risata squillante . E crebbe la sorpresa a mille doppi , quand ' ei riconobbe la voce del proprio nipote e si trovò in un salottino ben rischiarato , ben caldo , aggiustato , con accanto lo Spirito che sorrideva e che fissava quel medesimo nipote con uno sguardo di compiacenza . - Ah , ah ! - rideva il nipote di Scrooge . - Ah , ah , ah ! - Se mai , per un caso poco probabile , vi capitasse d ' incontrare un uomo che ridesse più cordialmente del nipote di Scrooge , io vi dico che sarei lietissimo di farne la conoscenza e di cercarne la compagnia . Vogliate presentarmelo , ve ne prego . È un bel compenso , ed è anche giusto e consolante nell ' ordine delle cose umane , che se il dolore e il malanno si attaccano , non ci sia al mondo cosa più contagiosa del buonumore e del riso . Il nipote di Scrooge rideva , tenendosi i fianchi , scotendo il capo , facendo col viso le più strane contorsioni ; la moglie , anch ' essa nipote di Scrooge , rideva con la stessa espansione ; tutti gli amici raccolti ridevano sgangheratamente , con tutto il cuore e con un fracasso indicibile . - Ah , ah ! Ah , ah , ah , ah ! - Ha detto , figuratevi , che Natale è una sciocchezza ! - gridava il nipote di Scrooge . - Com ' è vero che son vivo , l ' ha detto . E lo pensava pure ! - Due volte vergogna per lui , Federigo ! - esclamò tutta accesa la nipote di Scrooge . Benedette coteste donne ; non fanno mai niente a mezzo . Pigliano tutto sul serio . Era graziosa , molto graziosa . Un visino tutta ingenuità , stupore e pozzette ; un bocchino maturo , che pareva fatto per esser baciato , e lo era di certo ; ogni sorta di fossettine intorno al mento , le quali confondevansi insieme quando ella rideva ; il più raggiante par d ' occhi che abbia mai illuminato fronte di fanciulla . In complesso , una certa figurina provocante , capite ; ma anche pronta a dar soddisfazione . Oh , altro che pronta ! - È buffo davvero il vecchio - disse il nipote di Scrooge , - questa è la verità . Niente di male se fosse un tantino meno scontroso . Fatto sta che i suoi stessi difetti sono il suo malanno , ed io non ho niente da dire contro di lui . - Scommetto ch ' è ricco sfondato , - venne su la nipote di Scrooge . - Sei tu stesso , Federigo , che me lo dici sempre . - E che vuol dire , cara mia ! La ricchezza sua non gli serve a niente ; non fa un briciolo di bene , nemmeno per sé . Non ha nemmeno la soddisfazione di pensare ... ah , ah , ah ! ... che ce la serba a noi tutta quanta , proprio a noi . - Io non lo posso vedere , - affermò la nipote di Scrooge . Le sorelle di lei e tutte le altre signore espressero lo stesso sentimento . - Oh , io sì invece ! - disse il nipote . - Me ne dispiace per lui ; se pure mi vi provassi , non riuscirei a volergli male . Chi è che ne soffre pei suoi capricci ? Lui , nessun altro che lui . Ecco , per esempio , ora s ' è fitto in capo di guardarmi di traverso e non vuol venire a desinare con noi . Che ne viene ? ... ogni lasciato è perso . È vero però che un gran pranzo non lo ha perduto ... - Niente affatto , - interruppe la moglie , - io credo invece che ha perduto un pranzo eccellente . - Tutti a coro dissero lo stesso , e ne aveano da saper qualche cosa , perché appunto si alzavano di tavola e si stringevano intorno al fuoco . - Tanto meglio , ci ho gusto ! - disse il nipote di Scrooge , - perché davvero non ho una fede straordinaria in questa donnetta di casa . Che ne dite voi , Topper ? - Topper , si vedeva chiaro , aveva adocchiato una sorella della nipote di Scrooge , perché rispose che uno scapolo era una disgraziata creatura incapace di emettere un parere in proposito : Al che la sorella della nipote di Scrooge - quella pienotta col fazzoletto di pizzi , non quell ' altra con le rose - si fece rossa come una ciliegia . - Continua , Federigo - disse la nipote di Scrooge , battendo le mani . - Questo benedetto uomo lascia sempre i discorsi a mezzo ! - Il nipote di Scrooge dette in un ' altra risata , e poiché non si poteva evitare il contagio , quantunque la ragazza pienotta lo tentasse a furia di aceto aromatico , l ' esempio fu seguito da tutti . - Stavo per dire - riprese il nipote di Scrooge - che per dato e fatto del suo guardarci di traverso e della sua cocciutaggine di non stare allegro con noi , egli si perde dei momenti piacevoli , che non gli farebbero niente di male . È certo ch ' ei si priva di una compagnia meno uggiosa di quanti pensieri può trovare in quella stamberga umida del suo banco o nelle sue camere polverose . Per me , tutti gli anni , voglia o non voglia , gli farò la stessa offerta , perché mi fa pena . Padronissimo di schernire il Natale fino al giorno del giudizio , ma non potrà fare a meno di pensarne un po ' meglio , sfido io , quando mi vedrà ricomparire tutti gli anni sempre di buon umore , per domandargli : Come si va , zio Scrooge ? Se questo servisse nient ' altro che a fargli venir l ' idea di dar cinquanta sterline a quel diavolaccio del suo commesso , tanto per far cifra tonda , sarebbe già qualche cosa . E se non mi sbaglio , debbo averlo scosso ieri . - Adesso toccò agli altri a ridere , all ' idea di cotesto scotimento : Ma essendo egli un bravo ragazzo né curandosi di che ridessero , purché ridessero , gl ' incoraggiò nella loro espansione , facendo allegramente circolare la bottiglia . Dopo il thè , si fece un po ' di musica . Perché davvero tutta la famiglia era musicale e sapeva il fatto suo quando intuonava un ' arietta o un ritornello ; Topper in ispecie , il quale pigliava ogni sorta di note di basso profondo , senza gonfiar le vene della fronte e senza farsi rosso come un gambero . La nipote di Scrooge suonava l ' arpa assai benino ; e , fra le altre , suonò un ' arietta semplicissima ( una cosa da nulla , che in due minuti avreste imparato a zufolare ) , la quale era stata familiare alla bambina che veniva a prendere Scrooge alla scuola , come gli avea ricordato lo Spirito dell ' altro Natale . Suonandogli dentro le note di quella cantilena , tutte le cose mostrategli dallo Spirito gli tornavano in mente . Via via si sentì rammollire ; e pensò che se avesse potuto udirle spesso , tanti anni fa , avrebbe forse coltivato con le proprie mani e per la propria felicità le gentilezze affettuose della vita , anzi che ricorrere per conforto alla vanga del becchino che avea scavato la fossa di Giacobbe Marley . Ma non tutta la sera fu dedicata alla musica . Dopo un po ' , vennero i giuochi di penitenza ; perché fa bene a momenti tornar bambini , e più che mai a Natale , ch ' è una festa istituita da Dio fattosi anch ' egli bambino . Aspettate ! Si giocò prima di tutto a mosca cieca : Era naturale . Ed io credo tanto che Topper fosse cieco davvero per quanto posso credere che avesse gli occhi negli stivali . A parer mio , c ' era una tacita intesa tra lui e il nipote di Scrooge ; e anche lo Spirito n ' era a parte . Il suo modo di correr dietro alla sorella pienotta dal fazzoletto di pizzi era proprio un oltraggio alla umana credulità . Inciampando nelle seggiole , facendo cader le molle , urtando contro il pianoforte , soffocandosi nelle tende , dovunque ella andava , Topper andava appresso . Sapeva sempre dove trovavasi la ragazza pienotta . Se gli andavate addosso , come qualcuno facea , e gli stavate davanti , egli fingeva di volervi afferrare facendo così un affronto alla vostra perspicacia , e subito sgusciava di fianco nella direzione della sorella pienotta . Ella gridava spesso che non istava bene ; ed avea ragione , poverina ! Ma quando alla fine l ' afferrò ; quando , a dispetto dei guizzi di lei e del fruscio della sottana di seta , ei la incalzò in un cantuccio donde non c ' era più scappatoia ; allora la sua condotta fu a dirittura esecrabile . Perché infatti quel suo pretendere di non conoscerla , e che era necessario di toccarle la pettinatura , e che si dovea assicurare dell ' identità stringendo non so che anello al dito di lei e palpando non so che catena ch ' ella portava al collo , fu davvero una mostruosa vigliaccheria ! E non c ' è dubbio che la ragazza gli disse il fatto suo , quando , venuta in mezzo un ' altra persona bendata , si dettero insieme a bisbigliare con tanto accaloramento dietro le tende . La nipote di Scrooge non giuocava con gli altri a mosca cieca , e si raggomitolava tutta in poltroncina , con uno sgabelletto sotto i piedi , in un cantuccio dove lo Spirito e Scrooge le stavano alle spalle . Ma alle penitenze prese parte e rispose d ' incanto al " Come vi piace ? " con tutte le lettere dell ' alfabeto . Così pure nel gioco del " Come , quando e dove " , si dimostrò grande a dirittura , e con represso giubilo del marito , sgominò tutte le sorelle ; benché anche queste fossero furbe parecchio , come Topper l ' avrebbe potuto dire . In tutti erano una ventina , tra giovani e vecchi ; ma tutti giuocavano , e Scrooge con essi ; il quale , scordandosi per la foga improvvisa del sollazzarsi che la voce sua non potea da loro essere udita , gridava alto la parola dell ' indovinello , e più di una volta imbroccava anche ; perché l ' ago più sottile non era più sottile di Scrooge , con tutta la sua smania di far lo gnorri . Lo Spirito era molto lieto in vederlo così disposto , e con tanta benevolenza lo guardava , ch ' ei pregò come un bambino gli si permettesse di rimanere fino in fondo . Ma a questo lo Spirito si oppose . - Ecco un altro giuoco - disse Scrooge . - Una mezz ' oretta , Spirito , solo una mezz ' oretta ! - Era il giuoco del Sì e del No . Il nipote di Scrooge pensava una cosa , gli altri doveano indovinare , rispondendo egli soltanto sì o no , secondo il caso . Il fuoco vivace delle domande gli cavò di bocca ch ' egli pensava a un animale , a un animale piuttosto brutto , a un animale selvaggio , a un animale che grugniva qualche volta e qualche altra volta parlava , che stava a Londra , e girava per le vie , e non si mostrava in una baracca , e non era portato attorno da nessuno , e non viveva in un serraglio , e non era mai trascinato al macello , e non era né cavallo , né somaro , né vacca , né toro , né tigre , né cane , né porco , né gatto , né orso . A ogni nuova domanda , codesto nipote si sganasciava dalle risa ; e così forte ei si spassava , che a momenti si dovea alzare dal canapè e batteva i piedi in terra . Alla fine la sorella pienotta , presa dalla stessa convulsione d ' ilarità esclamò : - L ' ho trovato ! so quel che è , Federigo ! so quel che è ! - E che è ? - domandò Federigo . - È vostro zio Scro - o - o - oge ! - E così era infatti . L ' ammirazione fu universale , benché qualcuno obbiettasse che alla domanda : " È un orso ? " bisognava rispondere : " Sì " visto che bastava la risposta negativa a frastornarli da Scrooge , caso mai ci avessero pensato . - Ci ha fatto divertire un mondo , - disse Federigo , - questo è certo , e noi saremmo ingrati a non bevere alla sua salute . Ecco appunto un bicchiere di vino caldo , pronto per tutti . Alla salute dello zio Scrooge ! - Ebbene ! - gridarono tutti , - alla salute dello zio Scrooge ! - Un allegro Natale e un buon capo d ' anno al vecchio , checché egli sia ! - disse il nipote di Scrooge . - Da me non se lo piglierebbe questo augurio , ma io glielo fo lo stesso . Alla salute dello zio Scrooge ! - Lo zio Scrooge era diventato a poco a poco così gaio e leggiero di cuore , che avrebbe risposto volentieri al brindisi della brigata e ringraziato con un discorso inaudibile , se lo Spirito glien ' avesse dato il tempo . Ma tutta quanta la scena , nello spegnersi dell ' ultima parola detta dal nipote , si dileguò ; e Scrooge e lo Spirito viaggiavano come prima . Molto videro , molto andarono lontano , molte case visitarono , ma sempre con buon effetto . Lo Spirito stette al capezzale degl ' infermi , e gl ' infermi sorrisero ; presso i pellegrini in terra straniera , e quelli sentirono vicino la patria ; con gli uomini combattuti dalla sventura , e quegli uomini si rassegnarono in una più alta speranza ; con la povertà , e la povertà si sentì doviziosa . Nell ' ospizio , nell ' ospedale , nella prigione , in ogni rifugio della miseria , dove l ' uomo superbo nella sua breve autorità non avea potuto sbarrar la porta allo Spirito , ei lasciò la sua benedizione e insegnò a Scrooge i suoi precetti di amore . Fu una lunga notte , se pure fu una notte ; ma Scrooge ne dubitava un poco , perché gli pareva di veder condensate molte feste di Natale nel rapido tempo passato insieme . Notò anche , ma non ne fece motto , che mentre egli rimaneva sempre lo stesso , lo Spirito si faceva manifestamente più vecchio . La cosa era strana , ed ei non si poté più tenere , quando lasciando una brigata di fanciulli che solennizzavano la Befana , si accorse che i capelli dello Spirito s ' erano imbiancati . - Così breve - domandò - è la vita degli Spiriti ? - La mia vita su questa terra - lo Spirito rispose - è brevissima . Termina stanotte . - Stanotte ! - esclamò Scrooge . - A mezzanotte . Ascolta ! l ' ora si avvicina . - In quel punto i tocchi degli orologi battevano tre quarti dopo le undici . - Perdonami se sono indiscreto , - disse Scrooge guardando fiso alla veste dello Spirito , - ma io vedo venir fuori dal lembo della tua veste non so che di strano che non t ' appartiene . È un piede o un artiglio ? - Potrebbe essere un artiglio , per la poca carne che lo ricopre , - rispose malinconico lo Spirito . - Guarda . - Dalle pieghe della sua veste trasse fuori due bambini stremenziti , abietti , spaventevoli , ributtanti , miserabili . Caddero ginocchioni ai piedi di lui e si attaccarono saldi ai lembi della veste . - Guarda , uomo ! - esclamò lo Spirito . - Guarda , guarda qui , per terra ! - Erano un bambino e una bambina . Gialli , scarni , cenciosi , arcigni , selvaggi ; ma prostrati anche nella umiltà loro . Dove la grazia della gioventù avrebbe dovuto fiorir rigogliosa sulle loro guance , una mano secca e grinzosa , come quella del tempo , gli avea corrosi , torti , tagliuzzati . Dove gli angeli doveano sedere in trono , ascondevansi i demoni e balenavano minacciosi . Nessun mutamento , nessuna degradazione , nessun pervertimento del genere umano , in qualsivoglia grado , in tutti i misteri della maravigliosa creazione , ha mai partorito mostri così orrendi . Scrooge indietreggiò , atterrito . Tentò di dire allo Spirito , il quale glieli additava , che quelli erano due bei bambini ; ma le parole gli fecero groppo , anzi che partecipare alla enorme menzogna . - Spirito ! son figli tuoi ? - potette appena domandare Scrooge . - Sono figli dell ' Uomo - rispose lo Spirito chinando gli occhi a guardarli . - E a me s ' attaccano , accusando i padri loro . Questo bambino è l ' Ignoranza . Questa bambina è la Miseria . Guàrdati da tutti e due , da tutta la loro discendenza , ma soprattutto guardati da questo bambino , perché sulla sua fronte io vedo scritto : " Dannazione " , se la parola non è presto cancellata . Negalo ! - gridò lo Spirito , protendendole mani verso la città . - Diffama pure coloro che te lo dicono ! Serba il male , carezzalo , pei tuoi fini perversi . Ma bada , bada alla fine ! - Non hanno un rifugio ? - domandò Scrooge ; - non c ' è per loro un sollievo ? - E non ci son forse prigioni ? - ribatté lo Spirito , ritorcendogli contro le sue proprie parole . - Non ci son forse case di lavoro ? - L ' orologio batté le dodici . Scrooge si guardò intorno cercando lo Spirito e non lo vide più . Squillando l ' ultimo colpo , gli sovvenne la predizione del vecchio Giacobbe Marley , e alzando gli occhi , scerse un solenne fantasma , ammantato e incappucciato , il quale avanzavasi , come nebbia che sfiori il terreno , alla sua volta . Strofa Quarta L ' ultimo degli Spiriti Lento , grave , silenzioso , s ' accostò il fantasma . Scrooge , in vederselo davanti , cadde in ginocchio , perché in verità questo degli Spiriti era circonfuso di ombra e di mistero . Un nero paludamento lo avvolgeva tutto , nascondendogli il capo , la faccia , ogni forma : solo una mano distesa sporgeva . Senza di ciò , sarebbe stato difficile discernere la cupa figura dalla notte , separarla dalle tenebre che la stringevano . Sentì Scrooge che lo Spirito era alto e forte , sentì che la misteriosa presenza gl ' incuteva un terrore solenne . Non sapeva altro , perché lo Spirito era muto e immobile . - Sono io in presenza dello Spirito di Natale futuro ? - chiese Scrooge . Non rispose lo Spirito , e solo accennò con la mano . - Tu mi mostrerai le ombre delle cose non accadute , ma che accadranno nel tempo che ci aspetta , - proseguì Scrooge . - Dico bene , Spirito ? - La parte superiore del paludamento si aggruppò un momento nelle sue pieghe , come se lo Spirito avesse inclinato il capo . Fu questa l ' unica sua risposta . Benché oramai assuefatto a cotesta compagnia dell ' altro mondo , Scrooge avea tanta paura di quell ' ombra taciturna da non reggersi in gambe quando si trattò di seguirla . Lo Spirito , quasi accorto di quel tremore , sostò un momento per dargli tempo di riaversi . Ma il rimedio fu peggio del male . Scrooge fu preso da un brivido di vago terrore , pensando che di dietro al fosco paludamento due occhi spettrali intentamente lo fissavano , mentre egli , per quanto aguzzasse i propri , non poteva altro vedere che una scarna mano sporgente da un gran viluppo di nerume . - Spirito del futuro ! - egli esclamò , - io ho più paura di te che di ogni altro Spirito veduto innanzi . Ma , poiché so che l ' intenzione tua è di farmi del bene , e poiché spero di mutar vita , se Dio mi dà vita , eccomi disposto a tenerti compagnia e con animo grato , anche . Non vorrai tu essermi cortese di una parola ? - Nessuna risposta . La mano accennava diritto in avanti . - Ebbene , guidami ! - disse Scrooge . - Guidami ! La notte declina , e il tempo è per me prezioso , lo sento . Guidami , Spirito ! - Il Fantasma si mosse lento e grave com ' era venuto . Scrooge lo seguì come avvolto nell ' ombra del paludamento e in quella si sentì portato via . Non si può dire che entrassero in città ; parve invece che questa balzasse fuori di botto e li circondasse . Vi si trovavano dentro , proprio nel cuore ; alla borsa , fra i negozianti . E questi andavano su e giù frettolosi , e faceano tintinnare i denari in tasca , e discorrevano a capannelli , e cavavano fuori gli orologi , e si gingillavano in atto pensoso e co ' grossi sigilli d ' oro della catena . Così tante volte gli aveva visti Scrooge . Lo Spirito si arrestò presso un gruppo di uomini d ' affari . Osservando la mano che gli additava , Scrooge si avanzò per udire i loro discorsi . - No - diceva un omaccione grasso con tanto di pappagorgia - non ne so gran cosa . Questo so che è morto . - Quand ' è ch ' è morto ? - domandò un altro . - Iersera , credo . - O di che ? - chiese un terzo , pescando largamente in un ' ampia tabacchiera . - Mi pareva a me che non dovesse morir mai . - Dio lo sa , - sbadigliò il primo . - Che ne ha fatto dei suoi danari ? - domandò un signore dal viso rubicondo con una escrescenza pendula in punta del naso , la quale tremolava come i bargigli d ' un tacchino . - Non ne ho inteso dir niente , - rispose l ' uomo dalla pappagorgia in un secondo sbadiglio . - L ' avrà lasciati alla sua Ditta . A me , no di certo . Questo è quanto so . - Una risata generale accolse questa facezia . - Ha da essere un magro funerale , - soggiunse quello stesso ; - perché non so davvero di nessuno che ci vada . Che direste se ci andassimo tutti noi , da volontari ? - Se c ' è da rifocillarsi , non dico di no , - osservò il signore dall ' escrescenza . - Se ci vengo , mi s ' ha da nudrire . - Altra risata . - Bè , - disse il primo , - io sono il più disinteressato fra tutti voi , perché non porto mai guanti neri e non fo mai colazione . Eppure eccomi pronto ad andare , se c ' è altri che mi faccia compagnia . Quando ci penso , mi pare e non mi pare di essere stato il suo amico più intrinseco ; dovunque ci si vedeva , si barattavano quattro chiacchiere . Addio , addio ! - Il gruppo si sciolse si mescolò ad altri gruppi . Scrooge li conosceva tutti , e si volse allo Spirito per avere una spiegazione . Il Fantasma passò oltre in una via . Segnò , col dito disteso , due persone che s ' incontravano . Di nuovo Scrooge porse ascolto , pensando di trovar qui la spiegazione domandata . Anche questi uomini gli erano noti : uomini d ' affari , ricchissimi , di gran conto . S ' era studiato sempre di guadagnarsi la loro stima : beninteso , una stima commerciale , nient ' altro . - Come si va ? - chiese uno . - E voi ? - ribatté l ' altro . - Non c ' è malaccio . Pare che il vecchio lesina abbia avuto il suo conto alla fine , eh ? - Così ho inteso dire . Fa freddo , non vi pare ? - Siamo a Natale , capite . Voi non siete pattinatore , eh ? - No , no ! Ho ben altro pel capo . Buon giorno ! - Non altro . Questo il loro incontro , il colloquio , il commiato . Scrooge avrebbe quasi stupito che lo Spirito desse tanto peso a così futili discorsi ; ma per un ' intima certezza che qualche intento nascosto ci avea da essere , si diè a pensarci sopra . Non si poteva supporre che quei discorsi si riferissero alla morte di Giacobbe , il suo vecchio socio , perché quella apparteneva al Passato , e i dominio di questo Spirito era tutto nel Futuro . Né gli veniva in mente altra persona che gli appartenesse . Ma non dubitando punto che , a chiunque si riferissero , quei discorsi aveano una moralità latente diretta al proprio bene , ei risolvette di far tesoro di ogni parola che udisse e di ogni cosa che vedesse ; e specialmente di osservare la propria ombra , quando sarebbe comparsa . Poiché , pensava , la condotta del suo io di là da venire lo avrebbe messo sulla buona via , agevolandogli la soluzione di quegli indovinelli . Si guardò attorno per trovar sé stesso ; ma un altro occupava il noto cantuccio , e benché l ' orologio segnasse l ' ora solita del suo arrivo , non vide alcuno che gli somigliasse in mezzo alla folla che si pigiava all ' entrata . Non ne stupì molto però ; perché era andato rivolgendo dentro di sé un mutamento di vita e pensava e sperava che questa sua assenza fosse una prova dei novelli propositi recati in atto . Muto e fosco gli stava sempre allato il Fantasma con la mano protesa . Quando ei si riscosse , argomentò , dalla direzione della mano e dalla posizione del Fantasma stesso rispetto a sé , che gli occhi invisibili acutamente lo scrutassero . N ' ebbe un brivido per tutta la persona . Si tolsero dalla scena affaccendata e vennero in una oscura parte della città , dove Scrooge non era mai penetrato , benché subito ne riconoscesse la postura e la mala fama . Le vie erano anguste e sudicie ; misere le botteghe e le case ; la gente seminuda , ubriaca , sciatta , brutta . Androni e chiassuoli , come tante fogne , rigurgitavano sulle vie intricate l ' oltraggio del lezzo , dell ' immondizia , degli esseri viventi ; e tutto il quartiere esalava il delitto , il sudiciume , la miseria . In fondo a cotesta spelonca infame , sotto l ' aggetto di una tettoia , aprivasi una bottega lurida e bassa , dove s ' andava a comprare cenci , ferri , bottiglie , untume di rimasugli . Dentro , sull ' impiantito , erano ammontati chiodi , uncini , chiavi rugginose , catene , lime , bilance , pesi , ferri vecchi d ' ogni maniera . Ascondevansi forse e brulicavano segreti che non era bello approfondire in quella montagna di cenci nauseabondi , di grasso corrotto , di ossami . Un vecchio furfante sulla settantina , grigio di capelli , se ne stava a sedere in mezzo a coteste sue mercanzie , presso una stufa di vecchi mattoni . Difeso dall ' aria fredda di fuori mediante un sudiciume di tenda fatta di tante pezze spaiate , sospese a una corda , s ' andava fumando la sua pipa con tutta la voluttà di una solitudine indisturbata . Scrooge e il Fantasma vennero in presenza di costui nel punto stesso che una donna con un grosso fardello sgusciava nella bottega . E subito dopo di lei , un ' altra donna entrò , carica allo stesso modo ; e le tenne dietro un uomo vestito di nero rossiccio , il quale non meno stupì in vederle tutt ' e due ch ' esse non avessero fatto riconoscendosi a vicenda . Dopo un momento di muto stupore , al quale si unì il vecchio della pipa , tutt ' e tre dettero in una gran risata . - Passi avanti la giornaliera ! - gridò la donna ch ' era entrata per la prima . - Poi venga la lavandaia ; poi l ' appaltatore delle pompe funebri . Vedi un po ' che bazza , vecchio Joe ! Pare che ci siamo dato la posta , pare ! - Non vi potevate incontrare in un posto migliore , - disse il vecchio Joe , togliendosi la pipa di bocca . - Venite in salotto . Ci siete da un pezzo come a casa vostra ; e gli altri due non son mica forestieri . Lasciate che chiuda la porta della bottega . Ah , come stride ! sfido a trovar qui dentro una sferra più rugginosa di questi arpionacci o delle ossa più vecchie delle mie .. Ah , ah ! Siamo in armonia del mestiere , capite , siamo bene assortiti . Venite in salotto . Venite in salotto . - Il salotto era lo spazio difeso dalla tenda di stracci . Il vecchio rattizzò il fuoco con un ferro rugginoso di ringhiera , e smoccolato che ebbe la lucerna fumosa ( perché già era notte ) col cannello della pipa , si pose questo di nuovo fra le labbra . Nel frattempo , la donna che avea già parlato gettò il suo fagotto per terra e sedette sopra uno sgabello , incrociando i gomiti sulle ginocchia e squadrando con mal piglio gli altri due . - O che m ' avete da dire , signora Dilber , sentiamo un po ' ! - disse la donna . - Ognuno ha il diritto di guardare ai suoi interessi . Anche lui non ha fatto altro , voi lo sapete ! - Altro se lo so ! - rispose la lavandaia . - Nessuno lo passava per questo . - E allora , che è che mi fate cotesti occhiacci , come se aveste paura ? Non c ' è mica da scoprire altarini , qui ! - No , davvero ! - dissero insieme la signora Dilber e l ' uomo . - Speriamo di no , almeno . - Bravi dunque ! - esclamò la donna , - e non se ne parli altro . Chi è che ce lo perde questo po ' di roba ? Nessuno , a meno che non sia il morto . - Avete ragione , - approvò ridendo la signora Dilber . - S ' ei se la voleva serbare anche dopo morto , quel vecchio lesina , perché non ha vissuto come tutti gli altri ? Se avesse fatto così , qualcuno gli sarebbe stato vicino quando la morte se lo ha pigliato , e non avrebbe bocchieggiato nella sua topaia solo come un cane . - È proprio la parola della verità . Questo gli toccava , nient ' altro . - E gli avrebbe avuto a toccar peggio , parola d ' onore , e così avessi potuto io metter le mani su qualche altra cosa . Aprite quel fagotto , Joe , e prezzatelo . Parlate chiaro . Non ho mica paura io d ' esser la prima e tanto meno ch ' essi lo vedano . Anche prima di trovarci qua , si sapeva un pochino , mi pare , che i nostri affarucci li facevamo . Niente di male . Aprite il fagotto , Joe . - Ma la galanteria dei colleghi si oppose a questo , e l ' uomo vestito di nero rossiccio , montando pel primo sulla breccia , profferse il suo bottino . Non era gran che . Un par di sigilli , un astuccio da matita , due bottoni di camicia e una spilla di poco valore . Il vecchio Joe esaminò ed apprezzò ad uno ad uno gli oggetti , scrisse sul muro con un pezzo di gesso le somme ch ' era disposto a sborsare , e visto che non c ' era altro , tirò la somma . - Ecco il vostro conto , - disse , - e non darei niente niente di più , mi avessero anche ad arrostire . Chi viene appresso ? - Veniva appresso la signora Dilber . Lenzuola e tovaglie , un abito , due cucchiaini d ' argento antiquati , un par di pinzette per lo zucchero e qualche stivale . Il secondo conteggio fu fatto sul muro come il primo . - Con le signore , - disse il vecchio Joe , - sono sempre largo di mano . È una mia debolezza , e gli è così che mi rovino . Eccovi il vostro conto . Se non siete contenta e volete mercanteggiare , mi pentirò di essere stato così liberale e vi farò invece una sottrazione . - Ed ora , Joe , - disse l ' altra donna , - disfate il mio fagotto . - Joe si pose ginocchioni per star più comodo e dopo aver sciolti un arruffio di nodi , tirò fuori un involto grosso e pesante di stoffa scura . - O che è questo ? - disse . - Un cortinaggio ! - Ah ! - rispose ridendo la donna sporgendosi sulle braccia incrociate . - Un cortinaggio ! - Non mi darete mica ad intendere , che lo abbiate tirato giù , anelli e ogni cosa , mentre il morto stava lì , sul letto ! - Sì davvero . E perché no ? - Brava , - disse Joe , - voi siete nata per far fortuna , e vi dico che la farete . - Certo , - rispose freddamente la donna , - quando me ne verrà il destro , non me ne starò con le mani in mano , per riguardo a un omaccio come quello lì . No , Joe , parola d ' onore . E adesso non mi fate sgocciolar l ' olio sulle coperte . - Anche sue ? - domandò Joe . - O di chi volete che siano ? - ribatté la donna . - Non c ' è paura che pigli un ' infreddatura , no . - Spero che non sia morto di male contagioso , eh ? - disse Joe , fermandosi in tronco e alzando gli occhi . - Niente paura , - rispose la donna . - Se mai , non mi struggevo poi tanto della sua compagnia da stargli intorno per questi stracci . Ah ! fatevi pure a guardarla cotesta camicia , che non ci troverete né un buco né niente