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> anno_i:[1940 TO 1970}
StampaQuotidiana ,
A Chicago , come si accorge ben presto il signor X , batte il cuore degli Stati Uniti , più che a Washington , capitale politica , più che a Nuova York , capitale intellettuale . Brutta e brutale , proliferata in riva allo sterminato lago Michigan con la spontaneità sorda e apparentemente inanimata dei vegetali ( ma un vegetale gigantesco , di quelli che riempivano la terra nelle epoche geologiche ) Chicago , capitale industriale degli Stati Uniti , non sembra essere a prima vista che un immenso accampamento produttivo ( ci sono state prima le fabbriche o prima le case di abitazione a Chicago ? Difficile a dirsi ) in cui l ' Utilità ha regnato fin dagli inizi , dittatorialmente , senza mai permettere che la sua naturale oppositrice , la Bellezza , salisse al potere , foss ' anche per governare un solo giorno . Eppure , forse appunto perché schiacciata dall ' Utilità , pensa il signor X , Chicago sogna la Bellezza , con un ' intensità e ingenuità maggiore che altrove in America . Non è un caso , per esempio , si dice il signor X penetrando in una sala del museo d ' arte moderna e restando a bocca aperta davanti alla Grande Jatte di Seurat che riempie un ' intera parete , non è un caso che a Chicago si trovino alcune tra le più belle collezioni di arte moderna del mondo intero . Non è un caso , insomma , che questa Grande Jatte , pittura meravigliosa , paragonabile soltanto alle grandi composizioni del passato , alla Resa della città di Breda di Velàzquez o all ' Inumazione del Conte di Orgaz del Greco , questo quadro dorato dal sole declinante della vecchia Europa , si trovi nella città dei macelli , delle fabbriche , dei gangsters , dei miliardarii delle industrie alimentari e della " Chicago Tribune " del defunto ( or è qualche giorno ) colonnello Mac Cormick . Non è un caso neppure , pensa ancora il signor X , allontanandosi con rammarico dalla Grande Jatte , che , per esempio , ieri sera , egli abbia trovato nella casa di un agente di borsa la maggiore collezione di dischi microsolco che egli abbia mai visto ; o che l ' altro giorno abbia assistito in casa di un sensale di terreni ad una fervida e ben informata discussione sulla poesia modernissima . Non è un caso , no , conclude il signor X avviandosi all ' uscita del museo attraverso le sale piene zeppe di bellissimi quadri di Monet , Manet , Cézanne , Van Gogh , Gauguin e via dicendo : Chicago è un gigante di ferro ma con un cuore umano . E mentre è vero che Chicago deve la celebrità al suo carattere quasi esemplare di città tutta dedita alla produzione industriale , non è meno vero che moltissimi scrittori e artisti d ' America sono nati qui o nei dintorni , per esempio Hemingway , Mark Twain e tanti altri . Dopo il museo d ' arte moderna , il signor X se ne va lungo il Lake Front al museo di storia naturale . Il signor X ama questo genere di museo molto americano , dove dietro grandi vetrine , impagliati e circondati da scenarii a colori che ne riproducono l ' ambiente naturale , si possono vedere esemplari della fauna d ' America come il bisonte , l ' orso grigio o grizzly , l ' alce , la foca e il gattopardo . La fede nell ' evoluzionismo darwiniano è testimoniata da una serie di vetrine in cui l ' uomo passa lentamente da una condizione quasi scimmiesca ( la prima famiglia umana è rappresentata da tre fantocci , madre padre e bambino , irsuti , di bassa fronte , prognati , nocchieruti e ignudi , in atto di divorare crudo un povero cervo mezzo scarnificato ) alla civiltà già sofisticata delle palafitte . Ma il signor X è soprattutto attirato dagli scheletri dei grandi mostri preistorici che in America sono stati ritrovati un po ' dappertutto in ottime condizioni di conservazione . Eccolo per esempio girare intorno il Diplodocus , il più grande di tutti , un lucertolone gigantesco vissuto nelle praterie d ' America parecchie decine di milioni di anni or sono . Sarà lungo , pensa il signor X , una trentina di metri e doveva avere , almeno a giudicare dalla grandezza delle costole simili a cerchi rotti di una botte immensa , un corpaccio barcollante su brevi ( relativamente ) zampe ; preceduto da una testa molto piccola e seguito da una coda sottile e lunghissima che doveva strisciare tra le alte erbe per un pezzo dopo che l ' animale ci aveva impresso le sue orme mostruose . Un cartello ai piedi dello scheletro avverte che esso fu trovato in una cava dell ' Utah e qui portato , pietra e tutto , e poi che ci vollero cinque anni per liberarlo dalla sua tomba di sasso , pulirlo , smontarlo e rimontarlo , debitamente imbevuto di una sostanza chimica che impedisce alle ossa di andare in polvere . Eh , pensa il signor X , l ' America è proprio il paese dei Dinosauri ; milioni e milioni di anni or sono questi mostri scorrazzavano per le praterie del Middlewest e poi perirono tutti per qualche motivo misterioso probabilmente connaturato alla loro stessa grandezza . Oggi su queste stesse praterie scorrazzano mostri altrettanto smisurati , le cosiddette grandi Corporazioni dell ' acciaio , delle automobili , degli alimentari , delle sigarette e via dicendo . Che c ' è , si domanda il signor X , che c ' è nell ' aria , nell ' acqua , nel suolo d ' America perché qui ogni organismo cresce fuori della misura umana , mostruosamente , e diventi colossale , così i sauriani preistorici come le società industriali di oggi ? Tutto in America diventa colossale , ma la testa di questi colossi rimane piccola ; e la loro stessa grandezza li espone un giorno o l ' altro ai colpi dell ' uomo , di loro tanto più piccolo . E i mostri periscono e periranno , finché il mondo sarà un mondo umano e l ' uomo ne sarà il centro . Il signor X , dopo il museo d ' arte moderna e il museo di storia naturale , pensa di dovere anche una visita allo Stockyard , luogo famoso dei massacri di bovini e suini , descritto più e più volte dagli inorriditi ( ma non vegetariani , ahimè ) scrittori d ' Europa . Il signor X scopre che non potrà assistere a quei famosi massacri perché le grandi società alimentari hanno finalmente deciso di devolvere una parte dei loro guadagni all ' ammodernamento dello Stockyard , in altri termini alla costruzione di un campo di sterminio veramente scientifico . Non resta dunque al signor X che recarsi nel sobborgo dove si trova la Stockyard e lì prendere la ferrovia sopraelevata e contentarsi di gettare uno sguardo panoramico sul luogo dei macelli . Il signor X , come arriva nel sobborgo , è colpito una volta di più dal particolare aspetto della civiltà industriale là dove essa non si cura di adornarsi , sia pure in maniera goffa e retorica , e si mostra nella sua nudità utilitaria . Quel che fa più impressione al signor X , in quelle strade devastate ma irreprensibilmente squadrate ad angolo retto ( strana combinazione della geometria e dello squallore ) è l ' assenza assoluta del vecchio e dell ' antico che sono così frequenti anche nei quartieri più poveri delle città rurali e artigiane d ' Europa . Case , fabbriche , pubblicità , vetrine , insegne , lampioni , magazzini , ciminiere , muri e marciapiedi , tutto in queste strade è scaduto e cadente , ma non vecchio né antico . Sono luoghi quasi metafisici , pensa il signor X , non privi di una loro terribile patetica bellezza , i quali ricordano un poco i paesaggi urbani dei primi film di Chaplin girati nel West End di Londra . Luoghi , per tutto dire , dove l ' industria ha sostituito la natura , perfino , si direbbe , nelle facce degli abitanti , e mostra chiaramente di essere di molto inferiore alla sua rivale . Il signor X cammina tra i detriti , i rottami di vetro e i pezzi di assi , lungo un alto muro scuro e pensa che in definitiva la civiltà industriale è condannata dal solo fatto di non sapere creare un muro , un vero muro di mattoni , dall ' intonaco screpolato e indorato dalle intemperie e dal sole , inverdito dai muschi , illeggiadrito dai rampicanti . O il muro è nuovo fiammante , di cemento brutale o di mattoni che sembrano di ferro e non di terracotta , oppure è già cadente , nero , spaccato , non vecchio né antico ma morto . Ecco la scala di ferro che porta con molti gradini di ferro alla piattaforma di ferro della ferrovia sopraelevata , ecco il treno che sbuca , si direbbe , dal cielo , e si arresta in un fracasso di ferraglia . Il signor X siede dentro lo scompartimento di fronte ad un negro gigantesco e , al suo modo africano , bellissimo , tutto vestito a nuovo , color blu pervinca chiaro , con delle grandissime scarpe nere lucidate alla perfezione ( le scarpe dei negri , agli Stati Uniti , sono sempre lucide , i negri sono i soli che se le puliscono da sé ) . Il signor X guarda al negro e pensa : " Da dove vieni ? Sei nato a Chicago , in un quartiere un tempo elegante e abitato da bianchi facoltosi e poi la tua famiglia affittò con un sotterfugio attraverso un prestanome bianco una di quelle belle villette e allora tutti i bianchi , dopo due o tre agitate assemblee , decisero di fuggire e adesso il quartiere è abitato da soli negri e ci stanno in sei per ogni stanza e i bianchi evitano di passarci dopo il tramonto ? " Oppure attirato dagli alti salari come tant ' altre centinaia di migliaia di tuoi consanguinei hai lasciato qualche addormentata città del Sud , dove ti toccava osservare la linea di discriminazione tra bianchi e negri , frequentando scuole per soli negri , salendo in tram per soli negri , mangiando e bevendo in locali per soli negri e sei venuto qui a Chicago dove c ' è lavoro per tutti e nessuno guarda al colore della pelle e i salari sono eguali per bianchi e per negri ? E che fai ? A giudicare dalla larghezza delle spalle , dalla statura , dai muscoli che affiorano sotto la stoffa sottile dell ' abito , potresti essere pugilista , lottatore , campione di qualche sport pesante . Oppure sei suonatore di saxofono o di oboe in qualche orchestrina specializzata in musiche del Sud , e tutte le notti te ne stai in un minuscolo music hall , sul palco , e suoni con i tuoi compagni e ti abbandoni a prestigiose variazioni col tuo strumento , sfogando il tuo senso di ritmo ancestrale ? " E che c ' è dentro la tua testa che sembra di lucido ebano scolpito , un vero ebano durissimo d ' Africa , dietro i tuoi occhi e il tuo sorriso ambedue bianchi che sembrano intarsiati con l ' osso nell ' ebano , sotto la tua fronte sulla quale le potenti lozioni antiricci non sono riuscite a spianare del tutto l ' originale ricciutezza ? Quali pensieri , quali rancori ? A giudicare dal tuo largo sorriso , dalla tua cortesia verso i vicini , dalla tua aria soddisfatta , tu sei un uomo in pace con te stesso e con gli altri . Sei , cioè , un negro che vive secondo i suoi gusti e i suoi istinti , e non secondo i gusti e gli istinti dei connazionali bianchi , un negro , insomma , in cui sono ancor vivi il senso del ritmo , la immaginazione infantile , l ' emozione pronta della razza . Ecco ci siamo , la ferrovia che nella sua corsa aerea sembra puntare verso i più lontani e fumosi orizzonti di Chicago , adesso passa al disopra di uno strano paesaggio : innumerevoli , rozze , campestri staccionate delimitano a perdita d ' occhio innumerevoli recinti nei quali , code contro corna e corna contro code , stanno pigiati i poveri bovini in attesa di essere uccisi . Il treno si ferma , il signor X , per meglio vedere , si affaccia sulla piattaforma e subito investe le sue narici un fortore di sangue accagliato di carogna ancor fresca . Tra i recinti si levano qua e là edifici anonimi che portano scritti sui muri i nomi delle firme alimentari ; tubi enormi si dipartono da questi edifici dirigendosi a mezz ' aria verso non meno enormi serbatoi . Il signor X contempla questo triste paesaggio con occhio perplesso ; lo Stockyard , comunque , gli sembra del tutto intonato con quanto ha veduto sinora agli Stati Uniti ; macello di massa per l ' alimento delle masse , esso trae il suo carattere sinistro proprio dalla quantità , questa fatalità dell ' America . Un bue tratto dalla stalla per la cavezza dal contadino , pensa il signor X , per essere condotto al macello poco distante del villaggio , non fa che pietà ; ma migliaia di buoi assembrati dentro le staccionate dello Stockyard in attesa del colpo di coltello e subito dopo delle varie macchine confezionatrice che ne ripartiranno la carne in tanti barattoli gaiamente multicolori , fanno riflettere e ispirano un senso di vanità e di paradossale ribrezzo . Dopo la visita allo Stockyard , il signor X , per rinfrancarsi , sente il bisogno di qualche cosa di forte : si è ormai americanizzato il signor X , e verso il crepuscolo , come tutti gli americani prova il desiderio di rimontarsi con un doppio whisky o con un gin and tonic . Ecco sulla passeggiata lungo il Lago Michigan , la mole brutale e nerorossastra del Conrad Hilton Hotel . Conrad Hilton , proprietario di alberghi in tutti gli Stati Uniti , è uno di quei dinosauri , appunto , che oggi scorrazzano indisturbati ( la legge antitrust appena appena li sfiora , arma debole in mani deboli ) per la vastità dell ' America . Il signor X ricorda vagamente che si parlò l ' anno passato di costruire addirittura una di queste mostruosità del signor Hilton anche sul gentile Monte Mario , sopra Roma . A malincuore il signor X s ' ingolfa nelle fauci dell ' albergo . Soffitti sovraccarichi , colonne dorate , sale a pianterreno piene di negozi e di uffici , erti tappeti di un gusto più che dubbio , l ' albergo è anch ' esso un dinosauro di tipo ottocentesco , pratico , lussuoso e temibile . Ecco un antro oscuro che porta a lettere violette di neon la scritta rassicurante : bar . Il signor X penetra in un buio quasi completo , si inerpica su uno sgabello , ordina la sua bevanda . Dall ' oscurità una voce allegra esclama , in italiano : " Ma che fa di bello qui a Chicago , signor X ? " Il signor X aguzza gli sguardi e , guarda caso , riconosce nel barman certo Michele , anni fa incontrato a Capri dove lavorava come cameriere . " E lei che fa di bello a Chicago ? " " Come vede , il barman . " " E ci si trova bene ? " "Benissimo." " Non rimpiange l ' Italia qualche volta ? " "Mai." " Ma l ' Italia è pur tanto più bella di Chicago . " " Eh sarà vero , ma non si vive di sola bellezza . " Su questa risposta , il signor X è lasciato al suo gin and tonic , e alle sue riflessioni .
