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ProsaGiuridica ,
VITTORIO EMANUELE III PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE RE D ' ITALIA VISTE LE LEGGI 7 LUGLIO 1907 , N . 429 E 13 APRILE 1911 , N . 310 RIGUARDANTI L ' ORDINAMENTO DELLE FERROVIE NON CONCESSE AD IMPRESE PRIVATE ; VISTO IL R . DECRETO N . 1447 , IN DATA 9 MAGGIO 1912 , COL QUALE VENNE APPROVATO IL TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI DI LEGGE PER LE FERROVIE AFFIDATE ALL ' INDUSTRIA PRIVATA , LE TRAMVIE A TRAZIONE MECCANICA E GLI AUTOMOBILI ; VISTO IL R . DECRETO 13 APRILE 1911 , N . 374 , CHE APPROVA IL REGOLAMENTO SULLE DISPENSE DALLE CHIAMATE ALLE ARMI DEI MILITARI IN CONGEDO ILLIMITATO CHE COPRONO DETERMINATI IMPIEGHI O SI TROVINO IN POSIZIONI SPECIALI ; VISTO IL R . DECRETO IN DATA 21 FEBBRAIO 1907 , N . 119 CHE APPROVA IL REGOLAMENTO PER L ' ESECUZIONE DEI GRANDI TRASPORTI MILITARI ; VISTO CHE NEL REGOLAMENTO PREDETTO DOVREBBERO INTRODURSI NUMEROSE VARIANTI DOVUTE , SPECIALMENTE , A MODIFICAZIONI GIÀ AVVENUTE PER LE LEGGI ED IL REGOLAMENTO PRECITATI NONCHÉ PER ISTRUZIONI AVENTI ATTINENZA CON LA MATERIA ; VISTA LA CONVENIENZA DI PROCEDERE PERCIÒ ALLA RICOMPILAZIONE DI ESSO ; SENTITO IL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO ; UDITO IL CONSIGLIO DEI MINISTRI ; SULLA PROPOSTA DEI NOSTRI MINISTRI , SEGRETARI DI STATO PER GLI AFFARI DELLA GUERRA , DELLA MARINA E DEI LAVORI PUBBLICI ; ABBIAMO DECRETATO E DECRETIAMO : ART . 1 . È APPROVATO L ' ANNESSO REGOLAMENTO PER L ' ESECUZIONE DEI GRANDI TRASPORTI MILITARI , FIRMATO , D ' ORDINE NOSTRO , DAI PREDETTI MINISTRI DELLA GUERRA , DELLA MARINA E DEI LAVORI PUBBLICI . ART . 2 . RIMANE ABROGATO IL REGOLAMENTO APPROVATO COL R . DECRETO 21 FEBBRAIO 1907 E RIMANGONO DEL PARI ABROGATE TUTTE LE DISPOSIZIONI IN VIGORE IN QUANTO SIANO CONTRARIE ALL ' ANNESSO REGOLAMENTO . ORDINIAMO CHE IL PRESENTE DECRETO , MUNITO DEL SIGILLO DELLO STATO , SIA INSERTO NELLA RACCOLTA UFFICIALE DELLE LEGGI E DEI DECRETI DEL REGNO D ' ITALIA , MANDANDO A CHIUNQUE SPETTI DI OSSERVARLO E DI FARLO OSSERVARE . DATO A ROMA , ADDÌ 15 APRILE 1915 VITTORIO EMANUELE SALANDRA - ZUPELLI - VIALE - CIUFFELLI . LUOGO DEL SIGILLO . V . IL GUARDASIGILLI : ORLANDO . REGISTRATO ALLA CORTE DEI CONTI , ADDÌ 24 APRILE 1915 . REG . 115 . ATTI DEL GOVERNO A F . 22 . A . RUGGERI . Annesso A REGOLAMENTO PER L ' ESECUZIONE DEI GRANDI TRASPORTI MILITARI . CAPO I . STUDI PREPARATORI IN TEMPO DI PACE . ART . 1 . PRESSO IL COMANDO DEL CORPO DI STATO MAGGIORE È ISTITUITA UNA COMMISSIONE MISTA PERMANENTE TECNICO - MILITARE , CHE PRENDE IL NOME DI _ COMMISSIONE CENTRALE PER I TRASPORTI MILITARI IN FERROVIA _ ED È INCARICATA DI STUDIARE E PREORDINARE L ' UTILIZZAZIONE DEI MEZZI NECESSARI PER L ' ESECUZIONE DEI GRANDI TRASPORTI MILITARI IN CASO DI GUERRA . ART . 2 . LA PREDETTA COMMISSIONE CENTRALE È COMPOSTA COME SEGUE : PRESIDENTE : L ' UFFICIALE GENERALE ADDETTO AL COMANDO DEL CORPO DI STATO MAGGIORE , CAPO DEL RIPARTO INTENDENZA ; MEMBRI : IL CAPO DELL ' UFFICIO TRASPORTI DEL COMANDO DEL CORPO DI STATO MAGGIORE , I COMMISSARI MILITARI PER LE STRADE FERRATE DEL REGNO , UN DELEGATO DEL MINISTERO DELLA GUERRA , DUE DELEGATI DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI , I CAPI , O CHI PER ESSI , DEI SERVIZI MOVIMENTO , LAVORI , TRAZIONE , VEICOLI E COSTRUZIONI DELLE FERROVIE DELLO STATO ASSISTITI DA UN FUNZIONARIO DEL RISPETTIVO SERVIZIO , I CAPI , O CHI PER ESSI , DELLE DIREZIONI COMPARTIMENTALI D ' ESERCIZIO DELLE FERROVIE DELLO STATO , IL CAPO ED IL SOTTOCAPO DELL ' UFFICIO TECNICO - FERROVIARIO ISTITUITO PRESSO IL COMANDO DEL CORPO DI STATO MAGGIORE ; SEGRETARIO : UN UFFICIALE DELL ' UFFICIO TRASPORTI . ART . 3 . LE VARIE AMMINISTRAZIONI INTERESSATE COMUNICHERANNO AL COMANDO DEL CORPO DI STATO MAGGIORE I NOMI DEI LORO FUNZIONARI DESTINATI A RAPPRESENTARLE NELLA COMMISSIONE CENTRALE SUDDETTA . AI FUNZIONARI DELL ' AMMINISTRAZIONE FERROVIARIA LA DIREZIONE GENERALE DELLE FERROVIE DELLO STATO DELEGHERÀ PIENI POTERI PER ACCETTARE LE CONCLUSIONI DELLA COMMISSIONE STESSA . ART . 4 . LA COMMISSIONE CENTRALE PEI TRASPORTI MILITARI IN FERROVIA SARÀ CONVOCATA , SECONDO I BISOGNI , DAL SUO PRESIDENTE , SECONDO GLI ORDINI DEL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL ' ESERCITO . LA COMMISSIONE CENTRALE DEVE ESSENZIALMENTE PRONUNZIARSI INTORNO ALLA ESEGUIBILITÀ DEI PROGETTI DEI TRASPORTI DI MOBILITAZIONE E RADUNATA DELL ' ESERCITO , ED È ANCHE CHIAMATA A TRATTARE TUTTE LE QUESTIONI RELATIVE A PROVVEDIMENTI , LAVORI E DISPOSIZIONI RICHIESTI NELL ' INTERESSE DEI TRASPORTI MILITARI . GLI ORDINI DI CONVOCAZIONE DEI FUNZIONARI CIVILI DELLA COMMISSIONE SARANNO LORO FATTI PERVENIRE PER IL TRAMITE DELLE RISPETTIVE AMMINISTRAZIONI . ART . 5 . IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CENTRALE PER I TRASPORTI MILITARI IN FERROVIA POTRÀ , OGNIQUALVOLTA TRATTISI DI STUDIARE O PREPARARE DISPOSIZIONI PER MOVIMENTI CHE NON INTERESSANO TUTTA LA RETE FERROVIARIA DEL REGNO , CONVOCARE UNA PARTE SOLTANTO DELLA COMMISSIONE STESSA . QUESTE RIUNIONI PARZIALI DELLA COMMISSIONE POTRANNO ESSERE TENUTE SIA PRESSO IL COMANDO DEL CORPO DI STATO MAGGIORE , SIA PRESSO LA SEDE DI UNO DEI COMPARTIMENTI FERROVIARI INTERESSATI . A QUESTE RIUNIONI PARZIALI SARANNO SEMPRE INVITATI I DELEGATI DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI . ART . 6 . LA COMMISSIONE CENTRALE POTRÀ , QUANDO OCCORRA PER STUDI O PER INFORMAZIONI , CHIAMARE NEL SUO SENO GLI UFFICIALI DI STATO MAGGIORE ADDETTI ALL ' UFFICIO TRASPORTI . ESSA POTRÀ PURE , ALLO STESSO SCOPO , CHIAMARE NEL SUO SENO , PER IL TRAMITE DEL MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI , I DIRETTORI DI RETI FERROVIARIE MINORI O DI SINGOLE LINEE . ART . 7 . IN CASO D ' URGENZA , SE QUALCUNO DEI MEMBRI DELLA COMMISSIONE NON POTESSE INTERVENIRE AD UNA DATA CONVOCAZIONE , LA RISPETTIVA AMMINISTRAZIONE PROVVEDERÀ INVIANDO UN SURROGANTE . CAPO II . ESECUZIONE DEI GRANDI TRASPORTI GENERALITÀ . ART . 8 . DURANTE LA MOBILITAZIONE E DURANTE LA GUERRA IL COMANDO SUPREMO DELL ' ESERCITO HA IL DIRITTO DI STABILIRE SPECIALI NORME DI SERVIZIO FERROVIARIO TANTO PER I TRASPORTI MILITARI QUANTO PER QUELLI DEL PUBBLICO . TALI NORME , DA NOTIFICARSI IN TEMPO ALLE AMMINISTRAZIONI FERROVIARIE PER LA LORO ATTUAZIONE , DOVRANNO ESSERE OSSERVATE DAL PUBBLICO E DALLE AUTORITÀ DI OGNI SPECIE . ART . 9 . I TRASPORTI MILITARI PREDETTI SI POSSONO DISTINGUERE IN : TRASPORTI PER LA MOBILITAZIONE E LA RADUNATA , E IN TRASPORTI DOPO ULTIMATA LA RADUNATA . CAPO III . TRASPORTI PER LA MOBILITAZIONE E LA RADUNATA DELL ' ES ERCITO COSTITUZIONE E ATTRIBUZIONI DELLA DIREZIONE DEI TRASPORTI . ART . 10 . ALL ' ATTO DELLA MOBILITAZIONE DELL ' ESERCITO VIENE COSTITUITA LA DIREZIONE DEI TRASPORTI . ESSA È COMPOSTA DEL DIRETTORE DEI TRASPORTI , CHE È IL CAPO DELL ' UFFICIO TRASPORTI PRESSO IL COMANDO DEL CORPO DI STATO MAGGIORE , E DEGLI UFFICIALI DESIGNATI DAL BOLLETTINO DI MOBILITAZIONE ( PARTE II ) , NONCHÉ DI UN UFFICIALE DELEGATO DAL MINISTERO DELLA MARINA QUALE SUO RAPPRESENTANTE PRESSO LA DIREZIONE STESSA . ALLA DIREZIONE DEI TRASPORTI VERRANNO , PER CIÒ CHE RIGUARDA I TRASPORTI PER FERROVIA , AGGIUNTI , OLTRECHÈ I FUNZIONARI A CIÒ DESIGNATI APPARTENENTI ALL ' UFFICIO TECNICO FERROVIARIO CHE , IN TEMPO DI PACE , FA PARTE DELL ' UFFICIO TRASPORTI PRESSO IL COMANDO DEL CORPO DI STATO MAGGIORE , ANCHE ALCUNI ALTRI FUNZIONARI DI GRADO SUPERIORE PEI SERVIZI MOVIMENTO , LAVORI , TRAZIONE E VEICOLI , COADIUVATI DAL PERSONALE TECNICO CHE LORO POTESSE OCCORRERE , FORNITI DALL ' AMMINISTRAZIONE DELLE FERROVIE DELLO STATO . ART . 