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RELIGIONE E FASCISMO ( - , 1934 )
StampaPeriodica ,
Il problema dei rapporti tra Fascismo e Religione , praticamente risolto nel suo aspetto storico con gli Accordi Lateranensi del 1929 , rima - ne tuttora aperto in non pochi spiriti , la cui raffinata sensibilità diventa inquietudine per la mancanza di una esatta comprensione di almeno uno dei termini del problema stesso . E purtroppo qualche volta avviene che tali rapporti si presentino loro sotto forma di insanabile dissidio per cui si determinano posizioni ed atteggiamenti che non possono non produrre una certa sorpresa . Vero è che non manca in taluni di questi spiriti inquieti una tal quale abilità dialettica , per cui alla Religione si sostituisce la filosofia cattolica , il che è cosa ben diversa . Ciò non impedisce però che essi , superando audacemente certe necessarie distinzioni , si riducano a formulare proposizioni di estrema gravità , come questa che è apparsa giorni fa nella pagina dedicata ai problemi filosofici di un quotidiano di Lombardia : " Il Cattolicesimo , così com ' è non soddisfa la parte migliore degli Italiani . " L ' affermazione , indubbiamente gravissima data anche l ' autorità del foglio che l ' ha ospitata , presenta subito però il punto vulnerabile , per cui non appare difficile ribatterla . A parte il fatto che il Cattolicesimo , anche così com ' è , soddisfa la stragrande maggioranza degli Italiani non esclusi i loro capi responsabili ai quali si farebbe un grave torto se li si escludesse dall ' appartenere alla " parte migliore degli Italiani " dalla sopra citata affermazione si dovrebbe dedurre che per riconciliare la " parte migliore degli Italiani " al Cattolicesimo bisognerebbe che questo si riformasse , visto che la causa del dissidio sta proprio nella sua attuale formazione . La cosa è antica più che non si creda , e viene ripetuta almeno ogni venticinquennio , ogni qual volta cioè si determini una situazione che , sconvolgendo il calmo fluire degli avvenimenti , ripropone allo spirito il problema dell ' attualità del Cattolicesimo . Come è noto , il problema è sempre stato risolto nel senso che il Cattolicesimo nulla mai ha dovuto mutare dei suoi fondamenti essenziali , immutabili perché divini e capaci quindi di aderire ad ogni atteggiamento dello spirito umano , fondamentalmente uno pur nella diversità dei tempi e dei luoghi . Se mai la Chiesa cattolica , che del Cattolicesimo è la espressione vivente e tangibile , è venuta via via interpretando lo spirito dei tempi e senza nulla mutare nella sua base dommatica e nella sua struttura gerarchica , ha sapientemente temperato la sua disciplina per accostarsi il più possibile all ' anima dei popoli . Il reclamare un rinnovamento del Cattolicesimo quasi che esso più non risponda alle esigenze dell ' anima moderna ed alla situazione creata dall ' avvento di una particolare prassi politica , è per lo meno ingenuo e denuncia una imperfetta cognizione del Cattolicesimo stesso , domma , morale , gerarchia . Questo nella migliore e più benevola delle ipotesi , perché altrimenti si dovrebbe vedere nella strana richiesta una mentalità idealistica o una manovra protestantica . Che cosa si vuol dire con frasi come queste : " Il Cristianesimo approfondito che sia nel suo significato metafisico potrebbe essere ancora una ricca miniera di verità : a questo approfondimento difficilmente la Chiesa potrebbe risolversi con qualche risultato se non colla cooperazione dello Stato " ? A parte la confusione tra Cattolicesimo e Cristianesimo , è evidente qui la mentalità da teologo progressista e la tendenza alla nazionalizzazione della Religione : cose che , perfettamente comprensibili nella Germania nazista , urtano fatalmente in Italia contro il buon senso latino e la romana chiarezza di giudizio di nostra gente . Per fortuna degli Italiani , Mussolini ha in proposito idee molto più chiare e non pretende affatto , non solo di fare della politica anticattolica contro tutti gli interessi del Fascismo , ma neppure di sostituirsi alla Chiesa in quella funzione squisitamente educatrice che le è propria per divino mandato e per intima essenza . I Patti Lateranensi ed i conseguenti accordi del 3 settembre 1931 hanno ormai chiarito nella coscienza degli Italiani le rispettive posizioni della Chiesa e dello Stato , così che ogni equivoco non è ormai più possibile . E neppure è necessario che la Chiesa rinunci ad ogni sua azione entro il territorio nazionale per dedicarsi secondo il consiglio che le vien rivolto dal quotidiano in questione ad una più vasta propaganda oltre confine . Non vediamo quali " continue e pericolose collisioni " possano nascere in Italia dal fatto che la Chiesa svolge la sua benefica azione educatrice anche tra le file delle organizzazioni del Regime e cerca di permeare dello spirito cattolico ogni forma di attività nazionale . Il sottile ed acuto articolista del quotidiano lombardo può accarezzare la speranza che " potrà cessare il Cattolicesimo , " pur consolandosi che " il suo apporto dottrinale non avrà per questo esaurito il suo processo " ; qui sta , secondo noi , l ' errore fondamentale di identificare il Cattolicesimo con un qualsiasi sistema filosofico destinato ad esaurirsi col tempo . L ' Italia fascista ha ben altre convinzioni : per cui non è errato il ritenere che il Fascismo , nel suo slancio vitale e nel suo anelito verso l ' eterno , abbia proprio voluto appoggiarsi a quell ' istituto che , solo , ha la promessa infallibile della perennità .
