ProsaGiuridica ,
VITTORIO
EMANUELE
III
PER
GRAZIA
DI
DIO
E
PER
VOLONTÀ
DELLA
NAZIONE
RE
D
'
ITALIA
VISTE
LE
LEGGI
7
LUGLIO
1907
,
N
.
429
E
13
APRILE
1911
,
N
.
310
RIGUARDANTI
L
'
ORDINAMENTO
DELLE
FERROVIE
NON
CONCESSE
AD
IMPRESE
PRIVATE
;
VISTO
IL
R
.
DECRETO
N
.
1447
,
IN
DATA
9
MAGGIO
1912
,
COL
QUALE
VENNE
APPROVATO
IL
TESTO
UNICO
DELLE
DISPOSIZIONI
DI
LEGGE
PER
LE
FERROVIE
AFFIDATE
ALL
'
INDUSTRIA
PRIVATA
,
LE
TRAMVIE
A
TRAZIONE
MECCANICA
E
GLI
AUTOMOBILI
;
VISTO
IL
R
.
DECRETO
13
APRILE
1911
,
N
.
374
,
CHE
APPROVA
IL
REGOLAMENTO
SULLE
DISPENSE
DALLE
CHIAMATE
ALLE
ARMI
DEI
MILITARI
IN
CONGEDO
ILLIMITATO
CHE
COPRONO
DETERMINATI
IMPIEGHI
O
SI
TROVINO
IN
POSIZIONI
SPECIALI
;
VISTO
IL
R
.
DECRETO
IN
DATA
21
FEBBRAIO
1907
,
N
.
119
CHE
APPROVA
IL
REGOLAMENTO
PER
L
'
ESECUZIONE
DEI
GRANDI
TRASPORTI
MILITARI
;
VISTO
CHE
NEL
REGOLAMENTO
PREDETTO
DOVREBBERO
INTRODURSI
NUMEROSE
VARIANTI
DOVUTE
,
SPECIALMENTE
,
A
MODIFICAZIONI
GIÀ
AVVENUTE
PER
LE
LEGGI
ED
IL
REGOLAMENTO
PRECITATI
NONCHÉ
PER
ISTRUZIONI
AVENTI
ATTINENZA
CON
LA
MATERIA
;
VISTA
LA
CONVENIENZA
DI
PROCEDERE
PERCIÒ
ALLA
RICOMPILAZIONE
DI
ESSO
;
SENTITO
IL
PARERE
DEL
CONSIGLIO
DI
STATO
;
UDITO
IL
CONSIGLIO
DEI
MINISTRI
;
SULLA
PROPOSTA
DEI
NOSTRI
MINISTRI
,
SEGRETARI
DI
STATO
PER
GLI
AFFARI
DELLA
GUERRA
,
DELLA
MARINA
E
DEI
LAVORI
PUBBLICI
;
ABBIAMO
DECRETATO
E
DECRETIAMO
:
ART
.
1
.
È
APPROVATO
L
'
ANNESSO
REGOLAMENTO
PER
L
'
ESECUZIONE
DEI
GRANDI
TRASPORTI
MILITARI
,
FIRMATO
,
D
'
ORDINE
NOSTRO
,
DAI
PREDETTI
MINISTRI
DELLA
GUERRA
,
DELLA
MARINA
E
DEI
LAVORI
PUBBLICI
.
ART
.
2
.
RIMANE
ABROGATO
IL
REGOLAMENTO
APPROVATO
COL
R
.
DECRETO
21
FEBBRAIO
1907
E
RIMANGONO
DEL
PARI
ABROGATE
TUTTE
LE
DISPOSIZIONI
IN
VIGORE
IN
QUANTO
SIANO
CONTRARIE
ALL
'
ANNESSO
REGOLAMENTO
.
ORDINIAMO
CHE
IL
PRESENTE
DECRETO
,
MUNITO
DEL
SIGILLO
DELLO
STATO
,
SIA
INSERTO
NELLA
RACCOLTA
UFFICIALE
DELLE
LEGGI
E
DEI
DECRETI
DEL
REGNO
D
'
ITALIA
,
MANDANDO
A
CHIUNQUE
SPETTI
DI
OSSERVARLO
E
DI
FARLO
OSSERVARE
.
DATO
A
ROMA
,
ADDÌ
15
APRILE
1915
VITTORIO
EMANUELE
SALANDRA
-
ZUPELLI
-
VIALE
-
CIUFFELLI
.
LUOGO
DEL
SIGILLO
.
V
.
IL
GUARDASIGILLI
:
ORLANDO
.
REGISTRATO
ALLA
CORTE
DEI
CONTI
,
ADDÌ
24
APRILE
1915
.
REG
.
115
.
ATTI
DEL
GOVERNO
A
F
.
22
.
A
.
RUGGERI
.
Annesso
A
REGOLAMENTO
PER
L
'
ESECUZIONE
DEI
GRANDI
TRASPORTI
MILITARI
.
CAPO
I
.
STUDI
PREPARATORI
IN
TEMPO
DI
PACE
.
ART
.
1
.
PRESSO
IL
COMANDO
DEL
CORPO
DI
STATO
MAGGIORE
È
ISTITUITA
UNA
COMMISSIONE
MISTA
PERMANENTE
TECNICO
-
MILITARE
,
CHE
PRENDE
IL
NOME
DI
_
COMMISSIONE
CENTRALE
PER
I
TRASPORTI
MILITARI
IN
FERROVIA
_
ED
È
INCARICATA
DI
STUDIARE
E
PREORDINARE
L
'
UTILIZZAZIONE
DEI
MEZZI
NECESSARI
PER
L
'
ESECUZIONE
DEI
GRANDI
TRASPORTI
MILITARI
IN
CASO
DI
GUERRA
.
ART
.
2
.
LA
PREDETTA
COMMISSIONE
CENTRALE
È
COMPOSTA
COME
SEGUE
:
PRESIDENTE
:
L
'
UFFICIALE
GENERALE
ADDETTO
AL
COMANDO
DEL
CORPO
DI
STATO
MAGGIORE
,
CAPO
DEL
RIPARTO
INTENDENZA
;
MEMBRI
:
IL
CAPO
DELL
'
UFFICIO
TRASPORTI
DEL
COMANDO
DEL
CORPO
DI
STATO
MAGGIORE
,
I
COMMISSARI
MILITARI
PER
LE
STRADE
FERRATE
DEL
REGNO
,
UN
DELEGATO
DEL
MINISTERO
DELLA
GUERRA
,
DUE
DELEGATI
DEL
MINISTERO
DEI
LAVORI
PUBBLICI
,
I
CAPI
,
O
CHI
PER
ESSI
,
DEI
SERVIZI
MOVIMENTO
,
LAVORI
,
TRAZIONE
,
VEICOLI
E
COSTRUZIONI
DELLE
FERROVIE
DELLO
STATO
ASSISTITI
DA
UN
FUNZIONARIO
DEL
RISPETTIVO
SERVIZIO
,
I
CAPI
,
O
CHI
PER
ESSI
,
DELLE
DIREZIONI
COMPARTIMENTALI
D
'
ESERCIZIO
DELLE
FERROVIE
DELLO
STATO
,
IL
CAPO
ED
IL
SOTTOCAPO
DELL
'
UFFICIO
TECNICO
-
FERROVIARIO
ISTITUITO
PRESSO
IL
COMANDO
DEL
CORPO
DI
STATO
MAGGIORE
;
SEGRETARIO
:
UN
UFFICIALE
DELL
'
UFFICIO
TRASPORTI
.
ART
.
3
.
LE
VARIE
AMMINISTRAZIONI
INTERESSATE
COMUNICHERANNO
AL
COMANDO
DEL
CORPO
DI
STATO
MAGGIORE
I
NOMI
DEI
LORO
FUNZIONARI
DESTINATI
A
RAPPRESENTARLE
NELLA
COMMISSIONE
CENTRALE
SUDDETTA
.
AI
FUNZIONARI
DELL
'
AMMINISTRAZIONE
FERROVIARIA
LA
DIREZIONE
GENERALE
DELLE
FERROVIE
DELLO
STATO
DELEGHERÀ
PIENI
POTERI
PER
ACCETTARE
LE
CONCLUSIONI
DELLA
COMMISSIONE
STESSA
.
ART
.
4
.
LA
COMMISSIONE
CENTRALE
PEI
TRASPORTI
MILITARI
IN
FERROVIA
SARÀ
CONVOCATA
,
SECONDO
I
BISOGNI
,
DAL
SUO
PRESIDENTE
,
SECONDO
GLI
ORDINI
DEL
CAPO
DI
STATO
MAGGIORE
DELL
'
ESERCITO
.
LA
COMMISSIONE
CENTRALE
DEVE
ESSENZIALMENTE
PRONUNZIARSI
INTORNO
ALLA
ESEGUIBILITÀ
DEI
PROGETTI
DEI
TRASPORTI
DI
MOBILITAZIONE
E
RADUNATA
DELL
'
ESERCITO
,
ED
È
ANCHE
CHIAMATA
A
TRATTARE
TUTTE
LE
QUESTIONI
RELATIVE
A
PROVVEDIMENTI
,
LAVORI
E
DISPOSIZIONI
RICHIESTI
NELL
'
INTERESSE
DEI
TRASPORTI
MILITARI
.
GLI
ORDINI
DI
CONVOCAZIONE
DEI
FUNZIONARI
CIVILI
DELLA
COMMISSIONE
SARANNO
LORO
FATTI
PERVENIRE
PER
IL
TRAMITE
DELLE
RISPETTIVE
AMMINISTRAZIONI
.
ART
.
5
.
IL
PRESIDENTE
DELLA
COMMISSIONE
CENTRALE
PER
I
TRASPORTI
MILITARI
IN
FERROVIA
POTRÀ
,
OGNIQUALVOLTA
TRATTISI
DI
STUDIARE
O
PREPARARE
DISPOSIZIONI
PER
MOVIMENTI
CHE
NON
INTERESSANO
TUTTA
LA
RETE
FERROVIARIA
DEL
REGNO
,
CONVOCARE
UNA
PARTE
SOLTANTO
DELLA
COMMISSIONE
STESSA
.
QUESTE
RIUNIONI
PARZIALI
DELLA
COMMISSIONE
POTRANNO
ESSERE
TENUTE
SIA
PRESSO
IL
COMANDO
DEL
CORPO
DI
STATO
MAGGIORE
,
SIA
PRESSO
LA
SEDE
DI
UNO
DEI
COMPARTIMENTI
FERROVIARI
INTERESSATI
.
A
QUESTE
RIUNIONI
PARZIALI
SARANNO
SEMPRE
INVITATI
I
DELEGATI
DEL
MINISTERO
DEI
LAVORI
PUBBLICI
.
ART
.
6
.
LA
COMMISSIONE
CENTRALE
POTRÀ
,
QUANDO
OCCORRA
PER
STUDI
O
PER
INFORMAZIONI
,
CHIAMARE
NEL
SUO
SENO
GLI
UFFICIALI
DI
STATO
MAGGIORE
ADDETTI
ALL
'
UFFICIO
TRASPORTI
.
ESSA
POTRÀ
PURE
,
ALLO
STESSO
SCOPO
,
CHIAMARE
NEL
SUO
SENO
,
PER
IL
TRAMITE
DEL
MINISTERO
DEI
LAVORI
PUBBLICI
,
I
DIRETTORI
DI
RETI
FERROVIARIE
MINORI
O
DI
SINGOLE
LINEE
.
ART
.
7
.
IN
CASO
D
'
URGENZA
,
SE
QUALCUNO
DEI
MEMBRI
DELLA
COMMISSIONE
NON
POTESSE
INTERVENIRE
AD
UNA
DATA
CONVOCAZIONE
,
LA
RISPETTIVA
AMMINISTRAZIONE
PROVVEDERÀ
INVIANDO
UN
SURROGANTE
.
CAPO
II
.
ESECUZIONE
DEI
GRANDI
TRASPORTI
GENERALITÀ
.
ART
.
8
.
DURANTE
LA
MOBILITAZIONE
E
DURANTE
LA
GUERRA
IL
COMANDO
SUPREMO
DELL
'
ESERCITO
HA
IL
DIRITTO
DI
STABILIRE
SPECIALI
NORME
DI
SERVIZIO
FERROVIARIO
TANTO
PER
I
TRASPORTI
MILITARI
QUANTO
PER
QUELLI
DEL
PUBBLICO
.
TALI
NORME
,
DA
NOTIFICARSI
IN
TEMPO
ALLE
AMMINISTRAZIONI
FERROVIARIE
PER
LA
LORO
ATTUAZIONE
,
DOVRANNO
ESSERE
OSSERVATE
DAL
PUBBLICO
E
DALLE
AUTORITÀ
DI
OGNI
SPECIE
.
ART
.
9
.
I
TRASPORTI
MILITARI
PREDETTI
SI
POSSONO
DISTINGUERE
IN
:
TRASPORTI
PER
LA
MOBILITAZIONE
E
LA
RADUNATA
,
E
IN
TRASPORTI
DOPO
ULTIMATA
LA
RADUNATA
.
CAPO
III
.
TRASPORTI
PER
LA
MOBILITAZIONE
E
LA
RADUNATA
DELL
'
ES
ERCITO
COSTITUZIONE
E
ATTRIBUZIONI
DELLA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
.
ART
.
10
.
ALL
'
ATTO
DELLA
MOBILITAZIONE
DELL
'
ESERCITO
VIENE
COSTITUITA
LA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
.
ESSA
È
COMPOSTA
DEL
DIRETTORE
DEI
TRASPORTI
,
CHE
È
IL
CAPO
DELL
'
UFFICIO
TRASPORTI
PRESSO
IL
COMANDO
DEL
CORPO
DI
STATO
MAGGIORE
,
E
DEGLI
UFFICIALI
DESIGNATI
DAL
BOLLETTINO
DI
MOBILITAZIONE
(
PARTE
II
)
,
NONCHÉ
DI
UN
UFFICIALE
DELEGATO
DAL
MINISTERO
DELLA
MARINA
QUALE
SUO
RAPPRESENTANTE
PRESSO
LA
DIREZIONE
STESSA
.
ALLA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
VERRANNO
,
PER
CIÒ
CHE
RIGUARDA
I
TRASPORTI
PER
FERROVIA
,
AGGIUNTI
,
OLTRECHÈ
I
FUNZIONARI
A
CIÒ
DESIGNATI
APPARTENENTI
ALL
'
UFFICIO
TECNICO
FERROVIARIO
CHE
,
IN
TEMPO
DI
PACE
,
FA
PARTE
DELL
'
UFFICIO
TRASPORTI
PRESSO
IL
COMANDO
DEL
CORPO
DI
STATO
MAGGIORE
,
ANCHE
ALCUNI
ALTRI
FUNZIONARI
DI
GRADO
SUPERIORE
PEI
SERVIZI
MOVIMENTO
,
LAVORI
,
TRAZIONE
E
VEICOLI
,
COADIUVATI
DAL
PERSONALE
TECNICO
CHE
LORO
POTESSE
OCCORRERE
,
FORNITI
DALL
'
AMMINISTRAZIONE
DELLE
FERROVIE
DELLO
STATO
.
ART
.
11
.
DURANTE
IL
PERIODO
DELLA
MOBILITAZIONE
E
DELLA
RADUNATA
,
LA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
RISIEDERÀ
ALLA
CAPITALE
,
RESTANDO
ALLA
DIPENDENZA
DELL
'
INTENDENZA
GENERALE
.
ART
.
12
.
LA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
STABILISCE
LE
NORME
DI
SERVIZIO
DI
CUI
AL
PRECEDENTE
N
.
8
,
IN
BASE
ALLE
QUALI
RICHIEDE
ALLE
AMMINISTRAZIONI
FERROVIARIE
L
'
ESECUZIONE
DI
TUTTI
I
MOVIMENTI
MILITARI
,
SIANO
O
NO
PREORDINATI
.
LE
AMMINISTRAZIONI
FERROVIARIE
SONO
TENUTE
AD
ADERIRE
PRONTAMENTE
,
E
CON
TUTTI
I
MEZZI
DI
CUI
DISPONGONO
,
ALLE
RICHIESTE
,
E
ALLE
PRESCRIZIONI
DELLA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
COMUNICATE
DIRETTAMENTE
O
PER
MEZZO
DEGLI
ORGANI
CHE
NE
DIPENDONO
.
