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ProsaGiuridica ,
Art . 1 . È cittadino per nascita : l ° il figlio di padre cittadino ; 2° il figlio di madre cittadina se il padre è ignoto o non ha la cittadinanza italiana , né quella di altro Stato , ovvero se il figlio non segue la cittadinanza del padre straniero secondo la legge dello Stato al quale questi appartiene ; 3° chi è nato nel Regno , se entrambi i genitori o sono ignoti o non hanno la cittadinanza italiana , né quella di altro Stato , ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori stranieri secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono . Il figlio di ignoti trovato in Italia si presume , fino a prova in contrario , nato nel Regno . 2 . Il riconoscimento o la dichiarazione giudiziale della filiazione durante la minore età del figlio che non sia emancipato , ne determina la cittadinanza secondo le norme della presente legge . È a tale effetto prevalente la cittadinanza del padre , anche se la paternità sia riconosciuta o dichiarata posteriormente alla maternità . Se il figlio riconosciuto o dichiarato è maggiorenne o emancipato , conserva il proprio stato di cittadinanza ma può entro l ' anno dal riconoscimento , o dalla dichiarazione giudiziale , dichiarare di eleggere la cittadinanza determinata dalla filiazione . Le disposizioni del presente articolo si applicano , anche ai figli la cui paternità o maternità consti in uno dei modi dell ' art . 193 del Codice civile . 3 . Lo straniero nato nel Regno o figlio di genitori quivi residenti da almeno dieci anni al tempo della sua nascita diviene cittadino : 1° se presta servizio militare nel Regno o accetta un impiego nello Stato ; 2° se compiuto il 21° anno risiede nel Regno e dichiara entro il 22° anno di eleggere la cittadinanza italiana ; 3° se risiede nel Regno da almeno dieci anni e non dichiara nel termine di cui al n . 2 di voler conservare la cittadinanza straniera . Le disposizioni del presente articolo si applicano anche allo straniero del quale il padre o la madre o l ' avo paterno siano stati cittadini per nascita . 4 . La cittadinanza , italiana , comprendente il godimento dei diritti politici , può essere concessa per decreto reale , previo parere favorevole del Consiglio di Stato : 1° allo straniero che abbia prestato servizio per tre anni allo Stato italiano , anche all ' estero ; 2° allo straniero che risieda da almeno cinque anni nel Regno ; 3° allo straniero che risieda da tre anni nel Regno ed abbia reso notevoli servigi all ' Italia od abbia contratto matrimonio con una cittadina italiana ; 4° dopo un anno di residenza a chi avrebbe potuto diventare cittadino italiano per beneficio di legge , se non avesse omesso di farne in tempo utile espressa dichiarazione . 5 . Il decreto reale di concessione non avrà effetto se la persona a cui la cittadinanza è conceduta non presti giuramento di essere fedele al Re e di osservare lo Statuto e le altre leggi dello Stato . 6 . La cittadinanza può essere conceduta con legge speciale a chi abbia reso all ' Italia servigi di eccezionale importanza . 7 . Salve speciali disposizioni da stipulare con trattati internazionali , il cittadino italiano nato e residente in uno Stato estero , dal quale sia ritenuto proprio cittadino per nascita , conserva la cittadinanza italiana , ma divenuto maggiorenne o emancipato , può rinunziarvi . 8 . Perde la cittadinanza : 1° chi spontaneamente acquista una cittadinanza straniera e stabilisce o ha stabilito all ' estero la propria residenza ; 2° chi , avendo acquistata senza concorso di volontà propria una cittadinanza straniera , dichiari di rinunziare alla cittadinanza italiana , e stabilisca o abbia stabilito all ' estero la propria residenza . Può il Governo nei casi indicati ai numeri 1 e 2 dispensare dalla condizione del trasferimento della residenza all ' estero ; 3° chi , avendo accettato impiego da un Governo estero od essendo entrato al servizio militare di potenza estera , vi persista nonostante l ' intimazione del Governo italiano di abbandonare entro un termine fissato l ' impiego o il servizio . La perdita della cittadinanza nei casi preveduti da questo articolo non esime dagli obblighi del servizio militare , salve le facilitazioni concesse dalle leggi speciali . 9 . Chi ha perduta la cittadinanza a norma degli articoli 7 e 8 la riacquista : 1° se presti servizio militare nel Regno o accetti un impiego dallo Stato ; 2° se dichiari di rinunziare alla cittadinanza dallo Stato a cui appartiene o provi di avere rinunziato all ' impiego o al servizio militare all ' estero esercitati nonostante il divieto del Governo italiano , ed in entrambi i casi abbia stabilito o stabilisca entro l ' anno dalla rinuncia la propria residenza nel Regno ; 3° dopo due anni di residenza nel Regno se la perdita della cittadinanza era derivata da acquisto di cittadinanza straniera . Tuttavia nei casi indicati ai numeri 2 e 3 sarà inefficace il riacquisto della cittadinanza se il Governo lo inibisca . Tale facoltà potrà esercitarsi dal Governo per ragioni gravi o su conforme parere del Consiglio di Stato entro il termine di tre mesi dal compimento delle condizioni stabilite nei detti numeri 2 e 3 se l ' ultima cittadinanza straniera sia di uno Stato europeo , ed altrimenti entro il termine di sei mesi . È ammesso il riacquisto della cittadinanza senz ' obbligo di stabilire la residenza nel Regno , in favore di chi abbia da oltre due anni abbandonata la residenza nello Stato a cui apparteneva , per trasferirla in altro Stato estero di cui non assuma la cittadinanza . In tale caso però è necessaria la preventiva permissione del riacquisto da parte del Governo . 