StampaQuotidiana ,
Chicago - Tutti , perfino i comunisti , sono d ' accordo nel riconoscere che gli Stati Uniti oggi conoscono un ' era di prosperità mai vista prima d ' ora anche in un Paese come questo nel quale il flagello antico della carestia è stato debellato da tempo . I capi delle Grandi Corporazioni e le riviste e i giornali che ne sono i portavoce sono giubilanti : mai sono state fabbricate e vendute in America tante automobili , tante sigarette , tante case , tante macchine casalinghe , tanto scatolame alimentare , tanto petrolio , tanto acciaio , tanti prodotti chimici , tanti manufatti d ' abbigliamento . La produzione annua generale della Nazione è salita da 357 miliardi di dollari nel 1954 a 380 miliardi secondo le cifre dei primi quattro mesi del 1955 , ossia con un aumento di 23 miliardi di dollari . È stato inoltre calcolato che nel campo delle case e dell ' arredamento , il 28 per cento del pubblico quest ' anno farà acquisti di contro al 26 per cento di un anno fa ( questa cifra è importante perché come dice lo slogan dell ' economia classica : " quand le bâtiment va , tout va " ) . Quanto alle automobili si ha un aumento dal 14 per cento del pubblico al 16 per cento . Non parliamo delle cifre che riguardano i viaggi , i divertimenti , gli apparecchi radio e televisivi , le bevande e le sigarette : anche esse hanno raggiunto cifre mai viste e tendono a salire . La borsa del resto conferma la prosperità con un bull - market ( mercato al rialzo ) persistente e ottimistico . Il toro ( bull ) della prosperità insomma , galoppa in salita mentre l ' orso ( bear ossia ribasso ) dorme della grossa . Ciò che significano queste cifre , d ' altra parte , qualsiasi viaggiatore può capirlo percorrendo gli Stati Uniti e guardando semplicemente intorno a sé . Le automobili che in Italia sono ancora un lusso e agli Stati Uniti sono una necessità ma dovunque sono un indice eloquente della prosperità di un Paese ( 1500-2000 dollari ossia un milione e un milione e trecentomila lire per macchina ) , le automobili dicevamo , sono la prima cosa che si nota agli Stati Uniti . Basta affacciarsi alla finestra di un grattacielo che guardi sull ' East River e sulla strada sopraelevata che corre intorno Manhattan , a Nuova York , per rimanere addirittura sbalorditi dalla immensa quantità di macchine poderose , grandi lussuose che corrono in quadruplice fila , nei due sensi , dalla mattina alla sera e dalla sera alla mattina , senza tregua , in un furioso e ossessionante carosello , simili a festuche di paglia lanciate nel vuoto da un turbine incessante di vento . Queste miriadi di macchine indicano due aspetti della prosperità americana : la capacità finanziaria che permette di acquistarle sia pure a rate , e la necessità di adoperarle per correre ai più diversi affari e occupazioni . Tutti o quasi hanno la macchina ; e certamente una delle visioni più impressionanti agli Stati Uniti sono gli immensi parcheggi per le automobili degli operai , ai margini delle grandi fabbriche di Nuova York , di Chicago , di Detroit e delle altre città manifatturiere . Se si pensa che il salario medio americano si aggira intorno i 300-400 dollari mensili si capirà che soltanto un ' ondata di prosperità mai vista può permettere al salariato di risparmiare sul suo mensile la somma di denaro che ci vuole per acquistare un ' automobile . Altra cosa che il viaggiatore noterà senza sforzo è il gran numero di case , casamenti nuovi costruiti in questi giorni negli Stati Uniti . A Nuova York , lo Stato , il Comune , le imprese private buttano giù interi quartieri di slums e casupole della fine e della prima metà dell ' Ottocento e li sostituiscono con pochi ma giganteschi mezzi grattacieli , di mattoni rossi , turriti e isolati , collegati tra di loro da anelli di parchi pubblici e di viali alberati . A Chicago c ' è in pronto un programma per abbattere decine e decine di strade di vecchie stamberghe e costruire nuovi casamenti di appartamenti per la popolazione operaia che in quella città cresce ogni anno con ritmo accelerato . A San Francisco , ai margini della città , sono nati interi quartieri per la classe media , di villette e cottages di vario tipo ( ma l ' effetto generale è di una grande monotonia ) tutti civettuoli , graziosi , forniti di verone con colonne , giardinetto , garage . Si potrebbe continuare . Ma basterà ricordare ancora una volta quel che significa il boom delle abitazioni per l ' economia di qualsiasi Paese : un ' infinità di oggetti , di manufatti , di prodotti di ogni genere i quali , poi , appunto , portano a loro volta maggiore occupazione , maggior giro di denaro , maggiore prosperità . Occorre tuttavia precisare il carattere di questa prosperità americana : la stessa parola " prosperità " potrebbe indurre molti a pensare che si tratti di un ' esplosione insolente di abbondanza , di opulenza , di lusso e di sciupio . Costoro sbaglierebbero , come sbagliano spesso in Europa coloro che giudicano l ' America dalle immagini fallaci del cinema di Hollywood e delle riviste in rotocalco . In realtà il carattere principale della presente prosperità americana è la sua mediocrità , congiunta , però , ad un elevato grado di diffusione . Anche qui le cifre parlano un linguaggio eloquente : prima della grande crisi del 1929 i ricchi erano molto più ricchi e i poveri erano molto più poveri . E difatti : tra il 1929 e il 1950 la percentuale del reddito nazionale percepito in forma di salarii , di mercedi , di pensioni e di sussidi contro la disoccupazione è salita dal 61 per cento al 71 per cento ; mentre i dividendi , le rendite e gli interessi delle classi privilegiate sono discesi dal 22 per cento del reddito nazionale al 12 per cento . Quanto dire che oggi si assiste al fenomeno di una discreta ma nient ' affatto impressionante agiatezza diffusa sopra un larghissimo strato della popolazione , la famosa middle class americana o classe media che è quella che dà il tono al paese ed è soltanto fino ad un certo segno la borghesia di ottocentesca accezione . Chi credesse , dunque , che l ' americano medio oggi sia ricco commetterebbe lo stesso errore che se stimasse ricco colui che possiede tutto quel che ci vuole per un genere di vita standard ossia , appunto , limitato alle necessità di una civiltà come quella degli Stati Uniti . L ' americano medio oggi non soltanto non è ricco ma spesso deve contare i soldi che ha in tasca prima di sbilanciarsi in qualche spesa fuori dell ' ordinarlo . Per converso , pur non disponendo di molto denaro , l ' americano medio oggi mangia , abita , veste , si diverte e viene trasportato in una maniera che cinquant ' anni or sono era ancora quella di un gruppo di cittadini molto più ristretto . In altri termini il tenore di vita dei privilegiati di un tempo si è esteso oggi alla maggioranza della popolazione , contribuendo tra l ' altro a creare uno dei tratti originali di questo Paese , cioè una civiltà basata sopra una sola classe tutta eguale , dall ' Atlantico al Pacifico , per gusti , mentalità , livello economico e abitudini . S ' intende che quando si parla di tenore di vita non si allude al superfluo che è pur sempre appannaggio di pochi , ma al necessario . Però il necessario dell ' America è spesso il superfluo di molti Paesi d ' Europa e d ' Asia . Forse dalla mediocrità stessa di questa prosperità , dalla sua mancanza di margini , dalla sua relativa novità deriva il senso di inquietudine , di preoccupazione e di paura che , pur sotto la brillante superficie , il viaggiatore avverte subito agli Stati Uniti così nelle conversazioni private come nella varia pubblicistica sull ' argomento . La presente prosperità non è pazzamente fiduciosa e speculativa , ingenua e sfrenata come quella degli anni antecedenti la crisi del 1929; è una prosperità doppiata di consapevolezza economica , sociale e politica . Per così dire in ogni americano medio oggi sonnecchia o sta sveglio un economista abbastanza edotto delle leggi del mercato , sempre in allarme e sempre inorecchito . Con altra metafora , forse logora ma sempre efficace : alla tavola non troppo opulenta dell ' americano medio di oggi , come alla tavola di Macbeth , siede in perpetuità uno spettro , quello della grande crisi del 1929 . In Europa forse non ci si rende abbastanza conto che la crisi del 1929 è stata agli Stati Uniti l ' avvenimento nazionale più importante dopo la guerra civile del secolo scorso . La crisi del 1929 , scoppiata in un Paese la cui economia da tempo non aveva più carattere artigianesco e locale , bensì era fondata sulla fiducia , creò una volta per sempre , coi semplici e diretti mezzi educativi della disoccupazione , della fame e dello spavento una coscienza economica ancora oggi inesistente in Nazioni molto più povere degli Stati Uniti . Quanto dire che anche per questo aspetto , l ' America è il Paese più moderno del mondo : a caro prezzo essa ha acquistato una consapevolezza del fatto economico che nel campo della profilassi politica e sociale equivale alla consapevolezza igienica in quello delle malattie . Tutti possono prendere , poniamo , la peste ; ma già un passo avanti nell ' evitarla è sapere che la si può prendere e attraverso quali agenti . Quel che avvenne nel 1929 lo dice molto bene l ' economista J.K. Galbraith nel suo bel libro The Great Crash , nel quale la grande crisi è descritta con un senso arguto e rassegnato della follia umana molto simile a quello che informa la descrizione manzoniana della peste di Milano : " Parecchi erano affamati nel 1930 , nel 1931 , nel 1932 . Altri erano torturati dalla paura di diventare affamati . Altri ancora soffrivano dell ' angoscia di scadere in decoro e rispettabilità passando dall ' agiatezza alla miseria . Altri finalmente temevano di scadere . Intanto tutti soffrivano di un senso di assoluta disperazione . Niente , sembrava , poteva esser fatto per fermare la crisi . " Ma ancor più interessante , ci pare , è notare che al capezzale del malato , negli anni dopo il '29 , c ' erano due medici , l ' uno pessimista e l ' altro ottimista ( relativamente ) . Il medico pessimista , Marx alla mano , considerava la depressione come una delle crisi cicliche del capitalismo e prevedeva un succedersi di tali crisi sempre più ravvicinato e sempre peggiore , fino al crollo finale . Il medico ottimista , Keynes alla mano ( la Teoria generale di Keynes è del '36 , ma l ' azione di Keynes nel campo della teoria economica risale ad alcuni anni addietro ) , affermava , invece , secondo le parole di Galbraith ( Il capitalismo americano ) che : " le variazioni nella produzione e nell ' occupazione globale sono parte intrinseca di un processo mediante il quale l ' economia si adegua da sé ai movimenti negli investimenti e nel risparmio e che di conseguenza né la depressione né l ' inflazione sono anormali . " In altri termini tutto il divario tra i due medici consisteva in due parolette : il medico marxista considerava la crisi " anormale " ossia mortale : il medico keynesiano la considerava " normale " ossia guaribile . Non stiamo qui ad indagare chi in teoria avesse ragione tra i due ( probabilmente tutti e due : Marx è l ' economista dei Paesi poveri e Keynes l ' economista dei Paesi ricchi ) ; ricordiamo soltanto che in pratica fu adottata la diagnosi ottimista e la conseguenza fu il New Deal di Roosevelt ossia l ' intervento dello Stato come elemento equilibratore , stimolante e di controllo . Però la scuola marxista , come è noto , afferma che dopo ogni crisi il capitalismo non riesce più a riprendersi in misura superiore a quella raggiunta nel ciclo precedente . Senza voler sottovalutare molti fattori esterni ( le forniture di guerra , la scomparsa momentanea dal mercato mondiale del Giappone e della Germania , il riarmo ecc. ecc . ) bisogna dire che , per ora , almeno , i fatti danno torto a questa scuola : il capitalismo americano ha senza dubbio , nella presente prosperità , superato gli indici di produzione del 1929 . Da tutto questo però è rimasto , come si è detto , nell ' animo dell ' americano medio di oggi un profondo senso di insicurezza e di paura . E se Keynes dopotutto potesse aver torto e Marx potesse aver ragione ? E più modestamente e meno intellettualmente : se un ' altra crisi come quella del 1929 si scatenasse all ' improvviso prendendo di sorpresa pubblico e autorità e mettendo sul lastrico dodici milioni di lavoratori e salariati come nel 1929 ? Ma questo senso di insicurezza e di paura , come è stato già accennato , altro non è che coscienza economica ( tutte le coscienze sono scomode e dolorose ) , e a sua volta la coscienza economica è un fatto politico nuovo di cui i governanti americani debbono tener conto e che , agli effetti pratici , ha modificato e sta modificando profondamente il carattere originario del capitalismo agli Stati Uniti . Il già citato Galbraith osserva : " Una buona conoscenza di quanto avvenne nel 1929 è la nostra migliore salvaguardia contro il ripetersi dei più infelici eventi di quei giorni ... Il carattere principale della fuga dalla realtà che ebbe luogo nel 1929 fu che la crisi travolse anche le autorità " . Dove si deve leggere che la grande novità della presente situazione rispetto a quella del 1929 ha due aspetti : 1 ) la conoscenza dei fatti già avvenuti ; 2 ) la ferma decisione delle autorità ( ossia il Governo ) di non lasciarsi più travolgere dalla crisi . Quanto dire che il capitalismo americano è ormai integrato nella sua azione e nel suo sviluppo dal controllo , dall ' assistenza e dagli interventi dello Stato . Ossia che ha abbandonato la strada dell ' economia classica liberale per quella , ancora oscura e incerta , della tecnocrazia , della pianificazione e dell ' intervento statale . Una strada , come tutti possono facilmente intendere , che può portarlo molto lontano e trasformarlo completamente . Difficile è dire che cosa succederebbe nella realtà se una crisi come quella del 1929 si ripetesse . Dovunque in America si sente dire che il Governo ha in pronto , in questo caso , una serie di controlli e un programma massiccio di lavori pubblici e di aiuti . Evidentemente il Governo si rende conto dell ' incalcolabile portata politica e sociale di una crisi simile ed è deciso a tutto pur di evitarla . A questo lo sprona , oltre alla pressione interna e politica della consapevolezza economica degli americani , anche , bisogna riconoscerlo , la guerra fredda , ossia il contrasto con la Russia marxista . In fondo , si tratta quasi di una scommessa , sia pure su scala gigantesca e mondiale : da una parte la Russia sovietica attraverso i suoi portavoce e tutta la sua azione politica punta sul crollo finale del capitalismo americano per mezzo di un susseguirsi di crisi cicliche ; dall ' altra l ' America vuol dimostrare coi fatti che l ' astrologo comunista ha torto . Il tempo , che non lavora mai a favore di una parte o dell ' altra bensì a favore soltanto di una inconoscibile e imprevedibile realtà avvenire , dirà forse la parola definitiva su questa scommessa . Tuttavia i cambiamenti e le riforme ( come per esempio quella recente del salario minimo garantito ) provocati dalla scommessa medesima sono già in atto , e danno ragione a quanti , come noi , considerano l ' economia degli Stati Uniti in fase non già di involuzione , ma di sviluppo e di metamorfosi .
