ProsaGiuridica ,
Art
.
1
.
È
cittadino
per
nascita
:
l
°
il
figlio
di
padre
cittadino
;
2°
il
figlio
di
madre
cittadina
se
il
padre
è
ignoto
o
non
ha
la
cittadinanza
italiana
,
né
quella
di
altro
Stato
,
ovvero
se
il
figlio
non
segue
la
cittadinanza
del
padre
straniero
secondo
la
legge
dello
Stato
al
quale
questi
appartiene
;
3°
chi
è
nato
nel
Regno
,
se
entrambi
i
genitori
o
sono
ignoti
o
non
hanno
la
cittadinanza
italiana
,
né
quella
di
altro
Stato
,
ovvero
se
il
figlio
non
segue
la
cittadinanza
dei
genitori
stranieri
secondo
la
legge
dello
Stato
al
quale
questi
appartengono
.
Il
figlio
di
ignoti
trovato
in
Italia
si
presume
,
fino
a
prova
in
contrario
,
nato
nel
Regno
.
2
.
Il
riconoscimento
o
la
dichiarazione
giudiziale
della
filiazione
durante
la
minore
età
del
figlio
che
non
sia
emancipato
,
ne
determina
la
cittadinanza
secondo
le
norme
della
presente
legge
.
È
a
tale
effetto
prevalente
la
cittadinanza
del
padre
,
anche
se
la
paternità
sia
riconosciuta
o
dichiarata
posteriormente
alla
maternità
.
Se
il
figlio
riconosciuto
o
dichiarato
è
maggiorenne
o
emancipato
,
conserva
il
proprio
stato
di
cittadinanza
ma
può
entro
l
'
anno
dal
riconoscimento
,
o
dalla
dichiarazione
giudiziale
,
dichiarare
di
eleggere
la
cittadinanza
determinata
dalla
filiazione
.
Le
disposizioni
del
presente
articolo
si
applicano
,
anche
ai
figli
la
cui
paternità
o
maternità
consti
in
uno
dei
modi
dell
'
art
.
193
del
Codice
civile
.
3
.
Lo
straniero
nato
nel
Regno
o
figlio
di
genitori
quivi
residenti
da
almeno
dieci
anni
al
tempo
della
sua
nascita
diviene
cittadino
:
1°
se
presta
servizio
militare
nel
Regno
o
accetta
un
impiego
nello
Stato
;
2°
se
compiuto
il
21°
anno
risiede
nel
Regno
e
dichiara
entro
il
22°
anno
di
eleggere
la
cittadinanza
italiana
;
3°
se
risiede
nel
Regno
da
almeno
dieci
anni
e
non
dichiara
nel
termine
di
cui
al
n
.
2
di
voler
conservare
la
cittadinanza
straniera
.
Le
disposizioni
del
presente
articolo
si
applicano
anche
allo
straniero
del
quale
il
padre
o
la
madre
o
l
'
avo
paterno
siano
stati
cittadini
per
nascita
.
4
.
La
cittadinanza
,
italiana
,
comprendente
il
godimento
dei
diritti
politici
,
può
essere
concessa
per
decreto
reale
,
previo
parere
favorevole
del
Consiglio
di
Stato
:
1°
allo
straniero
che
abbia
prestato
servizio
per
tre
anni
allo
Stato
italiano
,
anche
all
'
estero
;
2°
allo
straniero
che
risieda
da
almeno
cinque
anni
nel
Regno
;
3°
allo
straniero
che
risieda
da
tre
anni
nel
Regno
ed
abbia
reso
notevoli
servigi
all
'
Italia
od
abbia
contratto
matrimonio
con
una
cittadina
italiana
;
4°
dopo
un
anno
di
residenza
a
chi
avrebbe
potuto
diventare
cittadino
italiano
per
beneficio
di
legge
,
se
non
avesse
omesso
di
farne
in
tempo
utile
espressa
dichiarazione
.
5
.
Il
decreto
reale
di
concessione
non
avrà
effetto
se
la
persona
a
cui
la
cittadinanza
è
conceduta
non
presti
giuramento
di
essere
fedele
al
Re
e
di
osservare
lo
Statuto
e
le
altre
leggi
dello
Stato
.
6
.
La
cittadinanza
può
essere
conceduta
con
legge
speciale
a
chi
abbia
reso
all
'
Italia
servigi
di
eccezionale
importanza
.
7
.
Salve
speciali
disposizioni
da
stipulare
con
trattati
internazionali
,
il
cittadino
italiano
nato
e
residente
in
uno
Stato
estero
,
dal
quale
sia
ritenuto
proprio
cittadino
per
nascita
,
conserva
la
cittadinanza
italiana
,
ma
divenuto
maggiorenne
o
emancipato
,
può
rinunziarvi
.
8
.
Perde
la
cittadinanza
:
1°
chi
spontaneamente
acquista
una
cittadinanza
straniera
e
stabilisce
o
ha
stabilito
all
'
estero
la
propria
residenza
;
2°
chi
,
avendo
acquistata
senza
concorso
di
volontà
propria
una
cittadinanza
straniera
,
dichiari
di
rinunziare
alla
cittadinanza
italiana
,
e
stabilisca
o
abbia
stabilito
all
'
estero
la
propria
residenza
.
Può
il
Governo
nei
casi
indicati
ai
numeri
1
e
2
dispensare
dalla
condizione
del
trasferimento
della
residenza
all
'
estero
;
3°
chi
,
avendo
accettato
impiego
da
un
Governo
estero
od
essendo
entrato
al
servizio
militare
di
potenza
estera
,
vi
persista
nonostante
l
'
intimazione
del
Governo
italiano
di
abbandonare
entro
un
termine
fissato
l
'
impiego
o
il
servizio
.
La
perdita
della
cittadinanza
nei
casi
preveduti
da
questo
articolo
non
esime
dagli
obblighi
del
servizio
militare
,
salve
le
facilitazioni
concesse
dalle
leggi
speciali
.
9
.