11 . DURANTE IL PERIODO DELLA MOBILITAZIONE E DELLA RADUNATA , LA DIREZIONE DEI TRASPORTI RISIEDERÀ ALLA CAPITALE , RESTANDO ALLA DIPENDENZA DELL ' INTENDENZA GENERALE . ART . 12 . LA DIREZIONE DEI TRASPORTI STABILISCE LE NORME DI SERVIZIO DI CUI AL PRECEDENTE N . 8 , IN BASE ALLE QUALI RICHIEDE ALLE AMMINISTRAZIONI FERROVIARIE L ' ESECUZIONE DI TUTTI I MOVIMENTI MILITARI , SIANO O NO PREORDINATI . LE AMMINISTRAZIONI FERROVIARIE SONO TENUTE AD ADERIRE PRONTAMENTE , E CON TUTTI I MEZZI DI CUI DISPONGONO , ALLE RICHIESTE , E ALLE PRESCRIZIONI DELLA DIREZIONE DEI TRASPORTI COMUNICATE DIRETTAMENTE O PER MEZZO DEGLI ORGANI CHE NE DIPENDONO . ART . 13 . PER TUTTI I TRASPORTI CHE ESORBITASSERO DALLA RISPETTIVA COMPETENZA E PEI QUALI NON FOSSE PROVVEDUTO CON APPOSITO ORDINE DI MOVIMENTO , LE AUTORITÀ MILITARI SI RIVOLGERANNO , IN BASE ALLE NORME VIGENTI , ALLA DIREZIONE DEI TRASPORTI O AGLI ORGANI CHE DA ESSA DIPENDONO . ALLA STESSA DIREZIONE , O AGLI ORGANI DIPENDENTI , DOVRÀ PURE RIVOLGERSI OGNI ALTRA AUTORITÀ CUI ABBISOGNASSE DI FAR ESEGUIRE NOTEVOLI TRASPORTI FERROVIARI . ART . 14 . LA DIREZIONE DEI TRASPORTI DECIDE SU QUALI LINEE ED IN QUAL MOMENTO DEBBA PORSI IN VIGORE L ' ORARIO MILITARE ; DETERMINA IN QUALE MISURA , IN TUTTA L ' ESTENSIONE DEL REGNO , SI POSSANO LASCIARE TRENI A DISPOSIZIONE DEL PUBBLICO E QUALI , ED INDICA IN QUAL MODO DEBBA ESSERE RIPARTITO IL MATERIALE MOBILE DI TUTTE LE RETI FERROVIARIE NAZIONALI . ART . 15 . L ' ESERCIZIO DELLE LINEE SULLE QUALI NON È IN VIGORE L ' ORARIO MILITARE RIMANE REGOLATO DALL ' ORARIO ORDINARIO , IN QUANTO LO CONSENTA L ' APPLICAZIONE DELLE DISPOSIZIONI DI CUI AGLI ARTICOLI PRECEDENTI . LA DIREZIONE DEI TRASPORTI POTRÀ PERÒ RICHIEDERE ALLE AMMINISTRAZIONI FERROVIARIE CHE PARTE OD ANCHE TUTTI I TRENI DELL ' ORARIO ORDINARIO SIANO UTILIZZATI PER USO MILITARE , E COSÌ PURE CHE SIA MODIFICATO L ' ORARIO STESSO E SIA POSTO AL SERVIZIO DELL ' ESERCITO TUTTO IL MATERIALE DELLE LINEE ANZIDETTE , COMPRESO QUELLO DELLE SOCIETÀ MINORI . ART . 16 . PEI LAVORI PIÙ URGENTI CHE SI DOVESSERO ESEGUIRE IN ALCUNE STAZIONI O SU ALCUNE LINEE , OLTRE A TUTTE LE RISORSE IN PERSONALE ED IN MATERIALE CHE , ENTRO I LIMITI DEL POSSIBILE , DOVRANNO ESSERE FORNITE DALLE AMMINISTRAZIONI FERROVIARIE , SARANNO ADOPERATE LE COMPAGNIE FERROVIERI E , SE OCCORRA , SARANNO IMPIEGATI EVENTUALI DISTACCAMENTI DI TRUPPA . SEZIONE I . COMMISSIONI MILITARI DI LINEA . ART . 17 . PURE ALL ' ATTO DELLA MOBILITAZIONE VERRANNO COMPLETATE , OCCORRENDO , LE COMMISSIONI MILITARI DI LINEA , ESISTENTI FIN DAL TEMPO DI PACE , E NE VERRANNO COSTITUITE ALTRE SECONDO DISPOSIZIONI EMANATE PURE FIN DAL TEMPO DI PACE . A TALI COMMISSIONI LA DIREZIONE TRASPORTI MANDERÀ I SUOI ORDINI PER TUTTO QUANTO RIFLETTE I MOVIMENTI DA ESEGUIRE . PEI TRASPORTI NELL ' INTERNO DELLA SICILIA SI COSTITUIRÀ APPOSITA COMMISSIONE MILITARE DI LINEA PRESSO LA DIREZIONE COMPARTIMENTALE DI ESERCIZIO DI PALERMO , E PER QUELLI NELL ' INTERNO DELLA SARDEGNA SI COSTITUIRÀ ANALOGA COMMISSIONE IN CAGLIARI , PRESSO IL CIRCOLO D ' ISPEZIONE DELL ' UFFICIO SPECIALE PER LE FERROVIE . ART . 18 . OGNI COMMISSIONE MILITARE DI LINEA SARÀ COMPOSTA DI UN UFFICIALE , PREFERIBILMENTE COMMISSARIO MILITARE PER LE STRADE FERRATE ( CAPO ) , E DI ALTRI UFFICIALI , COME È DETTO IN SEGUITO . AD ESSA È AGGIUNTO , COME CONSULENTE , IL CAPO COMPARTIMENTO LOCALE DELLE FERROVIE DELLO STATO OD UN SUO RAPPRESENTANTE . ALLE COMMISSIONI , NELLA CUI GIURISDIZIONE ESISTONO IMPORTANTI FERROVIE SECONDARIE , SARÀ AGGREGATO , OVE OCCORRA , UN FUNZIONARIO DEL LOCALE R . CIRCOLO D ' ISPEZIONE PER LE FERROVIE . LE COMMISSIONI MILITARI DI LINEA SI TERRANNO IN CONTINUA ED IMMEDIATA RELAZIONE CON LE AUTORITÀ FERROVIARIE CUI SPETTA DISPORRE PER I PRESCRITTI MOVIMENTI , VEGLIANDO SULLA LORO ESATTA E PUNTUALE ESECUZIONE . ART . 19 . LE DIREZIONI DELLE FERROVIE SECONDARIE INCLUSE NELLA RETE DIPENDENTE DA CIASCUNA COMMISSIONE MILITARE DI LINEA ED IMPEGNATE NEL MOVIMENTO , DIETRO INVITO DELLA DIREZIONE DEI TRASPORTI , METTERANNO A DISPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE STESSA UN PROPRIO RAPPRESENTANTE SIA PER FORNIRE NOTIZIE E CHIARIMENTI , SIA PER LA DIRAMAZIONE DEGLI ORDINI CHE SI DOVESSERO DARE PEI TRASPORTI SU DETTE LINEE . ART . 20 . A DISPOSIZIONE DELLE COMMISSIONI MILITARI DI LINEA , E ALLA DIRETTA DIPENDENZA DI ESSE , SARANNO MESSI GLI UFFICIALI DESIGNATI DAL BOLLETTINO DI MOBILITAZIONE ( PARTE II ) . ART . 21 . LE COMMISSIONI MILITARI DI LINEA FANNO ESEGUIRE DAGLI ORGANI FERROVIARI COMPETENTI QUANTO VIENE PRESCRITTO DALLA DIREZIONE DEI TRASPORTI . D ' ACCORDO COLLE DIREZIONI COMPARTIMENTALI D ' ESERCIZIO , PROVVEDONO INOLTRE AI TRASPORTI DI PROPRIA COMPETENZA E A RIMEDIARE ALLE ANORMALITÀ CHE POSSONO VERIFICARSI NEL CARICO , NELLO SCARICO E NEI VIAGGI DELLE TRUPPE . NEL CASO , PERÒ , CHE SIA STATO NECESSARIO APPORTARE VARIANTI A VIAGGI PREDISPOSTI DALLA DIREZIONE DEI TRASPORTI , NE RIFERISCONO ALLA DIREZIONE STESSA . COSÌ PURE LA INFORMANO DI TUTTI I PROVVEDIMENTI IMPORTANTI PRESI NEI CASI D ' URGENZA PER ASSICURARE IL REGOLARE ANDAMENTO DEI TRASPORTI MILITARI . SEZIONE II . COMANDI DI STAZIONE FERROVIARIA . ART . 22 . I COMANDI DI STAZIONE FERROVIARIA ESISTONO FIN DAL TEMPO DI PACE O VENGONO COSTITUITI ALL ' ATTO DELLA MOBILITAZIONE SECONDO NORME PRESTABILITE , OVVERO IN SEGUITO PER SODDISFARE NUOVE ESIGENZE . DIPENDONO DALLE COMMISSIONI MILITARI DI LINEA . LA LORO CLASSE È IN RELAZIONE COLL ' IMPORTANZA DELLA STAZIONE CUI SONO PREPOSTI . LE RICHIESTE DEL PERSONALE PER COSTITUIRE NUOVI COMANDI OLTRE QUELLI PREVISTI O PER RIPIANARE VACANZE PRODOTTESI NEI COMANDI ESISTENTI , SONO , QUANDO OCCORRA , RIVOLTE ALL ' AUTORITÀ MILITARE SUPERIORE DELLA ZONA IN CUI TROVASI LA STAZIONE , DALLA DIREZIONE DEI TRASPORTI O DALLE COMMISSIONI MILITARI DI LINEA INTERESSATE . ART . 23 . I DOVERI DEI COMANDANTI DI STAZIONE SONO PARTICOLAREGGIATAMENTE INDICATI DAL SERVIZIO IN GUERRA , PARTE II . TALI DOVERI CONSISTONO ESSENZIALMENTE : A ) NEL PRENDERE , PER QUANTO RIGUARDA IL SERVIZIO DELLA RISPETTIVA STAZIONE , TUTTE LE NECESSARIE DISPOSIZIONI DI CARATTERE MILITARE AFFINCHÉ I TRASPORTI MILITARI D ' OGNI GENERE , COMPRESI QUELLI DI TRUPPE E MATERIALI DELLA R . MARINA , DELLA R . GUARDIA DI FINANZA , DELLA CROCE ROSSA E DEL S . O . M . DI MALTA SI EFFETTUINO COLLA MASSIMA REGOLARITÀ , IN BASE AGLI ORDINI E ALLE DISPOSIZIONI EMANATE DALLE COMMISSIONI MILITARI DI LINEA O DALLA DIREZIONE DEI TRASPORTI ; B ) NEL PROVVEDERE AI BISOGNI DELLA TRUPPA IN VIAGGIO , RIVOLGENDOSI , PER QUANTO OCCORRA , AL COMANDO DEL PRESIDIO , GIUSTA LE DISPOSIZIONI DEL SERVIZIO IN GUERRA PREDETTO ; C ) NELL ' INFORMARE SUBITO , E COL PIÙ RAPIDO MEZZO , LA COMMISSIONE DI LINEA DA CUI DIPENDONO , O , NEI CASI URGENTI , ANCHE LA DIREZIONE DEI TRASPORTI , DELLE ANORMALITÀ CHE POTESSERO VERIFICARSI NELL ' ESEGUIMENTO DEI TRASPORTI . CAPO IV . TRASPORTI A RADUNATA ULTIMATA DIREZIONE DEI TRASPORTI E SUA DELEGAZIONE . ART . 