StampaPeriodica ,
Il
problema
dei
rapporti
tra
Fascismo
e
Religione
,
praticamente
risolto
nel
suo
aspetto
storico
con
gli
Accordi
Lateranensi
del
1929
,
rima
-
ne
tuttora
aperto
in
non
pochi
spiriti
,
la
cui
raffinata
sensibilità
diventa
inquietudine
per
la
mancanza
di
una
esatta
comprensione
di
almeno
uno
dei
termini
del
problema
stesso
.
E
purtroppo
qualche
volta
avviene
che
tali
rapporti
si
presentino
loro
sotto
forma
di
insanabile
dissidio
per
cui
si
determinano
posizioni
ed
atteggiamenti
che
non
possono
non
produrre
una
certa
sorpresa
.
Vero
è
che
non
manca
in
taluni
di
questi
spiriti
inquieti
una
tal
quale
abilità
dialettica
,
per
cui
alla
Religione
si
sostituisce
la
filosofia
cattolica
,
il
che
è
cosa
ben
diversa
.
Ciò
non
impedisce
però
che
essi
,
superando
audacemente
certe
necessarie
distinzioni
,
si
riducano
a
formulare
proposizioni
di
estrema
gravità
,
come
questa
che
è
apparsa
giorni
fa
nella
pagina
dedicata
ai
problemi
filosofici
di
un
quotidiano
di
Lombardia
:
"
Il
Cattolicesimo
,
così
com
'
è
non
soddisfa
la
parte
migliore
degli
Italiani
.
"
L
'
affermazione
,
indubbiamente
gravissima
data
anche
l
'
autorità
del
foglio
che
l
'
ha
ospitata
,
presenta
subito
però
il
punto
vulnerabile
,
per
cui
non
appare
difficile
ribatterla
.
A
parte
il
fatto
che
il
Cattolicesimo
,
anche
così
com
'
è
,
soddisfa
la
stragrande
maggioranza
degli
Italiani
non
esclusi
i
loro
capi
responsabili
ai
quali
si
farebbe
un
grave
torto
se
li
si
escludesse
dall
'
appartenere
alla
"
parte
migliore
degli
Italiani
"
dalla
sopra
citata
affermazione
si
dovrebbe
dedurre
che
per
riconciliare
la
"
parte
migliore
degli
Italiani
"
al
Cattolicesimo
bisognerebbe
che
questo
si
riformasse
,
visto
che
la
causa
del
dissidio
sta
proprio
nella
sua
attuale
formazione
.
La
cosa
è
antica
più
che
non
si
creda
,
e
viene
ripetuta
almeno
ogni
venticinquennio
,
ogni
qual
volta
cioè
si
determini
una
situazione
che
,
sconvolgendo
il
calmo
fluire
degli
avvenimenti
,
ripropone
allo
spirito
il
problema
dell
'
attualità
del
Cattolicesimo
.
Come
è
noto
,
il
problema
è
sempre
stato
risolto
nel
senso
che
il
Cattolicesimo
nulla
mai
ha
dovuto
mutare
dei
suoi
fondamenti
essenziali
,
immutabili
perché
divini
e
capaci
quindi
di
aderire
ad
ogni
atteggiamento
dello
spirito
umano
,
fondamentalmente
uno
pur
nella
diversità
dei
tempi
e
dei
luoghi
.
Se
mai
la
Chiesa
cattolica
,
che
del
Cattolicesimo
è
la
espressione
vivente
e
tangibile
,
è
venuta
via
via
interpretando
lo
spirito
dei
tempi
e
senza
nulla
mutare
nella
sua
base
dommatica
e
nella
sua
struttura
gerarchica
,
ha
sapientemente
temperato
la
sua
disciplina
per
accostarsi
il
più
possibile
all
'
anima
dei
popoli
.
Il
reclamare
un
rinnovamento
del
Cattolicesimo
quasi
che
esso
più
non
risponda
alle
esigenze
dell
'
anima
moderna
ed
alla
situazione
creata
dall
'
avvento
di
una
particolare
prassi
politica
,
è
per
lo
meno
ingenuo
e
denuncia
una
imperfetta
cognizione
del
Cattolicesimo
stesso
,
domma
,
morale
,
gerarchia
.
Questo
nella
migliore
e
più
benevola
delle
ipotesi
,
perché
altrimenti
si
dovrebbe
vedere
nella
strana
richiesta
una
mentalità
idealistica
o
una
manovra
protestantica
.
Che
cosa
si
vuol
dire
con
frasi
come
queste
:
"
Il
Cristianesimo
approfondito
che
sia
nel
suo
significato
metafisico
potrebbe
essere
ancora
una
ricca
miniera
di
verità
:
a
questo
approfondimento
difficilmente
la
Chiesa
potrebbe
risolversi
con
qualche
risultato
se
non
colla
cooperazione
dello
Stato
"
?
A
parte
la
confusione
tra
Cattolicesimo
e
Cristianesimo
,
è
evidente
qui
la
mentalità
da
teologo
progressista
e
la
tendenza
alla
nazionalizzazione
della
Religione
:
cose
che
,
perfettamente
comprensibili
nella
Germania
nazista
,
urtano
fatalmente
in
Italia
contro
il
buon
senso
latino
e
la
romana
chiarezza
di
giudizio
di
nostra
gente
.
Per
fortuna
degli
Italiani
,
Mussolini
ha
in
proposito
idee
molto
più
chiare
e
non
pretende
affatto
,
non
solo
di
fare
della
politica
anticattolica
contro
tutti
gli
interessi
del
Fascismo
,
ma
neppure
di
sostituirsi
alla
Chiesa
in
quella
funzione
squisitamente
educatrice
che
le
è
propria
per
divino
mandato
e
per
intima
essenza
.
I
Patti
Lateranensi
ed
i
conseguenti
accordi
del
3
settembre
1931
hanno
ormai
chiarito
nella
coscienza
degli
Italiani
le
rispettive
posizioni
della
Chiesa
e
dello
Stato
,
così
che
ogni
equivoco
non
è
ormai
più
possibile
.
E
neppure
è
necessario
che
la
Chiesa
rinunci
ad
ogni
sua
azione
entro
il
territorio
nazionale
per
dedicarsi
secondo
il
consiglio
che
le
vien
rivolto
dal
quotidiano
in
questione
ad
una
più
vasta
propaganda
oltre
confine
.
Non
vediamo
quali
"
continue
e
pericolose
collisioni
"
possano
nascere
in
Italia
dal
fatto
che
la
Chiesa
svolge
la
sua
benefica
azione
educatrice
anche
tra
le
file
delle
organizzazioni
del
Regime
e
cerca
di
permeare
dello
spirito
cattolico
ogni
forma
di
attività
nazionale
.
Il
sottile
ed
acuto
articolista
del
quotidiano
lombardo
può
accarezzare
la
speranza
che
"
potrà
cessare
il
Cattolicesimo
,
"
pur
consolandosi
che
"
il
suo
apporto
dottrinale
non
avrà
per
questo
esaurito
il
suo
processo
"
;
qui
sta
,
secondo
noi
,
l
'
errore
fondamentale
di
identificare
il
Cattolicesimo
con
un
qualsiasi
sistema
filosofico
destinato
ad
esaurirsi
col
tempo
.
L
'
Italia
fascista
ha
ben
altre
convinzioni
:
per
cui
non
è
errato
il
ritenere
che
il
Fascismo
,
nel
suo
slancio
vitale
e
nel
suo
anelito
verso
l
'
eterno
,
abbia
proprio
voluto
appoggiarsi
a
quell
'
istituto
che
,
solo
,
ha
la
promessa
infallibile
della
perennità
.
StampaQuotidiana ,
L
'
esercizio
del
diritto
elettorale
dovrebbe
essere
,
specialmente
in
un
paese
nuovo
alle
istituzioni
rivoluzionarie
,
dovrebbe
essere
fatto
con
trasporto
,
con
entusiasmo
.
All
'
incontro
l
'
apatia
degl
'
italiani
in
proposito
è
ormai
proverbiale
,
e
l
'
azienda
pubblica
si
è
ridotta
in
mano
di
un
partito
che
la
fa
da
vero
despota
.
Questo
stesso
partito
governativo
ha
in
mano
le
elezioni
;
scioglie
la
Camera
e
pretende
che
dal
5
al
20
novembre
gli
elettori
abbiano
a
poter
applicarsi
a
conoscere
le
questioni
che
la
futura
legislazione
è
chiamata
a
risolvere
.
Perché
questo
dileggio
delle
forme
costituzionali
?
Perché
questo
abuso
d
'
autorità
?
Gl
'
innamorati
di
questi
sistemi
rispondano
,
e
ci
spieghino
come
questo
non
sia
peggio
che
assolutismo
e
autocrazia
.
Ma
non
è
qui
che
a
noi
le
elezioni
danno
a
parlare
.
Vogliamo
dire
ai
cattolici
che
se
vi
fu
momento
nel
quale
l
'
astenersi
dal
votare
per
qualsiasi
candidato
fu
opportuna
e
savia
misura
,
ora
è
un
dovere
strettissimo
.
Già
alcuni
dei
giornali
cattolici
italiani
hanno
espresso
il
loro
parere
.
L
'
«
Unità
Cattolica
»
ha
asserita
e
difesa
la
formola
«
né
eletti
né
elettori
»
in
un
savio
articolo
,
nel
quale
agli
argomenti
addotti
noi
avremmo
forse
dato
una
maggior
estensione
.
A
Roma
un
deputato
cattolico
non
può
andare
come
legislatore
;
a
Roma
non
si
entra
che
per
la
breccia
,
per
forza
;
a
Roma
chi
votasse
anche
contro
l
'
usurpazione
ostenterebbe
un
'
autorità
là
dove
il
Pontefice
non
gliela
acconsente
.
Gli
elettori
né
di
Genova
,
né
di
Palermo
,
né
di
Roma
possono
concorrere
alle
elezioni
,
perché
i
deputati
,
secondo
i
principii
costituzionali
,
rappresentano
l
'
intera
nazione
e
il
voto
sarebbe
un
ritenere
nel
fatto
cessata
ogni
autorità
del
Papa
sul
suo
territorio
;
d
'
altra
parte
qual
elettore
è
costretto
ad
usare
del
diritto
di
eleggere
?
Non
ostante
che
la
ragione
ed
il
buon
senso
dissuadono
i
cattolici
dall
'
accorrere
all
'
urna
,
vi
sono
molti
ai
quali
quest
'
astensione
non
entra
.