StampaQuotidiana ,
Chicago - La lettura dei giornali , per chi sappia scovare le informazioni e raggrupparle secondo un certo ordine e significato , è sempre istruttiva . Nei giornali di Nuova York , di Chicago e di altre città degli Stati Uniti non sono infrequenti notizie di questo genere : " Ieri notte la guerriglia tra le ' gangs ' di minorenni è scoppiata di nuovo a Bronx , per la seconda volta in ventiquattr ' ore . Una ragazza quindicenne è stata ferita da un colpo di rivoltella e il suo compagno è stato colpito con un tubo di piombo . Il compagno portava una giacca con la scritta ` Cobra ' sulla schiena . Alcuni ragazzi gli chiesero se facesse parte della ' gang ' dei Cobra . Alla sua risposta affermativa , uno degli aggressori lo colpì alla testa con un tubo di piombo . La ragazza prese la fuga urlando e allora un altro trasse la rivoltella e sparò due volte ferendola ad una spalla . Quindi la ' gang ' fermò un taxi , vi salì e si dileguò . Oppure : " X . Y . , diciassettenne capo di una ' gang ' di giovanissimi malfattori nel Bronx , è stato arrestato e portato alla sede della polizia di Morrisania sotto accusa di estorsione . Per alcuni mesi , da marzo a novembre , X . Y . aveva terrorizzato un vecchio droghiere costringendolo a pagargli cinque dollari alla settimana come contributo di ' protezione ' ; ossia , a quanto sembra , un dollaro per ogni membro della ' gang ' da lui capeggiata " . Oppure ancora : " Ieri mattina in Columbus Avenue due guardie in servizio di pattugliamento stradale hanno sorpreso una ' gang ' di ragazzi mentre colpiva tre donne e un uomo coi pugni , con tubi di piombo e con pezzi di ferro avvolti in stracci . La ' gang ' aggredì le due guardie che furono costrette a sparare sette colpi prima di potersi liberare dall ' assalto . Tutti i membri della ' gang ' , all ' infuori di due , riuscirono a fuggire " . Si potrebbe continuare ma l ' esemplificazione sarebbe monotona . Più o meno è sempre la stessa cosa : bande rivali di ragazzi armati che si azzuffano per la strada , o che aggrediscono un malcapitato passante solitario che non gli ha fatto nulla di male , o che irrompono in un bar e sfasciano ogni cosa , o che , addirittura , se la prendono con un poliziotto e lo mandano all ' ospedale con la testa rotta . Sono questi i delitti che i giornali americani raggruppano sotto il titolo comprensivo di " teens - age gangs crimes " ossia delitti di bande di minorenni ; e soltanto in casi particolarmente atroci ( come l ' omicidio recente di un povero ragazzo , un mese fa , senza la minima provocazione . Ironia : il ragazzo era figlio del presidente di una associazione per la prevenzione della delinquenza minorile ) vi dedicano qualche amaro commento . Non c ' è molto da dire , infatti , su questo genere di delitti : tutti sono d ' accordo agli Stati Uniti nel considerarli una piaga sociale di prima importanza e nel ritenere che qualche cosa dovrebbe esser fatto almeno per limitarli . Le statistiche per questa delinquenza sono serie : secondo il Federal Children ' s Bureau oggi ci sono circa 35.000 minorenni nelle case di correzione degli Stati Uniti . Si calcola che con il ritmo attuale ( gli americani prevedono tutto , perfino l ' aumento della criminalità ) , questa cifra salirà a 45.000 nel 1960 . Peggio che mai , un buon venti per cento dei ragazzi che passano attraverso il centro di smistamento correzionale di Elmira , a Nuova York , sono , a quanto sembra , più o meno familiari con gli stupefacenti ( marijuana e , soprattutto , eroina ) . In Europa quando si parla di delinquenza si intende per lo più la delinquenza individuale , anche se connessa con diffusi fenomeni sociali . Agli Stati Uniti , invece , il delitto ubbidisce alla tendenza degli americani , già notata un secolo fa da Tocqueville , di raggrupparsi secondo le più diverse affinità e formare associazioni e sodalizi . Dunque , in principio , più che vera e propria criminalità c ' è la lecita e in tanti casi benefica passione associativa degli americani . I ragazzi di una strada o di un gruppo di strade abitate , poniamo , da portoricani si associano in una banda , quelli di un altro gruppo di case abitate da italiani in un ' altra banda , quelli di un terzo quartiere abitato da negri in una terza banda e così via . Bisogna tuttavia distinguere , in questa singolare fauna sociale , gli " street - clubs " ( circoli di strada ) dalle " street - gangs " ( bande di strada ) . I primi , che assommano nella sola Nuova York a parecchie migliaia , sono semplicemente delle associazioni giovanili pacifiche e innocue , approvate dai genitori e dalle autorità , dedite , come in tutto il mondo , a giochi e passatempi di ragazzi . Le seconde , invece , che la polizia sospetta di essere parecchie centinaia , sono francamente antisociali e criminali . " Street - clubs " e " street - gangs " stanno gomito a gomito nella stessa strada o nello stesso gruppo di case ( blok ) e non di rado entrano in conflitto . È interessante notare che uno " street - club " del tutto innocente , può degenerare in " street - gang " sotto la pressione di avvenimenti esterni ( per lo più di difesa ) o per semplice trasformazione interna , un po ' come un tumore benigno può degenerare in cancro . Così gli " street - clubs " come le " street - gangs " , oltre che dalla già citata tendenza associativa americana , derivano , nel caso specifico , da condizioni ambientali non precisamente felici : abitazioni squallide e affollate , superaffollamento delle scuole , assenza dei genitori nelle ore di lavoro , mancanza di centri sociali e di assistenza , vagabondaggio ( a quanto pare nella sola Nuova York ci sono circa ventimila ragazzi che per vani motivi hanno abbandonato la famiglia e vivono di giorno nelle strade e di notte dormono dove possono , negli scantinati , sulle terrazze e in altri rifugi improvvisati ) . Le " gangs " ( poiché è di esse che vogliamo occuparci ; gli " street - clubs " sono soltanto un aspetto del problema ) sono fortemente e ritualmente organizzate : hanno tutte un nome pittoresco probabilmente pescato nei romanzi a fumetti , il quale non di rado viene ricamato sulle giacche a vento dei membri ( i Dragoni , gli Smeraldi , i Giaguari d ' oro , i Falchi di guerra , i Turboreattori atomici , i Cobra , i Guerrieri ecc. ecc . ) ; un capo riconosciuto al quale si deve assoluta ubbidienza ; un territorio delimitato in maniera molto precisa sul quale la " gang " stessa esercita la sua giurisdizione . Le " gangs " , come è stato già accennato , hanno per lo più unità razziale o nazionale e questo soprattutto per motivi di difesa , perché l ' irlandese , il negro , l ' italiano , il portoricano sanno per esperienza che soltanto l ' affiliazione ad una banda della loro nazionalità li salverà da umiliazioni crudeli , da aggressioni feroci . La " gang " difatti si muoverà come un solo uomo ( o meglio , come un solo ragazzo ) per vendicare qualsivoglia offesa recata ad un suo membro . Ma oltre a questo motivo importante , le " gangs " si azzuffano per questioni territoriali ( invadenza di una " gang " nel territorio di un ' altra ) , per spirito di rivalità bellicosa , per questioni di interesse , e soprattutto , per semplice noia e disoccupazione . Delle " gangs " fanno anche parte ragazzine tra i quattordici e i diciott ' anni , con incarichi varii che vanno dalla prostituzione ( allo scopo di procurare denaro alla " gang " ) , fino all ' assistenza nelle zuffe ( le ragazze portano le armi , un po ' come gli scudieri dei cavalieri erranti , e le porgono ai loro compagni nel momento dello scontro ) . Queste sciaguratelle , fiere della loro affiliazione e dei loro rapporti amorosi con i membri della " gang " , vengono designate con il nome della " gang " di cui fanno parte con l ' aggiunta del suffisso femminile di " ettes " ( esempio : maschile plurale : the Emeralds ; femminile plurale : the Emeraldettes ) . Sono tutte cose piuttosto tristi e allarmanti . Perché quello che colpisce nel fenomeno della " gang " è soprattutto l ' automatismo che sembra portare i ragazzi prima alla formazione della " gang " e poi al delitto ossia il carattere sorgivo e tutto naturale di queste associazioni e dei loro crimini . In altri termini si tratta di una criminalità anteriore alla formazione del giudizio e dunque del libero arbitrio , spontanea e naturale come il fiore di una pianta o il frutto di un albero , dovuta , insomma , non a elezione individuale , o a volontà meditata , bensì ad una determinazione fatale di carattere ambientale . Questi ragazzi sono dei criminali che ignorano di esserlo fino al giorno del giudizio nei tribunali per minorenni ; e questo perché vivono e crescono in un ambiente situato ai margini o addirittura fuori della macchina sociale , nel quale rozze consuetudini ancestrali , sopravvivenza frantumate di costumi anteriori all ' emigrazione e pregiudizi razziali , religiosi ed economici tengono il luogo delle regole morali in vigore nella comunità americana . Di fronte a certi delitti particolarmente assurdi ( come quello recente di una " gang " che aggredì a Central Park , a Nuova York , un vecchio pensionato e dopo averlo torturato a lungo , ne buttò il cadavere nell ' East River ) si sarebbe inclinati a considerazioni pessimiste sulla pravità della natura umana . Ma poi basta fare una passeggiata in certi quartieri di " slums " e gettare un ' occhiata sulle sinistre straducce di casette tutte eguali e tutte squallidamente utilitarie ( altro che macchina per abitare , secondo la definizione di Le Corbusier ; piuttosto si dovrebbe parlare di macchine per cacciare gli abitanti nelle strade ) , con le loro scalette dalle ringhiere di ferro rugginoso che scavalcano i tetri seminterrati , le loro polverose finestre a trappola , le loro facciate grommose , basta percorrere una di queste straducce , diciamo , tra i detriti che ne cospargono l ' asfalto ( Nuova York , Chicago e in genere le città industriali degli Stati Uniti sono tutt ' altro che pulite , specie nei quartieri popolari ) , per capire che in questo caso la natura umana è il prodotto fedele e diretto dell ' urbanistica . Semmai ci si stupisce che in luoghi tanto desolati non avvenga di peggio . In realtà , occorre avvertirlo , le " gangs " sono un fenomeno sporadico soprattutto se messo in rapporto con l ' immensa quantità di gente che vive nei quartieri sopradescritti . È stato detto che la crudeltà decisa e spietata delle " gangs " trae la sua ispirazione dai film e soprattutto dai romanzi a fumetti o " comic - books " . Indubbiamente così nei film come nei romanzi a fumetti questi ragazzi trovano un incentivo e un modello . Il cinema di Hollywood ha reso popolare tra la gioventù la figura del " gangster " ; e poco importa se in un finale appiccicato il bene , ossia la polizia , trionfa sul male : i quattro quinti del film sono stati dedicati alle gesta del mascalzone il quale , si badi bene , non è mai descritto come è quasi sempre nella realtà , ossia un uomo stupido , incolto , rozzo , asfissiantemente noioso , meccanico e convenzionale , bensì come un eroe , sia pure sinistro e negativo . Nei " comic - books " le cose vanno come nel cinema , con in peggio che non esiste alcun codice Hayes , alcuna autocensura a limitare il puerile e stravagante sfoggio di efferatezze ( strangolamenti , arsioni , mutilazioni , torture di vario genere e poi ricatti , " hold up " , ratti , pugilati e via dicendo ) di queste pubblicazioni . La violenza omicida agli Stati Uniti è guardata quasi con indulgenza , come una prova di maschilità e di forza ; mentre la lascivia sessuale è severamente e puritanicamente repressa ; tuttavia , da ultimo , gli americani si sono accorti che il diavolo scacciato dalla porta è rientrato dalla finestra , ossia che il sesso , proibito nelle sue più dirette manifestazioni , ha trovato il modo di riapparire , più forte che mai anche perché dissimulato e travestito , nelle crudeltà dei " comic - books " e di certi film . Molte voci così si sono levate a protestare contro questa singolare letteratura giovanile , facendo notare tra l ' altro che il linguaggio della crudeltà è quello che più facilmente fa appello agli istinti della pubertà ossia di un ' età in cui il fatto sessuale , appunto , non si presenta mai in maniera diretta bensì indiretta e " trasferita " . A quanto sembra , dopo le ultime proteste , gli editori dei " comic - books " hanno deciso di istituire anche loro , come i produttori cinematografici , un ' autocensura . Ma , ripetiamolo : " comic - books " e film non farebbero l ' effetto che fanno se i loro lettori non vivessero in ambienti sociali che sembrano fatti apposta per provocare il gangsterismo giovanile ; resterebbero passatempi sia pure malsani , non modelli di azione . Naturalmente , in un Paese come l ' America dove la società non fa che occuparsi dei propri mali e questi sono fronteggiati da adeguati istituti i quali a loro volta vengono controllati dall ' opinione pubblica attraverso giornali , riviste e discussioni ( la macchina sociale , insomma , alimenta se stessa in mille modi , altrimenti perirebbe di inedia ) , centinaia e centinaia di associazioni pubbliche , semiprivate e private si dedicano all ' educazione e alla riabilitazione dei minorenni . Soltanto lo Youth Board dello Stato di Nuova York spende per questo scopo circa due milioni di dollari all ' anno . Ma queste somme così ingenti e questi istituti così numerosi sono come tamponi sopra una ferita che non si può o non si vuole disinfettare . La disinfezione poi consisterebbe nella distruzione dei quartieri degli " slums " , nella dispersione e nell ' assorbimento dei gruppi razziali e nazionali di fresco emigrati , nell ' allargamento democratico dell ' educazione e dell ' assistenza . Per fare un solo caso , quello dei portoricani , che nella sola città di Nuova York assommano a circa quattrocentomila , è evidente che le " gangs " giovanili di questa gente scomparirebbero il giorno che invece di vivere ammassati in malsani e squallidi quartieri i portoricani si disperdessero ai quattro venti , e non fossero più considerati con mal dissimulato disprezzo dalle altre nazionalità di più vecchia emigrazione e i loro figli frequentassero di più le scuole e sapessero l ' inglese e non soltanto lo spagnolo come avviene in molti casi . Ma l ' America non ha cessato di essere il " melting - pot " di un tempo ; essa finirà per digerire le " gangs " giovanili come ha digerito tanti altri bocconi ancor più indigesti del passato . Un ' ondata di prosperità , una nuova spinta emigratoria verso l ' ovest , un rimescolamento sociale ed economico e le " gangs " non saranno più che un doloroso e incomprensibile ricordo .