10 . La donna maritata non può assumere una cittadinanza diversa da quella del marito , anche se esista separazione personale fra coniugi . La donna straniera che si marita ad un cittadino acquista la cittadinanza italiana . La conserva anche vedova salvoché , ritenendo o trasportando al l ' estero la sua residenza , riacquisti la cittadinanza di origine . La donna cittadina che si marita a uno straniero perde la cittadinanza italiana , sempreché il marito possieda una cittadinanza che pel fatto del matrimonio a lei si comunichi . In caso di scioglimento del matrimonio ritorna cittadina se risieda nel Regno o vi rientri , e dichiari in ambedue i casi di voler riacquistare la cittadinanza . Alla dichiarazione equivarrà il fatto della residenza nel Regno protratta oltre un biennio dallo scioglimento , qualora non vi siano figli nati dal matrimonio predetto . 11 . Se il marito cittadino diviene straniero la moglie che mantenga comune con lui la residenza , perde la cittadinanza italiana , sempreché acquisti quella del marito ; ma può riacquistarla secondo le disposizioni dell ' articolo precedente . Se il marito straniero diviene cittadino , la moglie acquista la cittadinanza quando mantenga comune con lui la residenza . Se però i coniugi siano legalmente separati e non esistano figli del loro matrimonio i quali , a termini dell ' articolo successivo , acquistino la nuova cittadinanza del padre , può la moglie dichiarare di voler conservare la cittadinanza propria . 12 . I figli minori non emancipati di chi acquista o ricupera la cittadinanza divengono cittadini , salvo elle risiedendo all ' estero conservino , secondo la legge dello Stato a cui appartengono , la cittadinanza straniera . Il figlio però dello straniero per nascita , divenuto cittadino , può , entro l ' anno dal raggiungimento della maggiore età o dalla conseguita emancipazione , dichiarare di eleggere la cittadinanza di origine . I figli minori non emancipati di chi perde la cittadinanza divengono stranieri , quando abbiano comune la residenza col genitore esercente la patria potestà o la tutela legale , e acquistino la cittadinanza di uno Stato straniero . Saranno però loro applicabili le disposizioni degli articoli 3 e 9 . Le disposizioni del presente articolo si applicano anche nel caso che la madre esercente la patria potestà o la tutela legale sui figli abbia una cittadinanza diversa da quella del padre premorto . Non si applicano invece al caso in cui la madre esercente la patria potestà muti cittadinanza in conseguenza del passaggio a nuove , nozze , rimanendo allora inalterata la cittadinanza di tutti i figli di primo letto . 13 . L ' acquisto o il riacquisto della cittadinanza in tutti i casi precedentemente espressi , non ha effetto se non dal giorno successivo a quello in cui furono adempiute le condizioni e formalità stabilite . Le domande e dichiarazioni di acquisto o riacquisto sono esenti da qualsiasi tassa e spesa . 14 . Chiunque risieda nel Regno , e non abbia la cittadinanza italiana , né quella di un altro Stato , è soggetto alla legge italiana per quanto si riferisce all ' esercizio dei diritti civili e agli obblighi del servizio militare . 15 . È equiparato al territorio del Regno , per gli effetti della presente legge , il territorio delle Colonie italiane , salvo le disposizioni delle leggi speciali che le riguardano . 16 . Le dichiarazioni prevedute nella presente legge possono essere fatte all ' ufficiale di stato civile del comune , dove il dichiarante ha stabilito o intende stabilire la propria residenza , o ad un regio agente diplomatico o consolare all ' estero . La facoltà di ricevere le dichiarazioni potrà essere estesa dal Governo del Re ad altri pubblici ufficiali . Disposizioni transitorie . 17 . Con l ' entrata in vigore della presente legge sono abrogati gli articoli 4 a 15 del Codice civile , l ' art . 36 della legge sull ' emigrazione 31 gennaio 1901 , n . 23 , la legge 17 maggio 1906 , n . 217 , e tutte le altre disposizioni contrarie alla presente legge . Nulla però è innovato alle leggi esistenti riguardo alla concessione per decreto reale della cittadinanza comprendente il pieno godimento di diritti politici agli italiani che non appartengono al Regno . Restano salve le disposizioni delle convenzioni internazionali . 18 . Coloro che abbiano ottenuto la cittadinanza anteriormente alla presente legge senza il godimento dei diritti politici , potranno conseguirla per decreto reale , previo parere favorevole del Consiglio di Stato , quando concorrano le condizioni previste nell ' art . 4 . 19 . Lo stato di cittadinanza acquisito anteriormente alla presente legge non si modifica , se non pei fatti posteriori all ' entrata in vigore di questa . Ma coloro che , al momento dell ' entrata in vigore della presente legge , hanno uno stato di cittadinanza diverso da quello che loro competerebbe secondo le disposizioni degli articoli precedenti , potranno entro l ' anno dichiarare di eleggere la qualità di cittadino o di straniero , che sarebbe loro spettata secondo le disposizioni medesime . Coloro a cui le disposizioni degli articoli precedenti attribuiscono il diritto di eleggere la qualità di cittadino o di straniero , potranno farne la dichiarazione entro un anno dal giorno dell ' entrata in vigore della presente legge , anche se i termini siano scaduti , salvo che , potendo fare una dichiarazione analoga in forza della legge anteriore , abbiano omesso di farla . 20 . Il Governo stabilirà con decreto reale , udito il parere del Consiglio di Stato , le norme per l ' applicazione della presente legge , che entrerà in vigore il 1° luglio 1912 .