Ebbene
;
qual
uomo
cattolico
accetterebbe
l
'
incarico
di
dettar
leggi
sotto
agli
occhi
del
Pontefice
prigioniero
?
chi
vorrebbe
rendersi
connivente
dell
'
attuazione
del
programma
ministeriale
,
sedendo
nella
Camera
anche
per
osteggiarlo
?
Chi
poi
vede
qualcosa
in
questo
buio
avvenire
che
ci
aspetta
?
Chi
vorrà
trovarsi
nella
sala
a
gozzovigliare
co
'
filistei
,
quando
Sansone
deriso
è
in
mezzo
alle
due
colonne
che
sostengono
l
'
edifizio
?
Che
se
fosse
pur
dicevole
entrar
deputato
nella
Camera
,
cerchino
i
cattolici
uomini
da
potersi
proporre
ai
collegi
italiani
!
Alcuni
ci
sono
,
ma
sono
alcuni
.
Non
s
'
offendano
i
cattolici
,
è
pur
troppo
vero
che
quelli
che
forse
s
'
offendono
,
ci
mettono
sulla
penna
queste
parole
.
Cattolici
ci
sono
!
dove
sono
?
dove
la
loro
vita
pubblica
?
E
se
si
trovassero
questi
uomini
ancor
capaci
d
'
indignazione
innanzi
alla
giustizia
oltraggiata
,
possiamo
supporre
che
rimarranno
vincitori
nel
campo
elettorale
?
No
;
si
pretende
che
gli
elettori
siano
in
mano
del
clero
,
il
quale
li
guida
;
ciò
non
è
vero
;
molti
del
clero
hanno
rovinato
,
e
molti
lasciarono
che
si
rovinassero
gli
elettori
.
Si
contarono
preti
che
condussero
all
'
urna
i
loro
dipendenti
a
votare
per
candidati
governativi
,
e
perché
?
pel
meno
male
.
Ah
se
il
meno
male
è
lecito
,
non
sappiamo
perché
si
predichi
di
non
commettere
nessun
male
,
e
di
abbandonarne
anche
le
apparenze
!
È
questo
un
argomento
che
naturalmente
oggi
ci
viene
presentato
dalle
elezioni
imminenti
,
e
di
cui
saremo
costretti
a
riparlare
.
Intanto
gli
elettori
pensino
se
l
'
astensione
non
sia
una
misura
moralmente
e
fisicamente
necessaria
.
Lo
«
Stendardo
Cattolico
»
rimane
attonito
e
pieno
di
dolore
di
fronte
ai
fatti
che
si
preparano
e
si
ritira
in
disparte
a
contemplare
da
semplice
spettatore
la
scena
;
ciò
sta
bene
,
quantunque
si
potesse
far
di
più
;
ad
ogni
modo
la
formola
«
né
eletti
né
elettori
»
ha
un
avversario
di
meno
nelle
nostre
file
,
e
speriamo
che
avrà
seguaci
tutti
i
cattolici
,
e
quelli
principalmente
che
vogliono
far
politica
.
StampaPeriodica ,
"
Un
Comitato
per
la
Tutela
del
Decoro
Nazionale
"
si
è
costituito
recentemente
qui
a
Roma
,
per
opera
di
alcune
cospicue
personalità
,
"
onde
porre
un
argine
-
dice
il
programma
-
al
dilagare
della
produzione
artistica
nostrana
,
che
ha
ormai
raggiunto
proporzioni
tali
da
allarmare
i
più
indifferenti
"
.
Questo
Comitato
intende
istituire
dei
premi
di
Scoraggiamento
,
sotto
forma
di
vitalizi
,
da
assegnarsi
"
a
quelle
persone
d
'
ambo
i
sessi
le
quali
avendo
prodotto
un
'
opera
qualsivoglia
di
letteratura
,
o
pittura
,
o
scultura
,
o
musica
,
o
teatro
,
che
abbia
riscosso
il
suffragio
dei
critici
competenti
,
s
'
impegnino
con
regolare
atto
notarile
,
a
desistere
per
sempre
dall
'
esercizio
,
tanto
pubblico
che
privato
,
di
qualunque
delle
suddette
arti
"
.
Saranno
disponibili
in
breve
cento
premi
di
lire
mille
annue
,
e
si
spera
nel
contributo
di
tutti
i
buoni
italiani
per
poterne
aumentare
il
numero
e
l
'
entità
.
Anche
il
Governo
ha
dato
la
propria
adesione
,
e
sembra
che
in
mancanza
di
un
appoggio
pecuniario
,
impossibile
in
questo
momento
,
voglia
mettere
a
disposizione
del
Comitato
un
certo
numero
di
onorificienze
che
servirebbero
a
sostituire
o
a
integrare
parte
dei
premi
in
denaro
.
Sappiamo
che
la
provvida
iniziativa
ha
incontrato
negli
ambienti
artistici
e
nel
pubblico
,
largo
consenso
.
OH
,
VILISSIMI
NOI
!
Noi
non
faremo
mai
nomi
,
non
citeremo
fatti
specifici
,
non
daremo
mai
presa
alle
feconde
discussioni
,
non
assumeremo
mai
responsabilità
circostanziate
,
non
entreremo
mai
nel
libero
arringo
della
polemica
,
non
cercheremo
mai
la
verità
e
la
luce
;
saremo
sempre
scorretti
,
libellisti
,
diffamatori
,
anonimi
,
sciagurati
,
subdoli
,
venduti
,
forse
.
Si
tratta
che
abbiamo
scoperto
in
poche
parole
tanto
da
tenerVi
la
coscienza
in
pace
.
Queste
:
chi
si
riconosce
,
se
lo
merita
.
È
oracolo
.
Come
certi
selvaggi
d
'
Africa
tenevano
delle
galline
che
avvelenavano
,
e
se
morivano
l
'
accusato
era
reo
,
se
no
innocente
;
così
noi
andiamo
seminando
questi
pezzetti
di
veleno
,
perché
certe
galline
abbocchino
e
ci
diano
indizio
sicuro
su
certi
rei
sospetti
.
PROVE
.
È
bella
,
che
certuni
accolgono
l
'
espressione
delle
nostre
più
care
fissazioni
,
espressione
che
noi
crediamo
di
avere
resa
quanto
più
è
possibile
lieve
ed
inoffensiva
,
con
sorrisi
di
superiorità
scettica
e
consumata
.
A
noi
?
Santo
diavolone
,
come
dicono
in
Sicilia
!
Da
dieci
anni
ci
esponiamo
e
cerchiamo
l
'
irrisione
,
abbiamo
messo
ogni
genere
di
amori
alla
prova
di
non
so
quanti
bordelli
veri
e
metaforici
;
e
vengono
a
fare
i
Mefistofeli
con
noi
,
che
abbiamo
preso
per
le
corna
di
dietro
tutti
i
dilemmi
del
diavolo
,
che
ci
siamo
incanagliati
e
indiavolati
a
bordo
di
certi
galeoni
d
'
autorevolezza
e
serietà
morale
,
dove
nessuno
se
l
'
era
mai
sognato
;
e
per
noi
,
infine
,
la
miglior
ragione
per
indurci
e
cercarne
la
compagnia
è
che
un
uomo
ci
neghi
e
derida
!
O
vecchi
incantatori
di
serpenti
sdentati
,
noi
siamo
troppo
privi
di
ogni
suscettibilità
,
e
tutto
il
vostro
vantatissimo
scetticismo
non
è
altro
che
il
riparo
mal
rappezzato
di
una
vanità
peritosa
e
indolorita
,
mortificata
dal
ricordo
mal
confessato
di
alcuni
antichi
granchi
madornali
.
CAROGNETTINE
da
due
soldi
il
pezzo
.
Brigantelli
da
giardino
.
Un
indizio
che
la
gente
comincia
ad
accorgersi
della
vostra
forza
l
'
avrete
fermo
e
certissimo
appena
i
vostri
nemici
e
detrattori
-
nessuno
può
illudersi
di
non
averne
-
sentiranno
il
bisogno
di
darsi
la
mano
e
confederarsi
.
Il
diavolo
li
mette
difatti
uno
sulla
strada
del
l
'
altro
e
li
fa
incontrare
ch
'
è
una
bellezza
.
Se
poi
avete
qualche
devoto
farfallino
capace
di
farvi
la
spia
dal
campo
avversario
,
ne
sentirete
delle
belle
:
e
sul
costume
delle
loro
adunanze
nei
retrobottega
,
e
sulle
ore
fisse
degli
appuntamenti
,
e
sui
metodi
di
diffamazione
discussi
in
comune
,
e
sui
progetti
escogitati
per
crearvi
intorno
il
vuoto
e
sotto
i
piedi
farvi
mancare
la
terra
,
e
sul
modo
di
mettere
in
circolazione
qualche
definizione
assassina
che
faccia
fortuna
,
e
sulle
maniere
affettuose
che
i
cospiratori
s
'
usano
fra
di
loro
,
e
sulle
riconciliazioni
sporcucce
e
repentine
con
quelli
che
potranno
giovare
al
fine
comune
,
e
sul
modo
circospetto
col
quale
entrano
ed
escono
dai
loro
covi
,
e
sull
'
improvviso
silenzio
quand
'
entri
qualcuno
del
quale
non
si
fidino
ancora
troppo
.
E
magari
alcuni
di
loro
sono
in
buona
fede
o
cercan
di
persuadersi
che
veramente
è
impossibile
che
anche
voi
non
facciate
altrettanto
.
Tant
'
è
:
c
'
è
una
legge
dei
compensi
e
dell
'
equilibrio
,
rigorosissima
.
E
se
da
una
parte
della
bilancia
ci
sono
degli
individui
che
gravino
per
un
certo
peso
,
è
giusto
che
dall
'
altra
parte
,
per
non
essere
sbalestrati
in
aria
,
altri
individui
faccian
forza
col
numero
e
all
'
occorrenza
caricando
sul
loro
piatto
tutte
le
macchine
e
gli
strumenti
di
tortura
dell
'
Inquisizione
.
Fatto
sta
che
le
orecchie
a
noi
ci
fischiano
sempre
.
A
rigor
di
termini
,
si
può
ancora
usare
la
parola
"
mediterraneo
"
,
a
patto
d
'
intendere
quanto
di
più
indicibile
e
vago
e
seducente
può
avere
un
mito
solare
e
marino
.
Che
dire
dunque
di
qualcuno
che
si
professi
in
tutta
lettera
mediterraneo
?
Come
accade
che
il
superuomo
e
la
sua
morale
,
nozione
ultima
di
Nietzsche
,
suo
modo
peritoso
e
irregolare
di
nominare
il
trascendente
,
invece
che
i
discepoli
vi
adoperassero
ombra
e
riserva
e
prudenza
,
fossero
condotti
alla
fiera
in
vesti
d
'
Arlecchino
,
coi
colori
possibili
ed
impossibili
di
un
secolo
grande
,
bislacco
ed
arruffone
,
come
l
'
ultimo
scorso
.