niente di logoro . Era la migliore che avesse , ed è anche fine . Se non c ' ero io , l ' avrebbero sciupata . - Sciupata ? - domandò il vecchio Joe . - Già , - rispose la donna ridendo , - gliel ' avrebbero messa indosso per sepellirlo . E c ' è stato non so che balordo che così avea fatto ! ma io gliel ' ho cavata di nuovo . È anche troppo lusso il cotone per involtarvi un morto . Più brutto di quanto era con questa indosso , non potrà parere di certo . - Scrooge ascoltava questo dialogo inorridendo . Li vedeva aggruppati intorno al loro bottino , alla povera luce d ' una lucerna , e gliene veniva un odio , una nausea , come al cospetto di osceni demoni che mercanteggiassero lo stesso cadavere . - Ah , ah ! - ridacchiò la stessa donna , quando il vecchio Joe , cavando un sacchetto di flanella pieno di denari contò a ciascuno per terra la sua parte . - Qui sta il bello , vedete ! Ha fatto paura a tutti quando era vivo , proprio per farci guadagnar noi da morto . Ah , ah , ah ! - Spirito ! - disse Scrooge , tremando da capo a piedi . - Vedo , vedo . Cotesto sciagurato potrei essere io . A questo mi mena la mia vita di adesso ... Dio di misericordia , che cosa è questa ! - Indietreggiò dal terrore , perché la scena era mutata ed ei toccava quasi un letto , un letto nudo , senza cortinaggio , sul quale , sotto un lenzuolo sdrucito , giaceva qualche cosa d ' avviluppato , il cui silenzio stesso parlava terribilmente . La camera era buia , tanto buia da non potere osservare intorno con accuratezza , benché Scrooge aguzzasse gli occhi obbedendo a un impulso segreto che lo rendeva ansioso di sapere in che sorta di camera si trovasse . Una luce scialba , venendo di fuori , mandò un raggio su quel letto : e su questo , spogliato , rubato , solo , trascurato , senza pianto , giaceva il corpo di quell ' uomo . Scrooge volse un ' occhiata al Fantasma . La rigida mano accennava al capo del morto . Il lenzuolo era così male aggiustato che col menomo tocco d ' un dito Scrooge avrebbe potuto scoprire quella faccia . Vi pensò , ne vide l ' agevolezza , se ne struggeva ; ma non avea maggior potere di rimuovere quel velo che di allontanare da sé lo Spettro silenzioso . Oh ! fredda , rigida , spaventevole Morte ! rizza qui il tuo altare , vestilo di tutti i tuoi terrori . Qui davvero è il tuo regno ! Ma se quel capo fosse amato , riverito , onorato , non un capello ne potresti strappare pei tuoi biechi disegni , non un tratto del viso rendere odioso . Non è già che quella mano non sia grave e che non ricada abbandonata ; non è già che il cuore e il polso non battano ; ma quella mano era aperta , generosa , leale ; ma quel cuore era bravo , caldo , affettuoso ; ma quel polso era di un uomo . Colpisci , Ombra , colpisci pure ! schizzeranno dalla ferita le sue buone azioni e si spargeranno pel mondo come semi di vita immortale ! Nessuna voce pronunciò queste parole all ' orecchio di Scrooge , eppure egli le udì mentre guardava a quel letto . Se quest ' uomo rivivesse , ei pensava , quali cure lo assorbirebbero ? L ' avarizia , la crudeltà , l ' ingordigia ? Una bella ricchezza gli hanno guadagnato , davvero ! Giaceva , nella cassa buia e deserta , senza che una voce di donna , di uomo , di bambino dicesse : " Egli fu buono per me in questa cosa o in quella , e per la memoria che ne serbo io sarò buono per lui " . Un gatto raspava alla porta e sotto le pietre del caminetto si udiva un rosicchiar di topi . Che cosa cercassero nella camera della morte e perché fossero così irrequieti , Scrooge non osò pensare . - Spirito ! - disse , - questo luogo è orrido . Uscendone , non m ' uscirà di mente la sua terribile lezione , credimi . Andiamo via ! - Sempre , col rigido dito , lo Spirito accennava al capo del morto . - Intendo , - rispose Scrooge , - e ti ubbidirei anche , se potessi . Ma non ne ho la forza , Spirito , non ne ho la forza . - Di nuovo parve che lo Spirito lo guardasse . - Se c ' è qualcuno nella città , che pianga la morte di quest ' uomo , - disse Scrooge al sommo dell ' angoscia , - mostramelo , Spirito , te ne scongiuro ! - Il Fantasma distese un momento la scura veste davanti a lui come un ' ala ; e ritraendola scoprì una stanza rischiarata dalla luce del giorno , dov ' erano una madre co ' suoi bambini . Ella aspettava ansiosa qualcuno ; andava su e giù per la stanza ; trasaliva ad ogni rumore ; si spenzolava dalla finestra ; guardava all ' orologio ; si provava invano a lavorare di ago ; sopportava a stento le voci dei bambini che facevano il chiasso . S ' udì alla fine la bussata lungamente attesa . Ella corse incontro al marito ; un uomo dal viso emaciato e triste , benché giovane ancora . Vi si notava ora una singolare espressione ; una specie di soddisfazione malinconica , della quale si vergognava e che studiavasi di reprimere . Sedette pel desinare che era stato tenuto in caldo presso i fuoco ; e quando la donna , dopo un lungo silenzio , gli domandò timidamente che notizie portava , ei parve impacciato a rispondere . - Sono buone o cattive ? - disse ella , per aiutarlo . - Cattive , - rispose . - Siamo rovinati affatto ? - No . C ' è speranza , Carolina . - S ' egli si è commosso , - disse la moglie tutta sorpresa , - allora sì ! Tutto si può sperare , se è accaduto un miracolo come questo . - Oramai , - rispose il marito , - non si può più commuovere . È morto . - Se il viso diceva il vero , ella era una creatura mite e prudente ; e nondimeno , udendo quella nuova , strinse insieme le mani , ringraziando il cielo . Ne domandò subito perdono e fu dolente della disgrazia ; ma il primo movimento era stato del cuore . - Adesso si trova tutto vero quel che mi disse quella donna mezzo brilla , di cui t ' ho parlato ieri , quando feci per vederlo e per ottenere la dilazione di una settimana . Io mi figuravo che fosse una scusa . Non solo stava molto male , ma era a dirittura moribondo . - A chi sarà trasferito il nostro debito ? - Non so . Ma prima d ' allora , il danaro sarà pronto ; e se mai , non avremo la mala sorte d ' inciampare in un creditore spietato come lui . Stanotte possiamo dormire col capo fra due guanciali , Carolina ! - Sì . Comunque temperassero la cosa , i loro cuori erano più leggieri . I visini dei bambini , che si stringevano loro intorno per udire quel che così poco capivano , brillavano più del solito ; e tutta la casa , per la morte di quell ' uomo , era più felice ! L ' unica emozione che lo Spirito gli potesse mostrare come effetto di quell ' evento , era di piacere . - Lasciami vedere qualche scena di tenerezza che si leghi all ' idea della morte , - disse Scrooge ; - se no , Spirito , quella buia camera testé lasciata mi sarà sempre davanti . - Lo Spirito lo menò per varie vie che gli erano familiari ; e via facendo , Scrooge guardava di qua e di là per trovare sé stesso , ma in nessun posto vedevasi . Entrarono nella casetta , già prima visitata , del povero Bob Cratchit , e vi trovarono la mamma e i figliuoli raccolti intorno al fuoco . Erano tranquilli , molto tranquilli . I rumorosi piccoli Cratchit se ne stavano a sedere in un cantuccio , muti come statue , e guardando a Pietro che leggeva in un libro . La mamma e le figliuole attendevano a cucire . Ma erano molto tranquilli tutti , molto tranquilli ! - " Ed egli prese un bambino e lo mise in mezzo a loro . " Dove aveva udito queste parole Scrooge ? Non le aveva già sognate . Il ragazzo avea dovuto leggerle ad alta voce , mentre egli e lo Spirito varcavano la soglia . E perché non andava avanti ? La mamma posò il lavoro sulla tavola e si coprì la faccia con le mani . - Il colore , - disse , - mi fa male agli occhi . - Il colore ? Ah , povero Tiny Tim ! - Adesso stanno meglio , - disse la moglie di Cratchit . - Si vede che il lume della candela stanca la vista ; e per nulla al mondo voglio far vedere a vostro padre , quando torna , che ho gli occhi affaticati . Dev ' essere vicino a tornare . - È anzi passata l ' ora , - rispose Pietro chiudendo il libro . - Se non sbaglio , mamma , da qualche sera in qua mi par che il babbo cammini meno svelto del solito . - Da capo tornarono a star tranquilli . Finalmente ella disse , con voce forte e allegra , che un sol momento tremò : - Mi ricordo quando camminava portando in collo ... mi ricordo quando camminava portando in collo Tiny Tim , e andava svelto davvero . - Anch ' io me ne ricordo , - esclamò Pietro . - Spesso . - E io pure ! - venne su un altro . Tutti se ne ricordavano . - Gli è che il bambino era leggiero , - riprese ella , tutta china sul lavoro , - e il babbo gli voleva tanto bene che non gli dava niente fastidio : niente . Ah , eccolo ! - Corse ad incontrarlo ; e Bob , col suo fazzoletto al collo - ne aveva bisogno , poveraccio ! - entrò . Il thè lo aspettava accanto al fuoco , e tutti fecero a gara per servirglielo . Poi i due piccoli Cratchit gli montarono sulle ginocchia , e gli posarono le piccole guance di qua e di là sul viso , come per dire : " Via , babbo , non ci pensare , non t ' affliggere ! " Bob era allegro con loro e parlò in tono gaio a tutta la famiglia . Guardò il lavoro sulla tavola e lodò la bravura e la sollecitudine della signora Cratchit e delle ragazze . Avrebbero terminato molto prima di domenica , disse . - Domenica ! - esclamò la moglie . - Sicché , ci sei andato oggi ? - Sì , cara , - rispose Bob . - Ti ci avrei voluta anche te . Ti avrebbe fatto del bene di vedere tutto quel verde . Ma ci andrai spesso . Gli avevo promesso che di Domenica ci avrei fatto una passeggiatina . Caro piccino ! caro caro piccino ! - Ruppe in pianti ad un tratto . Non si poté tenere . Se avesse potuto , non avrebbe forse sentito così vicino il suo figlioletto come se lo sentiva . Lasciò la stanza e andò nella cameretta di sopra , che era tutta illuminata e ornata di ghirlande di Natale . C ' era una sedia accanto al letto del bambino , e si vedeva a più segni che qualcuno c ' era stato di fresco . Il povero Bob vi sedette , e quando si fu alquanto raccolto e calmato , baciò quel caro visino . Allora si rassegnò a quanto era accaduto , e tornò da basso del tutto felice . Si raccolsero intorno al fuoco a discorrere ; la mamma e le ragazze lavoravano sempre . Bob narrò loro della straordinaria bontà del nipote del signor Scrooge , che appena una volta avea visto , e che incontrandolo per via e vedutolo un pochino ... " un pochino giù , vedete " disse Bob , gli avea domandato che dispiacere avesse . " Al che " disse Bob " visto ch ' egli è la persona più affabile del mondo , gli dissi la cosa . - Me ne duole assai , signor Cratchit , disse lui , e anche per la vostra buona signora . - A proposito , come abbia fatto a saper questo , non lo so davvero . - A saper che cosa ? - Che tu sei una buona moglie . - Tutti lo sanno ! - disse Pietro . - Bravo ragazzo , ben detto ! - esclamò Bob . - Lo spero bene . " Mi duole assai , dice , per la vostra buona signora . Se in qualunque modo posso esservi utile , dice dandomi il suo biglietto , eccovi l ' indirizzo di casa . Dirigetevi a me , ve ne prego . " Ora capisci , esclamò Bob , non era già pei favori che ci potea rendere , ma quella sua affabilità facea veramente piacere . Pareva proprio che avesse conosciuto il nostro Tiny Tim , e partecipasse al nostro dolore . - Ha un buon cuore , questo è certo , - disse la signora Cratchit . - Ne saresti certissima se lo vedessi e gli parlassi , - rispose Bob . - Non mi farebbe nessuna meraviglia , vedi , s ' ei trovasse a Pietro un posto migliore . - Senti , Pietro , senti ? - disse la madre . - E allora , - esclamò una delle ragazze , - Pietro s ' accasa e si stabilisce per conto suo . - Eh via ! - ribatté Pietro con una smorfia . - Prima o dopo , - disse Bob , - può anche darsi , benché ci sia tempo a pensarci sopra , figliuolo mio . Ma , comunque la cosa vada , io son sicuro che nessuno di noi dimenticherà mai il povero Tiny Tim , no , non è vero ? e nemmeno questa prima separazione in famiglia . - Mai , babbo , mai ! - gridarono tutti ad una voce . - E io so pure - disse Bob , - io so , cari miei , che quando ci ricorderemo com ' egli fosse buono e paziente , benché così piccino , non ci lasceremo andare a questionar fra di noi , se no sarebbe lo stesso che scordarci di quel poveretto . - No , babbo , mai ! - di nuovo esclamarono tutti . - Sono contento , - disse Bob , - oh , sono contento ! - La moglie lo baciò e così fecero le figliuole e i due ragazzi . Con Pietro si dettero una forte stretta di mano . Anima di Tiny Tim , la tua essenza infantile veniva da Dio ! - Spirito - disse Scrooge , - sento non so come , che il momento della nostra separazione è prossimo . Dimmi , chi era quell ' uomo che abbiamo visto disteso sul letto di morte ? - Lo Spirito di Natale di là da venire lo trasportò come prima - benché in un tempo diverso ; e in verità queste ultime visioni non erano ordinate e soltanto apparivano tutte nel futuro - nelle vie frequentate dagli uomini d ' affari , ma non gli mostrò l ' altro sé stesso . Non si fermava lo Spirito ; correva , correva diritto alla meta designata , finché Scrooge non lo pregò di arrestarsi un momento . - Questo cortile che ora attraversiamo , - disse , - è da molto tempo il centro dei miei affari . Ecco la casa . Lasciami un po ' vedere quel che sarò un giorno . - Lo Spirito si arrestò ; ma la mano sua accennava altrove . - Lì è la casa , - esclamò Scrooge . - Perché mi fai segno da quell ' altra parte ? - Il dito inesorabile stette saldo . Scrooge corse a dare un ' occhiata alla finestra del suo banco . Sempre banco era , ma non più il suo . Erano mutati i mobili e la persona seduta in poltrona non gli somigliava . Il Fantasma accennava sempre allo stesso modo . Ei lo raggiunse , e ruminando perché e dove se ne fosse andato , lo accompagnò fino a un cancello di ferro . Prima di entrare , si guardò attorno . Un cimitero . Qui , dunque , lo sciagurato di cui gli sarebbe stato svelato il nome , qui giaceva sottoterra . Un bel posto davvero . Circondato da case , ingombro di erbe e cespugli , una morte anzi che una vita di vegetazione , soffocato dalle molte sepolture , grasso fino alla nausea . Un bel posto davvero ! Lo Spirito stette fra le tombe e abbassò il dito segnandone una . Scrooge vi si accostò tremando . Era sempre lo stesso Spirito , ma parve a Scrooge travedere un pensiero nuovo e terribile nella solennità della sua forma . - Prima di accostarmi a quella pietra ove tu accenni , - disse Scrooge , - rispondi a una sola domanda . Son queste le immagini delle cose future o soltanto delle cose possibili ? - Lo Spirito teneva sempre il dito abbassato verso la tomba vicina . - Le azioni umane adombrano sempre un certo fine , che può diventare inevitabile , se in quelle ci si ostina . Ma se vengono a mutare , muterà anche il fine . Dimmi che così è , dimmelo , in queste scene che mi vai mostrando ! - Lo Spirito era immobile sempre . Scrooge si trascinò a quella volta , tremando ; e seguendo il dito , lesse sulla pietra della tomba negletta il proprio nome : EBENEZER SCROOGE . - Son io , io quell ' uomo che giaceva sul letto ? - gridò cadendo in ginocchio . Il dito accennò dalla tomba a lui e da lui alla tomba . - No , Spirito ! Oh no , no ! - Il dito non si moveva . - Spirito ! - gridò egli abbracciandosi alla sua veste , - ascoltami ! Io non son più lo stesso uomo di prima . Io non sarò l ' uomo che sarei stato , se non t ' avessi seguito . Perché mostrarmi tutto questo , se per me non c ' è più speranza ? - Per la prima volta la mano parve agitarsi . - Buono Spirito , - ei proseguì , sempre prostrato - tu ti commuovi perché sei buono , tu hai pietà di me . Dimmi , assicurami ch ' io posso ancora , mutando vita , cangiar queste scene che m ' hai mostrate ! - La mano tremò di nuovo in atto di conforto . - Io onorerò sempre Natale nel cuore , io ne serberò il culto tutto l ' anno . Vivrò nel passato , nel presente e nell ' avvenire . Mi parleranno dentro tutti e tre gli Spiriti . Non mi scorderò delle loro lezioni . Oh , dimmi , dimmi che mi sarà dato cancellare lo scritto di questa pietra ! - Afferrò , nell ' angoscia che lo straziava , la mano dello Spirito . Questi cercò divincolarsi dalla stretta , ma Scrooge pregava e teneva forte . Lo Spirito , più forte di lui , lo respinse . Alzando le mani in una estrema preghiera di veder mutato il suo fato , ei notò una trasformazione nella veste e nel cappuccio del Fantasma . Lo Spirito si strinse in sé , si rannicchiò , si rassodò , divenne una colonna di letto . Strofa Quinta La fine della storia Sì ! e quella colonna di letto era la sua . Suo il letto , sua la camera . Meglio ancora , meglio d ' ogni cosa , era suo il tempo che aveva davanti , suo , per emendarsi ! - Vivrò nel Passato , nel Presente e nel Futuro ! - ripetè Scrooge , sgusciando fuori del letto . - I tre Spiriti mi parleranno dentro . O Giacobbe Marley ! Benedetto sia il cielo e il giorno di Natale ! Lo dico in ginocchio , mio vecchio Giacobbe ; in ginocchio ! - Era così acceso , così affollato dalle sue buone intenzioni , che la voce rotta non rispondeva al pensiero . Nel suo conflitto con lo Spirito , avea singhiozzato violentemente e tutta la faccia avea bagnata di pianto . - Non son mica strappate , esclamò Scrooge , abbracciando una delle cortine del letto , - non son mica strappate con tutti gli anelli . Eccole qui ; eccomi qui : le ombre delle cose avvenire possono essere scongiurate . E così saranno . Lo so , eh altro se lo so ! - Si azzuffava intanto co ' vestiti , gli arrovesciava , se gl ' infilava sottosopra , li lacerava , li perdeva , li confondeva in ogni sorta di stravaganza . - Non so che fare adesso ; - esclamò ridendo e piangendo insieme , e avvolgendosi nelle calze come un Laocoonte . - Mi sento leggiero come una piuma , felice come un angelo , allegro come uno scolare . Sono balordo come un ubriaco . Un allegro Natale a tutti ! un allegro capo d ' anno al mondo intiero ! Olà ! eh ! olà ! - Era entrato saltellando nel salotto e se ne stava lì , ritto , ansante . - Ecco qua la casseruola con la farina d ' orzo ! - esclamò riscuotendosi e girando davanti al caminetto . - Questa è la porta di dove è entrato lo spirito di Giacobbe Marley ! Qui si è messo a sedere lo Spirito del Natale presente ! Da questa finestra ho visto gli Spiriti vaganti ! Tutto è a posto , tutto è vero , tutto è accaduto . Ah , ah , ah ! - Davvero per un uomo che da tanti anni era fuori esercizio , questa era una splendida risata , una risata co ' fiocchi : il ceppo di tutta una lunga famiglia di franche risate ! - A quanti ne siamo del mese ? - disse Scrooge . - Quanto tempo sono stato tra gli Spiriti ? Non lo so . Non so niente . Sono come un bambino . Non preme . Non me n ' importa . Così lo fossi , bambino ! Olà ! eh ! olà ! - Fu arrestato nelle sue effusioni dalle campane che mandavano all ' aria i più lieti squilli che avesse mai uditi . Bom , bam , din , don , dan ! Dan , don , din , bom , bam ! Oh , che armonia , oh , che gloria ! Corse alla finestra , l ' aprì , mise fuori il capo . Niente nebbia : un ' aria limpida , cristallina , gioconda ; un freddino salubre , pungente ; un sole d ' oro ; un cielo di zaffiro ; freschetto , non freddo ; e quelle campane , così allegre , così allegre ! Oh , bello , magnifico ! - Che è oggi ? - gridò Scrooge ad un ragazzetto che passava con indosso gli abiti della festa e che forse s ' era fermato per guardarlo . - Eh ? - fece il ragazzo spalancando la bocca dalla maraviglia . - Che è oggi , bambino mio ? - ripetè Scrooge . - Oggi ! - rispose il ragazzo . - È Natale , oggi . - È Natale ! - disse Scrooge a sé stesso . - Bravo , sono in tempo . Gli Spiriti hanno fatto ogni cosa in una notte . Possono fare quel che vogliono . Si sa . È naturale . Ohe , bambino ! - Ohe ! - fece il ragazzo . - Sai dov ' è il pollaiolo , nella via appresso , alla cantonata ? - Sfido io ! l ' avrei da sapere , - rispose il ragazzo . - Che ragazzo di talento ! - esclamò Scrooge . - Un ragazzo non comune , perbacco ! Sai se ha già venduto quel tacchinaccio che teneva ieri in mostra sospeso pel collo ? non quello piccolo , no ; il tacchino grosso . - Quale ? quello grosso come me ? - domandò il ragazzo . - Oh , che amore di un ragazzo - esclamò Scrooge . - È un piacere a discorrerci . Sì , proprio quello , piccino mio . - È sempre appeso com ' era . - Sì ? davvero ? Ebbene , corri subito a comprarlo . - Fossi grullo ! - ribatté il ragazzo . - No , no , - disse Scrooge , - parlo sul serio . Corri a comprarlo , e dì che lo voglio , che gli darò io l ' indirizzo dove l ' hanno da portare . Torna con l ' uomo tu , che ti darò uno scellino . Torna in meno di cinque minuti , che ti darò mezza corona ! - Il ragazzo partì come una freccia . Ci volea una mano ben gagliarda per scoccare una freccia a quel modo . - Lo manderò a Bob Cratchit ! - borbottò Scrooge , fregandosi le mani e scoppiando dal ridere . - Non ha da sapere chi glielo manda . È due volte Tiny Tim . Uno scherzo magnifico , oh , magnifico ! - Non era ferma la mano nello scrivere l ' indirizzo , ma bene o male lo scrisse , e andò giù ad aprir la porta , e per esser pronto all ' arrivo del tacchino . Stando così ad aspettare , fu tratto dal guardare il picchiotto . - Gli vorrò bene finché avrò vita ! - disse carezzandolo . - Non ci avevo guardato mai . Che espressione simpatica e onesta ! che bel picchiotto davvero ! ... Ecco il tacchino . Olà ! ehi ! Come state ? Buon Natale ! - Era un tacchino davvero ! Non si potea reggere in gambe , un uccellaccio come quello lì ; le avrebbe spezzate in un minuto come bastoncelli di ceralacca . - Perdinci ! è impossibile portare cotesta roba fino a Camden Town , - disse Scrooge . - Dovete prendere una carrozzella . - Il riso con cui disse questo , e il riso con cui pagò il tacchino , e il riso con cui pagò la carrozzella , e il riso con cui diè la mancia al ragazzo , furono soltanto sorpassati dal riso che lo prese tutto mentre si lasciava andare senza fiato sul suo seggiolone , e rise , e rise fino a che scoppiò a piangere . Non era agevole il radersi , perché la mano gli tremava sempre ; e il radersi richiede un po ' di attenzione , anche quando non ballate , facendovi la barba . Ma se pure si fosse mozzato la punta del naso , vi avrebbe appiccicato un pezzo di taffettà e sarebbe stato contento come una pasqua . Si vestì , col meglio che aveva , e uscì per la via . La gente si riversava fuori , com ' egli l ' avea vista con lo Spirito del Natale presente . Camminando con le mani dietro , Scrooge guardava a tutti con un sorriso di soddisfazione . Era così allegro , così irresistibile nella sua allegria , che tre o quattro capi ameni lo salutarono : " Buon giorno , signore ! Buon Natale ! " E Scrooge affermò spesso in seguito che di tutti i suoni giocondi uditi in vita sua , i più giocondi , senz ' altro , erano stati quelli . Non era andato lontano , quando si vide venire incontro quel signore dignitoso che era entrato il giorno prima al banco , domandando : " Scrooge e Marley , se non erro ? " Si sentì una trafittura al cuore , pensando all ' occhiata che quel signore gli avrebbe rivolto ; ma subito vide quel che avea da fare , e lo fece . - Mio caro signore , - disse , affrettando il passo e prendendolo per le mani . - Come state ? Spero che abbiate fatto una buona giornata ieri . Molto gentile da parte vostra . Tanti auguri pel Natale , signore ! - Il signor Scrooge ? - Sì . È il mio nome . Temo che vi suoni ingrato . Permettete che vi domandi scusa . E vorreste aver la bontà ... E gli bisbigliò qualche parola all ' orecchio . - Dio misericordioso ! - esclamò il signore soffocato dallo stupore . - Mio caro signor Scrooge , parlate sul serio ? - Ma sì , ma sì . Non un soldo di meno . Ci metto dentro molti arretrati , capite . Mi farete questo favore ? - Mio caro signore , - rispose l ' altro stringendogli forte la mano , - io non trovo parole per una tale muni ... - Basta , basta , prego ! - interruppe Scrooge . - Venite da me : Volete ? - Certamente ! - esclamò il vecchio signore con tutta l ' effusione della verità . - Grazie , - disse Scrooge . - Vi sono obbligato davvero . Mille e mille grazie . Arrivederci ! - Andò in chiesa , passeggiò per le vie , guardò alla gente che andava su e giù , carezzò i bambini sul capo , interrogò i mendicanti , spiò nelle cucine , alzò gli occhi alle finestre , e trovò che ogni cosa gli potea far piacere . Non avea sognato mai che una passeggiata o altra cosa qualunque gli potesse dare tanta felicità . Verso sera , si avviò alla casa del nipote . Passò davanti alla porta una dozzina di volte , prima di sentirsi il coraggio di salire e bussare . Ma si fece animo e bussò . - È in casa il padrone , cara ? - domandò alla ragazza . Una bella ragazza , parola d ' onore . - Signor sì . - Dov ' è , carina ? - È in sala da pranzo , signore , con la signora . Venite di qua , se vi piace , nel salottino . - Grazie . Mi conosce , - disse Scrooge mettendo la mano sulla maniglia del tinello . - Entrerò qui , bambina mia . - Spinse leggermente e s ' insinuò col viso per l ' uscio socchiuso . Marito e moglie osservavano la tavola sfarzosamente imbandita , perché cotesti giovani sposi sono meticolosi in certe materie e vogliono che tutto vada a capello . - Fred ! - disse Scrooge . O Signore Iddio , come trasalì la nipote ! Scrooge avea dimenticato pel momento di averla vista a sedere in un cantuccio co ' piedi sullo sgabello , altrimenti per nulla al mondo l ' avrebbe spaventata a quel modo . - Oh povero me ! - esclamò Fred , - chi è mai ? - Io , son io . Tuo zio Scrooge . Son venuto a pranzo . Mi vuoi , Fred ? - Volerlo ! Poco mancò che non gli stroncasse un braccio . In capo a cinque minuti , Scrooge si trovava come a casa propria . Niente di più cordiale . E lo stesso la nipote . E lo stesso per Topper , quando arrivò . E lo stesso per la sorella pienotta , quando fece la sua entrata . E lo stesso tutti . Che amore d ' una brigata , che giuochi , che accordo , che piacere ! Ma il giorno appresso si recò di buon mattino al banco , oh di buon mattino ! Se gli riusciva di arrivarci prima di Bob e di rinfacciare a Bob il ritardo ! Questo voleva fare , questo gli premeva . E lo fece , sicuro che lo fece ! L ' orologio suonò le nove . Niente Bob . Le nove e un quarto . Niente Bob . Era in ritardo di diciotto minuti e mezzo . Scrooge se ne stava a sedere , con la porta spalancata , per vederlo a insinuarsi nella sua cisterna . Prima d ' aprir l ' usciolo , Bob si avea tolto il cappello e il famoso fazzoletto . In un baleno , si trovò sullo sgabello , e si diè a scribacchiare in fretta e furia come per riafferrare le nove che erano passate . - Ohe ! - grugnì Scrooge con la solita sua voce chioccia per quanto gli riusciva di fingere . - Che vuol dir ciò ? a quest ' ora si viene in ufficio ? - Mi dispiace molto , signore , - rispose Bob . - Sono in ritardo . - Siete in ritardo ? - ripeté Scrooge . - Lo vedo che siete in ritardo . Favorite di qua , vi prego . - È una volta all ' anno , signore , - si scusava Bob , uscendo dalla sua cisterna . - Non accadrà più . Sono stato un po ' in allegria ieri sera , signore . - Bravo , adesso ve la do io l ' allegria , disse Scrooge . - Non son più disposto a tollerare , capite . Epperò - e così dicendo balzava giù dal suo sgabello e dava a Bob una manata così forte nel panciotto da farlo indietreggiare barcollando , - epperò io vi aumento il salario ! - Bob tremò e si accostò un po ' più alla riga . Ebbe un ' idea momentanea di darla sulla testa a Scrooge ; tenerlo saldo ; chiamar gente ; fargli mettere la camicia di forza . - Buon Natale , Bob ! - disse Scrooge battendogli sulla spalla con una cordialità schietta , da non si poter sbagliare . - Un Natale , Bob , molto più allegro di quanti non ve n ' ho augurati per tanti anni , ragazzo mio . Vi cresco il salario e farò di tutto per assistere la vostra famiglia laboriosa , e oggi stesso , Bob , oggi stesso discuteremo i vostri affari davanti a un bel ponce fumante . Accendete i fuochi e andate subito , mio caro Bob , a comprare un ' altra scatola di carboni , prima di mettere un altro solo punto sopra un i . Scrooge fu anche più largo della sua parola . Fece quanto avea detto , e infinitamente di più ; e in quanto a Tiny Tim , che non morì niente affatto , gli fu come un secondo padre . Divenne così buon amico , così buon padrone , così buon uomo , come se ne davano un tempo nella buona vecchia città , o in qualunque altra vecchia città , o paesello , o borgata nel buon mondo di una volta . Risero alcuni di quel mutamento , ma egli li lasciava ridere e non vi badava ; perché sapeva bene che molte cose buone , su questo mondo , cominciano sempre col muovere il riso in certa gente . Poiché ciechi aveano da essere , meglio valeva che stringessero gli occhi in una smorfia di ilarità , anzi che essere attaccati da qualche male meno attraente . Anch ' egli , in fondo al cuore , rideva : e gli bastava questo , e non chiedeva altro . Con gli Spiriti non ebbe più da fare ; ma se ne rifece con gli uomini . E di lui fu sempre detto che non c ' era uomo al mondo che sapesse così bene festeggiare il Natale . Così lo stesso si dica di noi , di tutti noi e di ciascuno ! E così , come Tiny Tim diceva : " Dio ci protegga tutti e ci benedica " .