StampaQuotidiana ,
La battaglia d ' Italia ha toccato il punto in cui vanno tirate le somme . È il momento propizio per l ' esame della situazione . L ' inverno ci è sopraggiunto . Nella guerra guerreggiata esistono certi fattori costanti ( tra i quali è l ' inverno ) i quali hanno forza inesorabile di leggi nei secoli , qualunque siano le nuove invenzioni a disposizione di un comandante . Costituisce contributo costruttivo ai fini della valutazione della situazione presente della campagna d ' Italia il considerare per un momento gli avvenimenti degli ultimi mesi non solo in Italia , ma anche nel resto d ' Europa . Non dobbiamo dimenticare l ' interdipendenza dei vari fronti e le ripercussioni di ognuno sull ' altro . Gli obbiettivi degli eserciti alleati in Italia sono stati e sono : 1 ) distruggere le divisioni tedesche ; 2 ) scacciarle fuori d ' Italia . Questo è stato , per così dire , obbiettivo di carattere locale . D ' altra parte l ' obbiettivo di quelli che formulano i piani di guerra per la sconfitta della Germania dal punto di vista più largo , che si basa sulla carta di tutta l ' Europa , è stato di creare ai tedeschi la necessità di mantenere in Italia il maggior numero di truppe possibile allo scopo che altri e più vasti piani potessero ottenere la maggiore probabilità di successo . All ' osservatore superficiale questi due obbiettivi possono sembrare contraddittori , ma dopo un momento di riflessione risulta chiaro che contraddizione non esiste , perché più forte è l ' assalto e maggiore è l ' impiego delle forze necessarie per affrontarlo . Fino a quel punto ambo gli obbiettivi sono stati raggiunti può essere misurato dai fatti seguenti : 30 divisioni tedesche impiegate in Italia solo dall'11 maggio scorso , dall ' inizio , cioè , della campagna estiva ; 34.000 uomini uccisi ; 104 mila feriti e 56.000 fatti prigionieri . Dallo sbarco sull ' Italia continentale , gli alleati hanno avanzato per 850 km . attraverso terreno tra i più difficili per la guerra in tutto L ' Italia nuova , degna dell ' Europa nuova già esiste « in nuce » : la testimonianza del martirio e della persecuzione ne dà fede . Che attorno alla minoranza s ' allarghi e si svolga il senso della dignità , della lealtà , della responsabilità : solo se gli Alleati ci riconosceranno maturi potremo cooperare in modo effettivo alla causa comune della ricostruzione . Poiché , consapevoli che le conquiste d ' un nucleo di uomini son conquiste di tutti gli uomini , sentiamo di poter dire e fare qualcosa anche noi per il consorzio civile : noi , più spietatamente d ' ogni altro popolo ridotti in balia dell ' arbitrio e della reazione , vogliamo e vorremo le condizioni essenziali della rinascita : la Giustizia e la Libertà . Dignità , lealtà , responsabilità . Churchill così terminò un suo discorso : « Noi siamo sicuri di fare il nostro dovere » . Nella semplicità della frase ciascuno può riconoscere che il dovere è comune ; ciascuno deve far sì che sia identico per tutti gli uomini di buona volontà . Quésto il nostro saluto alle truppe alleate : questo , ce lo auguriamo , anche il saluto e l ' impegno della città e delle campagne .
ProsaGiuridica ,
Art . 1 . Lo straniero che vuole ottenere la cittadinanza ai sensi dell ' art . 4 della legge deve farne domanda al Ministero dell ' interno e produrre , oltre i documenti necessari a dimostrare che egli trovasi in una delle condizioni previste dal detto articolo , i seguenti altri debitamente autenticati : 1° atto di nascita ; 2° certificato di situazione di famiglia ; 3° certificato penale del paese di origine . È in facoltà del Ministero di richiedere , a seconda dei casi , altri documenti . La domanda od i documenti possono presentarsi agli agenti diplomatici e consolari italiani all ' estero , che li trasmetteranno al Ministero dell ' interno . 2 . Lo straniero che ha ottenuto la cittadinanza non è ammesso all ' esercizio dei diritti politici , se non quando possegga i requisiti e adempia alle condizioni prescritte dalle leggi dello Stato . 3 . Il giuramento di cui all ' art . 5 della legge deve essere prestato entro sei mesi dalla consegna del decreto al concessionario : nel Regno , innanzi all ' ufficiale di stato civile del luogo di residenza , o all ' estero dinanzi ad un agente diplomatico o consolare . Questi rilascia all ' interessato copia del verbale di giuramento e ne trasmette immediatamente un ' altra copia al sindaco del comune del Regno dove il naturalizzato ha la residenza ; e nel caso che il naturalizzato risieda all ' estero , al sindaco del Comune del Regno che venga da lui indicato , ed in mancanza di tale indicazione , al sindaco di Roma . L ' ufficiale di stato civile innanzi a cui venne prestato il giuramento , o al quale è trasmessa copia del detto verbale , provvede alla trascrizione del decreto negli atti dello stato civile del comune , e dà immediata notizia della avvenuta trascrizione al Ministero dell ' interno . Trascorsi sei mesi dalla data della consegna del decreto , l ' interessato non è ammesso a prestare giuramento , se non dimostri con la produzione di nuovi documenti al Ministero dell ' interno , la permanenza dei requisiti , in base ai quali gli fu accordata la cittadinanza . 4 . La consegna del decreto di concessione della cittadinanza è fatta , nel Regno , dal ricevitore del registro , o all ' estero dall ' agente diplomatico o consolare del luogo dove il concessionario risiede . La consegna deve essere preceduta dal pagamento della tassa di concessione governativa a norma della legge 13 settembre 1874 , n . 2086 . 5 . La rinunzia di cui all ' art . 7 della legge , deve essere fatta dinanzi all ' agente diplomatico o consolare del luogo dove il rinunziante risiede . L ' agente la tra - scrivo in apposito registro e ne rimette immediatamente copia al Ministero dell ' interno , che ne curerà a mezzo dell ' autorità competente , la trascrizione nei registri dello stato civile del Regno . 