OTTIMISMO
POSTREMO
.
Ci
demmo
a
credere
,
tempo
fa
,
che
il
cinematografo
avrebbe
rovinati
i
cattivi
libri
e
il
cattivo
teatro
.
Diavolo
!
chi
avrebbe
potuto
supporre
che
resisterebbero
a
una
concorrenza
tanto
formidabile
?
Era
il
caso
di
dire
che
li
avrebbe
battuti
sul
loro
terreno
stesso
.
A
noi
successe
come
a
Guglielmo
Imperatore
.
Egli
ha
trovato
un
sentimentalismo
politico
ancor
più
convinto
e
sentimentale
del
suo
,
ed
è
stato
battuto
colle
sue
armi
.
E
il
nostro
calcolo
troppo
astuto
è
stato
sfatato
da
una
inaspettata
profondità
di
cattivo
gusto
e
di
coglioneria
.
I
cattivi
libri
,
il
cattivo
teatro
e
l
'
ottimo
cinematografo
prosperano
insieme
,
e
l
'
uno
prende
luce
e
vita
dall
'
altro
.
È
vero
che
,
in
fin
dei
conti
,
poco
ce
ne
cura
,
essendo
noi
del
parere
che
se
la
cattiva
letteratura
non
esistesse
bisognerebbe
inventarla
,
nel
migliore
dei
modi
possibili
.
CENTRI
DI
CULTURA
.
Si
stabiliscono
centri
di
cultura
in
luoghi
che
sono
un
incanto
.
Si
stabiliscono
confusioni
estetiche
tra
biblioteche
circolanti
e
missioni
del
dotto
;
alle
quali
,
per
essere
babiloniche
,
non
mancano
neppure
,
come
si
vede
,
i
giardini
pensili
.
Parecchie
ottime
persone
ci
vanno
comunicando
,
come
un
grande
arcano
,
che
la
nostra
rivista
è
uscita
al
momento
giusto
e
come
si
aspettava
,
senza
saperlo
,
da
molte
parti
.
Ringraziamo
dell
'
intenzione
,
ma
non
l
'
abbiamo
fatto
apposta
.
Non
ci
abbiam
messo
studio
;
è
stata
una
bella
combinazione
.
Non
siamo
giocatori
d
'
azzardo
,
ma
neppure
cospiratori
.
Abbiamo
un
'
idea
tutta
italiana
;
d
'
essere
dei
galantuomini
e
dei
persuasi
.
Non
è
colpa
nostra
se
si
sia
ridotti
al
punto
che
la
gente
a
ciò
si
ferma
a
guardare
.
LA
STORIA
E
LE
SUE
VIE
.
Quando
si
pensa
alla
storia
,
per
che
vie
torte
procede
e
quanto
costa
per
venir
sempre
,
prevedutissima
,
a
confermare
se
stessa
;
questa
storia
è
proprio
una
storia
ridicola
.
Eppure
,
non
ci
sentiamo
né
il
diritto
né
la
voglia
di
pentirci
dell
'
esperienze
dovute
fare
.
Ma
questo
,
compatibilmente
alla
modestia
,
è
più
merito
nostro
che
della
storia
.
MENESTRELLI
.
I
segreti
,
in
verità
elementari
e
semplicissimi
,
della
scienza
di
governare
i
popoli
,
sebbene
filtrati
dalla
sostanza
stessa
della
vita
di
questi
e
quantunque
costituiscano
il
loro
più
antico
patrimonio
,
ripugnano
all
'
anima
popolare
.
Il
debole
,
l
'
anonimo
,
non
ama
gli
si
vengano
a
spifferare
le
fatali
ragioni
della
sua
docilità
verso
il
fratello
più
forte
,
sostegno
e
vanto
della
famiglia
.
Non
che
le
ignori
;
pure
,
in
dati
tempi
,
giunge
perfino
a
dimenticarle
e
a
disconoscerle
con
furore
.
Non
è
tuttavia
meno
provvidenziale
e
decoroso
che
il
debole
non
sia
abbandonato
in
balia
di
sé
stesso
.
Durante
la
guerra
i
popoli
si
sono
lasciati
esemplarmente
condurre
,
a
una
sola
suprema
condizione
:
si
provvedesse
a
tener
loro
i
padiglioni
auricolari
ininterrottamente
e
senza
risparmio
annaffiati
di
gloriose
favole
e
di
menzogne
.
Oggi
che
ai
loro
capi
,
così
buoni
menestrelli
durante
i
tempi
eroici
e
feroci
,
non
è
più
possibile
tener
lontane
da
quelle
malavvezze
orecchie
,
note
più
crude
e
discordanti
,
i
popoli
generosi
gridano
al
tradimento
e
minacciano
cose
dell
'
altro
mondo
.
E
questa
è
la
punizione
,
o
per
lo
meno
,
il
brutto
quarto
d
'
ora
dei
menestrelli
.
Nella
pubblica
tenzone
coi
capi
avversari
-
mentre
i
popoli
erano
d
'
altra
parte
troppo
occupati
a
versare
con
meticolosa
cura
il
loro
sangue
,
per
interessarsi
soverchiamente
di
simili
controversie
-
essi
hanno
approfittato
delle
minime
gaffes
di
quelli
,
assai
più
ingenui
e
brutalmente
bonaccioni
,
per
dar
loro
con
grandi
uh
!
uh
!
sulla
voce
,
fare
gli
scandolezzati
e
svergognarli
"
davanti
al
mondo
intero
"
.
Che
diamine
!
Pezzi
di
carta
,
i
trattati
?
State
zitti
,
disgraziati
,
che
lo
sapevamo
prima
di
voi
!
Ma
essere
stati
insieme
a
bordello
non
vuoi
mica
dire
tu
me
Io
debba
buttar
sulla
faccia
alla
presenza
delle
mogli
.
Che
sarebbero
,
in
questo
caso
i
popoli
,
pronti
,
come
quelle
,
a
dar
nelle
peggiori
escandescenze
,
a
fare
a
pezzi
le
,
stoviglie
,
e
a
buttar
dalla
finestra
i
più
cari
ricordi
di
tanti
anni
di
ottimo
ménage
.
E
l
'
eterno
sfortunato
,
malaccorto
popolo
tedesco
è
giunto
primo
alla
fame
e
alla
disfatta
forse
anche
per
non
essere
stato
"
altrettanto
"
rimpinzato
di
provvisorie
e
corroboranti
menzogne
.
La
vittoria
,
si
diceva
,
sarà
di
colui
che
saprà
resistere
cinque
minuti
di
più
.
Ma
trattandosi
,
in
sostanza
,
di
una
guerra
,
nella
quale
da
una
parte
erano
dei
legulei
e
dei
giornalisti
,
dall
'
altra
dei
soldati
,
era
troppo
naturale
che
vincessero
i
primi
,
e
si
verificasse
piuttosto
il
detto
:
la
sconfitta
sarà
di
colui
che
non
saprà
mentire
a
sé
stesso
un
pochino
di
più
.
ProsaGiuridica ,
VITTORIO
EMANUELE
III
PER
GRAZIA
Dl
DIO
E
PER
VOLONTÀ
DELLA
NAZIONE
RE
D
'
ITALIA
Il
Senato
e
la
Camera
dei
deputati
hanno
approvato
;
Noi
abbiamo
sanzionato
e
promulghiamo
quanto
segue
:
Art
.
1
Nei
Comuni
la
cui
popolazione
non
eccede
i
5000
abitanti
,
secondo
le
risultanze
dell
'
ultimo
censimento
,
l
'
Amministrazione
è
affidata
ad
un
Podestà
,
assistito
,
ove
il
Prefetto
lo
ritenga
possibile
,
da
una
Consulta
municipale
.
Art
.
2
Il
Podestà
è
nominato
con
decreto
Reale
.
Dura
in
carica
cinque
anni
e
può
essere
sempre
confermato
.
Il
Prefetto
può
trasferire
il
Podestà
da
un
Comune
all
'
altro
della
Provincia
e
proporne
al
Ministero
dell
'
interno
la
revoca
,
che
è
disposta
con
decreto
Reale
.
Contro
il
provvedimento
di
revoca
non
è
ammesso
alcun
gravame
né
amministrativo
,
né
giudiziario
.
Art
.
3
La
Consulta
municipale
si
compone
di
cittadini
che
non
si
trovino
in
alcuna
delle
condizioni
di
ineleggibilità
e
d
'
incompatibilità
previste
dagli
articoli
25
e
26
della
legge
comunale
e
provinciale
.
Art
.
4
I
consultori
municipali
,
il
cui
numero
,
determinato
per
ciascun
Comune
dal
Prefetto
,
non
può
essere
inferiore
a
sei
,
sono
nominati
con
decreto
prefettizio
,
per
un
terzo
direttamente
,
e
per
due
terzi
su
designazione
degli
Enti
economici
,
dei
sindacati
e
delle
associazioni
locali
.
Il
Prefetto
determina
altresì
,
gli
Enti
economici
,
i
sindacati
e
le
associazioni
locali
,
ai
quali
compete
la
designazione
,
ed
il
numero
dei
rappresentanti
a
ciascuno
assegnati
.
Gli
Enti
economici
,
i
sindacati
e
le
associazioni
locali
designano
tre
nomi
per
ogni
rappresentante
assegnato
.
Art
.
5
Il
Podestà
esercita
le
funzioni
che
la
legge
comunale
e
provinciale
conferisce
al
sindaco
,
alla
Giunta
ed
al
Consiglio
comunale
.
La
Consulta
municipale
ha
attribuzioni
meramente
consultive
;
essa
dà
parere
su
tutte
le
materie
che
il
Podestà
crede
di
sottoporle
.
Il
parere
della
Consulta
municipale
è
obbligatorio
in
merito
alle
deliberazioni
del
Podestà
concernenti
l
'
approvazione
del
bilancio
,
gli
impegni
attivi
e
passivi
vincolanti
il
bilancio
per
oltre
cinque
anni
,
la
contrattazione
dei
prestiti
,
la
imposizione
dei
tributi
,
l
'
alienazione
di
beni
patrimoniali
,
la
assunzione
diretta
di
pubblici
servizi
.
Quando
,
in
questi
casi
,
il
parere
della
Consulta
municipale
sia
contrario
alle
proposte
del
Podestà
,
questi
dovrà
farne
constare
nel
verbale
delle
relative
deliberazioni
.