24 . APPENA FINITA LA MOBILITAZIONE E LA RADUNATA DELL ' ESERCITO , LA DIREZIONE DEI TRASPORTI SI RECA PRESSO IL QUARTIER GENERALE DELL ' INTENDENZA GENERALE , NELLA FORMAZIONE INDICATA DAL TOMO I DELLA ISTRUZIONE PER LA MOBILITAZIONE , LASCIANDO ALLA CAPITALE UNA SUA DELEGAZIONE , INCARICATA DI RAPPRESENTARLA PRESSO LE AMMINISTRAZIONI FERROVIARIE IN TUTTO CIÒ CUI NON PROVVEDA DIRETTAMENTE ESSA DIREZIONE , CON SPECIALE RIFERIMENTO ALLA ZONA FERROVIARIA INTERNA CUI SI ACCENNA PIÙ AVANTI . FANNO PARTE DI TALE DELEGAZIONE UN UFFICIALE SUPERIORE IN QUALITÀ DI CAPO , ALCUNI UFFICIALI INFERIORI , UN CERTO NUMERO DI FUNZIONARI DELLE FERROVIE DELLO STATO E L ' UFFICIALE DELEGATO A RAPPRESENTARE IL MINISTERO DELLA MARINA , DI CUI AL PRECEDENTE $ T 10 . ART . 25 . LA DIREZIONE DEI TRASPORTI , IN BASE AGLI ORDINI DEL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL ' ESERCITO E DELL ' INTENDENTE GENERALE , PROVVEDE AL SERVIZIO DEI TRASPORTI SULLE LINEE FERROVIARIE ED ACQUEE . ESSA , OLTRE ALLA DELEGAZIONE PREDETTA , CONTINUA AD AVERE ALLA SUA DIPENDENZA LE COMMISSIONI MILITARI DI LINEA , I COMANDI MILITARI DI STAZIONE , ED , EVENTUALMENTE , LA COMMISSIONE FLUVIALE E I COMANDI LOCALI FLUVIALI . METTE POI A DISPOSIZIONE DI CIASCUNA INTENDENZA D ' ARMATA UN PROPRIO UFFICIALE COL COMPITO DI RICEVERE E COORDINARE LE RICHIESTE DI TRASPORTI , DI CONCORRERE AD ASSICURARNE L ' ESECUZIONE , DI FACILITARE IN GENERE LE RELAZIONI FRA LA RISPETTIVA INTENDENZA E LA DIREZIONE . PER QUANTO RIGUARDA LE LINEE FERROVIARIE LA DIREZIONE DEI TRASPORTI PROVVEDE A : a ) DEFINIRE D ' ACCORDO COLLE AMMINISTRAZIONI FERROVIARIE SU QUALI LINEE DEBBA CONTINUARE AD AVER VIGORE L ' ORARIO MILITARE E SU QUAL ALTRE POSSA , GRADUALMENTE O SIMULTANEAMENTE , RIATTIVARSI L ' ORARIO ORDINARIO E RISTABILIRSI IL REGIME NORMALE PEL PUBBLICO ; b ) DESIGNARE LE STAZIONI DI TRANSITO FERROVIARIO MILITARE , QUELLE STAZIONI CIOÈ CHE COSTITUISCONO L ' ALLACCIAMENTO FRA LA PARTE DI RETE SU CUI VIGE L ' ORARIO ORDINARIO , DETTA ZONA FERROVIARIA INTERNA , E QUELLA SU CUI CONTINUA AD AVER VIGORE L ' ORARIO MILITARE , DETTA ZONA FERROVIARIA MILITARE ; c ) STABILIRE , D ' ACCORDO COLLE INTENDENZE DELLE ARMATE E COL SERVIZIO DELLE TAPPE , LE STAZIONI TESTA DI LINEA FERROVIARIA PER LE SINGOLE ARMATE ; LE STAZIONI ESTREME , CIOÈ , CUI SULLE SINGOLE LINEE E VERSO LE TRUPPE GIUNGE IL SERVIZIO FERROVIARIO E CHE COSTITUISCONO QUINDI I PUNTI D ' ALLACCIAMENTO DI QUESTO COL SERVIZIO PER VIA ORDINARIA ; d ) DETERMINARE , D ' ACCORDO COLLE INTENDENZE DI ARMATA , QUELLE ALTRE STAZIONI DA CUI POSSA FARSI SERVIZIO DI RIFORNIMENTO E DI SGOMBERO O DOVE DEBBANSI ISTITUIRE DEPOSITI DI MUNIZIONI DA GUERRA , VETTOVAGLIE O MATERIALI . ART . 26 . SULLA ZONA FERROVIARIA MILITARE HA COMPETENTE IMMEDIATA GIURISDIZIONE LA DIREZIONE DEI TRASPORTI ; SULLA ZONA FERROVIARIA INTERNA L ' AZIONE DELLA DIREZIONE DEI TRASPORTI SI ESPLICA , DI MASSIMA , PER MEZZO DELLA DELEGAZIONE DI CUI AL PRECEDENTE $ T 24 . I TRASPORTI CHE PASSANO DALL ' UNA ALL ' ALTRA ZONA SONO , DI MASSIMA , REGOLATI DALLA DIREZIONE DEI TRASPORTI . ART . 27 . LE RICHIESTE DEL MATERIALE FERROVIARIO OCCORRENTE AI TRASPORTI MILITARI POSSONO ESSERE FATTE , SECONDO I CASI , DALLA DIREZIONE TRASPORTI , DALLA DELEGAZIONE DI ROMA O DALLE COMMISSIONI MILITARI DI LINEA ALLE AMMINISTRAZIONI FERROVIARIE , LE QUALI SONO TENUTE A CORRISPONDERVI . ART . 28 . QUALORA , PER ISCOPI AVENTI STRETTO RAPPORTO COLLE OPERAZIONI MILITARI , OCCORRESSERO MOVIMENTI STRAORDINARI DI GRANDI UNITÀ DI GUERRA ( TRASPORTI STRATEGICI ) , LA DIREZIONE DEI TRASPORTI NE DARÀ IN TEMPO PARTECIPAZIONE ALLE AMMINISTRAZIONI FERROVIARIE , INDICANDO POSSIBILMENTE SU QUALI LINEE DOVRANNO ESEGUIRSI I MOVIMENTI . QUESTE LINEE SARANNO POI , AL MOMENTO DELL ' ESECUZIONE , UTILIZZATE ESCLUSIVAMENTE PER TALI MOVIMENTI , SIANO ESSE COMPRESE O NO NELLA ZONA FERROVIARIA MILITARE . LA PREPARAZIONE E LA ESECUZIONE DEGLI ACCENNATI MOVIMENTI STRAORDINARI È DI COMPETENZA DELLA DIREZIONE TRASPORTI ; MA ESSA POTRÀ DARNE INCARICO , SECONDO I CASI , ALLA SUA DELEGAZIONE O AD UNA COMMISSIONE MILITARE DI LINEA , SPECIE SE SI TROVASSE IMPEGNATA IN ALTRI COMPITI SUL TEATRO PRINCIPALE DI OPERAZIONE . ART . 29 . NEL CASO UNA O PIÙ LINEE FERROVIARIE AVENTI UNA CERTA AUTONOMIA DI MOVIMENTO SIANO USUFRUIBILI DA UNA SOLA ARMATA PEI SUOI SERVIZI DI RIFORNIMENTO E DI SGOMBERO , LA DIREZIONE DEI TRASPORTI POTRÀ PROVVEDERE AL SERVIZIO MILITARE SU QUELLE LINEE DISTACCANDO ALL ' UOPO PRESSO L ' INTENDENZA DI QUELLA ARMATA SUOI UFFICIALI E FUNZIONARI , AI QUALI VERREBBE DELEGATA LA COMPETENZA PEI TRASPORTI SU DETTE LINEE , ALLA DIPENDENZA SEMPRE DELLA DIREZIONE TRASPORTI E D ' ACCORDO COGLI ORGANI DELL ' INTENDENZA DELL ' ARMATA , O COLLA COMMISSIONE DI LINEA COMPETENTE , QUALORA LA DIREZIONE DEI TRASPORTI AVESSE AD ESSA DELEGATO LA SUPERIORE GIURISDIZIONE DI QUELLE LINEE . ART . 30 . LA DIREZIONE DEI TRASPORTI DEVE , ALL ' OCCORRENZA , PROVVEDERE AL RIATTAMENTO DI LINEE E ALLA RICOSTRUZIONE DI OPERE D ' ARTE , NONCHÉ A FARE ESERCITARE QUELLE LINEE SU CUI DOVESSE APPLICARSI L ' ESERCIZIO MILITARE . A TALE SCOPO , E SENZA PREGIUDIZIO DELLE RICHIESTE DA FARSI ALLE AMMINISTRAZIONI FERROVIARIE , ESSA AVRÀ ALLA SUA DIPENDENZA LE COMPAGNIE FERROVIERI E LE SEZIONI FERROVIARIE MILITARI . DISPONE INOLTRE , IN CASO DI BISOGNO , DI PERSONALE MILITARE SUSSIDIARIO PEL SERVIZIO DELLE FERROVIE ( FRENATORI , DEVIATORI , MANOVRATORI ) . COMMISSIONI MILITARI DI LINEA . ART . 31 . COMPIUTO IL PERIODO DI MOBILITAZIONE E DI RADUNATA , TUTTE LE COMMISSIONI MILITARI DI LINEA , COMPRESE QUINDI QUELLE COSTITUITE ALL ' ATTO DELLA MOBILITAZIONE , CONTINUANO A SUSSISTERE E FUNZIONARE CON NORME ANALOGHE A QUELLE IN VIGORE IN PACE E DURANTE IL PERIODO PREDETTO . DIPENDONO DALLA DIREZIONE DEI TRASPORTI ED ANCHE DALLA SUA DELEGAZIONE IN ROMA . ART . 32 . QUANDO LINEE , SU CUI HA ORDINARIA GIURISDIZIONE UNA COMMISSIONE MILITARE DI LINEA , VENGANO A TROVARSI COMPRESE NELLA ZONA FERROVIARIA MILITARE , LA COMMISSIONE INTERESSATA SARÀ CONSIDERATA , PER QUANTO RIGUARDA QUELLE LINEE , COME FACENTE PARTE DELLA DIREZIONE DEI TRASPORTI , CUI PERTANTO È DEVOLUTO QUANTO INTERESSA I TRASPORTI SU DI ESSE . COMANDI DI STAZIONE FERROVIARIA . ART . 33 . COMPIUTO IL PERIODO DI MOBILITAZIONE E DI RADUNATA , SONO SOPPRESSI ALCUNI COMANDI DI STAZIONE FERROVIARIA CHE POSSONO ANCHE ESSERE PREVENTIVAMENTE DESIGNATI ED IL PERSONALE VIENE RIUNITO , PER ESSERE PRONTO A NUOVI BISOGNI , PRESSO ALTRI COMANDI DI STAZIONE O PRESSO COMMISSIONI MILITARI DI LINEA . QUELLI CHE SEGUITANO A SUSSISTERE , CONTINUANO A FUNZIONARE COLLE STESSE MODALITÀ ED ATTRIBUZIONI PRECEDENTEMENTE ACCENNATE . ART . 34 . NELLA ZONA FERROVIARIA MILITARE POSSONO ESSERE COSTITUITI COMANDI MOBILI DI STAZIONE FERROVIARIA . IL LORO NUMERO , LA LORO COSTITUZIONE , LA LORO DISLOCAZIONE E IL LORO SCIOGLIMENTO SONO DI COMPETENZA DELLA DIREZIONE DEI TRASPORTI . LE LORO ATTRIBUZIONI SONO IDENTICHE A QUELLE DEGLI ALTRI COMANDI DI STAZIONE . SEZIONI E COMPAGNIE FERROVIARIE MILITARI . ART . 