6 . La rinunzia alla cittadinanza e la dichiarazione di trasferimento di residenza di cui al n . 2 dell ' art . 8 della legge , devono essere fatte nel Regno dinanzi all ' ufficiale di stato civile del comune dove il cittadino risiede . Se egli ha già trasferito all ' estero la sua residenza , la rinunzia alla cittadinanza può farsi dinanzi all ' agente diplomatico o consolare del luogo , nel modo stabilito dall ' articolo precedente . La dispensa dalla condizione di trasferimento della residenza all ' estero , è accordata con decreto del ministero dell ' interno . La intimazione di cui al n . 3 dell ' art . 8 è fatta con decreto del ministro dell ' interno , con effetto dal giorno della notificazione all ' interessato . 7 . Agli effetti dell ' art . 9 , n . 2 , della , legge , la prova di avere rinunziato all ' impiego o al servizio militare all ' estero , deve essere data al Ministero dell ' interno , il quale ne dà notizia all ' ufficiale dello stato civile del comune dove l ' interessato ha stabilito o intende stabilire la propria residenza . L ' inibizione per impedire che si verifichi il riacquisto della cittadinanza nonostante l ' adempimento delle con - dizioni stabilite al n . 2 o al n . 3 dell ' art . 9 della legge , deve essere fatta con decreto del ministro dell ' interno pubblicato nella Gazzetta ufficiale . Il decreto può riferirsi anche a determinate categorie di persone . La preventiva permissione del riacquisto della cittadinanza , a termini dell ' ultimo capoverso dell ' art . 9 della legge , è accordata con decreto del ministro dell ' interno . L ' ufficiale di stato civile elle abbia ricevuto la dichiarazione di elezione di residenza , a termini dell ' art . 25 del regolamento 21 settembre 1901 , n . 445 , o a cui altrimenti consti la residenza medesima , dove informarne immediatamente il ministero dell ' interno . Nel ricevere la detta dichiarazione l ' ufficiale deve far presenti al dichiarante le norme relative al ricupero della cittadinanza , e il modo di ottemperarvi . 8 . Le dichiarazioni prevedute nella legge possono . essere fatte all ' ufficiale di stato civile del comune dove il dichiarante ha stabilito o intende stabilire la propria residenza , o ad un regio agente diplomatico o consolare all ' estero . Quando si tratta di emigrati che ritornino nel Regno , su nave italiana , le dette dichiarazioni possono essere fatte al capitano della nave . Questi le riceve su apposito registro , ne rilascia copia agli interessati , e deposita il registro stesso presso l ' autorità marittima del porto di approdo nel Regno , la quale trasmette copia delle dichiarazioni agli ufficiali di stato civile dei comuni dove i dichiaranti risiedono . 9 . Quando la legge richiede per l ' acquisto o il ricupero della cittadinanza la dimostrazione della residenza nel Regno per un tempo determinato , nei relativi certificati devono attestarsi le notevoli interruzioni prodotte da periodi di dimora all ' estero . 10 . Per le domande di acquisto della cittadinanza italiana pervenute al Ministero dell ' interno anteriormente al 10 luglio 1912 , si applicheranno le norme delle leggi preesistenti . 11 . Agli effetti della legge nulla è innovato alle norme vigenti per legge o consuetudine nelle colonie , relativamente alla distinzione fra cittadini italiani e sudditi coloniali .
StampaQuotidiana ,
ROMA . 21 . Il Consiglio dei Ministri ha approvato nella seduta del 20 aprile un dichiarazione che esprime piena fiducia nella opera del C.L.N. dell ' alta Italia e la convinzione che la prossima liberazione del territorio nazionale avverrà nella concordia degli animi e nell ' atmosfera della restaurata democrazia , e conclude auspicando che i fratelli del nord porteranno il contributo delle loro energie all ' opera di ricostruzione e creazione di una nuova vita nella patria risorta . Il Ministro degli esteri ha informato dell ' azione svolta dal suo dicastero a favore dei nostri prigionieri , di cui , come è noto , le nostre rappresentanze diplomatiche in Gran Bretagna e negli Stati Uniti hanno assunto la protezione , e dei nostri internati e deportati in Germania , a proposito dei quali sono stati intrapresi passi presso i Governi alleati perché ad essi venga assicurata un ' adeguata assistenza , in attesa di poter procedere al loro rimpatrio .
ProsaGiuridica ,
Art . 1 . Gli italiani appartenenti alle terre irredente , i quali , durante la presente guerra , abbiano , servito con fedeltà ed onore , nell ' esercito o nell ' armata italiana , possono , a loro domanda , conseguire la cittadinanza italiana , a tutti gli effetti dell ' art . 4 della legge 13 giugno 1912 , n . 555 . Il servizio deve essere prestato per un periodo di tempo non minore di un anno ; ma si riterrà sufficiente anche un periodo minore se il servizio sia stato sospeso o interrotto per ferite in guerra o per altra causa inerente al servizio stesso . 2 . La concessione è fatta con decreto reale , su proposta del ministro dell ' interno , in base all ' attestazione del comandante del reparto , dalla quale risulti il servizio militare prestato , ed avrà piena efficacia senza l ' adempimento prescritto dall ' art . 5 della legge anzidetta . Esso sarà trascritto negli atti dello stato civile del comune designato dal richiedente . 3 . L ' appartenenza del richiedente alle terre irredente qualora non possa risultare da atti dello stato civile o dalle autorità militari italiane , può dimostrarsi anche mediante atti di notorietà od equipollenti . 4 . Tutti gli atti occorrenti per il conseguimento della cittadinanza in forza del presente decreto sono esenti da qualsiasi tassa o spesa . 5 . Il presente decreto entrerà in vigore dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del regno .