Chi
ha
perduta
la
cittadinanza
a
norma
degli
articoli
7
e
8
la
riacquista
:
1°
se
presti
servizio
militare
nel
Regno
o
accetti
un
impiego
dallo
Stato
;
2°
se
dichiari
di
rinunziare
alla
cittadinanza
dallo
Stato
a
cui
appartiene
o
provi
di
avere
rinunziato
all
'
impiego
o
al
servizio
militare
all
'
estero
esercitati
nonostante
il
divieto
del
Governo
italiano
,
ed
in
entrambi
i
casi
abbia
stabilito
o
stabilisca
entro
l
'
anno
dalla
rinuncia
la
propria
residenza
nel
Regno
;
3°
dopo
due
anni
di
residenza
nel
Regno
se
la
perdita
della
cittadinanza
era
derivata
da
acquisto
di
cittadinanza
straniera
.
Tuttavia
nei
casi
indicati
ai
numeri
2
e
3
sarà
inefficace
il
riacquisto
della
cittadinanza
se
il
Governo
lo
inibisca
.
Tale
facoltà
potrà
esercitarsi
dal
Governo
per
ragioni
gravi
o
su
conforme
parere
del
Consiglio
di
Stato
entro
il
termine
di
tre
mesi
dal
compimento
delle
condizioni
stabilite
nei
detti
numeri
2
e
3
se
l
'
ultima
cittadinanza
straniera
sia
di
uno
Stato
europeo
,
ed
altrimenti
entro
il
termine
di
sei
mesi
.
È
ammesso
il
riacquisto
della
cittadinanza
senz
'
obbligo
di
stabilire
la
residenza
nel
Regno
,
in
favore
di
chi
abbia
da
oltre
due
anni
abbandonata
la
residenza
nello
Stato
a
cui
apparteneva
,
per
trasferirla
in
altro
Stato
estero
di
cui
non
assuma
la
cittadinanza
.
In
tale
caso
però
è
necessaria
la
preventiva
permissione
del
riacquisto
da
parte
del
Governo
.
10
.
La
donna
maritata
non
può
assumere
una
cittadinanza
diversa
da
quella
del
marito
,
anche
se
esista
separazione
personale
fra
coniugi
.
La
donna
straniera
che
si
marita
ad
un
cittadino
acquista
la
cittadinanza
italiana
.
La
conserva
anche
vedova
salvoché
,
ritenendo
o
trasportando
al
l
'
estero
la
sua
residenza
,
riacquisti
la
cittadinanza
di
origine
.
La
donna
cittadina
che
si
marita
a
uno
straniero
perde
la
cittadinanza
italiana
,
sempreché
il
marito
possieda
una
cittadinanza
che
pel
fatto
del
matrimonio
a
lei
si
comunichi
.
In
caso
di
scioglimento
del
matrimonio
ritorna
cittadina
se
risieda
nel
Regno
o
vi
rientri
,
e
dichiari
in
ambedue
i
casi
di
voler
riacquistare
la
cittadinanza
.
Alla
dichiarazione
equivarrà
il
fatto
della
residenza
nel
Regno
protratta
oltre
un
biennio
dallo
scioglimento
,
qualora
non
vi
siano
figli
nati
dal
matrimonio
predetto
.
11
.
Se
il
marito
cittadino
diviene
straniero
la
moglie
che
mantenga
comune
con
lui
la
residenza
,
perde
la
cittadinanza
italiana
,
sempreché
acquisti
quella
del
marito
;
ma
può
riacquistarla
secondo
le
disposizioni
dell
'
articolo
precedente
.
Se
il
marito
straniero
diviene
cittadino
,
la
moglie
acquista
la
cittadinanza
quando
mantenga
comune
con
lui
la
residenza
.
Se
però
i
coniugi
siano
legalmente
separati
e
non
esistano
figli
del
loro
matrimonio
i
quali
,
a
termini
dell
'
articolo
successivo
,
acquistino
la
nuova
cittadinanza
del
padre
,
può
la
moglie
dichiarare
di
voler
conservare
la
cittadinanza
propria
.
12
.
I
figli
minori
non
emancipati
di
chi
acquista
o
ricupera
la
cittadinanza
divengono
cittadini
,
salvo
elle
risiedendo
all
'
estero
conservino
,
secondo
la
legge
dello
Stato
a
cui
appartengono
,
la
cittadinanza
straniera
.
Il
figlio
però
dello
straniero
per
nascita
,
divenuto
cittadino
,
può
,
entro
l
'
anno
dal
raggiungimento
della
maggiore
età
o
dalla
conseguita
emancipazione
,
dichiarare
di
eleggere
la
cittadinanza
di
origine
.
I
figli
minori
non
emancipati
di
chi
perde
la
cittadinanza
divengono
stranieri
,
quando
abbiano
comune
la
residenza
col
genitore
esercente
la
patria
potestà
o
la
tutela
legale
,
e
acquistino
la
cittadinanza
di
uno
Stato
straniero
.
Saranno
però
loro
applicabili
le
disposizioni
degli
articoli
3
e
9
.
Le
disposizioni
del
presente
articolo
si
applicano
anche
nel
caso
che
la
madre
esercente
la
patria
potestà
o
la
tutela
legale
sui
figli
abbia
una
cittadinanza
diversa
da
quella
del
padre
premorto
.
Non
si
applicano
invece
al
caso
in
cui
la
madre
esercente
la
patria
potestà
muti
cittadinanza
in
conseguenza
del
passaggio
a
nuove
,
nozze
,
rimanendo
allora
inalterata
la
cittadinanza
di
tutti
i
figli
di
primo
letto
.
13
.
L
'
acquisto
o
il
riacquisto
della
cittadinanza
in
tutti
i
casi
precedentemente
espressi
,
non
ha
effetto
se
non
dal
giorno
successivo
a
quello
in
cui
furono
adempiute
le
condizioni
e
formalità
stabilite
.
Le
domande
e
dichiarazioni
di
acquisto
o
riacquisto
sono
esenti
da
qualsiasi
tassa
e
spesa
.
14
.
Chiunque
risieda
nel
Regno
,
e
non
abbia
la
cittadinanza
italiana
,
né
quella
di
un
altro
Stato
,
è
soggetto
alla
legge
italiana
per
quanto
si
riferisce
all
'
esercizio
dei
diritti
civili
e
agli
obblighi
del
servizio
militare
.
15
.
È
equiparato
al
territorio
del
Regno
,
per
gli
effetti
della
presente
legge
,
il
territorio
delle
Colonie
italiane
,
salvo
le
disposizioni
delle
leggi
speciali
che
le
riguardano
.
16
.