LE ELEZIONI ( - , 1870 )
StampaQuotidiana ,
L ' esercizio del diritto elettorale dovrebbe essere , specialmente in un paese nuovo alle istituzioni rivoluzionarie , dovrebbe essere fatto con trasporto , con entusiasmo . All ' incontro l ' apatia degl ' italiani in proposito è ormai proverbiale , e l ' azienda pubblica si è ridotta in mano di un partito che la fa da vero despota . Questo stesso partito governativo ha in mano le elezioni ; scioglie la Camera e pretende che dal 5 al 20 novembre gli elettori abbiano a poter applicarsi a conoscere le questioni che la futura legislazione è chiamata a risolvere . Perché questo dileggio delle forme costituzionali ? Perché questo abuso d ' autorità ? Gl ' innamorati di questi sistemi rispondano , e ci spieghino come questo non sia peggio che assolutismo e autocrazia . Ma non è qui che a noi le elezioni danno a parlare . Vogliamo dire ai cattolici che se vi fu momento nel quale l ' astenersi dal votare per qualsiasi candidato fu opportuna e savia misura , ora è un dovere strettissimo . Già alcuni dei giornali cattolici italiani hanno espresso il loro parere . L ' « Unità Cattolica » ha asserita e difesa la formola « né eletti né elettori » in un savio articolo , nel quale agli argomenti addotti noi avremmo forse dato una maggior estensione . A Roma un deputato cattolico non può andare come legislatore ; a Roma non si entra che per la breccia , per forza ; a Roma chi votasse anche contro l ' usurpazione ostenterebbe un ' autorità là dove il Pontefice non gliela acconsente . Gli elettori né di Genova , né di Palermo , né di Roma possono concorrere alle elezioni , perché i deputati , secondo i principii costituzionali , rappresentano l ' intera nazione e il voto sarebbe un ritenere nel fatto cessata ogni autorità del Papa sul suo territorio ; d ' altra parte qual elettore è costretto ad usare del diritto di eleggere ? Non ostante che la ragione ed il buon senso dissuadono i cattolici dall ' accorrere all ' urna , vi sono molti ai quali quest ' astensione non entra . Ebbene ; qual uomo cattolico accetterebbe l ' incarico di dettar leggi sotto agli occhi del Pontefice prigioniero ? chi vorrebbe rendersi connivente dell ' attuazione del programma ministeriale , sedendo nella Camera anche per osteggiarlo ? Chi poi vede qualcosa in questo buio avvenire che ci aspetta ? Chi vorrà trovarsi nella sala a gozzovigliare co ' filistei , quando Sansone deriso è in mezzo alle due colonne che sostengono l ' edifizio ? Che se fosse pur dicevole entrar deputato nella Camera , cerchino i cattolici uomini da potersi proporre ai collegi italiani ! Alcuni ci sono , ma sono alcuni . Non s ' offendano i cattolici , è pur troppo vero che quelli che forse s ' offendono , ci mettono sulla penna queste parole . Cattolici ci sono ! dove sono ? dove la loro vita pubblica ? E se si trovassero questi uomini ancor capaci d ' indignazione innanzi alla giustizia oltraggiata , possiamo supporre che rimarranno vincitori nel campo elettorale ? No ; si pretende che gli elettori siano in mano del clero , il quale li guida ; ciò non è vero ; molti del clero hanno rovinato , e molti lasciarono che si rovinassero gli elettori . Si contarono preti che condussero all ' urna i loro dipendenti a votare per candidati governativi , e perché ? pel meno male . Ah se il meno male è lecito , non sappiamo perché si predichi di non commettere nessun male , e di abbandonarne anche le apparenze ! È questo un argomento che naturalmente oggi ci viene presentato dalle elezioni imminenti , e di cui saremo costretti a riparlare . Intanto gli elettori pensino se l ' astensione non sia una misura moralmente e fisicamente necessaria . Lo « Stendardo Cattolico » rimane attonito e pieno di dolore di fronte ai fatti che si preparano e si ritira in disparte a contemplare da semplice spettatore la scena ; ciò sta bene , quantunque si potesse far di più ; ad ogni modo la formola « né eletti né elettori » ha un avversario di meno nelle nostre file , e speriamo che avrà seguaci tutti i cattolici , e quelli principalmente che vogliono far politica .
INCONTRI E SCONTRI ( - , 1919 )
StampaPeriodica ,
" Un Comitato per la Tutela del Decoro Nazionale " si è costituito recentemente qui a Roma , per opera di alcune cospicue personalità , " onde porre un argine - dice il programma - al dilagare della produzione artistica nostrana , che ha ormai raggiunto proporzioni tali da allarmare i più indifferenti " . Questo Comitato intende istituire dei premi di Scoraggiamento , sotto forma di vitalizi , da assegnarsi " a quelle persone d ' ambo i sessi le quali avendo prodotto un ' opera qualsivoglia di letteratura , o pittura , o scultura , o musica , o teatro , che abbia riscosso il suffragio dei critici competenti , s ' impegnino con regolare atto notarile , a desistere per sempre dall ' esercizio , tanto pubblico che privato , di qualunque delle suddette arti " . Saranno disponibili in breve cento premi di lire mille annue , e si spera nel contributo di tutti i buoni italiani per poterne aumentare il numero e l ' entità . Anche il Governo ha dato la propria adesione , e sembra che in mancanza di un appoggio pecuniario , impossibile in questo momento , voglia mettere a disposizione del Comitato un certo numero di onorificienze che servirebbero a sostituire o a integrare parte dei premi in denaro . Sappiamo che la provvida iniziativa ha incontrato negli ambienti artistici e nel pubblico , largo consenso . OH , VILISSIMI NOI ! Noi non faremo mai nomi , non citeremo fatti specifici , non daremo mai presa alle feconde discussioni , non assumeremo mai responsabilità circostanziate , non entreremo mai nel libero arringo della polemica , non cercheremo mai la verità e la luce ; saremo sempre scorretti , libellisti , diffamatori , anonimi , sciagurati , subdoli , venduti , forse . Si tratta che abbiamo scoperto in poche parole tanto da tenerVi la coscienza in pace . Queste : chi si riconosce , se lo merita . È oracolo . Come certi selvaggi d ' Africa tenevano delle galline che avvelenavano , e se morivano l ' accusato era reo , se no innocente ; così noi andiamo seminando questi pezzetti di veleno , perché certe galline abbocchino e ci diano indizio sicuro su certi rei sospetti . PROVE . È bella , che certuni accolgono l ' espressione delle nostre più care fissazioni , espressione che noi crediamo di avere resa quanto più è possibile lieve ed inoffensiva , con sorrisi di superiorità scettica e consumata . A noi ? Santo diavolone , come dicono in Sicilia ! Da dieci anni ci esponiamo e cerchiamo l ' irrisione , abbiamo messo ogni genere di amori alla prova di non so quanti bordelli veri e metaforici ; e vengono a fare i Mefistofeli con noi , che abbiamo preso per le corna di dietro tutti i dilemmi del diavolo , che ci siamo incanagliati e indiavolati a bordo di certi galeoni d ' autorevolezza e serietà morale , dove nessuno se l ' era mai sognato ; e per noi , infine , la miglior ragione per indurci e cercarne la compagnia è che un uomo ci neghi e derida ! O vecchi incantatori di serpenti sdentati , noi siamo troppo privi di ogni suscettibilità , e tutto il vostro vantatissimo scetticismo non è altro che il riparo mal rappezzato di una vanità peritosa e indolorita , mortificata dal ricordo mal confessato di alcuni antichi granchi madornali . CAROGNETTINE da due soldi il pezzo . Brigantelli da giardino . Un indizio che la gente comincia ad accorgersi della vostra forza l ' avrete fermo e certissimo appena i vostri nemici e detrattori - nessuno può illudersi di non averne - sentiranno il bisogno di darsi la mano e confederarsi . Il diavolo li mette difatti uno sulla strada del l ' altro e li fa incontrare ch ' è una bellezza . Se poi avete qualche devoto farfallino capace di farvi la spia dal campo avversario , ne sentirete delle belle : e sul costume delle loro adunanze nei retrobottega , e sulle ore fisse degli appuntamenti , e sui metodi di diffamazione discussi in comune , e sui progetti escogitati per crearvi intorno il vuoto e sotto i piedi farvi mancare la terra , e sul modo di mettere in circolazione qualche definizione assassina che faccia fortuna , e sulle maniere affettuose che i cospiratori s ' usano fra di loro , e sulle riconciliazioni sporcucce e repentine con quelli che potranno giovare al fine comune , e sul modo circospetto col quale entrano ed escono dai loro covi , e sull ' improvviso silenzio quand ' entri qualcuno del quale non si fidino ancora troppo . E magari alcuni di loro sono in buona fede o cercan di persuadersi che veramente è impossibile che anche voi non facciate altrettanto . Tant ' è : c ' è una legge dei compensi e dell ' equilibrio , rigorosissima . E se da una parte della bilancia ci sono degli individui che gravino per un certo peso , è giusto che dall ' altra parte , per non essere sbalestrati in aria , altri individui faccian forza col numero e all ' occorrenza caricando sul loro piatto tutte le macchine e gli strumenti di tortura dell ' Inquisizione . Fatto sta che le orecchie a noi ci fischiano sempre . A rigor di termini , si può ancora usare la parola " mediterraneo " , a patto d ' intendere quanto di più indicibile e vago e seducente può avere un mito solare e marino . Che dire dunque di qualcuno che si professi in tutta lettera mediterraneo ? Come accade che il superuomo e la sua morale , nozione ultima di Nietzsche , suo modo peritoso e irregolare di nominare il trascendente , invece che i discepoli vi adoperassero ombra e riserva e prudenza , fossero condotti alla fiera in vesti d ' Arlecchino , coi colori possibili ed impossibili di un secolo grande , bislacco ed arruffone , come l ' ultimo scorso . OTTIMISMO POSTREMO . Ci demmo a credere , tempo fa , che il cinematografo avrebbe rovinati i cattivi libri e il cattivo teatro . Diavolo ! chi avrebbe potuto supporre che resisterebbero a una concorrenza tanto formidabile ? Era il caso di dire che li avrebbe battuti sul loro terreno stesso . A noi successe come a Guglielmo Imperatore . Egli ha trovato un sentimentalismo politico ancor più convinto e sentimentale del suo , ed è stato battuto colle sue armi . E il nostro calcolo troppo astuto è stato sfatato da una inaspettata profondità di cattivo gusto e di coglioneria . I cattivi libri , il cattivo teatro e l ' ottimo cinematografo prosperano insieme , e l ' uno prende luce e vita dall ' altro . È vero che , in fin dei conti , poco ce ne cura , essendo noi del parere che se la cattiva letteratura non esistesse bisognerebbe inventarla , nel migliore dei modi possibili . CENTRI DI CULTURA . Si stabiliscono centri di cultura in luoghi che sono un incanto . Si stabiliscono confusioni estetiche tra biblioteche circolanti e missioni del dotto ; alle quali , per essere babiloniche , non mancano neppure , come si vede , i giardini pensili . Parecchie ottime persone ci vanno comunicando , come un grande arcano , che la nostra rivista è uscita al momento giusto e come si aspettava , senza saperlo , da molte parti . Ringraziamo dell ' intenzione , ma non l ' abbiamo fatto apposta . Non ci abbiam messo studio ; è stata una bella combinazione . Non siamo giocatori d ' azzardo , ma neppure cospiratori . Abbiamo un ' idea tutta italiana ; d ' essere dei galantuomini e dei persuasi . Non è colpa nostra se si sia ridotti al punto che la gente a ciò si ferma a guardare . LA STORIA E LE SUE VIE . Quando si pensa alla storia , per che vie torte procede e quanto costa per venir sempre , prevedutissima , a confermare se stessa ; questa storia è proprio una storia ridicola . Eppure , non ci sentiamo né il diritto né la voglia di pentirci dell ' esperienze dovute fare . Ma questo , compatibilmente alla modestia , è più merito nostro che della storia . MENESTRELLI . I segreti , in verità elementari e semplicissimi , della scienza di governare i popoli , sebbene filtrati dalla sostanza stessa della vita di questi e quantunque costituiscano il loro più antico patrimonio , ripugnano all ' anima popolare . Il debole , l ' anonimo , non ama gli si vengano a spifferare le fatali ragioni della sua docilità verso il fratello più forte , sostegno e vanto della famiglia . Non che le ignori ; pure , in dati tempi , giunge perfino a dimenticarle e a disconoscerle con furore . Non è tuttavia meno provvidenziale e decoroso che il debole non sia abbandonato in balia di sé stesso . Durante la guerra i popoli si sono lasciati esemplarmente condurre , a una sola suprema condizione : si provvedesse a tener loro i padiglioni auricolari ininterrottamente e senza risparmio annaffiati di gloriose favole e di menzogne . Oggi che ai loro capi , così buoni menestrelli durante i tempi eroici e feroci , non è più possibile tener lontane da quelle malavvezze orecchie , note più crude e discordanti , i popoli generosi gridano al tradimento e minacciano cose dell ' altro mondo . E questa è la punizione , o per lo meno , il brutto quarto d ' ora dei menestrelli . Nella pubblica tenzone coi capi avversari - mentre i popoli erano d ' altra parte troppo occupati a versare con meticolosa cura il loro sangue , per interessarsi soverchiamente di simili controversie - essi hanno approfittato delle minime gaffes di quelli , assai più ingenui e brutalmente bonaccioni , per dar loro con grandi uh ! uh ! sulla voce , fare gli scandolezzati e svergognarli " davanti al mondo intero " . Che diamine ! Pezzi di carta , i trattati ? State zitti , disgraziati , che lo sapevamo prima di voi ! Ma essere stati insieme a bordello non vuoi mica dire tu me Io debba buttar sulla faccia alla presenza delle mogli . Che sarebbero , in questo caso i popoli , pronti , come quelle , a dar nelle peggiori escandescenze , a fare a pezzi le , stoviglie , e a buttar dalla finestra i più cari ricordi di tanti anni di ottimo ménage . E l ' eterno sfortunato , malaccorto popolo tedesco è giunto primo alla fame e alla disfatta forse anche per non essere stato " altrettanto " rimpinzato di provvisorie e corroboranti menzogne . La vittoria , si diceva , sarà di colui che saprà resistere cinque minuti di più . Ma trattandosi , in sostanza , di una guerra , nella quale da una parte erano dei legulei e dei giornalisti , dall ' altra dei soldati , era troppo naturale che vincessero i primi , e si verificasse piuttosto il detto : la sconfitta sarà di colui che non saprà mentire a sé stesso un pochino di più .
ProsaGiuridica ,
VITTORIO EMANUELE III PER GRAZIA Dl DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE RE D ' ITALIA Il Senato e la Camera dei deputati hanno approvato ; Noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue : Art . 1 Nei Comuni la cui popolazione non eccede i 5000 abitanti , secondo le risultanze dell ' ultimo censimento , l ' Amministrazione è affidata ad un Podestà , assistito , ove il Prefetto lo ritenga possibile , da una Consulta municipale . Art . 2 Il Podestà è nominato con decreto Reale . Dura in carica cinque anni e può essere sempre confermato . Il Prefetto può trasferire il Podestà da un Comune all ' altro della Provincia e proporne al Ministero dell ' interno la revoca , che è disposta con decreto Reale . Contro il provvedimento di revoca non è ammesso alcun gravame né amministrativo , né giudiziario . Art . 3 La Consulta municipale si compone di cittadini che non si trovino in alcuna delle condizioni di ineleggibilità e d ' incompatibilità previste dagli articoli 25 e 26 della legge comunale e provinciale . Art . 4 I consultori municipali , il cui numero , determinato per ciascun Comune dal Prefetto , non può essere inferiore a sei , sono nominati con decreto prefettizio , per un terzo direttamente , e per due terzi su designazione degli Enti economici , dei sindacati e delle associazioni locali . Il Prefetto determina altresì , gli Enti economici , i sindacati e le associazioni locali , ai quali compete la designazione , ed il numero dei rappresentanti a ciascuno assegnati . Gli Enti economici , i sindacati e le associazioni locali designano tre nomi per ogni rappresentante assegnato . Art . 5 Il Podestà esercita le funzioni che la legge comunale e provinciale conferisce al sindaco , alla Giunta ed al Consiglio comunale . La Consulta municipale ha attribuzioni meramente consultive ; essa dà parere su tutte le materie che il Podestà crede di sottoporle . Il parere della Consulta municipale è obbligatorio in merito alle deliberazioni del Podestà concernenti l ' approvazione del bilancio , gli impegni attivi e passivi vincolanti il bilancio per oltre cinque anni , la contrattazione dei prestiti , la imposizione dei tributi , l ' alienazione di beni patrimoniali , la assunzione diretta di pubblici servizi . Quando , in questi casi , il parere della Consulta municipale sia contrario alle proposte del Podestà , questi dovrà farne constare nel verbale delle relative deliberazioni . Art . 