35 . A FINE DI : A ) ESERCITARE LINEE CHE , PER EVENTI DI GUERRA , SI TROVASSERO IN CONDIZIONI TALI DA CONSIGLIARNE L ' ESERCIZIO MILITARE IN LUOGO DI QUELLO ORDINARIO ; B ) RIPARARE E RICOSTRUIRE TRONCHI DI FERROVIA INTERROTTI LA DIREZIONE DEI TRASPORTI PUÒ FORMARE SEZIONI FERROVIARIE MILITARI , DETERMINANDONE L ' EFFETTIVA SOSTITUZIONE NUMERICA IN RELAZIONE ALLE SPECIALI ESIGENZE D ' IMPIEGO DI CIASCUNA . ART . 36 . LE SEZIONI POSSONO ESSERE AUTONOME , OVVERO RAGGRUPPATE IN NUMERO DA DUE A QUATTRO , COSTITUENDO , IN TAL CASO , COMPAGNIE FERROVIARIE MILITARI . ART . 37 . LE SEZIONI E LE COMPAGNIE FERROVIARIE MILITARI SARANNO FORMATE COL PERSONALE FERROVIARIO MILITARIZZATO , E , DI MASSIMA , SOLTANTO CON QUELLO APPARTENENTE ALL ' AMMINISTRAZIONE DELLE FERROVIE DELLO STATO . IN CASI SPECIALI POTRÀ ESSERE CHIAMATO A CONCORRERE ALLA FORMAZIONE DI DETTE UNITÀ ANCHE IL PERSONALE MILITARIZZATO DI QUALCHE , FERROVIA SECONDARIA , PREVI ACCORDI FRA LA DIREZIONE DEI TRASPORTI E LA DIREZIONE D ' ESERCIZIO DELLA FERROVIA SECONDARIA INTERESSATA . TALE INTERVENTO SARÀ PIÙ SPECIALMENTE RICHIESTO QUANDO DEBBANSI COSTITUIRE SEZIONI O COMPAGNIE FERROVIARIE MILITARI PEL RIATTAMENTO E L ' ESERCIZIO DI FERROVIE SECONDARIE . IL PERSONALE APPARTENENTE ALLE FERROVIE DELLA SARDEGNA PUÒ ESSERE CHIAMATO A COSTITUIRE UNA SPECIALE SEZIONE FERROVIARIA MILITARE PEI BISOGNI EVENTUALI DI QUELL ' ISOLA . ART . 38 . OGNI SEZIONE SARÀ ALLA DIPENDENZA DI UN CAPOSEZIONE TECNICO E DI UN CAPOSEZIONE MILITARE . ANALOGAMENTE OGNI COMPAGNIA FERROVIARIA MILITARE SARÀ ALLA DIPENDENZA DI UN COMANDANTE TECNICO E DI UN COMANDANTE MILITARE DI COMPAGNIA FERROVIARIA MILITARE . I COMANDANTI TECNICI DI COMPAGNIA , I CAPISEZIONE TECNICI , GLI ISPETTORI DEI VARI SERVIZI DELLE SEZIONI POSSONO ANCHE ESSERE TRATTI DAI FUNZIONARI FERROVIARI , NON SOGGETTI AD OBBLIGHI DI SERVIZIO MILITARE , CHE SI OFFRANO SPONTANEAMENTE . ART . 39 . CAPISEZIONE E COMANDANTI TECNICI SONO DESIGNATI DALLA DIREZIONE GENERALE DELLE FERROVIE DELLO STATO D ' ACCORDO COLLA DIREZIONE DEI TRASPORTI ; CAPISEZIONE E COMANDANTI MILITARI SONO DESIGNATI DA QUEST ' ULTIMA DIREZIONE . ART . 40 . I CAPISEZIONE TECNICI E I COMANDANTI TECNICI DI COMPAGNIA PROVVEDONO A TUTTO QUANTO RIFLETTE IL SERVIZIO DEI LAVORI O L ' ESERCIZIO FERROVIARIO CUI SONO ADDETTI I RISPETTIVI RIPARTI , ED ATTENDONO INOLTRE , ALL ' AMMINISTRAZIONE DEL DIPENDENTE PERSONALE , IL QUALE , SEBBENE MILITARIZZATO NON PERCEPISCE ASSEGNI DALL ' AMMINISTRAZIONE MILITARE , MA CONTINUA INVECE A PERCEPIRE DALL ' AMMINISTRAZIONE FERROVIARIA CUI APPARTIENE GLI ASSEGNI E LE INDENNITÀ PERTINENTI ALLE RISPETTIVE QUALIFICHE . AI COMANDANTI MILITARI DI SEZIONE E DI COMPAGNIA COMPETE QUANTO RIFLETTE LA SORVEGLIANZA E LA DISCIPLINA DEL PERSONALE ; OVE LE CIRCOSTANZE LO RICHIEDANO , ESSI PROVVEDONO ANCHE A QUANTO CONCERNE IL GOVERNO DEL PERSONALE STESSO ( ASSISTENZA SANITARIA , ANTICIPAZIONE DI FONDI , SOMMINISTRAZIONI DI VIVERI , ACQUA , LEGNA , TENDE , COPERTE DA CAMPO , ECC . ) PRELEVANDO QUANTO OCCORRE DAI MAGAZZINI DI TAPPA O DA ALTRI MAGAZZINI O CORPI VICINI , IN BASE AGLI ORDINI DELLA DIREZIONE DEI TRASPORTI . ART . 41 . LA NUMERAZIONE DELLE SEZIONI E IL CONCORSO DEL PERSONALE DEI VARI COMPARTIMENTI DELLE FERROVIE DELLO STATO ALLA LORO FORMAZIONE RISULTANO DALL ' ELENCO SEGUENTE : 1/A E 2/A SEZIONE , PERSON . DEL COMPART . DI TORINO . 3/A SEZIONE , PERSON . DEL COMPART . DI GENOVA . 4/A E 5/A SEZIONE , PERSON . DEL COMPART . DI MILANO . 6/A SEZIONE , PERSON . DEL COMPART . DI VENEZIA . 7/A SEZIONE , PERSON . DEL COMPART . DI BOLOGNA . 8/A E 9/A SEZIONE , PERSON . DEL COMPART . DI FIRENZE . 10/A SEZIONE , PERSON . DEL COMPART . DI ANCONA . 11/A E 12/A SEZIONE , PERSON . DEL COMPART . DI ROMA . 13/A E 14/A SEZIONE , PERSON . DEL COMPART . DI NAPOLI . 15/A SEZIONE , PERSON . DEL COMPART . DI BARI . 16/A SEZIONE , PERSON . DEL COMPART . DI REGGIO CALABRIA . 17/A SEZIONE , PERSON . DEL COMPART . DI PALERMO . ART . 42 . I RUOLI DELLE SEZIONI SONO TENUTI DALLE COMMISSIONI MILITARI DI LINEA AVENTI GIURISDIZIONE SUI COMPARTIMENTI CHE , IN BASE AL PRECEDENTE PARAGRAFO , NE FORNISCONO IL PERSONALE . SONO COMPILATI DI CONCERTO COLL ' AMMINISTRAZIONE FERROVIARIA , CHE NE DETIENE UNA COPIA , E TENUTI IN GIORNO MEDIANTE COSTANTI COMUNICAZIONI DI TUTTE LE VARIAZIONI CHE AVVENGONO NEL PERSONALE MEDESIMO . DETTI RUOLI SONO FORMATI IN BASE ALL ' ORGANICO STABILITO DAL RELATIVO SPECCHIO DEL TOMO I DELLA ISTRUZIONE PER LA MOBILITAZIONE . LA FORMAZIONE DEFINITIVA , PERÒ , DELLE SEZIONI DA MOBILITARSI POTRÀ ESSERE MODIFICATA , COME SI ACCENNA AL PRECEDENTE $ T 35 , IN RELAZIONE ALLE SPECIALI ESIGENZE D ' IMPIEGO , MEDIANTE AUMENTI O DIMINUZIONI NEL PERSONALE DELLE VARIE QUALIFICHE ; COSÌ PURE POTRANNO ESSERE CHIAMATI IN SERVIZIO , SECONDO I BISOGNI , GLI AGENTI APPARTENENTI AD UNA SOLA DELLE SPECIALITÀ ( MOVIMENTO , TRAZIONE , VEICOLI E LAVORI ) DI CUI LE SEZIONI SONO DI MASSIMA COSTITUITE . ART . 43 . GLI INDIVIDUI DESTINATI A FAR PARTE DELLE SEZIONI E COMPAGNIE FERROVIARIE MILITARI CONSERVERANNO LA LORO GERARCHIA FERROVIARIA BASATA ESCLUSIVAMENTE SUL RISPETTIVO IMPIEGO FERROVIARIO ED ASTRAENDO COMPLETAMENTE DAL GRADO MILITARE CHE CIASCUNO DI ESSI AVESSE GIÀ OCCUPATO NELL ' ESERCITO . ESSI VESTIRANNO LA DIVISA DELLA LORO AMMINISTRAZIONE ED AVRANNO , COME SEGNO DELL ' ESERCIZIO MILITARE , SPECIALI DISTINTIVI , COSTITUITI DA BRACCIALI E DA STELLETTE MILITARI ; IL BRACCIALE CONSISTENTE IN UNA FASCIA DI LANA DI COLORE TURCHINO , ALTA 10 CM . , È PORTATO AL BRACCIO DESTRO ; LE STELLETTE SONO PORTATE AL BAVERO DELLA UNIFORME ; FUNZIONARI ED AGENTI SPROVVISTI DI SPECIALE DIVISA FERROVIARIA DOVRANNO SEMPRE PORTARE IL BRACCIALE SOLTANTO . ART . 44 . TUTTI I MILITARI ESTRANEI ALLE SEZIONI FERROVIARIE MILITARI CONSIDERERANNO I COMPONENTI DI ESSE , NELL ' ESERCIZIO DELLE LORO FUNZIONI , COME ALTRETTANTI MILITARI IN SERVIZIO ARMATO , INCARICATI DI FARE STRETTAMENTE ESEGUIRE UNA CONSEGNA . PERSONALE MILITARE SUSSIDIARIO PEL SERVIZIO DELLE FERROVIE . ART . 45 . PRESSO I COMANDI DI DISTRETTO ESISTONO , REGISTRATI IN ELENCHI SPECIALI , I NOMI DI TUTTI I MILITARI DEL RISPETTIVO DISTRETTO CHE HANNO COMPIUTO LO SPECIALE CORSO DI ABILITAZIONE AL SERVIZIO DI FRENATORI , DEVIATORI E MANOVRATORI FERROVIARI ; ANALOGO ELENCO TIENE IL REGGIMENTO FERROVIERI PEI MILITARI DEI DISTRETTI DELLA SARDEGNA CHE HANNO FREQUENTATO LO SPECIALE CORSO D ' ISTRUZIONE PER L ' ABILITAZIONE AL SERVIZIO DI FRENATORI . QUALORA , DURANTE GRANDI TRASPORTI MILITARI , SI VERIFICASSERO DEFICIENZE , NUMERICHE NEL PERSONALE FERROVIARIO DELLE QUALIFICHE DI CUI SI TRATTA , I MILITARI PREDETTI POTRANNO ESSERE CHIAMATI A PRESTARE L ' OPERA LORO PER DISPOSIZIONE DELLA DIREZIONE TRASPORTI O DI QUALUNQUE DEGLI ORGANI DIPENDENTI , OD ANCHE , IN CASO DI URGENTE BISOGNO DI FRENATORI , PER RICHIESTA FATTANE , AL MOMENTO DA AUTORITÀ FERROVIARIE A RIPARTI VIAGGIANTI , QUANDO QUESTI ABBIANO NEL LORO SENO ALCUNI DEI MILITARI DI CUI SI TRATTA . ROMA , 15 APRILE 1915 . VISTO , D ' ORDINE DI SUA MAESTÀ : IL MINISTRO DELLA GUERRA ZUPELLI . IL MINISTRO DELLA MARINA VIALE . IL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI CIUFFELLI .