StampaQuotidiana ,
" Westward ho ! " questa che fu la parola d ' ordine dei pionieri dell ' Ottocento nella marcia verso l ' Ovest , risuona adesso all ' orecchio del signor X , con un ritardo di più di un secolo , è vero , ma non per questo meno eccitante . Il signor X , a Chicago " sente " l ' Ovest un po ' come un marinaio sbarcato a terra " sente " il mare . E davvero , ai pionieri di un tempo , l ' Ovest doveva apparire un po ' come un mare sconosciuto : un mare di praterie disabitate , di deserti di pietra , di sale e di sabbia , di foreste mute e lussureggianti . Oggi il vecchio motto ardimentoso , riflette il signor X salendo la scaletta dell ' aeroplano che in cinque ore lo porterà a Denver , non ha più lo stesso significato di pericolo e di avventura : tuttavia egualmente l ' Ovest costituisce ancora la meta di centinaia di migliaia di americani . Perché gli americani vanno a Ovest ? Molti per motivi di salute ( la grande quantità di vecchi che vanno a passare gli ultimi anni della loro vita nel mite clima della California è da qualche tempo un carattere distintivo di quello Stato ) ; molti perché a Ovest il costo della vita è più basso , pur con gli stessi salari ; molti ancora in cerca , come si dice qui , di " opportunity " , ossia di occasioni . Ma tutti , insomma , con la speranza di una vita migliore , più larga , più umana , più calma , come un tempo . Felice America , pensa il signor X , che ha tutt ' oggi , dentro i suoi confini , la terra promessa . Denver : il signor X discende la scaletta dell ' aeroplano ed è subito investito da una luce radente , radiosa , irradiata in immobile raggiera dal sole invisibile nel cielo immenso e puro , sopra una terra piatta come una tavola che non sembra avere orizzonti . È la luce dell ' altipiano sul quale si trova Denver , città artificiale sorta dal nulla col denaro delle grandi compagnie minerarie dell ' Est , città senza industria e senza fabbriche , quanto dire , in America , città irreale . Il signor X , mentre una macchina lo trasporta verso la città , cerca nella memoria un ' eco qualsiasi al nome di Denver , ma non trova che il ricordo di Buffalo Bill , l ' immortale buttero delle praterie , di cui , negli anni dell ' infanzia , egli aveva letto le prestigiose avventure nelle dispense illustrate di un editore milanese . Ma Denver , come si accorge subito il signor X entrando in città , non è più la cittadina di frontiera con i pavimenti di legno , le traballanti taverne e le bische fumose che nelle illustrazioni delle dispense servivano da sfondo alle sparatorie tra cercatori d ' oro e pellirosse . Oggi Denver è una pulita , nitida e perciò alquanto irreale città americana moderna , con le solite strade che si tagliano ad angolo retto ( ma finiscono , lontano , nel verde della prateria ) , con le solite pubblicità colorate , i soliti quartieri residenziali pieni di case lussuose dove ( ma è un ' impressione del signor X ) la vita sembra dover essere terribilmente noiosa . Il centro di Denver è un crocicchio tra la solita Broadway ( lungo la quale si allineano , nuovi di zecca , i soliti negozi pieni di roba importata dall ' Est ) e una strada qualsiasi dal numero imprecisato , la cinquantasettesima o la quarantaquattresima . In questo centro che non è un centro ( ah , le riconfortanti piazze di Francia e d ' Italia , con la cattedrale e il sagrato ) si trovano l ' albergo principale della città , due o tre cinema , qualche banca e persino un night - club con gli spogliarelli . Alcuni grattacieli , dei quali due in costruzione , testimoniano la prosperità di Denver , città , come si è detto , tenuta su dai capitali minerarii dell ' Est e piena di impiegati e di funzionari . Quanto a Buffalo Bill : il solo particolare che ricordi ancora il buttero famoso sono gli strani stivaletti che portano ai piedi un gruppo di gentiluomini ritti a conversare nella hall dell ' albergo ; stivaletti di vacchetta , ricamati , alti fino al polpaccio e infilati alla maniera buttera dentro comuni pantaloni . Dopo aver considerato un momento questi stivaletti significativi , il signor X lascia l ' albergo per fare una passeggiata . Incauto signor X . Egli non si rende conto che passeggiare senza automobile è ormai cosa impossibile agli Stati Uniti , specie nelle città di pianta più recente , costruite , si direbbe , soltanto per gli automobilisti . Eppure , gliel ' avevano detto gli amici , nell ' Est : " Se camminerai a piedi in città come Los Angeles o altre simili , ti prenderanno per un ladro in cerca di una casa da svaligiare ; o per un derelitto smemorato ; e magari qualcuno si fermerà per chiederti se ti senti male e se può fare qualche cosa per te . " Essendosi fatto portare in fondo all ' immenso parco pubblico di Denver , il signor X , al momento di pagare l ' autista , nota negli occhi di costui uno sguardo singolare , come di sorpresa mista di compassione . Non ci fa caso , ma gli tocca ripensarci un paio di ore dopo , quando , stanco morto a forza di girare per il parco , cerca invano un taxi che lo riporti all ' albergo . Il sole splende con forza sui vasti prati sparsi di grandi alberi fioriti , sui viali asfaltati che girano tra i prati , sui laghi artificiali in cui nuotano anatre e cigni ; ma nessun taxi è in vista . Tutti coloro che in quel momento si trovano nel parco , sia che prendano il sole in costume da bagno , sull ' erba dei prati , sia che contemplino i mogi animali selvatici dello zoo , hanno la loro brava automobile a portata di mano , ferma a poca distanza . Altre automobili scorrono lentamente per i viali assolati , trasportando tipiche famigliole impiegatizie americane , lui in camicia bianca , lei in camicetta rosa , due bambini , un cane e , penzolante dal soffitto , l ' attaccapanni con le giacche appese affinché non si gualciscano ; ma nullasembra essere stato previsto per il turista solo e appiedato . Il signor X gira , gira e gira , sotto il sole che scotta , per il parco spietatamente pettinato , silenzioso e domenicale ; finalmente entra in un chiosco adibito a bar e chiede una birra . Una ragazza in bikini , assai graziosa in verità , dalla schiena e dalle gambe arrossate dal sole , lancia al signor X un ' occhiata languida e quindi si allontana in direzione della gabbia delle scimmie , ancheggiando con forza . " Un ' avventura " , si dice il signor X allettato suo malgrado , nonostante il caldo e la stanchezza . Ma il pensiero dell ' automobile che non possiede , lo ferma : che razza di avventure si possono avere senza automobile in un paese come questo ? Il signor X lascia che la ragazza si dilegui e quindi si fa cinque chilometri a piedi e arriva finalmente , stremato , all ' albergo . Il giorno dopo il signor X , di buon mattino , riparte verso l ' Ovest , in treno questa volta . È un treno bellissimo , dal nome suggestivo , con vagoni blindati che sembrano tanti frigoriferi . Ma è vuoto . In tutto il vagone del signor X ci saranno si e no tre viaggiatori : tutti ormai viaggiano in aeroplano , in America , soprattutto all ' Ovest nelle cui plaghe spopolate non ci sono cittadine o villaggi che giustifichino l ' esistenza di qualche cosa di simile ai nostri accelerati . Il signor X scende a prendere un caffè , fa per risalire e nello stesso momento il treno si muove in maniera sorniona e traditrice , e sfila via sotto la pensilina , senza un trillo di fischietto o un segnale di bandieretta , come se gli premesse di non far sapere che parte . Adesso il treno sfila su un terrapieno , tutt ' intorno una valle sabbiosa e circolare che sembra il cratere di un vulcano spento e allora il signor X può vedere che è un treno lunghissimo che si tira dietro una coda interminabile di vagoni merci , tutti istoriati con le sigle e i nomi delle grandi società alimentari degli Stati Uniti . Carni morte , frutta morte , pesci morti , verdure morte , pensa il signor X , roba morta per la gente dell ' Ovest , spedita ai frigoriferi delle città del Pacifico e soltanto dopo lunghi soggiorni nelle più svariate ghiacciaie , destinata alla consumazione . Il treno incomincia a correre . È grande l ' America , pensa il signor X dopo circa otto ore di viaggio , guardando al paesaggio . Sono infatti otto ore filate che il treno attraversa un paesaggio sempre eguale , spaventoso a dir la verità , ossia quasi desertico , o meglio , morto . Una campagna grigia e bruna , appena appena ondulata , senza alberi , senza cespugli , con qualche roccia corrosa qua e là che sembra un dente cariato ritto sulle sue radici , coperta da una fine e piumosa vegetazione dal colore smorto e secco , si stende a perdita d ' occhio ai due lati del treno , per ore e ore e ore . Il signor X aguzza gli occhi e finalmente capisce che sopra quella campagna è passato un ciclone di polvere e che quel colore è il colore della polvere . Qualche giorno prima , pensa il signor X , apparve all ' orizzonte un minaccioso pollice scuro , dall ' unghia rivolta in giù , dalla palma della mano perduta tra le nubi , e questo pollice gigantesco prese a girare sugli orizzonti , un pollice verso , pensa il signor X , il quale , alla maniera dei romani antichi nei circhi , decretava silenziosamente la morte della campagna . E infatti , dovunque quel pollice verso era passato , la campagna era morta . Quel che fa più impressione al signor X , oltre alla polvere , è l ' aspetto spopolato di questo paesaggio : non una casa , non un abituro ; e sulla strada che corre parallela al treno , o meraviglia , non un ' automobile . Lontano , bizzarre montagne corrose e lunghe in forma di tavole finiscono di dare a tutto il paesaggio un aspetto decrepito , lunare , irreale . Giunge l ' ora della colazione , il signor X si presenta nel vagone ristorante e siede di fronte ad un signore di mezza età , vestito di una camicia trasparente di nylon ( nel taschino tiene due sigari che sembrano due corpi estranei visti in una radioscopia ) che fa pensare agli involucri di cellophane onde sono avvolti in America i più diversi prodotti , dalle bistecche ai ravanelli . Questo viaggiatore ha una faccia d ' ordine , pensa il signor X sbirciandolo , appartiene certamente a qualche istituto o organizzazione o associazione . Infatti è un ufficiale dell ' esercito americano in viaggio di trasferimento . Il dialogo comincia subito : " Buongiorno , bella giornata , non è vero ? " ( È una giornata orribile , il cielo è oscurato da una specie di caligine fosca . ) " Sì , bella giornata , dove va ? " " A Sacramento ... e lei ? " " A San Francisco . " Lungo silenzio ; il signor X arrischia : " Lei è ... " " Sono nell ' esercito ... e lei ? " " Io sono giornalista , sono europeo . " " Ah europeo . " " Sì , italiano . " Questa volta il silenzio dura a lungo . Il signor X pensa : ecco , in questo momento egli si domanda quali possano essere i rapporti dell ' esercito americano con l ' Italia ; egli non può fare che una domanda di ordinanza ; il fatto che sono straniero gli ha fatto subito indossare mentalmente la divisa . E infatti : " Mi pare che noi abbiamo ancora qualche cosa in Italia , non è vero ? una rappresentanza . " " Sì , a Livorno , porto di sbarco per le truppe di Germania . " " E anche a Trieste , no ? " " No , a Trieste non più . " Il signor X è un po ' maligno e spesso cede alla tentazione di stuzzicare , come si dice , il can che dorme : " Trieste è una città importante , alla frontiera con l ' Europa comunista ... il comunismo ... " Il signor X guarda l ' ufficiale e l ' ufficiale guarda , attraverso il corpo del signor X , la poltrona rivestita di cuoio rosso del vagone ristorante . Il signor X insiste : " Il comunismo si estende , per così dire , da Trieste fino al Mar Giallo ... per questo ... " Il viaggiatore questa volta fa un gesto espressivo : gira il capo verso il finestrino , masticando lentamente un pezzo di bistecca . Sempre così , pensa il signor X soddisfatto della prova : messo di fronte ad una conversazione impegnativa , che non sia fatta soltanto di storielle e di statistiche , ma anche di idee generali , l ' americano medio si ritrae come un gambero e , per così dire , scompare dalla conversazione stessa . In altri termini , il cane stuzzicato , invece di svegliarsi , si addormenta ancor più profondamente . Il viaggio continua : l ' America , come dice la canzone dell ' emigrante " l ' è longa e l ' è larga " . Dopo il deserto sopravviene la notte e dopo la notte , il signor X , affacciandosi al finestrino , vede , attraverso il bianco polverio di una tormenta di neve , alte montagne nevose , fitte abetine cariche di neve , laghi debolmente luccicanti in fondo ai valloni profondi , sotto la neve che li appanna : le Montagne Rocciose . Il solito paesaggio alpino , pensa il signor X annoiato . Eppure , eppure ... le Alpi sono altra cosa . Pare impossibile , ma anche tra queste montagne , come del resto dappertutto in America si sente che l ' uomo non ha ancora apposto il sacro sigillo della cultura . Le Montagne Rocciose sono prive di echi , di riferimenti , di ricordi , pensa il signor X ; e Guglielmo Tell , con il suo garzoncello spaurito e la sua mela basta ad umanizzare anche i più impervi cantoni della Svizzera . Il treno sale faticosamente vagone dopo vagone , fino in cima ad un colle dopo il quale discende rapidamente sull ' altro versante mentre il paesaggio , altrettanto rapidamente , perde prima di tutto la sua coltre di neve , poi i suoi abeti e quindi anche le sue rocce . È la California , finalmente , che guarda al Pacifico e all ' Estremo Oriente ( che qui diventa Estremo Occidente : l ' Occidente non finisce mai ) , e volta le spalle all ' America , verde , verdissima , piena di alberi molli e folti , rigata di acque , stranamente amena e al tempo stesso selvaggia . Il treno corre ormai in piano tra frutteti rigogliosi , dolci colline sparse di querce fronzute , campi coltivati a granoturco . Il signor X si affaccia qualche ora dopo sulla baia di San Francisco verso il tramonto . Il ferry boat che lo porta da Oakland a San Francisco fende con la sua pesante prua tonda un ' acqua densa , violacea , scintillante ai raggi del sole declinante . San Francisco è laggiù , evocando con le sue colline innumerevoli e le sue bianche case disposte le une sulle altre , altre città famose per la loro bellezza : Napoli , Hong - Kong , Rio de Janeiro . Una collana di lumi risplendenti sospesa tra la bianca città e un promontorio scuro indica il salto prodigioso del Golden Gate Bridge , uno dei più bei ponti del mondo . Ad un tratto un viaggiatore dall ' aspetto di middlewestern , calvo , tarchiato , peloso , un grosso sigaro tra i denti , indossante una camiciola havaiana a grandi fiorami , si avvicina al signor X : " Potreste farmi un favore ? " " Due " , risponde il signor X premuroso . " Allora prendete questa macchina fotografica e fatemi la fotografia ... ma abbiate cura di includere nello sfondo quell ' isoletta laggiù . " " Non volete nello sfondo anche San Francisco ? " " No , voglio soltanto quell ' isoletta ... sapete , è l ' isola di Alcatraz , dove si trova uno dei più famosi ergastoli d ' America ... nessuno è mai riuscito ad evaderne , ma ci sono state tante rivolte di detenuti , voglio mandare questa fotografia a mia moglie . " " Strani gusti - pensa il signor X facendo scattare la fotografia mentre il viaggiatore si atteggia poeticamente contro lo sfondo della prigione - trovarsi in una delle più belle baie del mondo e farsi fotografare con la galera alle spalle " .
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San Francisco - È stato detto più volte che le civiltà si giudicano soprattutto dal modo con il quale hanno risolto o tentato di risolvere il problema della morte . La civiltà egiziana , per esempio , aveva trovato un mezzo molto semplice di risolvere questo problema , cioè facendone il centro stesso della vita , come attestano in Egitto gli innumerevoli monumenti funerari , dalle Piramidi alle tombe sotterranee della Valle dei Re . In Egitto tutta la vita umana era in funzione della morte e l ' Egitto forniva a questa concezione mortuaria la cornice incomparabile della sua atmosfera incantata da Campi Elisi , del suo funebre perpetuo tempo sereno , dei suoi deserti pieni di miraggi , del suo silenzio e della sua immobilità . Il solo libro che si conservi della letteratura egiziana è il cosiddetto Libro dei morti , il quale veniva deposto , scritto su papiri , sopra il petto dei defunti ; ed è significativo che sia , per noialtri moderni , un libro quasi incomprensibile , fittamente rituale e simbolico , allusivo appunto ad una civiltà lontanissima ormai dalla nostra . Dall ' Egitto all ' America è un bel salto e la differenza è massiccia : in Egitto tutto era fatto per la morte e la morte aveva trovato una sua soluzione magica , religiosa , fantastica e poetica ; in America tutto è fatto per la vita e la morte non sembra aver trovato alcuna soluzione . Strano a dirsi : il sottofondo della morte in Egitto sembra essere stata la vita , quella di tutti i giorni , almeno a giudicare dalle meravigliose rappresentazioni di vita reale dipinte sulle pareti delle tombe della Valle dei Re ; per converso il sottofondo della vita in America è la morte , ossia il problema irrisolto e insolubile della morte . Così la morte si vendica della vita , agli Stati Uniti ; e mentre la vita viene esaltata in tutti i suoi aspetti energetici e produttivi , la morte che si vorrebbe ignorare , si infiltra dappertutto nelle radici stesse della vita dandole spesso un senso funebre e vano . A San Francisco , città piena di edifici e di quartieri nuovissimi , ci era stato parlato della nuova sede di una ditta di pompe funebri ( " Funeral home " ) or ora costruita secondo il disegno di un allievo del celebre architetto americano Frank Lloyd Wright . Ci andammo , per renderci conto di come era stato risolto non diciamo il problema della morte , ma quello di un edificio dedicato alla morte . Fermammo l ' automobile ai piedi di una strada in ripida discesa , come tutte le strade di San Francisco . L ' edificio sorgeva sopra una specie di terrapieno murato a sghembo , sulla destra della strada . Riconoscemmo subito lo stile del maestro , piani orizzontali , sporgenti in terrazze e in verande soprapposte ( ricordate la villa della cascata ? ) sapientemente alternati e attaccati alla collina come quei funghi volgarmente chiamati lingue di bove al ceppo di qualche quercia o leccio . L ' allievo di Wright aveva concepito , insomma , questa casa dei morti come un country - club o una villa di campagna : niente sfingi , urne , tripodi , fiamme , niente stile impero , niente marmi neri e bianchi , bensì mattoni rossi , superfici lisce , linee astratte , gioco di volumi e di piani . Entrammo per una veranda nella hall : una vasta sala , dal pavimento lustrante ; in un angolo circondato da un giardinetto di piante giapponesi , un fresco e pispigliante gioco d ' acqua ; sulle pareti alcune decorazioni in ceramica , di uno stile colorato e viennese , che ci ricordò per un momento il vecchio pittore Klimt . Quasi subito una bellissima ragazza , alta , slanciatissima , tornita alla perfezione dal bel collo alle snelle caviglie , giovane e piena di salute , ci venne incontro ancheggiando leggermente e sorridendoci . Con una dolce voce ella ci domandò in maniera affatto burocratica in che cosa poteva servirci ( " Can I help you in any way ? " ) , e saputo che non avevamo bisogno dei servizi della ditta , ma venivamo soltanto per una visita d ' informazione , approvò senz ' altro la nostra curiosità dicendoci che la ditta era ben contenta che si visitasse lo stabilimento , uno dei più importanti e più moderni degli Stati Uniti . Quindi ci precedette prima di tutto nell ' ufficio della direzione e ci mostrò un enorme e complicato radio - grammofono spiegandoci che esso era collegato con le varie camere ardenti e che al momento opportuno da esso venivano diffuse in toni aerei e angelici musiche per tutti i gusti , da Bach a Händel fino al jazz . Da quest ' ufficio passammo nella principale camera ardente . Questa stanza era assai vasta e per due terzi occupata da una quadruplice fila di poltrone , come un piccolo teatro . Una specie di tribuna o meglio di palcoscenico leggermente sopraelevato rispetto al pavimento , si trovava davanti alle poltrone : qui , ci spiegò la ragazza , veniva collocata la bara e celebrato l ' ufficio funebre . Notammo che tutto il fondo del palcoscenico era attraversato da una quinta o paravento di mattoni rossi ; dietro quella quinta o paravento , ci informò la nostra guida , la famiglia del defunto poteva piangere e sfogare il suo dolore a tutto suo agio , mentre gli amici , le conoscenze , e i colleghi sedevano invece nelle quattro file di poltrone . Tutto era pulito , nuovo , ultramoderno e pratico . La ragazza ci fece notare tra l ' altro che il riscaldamento non era a termosifoni bensì funzionava per mezzo di tubi che scaldavano uniformemente l ' intera superficie del pavimento . Dalla camera ardente passammo al secondo piano sempre preceduti dalla " mortuary hostess " . Ella ci fece passare in una vasta stanza rettangolare e con un gesto della mano , senza parole , ci indicò la varia mercanzia che era raccolta in questa sala : bare , bare e bare collocate in fila lungo le pareti e nel mezzo . Ce n ' erano per tutti i gusti e per tutte le borse , come notammo esaminandole davvicino : alcune di rame argentato , foderate di moerro bianco , del costo di millecinquecento dollari , altre di semplice rame , altre di metallo e legno , altre ancora di solo legno . Anche tutte queste bare avevano un aspetto massiccio , quasi di sarcofago , ed erano decorate in maniera più o meno ricca , secondo uno stile oscillante tra lo stile impero e la secessione viennese . La ragazza intanto ci spiegava : il morto veniva preparato , cioè imbellettato secondo i colori che aveva in vita e atteggiato acconciamente e quindi rivestito . Ella si avvicinò ad un armadio , ne apri i battenti e ci indicò i vestiti che la ditta poteva fornire alle famiglie che non ne disponevano : abiti blu a doppio petto , con cravatta nera e camicia bianca per gli uomini , lunghe camicie di velo rosa , decorate di ricami e fiorellini per le donne . Le scarpe degli uomini erano nere ( con la suola di cartone , tanto i morti non camminano ) ; le donne potevano calzare pantofoline da notte . La ragazza ci assicurò che tutti preferivano i vestiti della ditta a quelli che il morto portava in vita , se non altro perché era più pratico : si consegnava il morto alla ditta e la ditta si incaricava di ogni cosa , dal servizio funebre alla preparazione , all ' esposizione e alla finale cremazione o inumazione . La visita era finita ; la ragazza ci accompagnò a pianterreno , ci fece firmare il libro dei visitatori e ci raccomandò di tornare al più presto , naturalmente in qualità di clienti . Lasciammo la " funeral home " non senza sollievo . Supponiamo che , dopo tutto , una ditta di pompe funebri in Europa non presenti un aspetto molto diverso : l ' edificio non sarà stato costruito secondo lo stile di Wright , nessuna bellissima ragazza riceverà i clienti , tutto sarà meno moderno , più intonato alla tradizione , ma pur sempre di morti e di bare si tratterà . La differenza , secondo noi , sta tutta nel modo , nello spirito con cui è considerato il fatto della morte . Mentre visitavamo la " funeral home " di San Francisco , ci accorgemmo per esempio che la nostra guida cercava tenacemente di mascherare e annullare con accorgimenti verbali i tristi particolari del suo mestiere . Noi dicevamo " corpse " e lei diceva " person " , noi dicevamo " coffin " e lei diceva " casket " , noi dicevamo " die " e lei diceva " pass away " , noi dicevamo " funeral " e lei diceva " services " , noi dicevamo " mortician house " e lei diceva " funeral home " . La povera ragazza , insomma , si aggrappava disperatamente all ' eufemismo , con la cortese inflessibilità della governante che abbia a che fare con un bambino maleducato . E in realtà l ' eufemismo , nella sua bocca , era più che una figura verbale : era il contrassegno di uno stato d ' animo , per così dire , nazionale . Infatti , in seguito , girando per gli Stati Uniti , ci accorgemmo ben presto che la morte era un argomento da evitarsi o per lo meno da mascherare con acconcie parole . In realtà , la civiltà americana così ingegnosa e così inventiva per quanto riguarda i comodi della vita , si dimostra oltremodo priva di immaginazione quando si tratta della morte . Diciamolo francamente : non c ' è posto per la morte negli Stati Uniti , ossia nulla vi è stato previsto per far della morte , come in Egitto e in genere nelle antiche civiltà , la degna conclusione della vita . Sotto sotto gli americani considerano la morte come un ' indiscrezione , un ' indecenza , un " faux - pas " , un errore imperdonabile . A molti americani , alla notizia della morte di un parente o amico , vien quasi fatto di esclamare : " ma che gli è saltato in mente a Jones o a Smith di morire ? " Da questa impreparazione e inesperienza ( pare impossibile ma così è , inesperienza ) , deriva la tendenza a sbrigare la morte come una faccenda pratica , l ' ultima della vita del defunto , in base a considerazioni di efficienza , di capacità finanziaria e di organizzata rapidità . Tutto quello , insomma , che si fa per il defunto è slegato da qualsiasi concezione metafisica e trasferito sul piano della praticità . In altre parole , il defunto è considerato , alla