6 Sono applicabili al Podestà le norme di ineleggibilità ed incompatibilità stabilite dalla legge comunale e provinciale per il sindaco . Art . 7 Il Podestà può delegare a ciascun consultore municipale speciali incarichi nell ' amministrazione del Comune . Art . 8 Nei Comuni di popolazione eccedente quella indicata dall ' art . 1 , l ' amministrazione può essere affidata , in conformità delle norme stabilite dalla presente legge , a un Podestà , quando i rispettivi Consigli comunali siano stati sciolti due volte nel periodo di due anni . Il provvedimento previsto dal presente articolo è adottato con decreto Reale , su proposta del Ministro per l ' interno , udito il Consiglio dei Ministri . Art . 9 Per essere nominato Podestà occorre : a ) essere maggiore di età ; b ) essere cittadino italiano ; c ) non aver subìto condanne per i titoli indicati nell ' articolo 25 della legge comunale e provinciale , nonché per delitti contro la sicurezza dello Stato ( titolo I del Codice penale ) ; d ) aver conseguito , almeno , il diploma di maturità classica o scientifica o di abilitazione tecnica o magistrale , ovvero titoli di studio , dei quali sia riconosciuta dal provveditore agli studi l ' equipollenza . Il titolo di cui alla lettera d ) non è necessario : 1° per coloro che abbiano partecipato alla guerra 19151918 col grado di ufficiale o sottufficiale presso truppe in zona di operazione ; 2° per coloro che abbiano ricoperta , per non meno di un anno , con capacità e competenza amministrativa , l ' ufficio di sindaco o di commissario Regio o prefettizio o di segretario comunale . Art . 10 Due o più Comuni finitimi , che , complessivamente , non superino i 5000 abitanti , possono , con decreto Reale , essere affidati all ' amministrazione di un solo Podestà . Art . 11 Il Podestà e i consultori municipali , prima di entrare in funzione , prestano , dinanzi al Prefetto , il giuramento di cui all ' art . 150 della legge comunale e provinciale . Art . 12 L ' ufficio di Podestà e di consultore municipale è gratuito . In casi assolutamente eccezionali , e compatibilmente con le condizioni finanziarie dell ' Ente , il Prefetto può assegnare al Podestà una indennità di carica , che grava sul bilancio del Comune o dei Comuni di cui egli ha l ' amministrazione . Art . 13 Sono sottoposte all ' approvazione della Giunta provinciale amministrativa le deliberazioni del Podestà che riguardano le materie indicate nell ' art . 217 della legge comunale e provinciale ( testo unico approvato con R . decreto 4 febbraio 1915 , n . 148 ) e quelle relative alla cancellazione d ' iscrizioni ipotecarie , a svincoli di cauzione ed a ritiro di capitali . Tutte le altre deliberazioni del Podestà sono sottoposte all ' approvazione del Prefetto . Art . 14 Alle deliberazioni del Podestà , che per la legge comunale e provinciale sarebbero di competenza della Giunta o del Consiglio comunale , è applicabile il disposto dell ' art . 128 della legge stessa . Art . 15 Il Governo del Re è autorizzato a stabilire la data in cui verranno a cessare le amministrazioni ordinarie e straordiriarie dei Comuni indicati nell ' art . 1 della presente legge , per far luogo all ' inizio delle funzioni del Podestà e delle Consulte municipali . Art . 16 Il Governo del Re è autorizzato altresì a pubblicare un nuovo testo unico della legge comunale e provinciale , modificando le disposizioni di questa , per metterla in armonia coi principî informatori della presente legge . Ordiniamo che la presente , munita del sigillo dello Stato , sia inserta nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d ' Italia , mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato . Data a Roma , addì 4 febbraio 1926 . VITTORIO EMANUELE . FEDERZONI . Visto , il Guardasigilli : ROCCO
StampaQuotidiana ,
Va bene , che si porti alle stelle il traforo del Cenisio ; esso insieme all ' istmo di Suez è la prova più splendida del progresso delle scienze fisiche . E di passaggio notisi , che ammettiamo progresso solo di scienze fisiche non di vigoria nazionale , come vogliono gli italianissimi , perché opere grandiose se ne fecero anche nella vecchiaia dei popoli . Difatti il « Fanfulla » non trova miglior epigrafe pel traforo , che quella dei veneziani sui loro murazzi = Ausu romano aere veneto = col solo cambiamento : aere italico ; questo ricorda le grandi opere fatte anche dai romani e dai veneti ; e siccome il ponte p.e. di Traiano disfatto tosto da Adriano , ed i murazzi appartengono alla vecchiaia degli uni e degli altri , non si vede come quell ' opera italiana indichi proprio vigoria nazionale . Ma per tornare al traforo , le cose bisogna guardarle sotto tutti gli aspetti , se no , non si potrà avere un ' idea adeguata del loro valore . Senza dubbio il traforo sotto l ' aspetto commerciale ed industriale è utilissimo ; l ' abbreviazione delle distanze , la sicurezza della via , la facilità dei trasporti , la comodità dei viaggi , ed insieme a tutto ciò la diminuzione della spesa sono pregi incontrastabili dell ' opera grandiosa . Militarmente poi non se ne può temere un pericolo di rilievo . Sicuro che se in caso di guerra la galleria cadesse tutta in man della Francia , per l ' Italia l ' andrebbe male . Luigi XIV dovette far la pace con Vittorio Amedeo II per quella maledetta difficoltà delle Alpi più quasi che per la sconfitta di Torino ; dovendo far varcare quella bagatella di monti ad uomini , armi , munizioni e fin legna da bruciare , il peso della guerra gli divenne insopportabile , e gli convenne chinar il capo . Ma all ' evenienza di un pericolo il genio militare facilmente può provvedere ; un paio di mine a tempo e luogo disposte e fatte volare rendono impraticabile la galleria ; questa poi impossibile a riattarsi senza grandi e lunghi lavori non dà più il passo ai tumulti gallici , le muraglie alpine riacquistano l ' antico valore , e coi loro fianchi dirupati e nevosi ridiventano una formidabile difesa . Se i padri coscritti hanno senno , per cautelarsi da ogni sorpresa hanno già forse preparate le mine . Ma si può dire altrettanto del traforo considerato dal lato morale ? Premettiamo che astrattamente del traforo non si può dire né bene né male ; è una porta tra l ' Italia e la Francia , e una porta è buona o cattiva cosa secondo l ' uso a cui serve nel caso concreto . Se serve a due galantuomini per visitarsi ed aiutarsi dall ' una all ' altra casa , la porta moralmente è cosa ottima , ma dovesse dar comodo alle furfanterie o libertinaggio di cattivi soggetti , meglio sarebbe stato che la porta o non fosse mai stata aperta , o fosse tosto sprangata ben bene . In proposito dobbiamo regolare i nostri giudizi come colle breccie fatte nelle mura di Roma ; son tutte breccie , ma quella di porta Capena per dar il passo al trionfo di Marc ' Antonio Colonna , uno dei vincitori dei musulmani antichi a Lepanto , deve essere guardata con occhio ben diverso , che la breccia di porta Pia fatta per intrudere i musulmani moderni . Posto dunque che sotto l ' aspetto morale il traforo è nulla più che una porta , ossia un mezzo per sé indifferente che diventa buono o cattivo secondo l ' uso , per giudicarne il merito morale bisogna consultare il caso concreto , e vedere a che deve servire . Il traforo in genere deve servire a facilitare e moltiplicare le comunicazioni tra Italia e Francia , il che significa accumunare sempre più le idee ed i costumi , cioè fare che si cancellino sempre più le differenze reciproche , e che l ' una nazione diventi quel che è l ' altra . Ora quale delle due nazioni è la migliore ? Con buona venia del signor Trochu l ' italiana senza dubbio . Questo bravo generale era fuor dei gangheri per le inaudite sconfitte toccate , e si sa che quando si è in tale stato , uno sfogo ci vuole , e per conseguenza ci vuole anche qualcuno contro cui fare codesto sfogo . Ma con chi a Trochu conveniva prendersela ? coi suoi francesi , e confessare , che sono ancora i leves Galli di Giulio Cesare ? l ' amor proprio l ' impediva , d ' altronde era dar ragione un ' altra volta a Bismark , che va ripetendo la sentenza di Cesare . Prendersela coi prussiani ? era pericoloso assai , che un uomo di governo sparlasse di chi calcava ancora il collo alla misera Francia . I russi , i turchi , gli americani , i chinesi sono troppo lontani ; colla