ProsaGiuridica ,
TITOLO I Disposizioni preliminari 1 . Per le attribuzioni stabilite dal testo unico della legge 22 marzo 1900 , n . 195 , della legge 7 luglio 1902 , n . 333 , e dal presente regolamento , il prefetto , l ’ ispettore compartimentale e l ’ Ufficio del Genio civile competenti sono quelli della Provincia nella quale si trova il territorio interessato alla bonifica , o la maggior parte di esso . 2 . Le pubblicazioni prescritte dalle leggi e dal presente regolamento sono fatte d ’ ufficio , od a richiesta di interessati . Il prefetto indica sommariamente l ’ oggetto delle pubblicazioni in un manifesto , nel quale siano richiamati gli articoli di legge e regolamento , ai cui effetti le pubblicazioni hanno luogo . Tale manifesto , da inserirsi nel bollettino degli annunzi legali della Provincia , è inviato in diversi esemplari a tutti i sindaci dei Comuni nei quali trovansi beni comunque interessati , perchè sia affisso all ’ albo pretorio , restandovi quindici giorni consecutivi , durante i quali gli enti e proprietari interessati possono presentare osservazioni o reclami . Quando vi sono anche atti da pubblicare , il prefetto ordina che siano depositati nell ’ ufficio comunale , per la parte relativa a ciascun Comune , durante il termine di quindici giorni , e che per uguale termine restino esposti nell ’ ufficio di Prefettura gli atti completi , dandone avviso col manifesto . Della eseguita affissione e dell ’ avvenuto deposito degli atti i sindaci debbono entro tre giorni spedire un certificato al prefetto . Quando le pubblicazioni siano fatte a richiesta degli interessati , questi ne anticipano la spesa nella somma approssimativamente indicata dal prefetto . 3 . Se il territorio della bonifica si estende a diverse Provincie , il prefetto competente comunica , anche successivamente , ai prefetti delle altre Provincie le copie degli atti necessari , perché ciascuno provveda alla pubblicazione nel modo stabilito dal precedente articolo e gli trasmetta quindi in originale le osservazioni ed i reclami presentati . 4 . Quando non sia altrimenti disposto , la maggioranza d ’ interessi o d ’ interessati deve rappresentare più della metà della estensione , ed insieme più della metà dell ’ imposta erariale dei beni compresi nel perimetro della bonifica . 5 . Quando non sia altrimenti disposto , i progetti per le opere di bonifica di prima categoria sono approvati con decreto del Ministero , sentiti l ’ ispettore compartimentale o il Consiglio superiore dei lavori pubblici , ed il Consiglio di Stato , ai termini delle leggi 17 febbraio 1884 , n . 2016 , e 15 giugno 1893 , n . 294 . 6 . Agli effetti della legge 25 giugno 1865 , n . 2359 , sulle espropriazioni per causa di pubblica utilità , debbono essere pubblicati il piano particolareggiato approvato delle opere di bonifica di prima o di seconda categoria e l ’ elenco delle ditte espropriate . 7 . Una Commissione tecnica centrale per le bonifiche , con sede presso il Ministero dei lavori pubblici , e da istituirsi con decreto reale , designa in via provvisoria : a ) il perimetro di ciascuna bonifica di prima categoria , delimitando il territorio da risanare nei riguardi igienici , ovvero nei riguardi dell ’ agricoltura e dell ’ igiene insieme , ai termini dell ’ art . 3 del testo unico della legge 22 marzo 1900 , n . 195; b ) la divisione della bonifica in bacini , se possibile ed opportuna . Alla Commissione può essere aggregato , caso per caso , l ’ ispettore compartimentale del Genio civile . 8 . Con la divisione in bacini , salva l ’ approvazione definitiva ai termini dell ’ articolo 16 , ogni bacino è considerato come bonifica separata e indipendente dalle altre parti , agli effetti delle leggi e del presente regolamento . TITOLO II Bonifiche di prima categoria Capo I : Bonifica da eseguirsi a cura dello Stato 9 . Designato provvisoriamente il perimetro d ’ una bonifica , la Commissione tecnica centrale , di cui all ’ art . 7 , determina : a ) l ’ ordine dei criteri coi quali si debbono studiare i progetti e svolgere i lavori ; b ) le norme atte ad impedire una maggior diffusione delle infezioni malariche e a difendere da queste i lavoratori durante l ’ esecuzione delle opere ; c ) la possibilità e convenienza di percepire i redditi di cui all ’ art . 14 del testo unico della legge 22 marzo 1900 , n . 195 , per non ritardare il progresso della bonifica ed evitare controversie con gli appaltatori delle opere . La Commissione fa anche al Ministero le proposte relative al personale necessario nei singoli Uffici del Genio civile per la compilazione dei progetti o per la loro esecuzione . 10 . Quando si ritenga necessario un progetto di massima , questo deve farsi secondo le norme del regolamento 29 maggio 1895 , per la compilazione dei progetti di opere dello Stato . 11 . Quando l ’ importo dell ’ intera opera di bonifica superi le lire 200.000 , la Commissione tecnica centrale accerta se i progetti siano conformi alle istruzioni date ed alle prescrizioni di legge , riconoscendole meritevoli d ’ approvazione , li trasmette col proprio voto al Ministero . L ’ accertamento e la trasmissione dei progetti sono fatti dall ’ ispettore compartimentale , quando l ’ importo dell ’ intera opera di bonifica non superi le lire 200.000 . 12 . Ai progetti di esecuzione debbono essere uniti : a ) il piano particolareggiato e l ’ elenco delle ditte espropriande , ai termini degli articoli 16 e 24 della legge 25 giugno 1865 , numero 2359 , sulle espropriazioni per causa di pubblica utilità ; b ) l ’ elenco delle rendite di cui all ’ art . 14 del testo unico della legge 22 marzo 1900 , numero 195 , quando se ne voglia affidare la riscossione all ’ appaltatore delle opere per una somma fissa da dedursi senza ribasso dall ’ importo netto dei lavori ; c ) una relazione corredata di dati statistici sulle condizioni igeniche , agricole ed industriali della zona da bonificarsi e sui risultati che si possono sperare dai lavori progettati ; d ) il piano del territorio da bonificare , con le designazioni provvisorie del perimetro e della divisione in bacini . 13 . Per l ’ esecuzione di ciascuna bonifica deve essere compilato un progetto economico da cui risultino : 1 ) l ’ elenco dei consorzi idrauilici che siano compresi per intero nel perimetro provvisorio e definitivo della bonifica , e che abbiano deliberato di funzionare quali consorzi di bonifica , ai termini ed agli effetti dell ’ art . 18 , con l ’ indicazione delle rispettive superfici ed imposte ; 2 ) l ’ elenco delle proprietà interessate , non comprese nei consorzi di che al precedente capoverso , distinte per Provincie e Comuni coi nomi e cognomi dei proprietari iscritti nei ruoli catastali e , in mancanza , in quelli della imposta fondiaria , con la indicazione delle rispettive superfici ed imposte e con tutti quegli altri possibili dati che valgono a meglio individuarle ; 3 ) l ’ elenco delle rendite specificate nell ’ art . 14 testo unico della legge 22 marzo 1900 , n , 195 , con la determinazione del loro presuntivo ammontare ; 4 ) i contributi nelle spese di esecuzione e la proposta delle relative annualità determinati : a ) in linea provvisoria , per metà in ragione di superficie e per metà in ragione d ’ imposta per i consorzi e le proprietà interessate ; b ) in ragione di estensione dei terreni da bonificare , posti nei rispettivi territori , per le Provincie e per i Comuni compresi nel perimetro della bonifica ( direttamente interessati ) : c ) in ragione dei vantaggi agricoli od igienici conseguibili per la Provincie e per i Comuni fuori perimetro ( indettamente interessati ) . 14 . Nel progetto economico la determinazione dei contributi ha luogo in base all ’ ammontare presuntivo delle spese di esecuzione dei lavori , comprendendo in esse le indennità per le occupazioni temporanee o permanenti di beni dello Stato , anche se effettivamente non pagate , e detraendo i proventi delle rendite di cui al n . 3 dell ’ articolo precedente . Alle quote così stabilite si aggiungono con ruoli suppletivi i contributi nelle spese per i lavori addizionali o complementari , per varianti , riparazioni di danni e provvisoria manutenzione delle opere di bonifica eseguite . 15 . Il prefetto pubblica , anche separatamente ed in tempi diversi : a ) il piano particolareggiato approvato e l ’ elenco di cui alla lettera a ) dell ’ art . 11 , ai termini ed agli effetti della legge 25 giugno 1865 , n . 2359 , sulle espropriazioni per causa di pubblica utilità ; b ) il piano del territorio da bonificare , con le designazioni provvisorie del perimetro e della divisione in bacini ; c ) il progetto economico per l ’ esecuzione dell ’ opera . 16 . Con uno o più decreti il Ministero dei lavori pubblici statuisce definitivamente sui reclami e , sentiti il Consiglio superiore dei lavori pubblici ed il Consiglio di Stato , approva il perimetro , l ’ eventuale divisione della bonifica in bacini ed il progetto economico per l ’ intera opera o per una delle sue parti , determinando anche , di concerto col Ministero del tesoro , il numero delle rate annuali pei contributi degli enti e proprietari interessati . CAPO II : Consorzi per le opere di bonifica di 1ª categoria 17 . Per le opere di bonifica di la categoria si costituiscono speciali consorzi con uno o più dei seguenti scopi : a ) corrispondere le quote di contributo ; b ) assumere la concessione dei lavori ; c ) mantenere le opere eseguite . Pei consorzi di manutenzione valgono le norme stabilite nel capo IV . 18 . I consorzi idraulici compresi nel perimetro della bonifica possono , con deliberazione dell ’ assemblea generale , assumersi l ’ obbligo di versare al Tesoro le quote di contributo complessivamente attribuite alle proprietà consorziate restandone a loro cura il riparto e l ’ esazione dagli interessati . Divenuta esecutiva la deliberazione , essi funzionano come consorzi di bonifica e conservano i propri statuti in quanto non siano contrari alla leggi in vigore ed al presente regolamento . I proprietari non consorziati hanno facoltà di chiedere di essere aggregati ad uno o ad altro di tali consorzi , secondo la ubicazione dei loro fondi ; l ’ aggregazione è definitiva con l ’ annuenza del consorzio secondo le forme del proprio statuto . 19 . Se il territorio da bonificare è compreso per intero nel perimetro di un consorzio legalmente costituito , questo può con deliberazione dell ’ assemblea generale assumere anche le funzioni di consorzio speciale di bonifica . Se invece è compreso nel perimetro di più consorzi idraulici esistenti , è data loro facoltà di riunirsi in consorzio speciale di bonifica . In tale caso il consorzio che assume l ’ iniziativa trasmette agli altri la sua proposta corredata ; a ) di una corografia del territorio da bonificarsi , distinto con tinte diverse per Provincie , Comuni e comprensori ; b ) dell ’ elenco dei consorzi idraulici compresi per intero nel perimetro della bonifica , con l ’ indicazione delle rispettive superfici ed imposte erariali ; c ) di una relazione sommaria sulla bonifica da eseguire , sulla presunta spesa e sui vantaggi conseguibili con il consorzio speciale secondo lo scopo che si prefigge ai termini dell ’ art 177 lett . a ) b ) ; d ) del disegno di statuto compilato in conformità dell ’ art . 29 , ove lo ritenga opportuno . Il consorzio proponente invita contemporaneamente gli altri a promuovere entro un congruo termine le deliberazioni delle assemblee generali . Approvata la proposta , ai termini dei rispettivi statuti da tanti consorzi quanti rappresentano la maggioranza d ’ interessi e divenute esecutive le deliberazioni , la costituzione del consorzio , l ’ approvazione dello statuto e del perimetro definitivo della bonifica , se occorra , hanno luogo in conformità dell ’ art . 28 . Quando non sia altrimenti provveduto , i presidenti dei vari consorzi costituiscono la depurazione provvisoria del nuovo consorzio . 20 . Non esistendo consorzi idraulici nel perimetro della bonifica , od esistendo consorzi e proprietari che non siano aggregati ad essi secondo l ’ art . 18 , qualunque interessato può promuovere la costituzione del consorzio speciale , presentando al prefetto la relativa proposta corredata in conformità del precedente articolo , con la aggiunta dell ’ elenco delle proprietà interessate non consorziate , compilato ai termini dell ’ art . 13 n . 2 . 21 . Il prefetto . verificata preliminarmente la legalità degli atti presentati , pubblica un manifesto col quale : a ) ordina la pubblicazione della domanda e dei documenti ; b ) determina l ’ estensione della superficie e l ’ ammontare della imposta erariale necessari a stabilire la maggioranza di interessi secondo l ’ art . 4; c ) invita i presidenti dei consorzi interessati , compresi per intero nel perimetro della bonifica a riunire in un congruo termine , posteriormente alla pubblicazione , le assemblee generali per deliberare sulla costituzione del consorzio speciale , sul disegno di statuto se presentato , e sulla nomina dei propri delegati scelti fra i consorziati per concorrere a formare la deputazione provvisoria del nuovo ente ; d ) convoca nello stesso termine , e per un giorno festivo i proprietari non consorziati , ed appartenenti a consorti non compresi per intero nel perimetro della bonifica tutti unitamente o per sezioni , nel luogo o nei luoghi più opportuni , perché deliberino sulla costituzione del consorzio di bonifica e sulla nomina dei delegati scelti fra loro per la formazione della deputazione provvisoria . Il numero dei delegati è fissato nel manifesto prefettizio in modo che consorzi e proprietari siano egualmente rappresentanti in ragione di estensione e d ’ imposta erariale dei beni compresi nel perimetro della bonifica . Quando non esistano consorzi debbono essere almeno tre i delegati dei proprie tari . In ogni caso i delegati dei proprietari non consorziati , od appartenenti a consorzi non compresi per intero nel perimetro della bonifica , vengono , ai termini dell ’ art 24 , nominati pei un terzo del loro numero da coloro che sono contrari alla costituzione del nuovo consorzio e per due terzi dai favorevoli . Quando i proprietari sono convocati tutti unitamente il prefetto li invita a deliberare nella stessa seduta o in sedute successive , anche sul disegno di statuto , se presentato . 22 . L ’ assemblea è presieduta da persona scelta dal prefetto , ed , ove sia divisa in sezioni , ciascuna di queste e presiduta da un delegato del prefetto della Provincia , nel cui territorio trovasi il luogo della riunione . Il presidente dell ’ assemblea invita i due più anziani e i due più giovani degli intervenuti ad assisterlo come scrutatoli ed un altro , che ritenga idoneo fra gli intervenuti a fare da segretario . Non sono valide le deliberazioni se nell ’ adunanza di prima convocazione , sia unica che divisi in sezioni non intervengono complessivamente tanti proprietari interessati quanti rappresentino la maggioranza su quelli indicati nell ’ elenco che deve trovarsi nella sala . In tal caso la seconda convocazione ha luogo nella domenica successiva senza ulteriore avviso , ed è valida qualunque sia il numero degli intervenuti , se il consorzio speciale è da istituirsi fra i proprietari e consorzi esistenti ; se fra soli proprietari , è richiesto invece l ’ intervento di tanti interessati quanti rappresentano la maggioranza . 23 . Ciascun interessato può farsi rappresentare nell ’ assemblea da persona anche estranea , purché maggiore di età e munita di delegazione vidimata nella firma dal sindato o da un notaio . Per i corpi morali e per le società industriali e commerciali che abbiano la proprietà di beni compresi nel perimetro del territorio da bonificarsi possono intervenire solo i legittimi rappresentanti . La donna maritata può essere rappresentata dal marito : i minori , gli interdetti e gli inabilitati sono rappresentati dai rispettivi tutori o curatori . La rappresentanza dei beni concessi in enfiteusi è dei domini utili , non dei domini diretti . Pei terreni , nei quali l ’ usufrutto sia diviso dalla proprietà , interviene il proprietario o l ’ usufruttuario , secondo che l ’ uno o l ’ altro debba sostenere le spese derivanti dalla bonificazione . I proprietari inscritti pro - indiviso nei ruoli delle imposte dirette , debbono designare uno di loro per l ’ intervento nell ’ assemblea . 24 . Il presidente , aperta la seduta , espone lo scopo dell ’ adunanza ed invita gli interessati a presentare le loro osservazioni sulla proposta costituzione del consorzio e sui numero del delegati . Chiusa la discussione , propone all ’ assemblea di deliberare : a ) per appello nominale , sulla costituzione del consorzio ; b ) per scheda segreta , sulla nomina del delegati ; Deposte sul tavole due urne di vetro , l ’ una per i delegati dei proprietari favorevoli alla costituzione del consorzio e l ’ altra per quelli dei contrari , avverte che le votazioni hanno luogo contemporaneamente . Distribuite quindi le schede , numerate e vidimate dalla Prefettura , fa cominciare l ’ appello nominale . Secondo l ’ ordine di questo , ciascun votante dichiara ad alta voce il suo voto sulla costituzione del consorzio ed a seconda di esso depone nell ’ una e nell ’ altra urna la propria scheda con tanti nomi quanti debbono essere i delegati dei favorevoli e dei contrari al consorzio . Terminato l ’ appello , sono ammessi a votare gl ’ interessati sopraggiunti . Trascorsa un ’ ora dal compiuto appello , se non si trovino nella sala interessati che non abbiano votato , il presidente dichiara chiusa la votazione , ed insieme agli scrutatori fa il computo dei voti . Con l ’ esito della votazione proclama eletti nel numero rispettivamente stabilito i delegati che ottennero maggior numero di voti dai proprietari favorevoli alla costituzione del consorzio , e quelli che li ottennero dai contrari . Il computo dei voti per la nomina dei delegati non può in alcun modo influire su quello dei voti per la costituzione del consorzio . Nel caso di cui all ’ ultimo capoverso dell ’ articolo 21 , quando la votazione è riuscita favorevole alla costituzione del consorzio speciale , ovvero quando nel perimetro della bonifica non esistono consorzi i cui voti possono modificare il risultato della votazione dei proprietario non consorziati , questi procedono , con le stesse norme , alla discussione del disegno di statuto , ed alla sua deliberazione per appello nominale , proseguendo , ove occorra , la discussione in sedute successive stabilite dal presidente dell ’ assemblea . 25 . Quando l ’ assemblea è divisa in sezioni ciascun presidente annunzia i risultati della votazione , i nomi di coloro che ottennero voti per la nomina a delegato ed il numero dei voti riportati da ciascuno , avvertendo che le proclamazioni saranno fatte dopo che siano conosciuti i risultati delle altre sezioni : indi toglie la seduta . Nel giorno successivo tutti i presidenti si riuniscono nella sala della prima sezione , dove possono intervenire anche gli interessati . Letti i verbali dell ’ adunanza delle varie sezioni , è fatto il computo generale dei voti . Il presidente della prima sezione proclama i risultati finali delle votazioni e dichiara eletti i delegati dei proprietari favorevoli alla costituzione del consorzio e quelli dei contrari , salvo il caso di cui nell ’ ultimo capoverso del precedente articolo . 26 . Il presidente dell ’ assemblea o della prima sezione invia immediatamente al prefetto i verbali dell ’ adunanza , insieme alle schede in pacchi suggellati , restituendo quelle che non furono distribuite . I presidenti dei consorzi idraulici compresi nel perimetro della bonifica trasmettono anch ’ essi al prefetto i verbali delle assemblee . 27 . Il prefetto verifica se la proposta per la costituzione del consorzio speciale abbia riportata l ’ adesione di tanti consorzi e di tanti proprietari da rappresentare la maggioranza d ’ interessi . In tal caso la proposta s ’ intende approvata , ed il prefetto con manifesto dà notizia della seguita approvazione . Con lo stesso manifesto il prefetto : a ) dà notizia dell ’ approvazione del disegno di statuto , se intervenuta nei casi di cui all ’ ultimo capoverso dell ’ art . 21; b ) negli altri casi in cui il disegno di statuto sia stato presentato , promuove su di esso la deliberazione dei proprietari non appartenenti ai consorzi idraulici , convocandoli per un giorno di domenica con le norme degli articoli precedenti . La notizia dell ’ approvazione del disegno di statuto dei casi indicati alla lettera b ) è pubblicata dal prefetto . Gli atti relativi alla costituzione del consorzio , all ’ approvazione dello statuto , se intervenuta , i certificati delle pubblicazioni , ed i reclami eventualmente presentati sono dal prefetto trasmessi al Ministero dei lavori pubblici , con un rapporto sulla regolarità della procedura eseguita e sul merito delle opposizioni . 28 . Il Ministero , udito , quando vi siano opposizioni di ordine tecnico , il Consiglio superiore dei lavori pubblici promuove il decreto reale per la costituzione del consorzio speciale , e , ove occorra , provvede con suo decreto all ’ approvazione definitiva del perimetro di bonifica e dello statuto con le necessarie modifiche , statuendo sui reclami . I consorzi entrati a far parte del nuovo consorzio non perdono la personalità loro e sono considerati come altrettanti elementi di esso . 29 . Se lo statuto non fu promosso dal promotore del consorzio , ovvero se la proposta non fu accolta , la deputazione provvisoria , presieduta dal più anziano dei componenti , formula il disegno di statuto , col quale si deve provvedere : a ) alla designazione della sede del consorzio , scegliendo il luogo più opportuno nella provincia in cui è compreso il territorio da bonificare o la maggior parte di esso ; b ) alle rappresentanze dei consorzi entrati a far parte del consorzio speciale , proporzionate alla somma degl ’ interessi che hanno per la bonifica i relativi comprensori ; c ) al modo dì costituzione , alla rinnovazione ed alle attribuzioni del Consiglio e dei delegati , ove si creda opportuno di trasferire in tutto od in parte a tale Consiglio i poteri dell ’ assemblea . La durata in carica dei delegati non può essere maggiore di cinque anni ; d ) al modo di costituzione , alla durata in carica ed alle attribuzioni d ’ una deputazione amministrativa , che curi gli affari del consorzio e che , direttamente o per mezzo del suo presidente ne abbia la rappresentanza . La durata in carica degli amministratori non può essere maggiore di cinque anni ; e ) alle norme per la validità delle adunanze e delle deliberazioni dell ’ assemblea generale , della deputazione amministrativa e del Consiglio dei delegati , e per le condizioni e proporzionalità del diritto di voto nelle assemblee generali ; f ) alle norme per la compilazione dei bilanci annuali , preventivi e consuntivi , e per l ’ approvazione di essi da parte dell ’ assemblea generale o dei Consigli dei delegati ; l ’ approvazione di essi da parte dell ’ assemblea generale e o dei Consigli dei delegati ; g ) alle norme pel servizio di cassa , per la relativa vigilanza e per la misura della cauzione da prestarsi dall ’ incaricato del servizio di tesoreria ; h ) alle norme pel riparto dei contributi consorziali nelle spese dell ’ opera e per la definizione delle eventuali opposizioni ; i ) al servizio tecnico necessario per l ’ esecuzione della bonifica , quando il consorzio ha lo scopo di assumere la concessione ; k ) ad ogni altra norma necessaria per il regolare andamento del consorzio . Nello stesso disegno di statuto si può disporre per la futura manutenzione dell ’ opera , aggiungendovi le norme di cui all ’ articolo 46 . 30 . La deputazione provvisoria richiede al prefetto la pubblicazione del disegno di statuto e la convocazione delle assemblee generali dei consorzi e dei proprietari interessati . La convocazione deve avvenire in un giorno festivo posteriore al termine delle pubblicazioni , con le norme stabilite negli artt . 22 a 26 . La deputazione provvisoria provvede per la presidenza dell ’ assemblea generale dei proprietari interessati , anche se distinti in sezioni . 31 . Accettato lo statuto dalla maggioranza degli interessati , la deputazione provvisoria la trasmette al prefetto insieme ai verbali delle assemblee generali , riferendo sulle modificazioni ed osservazioni presentate . Il prefetto invia gli atti col proprio avviso al Ministero dei lavori pubblici che , ai termini dell ’ art . 28 , provvede all ’ approvazione definitiva dello statuto con le necessarie modifiche . 32 . Tranne il caso di cui all ’ ultimo capoverso dell ’ art . 29 , lo statuto così approvato regola , per la sola durata dell ’ esecuzione dell ’ opera , il consorzio speciale istituito ai termini degli artt . 19 e 28 . Tale consorzio è tuttavia continuativo per la manutenzione della bonifica , salvo a modificare il proprio statuto in conformità dell ’ art . 46 . 33 . Approvato lo statuto , la deputazione provvisoria promuove immediatamente la nomina della rappresentanza definitiva del consorzio , e quindi cessa da ogni funzione . CAPO III : Bonifiche da eseguirsi per concessione 34 . La concessione delle opere di bonifica di 1a categoria può essere accordata : a ) ad una delle Provincie o ad uno del Comuni interessati ; b ) all ’ associazione volontaria di Provincie , Comuni , o di questi e quelle insieme ; c ) al consorzio speciale di bonifica esistente , od istituito a termini degli artt . 18 a 28; d ) ad uno dei consorzi che , secondo l ’ art . 19 , funzioni come consorzio speciale di bonifica ; ma in tal caso gli altri consorzi e proprietari interessati non possono essere costretti a pagare il loro contributo con decorrenza anteriore a quella stabilita dalle tabelle allegate al testo unico della L . 22 marzo 1900 , n . 195 . 35 . Le associazioni volontarie fra Provincie e comuni , di cui al capoverso b ) del precedente articolo si costituiscono in base a deliberazioni dei Consigli comunali e provinciali , approvate dalle rispettive Giunte provinciali amministrative . Ottenuta la concessione , non possono sciogliersi finché le opere non sieno compiute e consegnate al consorzio di manutenzione . Per il funzionamento di tali associazioni , per la costituzione e i poteri della rappresentanza di esse , e pei reciproci rapporti fra gli enti associati si provvederà con regolamento speciale da approvarsi dal ministero dei lavori pubblici , quando si tratti di associazioni interprovinciali , e negli altri casi dalla Giunta provinciale amministrativa . 36 . Alla domanda di concessione , da presentarsi al prefetto debbono essere uniti : 1 ) la corografia del territorio da bonificarsi , distinta con tinte diverse per Provincie , Comuni e comprensori ; 2 ) la deliberazione o le deliberazioni del Consiglio della Provincia o del Comune richiedente , ovvero dei Consigli delle Provincie e dei Comuni associati , approvate dalla Giunta provinciale amministrativa nei riguardi della tutela , o dell ’ assemblea generale del consorzio , secondo i casi dell ’ articolo precedente , da cui risultino la decisione di chiedere la concessione , le modalità principali specie in ordine alla spesa ed ai mezzi di farvi fronte , ed i poteri all ’ uopo accordati alle rispettive rappresentanze quando non constino altrimenti ; 3 ) la dimostrazione di avere disponibili , appena ottenuta la concessione , i mezzi finanziari occorrenti per anticipare tutta la spesa ; 4 ) il progetto tecnico esecutivo della bonifica , e quello economico compilati ai termini degli artt . 12 e 13 . I documenti di cui al n . 2 non occorrono , quando la domanda è presentata da un ’ associazione volontaria di Provincie o Comuni interessati o dal consorzio speciale , e dalle deliberazioni stesse costitutive risultino gli elementi richiesti . 37 . Prima di fare la domanda ai termini del precedente articolo , il richiedente può presentare , per una istruttoria preliminare , un progetto di sola massima , corredato del piano di esecuzione dei lavori in ragione di ordine e di tempo . Il prefetto , sentito l ’ Ufficio del Genio civile , trasmette il progetto alla Commissione tecnica centrale , che ne riferisce al Ministero dei lavori pubblici . Il Ministero , promosso il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici , comunica al richiedente le proprie osservazioni sul progetto di massima , salva e riservata ogni ulteriore decisione in merito alla concessione . 38 . Il prefetto , accertata la regolarità degli atti presentati con la domanda di concessione di cui all ’ art . 36 , li trasmette all ’ Ufficio del Genio civile , che , verificato il progetto tecnico esecutivo al termini dell ’ art . 10 del testo unico della L . 22 marzo 1900 , n . 195 , 1i invia alla Commissione tecnica centrale per le bonifiche , la quale ne riferisce al Ministero del lavori pubblici . Il Ministero , esaminato preliminarmente se nulla osti all ’ accoglimento della domanda , dispone la pubblicazione degli atti per mezzo del prefetto . La pubblicazione non occorre per gli effetti della concessione , quando sugli stessi atti si siano pronunciati favorevolmente tutti gli interessati . 39 . Il Ministero , qualora , in seguito al risultato della pubblicazione , ritenga di poter accogliere la domanda , promuove , l ’ avviso del Ministero del tesoro , del Consiglio superiore dei lavori pubblici , del Consiglio superiore di sanità e del Consiglio di Stato , e provvede definitivamente con uno o più decreti motivati : a ) sulle opposizioni e sul reclami presentati ; b ) all ’ approvazione del perimetro della bonifica nei casi di cui ai capoversi a ) , d ) dell ’ art . 34 , quando già non abbia avuto luogo a ’ termini dell ’ art . 16; c ) all ’ approvazione del progetto tecnico ; d ) all ’ approvazione del progetto economico ; e ) alla concessione delle opere , giusta l ’ art . 11 del testo unico della legge 22 maggio 1900 , n . 195 , determinando i casi di decadenza e fissando i termini per l ’ incominciamento e la ultimazione dei lavori ; f ) alla determinazione della quota di concorso dello Stato , in conformità dell ’ art . 10 della citata legge , deducendo la spesa di progetti che lo Stato abbia ceduti al richiedente . Nei casi di cui al capoverso b ) , se l ’ accoglimento delle opposizioni porti a restringere od allargare il perimetro provvisorio della bonifica oltre i due decimi della superficie totale la concessione non può aver luogo senza una nuova deliberazione del richiedente , ai termini dell ’ art . 36 , n . 2 , e senza che sia convenientemente modificato il progetto economico . 40 . Qualora necessità tecniche sopravvenute mutino sostanzialmente , a giudizio del Ministero , la natura e l ’ economia dell ’ opera non ancora intrapresa , la concessione è dichiarata priva di effetto . Il concessionario , con nuove deliberazioni ai termini dell ’ art . 36 , n . 2 , può chiedere che sia ripetuta l ’ istruttoria prescritta . 41 . Il prefetto dispone la pubblicazione : a ) del piano particolareggiato di esecuzione con l ’ elenco delle ditte espropriande ; b ) del ruolo dei contributi , avvertendo gli interessati che sono ammesse opposizioni per soli errori di fatto verificati nell ’ applicazione delle misure e dei criteri stabiliti nel progetto economico , già definitivamente approvato . Sulle opposizioni provvede il Ministero dei lavori pubblici . 42 . Salvo il caso di cui all ’ art . 34 , lettera d ) , l ’ obbligo degli altri interessati di corrispondere al concessionario i contributi nelle spese decorre dal 1° luglio successivo al giorno in cui il contratto di appalto è divenuto esecutivo . 43 . Per la gestione dei lavori il concessionario deve osservare le norme e forme prescritte pei lavori per conto dello Stato , le condizioni dell ’ atto di concessione , il progetto approvato e il relativo capitolato . Per il controllo e la vigilanza tecnica ed amministrativa si applicano gli artt . 56 , 57 e 58 . Ultimati i lavori , il collaudo è eseguito da uno o più funzionari del Genio civile nominati dal Ministero . Possono nello stesso modo essere eseguiti collaudi parziali , quando sia compiuta la notifica di uno dei bacini , in cui fu divisa , o quando , a giudizio dei funzionari incaricati del collaudo , un ’ opera di costo non inferiore al quarto della spesa prevista per la concessione possa funzionare regolarmente da sola per lo scopo pei quale fu eseguita , assicurando in parte i vantaggi della bonifica . CAPO IV : Consorzi di manutenzione 44 . Quando una bonifica è presso ad essere ultimata il Ministero provvede a far pubblicare un progetto economico per la manutenzione delle opere , da cui risultino : a ) l ’ indicazione del consorzio speciale istituito ai termini degli artt . 19 e 28 , od in mancanza l ’ elenco dei consorzi compresi per intero nel perimetro della bonifica e delle proprietà direttamente interessate , compilato in conformità dell ’ art . 13 , nn . 1 e 2; b ) l ’ elenco delle proprietà indirettamente interessate , con le indicazioni prescritte dall ’ art . 13 , n . 2 , per quelle direttamente interessate ; col loro riparto in zone o classi in ragione di beneficio , ai termini dell ’ art . 53 del testo unico della L . 22 marzo 1900 , n . 195 , e con la determinazione della quota percentuale nelle spese di manutenzione per ciascuna classe e per ogni ettaro in esso compreso ; c ) l ’ elenco delle rendite specificate nell ’ art . 14 della citata legge col loro ammontare . Con il manifesto di pubblicazione il prefetto , quando non esiste il consorzio speciale istituito ai termini degli artt . 19 e 28 : 1 ) invita i presidenti dei consorzi ed i proprietari interessati a deliberare entro congruo termine sulla costituzione volontaria del consorzio e sulla nomina della deputazione provvisoria , secondo gli artt . 21 a 27; 2 ) designa i presidenti dei consorzi interessati ed i proprietari che in caso di costituzione obbligatoria del consorzio di manutenzione debbono formare la deputazione provvisoria , prescelti in modo che consorzi e proprietari direttamente interessati siano egualmente rappresentati in ragione d ’ estensione e d ’ imposta erariale dei rispettivi beni compresi nel perimetro della bonifica . 45 . Scaduto il termine delle pubblicazioni , il Ministero statuisce sui reclami e provvede : a ) all ’ approvazione dell ’ elenco delle proprietà indirettamente interessate col riparto in zone o classi , e alla determinazione dell ’ aliquota di contributo nelle spese di manutenzione per ciascuna zona o classe ; b ) alla costituzione , anche coattiva , del consorzio di manutenzione e alla nomina della relativa deputazione provvisoria , se non esiste consorzio speciale . Nel caso di cui al capoverso b ) le funzioni di presidente sono assunte dal più anziano dei componenti la deputazione provvisoria . 46 . Entro due mesi dalla comunicazione del decreto di cui al precedente articolo , la rappresentanza del consorzio formula le modificazioni allo statuto esistente o il disegno del nuovo statuto con le norme indicate nell ’ art . 29 lett . a ) , b ) , c ) , d ) , e ) , f ) , k ) , e con l ’ aggiunta di quelle : 1 ) per la divisione dei terreni bonificati in classi , secondo l ’ utile che avranno risentito o risentiranno dalle opere di bonifica ; 2 ) per la liquidazione definitiva della quota di contributo dovuta in ragione di beneficio , da ciascun proprietario direttamente interessato ; 3 ) per la rappresentanza dei proprietari indirettamente interessati nel caso di loro partecipazione al consorzio ; 4 ) pel riparto dei contributi nelle spese di manutenzione ; 5 ) per presentare e risolvere le opposizioni degli interessati contro la classifica , la liquidazione e il riparto ; 6 ) per assicurare stabilmente il servizio tecnico ed amministrativo necessario alla regolare manutenzione ed al funzionamento delle opere di bonifica . Nel mese successivo il disegno delle modificazioni o quello del nuovo statuto è sottoposto all ’ approvazione del consorzio , osservandosi pei Consorzi nuovamente istituiti le norme dell ’ art . 