maniera industriale , un po ' come un prodotto fra i tanti che va confezionato e manipolato in quel dato modo stabilito da una tradizione ormai incomprensibile e remota , beninteso sempre secondo i mezzi finanziari della famiglia . Questa praticità qualche volta produce effetti grotteschi , almeno per noialtri europei . Senza arrivare allo slogan che ci fu riferito ma che non sembra credibile : " Perché andate in giro vivi quando possiamo seppellirvi per trecentonovantanove dollari e cinquanta ? " , le ditte di pompe funebri danno molto spesso alla loro pubblicità un carattere più allegro e disinvolto di quanto l ' argomento non consenta . Per esempio mostreranno in un cartellone una fanciulla molto " sexy " , dal viso leggermente mesto , dagli occhi socchiusi e accanto ci metteranno una scritta di questo genere : " Nel momento del cordoglio , voi non potete occuparvi dei dettagli . Tutto quello che dovete fare è telefonarci e noi sbrigheremo ogni cosa per voi . Soltanto duecentonovantanove dollari e novantotto centesimi . " Da notarsi che tra le cose che la ditta si incarica di sbrigare c ' è anche il servizio religioso . A quanto pare , sempre più spesso ormai , le famiglie dei defunti preferiscono che il servizio religioso sia celebrato nella stessa " funeral house " , che provvede alla preparazione del morto e poi all ' inumazione . Soltanto i cattolici portano ancora i loro defunti in chiesa . Ma non si deve per questo pensare che gli americani siano meno degli altri popoli attaccati ai loro cari e desiderosi di rendere loro onore dopo il trapasso . Come abbiamo già accennato , non si tratta in fondo che di una mancanza di esperienza : si muore in America da soli tre secoli e mezzo , mentre in Europa si muore da tremila anni e in Egitto da cinquemila . È possibile insomma che queste " funeral home " siano il punto di partenza di una nuova maniera di interpretare la morte , di una nuova concezione della morte del lontano futuro . Bisogna , tuttavia , vedere in questa praticità che si sforza di rendere la morte in tutto simile alla vita , anche forse qualche altra cosa . Probabilmente il protestantesimo e soprattutto le sette più estreme del protestantesimo avevano , nell ' ultimo secolo , un po ' troppo tirato la corda spiritualistica . Nella loro reazione alla concretezza e corposità cattolica , in un paese in cui non c ' erano , come in Europa , antiche religioni pagane sulle quali innestare il Cristianesimo , le sette protestanti avevano finito per fare della morte qualche cosa di eccessivamente spirituale , trascendente , inconsistente . L ' immensa pubblicistica religiosa protestante parlava della morte e dell ' anima in maniera incomprensibile per il volgo e soprattutto per la grandissima maggioranza dei più recenti emigrati quasi tutti provenienti dai paesi dell ' Europa Orientale e Meridionale . Che era , per esempio , quest ' anima di cui tanto parlavano i pastori protestanti , sempre buona , sempre pura , sempre eterea , sempre eguale , sia che si trattasse dell ' anima di un bambino o di un vecchio , di un ricco o di un povero , di Smith o di Jones ? Agli emigranti venuti dai paesi dove ci sono ancora i santuari e gli ex - voto , i miracoli e i pellegrinaggi , quest ' anima protestante non diceva nulla . Quest ' anima aveva , insomma , il grave torto di essere impersonale . Donde , secondo noi , il desiderio di vedere nel morto il vivo , di considerare il morto ancor vivo e perciò di farlo vestire , imbellettare , truccare come un attore che debba ancora recitare una parte : donde la praticità delle " funeral house " , dove il morto è trattato come una " person " e non come un " corpse " , secondo l ' eufemismo della nostra " mortuary hostess " . Sono , del resto , cose piuttosto misteriose e non si cerca di spiegarle , ma soltanto di tentare una approssimativa delucidazione . Che avveniva per esempio nella mente di quei genitori di una piccola città del middlewest , i quali avevano perduto una loro amatissima bambina ? Essi continuavano a trattare la piccola morta come se fosse viva e ora portavano sulla sua tomba giocattoli nuovi fiammanti ora vestitini e altri oggetti . E a Natale , un dolce natalizio . E a Pasqua , delle uova di Pasqua debitamente dipinte a vivaci colori . Che è anche questa una maniera religiosa di intendere la morte : di una religione , però , con forti tratti arcaici e primitivi .
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San Francisco - Il viaggio finisce qui , pensa il signor X , contemplando attraverso le vetrate di un ristorante l ' oceano verde e gonfio fino ai lontani orizzonti caliginosi , finisce al Pacifico essendo cominciato sull ' Atlantico . Finisce qui perché qui , geograficamente , finisce l ' America , quest ' isola immensa stretta tra due oceani ( gli Americani si considerano isolani , se non altro perché per andare in Europa o in Asia debbono varcare il mare : e infatti europeo si traduce in America " continental " , alla maniera inglese ) . Attraverso la vetrata il signor X può vedere , ad un centinaio circa di metri dal ristorante , una roccia isolata brulicante di strani , grossi animali dalla testa di cane , dal corpo di donna e dalla coda di pesce : sono le foche le quali abbondano nei dintorni di San Francisco dove l ' acqua dell ' oceano è poco meno gelida che intorno l ' Alaska ; e queste foche , più di ogni altra cosa , danno al signor X il senso di affacciarsi su un mare ancor vergine , ancora " naturale " , ben diverso dall ' Atlantico ormai umanizzato dalla storia di quattro secoli e dai fittissimi traffici . Assiepate in cento sopra uno scoglio esiguo , queste innocenti e afone sirene si godono il pallido sole , con singolari movenze , goffe , languide e donnesche . Ogni tanto due levano il muso , l ' una incontro all ' altra , e pare che si parlino o si bacino ; quindi scivolano nell ' acqua e , da pesanti e massicce che erano , diventano , appena immerse nel loro elemento , agili , fulminee , leggerissime , giocose . Nuotano in coppia , descrivendo nell ' acqua complicate ed eleganti evoluzioni , si separano , scompaiono , riaffiorano , tornano ad accoppiarsi . Il signor X si incanta a guardarle e poi , ad un tratto , trasalisce ad un diffuso mormorio alle sue spalle , si volta e vede che tutto il ristorante è in piedi : una balena . Il signor X si alza anche lui , guarda , e infatti , proprio sotto la vetrata , vede emergere per un momento il lungo dorso spesso e nero del cetaceo . Il dorso si immerge quasi subito e poco dopo , simile ad un enorme pipistrello o meglio ad un mostro volante preistorico , ecco sferzare l ' aria la coda falcata , nerissima , della balena . Ma la balena non gioca come le foche . Essa , probabilmente , cozza in quel momento contro un oscuro e forse , per lei , nuovo sentimento : quello del limite . Avvezza all ' infinito degli oceani che girano per tutta la terra e non finiscono mai , la balena non comprende la sponda , questo limite , questa fine . Tuttavia , come un calabrone che dopo molto dibattersi contro i vetri , infili una finestra aperta , la balena sembra alla fine trovare la via giusta . Ancora una rapida emersione della schiena , un ' ultima sferzata per aria della coda falcata e poi la balena scompare , in rotta verso i più lontani orizzonti del Pacifico . Il viaggio finisce qui , pensa più tardi il signor X , dove finisce l ' Occidente con i suoi mali e i suoi beni . Ecco , per esempio , una insenatura della baia , dietro Oakland , calma , deserta , come abbandonata . E similmente , sembrano abbandonati file e file di grandi piroscafi , attraccati gli uni accanto agli altri , in gruppi fitti di venti o trenta ciascuno . Questi piroscafi hanno l ' aria di essere in buono stato ; però ci si rende conto subito che una strana aria di abbandono e di trascuratezza avvolge questa flotta . In realtà , questi piroscafi non navigano più da tempo , sono navi in disarmo , per lo più trasporti di guerra ; e adesso il Governo americano , in mancanza di magazzini e di silos , li ha adibiti a depositi galleggianti degli immensi " surplus " della produzione agricola . Sono piroscafi pieni di grano , di scatolame alimentare , di burro , di prodotti agrari . L ' America produce più roba da mangiare di quanto ne consumi ; lo Stato , piuttosto che distruggerla come già si fece , pazzamente , prima del 1929 , preferisce stivarla nelle navi ; così la superproduzione agricola si accumula , con ingenti spese di manutenzione delle navi adibite a depositi . È proprio vero che l ' Occidente finisce qui , pensa il signor X contemplando queste navi ; l ' Occidente , per la prima volta nell ' intera storia dell ' umanità , ha debellato la carestia , anzi addirittura ha inventato un nuovo flagello : la superproduzione . Al di là dell ' Oceano Pacifico incomincia l ' Oriente dove non ci sono surplus , dove le carestie sono di casa , dove tutte le riforme sociali , comuniste e non comuniste , girano intorno il problema ancora insoluto della penuria e della fame . Il viaggio finisce qui , pensa ancora il signor X , mentre in macchina percorre il Golden Gate Bridge , incontro gli eccelsi piloni che per la loro forma e il loro colore rosso fanno pensare a qualche monumento della Cina . In quel momento un grande piroscafo passa sotto il ponte eruttando fumo nero nell ' aria azzurra . Il ponte di Golden Gate è sospeso a grande altezza e qualsiasi piroscafo di qualsiasi stazza può penetrare nella baia passando sotto la rigida , elegantissima passerella sospesa ai due piloni con cavi di acciaio di grossezza enorme , anche essi dipinti di rosso . È il solo ponte rosso del mondo , e il signor X non può fare a meno di ricordarsi che dall ' altra parte del Pacifico , in Cina , il color rosso è quello della buona fortuna . Il viaggio finisce qui , pensa il signor X , a San Francisco dove , come le acque del mare e del delta di un fiume , americanesimo e asiatismo confluiscono e si confondono . Non foss ' altro che nella cucina , nella grande varietà dei ristoranti asiatici : giapponesi , dove si può mangiare seduti in terra , scalzi , a gambe incrociate , serviti da ragazze giapponesi in kimono ; cinesi , dove il riso e le verdure sono disposti su tavoli laccati dello stesso color rosso del ponte del Golden Gate ; polinesiani , dove tra enormi canne di bambù che fingono l ' interno di una capanna tahitiana , maschere , feticci , pesci imbalsamati e piroghe , ci si può illudere un momento di essere a migliaia di miglia di distanza da San Francisco : filippini , giavanesi , indocinesi , coreani . Ma non è soltanto la cucina a fare di San Francisco un luogo d ' incontro tra Occidente e Oriente . Al parco , uno dei più belli degli Stati Uniti , c ' è un recinto chiamato " Japanese Tea Garden " . Questo giardino strano affascinante e incredibile , pieno di minuscole rocce , di minimi ruscelli e di mostruosità vegetali fu regalato alla città di San Francisco da un ricco giapponese , senza dubbio per emulare simili doni fatti alle loro città dai miliardari americani . Ribattezzato durante la guerra contro il Giappone in " Oriental Tea Garden " , resta tuttavia la testimonianza di una simpatia interoceanica che sussiste tuttora e che nel futuro avrà senza dubbio i più impensati sviluppi . Perché l ' America non è completa , pensa il signor X , passeggiando per i vialetti del " Japanese Tea Garden " , ossia non ha che due dimensioni come tutte le cose estreme , che stanno al limite di una determinata realtà . E il futuro ci dirà se sarà l ' Europa o l ' Asia a integrare l ' America , a renderla completa , a darle quella dimensione morale , religiosa , ideologica , umana che oggi le manca . Intanto bisogna considerare le guerre asiatiche degli Stati Uniti e la loro permanenza in Giappone , in Corea e a Formosa non soltanto come azioni militari pure e semplici ma anche come oscuri tentativi di approccio ad una civiltà diversa e probabilmente compensatoria . Insomma , l ' Occidente , a San Francisco , non è soltanto rappresentato da tutto ciò che è puramente occidentale ma anche da ciò che è orientale e , che testimonia l ' antica perpetua tendenza della civiltà occidentale ad arricchirsi e integrarsi con gli apporti dell ' Oriente , come a Venezia , per esempio , altro luogo d ' incontro tra Occidente e Oriente . Il viaggio finisce qui , pensa il signor X poco dopo , aggirandosi in macchina lungo le amene sponde di Sausalito , sobborgo marittimo di S . Francisco , gremite di piccoli ristoranti , di bar e di taverne . A Sausalito abitarono Jack London e Stevenson , ambedue viaggiatori e navigatori del Pacifico ; ed è un luogo quieto e solatio dove le abitudini e i costumi dell ' Occidente sembrano quasi ostentati , come a sfida dell ' Oceano , oltre il