Spagna non v ' era nessun legame particolare ; dunque per materasso del signor Trochu non restavano che gli antichi alleati di Crimea e di tante altre imprese , l ' Inghilterra e l ' Italia , alleati ingratissimi come si sa . Ecco dunque come stanno le cose , secondo il signor Trochu , il lusso inglese e la corruzione italiana sono le cause dei disastri francesi . Però il valente generale acciecato dall ' ira non ha fatto riflessione che l ' Italia non deve essere giudicata dalla colonia italiana di Parigi , gente scappata per lo più , senza patria , senza famiglia , senza legge né fede , che nella cloaca massima si sente a posto . Doveva anche ricordarsi di ciò che non gli può essere ignoto , che l ' Italia da lunga pezza è pedissequa della Francia , caduta in balia di uomini formati alla politica nei loro esigli , viaggi e relazioni di Francia , che di Francia ci vennero le sette , i libri , i romanzi , il teatro , i costumi , la rivoluzione insomma , che costà comunissima è la lingua francese segno della prevalenza delle idee francesi . E i discorsi del Parlamento italico , signor Trochu , non sono il plagio delle dicerie tenute nelle Camere francesi ? le leggi italiche mezzo tanto potente di influire sulla morale non sono forse infranciosate ? Quanti italiani inoltre per commercio , nozze o divertimento fanno il viaggio di Francia , tutti sanno che ritornano ben diversi da quelli che furono formati tra le domestiche mura . Poi finora s ' è forse veduto in Italia quanto si vide in Francia nelle varie fasi della rivoluzione ? Ghigliottina e petrolio sono ancora una privativa francese . Se dunque moralmente migliori sono gl ' italiani , è chiaro che il traforo destinato a togliere le differenze tra italiani e francesi sarà di danno ai primi , veduto anche come la propagazione del male sia più facile che quella del bene , specialmente in epoche come la nostra , nelle quali , secondo l ' osservazione di Platone , gli uomini sembrano nati al vizio ed alla ribellione . Che vantaggio morale vorrà dunque essere per gl ' italiani il traforo , quando il viaggio di Francia non lasciò più che una gita di piacere ? Maggior numero di italiani andrà in Francia a guastarsi , maggior numero di francesi verrà in Italia a guastare , a suggerire , a trapiantare i caffè chantans , i ritrovi , i clubs e quant ' altro mai ha di più diabolico la corruzione e l ' empietà della moderna Babilonia . Una delle ragioni degli alleati per cessare prima del tempo dall ' occupazione di Parigi fu di togliere i loro soldati da una cloaca , in cui tutto è pestifero . E le sette non si vantaggeranno del traforo per rendere i loro moti più vasti , più simultanei , più irreparabili di qua e di là delle Alpi ? Non sappiamo dunque qual uomo onesto ed illuminato potrà rallegrarsi gran fatto del traforo , e reprimere il desiderio che fino a tempi migliori le Alpi non elevino anzi le loro creste almeno quanto il Kimborazo ed il Dalavigari . Abbiamo poi tanta fede nell ' Italia vera tanto diversa dalla legale , come dice il signor Jacini , che tolta l ' influenza francese il genio italiano cesserebbe di lasciarsi trascinar a ritroso , ed in breve riparerebbe al 20 settembre ed a quanto lo ebbe preparato . A carico del traforo c ' è poi ancora un ' altra riflessione morale . Esso darà gran aumento alle ferrovie , in altri termini sarà un altro anello maestro di quella ferrea catena che avvince un intero popolo di impiegati , inservienti ferroviarii interni ed esterni , macchinisti , conduttori , facchini , vetturali e simil genia che senza distinzione di giorni , dì e notte prestando il loro servigio , diventano estranei alla religione non meno quasi che alle loro stesse famiglie . Si badi che si tratta d ' un popolo intero . A chi dunque non sa che sia morale e quale influenza il traforo avrà sulla morale , sulla famiglia e la religione , lasciamo il rallegrarsi puramente e semplicemente del traforo alpino ; a noi basterebbe il vanto che ne menano le sette per fare le nostre riserve .
StampaQuotidiana ,
All ' indirizzo della signora Pezzi che progetta una scuola Mazzini breve parola . Insieme col risorgimento rivoluzionario italiano e mondiale , fu predicata la riabilitazione , l ' emancipazione della donna . La favorirono tutti i framassoni , la giovarono i ministri , i quali ne fecero delle maestre da sedere in alte cattedre e delle ispettrici , i quali progettarono di donarla del diritto elettorale nei comuni . E la donna innalzata a tanta altezza , dimenticate le opere del fuso raccomandatele dallo Spirito Santo , intese alle non sue della vita pubblica e politica , e non mancarono le fanatiche per Garibaldi e per Mazzini , le eroine dei due mondi che fecero di loro pazzie celebre il nome per il mondo . Or bene e quelli che le innalzano , e quelle che s ' innalzano che pretendono ottenere ? Alla donna noi crediamo che duplice missione sia affidata , quella di far conoscere la verità , quella di alleviare i dolori ; duplice apostolato di verità e di conforto : quello debbono e possono compiere nell ' interno delle pareti domestiche : questo , insistendo sull ' orme della prima associazione di carità fondata sul Calvario sotto gli sguardi del Salvatore morente si compie ad ogni giorno , ad ogni circostanza della vita . Fuori di questo campo non trova la donna né fini né forze a sé proporzionate , tutto diviene esagerazione , pericolo e rovina . Al tempo del paganesimo questa duplice missione della donna fu dimenticata ; essa era quindi divenuta nient ' altro che una merce trafficata dalla avarizia , una schiava che vedeva ai suoi piedi un despota sempre pronto ad alzarsi per abbatterla , un idolo incensato e poco stante spezzato dal suo fanatico adoratore , di che la donna stessa aveva trovato meglio educarsi alla colpa fin da fanciulla : Et incestos amores de tenui meditatur ungui : e se congiungevasi in matrimonio , poteva però dopo , al dir di Seneca , contar gli anni non dai consoli ma dai mariti . Perciò essa era poi divenuta odiosa , e ci ricorda benissimo di ciò che Eschilo nei Sette all ' assedio di Tebe fa dire ad Eteocle : « Donne , insopportabili creature , sesso odioso ai savii , pessimo flagello delle famiglie e dello Stato » . La redenzione salvò la donna ; anzi se ci si passa l ' espressione , la redenzione sua fu duplice , la redenzione comune e un ' altra di ordine inferiore e materiale che la riabilitava davvero nella società , motivo pel quale troviamo nella donna una naturale e più sentita inclinazione alla pratica della religione di Cristo ed in conseguenza di ciò , la vediamo anche divenuta un ' arma invitta in mano del Signore . Ora la riabilitazione massonica che oggi è di moda , non essendo , perché framassonica , che la distruzione di Cristo , non può riuscire che al vero e peggiore degradamento della donna . No , non ci illudono le larve di alcune donne letterate e la cui onestà di costumi noi non vorremmo revocare in dubbio ; le statistiche parlano con una eloquenza invincibile , e le 75.000 donne di vita perduta che già erano in Italia prima dell ' acquisto del Veneto dicono ove siamo riusciti dopo tanto predicare riabilitazione , dopo tanti sforzi per innalzar la donna all ' altezza dei tempi . Vi ha una sola dignità per lei , ed è quella che le viene da Cristo ; con Cristo è grande , senza Cristo sta nel fango . È per ciò che noi salutiamo con piacere il sorgere in Italia , specialmente , di associazioni femminili , e quelle in particolar modo che in Roma fanno già di sé bella mostra con opere tutte informate allo spirito di Cristo , e così vantaggiose alla Chiesa di Cristo . Cristo che volle la donna alla sua culla , e la volle alla sua croce , affida ancor oggi alla donna una missione . È vero che come al sorgere del cristianesimo permise che la donna cristiana vivesse alquanti secoli accanto alla pagana , così oggi la donna che sta con Cristo ed è cattolica vive daccanto alla donna senza Cristo , rivoluzionaria e framassona , e che davvicino alle pie che salgono il Calvario stanno le petroliere e le comuniste ; ma ciò è nei disegni della Provvidenza , perché meglio appaia da qual lato si stia vera grandezza , onestà e virtù . Ritorni la donna italiana all ' opere della sua casa , alla santa missione che Cristo le ha data , discenda dalla cattedra , non s ' accosti alle urne , viva di Cristo e Italia avrà pace , felicità ed onore .