ART
.
13
.
PER
TUTTI
I
TRASPORTI
CHE
ESORBITASSERO
DALLA
RISPETTIVA
COMPETENZA
E
PEI
QUALI
NON
FOSSE
PROVVEDUTO
CON
APPOSITO
ORDINE
DI
MOVIMENTO
,
LE
AUTORITÀ
MILITARI
SI
RIVOLGERANNO
,
IN
BASE
ALLE
NORME
VIGENTI
,
ALLA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
O
AGLI
ORGANI
CHE
DA
ESSA
DIPENDONO
.
ALLA
STESSA
DIREZIONE
,
O
AGLI
ORGANI
DIPENDENTI
,
DOVRÀ
PURE
RIVOLGERSI
OGNI
ALTRA
AUTORITÀ
CUI
ABBISOGNASSE
DI
FAR
ESEGUIRE
NOTEVOLI
TRASPORTI
FERROVIARI
.
ART
.
14
.
LA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
DECIDE
SU
QUALI
LINEE
ED
IN
QUAL
MOMENTO
DEBBA
PORSI
IN
VIGORE
L
'
ORARIO
MILITARE
;
DETERMINA
IN
QUALE
MISURA
,
IN
TUTTA
L
'
ESTENSIONE
DEL
REGNO
,
SI
POSSANO
LASCIARE
TRENI
A
DISPOSIZIONE
DEL
PUBBLICO
E
QUALI
,
ED
INDICA
IN
QUAL
MODO
DEBBA
ESSERE
RIPARTITO
IL
MATERIALE
MOBILE
DI
TUTTE
LE
RETI
FERROVIARIE
NAZIONALI
.
ART
.
15
.
L
'
ESERCIZIO
DELLE
LINEE
SULLE
QUALI
NON
È
IN
VIGORE
L
'
ORARIO
MILITARE
RIMANE
REGOLATO
DALL
'
ORARIO
ORDINARIO
,
IN
QUANTO
LO
CONSENTA
L
'
APPLICAZIONE
DELLE
DISPOSIZIONI
DI
CUI
AGLI
ARTICOLI
PRECEDENTI
.
LA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
POTRÀ
PERÒ
RICHIEDERE
ALLE
AMMINISTRAZIONI
FERROVIARIE
CHE
PARTE
OD
ANCHE
TUTTI
I
TRENI
DELL
'
ORARIO
ORDINARIO
SIANO
UTILIZZATI
PER
USO
MILITARE
,
E
COSÌ
PURE
CHE
SIA
MODIFICATO
L
'
ORARIO
STESSO
E
SIA
POSTO
AL
SERVIZIO
DELL
'
ESERCITO
TUTTO
IL
MATERIALE
DELLE
LINEE
ANZIDETTE
,
COMPRESO
QUELLO
DELLE
SOCIETÀ
MINORI
.
ART
.
16
.
PEI
LAVORI
PIÙ
URGENTI
CHE
SI
DOVESSERO
ESEGUIRE
IN
ALCUNE
STAZIONI
O
SU
ALCUNE
LINEE
,
OLTRE
A
TUTTE
LE
RISORSE
IN
PERSONALE
ED
IN
MATERIALE
CHE
,
ENTRO
I
LIMITI
DEL
POSSIBILE
,
DOVRANNO
ESSERE
FORNITE
DALLE
AMMINISTRAZIONI
FERROVIARIE
,
SARANNO
ADOPERATE
LE
COMPAGNIE
FERROVIERI
E
,
SE
OCCORRA
,
SARANNO
IMPIEGATI
EVENTUALI
DISTACCAMENTI
DI
TRUPPA
.
SEZIONE
I
.
COMMISSIONI
MILITARI
DI
LINEA
.
ART
.
17
.
PURE
ALL
'
ATTO
DELLA
MOBILITAZIONE
VERRANNO
COMPLETATE
,
OCCORRENDO
,
LE
COMMISSIONI
MILITARI
DI
LINEA
,
ESISTENTI
FIN
DAL
TEMPO
DI
PACE
,
E
NE
VERRANNO
COSTITUITE
ALTRE
SECONDO
DISPOSIZIONI
EMANATE
PURE
FIN
DAL
TEMPO
DI
PACE
.
A
TALI
COMMISSIONI
LA
DIREZIONE
TRASPORTI
MANDERÀ
I
SUOI
ORDINI
PER
TUTTO
QUANTO
RIFLETTE
I
MOVIMENTI
DA
ESEGUIRE
.
PEI
TRASPORTI
NELL
'
INTERNO
DELLA
SICILIA
SI
COSTITUIRÀ
APPOSITA
COMMISSIONE
MILITARE
DI
LINEA
PRESSO
LA
DIREZIONE
COMPARTIMENTALE
DI
ESERCIZIO
DI
PALERMO
,
E
PER
QUELLI
NELL
'
INTERNO
DELLA
SARDEGNA
SI
COSTITUIRÀ
ANALOGA
COMMISSIONE
IN
CAGLIARI
,
PRESSO
IL
CIRCOLO
D
'
ISPEZIONE
DELL
'
UFFICIO
SPECIALE
PER
LE
FERROVIE
.
ART
.
18
.
OGNI
COMMISSIONE
MILITARE
DI
LINEA
SARÀ
COMPOSTA
DI
UN
UFFICIALE
,
PREFERIBILMENTE
COMMISSARIO
MILITARE
PER
LE
STRADE
FERRATE
(
CAPO
)
,
E
DI
ALTRI
UFFICIALI
,
COME
È
DETTO
IN
SEGUITO
.
AD
ESSA
È
AGGIUNTO
,
COME
CONSULENTE
,
IL
CAPO
COMPARTIMENTO
LOCALE
DELLE
FERROVIE
DELLO
STATO
OD
UN
SUO
RAPPRESENTANTE
.
ALLE
COMMISSIONI
,
NELLA
CUI
GIURISDIZIONE
ESISTONO
IMPORTANTI
FERROVIE
SECONDARIE
,
SARÀ
AGGREGATO
,
OVE
OCCORRA
,
UN
FUNZIONARIO
DEL
LOCALE
R
.
CIRCOLO
D
'
ISPEZIONE
PER
LE
FERROVIE
.
LE
COMMISSIONI
MILITARI
DI
LINEA
SI
TERRANNO
IN
CONTINUA
ED
IMMEDIATA
RELAZIONE
CON
LE
AUTORITÀ
FERROVIARIE
CUI
SPETTA
DISPORRE
PER
I
PRESCRITTI
MOVIMENTI
,
VEGLIANDO
SULLA
LORO
ESATTA
E
PUNTUALE
ESECUZIONE
.
ART
.
19
.
LE
DIREZIONI
DELLE
FERROVIE
SECONDARIE
INCLUSE
NELLA
RETE
DIPENDENTE
DA
CIASCUNA
COMMISSIONE
MILITARE
DI
LINEA
ED
IMPEGNATE
NEL
MOVIMENTO
,
DIETRO
INVITO
DELLA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
,
METTERANNO
A
DISPOSIZIONE
DELLA
COMMISSIONE
STESSA
UN
PROPRIO
RAPPRESENTANTE
SIA
PER
FORNIRE
NOTIZIE
E
CHIARIMENTI
,
SIA
PER
LA
DIRAMAZIONE
DEGLI
ORDINI
CHE
SI
DOVESSERO
DARE
PEI
TRASPORTI
SU
DETTE
LINEE
.
ART
.
20
.
A
DISPOSIZIONE
DELLE
COMMISSIONI
MILITARI
DI
LINEA
,
E
ALLA
DIRETTA
DIPENDENZA
DI
ESSE
,
SARANNO
MESSI
GLI
UFFICIALI
DESIGNATI
DAL
BOLLETTINO
DI
MOBILITAZIONE
(
PARTE
II
)
.
ART
.
21
.
LE
COMMISSIONI
MILITARI
DI
LINEA
FANNO
ESEGUIRE
DAGLI
ORGANI
FERROVIARI
COMPETENTI
QUANTO
VIENE
PRESCRITTO
DALLA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
.
D
'
ACCORDO
COLLE
DIREZIONI
COMPARTIMENTALI
D
'
ESERCIZIO
,
PROVVEDONO
INOLTRE
AI
TRASPORTI
DI
PROPRIA
COMPETENZA
E
A
RIMEDIARE
ALLE
ANORMALITÀ
CHE
POSSONO
VERIFICARSI
NEL
CARICO
,
NELLO
SCARICO
E
NEI
VIAGGI
DELLE
TRUPPE
.
NEL
CASO
,
PERÒ
,
CHE
SIA
STATO
NECESSARIO
APPORTARE
VARIANTI
A
VIAGGI
PREDISPOSTI
DALLA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
,
NE
RIFERISCONO
ALLA
DIREZIONE
STESSA
.
COSÌ
PURE
LA
INFORMANO
DI
TUTTI
I
PROVVEDIMENTI
IMPORTANTI
PRESI
NEI
CASI
D
'
URGENZA
PER
ASSICURARE
IL
REGOLARE
ANDAMENTO
DEI
TRASPORTI
MILITARI
.
SEZIONE
II
.
COMANDI
DI
STAZIONE
FERROVIARIA
.
ART
.
22
.
I
COMANDI
DI
STAZIONE
FERROVIARIA
ESISTONO
FIN
DAL
TEMPO
DI
PACE
O
VENGONO
COSTITUITI
ALL
'
ATTO
DELLA
MOBILITAZIONE
SECONDO
NORME
PRESTABILITE
,
OVVERO
IN
SEGUITO
PER
SODDISFARE
NUOVE
ESIGENZE
.
DIPENDONO
DALLE
COMMISSIONI
MILITARI
DI
LINEA
.
LA
LORO
CLASSE
È
IN
RELAZIONE
COLL
'
IMPORTANZA
DELLA
STAZIONE
CUI
SONO
PREPOSTI
.
LE
RICHIESTE
DEL
PERSONALE
PER
COSTITUIRE
NUOVI
COMANDI
OLTRE
QUELLI
PREVISTI
O
PER
RIPIANARE
VACANZE
PRODOTTESI
NEI
COMANDI
ESISTENTI
,
SONO
,
QUANDO
OCCORRA
,
RIVOLTE
ALL
'
AUTORITÀ
MILITARE
SUPERIORE
DELLA
ZONA
IN
CUI
TROVASI
LA
STAZIONE
,
DALLA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
O
DALLE
COMMISSIONI
MILITARI
DI
LINEA
INTERESSATE
.
ART
.
23
.
I
DOVERI
DEI
COMANDANTI
DI
STAZIONE
SONO
PARTICOLAREGGIATAMENTE
INDICATI
DAL
SERVIZIO
IN
GUERRA
,
PARTE
II
.
TALI
DOVERI
CONSISTONO
ESSENZIALMENTE
:
A
)
NEL
PRENDERE
,
PER
QUANTO
RIGUARDA
IL
SERVIZIO
DELLA
RISPETTIVA
STAZIONE
,
TUTTE
LE
NECESSARIE
DISPOSIZIONI
DI
CARATTERE
MILITARE
AFFINCHÉ
I
TRASPORTI
MILITARI
D
'
OGNI
GENERE
,
COMPRESI
QUELLI
DI
TRUPPE
E
MATERIALI
DELLA
R
.
MARINA
,
DELLA
R
.
GUARDIA
DI
FINANZA
,
DELLA
CROCE
ROSSA
E
DEL
S
.
O
.
M
.
DI
MALTA
SI
EFFETTUINO
COLLA
MASSIMA
REGOLARITÀ
,
IN
BASE
AGLI
ORDINI
E
ALLE
DISPOSIZIONI
EMANATE
DALLE
COMMISSIONI
MILITARI
DI
LINEA
O
DALLA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
;
B
)
NEL
PROVVEDERE
AI
BISOGNI
DELLA
TRUPPA
IN
VIAGGIO
,
RIVOLGENDOSI
,
PER
QUANTO
OCCORRA
,
AL
COMANDO
DEL
PRESIDIO
,
GIUSTA
LE
DISPOSIZIONI
DEL
SERVIZIO
IN
GUERRA
PREDETTO
;
C
)
NELL
'
INFORMARE
SUBITO
,
E
COL
PIÙ
RAPIDO
MEZZO
,
LA
COMMISSIONE
DI
LINEA
DA
CUI
DIPENDONO
,
O
,
NEI
CASI
URGENTI
,
ANCHE
LA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
,
DELLE
ANORMALITÀ
CHE
POTESSERO
VERIFICARSI
NELL
'
ESEGUIMENTO
DEI
TRASPORTI
.
CAPO
IV
.
TRASPORTI
A
RADUNATA
ULTIMATA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
E
SUA
DELEGAZIONE
.
ART
.
24
.
APPENA
FINITA
LA
MOBILITAZIONE
E
LA
RADUNATA
DELL
'
ESERCITO
,
LA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
SI
RECA
PRESSO
IL
QUARTIER
GENERALE
DELL
'
INTENDENZA
GENERALE
,
NELLA
FORMAZIONE
INDICATA
DAL
TOMO
I
DELLA
ISTRUZIONE
PER
LA
MOBILITAZIONE
,
LASCIANDO
ALLA
CAPITALE
UNA
SUA
DELEGAZIONE
,
INCARICATA
DI
RAPPRESENTARLA
PRESSO
LE
AMMINISTRAZIONI
FERROVIARIE
IN
TUTTO
CIÒ
CUI
NON
PROVVEDA
DIRETTAMENTE
ESSA
DIREZIONE
,
CON
SPECIALE
RIFERIMENTO
ALLA
ZONA
FERROVIARIA
INTERNA
CUI
SI
ACCENNA
PIÙ
AVANTI
.
FANNO
PARTE
DI
TALE
DELEGAZIONE
UN
UFFICIALE
SUPERIORE
IN
QUALITÀ
DI
CAPO
,
ALCUNI
UFFICIALI
INFERIORI
,
UN
CERTO
NUMERO
DI
FUNZIONARI
DELLE
FERROVIE
DELLO
STATO
E
L
'
UFFICIALE
DELEGATO
A
RAPPRESENTARE
IL
MINISTERO
DELLA
MARINA
,
DI
CUI
AL
PRECEDENTE
$
T
10
.
ART
.
25
.
LA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
,
IN
BASE
AGLI
ORDINI
DEL
CAPO
DI
STATO
MAGGIORE
DELL
'
ESERCITO
E
DELL
'
INTENDENTE
GENERALE
,
PROVVEDE
AL
SERVIZIO
DEI
TRASPORTI
SULLE
LINEE
FERROVIARIE
ED
ACQUEE
.
ESSA
,
OLTRE
ALLA
DELEGAZIONE
PREDETTA
,
CONTINUA
AD
AVERE
ALLA
SUA
DIPENDENZA
LE
COMMISSIONI
MILITARI
DI
LINEA
,
I
COMANDI
MILITARI
DI
STAZIONE
,
ED
,
EVENTUALMENTE
,
LA
COMMISSIONE
FLUVIALE
E
I
COMANDI
LOCALI
FLUVIALI
.
METTE
POI
A
DISPOSIZIONE
DI
CIASCUNA
INTENDENZA
D
'
ARMATA
UN
PROPRIO
UFFICIALE
COL
COMPITO
DI
RICEVERE
E
COORDINARE
LE
RICHIESTE
DI
TRASPORTI
,
DI
CONCORRERE
AD
ASSICURARNE
L
'
ESECUZIONE
,
DI
FACILITARE
IN
GENERE
LE
RELAZIONI
FRA
LA
RISPETTIVA
INTENDENZA
E
LA
DIREZIONE
.