quale cominciano abitudini e costumi tutti diversi . Nei bar , nelle taverne , nei ristoranti c ' è un po ' di tutto , un po ' di " pub " inglesi , un po ' di caffè francesi di Saint - Germain - des - Prés , un po ' di trattorie mediterranee italiane o spagnole . I bar sono pieni di ragazze in pantaloni , capelli sciolti sulle spalle , magliette da mozzi , occhialute , pallide , sofisticate , esistenzialiste ; e i loro compagni barbuti , rasati a zero , senza colletto né cravatta , sono anch ' essi travestiti da vagabondi , da marinai , da straccioni . Bevono , fumano e chiacchierano senza tregua ; e il signor X sedendosi in uno di questi gruppi ha la ventura di assistere ad una discussione sulla psicanalisi . Il viaggio finisce veramente qui pensa il signor X mentre intorno a lui volano parole come repressione , complesso , inibizione , censura e altre simili , finisce con la psicanalisi , questa ipertrofica attenzione concessa a tutto quanto è individuale , nella persona umana . Al di là dell ' Oceano niente psicanalisi e niente attenzione per l ' individuo , bensì le masse ossia gli uomini presi all ' ingrosso in classi , gruppi e folle , secondo elementari tendenze , elementari necessità , elementari ambizioni . L ' Occidente è nato con la preoccupazione della persona umana , unica , incomunicabile , coerente e perfetta ; e l ' Oriente , al di là dell ' Oceano Pacifico , non essendo in grado di comprendere una simile preoccupazione , preferisce attribuirla ad una sfortuna economica , ad un vizio sociale , ad una decadenza biologica . Il viaggio finisce qui , pensa il signor X accompagnando una signora californiana a fare la spesa in un " grocerstore " o drogheria , diremmo noi . Safeway , dove in realtà si può comprare tutto quel che serve per la casa , dalle bistecche ( involtate in cellophane ) alle scope e alle polveri per pulire le casseruole . La signora all ' ingresso prende un carrettino di ferro assai comodo e maneggevole e quindi , la lista delle compere in una mano e l ' altra sul carrettino che spinge lentamente lungo gli interminabili banchi pieni di roba , percorre tutto l ' immenso negozio accumulando al suo passaggio le provviste per una settimana . Questi negozi Safeway , ella spiega al signor X , si trovano in tutte le principali città americane e ognuno di essi vuol dire la morte di decine e decine di piccoli negozi individuali . Centinaia di articoli disposti in bella mostra , in un grande ambiente di cemento armato e di vetro che fa pensare ad una stazione , centinaia di articoli tutti di buona qualità , tutti fabbricati , manipolati , prodotti per il consumatore medio . È già il comunismo , pensa il signor X , o per lo meno uno degli scopi che il comunismo si prefigge : la produzione in massa per le masse . Soltanto che il proprietario di questa sterminata collezione di grandi magazzini è un arrabbiato reazionario e non molto tempo fa finanziava le campagne spionistiche e scandalistiche del senatore Mac Carthy . Così il serpente si morde la coda , pensa il signor X , e all ' estremo Occidente il capitalismo ottiene risultati assai simili a quelli del comunismo in Oriente . E la disputa tra America e Russia che sconvolge il mondo e rischia di farlo perire in una guerra atomica è dovuta piuttosto alle somiglianze ( gli estremi si toccano ) che alle diversità ; piuttosto ad una questione di supremazia negli stessi campi che ad una questione di diversa interpretazione , e di diversa ideologia . La signora ha adesso riempito il suo carrettino con ogni sorta di articoli . Ella va ad uno degli ingressi dove c ' è un meccanismo assai simile a quello che regola l ' afflusso dei visitatori nei musei , un ' impiegata prende uno a uno tutti gli articoli , li pesa sopra una bilancia , ne registra il prezzo , li rimette nel carrettino : il tutto meccanicamente , rapidamente . Ecco , pensa il signor X , il punto d ' incontro fra Occidente e Oriente : nella meccanizzazione , razionalizzazione della vita quotidiana . Il viaggio finisce qui , pensa finalmente il signor X , la sera , andando in giro per i " night clubs " e le taverne di San Francisco . Eccone una che a prima vista rassomiglia a tutte le altre : un antro buio sottoterra , al quale si accede per una scaletta tortuosa , un bar al cui banco , nelle tenebre , si affollano bevendo i soliti avventori , tavolini appartati ai quali seggono , sussurrando , le solite coppie . Ma in una sala a parte c ' è qualche cosa che fa affluire nel " night club " ogni sera una folla insolita . Si paga un dollaro per entrare in questa sala ; e la cosa che attira tanta gente è la Critica . La sala è piena di poltrone ed ha un piccolo palcoscenico illuminato . Dopo un numero di jazz e canzoni negre , la Critica sale sul palcoscenico accolta da grandi applausi . Questa Critica si presenta sotto l ' aspetto di un piccolo ometto vestito come uno studente in maglione e pantaloni di flanella . L ' ometto ha l ' aria trafelata , spiritata e arguta . Fattosi silenzio l ' ometto prende a parlare o meglio a chiacchierare , senza interruzione , senza mai rifiatare , improvvisando per più di un ' ora . La storia di quest ' ometto è semplice ; era studente nell ' est e si era fatta una specialità , tra gli studenti , di recitare , sempre improvvisando , lunghi monologhi in cui prendeva in giro la vita pubblica , i costumi , i personaggi e gli avvenimenti importanti degli Stati Uniti . Un giorno qualcuno lo notò , gli propose di esibirsi in pubblico e così lo studente , molto naturalmente , diventò professionista e passò dal " campus " dell ' università ai palcoscenici dei " night clubs " . Quest ' ometto ha una capacità enorme di chiacchiera , e le sue chiacchiere mescolate di finta ingenuità e di vera malizia , configurano un tipo ormai nazionale , quello dell ' americano che ne ha viste tante , al quale non la si dà a bere , che non ci crede , che tuttavia conserva ancora molto candore e molta fresca ingenuità . Alcuni amici dicono al signor X che l ' ometto , avendo attaccato a Nuova York il senatore Mac Carthy fu costretto dal pubblico a ritirarsi . Qui invece ascoltano deliziati e applaudono . In realtà , pensa il signor X , non è tanto vero che l ' Est sia così liberale e l ' Ovest così reazionario ; e comunque l ' Ovest sentendosi isolato a tanta distanza dall ' Est e dall ' Europa , apprezza qualsiasi cosa gli venga da quella direzione . Il viaggio finisce qui , pensa il signor X , mentre l ' ometto , con la sua parlantina torrenziale prende in giro lo scandalo intorno gli accordi di Yalta , finisce qui dove l ' Occidente , sia pure attraverso le chiacchiere di una specie di " chansonnier " , esercita la sua attività preferita e più caratteristica : la critica . Al di là del Pacifico comincia l ' Asia , con altre attività o meglio , altri miti .
VALERIA DOVE VAI? ( Bianciardi Luciano , 1962 )
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Disse bene Fellini , giovedì sera , nell ' intervista a tiro incrociato : Zampanò è lui , ma anche Gelsomina è lui , e persino il pesciaccio brutto che alla fine della dolce vita i bagordanti trovano sulla battigia . Del pesciaccio , mentre parlava , aveva anche l ' occhio , ottuso all ' apparenza , in realtà sornione e maligno : una via di mezzo fra il diavolo e il gran inquisitore . Il sacro mostro , lo chiamarono infatti giovedì sera . « Può darsi che io sia decadente , ma allora , non è forse decadente tutta la società che mi esprime ? » Così siamo sistemati , noialtri . Lui è a posto ; come a posto è Marcello Mastroianni , che continuava a somigliare al barone Fefé Cefalù , coi capelli lunghi , untuosi , e le palpebre di piombo . C ' era Daniela Rocca e per un momento rifece la parte della baronessa dall ' animo obeso . A posto anche lei . Ma Valeria Ciangottini ? Nel film , come ricordate , l ' avevano messa a combattere il demonio , a fare l ' angioletto , come quelli - lo diceva il personaggio Marcello - che si vedono nelle vetrate delle chiese , dalle parti sue . In realtà , la Valeria era una ragazzina umbra e parlava come tale , con la cadenza morbida che si sente nella alta val di Tevere . Giovedì sera , invece ... Sedici anni e mezzo , disse , e intenzionata a « fare del cinema » . La voce era una caricatura di birignao , con le vocali sbattute contro il velo pendulo e un sospetto di adenoidi . Studia lingue al liceo internazionale , e i genitori ci tengono , che impari e faccia la brava scolara . Lei li accontenta , poverini , ma continua ad « amare » il cinema . A sedici anni e mezzo già parla così . Datele tempo , e fra dieci anni dirà di peggio . Dirà che vuole impegnarsi di più , poter scegliere e vivere personaggi che ha dentro di sé . Dirà di aver studiato « con furore » e di aver letto molto . Lamenterà il numero troppo scarso dei film « impegnati » che si fanno in Italia . Dirà che il suo vero personaggio è un personaggio attivo « inserito » nel mondo moderno , elle abbia « in sé » la rivolta ma non in senso « gratuito » . Avrà ogni anno offerte assai « interessanti » . Concluderà : « Ho sempre pensato di non sapermi spiegare , anche se a volte son io che non voglio farmi capire » . E naturalmente troverà subito un regista disposto a elevare a canone poetico queste dichiarazioni di ineffabilità . E faranno un film apposta per mostrarci il dramma d ' una giovane donna che ha tante cose da dire ma non le dice . E ci saranno critici pronti a garantirci la profondità del sottaciuto . Ne parlerà la stampa specializzata , specialmente in Francia . E Federico Fellini , che l ' ha tirata giù dalle vetrate della cattedrale starà a guardarla con l ' occhio del pesciaccio , ripetendoci , intanto , che se è decadente lui , la colpa è di noialtri . Ma tu , Valeria , dove vai ? Vuoi proprio finire in bocca al Leviatano ?
CANTA NATALINO ( Bianciardi Luciano , 1962 )
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Erano troppo distratti dal bailamme sanremese , coi suoi quarantacinque canterini , così nessuno ha parlato del ritorno ( in Alta fedeltà ) del nostro Natalino . Al secolo Codognotto Natale , classe 1913 , genovese . Me lo fece scoprire , nell ' autunno del quaranta , Carlo Del Canto , studente di veterinaria e , se non ricordo male , figlio di un grosso vinaio di Ponsacco . Faceva avanspettacolo in un cinema di corso Italia a Pisa , in coppia con una bella ragazza , chiamata Maria Jotti . L ' orchestrina la dirigeva un giovanotto lungo e magrissimo , coi baffi neri , di nome Gorni Kramer . « Dev ' essere malato » , mi sussurrava Carlo Del Canto . A quei tempi la magrezza non era mai segno di buona forma fisica , al contrario : infatti era cominciato il razionamento . Con cinque lire ogni settimana si andava a vedere film e avanspetaccolo . Ricordo che c ' erano due comici di stile quasi identico , due piccoletti agili e un poco astratti : sì chiamavano Fredo Pistoni e Renato Rascel . Hanno resistito tutti e due , con diversa fortuna : il primo lo rivediamo ogni tanto allo Smeraldo , il secondo al Lirico . Io ero per Fredo Pistoni . Senza preoccuparsi molto della guerra , i giovani di allora stavan dietro alle canzonette , proprio come i giovani d ' oggi . Tramontava una scuola canora , ne sorgeva un ' altra . Alberto Rabagliati era una stella di prima grandezza , da Teatro Verdi ; alla radio si andava imponendo un ragazzo torinese , Ernesto Bonino , amatissimo dalle giovani italiane ( quelle in camicetta bianca e gonna nera , voglio dire , quelle che avevano fatto la pubertà proprio mentre riappariva l ' impero sui colli fatali ) ; i ben pensanti preferivano il cesellatore ferrarese Oscar Carboni , i cuori solitari andavano in estasi per il baritono Giovanni Vallarino , che a dir la verità , valeva per lo meno quanto Bing Crosby . Noialtri della gioventù bruciata , tutti per Natalino Otto : siamo stati noi a scoprirlo e a lanciarlo . Già suonatore di batteria nelle orchestrino di bordo , piccolo e composto , Natalino aveva il ritmo dentro : non nei piedi , ma nella testa . Senza muovere un dito né un capello , con appena un aggrottare di sopracciglia nei passaggi più ardui , Natalino era capace di fratturare i tempi di una canzone e di ricomporteli secondo un suo estro rigoroso . Sembrava sempre svagato , distratto , e invece era preciso come un metronomo . Lo sentivi partire in un « glissando » da prima tromba , ma potevi star certo che alla fine del suo assolo sarebbe sbarcato esattissimo sulla nota giusta del ritornello . L ' altra sera rifece Polvere di stelle , identica come nell ' autunno del quaranta , quando la sala sembrava venir giù dagli applausi . E anche l ' altra sera ti veniva voglia di battergli le mani o almeno di dirgli : si faccia rivedere , signor Codognotto , perché è sempre il più bravo .