QUESTO È IL FATTO ( - , 192 )
StampaPeriodica ,
L ' organo massimalista suona le campane a morto . L ' Aventino fu ? Parrebbe . L ' Avanti ! riconosce che l ' astensione dai lavori parlamentari , in sé ed a sé , non ha senso . " Avrebbe un senso solamente se si portasse su un altro terreno . " Cioè : in piazza . Con le armi alla mano . Ma " democratici , popolari ed unitari non si sentono di seguirci in un campo che per essi è di sole spine . " Veramente non è detto che i fieri sicambri massimalisti se la sentano troppo , pur loro , di scendere sul campo ... delle spine , essi , verbosi gonfiatori di nubi rivoluzionarie . Adesso vorrebbero dare ad intendere che , se non fosse per quei pavidi dei restanti aventiniani , essi sarebbero tipi da trangugiarsi il fascismo in un boccone . Ma sono burlette polemiche e giuochi di scaricabarili . Il vero è che , nel giugno dell ' anno scorso , tutti gli aventiniani , senza esclusione di gruppi , si sono ritirati dal Parlamento unicamente nella speranza di suscitare con tale atto un movimento di attiva solidarietà nelle masse popolari , che essi ancora si illudevano di avere favorevoli . Fallita questa speranza , tentarono l ' ultima carta dell ' appello alla Corona . Altro errore colossale . Ed ora , perduta tanto la partita insurrezionale , quanto la partita costituzionale , si accapigliano fra loro ed ognuno di essi cerca di salvarsi per proprio conto dal disastro generale . Ma si sbandino o riescano ancora a rimanere uniti nella discordia , non possono sottrarsi , e come singoli partiti e come agglomerato occasionale , alla stretta dei conti : l ' Aventino ha chiusa la partita con un clamoroso fallimento . Perché non ha raggiunto uno solo dei fini che si era proposto . Perché il regime fascista è più forte di prima . Perché il Governo fascista raggiunge , esso , uno ad uno , tutti i fini che si era proposti . Questo il fatto ...
StampaQuotidiana ,
Il giornalismo liberale insiste sul lavoro che il Congresso cattolico di Bergamo ha rivolto a vantaggio della classe degli operai . La « Perseveranza » ascolta con mal animo noi cattolici seguaci del Filius fabri , tentare di migliorare uomini che sono sì grande e bella parte della società cristiana . La « Perseveranza » trova che l ' idea che presiedette alle decisioni del Congresso di Bergamo riguardo all ' operaio sia l ' assorbimento dell ' individualità , e l ' inaugurazione del collettivismo come era esercitato dalle maestranze di arti e mestieri nel medio evo . È naturale che il foglio liberale si scagli contro questo duplice ordine teoretico e pratico , e si lasci trascinare a proclamare poco meno che il socialismo colla illimitata licenza che all ' operaio concede . L ' individualismo che il Congresso cattolico non ammette e non poteva ammettere è quello che lascia l ' uomo abbandonato alle proprie passioni , alla fantasia , senza regola , senza direzione sicura . Il cattolicesimo che come corpo di dottrina è rivelazione e quindi implica la soggezione dell ' intelligenza al rivelatore divino , nobile uso della mente nostra rimaner fedele all ' incontrastabile verità dell ' infallibilità divina ; il cattolicesimo non potrà mai sciogliere il fedele dai vincoli che lo legano a quel corpo di dottrina , che nel santo Battesimo egli ha dichiarato di credere , e che professa ogniqualvolta ripete qualche atto solenne della sua religione . Non è dunque un nuovo vincolo che i congressisti di Bergamo venivano ad imporre agli operai cattolici , ma il richiamo solo di quelle solenni obbligazioni che stringono un figlio della Chiesa alla sua madre , e il suggerimento di mezzi atti a rendere loro più facile e fruttuosa la pratica esecuzione delle obbligazioni medesime . Il cattolico infatti , non è costretto come il razionalista a cercare collo scarso lume di sua mente in mezzo al buio ed all ' intrigo , la soluzione de ' più elementari problemi della vita , ed a rifarsi sempre da capo , per ricadere nel dubbio , e per affidarsi solo al proprio intelletto . Il cattolico ha una regola di fede sicura , ed una regola di condotta semplice e certa ; e su questa base , che diciotto secoli hanno reso sempre più tenace e consistente , quante cose non può egli fare colle forze del proprio ingegno e della propria attività ? Qual è la scienza , quale l ' arte , che non sia stata avvantaggiata dall ' opera individuale di cattolici , che avevano a fondamento e a scopo la religione ? Che se stabilissimo un confronto tra le masse operaie cattoliche , e le masse operaie settarie ; quelle strette da un vincolo noto qual è la formola di fede e il Decalogo ; queste strette da oracoli che misteriosamente vengono combinati nei covi della massoneria , inaccessibili ai profani , non avremmo difficoltà a riconoscere quanto migliore sia la condizione dei cattolici . Quanto poi al risuscitare le antiche maestranze , come ha paura la « Perseveranza » , noi diremo innanzi tutto che i convenuti al Congresso di Bergamo non erano così schiavi del passato , da non saper escludere quelle modalità , che erano tutte speciali di quelle epoche , e non ammettere quelle altre , che sono portate dallo sviluppo delle condizioni sociali . Delle antiche maestranze si vuole far rivivere lo spirito , che era quello della carità cristiana , che affratella i socii , che li lega colla sanzione religiosa , che li unisce nel sospiro di un avvenire comune , che li occupa nel tempo del riposo , in pratiche di pietà , che istruiscono la mente e purificano il cuore . A tutto questo che cosa si sostituisce dagli attuali fondatori di società massoniche ? L ' interesse ; solo l ' interesse , e si fa brillare davanti allo sguardo dell ' operaio il maggior guadagno , il sussidio nelle malattie , il riposo nella vecchiaia , l ' appoggio per i figli , per gli orfani e per le vedove . Ottime cose , ma che non bastano . L ' operaio , raffrontando la propria condizione con quella di altre classi sociali , e non trattenuto dalle massime consacrate dalla religione , che gli dicano potere essere egli davanti a Dio migliore dei ricchi e dei potenti , di cui invidia le ricchezze e l ' autorità , non si dirà mai soddisfatto , crescerà nei desiderii , e l ' ultimo suo voto sarà sempre quello che l ' Internazionale propugna come la pratica attuazione della vita sociale : il comunismo . E si noti , come nelle proposte del Congresso cattolico di Bergamo non si è parlato solo di operai , ma anche e molto di padroni : notisi che il vincolo religioso che lega gli operai cattolici , lega altrettanto e più i padroni ; notisi che le antiche maestranze si vorrebbero far rivivere , specialmente in quei punti in cui esse stabiliscono mutue relazioni tra padroni e artefici ; il che , non si potrà negarlo , è meglio d ' assai degli scioperi e il petrolio , mezzi ai quali ricorrono gli operai alla liberale per ottenere dai rispettivi padroni quelle concessioni che loro sembrano giustificate . Dopo queste spiegazioni , se i nostri avversari fossero coerenti e non scrivessero accecati dall ' odio a tutto ciò che è cattolico , dovranno concedere che i convenuti in Bergamo avevano il diritto di trattare la questione operaia dal punto di vista cattolico , e che il modo con cui hanno proposta la quistione , non imponeva nuovi vincoli né risuscitava impossibili forme , ma mirava solo a migliorare la condizione dell ' operaio cattolico senza pericolo per la sua fede e pel buon costume .
