Tipi di Ricerca: Ricerca per parole
Trova:
> autore_s:"-"
I DIRITTI DEL LAVORO ( - , 1870 )
StampaQuotidiana ,
Ai nostri operai dedichiamo il seguente manifesto , nel quale a grandi tratti trovansi tracciati i problemi politico - sociali , che riguardano la nobile classe del popolo : « Tre volte in 60 anni il popolo ha affermato colla forza la propria sovranità e tre volte , parte per ignoranza , parte per bonarietà cavalleresca , egli confidò a mandatarj la cura di realizzare il suo ideale di giustizia e di libertà . Ma i mandatarj dimentichi della loro origine e della loro missione , ora striscianti cortigiani , ora despoti inflessibili , secondo i calcoli del proprio interesse , non hanno fatto che mantenere più strettamente gli operai nella immoralità del salariato . Direttamente o indirettamente noi sopportiamo tutti i carichi sociali . Coll ' imposta del sangue noi garantiamo , noi proteggiamo il capitale e la proprietà , da cui noi siamo esclusi per l ' organizzazione economica . Col lavoro noi formiamo le risorse necessarie al mantenimento di tutti i pubblici servizj impiegati a nostro detrimento dagli improduttivi e dai privilegiati . Ora , nel sedicente paese del suffragio universale e della legalità , la legge ci vieta la discussione delle questioni politiche , quasi che i fatti non fossero là a provare che tutte le rivoluzioni hanno avuto per causa principale la necessità di una trasformazione economica . Si dovrebbe quasi credere ( e questo sarebbe un rimprovero poco severo ) , che i nostri governanti non conoscessero la storia . Nel paese , sedicente del suffragio universale e della eguaglianza , la legge sulla stampa ci condanna al silenzio non solo per mezzo del bollo , ma più ancora per mezzo della cauzione . Operai , noi siamo sempre distolti dai nostri studj e dall ' espressione delle nostre idee con misure restrittive , e con leggi eccezionali in contraddizione aperta con i principj dell ' eguaglianza , e per ciò ingiuriosi pel povero . Ciò nonostante , se non vorrà recedere o ricadere in basso , il secolo decimonono deve risolvere i grandi problemi , che commuovono la società . Convinti che questi non possono affrontarsi che apertamente con discussioni e polemiche ; che fa di mestieri di libertà piena di parola e di stampa ; noi che contro gli attentati fatti all ' esercizio dei diritti naturali alziamo la voce protestando , oggi fondiamo una riunione e una biblioteca sotto il nome di Circolo degli operai , per darci un ' istruzione scambievole sui grandi problemi sociali che devono essere e saranno la politica dell ' avvenire . Noi vogliamo scoprire misure razionali che facciano scomparire le funzioni governative , e risolvere l ' organizzazione politica in quella economica , cioè noi ci affatichiamo per fondare una società basata unicamente sul lavoro , sullo scambio e sulla giustizia . Molte illusioni si sono avverate , e noi le vedemmo , e tenemmo conto di coloro che vogliono condurre il popolo con palinodie ; noi troppe fughe e diserzioni vedemmo , e non abbiamo fede che in noi . E perché ci serviremo noi di padroni quando solo la scienza e la verità noi cerchiamo ? Schieriamoci sotto una bandiera che abbia per motto : L ' emancipazione degli operai deve essere l ' opera degli stessi operai » .