Le
dichiarazioni
prevedute
nella
presente
legge
possono
essere
fatte
all
'
ufficiale
di
stato
civile
del
comune
,
dove
il
dichiarante
ha
stabilito
o
intende
stabilire
la
propria
residenza
,
o
ad
un
regio
agente
diplomatico
o
consolare
all
'
estero
.
La
facoltà
di
ricevere
le
dichiarazioni
potrà
essere
estesa
dal
Governo
del
Re
ad
altri
pubblici
ufficiali
.
Disposizioni
transitorie
.
17
.
Con
l
'
entrata
in
vigore
della
presente
legge
sono
abrogati
gli
articoli
4
a
15
del
Codice
civile
,
l
'
art
.
36
della
legge
sull
'
emigrazione
31
gennaio
1901
,
n
.
23
,
la
legge
17
maggio
1906
,
n
.
217
,
e
tutte
le
altre
disposizioni
contrarie
alla
presente
legge
.
Nulla
però
è
innovato
alle
leggi
esistenti
riguardo
alla
concessione
per
decreto
reale
della
cittadinanza
comprendente
il
pieno
godimento
di
diritti
politici
agli
italiani
che
non
appartengono
al
Regno
.
Restano
salve
le
disposizioni
delle
convenzioni
internazionali
.
18
.
Coloro
che
abbiano
ottenuto
la
cittadinanza
anteriormente
alla
presente
legge
senza
il
godimento
dei
diritti
politici
,
potranno
conseguirla
per
decreto
reale
,
previo
parere
favorevole
del
Consiglio
di
Stato
,
quando
concorrano
le
condizioni
previste
nell
'
art
.
4
.
19
.
Lo
stato
di
cittadinanza
acquisito
anteriormente
alla
presente
legge
non
si
modifica
,
se
non
pei
fatti
posteriori
all
'
entrata
in
vigore
di
questa
.
Ma
coloro
che
,
al
momento
dell
'
entrata
in
vigore
della
presente
legge
,
hanno
uno
stato
di
cittadinanza
diverso
da
quello
che
loro
competerebbe
secondo
le
disposizioni
degli
articoli
precedenti
,
potranno
entro
l
'
anno
dichiarare
di
eleggere
la
qualità
di
cittadino
o
di
straniero
,
che
sarebbe
loro
spettata
secondo
le
disposizioni
medesime
.
Coloro
a
cui
le
disposizioni
degli
articoli
precedenti
attribuiscono
il
diritto
di
eleggere
la
qualità
di
cittadino
o
di
straniero
,
potranno
farne
la
dichiarazione
entro
un
anno
dal
giorno
dell
'
entrata
in
vigore
della
presente
legge
,
anche
se
i
termini
siano
scaduti
,
salvo
che
,
potendo
fare
una
dichiarazione
analoga
in
forza
della
legge
anteriore
,
abbiano
omesso
di
farla
.
20
.
Il
Governo
stabilirà
con
decreto
reale
,
udito
il
parere
del
Consiglio
di
Stato
,
le
norme
per
l
'
applicazione
della
presente
legge
,
che
entrerà
in
vigore
il
1°
luglio
1912
.
ProsaGiuridica ,
Art
.
1
.
Lo
straniero
che
vuole
ottenere
la
cittadinanza
ai
sensi
dell
'
art
.
4
della
legge
deve
farne
domanda
al
Ministero
dell
'
interno
e
produrre
,
oltre
i
documenti
necessari
a
dimostrare
che
egli
trovasi
in
una
delle
condizioni
previste
dal
detto
articolo
,
i
seguenti
altri
debitamente
autenticati
:
1°
atto
di
nascita
;
2°
certificato
di
situazione
di
famiglia
;
3°
certificato
penale
del
paese
di
origine
.
È
in
facoltà
del
Ministero
di
richiedere
,
a
seconda
dei
casi
,
altri
documenti
.
La
domanda
od
i
documenti
possono
presentarsi
agli
agenti
diplomatici
e
consolari
italiani
all
'
estero
,
che
li
trasmetteranno
al
Ministero
dell
'
interno
.
2
.
Lo
straniero
che
ha
ottenuto
la
cittadinanza
non
è
ammesso
all
'
esercizio
dei
diritti
politici
,
se
non
quando
possegga
i
requisiti
e
adempia
alle
condizioni
prescritte
dalle
leggi
dello
Stato
.
3
.
Il
giuramento
di
cui
all
'
art
.
5
della
legge
deve
essere
prestato
entro
sei
mesi
dalla
consegna
del
decreto
al
concessionario
:
nel
Regno
,
innanzi
all
'
ufficiale
di
stato
civile
del
luogo
di
residenza
,
o
all
'
estero
dinanzi
ad
un
agente
diplomatico
o
consolare
.
Questi
rilascia
all
'
interessato
copia
del
verbale
di
giuramento
e
ne
trasmette
immediatamente
un
'
altra
copia
al
sindaco
del
comune
del
Regno
dove
il
naturalizzato
ha
la
residenza
;
e
nel
caso
che
il
naturalizzato
risieda
all
'
estero
,
al
sindaco
del
Comune
del
Regno
che
venga
da
lui
indicato
,
ed
in
mancanza
di
tale
indicazione
,
al
sindaco
di
Roma
.
L
'
ufficiale
di
stato
civile
innanzi
a
cui
venne
prestato
il
giuramento
,
o
al
quale
è
trasmessa
copia
del
detto
verbale
,
provvede
alla
trascrizione
del
decreto
negli
atti
dello
stato
civile
del
comune
,
e
dà
immediata
notizia
della
avvenuta
trascrizione
al
Ministero
dell
'
interno
.
Trascorsi
sei
mesi
dalla
data
della
consegna
del
decreto
,
l
'
interessato
non
è
ammesso
a
prestare
giuramento
,
se
non
dimostri
con
la
produzione
di
nuovi
documenti
al
Ministero
dell
'
interno
,
la
permanenza
dei
requisiti
,
in
base
ai
quali
gli
fu
accordata
la
cittadinanza
.
4
.
La
consegna
del
decreto
di
concessione
della
cittadinanza
è
fatta
,
nel
Regno
,
dal
ricevitore
del
registro
,
o
all
'
estero
dall
'
agente
diplomatico
o
consolare
del
luogo
dove
il
concessionario
risiede
.