StampaQuotidiana ,
Sono richiesti subito , al servizio del comando del P.W.B. venti automobili in ottimo stato . Se necessario le macchine saranno requisite . Si preferisce , comunque , di prendere in affitto le macchine alle seguenti condizioni : le automobili non verranno requisite ; i proprietari riceveranno un compenso giornaliero per l ' uso che verrà fatto delle loro macchine ; questo comando provvederà la benzina necessaria mentre i proprietari muniranno le proprie macchine di autista che verrà rimunerato dal proprietario stesso , traendo l ' ammontare dalla rata di affitto ; in tal modo i proprietari saranno sicuri che le loro macchine saranno ben tenute . Saranno accettate solo quelle macchine in ordine perfetto di marcia . Tutte le offerte dovranno essere rivolte al signor Wheeler , Ufficiale Amministrativo del P.W.B.
ProsaGiuridica ,
Art . 1 . Gli stranieri i quali , per essere nati nel Regno o per trovarsi nelle altre condizioni di cui all ' art . 3 della legge 13 giugno 1912 , n . 555 , hanno facoltà di eleggere la cittadinanza italiana nei modi previsti dall ' articolo stesso , non possono , durante la presente guerra , ritardare l ' esercizio di detta loro facoltà oltre il termine fissato per la chiamata alle armi della propria classe di nascita . Detta facoltà è conservata soltanto a quelli di essi che , presentatisi alla visita per l ' arruolamento , siano riconosciuti permanentemente o temporaneamente inabili a qualunque servizio e finché duri tale inabilità . 2 . Le disposizioni del precedente art . 1 si applicano anche a coloro la cui classe di nascita sia stata già chiamata alle armi . Essi però potranno esercitare la facoltà di opzione entro il termine di due mesi . dalla data di entrata in vigore del presente decreto , sempre che non compiano prima il 22° anno di età .
StampaQuotidiana ,
DAL Q . G . DELLE FORZE ALLEATE , 21 APRILE . Il Maresciallo Alexander , Comandante supremo delle Forze alleate nel Mediterraneo , ha fatto le seguenti dichiarazioni sulla liberazione di Bologna : « La liberazione di Bologna è una vittoria che appartiene a tutti i combattenti alleati , soldati , marinai , aviatori , sul fronte italiano . Mando le mie più calde congratulazioni alle truppe che hanno occupato questo vitale obbiettivo militare dopo una campagna invernale che ha presentato ostacoli quasi insuperabili nel terreno nel clima e nella fanatica resistenza nemica . Continuiamo ora ad avanzare finché l ' ultimo soldato nemico non sia stato cacciato dall ' Italia » .
ProsaGiuridica ,
Art . 1 . In Tripolitania sono considerati cittadini italiani , a norma delle disposizioni contenute nel presente decreto : 1° i nati nella Tripolitania alla data del presente decreto , dovunque residenti , che non godono già dell ' effettiva qualità di cittadini o sudditi stranieri , conformemente alle leggi italiane ; 2° il figlio di padre cittadino come al numero precedente ; 3° il figlio di madre cittadina come ai numeri precedenti se il padre è ignoto , o non ha la cittadinanza italiana , né la cittadinanza o sudditanza di altro Stato ; 40 chi è nato in Tripolitania se entrambi i genitori o sono ignoti o non hanno la cittadinanza italiana , né la cittadinanza o sudditanza di altro Stato ; 5° la donna suddita italiana o straniera maritata ad un cittadino come ai numeri precedenti . 2 . Tutte le persone che hanno abituale e volontaria residenza in Tripolitania e che non siano cittadini italiani metropolitani oppure cittadini o sudditi stranieri si presumono avere la qualità di cittadini come all ' art . 1 .