LE MANIMORTE ( - , 1865 )
StampaPeriodica ,
I possessi di manomorta si distinguono in 4 categorie ; possessi demaniali , comunali , ecclesiastici , opere pie . Ecco la ripartizione secondo la rendita : Demanio nazionale , o possessi dello Stato , ha di rendita : L . 12.440.000 Comuni hanno di rendita : 15,000.000 Cassa ecclesiastica : 12.000.000 Clero secolare : 32.000.000 Corporazioni religiose : 8.560.000 Opere pie , come spedali , ecc . : 25.000.000 L . 105.000.000 Capitalizzando quella rendita si trova un capitale nelle manimorte di 1.783 milioni . La manomorta possiede male e tiene peggio , perché i suoi beni sono male amministrati e peggio coltivati ; se quell ’ enorme capitale fosse in mano dei privati verrebbe a due e tre volte più . In due modi si distrugge la manomorta ; o con l ’ incameramento o con i livelli che possono redimersi ; quest ’ ultimo modo già adottato in Toscana è ancora in vigore nelle provincie meridionali ; mancava solo la legge che rendesse redimibili i livelli , e così la proprietà di manomorta entra nell ’ industria privata . Il Parlamento ha già approvato una legge con la qualche chi vuole affrancare un canone è padrone . In Italia sono 47 arcivescovadi , 21.100 parocchie , molti seminari , parecchie abbadie ed altri benefizi . Ma nulla ancora si sa di preciso . La rendita fondiaria dei beni che possiede il clero per le provincie che attualmente fan parte del Regno d ’ Italia si valuta a 29 milioni ; ma la cifra si ritiene di sotto del vero ed è più vicina a 33 milioni ; nello specchio che sopra fu posto , 32 milioni . Nel 1855 furono soppressi nell ’ antico Stato del Piemonte 300 conventi con 5.172 religiosi di cui 3.334 mendicanti . Nell ’ Umbria e nelle Marche i conventi soppressi sono 707 che avevano più di 10.000 persone . Nelle provincie napolitane cessarono di esistere 1.167 case religiose ove abitavano 18.615 persone di cui 12.252 uomini e 6.363 donne ; più della metà erano mendicanti . Nell ’ Emilia esistono 177 conventi con 3.600 persone , in Toscana 312 conventi con 7.413 religiosi , di cui 3.138 maschi e 4.255 femmine . Senza contare la Sicilia , nelle provincie del Regno d ’ Italia vi sono 2.664 conventi con 44.800 persone , e queste sono cifre che fanno riflettere seriamente , perché in Italia vediamo la gente più volentieri darsi all ’ ozio del convento che al lavoro della terra e dell ’ industria . Mancano i dati statistici , perché non si sa ancora quanto posseggano le chiese e i conventi che tuttora sussistono e non si conosce ancora il numero delle persone che compongono il clero secolare e regolare , ma si può ritenere che possegga per più di 1.040 milioni di lire . Non sarà inutile il seguente confronto che raccomandiamo ai nostri lettori perché molto istruttivo . In Italia s ’ impiega 4 volte più braccia che in Inghilterra e il doppio che in Francia per coltivare la terra . In Italia 17 milioni sono occupati nell ’ agricoltura e 7 milioni per le altre industrie : produce 2 miliardi e 350 milioni , e consuma per 1 miliardo 665 milioni . L ’ Inghilterra impiega 12 milioni di abitanti e produce 4 miliardi e 500 milioni ; la Francia adopra nell ’ agricoltura 21 milioni di abitanti e produce per 5 miliardi . Da questi dati si rileva che l ’ Italia nell ’ agricoltura produce 4 sesti meno che l ’ Inghilterra e quasi 2 volte meno che la Francia . In Inghilterra si spende 40 franchi per ettaro e si ritrae 213 franchi . In Francia si spende 5 franchi e se ne ritrae 95 , in Italia se ne spendono 4 e se ne ritrae 79 : se l ’ Italia avesse l ’ attività e la sapienza inglese nei metodi di coltura , potrebbe con minor numero di braccia produrre 6 miliardi 500 milioni , mentre ora con maggior fatica ne produce appena un terzo del valore . Le ragioni di questa inferiorità si resumono in due specie ; le manomorte che tengono legate tante proprietà in mano dei comuni , delle opere pie e del clero : e queste la maggior parte nel Mezzogiorno d ’ Italia ; cause naturali sono poi il corso sregolato dei fiumi , le acque stagnanti e le molte manomorte che in Italia occupano un tredicesimo del suolo . Infine i pregiudizi e l ’ ignoranza delle classi agricole , la mancanza di vie . Da tutte queste ragioni si vede che noi Italiani abbiamo molto da fare avanti di giungere al punto a cui oggi sono giunte le altre nazioni più civili .
L'uomo è sulla Luna ( - , 1969 )
StampaQuotidiana ,
Il più fantastico viaggio , l ' avventura più grande , il sogno più impossibile di generazioni di poeti , di scienziati , di uomini comuni come tutti noi , si è compiuto . Alle 22.17'40'' ( ora italiana di oggi 20 luglio 1969 ) Neil Armstrong e Aldrin , in rappresentanza di tutti gli abitanti della Terra , a bordo della loro meravigliosa " Aquila " hanno toccato il suolo della Luna , un corpo extra - terrestre lontano dal nostro pianeta 384 mila chilometri . Ne ha dato l ' annuncio Armstrong , senza tradire la minima emozione , con queste parole : " L ' Aquila è atterrata " . Indescrivibile ciò che è avvenuto qui : per la emozione , la gioia , l ' entusiasmo di una conquista che è di tutta l ' umanità . Si era spenta appena l ' eco delle parole di Armstrong che si è udita la voce di Aldrin , anch ' essa quasi priva di emozione : " Atterraggio molto tranquillo " . Impossibile dire la tensione , l ' emozione , la febbre che ci ha assaliti tutti qui , al Centro di controllo di Houston , mentre i secondi scanditi sui quadranti luminosi passavano uno dopo l ' altro per segnare il conto alla rovescia del momento in cui il retrorazzo dell ' " Aquila " si è acceso a quello in cui le solide zampe del veicolo si sono posate con un sobbalzo nella desolata landa del Mare della Tranquillità . Meno 59 ... 57 ... 55 ... ecco , ora la poderosa fiamma del razzo frenante lambisce già le grige rocce seleniche . Il veicolo caracolla un po ' , mentre i piccoli razzi latitudinali provvedono a mantenerlo in perfetto assetto . Infine si posa . Armstrong e Aldrin sono in piedi ai comandi . Li sentiamo . Per quanto la loro voce si mantenga fredda e quasi monotona , avvertiamo la loro commozione più che udire le loro parole che sono poche e non si distaccano dal gergo tecnico . D ' altra parte troppo importanti troppo delicate , troppo precise debbono essere le operazioni da compiere perché possano lasciarsi andare a considerazioni descrittive o sentimentali . Se le sono riservate per il momento in cui tra poco scenderanno a piedi a camminare sulla Luna . Intanto però descrivono il luogo dove sono atterrati , ma brevemente " perché - dice Armstrong - avremo parecchio da fare per qualche momento " . Il comandante aggiunge : " Siamo su un suolo roccioso , in una zona relativamente pianeggiante con crateri larghi dai 2 ai 17 metri . Vediamo delle alture . E vi sono piccoli crateri di 30 o 60 centimetri a migliaia . Possiamo anche vedere una collina davanti a noi . È difficile calcolare ma penso che sia a circa 800 metri o un chilometro e mezzo da noi " . È intervenuto Aldrin : " Sembra una vera e propria collezione di rocce di ogni tipo immaginabile , alcune ovoidali . Il panorama non offre colori molto vivi , ad eccezione di alcune rocce con colori interessanti " . Quanto agli effetti della gravità lunare che è soltanto un sesto di quella della Terra , Armstrong ha detto : " E ' come essere in un aeroplano " ed ha aggiunto di non trovare alcuna difficoltà nell ' adattarvisi . Entrambi gli astronauti appaiono calmi e per nulla emozionati . " Vi sono molti visi sorridenti qui e in tutto il mondo " ha detto il centro spaziale . " Ve ne sono due anche qui da noi " ha risposto Armstrong . " Vorrei una birra " ha detto Aldrin . " La troverai al ritorno " gli è stato risposto . Il controllo a terra di Houston ha segnalato nel frattempo un dato essenziale per la riuscita dell ' impresa : l ' inclinazione dell ' " Aquila " sulla superficie è di poco più di quattro gradi . Come è noto una inclinazione superiore ai 12 gradi avrebbe segnato la fine degli astronauti perché la sezione di ascesa del modulo non avrebbe potuto funzionare regolarmente . Poco dopo lo stesso Armstrong ha confermato la misurazione effettuata da Terra . Il centro di controllo ha subito cominciato a rivolgere i suoi messaggi ad " Aquila " chiamandolo " Base Tranquillità " . Nel descrivere l ' ultima fase della discesa Armstrong ha detto che il sistema di guida automatica stava conducendo il veicolo lunare in una zona di crateri " della grandezza di un campo da football " . Egli aveva quindi assunto il controllo manuale dell ' operazione di discesa per individuare una zona abbastanza liscia per l ' atterraggio . Dalle 4.40 alle 4.56 si è svolta , sotto gli occhi dei telespettatori di tutto il mondo , la fase emozionante dei primi passi dell ' uomo sulla Luna . Armstrong , aperto il portello , è rimasto per qualche minuto sulla passerella esterna . Le istruzioni erano infatti quelle di comunicare a Terra le sue prime sensazioni sull ' ambiente lunare . Lo si è visto muovere con grande cautela un piede e poi posarlo al suolo . Contemporaneamente le comunicazioni erano ridiventate buone . La passeggiata sulla Luna è incominciata esattamente alle 4.57 . Poco prima di fare quello storico passo , Armstrong , confermando la sua calma e il suo senso dell ' umorismo , aveva detto : " Ora incomincia la ginnastica " . Alle 4.40 Neil Armstrong ha aperto il portello dell ' " Aquila " per scendere sul suolo lunare . Per gli astronauti le manovre preparatorie della sortita dal veicolo lunare si sono rivelate più complesse e lunghe del previsto . Prima di poter uscire dall ' " Aquila " , Armstrong e Aldrin hanno dovuto indossare le speciali tute , provvedere a depressurizzare l ' interno dell ' " Aquila " : ciò allo scopo di poter impunemente sortire nell ' ambiente lunare dove la pressione , mancando l ' atmosfera , è zero . Le comunicazioni verbali fra Houston e l ' " Aquila " sono state difficoltose : a volte eccellenti , a volte mediocri . Il ritardo , come si è poi appreso dal centro di controllo , è dovuto per l ' appunto all ' operazione di depressurizzazione della cabina , la quale si è svolta sotto la sorveglianza di Houston . Ad un certo punto fra la Terra e la Luna sono state scambiate le seguenti battute : " Ci vuole un certo tempo per questa operazione " . " Certo che ci vuole " è stata la pacata risposta giunta dal satellite della Terra . Finalmente alle 4 e 40 italiane precise , Houston ha dato l ' autorizzazione di aprire il portello e Armstrong ha obbedito . I primi minuti dei cosmonauti sulla Luna sono stati di grande trepidazione e poco ciarlieri . Gli " uomini lunari " hanno approntato a velocità vertiginosa tutti gli apparati per una eventuale partenza frettolosa dalla Luna , se necessaria . Ma passato il tempo prefissato per un anticipato ritorno , i due hanno cominciato a riposarsi per il momento in cui usciranno dall ' " Aquila " e scenderanno sul suolo lunare . Collins quando ha sorvolato la zona dell ' atterraggio ha inviato le sue congratulazioni ai colleghi . Mentre scriviamo , Armstrong e Aldrin stanno procedendo alle più accurate verifiche della loro formidabile macchina . Debbono tenerla nelle condizioni di partenza in qualunque momento fosse necessario . Le verifiche e i controlli sono stati tanto più necessari in quanto , come si ricorderà , c ' era stato un piccolo guasto ad una valvola di pressurizzazione dell ' azoto liquido . Domani , al momento della partenza , saranno impiegati tutti i sistemi , sia quello di riserva , sia quello difettoso .
StampaQuotidiana ,
L ' UNITA ’ organo dei comunisti pubblica un manifesto del Partito in cui dice : Venerdì prossimo avrà luogo la commemorazione ufficiale del martirio di Matteotti . In tale occasione la classe lavoratrice non può e non deve limitarsi a esprimere il suo dolore e il suo sdegno per il feroce delitto compiuto . Essa deve lanciare un monito alla classe dominante e al Fascismo assassino , che segni aperta condanna al regime di sangue e di terrore instaurato in Italia dalla ripresa del privilegio capitalista e dalla oppressione degli operai e dei contadini ...
FATTI DI ROMA ( - , 1867 )
StampaPeriodica ,
Proseguiamo ad illustrare i fatti avvenuti recentemente nelle provincie soggette al Papa . Dopo l ’ assalto dato alla rocca di Monterotondo e la capitolazione della guarnigione pontificia , Garibaldi si avanzò co ’ suoi alla volta di Roma e s ’ accampò alla Cecchina , a venti minuti di distanza dalla città eterna . Prima di giungervi corse un grave pericolo alla villa Grazioli , ove si portò a fare una ricognizione . Questa villa , che gli si era detto essere stata abbandonata , conteneva parecchi volontari pontifici che scaricarono i revolver contro lui e contro i suoi uffiziali , ma senza riuscir a ferir alcuno . Ma mentre era accampato alla Cecchina il 30 ottobre , la situazione mutava faccia completamente a Roma . La mattina del 31 , alle 9 antim . , un contadino giunse al galoppo e disse poche e rapide parole al generale . Il messaggio fu presto noto a tutti : “ i Francesi erano a Roma ! ” V ’ erano difatti , e lo stupore , a questa notizia , fu grande non meno a Roma che nel campo garibaldino . Al Vaticano erano giunte tante notizie contradditorie che non si credeva più all ’ arrivo delle truppe francesi , tantoché fino all ’ ultimo momento non furono preparati alloggi . Ma l ’ entrata del 29° fanteria , nel pomeriggio del 30 , rassicurò il partito clericale . Un migliaio di persone l ’ aspettava alla stazione della ferrovia . Appena entrati i Francesi , la città , che era muta come una tomba , si rianimò d ’ un tratto , e gli ecclesiastici rari ne ’ giorni precedenti , scesero in gran numero nelle strade . La città sembrò svegliarsi da un sonno profondo : “ ma , ” dice una corrispondenza , “ quella folla era agitata sì , ma silenziosa . ” Il generale De Failly , comandante il corpo di spedizione francese , pubblicò tosto il proclama seguente : Romani . L ’ imperatore Napoleone manda di nuovo un corpo di spedizione a Roma per proteggere il Santo Padre ed il trono pontificio contro gli attacchi armati di bande rivoluzionarie . Voi ci conoscete da lungo tempo : come sempre , veniamo a compiere una missione tutta morale e disinteressata . Vi aiuteremo a stabilire la fiducia e la sicurezza . I nostri soldati continueranno a rispettare le vostre persone , le vostre costumanze e le vostre leggi ; il passato ve ne è garante . DE FAILLY Era tempo che i Francesi giungessero . Il governo pontificio non sussisteva più che a Roma ed a Civitavecchia . Le truppe e le autorità papaline avevano abbandonato quasi tutte le altre città , e queste avevano tosto inalberato la bandiera tricolore . Persin ne ’ paesi contigui a Roma , ad Albano , a Marino , a Castelgandolfo si era proclamato il Governo provvisorio . Sul palazzo pontificio di Castelgandolfo la bandiera italiana fu impennata dal custode stesso del palazzo . Ad Albano era stato eletto dittatore il signor Persi , a Velletri il conte Ettore Borgia . In Roma stessa il moto del 22 ottobre aveva provato che l ’ insurrezione possedeva forze non scarse . Le truppe del papa erano ridotte ad asserragliare le porte minacciate dagli avamposti garibaldini . La caserma Serristori , di cui presentiamo il triste aspetto dopo lo scoppio del 22 ottobre , mostra qual era l ’ accanimento degl ’ insorti . Fortunatamente i Zuavi erano in campagna e morirono soltanto parecchi suonatori della banda . La caserma scoppiò per essere stato introdotto sotterraneamente un barile di polvere , che venne acceso al momento dell ’ insurrezione .