La
consegna
deve
essere
preceduta
dal
pagamento
della
tassa
di
concessione
governativa
a
norma
della
legge
13
settembre
1874
,
n
.
2086
.
5
.
La
rinunzia
di
cui
all
'
art
.
7
della
legge
,
deve
essere
fatta
dinanzi
all
'
agente
diplomatico
o
consolare
del
luogo
dove
il
rinunziante
risiede
.
L
'
agente
la
tra
-
scrivo
in
apposito
registro
e
ne
rimette
immediatamente
copia
al
Ministero
dell
'
interno
,
che
ne
curerà
a
mezzo
dell
'
autorità
competente
,
la
trascrizione
nei
registri
dello
stato
civile
del
Regno
.
6
.
La
rinunzia
alla
cittadinanza
e
la
dichiarazione
di
trasferimento
di
residenza
di
cui
al
n
.
2
dell
'
art
.
8
della
legge
,
devono
essere
fatte
nel
Regno
dinanzi
all
'
ufficiale
di
stato
civile
del
comune
dove
il
cittadino
risiede
.
Se
egli
ha
già
trasferito
all
'
estero
la
sua
residenza
,
la
rinunzia
alla
cittadinanza
può
farsi
dinanzi
all
'
agente
diplomatico
o
consolare
del
luogo
,
nel
modo
stabilito
dall
'
articolo
precedente
.
La
dispensa
dalla
condizione
di
trasferimento
della
residenza
all
'
estero
,
è
accordata
con
decreto
del
ministero
dell
'
interno
.
La
intimazione
di
cui
al
n
.
3
dell
'
art
.
8
è
fatta
con
decreto
del
ministro
dell
'
interno
,
con
effetto
dal
giorno
della
notificazione
all
'
interessato
.
7
.
Agli
effetti
dell
'
art
.
9
,
n
.
2
,
della
,
legge
,
la
prova
di
avere
rinunziato
all
'
impiego
o
al
servizio
militare
all
'
estero
,
deve
essere
data
al
Ministero
dell
'
interno
,
il
quale
ne
dà
notizia
all
'
ufficiale
dello
stato
civile
del
comune
dove
l
'
interessato
ha
stabilito
o
intende
stabilire
la
propria
residenza
.
L
'
inibizione
per
impedire
che
si
verifichi
il
riacquisto
della
cittadinanza
nonostante
l
'
adempimento
delle
con
-
dizioni
stabilite
al
n
.
2
o
al
n
.
3
dell
'
art
.
9
della
legge
,
deve
essere
fatta
con
decreto
del
ministro
dell
'
interno
pubblicato
nella
Gazzetta
ufficiale
.
Il
decreto
può
riferirsi
anche
a
determinate
categorie
di
persone
.
La
preventiva
permissione
del
riacquisto
della
cittadinanza
,
a
termini
dell
'
ultimo
capoverso
dell
'
art
.
9
della
legge
,
è
accordata
con
decreto
del
ministro
dell
'
interno
.
L
'
ufficiale
di
stato
civile
elle
abbia
ricevuto
la
dichiarazione
di
elezione
di
residenza
,
a
termini
dell
'
art
.
25
del
regolamento
21
settembre
1901
,
n
.
445
,
o
a
cui
altrimenti
consti
la
residenza
medesima
,
dove
informarne
immediatamente
il
ministero
dell
'
interno
.
Nel
ricevere
la
detta
dichiarazione
l
'
ufficiale
deve
far
presenti
al
dichiarante
le
norme
relative
al
ricupero
della
cittadinanza
,
e
il
modo
di
ottemperarvi
.
8
.
Le
dichiarazioni
prevedute
nella
legge
possono
.
essere
fatte
all
'
ufficiale
di
stato
civile
del
comune
dove
il
dichiarante
ha
stabilito
o
intende
stabilire
la
propria
residenza
,
o
ad
un
regio
agente
diplomatico
o
consolare
all
'
estero
.
Quando
si
tratta
di
emigrati
che
ritornino
nel
Regno
,
su
nave
italiana
,
le
dette
dichiarazioni
possono
essere
fatte
al
capitano
della
nave
.
Questi
le
riceve
su
apposito
registro
,
ne
rilascia
copia
agli
interessati
,
e
deposita
il
registro
stesso
presso
l
'
autorità
marittima
del
porto
di
approdo
nel
Regno
,
la
quale
trasmette
copia
delle
dichiarazioni
agli
ufficiali
di
stato
civile
dei
comuni
dove
i
dichiaranti
risiedono
.
9
.
Quando
la
legge
richiede
per
l
'
acquisto
o
il
ricupero
della
cittadinanza
la
dimostrazione
della
residenza
nel
Regno
per
un
tempo
determinato
,
nei
relativi
certificati
devono
attestarsi
le
notevoli
interruzioni
prodotte
da
periodi
di
dimora
all
'
estero
.
10
.
Per
le
domande
di
acquisto
della
cittadinanza
italiana
pervenute
al
Ministero
dell
'
interno
anteriormente
al
10
luglio
1912
,
si
applicheranno
le
norme
delle
leggi
preesistenti
.
11
.
Agli
effetti
della
legge
nulla
è
innovato
alle
norme
vigenti
per
legge
o
consuetudine
nelle
colonie
,
relativamente
alla
distinzione
fra
cittadini
italiani
e
sudditi
coloniali
.
StampaPeriodica ,
Se
non
tengo
che
raramente
il
vostro
cortese
invito
,
e
se
non
frequento
quest
anno
le
vostre
veglie
,
che
pure
mi
sono
carissime
,
spero
che
non
vorrete
tacciarmi
di
malcreanza
.
Voi
tutti
ne
sapete
la
cagione
.
Vi
vorrà
molto
tempo
prima
che
cessi
il
crepacuore
che
mi
opprime
!
Povero
amico
mio
!
Povero
Buonaiuto
!
Come
ti
abbiamo
perduto
presto
:
e
quanti
,
e
quanto
sinceramente
,
hanno
pianto
la
tua
perdita
!
So
che
voi
ne
sentiste
gran
dolore
quantunque
egli
non
avesse
mai
dimorato
a
lungo
in
questi
luoghi
:
ma
nel
paesello
di
B
...
dove
era
sindaco
,
come
sapete
da
sei
anni
,
la
morte
del
Buonaiuto
fu
considerata
da
tutti
come
una
grossa
sciagura
capitata
nella
propria
famiglia
.