PER
QUANTO
RIGUARDA
LE
LINEE
FERROVIARIE
LA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
PROVVEDE
A
:
a
)
DEFINIRE
D
'
ACCORDO
COLLE
AMMINISTRAZIONI
FERROVIARIE
SU
QUALI
LINEE
DEBBA
CONTINUARE
AD
AVER
VIGORE
L
'
ORARIO
MILITARE
E
SU
QUAL
ALTRE
POSSA
,
GRADUALMENTE
O
SIMULTANEAMENTE
,
RIATTIVARSI
L
'
ORARIO
ORDINARIO
E
RISTABILIRSI
IL
REGIME
NORMALE
PEL
PUBBLICO
;
b
)
DESIGNARE
LE
STAZIONI
DI
TRANSITO
FERROVIARIO
MILITARE
,
QUELLE
STAZIONI
CIOÈ
CHE
COSTITUISCONO
L
'
ALLACCIAMENTO
FRA
LA
PARTE
DI
RETE
SU
CUI
VIGE
L
'
ORARIO
ORDINARIO
,
DETTA
ZONA
FERROVIARIA
INTERNA
,
E
QUELLA
SU
CUI
CONTINUA
AD
AVER
VIGORE
L
'
ORARIO
MILITARE
,
DETTA
ZONA
FERROVIARIA
MILITARE
;
c
)
STABILIRE
,
D
'
ACCORDO
COLLE
INTENDENZE
DELLE
ARMATE
E
COL
SERVIZIO
DELLE
TAPPE
,
LE
STAZIONI
TESTA
DI
LINEA
FERROVIARIA
PER
LE
SINGOLE
ARMATE
;
LE
STAZIONI
ESTREME
,
CIOÈ
,
CUI
SULLE
SINGOLE
LINEE
E
VERSO
LE
TRUPPE
GIUNGE
IL
SERVIZIO
FERROVIARIO
E
CHE
COSTITUISCONO
QUINDI
I
PUNTI
D
'
ALLACCIAMENTO
DI
QUESTO
COL
SERVIZIO
PER
VIA
ORDINARIA
;
d
)
DETERMINARE
,
D
'
ACCORDO
COLLE
INTENDENZE
DI
ARMATA
,
QUELLE
ALTRE
STAZIONI
DA
CUI
POSSA
FARSI
SERVIZIO
DI
RIFORNIMENTO
E
DI
SGOMBERO
O
DOVE
DEBBANSI
ISTITUIRE
DEPOSITI
DI
MUNIZIONI
DA
GUERRA
,
VETTOVAGLIE
O
MATERIALI
.
ART
.
26
.
SULLA
ZONA
FERROVIARIA
MILITARE
HA
COMPETENTE
IMMEDIATA
GIURISDIZIONE
LA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
;
SULLA
ZONA
FERROVIARIA
INTERNA
L
'
AZIONE
DELLA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
SI
ESPLICA
,
DI
MASSIMA
,
PER
MEZZO
DELLA
DELEGAZIONE
DI
CUI
AL
PRECEDENTE
$
T
24
.
I
TRASPORTI
CHE
PASSANO
DALL
'
UNA
ALL
'
ALTRA
ZONA
SONO
,
DI
MASSIMA
,
REGOLATI
DALLA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
.
ART
.
27
.
LE
RICHIESTE
DEL
MATERIALE
FERROVIARIO
OCCORRENTE
AI
TRASPORTI
MILITARI
POSSONO
ESSERE
FATTE
,
SECONDO
I
CASI
,
DALLA
DIREZIONE
TRASPORTI
,
DALLA
DELEGAZIONE
DI
ROMA
O
DALLE
COMMISSIONI
MILITARI
DI
LINEA
ALLE
AMMINISTRAZIONI
FERROVIARIE
,
LE
QUALI
SONO
TENUTE
A
CORRISPONDERVI
.
ART
.
28
.
QUALORA
,
PER
ISCOPI
AVENTI
STRETTO
RAPPORTO
COLLE
OPERAZIONI
MILITARI
,
OCCORRESSERO
MOVIMENTI
STRAORDINARI
DI
GRANDI
UNITÀ
DI
GUERRA
(
TRASPORTI
STRATEGICI
)
,
LA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
NE
DARÀ
IN
TEMPO
PARTECIPAZIONE
ALLE
AMMINISTRAZIONI
FERROVIARIE
,
INDICANDO
POSSIBILMENTE
SU
QUALI
LINEE
DOVRANNO
ESEGUIRSI
I
MOVIMENTI
.
QUESTE
LINEE
SARANNO
POI
,
AL
MOMENTO
DELL
'
ESECUZIONE
,
UTILIZZATE
ESCLUSIVAMENTE
PER
TALI
MOVIMENTI
,
SIANO
ESSE
COMPRESE
O
NO
NELLA
ZONA
FERROVIARIA
MILITARE
.
LA
PREPARAZIONE
E
LA
ESECUZIONE
DEGLI
ACCENNATI
MOVIMENTI
STRAORDINARI
È
DI
COMPETENZA
DELLA
DIREZIONE
TRASPORTI
;
MA
ESSA
POTRÀ
DARNE
INCARICO
,
SECONDO
I
CASI
,
ALLA
SUA
DELEGAZIONE
O
AD
UNA
COMMISSIONE
MILITARE
DI
LINEA
,
SPECIE
SE
SI
TROVASSE
IMPEGNATA
IN
ALTRI
COMPITI
SUL
TEATRO
PRINCIPALE
DI
OPERAZIONE
.
ART
.
29
.
NEL
CASO
UNA
O
PIÙ
LINEE
FERROVIARIE
AVENTI
UNA
CERTA
AUTONOMIA
DI
MOVIMENTO
SIANO
USUFRUIBILI
DA
UNA
SOLA
ARMATA
PEI
SUOI
SERVIZI
DI
RIFORNIMENTO
E
DI
SGOMBERO
,
LA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
POTRÀ
PROVVEDERE
AL
SERVIZIO
MILITARE
SU
QUELLE
LINEE
DISTACCANDO
ALL
'
UOPO
PRESSO
L
'
INTENDENZA
DI
QUELLA
ARMATA
SUOI
UFFICIALI
E
FUNZIONARI
,
AI
QUALI
VERREBBE
DELEGATA
LA
COMPETENZA
PEI
TRASPORTI
SU
DETTE
LINEE
,
ALLA
DIPENDENZA
SEMPRE
DELLA
DIREZIONE
TRASPORTI
E
D
'
ACCORDO
COGLI
ORGANI
DELL
'
INTENDENZA
DELL
'
ARMATA
,
O
COLLA
COMMISSIONE
DI
LINEA
COMPETENTE
,
QUALORA
LA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
AVESSE
AD
ESSA
DELEGATO
LA
SUPERIORE
GIURISDIZIONE
DI
QUELLE
LINEE
.
ART
.
30
.
LA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
DEVE
,
ALL
'
OCCORRENZA
,
PROVVEDERE
AL
RIATTAMENTO
DI
LINEE
E
ALLA
RICOSTRUZIONE
DI
OPERE
D
'
ARTE
,
NONCHÉ
A
FARE
ESERCITARE
QUELLE
LINEE
SU
CUI
DOVESSE
APPLICARSI
L
'
ESERCIZIO
MILITARE
.
A
TALE
SCOPO
,
E
SENZA
PREGIUDIZIO
DELLE
RICHIESTE
DA
FARSI
ALLE
AMMINISTRAZIONI
FERROVIARIE
,
ESSA
AVRÀ
ALLA
SUA
DIPENDENZA
LE
COMPAGNIE
FERROVIERI
E
LE
SEZIONI
FERROVIARIE
MILITARI
.
DISPONE
INOLTRE
,
IN
CASO
DI
BISOGNO
,
DI
PERSONALE
MILITARE
SUSSIDIARIO
PEL
SERVIZIO
DELLE
FERROVIE
(
FRENATORI
,
DEVIATORI
,
MANOVRATORI
)
.
COMMISSIONI
MILITARI
DI
LINEA
.
ART
.
31
.
COMPIUTO
IL
PERIODO
DI
MOBILITAZIONE
E
DI
RADUNATA
,
TUTTE
LE
COMMISSIONI
MILITARI
DI
LINEA
,
COMPRESE
QUINDI
QUELLE
COSTITUITE
ALL
'
ATTO
DELLA
MOBILITAZIONE
,
CONTINUANO
A
SUSSISTERE
E
FUNZIONARE
CON
NORME
ANALOGHE
A
QUELLE
IN
VIGORE
IN
PACE
E
DURANTE
IL
PERIODO
PREDETTO
.
DIPENDONO
DALLA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
ED
ANCHE
DALLA
SUA
DELEGAZIONE
IN
ROMA
.
ART
.
32
.
QUANDO
LINEE
,
SU
CUI
HA
ORDINARIA
GIURISDIZIONE
UNA
COMMISSIONE
MILITARE
DI
LINEA
,
VENGANO
A
TROVARSI
COMPRESE
NELLA
ZONA
FERROVIARIA
MILITARE
,
LA
COMMISSIONE
INTERESSATA
SARÀ
CONSIDERATA
,
PER
QUANTO
RIGUARDA
QUELLE
LINEE
,
COME
FACENTE
PARTE
DELLA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
,
CUI
PERTANTO
È
DEVOLUTO
QUANTO
INTERESSA
I
TRASPORTI
SU
DI
ESSE
.
COMANDI
DI
STAZIONE
FERROVIARIA
.
ART
.
33
.
COMPIUTO
IL
PERIODO
DI
MOBILITAZIONE
E
DI
RADUNATA
,
SONO
SOPPRESSI
ALCUNI
COMANDI
DI
STAZIONE
FERROVIARIA
CHE
POSSONO
ANCHE
ESSERE
PREVENTIVAMENTE
DESIGNATI
ED
IL
PERSONALE
VIENE
RIUNITO
,
PER
ESSERE
PRONTO
A
NUOVI
BISOGNI
,
PRESSO
ALTRI
COMANDI
DI
STAZIONE
O
PRESSO
COMMISSIONI
MILITARI
DI
LINEA
.
QUELLI
CHE
SEGUITANO
A
SUSSISTERE
,
CONTINUANO
A
FUNZIONARE
COLLE
STESSE
MODALITÀ
ED
ATTRIBUZIONI
PRECEDENTEMENTE
ACCENNATE
.
ART
.
34
.
NELLA
ZONA
FERROVIARIA
MILITARE
POSSONO
ESSERE
COSTITUITI
COMANDI
MOBILI
DI
STAZIONE
FERROVIARIA
.
IL
LORO
NUMERO
,
LA
LORO
COSTITUZIONE
,
LA
LORO
DISLOCAZIONE
E
IL
LORO
SCIOGLIMENTO
SONO
DI
COMPETENZA
DELLA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
.
LE
LORO
ATTRIBUZIONI
SONO
IDENTICHE
A
QUELLE
DEGLI
ALTRI
COMANDI
DI
STAZIONE
.
SEZIONI
E
COMPAGNIE
FERROVIARIE
MILITARI
.
ART
.
35
.
A
FINE
DI
:
A
)
ESERCITARE
LINEE
CHE
,
PER
EVENTI
DI
GUERRA
,
SI
TROVASSERO
IN
CONDIZIONI
TALI
DA
CONSIGLIARNE
L
'
ESERCIZIO
MILITARE
IN
LUOGO
DI
QUELLO
ORDINARIO
;
B
)
RIPARARE
E
RICOSTRUIRE
TRONCHI
DI
FERROVIA
INTERROTTI
LA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
PUÒ
FORMARE
SEZIONI
FERROVIARIE
MILITARI
,
DETERMINANDONE
L
'
EFFETTIVA
SOSTITUZIONE
NUMERICA
IN
RELAZIONE
ALLE
SPECIALI
ESIGENZE
D
'
IMPIEGO
DI
CIASCUNA
.
ART
.
36
.
LE
SEZIONI
POSSONO
ESSERE
AUTONOME
,
OVVERO
RAGGRUPPATE
IN
NUMERO
DA
DUE
A
QUATTRO
,
COSTITUENDO
,
IN
TAL
CASO
,
COMPAGNIE
FERROVIARIE
MILITARI
.
ART
.
37
.
LE
SEZIONI
E
LE
COMPAGNIE
FERROVIARIE
MILITARI
SARANNO
FORMATE
COL
PERSONALE
FERROVIARIO
MILITARIZZATO
,
E
,
DI
MASSIMA
,
SOLTANTO
CON
QUELLO
APPARTENENTE
ALL
'
AMMINISTRAZIONE
DELLE
FERROVIE
DELLO
STATO
.
IN
CASI
SPECIALI
POTRÀ
ESSERE
CHIAMATO
A
CONCORRERE
ALLA
FORMAZIONE
DI
DETTE
UNITÀ
ANCHE
IL
PERSONALE
MILITARIZZATO
DI
QUALCHE
,
FERROVIA
SECONDARIA
,
PREVI
ACCORDI
FRA
LA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
E
LA
DIREZIONE
D
'
ESERCIZIO
DELLA
FERROVIA
SECONDARIA
INTERESSATA
.
TALE
INTERVENTO
SARÀ
PIÙ
SPECIALMENTE
RICHIESTO
QUANDO
DEBBANSI
COSTITUIRE
SEZIONI
O
COMPAGNIE
FERROVIARIE
MILITARI
PEL
RIATTAMENTO
E
L
'
ESERCIZIO
DI
FERROVIE
SECONDARIE
.
IL
PERSONALE
APPARTENENTE
ALLE
FERROVIE
DELLA
SARDEGNA
PUÒ
ESSERE
CHIAMATO
A
COSTITUIRE
UNA
SPECIALE
SEZIONE
FERROVIARIA
MILITARE
PEI
BISOGNI
EVENTUALI
DI
QUELL
'
ISOLA
.
ART
.
38
.
OGNI
SEZIONE
SARÀ
ALLA
DIPENDENZA
DI
UN
CAPOSEZIONE
TECNICO
E
DI
UN
CAPOSEZIONE
MILITARE
.
ANALOGAMENTE
OGNI
COMPAGNIA
FERROVIARIA
MILITARE
SARÀ
ALLA
DIPENDENZA
DI
UN
COMANDANTE
TECNICO
E
DI
UN
COMANDANTE
MILITARE
DI
COMPAGNIA
FERROVIARIA
MILITARE
.
I
COMANDANTI
TECNICI
DI
COMPAGNIA
,
I
CAPISEZIONE
TECNICI
,
GLI
ISPETTORI
DEI
VARI
SERVIZI
DELLE
SEZIONI
POSSONO
ANCHE
ESSERE
TRATTI
DAI
FUNZIONARI
FERROVIARI
,
NON
SOGGETTI
AD
OBBLIGHI
DI
SERVIZIO
MILITARE
,
CHE
SI
OFFRANO
SPONTANEAMENTE
.
ART
.
39
.
CAPISEZIONE
E
COMANDANTI
TECNICI
SONO
DESIGNATI
DALLA
DIREZIONE
GENERALE
DELLE
FERROVIE
DELLO
STATO
D
'
ACCORDO
COLLA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
;
CAPISEZIONE
E
COMANDANTI
MILITARI
SONO
DESIGNATI
DA
QUEST
'
ULTIMA
DIREZIONE
.
ART
.
40
.
I
CAPISEZIONE
TECNICI
E
I
COMANDANTI
TECNICI
DI
COMPAGNIA
PROVVEDONO
A
TUTTO
QUANTO
RIFLETTE
IL
SERVIZIO
DEI
LAVORI
O
L
'
ESERCIZIO
FERROVIARIO
CUI
SONO
ADDETTI
I
RISPETTIVI
RIPARTI
,
ED
ATTENDONO
INOLTRE
,
ALL
'
AMMINISTRAZIONE
DEL
DIPENDENTE
PERSONALE
,
IL
QUALE
,
SEBBENE
MILITARIZZATO
NON
PERCEPISCE
ASSEGNI
DALL
'
AMMINISTRAZIONE
MILITARE
,
MA
CONTINUA
INVECE
A
PERCEPIRE
DALL
'
AMMINISTRAZIONE
FERROVIARIA
CUI
APPARTIENE
GLI
ASSEGNI
E
LE
INDENNITÀ
PERTINENTI
ALLE
RISPETTIVE
QUALIFICHE
.