31 . 47 . Lo statuto , anche se non deliberato o modificato dal consorzio nel termine stabilito , è approvato definitivamente dal Ministero dei lavori pubblici nella forma e con le modificazioni ritenute opportune . Nel caso di nuovo consorzio è applicabile l ’ art . 33 . 48 . I proprietari indirettamente interessati hanno sempre diritto di essere ammessi a far parte del consorzio di manutenzione , rivolgendone domanda al presidente . In caso di rifiuto provvede il Ministero dei lavori pubblici . 49 . La Commissione governativa , di cui all ’ art . 50 del testo unico della L . 22 marzo 1900 , n . 195 , invita la rappresentanza provvisoria o definitiva del consorzio di manutenzione a voler intervenire , direttamente o per mezzo di delegato , alla visita locale stabilita per accertare se la bonifica sia compiuta agli effetti di legge . Qualora la rappresentanza del consorzio non intervenga , la Commissione può procedere egualmente ai suoi lavori . Per accertare il compimento della bonifica , la Commissione deve esaminare se con le opere ultimate siasi raggiunto pei terreni quel grado di prosciugamento che era stato previsto nel progetto . La Commissione si astiene da ogni indagine od apprezzamento , di competenza del collaudatore , sul modo con cui le opere sono state eseguite dagli appaltatori in relazione ai rispettivi contratti . Occorrendo altri lavori , la Commissione ne riferisce al Ministero e procede a nuova visita appena ultimati . In caso contrario , o completate le opere , la Commissione ne forma lo stato di consistenza ed insieme al processo verbale di visita lo comunica al presidente del consorzio , assegnando un congruo termine per le osservazioni ed opposizioni . 50 . Trascorso il termine di cui nel precedente articolo , il Ministero , sentita sulle opposizioni la Commissione permanente , dichiara con decreto definitivamente compiuta la bonifica ed approva lo stato di consistenza delle opere . Tale decreto è notificato al presidente provvisorio o definitivo del consorzio e inserito nel bollettino degli annunzi legali della Provincia . Decorsi quindici giorni dalla notifica , il consorzio è costituito responsabile della manutenzione e della buona conservazione delle opere descritte nello stato di consistenza , anche se nel frattempo abbia rifiutato o non siasi curato di riceverne la materiale consegna dall ’ Ufficio del Genio civile . CAPO V : Funzionamento dei consorzi 51 . I consorzi di bonifica , qualunque sia lo scopo , onde furono istituiti , funzionano con le norme dei rispettivi statuti . Ai consorzi sono applicabili : a ) gli artt . 188 a 193 , 195 a 197 e 292 del testo unico della legge comunale e provinciale 4 maggio 1898 , n . 164; b ) l ’ art . 194 , nn . 1 , 2 , 3 e 4 della stessa legge , salvo che si tratti di operazione odi spesa autorizzata od approvata dal Ministero ; c ) le altre prescrizioni di legge relative alle deliberazioni dei Consigli e delle Giunte comunali , in quanto gli statuti non dispongano altrimenti per le deliberazioni dell ’ assemblea generale e delle rappresentanze consorziali . 52 . I delegati ed amministratori dei consorzi durano in carica per il tempo stabilito negli statuti consorziali , che regolano altresì i casi di nuove elezioni . Essi prestano gratuitamente l ’ opera loro , salvo rimborso delle spese necessarie ed effettivamente sostenute . 53 . Se un consorzio funziona per scopi diversi , si debbono fare per la gestione della bonifica un bilancio distinto , sia preventivo che consuntivo , ed un distinto ruolo di contribuenza . In ogni caso i bilanci preventivi e consuntivi ed i ruoli di contribuenza sono sottoposti all ’ approvazione del prefetto . 54 . Nella parte ordinaria dei bilanci preventivi e consuntivi dei consorzi di esecuzione e di manutenzione di opere di bonifica qualora si voglia provvedere alla riscossione delle rendite specificate nell ’ art . 14 , del testo unico della legge 22 marzo 1900 , numero 195 , è obbligatoria la loro iscrizione in titolo speciale , dando conto degli aumenti e delle diminuzioni che annualmente si verificano . 55 . I progetti relativi alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere di bonifica , sono approvati dall ’ ingegnere capo del Genio civile sino all ’ importo di L . 12.000 e dal Ministero dei lavori pubblici , sentito l ’ ingegnere capo negli altri casi . Con le stesse norme sono approvati i collaudi dei lavori eseguiti . Per motivi di urgenza il consorzio può ordinare anche in base a progetto sommario non regolarmente approvato , l ’ esecuzione delle opere strettamente indispensabili , informandone telegraficamente l ’ Ufficio del Genio civile . 56 . I lavori di bonifica si eseguono dai Consorzi sotto la vigilanza tecnica dell ’ Ufficio del Genio civile , che la esercita nei modi e nelle forme determinati dai regolamenti e dal Ministero . Non osservandosi i progetti approvati e le altre norme stabilite , l ’ ingegnere capo può con ordine di servizio , sospendere i lavori , riferendo in ogni caso al Ministero cui spetta provvedere . 57 . Almeno una volta per ogni biennio il Ministero fa esaminare per mezzo dei propri funzionari , la gestione amministrativa del consorzio , e controllare la regolarità delle spese e delle entrate , in relazione agli impegni assunti , ai bilanci approvati ed agli interessi degli enti che contribuiscono nelle spese . 58 . Le spese per la vigilanza tecnica ed amministrativa , ai termini degli artt . 56 e 57 , sono comprese fra quelle dell ’ andamento ordinario dell ’ amministrazione consortile e vengono anticipate o rimborsate a richiesta del Ministero dei lavori pubblici . Tali spese sono per una metà a carico dello Stato durante l ’ esecuzione di opere concesse al consorzio . 59 . Omettendosi dalla rappresentanza del consorzio l ’ adempimento di una disposizione del presente regolamento o dello statuto , può il prefetto provvedervi d ’ ufficio per mezzo di un suo delegato ed a spese del consorzio . 60 . Procedendosi allo scioglimento dell ’ amministrazione consorziale , il r . commissario esercita i poteri della rappresentanza del consorzio ed in caso di urgenza anche quelli dell ’ assemblea generale . Il r . commissario è scelto fra i funzionari dello Stato che per l ’ esercizio delle loro attribuzioni siano maggiormente idonei a tale incarico , ed ha diritto al rimborso delle spese di viaggio e ad una indennità giornaliera . Tale indennità , da fissarsi nel decreto di nomina , non può superare lire dieci o lire quindici al giorno , secondoché il funzionario prescelto appartenga o no ad un ufficio stabilito nel Comune , ove ha sede il consorzio . Le spese di viaggio o le diarie sono liquidate dal Ministero dei lavori pubblici , che può anche anticiparle , curandone poi il rimborso dal consorzio . TITOLO III Bonifiche di seconda categoria 61 . Gli atti costitutivi che i consorzi volontari debbono trasmettere ai prefetti , ai termini e per gli effetti dell ’ art . 19 del testo unico della legge 22 marzo 1900 , n . 195 debbono comprendere : a ) i documenti comprovanti il consenso di tutti gli interessati alla costituzione del consorzio : tale consenso deve risultare da deliberazione presa a voti unanimi dagli intervenuti ad una adunanza , convocata e presieduta da qualcuno dei maggiori interessati , e da dichiarazione scritta dei non intervenuti ; b ) un elenco dei proprietari o possessori dei beni compresi nei consorzi , con le indicazioni stabilite dall ’ art . 13 , n . 2 del presente regolamento ; c ) lo statuto consorziale . Il prefetto , assunte le informazioni che ritiene opportune , provvede alla pubblicazione di tali atti nel bollettino degli annunzi legali della Provincia . Questa pubblicazione contiene il sunto degli atti stessi e la indicazione della sede e dello scopo del consorzio , e del modo di costituzione della sua rappresentanza ; ed è fatta a spese del consorzio . Qualsiasi ulteriore modificazione agli atti costitutivi del consorzio è trasmessa al prefetto insieme agli atti e alle deliberazioni con cui è stata approvata , ed è parimenti pubblicata nel bollettino degli annunzi legali della Provincia . A richiesta del consorzio , il prefetto gli rilascia una dichiarazione intesa ad attestare l ’ adempimento delle prescrizioni sopra indicate , tenendone nota in apposito registro . I prefetti curano la conservazione degli atti loro trasmessi dai consorzi volontari . 62 . La domanda che , ai termini dell ’ articolo 20 del testo unico della legge 22 marzo 1900 , n . 195 , i consorzi volontari possono presentare al prefetto per essere dichiarati obbligatori , deve avere a corredo : a ) l ’ atto costitutivo del consorzio ; b ) lo statuto compilato secondo gli articoli 29 e 46 ed accettato dall ’ assemblea ; c ) una relazione sommaria sui lavori da eseguire , sulle spese e sui mezzi di farvi fronte . Fatte le pubblicazioni della domanda , l ’ obbligatorietà , se ne sia il caso , è dichiarata per decreto reale , promosso dal ministro dei lavori pubblici d ’ accordo con quello di agricoltura , industria e commercio , previo parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici e del Consiglio di Stato . Quando il consorzio si propone di eseguire una bonifica a scopo igienico o che può Influire su opere di bonifica di categoria già compiute , in corso di esecuzione o da eseguire , deve prima sentirsi anche la Commissione permanente per le bonificazioni . 63 . Eccetto il caso di cui all ’ articolo precedente , i consorzi obbligatori s ’ istituiscono ad iniziativa : a ) o degli interessati che rappresentano la maggioranza per estensione di terreno da bonificare ; b ) o degli interessati che rappresentano la minoranza per estensione di terreno da bonificare ; c ) o di una Giunta municipale o di una Deputazione provinciale interessata ; d ) o dello Stato . In tutti i casi la proposta dev ’ essere corredata : 1 ) dei documenti prescritti dall ’ art . 19 lett . a ) , b ) ; 2 ) dell ’ elenco dei proprietari direttamente o indirettamente interessati ; 3 ) della designazione di cinque proprietari , tre dei quali scelti fra i direttamente interessati e due fra gli indirettamente interessati , per costituire la deputazione provinciale del consorzio . 64 . Il prefetto , pubblicata la proposta coi relativi documenti promuove su di essi e sulle opposizioni i voti : 1 ) del Consiglio della Provincia unicamente o maggiormente interessata alla bonifica , nel caso di cui alla lettera al del precedente articolo . 2 ) di tutti i Consigli comunali e provinciali interessati , negli altri casi , osservando i termini stabiliti nell ’ articolo 22 del testo unico della legge 22 marzo 1900 , n . 195 . 65 . Eccetto i casi di cui al penultimo capoverso del citato articolo 22 della legge , gli atti sono dal prefetto trasmessi al Ministero dei lavori pubblici insieme al parere dell ’ Ufficio del Genio civile . Il Ministro dei lavori pubblici d ’ accordo con quelli dell ’ agricoltura , industria e commercio promuove ai termini dell ’ art . 62 , ultimo capoverso , il decreto Reale col quale , statuendo definitivamente sui reclami , provvede : a ) alla costituzione del consorzio e alla nomina della deputazione provvisoria ; b ) alla determinazione dell ’ aliquota di contributo a carico di Provincie e Comuni , a norma e nei casi dell ’ art . 25 della legge . 66 . I consorzi obbligatori comunque istituiti , sono soggetti alle prescrizioni degli articoli 56 , 58 , 59 , 60 e , quando lo Stato concorre nelle spese , anche a quella dell ’ articolo 57 . 67.- 75 . ( ) . TITOLO V Disposizioni finanziarie CAPO I : Contributo degli enti e proprietari interessati 76 . Nel caso di bonifica da farsi direttamente a cura dello Stato , approvati i progetti esecutivo ed economico , e disposto l ’ appalto dei lavori , il Ministero dei lavori pubblici , provvede , con le norme di legge , anche d ’ ufficio , se ne è il caso , perchè entro breve termine siano rilasciate dalle Provincie e dai Comuni tante delegazioni sulle sovrimposte o su altri cespiti , quante occorrano per il pagamento del contributo posto rispettivamente a loro carico , e siano allo stesso fine resi esecutivi i ruoli della maggiore rata di imposta da mettersi a carico dei proprietari per la quota rispettiva di contributo da valere per il periodo necessario fino al saldo . 77 . Le delegazioni su cespiti diretti , diversi dalle sovrimposte fondiarie , non possono essere accettate , se essi non siano riscossi per mezzo di un appaltatore che abbia prestato la cauzione e sia tenuto al vincolo del non riscosso per riscosso , e non sia prodotta una deliberazione dell ’ ente debitore , regolarmente approvata e divenuta definitiva , per la quale esso stasi irrevocabilmente vincolato a mantenere in vigore il cespite , sul quale debbano rilasciarsi le delegazioni , per tutto il periodo in cui queste siano distribuite , e inoltre a non variarne nello stesso periodo il metodo di riscossione . In qualunque tempo però le delegazioni su cespiti diretti , diversi dalle soprimposte fondiarie , possono essere surrogate da altre rilasciate su queste ultime . 78 . La decorrenza delle delegazioni e dei ruoli della sovrimposta fondiaria sui terreni avvantaggiati dalla bonifica , o dagli altri cespiti delegati , sempre quando la bonifica si esegua direttamente dallo Stato , è fissata dal 1° luglio successivo alla data dell ’ appalto dei lavori . 79 . Per la determinazione del numero delle annualità , nelle quali deve essere distribuito il pagamento del contributo dovuto allo Stato dalle Provincie e dai Comuni in caso di bonifica da essi direttamente eseguita , si tiene conto della quantità del contributo , delle condizioni finanziarie degli enti debitori , della capacità economica della regione in cui la bonifica deve eseguirsi , della importanza dei vantaggi presunti , ed anche degli oneri , ai quali , per gli altri scopi , gli enti debitori debbono presumibilmente sottostare nel periodo stabilito per il pagamento delle annualità . Non può tenersi in alcuna considerazione il fatto dei disavanzi di bilancio risultanti dalle loro gestioni , se sono eguagliati e superati dalla somma delle spese facoltative o riducibili . Sulle somme da pagarsi ratealmente per contributo non sono dovuti interessi , qualunque sia il numero delle delegazioni concordate . 80 . Il numero degli anni , nei quali la Provincia , i Comuni ed i proprietari interessati ad una bonifica sono ammessi a soddisfare i contributi , rispettivamente dovuti allo Stato , mediante delegazioni o mediante la tassa speciale sui terreni bonificandi , deve essere uguale , in modo che il contributo complessivo dei quattro decimi sia versato , fino al saldo , con un numero di rate annuali eguali e di pari importo totale . Tuttavia in circostanze speciali riconosciute dall ’ amministrazione , possono le annualità . sia degli enti locali , che dei proprietari , ovvero degli uni e degli altri , essere ripartite in un periodo di tempo diverso . 81 . Compiuti i lavori di una bonifica eseguita direttamente dallo Stato e reso definitivo il riparto della spesa in base ai risultati finali debitamente accertati , l ’ importo delle delegazioni e della tassa annuale speciale , dovuto dagli enti debitori e dai proprietari a cominciare dal 1° luglio successivo , è accresciuto o diminuito in proporzione , secondo il caso , senza che il periodo dei pagamenti annuali , stabilito rispettivamente possa essere variato . 82 . Il decimo di contributo dello Stato per le opere di bonifica di seconda categoria è pagato in ragione delle somme effettivamente erogate nella esecuzione dei lavori , sia in acconto , sia a saldo . Tale erogazione deve essere comprovata con la produzione degli atti di collaudo generale o parziale che servirono di base ai pagamenti e con la produzione di un certificato dell ’ Ufficio del Genio civile nella Provincia , attestante i pagamenti fatti all ’ appaltatore . 83 . Nel caso in cui lo Stato si avvalga della facoltà concessagli dall ’ art . 25 del testo unico della legge 22 marzo 1900 , n . 195 , per il rimborso della sua quota di contributo nelle opere di bonifica di seconda categoria , tale rimborso è imposto ai proprietari avvantaggiati , in ragione dei benefici che questi possono ricavarne . Il riparto della somma dovuta è stabilito di concerto fra il Ministero dei lavori pubblici e quello del tesoro in un numero di anni non inferiore a 10 né superiore a 20 , tenuto conto della importanza e del graduale svolgimento presumibile dei detti benefici . 84 . Il debito dei proprietari , dipendente dalla restituzione del decimo di contributo anticipato dallo Stato per le opere di bonifica di seconda categoria , fra essi ripartito come nell ’ articolo precedente , è riscuotibile sui terreni nelle forme e coi privilegi dell ’ imposta fondiaria . 85-102 . ( ) . CAPO IV : Contribuzioni e riscossioni 103 . Nel caso di un ’ opera di bonifica da eseguirsi per concessione , il piano finanziario da allegarsi alla domanda deve indicare anche i modi ed i termini , nei quali debbono essere corrisposti i decimi rispettivamente dovuti dalle amministrazioni provinciali , da quelle comunali o dai proprietari interessati . 104 . L ’ interesse del quattro per cento da corrispondersi dallo Stato in caso di concessione ed anticipazione sulla somma di bonifica , si intende al netto , e viene corrisposto sulla somma dei sei decimi dell ’ importo dei lavori , posti a carico , a decorrere dal collaudo generale o parziale dei lavori stessi e dei pagamenti effettivamente fatti . La somma erogata dev ’ essere comprovata con la produzione degli atti di collaudo generale o parziale , in base ai quali sono stati fatti i pagamenti , e con la produzione di una dichiarazione dell ’ appaltatore circa le somme effettivamente ricevute . Le somme pagate per questo titolo sono rimborsate al tesoro dalla Cassa dei depositi e prestiti sul conto corrente speciale , e con le modalità di cui agli articoli precedenti . 105 . Il Ministero dei lavori pubblici raccoglie gli elementi necessari per determinare le quote provvisorie dovute dai proprietari per contributi in base all ’ art . 39 del testo unico della legge 22 marzo 1900 , n . 195 , e ne stabilisce il riparto di concerto col Ministero del tesoro , al quale spetta di provvedere alla riscossione delle quote medesime . 106 . Qualora , durante il periodo di riscossione delle quote provvisorie di cui all ’ articolo precedente , andasse in vigore nelle singole Provincie interessate il nuovo catasto stabilito dalle leggi lo marzo 1886 , n . 3682 , e 21 gennaio 1897 , n . 23 , sarà rinnovata , con effetto dalla decorernza del nuovo catasto , la ripartizione provvisoria con le stesse norme della prima ripartizione . 107 . Accertato il compimento di una bonificazione o di uno dei bacini nei quali , a sensi degli artt . 8 e 50 del testo unico della legge 22 marzo 1900 , n . 195 , sia diviso l ’ intero perimetro di essa , il Ministero dei lavori pubblici notifica , per mezzo dei prefetti , alle Provincie ed ai Comuni interessati nella bonificazione , nonché al consorzio costituito per la manutenzione della medesima le variazioni in aumento o in diminuzione , che , in seguito alla finale liquidazione della spesa effettivamente occorsa , siano venute a verificarsi nell ’ ammontare del contributo che , ai termini del primo comma dell ’ art . 6 della legge surriferita , le Provincie , i Comuni e i possessori dei fondi compresi nel perimetro della bonificazione , sono tenuti a versare allo Stato , o , in sua vece , al concessionario che l ’ abbia eseguita . Uguale comunicazione è fatta contemporaneamente al Ministero del tesoro per le conseguenti variazioni circa le riscossioni , fermo il periodo prestabilito per il saldo . 108 . Sono soggetti alle disposizioni del presente titolo i consorzi per le bonificazioni di prima categoria , quelli obbligatori per le bonificazioni di seconda categoria , e quelli fra i consorzi volontari che abbiano adempiuto al disposto dell ’ art . 19 del testo unico della legge 22 marzo 1900 , n . 195 , e presentino al Ministero delle finanze , per mezzo del prefetto , la dichiarazione di voler riscuotere le loro contribuzioni con le forme e coi privilegi dell ’ imposta fondiaria , ai termini dell ’ art . 55 della legge medesima . In seguito a questa dichiarazione , e previo accertamento della loro regolare costituzione , viene riconosciuta , sopra proposta del Ministero delle finanze e mediante r . decreto ai consorzi volontari anzidetti , la facoltà di riscuotere le loro contribuzioni con le forme e coi privilegi dell ’ imposta fondiaria . Le disposizioni del presente titolo , concernenti la deputazione amministrativa , s ’ intendono applicabili a quegli organi dei consorzi volontari che , sotto qualunque denominazione , abbiano l ’ incarico dell ’ ordinaria amministrazione . 109 . La Deputazione amministrativa ha l ’ obbligo di tenere un registi o delle proprietà soggette a contribuzione diviso in tante sezioni quanti sono i Comuni in cui le proprietà sono situate e con ciascuna sezione suddivisa in due parti l ’ una riguardante i terreni l ’ altra i fabbricati . Ciascuna proprietà dev ’ essere registrata col nome cognome e paternità del rispettivo possessore con l ’ indicazione della sua superficie dei suoi numeri censuari e di ogni altro dato necessario per una perfetta indicazione . Devono pure essere registrati per ciascun numero censuario dei terreni e così pure di ciascun fabbricato , l ’ estimo o rendita imponibile giusta i catasti governativi . La Deputazione amministrativa deve annotare nel suddetto registro catastale tutte le mutazioni che le vengono denunziate . Essa deve inoltre , prima di addivenire alla formazione annuale dei ruoli per le contribuzioni consorziali esaminare i libri catastali tenuti dagli uffici del censo ed anno tare nel registro anzidetto tutte le mutazioni di proprietà che da essi risultino . Nei consorzi per le bonificazioni di seconda categoria la Deputazione amministrativa deve introdurre le mutazioni sopra indicate nell ’ elenco delle proprietà interessate che fa parte del progetto di massima se tuttasi di consorzi obbligatori od in quello indicato nell ’ art . 61 del presente regolamento , se si tratta di consorzi volontari . 110 . Gli uffici del catasto debbono fornire tutte le notizie e gli elementi da essi posseduti che siano necessari per la formazione e conservazione degli elenchi delle proprietà interessate e dei registri catastali dei consorzi e per la compilazione dei ruoli delle contribuzioni mediante il solo rimborso delle spese effettive per tale scopo incontrate . 111 . I ruoli annuali delle contribuzioni consorziali sono formati distintamente per ogni Comune e con la firma della Deputazione amministrativa o del suo presidente vengono trasmessi al prefetto che li rende esecutivi dopo averne riconosciute la regolarità e la corrispondenza col bilancio preventivo consorziale regolarmente approvato . Essi sono quindi pubblicati in tutti ì Comuni per la parte che a ciascun Comune si riferisce nei modi e nei termini stabiliti per ì ruoli delle imposte dirette e sono consegnati ali esattore del consorzio entro i primi quindici giorni del mese di gennaio di ciascun anno . 112 Entro tre mesi dalla pubblicazione dei ruoli ogni interessato può ricorrere alla deputazione amministrativa per far rettificare gli errori materiali occorsi nella loro formazione se il ricorso non sospende la riscossione de contribuzioni , ma dà diritto al rimborso quanto sia stato indebitamente pagato , Contro le decisioni della deputazione amministrativa è ammesso il reclamo alla Giunta provinciale amministrativa . 113 . La riscossione delle contribuzioni consorziali è fatta da un esattore speciale del consorzio o dagli esattori delle imposte dirette , secondo che sia determinato dalla deputazione amministrativa . 114 . Quando si voglia affidare la riscossione agli esattori delle imposte dirette , deputazione amministrativa deve darne partecipazione ai prefetti delle provincie in cui sono situate le proprietà soggette a contribuzione , fornendo loro tutti i dati e gli elementi di cui deve essere tenuto conto nel procedimento relativo all ’ appalto delle esattorie . Tale partecipazione dev ’ essere data in tempo utile , perché nella nomina degli esattori delle imposte possa loro farsi obbligo di riscuotere anche le contribuzioni consorziali . L ’ incarico di questa riscossione , dura per tutto il tempo a cui si estende la nomina dei detti esattori , e l ’ aggio è nella misura stessa stabilita per l ’ esazione delle imposte dirette . 115 . L ’ esattore speciale è retribuito ad aggio , e risponde a suo rischio e pericolo del non riscosso per riscosso . 116 . Il modo di nomina dell ’ esattore speciale , quando non sia già stabilito dallo statuto , è determinato dalla deputazione amministrativa , la quale fissa pure la misura dell ’ aggio , la durata e le altre condizioni del contratto . 117 . La nomina dell ’ esattore speciale ed il relativo contratto sono sottoposti all ’ approvazione del prefetto . 118 . L ’ esattore speciale o uno degli esattori delle imposte dirette , ai quali sia affidata la riscossione delle contribuzioni consorziali , può essere pure incaricato dell ’ ufficio di cassiere del consorzio . 119 . La nomina dell ’ esattore speciale deve essere fatta non più tardi della fine di ottobre dell ’ anno antecedente a quello in cui deve incominciare la riscossione delle contribuzioni , o dell ’ anno in cui scadono dall ’ ufficio l ’ esattore o gli esattori in funzione . 120 . Se la deputazione amministrativa non provvede per la riscossione delle contribuzioni consorziali ai sensi dei precedenti articoli 113 e 114 , il prefetto nomina d ’ ufficio l ’ esattore speciale , ovvero affida , quando sia possibile , la riscossione delle contribuzioni consorziali all ’ esattore od agli esattori delle imposte dirette , provvedendo anche , ove ne sia il caso , al regolare andamento del servizio di cassa . 121 . L ’ esattore speciale , prima che la sua nomina sia sottoposta all ’ approvazione del prefetto , deve dichiarare se la accetta , e garantire la sua accettazione con un deposito in danaro o di rendita consolidata per la somma stabilita nel capitolato . Il consorzio non è obbligato verso l ’ esattore , se non quando la nomina sia divenuta definitiva mediante l ’ approvazione del prefetto . 122 . L ’ esattore speciale , prima di assumere l ’ ufficio , e al più tardi entro un mese dalla nomina , presta una cauzione mediante vincolo di rendita consolidata dello Stato , ovvero con deposito di rendita della stessa specie o di numerario presso la Cassa dei depositi e prestiti , per una somma corrispondente all ’ ammontare di una rata delle contribuzioni consorziali . Quando l ’ esattore speciale è anche incaricato del servizio di cassa , deve prestare un ’ altra cauzione nella misura determinata dallo statuto del consorzio . La rendita pubblica è valutata al corso del semestre anteriore a quello in cui la cauzione viene prestata , ed è computata solamente per nove decimi del detto valore . 123 . Se l ’ esattore speciale non presta la cauzione nella misura ed entro il termine stabilito , esso decade di pieno diritto dalla nomina , perde il deposito effettuato ai termini dell ’ art . 21 del presente regolamento e risponde di ogni danno e spesa . 124 . Nel caso che , durante il contratto per l ’ esattoria , la rendita data in cauzione diminuisca di valore o la cauzione venga per qualunque causa a mancare in tutto od in parte , ovvero l ’ ammontare delle contribuzioni annuali aumenti in modo che la cauzione più non corrisponda ad una rata di esse , l ’ esattore deve reintegrarla o completarla entro il termine indicato nell ’ invito che gli viene all ’ uopo indirizzato . Questo termine non può essere maggiore di un mese , a decorrere dal giorno in cui è stato notificato . Se l ’ esattore lascia trascorrere il termine senza reintegrare o completare la sua cauzione , la deputazione amministrativa promuove dal prefetto la dichiarazione di decadenza dell ’ esattore e la nomina , in via provvisoria , di un sorvegliante da retribuirsi a carico dell ’ esattore medesimo . Se la deputazione amministrativa indugia a promuovere questi provvedimenti , il prefetto può prenderli d ’ ufficio . 125 . Le contribuzioni consorziali sono pagate annualmente , in una o più rate , secondo che sia stabilito nello statuto del consorzio , nel quale deve essere pure determinata la scadenza di ciascuna rata . Può però lo statuto disporre che la determinazione delle rate e scadenze sia fatta dall ’ assemblea o dal Consiglio dei delegati . 126 . L ’ esattore del consorzio deve , entro dodici giorni dalla scadenza di ciascuna rata , tenere a disposizione del consorzio medesimo , o versare al cassiere consorziale , se egli non riveste anche tale qualità , l ’ intero ammontare della rata consorziale scaduta . In caso di ritardo del versamento anzidetto , ovvero nel pagamento dei mandati spediti dall ’ amministrazione consorziale , l ’ esattore incorre a favore del consorzio nella multa di centesimi quattro per ogni lira non versata o non pagata . 127 . Nel caso di esecuzione a carico dell ’ esattore , se la cauzione è costituita da deposito in numerario , il prefetto autorizza la Cassa depositaria a pagare al consorzio , o a chi per esso , la somma di cui sia creditore . 128 . Nel caso che si proceda contro l ’ esattore ad atti esecutivi per debiti , quando esso non esegua i versamenti alle scadenze fissate , o abbia commessi abusi nell ’ esercizio delle sue funzioni , la deputazione amministrativa del consorzio ne riferisce al prefetto per i provvedimenti di sua competenza , al termine dell ’ articolo 95 della legge 20 aprile 1871 , n . 192 . In tutto ciò che non sia altrimenti disciplinato dal presente regolamento , la formazione e la conservazione del registro catastale dell ’ imposizione , la ripartizione e la riscossione delle contribuzioni consorziali prendono norma dalle leggi e dai regolamenti in vigore sull ’ imposta fondiaria . 130 . Quando il consorzio domandi un mutuo o sia debitore verso la Cassa dei depositi e prestiti , le scadenze per il pagamento delle contribuzioni consorziali devono essere eguali a quelle delle imposte sui terreni e sui fabbricati , e , salvo il caso che il territorio consorziale sia compreso nei limiti di un sol Comune , è obbligatoria la nomina di un esattore speciale unico . Nel caso che la deputazione amministrativa ritardi a nominarlo , si provvede ai termini dell ’ art . 120 del presente regolamento . 131 . Avvenuta la consegna della bonificazione al consorzio di manutenzione , la ulteriore riscossione del contributo dovuto dai proprietari per la esecuzione della bonifica vien fatta , ove non sia altrimenti disposto , dall ’ esattore del consorzio stesso , con i modi , tempi e con l ’ aggio stabiliti per la riscossione della tassa di manutenzione . Salvo pattuizioni speciali , l ’ esattore versa , entro 12 giorni dalla scadenza di ciascuna rata , l ’ ammontare delle somme riscosse per detto titolo alla sezione di tesoreria provinciale , se creditore del contributo sia allo Stato per aver eseguito direttamente la bonifica , o altrimenti al concessionario . I prefetti non approvano i provvedimenti ed i contratti relativi alla nomina dell ’ esattore speciale , se non contengono l ’ obbligo per l ’ esattore di riscuotere , insieme alle tasse consorziali ed alle stesse condizioni le somme relative al detto contributo , e di eseguire il versamento alle epoche stabilite . 132.-160 . ( ) . TITOLO VII Disposizioni varie 161 . Quando si provvede all ’ esecuzione delle opere di bonifica mediante licitazione privata , giusta l ’ art . 62 del testo unico della L . 22 marzo 1900 , n . 195 , l ’ amministrazione appaltante stabilisce nel capitolato speciale , che l ’ aggiudicazione ha luogo in base ad una scheda segreta , nella quale oltre al minimo , deve essere indicato anche il massimo del ribasso che i concorrenti possono offrire . 162 . I contratti attualmente in corso per fitto d ’ erbe , di pesca o di altro nei comprensori delle bonificazioni da eseguire a norma del testo unico della L . 22 marzo 1900 , n . 195 , da chiunque stipulati , cessano , di diritto . alle loro scadenze naturali od alla scadenza delle proroghe convenute o tacite in corso al giorno in cui è entrato in vigore il presente regolamento . Nei nuovi contratti si deve sempre apporre , e s ’ intende in ogni caso apposta , la condizione che il contratto cessa di pieno diritto : a ) nel giorno in cui abbia luogo la consegna dei lavori all ’ appaltatore a cui sia stata affidata la riscossione delle rendite , a norma dell ’ art . 12 , lett . b ) , quando all ’ esecuzione della bonifica provvede lo Stato direttamente ; b ) nel giorno in cui venga emanato il decreto di concessione , quando all ’ esecuzione della bonifica si provvede per concessione ; da tale giorno le rendite spettano al concessionario agli effetti dell ’ articolo 14 del testo unico della L . 22 marzo 1900 , n . 195 . 164 . Le disposizioni del presente regolamento relative alla determinazione del perimetro , al progetto economico di esecuzione ed alla riscossione dei contributi valgono per il riparto di quelle spese che , ai termini del testo della L . 22 marzo 1900 , n . 195 , e della L . 7 luglio 1902 , n . 333 , debbono essere a carico complessivo dello Stato , della Provincia e del Comune di Roma e dei proprietari interessati per le bonifiche dell ’ agro romano . Per la manutenzione delle opere tutte nell ’ agro romano si applicano le norme del titolo II . capo IV , del presente regolamento . 166 . Delle cave di prestito lungo le ferrovie e le strade ordinarie nell ’ agro romano , il Ministero fa compilare gli elenchi dall ’ Ufficio del Genio civile . In base agli elenchi il prefetto emette le ordinanze e le notifica ai proprietari dei fondi , nei quali sono poste le cave , prefiggendo il termine necessario per l ’ esecuzione dei lavori di prosciugamento . Quando è stata presentata la domanda di sussidio giusta l ’ art . 3 , capoverso ultimo , della L . 7 luglio 1902 , il termine decorre dalla relativa decisione del Ministero , e il sussidio accordato viene corrisposto in base a certificato del Genio civile che attesta il completo prosciugamento della cave mediante colmata o canalizzazione . Decorso infruttuosamente il termine stabilito per l ’ esecuzione dei lavori , il prefetto può provvedere d ’ ufficio . 167 . Per la ripartizione delle spese di bonifica del territorio non demaniale delle Maremme toscane e di quelli adiacenti al lago Salpi a norma dell ’ art . 4 della legge 7 luglio 1902 , n . 333 , valgono le disposizioni del presente regolamento . I perimetri di bonifica determinati anteriormente al testo unico della L . 22 marzo 1900 , n . 195 , ed al presente regolamento sono mantenuti . 168 . I consorzi di bonifica esistenti sono conservati ; ma nel termine perentorio di un anno dalla pubblicazione del decreto di approvazione del presente regolamento debbono uniformare il loro statuto alle disposizioni del regolamento stesso . Trascorso il termine , provvede il Ministero . In ogni caso , le modificazioni debbono essere approvate ai termini dell ’ art . 28 e seguenti . 170 . Nei casi di cui all ’ art . 93 del testo unico della L . 22 marzo 1900 , n . 195 , i consorzi di esecuzione debbono uniformarsi alle disposizioni del presente regolamento , a norma dell ’ articolo precedente , solo in quanto sieno compatibili con quelle delle L . 25 giugno 1882 , n . 869 , 6 agosto 1893 , n . 463 , e dei rispettivi atti di concessione .