PIO IL GRANDE ( - , 1878 )
StampaQuotidiana ,
In tanta angoscia , l ' anima straziata , oppressi dalla grandezza dell ' argomento , ci cade la penna di mano , e non sappiamo altro scrivere fuor che immenso è il nostro dolore . Quando al mesto cadere del giorno la gentil preghiera che saluta la Vergine suonava sul labbro dei credenti , in cielo gli Angeli baciavano in fronte il SANTO VEGLIARDO , chiamato al premio dopo una lotta da gigante , sostenuta per un lungo mezzo secolo . E scompariva come il sole che indorava dell ' ultimo raggio in quel momento la croce di San Pietro in Vaticano ; scompariva dall ' occhio degli uomini colla pace , la serenità , la soavità delle anime care a Dio , colla mente lucida e conscia del gran passo , col cuore ancor fervido d ' affetto , senza violenza , quasi lievissima fosse la distanza per lui dalla terra al cielo , e già i beati lo tenessero del loro numero . Pochi dì avanti aveva celebrato una carissima ricordanza ; l ' innocenza della fanciullezza , in tutto il mondo cattolico , univasi il 2 febbraio all ' innocenza paterna , rammentando alla mensa dell ' Agnello innocente il sacro dì , da 75 anni sparito , in cui il giovanetto destinato a divenire IL GRAN PIO , riceveva la prima volta il pane dei forti . Fu l ' ultima festa di tante che circondarono di gioia o d ' amarezza l ' anima del PONTEFICE ; fu l ' ultimo sguardo alla sua carriera fortunosa ; fu il saluto che lo zampillo dà con riconoscenza al fonte che lo genera ; fu il ricongiungimento dell ' età senile colla puerizia ; fu il primo assorbire dell ' aura , il primo palpito del cuore , il primo anelito di vita che armonizzavano in un ' onda sola , simbolo della sanità di tutta la vita , coll ' estremo respiro , cogli ultimi battiti di un affetto ingagliardito fra mille contrasti , coll ' affanno dell ' agonia . E parve presentisse la fine ; pure il 2 febbraio riceveva i sacri ceri benedetti dell ' agonia , li accese e si consumarono e spensero con lui ; così riassunse la sua esistenza , la contemplò collo sguardo languido , si riconfortò nella fede e volò al Dio che lo ha ricolmo di gaudii e di dolori , che lo aveva preparato alla gloria col merito nelle fortune e nelle sventure . Il lutto è mondiale ; tutta la terra vi prende parte ; non è possibile che uomo non si chini riverente e addolorato alla bara che rinserra la salma di Pio IX . Il suo nome è noto a tutti ; lo conoscono i re , e lo ripetono i poverelli ; lo sanno i credenti e non lo ignorano gli scredenti . In un terzo sì fortunoso , del secolo nostro fortunosissimo , i fatti i più grandi si sono compiuti vicino a Pio IX ; si sono formate nel mondo due grandi classi di persone , l ' una avversò il PONTEFICE colla ferocia la più lagrimevole , l ' altra lo amò del trasporto il più schietto , dell ' amore il più profondo ; l ' una e l ' altra ebbero a termine , dell ' odio o dell ' affetto , il VICARIO DI CRISTO ; l ' una e l ' altra ne sentirono la grandezza e la potenza , sia per bestemmiarla e abbatterla , sia per onorarla ; l ' una e l ' altra ammirarono Pio IX , e sul cadavere di lui , l ' una e l ' altra sarà vinta dalla commozione . E un paziente che morì ; morì una vittima ; morì l ' ostaggio della rivoluzione ; morì il prigioniero per la cattolicità . Chi mai può negare la lagrima al dolente , al perseguitato , all ' esigliato nel suo regno , al crocifisso sul suo trono ? Chi mai l ' ira nemica spingerà oltre la tomba ? Il lutto è e dev ' essere mondiale . Pio IX cominciò perdonando e nel perdono tradito ; finì perdonando e ancora tradito . Or , che per avventura si passi via alteramente dalla fossa che rinserra il violento , e che la preghiera del cristiano non sia bagnata dal pianto dove s ' asconde l ' avanzo di persona che pianto abbia stillato ai perseguitati , è nobile dignità , ma chi ha sofferto per la giustizia e per la Religione , chi ha sofferto perché amava l ' Italia , chi ha sofferto perché lo si voleva strumento di licenze non regolatore di libertà , a lui una parola di dolore e di pietà , pei buoni è un dovere , un bisogno , è gratitudine per gli altri è anche una necessaria riparazione . E noi finché le ragioni politiche non sorgano spietate a flagellare un cadavere , noi dal cuore che da sé s ' abbandoni agli spassionati sentimenti , abbiamo tanta stima degli avversari di Pio IX , da sperare che questa riparazione non mancherà . Ma ci è impossibile continuare ; ci sembra pur disdicevole passare al giudizio dei fatti che contrassegnarono la esistenza del grande Pontefice . È un momento di dolore , e il dolore ha l ' eloquenza del silenzio . Ci uniamo ai cattolici di tutta la terra , con tutti preghiamo pel DEFUNTO AUGUSTO , preghiamo che la Chiesa sia un ' altra volta benedetta e il Successore di Lui la guidi ai trionfi sulla miscredenza e sull ' ingiustizia . Pio ! Quante volte hai alzato la tua mano e ci invocasti aiuto nel nostro lavoro ; tu ci aiuta dal Cielo e di lassù conferma le opere della tua benevolenza . Poc ' anzi abbiamo baciato il tuo AUGUSTO NOME , e ne avemmo forza e vita ; fu uno degli ultimi tratti della bontà tua , e la riconoscenza ne recheremo con noi nella tomba . Innanzi al tuo CADAVERE , sotto il tuo sguardo , noi ti giuriamo che coll ' aiuto di Dio sempre rimarremo fedeli alla Religione di cui fosti Capo , sempre alla giustizia che hai difeso , sempre alla Santa Sede che hai gloriosamente occupato per 32 anni . Tu vuoi ora , come il volevi vivente , che restiamo uniti al Successore di Pietro ; lo vuole il cielo , lo vuole la salvezza nostra e del mondo ; ti obbediamo DEFUNTO , come ti obbedimmo VIVENTE , restiamo colla Santa Sede , restiamo col tuo Successore , ne aspettiamo i comandi ed i consigli per eseguirli . Pio IX MORTO ! VIVA IL PAPA ! Cattolici , il Vicario di Cristo vive ; a lui il nostro affetto , la nostra devozione in tutto e per tutto .