AI
COMANDANTI
MILITARI
DI
SEZIONE
E
DI
COMPAGNIA
COMPETE
QUANTO
RIFLETTE
LA
SORVEGLIANZA
E
LA
DISCIPLINA
DEL
PERSONALE
;
OVE
LE
CIRCOSTANZE
LO
RICHIEDANO
,
ESSI
PROVVEDONO
ANCHE
A
QUANTO
CONCERNE
IL
GOVERNO
DEL
PERSONALE
STESSO
(
ASSISTENZA
SANITARIA
,
ANTICIPAZIONE
DI
FONDI
,
SOMMINISTRAZIONI
DI
VIVERI
,
ACQUA
,
LEGNA
,
TENDE
,
COPERTE
DA
CAMPO
,
ECC
.
)
PRELEVANDO
QUANTO
OCCORRE
DAI
MAGAZZINI
DI
TAPPA
O
DA
ALTRI
MAGAZZINI
O
CORPI
VICINI
,
IN
BASE
AGLI
ORDINI
DELLA
DIREZIONE
DEI
TRASPORTI
.
ART
.
41
.
LA
NUMERAZIONE
DELLE
SEZIONI
E
IL
CONCORSO
DEL
PERSONALE
DEI
VARI
COMPARTIMENTI
DELLE
FERROVIE
DELLO
STATO
ALLA
LORO
FORMAZIONE
RISULTANO
DALL
'
ELENCO
SEGUENTE
:
1/A
E
2/A
SEZIONE
,
PERSON
.
DEL
COMPART
.
DI
TORINO
.
3/A
SEZIONE
,
PERSON
.
DEL
COMPART
.
DI
GENOVA
.
4/A
E
5/A
SEZIONE
,
PERSON
.
DEL
COMPART
.
DI
MILANO
.
6/A
SEZIONE
,
PERSON
.
DEL
COMPART
.
DI
VENEZIA
.
7/A
SEZIONE
,
PERSON
.
DEL
COMPART
.
DI
BOLOGNA
.
8/A
E
9/A
SEZIONE
,
PERSON
.
DEL
COMPART
.
DI
FIRENZE
.
10/A
SEZIONE
,
PERSON
.
DEL
COMPART
.
DI
ANCONA
.
11/A
E
12/A
SEZIONE
,
PERSON
.
DEL
COMPART
.
DI
ROMA
.
13/A
E
14/A
SEZIONE
,
PERSON
.
DEL
COMPART
.
DI
NAPOLI
.
15/A
SEZIONE
,
PERSON
.
DEL
COMPART
.
DI
BARI
.
16/A
SEZIONE
,
PERSON
.
DEL
COMPART
.
DI
REGGIO
CALABRIA
.
17/A
SEZIONE
,
PERSON
.
DEL
COMPART
.
DI
PALERMO
.
ART
.
42
.
I
RUOLI
DELLE
SEZIONI
SONO
TENUTI
DALLE
COMMISSIONI
MILITARI
DI
LINEA
AVENTI
GIURISDIZIONE
SUI
COMPARTIMENTI
CHE
,
IN
BASE
AL
PRECEDENTE
PARAGRAFO
,
NE
FORNISCONO
IL
PERSONALE
.
SONO
COMPILATI
DI
CONCERTO
COLL
'
AMMINISTRAZIONE
FERROVIARIA
,
CHE
NE
DETIENE
UNA
COPIA
,
E
TENUTI
IN
GIORNO
MEDIANTE
COSTANTI
COMUNICAZIONI
DI
TUTTE
LE
VARIAZIONI
CHE
AVVENGONO
NEL
PERSONALE
MEDESIMO
.
DETTI
RUOLI
SONO
FORMATI
IN
BASE
ALL
'
ORGANICO
STABILITO
DAL
RELATIVO
SPECCHIO
DEL
TOMO
I
DELLA
ISTRUZIONE
PER
LA
MOBILITAZIONE
.
LA
FORMAZIONE
DEFINITIVA
,
PERÒ
,
DELLE
SEZIONI
DA
MOBILITARSI
POTRÀ
ESSERE
MODIFICATA
,
COME
SI
ACCENNA
AL
PRECEDENTE
$
T
35
,
IN
RELAZIONE
ALLE
SPECIALI
ESIGENZE
D
'
IMPIEGO
,
MEDIANTE
AUMENTI
O
DIMINUZIONI
NEL
PERSONALE
DELLE
VARIE
QUALIFICHE
;
COSÌ
PURE
POTRANNO
ESSERE
CHIAMATI
IN
SERVIZIO
,
SECONDO
I
BISOGNI
,
GLI
AGENTI
APPARTENENTI
AD
UNA
SOLA
DELLE
SPECIALITÀ
(
MOVIMENTO
,
TRAZIONE
,
VEICOLI
E
LAVORI
)
DI
CUI
LE
SEZIONI
SONO
DI
MASSIMA
COSTITUITE
.
ART
.
43
.
GLI
INDIVIDUI
DESTINATI
A
FAR
PARTE
DELLE
SEZIONI
E
COMPAGNIE
FERROVIARIE
MILITARI
CONSERVERANNO
LA
LORO
GERARCHIA
FERROVIARIA
BASATA
ESCLUSIVAMENTE
SUL
RISPETTIVO
IMPIEGO
FERROVIARIO
ED
ASTRAENDO
COMPLETAMENTE
DAL
GRADO
MILITARE
CHE
CIASCUNO
DI
ESSI
AVESSE
GIÀ
OCCUPATO
NELL
'
ESERCITO
.
ESSI
VESTIRANNO
LA
DIVISA
DELLA
LORO
AMMINISTRAZIONE
ED
AVRANNO
,
COME
SEGNO
DELL
'
ESERCIZIO
MILITARE
,
SPECIALI
DISTINTIVI
,
COSTITUITI
DA
BRACCIALI
E
DA
STELLETTE
MILITARI
;
IL
BRACCIALE
CONSISTENTE
IN
UNA
FASCIA
DI
LANA
DI
COLORE
TURCHINO
,
ALTA
10
CM
.
,
È
PORTATO
AL
BRACCIO
DESTRO
;
LE
STELLETTE
SONO
PORTATE
AL
BAVERO
DELLA
UNIFORME
;
FUNZIONARI
ED
AGENTI
SPROVVISTI
DI
SPECIALE
DIVISA
FERROVIARIA
DOVRANNO
SEMPRE
PORTARE
IL
BRACCIALE
SOLTANTO
.
ART
.
44
.
TUTTI
I
MILITARI
ESTRANEI
ALLE
SEZIONI
FERROVIARIE
MILITARI
CONSIDERERANNO
I
COMPONENTI
DI
ESSE
,
NELL
'
ESERCIZIO
DELLE
LORO
FUNZIONI
,
COME
ALTRETTANTI
MILITARI
IN
SERVIZIO
ARMATO
,
INCARICATI
DI
FARE
STRETTAMENTE
ESEGUIRE
UNA
CONSEGNA
.
PERSONALE
MILITARE
SUSSIDIARIO
PEL
SERVIZIO
DELLE
FERROVIE
.
ART
.
45
.
PRESSO
I
COMANDI
DI
DISTRETTO
ESISTONO
,
REGISTRATI
IN
ELENCHI
SPECIALI
,
I
NOMI
DI
TUTTI
I
MILITARI
DEL
RISPETTIVO
DISTRETTO
CHE
HANNO
COMPIUTO
LO
SPECIALE
CORSO
DI
ABILITAZIONE
AL
SERVIZIO
DI
FRENATORI
,
DEVIATORI
E
MANOVRATORI
FERROVIARI
;
ANALOGO
ELENCO
TIENE
IL
REGGIMENTO
FERROVIERI
PEI
MILITARI
DEI
DISTRETTI
DELLA
SARDEGNA
CHE
HANNO
FREQUENTATO
LO
SPECIALE
CORSO
D
'
ISTRUZIONE
PER
L
'
ABILITAZIONE
AL
SERVIZIO
DI
FRENATORI
.
QUALORA
,
DURANTE
GRANDI
TRASPORTI
MILITARI
,
SI
VERIFICASSERO
DEFICIENZE
,
NUMERICHE
NEL
PERSONALE
FERROVIARIO
DELLE
QUALIFICHE
DI
CUI
SI
TRATTA
,
I
MILITARI
PREDETTI
POTRANNO
ESSERE
CHIAMATI
A
PRESTARE
L
'
OPERA
LORO
PER
DISPOSIZIONE
DELLA
DIREZIONE
TRASPORTI
O
DI
QUALUNQUE
DEGLI
ORGANI
DIPENDENTI
,
OD
ANCHE
,
IN
CASO
DI
URGENTE
BISOGNO
DI
FRENATORI
,
PER
RICHIESTA
FATTANE
,
AL
MOMENTO
DA
AUTORITÀ
FERROVIARIE
A
RIPARTI
VIAGGIANTI
,
QUANDO
QUESTI
ABBIANO
NEL
LORO
SENO
ALCUNI
DEI
MILITARI
DI
CUI
SI
TRATTA
.
ROMA
,
15
APRILE
1915
.
VISTO
,
D
'
ORDINE
DI
SUA
MAESTÀ
:
IL
MINISTRO
DELLA
GUERRA
ZUPELLI
.
IL
MINISTRO
DELLA
MARINA
VIALE
.
IL
MINISTRO
DEI
LAVORI
PUBBLICI
CIUFFELLI
.
StampaPeriodica ,
I
possessi
di
manomorta
si
distinguono
in
4
categorie
;
possessi
demaniali
,
comunali
,
ecclesiastici
,
opere
pie
.
Ecco
la
ripartizione
secondo
la
rendita
:
Demanio
nazionale
,
o
possessi
dello
Stato
,
ha
di
rendita
:
L
.
12.440.000
Comuni
hanno
di
rendita
:
15,000.000
Cassa
ecclesiastica
:
12.000.000
Clero
secolare
:
32.000.000
Corporazioni
religiose
:
8.560.000
Opere
pie
,
come
spedali
,
ecc
.
:
25.000.000
L
.
105.000.000
Capitalizzando
quella
rendita
si
trova
un
capitale
nelle
manimorte
di
1.783
milioni
.
La
manomorta
possiede
male
e
tiene
peggio
,
perché
i
suoi
beni
sono
male
amministrati
e
peggio
coltivati
;
se
quell
enorme
capitale
fosse
in
mano
dei
privati
verrebbe
a
due
e
tre
volte
più
.
In
due
modi
si
distrugge
la
manomorta
;
o
con
l
incameramento
o
con
i
livelli
che
possono
redimersi
;
quest
ultimo
modo
già
adottato
in
Toscana
è
ancora
in
vigore
nelle
provincie
meridionali
;
mancava
solo
la
legge
che
rendesse
redimibili
i
livelli
,
e
così
la
proprietà
di
manomorta
entra
nell
industria
privata
.
Il
Parlamento
ha
già
approvato
una
legge
con
la
qualche
chi
vuole
affrancare
un
canone
è
padrone
.
In
Italia
sono
47
arcivescovadi
,
21.100
parocchie
,
molti
seminari
,
parecchie
abbadie
ed
altri
benefizi
.
Ma
nulla
ancora
si
sa
di
preciso
.
La
rendita
fondiaria
dei
beni
che
possiede
il
clero
per
le
provincie
che
attualmente
fan
parte
del
Regno
d
Italia
si
valuta
a
29
milioni
;
ma
la
cifra
si
ritiene
di
sotto
del
vero
ed
è
più
vicina
a
33
milioni
;
nello
specchio
che
sopra
fu
posto
,
32
milioni
.
Nel
1855
furono
soppressi
nell
antico
Stato
del
Piemonte
300
conventi
con
5.172
religiosi
di
cui
3.334
mendicanti
.
Nell
Umbria
e
nelle
Marche
i
conventi
soppressi
sono
707
che
avevano
più
di
10.000
persone
.
Nelle
provincie
napolitane
cessarono
di
esistere
1.167
case
religiose
ove
abitavano
18.615
persone
di
cui
12.252
uomini
e
6.363
donne
;
più
della
metà
erano
mendicanti
.
Nell
Emilia
esistono
177
conventi
con
3.600
persone
,
in
Toscana
312
conventi
con
7.413
religiosi
,
di
cui
3.138
maschi
e
4.255
femmine
.
Senza
contare
la
Sicilia
,
nelle
provincie
del
Regno
d
Italia
vi
sono
2.664
conventi
con
44.800
persone
,
e
queste
sono
cifre
che
fanno
riflettere
seriamente
,
perché
in
Italia
vediamo
la
gente
più
volentieri
darsi
all
ozio
del
convento
che
al
lavoro
della
terra
e
dell
industria
.
Mancano
i
dati
statistici
,
perché
non
si
sa
ancora
quanto
posseggano
le
chiese
e
i
conventi
che
tuttora
sussistono
e
non
si
conosce
ancora
il
numero
delle
persone
che
compongono
il
clero
secolare
e
regolare
,
ma
si
può
ritenere
che
possegga
per
più
di
1.040
milioni
di
lire
.
Non
sarà
inutile
il
seguente
confronto
che
raccomandiamo
ai
nostri
lettori
perché
molto
istruttivo
.
In
Italia
s
impiega
4
volte
più
braccia
che
in
Inghilterra
e
il
doppio
che
in
Francia
per
coltivare
la
terra
.
In
Italia
17
milioni
sono
occupati
nell
agricoltura
e
7
milioni
per
le
altre
industrie
:
produce
2
miliardi
e
350
milioni
,
e
consuma
per
1
miliardo
665
milioni
.
L
Inghilterra
impiega
12
milioni
di
abitanti
e
produce
4
miliardi
e
500
milioni
;
la
Francia
adopra
nell
agricoltura
21
milioni
di
abitanti
e
produce
per
5
miliardi
.
Da
questi
dati
si
rileva
che
l
Italia
nell
agricoltura
produce
4
sesti
meno
che
l
Inghilterra
e
quasi
2
volte
meno
che
la
Francia
.
In
Inghilterra
si
spende
40
franchi
per
ettaro
e
si
ritrae
213
franchi
.
In
Francia
si
spende
5
franchi
e
se
ne
ritrae
95
,
in
Italia
se
ne
spendono
4
e
se
ne
ritrae
79
:
se
l
Italia
avesse
l
attività
e
la
sapienza
inglese
nei
metodi
di
coltura
,
potrebbe
con
minor
numero
di
braccia
produrre
6
miliardi
500
milioni
,
mentre
ora
con
maggior
fatica
ne
produce
appena
un
terzo
del
valore
.
Le
ragioni
di
questa
inferiorità
si
resumono
in
due
specie
;
le
manomorte
che
tengono
legate
tante
proprietà
in
mano
dei
comuni
,
delle
opere
pie
e
del
clero
:
e
queste
la
maggior
parte
nel
Mezzogiorno
d
Italia
;
cause
naturali
sono
poi
il
corso
sregolato
dei
fiumi
,
le
acque
stagnanti
e
le
molte
manomorte
che
in
Italia
occupano
un
tredicesimo
del
suolo
.
Infine
i
pregiudizi
e
l
ignoranza
delle
classi
agricole
,
la
mancanza
di
vie
.
Da
tutte
queste
ragioni
si
vede
che
noi
Italiani
abbiamo
molto
da
fare
avanti
di
giungere
al
punto
a
cui
oggi
sono
giunte
le
altre
nazioni
più
civili
.
StampaQuotidiana ,
Il
più
fantastico
viaggio
,
l
'
avventura
più
grande
,
il
sogno
più
impossibile
di
generazioni
di
poeti
,
di
scienziati
,
di
uomini
comuni
come
tutti
noi
,
si
è
compiuto
.
Alle
22.17'40''
(
ora
italiana
di
oggi
20
luglio
1969
)
Neil
Armstrong
e
Aldrin
,
in
rappresentanza
di
tutti
gli
abitanti
della
Terra
,
a
bordo
della
loro
meravigliosa
"
Aquila
"
hanno
toccato
il
suolo
della
Luna
,
un
corpo
extra
-
terrestre
lontano
dal
nostro
pianeta
384
mila
chilometri
.
Ne
ha
dato
l
'
annuncio
Armstrong
,
senza
tradire
la
minima
emozione
,
con
queste
parole
:
"
L
'
Aquila
è
atterrata
"
.
Indescrivibile
ciò
che
è
avvenuto
qui
:
per
la
emozione
,
la
gioia
,
l
'
entusiasmo
di
una
conquista
che
è
di
tutta
l
'
umanità
.