Art
.
6
Sono
applicabili
al
Podestà
le
norme
di
ineleggibilità
ed
incompatibilità
stabilite
dalla
legge
comunale
e
provinciale
per
il
sindaco
.
Art
.
7
Il
Podestà
può
delegare
a
ciascun
consultore
municipale
speciali
incarichi
nell
'
amministrazione
del
Comune
.
Art
.
8
Nei
Comuni
di
popolazione
eccedente
quella
indicata
dall
'
art
.
1
,
l
'
amministrazione
può
essere
affidata
,
in
conformità
delle
norme
stabilite
dalla
presente
legge
,
a
un
Podestà
,
quando
i
rispettivi
Consigli
comunali
siano
stati
sciolti
due
volte
nel
periodo
di
due
anni
.
Il
provvedimento
previsto
dal
presente
articolo
è
adottato
con
decreto
Reale
,
su
proposta
del
Ministro
per
l
'
interno
,
udito
il
Consiglio
dei
Ministri
.
Art
.
9
Per
essere
nominato
Podestà
occorre
:
a
)
essere
maggiore
di
età
;
b
)
essere
cittadino
italiano
;
c
)
non
aver
subìto
condanne
per
i
titoli
indicati
nell
'
articolo
25
della
legge
comunale
e
provinciale
,
nonché
per
delitti
contro
la
sicurezza
dello
Stato
(
titolo
I
del
Codice
penale
)
;
d
)
aver
conseguito
,
almeno
,
il
diploma
di
maturità
classica
o
scientifica
o
di
abilitazione
tecnica
o
magistrale
,
ovvero
titoli
di
studio
,
dei
quali
sia
riconosciuta
dal
provveditore
agli
studi
l
'
equipollenza
.
Il
titolo
di
cui
alla
lettera
d
)
non
è
necessario
:
1°
per
coloro
che
abbiano
partecipato
alla
guerra
19151918
col
grado
di
ufficiale
o
sottufficiale
presso
truppe
in
zona
di
operazione
;
2°
per
coloro
che
abbiano
ricoperta
,
per
non
meno
di
un
anno
,
con
capacità
e
competenza
amministrativa
,
l
'
ufficio
di
sindaco
o
di
commissario
Regio
o
prefettizio
o
di
segretario
comunale
.
Art
.
10
Due
o
più
Comuni
finitimi
,
che
,
complessivamente
,
non
superino
i
5000
abitanti
,
possono
,
con
decreto
Reale
,
essere
affidati
all
'
amministrazione
di
un
solo
Podestà
.
Art
.
11
Il
Podestà
e
i
consultori
municipali
,
prima
di
entrare
in
funzione
,
prestano
,
dinanzi
al
Prefetto
,
il
giuramento
di
cui
all
'
art
.
150
della
legge
comunale
e
provinciale
.
Art
.
12
L
'
ufficio
di
Podestà
e
di
consultore
municipale
è
gratuito
.
In
casi
assolutamente
eccezionali
,
e
compatibilmente
con
le
condizioni
finanziarie
dell
'
Ente
,
il
Prefetto
può
assegnare
al
Podestà
una
indennità
di
carica
,
che
grava
sul
bilancio
del
Comune
o
dei
Comuni
di
cui
egli
ha
l
'
amministrazione
.
Art
.
13
Sono
sottoposte
all
'
approvazione
della
Giunta
provinciale
amministrativa
le
deliberazioni
del
Podestà
che
riguardano
le
materie
indicate
nell
'
art
.
217
della
legge
comunale
e
provinciale
(
testo
unico
approvato
con
R
.
decreto
4
febbraio
1915
,
n
.
148
)
e
quelle
relative
alla
cancellazione
d
'
iscrizioni
ipotecarie
,
a
svincoli
di
cauzione
ed
a
ritiro
di
capitali
.
Tutte
le
altre
deliberazioni
del
Podestà
sono
sottoposte
all
'
approvazione
del
Prefetto
.
Art
.
14
Alle
deliberazioni
del
Podestà
,
che
per
la
legge
comunale
e
provinciale
sarebbero
di
competenza
della
Giunta
o
del
Consiglio
comunale
,
è
applicabile
il
disposto
dell
'
art
.
128
della
legge
stessa
.
Art
.
15
Il
Governo
del
Re
è
autorizzato
a
stabilire
la
data
in
cui
verranno
a
cessare
le
amministrazioni
ordinarie
e
straordiriarie
dei
Comuni
indicati
nell
'
art
.
1
della
presente
legge
,
per
far
luogo
all
'
inizio
delle
funzioni
del
Podestà
e
delle
Consulte
municipali
.
Art
.
16
Il
Governo
del
Re
è
autorizzato
altresì
a
pubblicare
un
nuovo
testo
unico
della
legge
comunale
e
provinciale
,
modificando
le
disposizioni
di
questa
,
per
metterla
in
armonia
coi
principî
informatori
della
presente
legge
.
Ordiniamo
che
la
presente
,
munita
del
sigillo
dello
Stato
,
sia
inserta
nella
raccolta
ufficiale
delle
leggi
e
dei
decreti
del
Regno
d
'
Italia
,
mandando
a
chiunque
spetti
di
osservarla
e
di
farla
osservare
come
legge
dello
Stato
.
Data
a
Roma
,
addì
4
febbraio
1926
.
VITTORIO
EMANUELE
.
FEDERZONI
.
Visto
,
il
Guardasigilli
:
ROCCO
StampaQuotidiana ,
Va
bene
,
che
si
porti
alle
stelle
il
traforo
del
Cenisio
;
esso
insieme
all
'
istmo
di
Suez
è
la
prova
più
splendida
del
progresso
delle
scienze
fisiche
.
E
di
passaggio
notisi
,
che
ammettiamo
progresso
solo
di
scienze
fisiche
non
di
vigoria
nazionale
,
come
vogliono
gli
italianissimi
,
perché
opere
grandiose
se
ne
fecero
anche
nella
vecchiaia
dei
popoli
.
Difatti
il
«
Fanfulla
»
non
trova
miglior
epigrafe
pel
traforo
,
che
quella
dei
veneziani
sui
loro
murazzi
=
Ausu
romano
aere
veneto
=
col
solo
cambiamento
:
aere
italico
;
questo
ricorda
le
grandi
opere
fatte
anche
dai
romani
e
dai
veneti
;
e
siccome
il
ponte
p.e.
di
Traiano
disfatto
tosto
da
Adriano
,
ed
i
murazzi
appartengono
alla
vecchiaia
degli
uni
e
degli
altri
,
non
si
vede
come
quell
'
opera
italiana
indichi
proprio
vigoria
nazionale
.
Ma
per
tornare
al
traforo
,
le
cose
bisogna
guardarle
sotto
tutti
gli
aspetti
,
se
no
,
non
si
potrà
avere
un
'
idea
adeguata
del
loro
valore
.
Senza
dubbio
il
traforo
sotto
l
'
aspetto
commerciale
ed
industriale
è
utilissimo
;
l
'
abbreviazione
delle
distanze
,
la
sicurezza
della
via
,
la
facilità
dei
trasporti
,
la
comodità
dei
viaggi
,
ed
insieme
a
tutto
ciò
la
diminuzione
della
spesa
sono
pregi
incontrastabili
dell
'
opera
grandiosa
.
Militarmente
poi
non
se
ne
può
temere
un
pericolo
di
rilievo
.
Sicuro
che
se
in
caso
di
guerra
la
galleria
cadesse
tutta
in
man
della
Francia
,
per
l
'
Italia
l
'
andrebbe
male
.
Luigi
XIV
dovette
far
la
pace
con
Vittorio
Amedeo
II
per
quella
maledetta
difficoltà
delle
Alpi
più
quasi
che
per
la
sconfitta
di
Torino
;
dovendo
far
varcare
quella
bagatella
di
monti
ad
uomini
,
armi
,
munizioni
e
fin
legna
da
bruciare
,
il
peso
della
guerra
gli
divenne
insopportabile
,
e
gli
convenne
chinar
il
capo
.
Ma
all
'
evenienza
di
un
pericolo
il
genio
militare
facilmente
può
provvedere
;
un
paio
di
mine
a
tempo
e
luogo
disposte
e
fatte
volare
rendono
impraticabile
la
galleria
;
questa
poi
impossibile
a
riattarsi
senza
grandi
e
lunghi
lavori
non
dà
più
il
passo
ai
tumulti
gallici
,
le
muraglie
alpine
riacquistano
l
'
antico
valore
,
e
coi
loro
fianchi
dirupati
e
nevosi
ridiventano
una
formidabile
difesa
.
Se
i
padri
coscritti
hanno
senno
,
per
cautelarsi
da
ogni
sorpresa
hanno
già
forse
preparate
le
mine
.
Ma
si
può
dire
altrettanto
del
traforo
considerato
dal
lato
morale
?
Premettiamo
che
astrattamente
del
traforo
non
si
può
dire
né
bene
né
male
;
è
una
porta
tra
l
'
Italia
e
la
Francia
,
e
una
porta
è
buona
o
cattiva
cosa
secondo
l
'
uso
a
cui
serve
nel
caso
concreto
.
Se
serve
a
due
galantuomini
per
visitarsi
ed
aiutarsi
dall
'
una
all
'
altra
casa
,
la
porta
moralmente
è
cosa
ottima
,
ma
dovesse
dar
comodo
alle
furfanterie
o
libertinaggio
di
cattivi
soggetti
,
meglio
sarebbe
stato
che
la
porta
o
non
fosse
mai
stata
aperta
,
o
fosse
tosto
sprangata
ben
bene
.
In
proposito
dobbiamo
regolare
i
nostri
giudizi
come
colle
breccie
fatte
nelle
mura
di
Roma
;
son
tutte
breccie
,
ma
quella
di
porta
Capena
per
dar
il
passo
al
trionfo
di
Marc
'
Antonio
Colonna
,
uno
dei
vincitori
dei
musulmani
antichi
a
Lepanto
,
deve
essere
guardata
con
occhio
ben
diverso
,
che
la
breccia
di
porta
Pia
fatta
per
intrudere
i
musulmani
moderni
.
Posto
dunque
che
sotto
l
'
aspetto
morale
il
traforo
è
nulla
più
che
una
porta
,
ossia
un
mezzo
per
sé
indifferente
che
diventa
buono
o
cattivo
secondo
l
'
uso
,
per
giudicarne
il
merito
morale
bisogna
consultare
il
caso
concreto
,
e
vedere
a
che
deve
servire
.