StampaPeriodica ,
Se non tengo che raramente il vostro cortese invito , e se non frequento quest ’ anno le vostre veglie , che pure mi sono carissime , spero che non vorrete tacciarmi di malcreanza . Voi tutti ne sapete la cagione . Vi vorrà molto tempo prima che cessi il crepacuore che mi opprime ! Povero amico mio ! Povero Buonaiuto ! Come ti abbiamo perduto presto : e quanti , e quanto sinceramente , hanno pianto la tua perdita ! So che voi ne sentiste gran dolore quantunque egli non avesse mai dimorato a lungo in questi luoghi : ma nel paesello di B ... dove era sindaco , come sapete da sei anni , la morte del Buonaiuto fu considerata da tutti come una grossa sciagura capitata nella propria famiglia . E ne avean ben ragione ! Quale cambiamento per quel paese in soli sei anni ! Là davvero che si può dire sorta l ’ età dell ’ oro . E tutto per l ’ opera , o almeno per lo impulso , di un sol uomo ! Sei anni fa le condizioni di B ... eran sì tristi , che non si trovava chi volesse , neppure provvisoriamente , farvi da sindaco . L ’ ozio e l ’ infingardia tenevano quella gente nella miseria e nell ’ ignoranza , e non di rado la spingevano al delitto . Infatti se le case e le stalle talora vi erano mal sicure , i campi erano aperti a continue rapine : uomini , donne , ragazzi si vedevano andare in frotta , al tempo dei raccolti , farvi man bassa , caricarli sopra barrocci e trasportarli sfrontatamente , come avrebbe fatto una tribù selvaggia col bottino preso al nemico . Chi poi , per dignità , non credeva di poter prender parte attiva alla spedizione , la facea da manutengolo ; e mi rammento benissimo d ’ un tale , che non ha mai posseduto un palmo di terreno , e che pure vendeva ogni anno parecchie belle botti di vino , senza che i proprietari abbiano mai visto uno scudo dei suoi . Non vi parlerò dell ’ ignoranza che era nel paese di B ... So che vi fu da fare , e non poco , a trovare il numero sufficiente di letterati ( come li chiamano lassù ) ossia di persone che sapessero leggere , per comporre il Consiglio comunale ; e anzi per qualcuno ... ma basta non voglio dir altro . Intanto l ’ ozio , l ’ ignoranza , il ladroneccio erano guai così incarnati nelle abitudini di quel popolo , che non si sperava più ormai di poterli , per forza umana , estirpare . Di qui la difficoltà di trovare quel benedetto sindaco . Finalmente , come Dio volle , si pensò al Buonaiuto . Egli , che passava ogni anno l ’ autunno nella sua bella villa in vicinanza di B ... , ne conosceva , quant ’ ogni altro , le grosse miserie , e s ’ impose il gravissimo compito dì medicarle per quanto uomo potesse . E vi riuscì : ma pochi sanno quante lotte avesse a sostenere ; e non già coi vagabondi , cogli oziosi , coi ladri , ma coi pochi eletti , coi magnati del luogo , con quelli che avean sempre pianto , come Geremia , sui mali del paese , senza fare un passo , né spendere la croce di un centesimo per sollevarli . Anzi ora attraversavano , come meglio potevano , la via a quell ’ uomo , che lasciava gli agi della città e della famiglia , per sacrificarsi a migliorare le loro condizioni . È cosa inverosimile , ma pur vera ! Figuratevi che , nella prima riunione del consiglio , il Buonaiuto disse esser necessario pensare a istruire il popolo , e propose tre gradi e tre modi di istruzione . Uno pei bambini , uno per i giovinetti , il terzo per gli adulti . Fu una vera tempesta fra i consiglieri : alcuni dissero che il nuovo sindaco era matto , altri più penetranti , avendolo inteso citare ad esempio l ’ Inghilterra e la Prussia , pretesero che fosse affigliato alle sette , e che avesse in mira di tirare alla religione protestante quel fior di roba di cui vi ho di sopra parlato . Tutti poi convennero in questa sentenza : che l ’ istruzione era il modo di allontanare la gente dal lavoro , di farla insubordinata e ribelle ai propri padroni , ai quali , una volta istruita , si sarebbe creduta eguale : finalmente che l ’ istruzione dei contadini era da riguardarsi come l ’ inaugurazione del socialismo . Il Buonaiuto , come potete ben credere , a queste ragioni non diede peso più che tanto e , adoprandosi come privato se non come sindaco , ottenne dalla provincia , dal governo , da parecchi amici di fuori , e da qualche possidente del paese , i mezzi per porre in atto quel sistema d ’ istruzione che avea ideato . Il primo grado d ’ istruzione destinato come vi ho detto , ai bambini , è un ricovero e insieme una scuola . Vi sono ammessi dai tre ai cinque anni . Due brave donne ne hanno cura , li istruiscono nel leggere , nello scrivere , nel conteggio , nel catechismo . Il Buonaiuto poi avea composto una serie di racconti , che le maestre recitano ai loro piccoli alunni . Per ogni giorno della settimana vi è un racconto nuovo , e sempre con la sua morale . Ora si parla del villano che , stando in ozio , va in ruina : ora del cattivello che , rubando le pesche ad una povera donna le cagiona tanto danno e dolore che ammala seriamente . Altre volte sono le gesta del contadino , che lascia l ’ aratro e prende il fucile , incontrando allegro mille disagi e mille pericoli nelle guerre per l ’ indipendenza nazionale . Quanti racconti non avea tratti quel buon sindaco dal Vangelo ! Gesù che chiama intorno a sé i bambini per istruirli , Gesù che rampogna l ’ ipocrita , Gesù che caccia dal Tempio coloro che ne voleano fare una bottega ; e tanti altri soggetti tratti da quel gran Codice , istruiscono dilettando le tenere menti . A questa prima scuola i bambini restano sino a otto anni . Oltre l ’ istruzione poi , e oltre a una educazione che tende a farli giovanetti savi ed assestati , hanno ogni giorno una buona minestra e pei più poverelli vi è ancora non di rado qualche po ’ di vestiario . La scuola infantile in poco tempo fu piena : invece di due maestre ve ne vollero tre . Fu allora stabilito che i bambini poveri vi fossero ammessi gratuitamente , ma i figli dei benestanti pagassero una piccola