ProsaGiuridica ,
CAPO I : DISPOSIZIONI GENERALI 1 . Lo Stato esercita direttamente , per mezzo di un ' amministrazione autonoma , le ferrovie da esso costruite o riscattate e quelle concesse all ' industria privata che , per effetto di leggi precedenti , esso deve esercitare o di cui avvenga a scadere la concessione ; nonché la navigazione attraverso lo Stretto di Messina . L ' amministrazione delle ferrovie dello Stato è autorizzata : a ) a continuare l ' esercizio delle linee Roma - Viterbo , Varese - Porto Ceresio , concesse alla società italiana per le strade ferrate del Mediterraneo , e della linea Cerignola stazione - Cerignola città , concessa al comune di Cerignola ; b ) a continuare l ' esercizio delle linee concesse alla società delle ferrovie secondarie romane ; c ) ad assumere l ' esercizio delle linee Alessandria - Ovada , Desenzano - Lago di Garda e Livorno - Vada , ai sensi e per gli effetti delle rispettive convenzioni approvate con i RR.DD . 23 aprile 1903 , n . 186 , 23 aprile 1903 , n . 211 , e 8 settembre 1904 , n . 566; d ) a cedere l ' esercizio della linea Brescia - Iseo alla società concessionaria della ferrovia Iseo - Edolo . I relativi accordi e contratti , quando non formino oggetto di precedenti convenzioni autorizzate per legge , saranno approvati sentito il consiglio di Stato , con decreto reale , che sarà presentato al Parlamento per essere convertito in legge . 2 . L ' assunzione dell ' esercizio di altre ferrovie da parte dello Stato , che avvenga per decadenza di una concessione o di una convenzione di esercizio a termini di legge o di contratto , è autorizzata con decreto reale . Il decreto reale è proposto dal ministro dei lavori pubblici d ' accordo col ministro del tesoro , previa deliberazione del consiglio dei ministri , e presentato al Parlamento per essere convertito in legge . Negli altri casi , l ' assunzione dell ' esercizio da parte dello Stato , o la proroga dell ' esercizio privato , se dipendente da concessione o convenzione , è autorizzata con legge speciale . Ove però il riscatto di una linea sia soggetto a diffida , il Governo presenterà in tempo utile al Parlamento le proposte pel riscatto stesso . In ogni caso l ' efficacia della diffida è subordinata , nell ' interesse dello Stato , all ' approvazione del Parlamento . Nel caso in cui il Governo non ritenesse conveniente il riscatto , dovrà darne in tempo utile comunicazione al Parlamento . 3 . L ' amministrazione autonoma delle ferrovie dello Stato , sotto l ' alta direzione e la responsabilità del ministro dei lavori pubblici , ha la diretta gestione dì tutti gli affari che si riferiscono all ' esercizio della rete ferroviaria e del servizio di navigazione indicati nei precedenti articoli . e , nello svolgimento di queste sue funzioni , impegna il bilancio dell ' azienda . Il ministro dei lavori pubblici e , per la parte che lo riguarda , il ministro del tesoro , mediante ispezioni , si accerteranno della regolarità dei servizi e della gestione . Le norme per tali ispezioni sono stabilite con regolamento da applicarsi per decreto reale su proposta dei ministri dei lavori pubblici e del tesoro , sentiti il consiglio di Stato ed il consiglio dei ministri . CAPO II : ORGANI DELL ' AMMINISTRAZIONE 4-6 . ( Abrogati ) . 7 . La direzione generale , oltreché dai servizi dell ' esercizio , movimento , trazione , veicoli , lavori , è costituita da servizi centrali e da unità speciali , il cui numero è determinato per decreto reale , previo parere del Consiglio d ' amministrazione . I capi dei servizi dell ' esercizio e qualcuno dei capi dei servizi centrali aventi speciale importanza potranno avere il grado di capo servizio principale . La direzione generale ha sede in Roma . Però taluni servizi ed uffici dipendenti e talune unità possono risiedere in altre città del Regno . 8 . Il direttore generale , su conforme deliberazione del consiglio di amministrazione , propone al ministro dei lavori pubblici : a ) il progetto del bilancio di previsione dell ' azienda , le successive variazioni ed il conto consuntivo ; b ) la proposta di prelevamento di somme dal fondo di riserva per spese impreviste di cui all ' art . 24; c ) i provvedimenti e le proposte concernenti modificazioni alle condizioni dei trasporti e alle tariffe ; d ) i progetti dei lavori per i quali occorre la dichiarazione di pubblica utilità a sensi dell ' art . 76 . 9-10 . ( Abrogati ) 11 . Le linee esercitate dall ' amministrazione delle ferrovie dello Stato sono ripartite in dodici circoscrizioni compartimentali . Gli uffici compartimentali alla dipendenza dei servizi dell ' esercizio hanno sede a Torino , Milano , Bologna , Venezia , Genova , Firenze , Roma , Ancona , Napoli , Bari , Reggio Calabria , Palermo . I limiti delle circoscrizioni compartimentali sono approvati con decreto reale , previo parere del Consiglio d ' amministrazione . È però in facoltà del Consigliere d ' amministrazione di stabilire , ove lo richiedano bisogni di servizio , che la giurisdizione di un ufficio compartimentale dell ' esercizio possa estendersi eccezionalmente a linee e tratti di linee appartenenti ad un compartimento vicino ; e pel servizio veicoli anche ad interi compartimenti vicini . Il numero delle circoscrizioni compartimentali e le sedi degli uffici compartimentali di cui al primo comma del presente articolo , possono essere modificati con decreto reale da presentarsi al Parlamento per essere convertito in legge . Alla dipendenza dei rispettivi uffici compartimentali di esercizio possono essere istituite sezioni staccate pel servizio lavori . Il numero , la sede e la circoscrizione delle sezioni saranno stabiliti dal Consiglio d ' amministrazione . Il Consiglio provvederà pure a determinare il numero e la dipendenza degli uffici preposti alle officine . 12 . Gli uffici compartimentali dell ' esercizio costituiscono il compartimento . I capi degli uffici compartimentali dell ' esercizio formano il Comitato di esercizio , presieduto dal capo compartimento . Il capo compartimento è all ' immediata dipendenza del direttore generale . I capi compartimento saranno di primo e di secondo grado , iscritti rispettivamente ai nn . 1 e 2 della tabella organica approvata con R.D. 22 luglio 1906 , n . 417 . Il capo compartimento rappresenta il direttore generale , vigila sull ' andamento del servizio , coordina le iniziative e l ' azione degli uffici compartimentali , ed esercita personalmente , od a mezzo del Comitato , determinate facoltà . Egli esercita anche funzioni di consulenza sui progetti dei lavori più importanti e disimpegna altri incarichi che gli siano affidati dal direttore generale . Le attribuzioni e facoltà del capo compartimento e del Comitato di esercizio sono approvate con decreto reale , previo parere del Consiglio di amministrazione . In casi eccezionali il direttore generale può temporaneamente porre gli uffici compartimentali alla diretta dipendenza del capo compartimento . Il capo compartimento , salvo il disposto della lettera c ) dell ' art . 10 della presente legge e dell ' art . 872 del Codice di commercio , rappresenta l ' Amministrazione nelle cause di competenza delle magistrature giudiziarie ed amministrative residenti nel territorio a tal fine assegnato a ciascun compartimento dal decreto reale di cui all ' art . 11 , e conserva la rappresentanza anche se in corso di lite la causa sia portata a cognizione di magistratura residente in altro compartimento ; fermo peraltro il disposto della lettera c ) dell ' art . 10 per le cause ivi contemplate ( 5 ) . 13 . Salvo quanto è stabilito nell ' art . 57 , il ministro dei lavori pubblici può , o di ufficio o su ricorso , con decreto motivato , dichiarare l ' illegittimità di ogni atto o provvedimento della amministrazione , che sia contrario alle leggi e ai regolamenti . Per gravi motivi il ministro dei lavori pubblici può , inoltre , sospendere momentaneamente e quindi , con decreto motivato e in seguito a deliberazione del consiglio dei ministri , negare l ' esecutorietà alle deliberazioni del consiglio dì amministrazione o ai provvedimenti della direzione generale . Il ministro , prima di emanare anche il provvedimento di sospensione , se la urgenza assoluta non glielo impedisca , e in ogni caso prima della deliberazione del consiglio dei ministri , deve sentire le osservazioni della amministrazione . Il decreto del ministro dovrà essere , senza ritardo , comunicato all ' amministrazione . 14 . Senza pregiudizio delle responsabilità sancite dalle leggi vigenti i consiglieri di amministrazione e il direttore generale sono responsabili verso lo Stato delle perdite e dei danni recati allo Stato , o ai terzi , verso i quali lo Stato debba rispondere , per il fatto di violazione di legge o di decreti , o di negligenza grave , o di abuso dei quali si siano resi colpevoli nell ' esercizio delle loro rispettive attribuzioni . Sono esenti da responsabilità quei componenti del consiglio di amministrazione che , per legittimi motivi , non abbiano preso parte alle deliberazioni o abbiano fatto nel verbale constare in tempo del loro motivato dissenso , o dei richiami e proposte fatte per evitare il danno . Tutti gli anzidetti funzionari sono soggetti alla giurisdizione della corte dei conti , a termini degli artt . 66 e 69 della vigente legge sulla contabilità generale dello Stato , per l ’ accertamento e la liquidazione delle responsabilità in cui fossero incorsi . CAPO III : BILANCI E CONTROLLI 15 . Il bilancio preventivo delle entrate e delle spese è presentato all ' approvazione del Parlamento in allegato allo stato di previsione della spesa del Ministero dei lavori pubblici . Il conto consuntivo , con la relativa deliberazione della corte dei conti , è allegato in appendice al rendiconto generale dello Stato e conterrà ogni triennio , anche la dimostrazione sintetica dei prodotti lordi per linea . 16 . L ' amministrazione delle ferrovie dello Stato provvede alle spese , prelevando le occorrenti somme dai prodotti . 17 . È assegnato alla amministrazione delle ferrovie dello Stato un fondo di dotazione di magazzino , in scorte di materiali e di oggetti di consumo , da determinarsi ogni anno con la legge di bilancio . Tale fondo ha gestione propria e il suo rendiconto va allegato al consuntivo di cui all ' art . 15 con le norme che verranno stabilite dal regolamento . 18 . Le entrate si dividono in ordinarie e straordinarie . Si inscrivono fra le entrate ordinarie : i prodotti del traffico ; i proventi dell ' uso delle proprietà immobiliari , e quelli dell ' uso e della vendita di materiali provenienti dall ' armamento , dai rotabili e dai lavori in conto esercizio ; i rimborsi e concorsi di società concessionarie di ferrovie , di altre amministrazioni pubbliche e di terzi nelle spese per lavori di riparazione e ripristino , o per altre prestazioni ; i noli attivi di materiale rotabile e qualunque altro introito riguardante lo esercizio . Si inscrivono fra le entrate straordinarie : le somme fornite dal tesoro per spese straordinarie contemplate nell ' art . 22; i rimborsi e concorsi di società concessionarie di ferrovie , di altre amministrazioni pubbliche e di terzi per lavori e provviste in aumento del patrimonio ferroviario ; il ricavo della vendita di beni immobili e di materiali di disfacimento pertinenti al patrimonio ferroviario ed a servizi di navigazione . 19 . Le spese si dividono in ordinarie di esercizio , complementari , accessorie e straordinarie . Si inscrivono nella parte ordinarie del bilancio le spese ordinarie , complementari , accessorie . Si inscrivono nella parte straordinarie le spese straordinarie . 20 . Sono spese ordinarie di esercizio quelle di personale , combustibili , manutenzione ordinaria della ferrovia e sue dipendenze , manutenzione del materiale rotabile di esercizio ed in genere tutte le spese riguardanti l ' esercizio ferroviario propriamente detto . Per la manutenzione ordinaria della ferrovia e sue dipendenze verrà stanziata in bilancio una somma in misura non minore di lire 1000 per ogni chilometro di strada esercitata . Per la manutenzione e le riparazioni del materiale rotabile verrà stanziata in bilancio una somma in misura non inferiore al 9 per cento dei prodotti del traffico . Sono spese complementari di esercizio quelle : a ) di manutenzione straordinaria , occorrenti per riparare e prevenire danni di forza maggiore alle linee e loro dipendenze , per le quali verrà stanziata in bilancio una somma non minore di lire 270 per ogni chilometro di strada esercitata ; b ) pel rinnovamento e rifacimento in acciaio della parte metallica dell ' armamento , per cui verrà stanziata in bilancio una somma non minore di lire 2-10 per ogni chilometro di strada esercitata , oltre ad una somma non minore dello 0,80% dei prodotti del traffico ; c ) pel rinnovamento del materiale rotabile , per cui verrà stanziata in bilancio una somma non inferiore al 2,50 per cento dei prodotti del traffico ; d ) per migliorie ed aumenti di carattere patrimoniale alle linee e loro dipendenze e al materiale rotabile , per cui verrà stanziata nella parte ordinaria del bilancio una somma pari al 2 per cento dei prodotti del traffico , ed inscritta in entrata nella parte straordinaria del bilancio per essere erogata nelle spese di cui all ' art . 21 . Lo stanziamento della predetta somma verrà fatto solo quando il fabbisogno delle spese a carico della parte straordinaria del bilancio , di cui allo stesso art . 21 , in ragione del quintuplo dell ' aumento di prodotto che si prevede rispetto a quello verificatosi nell ' anno precedente , sia inferiore a lire 25 milioni . I ricavi dei materiali fuori uso e di demolizione , provenienti dalla manutenzione ordinaria e straordinaria delle linee e del rinnovamento dell ' armamento e dei rotabili , formeranno oggetto di appositi capitoli e articoli dell ' entrata ed il loro importo sarà aggiunto agli stanziamenti di spesa corrispondenti ai suddetti titoli . La parte non erogata degli stanziamenti in bilancio per la manutenzione ordinaria delle linee e del materiale e di quelli per le spese complementari di cui alle lettere a ) , b ) , c ) e d ) , sarà , alla chiusura dell ' anno finanziario , mantenuta tra i residui passivi . Le spese accessorie comprendono : e ) interessi sull ' importo del materiale rotabile e di esercizio consegnato alla Amministrazione dal 1° luglio 1905 e di quello successivamente acquistato , in quanto abbia dato luogo a creazione di debiti dopo la L . 22 aprile 1905 , n . 137; f ) interessi sull ' importo degli approvvigionamenti consegnati all ' Amministrazione dal 1° luglio 1905 e sulle somme fornite dal tesoro pel completamento del fondo di dotazione di magazzino , di cui all ' art . 17 della presente legge , in quanto abbiano dato luogo a creazione di debiti dopo la L . 22 aprile 1905 , n . 137; g ) interessi e ammortamento delle somme erogate per gli aumenti patrimoniali di cui alte lettere b ) ed e ) dell ' art . 21; h ) la somma assegnata al fondo di riserva , a norma dell ' art . 24; i ) le quote di ammortamento delle somme pagate dal tesoro per liquidare la gestione 1885-1905 e le somme anticipate per le spese accessorie di cui ad e ) e f ) del presente articolo , le quali dovessero gravare sul bilancio delle ferrovie ; l ) interessi ed ammortamento delle somme fornite per la costruzione e l ' acquisto del materiale di navigazione , di cui all ' art . 20 della L . 5 aprile 1908 , n . 111; m ) le spese per noleggi temporanei di materiale rotabile ; n ) il contributo per le spese della Corte dei conti , di cui all ' art . 2 della L . 9 luglio 1905 , n . 361 . 21 . Le spese straordinarie comprendono : a ) quelle per lavori , forniture , trasporti , valutazioni , consegne , ed altre , occorrenti pel primo impianto della nuova amministrazione ; b ) quelle per la continuazione e il saldo dei lavori e delle forniture in corso al 1° luglio 1905 sulle linee assunte in esercizio dallo Stato a tale giorno , e quelle per la continuazione e il saldo dei lavori e delle forniture sulle linee ex meridionali , e sulle linee Vicenza - Schio , Vicenza - Treviso , e Padova - Bassano , assunte in esercizio dallo Stato col 1° luglio 1906 , in quanto competano allo Stato stesso in dipendenza delle rispettive convenzioni ; c ) quelle occorrenti per reintegrare l ' amministrazione delle ferrovie dello Stato della deficienza di manutenzione delle linee e del materiale rotabile al 30 giugno 1905; d ) quelle per forniture di nuovo materiale rotabile e di esercizio , anche per servizi di navigazione , sia per riparare alla deficiente dotazione , sia per sostituire il materiale noleggiato e per soddisfare ai maggiori bisogni dipendenti dagli aumenti di traffico , e quelle per miglioramenti al materiale che ne aumentino il valore , anche in occasione dei rinnovamenti di cui al secondo comma dell ' articolo 20; e ) quelle per provviste , in aumento del patrimonio , di materiale fisso e di materiale metallico di armamento , occorrenti per impianto di nuovi binari , nonché le spese per miglioramenti sulle linee e all ' armamento anche in occasione dei rinnovamenti di cui allo stesso secondo comma dell ' art . 20; per nuovi impianti , e per l ' ampliamento di quelli esistenti ; per nuovi impianti di trazione elettrica e simili , a cui non si provveda con la somma a carico della parte ordinaria del bilancio per le migliorie , a termini del detto comma dell ' art . 20 . 22 . Per ogni esercizio finanziario il ministro del tesoro , su proposta del ministro dei lavori pubblici , fornisce alla amministrazione delle ferrovie dello Stato , che le iscrive nelle entrate straordinarie del bilancio le somme occorrenti per le spese indicate allo art . 21 . Per le spese straordinarie di cui all ' articolo 21 e in aumento dei fondi stanziati con le LL . 22 aprile 1905 , n . 137 , 19 aprile 1906 , n . 127 , e 23 dicembre 1906 , n . 638 , l ' amministrazione stessa è autorizzata ad assumere impegni , nel sessennio 1909-1910 , 1914-1915 , fino al limite dei quintuplo dell ' eccedenza raggiunta col prodotto del traffico su quello di 410 milioni di lire preso per base , salvo il disposto del seguente capoverso . Il ministro del tesoro provvederà i fondi occorrenti per i pagamenti relativi ai detti impegni , entro il limite massimo annuale , di cui all ' art . 2 della L . 24 dicembre 1908 , n . 731 , nei modi indicati nell ' art . 3 della legge stessa . Con le stesse forme e in aumento ai fondi suddetti il ministro del tesoro , su proposta di quello dei lavori pubblici , sentito , secondo le rispettive competenze , il ministro delle poste e dei telegrafi o quello dell ' interno , è autorizzato a fornire nel sessennio , all ' Amministrazione delle ferrovie dello Stato , che la iscrive nelle entrate straordinarie del bilancio , la somma di lire 10 milioni , per l ' acquisto di nuovo materiale rotabile da destinarsi ai trasporti in servizio del Ministero delle poste e dei telegrafi e di quello dello interno , salvo , da parte di questi ultimi , la corresponsione all ' Amministrazione delle ferrovie dello Stato di canoni per l ' uso del detto materiale . 23 . Nel progetto di bilancio preventivo si inscrivono in una colonna gli stanziamenti proposti dal direttore generale e deliberati dal consiglio di amministrazione e in un ' altra colonna le eventuali variazioni che il ministro dei lavori pubblici ritenesse opportuno apportarvi , con le relative note giustificative dei corrispondenti capitoli . Nuovi stanziamenti o aumenti di quelli proposti al Parlamento non possono essere approvati che per legge speciale . 24 . È istituito un fondo di riserva per spese impreviste , dell ' importo di lire 100 milioni , destinato a somministrare le somme occorrenti per imprevisti bisogni di servizio , pei quali non siano sufficienti gli stanziamenti di bilancio e non possano proporsi in tempo le occorrenti variazioni . Sul fondo stesso possono farsi , eccezionalmente , prelevazioni anche per anticipare lo acquisto di approvvigionamenti in eccedenza all ' ordinaria rotazione , quando ne sia riconosciuta la convenienza . Le prelevazioni dal fondo e la inscrizione delle somme prelevate ai rispettivi capitoli di bilancio o ad un capitolo nuovo , sono fatte con decreti reali su proposta del Ministro per le comunicazioni di concerto con quello per le finanze . Tali decreti sono comunicati al Parlamento , insieme col conto consuntivo . Annualmente saranno stanziate in bilancio lire 20.000.000 per essere assegnate al detto fondo . Quando in un esercizio vengano eseguite prelevazioni per importo superiore a lire 20 milioni , il fondo di riserva deve essere reintegrato della eccedenza nello stesso esercizio o , al più tardi , in quello successivo . A tale reintegro si provvede con decreti reali , promossi e comunicati , come innanzi , sempre che vi si possa far luogo con aumento di entrate o diminuzione di spesa : in ogni altro caso mediante apposito stanziamento dl bilancio , da approvarsi nei modi di legge . Quando , invece , le prelevazioni non raggiungano l ' importo di lire 20.000.000 , in luogo dell ' intero stanziamento di cui al precedente comma 4° viene versato al fondo solo l ' importo corrispondente alle somme prelevate ; la differenza è destinata alle spese per il rinnovamento del materiale rotabile . Le somme di spettanza del fondo di riserva vengono versate in conto corrente infruttifero al tesoro . 25 . Al servizio di ragioneria dell ' Amministrazione delle ferrovie dello Stato è affidato il riscontro sulla regolarità dei documenti relativi alle spese e delle rispettive contabilità , il riscontro sulle entrate , sul servizio di Cassa , sulla gestione dei magazzini e depositi , sugli inventari , nonché la tenuta delle scritture delle entrate e delle spese . La revisione dei prodotti del traffico è affidata agli uffici di controllo con le norme che saranno stabilite dal regolamento e sotto la vigilanza della ragioneria . I funzionari di ragioneria e quelli di cui all ' art . 28 ordinatori delle spese sono sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti . I funzionari non compresi nel comma precedente e nell ' art . 14 e gli agenti non compresi nell ' art . 37 rispondono direttamente all ' Amministrazione dei danni ad essa arrecati per la loro colpa o negligenza e l ' Amministrazione è in facoltà di rivalersi , con le norme del regolamento , delle somme messe a loro carico mediante ritenute da praticare sui loro stipendi o paghe nei limiti consentiti dalle leggi vigenti . Quando però occorra provvedere alla esecuzione coattiva anche sugli altri beni dell ' agente ritenuto responsabile , questi è deferito al giudizio della Corte dei conti . Contro il provvedimento amministrativo di cui al quarto comma il funzionario od agente può ricorrere alla Corte dei conti nel termine di 30 giorni da quello in cui fu data comunicazione per iscritto del provvedimento stesso . 26 . La Corte dei conti vigila sulla riscossione delle entrate , fa il riscontro consuntivo delle spese delle ferrovie dello Stato , ed ha il diritto di richiedere e ricevere tutti i documenti dai quali traggono origine le spese . Le attribuzioni della Corte dei conti si esercitano per mezzo di un ufficio speciale presso la Direzione generale delle ferrovie dello Stato . II regolamento per l ' esecuzione della presente legge stabilirà le norme per il funzionamento di detto ufficio . 27 . È applicabile all ' Amministrazione delle ferrovie la legge sulla contabilità generale dello Stato in quanto non sia modificata dalle disposizioni della presente legge . Mensilmente l ' Amministrazione informa i Ministri dei lavori pubblici e del tesoro sull ' andamento degli introiti e delle spese e sulle conseguenti previsioni pei versamento dei residui prodotti al tesoro . 28 . Con norme da stabilirsi nel regolamento , sarà determinato a chi spetti la facoltà di firmare i ruoli di spese fisse , i mandati e buoni di pagamento , e saranno pure determinate le relative attribuzioni e responsabilità della ragioneria e regolate le verifiche di cassa . Il pagamento dei ruoli , dei mandati o dei buoni sarà fatto , ove occorra , dalla cassa delle sezioni , secondo i modi e le garanzie che saranno prescritte dal suddetto regolamento . Questo determinerà pure le norme necessarie per rendere facili e spedite , derogando , ove occorra , al precedente articolo , le operazioni comunque attinenti al contratto di trasporto ed i pagamenti che occorra far eseguire in via d ' urgenza . 29 . Il direttore generale , previa approvazione del Consiglio di amministrazione , può aprire crediti , mediante mandati a disposizione , ed emettere a favore dei funzionari dipendenti mandati di anticipazione per spese da farsi in economia per lavori e forniture . Tali mandati non possono eccedere la somma di lire 200.000 ed i relativi rendiconti prensili sono presentati alla ragioneria pel riscontro della Corte dei conti . 30 . Nei casi dalla legge permessi , qualunque atto che abbia per iscopo di impedire o trattenere un pagamento di somme a carico del bilancio delle ferrovie esercitate dallo Stato , deve essere notificato al direttore generale che ne dà corrispondente notizia anche all ' ufficiale incaricato del pagamento . Può peraltro il creditore fare notificazione all ' ufficiale , cassiere , o agente incaricato del pagamento , il quale ne informerà immediatamente il direttore generale . Tuttavia i vincoli d ' ogni specie sugli stipendi e sulle pensioni del personale delle ferrovie dello Stato , nei casi consentiti dalla L . 30 giugno 1908 , n . 335 , e dal presente articolo , debbono essere notificati al direttore generale , al quale altresì , in materia di cessioni , spettano le attribuzioni assegnate alla Direzione generale del tesoro dagli artt . 4 , 7 , 8 , 9 e 11 della legge medesima . La detta legge , inoltre , è applicabile al personale delle ferrovie dello Stato , con le seguenti norme e modificazioni : a ) gli agenti avventizi e quelli in prova , di cui agli artt . 2 e 15 del regolamento 22 luglio 1906 , n . 417 , e gli agenti stabili a paga giornaliera sono esonerati dalle ritenute fissate negli artt . 9 e 10 della legge , ed autorizzati alla cessione soltanto nel modo previsto dall ' art . 12 , ultimo comma ; b ) anche gli atti di cessione , fatti in conformità dell ' art . 12 , ultimo comma , debbono essere stesi per iscritto e comunicati , mediante piego raccomandato , al direttore generale delle ferrovie dello Stato ; essi hanno effetto presso l ' Amministrazione a cominciare dalla rata del mese successivo a quello dell ' avvenuta comunicazione ; c ) la determinazione della quota cedibile per tutti gli agenti indistintamente e quella delle ritenute di cui all ' art . 10 per gli agenti che vi sono soggetti , sono fatte computando insieme allo stipendio soltanto gli assegni che l ' Amministrazione abbia dichiarato formarne parte integrante . La quota cedibile degli agenti a paga giornaliera è computata sul prodotto della paga stessa , più l ' eventuale assegno giornaliero facente parte integrante della paga , moltiplicata per 360; d ) con i contributi del personale stabile ferroviario sarà costituito , come agli artt . 8 , 9 e 11 , un fondo separato di garanzia , del quale la Cassa depositi e prestiti terrà il conto corrente e la gestione , separati da quelli del fondo comune agli altri impiegati contemplati dalla legge . Le cessioni degli agenti ferroviari che , alla data di pubblicazione della presente legge , saranno state già effettuate ed approvate dalla Direzione generale del tesoro , saranno riconosciute ed osservate dall ' Amministrazione ferroviaria . Quelle in corso di attuazione saranno continuate direttamente dall ' Amministrazione ferroviaria , secondo le disposizioni del presente articolo ed in quanto possibile secondo il regolamento 24 settembre 1908 , n . 574 , finché al coordinamento ed all ' applicazione delle speciali norme riguardanti gli agenti ferroviari non sarà provveduto con altro apposito regolamento . Le ritenute di cui agli artt . 9 e 10 non ancora applicate , o applicate in misura diversa da quella che sarà definitivamente stabilita dall ' apposito regolamento , saranno effettuate o rettificate dopo la sua pubblicazione , ma con decorrenza dal 28 ottobre 1908 . Alle operazioni necessarie per lo stralcio ed il versamento nel fondo separato di garanzia delle ritenute già effettuate , ed a quanto altro occorra per la separazione ed il trapasso delle relative gestioni , sarà provveduto , subito dopo la pubblicazione della presente legge , mediante accordi da prendersi fra le Amministrazioni del tesoro , delle ferrovie dello Stato e della Cassa dei depositi e prestiti . 31 . Ai contratti da stipularsi coll ' Amministrazione delle ferrovie dello Stato , ed ai progetti da essa compilati , non sono applicabili le disposizioni degli artt . 322 , 337 e 362 della L . 20 marzo 1865 , n . 2248 , all . F , e relative modificazioni di cui alla L . 15 giugno 1893 , n . 294 . Ai contratti stessi , dai quali derivino entrate o spese per l ' azienda delle ferrovie dello Stato , sono applicabili le disposizioni della legge di contabilità generale dello Stato , salvo quelle degli artt . 9 , 10 , 12 , 14 , 15 e 16 della legge medesima . Il regolamento stabilirà quali contratti saranno da stipularsi in forma pubblica amministrativa . Tuttavia è ammessa per qualsiasi importo la licitazione privata , ogni qualvolta l ' interesse dell ' Amministrazione consigli di non applicare il sistema dell ' asta pubblica . È ammessa la trattativa privata : a ) con approvazione del direttore generale nei casi di contrattazione di importo non superiore a L . 200.000 , anche se ripartite in più anni ; b ) con deliberazione motivata del Consiglio di amministrazione , nei casi di contrattazione d ' importo superiore a L . 200.000 . La deliberazione del Consiglio , quando si tratti di contrattazione di importo superiore a lire 500.000 , dovrà riportare l ' approvazione del ministero dei lavori pubblici . Tale approvazione non occorre per le forniture , i lavori e le relative provviste , quando , con deliberazione motivata , sia riconosciuto che l ' urgenza od il bisogno di garantire la sicurezza e regolarità dell ' esercizio , a giudizio del Consiglio d ' amministrazione , non permettano l ' indugio della gara . Gli approvvigionamenti possono essere fatti direttamente nei luoghi di produzione e nei principali mercati stranieri , col mezzo di funzionari a ciò delegati dall ' Amministrazione . I servizi , i lavori e le forniture da farsi in economia si eseguiranno con le norme prescritte dal regolamento . 32 . Alle associazioni cooperative di produzione e lavoro che abbiano adempiuto alle prescrizioni della L . 12 maggio 1904 , n . 178 , sono applicabili . pei lavori e per le forniture d ' interesse dell ' amministrazione delle ferrovie dello Stato , le disposizioni della legge medesima . 33 . Le provviste del materiale fisso e mobile e di quello metallico di armamento , sono di regola , appaltate all ' industria nazionale , col sistema delle pubbliche gare . La direzione generale delle ferrovie dello Stato , su conforme deliberazione del consiglio d ' amministrazione , può procedere per licitazione o trattativa privata . quando ciò sia consigliato dall ' interesse dell ' amministrazione o dal fine di assicurare un ' equa ripartizione delle forniture fra gli stabilimenti congeneri nelle diverse parti del Regno , fermo il disposto dell ' art . 16 della L . 8 luglio 1904 , n . 