Si
era
spenta
appena
l
'
eco
delle
parole
di
Armstrong
che
si
è
udita
la
voce
di
Aldrin
,
anch
'
essa
quasi
priva
di
emozione
:
"
Atterraggio
molto
tranquillo
"
.
Impossibile
dire
la
tensione
,
l
'
emozione
,
la
febbre
che
ci
ha
assaliti
tutti
qui
,
al
Centro
di
controllo
di
Houston
,
mentre
i
secondi
scanditi
sui
quadranti
luminosi
passavano
uno
dopo
l
'
altro
per
segnare
il
conto
alla
rovescia
del
momento
in
cui
il
retrorazzo
dell
'
"
Aquila
"
si
è
acceso
a
quello
in
cui
le
solide
zampe
del
veicolo
si
sono
posate
con
un
sobbalzo
nella
desolata
landa
del
Mare
della
Tranquillità
.
Meno
59
...
57
...
55
...
ecco
,
ora
la
poderosa
fiamma
del
razzo
frenante
lambisce
già
le
grige
rocce
seleniche
.
Il
veicolo
caracolla
un
po
'
,
mentre
i
piccoli
razzi
latitudinali
provvedono
a
mantenerlo
in
perfetto
assetto
.
Infine
si
posa
.
Armstrong
e
Aldrin
sono
in
piedi
ai
comandi
.
Li
sentiamo
.
Per
quanto
la
loro
voce
si
mantenga
fredda
e
quasi
monotona
,
avvertiamo
la
loro
commozione
più
che
udire
le
loro
parole
che
sono
poche
e
non
si
distaccano
dal
gergo
tecnico
.
D
'
altra
parte
troppo
importanti
troppo
delicate
,
troppo
precise
debbono
essere
le
operazioni
da
compiere
perché
possano
lasciarsi
andare
a
considerazioni
descrittive
o
sentimentali
.
Se
le
sono
riservate
per
il
momento
in
cui
tra
poco
scenderanno
a
piedi
a
camminare
sulla
Luna
.
Intanto
però
descrivono
il
luogo
dove
sono
atterrati
,
ma
brevemente
"
perché
-
dice
Armstrong
-
avremo
parecchio
da
fare
per
qualche
momento
"
.
Il
comandante
aggiunge
:
"
Siamo
su
un
suolo
roccioso
,
in
una
zona
relativamente
pianeggiante
con
crateri
larghi
dai
2
ai
17
metri
.
Vediamo
delle
alture
.
E
vi
sono
piccoli
crateri
di
30
o
60
centimetri
a
migliaia
.
Possiamo
anche
vedere
una
collina
davanti
a
noi
.
È
difficile
calcolare
ma
penso
che
sia
a
circa
800
metri
o
un
chilometro
e
mezzo
da
noi
"
.
È
intervenuto
Aldrin
:
"
Sembra
una
vera
e
propria
collezione
di
rocce
di
ogni
tipo
immaginabile
,
alcune
ovoidali
.
Il
panorama
non
offre
colori
molto
vivi
,
ad
eccezione
di
alcune
rocce
con
colori
interessanti
"
.
Quanto
agli
effetti
della
gravità
lunare
che
è
soltanto
un
sesto
di
quella
della
Terra
,
Armstrong
ha
detto
:
"
E
'
come
essere
in
un
aeroplano
"
ed
ha
aggiunto
di
non
trovare
alcuna
difficoltà
nell
'
adattarvisi
.
Entrambi
gli
astronauti
appaiono
calmi
e
per
nulla
emozionati
.
"
Vi
sono
molti
visi
sorridenti
qui
e
in
tutto
il
mondo
"
ha
detto
il
centro
spaziale
.
"
Ve
ne
sono
due
anche
qui
da
noi
"
ha
risposto
Armstrong
.
"
Vorrei
una
birra
"
ha
detto
Aldrin
.
"
La
troverai
al
ritorno
"
gli
è
stato
risposto
.
Il
controllo
a
terra
di
Houston
ha
segnalato
nel
frattempo
un
dato
essenziale
per
la
riuscita
dell
'
impresa
:
l
'
inclinazione
dell
'
"
Aquila
"
sulla
superficie
è
di
poco
più
di
quattro
gradi
.
Come
è
noto
una
inclinazione
superiore
ai
12
gradi
avrebbe
segnato
la
fine
degli
astronauti
perché
la
sezione
di
ascesa
del
modulo
non
avrebbe
potuto
funzionare
regolarmente
.
Poco
dopo
lo
stesso
Armstrong
ha
confermato
la
misurazione
effettuata
da
Terra
.
Il
centro
di
controllo
ha
subito
cominciato
a
rivolgere
i
suoi
messaggi
ad
"
Aquila
"
chiamandolo
"
Base
Tranquillità
"
.
Nel
descrivere
l
'
ultima
fase
della
discesa
Armstrong
ha
detto
che
il
sistema
di
guida
automatica
stava
conducendo
il
veicolo
lunare
in
una
zona
di
crateri
"
della
grandezza
di
un
campo
da
football
"
.
Egli
aveva
quindi
assunto
il
controllo
manuale
dell
'
operazione
di
discesa
per
individuare
una
zona
abbastanza
liscia
per
l
'
atterraggio
.
Dalle
4.40
alle
4.56
si
è
svolta
,
sotto
gli
occhi
dei
telespettatori
di
tutto
il
mondo
,
la
fase
emozionante
dei
primi
passi
dell
'
uomo
sulla
Luna
.
Armstrong
,
aperto
il
portello
,
è
rimasto
per
qualche
minuto
sulla
passerella
esterna
.
Le
istruzioni
erano
infatti
quelle
di
comunicare
a
Terra
le
sue
prime
sensazioni
sull
'
ambiente
lunare
.
Lo
si
è
visto
muovere
con
grande
cautela
un
piede
e
poi
posarlo
al
suolo
.
Contemporaneamente
le
comunicazioni
erano
ridiventate
buone
.
La
passeggiata
sulla
Luna
è
incominciata
esattamente
alle
4.57
.
Poco
prima
di
fare
quello
storico
passo
,
Armstrong
,
confermando
la
sua
calma
e
il
suo
senso
dell
'
umorismo
,
aveva
detto
:
"
Ora
incomincia
la
ginnastica
"
.
Alle
4.40
Neil
Armstrong
ha
aperto
il
portello
dell
'
"
Aquila
"
per
scendere
sul
suolo
lunare
.
Per
gli
astronauti
le
manovre
preparatorie
della
sortita
dal
veicolo
lunare
si
sono
rivelate
più
complesse
e
lunghe
del
previsto
.
Prima
di
poter
uscire
dall
'
"
Aquila
"
,
Armstrong
e
Aldrin
hanno
dovuto
indossare
le
speciali
tute
,
provvedere
a
depressurizzare
l
'
interno
dell
'
"
Aquila
"
:
ciò
allo
scopo
di
poter
impunemente
sortire
nell
'
ambiente
lunare
dove
la
pressione
,
mancando
l
'
atmosfera
,
è
zero
.
Le
comunicazioni
verbali
fra
Houston
e
l
'
"
Aquila
"
sono
state
difficoltose
:
a
volte
eccellenti
,
a
volte
mediocri
.
Il
ritardo
,
come
si
è
poi
appreso
dal
centro
di
controllo
,
è
dovuto
per
l
'
appunto
all
'
operazione
di
depressurizzazione
della
cabina
,
la
quale
si
è
svolta
sotto
la
sorveglianza
di
Houston
.
Ad
un
certo
punto
fra
la
Terra
e
la
Luna
sono
state
scambiate
le
seguenti
battute
:
"
Ci
vuole
un
certo
tempo
per
questa
operazione
"
.
"
Certo
che
ci
vuole
"
è
stata
la
pacata
risposta
giunta
dal
satellite
della
Terra
.
Finalmente
alle
4
e
40
italiane
precise
,
Houston
ha
dato
l
'
autorizzazione
di
aprire
il
portello
e
Armstrong
ha
obbedito
.
I
primi
minuti
dei
cosmonauti
sulla
Luna
sono
stati
di
grande
trepidazione
e
poco
ciarlieri
.
Gli
"
uomini
lunari
"
hanno
approntato
a
velocità
vertiginosa
tutti
gli
apparati
per
una
eventuale
partenza
frettolosa
dalla
Luna
,
se
necessaria
.
Ma
passato
il
tempo
prefissato
per
un
anticipato
ritorno
,
i
due
hanno
cominciato
a
riposarsi
per
il
momento
in
cui
usciranno
dall
'
"
Aquila
"
e
scenderanno
sul
suolo
lunare
.
Collins
quando
ha
sorvolato
la
zona
dell
'
atterraggio
ha
inviato
le
sue
congratulazioni
ai
colleghi
.
Mentre
scriviamo
,
Armstrong
e
Aldrin
stanno
procedendo
alle
più
accurate
verifiche
della
loro
formidabile
macchina
.
Debbono
tenerla
nelle
condizioni
di
partenza
in
qualunque
momento
fosse
necessario
.
Le
verifiche
e
i
controlli
sono
stati
tanto
più
necessari
in
quanto
,
come
si
ricorderà
,
c
'
era
stato
un
piccolo
guasto
ad
una
valvola
di
pressurizzazione
dell
'
azoto
liquido
.
Domani
,
al
momento
della
partenza
,
saranno
impiegati
tutti
i
sistemi
,
sia
quello
di
riserva
,
sia
quello
difettoso
.
StampaQuotidiana ,
L
'
UNITA
organo
dei
comunisti
pubblica
un
manifesto
del
Partito
in
cui
dice
:
Venerdì
prossimo
avrà
luogo
la
commemorazione
ufficiale
del
martirio
di
Matteotti
.
In
tale
occasione
la
classe
lavoratrice
non
può
e
non
deve
limitarsi
a
esprimere
il
suo
dolore
e
il
suo
sdegno
per
il
feroce
delitto
compiuto
.
Essa
deve
lanciare
un
monito
alla
classe
dominante
e
al
Fascismo
assassino
,
che
segni
aperta
condanna
al
regime
di
sangue
e
di
terrore
instaurato
in
Italia
dalla
ripresa
del
privilegio
capitalista
e
dalla
oppressione
degli
operai
e
dei
contadini
...
StampaPeriodica ,
Proseguiamo
ad
illustrare
i
fatti
avvenuti
recentemente
nelle
provincie
soggette
al
Papa
.
Dopo
l
assalto
dato
alla
rocca
di
Monterotondo
e
la
capitolazione
della
guarnigione
pontificia
,
Garibaldi
si
avanzò
co
suoi
alla
volta
di
Roma
e
s
accampò
alla
Cecchina
,
a
venti
minuti
di
distanza
dalla
città
eterna
.
Prima
di
giungervi
corse
un
grave
pericolo
alla
villa
Grazioli
,
ove
si
portò
a
fare
una
ricognizione
.
Questa
villa
,
che
gli
si
era
detto
essere
stata
abbandonata
,
conteneva
parecchi
volontari
pontifici
che
scaricarono
i
revolver
contro
lui
e
contro
i
suoi
uffiziali
,
ma
senza
riuscir
a
ferir
alcuno
.
Ma
mentre
era
accampato
alla
Cecchina
il
30
ottobre
,
la
situazione
mutava
faccia
completamente
a
Roma
.
La
mattina
del
31
,
alle
9
antim
.
,
un
contadino
giunse
al
galoppo
e
disse
poche
e
rapide
parole
al
generale
.
Il
messaggio
fu
presto
noto
a
tutti
:
i
Francesi
erano
a
Roma
!
V
erano
difatti
,
e
lo
stupore
,
a
questa
notizia
,
fu
grande
non
meno
a
Roma
che
nel
campo
garibaldino
.
Al
Vaticano
erano
giunte
tante
notizie
contradditorie
che
non
si
credeva
più
all
arrivo
delle
truppe
francesi
,
tantoché
fino
all
ultimo
momento
non
furono
preparati
alloggi
.
Ma
l
entrata
del
29°
fanteria
,
nel
pomeriggio
del
30
,
rassicurò
il
partito
clericale
.
Un
migliaio
di
persone
l
aspettava
alla
stazione
della
ferrovia
.
Appena
entrati
i
Francesi
,
la
città
,
che
era
muta
come
una
tomba
,
si
rianimò
d
un
tratto
,
e
gli
ecclesiastici
rari
ne
giorni
precedenti
,
scesero
in
gran
numero
nelle
strade
.
La
città
sembrò
svegliarsi
da
un
sonno
profondo
:
ma
,
dice
una
corrispondenza
,
quella
folla
era
agitata
sì
,
ma
silenziosa
.
Il
generale
De
Failly
,
comandante
il
corpo
di
spedizione
francese
,
pubblicò
tosto
il
proclama
seguente
:
Romani
.
L
imperatore
Napoleone
manda
di
nuovo
un
corpo
di
spedizione
a
Roma
per
proteggere
il
Santo
Padre
ed
il
trono
pontificio
contro
gli
attacchi
armati
di
bande
rivoluzionarie
.
Voi
ci
conoscete
da
lungo
tempo
:
come
sempre
,
veniamo
a
compiere
una
missione
tutta
morale
e
disinteressata
.
Vi
aiuteremo
a
stabilire
la
fiducia
e
la
sicurezza
.
I
nostri
soldati
continueranno
a
rispettare
le
vostre
persone
,
le
vostre
costumanze
e
le
vostre
leggi
;
il
passato
ve
ne
è
garante
.
DE
FAILLY
Era
tempo
che
i
Francesi
giungessero
.
Il
governo
pontificio
non
sussisteva
più
che
a
Roma
ed
a
Civitavecchia
.
Le
truppe
e
le
autorità
papaline
avevano
abbandonato
quasi
tutte
le
altre
città
,
e
queste
avevano
tosto
inalberato
la
bandiera
tricolore
.
Persin
ne
paesi
contigui
a
Roma
,
ad
Albano
,
a
Marino
,
a
Castelgandolfo
si
era
proclamato
il
Governo
provvisorio
.
Sul
palazzo
pontificio
di
Castelgandolfo
la
bandiera
italiana
fu
impennata
dal
custode
stesso
del
palazzo
.
Ad
Albano
era
stato
eletto
dittatore
il
signor
Persi
,
a
Velletri
il
conte
Ettore
Borgia
.
In
Roma
stessa
il
moto
del
22
ottobre
aveva
provato
che
l
insurrezione
possedeva
forze
non
scarse
.
Le
truppe
del
papa
erano
ridotte
ad
asserragliare
le
porte
minacciate
dagli
avamposti
garibaldini
.
La
caserma
Serristori
,
di
cui
presentiamo
il
triste
aspetto
dopo
lo
scoppio
del
22
ottobre
,
mostra
qual
era
l
accanimento
degl
insorti
.
Fortunatamente
i
Zuavi
erano
in
campagna
e
morirono
soltanto
parecchi
suonatori
della
banda
.
La
caserma
scoppiò
per
essere
stato
introdotto
sotterraneamente
un
barile
di
polvere
,
che
venne
acceso
al
momento
dell
insurrezione
.
StampaQuotidiana ,
Presentiamolo
con
le
sue
stesse
parole
.
«
Si
conosce
la
mia
età
(
73
anni
)
.
Ho
consacrato
più
di
cinquant
'
anni
alla
vita
pubblica
.
Giornalista
,
ho
scritto
soltanto
su
giornali
repubblicani
.
Propagandista
,
la
mia
tribuna
fu
sempre
repubblicana
.
Politico
,
non
conobbi
altra
disciplina
che
la
repubblicana
.
Capo
di
partito
,
non
mi
associai
ad
altre
forze
che
non
fossero
repubblicane
.
Parlamentare
,
le
mie
campagne
furono
tutte
repubblicane
e
ho
sempre
rifiutato
di
partecipare
ai
governi
della
monarchia
.
Nessuno
più
di
me
ha
lavorato
per
il
trionfo
della
repubblica
in
Spagna
»
.
Esatto
.
Il
Lerroux
è
stato
un
repubblicano
al
cento
per
cento
e
un
radical
-
massone
.