Il
traforo
in
genere
deve
servire
a
facilitare
e
moltiplicare
le
comunicazioni
tra
Italia
e
Francia
,
il
che
significa
accumunare
sempre
più
le
idee
ed
i
costumi
,
cioè
fare
che
si
cancellino
sempre
più
le
differenze
reciproche
,
e
che
l
'
una
nazione
diventi
quel
che
è
l
'
altra
.
Ora
quale
delle
due
nazioni
è
la
migliore
?
Con
buona
venia
del
signor
Trochu
l
'
italiana
senza
dubbio
.
Questo
bravo
generale
era
fuor
dei
gangheri
per
le
inaudite
sconfitte
toccate
,
e
si
sa
che
quando
si
è
in
tale
stato
,
uno
sfogo
ci
vuole
,
e
per
conseguenza
ci
vuole
anche
qualcuno
contro
cui
fare
codesto
sfogo
.
Ma
con
chi
a
Trochu
conveniva
prendersela
?
coi
suoi
francesi
,
e
confessare
,
che
sono
ancora
i
leves
Galli
di
Giulio
Cesare
?
l
'
amor
proprio
l
'
impediva
,
d
'
altronde
era
dar
ragione
un
'
altra
volta
a
Bismark
,
che
va
ripetendo
la
sentenza
di
Cesare
.
Prendersela
coi
prussiani
?
era
pericoloso
assai
,
che
un
uomo
di
governo
sparlasse
di
chi
calcava
ancora
il
collo
alla
misera
Francia
.
I
russi
,
i
turchi
,
gli
americani
,
i
chinesi
sono
troppo
lontani
;
colla
Spagna
non
v
'
era
nessun
legame
particolare
;
dunque
per
materasso
del
signor
Trochu
non
restavano
che
gli
antichi
alleati
di
Crimea
e
di
tante
altre
imprese
,
l
'
Inghilterra
e
l
'
Italia
,
alleati
ingratissimi
come
si
sa
.
Ecco
dunque
come
stanno
le
cose
,
secondo
il
signor
Trochu
,
il
lusso
inglese
e
la
corruzione
italiana
sono
le
cause
dei
disastri
francesi
.
Però
il
valente
generale
acciecato
dall
'
ira
non
ha
fatto
riflessione
che
l
'
Italia
non
deve
essere
giudicata
dalla
colonia
italiana
di
Parigi
,
gente
scappata
per
lo
più
,
senza
patria
,
senza
famiglia
,
senza
legge
né
fede
,
che
nella
cloaca
massima
si
sente
a
posto
.
Doveva
anche
ricordarsi
di
ciò
che
non
gli
può
essere
ignoto
,
che
l
'
Italia
da
lunga
pezza
è
pedissequa
della
Francia
,
caduta
in
balia
di
uomini
formati
alla
politica
nei
loro
esigli
,
viaggi
e
relazioni
di
Francia
,
che
di
Francia
ci
vennero
le
sette
,
i
libri
,
i
romanzi
,
il
teatro
,
i
costumi
,
la
rivoluzione
insomma
,
che
costà
comunissima
è
la
lingua
francese
segno
della
prevalenza
delle
idee
francesi
.
E
i
discorsi
del
Parlamento
italico
,
signor
Trochu
,
non
sono
il
plagio
delle
dicerie
tenute
nelle
Camere
francesi
?
le
leggi
italiche
mezzo
tanto
potente
di
influire
sulla
morale
non
sono
forse
infranciosate
?
Quanti
italiani
inoltre
per
commercio
,
nozze
o
divertimento
fanno
il
viaggio
di
Francia
,
tutti
sanno
che
ritornano
ben
diversi
da
quelli
che
furono
formati
tra
le
domestiche
mura
.
Poi
finora
s
'
è
forse
veduto
in
Italia
quanto
si
vide
in
Francia
nelle
varie
fasi
della
rivoluzione
?
Ghigliottina
e
petrolio
sono
ancora
una
privativa
francese
.
Se
dunque
moralmente
migliori
sono
gl
'
italiani
,
è
chiaro
che
il
traforo
destinato
a
togliere
le
differenze
tra
italiani
e
francesi
sarà
di
danno
ai
primi
,
veduto
anche
come
la
propagazione
del
male
sia
più
facile
che
quella
del
bene
,
specialmente
in
epoche
come
la
nostra
,
nelle
quali
,
secondo
l
'
osservazione
di
Platone
,
gli
uomini
sembrano
nati
al
vizio
ed
alla
ribellione
.
Che
vantaggio
morale
vorrà
dunque
essere
per
gl
'
italiani
il
traforo
,
quando
il
viaggio
di
Francia
non
lasciò
più
che
una
gita
di
piacere
?
Maggior
numero
di
italiani
andrà
in
Francia
a
guastarsi
,
maggior
numero
di
francesi
verrà
in
Italia
a
guastare
,
a
suggerire
,
a
trapiantare
i
caffè
chantans
,
i
ritrovi
,
i
clubs
e
quant
'
altro
mai
ha
di
più
diabolico
la
corruzione
e
l
'
empietà
della
moderna
Babilonia
.
Una
delle
ragioni
degli
alleati
per
cessare
prima
del
tempo
dall
'
occupazione
di
Parigi
fu
di
togliere
i
loro
soldati
da
una
cloaca
,
in
cui
tutto
è
pestifero
.
E
le
sette
non
si
vantaggeranno
del
traforo
per
rendere
i
loro
moti
più
vasti
,
più
simultanei
,
più
irreparabili
di
qua
e
di
là
delle
Alpi
?
Non
sappiamo
dunque
qual
uomo
onesto
ed
illuminato
potrà
rallegrarsi
gran
fatto
del
traforo
,
e
reprimere
il
desiderio
che
fino
a
tempi
migliori
le
Alpi
non
elevino
anzi
le
loro
creste
almeno
quanto
il
Kimborazo
ed
il
Dalavigari
.
Abbiamo
poi
tanta
fede
nell
'
Italia
vera
tanto
diversa
dalla
legale
,
come
dice
il
signor
Jacini
,
che
tolta
l
'
influenza
francese
il
genio
italiano
cesserebbe
di
lasciarsi
trascinar
a
ritroso
,
ed
in
breve
riparerebbe
al
20
settembre
ed
a
quanto
lo
ebbe
preparato
.
A
carico
del
traforo
c
'
è
poi
ancora
un
'
altra
riflessione
morale
.
Esso
darà
gran
aumento
alle
ferrovie
,
in
altri
termini
sarà
un
altro
anello
maestro
di
quella
ferrea
catena
che
avvince
un
intero
popolo
di
impiegati
,
inservienti
ferroviarii
interni
ed
esterni
,
macchinisti
,
conduttori
,
facchini
,
vetturali
e
simil
genia
che
senza
distinzione
di
giorni
,
dì
e
notte
prestando
il
loro
servigio
,
diventano
estranei
alla
religione
non
meno
quasi
che
alle
loro
stesse
famiglie
.
Si
badi
che
si
tratta
d
'
un
popolo
intero
.
A
chi
dunque
non
sa
che
sia
morale
e
quale
influenza
il
traforo
avrà
sulla
morale
,
sulla
famiglia
e
la
religione
,
lasciamo
il
rallegrarsi
puramente
e
semplicemente
del
traforo
alpino
;
a
noi
basterebbe
il
vanto
che
ne
menano
le
sette
per
fare
le
nostre
riserve
.
StampaQuotidiana ,
All
'
indirizzo
della
signora
Pezzi
che
progetta
una
scuola
Mazzini
breve
parola
.
Insieme
col
risorgimento
rivoluzionario
italiano
e
mondiale
,
fu
predicata
la
riabilitazione
,
l
'
emancipazione
della
donna
.
La
favorirono
tutti
i
framassoni
,
la
giovarono
i
ministri
,
i
quali
ne
fecero
delle
maestre
da
sedere
in
alte
cattedre
e
delle
ispettrici
,
i
quali
progettarono
di
donarla
del
diritto
elettorale
nei
comuni
.
E
la
donna
innalzata
a
tanta
altezza
,
dimenticate
le
opere
del
fuso
raccomandatele
dallo
Spirito
Santo
,
intese
alle
non
sue
della
vita
pubblica
e
politica
,
e
non
mancarono
le
fanatiche
per
Garibaldi
e
per
Mazzini
,
le
eroine
dei
due
mondi
che
fecero
di
loro
pazzie
celebre
il
nome
per
il
mondo
.
Or
bene
e
quelli
che
le
innalzano
,
e
quelle
che
s
'
innalzano
che
pretendono
ottenere
?
Alla
donna
noi
crediamo
che
duplice
missione
sia
affidata
,
quella
di
far
conoscere
la
verità
,
quella
di
alleviare
i
dolori
;
duplice
apostolato
di
verità
e
di
conforto
:
quello
debbono
e
possono
compiere
nell
'
interno
delle
pareti
domestiche
:
questo
,
insistendo
sull
'
orme
della
prima
associazione
di
carità
fondata
sul
Calvario
sotto
gli
sguardi
del
Salvatore
morente
si
compie
ad
ogni
giorno
,
ad
ogni
circostanza
della
vita
.
Fuori
di
questo
campo
non
trova
la
donna
né
fini
né
forze
a
sé
proporzionate
,
tutto
diviene
esagerazione
,
pericolo
e
rovina
.
Al
tempo
del
paganesimo
questa
duplice
missione
della
donna
fu
dimenticata
;
essa
era
quindi
divenuta
nient
'
altro
che
una
merce
trafficata
dalla
avarizia
,
una
schiava
che
vedeva
ai
suoi
piedi
un
despota
sempre
pronto
ad
alzarsi
per
abbatterla
,
un
idolo
incensato
e
poco
stante
spezzato
dal
suo
fanatico
adoratore
,
di
che
la
donna
stessa
aveva
trovato
meglio
educarsi
alla
colpa
fin
da
fanciulla
:
Et
incestos
amores
de
tenui
meditatur
ungui
:
e
se
congiungevasi
in
matrimonio
,
poteva
però
dopo
,
al
dir
di
Seneca
,
contar
gli
anni
non
dai
consoli
ma
dai
mariti
.
Perciò
essa
era
poi
divenuta
odiosa
,
e
ci
ricorda
benissimo
di
ciò
che
Eschilo
nei
Sette
all
'
assedio
di
Tebe
fa
dire
ad
Eteocle
:
«
Donne
,
insopportabili
creature
,
sesso
odioso
ai
savii
,
pessimo
flagello
delle
famiglie
e
dello
Stato
»
.