E
ne
avean
ben
ragione
!
Quale
cambiamento
per
quel
paese
in
soli
sei
anni
!
Là
davvero
che
si
può
dire
sorta
l
età
dell
oro
.
E
tutto
per
l
opera
,
o
almeno
per
lo
impulso
,
di
un
sol
uomo
!
Sei
anni
fa
le
condizioni
di
B
...
eran
sì
tristi
,
che
non
si
trovava
chi
volesse
,
neppure
provvisoriamente
,
farvi
da
sindaco
.
L
ozio
e
l
infingardia
tenevano
quella
gente
nella
miseria
e
nell
ignoranza
,
e
non
di
rado
la
spingevano
al
delitto
.
Infatti
se
le
case
e
le
stalle
talora
vi
erano
mal
sicure
,
i
campi
erano
aperti
a
continue
rapine
:
uomini
,
donne
,
ragazzi
si
vedevano
andare
in
frotta
,
al
tempo
dei
raccolti
,
farvi
man
bassa
,
caricarli
sopra
barrocci
e
trasportarli
sfrontatamente
,
come
avrebbe
fatto
una
tribù
selvaggia
col
bottino
preso
al
nemico
.
Chi
poi
,
per
dignità
,
non
credeva
di
poter
prender
parte
attiva
alla
spedizione
,
la
facea
da
manutengolo
;
e
mi
rammento
benissimo
d
un
tale
,
che
non
ha
mai
posseduto
un
palmo
di
terreno
,
e
che
pure
vendeva
ogni
anno
parecchie
belle
botti
di
vino
,
senza
che
i
proprietari
abbiano
mai
visto
uno
scudo
dei
suoi
.
Non
vi
parlerò
dell
ignoranza
che
era
nel
paese
di
B
...
So
che
vi
fu
da
fare
,
e
non
poco
,
a
trovare
il
numero
sufficiente
di
letterati
(
come
li
chiamano
lassù
)
ossia
di
persone
che
sapessero
leggere
,
per
comporre
il
Consiglio
comunale
;
e
anzi
per
qualcuno
...
ma
basta
non
voglio
dir
altro
.
Intanto
l
ozio
,
l
ignoranza
,
il
ladroneccio
erano
guai
così
incarnati
nelle
abitudini
di
quel
popolo
,
che
non
si
sperava
più
ormai
di
poterli
,
per
forza
umana
,
estirpare
.
Di
qui
la
difficoltà
di
trovare
quel
benedetto
sindaco
.
Finalmente
,
come
Dio
volle
,
si
pensò
al
Buonaiuto
.
Egli
,
che
passava
ogni
anno
l
autunno
nella
sua
bella
villa
in
vicinanza
di
B
...
,
ne
conosceva
,
quant
ogni
altro
,
le
grosse
miserie
,
e
s
impose
il
gravissimo
compito
dì
medicarle
per
quanto
uomo
potesse
.
E
vi
riuscì
:
ma
pochi
sanno
quante
lotte
avesse
a
sostenere
;
e
non
già
coi
vagabondi
,
cogli
oziosi
,
coi
ladri
,
ma
coi
pochi
eletti
,
coi
magnati
del
luogo
,
con
quelli
che
avean
sempre
pianto
,
come
Geremia
,
sui
mali
del
paese
,
senza
fare
un
passo
,
né
spendere
la
croce
di
un
centesimo
per
sollevarli
.
Anzi
ora
attraversavano
,
come
meglio
potevano
,
la
via
a
quell
uomo
,
che
lasciava
gli
agi
della
città
e
della
famiglia
,
per
sacrificarsi
a
migliorare
le
loro
condizioni
.
È
cosa
inverosimile
,
ma
pur
vera
!
Figuratevi
che
,
nella
prima
riunione
del
consiglio
,
il
Buonaiuto
disse
esser
necessario
pensare
a
istruire
il
popolo
,
e
propose
tre
gradi
e
tre
modi
di
istruzione
.
Uno
pei
bambini
,
uno
per
i
giovinetti
,
il
terzo
per
gli
adulti
.
Fu
una
vera
tempesta
fra
i
consiglieri
:
alcuni
dissero
che
il
nuovo
sindaco
era
matto
,
altri
più
penetranti
,
avendolo
inteso
citare
ad
esempio
l
Inghilterra
e
la
Prussia
,
pretesero
che
fosse
affigliato
alle
sette
,
e
che
avesse
in
mira
di
tirare
alla
religione
protestante
quel
fior
di
roba
di
cui
vi
ho
di
sopra
parlato
.
Tutti
poi
convennero
in
questa
sentenza
:
che
l
istruzione
era
il
modo
di
allontanare
la
gente
dal
lavoro
,
di
farla
insubordinata
e
ribelle
ai
propri
padroni
,
ai
quali
,
una
volta
istruita
,
si
sarebbe
creduta
eguale
:
finalmente
che
l
istruzione
dei
contadini
era
da
riguardarsi
come
l
inaugurazione
del
socialismo
.
Il
Buonaiuto
,
come
potete
ben
credere
,
a
queste
ragioni
non
diede
peso
più
che
tanto
e
,
adoprandosi
come
privato
se
non
come
sindaco
,
ottenne
dalla
provincia
,
dal
governo
,
da
parecchi
amici
di
fuori
,
e
da
qualche
possidente
del
paese
,
i
mezzi
per
porre
in
atto
quel
sistema
d
istruzione
che
avea
ideato
.
Il
primo
grado
d
istruzione
destinato
come
vi
ho
detto
,
ai
bambini
,
è
un
ricovero
e
insieme
una
scuola
.
Vi
sono
ammessi
dai
tre
ai
cinque
anni
.
Due
brave
donne
ne
hanno
cura
,
li
istruiscono
nel
leggere
,
nello
scrivere
,
nel
conteggio
,
nel
catechismo
.
Il
Buonaiuto
poi
avea
composto
una
serie
di
racconti
,
che
le
maestre
recitano
ai
loro
piccoli
alunni
.
Per
ogni
giorno
della
settimana
vi
è
un
racconto
nuovo
,
e
sempre
con
la
sua
morale
.