PARLA LERROUX ( - , 1937 )
StampaQuotidiana ,
Presentiamolo con le sue stesse parole . « Si conosce la mia età ( 73 anni ) . Ho consacrato più di cinquant ' anni alla vita pubblica . Giornalista , ho scritto soltanto su giornali repubblicani . Propagandista , la mia tribuna fu sempre repubblicana . Politico , non conobbi altra disciplina che la repubblicana . Capo di partito , non mi associai ad altre forze che non fossero repubblicane . Parlamentare , le mie campagne furono tutte repubblicane e ho sempre rifiutato di partecipare ai governi della monarchia . Nessuno più di me ha lavorato per il trionfo della repubblica in Spagna » . Esatto . Il Lerroux è stato un repubblicano al cento per cento e un radical - massone . Tipo classico di quegli uomini sifilizzati dagli immortali principi dell'89 , che sognano , vaneggiano , intrigano , complottano , parlano parlano parlano e alla fine spalancano le porte al caos , di cui il radicalismo demo - liberale è la logica anticamera e lo storico battistrada . Aperto il varco , Lerroux è forzato alle più tremende constatazioni . Egli è riuscito a fuggire perché i suoi amici fecero in tempo ad avvertirlo che la bufera era imminente , ma i suoi colleghi radicali qual sorte hanno avuto ? « La persecuzione , egli dice , contro il partito radicale è stata implacabile . A Valenza e provincia non solo i deputati radicali sono stati assassinati , ma in taluni villaggi tutti i membri del partito radicale sono stati sterminati . A Malaga ed Alicante ci fu una vera caccia all ' uomo radicale . Il sacrificio di sangue del partito radicale spagnuolo ha superato di molto quello della Chiesa e forse quello della guardia civile così selvaggiamente massacrata » . Il Lerroux , che è riuscito a salvare la propria vita , non ha potuto salvare nulla della propria casa , « un focolare ordinato , con collezioni ben scelte » , un ambiente comodo di tranquillo borghese che scherzava coi fiammiferi , ma non credeva agli incendi . Tutto è stato devastato dai « galantuomini che disonorano il popolo , la patria , la repubblica , l ' umanità » . Il Lerroux , però , dimentica di dirci che egli è responsabile : primo , d ' aver evocato questi galantuomini alla ribalta ( socialisti - comunisti - anarchici - sindacalisti ) ; e secondo , di non aver fatto tutte le volte che fu al potere quanto doveva per toglierli dalla circolazione . È quindi perfettamente inutile o perlomeno tardivo recriminare com ' egli fa contro « gli avvelenatori che sotto la bandiera della democrazia , della libertà , della repubblica hanno tradito la loro patria , convertendosi in strumento della anarchia internazionale , in agenti del separatismo e dei marxisti di ogni specie » . Solo nel gennaio 1937 , dopo sette mesi di guerra civile , che sarebbe già finita col trionfo di Franco se gli amici europei di Lerroux non avessero aiutato i rossi di Madrid , solo dopo questo lungo e sanguinoso periodo , Lerroux si accorge che i nemici di Franco « sono un ' orda selvaggia , la quale sotto il pretesto della uguaglianza sociale , ruba , saccheggia , massacra , ecc . » . Questo , si può aggiungere , è il governo di Madrid , che siede ancora a Ginevra e il cui capo a Valenza riceve le visite sia pure di routine di un ammiraglio della flotta inglese . A quale conclusione arriva il Lerroux dopo queste premesse ? Eccola : « che la dittatura può essere la salvezza della patria e della repubblica , che quello di Franco non è un pronunciamento militare , ma una sollevazione nazionale sacra e legittima come quella dell ' indipendenza del 1808 , e che egli , Lerroux , renderà alla causa nazionale il servizio negativo di non disturbarla » . Troppo poco , ma sarebbe eccessivo pretendere da Lerroux qualche cosa di meglio , da lui che insieme col cattolico sturziano Gil Robles porta la maggiore responsabilità di quanto accade . Tuttavia le sue confessioni sono altamente significative , anche perché sono state stampate nell ' ultimo numero del 30 gennaio 1937 della francese Illustration alle pagine 112 , 113 , 114 . Non devono essere sfuggite ai signori Eden , Delbos , Avenol .
LA FAME ( - , 1868 )
StampaPeriodica ,
È un triste soggetto la fame ; molti si sdegneranno perché noi ne facciamo argomento di un articolo , molti passeranno a leggere le altre pagine senza curarsene . Nondimeno questo argomento è per tutti coloro che hanno cuore un argomento pieno di un doloroso interesse ; quella parte della stampa che ha coscienza della propria missione pubblica da più d ’ un mese le notizie terribili di questo flagello , e discute i mezzi di rimediarvi . Dappertutto , in Algeria , in Russia , in Francia , nella civilissima Inghilterra , in alcune provincie della Prussia la miseria miete ogni giorno centinaia di vittime . Intanto che i governi pensano a nuovi riordinamenti di eserciti , a provigioni di fortezze , a probabilità di collisioni imminenti , nelle città più popolose , nelle capitali più ricche di alcuni Stati si muore di fame . La carità privata è muta come la carità pubblica ; mentre le popolazioni attendono eccitamenti dai governi , la miseria penetra in tutte le provincie e la classe povera è decimata dal freddo e dalla fame . Questa terribile questione diventerà fra poco la questione della massima importanza in Europa . Essa comincia a soverchiare le questioni politiche che annuvolano l ’ orizzonte europeo . Il Siècle del 12 dice a questo proposito che i mali provenienti dalla scarsità del raccolto si aggravano in ogni parte . In Parigi l ’ amministrazione dell ’ assistenza pubblica provvede notte e giorno a riparare alle deplorabili conseguenze della assoluta miseria che piglia un ’ estensione spaventevole . Anche nei dipartimenti si costituiscono associazioni per questo scopo . Anche in Russia ed in alcune provincie della Prussia , dice il Times , è impossibile che una parte della popolazione possa evitare di morire di fame . In Prussia , secondo il citato giornale , regna quella malattia terribile che i fogli tedeschi annunziano col nome di tifo della fame . In diversi luoghi la miseria è giunta a tal punto che si dovettero istituire commissioni di beneficenza che forniscono ogni giorno gli alimenti e gli abiti ai moltissimi che ne hanno il più stretto bisogno . L ’ Opinion Nationale del 12 riporta tristissime notizie sul flagello della fame che infierisce in Algeria . Ecco una sua corrispondenza da Kandouri in data 1 gennaio : “ La miseria continua ostinata fra gli Arabi . I particolari di questa calamità sono orribili . Gli uomini scacciano dalle lor tende le donne ed i figli per non aver più modo di alimentarli , e le infelici creature errano lungamente per provvedersi un cibo qualunque . In tutti i villaggi chiusi da mura vi sono guardie destinate a respingere chiunque tentasse di entrarvi per calmare la fame . Si fanno vivi sforzi per scongiurare il male ma tutto è impossibile . Si è constatato inoltre che gli affamati ai quali fu somministrato il cibo , muoiono a capo di otto giorni perché il loro stomaco non è più in grado di sostenere alcun nutrimento . ” Trattando dei disastri che la fame cagiona in varie parti d ’ Europa , e dei pericoli maggiori che all ’ Europa tutta sovrastano in forza di questo flagello , il Siècle del 12 pronuncia queste assennate parole : “ E non è egli doloroso pensare che in mezzo a queste grida strazianti delle moltitudini , vi sono persone che si occupano unicamente di armamenti e di future battaglie ? Tutte le nazioni , tutti i governi non dovrebbero invece unirsi per dichiarare la guerra alla miseria ed alla fame ? ” I particolari della fame in Prussia diventano ancora più desolanti . Il freddo è giunto a 26° e 28° . A Danzica si sono istituite delle distribuzioni di minestre calde , e le porzioni furono dovute aumentare da 1000 a 1500 . Da Tilsit in Russia si scrive che le autorità diedero ricovero nelle prigioni di polizia agli operai senza tetto , i quali poi ogni mattina ricominciano la dolorosa istoria del cercar lavoro senza frutto . In Finlandia e nel Governo di Perm , gl ’ infelici muoiono lentamente di fame a centinaia ; la peste siberica distrusse in gran parte il bestiame ed i cavalli . È stato impossibile di far la seminagione nei campi al finire dell ’ anno ; di modo che non si ha in quelle provincie nemmeno la speranza di vedere la prossima raccolta por fine alle sofferenze del paese . La posizione è ad un incirca tanto spaventevole nel governo d ’ Arkangeli . Il pane triplicò di valore , e si prevede l ’ epoca sfortunatamente prossima in cui sarà impossibile ottenerne a nessun prezzo . Il console inglese ad Arkangeli lo dimostra in una lettera indirizzata al Times : “ È assolutamente impossibile , ” dice , “ che il governo e la carità possano soccorrere tante miserie ; il flagello è troppo grande , le provincie che esso desola sono troppo lontane dalle parti ricche dell ’ impero , perché questi sforzi possano produrre risultati di qualche importanza . ” Le notizie che giungono dall ’ Africa e dall ’ Oriente sono le mille volte più spaventose . Il 3 dicembre scorso furono trovati a Mascara dieci cadaveri di morti di fame . All ’ indomani quattordici , nel giorno susseguente venticinque . “ Altri morti , ” scrive un corrispondente dell ’ Echo d ’ Orma , “ giacevano dentro delle buche , in fondo dei precipizi , lungo le strade , nei ruscelli , e specialmente in un luogo detto il ricovero di Sidi - Bouas , specie di necropoli , tomba anticipata ove si trascinavano tutti quegli infelici che sentivano prossimo il loro fine . I più robusti europei non vivrebbero più di quarantott ’ ore in quel luogo . Centinaia di questi paria errano come fantasmi , attorno alle fortificazioni della città , nella quale è assai difficile penetrare essendo stata data la consegna a ciascuna sentinella di impedire l ’ accesso a qualunque indigeno avente apparenza di mendicante . ” I tribunali correzionali a Parigi , qualunque sia il sentimento di pietà che è loro imposto da tanta miseria , sono obbligati a condannare alla prigione molti sventurati accusati di mendicità e di vagabondaggio . Un giornale parigino racconta che un povero giovine non aveva trovato altro mezzo per satollare la fame che quello di recarsi in una bettola a mangiare senza pagare , e attendervi l ’ arrivo della polizia che gli procurò almeno nelle carceri un luogo ove dormire al coperto . Le Progès du Nord racconta questo fatto . Un operaio senza lavoro , certo Francesco Casse è venuto da Roubaix a Lille con intenzione di commettervi un delitto onde procurarsi un asilo contro il freddo e contro la fame . A questo scopo egli si era appostato vicino al Caffé Marsa , e nell ’ istante in cui vi passava un brigadiere di polizia , egli diede un colpo di bastone nelle lastre , dicendo : “ Ora conducetemi con voi . ” Questo infelice è stato condannato ad un mese di carcere e a 25 lire d ’ ammenda . A Londra ove la ricchezza è sì grande ma sì mal