La
redenzione
salvò
la
donna
;
anzi
se
ci
si
passa
l
'
espressione
,
la
redenzione
sua
fu
duplice
,
la
redenzione
comune
e
un
'
altra
di
ordine
inferiore
e
materiale
che
la
riabilitava
davvero
nella
società
,
motivo
pel
quale
troviamo
nella
donna
una
naturale
e
più
sentita
inclinazione
alla
pratica
della
religione
di
Cristo
ed
in
conseguenza
di
ciò
,
la
vediamo
anche
divenuta
un
'
arma
invitta
in
mano
del
Signore
.
Ora
la
riabilitazione
massonica
che
oggi
è
di
moda
,
non
essendo
,
perché
framassonica
,
che
la
distruzione
di
Cristo
,
non
può
riuscire
che
al
vero
e
peggiore
degradamento
della
donna
.
No
,
non
ci
illudono
le
larve
di
alcune
donne
letterate
e
la
cui
onestà
di
costumi
noi
non
vorremmo
revocare
in
dubbio
;
le
statistiche
parlano
con
una
eloquenza
invincibile
,
e
le
75.000
donne
di
vita
perduta
che
già
erano
in
Italia
prima
dell
'
acquisto
del
Veneto
dicono
ove
siamo
riusciti
dopo
tanto
predicare
riabilitazione
,
dopo
tanti
sforzi
per
innalzar
la
donna
all
'
altezza
dei
tempi
.
Vi
ha
una
sola
dignità
per
lei
,
ed
è
quella
che
le
viene
da
Cristo
;
con
Cristo
è
grande
,
senza
Cristo
sta
nel
fango
.
È
per
ciò
che
noi
salutiamo
con
piacere
il
sorgere
in
Italia
,
specialmente
,
di
associazioni
femminili
,
e
quelle
in
particolar
modo
che
in
Roma
fanno
già
di
sé
bella
mostra
con
opere
tutte
informate
allo
spirito
di
Cristo
,
e
così
vantaggiose
alla
Chiesa
di
Cristo
.
Cristo
che
volle
la
donna
alla
sua
culla
,
e
la
volle
alla
sua
croce
,
affida
ancor
oggi
alla
donna
una
missione
.
È
vero
che
come
al
sorgere
del
cristianesimo
permise
che
la
donna
cristiana
vivesse
alquanti
secoli
accanto
alla
pagana
,
così
oggi
la
donna
che
sta
con
Cristo
ed
è
cattolica
vive
daccanto
alla
donna
senza
Cristo
,
rivoluzionaria
e
framassona
,
e
che
davvicino
alle
pie
che
salgono
il
Calvario
stanno
le
petroliere
e
le
comuniste
;
ma
ciò
è
nei
disegni
della
Provvidenza
,
perché
meglio
appaia
da
qual
lato
si
stia
vera
grandezza
,
onestà
e
virtù
.
Ritorni
la
donna
italiana
all
'
opere
della
sua
casa
,
alla
santa
missione
che
Cristo
le
ha
data
,
discenda
dalla
cattedra
,
non
s
'
accosti
alle
urne
,
viva
di
Cristo
e
Italia
avrà
pace
,
felicità
ed
onore
.
StampaPeriodica ,
L
'
organo
massimalista
suona
le
campane
a
morto
.
L
'
Aventino
fu
?
Parrebbe
.
L
'
Avanti
!
riconosce
che
l
'
astensione
dai
lavori
parlamentari
,
in
sé
ed
a
sé
,
non
ha
senso
.
"
Avrebbe
un
senso
solamente
se
si
portasse
su
un
altro
terreno
.
"
Cioè
:
in
piazza
.
Con
le
armi
alla
mano
.
Ma
"
democratici
,
popolari
ed
unitari
non
si
sentono
di
seguirci
in
un
campo
che
per
essi
è
di
sole
spine
.
"
Veramente
non
è
detto
che
i
fieri
sicambri
massimalisti
se
la
sentano
troppo
,
pur
loro
,
di
scendere
sul
campo
...
delle
spine
,
essi
,
verbosi
gonfiatori
di
nubi
rivoluzionarie
.
Adesso
vorrebbero
dare
ad
intendere
che
,
se
non
fosse
per
quei
pavidi
dei
restanti
aventiniani
,
essi
sarebbero
tipi
da
trangugiarsi
il
fascismo
in
un
boccone
.
Ma
sono
burlette
polemiche
e
giuochi
di
scaricabarili
.
Il
vero
è
che
,
nel
giugno
dell
'
anno
scorso
,
tutti
gli
aventiniani
,
senza
esclusione
di
gruppi
,
si
sono
ritirati
dal
Parlamento
unicamente
nella
speranza
di
suscitare
con
tale
atto
un
movimento
di
attiva
solidarietà
nelle
masse
popolari
,
che
essi
ancora
si
illudevano
di
avere
favorevoli
.
Fallita
questa
speranza
,
tentarono
l
'
ultima
carta
dell
'
appello
alla
Corona
.
Altro
errore
colossale
.
Ed
ora
,
perduta
tanto
la
partita
insurrezionale
,
quanto
la
partita
costituzionale
,
si
accapigliano
fra
loro
ed
ognuno
di
essi
cerca
di
salvarsi
per
proprio
conto
dal
disastro
generale
.
Ma
si
sbandino
o
riescano
ancora
a
rimanere
uniti
nella
discordia
,
non
possono
sottrarsi
,
e
come
singoli
partiti
e
come
agglomerato
occasionale
,
alla
stretta
dei
conti
:
l
'
Aventino
ha
chiusa
la
partita
con
un
clamoroso
fallimento
.
Perché
non
ha
raggiunto
uno
solo
dei
fini
che
si
era
proposto
.
Perché
il
regime
fascista
è
più
forte
di
prima
.
Perché
il
Governo
fascista
raggiunge
,
esso
,
uno
ad
uno
,
tutti
i
fini
che
si
era
proposti
.
Questo
il
fatto
...
StampaQuotidiana ,
Il
giornalismo
liberale
insiste
sul
lavoro
che
il
Congresso
cattolico
di
Bergamo
ha
rivolto
a
vantaggio
della
classe
degli
operai
.
La
«
Perseveranza
»
ascolta
con
mal
animo
noi
cattolici
seguaci
del
Filius
fabri
,
tentare
di
migliorare
uomini
che
sono
sì
grande
e
bella
parte
della
società
cristiana
.
La
«
Perseveranza
»
trova
che
l
'
idea
che
presiedette
alle
decisioni
del
Congresso
di
Bergamo
riguardo
all
'
operaio
sia
l
'
assorbimento
dell
'
individualità
,
e
l
'
inaugurazione
del
collettivismo
come
era
esercitato
dalle
maestranze
di
arti
e
mestieri
nel
medio
evo
.
È
naturale
che
il
foglio
liberale
si
scagli
contro
questo
duplice
ordine
teoretico
e
pratico
,
e
si
lasci
trascinare
a
proclamare
poco
meno
che
il
socialismo
colla
illimitata
licenza
che
all
'
operaio
concede
.
L
'
individualismo
che
il
Congresso
cattolico
non
ammette
e
non
poteva
ammettere
è
quello
che
lascia
l
'
uomo
abbandonato
alle
proprie
passioni
,
alla
fantasia
,
senza
regola
,
senza
direzione
sicura
.
Il
cattolicesimo
che
come
corpo
di
dottrina
è
rivelazione
e
quindi
implica
la
soggezione
dell
'
intelligenza
al
rivelatore
divino
,
nobile
uso
della
mente
nostra
rimaner
fedele
all
'
incontrastabile
verità
dell
'
infallibilità
divina
;
il
cattolicesimo
non
potrà
mai
sciogliere
il
fedele
dai
vincoli
che
lo
legano
a
quel
corpo
di
dottrina
,
che
nel
santo
Battesimo
egli
ha
dichiarato
di
credere
,
e
che
professa
ogniqualvolta
ripete
qualche
atto
solenne
della
sua
religione
.
Non
è
dunque
un
nuovo
vincolo
che
i
congressisti
di
Bergamo
venivano
ad
imporre
agli
operai
cattolici
,
ma
il
richiamo
solo
di
quelle
solenni
obbligazioni
che
stringono
un
figlio
della
Chiesa
alla
sua
madre
,
e
il
suggerimento
di
mezzi
atti
a
rendere
loro
più
facile
e
fruttuosa
la
pratica
esecuzione
delle
obbligazioni
medesime
.
Il
cattolico
infatti
,
non
è
costretto
come
il
razionalista
a
cercare
collo
scarso
lume
di
sua
mente
in
mezzo
al
buio
ed
all
'
intrigo
,
la
soluzione
de
'
più
elementari
problemi
della
vita
,
ed
a
rifarsi
sempre
da
capo
,
per
ricadere
nel
dubbio
,
e
per
affidarsi
solo
al
proprio
intelletto
.
Il
cattolico
ha
una
regola
di
fede
sicura
,
ed
una
regola
di
condotta
semplice
e
certa
;
e
su
questa
base
,
che
diciotto
secoli
hanno
reso
sempre
più
tenace
e
consistente
,
quante
cose
non
può
egli
fare
colle
forze
del
proprio
ingegno
e
della
propria
attività
?
Qual
è
la
scienza
,
quale
l
'
arte
,
che
non
sia
stata
avvantaggiata
dall
'
opera
individuale
di
cattolici
,
che
avevano
a
fondamento
e
a
scopo
la
religione
?
Che
se
stabilissimo
un
confronto
tra
le
masse
operaie
cattoliche
,
e
le
masse
operaie
settarie
;
quelle
strette
da
un
vincolo
noto
qual
è
la
formola
di
fede
e
il
Decalogo
;
queste
strette
da
oracoli
che
misteriosamente
vengono
combinati
nei
covi
della
massoneria
,
inaccessibili
ai
profani
,
non
avremmo
difficoltà
a
riconoscere
quanto
migliore
sia
la
condizione
dei
cattolici
.
Quanto
poi
al
risuscitare
le
antiche
maestranze
,
come
ha
paura
la
«
Perseveranza
»
,
noi
diremo
innanzi
tutto
che
i
convenuti
al
Congresso
di
Bergamo
non
erano
così
schiavi
del
passato
,
da
non
saper
escludere
quelle
modalità
,
che
erano
tutte
speciali
di
quelle
epoche
,
e
non
ammettere
quelle
altre
,
che
sono
portate
dallo
sviluppo
delle
condizioni
sociali
.
Delle
antiche
maestranze
si
vuole
far
rivivere
lo
spirito
,
che
era
quello
della
carità
cristiana
,
che
affratella
i
socii
,
che
li
lega
colla
sanzione
religiosa
,
che
li
unisce
nel
sospiro
di
un
avvenire
comune
,
che
li
occupa
nel
tempo
del
riposo
,
in
pratiche
di
pietà
,
che
istruiscono
la
mente
e
purificano
il
cuore
.