Ora
si
parla
del
villano
che
,
stando
in
ozio
,
va
in
ruina
:
ora
del
cattivello
che
,
rubando
le
pesche
ad
una
povera
donna
le
cagiona
tanto
danno
e
dolore
che
ammala
seriamente
.
Altre
volte
sono
le
gesta
del
contadino
,
che
lascia
l
aratro
e
prende
il
fucile
,
incontrando
allegro
mille
disagi
e
mille
pericoli
nelle
guerre
per
l
indipendenza
nazionale
.
Quanti
racconti
non
avea
tratti
quel
buon
sindaco
dal
Vangelo
!
Gesù
che
chiama
intorno
a
sé
i
bambini
per
istruirli
,
Gesù
che
rampogna
l
ipocrita
,
Gesù
che
caccia
dal
Tempio
coloro
che
ne
voleano
fare
una
bottega
;
e
tanti
altri
soggetti
tratti
da
quel
gran
Codice
,
istruiscono
dilettando
le
tenere
menti
.
A
questa
prima
scuola
i
bambini
restano
sino
a
otto
anni
.
Oltre
l
istruzione
poi
,
e
oltre
a
una
educazione
che
tende
a
farli
giovanetti
savi
ed
assestati
,
hanno
ogni
giorno
una
buona
minestra
e
pei
più
poverelli
vi
è
ancora
non
di
rado
qualche
po
di
vestiario
.
La
scuola
infantile
in
poco
tempo
fu
piena
:
invece
di
due
maestre
ve
ne
vollero
tre
.
Fu
allora
stabilito
che
i
bambini
poveri
vi
fossero
ammessi
gratuitamente
,
ma
i
figli
dei
benestanti
pagassero
una
piccola
pensione
:
che
fu
di
fatto
pagata
e
molto
volentieri
.
D
allora
in
poi
si
poté
largheggiare
un
po
più
verso
i
primi
:
essendo
i
più
agiati
venuti
in
soccorso
dei
più
bisognosi
.
Pel
secondo
grado
d
istruzione
fu
istituita
la
Scuola
comunale
.
I
giovanetti
vi
sono
ammessi
di
otto
o
dieci
anni
e
la
frequentano
sino
ai
quattordici
.
I
giorni
e
le
ore
dell
istruzione
furon
scelti
per
maniera
che
gli
alunni
potessero
attendervi
senza
lasciare
le
più
importanti
faccende
campestri
.
Così
istruzione
e
lavoro
vanno
di
pari
passo
;
e
,
anzi
che
darsi
impaccio
,
si
completano
a
vicenda
.
Questa
scuola
poi
l
avea
ordinata
a
modo
suo
:
e
certe
sue
idee
,
a
dir
il
vero
,
mi
andavano
a
genio
.
Parlandone
un
giorno
,
mi
diceva
:
In
Italia
molti
si
dan
pena
e
con
ragione
,
per
gli
analfabeti
,
purtroppo
frequentissimi
,
specialmente
in
campagna
:
ma
pure
a
me
,
più
ancora
dell
analfabetismo
,
fa
paura
l
ignoranza
.
Poiché
,
soggiungeva
,
il
sapere
leggere
e
scrivere
è
un
mezzo
di
istruire
ma
non
costituisce
l
istruzione
.
Ora
ognuno
,
giusta
la
sua
condizione
,
ha
dritto
,
e
obbligo
nel
tempo
stesso
,
di
essere
istruito
.
Certo
che
l
istruzione
ha
da
variare
secondo
lo
stato
della
persona
.
Quale
istruzione
dunque
si
competerà
al
contadino
?
Io
penso
,
seguitava
il
Buonaiuto
,
che
chiunque
faccia
parte
di
una
nazione
(
sia
contadino
o
signore
)
debba
conoscere
primieramente
i
doveri
e
i
dritti
che
per
tal
ragione
gli
competono
;
che
debba
cioè
avere
un
idea
delle
istituzioni
che
regolano
la
nazione
stessa
;
di
ciò
che
esse
concedono
,
o
comandano
:
come
pure
della
storia
del
proprio
paese
che
non
deve
essere
ignorata
da
chicchessia
.
Esercitando
poi
il
contadino
un
arte
,
che
è
l
agricoltura
,
deve
conoscere
perfettamente
i
principî
che
hanno
da
dirigerne
e
guidarne
la
pratica
.
Perciò
l
istruzione
del
contadino
egli
la
distingueva
in
civile
e
tecnica
:
e
,
in
conformità
di
queste
idee
appunto
,
volle
ordinata
la
sua
scuola
comunale
.
Venne
allora
il
pensiero
dei
maestri
e
non
fu
poca
cosa
.
Ma
,
tra
che
il
sindaco
era
impegnato
in
quest
affare
quanto
non
può
dirsi
,
tra
che
parecchi
amici
lo
aiutarono
nel
nobile
compito
,
a
capo
a
un
anno
si
ebbero
maestri
,
e
ottimi
:
che
voi
tutti
sapete
qual
credito
si
acquistassero
in
tempo
brevissimo
.
E
bene
a
ragione
:
poiché
,
se
per
molti
riguardi
stanno
al
pari
dei
migliori
maestri
che
da
noi
si
conoscano
,
mi
pare
che
li
superino
poi
tutti
per
un
pregio
,
che
è
tutto
loro
proprio
.
Parlo
dell
arte
che
hanno
grandissima
di
accoppiare
l
insegnamento
all
educazione
agraria
.
A
ogni
momento
essi
sanno
trovare
occasione
per
mettere
in
luce
l
importanza
che
ha
l
agricoltura
nell
umana
società
,
per
provarvi
che
niuna
arte
si
conviene
meglio
dell
agricoltura
ad
un
libero
ed
onorato
cittadino
,
per
farvi
comprendere
la
soddisfazione
che
quell
arte
reca
a
chi
l
esercita
giudiziosamente
,
come
pure
gli
onesti
e
sicuri
guadagni
di
cui
è
sorgente
inesauribile
.
In
tal
maniera
quei
bravi
maestri
affezionano
i
loro
alunni
ad
un
arte
,
che
si
avvezzano
a
considerar
nobile
quanto
ogni
altra
,
e
capace
di
procurar
loro
una
vita
agiata
,
onorata
e
indipendente
.
E
neppure
agli
esercizi
militari
sono
estranei
quei
maestri
.