divisa , questi fatti si moltiplicano ogni giorno ; la statistica di coloro che muoiono di fame ha cifre ancora più spaventose di quelle delle provincie più povere . Non ha guari il coroner ha fatto un ’ inchiesta sul cadavere di un uomo chiamato Pritchard , che è morto di fame . Il 30 novembre il signor Ellis , che abita a Bromley , seppe che una famiglia che stava in Eggleton road al n ° 28 era nella più grande miseria . Ellis andò immediatamente alla casa indicata , bussò più volte alla porta , ma nessuno aprì . Pregò i vicini a chiamare da una finestra di dentro , ma invano : finalmente disse loro di fargli sapere se qualcuno entrava o usciva dalla casa . Dopo due giorni un bambino andò a cercarlo dicendogli che se voleva , poteva andare al n ° 28 in Eggleton road e gli sarebbe stato aperto . Ellis tenne dietro al fanciullo . La prima stanza era vuota e la divideva da una camera un tramezzo di legno sottile e screpolato . La porta della cucina era chiusa ; aprendola , Ellis non vide nulla perché le imposte erano serrate . Quando si mosse per cercare una finestra urtò in qualche cosa che era per terra , ma alla meglio poté aprire e allora vide un desolante spettacolo . La sala era piccola , umida , fredda , vi era un focolare , ma senza fuoco . Per terra era disteso un uomo , e poco discosto si scorgeva il corpo di una donna , in un angolo v ’ erano cinque bambini semivestiti , stretti e accasciati sopra una specie di pagliariccio . Uno di loro era una bambina di nove o dieci anni che stringeva tra le braccia un bambinello di dieci mesi . L ’ Ellis prima di indagare se era in mezzo ai morti o ai vivi , mandò subito in traccia di sua moglie , che corse recando acquavite , dei cibi e delle coperte . Essa si dette attorno per somministrare i primi soccorsi , mentre il marito andò a chiamare un medico ; ma quando tornarono , l ’ uomo aveva cessato di vivere ; e secondo il parere del dottore , la donna avrebbe mandato l ’ ultimo respiro se tardava un ’ ora il soccorso . Presto però la casa mutò d ’ aspetto mercè le sollecitudini di quelle persone caritatevoli . Fu acceso un buon fuoco , e la infelice madre , messa in un letto rifatto di nuovo , dopo alcune ore di ansia , tornò alla vita . I quattro bambini furono condotti all ’ asilo dei poveri ( Workhouse ) di Poplar , e la bambina rimase con sua madre . Alle molte domande che le furono rivolte rispose : “ Venerdì mattina papà ci dette un po ’ di pane , ma il babbo e la mamma non ne potettero mangiare perché erano malati , malati molto . Il giorno dopo nostro padre era a sedere nella poltrona , ci chiese qualche cosa da mangiare , ma non si aveva nulla da dargli , tutto quel che avevamo in casa era finito . Egli cominciò a pregare per noi tutti , poi si distese sul pavimento e non si alzò più ; dormiva senza dubbio . ” Ciò detto cadde in delirio e incominciò ad urlare : “ Date del pane al fratellino piccino , dategli del pane ! ” Pritchard era un mercante di zigari . Quando cominciò aveva in commercio un capitale di 75.000 franchi , ma mise la sua firma sulla cambiale di un amico , questi non pagò ed egli fu costretto a fallire . Da quel momento cominciò a poco a poco la miseria . Quando glielo concedeva la salute Pritchard andava a vendere per le case una certa polvere che fabbricava , ma raramente gli veniva fatto di raccogliere un poco di denaro . La povertà aumentava sempre più , da ultimo si nutriva con un sol tozzo di pane che spezzava insieme alla sua famiglia . Ecco cosa accadde a Londra , e disgraziatamente è un caso tra mille . Noi viviamo fortunatamente in una terra privilegiata ; nondimeno il numero di coloro che soffrono i rigori del freddo e della fame , è abbastanza considerevole . Raccogliendo e ponendo sotto gli occhi dei lettori queste notizie , non intendiamo accennare a rimedi , ché non siamo da tanto ; non intendiamo dare eccitamenti , ché ove il senso di carità esiste , agisce da sé e non esige impulsi o consigli . Ricordiamo soltanto a coloro che vivono nell ’ agiatezza che vi sono migliaia di loro simili che muoiono di freddo e di fame . La loro carità , se può , li soccorra .
PARLIAMO A MARAÑON ( - , 1937 )
StampaQuotidiana ,
Prima di tutto , presentiamolo . Il dott . prof . Marañon era presidente dell ' Accademia di medicina di Madrid , biologo di grande fama per i suoi lavori sulle glandole endocrine e autore di un libro , « Problema dei sessi » , molto noto fra coloro che si occupano di tali problemi . Abbiamo scritto era , perché oggi il prof . Marañon è fuggito da Madrid e parla a Parigi sulle colonne del Petit Parisien , pagine 1 e 4 del numero che reca la data del 21 febbraio 1937 . Il Marañon non è soltanto uno scienziato , ma anche un uomo politico di sinistra , già deputato alle Cortes , promotore della legge per il voto alle donne e uno dei fondatori della Repubblica spagnola . Intervistato da un giornalista , il dott . Marañon ha parlato come Lerroux ed ha versato nel seno dell ' intervistatore la più « dolorosa delle confessioni » e la più stroncante delle requisitorie contro il regime rosso di Valencia . Egli ha recitato un vero e proprio atto di contrizione , un mea culpa in piena regola . Dopo aver ricordato che la rivoluzione è stata anche opera sua , che essa prese appiglio dal sacrificio di Ferrer e del giornalista Cirva ( ucciso in prigione durante la rivolta delle Asturie ) , ecco le conclusioni alle quali tale umanitaria rivoluzione è arrivata secondo le parole dello stesso Marañon . « Voi sapete egli dice quel che è avvenuto . Ma io l ' ho visto . Trentamila Ferrer colpevoli di pensare liberamente sono stati fucilati senza processo . Cinquemila Cirva sono stati uccisi nelle prigioni a colpi di bombe a mano . Ancora ogni giorno si assassinano migliaia di uomini e di donne per delitto d ' opinione » . Ah dunque ! La Monarchia aveva al suo passivo , se così può dirsi , un solo Ferrer e un solo Cirva in un periodo di anni venti ; la Repubblica di Caballero , Blum , Avenol , Eden , ne ha trentacinquemila in sei mesi ! Ed è per questa mansueta repubblica che fa scorrere il sangue a fiumi e rimpiangere la Monarchia che non fu mai in nessun momento così feroce ; è per salvare questo delizioso regime che diciotto deputati degli Stati Uniti arcifessi hanno presentato una mozione contro l ' Italia , la Germania e il Portogallo . Il Marañon non è fra i trentacinquemila sacrificati al Moloch degli immortali principi perché , come il suo collega in democrazia Lerroux , è riuscito a scappare a tempo , non appena il giornale di Caballero stampò un palchetto di questo tenore : « Se voi volete conoscere i precedenti del dott . Gregorio Marañon , cercateli fra i fascisti » . Il nostro dottore capì a volo , e lasciamo che ce lo dica : « Era una sentenza di morte . È sotto questa forma che il foglio ufficiale di Caballero pubblica i suoi ordini di esecuzione . Appena avvertiti , i carnefici rivaleggiano nella celerità ! Tutti quelli che ho veduto così designati continua Marañon sono stati uccisi alcune ore dopo » . Marañon si è salvato grazie all ' attacco di Franco su Madrid ed alla confusione derivatane tra i rossi , alla fuga di Caballero ed all ' ospitalità concessagli dall ' Ambasciata di Polonia . Come sia fuggito dalla Spagna , com ' egli abbia raggiunto sano e salvo Parigi , egli non narra ; ma , quanto all ' epilogo del grande cruentissimo dramma che lacera e forse rinnova la Spagna , Marañon è categorico . « I dadi egli dice sono gettati . La vittoria di Franco è certa . Essa riempirà i miei voti . In ogni caso i due regimi non sono confrontabili . La dittatura di Primo de Rivera , di cui ho sofferto , paragonata alla tirannia rossa , era una dittatura amabile ... » . Prezioso , per quanto troppo tardivo , questo riconoscimento ! « Una sola cosa importa grida il dottor Gregorio Marañon ed è questa : che la Spagna , l ' Europa e l ' umanità siano liberate da un regime sanguinario , da una repubblica di assassini che noi abbiamo , per un tragico errore , preparato . Basta ! Basta ! Basta ! » . E chi vincerà ? Chi rovescerà questo abietto regime di autentici , per quanto democratici , criminali ? Chi ? Per il dott . Marañon nessun dubbio è ammissibile . « Un esercito regolare egli proclama finirà sempre per trionfare su bande irregolari » . È quello che , senza avere inventato le glandole endocrine , pensiamo anche noi . L ' esercito di Franco ha vinto sin qui e vincerà definitivamente la guerra . La discordia imperversa tra le gerarchie dei rossi . Ogni gruppo è in armi spiritualmente e materialmente contro l ' altro . Gli anarchici e i sindacalisti fronteggiano i comunisti staliniani , i quali devono difendersi i fianchi dai trotzkisti . È solo il mutuo terrore che li tiene insieme . I volontari rossi sfuggiti alle esecuzioni e tornati in Francia e in Inghilterra hanno illustrato la situazione con tinte vividissime e documentazioni inconfutabili . Dalla parte di Franco , v ' è molta più disciplina ed entusiasmo e valore . Arriba Espana è una parola d ' ordine che tocca nel profondo l ' anima del popolo spagnolo . I valori dello spirito , che sono decisivi , stanno coi franchisti . Si tratterà di adeguarli ai nuovi tempi , poiché una vecchia Spagna deve morire , se veramente si vuole che una nuova possa sorgere e vivere ! E ora che avete inteso il mea culpa del dott . Marañon , ora che lo abbiamo fatto parlare , siamo noi che ci rivolgiamo a lui per dirgli quel che pensiamo di lui e della sua condotta . E gli diciamo : Egregio signor professore , avete voi la coscienza tranquilla ? Coloro che rubano , incendiano , assassinano nella vostra terra sono i vostri allievi , quelli che hanno applicato il vostro vangelo , quelli che credono di realizzare i vostri ideali . Poiché l ' incendio minacciava di bruciarvi , e voi igienicamente non volevate essere uno dei 30.000 Ferrer o dei 5000 Cirva destinati al macello , ve ne siete andato , avete tagliato la corda ; e , mentre i vostri discepoli uccidono in massa , voi credete di alleggerire e disimpegnare la vostra coscienza , urlando che non per questo voi avete voluto la repubblica . Ma che cosa avete fatto per trattenere il carro che precipitava sulla china scivolosa del sempre più rosso ? Niente o quasi . Ecco perché , se il vostro lamento ci interessa dal punto di vita della documentazione storica e dal punto di vista della vostra psicologia , la vostra condotta di prima e di oggi non può essere che molto severamente giudicata e condannata . Voi , uomo di pensiero e di scienza , dovevate prevedere quale pericolo ci fosse nell ' evocare i diavoli e dovevate sapere altresì che , una volta evocati , è impossibile riaddomesticarli . Come al solito , voi eravate il demagogo che non conosceva la sua gente e , invece di educarla , la corrompeva . L ' ironia della storia aggiunge ora il suo tocco finale alla vostra vicenda : voi , antifascista acerrimo , siete stato salvato dal Fascismo !