pensione : che fu di fatto pagata e molto volentieri . D ’ allora in poi si poté largheggiare un po ’ più verso i primi : essendo i più agiati venuti in soccorso dei più bisognosi . Pel secondo grado d ’ istruzione fu istituita la Scuola comunale . I giovanetti vi sono ammessi di otto o dieci anni e la frequentano sino ai quattordici . I giorni e le ore dell ’ istruzione furon scelti per maniera che gli alunni potessero attendervi senza lasciare le più importanti faccende campestri . Così istruzione e lavoro vanno di pari passo ; e , anzi che darsi impaccio , si completano a vicenda . Questa scuola poi l ’ avea ordinata a modo suo : e certe sue idee , a dir il vero , mi andavano a genio . Parlandone un giorno , mi diceva : “ In Italia molti si dan pena e con ragione , per gli analfabeti , purtroppo frequentissimi , specialmente in campagna : ma pure a me , più ancora dell ’ analfabetismo , fa paura l ’ ignoranza . Poiché , ” soggiungeva , “ il sapere leggere e scrivere è un mezzo di istruire ma non costituisce l ’ istruzione . Ora ognuno , giusta la sua condizione , ha dritto , e obbligo nel tempo stesso , di essere istruito . Certo che l ’ istruzione ha da variare secondo lo stato della persona . Quale istruzione dunque si competerà al contadino ? Io penso , ” seguitava il Buonaiuto , “ che chiunque faccia parte di una nazione ( sia contadino o signore ) debba conoscere primieramente i doveri e i dritti che per tal ragione gli competono ; che debba cioè avere un ’ idea delle istituzioni che regolano la nazione stessa ; di ciò che esse concedono , o comandano : come pure della storia del proprio paese che non deve essere ignorata da chicchessia . Esercitando poi il contadino un ’ arte , che è l ’ agricoltura , deve conoscere perfettamente i principî che hanno da dirigerne e guidarne la pratica . ” Perciò l ’ istruzione del contadino egli la distingueva in civile e tecnica : e , in conformità di queste idee appunto , volle ordinata la sua scuola comunale . Venne allora il pensiero dei maestri e non fu poca cosa . Ma , tra che il sindaco era impegnato in quest ’ affare quanto non può dirsi , tra che parecchi amici lo aiutarono nel nobile compito , a capo a un anno si ebbero maestri , e ottimi : che voi tutti sapete qual credito si acquistassero in tempo brevissimo . E bene a ragione : poiché , se per molti riguardi stanno al pari dei migliori maestri che da noi si conoscano , mi pare che li superino poi tutti per un pregio , che è tutto loro proprio . Parlo dell ’ arte che hanno grandissima di accoppiare l ’ insegnamento all ’ educazione agraria . A ogni momento essi sanno trovare occasione per mettere in luce l ’ importanza che ha l ’ agricoltura nell ’ umana società , per provarvi che niuna arte si conviene meglio dell ’ agricoltura ad un libero ed onorato cittadino , per farvi comprendere la soddisfazione che quell ’ arte reca a chi l ’ esercita giudiziosamente , come pure gli onesti e sicuri guadagni di cui è sorgente inesauribile . In tal maniera quei bravi maestri affezionano i loro alunni ad un ’ arte , che si avvezzano a considerar nobile quanto ogni altra , e capace di procurar loro una vita agiata , onorata e indipendente . E neppure agli esercizi militari sono estranei quei maestri . Più volte gli ho visti insegnar il maneggio delle armi in modo da far invidia a un sergente dell ’ esercito . E questi esercizi militari ancora giovano agli alunni : li rendono intanto ordinati e composti : e , se in appresso avranno da prendere il fucile , non saranno più del tutto novizzi . Quel Buonaiuto le pensava tutte ! La Scuola comunale sta aperta nove mesi : i tre mesi di estate sono di vacanza . Durante il corso vi è un esame di profitto ogni tre mesi : in questa occasione vengono distribuiti dieci premi d ’ uno scudo l ’ uno ai migliori alunni ; ma non possono concorrere al premio che quelli che durante il trimestre non mancarono mai , neppure una volta , senza motivi giusti e giustificati , alla scuola . Il giovinetto arrivato al quattordicesimo anno dà un esame finale . Riceve poi un certificato nel quale è indicato l ’ esito di tutti gli esami subiti . Fra i giovani dell ’ ultimo anno si apre ancora un concorso , per conseguire la medaglia d ’ argento per merito distinto . Nella propria villa il Buonaiuto stabilì il terzo grado di istruzione per gli adulti . Consiste in quelle conferenze che si tengono , parte nella sala grande del castello , e parte in quel podere che chiamano , come sapete , il “ podere scuola . ” Al castello una volta era il povero sindaco che trattava dei doveri e dei dritti del cittadino , della storia patria , delle istituzioni che ci reggono , e di cose simili . Nel podere si sperimentano nuovi strumenti , nuovi concimi , nuove piante , nuove coltivazioni . Si fanno confronti fra i nuovi metodi e quelli usati nel paese , e si cerca di stabilire , colle cifre alla mano , quali meritino veramente la preferenza . Un abile agronomo dirige queste conferenze nelle quali ogni contadino fa le sue osservazioni , e non di rado n ’ escono di quelle che fanno prendere il tabacco al professore , prima che possa rispondere : tanto sono giuste e sottili ! Questo è pressappoco il piano dell ’ insegnamento da quel bravo uomo ideato e messo in pratica . Ma nel paese di B ... non si trattava solo d ’ istruire il popolo , si trattava di provvedere ai grossi guai dell ’ ozio , del vagabondaggio ; della miseria e dei vizi che ne sono la necessaria conseguenza . Veramente molta gente , anche di buona volontà , davvero mancava di lavoro : si pensò a provvederlene . Il Buonaiuto istituì un Comitato , che disse di provvidenza . Questo cominciò subito a far pratiche presso molti ricchi proprietari , e con società intraprenditrici di lavori agrari , e non passò molto tempo , che la domanda di giornalieri superò il numero di quelli che il comitato avea disponibili . Partirono delle famiglie intere , accettando lavoro per qualche mese . Ora