Più
volte
gli
ho
visti
insegnar
il
maneggio
delle
armi
in
modo
da
far
invidia
a
un
sergente
dell
esercito
.
E
questi
esercizi
militari
ancora
giovano
agli
alunni
:
li
rendono
intanto
ordinati
e
composti
:
e
,
se
in
appresso
avranno
da
prendere
il
fucile
,
non
saranno
più
del
tutto
novizzi
.
Quel
Buonaiuto
le
pensava
tutte
!
La
Scuola
comunale
sta
aperta
nove
mesi
:
i
tre
mesi
di
estate
sono
di
vacanza
.
Durante
il
corso
vi
è
un
esame
di
profitto
ogni
tre
mesi
:
in
questa
occasione
vengono
distribuiti
dieci
premi
d
uno
scudo
l
uno
ai
migliori
alunni
;
ma
non
possono
concorrere
al
premio
che
quelli
che
durante
il
trimestre
non
mancarono
mai
,
neppure
una
volta
,
senza
motivi
giusti
e
giustificati
,
alla
scuola
.
Il
giovinetto
arrivato
al
quattordicesimo
anno
dà
un
esame
finale
.
Riceve
poi
un
certificato
nel
quale
è
indicato
l
esito
di
tutti
gli
esami
subiti
.
Fra
i
giovani
dell
ultimo
anno
si
apre
ancora
un
concorso
,
per
conseguire
la
medaglia
d
argento
per
merito
distinto
.
Nella
propria
villa
il
Buonaiuto
stabilì
il
terzo
grado
di
istruzione
per
gli
adulti
.
Consiste
in
quelle
conferenze
che
si
tengono
,
parte
nella
sala
grande
del
castello
,
e
parte
in
quel
podere
che
chiamano
,
come
sapete
,
il
podere
scuola
.
Al
castello
una
volta
era
il
povero
sindaco
che
trattava
dei
doveri
e
dei
dritti
del
cittadino
,
della
storia
patria
,
delle
istituzioni
che
ci
reggono
,
e
di
cose
simili
.
Nel
podere
si
sperimentano
nuovi
strumenti
,
nuovi
concimi
,
nuove
piante
,
nuove
coltivazioni
.
Si
fanno
confronti
fra
i
nuovi
metodi
e
quelli
usati
nel
paese
,
e
si
cerca
di
stabilire
,
colle
cifre
alla
mano
,
quali
meritino
veramente
la
preferenza
.
Un
abile
agronomo
dirige
queste
conferenze
nelle
quali
ogni
contadino
fa
le
sue
osservazioni
,
e
non
di
rado
n
escono
di
quelle
che
fanno
prendere
il
tabacco
al
professore
,
prima
che
possa
rispondere
:
tanto
sono
giuste
e
sottili
!
Questo
è
pressappoco
il
piano
dell
insegnamento
da
quel
bravo
uomo
ideato
e
messo
in
pratica
.
Ma
nel
paese
di
B
...
non
si
trattava
solo
d
istruire
il
popolo
,
si
trattava
di
provvedere
ai
grossi
guai
dell
ozio
,
del
vagabondaggio
;
della
miseria
e
dei
vizi
che
ne
sono
la
necessaria
conseguenza
.
Veramente
molta
gente
,
anche
di
buona
volontà
,
davvero
mancava
di
lavoro
:
si
pensò
a
provvederlene
.
Il
Buonaiuto
istituì
un
Comitato
,
che
disse
di
provvidenza
.
Questo
cominciò
subito
a
far
pratiche
presso
molti
ricchi
proprietari
,
e
con
società
intraprenditrici
di
lavori
agrari
,
e
non
passò
molto
tempo
,
che
la
domanda
di
giornalieri
superò
il
numero
di
quelli
che
il
comitato
avea
disponibili
.
Partirono
delle
famiglie
intere
,
accettando
lavoro
per
qualche
mese
.
Ora
vanno
via
anche
molte
mamme
,
e
lasciano
in
paese
i
bambini
,
che
,
potendo
star
tutto
il
giorno
alla
scuola
infantile
,
sono
volentieri
accolti
dai
vicini
per
la
notte
,
a
fronte
di
un
tenue
compenso
,
e
ancora
gratuitamente
.
Le
spese
del
viaggio
dei
lavoratori
sono
anticipate
dal
comitato
,
e
sono
trattenute
dai
nuovi
padroni
sui
salari
.
I
nostri
contadini
se
ne
tornano
poi
col
loro
gruzzolo
,
dopo
aver
vissuto
bene
e
onestamente
,
lavorando
qualche
mese
.
E
il
bello
è
che
,
dopo
i
primi
anni
,
quasi
tutti
trovarono
lavoro
nel
comune
.
Molti
dei
nostri
proprietari
infatti
,
che
non
ne
volean
sapere
di
quella
gente
scioperata
,
l
accetta
volentieri
ora
che
si
è
fatta
laboriosa
,
attenta
,
e
,
quel
che
più
conta
,
onestissima
.
Giacché
sapete
cosa
fece
il
Buonaiuto
?
I
laboriosi
li
soccorse
in
ogni
modo
;
gli
scioperati
li
raccomandò
alla
benemerita
Arma
:
così
ognuno
intese
,
che
era
meglio
lavorare
all
aria
libera
,
che
ammuffire
nelle
prigioni
.
I
più
tristi
a
mano
a
mano
si
fecero
buoni
lavoratori
.
Assicurato
il
lavoro
,
e
assicurata
qualche
lira
alle
saccocce
dei
giornalieri
,
il
solito
Comitato
di
provvidenza
,
diretto
dal
buon
Sindaco
,
volle
istituire
fra
loro
una
specie
di
società
di
mutuo
soccorso
,
onde
provvedere
alle
malattie
e
alla
vecchiaia
.
Fu
aperta
una
cassa
presso
il
comune
,
nella
quale
gli
uomini
versavano
quattro
soldi
ogni
settimana
,
le
donne
due
.
Le
somme
raccolte
,
benché
tenui
,
si
trovò
il
modo
di
non
lasciarle
infruttifere
.
Per
essere
ammessi
nella
società
vi
sono
certe
regole
,
che
ora
è
inutile
ridire
.
Quello
che
è
certo
è
,
che
l
appartenervi
è
una
gran
bella
cosa
.