StampaPeriodica ,
“ Il giornalismo , ” scriveva anni sono Bianchi Giovini , “ dovrebbe cessare dalle parole sterili e vuote , dalle polemiche inconcludenti , dalle pericolose compiacenze delle guerre di partiti , per mettersi sopra una via più dritta e più efficace , per toccare dei mali del paese che sono molti e gravissimi . ” Potremmo ripetere oggi queste parole colla medesima opportunità , anzi con un ’ opportunità forse maggiore . Sono alcuni giorni che è comparsa sui giornali francesi una relazione della Società italiana di beneficenza a Parigi sulla questione della mendicità dei piccoli italiani nelle città principali d ’ Europa , a Londra ed a Parigi specialmente ; relazione che mette al nudo una delle piaghe più vergognose del nostro paese , e nessun periodico ne ha parlato , od è entrato in merito della questione , se ne escludiamo la Nazione e la Gazzetta Ufficiale . In Italia si fa mercato di fanciulli ; pochi lo sanno , e saranno meravigliati di apprenderlo dal nostro giornale . Ecco in qual modo principia e come continua un traffico che si basa sull ’ umanità nella sua forma più interessante : l ’ infanzia ! Nell ’ Italia meridionale , in una provincia ricca più delle altre , la Basilicata , una gran parte degli abitanti fanno una vera industria della musica e del vagabondaggio . Di là sono sempre partiti gli stuoli di fanciulli musicanti , grandi e piccoli , e che hanno resa la loro patria così singolarmente celebre in tutta Europa e perfino in America . Cinque o sei comuni si distinguono sopra tutti per il numero considerevole dei loro emigranti . Essi sono quelli di Marsicovetere , Corleto , Laurenzano , Calvello , Piccinisco e Viggiano . Questa emigrazione , che gli antichi governi del Regno di Napoli agevolavano nello intendimento evidente di sbarazzarsi dal soverchio di una popolazione turbolenta , continua oggidì colla stessa attività . E come i poveri montanari della Savoia e del Piemonte , cacciati dal freddo , si recano nelle grandi città in cerca di un ricovero e di un pane lavorando , i Calabresi si recano da lontano a cercare la loro sussistenza col mezzo di una vergognosa mendicità . Il costume di mendicare da città in città col mezzo di fanciulli ha creato un traffico che si effettua scopertamente sotto gli occhi e colla tolleranza delle autorità di tutti i paesi . Tutti gli anni , ad epoche determinate , partono dai loro villaggi centinaia di fanciulli , dei due sessi , a brigate da due a dieci , sotto la condotta di individui che si dichiarano loro genitori o parenti . Ma in realtà costoro sono veri padroni di schiavi perché questi fanciulli vengono loro affittati , venduti o confidati in forza di contratti bilaterali scritti , e che le due parti probabilmente suppongono regolari , poiché esse reclamano qualchevolta all ’ estero l ’ assistenza dei consoli onde far eseguire le clausole reciprocamente pattuite . Questi contratti stipulano di solito l ’ affitto dei fanciulli per un tempo determinato , mediante il pagamento di una somma annua ovvero di una somma unica pagata in anticipazione per tutta la durata del contratto . I genitori si liberano in tal modo dei loro figliuoli per una somma di denaro , senza altrimenti preoccuparsi della loro sorte , se non allora quando credono di poter trarre un partito più vantaggioso da queste miserabili e deboli creature . Queste bande di fanciulli , appena uscite dai loro villaggi , cominciano a mendicare per conto dei loro padroni , traversano tutta l ’ Italia seguendo il littorale del Mediterraneo , e per la Corniche arrivano a Nizza ed a Marsiglia . Rare volte giungono in Francia per la via di mare , giacché a Marsiglia lo sbarco di questi mendicanti costituisce oggetto di rigorosa sorveglianza . Quando non sono muniti di passaporti regolari passano attraverso alle Alpi per Briançon . Alle frontiere comincia la vera tratta dei bianchi . Là i conduttori li rivendono spesso ad individui abitanti di Parigi e delle altre grandi città di Francia o d ’ altrove . Smerciato il loro capitale , i conduttori tornano nella Basilicata a raccogliervi altri fanciulli che fanno viaggiare nello stesso modo coi documenti che hanno servito pel convoglio antecedente . Ed ecco in qual modo comincia questa odiosa industria . Ecco ora in qual modo essa si pratichi nella più bella città del mondo . Giunti a Parigi questi poveri fanciulli vengono installati alla rinfusa , bambine e bambini , con una promiscuità indegna , in certi alloggi vicini alla piazza Maubert ed al Panthéon . Ciascun mattino questi miserabili pezzenti vengono slanciati in tutte le direzioni alla ricerca del piccolo soldo . Taluna volta i padroni li seguono e li sorvegliano da lungi e vengono a strappar loro di mano il prodotto dell ’ elemosina non appena i donatori si sono allontanati . Ma l ’ incasso viene quasi sempre affidato al più avanzato in età della piccola banda . Il padrone preferisce passare la giornata nelle bettole in compagnia dei suoi pari aspettando pazientemente che i fanciulli rientrino . I più piccoli sono i migliori strumenti della industria perché attraggono meglio la pietà dei passanti , quindi è che sono più ricercati dai trafficanti . Il vagabondaggio dura da mattina a sera . Questi fanciulli vivono di ciò che la carità pubblica dona loro in natura : il numerario devono consegnarlo tutto . Venuta la sera tornano nel loro antro , sull ’ imperiale di un omnibus , che serve qualche volta di teatro alle loro questue . Chi può reggere alle contrazioni , alle contorsioni , al riso , alle lagrime di questi poveri derelitti ? Sovente essi terminano la giornata raccogliendo l ’ obolo dell ’ operaio . Il testo della relazione che abbiamo sott ’ occhio aggiunge : Vedendo questi cenci umani circolare per le contrade di Parigi , si è costretti a domandarsi quali motivi mai facciano tollerare , se non anche proteggere questa vergognosa speculazione . In questa città , nella quale il più piccolo merciaio ambulante paga la patente , dove il commissionario delle strade deve avere un distintivo , dove nulla si fa senza permesso , i soli industrianti di fanciulli sembrano essere fuori delle leggi . Perché questo favore ? Perché in un paese che è alla testa della civiltà , in un paese nel quale il lavoro è in così grande onore si ammette che questo genere di mendicità formi una vera corporazione ? Sono forse le leggi che mancano in simile materia ? Bisognerebbe crearne . Ma esse non mancano . Una sola basta . Il disposto del prefetto di polizia in data 28 febbraio 1863 che dice all ’ articolo 10 : “ È espressamente proibito ai saltimbanchi , suonatori d ’ organo , musici e cantori ambulanti di farsi accompagnare da fanciulli di età minori di 16 anni . ” Quest ’ articolo dice tutto , ci pare , e noi non comprendiamo come vi sia ancora a Parigi un solo fanciullo che chieda l ’ elemosina . Forseché l ’ amministrazione ignora i fatti di cui ci occupiamo ? No . Perché essa ha un servizio speciale di polizia che si occupa di questa industria , e i nomi dei principali trafficanti le sono perfettamente noti . I motivi della tolleranza dell ’ amministrazione francese sfuggono dunque compiutamente alla nostra perspicacia . Allorquando uno di questi fanciulli vagabondi viene arrestato in flagrante di vagabondaggio , viene provvisoriamente detenuto e ne vien dato avviso al consolato generale d ’ Italia . Quasi subito dopo arriva il padrone che lo reclama ed al quale viene immediatamente consegnato . Il momento del loro arresto è il più doloroso per questi fanciulli . Abbiamo spesso assistito ad una vera lotta tra l ’ astuzia di questi fanciulli e la forza degli agenti che ad ogni modo li trattano con dolcezza . Essi cercano tutti i mezzi possibili per sfuggire , perché il loro arresto produce a carico del padrone una perdita materiale che poi bisogna compensare lavorando di più , oltre ad essere severamente puniti . Al terzo arresto dello stesso fanciullo , viene ordinata la sua espulsione dal territorio francese , e del suo rimpatrio viene dato avviso al Console generale italiano che rilascia alla prefettura una ricevuta per ciascun fanciullo . L ’ espulsione non è mai seguita da effetto reale , giacché essi possono rientrare da un ’ altra frontiera accompagnati da altri individui , senza che la loro identità possa essere seriamente constatata . Questi mutamenti di nomi e di padroni si spiegano col mutismo in cui si chiudono questi fanciulli . Li abbiamo interrogati varie volte , e non abbiamo mai potuto averne in risposta che due parole : “ Abito in piazza Maubert e ... sono di Napoli . ” D ’ altronde nulla li obbliga a tornare a Parigi immediatamente : il campo della industria a cui servono è vasto come il mondo , e i miserabili che se ne valgono possono scambiarli , rivenderli , o spedirli a Londra fra le bande che vi formicolano . Tale è la sorte di questa meschina popolazione . La società italiana , aiutata in ciò possentemente dal Ministro d ’ Italia , finirà coll ’ ottenere dal Governo francese la esecuzione severa delle misure adatte a reprimere l ’ industria nella città di Parigi e nella Francia . Ma perché il male sparisca compiutamente , bisogna colpirlo alla radice , cioè là dove esso germoglia in modo incosciente , nello spirito degli abitanti della Calabria che vendono i loro fanciulli come vendono i prodotti del loro suolo . È in Italia che deve farsi il maggior sforzo per sopprimere una industria che la oltraggia . Bisogna che i nostri compatrioti riconoscano che si tratta in una volta di una quistione d ’ umanità e di amor patrio ; che essi sappiano il deplorabile effetto di questi cenci all ’ estero a disonore del loro paese . Non vi sono piccole cause senza effetto . I piccoli mendicanti che gironzano per l ’ Europa perpetuano il pregiudizio che fa dell ’ Italia una nazione accidiosa ! L ’ Italia sa che per ingrandire nelle opinioni dei popoli essa non deve trascurar nulla ; essa pertanto comprenderà la nostra conchiusione . All ’ Italia divisa , senza libertà , senza lavoro , molto poteva condonarsi . All ’ Italia unita , che tende a farsi industriosa , che ha bisogno di sviluppare le ricchezze del suo suolo e del suo genio , l ’ Europa ha diritto di dire : “ Provvedete ai vostri poveri , se ne avete ! Fatene degli uomini . Essi non vi saranno di troppo ! ”
L'INNO AL CANAPE ( - , 1925 )
StampaPeriodica ,
Dal senatore Giovanni Gentile , che è l ' unico interprete autorizzato del pensiero di Farinacci , riceviamo la seguente lettera : Caro Becco Giallo , Da qualche tempo , sovraccarico di cure soloniche ed enciclopediche , ho trascurato di confortare con nuove prove la mia tesi storica , accolta con tanto favore da cotesto giornale , della diretta filiazione del fascismo dal Risorgimento italiano . Non si creda però che io l ' abbia abbandonata : anzi , a nuova conferma , mi si consenta di illustrare con testi del Risorgimento la recente proposta dell ' on . Farinacci , che si drizzino finalmente le forche nelle piazze d ' Italia . Il testo principale è un ' ode di Vittorio Zubriani , dal titolo " Inno al canape . " In coscienza , non potei sostenere che Farinacci ne fosse già a conoscenza quando lanciava la sua proposta ; ma i genii mistici di questa nostra età profondamente religiosa hanno chi la virtù profetica ( come Michelino Bianchi ) , chi la divinazione ( come Farinacci ) . Ed ecco , senz ' altri preamboli il nocciolo dell ' inno : Pugna il filantropo pei disumani e contro l ' uman genere , coi sofismi scalzando il patibolo pietra angolare del civil consorzio , baluardo dei Regni in pericolo , altar de la giustizia . Mannaia e canape , sommi argomenti , in piedi e in auge serbano leggi e costumi ... Si noti : mannaia e canape : invece il nostro Farinacci si accontenta del solo canape ; ma c ' è posto per gli ulteriori sviluppi della rivoluzione . E gustate questo impeto lirico , che sa d ' Imbriani , assai più che di Carducci , il poeta commosso della storia : O ferrei spiriti d ' un tempo ! o degni esempli ! o sante storie ! Carlo Quinto a le forche sberrettasi ... Ed ecco un gentile episodio : Vuotar le carceri solean d ' ospiti i papi , incoronandosi . Sisto impone che , invece , ne impicchino Quattro a Montecitorio e quattro al Popolo , mentre il rito in San Pietro si celebra : arra dei suoi propositi . Donde segue l ' ammaestramento : Quest ' egro popolo chirurgi vuol che trattin franco il bisturi ! Né quaterne , rinvilii , spettacoli ad ufo , imposte miti , alti salarii ama e brama al par d ' aspra giustizia , che il freni e che l ' emancipi . Prospera , o canape , ricchezza nostra ! incarirai ! Pronunzia del cancan demagogico il termine lo stesso apogeo suo ... Ilare semini canape il contadino , allegra l ' avola fili ; e tessa giuliva la giovane ; lavori lieto il funaiuol ; preparino , conscie braccia del fato , a ' colpevoli il capestro e il sudario . Ho trascelto gli squarci più espressivi ; ma chi desideri conoscere l ' ode integralmente , la troverà in " Studi letterari e bizzarrie satiriche " dell ' Imbriani , a cura di Benedetto Croce ( di quel Benedetto Croce che ora fa l ' antifascista , mentre ha preparato finanche i sacri testi dell ' era nuova ! ) . Giovanni Gentile