351 . Se il risultato delle pubbliche gare , delle licitazioni o delle trattative private dimostra che le condizioni dell ' industria nazionale non permettono di ottenere prezzi convenienti , la direzione generale delle ferrovie dello Stato , su conforme deliberazione del consiglio d ' amministrazione e in seguito ad autorizzazione del consiglio dei ministri , può procedere a gare internazionali , alle quali sono invitate anche ditte nazionali . Nella relazione annuale disposta all ' articolo 9 , il direttore generale darà un rendiconto analitico delle provviste suindicate . 34 . A parità di condizioni , nelle gare internazionali deve preferirsi l ' industria nazionale . Per le provviste di materiale di cui all ' articolo precedente , sarà accordata , con deliberazione del consiglio d ' amministrazione , una congrua protezione all ' industria nazionale , che però non potrà mai eccedere il cinque per cento sulla offerta dell ' industria estera , accresciuta delle spese di dogana e di trasporto al luogo di consegna . Per offerta dell ' industria estera si intende la media delle offerte più basse , che rappresentano la metà del numero delle offerte stesse riconosciute valide . Se queste sono in numero dispari , la metà è formata sul numero stesso aumentato di uno . Se l ' offerta estera sia stata una sola , la determinazione della parità delle condizioni sarà rimessa al giudizio del consiglio d ' amministrazione . Quando occorra provvedere sollecitamente alla dotazione normale del materiale per l ' esercizio delle ferrovie dì Stato , può essere eccezionalmente autorizzata , previa deliberazione del consiglio dei ministri , la licitazione o la trattativa privata con ditte estere . 35 . Tutti i contratti ed atti , stipulati dall ' amministrazione delle ferrovie dello Stato , relativi esclusivamente all ' esercizio delle ferrovie stesse , sono soggetti al diritto fisso di una lira ed esenti da ogni diritto proporzionale di registro . Ai reclami relativi al contratto di trasporto di persone e di cose presentati all ' amministrazione delle ferrovie dello Stato , non sono applicabili gli artt . 19 . n . 3 , e 20 , n . 34 , del testo unico delle leggi sulle tasse di bollo , approvate con R.D. 4 luglio 1897 , numero 414 . 36 . Per provvedere alla riscossione delle entrate ed al pagamento delle spese , l ' Amministrazione delle ferrovie dello Stato si avvale delle proprie casse ed , in quanto occorra , dei servizi dell ' Amministrazione postale . Con l ' osservanza dei limiti complessivi di giacenza che verranno determinati di concerto dal Ministri per i trasporti e per il tesoro , l ' Amministrazione ferroviaria può essere autorizzata , con decreti degli stessi Ministri e sentito il proprio Consiglio d ' amministrazione , ad avvalersi di aziende di credito che abbiano un patrimonio ( capitale e riserve ) non inferiore a quello che sarà stabilito dal Comitato interministeriale del credito e del risparmio , nonché ad avvalersi dell ' Istituto nazionale di previdenza e credito delle comunicazioni . I rapporti con le aziende di credito saranno regolati da apposite convenzioni , da approvarsi con i decreti medesimi . Il pagamento delle spese viene effettuato in base a ruoli paga ed ordini di pagamento emessi dal Servizio ragioneria . Le somme eccedenti l ' ordinario fabbisogno ricorrente di cassa sono versate dall ' Amministrazione delle ferrovie dello Stato in apposito conto fruttifero , al tasso di interesse stabilito dal Ministro per il tesoro , presso la Tesoreria dello Stato . Le norme per il servizio di cassa e quelle per raccogliere , custodire e versare i fondi , sono stabilite dal regolamento . 37 . I cassieri e i sottocassieri sono tenuti a prestare cauzione nella misura e nelle forme stabilite dal regolamento e sono sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti ai termini dell ' art . 64 della L . 17 febbraio 1884 , n . 2016 . In occasione dei conti resi dai cassieri , la Corte pronunzia anche sulle eventuali responsabilità incontrate dai sotto - cassieri , salvo che questi ultimi , nella vacanza dei cassieri , ne abbiano assunte le funzioni e debbano quindi presentare il conto in proprio nome . Queste disposizioni si applicano alle gestioni a decorrere dal 1° luglio 1905 . CAPO IV : TARIFFE E ORARI 33 . Le condizioni dei trasporti e le tariffe attualmente in vigore sulle ferrovie esercitate dallo Stato sono mantenute . Entro tre anni dalla pubblicazione della presente legge si provvederà alla revisione delle condizioni dei trasporti ed al coordinamento , delle medesime , per ciò che concerne le merci , alla convenzione di Berna e successive appendici e alla semplificazione delle tabelle , nonché a disciplinare l ' applicazione delle disposizioni contenute nel successivo articolo 41 . A questa revisione , al coordinamento e alla semplificazione si provvederà con decreto reale , su proposta del ministro dei lavori pubblici , di concerto coi ministri del tesoro e di agricoltura , industria e commercio , udito il consiglio generale del traffico e il consiglio dei ministri . Tale decreto sarà , senza ritardo , presentato al Parlamento per essere convertito in legge . Fino a che sia pubblicato tale decreto reale rimarranno in vigore le disposizioni dello art . 2 della L . 12 luglio 1906 , n . 332 . In attesa della revisione di cui sopra , gli indennizzi per ritardata consegna delle cose trasportate verranno corrisposti solamente quando il loro importo superi una lira per spedizione . 39 . ( Omissis ) . 40 . Ogni quinquennio si procederà ad una generale revisione della nomenclatura e della classificazione delle merci . Le modificazioni dipendenti da questa revisione saranno approvate con decreto reale , su proposta del ministro dei lavori pubblici , di concerto coi ministri del tesoro e di agricoltura , industria e commercio , uditi il Consiglio di amministrazione delle ferrovie dello Stato , il Consiglio generale del traffico e in seguito a deliberazione del Consiglio dei ministri . Il decreto sarà presentato al Parlamento per essere convertito in legge . 41 . L ' amministrazione delle ferrovie dello Stato può istradare le merci anche per via diversa dalla più breve quando , essendo in possesso delle spedizioni , sia in grado di farle giungere sulle linee sue e da essa esercitate , a destinazione o al vettore successivo , applicando però in ogni caso la tassazione corrispondente alla via più breve quando però questa sia costituita da una linea a scartamento uguale ed in servizio cumulativo colle ferrovie dello Stato , e fermi restando i termini di resa , esclusa ogni partecipazione dei concessionari delle linee più brevi al prodotto per i tratti non percorsi . Le riduzioni di tariffe derivanti dalla applicazione della base differenziale sono attuate anche nei servizi cumulativi con le ferrovie concesse all ' industria privata , purché i concessionari vi abbiano aderito , e sulle ferrovie stesse siano in vigore tariffe uguali a quelle delle ferrovie dello Stato . Nelle nuove concessioni di ferrovie all ' industria privata , si intenderà imposto al concessionario l ' obbligo del cumulo delle distanze . 42 . E obbligatoria , per le ferrovie allacciate tra di loro , un ' istituzione dei servizi cumulativi . Possono essere escluse da quest ' obbligo le spedizioni in transito diretto e quelle con rispedizioni da stazioni intermedie . Qualora non esista l ' allacciamento fra la ferrovia ed altri mezzi di trasporto , o , per altre circostanze , si riconosca non conveniente , previo parere del consiglio generale del traffico , l ' istituzione del servizio cumulativo , dovrà essere dall ' esercente istituito un servizio di corrispondenza . L ' obbligo dei servizi cumulativi o di corrispondenza , secondo i casi , sarà iscritto in qualunque concessione nuova o rinnovata con imprese di trasporto terrestri , o di navigazioni in qualunque modo sovvenute dallo Stato o da enti locali e investite di servizi pubblici rimunerati . 43 . Quando , per superare forti dislivelli , convenga ricorrere a sistemi speciali di impianto e di esercizio per il trasporto di persone o di cose , diversi dal sistema ad aderenza , i relativi tratti di linea , agli effetti della tassazione dei trasporti viaggiatori e merci , si computano su uno sviluppo che viene fissato , caso per caso , su proposta del direttore generale , e previa deliberazione del consiglio di amministrazione , con decreto del ministro dei lavori pubblici . 44 . Le condizioni e le norme dei servizi cumulativi e di corrispondenza , di cui agli articoli precedenti , e per l ' uso delle stazioni comuni , sono concordate dall ' amministrazione delle strade ferrate dello Stato con altre amministrazioni interessate . Se l ' accordo non sia intervenuto nel termine di tre mesi dalla richiesta della parte più diligente , od entro sei mesi dal ricorso diretto da un interessato al direttore generale delle ferrovie dello Stato e all ' altra amministrazione , le condizioni e le norme del servizio sono stabilite da tre arbitri nominati d ' accordo fra le amministrazioni , o , in difetto , uno dal consiglio di amministrazione , uno dall ' altra impresa di trasporti interessata e il terzo dal presidente della corte d ' appello di Roma . Nel caso che taluna delle amministrazioni non elegga il proprio arbitro , il presidente della corte d ' appello , sopra domanda della parte più diligente o di chi possa avervi interesse , nomina anche l ' arbitro o gli arbitri mancanti . Gli arbitri decidono come amichevoli compositori . 45 . Non può essere promossa azione giudiziaria contro l ' amministrazione delle ferrovie dello Stato , per inadempimento delle condizioni di trasporto o per la classificazione delle merci o per l ' applicazione delle tariffe , prima che siano trascorsi quaranta giorni dalla presentazione del reclamo amministrativo . Si può tuttavia procedere agli accertamenti di cui agli artt . 402 e 71 del codice di commercio , anche prima che sia presentato il reclamo amministrativo o in pendenza di esso . Quando le cause suddette , siano di competenza dei giudici conciliatori , le sentenze anche per valore non eccedente le lire 50 , sono appellabili in conformità degli artt . 17 della L . 16 giugno 1892 , n . 261 , e 3 della L . 28 luglio 1895 , n . 455 . 46 . Gli orari generali dei treni per viaggiatori sono deliberati dal consiglio di amministrazione su proposta del direttore generale . 47 . ( Abrogato ) . 48 . Il Consiglio d ' amministrazione per speciali condizioni locali o per facilitare servizi subordinati postali e simili , può , per alcune linee o tratti di linea , autorizzare treni leggeri o con carrozze automotrici in sostituzione od in aumento dei treni viaggiatori ordinari ( 31 ) . 49-50 . ( Abrogati ) . 51 . Quando gravi ragioni lo esigano , il ministro dei lavori pubblici , previa deliberazione del consiglio dei ministri , può ordinare l ' attuazione di treni internazionali di lusso , ancorché il consiglio d ' amministrazione non abbia creduto opportuno di deliberarne l ' istituzione . 52 . Sono deliberate dal Consiglio di amministrazione , su proposta del direttore generale : a ) la concessione o la soppressione di stazioni e di fermate ; b ) la conversione di stazioni in fermate e di fermate in stazioni . CAPO V : PERSONALE 53 . Le assunzioni , le nomine , gli stipendi o paghe , gli avanzamenti , la disciplina , l ’ esonero , le condizioni di servizio in genere e le competenze accessorie del personale delle ferrovie dello Stato , sono regolati in base a norme approvate con decreto reale , uditi il Consiglio d ' amministrazione delle ferrovie stesse ed il Consiglio dei ministri . Entro un anno dalla decorrenza che sarà stabilita col decreto di cui all ' art 85 , della presente legge saranno fissate per decreto reale , udito il Consiglio dei ministri , le piante organiche del personale dei primi sei gradi delle tabelle graduatorie esistenti , con determinazione del numero dei posti per ciascuna qualifica . Ogni modificazione alle dette piante sarà approvata con le medesime forme e garenzie . I crediti reali di cui al 2° e al 3° comma di questo articolo dovranno essere senza ritardo presentati al Parlamento per essere convertiti in legge . Pei rimanenti gradi la determinazione del numero dei posti per ciascuna qualifica sarà fatta con deliberazione del Consiglio d ' amministrazione , approvata dal ministro dei lavori pubblici . Al conto consuntivo di ciascun esercizio sarà allegata la situazione numerica di tutto il personale , distinto per gradi e qualifiche , a dimostrazione della spesa corrispondente . 54 . Sono soggette all ' approvazione del ministro le deliberazioni motivate del consiglio di amministrazione relative alle nomine , agli avanzamenti , ai collocamenti in disponibilità , all ' esonero ed alla destituzione di funzionari di grado uguale o superiore al primo delle tabelle graduatorie esistenti . Pei provvedimenti relativi al capo servizio della ragioneria , il ministro dei lavori pubblici procederà di concerto con quello del tesoro . 55 . Salvo i diritti riservati ai sottufficiali del regio esercito e della regia armata , le assunzioni di nuovo personale sono fatte per pubblico concorso , eccettuate quelle del personale di fatica e avventizio . 56 . Tutti gli addetti alle ferrovie esercitate dallo Stato , qualunque sia il loro grado ed ufficio , sono considerati pubblici ufficiali . Senza pregiudizio dell ' azione penale secondo le leggi vigenti , coloro che volontariamente abbandonano o non assumono l ' ufficio o prestano l ' opera propria in modo da interrompere o perturbare la continuità e regolarità del servizio sono considerati come dimissionari e sono surrogati . Può però il direttore generale , su parere favorevole del consiglio di amministrazione , considerate le condizioni individuali e le personali responsabilità , applicare invece la sospensione dal servizio , la proroga del termine per l ' aumento dello stipendio o della paga , o la degradazione . 57 . Contro gli atti e i provvedimenti definitivi riguardanti il personale è ammesso , da parte degli interessati , il ricorso alla IV sezione del Consiglio di Stato , a termini dell ' art . 24 della L . 2 giugno 1889 , n . 6166 ( s . 3a ) . In quanto ai provvedimenti di carattere disciplinare , tale ricorso è ammesso nei casi di proroga del termine per l ' aumento dello stipendio , o della paga , di degradazione e di destituzione . Il ricorso è proponibile entro sessanta giorni dalla pubblicazione dell ' atto o del provvedimento negli ordini generali dell ' amministrazione . 58 . La imposta di ricchezza mobile sulle pensioni e sui sussidi continuativi liquidati a favore del personale ferroviario collocato in quiescenza avanti il 1° luglio 1905 , continuerà ad essere applicata , sino alla loro estinzione , con le norme allora vigenti . La imposta di ricchezza mobile sulle pensioni e sui sussidi continuativi liquidati o da liquidarsi , a partire dal 1° luglio 1905 , a favore degli agenti e loro famiglie , tanto a carico dei vecchi quanto a carico dei nuovi istituti di previdenza ferroviari , sarà applicata a partire dall ' attuazione della presente legge , ai sensi degli artt . 11 e 54 , lettera D , della L . 24 agosto 1877 . n . 4021 , e dell ' art . 2 della L . 22 luglio 1894 , n . 339 . Per gli agenti però pensionati o sussidiati in via continuativa collocati in quiescenza dal 1° luglio 1905 fino alla scadenza del termine di tre anni indicati nell ' art . 59 , l ' amministrazione delle ferrovie dello Stato assume a suo carico , conteggiandolo separatamente , il maggiore importo dell ' imposta che fosse conseguenza della tassazione in categoria D . Sono esenti dall ' imposta di ricchezza mobile gli assegni vitalizi ed i sussidi continuativi giornalieri liquidati , rispettivamente , dalla seconda sezione dell ' istituto di previdenza e dal consorzio di mutuo soccorso . 59 . Nel periodo di tre anni dalla decorrenza che sarà stabilita col decreto di cui nell ' art . 85 della presente legge , l ' amministrazione avrà facoltà di esonerare dal servizio gli agenti fino al nono grado , che abbiano compiuto 50 anni di età o 25 di servizio , della cui opera , a giudizio insindacabile del consiglio d ' amministrazione , essa non creda di potersi utilmente giovare . Rimane però ferma , per quanto riguarda i funzionari di grado pari o superiore a quello di capo servizio , la necessità dell ' approvazione del ministro a termini dell ' articolo 54 . Prima di deliberare formalmente sulla proposta di esonero , l ' amministrazione dovrà darne avviso all ' interessato , il quale avrà diritto di presentare ai consiglio per iscritto , le sue osservazioni nel termine di dieci giorni . 60 . Agli agenti di cui all ' articolo precedente sarà liquidato , a seconda delle rispettive provenienze , un assegno proporzionale agli anni di servizio , colle norme delle leggi sulle pensioni dello Stato , o proporzionale ai versamenti fatti , giusta le disposizioni vigenti per le casse pensioni ferroviarie . Tale assegno però non potrà mai essere minore dei due terzi dello stipendio attuale dell ' esonerando , né oltrepassare la misura della pensione che gli competerà quando avrà diritto al collocamento a riposo . Agli agenti , i quali a termine dell ' art . 7 , penultimo comma , della L . 12 luglio 1906 , n . 332 , hanno diritto soltanto ad una indennità in caso di collocamento a riposo , sarà liquidato un assegno nei limiti indicati nel precedente comma . La stessa disposizione si applica agli agenti stabili provenienti dalle Amministrazioni sociali ferroviarie , i quali non abbiano diritto ad alcun trattamento di pensione . Siffatti assegni graveranno il bilancio dell ' azienda fino a quando non si saranno verificate le condizioni di età volute dagli ordinamenti che , secondo le rispettive provenienze , regolano le pensioni dei predetti funzionari e agenti , e fino a quando non siano raggiunti i 65 anni di età , se si tratta degli agenti di cui al precedente alinea . Raggiunti i predetti limiti di età , si farà luogo al collocamento a riposo d ' ufficio . Agli agenti provenienti dalle Amministrazioni sociali , di cui all ' ultima parte del secondo comma del precedente articolo , sarà , all ' atto del collocamento a riposo , liquidata una indennità con le stesse norme stabilite dall ' art . 11 della L . 13 marzo 1904 , n . 66 , per i funzionari provenienti dal ruolo transitorio del personale aggiunto del Regio ispettorato generale delle strade ferrate . I versamenti alle casse pensioni o al tesoro per gli agenti di qualunque provenienza , verranno continuati sulla base dell ' ultimo stipendio integrale , restando a carico dell ' amministrazione la ritenuta sulla parte eccedente l ' assegno , finché raggiunti i limiti di età minimi rispettivamente prescritti per il diritto alla pensione di riposo , questa possa venire liquidata , pei funzionari provenienti dalle società , in base alle norme stabilite dallo statuto dell ' istituto di previdenza al quale appartiene L ' esonerando , e per quelli provenienti dallo Stato , su quella dell ' ultimo stipendio . Nel bilancio di ogni esercizio sarà stanziata , in apposito capitolo , la somma da erogarsi per la spesa derivante dagli esoneri deliberati a termini del precedente articolo . CAPO VI ( artt . 61-70 ) : CONSIGLIO GENERALE E COMMISSIONI COMPARTIMENTALI DEL TRAFFICO . ( Omissis ) . CAPO VII ( artt . 70-75 ) : COMMISSIONE PARLAMENTARE DI VIGILANZA ( Omissis ) . CAPO VIII : DISPOSIZIONI DIVERSE E TRANSITORIE 76 . Per tutti i lavori occorrenti sulle ferrovie esercitate dallo Stato , quando i beni da espropriare siano contenuti entro una zona di larghezza non superiore a m . 100 dal confine della ferrovia , la pubblica utilità viene dichiarata con decreto del Ministro pei lavori pubblici , previa approvazione dei relativi progetti da parte della competente autorità ferroviaria . Quando i beni da espropriare eccedono il detto limite , la pubblica utilità dei lavori occorrenti sulle ferrovie esercitate dallo Stato viene dichiarata con decreto del Ministro pei Lavori pubblici , sentito il Consiglio di Stato , previa approvazione dei relativi progetti da parte della autorità ferroviaria competente come al precedente comma . I lavori occorrenti sulle ferrovie esercitate dallo Stato , potranno con decreto del Ministro pei lavori pubblici , udita l ' autorità ferroviaria competente per l ' approvazione dei relativi progetti , essere dichiarati urgenti ed indifferibili agli effetti dell ' art . 71 della L . 25 giugno 1865 , n . 2359 , modificato dalla L . 18 dicembre 1879 , n . 5188 . 77 . Alle espropriazioni occorrenti così per lavori sulle linee esistenti , come per nuove costruzioni ferroviarie , si applicheranno le norme degli artt . 12 e 13 della L . 15 gennaio 1885 , n . 2892 , per il risanamento della città di Napoli . Nei luoghi però dove vigessero disposizioni legislative speciali più favorevoli alle amministrazioni esproprianti , tali disposizioni saranno applicate anche alle espropriazioni da eseguirsi nell ' interesse dell ' amministrazione ferroviaria dello Stato . Le suddette disposizioni sono applicabili anche alle espropriazioni per la costruzione di nuove ferrovie concesse all ' industria privata e sovvenzionate dallo Stato . 78 . All ' amministrazione stessa , sotto la diretta dipendenza del ministro dei lavori pubblici , sono affidati gli studi , la direzione e la sorveglianza dei lavori per nuove ferrovie da costruirsi per conto diretto dello Stato . Tale incarico è estraneo all ' esercizio autonomo delle ferrovie . Le spese all ' uopo occorrenti sono fatte coi fondi stanziati nel bilancio del Ministero dei lavori pubblici . Le spese di amministrazione per studi , dirigenza , sorveglianza e liquidazione delle costruzioni suddette e quelle per trasporti , per lavori in economia e per somministrazioni di materiali e oggetti di magazzino , sono per ciascuna linea anticipate sul bilancio delle ferrovie dello Stato e semestralmente rimborsate con mandati sul bilancio del Ministero dei lavori pubblici . La Direzione generale delle ferrovie dello Stato è autorizzata ad introdurre , durante la esecuzione dei lavori , le modificazioni al progetto approvato che , senza alterare le linee generali del tracciato , abbiano lo scopo di evitare frane ed altre difficoltà dei terreni , di conseguire economie e di meglio provvedere ad esigenze tecniche ed economiche delle quali non si fosse potuto tener conto nel progetto . All ' amministrazione delle ferrovie dello Stato è affidata la sorveglianza della costruzione di ferrovie concesse all ' industria privata quando lo Stato debba assumerne poi l ' esercizio . In tal caso sono deferite all ' Amministrazione stessa tutte le facoltà ed attribuzioni che spettano per le vigenti leggi all ' autorità governativa . 79 . Le azioni giudiziarie , che comunque si riferiscono alla gestione delle linee ferroviarie e di navigazione esercitate dall ' Amministrazione delle ferrovie dello Stato , alla costruzione di nuove linee ad essa affidata a termini dell ' articolo precedente , nonché ad ogni altra speciale gestione attribuitale , devono istituirsi in confronto della detta Amministrazione delle ferrovie dello Stato , osservate le norme per la sua rappresentanza . È fatta soltanto eccezione per le controversie dipendenti dalle espropriazioni e dai contratti di appalto o di fornitura rispettivamente compiute o stipulati per la costruzione , se questa non fu eseguita a cura dell ' Amministrazione delle ferrovie dello Stato , anche se si tratti di linee da essa esercitate . Spettano al Servizio legale dell ' Amministrazione delle ferrovie dello Stato la rappresentanza e la difesa in giudizio , nonché la consulenza , per tutte le controversie od affari contemplati nel primo comma del presente articolo . Nelle cause di competenza dei pretori e dei conciliatori , l ' Amministrazione può essere rappresentata dagli agenti in nome od in confronto dei quali fu istituito il giudizio , o da agenti amministrativi muniti di delega . Purché consti della loro qualità , i funzionari appartenenti agli uffici del servizio legale non hanno bisogno di mandato per assumere la rappresentanza e la difesa dell ' Amministrazione innanzi qualunque magistratura del Regno , o per sottoscrivere atti giudiziali anche nei casi nei quali , a termini delle leggi vigenti in materia civile , penale c amministrativa , occorra un mandato speciale . 80 . Nelle sedi degli uffici distaccati del servizio centrale legale la difesa dell ' Amministrazione è affidata di regola agli uffici stessi . Fuori le sedi di detti uffici il patrocinio delle liti che interessano le ferrovie dello Stato potrà essere affidato a delegati iscritti in albo speciale , che verrà redatto per ciascuna sede di tribunali , Corti d ' appello o Corti di cassazione . La trattazione delle cause potrà essere continuata negli altri stadi di giurisdizione dal delegato cui fu affidata in principio . Gli albi dei difensori delegati saranno , per effetto della presente legge , approvati dal Consiglio di amministrazione , su parere di una Commissione per ciascuna sede di compartimento . Detta Commissione è composta del primo presidente e del procuratore generale della Corte d ' appello , del regio avvocato erariale , del presidente del Consiglio dell ' ordine degli avvocati e del capo dell ' ufficio legale ferroviario , che risiedono nella città sede del compartimento , o che su di essa hanno giurisdizione . Saranno preferiti , per detta iscrizione , quegli attuali avvocati delegati ferroviari o delegati erariali che si reputeranno più idonei al patrocinio delle liti ferroviarie . Il numero degli iscritti nell ' albo sarà determinato in seguito a parere della Commissione suddetta ed in proporzione ai bisogni del servizio . In caso di vacanze , ne sarà data pubblica notizia . Le norme che regolano la difesa delegata di tutte le altre Amministrazioni dello Stato , sono estese anche all ' Amministrazione ferroviaria specialmente per quanto dispongono : pel divieto di assumere cause contro le altre Amministrazioni dello Stato ; pel vincolo di dipendenza verso l ' ufficio delegante , e per l ' obbligo di accettare le liquidazioni delle proprie competenze così come fatte dall ' ufficio delegante . Spetta ai capi degli uffici legali di scegliere , caso per caso , fra gli inscritti nell ' albo , il delegato a trattare ogni singola causa non ritenuta a difesa diretta , tenendo conto delle relative attitudini e di un ' equa distribuzione degli incarichi . Nelle liti di eccezionale gravità , e quando vi sia un rilevante interesse per l ' erario dello Stato , la difesa dell ' Amministrazione potrà , con disposizioni del ministro dei lavori pubblici , di concerto col ministro del tesoro , essere affidata anche all ' Avvocatura erariale e ad avvocati del libero foro . I membri del Parlamento sono incompatibili ad assumere tali incarichi , nonché ad essere inscritti nell ' albo dei delegati . 81 . L ' amministrazione ferroviaria , entro un anno dalla pubblicazione della presente legge , procederà al riordinamento degli uffici pel servizio legale , ed il relativo personale sarà reclutato tra i funzionari degli attuali uffici di consulenza legale ferroviaria , che , oltre la laurea di giurisprudenza , abbiano i requisiti rispettivamente richiesti dalla L . 8 giugno 1874 , n . 1938 , per l ' esercizio delle professioni di avvocato e procuratore , unitamente alla necessaria attitudine pel disimpegno delle funzioni forensi . Coloro i quali non avessero , ovvero non conseguissero , nel detto anno , tali requisiti saranno adibiti ad altri uffici . Ai posti vacanti per effetto del riordinamento suddetto si provvederà o mercé i pubblici concorsi di cui al successivo penultimo capoverso , ovvero scegliendo , secondo le norme che saranno dettate dal regolamento : tra i funzionari delle regie avvocature erariali ; e tra i funzionari del pubblico ministero , giudici di tribunali , pretori od aggiunti giudiziari . Ai detti funzionari e magistrati , che fossero prescelti saranno applicabili , per quanto riguarda il trattamento di pensione , le disposizioni dell ' art . 7 della L . 12 luglio 1906 , n . 332 , relative agli impiegati provenienti dal ruolo organico dell ' Amministrazione centrale dei lavori pubblici e del regio ispettorato generale delle strade ferrate . Anche per effetto del riordinamento disposto dal presente articolo , il capo del servizio legale presso la direzione generale ed i capi del servizio legale risiedenti presso le sedi compartimentali , saranno nominati per scelta fra i funzionari di cui al precedente capoverso , e fra i funzionari degli attuali uffici , per merito riconosciuto dal consiglio di amministrazione , dietro comprovato esercizio dell ' avvocatura contenziosa e senz ' altro riguardo ad anzianità di servizio , ed , in difetto , per speciale concorso . Per l ' eventuale completamento del ruolo organico e per le future occorrenze di personale , si provvederà mediante concorso per titoli ed esami fra i laureati in giurisprudenza di età non superiore ai 35 anni , che siano rispettivamente inscritti , almeno da due anni , nell ' albo degli avvocati o dei procuratori esercenti presso le corti od i tribunali del Regno , ed abbiano effettivamente esercitata l ' avvocatura contenziosa , nonché fra i funzionari della magistratura i quali abbiano almeno due anni di servizio , escluso il tirocinio di uditore . Con regio decreto , udito il consiglio di amministrazione ed il consiglio di Stato , saranno stabilite le norme pel riordinamento e pel funzionamento del servizio legale ferroviario nonchè per la esazione e ripartizione , fra i funzionari , delle competenze poste a carico delle controparti , oppure corrisposta dall ' Amministrazione interessata in ragione della metà di quelle che sarebbero state liquidate contro il soccombente , nei casi di transazione favorevole all ' Amministrazione medesima o di pronunciata compensazione di spese in cause nelle quali l ' Amministrazione non sia rimasta soccombente . 82 . Il personale medico alla dipendenza del relativo Ufficio centrale sanitario compie le funzioni di assistenza , di vigilanza igienica , di consulenza , di accertamento della idoneità fisica del personale e di ispezione , secondo le norme stabilite in apposito regolamento . I medici di riparto , i consulenti , gli specialisti ed i medici aiuti non hanno qualità di impiegati . La designazione dei medici di riparto sarà fatta da una speciale Commissione , costituita con le norme stabilite dal regolamento . La nomina , le condizioni , i casi di revoca e di dispensa , le attribuzioni e gli eventuali compensi dei detti medici , nonché dei consulenti e specialisti , sono disciplinati dal regolamento di cui al primo comma , che verrà approvato con decreto del Ministro per le comunicazioni , udito il Consiglio d ' amministrazione delle Ferrovie dello Stato e la Direzione generale della sanità pubblica . Le concessioni delle carte di libera circolazione e dei biglietti di viaggio ai medici di riparto , ai consulenti , agli specialisti ed ai medici aiuti sia in attività di servizio che dispensati dal servizio . saranno accordate nei limiti stabiliti dalle speciali disposizioni vigenti all ' uopo e secondo le norme fissate dall ' anzidetto regolamento . È data facoltà al direttore generale delle Ferrovie dello Stato di procedere , in caso di circostanze eccezionali , a nomine provvisorie di medici di riparto secondo le norme del regolamento . 8384 . ( Abrogati ) ( 46 ) . 85-86 . ( Omissis ) ( 47 ) . 87 . In quanto siano contrarie alla presente legge , sono abrogate le leggi del 22 aprile 1905 , n . 137 , e del 12 luglio 1906 , n . 332 , e tutte le altre leggi e disposizioni relative all ' esercizio di Stato delle ferrovie . 88 . Con decreto reale , uditi il consiglio di Stato e il consiglio dei ministri , sarà provveduto a coordinare in testo unico con la presente legge le disposizioni delle precedenti leggi non abrogate .