A
tutto
questo
che
cosa
si
sostituisce
dagli
attuali
fondatori
di
società
massoniche
?
L
'
interesse
;
solo
l
'
interesse
,
e
si
fa
brillare
davanti
allo
sguardo
dell
'
operaio
il
maggior
guadagno
,
il
sussidio
nelle
malattie
,
il
riposo
nella
vecchiaia
,
l
'
appoggio
per
i
figli
,
per
gli
orfani
e
per
le
vedove
.
Ottime
cose
,
ma
che
non
bastano
.
L
'
operaio
,
raffrontando
la
propria
condizione
con
quella
di
altre
classi
sociali
,
e
non
trattenuto
dalle
massime
consacrate
dalla
religione
,
che
gli
dicano
potere
essere
egli
davanti
a
Dio
migliore
dei
ricchi
e
dei
potenti
,
di
cui
invidia
le
ricchezze
e
l
'
autorità
,
non
si
dirà
mai
soddisfatto
,
crescerà
nei
desiderii
,
e
l
'
ultimo
suo
voto
sarà
sempre
quello
che
l
'
Internazionale
propugna
come
la
pratica
attuazione
della
vita
sociale
:
il
comunismo
.
E
si
noti
,
come
nelle
proposte
del
Congresso
cattolico
di
Bergamo
non
si
è
parlato
solo
di
operai
,
ma
anche
e
molto
di
padroni
:
notisi
che
il
vincolo
religioso
che
lega
gli
operai
cattolici
,
lega
altrettanto
e
più
i
padroni
;
notisi
che
le
antiche
maestranze
si
vorrebbero
far
rivivere
,
specialmente
in
quei
punti
in
cui
esse
stabiliscono
mutue
relazioni
tra
padroni
e
artefici
;
il
che
,
non
si
potrà
negarlo
,
è
meglio
d
'
assai
degli
scioperi
e
il
petrolio
,
mezzi
ai
quali
ricorrono
gli
operai
alla
liberale
per
ottenere
dai
rispettivi
padroni
quelle
concessioni
che
loro
sembrano
giustificate
.
Dopo
queste
spiegazioni
,
se
i
nostri
avversari
fossero
coerenti
e
non
scrivessero
accecati
dall
'
odio
a
tutto
ciò
che
è
cattolico
,
dovranno
concedere
che
i
convenuti
in
Bergamo
avevano
il
diritto
di
trattare
la
questione
operaia
dal
punto
di
vista
cattolico
,
e
che
il
modo
con
cui
hanno
proposta
la
quistione
,
non
imponeva
nuovi
vincoli
né
risuscitava
impossibili
forme
,
ma
mirava
solo
a
migliorare
la
condizione
dell
'
operaio
cattolico
senza
pericolo
per
la
sua
fede
e
pel
buon
costume
.
StampaQuotidiana ,
In
tanta
angoscia
,
l
'
anima
straziata
,
oppressi
dalla
grandezza
dell
'
argomento
,
ci
cade
la
penna
di
mano
,
e
non
sappiamo
altro
scrivere
fuor
che
immenso
è
il
nostro
dolore
.
Quando
al
mesto
cadere
del
giorno
la
gentil
preghiera
che
saluta
la
Vergine
suonava
sul
labbro
dei
credenti
,
in
cielo
gli
Angeli
baciavano
in
fronte
il
SANTO
VEGLIARDO
,
chiamato
al
premio
dopo
una
lotta
da
gigante
,
sostenuta
per
un
lungo
mezzo
secolo
.
E
scompariva
come
il
sole
che
indorava
dell
'
ultimo
raggio
in
quel
momento
la
croce
di
San
Pietro
in
Vaticano
;
scompariva
dall
'
occhio
degli
uomini
colla
pace
,
la
serenità
,
la
soavità
delle
anime
care
a
Dio
,
colla
mente
lucida
e
conscia
del
gran
passo
,
col
cuore
ancor
fervido
d
'
affetto
,
senza
violenza
,
quasi
lievissima
fosse
la
distanza
per
lui
dalla
terra
al
cielo
,
e
già
i
beati
lo
tenessero
del
loro
numero
.
Pochi
dì
avanti
aveva
celebrato
una
carissima
ricordanza
;
l
'
innocenza
della
fanciullezza
,
in
tutto
il
mondo
cattolico
,
univasi
il
2
febbraio
all
'
innocenza
paterna
,
rammentando
alla
mensa
dell
'
Agnello
innocente
il
sacro
dì
,
da
75
anni
sparito
,
in
cui
il
giovanetto
destinato
a
divenire
IL
GRAN
PIO
,
riceveva
la
prima
volta
il
pane
dei
forti
.
Fu
l
'
ultima
festa
di
tante
che
circondarono
di
gioia
o
d
'
amarezza
l
'
anima
del
PONTEFICE
;
fu
l
'
ultimo
sguardo
alla
sua
carriera
fortunosa
;
fu
il
saluto
che
lo
zampillo
dà
con
riconoscenza
al
fonte
che
lo
genera
;
fu
il
ricongiungimento
dell
'
età
senile
colla
puerizia
;
fu
il
primo
assorbire
dell
'
aura
,
il
primo
palpito
del
cuore
,
il
primo
anelito
di
vita
che
armonizzavano
in
un
'
onda
sola
,
simbolo
della
sanità
di
tutta
la
vita
,
coll
'
estremo
respiro
,
cogli
ultimi
battiti
di
un
affetto
ingagliardito
fra
mille
contrasti
,
coll
'
affanno
dell
'
agonia
.
E
parve
presentisse
la
fine
;
pure
il
2
febbraio
riceveva
i
sacri
ceri
benedetti
dell
'
agonia
,
li
accese
e
si
consumarono
e
spensero
con
lui
;
così
riassunse
la
sua
esistenza
,
la
contemplò
collo
sguardo
languido
,
si
riconfortò
nella
fede
e
volò
al
Dio
che
lo
ha
ricolmo
di
gaudii
e
di
dolori
,
che
lo
aveva
preparato
alla
gloria
col
merito
nelle
fortune
e
nelle
sventure
.
Il
lutto
è
mondiale
;
tutta
la
terra
vi
prende
parte
;
non
è
possibile
che
uomo
non
si
chini
riverente
e
addolorato
alla
bara
che
rinserra
la
salma
di
Pio
IX
.
Il
suo
nome
è
noto
a
tutti
;
lo
conoscono
i
re
,
e
lo
ripetono
i
poverelli
;
lo
sanno
i
credenti
e
non
lo
ignorano
gli
scredenti
.
In
un
terzo
sì
fortunoso
,
del
secolo
nostro
fortunosissimo
,
i
fatti
i
più
grandi
si
sono
compiuti
vicino
a
Pio
IX
;
si
sono
formate
nel
mondo
due
grandi
classi
di
persone
,
l
'
una
avversò
il
PONTEFICE
colla
ferocia
la
più
lagrimevole
,
l
'
altra
lo
amò
del
trasporto
il
più
schietto
,
dell
'
amore
il
più
profondo
;
l
'
una
e
l
'
altra
ebbero
a
termine
,
dell
'
odio
o
dell
'
affetto
,
il
VICARIO
DI
CRISTO
;
l
'
una
e
l
'
altra
ne
sentirono
la
grandezza
e
la
potenza
,
sia
per
bestemmiarla
e
abbatterla
,
sia
per
onorarla
;
l
'
una
e
l
'
altra
ammirarono
Pio
IX
,
e
sul
cadavere
di
lui
,
l
'
una
e
l
'
altra
sarà
vinta
dalla
commozione
.
E
un
paziente
che
morì
;
morì
una
vittima
;
morì
l
'
ostaggio
della
rivoluzione
;
morì
il
prigioniero
per
la
cattolicità
.
Chi
mai
può
negare
la
lagrima
al
dolente
,
al
perseguitato
,
all
'
esigliato
nel
suo
regno
,
al
crocifisso
sul
suo
trono
?
Chi
mai
l
'
ira
nemica
spingerà
oltre
la
tomba
?
Il
lutto
è
e
dev
'
essere
mondiale
.
Pio
IX
cominciò
perdonando
e
nel
perdono
tradito
;
finì
perdonando
e
ancora
tradito
.
Or
,
che
per
avventura
si
passi
via
alteramente
dalla
fossa
che
rinserra
il
violento
,
e
che
la
preghiera
del
cristiano
non
sia
bagnata
dal
pianto
dove
s
'
asconde
l
'
avanzo
di
persona
che
pianto
abbia
stillato
ai
perseguitati
,
è
nobile
dignità
,
ma
chi
ha
sofferto
per
la
giustizia
e
per
la
Religione
,
chi
ha
sofferto
perché
amava
l
'
Italia
,
chi
ha
sofferto
perché
lo
si
voleva
strumento
di
licenze
non
regolatore
di
libertà
,
a
lui
una
parola
di
dolore
e
di
pietà
,
pei
buoni
è
un
dovere
,
un
bisogno
,
è
gratitudine
per
gli
altri
è
anche
una
necessaria
riparazione
.
E
noi
finché
le
ragioni
politiche
non
sorgano
spietate
a
flagellare
un
cadavere
,
noi
dal
cuore
che
da
sé
s
'
abbandoni
agli
spassionati
sentimenti
,
abbiamo
tanta
stima
degli
avversari
di
Pio
IX
,
da
sperare
che
questa
riparazione
non
mancherà
.
Ma
ci
è
impossibile
continuare
;
ci
sembra
pur
disdicevole
passare
al
giudizio
dei
fatti
che
contrassegnarono
la
esistenza
del
grande
Pontefice
.
È
un
momento
di
dolore
,
e
il
dolore
ha
l
'
eloquenza
del
silenzio
.
Ci
uniamo
ai
cattolici
di
tutta
la
terra
,
con
tutti
preghiamo
pel
DEFUNTO
AUGUSTO
,
preghiamo
che
la
Chiesa
sia
un
'
altra
volta
benedetta
e
il
Successore
di
Lui
la
guidi
ai
trionfi
sulla
miscredenza
e
sull
'
ingiustizia
.
Pio
!
Quante
volte
hai
alzato
la
tua
mano
e
ci
invocasti
aiuto
nel
nostro
lavoro
;
tu
ci
aiuta
dal
Cielo
e
di
lassù
conferma
le
opere
della
tua
benevolenza
.
Poc
'
anzi
abbiamo
baciato
il
tuo
AUGUSTO
NOME
,
e
ne
avemmo
forza
e
vita
;
fu
uno
degli
ultimi
tratti
della
bontà
tua
,
e
la
riconoscenza
ne
recheremo
con
noi
nella
tomba
.