RASSEGNA SOCIALE ( - , 1870 )
StampaQuotidiana ,
L ' utilitarismo egoistico non è una dottrina sociale , è un anarchico mercato di valori falsi . La causa prima di quel furto , perpetrato da volontaria miseria , dov ' è e che nome ha ? Dov ' è e chi è il provocatore primo , l ' istigatore vero ? Chi eccitò nell ' autore del fatto la deliberazione di farsi giustizia da sé ? Chi è il complice infine ? Se c ' è il ribelle è segno che c ' è il despota . E se il despota c ' è , ci dev ' essere il ribelle . Uno ruba perché l ' altro affama ; e se non ruba , o si prostituisce per mendicar la vita e o si fa saltar in aria le cervella . Quale dei tre partiti è il più scusabile e il più idoneo a scuotere e ammonire la società ? ... Comunque sia , togliete il despota e non avrete più il ribelle : togliete l ' avaro parassitismo e non avrete più il furto per miseria . Togliete il favoritismo al lusso dorato e non avrete più la prostituzione civile , e avrete in pari tempo chiusa una larga sorgente di suicidii . Ma se per lo contrario per gli affamati che allungano la mano non avrete mai che afflizioni , catene e repressioni , mentre agli affamatori prodigherete indulgenze , favori , privilegi , onori , voi darete esca perpetua alla sorda guerra che è nella Società , e provocherete scene luttuose , spettacoli orribili , calamità sanguinose . Dite or voi , legislatori e padroni , chi è che semina davvero e provoca ed eccita l ' odio fra le varie classi sociali . – Siam noi , o siete voi ? ... Ma voi – lo sappiamo – vi trincererete dietro una vostra logica , e tirate giù colpi a chi non vi sta al fianco o al di sopra . Ma badate che la vostra logica non è la sola : v ' è la logica anco di chi sente sul dosso il peso dei vostri colpi . Chi le giudicherà quelle due logiche ? Il materialismo forse dell ' utile individuale ? Ma egli non può essere che giudice parziale , imperocché , aggirandosi intorno all ' io non può giungere ad afferrare mai un largo principio sociale né una legge d ' universale armonia – principio e legge che soli ponno giudicare le due logiche a conflitto . E infatti , se logico è il padrone che , movendo dall ' utile suo , lascia a lungo sprovvisto il mercato delle proprie granaglie per attendere al varco l ' occasione di conchiudere un lucroso negozio , non è meno logico certamente anco il povero che non volendo lasciar sprovvisto di pane il desco de ' suoi figli , né potendo trar pane dalla sua capacità di lavoro , allunga la mano e porta via al proprietario l ' invocato alimento . La logica dell ' uno va dritta come va dritta la logica dell ' altro . Similmente , un manifatturiere , non badando che a tirar l ' acqua al proprio mulino e ad avere il possesso d ' un maggior numero di prodotti colla minore spesa possibile , diminuisce il salario ai suoi operai o aumenta loro le ore di lavoro oppure ne licenzia una buona parte e fa lavorare invece le macchine di cui si provvede . Anche qui la logica corre liscia e non fa una grinza . Ma un ' altra logica allora v ' ha pure che corre egualmente liscia e neppur essa fa una grinza , ed è la logica del salariato , del servo , del reietto sul lastrico , il quale , tirato pei capelli , scuote le spalle , alza la voce e il braccio , si dà allo sciopero , e talora si arma e fa fuoco . Si fa giustizia da sé . Evidentemente due logiche sono in guerra . Chi interverrà come giudice supremo ? ... Interviene la legge coi suoi agenti armati . Ma non crediate già ch ' ella intervenga come conciliatrice – oibò ! essa si presenta colla spada sguainata , ma non è la spada della giustizia distributiva . La legge , come oggi esiste , non se ne intende di filosofia sociale : ella vuol essere positiva , reale , e si direbbe che la sua più alta paura è quella di essere tacciata di moralista . Ed ha ragione , per Dio ! Cos ' è infine poi cotesta Morale ? ... Una bolla di sapone – cose da fanciulli . Il mondo vuol cose utili , palpabili e che reggano di fronte a un calcolo d ' aritmetica . Benissimo ! Ed ecco perciò la legge fatta cortigiana , illiberale . Ed è naturale che , come tale , parteggi , e faccia la civetta agli imparuccati conservatori , ai novelli feudatarii , ai signori dell ' oro , dei titoli e dei ciondoli . Non è vero