Tipo
classico
di
quegli
uomini
sifilizzati
dagli
immortali
principi
dell'89
,
che
sognano
,
vaneggiano
,
intrigano
,
complottano
,
parlano
parlano
parlano
e
alla
fine
spalancano
le
porte
al
caos
,
di
cui
il
radicalismo
demo
-
liberale
è
la
logica
anticamera
e
lo
storico
battistrada
.
Aperto
il
varco
,
Lerroux
è
forzato
alle
più
tremende
constatazioni
.
Egli
è
riuscito
a
fuggire
perché
i
suoi
amici
fecero
in
tempo
ad
avvertirlo
che
la
bufera
era
imminente
,
ma
i
suoi
colleghi
radicali
qual
sorte
hanno
avuto
?
«
La
persecuzione
,
egli
dice
,
contro
il
partito
radicale
è
stata
implacabile
.
A
Valenza
e
provincia
non
solo
i
deputati
radicali
sono
stati
assassinati
,
ma
in
taluni
villaggi
tutti
i
membri
del
partito
radicale
sono
stati
sterminati
.
A
Malaga
ed
Alicante
ci
fu
una
vera
caccia
all
'
uomo
radicale
.
Il
sacrificio
di
sangue
del
partito
radicale
spagnuolo
ha
superato
di
molto
quello
della
Chiesa
e
forse
quello
della
guardia
civile
così
selvaggiamente
massacrata
»
.
Il
Lerroux
,
che
è
riuscito
a
salvare
la
propria
vita
,
non
ha
potuto
salvare
nulla
della
propria
casa
,
«
un
focolare
ordinato
,
con
collezioni
ben
scelte
»
,
un
ambiente
comodo
di
tranquillo
borghese
che
scherzava
coi
fiammiferi
,
ma
non
credeva
agli
incendi
.
Tutto
è
stato
devastato
dai
«
galantuomini
che
disonorano
il
popolo
,
la
patria
,
la
repubblica
,
l
'
umanità
»
.
Il
Lerroux
,
però
,
dimentica
di
dirci
che
egli
è
responsabile
:
primo
,
d
'
aver
evocato
questi
galantuomini
alla
ribalta
(
socialisti
-
comunisti
-
anarchici
-
sindacalisti
)
;
e
secondo
,
di
non
aver
fatto
tutte
le
volte
che
fu
al
potere
quanto
doveva
per
toglierli
dalla
circolazione
.
È
quindi
perfettamente
inutile
o
perlomeno
tardivo
recriminare
com
'
egli
fa
contro
«
gli
avvelenatori
che
sotto
la
bandiera
della
democrazia
,
della
libertà
,
della
repubblica
hanno
tradito
la
loro
patria
,
convertendosi
in
strumento
della
anarchia
internazionale
,
in
agenti
del
separatismo
e
dei
marxisti
di
ogni
specie
»
.
Solo
nel
gennaio
1937
,
dopo
sette
mesi
di
guerra
civile
,
che
sarebbe
già
finita
col
trionfo
di
Franco
se
gli
amici
europei
di
Lerroux
non
avessero
aiutato
i
rossi
di
Madrid
,
solo
dopo
questo
lungo
e
sanguinoso
periodo
,
Lerroux
si
accorge
che
i
nemici
di
Franco
«
sono
un
'
orda
selvaggia
,
la
quale
sotto
il
pretesto
della
uguaglianza
sociale
,
ruba
,
saccheggia
,
massacra
,
ecc
.
»
.
Questo
,
si
può
aggiungere
,
è
il
governo
di
Madrid
,
che
siede
ancora
a
Ginevra
e
il
cui
capo
a
Valenza
riceve
le
visite
sia
pure
di
routine
di
un
ammiraglio
della
flotta
inglese
.
A
quale
conclusione
arriva
il
Lerroux
dopo
queste
premesse
?
Eccola
:
«
che
la
dittatura
può
essere
la
salvezza
della
patria
e
della
repubblica
,
che
quello
di
Franco
non
è
un
pronunciamento
militare
,
ma
una
sollevazione
nazionale
sacra
e
legittima
come
quella
dell
'
indipendenza
del
1808
,
e
che
egli
,
Lerroux
,
renderà
alla
causa
nazionale
il
servizio
negativo
di
non
disturbarla
»
.
Troppo
poco
,
ma
sarebbe
eccessivo
pretendere
da
Lerroux
qualche
cosa
di
meglio
,
da
lui
che
insieme
col
cattolico
sturziano
Gil
Robles
porta
la
maggiore
responsabilità
di
quanto
accade
.
Tuttavia
le
sue
confessioni
sono
altamente
significative
,
anche
perché
sono
state
stampate
nell
'
ultimo
numero
del
30
gennaio
1937
della
francese
Illustration
alle
pagine
112
,
113
,
114
.
Non
devono
essere
sfuggite
ai
signori
Eden
,
Delbos
,
Avenol
.
StampaPeriodica ,
È
un
triste
soggetto
la
fame
;
molti
si
sdegneranno
perché
noi
ne
facciamo
argomento
di
un
articolo
,
molti
passeranno
a
leggere
le
altre
pagine
senza
curarsene
.
Nondimeno
questo
argomento
è
per
tutti
coloro
che
hanno
cuore
un
argomento
pieno
di
un
doloroso
interesse
;
quella
parte
della
stampa
che
ha
coscienza
della
propria
missione
pubblica
da
più
d
un
mese
le
notizie
terribili
di
questo
flagello
,
e
discute
i
mezzi
di
rimediarvi
.
Dappertutto
,
in
Algeria
,
in
Russia
,
in
Francia
,
nella
civilissima
Inghilterra
,
in
alcune
provincie
della
Prussia
la
miseria
miete
ogni
giorno
centinaia
di
vittime
.
Intanto
che
i
governi
pensano
a
nuovi
riordinamenti
di
eserciti
,
a
provigioni
di
fortezze
,
a
probabilità
di
collisioni
imminenti
,
nelle
città
più
popolose
,
nelle
capitali
più
ricche
di
alcuni
Stati
si
muore
di
fame
.
La
carità
privata
è
muta
come
la
carità
pubblica
;
mentre
le
popolazioni
attendono
eccitamenti
dai
governi
,
la
miseria
penetra
in
tutte
le
provincie
e
la
classe
povera
è
decimata
dal
freddo
e
dalla
fame
.
Questa
terribile
questione
diventerà
fra
poco
la
questione
della
massima
importanza
in
Europa
.
Essa
comincia
a
soverchiare
le
questioni
politiche
che
annuvolano
l
orizzonte
europeo
.
Il
Siècle
del
12
dice
a
questo
proposito
che
i
mali
provenienti
dalla
scarsità
del
raccolto
si
aggravano
in
ogni
parte
.
In
Parigi
l
amministrazione
dell
assistenza
pubblica
provvede
notte
e
giorno
a
riparare
alle
deplorabili
conseguenze
della
assoluta
miseria
che
piglia
un
estensione
spaventevole
.
Anche
nei
dipartimenti
si
costituiscono
associazioni
per
questo
scopo
.
Anche
in
Russia
ed
in
alcune
provincie
della
Prussia
,
dice
il
Times
,
è
impossibile
che
una
parte
della
popolazione
possa
evitare
di
morire
di
fame
.
In
Prussia
,
secondo
il
citato
giornale
,
regna
quella
malattia
terribile
che
i
fogli
tedeschi
annunziano
col
nome
di
tifo
della
fame
.
In
diversi
luoghi
la
miseria
è
giunta
a
tal
punto
che
si
dovettero
istituire
commissioni
di
beneficenza
che
forniscono
ogni
giorno
gli
alimenti
e
gli
abiti
ai
moltissimi
che
ne
hanno
il
più
stretto
bisogno
.
L
Opinion
Nationale
del
12
riporta
tristissime
notizie
sul
flagello
della
fame
che
infierisce
in
Algeria
.
Ecco
una
sua
corrispondenza
da
Kandouri
in
data
1
gennaio
:
La
miseria
continua
ostinata
fra
gli
Arabi
.
I
particolari
di
questa
calamità
sono
orribili
.
Gli
uomini
scacciano
dalle
lor
tende
le
donne
ed
i
figli
per
non
aver
più
modo
di
alimentarli
,
e
le
infelici
creature
errano
lungamente
per
provvedersi
un
cibo
qualunque
.
In
tutti
i
villaggi
chiusi
da
mura
vi
sono
guardie
destinate
a
respingere
chiunque
tentasse
di
entrarvi
per
calmare
la
fame
.
Si
fanno
vivi
sforzi
per
scongiurare
il
male
ma
tutto
è
impossibile
.
Si
è
constatato
inoltre
che
gli
affamati
ai
quali
fu
somministrato
il
cibo
,
muoiono
a
capo
di
otto
giorni
perché
il
loro
stomaco
non
è
più
in
grado
di
sostenere
alcun
nutrimento
.
Trattando
dei
disastri
che
la
fame
cagiona
in
varie
parti
d
Europa
,
e
dei
pericoli
maggiori
che
all
Europa
tutta
sovrastano
in
forza
di
questo
flagello
,
il
Siècle
del
12
pronuncia
queste
assennate
parole
:
E
non
è
egli
doloroso
pensare
che
in
mezzo
a
queste
grida
strazianti
delle
moltitudini
,
vi
sono
persone
che
si
occupano
unicamente
di
armamenti
e
di
future
battaglie
?
Tutte
le
nazioni
,
tutti
i
governi
non
dovrebbero
invece
unirsi
per
dichiarare
la
guerra
alla
miseria
ed
alla
fame
?
I
particolari
della
fame
in
Prussia
diventano
ancora
più
desolanti
.
Il
freddo
è
giunto
a
26°
e
28°
.
A
Danzica
si
sono
istituite
delle
distribuzioni
di
minestre
calde
,
e
le
porzioni
furono
dovute
aumentare
da
1000
a
1500
.
Da
Tilsit
in
Russia
si
scrive
che
le
autorità
diedero
ricovero
nelle
prigioni
di
polizia
agli
operai
senza
tetto
,
i
quali
poi
ogni
mattina
ricominciano
la
dolorosa
istoria
del
cercar
lavoro
senza
frutto
.
In
Finlandia
e
nel
Governo
di
Perm
,
gl
infelici
muoiono
lentamente
di
fame
a
centinaia
;
la
peste
siberica
distrusse
in
gran
parte
il
bestiame
ed
i
cavalli
.
È
stato
impossibile
di
far
la
seminagione
nei
campi
al
finire
dell
anno
;
di
modo
che
non
si
ha
in
quelle
provincie
nemmeno
la
speranza
di
vedere
la
prossima
raccolta
por
fine
alle
sofferenze
del
paese
.
La
posizione
è
ad
un
incirca
tanto
spaventevole
nel
governo
d
Arkangeli
.
Il
pane
triplicò
di
valore
,
e
si
prevede
l
epoca
sfortunatamente
prossima
in
cui
sarà
impossibile
ottenerne
a
nessun
prezzo
.
Il
console
inglese
ad
Arkangeli
lo
dimostra
in
una
lettera
indirizzata
al
Times
:
È
assolutamente
impossibile
,
dice
,
che
il
governo
e
la
carità
possano
soccorrere
tante
miserie
;
il
flagello
è
troppo
grande
,
le
provincie
che
esso
desola
sono
troppo
lontane
dalle
parti
ricche
dell
impero
,
perché
questi
sforzi
possano
produrre
risultati
di
qualche
importanza
.
Le
notizie
che
giungono
dall
Africa
e
dall
Oriente
sono
le
mille
volte
più
spaventose
.
Il
3
dicembre
scorso
furono
trovati
a
Mascara
dieci
cadaveri
di
morti
di
fame
.
All
indomani
quattordici
,
nel
giorno
susseguente
venticinque
.
Altri
morti
,
scrive
un
corrispondente
dell
Echo
d
Orma
,
giacevano
dentro
delle
buche
,
in
fondo
dei
precipizi
,
lungo
le
strade
,
nei
ruscelli
,
e
specialmente
in
un
luogo
detto
il
ricovero
di
Sidi
-
Bouas
,
specie
di
necropoli
,
tomba
anticipata
ove
si
trascinavano
tutti
quegli
infelici
che
sentivano
prossimo
il
loro
fine
.
I
più
robusti
europei
non
vivrebbero
più
di
quarantott
ore
in
quel
luogo
.
Centinaia
di
questi
paria
errano
come
fantasmi
,
attorno
alle
fortificazioni
della
città
,
nella
quale
è
assai
difficile
penetrare
essendo
stata
data
la
consegna
a
ciascuna
sentinella
di
impedire
l
accesso
a
qualunque
indigeno
avente
apparenza
di
mendicante
.
I
tribunali
correzionali
a
Parigi
,
qualunque
sia
il
sentimento
di
pietà
che
è
loro
imposto
da
tanta
miseria
,
sono
obbligati
a
condannare
alla
prigione
molti
sventurati
accusati
di
mendicità
e
di
vagabondaggio
.
Un
giornale
parigino
racconta
che
un
povero
giovine
non
aveva
trovato
altro
mezzo
per
satollare
la
fame
che
quello
di
recarsi
in
una
bettola
a
mangiare
senza
pagare
,
e
attendervi
l
arrivo
della
polizia
che
gli
procurò
almeno
nelle
carceri
un
luogo
ove
dormire
al
coperto
.
Le
Progès
du
Nord
racconta
questo
fatto
.
Un
operaio
senza
lavoro
,
certo
Francesco
Casse
è
venuto
da
Roubaix
a
Lille
con
intenzione
di
commettervi
un
delitto
onde
procurarsi
un
asilo
contro
il
freddo
e
contro
la
fame
.
A
questo
scopo
egli
si
era
appostato
vicino
al
Caffé
Marsa
,
e
nell
istante
in
cui
vi
passava
un
brigadiere
di
polizia
,
egli
diede
un
colpo
di
bastone
nelle
lastre
,
dicendo
:
Ora
conducetemi
con
voi
.
Questo
infelice
è
stato
condannato
ad
un
mese
di
carcere
e
a
25
lire
d
ammenda
.
A
Londra
ove
la
ricchezza
è
sì
grande
ma
sì
mal
divisa
,
questi
fatti
si
moltiplicano
ogni
giorno
;
la
statistica
di
coloro
che
muoiono
di
fame
ha
cifre
ancora
più
spaventose
di
quelle
delle
provincie
più
povere
.
Non
ha
guari
il
coroner
ha
fatto
un
inchiesta
sul
cadavere
di
un
uomo
chiamato
Pritchard
,
che
è
morto
di
fame
.
Il
30
novembre
il
signor
Ellis
,
che
abita
a
Bromley
,
seppe
che
una
famiglia
che
stava
in
Eggleton
road
al
n
°
28
era
nella
più
grande
miseria
.
Ellis
andò
immediatamente
alla
casa
indicata
,
bussò
più
volte
alla
porta
,
ma
nessuno
aprì
.
Pregò
i
vicini
a
chiamare
da
una
finestra
di
dentro
,
ma
invano
:
finalmente
disse
loro
di
fargli
sapere
se
qualcuno
entrava
o
usciva
dalla
casa
.
Dopo
due
giorni
un
bambino
andò
a
cercarlo
dicendogli
che
se
voleva
,
poteva
andare
al
n
°
28
in
Eggleton
road
e
gli
sarebbe
stato
aperto
.
Ellis
tenne
dietro
al
fanciullo
.
La
prima
stanza
era
vuota
e
la
divideva
da
una
camera
un
tramezzo
di
legno
sottile
e
screpolato
.
La
porta
della
cucina
era
chiusa
;
aprendola
,
Ellis
non
vide
nulla
perché
le
imposte
erano
serrate
.
Quando
si
mosse
per
cercare
una
finestra
urtò
in
qualche
cosa
che
era
per
terra
,
ma
alla
meglio
poté
aprire
e
allora
vide
un
desolante
spettacolo
.
La
sala
era
piccola
,
umida
,
fredda
,
vi
era
un
focolare
,
ma
senza
fuoco
.
Per
terra
era
disteso
un
uomo
,
e
poco
discosto
si
scorgeva
il
corpo
di
una
donna
,
in
un
angolo
v
erano
cinque
bambini
semivestiti
,
stretti
e
accasciati
sopra
una
specie
di
pagliariccio
.