'Il grappolo acerbo' di Békeffy ( Grassi Paolo , 1946 )
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Tutti parlano , da quando il teatro vive , di crisi del teatro : ciò non toglie che le condizioni attuali dello spettacolo siano , più che mai , precarie , veramente pericolanti e per molteplici ragioni soprattutto economiche . Alle tasse già elevate ed alle mille difficoltà si aggiunge ora la ventilata chiusura dei locali alle 23 che allontanerà ancor più il pubblico , già preoccupato dai rapinatori . Sarebbe necessario che le autorità competenti esaminassero attentamente la cosa e soprattutto tenessero presente diverse ragioni , artistiche ed etiche , che giustificano socialmente una libera vita del teatro . Ieri sera , Clara Tabody ha presentato Grappolo acerbo una commedia musicale tratta da Assenza ingiustificata , madre a sua volta del film omonimo . Il lavoro non manca spesso di brio e di buone trovate , ma nell ' insieme risente della trasformazione artificiosa . Molta Ungheria , molti baci tra marito e moglie , molte vivaci studentesse , i soliti " tipi " caratterizzati di maniera ; in un complesso una volontà di divertire su una trama esile che la regia di Dino Falconi ha caricato inutilmente in più di un tono . La Tabody , la Bellini , Tommei , Jotta , Volpi , Sivieri e tutti gli altri hanno recitato brillantemente questo Grappolo acerbo accolto cordialmente dal folto pubblico .
LA CAPITALE ( Brancati Vitaliano , 1947 )
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La società romana è infinitamente più grigia che nel 1945; non si contano più le teste che , essendosi svegliate in quell ' anno , sono oggi ricascate nel sonno . Le tendenze liberali vanno lentamente scomparendo dalla scena , e lasciano il campo ai gusti , all ' eloquenza , ai costumi dei partiti di massa . Ecco qui una verità che sarà giudicata un paradosso : le elezioni sono state senza dubbio un grande atto di libertà e hanno dato una rappresentanza più vera , ma lo spirito europeo che aveva occupato ( nel senso buono e cattivo della parola ) l ' Italia , nel 1945 , era riuscito a spremere dal nostro paese , mediante la designazione dei sei partiti , una rappresentanza nella quale era assai più forte che non in questa l ' amore per la libertà . Il partito d ' azione , uno dei più sgraditi che siano mai nati al mondo , bisbetico e infantile nello stesso tempo , solenne , cattedratico , monumentale e tuttavia amabilissimo per la stizza con cui s ' illudeva che in Italia fossero possibili l ' esame di coscienza , l ' autocritica e una riforma morale , si è del tutto dileguato . Molte voci stridule , ma in sostanza nobilissime , hanno taciuto . L ' Italia comincia a far l ' esame di coscienza del suo antifascismo . Aveva fatto male quello del suo fascismo ; quest ' altro esame non può riuscire che peggio , dato che esso muove da una concezione della vita che disprezza la critica e la ragione . Il settimanale " La Nuova Europa » è morto , e al suo posto ci sono " Rataplan " , " La rivolta Ideale " , " Manifesto " ecc. Il tono della vita politica si è estremamente abbassato ; la polemica , che si svolge fra partiti di massa al governo e un altro partito di massa all ' opposizione , non può dirsi vera e propria polemica , essendo i due contraddittori poco disposti a non servirsi di assiomi e atti di fede . Un paese che ha il fascismo al potere è un paese che si avvia alla catastrofe nel modo più buffonesco , con maschere di generali , capi , imperatori , gerarchi , accademici che , in solenne corteo , lanciando d ' ora in ora grida d ' esultanza , filano diritte verso un precipizio che non vedono . Un paese che ha il fascismo come massimo partito d ' opposizione è un paese che continua a sbagliare , perché , in verità , come si può affidare il compito della critica a cervelli abituati a credere e obbedire ? I partiti al governo sono in massima parte dogmatici , ma i loro dogmi , bisogna riconoscerlo , sono vasti , antichi , solenni e alcuni logorati dal tempo : il partito all ' opposizione possiede invece un dogma ristretto , meschino , crudele , petulante . Cosa ne verrà fuori ? Speriamo , una distruzione assoluta dei dogmi e il principio di una vera libertà . L ' alleanza fra i dogmi , quella che fu temuta nel '39 , quando Russia e Germania firmarono il patto di non aggressione , non riesce mai a buon fine : i dogmi sono destinati a farsi una guerra micidiale che ha sempre termine con la morte del primo per opera del secondo , la successiva morte di questo per essersi estenuato nell ' uccidere il primo . La guerra fra il dogma cattolico e quello protestante terminò con l ' indebolimento di tutti e due e la vittoria dei principi di tolleranza . " Quale civiltà scegliete ? " veniva domandato , quattro secoli fa , in Europa , a tutti gli uomini liberi . " La cattolica o la protestante ? " " Né l ' una né l ' altra ! » rispondevano gli uomini liberi . " Siete dei poveri ingenui ! » incalzavano i fanatici . " Chi vuol contare oggi qualcosa deve scegliere fra i papisti e gli antipapisti ! " " Ebbene , noi non scegliamo ! " " Rimarrete fuori della storia ! " " Rientreremo nella storia quando ne sarete usciti voi ! " " E quando , per favore ? " " Quando il mondo non sarà più né papista né antipapista ! " " E che cosa potrebbe essere se non papista o antipapista ? " " Tollerante e liberale ! » " Che vuol dire , tollerante e liberale ? Noi non comprendiamo queste parole ! " " Le capiranno i vostri nipoti . " Questo antico diverbio si ripete oggi in Europa . Mettete al posto delle parole papista e antipapista quelle di fascista e comunista , e avrete un diverbio dei nostri giorni . Piazza San Pietro gremita di folla . Molte persone con gli occhiali e molti bambini coi guanti di lana . Dai colpi di tosse , s ' indovina lo stato pacifico di coloro che sono intervenuti : è gente tranquilla , che soltanto per un miracolo del demonio diverrebbe capace di atti violenti , come quello di ardere un povero " indemoniato " . Nelle adunate oceaniche di carattere profano , la contrazione nervosa e lo stato di collerico servilismo in cui si trovano tutti i presenti , darebbero ai colpi di tosse ben altro tono . Sarebbero colpi più secchi e brevi , o forse non se ne udrebbero minimamente , compressi dalla retorica della buona salute . Cionondimeno la quantità di fede che esprime questa moltitudine è assai inferiore a quella di un umile solitario che prega in ginocchio . Siamo ormai espertissimi nel calcolo di quanto perde una persona nell ' atto in cui si unisce ad altre duecentomila . Mettete in colonna sopra un foglio i duecentomila esseri umani , che hanno riempito una piazza , sottraete l ' uno dall ' altro , e avrete l ' idea esatta di quello che sarà rimasto di umano nella piazza stessa , nel momento dell ' adunata . Cosa vuol dire il sì o il no di questo enorme bambino treenne che è la moltitudine degli uomini disposti a fare spettacolo di se stessi ? Che gusto si può provare a interrogarlo ? Esso ha sempre l ' aria di avere imparato la lezione . In ogni modo , di tutte le masse che ho veduto , questa di piazza San Pietro mi pare la meno spiacevole , perché non è eroica , non inventa nulla di nuovo , non arrota i denti ... e i misfatti del suo fanatismo , li ha ormai compiuti ... La mirabile piazza è illuminata da un sole gelido . Le persiane bianche dei palazzi vaticani sono aperte , ma attraverso i vetri traspaiono gli scuri accostati , anch ' essi di color bianco . Sul sagrato è stato eretto un altare a sfondo rosso con sei candelabri ; al di sopra della loggia sporgono la bocca i più chiari altoparlanti che abbia mai udito . Ma la chiarezza è a scapito della grandezza . La voce , che essi gettano nell ' immensa piazza , è così palesemente di un piccolo uomo che si rimane molto impressionati nel sentire la chiesa più vasta del mondo parlare con una voce di piccolo borghese . La cerimonia si svolge in modo perfetto . Ci sono stati momenti molto poetici : quando per esempio la moltitudine ha recitato il Pater Noster o quando un sacerdote ha letto il principio del Vangelo di San Luca . È un vero peccato che in questo modo non vengano recitati periodicamente i tratti dei Vangeli che dànno le regole alla coscienza di tutti i cristiani , anche di quelli che non credono nell ' al di là . Il Sermone della Montagna , letto fra tanti echi , in un luogo così augusto , l ' Amate coloro che vi odiano " , il " Non uccidere ! » recitati fra queste colonne farebbero di Roma un luogo preoccupante ove le canaglie e i violenti avrebbero sempre da temere che una parola terribile giungesse al loro orecchio . Il Pontefice è apparso nella loggia centrale sotto un manto rosso , in mezzo a due figure con mantelli di un rosso più scuro . Io mi sono inginocchiato la prima volta davanti a Pio XII la settimana di Natale del 1942 . Ho visto , quel giorno , la persona più elegante d ' Europa e insieme l ' uomo politico più civile che fosse rimasto chiuso entro il recinto hitleriano ... Nel cuore di Roma , tutta piena di voi militareschi , egli dava il lei con la forza di chi scandisce una parola proibita . Le porte , che si spalancavano all ' annunzio del suo avvicinarsi , scoprirono una ventina di donne disposte in ginocchio nelle diverse sale . Egli le interrogava ad una ad una prestando un ' attenzione vera e scrupolosa alle loro risposte . Erano , per la massima parte , madri e mogli di dispersi , che chiedevano notizie dei loro figli e mariti . Alcuni giorni dopo , egli avrebbe pronunciato un fierissimo discorso antifascista . Senza dubbio , lo teneva già in mente , e direi quasi che gli si leggeva negli occhi : un dittatore non avrebbe sopportato a lungo lo sguardo che , in quei giorni del '42 , aveva quell ' uomo vestito di seta bianca e calzato di pantofole rosse ... Pio XII pronuncia oggi il suo discorso con un timbro che non gli conoscevo : molti cattolici lamentano che il Papa abbia una voce tanto più fredda quanto più caldo è il cuore che le affida le sue parole . Ma la sua voce di oggi è caldissima . Il discorso non è tutto quanto bello . " ... Veramente l ' anima cattolica della città Eterna , pacifica nella santa libertà dei figli di Dio , impavida e forte nella lotta , viene ancora una volta a effondersi nel seno del Padre comune ... " Bello . " ... dopo meno di tre mesi , la sfolgorante giornata del 2 giugno ! Roma , uscita prodigiosamente incolume da immani pericoli , volle qui festeggiare con traboccante gioia le prime ore della sua liberazione ! » L ' uscita dei tedeschi da Roma è definita dal Papa liberazione : i fascisti ne rimarranno scandalizzati . " Mai forse la missione di Roma è stata più grande , più benefica , più indispensabile che nell ' ora pre sente . Dai colli , protese le braccia materne , essa estende il suo imperio spirituale sul mondo che misteriosamente avvolge nella sua luce . Quella luce , che prima apparve , quando la Chiesa , Sposa di Cristo , si sciolse dalle gramaglie delle persecuzioni e , coronata con segno di vittoria , uscì dai circhi e dagli anfiteatri dianzi ruggenti alla sua rovina ; quando , immortale vindice della verità , più sicura dell ' avvenire che il pontefice di Giove ascendente con la tacita vergine il Campidoglio , si accinse , ecc ... » Periodo non tutto fortunato . Le parole " missione di Roma " non portano mai bene a quelle che le seguono . L ' uscita della Chiesa dai circhi è descritta con forza , ma l ' accenno ingeneroso verso il vinto pontefice di Giove , e il tono di trionfo con cui si coglie la civiltà pagana in un ingenuo e pietoso momento di fiducia nella propria immortalità , e si nota che invece essa è morta , mi danno il disagio di tutti i discorsi violentemente rivoluzionari . Questo pontefice , vivamente immerso nella storia del Cristianesimo , è soggetto alle visioni di coloro che amano tanto la loro causa da sognare la notte di averla perduta ; visioni che gli fanno sparire dagli occhi la Roma cattolica e riapparire quella pagana , sparire la basilica di San Pietro e riapparire il sasso su cui il primo Pietro subì il martirio . Da qui l ' aspro tono polemico contro quella Roma che , in fin dei conti , i suoi predecessori hanno sepolto profondamente ed egli ora calca con piede di re . " Dal suolo romano il primo Pietro , circondato dalle minacce di un pervertito potere imperiale , lanciò un fiero grido di allarme : ` Resistete nella fede ! ' Su questo medesimo suolo Noi ripetiamo oggi con raddoppiata energia quel grido a voi , la cui città natale è ora teatro di sforzi incessantemente volti a rinfiammare la lotta fra i due opposti campi : per Cristo o contro Cristo , per la sua Chiesa o contro la sua Chiesa . " A questo punto , egli rivolge alla moltitudine una domanda che non ritroverò nel testo del discorso pubblicato dall ' " Osservatore romano " " " Voi siete per Cristo o contro Cristo ? " E la massa risponde : " Per Cristo ! " " Per la sua Chiesa o contro la sua Chiesa ? " E tutti : " Per la sua Chiesa ! " È preferibile un conclave di cardinali che si azzuffano ; è preferibile un concilio bizantino che litiga su inezie mentre il nemico bussa alle porte della città , a un dialogo come questo fra due persone di cui una sola è adulta : quella che interroga . ( L ' altra ha l ' età in cui si sanno pronunciare soltanto i monosillabi : Sì , no , tu , io ... e ripetere , come risposta , l ' ultima parola della domanda ) .