vanno via anche molte mamme , e lasciano in paese i bambini , che , potendo star tutto il giorno alla scuola infantile , sono volentieri accolti dai vicini per la notte , a fronte di un tenue compenso , e ancora gratuitamente . Le spese del viaggio dei lavoratori sono anticipate dal comitato , e sono trattenute dai nuovi padroni sui salari . I nostri contadini se ne tornano poi col loro gruzzolo , dopo aver vissuto bene e onestamente , lavorando qualche mese . E il bello è che , dopo i primi anni , quasi tutti trovarono lavoro nel comune . Molti dei nostri proprietari infatti , che non ne volean sapere di quella gente scioperata , l ’ accetta volentieri ora che si è fatta laboriosa , attenta , e , quel che più conta , onestissima . Giacché sapete cosa fece il Buonaiuto ? I laboriosi li soccorse in ogni modo ; gli scioperati li raccomandò alla benemerita Arma : così ognuno intese , che era meglio lavorare all ’ aria libera , che ammuffire nelle prigioni . I più tristi a mano a mano si fecero buoni lavoratori . Assicurato il lavoro , e assicurata qualche lira alle saccocce dei giornalieri , il solito Comitato di provvidenza , diretto dal buon Sindaco , volle istituire fra loro una specie di società di mutuo soccorso , onde provvedere alle malattie e alla vecchiaia . Fu aperta una cassa presso il comune , nella quale gli uomini versavano quattro soldi ogni settimana , le donne due . Le somme raccolte , benché tenui , si trovò il modo di non lasciarle infruttifere . Per essere ammessi nella società vi sono certe regole , che ora è inutile ridire . Quello che è certo è , che l ’ appartenervi è una gran bella cosa . Se v ’ ammalate , v ’ è chi pensa a medico , a medicine , a un vitto appropriato , per tutto il tempo della malattia e della convalescenza . E fino i vostri lavori , se ne avete di urgenti , e che la vostra famiglia non possa compirli in tempo da sé , si fanno eseguire dalla società . Che se il socio divenga inabile al lavoro per vecchiaia , ecco che gli viene un soccorso giornaliero per fin che vive . Col sacrifizio adunque di pochi centesimi alla settimana , rinunziando a qualche bicchier di vino , o a qualche sigaro , il più povero giornaliero si assicura un buon mantenimento per i casi di malattia e per la vecchiaia . Il Comitato di provvidenza poi le immagina tutte per ingrossare la cassa della Società dei lavoratori rurali . Or sono esposizioni agrarie , per visitare le quali si paga qualche soldo : e questo va alla cassa . Ora sono recite , o balli , presso qualcuno dei villeggianti , che danno motivo a riunire qualche scudo . Insomma il capitale si è andato accrescendo ben presto , e molti soci hanno già provato i buoni effetti dell ’ associazione a cui appartengono . Non contento di tutto questo , il Comitato di provvidenza istituì ancora un magazzino di derrate a pro dei giornalieri . Pensò il comitato che le derrate più necessarie alla vita , costano più caro ai poveri che ai ricchi . Questi ultimi fanno le loro provviste per tempo , e all ’ ingrosso : i primi comprano al minuto e dì per dì . Ora sapete cosa fece il Buonaiuto , capo del comitato ? Al momento dei raccolti andò dai principali possidenti della villa , e li persuase a mandare ai magazzini del comune , chi un carro di legna , chi un carro di fascine . Chi si obbligò a mandare qualche sacco di granaglie : un altro qualche misura di vinello . Tutti poi si contentarono di ritirare il prezzo stabilito delle loro derrate alla primavera , compita la vendita . Per tal maniera durante l ’ inverno i poveri giornalieri hanno i generi più necessari , a un prezzo mitissimo , se si confronta con quello che avrebbero dovuto pagare senza il magazzino provvidenza . Tutti questi vantaggi hanno quegli che appartengono alla società di mutuo soccorso . Ma per mantenersi in questa , bisogna filar dritto : ve l ’ assicuro . Chi si ubriaca , chi ama andar a zonzo anziché lavorare , chi non manda i suoi figli a scuola , chi non mantiene il buon ordine nella sua famiglia , chi fa male azioni , è cacciato dalla società ; avesse in cassa mille lire , perde tutto , e chi è cancellato una volta , torna difficilmente in catalogo . Ma ognuno bada bene di non inceppare in questo guaio ; sin ora neppur uno meritò non solo tal punizione , ma neppure un rimprovero del comitato . Finalmente non è ultimo merito del comitato stesso la vigilanza che esercita , con tanta attività , sulla nettezza , e sulla salubrità delle case e degli alimenti : soprattutto quando v ’ è minaccia di qualcuno di quei brutti mali che fanno tanto guasto dove capitano , e segnatamente se trovano la gente mal nutrita , le abitazioni sporche , le aie sudice , i cortili ingombri da materie fermentanti , o da acque che ristagnano e imputridiscono , ma nulla di tutto ciò voi trovate nel paesello di B ... , che vi si presenta povero , ma lindo e netto come uno specchio . E a chi si deve tutto ciò ? A un buon sindaco , al nostro buon amico , al povero Buonaiuto . E sì che non era uno di quegli che attualmente si chiamano grandi uomini : tutt ’ altro . Egli non aveva mai pubblicato opere o memorie sulle miserie del popolo , né sul suo miglioramento . Anzi , se non sbaglio , egli non fece stampar mai una riga : tranne i manifesti del municipio . Egli non era di quegli che studiano in tanti libroni l ’ educazione del popolo , come farebbero per l ’ educazione dei bachi da seta . Probabilmente egli non sapeva come si fa a educare il popolo in Germania , in Svizzera , in Inghilterra : ma seppe educarlo mirabilmente nel piccolo paesello di B ... “ Per il miglioramento del popolo , ” egli mi diceva spesso , “ non ho che due libri : in uno studio il male , nell ’ altro cerco i rimedi . I mali li studio nel popolo stesso : i rimedi li cerco nel mio cuore . ” E davvero che questo metodo diede dei buoni frutti . Ma intanto ! ... Egli è a godere il premio delle sue buone opere : ai suoi amici non resta che il piangerne la perdita irreparabile .