Uno
di
loro
era
una
bambina
di
nove
o
dieci
anni
che
stringeva
tra
le
braccia
un
bambinello
di
dieci
mesi
.
L
Ellis
prima
di
indagare
se
era
in
mezzo
ai
morti
o
ai
vivi
,
mandò
subito
in
traccia
di
sua
moglie
,
che
corse
recando
acquavite
,
dei
cibi
e
delle
coperte
.
Essa
si
dette
attorno
per
somministrare
i
primi
soccorsi
,
mentre
il
marito
andò
a
chiamare
un
medico
;
ma
quando
tornarono
,
l
uomo
aveva
cessato
di
vivere
;
e
secondo
il
parere
del
dottore
,
la
donna
avrebbe
mandato
l
ultimo
respiro
se
tardava
un
ora
il
soccorso
.
Presto
però
la
casa
mutò
d
aspetto
mercè
le
sollecitudini
di
quelle
persone
caritatevoli
.
Fu
acceso
un
buon
fuoco
,
e
la
infelice
madre
,
messa
in
un
letto
rifatto
di
nuovo
,
dopo
alcune
ore
di
ansia
,
tornò
alla
vita
.
I
quattro
bambini
furono
condotti
all
asilo
dei
poveri
(
Workhouse
)
di
Poplar
,
e
la
bambina
rimase
con
sua
madre
.
Alle
molte
domande
che
le
furono
rivolte
rispose
:
Venerdì
mattina
papà
ci
dette
un
po
di
pane
,
ma
il
babbo
e
la
mamma
non
ne
potettero
mangiare
perché
erano
malati
,
malati
molto
.
Il
giorno
dopo
nostro
padre
era
a
sedere
nella
poltrona
,
ci
chiese
qualche
cosa
da
mangiare
,
ma
non
si
aveva
nulla
da
dargli
,
tutto
quel
che
avevamo
in
casa
era
finito
.
Egli
cominciò
a
pregare
per
noi
tutti
,
poi
si
distese
sul
pavimento
e
non
si
alzò
più
;
dormiva
senza
dubbio
.
Ciò
detto
cadde
in
delirio
e
incominciò
ad
urlare
:
Date
del
pane
al
fratellino
piccino
,
dategli
del
pane
!
Pritchard
era
un
mercante
di
zigari
.
Quando
cominciò
aveva
in
commercio
un
capitale
di
75.000
franchi
,
ma
mise
la
sua
firma
sulla
cambiale
di
un
amico
,
questi
non
pagò
ed
egli
fu
costretto
a
fallire
.
Da
quel
momento
cominciò
a
poco
a
poco
la
miseria
.
Quando
glielo
concedeva
la
salute
Pritchard
andava
a
vendere
per
le
case
una
certa
polvere
che
fabbricava
,
ma
raramente
gli
veniva
fatto
di
raccogliere
un
poco
di
denaro
.
La
povertà
aumentava
sempre
più
,
da
ultimo
si
nutriva
con
un
sol
tozzo
di
pane
che
spezzava
insieme
alla
sua
famiglia
.
Ecco
cosa
accadde
a
Londra
,
e
disgraziatamente
è
un
caso
tra
mille
.
Noi
viviamo
fortunatamente
in
una
terra
privilegiata
;
nondimeno
il
numero
di
coloro
che
soffrono
i
rigori
del
freddo
e
della
fame
,
è
abbastanza
considerevole
.
Raccogliendo
e
ponendo
sotto
gli
occhi
dei
lettori
queste
notizie
,
non
intendiamo
accennare
a
rimedi
,
ché
non
siamo
da
tanto
;
non
intendiamo
dare
eccitamenti
,
ché
ove
il
senso
di
carità
esiste
,
agisce
da
sé
e
non
esige
impulsi
o
consigli
.
Ricordiamo
soltanto
a
coloro
che
vivono
nell
agiatezza
che
vi
sono
migliaia
di
loro
simili
che
muoiono
di
freddo
e
di
fame
.
La
loro
carità
,
se
può
,
li
soccorra
.
StampaQuotidiana ,
Prima
di
tutto
,
presentiamolo
.
Il
dott
.
prof
.
Marañon
era
presidente
dell
'
Accademia
di
medicina
di
Madrid
,
biologo
di
grande
fama
per
i
suoi
lavori
sulle
glandole
endocrine
e
autore
di
un
libro
,
«
Problema
dei
sessi
»
,
molto
noto
fra
coloro
che
si
occupano
di
tali
problemi
.
Abbiamo
scritto
era
,
perché
oggi
il
prof
.
Marañon
è
fuggito
da
Madrid
e
parla
a
Parigi
sulle
colonne
del
Petit
Parisien
,
pagine
1
e
4
del
numero
che
reca
la
data
del
21
febbraio
1937
.
Il
Marañon
non
è
soltanto
uno
scienziato
,
ma
anche
un
uomo
politico
di
sinistra
,
già
deputato
alle
Cortes
,
promotore
della
legge
per
il
voto
alle
donne
e
uno
dei
fondatori
della
Repubblica
spagnola
.
Intervistato
da
un
giornalista
,
il
dott
.
Marañon
ha
parlato
come
Lerroux
ed
ha
versato
nel
seno
dell
'
intervistatore
la
più
«
dolorosa
delle
confessioni
»
e
la
più
stroncante
delle
requisitorie
contro
il
regime
rosso
di
Valencia
.
Egli
ha
recitato
un
vero
e
proprio
atto
di
contrizione
,
un
mea
culpa
in
piena
regola
.
Dopo
aver
ricordato
che
la
rivoluzione
è
stata
anche
opera
sua
,
che
essa
prese
appiglio
dal
sacrificio
di
Ferrer
e
del
giornalista
Cirva
(
ucciso
in
prigione
durante
la
rivolta
delle
Asturie
)
,
ecco
le
conclusioni
alle
quali
tale
umanitaria
rivoluzione
è
arrivata
secondo
le
parole
dello
stesso
Marañon
.
«
Voi
sapete
egli
dice
quel
che
è
avvenuto
.
Ma
io
l
'
ho
visto
.
Trentamila
Ferrer
colpevoli
di
pensare
liberamente
sono
stati
fucilati
senza
processo
.
Cinquemila
Cirva
sono
stati
uccisi
nelle
prigioni
a
colpi
di
bombe
a
mano
.
Ancora
ogni
giorno
si
assassinano
migliaia
di
uomini
e
di
donne
per
delitto
d
'
opinione
»
.
Ah
dunque
!
La
Monarchia
aveva
al
suo
passivo
,
se
così
può
dirsi
,
un
solo
Ferrer
e
un
solo
Cirva
in
un
periodo
di
anni
venti
;
la
Repubblica
di
Caballero
,
Blum
,
Avenol
,
Eden
,
ne
ha
trentacinquemila
in
sei
mesi
!
Ed
è
per
questa
mansueta
repubblica
che
fa
scorrere
il
sangue
a
fiumi
e
rimpiangere
la
Monarchia
che
non
fu
mai
in
nessun
momento
così
feroce
;
è
per
salvare
questo
delizioso
regime
che
diciotto
deputati
degli
Stati
Uniti
arcifessi
hanno
presentato
una
mozione
contro
l
'
Italia
,
la
Germania
e
il
Portogallo
.
Il
Marañon
non
è
fra
i
trentacinquemila
sacrificati
al
Moloch
degli
immortali
principi
perché
,
come
il
suo
collega
in
democrazia
Lerroux
,
è
riuscito
a
scappare
a
tempo
,
non
appena
il
giornale
di
Caballero
stampò
un
palchetto
di
questo
tenore
:
«
Se
voi
volete
conoscere
i
precedenti
del
dott
.
Gregorio
Marañon
,
cercateli
fra
i
fascisti
»
.
Il
nostro
dottore
capì
a
volo
,
e
lasciamo
che
ce
lo
dica
:
«
Era
una
sentenza
di
morte
.
È
sotto
questa
forma
che
il
foglio
ufficiale
di
Caballero
pubblica
i
suoi
ordini
di
esecuzione
.
Appena
avvertiti
,
i
carnefici
rivaleggiano
nella
celerità
!
Tutti
quelli
che
ho
veduto
così
designati
continua
Marañon
sono
stati
uccisi
alcune
ore
dopo
»
.
Marañon
si
è
salvato
grazie
all
'
attacco
di
Franco
su
Madrid
ed
alla
confusione
derivatane
tra
i
rossi
,
alla
fuga
di
Caballero
ed
all
'
ospitalità
concessagli
dall
'
Ambasciata
di
Polonia
.
Come
sia
fuggito
dalla
Spagna
,
com
'
egli
abbia
raggiunto
sano
e
salvo
Parigi
,
egli
non
narra
;
ma
,
quanto
all
'
epilogo
del
grande
cruentissimo
dramma
che
lacera
e
forse
rinnova
la
Spagna
,
Marañon
è
categorico
.
«
I
dadi
egli
dice
sono
gettati
.
La
vittoria
di
Franco
è
certa
.
Essa
riempirà
i
miei
voti
.
In
ogni
caso
i
due
regimi
non
sono
confrontabili
.
La
dittatura
di
Primo
de
Rivera
,
di
cui
ho
sofferto
,
paragonata
alla
tirannia
rossa
,
era
una
dittatura
amabile
...
»
.
Prezioso
,
per
quanto
troppo
tardivo
,
questo
riconoscimento
!
«
Una
sola
cosa
importa
grida
il
dottor
Gregorio
Marañon
ed
è
questa
:
che
la
Spagna
,
l
'
Europa
e
l
'
umanità
siano
liberate
da
un
regime
sanguinario
,
da
una
repubblica
di
assassini
che
noi
abbiamo
,
per
un
tragico
errore
,
preparato
.
Basta
!
Basta
!
Basta
!
»
.
E
chi
vincerà
?
Chi
rovescerà
questo
abietto
regime
di
autentici
,
per
quanto
democratici
,
criminali
?
Chi
?
Per
il
dott
.
Marañon
nessun
dubbio
è
ammissibile
.
«
Un
esercito
regolare
egli
proclama
finirà
sempre
per
trionfare
su
bande
irregolari
»
.
È
quello
che
,
senza
avere
inventato
le
glandole
endocrine
,
pensiamo
anche
noi
.
L
'
esercito
di
Franco
ha
vinto
sin
qui
e
vincerà
definitivamente
la
guerra
.
La
discordia
imperversa
tra
le
gerarchie
dei
rossi
.
Ogni
gruppo
è
in
armi
spiritualmente
e
materialmente
contro
l
'
altro
.
Gli
anarchici
e
i
sindacalisti
fronteggiano
i
comunisti
staliniani
,
i
quali
devono
difendersi
i
fianchi
dai
trotzkisti
.
È
solo
il
mutuo
terrore
che
li
tiene
insieme
.
I
volontari
rossi
sfuggiti
alle
esecuzioni
e
tornati
in
Francia
e
in
Inghilterra
hanno
illustrato
la
situazione
con
tinte
vividissime
e
documentazioni
inconfutabili
.
Dalla
parte
di
Franco
,
v
'
è
molta
più
disciplina
ed
entusiasmo
e
valore
.
Arriba
Espana
è
una
parola
d
'
ordine
che
tocca
nel
profondo
l
'
anima
del
popolo
spagnolo
.
I
valori
dello
spirito
,
che
sono
decisivi
,
stanno
coi
franchisti
.
Si
tratterà
di
adeguarli
ai
nuovi
tempi
,
poiché
una
vecchia
Spagna
deve
morire
,
se
veramente
si
vuole
che
una
nuova
possa
sorgere
e
vivere
!
E
ora
che
avete
inteso
il
mea
culpa
del
dott
.
Marañon
,
ora
che
lo
abbiamo
fatto
parlare
,
siamo
noi
che
ci
rivolgiamo
a
lui
per
dirgli
quel
che
pensiamo
di
lui
e
della
sua
condotta
.
E
gli
diciamo
:
Egregio
signor
professore
,
avete
voi
la
coscienza
tranquilla
?
Coloro
che
rubano
,
incendiano
,
assassinano
nella
vostra
terra
sono
i
vostri
allievi
,
quelli
che
hanno
applicato
il
vostro
vangelo
,
quelli
che
credono
di
realizzare
i
vostri
ideali
.
Poiché
l
'
incendio
minacciava
di
bruciarvi
,
e
voi
igienicamente
non
volevate
essere
uno
dei
30.000
Ferrer
o
dei
5000
Cirva
destinati
al
macello
,
ve
ne
siete
andato
,
avete
tagliato
la
corda
;
e
,
mentre
i
vostri
discepoli
uccidono
in
massa
,
voi
credete
di
alleggerire
e
disimpegnare
la
vostra
coscienza
,
urlando
che
non
per
questo
voi
avete
voluto
la
repubblica
.
Ma
che
cosa
avete
fatto
per
trattenere
il
carro
che
precipitava
sulla
china
scivolosa
del
sempre
più
rosso
?
Niente
o
quasi
.
Ecco
perché
,
se
il
vostro
lamento
ci
interessa
dal
punto
di
vita
della
documentazione
storica
e
dal
punto
di
vista
della
vostra
psicologia
,
la
vostra
condotta
di
prima
e
di
oggi
non
può
essere
che
molto
severamente
giudicata
e
condannata
.
Voi
,
uomo
di
pensiero
e
di
scienza
,
dovevate
prevedere
quale
pericolo
ci
fosse
nell
'
evocare
i
diavoli
e
dovevate
sapere
altresì
che
,
una
volta
evocati
,
è
impossibile
riaddomesticarli
.
Come
al
solito
,
voi
eravate
il
demagogo
che
non
conosceva
la
sua
gente
e
,
invece
di
educarla
,
la
corrompeva
.
L
'
ironia
della
storia
aggiunge
ora
il
suo
tocco
finale
alla
vostra
vicenda
:
voi
,
antifascista
acerrimo
,
siete
stato
salvato
dal
Fascismo
!
StampaPeriodica ,
Il
giornalismo
,
scriveva
anni
sono
Bianchi
Giovini
,
dovrebbe
cessare
dalle
parole
sterili
e
vuote
,
dalle
polemiche
inconcludenti
,
dalle
pericolose
compiacenze
delle
guerre
di
partiti
,
per
mettersi
sopra
una
via
più
dritta
e
più
efficace
,
per
toccare
dei
mali
del
paese
che
sono
molti
e
gravissimi
.
Potremmo
ripetere
oggi
queste
parole
colla
medesima
opportunità
,
anzi
con
un
opportunità
forse
maggiore
.
Sono
alcuni
giorni
che
è
comparsa
sui
giornali
francesi
una
relazione
della
Società
italiana
di
beneficenza
a
Parigi
sulla
questione
della
mendicità
dei
piccoli
italiani
nelle
città
principali
d
Europa
,
a
Londra
ed
a
Parigi
specialmente
;
relazione
che
mette
al
nudo
una
delle
piaghe
più
vergognose
del
nostro
paese
,
e
nessun
periodico
ne
ha
parlato
,
od
è
entrato
in
merito
della
questione
,
se
ne
escludiamo
la
Nazione
e
la
Gazzetta
Ufficiale
.
In
Italia
si
fa
mercato
di
fanciulli
;
pochi
lo
sanno
,
e
saranno
meravigliati
di
apprenderlo
dal
nostro
giornale
.
Ecco
in
qual
modo
principia
e
come
continua
un
traffico
che
si
basa
sull
umanità
nella
sua
forma
più
interessante
:
l
infanzia
!
Nell
Italia
meridionale
,
in
una
provincia
ricca
più
delle
altre
,
la
Basilicata
,
una
gran
parte
degli
abitanti
fanno
una
vera
industria
della
musica
e
del
vagabondaggio
.
Di
là
sono
sempre
partiti
gli
stuoli
di
fanciulli
musicanti
,
grandi
e
piccoli
,
e
che
hanno
resa
la
loro
patria
così
singolarmente
celebre
in
tutta
Europa
e
perfino
in
America
.
Cinque
o
sei
comuni
si
distinguono
sopra
tutti
per
il
numero
considerevole
dei
loro
emigranti
.
Essi
sono
quelli
di
Marsicovetere
,
Corleto
,
Laurenzano
,
Calvello
,
Piccinisco
e
Viggiano
.