Innanzi
al
tuo
CADAVERE
,
sotto
il
tuo
sguardo
,
noi
ti
giuriamo
che
coll
'
aiuto
di
Dio
sempre
rimarremo
fedeli
alla
Religione
di
cui
fosti
Capo
,
sempre
alla
giustizia
che
hai
difeso
,
sempre
alla
Santa
Sede
che
hai
gloriosamente
occupato
per
32
anni
.
Tu
vuoi
ora
,
come
il
volevi
vivente
,
che
restiamo
uniti
al
Successore
di
Pietro
;
lo
vuole
il
cielo
,
lo
vuole
la
salvezza
nostra
e
del
mondo
;
ti
obbediamo
DEFUNTO
,
come
ti
obbedimmo
VIVENTE
,
restiamo
colla
Santa
Sede
,
restiamo
col
tuo
Successore
,
ne
aspettiamo
i
comandi
ed
i
consigli
per
eseguirli
.
Pio
IX
MORTO
!
VIVA
IL
PAPA
!
Cattolici
,
il
Vicario
di
Cristo
vive
;
a
lui
il
nostro
affetto
,
la
nostra
devozione
in
tutto
e
per
tutto
.
StampaQuotidiana ,
Il
nostro
corrispondente
telegrafico
ci
scriveva
ieri
da
Roma
che
il
sommo
Pontefice
ha
diramato
l
'
Enciclica
sospirata
,
e
che
in
essa
conferma
pienamente
,
come
non
era
a
dubitarsi
,
quanto
Pio
IX
aveva
promulgato
contro
i
conculcatori
dei
diritti
della
S
.
Sede
.
Nessuna
novità
nell
'
Enciclica
,
nessuna
meraviglia
in
quello
che
contiene
.
Il
Papa
ha
agito
da
Papa
,
i
cattolici
non
ebbero
mai
timori
in
argomento
,
e
la
cosa
cammina
da
sé
.
Fermiamoci
ad
una
ipotesi
.
L
'
ipotesi
sia
che
i
clerico
-
liberali
,
i
conciliatori
,
i
curciani
,
e
tutta
questa
gente
che
non
ha
talento
di
essere
cattolica
puramente
e
semplicemente
,
ma
va
cercandosi
una
nicchia
in
relazione
ai
proprii
capricci
,
avessero
avuto
piena
ragione
nelle
loro
previsioni
.
Supponiamo
dunque
che
Leone
XIII
avesse
col
fatto
sconfessato
Pio
IX
,
avesse
rinunziato
ad
ogni
diritto
al
temporale
dominio
,
avesse
ritirato
il
Sillabo
,
spuntato
le
scomuniche
,
benedetto
re
Umberto
,
ringraziato
il
governo
italiano
dei
conventi
desertati
,
dei
beni
di
Chiesa
incamerati
,
delle
Case
cattoliche
di
educazione
manomesse
,
della
propaganda
atea
delle
scuole
,
delle
angherie
al
Clero
,
del
Culto
impedito
,
e
di
tante
altre
gioie
che
i
cattolici
godono
per
bontà
di
quei
liberali
che
sono
l
'
amore
dei
conciliatori
.
Supponiamo
almeno
che
Leone
XIII
si
fosse
attenuto
ad
una
condotta
passiva
rispetto
alla
rivoluzione
,
e
avesse
lasciato
fare
senza
opposizione
diretta
.
In
tale
ipotesi
che
cosa
sarebbe
accaduto
?
I
.
I
liberali
avrebbero
applaudito
il
Papa
quanto
sarebbe
bastato
per
far
credere
al
popolo
che
il
Papa
approva
i
misfatti
della
rivoluzione
.
Ai
primi
applausi
avrebbero
fatto
seguire
il
silenzio
,
e
infine
avrebbero
alzato
nuove
pretese
contro
il
Papa
.
II
.
I
conciliatori
si
sarebbero
lanciati
contro
i
cattolici
,
ne
avrebbero
fatto
scempio
a
vantaggio
dei
liberali
,
pronti
alla
prima
ripulsa
del
Pontefice
,
di
più
accondiscendere
alle
pretese
rivoluzionarie
ed
atee
,
pronti
a
ribellarsi
a
Leone
,
a
Clemente
,
a
Formoso
,
a
Eugenio
,
a
Cristo
medesimo
,
all
'
Eterno
Padre
.
Imperocché
vivono
di
ribellione
questi
conciliatori
,
essi
sono
i
ladri
domestici
che
buttano
tutto
dalla
finestra
in
mano
al
nemico
;
gente
o
infame
o
sciocca
.
III
.
I
cattolici
dal
canto
loro
si
sarebbero
mantenuti
fedeli
al
Pontefice
ad
ogni
costo
;
ma
notiamo
che
nessun
cattolico
ammette
possibile
,
nemmeno
per
ipotesi
,
quello
che
liberali
e
conciliatori
speravano
,
per
es
.
la
cancellazione
del
Sillabo
,
per
non
dir
altro
.
I
cattolici
avrebbero
sempre
obbedito
e
venerato
il
Papa
;
le
di
lui
decisioni
avrebbero
riconosciuto
come
legittime
,
non
già
fatte
per
accondiscendere
alla
rivoluzione
coi
conciliatori
,
ma
per
propria
autorità
.
Forse
alcuni
cattolici
per
debolezza
o
ignoranza
sarebbero
divenuti
vittima
dei
liberali
e
conciliatori
,
ma
le
sarebbero
state
eccezioni
.
Fatta
la
ipotesi
poi
della
condotta
passiva
del
Papa
di
fronte
alla
rivoluzione
,
dato
che
tale
condotta
fosse
compatibile
coi
doveri
del
Pontificato
,
sarebbe
incominciato
da
parte
dei
clerico
-
liberali
e
dei
conciliatori
il
lavoro
della
ingratitudine
:
quel
lavoro
che
nei
primordi
del
Pontificato
di
Pio
IX
fu
condotto
dai
settari
,
ora
se
lo
sarebbero
assunto
i
conciliatori
.
Quindi
il
Papa
avrebbe
dovuto
tollerare
tutte
le
nequizie
rivoluzionarie
,
accettare
non
solo
il
passato
,
non
solo
assolvere
i
delinquenti
del
governo
e
delle
aule
legislative
per
quello
che
sancirono
,
ma
prepararsi
a
benedire
anche
le
minacciate
sevizie
contro
la
Chiesa
,
i
beni
parrocchiali
,
le
nomine
dei
curati
,
l
'
ingerenza
nei
Seminari
,
la
crescente
corruzione
nelle
scuole
,
le
insidie
allo
stesso
catechismo
.
Di
questa
guisa
la
autorità
papale
sarebbe
venuta
mano
mano
scemando
e
scolorendosi
,
la
sua
efficacia
sarebbe
stata
effimera
,
il
suo
prestigio
compromesso
,
l
'
autorità
nominale
.
I
conciliatori
non
si
fermano
a
sancire
ciò
che
esiste
,
sono
spinti
dalla
loro
scuola
e
dalla
nequizia
a
domandare
nuove
dedizioni
.
Dove
sarebbe
ito
il
criterio
del
giusto
e
del
vero
?
Nel
capriccio
di
un
conciliatore
influente
che
fossesi
levato
alla
mattina
colla
fissazione
:
il
Papa
ceda
anche
qui
.
I
liberali
avrebbero
fatto
il
resto
;
lo
splendore
del
Papa
,
dell
'
uomo
che
tiene
in
mano
i
destini
del
mondo
,
che
modera
le
leggi
del
dogma
e
della
morale
,
che
alla
civiltà
insegna
come
essere
onesta
,
che
guida
la
scienza
nel
vero
e
alla
mente
prefigge
il
suo
nobile
e
divino
scopo
,
lo
splendore
del
Papa
sarebbe
scomparso
.
Il
Vaticano
ridotto
ad
un
vescovado
comune
,
assiepato
da
conciliatori
infami
e
da
liberali
prepotenti
,
non
solo
sarebbe
divenuto
la
prigionia
del
Papa
,
ma
dello
stesso
papato
;
fra
tanta
rovina
che
nel
mondo
si
accumula
,
quella
del
supremo
pontificato
sarebbe
stata
come
la
ecclissi
del
sole
,
come
la
vergogna
ed
il
rimorso
della
umanità
.
I
conciliatori
lavandosi
,
ingloriosi
Pilati
,
le
mani
,
avrebbero
consegnato
il
Vicario
di
Cristo
alla
canaglia
perché
flagellato
venisse
crocifisso
.
Ecco
la
ipotesi
.
Ma
Dio
ama
la
umanità
e
il
Vicario
suo
sulla
terra
ama
Dio
e
ne
segue
la
legge
.
I
liberali
sono
pur
sempre
i
nemici
del
Dio
ch
'
essi
rinnegano
,
sono
i
nemici
del
di
lui
Vicario
che
adulano
e
non
obbediscono
.
I
conciliatori
non
realizzeranno
i
loro
tristi
disegni
.
E
l
'
Italia
nostra
nelle
sue
sventure
potrà
sempre
volgere
lo
sguardo
al
porto
della
salute
.
Leone
XIII
è
Papa
,
ed
è
Papa
degno
di
esserlo
.
Coloro
che
da
tanti
anni
sognano
la
rovina
del
papato
,
che
attorno
di
esso
fecero
vaste
solitudini
,
che
lo
tentano
e
lo
minano
,
avranno
dal
Papa
il
perdono
se
si
pentiranno
,
non
avranno
giammai
la
complicità
nei
loro
delitti
.
La
fede
manca
ai
liberali
,
la
fede
manca
ai
conciliatori
,
ed
è
per
questo
che
almanaccano
tradimenti
verso
Dio
e
la
verità
per
parte
del
Capo
della
Chiesa
.
Ma
i
tradimenti
li
fa
Giuda
e
Cristo
si
riserva
di
morire
e
perdonare
,
non
mai
di
approvare
le
scelleratezze
dei
suoi
persecutori
.
Venga
l
'
Enciclica
di
Leone
XIII
a
raddrizzare
tante
storte
idee
,
a
dissipare
gli
equivoci
sparsi
dai
conciliatori
,
a
determinare
l
'
azione
di
ricostituzione
che
in
questi
tempi
fu
sì
manomessa
dagli
scredenti
o
settarii
o
ecclesiastici
.
Cattolici
,
fermi
alla
parola
del
Papa
,
e
con
lui
progrediamo
senza
debolezza
e
certi
di
vincere
o
vivendo
o
morendo
.