LA LINGUA DELL'AVVENIRE ( MORASSO MARIO , 1905 )
StampaPeriodica ,
Mi è capitato sotto gli occhi il menu di un banchetto esperantista , banchetto cioè in cui gli intervenuti parlano un linguaggio capito solo da loro , l ' Esperanto , ma che in avvenire dovrà essere la lingua universale perché tutti gli uomini possano intendersi . I commensali hanno incominciato dal supo , sono passati al Pleuronekto , alle Kaponinoi , si sono deliziati con un gelato di Frigusta , hanno assorbito il Kafo e si sono esilarati col Campano . Io mi figuro che soltanto per il fatto che la zuppa ha cambiato genere diventando supo , e che le pollanche hanno cambiato quasi sesso diventando Kaponinoi , queste vivande debbono aver avuto un sapore nuovo e straordinariamente squisito per i convitati . Basta assai meno per illudere quell ' allocco che si chiama uomo , anzi viro in Esperanto . Gli esperantisti poi sono uomini di una specie particolare . Si dànno certi generi di tendenze , di inclinazioni , di scopi a cui non ci si può abbandonare impunemente e di cui la presenza , meglio di un abito rosso o giallo , fa dell ' uomo una bestia a parte , non compresa nelle solite classificazioni zoologiche . Si tratta della bestia maniaca , qualche cosa che va tra il ridicolo e il seccatore , tra l ' antico tipo dell ' inventore e quello più moderno dell ' apostolo di una delle tante melensaggini umanitarie . In fondo è un essere innocuo ma guai a toccarlo nella sua mania , allora egli sente l ' obbligo di vuotarsi per intero , come un otre gonfio in cui si sia fatto un foro . Quando un individuo comincia a dar segni di una di tali predilezioni , sia quella della lingua unica , o quella del vegetarianismo , o quella della riforma dell ' ortografia o del sistema planetario , non vi è più rimedio ; il suo destino è prestabilito , egli precipiterà fino in fondo . Della sua lingua universale o del suo sistema di alimentazione farà il fine della sua vita , sarà persuaso che la salvezza dell ' universo è strettamente collegata al trionfo del suo metodo , e a poco a poco dall ' una di tali manie passerà all ' altra , ne farà un sistema completo , troverà che la lingua universale non si può scompagnare dal vegetarianismo , dalla propaganda contro l ' alcool , dalla federazione europea e dalla pace perpetua . A questo punto il male sarà irrimediabile , il processo normale sarà invertito ; non sarà più la lingua universale che deve giovare all ' uomo , ma l ' uomo che deve sacrificarsi a una qualsiasi di queste utopie o a tutte insieme . La lingua universale è uno di quei tanti germogli rachitici e tardivi rispuntati sul vecchio tronco quasi inaridito della rivoluzione francese . Essa ha il suo fondamento in quello stesso stato di spirito in cui allignarono tutte le riforme rivoluzionarie , e cioè nella credenza di poter da un momento all ' altro , con un ragionamento dottrinario e con un tratto di penna , abolire il passato e riplasmare uomo e società a seconda di un tipo astratto . Ed essa fa parte di quella regolamentazione scientifica con cui l ' uomo , infervorato dai primi successi delle scienze positive , si è illuso , parecchi anni or sono , di imbrigliare l ' avvenire . Lingua , religione , scrittura , ordinamento del calendario , costumanze festive , cose che si possono cambiare come si cambia d ' abito . Le ragioni storiche e naturali per cui si sono così costituite durante i secoli non contano , basta sapere che sono procedimenti empirici , in cui lo scienziato moderno ha scoperto un cumulo di errori , di incongruenze , di perdite di tempo , e che quindi si debbono sostituire con un nuovo ordinamento , creato di sana pianta al lume della scienza e perciò al buio dei fatti e della vita . La logica deve trionfar della natura , che diamine ! E così mentre a Parigi si radunano coloro che vogliono abolire le vecchie feste , come il Natale , la Pasqua , Ognissanti , ecc . , divenute insignificanti ed assurde per surrogarvi le feste umane e scientifiche della famiglia , del lavoro , del ricordo , della generazione , a Boulogne - sur - mer si sono riuniti quelli che ai nostri antiquati idiomi , pieni di complicazioni , di irregolarità , di lungaggini e di difficoltà inutili vogliono surrogare la lingua universale , una lingua creata di sana pianta da un medico , una lingua quindi perfettamente scientifica . La balordaggine della sostituzione è evidente . Si vuole abolire un prodotto naturale come la lingua , formatosi esclusivamente sotto l ' influsso delle necessità cui doveva soddisfare e poi continuamente aggiustato , tornito , manipolato dall ' uso , sempre per corrispondere meglio a queste necessità delle quali l ' uomo è quasi l ' inconsapevole strumento , per mettere al suo posto un pasticcio stridente e ripugnante costruito da un tale in relazione a una data teoria astratta . Al prodotto della necessità istessa che si è proprio direttamente creata il suo strumento e della quale l ' uomo non è stato che l ' esecutore si nega la praticità per riconoscerla alla costruzione puramente cervellotica di un uomo solo ? Del resto questa costruzione si condanna da sé . Come non poteva essere altrimenti questa lingua inventata , sia il Volapuck passato già di moda , sia l ' Esperanto un po ' più recente , sta alle lingue naturali , come un burattino sta a un uomo , come un fiore di lana sta a un fiore fresco . Questa lingua inventata è peggio di qualsiasi povero dialetto barbarico , è una ignobile parodia dei linguaggi parlati , è un informe ammasso di consonanti aspre , di suoni rauchi e di parole degradate . Per voler semplificare artificialmente , per voler togliere le difficoltà ortografiche e grammaticali rispondenti a necessità psicologiche , non si è fatto che avvilire , mortificare e spogliare i vocaboli e le locuzioni dei vari idiomi , adunando tutto un miserevole insieme di tronconi ispidi , di frammenti mutilati , di esseri spelati che muovono a compassione e ribrezzo . Questa lingua dell ' avvenire , questo ignobile gergo , ove il k , l ' j e l ' u sono le lettere predominanti , ove non si incontrano che gruppi di sk , di kr , di tk o di kt , ove ascoltiamo guaiti , latrati , miagolii come questi malgrandan , maldikulon , famekonitaj , forflugis , samspecai , kreskas , kvindek , kvankam , ove per dire : " Io era di quelli che lo hanno ricevuto alla stazione del Nord " , si bestemmia : " Mi estis unu el tiuj kiuj antauiris linje la Norda Stacidomo " , questo gergo peggiore di quello dei carcerati deve essere la favella dei nostri figli , la favella che la nostra scienza lascia loro in eredità per ripudiare l ' eredità della natura ? Ah no , no davvero ! Salvo che l ' uomo non sia in uno stato di ubriachezza permanente o non abbia la paralisi fin dalla nascita questa non sarà certo la sua lingua futura . La lingua dell ' avvenire non differirà gran che dalla lingua del presente , come questa è la continuazione della lingua del passato . La pluralità linguistica che risale fino ai più remoti confini della storia non cesserà nel futuro , non vi è ragione alcuna perché l ' ossatura del linguaggio , perdurata attraverso i millenni , cambi improvvisamente oggi o da qui a qualche diecina di anni . Il bisogno di intendersi fra gli uomini parlanti diverse favelle sussisteva in passato come esiste oggi , e forse era più forte in passato che non nell ' oggi , data la maggior facilità odierna per l ' uomo di apprendere altre lingue oltre la propria . Non si dà oggi quasi persona colta o che ne abbia di bisogno la quale non conosca quelle tre o quattro lingue con cui può farsi capire in tutto il mondo , mentre anticamente era un ' impresa assai ardua e che richiedeva mezzi ingenti o combinazioni speciali quella di imparare una lingua straniera . D ' altro canto come nell ' antichità classica con due sole lingue , la greca e la latina , che erano le lingue dei dominatori , si provvedeva a tutte le evenienze internazionali , così adesso con tre - francese , inglese e tedesco - si può far lo stesso . Ora vi sono più numerosi bisogni di comunicazione , che debbono anche soddisfarsi molto più rapidamente , e questo è vero , ma non è affatto vero che l ' uomo abbia tutto a sacrificare a questa ansia di rapidità come un affamato che non può concedersi alcuna distrazione , poiché il tempo disponibile neanche gli basta alla conquista del cibo . Sono le civiltà iniziali che richiedono la massima rapidità e in cui tutto deve essere consacrato a un fine immediatamente utile ; i popoli moderni si sono trovati e si trovano ancora in parte in questa fase , avendo dovuto crearsi , al pari dei singoli individui , una nuova fortuna e tutti i mezzi per ottenerla nel nuovo ambiente industriale , una volta che gli antichi privilegi , le antiche posizioni non erano più riconosciuti . Da qui la smania di rapidità da cui è stata invasa l ' età moderna ; ma adesso i primi gradini son già saliti , tutto il nuovo corredo occorrente alle trasformate attività sociali è quasi compiuto , molte fortune sono già fatte , molte posizioni eminenti sono state riconquistate , non vi è più necessità di affannarsi tanto . Infatti , se nelle industrie , se nella locomozione si continua a ricercare la velocità , nella vita questa spinta si è già rallentata . La ricchezza conseguita non solo elimina il bisogno di rapidità , ma anzi ricomincia a far prediligere delle forme di perditempo , di indugio per la ricerca di effetti di eleganza o di bellezza più o meno bene intesa . L ' industriale yankee adotterà una macchina per abbreviare di qualche secondo il tempo necessario a scavare i denti di un ingranaggio , adopererà la stenografia e la macchina da scrivere per la sua corrispondenza commerciale , ma trascorrerà poi due mesi in ozio a bordo del suo yacht , e per scrivere una lettera ad una signora dell ' aristocrazia impiegherà tanto tempo quanto gli basterebbe a scrivere a mano tutta la sua corrispondenza commerciale , unicamente per dare alla sua calligrafia un aspetto eccentrico , nobile , artistico . Il progredire della civiltà , sia pure civiltà mercantile , implicando aumento di ricchezza e di lusso , non solo non porterà all ' uso di alcune di queste brutte e artificiose semplificazioni della lingua e della scrittura , ma anzi produrrà una maggior ricercatezza , una maggior complicazione e varietà sia nella scrittura , sia nella lingua . Come aumenterà il lusso materiale , talché , e già lo si scorge , invece di una specie di bassa uniforme comune a tutti , pronosticata da qualche visionario sarto socialista , si avranno abiti e vesti sempre più sfarzosi , sempre più adornati e diversi gli uni dagli altri , così si accrescerà anche il lusso spirituale ; l ' uomo terrà sempre più a dimostrare un favellare fiorito , magari complicato e prezioso , che lo distingua dagli altri , per la vanità di apparire originale , raffinato e bene informato delle mode . E la moda sarà sempre più mutevole e capricciosa . Quindi non solo non si adotterà alcuno di questi corrotti gerghi convenzionali , ma anzi nulla sarà più detestato , come di pessimo gusto , di queste misure livellatrici ed egualitarie ; salvo il caso che la moda , in qualche suo pervertimento momentaneo , ritrovando in taluno di essi tanta assurdità e tanta contorsione quanta non le sarebbe dato di rinvenire in alcuna lingua vivente , non gli accordi una voga fittizia , come quella della crinolina . Nell ' avvenire si avrà bensì una specie di linguaggio industriale unico , ma sarà un linguaggio esclusivamente tecnico , da paragonarsi a quello delle formule matematiche ; si avrà pure una lingua più diffusa delle altre , più importante delle altre e sarà quella del popolo che la imporrà con la forza delle sue armi e delle sue macchine , e sarà la lingua inglese o la lingua tedesca , da paragonarsi alla lingua latina nel mondo antico ; e si avrà infine l ' identica varietà delle lingue inferiori , lentamente modificate dalla moda e da altri fattori sociali . In questo grande gioco di forze non vi è posto né per l ' Esperanto , né per alcun altro di questi contraffatti mostriciattoli sorti dalla aberrazione umana .
ProsaGiuridica ,
Art . 1 . Il Ministro degli affari esteri , sentiti il Commissario generale ed il Comitato dell ' emigrazione , può nominare e destinare temporaneamente addetti presso i regi Consolati , laddove lo richieda il bisogno per l ' assistenza agli emigranti italiani . Art . 2 . Sono condizioni per tale nomina : a ) essere cittadino italiano ; b ) aver compiuto ventotto e non aver oltrepassato quaranta anni di età ; c ) aver sempre tenuto ottima condotta ; d ) essere di sana e robusta costituzione fisica ; e ) aver adempiuto agli obblighi della leva militare od esserne stato regolarmente esentato ; f ) conoscere perfettamente la lingua del paese o dei paesi , dove il Ministro degli affari esteri intenda destinarlo ; g ) avere , a giudizio del Ministro degli affari esteri , le cognizioni e le speciali attitudini necessarie per il disimpegno delle funzioni di cui all ' articolo 5 . Art . 3 . L ' addetto può essere licenziato in qualsiasi tempo con decreto del Ministro degli affari esteri senz ' obbligo di motivazione : ed , in tal caso , gli sarà versata un ' indennità rappresentata da tre mesi di assegno , se il licenziamento avviene entro il primo anno , e da sei mesi di assegno , se avviene dopo ; salvo che il decreto escluda l ' indennità , in seguito a parere emesso dal Consiglio del Ministero , del quale farà parte , per la circostanza , il Commissario generale dell ' emigrazione con voto deliberativo . Se l ' addetto fu mandato all ' estero dal Regno , gli sarà accordato , in tutti i casi , il viaggio di rimpatrio . Art . 4 . Gli addetti percepiranno un assegno annuo che potrà giungere fino a lire 5000 , e , qualora ne sia il caso , anche un ' indennità di residenza da determinarsi su proposta del Commissario generale , sentito il Comitato dell ' emigrazione . Art . 5 . Oltre all ' assegno ed , eventualmente , all ' indennità di residenza di cui al precedente articolo , gli addetti percepiranno una indennità di vitto e di alloggio , da determinarsi nel modo indicato nell ' articolo medesimo , per ogni giorno passato , per ragioni di servizio , fuori della residenza ; ed avranno altresì diritto al rimborso delle spese di viaggio , posta , telegrafo e cancelleria , comprese quelle previste nell ' articolo 8 . Art . 6 . L ' addetto terrà la sua residenza nella città che gli sarà designata . Esso dipenderà dal Commissariato dell ' emigrazione e dai regi rappresentanti diplomatici e consolari nei cui distretti debba esplicare la propria azione . I detti uffiziali avranno facoltà di dare istruzioni all ' addetto , e di ricorrere all ' opera sua nei limiti delle funzioni ad esso attribuite , con esclusione d ' ogni incarico che non abbia attinenza colle funzioni medesime . Art . 7 . L ' addetto terrà il proprio ufficio nella cancelleria del regio Consolato nella città di sua residenza , quando sia possibile ed opportuno ; altrimenti verrà autorizzato dal regio Commissario dell ' emigrazione a prendere in affitto un locale ad uso di propria cancelleria , e ad assumere in servizio il personale necessario . Art . 8 . Funzioni principali dell ' addetto sono : a ) tenersi costantemente informato delle condizioni del lavoro ( richiesta di mano d ' opera , mercedi , disoccupazione , scioperi , ecc . ) nella circoscrizione assegnatagli e darne avviso al Commissariato dell ' emigrazione ; b ) visitare centri coloniali ed agricoli , fabbriche , opifici , miniere , ferrovie , opere pubbliche e private d ' ogni specie , laddove la mano d ' opera italiana sia impiegata o ricercata , per accertare la situazione materiale e morale degli operai che già si trovano , e per determinare se altri possano accettarvi impiego ed a quali condizioni ; c ) mantenersi in rapporto coi lavoratori italiani , ed assisterli , fornendo loro le informazioni di cui abbisognano , consigliandoli e dirigendoli nelle questioni concernenti i patti agricoli , le assicurazioni , gli infortuni e i dissidi economici con i padroni ; d ) compiere indagini , in casi d ' infortunio , per stabilire la verità dei fatti e raccogliere testimonianze e documenti nell ' interesse dei lavoratori o delle loro famiglie ; e ) tenere informato il Commissariato dell ' emigrazione di quanto si riferisce all ' esecuzione del mandato affidatogli , riferirgli ogni fatto che interessi l ' emigrazione italiana , e presentargli relazioni periodiche sull ' opera spiegata e sui risultati ottenuti . Art . 9 . Per il disbrigo delle proprie funzioni l ' addetto potrà corrispondere direttamente coi regi uffici diplomatici e consolari , colle autorità del Regno , e con privati . Egli potrà altresì corrispondere colle autorità locali , accordandosi . però , previamente col regio rappresentante diplomatico o col regio Console competente , allorché trattisi di questioni , o di provvedimenti che possano implicare una qualsiasi responsabilità di fronte alle autorità medesime . Art . 10 . L ' addetto terrà un diario , nel quale annoterà succintamente l ' opera compiuta per l ' esercizio delle proprie funzioni , e lo sottoporrà al visto del Regio Console del luogo di sua residenza tutte le volte che dovrà assentarsi dalla città per ragioni di servizio , e ad ogni ritorno in essa . Art . 11 . L ' addetto invierà mensilmente al Commissariato della emigrazione i conti delle indennità e dei rimborsi cui abbia diritto . I conti dovranno essere muniti della vidimazione consolare e debitamente documentati . Art . 12 . L ' addetto non potrà assentarsi dalla sua residenza , per ragioni non inerenti al servizio , senza autorizzazione del Commissariato dell ' emigrazione . Art . 13 . È vietato agli addetti , sia in patria , sia all ' estero , di esercitare il commercio per sé o per gli altri , di accettare commissioni per fini industriali o direzione di giornali o periodici , d ' impegnare , insomma , la propria attività a scopo di lucro a favore di chicchessia e per qualsiasi motivo . Art . 14 . È vietato agli addetti , sia in patria , sia all ' estero , di fornire alla stampa notizie concernenti la missione loro affidata , i progetti in corso o i risultati ottenuti . Per la pubblicazione di libri , di monografie o di articoli sulla emigrazione , sulla colonizzazione o su quanto riguarda le colonie italiane all ' estero , essi dovranno ottenere il previo consenso del Commissariato dell ' emigrazione .