UNA IPOTESI ( - , 1878 )
StampaQuotidiana ,
Il nostro corrispondente telegrafico ci scriveva ieri da Roma che il sommo Pontefice ha diramato l ' Enciclica sospirata , e che in essa conferma pienamente , come non era a dubitarsi , quanto Pio IX aveva promulgato contro i conculcatori dei diritti della S . Sede . Nessuna novità nell ' Enciclica , nessuna meraviglia in quello che contiene . Il Papa ha agito da Papa , i cattolici non ebbero mai timori in argomento , e la cosa cammina da sé . Fermiamoci ad una ipotesi . L ' ipotesi sia che i clerico - liberali , i conciliatori , i curciani , e tutta questa gente che non ha talento di essere cattolica puramente e semplicemente , ma va cercandosi una nicchia in relazione ai proprii capricci , avessero avuto piena ragione nelle loro previsioni . Supponiamo dunque che Leone XIII avesse col fatto sconfessato Pio IX , avesse rinunziato ad ogni diritto al temporale dominio , avesse ritirato il Sillabo , spuntato le scomuniche , benedetto re Umberto , ringraziato il governo italiano dei conventi desertati , dei beni di Chiesa incamerati , delle Case cattoliche di educazione manomesse , della propaganda atea delle scuole , delle angherie al Clero , del Culto impedito , e di tante altre gioie che i cattolici godono per bontà di quei liberali che sono l ' amore dei conciliatori . Supponiamo almeno che Leone XIII si fosse attenuto ad una condotta passiva rispetto alla rivoluzione , e avesse lasciato fare senza opposizione diretta . In tale ipotesi che cosa sarebbe accaduto ? I . I liberali avrebbero applaudito il Papa quanto sarebbe bastato per far credere al popolo che il Papa approva i misfatti della rivoluzione . Ai primi applausi avrebbero fatto seguire il silenzio , e infine avrebbero alzato nuove pretese contro il Papa . II . I conciliatori si sarebbero lanciati contro i cattolici , ne avrebbero fatto scempio a vantaggio dei liberali , pronti alla prima ripulsa del Pontefice , di più accondiscendere alle pretese rivoluzionarie ed atee , pronti a ribellarsi a Leone , a Clemente , a Formoso , a Eugenio , a Cristo medesimo , all ' Eterno Padre . Imperocché vivono di ribellione questi conciliatori , essi sono i ladri domestici che buttano tutto dalla finestra in mano al nemico ; gente o infame o sciocca . III . I cattolici dal canto loro si sarebbero mantenuti fedeli al Pontefice ad ogni costo ; ma notiamo che nessun cattolico ammette possibile , nemmeno per ipotesi , quello che liberali e conciliatori speravano , per es . la cancellazione del Sillabo , per non dir altro . I cattolici avrebbero sempre obbedito e venerato il Papa ; le di lui decisioni avrebbero riconosciuto come legittime , non già fatte per accondiscendere alla rivoluzione coi conciliatori , ma per propria autorità . Forse alcuni cattolici per debolezza o ignoranza sarebbero divenuti vittima dei liberali e conciliatori , ma le sarebbero state eccezioni . Fatta la ipotesi poi della condotta passiva del Papa di fronte alla rivoluzione , dato che tale condotta fosse compatibile coi doveri del Pontificato , sarebbe incominciato da parte dei clerico - liberali e dei conciliatori il lavoro della ingratitudine : quel lavoro che nei primordi del Pontificato di Pio IX fu condotto dai settari , ora se lo sarebbero assunto i conciliatori . Quindi il Papa avrebbe dovuto tollerare tutte le nequizie rivoluzionarie , accettare non solo il passato , non solo assolvere i delinquenti del governo e delle aule legislative per quello che sancirono , ma prepararsi a benedire anche le minacciate sevizie contro la Chiesa , i beni parrocchiali , le nomine dei curati , l ' ingerenza nei Seminari , la crescente corruzione nelle scuole , le insidie allo stesso catechismo . Di questa guisa la autorità papale sarebbe venuta mano mano scemando e scolorendosi , la sua efficacia sarebbe stata effimera , il suo prestigio compromesso , l ' autorità nominale . I conciliatori non si fermano a sancire ciò che esiste , sono spinti dalla loro scuola e dalla nequizia a domandare nuove dedizioni . Dove sarebbe ito il criterio del giusto e del vero ? Nel capriccio di un conciliatore influente che fossesi levato alla mattina colla fissazione : il Papa ceda anche qui . I liberali avrebbero fatto il resto ; lo splendore del Papa , dell ' uomo che tiene in mano i destini del mondo , che modera le leggi del dogma e della morale , che alla civiltà insegna come essere onesta , che guida la scienza nel vero e alla mente prefigge il suo nobile e divino scopo , lo splendore del Papa sarebbe scomparso . Il Vaticano ridotto ad un vescovado comune , assiepato da conciliatori infami e da liberali prepotenti , non solo sarebbe divenuto la prigionia del Papa , ma dello stesso papato ; fra tanta rovina che nel mondo si accumula , quella del supremo pontificato sarebbe stata come la ecclissi del sole , come la vergogna ed il rimorso della umanità . I conciliatori lavandosi , ingloriosi Pilati , le mani , avrebbero consegnato il Vicario di Cristo alla canaglia perché flagellato venisse crocifisso . Ecco la ipotesi . Ma Dio ama la umanità e il Vicario suo sulla terra ama Dio e ne segue la legge . I liberali sono pur sempre i nemici del Dio ch ' essi rinnegano , sono i nemici del di lui Vicario che adulano e non obbediscono . I conciliatori non realizzeranno i loro tristi disegni . E l ' Italia nostra nelle sue sventure potrà sempre volgere lo sguardo al porto della salute . Leone XIII è Papa , ed è Papa degno di esserlo . Coloro che da tanti anni sognano la rovina del papato , che attorno di esso fecero vaste solitudini , che lo tentano e lo minano , avranno dal Papa il perdono se si pentiranno , non avranno giammai la complicità nei loro delitti . La fede manca ai liberali , la fede manca ai conciliatori , ed è per questo che almanaccano tradimenti verso Dio e la verità per parte del Capo della Chiesa . Ma i tradimenti li fa Giuda e Cristo si riserva di morire e perdonare , non mai di approvare le scelleratezze dei suoi persecutori . Venga l ' Enciclica di Leone XIII a raddrizzare tante storte idee , a dissipare gli equivoci sparsi dai conciliatori , a determinare l ' azione di ricostituzione che in questi tempi fu sì manomessa dagli scredenti o settarii o ecclesiastici . Cattolici , fermi alla parola del Papa , e con lui progrediamo senza debolezza e certi di vincere o vivendo o morendo .