Se
v
ammalate
,
v
è
chi
pensa
a
medico
,
a
medicine
,
a
un
vitto
appropriato
,
per
tutto
il
tempo
della
malattia
e
della
convalescenza
.
E
fino
i
vostri
lavori
,
se
ne
avete
di
urgenti
,
e
che
la
vostra
famiglia
non
possa
compirli
in
tempo
da
sé
,
si
fanno
eseguire
dalla
società
.
Che
se
il
socio
divenga
inabile
al
lavoro
per
vecchiaia
,
ecco
che
gli
viene
un
soccorso
giornaliero
per
fin
che
vive
.
Col
sacrifizio
adunque
di
pochi
centesimi
alla
settimana
,
rinunziando
a
qualche
bicchier
di
vino
,
o
a
qualche
sigaro
,
il
più
povero
giornaliero
si
assicura
un
buon
mantenimento
per
i
casi
di
malattia
e
per
la
vecchiaia
.
Il
Comitato
di
provvidenza
poi
le
immagina
tutte
per
ingrossare
la
cassa
della
Società
dei
lavoratori
rurali
.
Or
sono
esposizioni
agrarie
,
per
visitare
le
quali
si
paga
qualche
soldo
:
e
questo
va
alla
cassa
.
Ora
sono
recite
,
o
balli
,
presso
qualcuno
dei
villeggianti
,
che
danno
motivo
a
riunire
qualche
scudo
.
Insomma
il
capitale
si
è
andato
accrescendo
ben
presto
,
e
molti
soci
hanno
già
provato
i
buoni
effetti
dell
associazione
a
cui
appartengono
.
Non
contento
di
tutto
questo
,
il
Comitato
di
provvidenza
istituì
ancora
un
magazzino
di
derrate
a
pro
dei
giornalieri
.
Pensò
il
comitato
che
le
derrate
più
necessarie
alla
vita
,
costano
più
caro
ai
poveri
che
ai
ricchi
.
Questi
ultimi
fanno
le
loro
provviste
per
tempo
,
e
all
ingrosso
:
i
primi
comprano
al
minuto
e
dì
per
dì
.
Ora
sapete
cosa
fece
il
Buonaiuto
,
capo
del
comitato
?
Al
momento
dei
raccolti
andò
dai
principali
possidenti
della
villa
,
e
li
persuase
a
mandare
ai
magazzini
del
comune
,
chi
un
carro
di
legna
,
chi
un
carro
di
fascine
.
Chi
si
obbligò
a
mandare
qualche
sacco
di
granaglie
:
un
altro
qualche
misura
di
vinello
.
Tutti
poi
si
contentarono
di
ritirare
il
prezzo
stabilito
delle
loro
derrate
alla
primavera
,
compita
la
vendita
.
Per
tal
maniera
durante
l
inverno
i
poveri
giornalieri
hanno
i
generi
più
necessari
,
a
un
prezzo
mitissimo
,
se
si
confronta
con
quello
che
avrebbero
dovuto
pagare
senza
il
magazzino
provvidenza
.
Tutti
questi
vantaggi
hanno
quegli
che
appartengono
alla
società
di
mutuo
soccorso
.
Ma
per
mantenersi
in
questa
,
bisogna
filar
dritto
:
ve
l
assicuro
.
Chi
si
ubriaca
,
chi
ama
andar
a
zonzo
anziché
lavorare
,
chi
non
manda
i
suoi
figli
a
scuola
,
chi
non
mantiene
il
buon
ordine
nella
sua
famiglia
,
chi
fa
male
azioni
,
è
cacciato
dalla
società
;
avesse
in
cassa
mille
lire
,
perde
tutto
,
e
chi
è
cancellato
una
volta
,
torna
difficilmente
in
catalogo
.
Ma
ognuno
bada
bene
di
non
inceppare
in
questo
guaio
;
sin
ora
neppur
uno
meritò
non
solo
tal
punizione
,
ma
neppure
un
rimprovero
del
comitato
.
Finalmente
non
è
ultimo
merito
del
comitato
stesso
la
vigilanza
che
esercita
,
con
tanta
attività
,
sulla
nettezza
,
e
sulla
salubrità
delle
case
e
degli
alimenti
:
soprattutto
quando
v
è
minaccia
di
qualcuno
di
quei
brutti
mali
che
fanno
tanto
guasto
dove
capitano
,
e
segnatamente
se
trovano
la
gente
mal
nutrita
,
le
abitazioni
sporche
,
le
aie
sudice
,
i
cortili
ingombri
da
materie
fermentanti
,
o
da
acque
che
ristagnano
e
imputridiscono
,
ma
nulla
di
tutto
ciò
voi
trovate
nel
paesello
di
B
...
,
che
vi
si
presenta
povero
,
ma
lindo
e
netto
come
uno
specchio
.
E
a
chi
si
deve
tutto
ciò
?
A
un
buon
sindaco
,
al
nostro
buon
amico
,
al
povero
Buonaiuto
.
E
sì
che
non
era
uno
di
quegli
che
attualmente
si
chiamano
grandi
uomini
:
tutt
altro
.
Egli
non
aveva
mai
pubblicato
opere
o
memorie
sulle
miserie
del
popolo
,
né
sul
suo
miglioramento
.
Anzi
,
se
non
sbaglio
,
egli
non
fece
stampar
mai
una
riga
:
tranne
i
manifesti
del
municipio
.
Egli
non
era
di
quegli
che
studiano
in
tanti
libroni
l
educazione
del
popolo
,
come
farebbero
per
l
educazione
dei
bachi
da
seta
.
Probabilmente
egli
non
sapeva
come
si
fa
a
educare
il
popolo
in
Germania
,
in
Svizzera
,
in
Inghilterra
:
ma
seppe
educarlo
mirabilmente
nel
piccolo
paesello
di
B
...
Per
il
miglioramento
del
popolo
,
egli
mi
diceva
spesso
,
non
ho
che
due
libri
:
in
uno
studio
il
male
,
nell
altro
cerco
i
rimedi
.
I
mali
li
studio
nel
popolo
stesso
:
i
rimedi
li
cerco
nel
mio
cuore
.
E
davvero
che
questo
metodo
diede
dei
buoni
frutti
.
Ma
intanto
!
...
Egli
è
a
godere
il
premio
delle
sue
buone
opere
:
ai
suoi
amici
non
resta
che
il
piangerne
la
perdita
irreparabile
.