ProsaGiuridica ,
DISPOSIZIONI GENERALI . ART . 1 . Il servizio della raccolta , tutela , impiego e trasmissione nel Regno dei risparmi degli emigranti italiani si esplica dal Banco di Napoli principalmente a mezzo di case bancarie corrispondenti . ART . 2 . Nel caso in cui se ne manifesti il bisogno , il Banco dovrà istituire all ' estero agenzie proprie a servizio delle rimesse e dei risparmi degli emigranti , e , a tale uopo , dovrà ottenere la preventiva autorizzazione del ministero del tesoro , e determinare , d ' accordo con esso , le norme per il funzionamento delle agenzie da istituirsi . ART . 3 . In conto del fondo di dotazione pel servizio dei risparmi degli emigranti , il Banco di Napoli è facoltato a prelevare dalla propria massa di rispetto una prima somma non inferiore alle lire cinquecentomila , inscrivendola in apposito articolo della sua situazione . Tale fondo sarà aumentato , a seconda dello sviluppo delle operazioni , fino a raggiungere i due milioni di lire indicati dal comma terzo dell ' articolo l ° della legge l ° febbraio , n . 24 . La metà degli utili netti annuali , di cui all ' articolo 2 , comma secondo , della cennata legge . sarà destinata a compiere il fondo di dotazione fino alla somma di due milioni , e a reintegrare la massa di rispetto o il patrimonio della somma prelevata . ART . 4 . ( Modificato coi regi decreti 26 maggio 1904 , n . 323 , e 22 febbraio 1906 , n . 46 ) Le operazioni , le spese e gli utili derivanti dal servizio per gli emigranti , sono dal Banco registrati in conti speciali , separati e distinti da quelli dell ' esercizio bancario e delle altre gestioni del Banco . La spesa per la fabbricazione dei vaglia cambiari speciali sarà ammortizzata annualmente con addebiti al conto delle spese pel servizio degli emigrati . Il Banco potrà avere all ' estero propri delegati , da nominarsi sempre di concerto col Ministro del tesoro , che dovrà autorizzare , di volta in volta , la spesa relativa . Fra le spese del servizio è pure compresa quella per una efficace propaganda , spesa che sarà , nel suo complesso , determinata preventivamente ogni anno dal Ministero del tesoro , Direzione generale del tesoro , sopra proposta del Banco di Napoli . Di essa l ' Istituto dovrà , annualmente , rendere conto particolareggiato nella relazione prescritta dall ' articolo 4 della legge 1° febbraio 1901 , n . 24 . ART . 5 . Il Banco di Napoli , al principio di ogni mese , trasmetterà al Ministero del tesoro la situazione delle operazioni compiute nel mese precedente . Alla fine di ciascun esercizio il Banco , con la relazione di cui all ' articolo 4 della legge 10 febbraio 1901 , n . 24 , rassegnerà al ministro dei tesoro un dettagliato conto della gestione relativa al servizio degli emigrati , dal quale risulti l ' utile netto ricavato da tale servizio durante l ' anno . L ' utile netto sarà , per la parte prescritta dall ' articolo 2 della legge predetta , versato al « Fondo per l ' emigrazione » , ai sensi del regolamento generale sulla emigrazione . DEI CORRISPONDENTI . ART . 6 . La nomina dei corrispondenti speciali è fatta dal Consiglio di amministrazione del Banco , salvo approvazione del Ministro del tesoro . Nella scelta dei corrispondenti sarà , possibilmente , tenuto conto di quelle case bancarie che già esercitassero all ' estero lodevolmente il servizio della rimessa del denaro degli emigrati . ART . 7 . ( Modificato col Regio Decreto 26 maggio 1904 , n . 323 ) . Alle case bancarie che assumono la qualità di corrispondenti del Banco per il servizio all ' estero della raccolta e trasmissione dei risparmi degli emigrati italiani è fatto obbligo di far disimpegnare tale servizio da personale di nazionalità italiana , o che abbia perfetta conoscenza dell ' idioma italiano , o di istituire , a semplice richiesta del Banco , agenzie proprie , o nominare propri agenti in quei paesi in cui esistano a vadano a formarsi importanti centri d ' emigrazione italiana . Esse , inoltre , debbono prender impegno di dare la maggiore pubblicità alle disposizioni che regolano il servizio , dimostrandone i vantaggi e la sicurezza ; di usare tutte le facilitazioni possibili ai nostri connazionali , e di essere loro larghe di consigli e di guida in tutto ciò che abbia rapporto alla trasmissione ed al collocamento dei loro risparmi . In appositi tabellari esposti al pubblico i corrispondenti debbono indicare il prezzo giornaliero del cambio sull ' Italia , secondo le quotazioni correnti della Borsa del luogo , o di quella più vicina , e le provvigioni fissate dal Banco , d ' accordo coi Ministeri del tesoro e delle poste e telegrafi , per ciascuna operazione . ART . 8 . ( Modificato coi Regi Decreti 26 maggio 1904 , n . 323 , e 22 febbraio 1906 , n . 46 ) . Per essere nominato corrispondente speciale del Banco di Napoli occorre depositare apposita cauzione nelle casse del Banco stesso , o presso i corrispondenti del tesoro italiano , o anche presso istituti di emissione esteri , o altre banche estere , previa autorizzazione del Ministro del tesoro . La misura della cauzione , da determinarsi dalla Direzione generale del Banco , non potrà essere inferiore all ' ammontare massimo dei vaglia somministrati ai corrispondenti . I corrispondenti del tesoro , come anche le banche la cui firma può dare alle cambiali valore di riserva aurea ai sensi degli articoli 1 e 2 del R . Decreto 10 ottobre 1895 , n . 627 , e 12 del testo unico di legge sugli istituti di emissione per garantire la circolazione bancaria , potranno essere , caso per caso , e previa autorizzazione del Ministero del tesoro , Direzione generale del tesoro , esonerati dall ' obbligo della cauzione quando assumono il servizio delle rimesse degli emigrati . ART . 9 . ( Modificato coi Regi Decreti 26 maggio 1904 , n . 323 , 22 febbraio 1906 , n . 46 e 15 luglio 1909 , n . 553 ) . Le cauzioni debbono essere costituite in contanti , o in titoli italiani di Stato o dallo Stato garantiti , o in titoli del debito pubblico di Francia , Inghilterra , Germania , Belgio , Olanda , pagabili in oro , o in valuta equiparata . Agli effetti utili della cauzione , i titoli saranno svalutati di un ventesimo sul prezzo corrente alla data del deposito . Quando tale prezzo avesse superato la pari , agli effetti della svalutazione sarà considerato alla pari . La cauzione potrà anche essere costituita da tratte accettate da case di primo ordine , riconosciute tali dal Ministero del tesoro . D ' accordo tra il detto Ministero , Direzione generale del tesoro , e il Banco , potranno ammettersi a far parte della cauzione titoli di specie diversa da quelli suindicati , ma sempre di indiscutibile e pronta esigibilità . Agli effetti utili della cauzione , questi titoli saranno sempre svalutati in una misura da determinarsi caso per caso , dalla Direzione generale del Banco di Napoli , d ' accordo con la Direzione generale del tesoro . ART . 10 . ( Modificato col Regio Decreto 26 maggio 1904 , n . 323 ) . Le ragioni di debito e credito dipendenti dal servizio della raccolta e trasmissione dei risparmi degli emigranti , espresse in valuta legale italiana , sono dai corrispondenti , iscritte in un conto corrente fruttifero intestato al Banco di Napoli . Il conto corrente è liquidabile ad epoche determinate , non superiori ad un trimestre . Sulle riscossioni fatte per conto del Banco , purché coperte nei termini e modi indicati negli articoli 11 e 12 , il Banco corrisponderà una provvigione da fissarsi d ' accordo col corrispondente , salvo l ' approvazione del Ministero del tesoro . ART . 11 . A periodi da convenirsi , il corrispondente deve inviare al Banco un estratto del conto , insieme ai documenti comprovanti gli introiti e gli esiti fatti nello interesse del Banco stesso . Dall ' estratto debbono distintamente risultare : l ' importo dei vaglia cambiari giornalmente emessi , i diritti percepiti per provvigioni ed accessori eventuali , il cambio riscosso , la natura dei pagamenti eseguiti e le specie delle valute incassato o pagate , indicando se di oro o di moneta cartacea . ART . 12 . ( Modificato col Regio Decreto 26 maggio 1904 , n . 323 ) . Col periodico invio della situazione del conto , di cui all ' articolo precedente , il corrispondente è tenuto a saldare la differenza risultante a proprio debito con tratte a vista sull ' Italia , a favore del Banco o anche , previ accordi , con tratte su Parigi , Londra , Berlino , Francoforte , Amburgo , Vienna , Trieste ed altre piazze da stabilirsi . In tale caso le rimesse saranno realizzate in Italia per conto e a rischio del corrispondente . Il Banco , inoltre , si riserba la facoltà di trarre sul corrispondente , nei limiti delle disponibilità a suo credito . ART . 13 . Qualora il corrispondente risulti in credito verso il Banco , riporterà il saldo a conto nuovo , con valuta dal giorno in cui lo sbilancio a suo favore si è verificato , per rimborsarsi dagli introiti posteriori . ART . 14 . In corrispettivo dei versamenti eseguiti , il corrispondente ha facoltà di chiedere al Banco il rifornimento di altri vaglia in bianco . ART . 15 . È obbligo del corrispondente d ' integrare la cauzione tutte le volte che avvengano ribassi nel valore dei titoli depositati , ed anche di sostituirli , a semplice richiesta del Banco , quando sieno esposti ad oscillazioni di prezzo gravi e frequenti . Non ottemperandovi , o non eseguendo , nel tempo e nei modi prescritti dall ' articolo 12 , il versamento delle somme risultate a debito del conto corrente , il Banco può chiudere anche immediatamente il conto e liquidarlo , compensandosi del proprio credito con la vendita della cauzione . ART . 16 . Per tutte le operazioni attinenti al servizio della raccolta , tutela , impiego e trasmissione dei risparmi degli emigrati italiani , i corrispondenti del Banco debbono tenere appositi libri , concordati col Banco stesso , che le regie Autorità italiane all ' estero , o speciali incaricati del Banco , hanno facoltà d ' ispezionare e controllare in ogni tempo , a semplice richiesta . DEI VAGLIA CAMBIARI . ART . 17 . Il Banco di Napoli è autorizzato a fabbricare un tipo di vaglia cambiario estero , speciale , del cui pagamento assume intera responsabilità . ART . 18 . ( Modificato coi Regi Decreti 26 maggio 1904 , n . 323 , e 22 febbraio 1906 , n . 46 ) . Il nuovo tipo di vaglia cambiario estero del Banco si suddivide in serie diverse , da determinarsi dal Banco , previa autorizzazione del Ministero del tesoro . Sono considerati di nessun valore i vaglia emessi per una somma che stia al di fuori dei limiti indicati dalla serie , salvo nel possessore del vaglia il diritto di farsi rimborsare dall ' Ufficio emittente la somma depositata . ART . 19 . ( Modificato coi Regi Decreti 26 maggio 1904 , n . 323 , e 22 febbraio 1906 , n . 46 ) . I vaglia cambiari esteri devono indicare il limite della somma per la quale possono essere emessi , e portano , sul recto , la formula di obbligazione : « Il Banco di Napoli per questo vaglia cambiario , pagherà a N . N . lire italiane .... .... » . Possono emettersi al nome del richiedente , o d ' altra persona da lui designata , e debbono indicare : a ) il numero progressivo di emissione ; b ) il luogo e la data di emissione ; e ) il luogo di pagamento ; d ) la somma , espressa in cifre e in lettere , da pagarsi in Italia , in moneta legale italiana , oppure in oro , se così è chiesto dal mittente , nel qual caso però , dovrà poi essere fatta , a cura della Direzione generale del Banco , prima di trasmettere le disposizioni di pagamento di cui all ' articolo 22 , la parità dei cambi tra il giorno in cui si ordina il pagamento e quello del versamento ; e ) la valuta precisa ricevuta dal corrispondente ; f ) la firma del corrispondente o del suo agente . ART . 20 . ( Modificato col Regio Decreto 26 maggio 1904 , n . 323 ) . I vaglia cambiari sono , inoltre , provvisti di una matrice e di uno scontrino , nei quali il corrispondente deve scrivere tutti i dati che vi sono richiesti . La matrice è trattenuta dal corrispondente . Il vaglia insieme allo scontrino , si consegna al richiedente , il quale conserva quest ' ultimo presso di sé . ART . 21 . ( Modificato col Regio Decreto 26 maggio 1904 , n . 323 ) . I vaglia cambiari esteri non sono trasmissibili per girata . Possono girarsi soltanto a favore del Banco di Napoli , con incarico di versare la valuta a Casse di risparmio , o di eseguirne il pagamento ad una o più persone , o enti , in determinate località . In tal caso il Banco resta autorizzato a prelevare dalla valuta del vaglia le spese postali occorrenti ad effettuare il pagamento . ART . 22 . ( Modificato col Regio Decreto 26 maggio 1904 , n . 323 ) . I vaglia cambiari emessi sono dal corrispondente elencati , giorno per giorno , su apposita distinta su modello prescritto dal Banco . Tale distinta deve spedirsi alla Direzione generale del Banco in fine di giornata , tutte le volte che abbia avuto luogo una emissione di titoli . Il Banco in base alle indicazioni contenute nella cennata distinta , provvederà a trasmettere le disposizioni di pagamento alle piazze designate . ART . 23 . ( Modificato col Regio Decreto 26 maggio 1904 , n . 323 . ) . La materiale estinzione dei vaglia cambiari esteri non può aver luogo in una piazza diversa da quella indicata sul titolo , salvo contraria disposizione della Direzione generale del Banco . Di regola i vaglia cambiari esteri sono pagabili presso il locale stabilimento , o il locale rappresentante o corrispondente del Banco . Nelle piazze in cui non vi sia una propria filiale o un proprio rappresentante o corrispondente , sono pagabili dalle filiali della Banca d ' Italia , sul continente , e da quelle del Banco di Sicilia , in Sicilia , e dove manchino le une e le altre dall ' Ufficio postale del luogo . ART . 24 . Nei rapporti tra il Banco di Napoli e gli altri due istituti di emissione resta stabilito che i vaglia esteri , pagati dai detti istituti , saranno presentati e conteggiati nelle operazioni di riscontrata tra gli istituti medesimi , con le norme vigenti . ART . 25 . ( Modificato col Regio Decreto 26 maggio 1904 , n . 323 ) . Nel caso di smarrimento o distruzione dichiarata , i vaglia possono essere duplicati per opera della Direzione generale del Banco di Napoli , a richiesta degli intestatari o dei mittenti , e i nuovi vaglia avranno la stessa intestazione di quelli smarriti o distrutti . Il pagamento del duplicato annulla l ' originale e viceversa . ART . 26 . La Direzione generale del Banco , basandosi sulle distinte di cui all ' articolo 22 , trasmetterà agli Uffici postali un avviso per ogni vaglia che debba dai medesimi essere pagato . Tali avvisi avranno corso in franchigia . ART . 27 . ( Modificato col Regio Decreto 26 maggio 1904 , n . 323 ) . Gli Uffici postali , dopo esatto confronto dei vaglia coi rispettivi avvisi , e dopo accertata l ' identità personale dei destinatari , nei modi prescritti dalle istruzioni , eseguiranno i singoli pagamenti . Sull ' importo dei titoli sarà corrisposto dal Banco un diritto uguale alla metà delle tasse stabilite per i vaglia ordinari interni , e cioè : centesimi 5 fino a lire 10 » l0 » » 25 » 20 » » 50 » 30 » » 75 » 40 » » 100 aggiungendo , successivamente , centesimi 10 ogni 100 lire o frazione di 100 lire . Tale diritto sarà conteggiato direttamente tra il Ministero delle poste e telegrafi e il Banco di Napoli . ART . 28 . I titoli pagati saranno descritti dagli Uffici sulle note di pagamento dei vaglia interni , e trasmessi , con questi , al Ministero nei modi e termini consueti . ART . 29 . I vaglia , il cui importo debba a richiesta degli emigranti essere convertito in deposito nelle Casse postali di risparmio , siano tali vaglia trasmessi con la mediazione del Banco di Napoli o direttamente dagli stessi emigrati , debbono essere sempre spediti al Ministero delle poste e dei telegrafi , Servizio dei risparmi con la relativa domanda , contenente le necessarie indicazioni . Nessuna ingerenza dovranno per ciò avere gli Uffici postali nell ' accettazione di siffatti depositi , che è riservata esclusivamente al Ministero . ART . 30 . Abrogato col Regio Decreto 26 maggio 1904 , n . 323 . ART . 31 . Mensilmente , od anche , occorrendo , a periodi minori , il Ministero delle poste e dei telegrafi comunicherà alla Direzione generale del Banco l ' elenco documentato dei vaglia pagati dagli Uffici postali , nonché di quelli convertiti in libretti postali di risparmio , e la Direzione stessa ne rimborserà l ' ammontare alla Cassa centrale del Ministero .
QUELLO CHE SUCCEDE A VENEZIA ( MORASSO MARIO , 1905 )
StampaPeriodica ,
Io credo che non vi sia città la quale si trovi nelle condizioni di Venezia . È tale la stranezza di ciò che avviene nell ' incantevole reggia , sollevata dal sogno di un nume sul mare , da turbare anche il discernimento del più lucido ed acuto osservatore . Gli occhi vigili di tutto il mondo sembrano continuamente appuntati su Venezia , a guardia della sua immunità e inviolabilità . Se si osa smuovere una pietra , se si ardisce di proporre qualche innovazione , si levano lagni proteste divieti da tutte le terre , da tutte le classi di persone , tanto che Venezia non pare più degli Italiani e neppure dei Veneziani , ma uno di quegli Stati incapaci di governarsi da sé e per i quali le varie potenze costituiscono una specie di consiglio internazionale di tutela , come l ' isola di Creta . Tutto il mondo interviene nelle faccende di Venezia ; ognuno che sgorbia una tela o sciupa del marmo , ognuno che sa tenere una penna in mano , ognuno che si è procurato il lusso di visitare Venezia o ne ha soltanto sentito parlare , si attribuisce il diritto di trattare gli affari di Venezia come suoi affari personali . Tutti poi , a conferma delle squisite doti di sensibilità , di raffinatezza , di gusto artistico , dei loro spiriti , si credono investiti della missione di difendere Venezia contro i supposti vandali che ne insidiano perennemente la divina bellezza . Tanta universale premura è toccante ma non è sempre divertente . A Venezia poi non si intende che discutere di arte , se ne parla sempre , la si mette avanti in ogni caso , non ci si preoccupa che dell ' arte e della bellezza ; è in nome dell ' arte che si propugnano e si condannano tutte le iniziative . La si nomina tanto e gli echi rispondono da tutte le parti del mondo , la si fa intervenire in tutte le faccende peggio della politica con tanta insistenza , se ne fa un tale abuso dell ' arte che a Venezia si direbbe essere tutto subordinato all ' arte , industria , comodità , ricchezza , igiene , tutto . L ' arte è su tutte le bocche , l ' arte è invocata a ogni istante , l ' arte è la norma suprema di Venezia , la bellezza vi primeggia su ogni altro scopo . Si vive adunque solo di arte a Venezia ! In questa terra privilegiata ogni cura volgare è adunque abolita , ogni misera competizione sul genere di quelle che affliggono gli altri comuni d ' Italia è qui scomparsa . Come una volta in Atene e a Firenze le uniche gare fra i cittadini sono rivolte al conseguimento della bellezza . Oh la più felice fra tutte le città ! Sembrerebbe infatti che dati tanti amorevoli ed alacri difensori , dato l ' assoluto predominio acquistatovi dall ' arte , Venezia dovesse essere più di qualsiasi altra città , sicuramente al riparo da ogni manomissione , da ogni tormento degli uomini e del tempo , dovesse essere gelosamente conservata e custodita contro ogni offesa . Sembrerebbe che a Venezia nulla si facesse se non ispirato da puri criteri d ' arte , che l ' arte vi si respirasse con l ' aria , che ciò che altrove è opera utilitaria dell ' industria e del commercio si trasformasse a Venezia in opera di bellezza . Sembrerebbe che Venezia , patria esclusiva dell ' arte , fosse l ' asilo immune da tutte le brutture , da tutte le profanazioni che altrove si commettono per avidità di guadagno , per le necessità della vita moderna . Sembrerebbe infine che a Venezia non potesse aver diritto di entrata se non ciò che è bello ed artistico e che fosse inesorabilmente respinto anche ogni più utile trovata del progresso se in contrasto con questo rigoroso programma di bellezza . E così si dice e si crede e le apparenze sono tali che tutti ne sono persuasi . L ' assordante coro che predica e decide in nome dell ' arte non lascia più intendere altra voce . Il culto della bellezza sembra spinto a tal segno da essere non solo creduto sincero , ma ritenuto tirannico fanatico e come tale molesto e irritante . Per poco io non sono stato addirittura aggredito da un pacifico negoziante il quale proprio in me , soltanto perché son solito scrivere di arte e perché in quel momento non trovavo troppo opportuna l ' idea di un grande banchetto pro Calabria in Piazza San Marco , era persuaso di scorgere uno dei tanti maniaci esteti , sistematici oppositori di ogni libera attività veneziana . - Ma non si potrà infine far più nulla in questa città , egli gridava brandendo la forchetta come un ' arme minacciosa , non si potrà più muovere un dito senza il consenso degli artisti i quali viceversa nulla fanno per la città ? Dovremo morir di fame , dovremo far di Venezia l ' ultima città del mondo in omaggio all ' arte ? Non si può più toccare un sasso , non si può suggerire un mutamento senza sentirsi gridare la croce addosso , come se tutto fosse sacro e intangibile ! - No , egregio signore , ella può serbare tutta la sua calma . Se a parole pare che le cose stiano così , in pratica , ella lo sa meglio di me , è tutto differente . È proprio Venezia , dove più si parla di arte fino a stancare , la città dove meno è tenuta in conto ; è proprio Venezia la città lasciata maggiormente in balìa del primo guastatore venuto , soltanto che si presenti in nome dell ' industria , e dove più impunemente si possa demolire e deturpare . Mentre , declamando retoricamente per l ' arte , si proibiscono e si arrestano le intraprese veramente utili , davanti alle quali anche l ' arte potrebbe sopportare qualche sacrificio ; per trascuraggine , per indifferenza , per gretteria , si distrugge , si mutila , si rovina senza necessità . Mentre per favorire il forestiero visitatore dei monumenti e delle bellezze veneziane sembra quasi che Venezia rinunci alla sua fierezza , alla sua dignità e al suo sviluppo , in realtà non concede al forestiero neanche quella elementare assistenza che egli ormai è abituato a trovare dovunque . Citerò rapidamente alcuni esempi . Non si voleva il ponte tra Venezia e la terra ferma ; soltanto per averlo proposto si è scatenata una tempesta ; sembrava che una minaccia esiziale fosse sospesa su Venezia , sulla sua incolumità , sulla sua poesia , sulla sua dolce laguna . Ebbene di ponti se ne son fatti due fra l ' acquiescenza di tutti , poiché tali si possono qualificare le condutture dell ' energia elettrica , costruite in laguna con una siffatta abbondanza di fondazioni in muratura e di torri metalliche come non sarebbe stata necessaria per fare un ponte effettivo . A Parigi città eminentemente moderna e industriale è vietato , soltanto per ragioni estetiche , di tendere fili metallici sulle strade ; talché persino i trams elettrici non possono avere conduttura aerea , ma debbono attingere l ' elettricità da un cavo sotterraneo ; a Venezia , ove questo divieto sarebbe stato indispensabile , non solo per l ' estetica ma per la conservazione , data la vetustà fragile degli edifizi , si intrecciano in aria ogni sorta di cavi e di cordoni metallici . All ' antica rete telegrafica e telefonica si è aggiunta quella nuova per la distribuzione dell ' energia elettrica e si è proceduto senza riguardo alcuno , come se si trattasse di una stazione ferroviaria . Ora poi si stanno collocando nuovi cavi telefonici , grossi come gomene di piroscafi , tanto che ognuno contiene cento fili ; ed ho veduto io tenderli ed agganciarli su sostegni di ferro infissi negli angoli marmorei dei palazzi del quattrocento . Pensate all ' effetto disastroso delle vibrazioni , di quel lungo e pesante cordone sospeso , trasmesse dal sostegno metallico all ' angolo su cui poggia ! Ma neanche nella più industriale e barbara città americana si procederebbe in tal guisa ! L ' incuria e l ' abbandono in cui giacciono i monumenti affidati adesso a maggior numero di commissioni vigilanti che non siano i visitatori , sono indescrivibili . A persuadersene basta far una corsa ai Frari , al chiostro dell ' Abbazia , alla desolata e sconciata chiesa di S . Gregorio . Circa i forestieri mi limito a dire che a una certa ora della sera e durante tutta la notte , quando appunto arrivano alcuni fra i treni più frequentati dai forestieri , come il treno di Milano delle 4.25 , proprio alla stazione non esiste più vigilanza di sorta . Ogni segno di ordine civile , di potestà pubblica è abolito ; non esistono più né leggi né guardie ; la sola legge è l ' arbitrio dei facchini e dei gondolieri che assalgono e insultano i forestieri e si rifiutano con male parole di prestare servizio al forestiero che ha la disgrazia di non andare a uno degli hôtels più di lusso . Guai a lui se ha la pretesa di alloggiare in un albergo di secondo ordine o in una casa privata ! È trattato peggio di un cane . La verità è che se tutti discutono a strillano , e mostrano di sdegnarsi o di cadere in deliquio soltanto se una foglia si muove a Venezia , facendo dell ' arte la più asfissiante delle oppressioni , niuno è sincero ; si tratta di gente che si arrampica su Venezia , che sfrutta davvero Venezia , per farsi notare con poca fatica . Niuno se ne occupa sul serio quando dalla pubblicità di un articolo o di un discorso si deve passare al lavoro vero e raccolto : i difensori allora si dileguano , si lascia fare ogni cosa come su terra da saccheggio . Venezia mi ha lasciato una profonda impressione di tristezza proprio in questi giorni in cui si teneva fra le sue mura il supremo concilio dell ' arte , in cui tutti i suoi immancabili brevettati difensori erano accorsi al suo invito . Non mi è mai sembrata più abbandonata .
ProsaGiuridica ,
Art . 1 . I prigionieri di guerra sono ammessi a far testamento secondo le forme e le norme stabilite negli art . 790 , 800 , 801 , 802 e 803 del Codice civile . 2 . Per la formazione degli atti di morte dei prigionieri predetti si osservano le disposizioni del capo V , titolo XII , libro I del Codice civile .
LA MIA COMPAGNA ( MORASSO MARIO , 1905 )
StampaPeriodica ,
Bisogna vederla quando io la invito a una gita sul mio minuscolo automobile ove a stento posso trovare un posticino e non molto comodo per lei ! La gioia entra in lei e la anima come la brezza nella vela . Il suo volto si increspa di sorriso , i suoi occhioni azzurri si rischiarano e brillano , le sue manine paffute battono l ' una contro . l ' altra giocondamente . Non fa tardare mai il consentimento , non è mai di mala voglia , non ha mai alcuno di quelli impicci femminili che capitano espressamente per mandare a monte i divertimenti meglio improvvisati . È sempre pronta e felice . Non c ' è mai pericolo che l ' invito la contrarii . La sua gioia si muta poi in fervore . Ella si veste , si appresta in due minuti , provvede a tutto ciò che le occorre , nulla dimentica . Anzi ricorda a me le cose necessarie ; va lei alla ricerca degli strumenti che possono abbisognare alla nostra macchina . Pensa alla chiave inglese e all ' oleatore , si mette in tasca del filo di ferro , delle pezze di gomma per medicare le ferite dei pneumatici , mi domanda se ho preso la manopola e la spina per il contatto elettrico , e fila giù per le scale prima ancora che io mi sia calcato sulle orecchie il berretto . Nel portico di casa ella entra in funzioni . Si tratta di estrarre il nostro sbuffante veicolo dalla sua cella . Ella non si rifiuta alla fatica ! Eccola affaccendata a tirare una ruota perché la macchina possa svoltare dall ' andito , e poi afferrata all ' asse posteriore per trattenerla nella scesa dei due gradini che ci separano dalla strada . Siamo quasi al punto ; ella ispeziona un istante il motore , toglie via un po ' di fango disseccato dal lucido recipiente della benzina , dà due o tre colpetti al galleggiante del carburatore , come ha veduto fare da me , per assicurarsi che la benzina è arrivata , un ultimo sguardo a tutto l ' insieme e ... in sella . - È bella è , la nostra quaranta cavalli ! ella esclama con un sorrisetto di orgoglio . Non occorre che io dica che il modesto ruotabile che viene pomposamente gratificato di una cifra così ingente di cavalli , non arriva a quattro . Ma il mio camerata in gonnella è ottimista e poi sente l ' amor proprio del proprietario , così da moltiplicare per dieci la forza del motore . Io mi arrampico per primo , mi accomodo in sella , dispongo le manette del gaz e della accensione per la partenza e poi l ' aiuto a salire . L ' impresa non è facile , sempre per la ristrettezza del posto . L ' afferro sotto le braccia la sollevo , ella sgambetta in aria , finché si appoggia più che non si sieda , su un mio ginocchio , punta i piedi sulla forcella della ruota davanti , si calca il berretto sugli occhi facendo sporgere ben innanzi la visiera , si accomoda i grossi occhiali sul nasino , e quando è convinta che la sua tenuta da chauffeuse è perfetta domanda : Andiamo ? Posso mettere il contatto ? - Via ! rispondo . Gravemente ella gira la manopola , compresa del miracolo animatorio che sta per compiersi , mentre con l ' altra mano si trattiene , aggrappandosi , al mio braccio . Siamo in un momento critico . Il demarrage della macchina non è tra i più facili , io debbo prima che il motore si avvii dare due o tre colpi di pedale . Per questo movimento un po ' brusco ella che non aveva altro sostegno che il mio ginocchio destro , si trova improvvisamente sbalzata su e giù alternativamente come se navigasse su un cattivo battello attraverso la Manica , durante una raffica . Ma neanche questo sballottamento la mette di cattivo umore , tutto al più le sue dita si contraggono più strettamente sul mio braccio per conservare l ' equilibrio . Per fortuna la raffica dura poco , il motore inizia la serie confortante dei suoi scoppi regolari che diventano sempre più frequenti come gli spari di molti fucili a ripetizione . Quello strepitio ritmico che fa voltare i passanti con un viso arcigno giunge alle nostre orecchie dolce come una musica . Non arriviamo come quel tale chauffeur maniaco a preferirlo a un motivo del Parsifal , tuttavia in quell ' istante ci riempie di contentezza . È il segnale che tutto va bene . E non è poco ! Veramente io mi sono affrettato troppo a rallegrarmi , poiché a cento metri da casa , proprio mentre ci si presenta un ' ardua salita sento che il motore cala e crepita più sordamente . Capisco che nella precedente agitazione delle sue gonne si deve essere spostata la manetta del gaz , forse si è quasi chiusa . Ma io non la vedo . E muovere le braccia è pericoloso poiché ella vi si appoggia . D ' altra parte non c ' è da esitare . - Stai attenta , debbo regolare l ' ammissione del gaz ! Ella ha capito , lascia andar le braccia , si afferra al manubrio . Io corro alla ricerca della manetta ribelle , la apro , si riparte a grande velocità . La salita è superata , siamo in cima , ella si rivolge , nel suo viso scintilla la soddisfazione della vittoria . - Hai visto , ella dice , come va bene ? Corre è ? È forte ! Non ha neanche sentito la salita . Come è bravo , poverino . E nella sua effusione ella parla alla macchina come ad un vecchio ( e non ha torto ) e fidato amico : " Caro , mi piaci tanto tanto ! " E così dicendo carezza con la mano il manubrio . La mossa è stata un po ' azzardata , ha cambiato le nostre condizioni di stabilità . Sento la mia compagna che scivola giù pian piano dal ginocchio . Decisamente la nostra vettura non è fatta per due . Ella però sta in guardia e , da svelto acrobata , puntellandosi con braccia e mani al manubrio come i ginnasti quando girano attorno alla sbarra si ricolloca ridendo su quell ' incerto sedile che è il mio ginocchio indolenzito . Ora si marcia , siamo usciti dalla città , davanti a noi si apre una lunga strada diritta , fiancheggiata da grandi platani . Sembra di camminare in un bel viale . Non ci sono né bestie né uomini in vista . Posso affidare una parte della manovra alla mia compagna che ne freme di voglia . Già si è voltata parecchie volte per mostrarmi il suo visetto desideroso e i suoi occhi interrogativi . Ella palpita di aspettazione . Niuna cosa le potrebbe fare maggior piacere del consentimento che io sto per darle . - Vuoi guidar tu ? io le chieggo . Non ho ancora finita la domanda che ella mi risponde con tre sì uno più giulivo dell ' altro . - Stai attenta al contatto , io l ' avverto . Se vuoi fermare non hai che da voltarla in dentro . Ma ella lo sa e questa volta mi risponde un sì quasi indispettito , mentre si impadronisce del manubrio che le sue manine di fata non riescono neppure a stringere interamente . Per ogni buon fine io rallento un po ' l ' andatura , ma ella vuol correre , e mi incita : Via , via ! Metto un po ' di avance , la corsa si accelera . Via , via ! ella ripete . Ed ella è veramente bellissima così infervorata dalla ebbrezza della corsa . Dà gioia a vederla . Ma ancora più ammirevole è la sua posa , è l ' intensità della sua attenzione . Pare un corridore su un formidabile arnese di velocità . Il corpo è incurvato sulle braccia fissate alle estremità del manubrio , il capo col berretto calato sotto le orecchie e con gli occhiali che lo ricoprono per metà è tutto proteso in avanti con un gesto risoluto e scrutatore . Ella vibra all ' unisono con la macchina , le due vite si fondono in una . Io non la ho mai veduta così assorta , io son sicuro che non passa in lei una sola sensazione estranea al suo atto . Ha posto tutta sé stessa in quella funzione , come se compisse qualche cosa di solenne , di decisivo , qualche cosa che la innalza ad una altezza sconosciuta . Il mondo , io compreso , è scomparso per lei . E per richiamarla a me e alla realtà medito un piccolo tranello . Senza che però ella mi sproni , aumento io la velocità , metto progressivamente più avance . Come un sensibile puledro la macchina sente la spinta , il suo galoppo si fa più rapido , lo strepito del motore si è convertito in un ronzio . Si vola . Naturalmente i miei piedi sono sul freno e una mia mano di nascosto tiene il manubrio . Ah ecco che essa si volta , nulla dice , si rivolta ancora , non vorrebbe farlo parere . Non ride più , il suo suddito è diventato ora più forte di lei . Ella ne ha la coscienza vaga e nel suo voltarsi verso di me vi è come la richiesta di un supplemento di autorità . Finalmente si decide : Non ti pare che vada troppo presto ? E con la manina fa compiere un mezzo giro alla manopola e toglie l ' accensione . Il piccolo gesto le ha ridato tutta la fiducia , le ha mostrato tutta la sua potenza , poiché è stato sufficiente a tagliare il tendine del mostro dianzi indomabile . E sotto gli occhiali che le nascondono mezzo viso scorgo i suoi occhi lampeggiare di fierezza , come prima stavano per inumidirsi di lacrime . Mi avvedo ora che mi sono dimenticato di presentarvi la mia incomparabile compagna . Riparo alla dimenticanza . Ha cinque anni . È mia figlia .