Questa
emigrazione
,
che
gli
antichi
governi
del
Regno
di
Napoli
agevolavano
nello
intendimento
evidente
di
sbarazzarsi
dal
soverchio
di
una
popolazione
turbolenta
,
continua
oggidì
colla
stessa
attività
.
E
come
i
poveri
montanari
della
Savoia
e
del
Piemonte
,
cacciati
dal
freddo
,
si
recano
nelle
grandi
città
in
cerca
di
un
ricovero
e
di
un
pane
lavorando
,
i
Calabresi
si
recano
da
lontano
a
cercare
la
loro
sussistenza
col
mezzo
di
una
vergognosa
mendicità
.
Il
costume
di
mendicare
da
città
in
città
col
mezzo
di
fanciulli
ha
creato
un
traffico
che
si
effettua
scopertamente
sotto
gli
occhi
e
colla
tolleranza
delle
autorità
di
tutti
i
paesi
.
Tutti
gli
anni
,
ad
epoche
determinate
,
partono
dai
loro
villaggi
centinaia
di
fanciulli
,
dei
due
sessi
,
a
brigate
da
due
a
dieci
,
sotto
la
condotta
di
individui
che
si
dichiarano
loro
genitori
o
parenti
.
Ma
in
realtà
costoro
sono
veri
padroni
di
schiavi
perché
questi
fanciulli
vengono
loro
affittati
,
venduti
o
confidati
in
forza
di
contratti
bilaterali
scritti
,
e
che
le
due
parti
probabilmente
suppongono
regolari
,
poiché
esse
reclamano
qualchevolta
all
estero
l
assistenza
dei
consoli
onde
far
eseguire
le
clausole
reciprocamente
pattuite
.
Questi
contratti
stipulano
di
solito
l
affitto
dei
fanciulli
per
un
tempo
determinato
,
mediante
il
pagamento
di
una
somma
annua
ovvero
di
una
somma
unica
pagata
in
anticipazione
per
tutta
la
durata
del
contratto
.
I
genitori
si
liberano
in
tal
modo
dei
loro
figliuoli
per
una
somma
di
denaro
,
senza
altrimenti
preoccuparsi
della
loro
sorte
,
se
non
allora
quando
credono
di
poter
trarre
un
partito
più
vantaggioso
da
queste
miserabili
e
deboli
creature
.
Queste
bande
di
fanciulli
,
appena
uscite
dai
loro
villaggi
,
cominciano
a
mendicare
per
conto
dei
loro
padroni
,
traversano
tutta
l
Italia
seguendo
il
littorale
del
Mediterraneo
,
e
per
la
Corniche
arrivano
a
Nizza
ed
a
Marsiglia
.
Rare
volte
giungono
in
Francia
per
la
via
di
mare
,
giacché
a
Marsiglia
lo
sbarco
di
questi
mendicanti
costituisce
oggetto
di
rigorosa
sorveglianza
.
Quando
non
sono
muniti
di
passaporti
regolari
passano
attraverso
alle
Alpi
per
Briançon
.
Alle
frontiere
comincia
la
vera
tratta
dei
bianchi
.
Là
i
conduttori
li
rivendono
spesso
ad
individui
abitanti
di
Parigi
e
delle
altre
grandi
città
di
Francia
o
d
altrove
.
Smerciato
il
loro
capitale
,
i
conduttori
tornano
nella
Basilicata
a
raccogliervi
altri
fanciulli
che
fanno
viaggiare
nello
stesso
modo
coi
documenti
che
hanno
servito
pel
convoglio
antecedente
.
Ed
ecco
in
qual
modo
comincia
questa
odiosa
industria
.
Ecco
ora
in
qual
modo
essa
si
pratichi
nella
più
bella
città
del
mondo
.
Giunti
a
Parigi
questi
poveri
fanciulli
vengono
installati
alla
rinfusa
,
bambine
e
bambini
,
con
una
promiscuità
indegna
,
in
certi
alloggi
vicini
alla
piazza
Maubert
ed
al
Panthéon
.
Ciascun
mattino
questi
miserabili
pezzenti
vengono
slanciati
in
tutte
le
direzioni
alla
ricerca
del
piccolo
soldo
.
Taluna
volta
i
padroni
li
seguono
e
li
sorvegliano
da
lungi
e
vengono
a
strappar
loro
di
mano
il
prodotto
dell
elemosina
non
appena
i
donatori
si
sono
allontanati
.
Ma
l
incasso
viene
quasi
sempre
affidato
al
più
avanzato
in
età
della
piccola
banda
.
Il
padrone
preferisce
passare
la
giornata
nelle
bettole
in
compagnia
dei
suoi
pari
aspettando
pazientemente
che
i
fanciulli
rientrino
.
I
più
piccoli
sono
i
migliori
strumenti
della
industria
perché
attraggono
meglio
la
pietà
dei
passanti
,
quindi
è
che
sono
più
ricercati
dai
trafficanti
.
Il
vagabondaggio
dura
da
mattina
a
sera
.
Questi
fanciulli
vivono
di
ciò
che
la
carità
pubblica
dona
loro
in
natura
:
il
numerario
devono
consegnarlo
tutto
.
Venuta
la
sera
tornano
nel
loro
antro
,
sull
imperiale
di
un
omnibus
,
che
serve
qualche
volta
di
teatro
alle
loro
questue
.
Chi
può
reggere
alle
contrazioni
,
alle
contorsioni
,
al
riso
,
alle
lagrime
di
questi
poveri
derelitti
?
Sovente
essi
terminano
la
giornata
raccogliendo
l
obolo
dell
operaio
.
Il
testo
della
relazione
che
abbiamo
sott
occhio
aggiunge
:
Vedendo
questi
cenci
umani
circolare
per
le
contrade
di
Parigi
,
si
è
costretti
a
domandarsi
quali
motivi
mai
facciano
tollerare
,
se
non
anche
proteggere
questa
vergognosa
speculazione
.
In
questa
città
,
nella
quale
il
più
piccolo
merciaio
ambulante
paga
la
patente
,
dove
il
commissionario
delle
strade
deve
avere
un
distintivo
,
dove
nulla
si
fa
senza
permesso
,
i
soli
industrianti
di
fanciulli
sembrano
essere
fuori
delle
leggi
.
Perché
questo
favore
?
Perché
in
un
paese
che
è
alla
testa
della
civiltà
,
in
un
paese
nel
quale
il
lavoro
è
in
così
grande
onore
si
ammette
che
questo
genere
di
mendicità
formi
una
vera
corporazione
?
Sono
forse
le
leggi
che
mancano
in
simile
materia
?
Bisognerebbe
crearne
.
Ma
esse
non
mancano
.
Una
sola
basta
.
Il
disposto
del
prefetto
di
polizia
in
data
28
febbraio
1863
che
dice
all
articolo
10
:
È
espressamente
proibito
ai
saltimbanchi
,
suonatori
d
organo
,
musici
e
cantori
ambulanti
di
farsi
accompagnare
da
fanciulli
di
età
minori
di
16
anni
.
Quest
articolo
dice
tutto
,
ci
pare
,
e
noi
non
comprendiamo
come
vi
sia
ancora
a
Parigi
un
solo
fanciullo
che
chieda
l
elemosina
.
Forseché
l
amministrazione
ignora
i
fatti
di
cui
ci
occupiamo
?
No
.
Perché
essa
ha
un
servizio
speciale
di
polizia
che
si
occupa
di
questa
industria
,
e
i
nomi
dei
principali
trafficanti
le
sono
perfettamente
noti
.
I
motivi
della
tolleranza
dell
amministrazione
francese
sfuggono
dunque
compiutamente
alla
nostra
perspicacia
.
Allorquando
uno
di
questi
fanciulli
vagabondi
viene
arrestato
in
flagrante
di
vagabondaggio
,
viene
provvisoriamente
detenuto
e
ne
vien
dato
avviso
al
consolato
generale
d
Italia
.
Quasi
subito
dopo
arriva
il
padrone
che
lo
reclama
ed
al
quale
viene
immediatamente
consegnato
.
Il
momento
del
loro
arresto
è
il
più
doloroso
per
questi
fanciulli
.
Abbiamo
spesso
assistito
ad
una
vera
lotta
tra
l
astuzia
di
questi
fanciulli
e
la
forza
degli
agenti
che
ad
ogni
modo
li
trattano
con
dolcezza
.
Essi
cercano
tutti
i
mezzi
possibili
per
sfuggire
,
perché
il
loro
arresto
produce
a
carico
del
padrone
una
perdita
materiale
che
poi
bisogna
compensare
lavorando
di
più
,
oltre
ad
essere
severamente
puniti
.
Al
terzo
arresto
dello
stesso
fanciullo
,
viene
ordinata
la
sua
espulsione
dal
territorio
francese
,
e
del
suo
rimpatrio
viene
dato
avviso
al
Console
generale
italiano
che
rilascia
alla
prefettura
una
ricevuta
per
ciascun
fanciullo
.
L
espulsione
non
è
mai
seguita
da
effetto
reale
,
giacché
essi
possono
rientrare
da
un
altra
frontiera
accompagnati
da
altri
individui
,
senza
che
la
loro
identità
possa
essere
seriamente
constatata
.
Questi
mutamenti
di
nomi
e
di
padroni
si
spiegano
col
mutismo
in
cui
si
chiudono
questi
fanciulli
.
Li
abbiamo
interrogati
varie
volte
,
e
non
abbiamo
mai
potuto
averne
in
risposta
che
due
parole
:
Abito
in
piazza
Maubert
e
...
sono
di
Napoli
.
D
altronde
nulla
li
obbliga
a
tornare
a
Parigi
immediatamente
:
il
campo
della
industria
a
cui
servono
è
vasto
come
il
mondo
,
e
i
miserabili
che
se
ne
valgono
possono
scambiarli
,
rivenderli
,
o
spedirli
a
Londra
fra
le
bande
che
vi
formicolano
.
Tale
è
la
sorte
di
questa
meschina
popolazione
.
La
società
italiana
,
aiutata
in
ciò
possentemente
dal
Ministro
d
Italia
,
finirà
coll
ottenere
dal
Governo
francese
la
esecuzione
severa
delle
misure
adatte
a
reprimere
l
industria
nella
città
di
Parigi
e
nella
Francia
.
Ma
perché
il
male
sparisca
compiutamente
,
bisogna
colpirlo
alla
radice
,
cioè
là
dove
esso
germoglia
in
modo
incosciente
,
nello
spirito
degli
abitanti
della
Calabria
che
vendono
i
loro
fanciulli
come
vendono
i
prodotti
del
loro
suolo
.
È
in
Italia
che
deve
farsi
il
maggior
sforzo
per
sopprimere
una
industria
che
la
oltraggia
.
Bisogna
che
i
nostri
compatrioti
riconoscano
che
si
tratta
in
una
volta
di
una
quistione
d
umanità
e
di
amor
patrio
;
che
essi
sappiano
il
deplorabile
effetto
di
questi
cenci
all
estero
a
disonore
del
loro
paese
.
Non
vi
sono
piccole
cause
senza
effetto
.
I
piccoli
mendicanti
che
gironzano
per
l
Europa
perpetuano
il
pregiudizio
che
fa
dell
Italia
una
nazione
accidiosa
!
L
Italia
sa
che
per
ingrandire
nelle
opinioni
dei
popoli
essa
non
deve
trascurar
nulla
;
essa
pertanto
comprenderà
la
nostra
conchiusione
.
All
Italia
divisa
,
senza
libertà
,
senza
lavoro
,
molto
poteva
condonarsi
.
All
Italia
unita
,
che
tende
a
farsi
industriosa
,
che
ha
bisogno
di
sviluppare
le
ricchezze
del
suo
suolo
e
del
suo
genio
,
l
Europa
ha
diritto
di
dire
:
Provvedete
ai
vostri
poveri
,
se
ne
avete
!
Fatene
degli
uomini
.
Essi
non
vi
saranno
di
troppo
!
StampaPeriodica ,
Dal
senatore
Giovanni
Gentile
,
che
è
l
'
unico
interprete
autorizzato
del
pensiero
di
Farinacci
,
riceviamo
la
seguente
lettera
:
Caro
Becco
Giallo
,
Da
qualche
tempo
,
sovraccarico
di
cure
soloniche
ed
enciclopediche
,
ho
trascurato
di
confortare
con
nuove
prove
la
mia
tesi
storica
,
accolta
con
tanto
favore
da
cotesto
giornale
,
della
diretta
filiazione
del
fascismo
dal
Risorgimento
italiano
.
Non
si
creda
però
che
io
l
'
abbia
abbandonata
:
anzi
,
a
nuova
conferma
,
mi
si
consenta
di
illustrare
con
testi
del
Risorgimento
la
recente
proposta
dell
'
on
.
Farinacci
,
che
si
drizzino
finalmente
le
forche
nelle
piazze
d
'
Italia
.
Il
testo
principale
è
un
'
ode
di
Vittorio
Zubriani
,
dal
titolo
"
Inno
al
canape
.
"
In
coscienza
,
non
potei
sostenere
che
Farinacci
ne
fosse
già
a
conoscenza
quando
lanciava
la
sua
proposta
;
ma
i
genii
mistici
di
questa
nostra
età
profondamente
religiosa
hanno
chi
la
virtù
profetica
(
come
Michelino
Bianchi
)
,
chi
la
divinazione
(
come
Farinacci
)
.
Ed
ecco
,
senz
'
altri
preamboli
il
nocciolo
dell
'
inno
:
Pugna
il
filantropo
pei
disumani
e
contro
l
'
uman
genere
,
coi
sofismi
scalzando
il
patibolo
pietra
angolare
del
civil
consorzio
,
baluardo
dei
Regni
in
pericolo
,
altar
de
la
giustizia
.
Mannaia
e
canape
,
sommi
argomenti
,
in
piedi
e
in
auge
serbano
leggi
e
costumi
...
Si
noti
:
mannaia
e
canape
:
invece
il
nostro
Farinacci
si
accontenta
del
solo
canape
;
ma
c
'
è
posto
per
gli
ulteriori
sviluppi
della
rivoluzione
.
E
gustate
questo
impeto
lirico
,
che
sa
d
'
Imbriani
,
assai
più
che
di
Carducci
,
il
poeta
commosso
della
storia
:
O
ferrei
spiriti
d
'
un
tempo
!
o
degni
esempli
!
o
sante
storie
!
Carlo
Quinto
a
le
forche
sberrettasi
...
Ed
ecco
un
gentile
episodio
:
Vuotar
le
carceri
solean
d
'
ospiti
i
papi
,
incoronandosi
.
Sisto
impone
che
,
invece
,
ne
impicchino
Quattro
a
Montecitorio
e
quattro
al
Popolo
,
mentre
il
rito
in
San
Pietro
si
celebra
:
arra
dei
suoi
propositi
.
Donde
segue
l
'
ammaestramento
:
Quest
'
egro
popolo
chirurgi
vuol
che
trattin
franco
il
bisturi
!
Né
quaterne
,
rinvilii
,
spettacoli
ad
ufo
,
imposte
miti
,
alti
salarii
ama
e
brama
al
par
d
'
aspra
giustizia
,
che
il
freni
e
che
l
'
emancipi
.
Prospera
,
o
canape
,
ricchezza
nostra
!
incarirai
!
Pronunzia
del
cancan
demagogico
il
termine
lo
stesso
apogeo
suo
...
Ilare
semini
canape
il
contadino
,
allegra
l
'
avola
fili
;
e
tessa
giuliva
la
giovane
;
lavori
lieto
il
funaiuol
;
preparino
,
conscie
braccia
del
fato
,
a
'
colpevoli
il
capestro
e
il
sudario
.
Ho
trascelto
gli
squarci
più
espressivi
;
ma
chi
desideri
conoscere
l
'
ode
integralmente
,
la
troverà
in
"
Studi
letterari
e
bizzarrie
satiriche
"
dell
'
Imbriani
,
a
cura
di
Benedetto
Croce
(
di
quel
Benedetto
Croce
che
ora
fa
l
'
antifascista
,
mentre
ha
preparato
finanche
i
sacri
testi
dell
'
era
nuova
!
)
.
Giovanni
Gentile