forse che alla fin fine chi va col capo rotto è sempre l ' operaio , il povero , il vassallo , il quale – a termini d ' un codice ch ' egli malamente conosce – ha l ' obbligo giuridico di tollerare in pace che il superiore usi ed abusi della sua facoltà , ed in compenso a lui garantisce il diritto , incontrastabile , di possedere una larga dose di miseria e tramandarla per successione ereditaria ai suoi figli ... Da ciò appare manifesto che l ' ordine attuale delle cose richiede che all ' utile del proprietario , del manifatturiere , del capitalista sia sacrificata una parte dei diritti e dei bisogni del contadino , dell ' operaio . E perché allora l ' utile delle classi povere e più numerose non dovrà volere il sacrificio di una parte delle facoltà e dei godimenti delle classi ricche e meno numerose ? Se è vero ( come scrive l ' illustre Bentham ) che il Giusto e l ' Utile sieno cose identiche – perché il sacrificio del povero sarà cosa reclamata dalla Giustizia , e sarà invece una iniquità il sacrificio del ricco ? perché l ' utilità del benestante sarà il simbolo materiale della Giustizia e l ' utilità del proletario sarà invece – ogni volta la vuol far valere – una fonte inesauribile per lui di accuse , di processi , di castighi , di lagrime e sangue ? La teoria dell ' utilitarismo individuale conduce dunque all ' egoismo , ed è tutt ' altro che teoria di fratellanza e di conciliazione ; – molto meno poi quando essa è usufruttata e sfruttata da pochi potenti . Allora abbiamo privilegi utili da un lato , privilegi onerosi dall ' altro . – Privilegio nell ' alta - società la rendita , il lusso , le ville , i viaggi , il governo : privilegio del medio ceto l ' industria , il commercio , la scuola , gli ufficii : privilegio nelle povere classi la fatica macchinale , l ' ignoranza , i pegni , l ' ospedale , la leva . Con questo sciagurato sistema la vita è mero fatto , che ognuno interpreta a modo suo secondo le esigenze d ' una battaglia , in cui nessuno vuol essere sconfitto . Qual meraviglia dunque se uno si trincera dietro i suoi scrigni pieni di oro ; se l ' altro si fa forte delle leggi e dei tribunali che lo favoriscono ; e se un terzo per non morire asfissiato come sotto una campana pneumatica – non avendo per sé né oro né codici – si getta all ' aria libera dei monti e diventa l ' eroe d ' una masnada ? Tale è la Società , ove leggi , istituzioni e governo danno continuo spettacolo di immoralità , di favoritismo , di ingenerosità , e non si identificano con quel principio morale , umanitario che sta al di sopra dell ' utile egoistico , e può colla sua virtù sovrana armonizzare quegli interessi che oggi urtansi discordi .
PER AVERE UN GOVERNO ( - , 1920 )
StampaQuotidiana ,
Nonostante tutte le manovre , subdole e sfrontate , della gente interessata a impedire una soluzione corretta della crisi , la situazione tende rapidamente a chiarirsi . La possibilità di un nuovo incarico all ' on . Nitti , se mai ebbe una qualsiasi parvenza di fondamento , può ritenersi definitivamente tramontata . Il « cavallo di ritorno » dell ' « Osservatore Romano » non ha avuto altro risultato fuori di quello di mettere in rilievo la perfetta indipendenza del partito popolare rispetto alle autorità religiose delle quali si suppone che il vecchio foglio clericale sia sempre il portavoce . Ma , comunque ciò possa dispiacere al comm . Angelini e a lord Northcliffe , nonché al « Messaggero » , nessuno pensa più , seriamente , alla reincarnazione dell ' ex - presidente del Consiglio . C ' è stata e c ' è ancora , alla Camera e fuori , una propaganda affannosa per Giolitti . Il colpetto mistificatorio tentato ier sera da alcuni amici dell ' on . Miglioli in seno al Consiglio Nazionale del partito , e sfruttato goffamente stamani dai giornali ex - ministeriali , mirava apertamente a favorire il ritorno dell ' uomo del « parecchio » . Ma la smentita secca della direzione del partito stesso ne ha fatto giustizia . Ad ogni modo , anche ammettendo , in ipotesi , che la resurrezione dell ' on . Giolitti potesse essere gradita ai dirigenti del gruppo popolare , è di tutta evidenza che egli non sarebbe in condizione di dominare la Camera attuale , ove , fra gli elementi anziani di tutti i partiti , troppi si compromisero con un atteggiamento vivacemente ostile a lui nella vigilia e nel corso della guerra , e , fra gli elementi nuovi di tutti i partiti , troppi hanno portato a Montecitorio la ripercussione schietta e diretta della profonda diffidenza e avversione del Paese contro il vecchio politicante . Ognuno ricorda ciò che è avvenuto la prima e unica volta che costui ha voluto parlare nella Camera nuova : interrotto di continuo , rumoreggiato senza pietà , non sostenuto se non da due o tre dei suoi antichi seguaci , poté a gran fatica giungere alla fine del suo discorsetto . L ' onorevole Giolitti non potrebbe , non che raccogliere una maggioranza nel primo voto politico , presentarsi all ' assemblea per esporre un qualsiasi programma . La designazione di lui implicherebbe di necessità lo scioglimento immediato della Camera : supposizione che , almeno per il momento , nell ' imminenza delle elezioni generali amministrative , è assolutamente da scartarsi . Resta la sola via possibile e utile , la sola atta a condurre a una soluzione logica e onesta della crisi , che è la formazione di un gabinetto di coalizione costituzionale imperniato in un uomo nuovo , purché capace e integro , sul quale non gravi il passivo di faziosi contrasti e che possa raccogliere in sé le simpatie e la fiducia delle varie parti della Camera per l ' urgente azione di governo che si deve svolgere . Non indichiamo nomi , perché non crediamo di dover avere speciali preferenze , di fronte a una condizione di cose tanto difficile e complessa . Affermiamo bensì che né noi possiamo né altri può oggi sollevare pregiudiziali in base a logore qualifiche di situazioni totalmente superate nella realtà in cui viviamo . Occorre in tutti coloro che vogliono la salvezza e il rinnovamento del Paese un chiaroveggente spirito di disciplina e di buona fede : ossia la volontà di vedere domani realizzarsi nell ' opera dello Stato , non le proprie passioni partigiane né gli interessi del proprio gruppo , ma unicamente il meglio delle proprie idee e del proprio amore per l ' Italia . Soltanto così si potrà arrivare ad avere un Governo degno del Paese e pari alle esigenze del momento .
ADDIO 'GIRLS' ( - , 1938 )
StampaPeriodica ,
Con tempestivo provvedimento il Ministro della Cultura Popolare ha proibito che nei manifesti degli spettacoli di varietà compaiano denominazioni e parole straniere . Così la " diva eccentrica viennese " tornerà ad essere una brava ragazza del Portello , le varie Milly , Dolly , Katharine e i vari Tom , Jack , ecc . , torneranno ad avere i loro semplici e più o meno eleganti nomi nostrani . Addio " sisters , " " stars , " " girls " ecc . delizia di vecchi pomicioni o di gagà esterofili . Il bello era che gli artisti dovevano camuffarsi da stranieri per accontentare i proprietari o gli impresari di teatro ! ! Chi lo pensava ? ?
FRATELLANZA ( - , 1871 )
StampaQuotidiana ,
Libertà , Uguaglianza , Fratellanza . La fratellanza viene ultima nella formola , seguendo il suo vero posto d ' ordine nella realtà . Non si può essere fratello , se non si è uguale e libero . Siate dunque fratello del vostro padrone ! Il nostro nemico è il nostro padrone , ha detto Lafontaine in buon volgare . Il sentimento di fraterna amicizia non può nascere nella costrizione e nella inferiorità . La fratellanza è adunque il culmine del triangolo , di cui la libertà e l ' uguaglianza sono la base . E la conclusione delle due premesse : è la chiave della volta monumentale , lo incoronamento dell ' opere ; è la fiamma del faro ; è il fiore , è il frutto dell ' albero della vita , dell ' albero immortale , le di cui radici sono in cielo e i rami sopra la terra , dell ' albero di libertà . Così Libertà , Uguaglianza , Fraternità , ecco i tre supremi principii del futuro avvenire dei popoli ! Ecco la sublime formola che il popolo , da facitore maestro d ' astrazione , ha espresso come la più pura essenza del genere umano ! Chi trovò questa formola superiore ? Nessuno ... tutti . Essa è uscita intiera dal crogiuolo del 93 . E la grande opera di un grande alchimista , del popolo ... Questa formola francese , a cui ciascun popolo ha concorso , è l ' universale regola , è lo stare comunque a tutti ; è il metro infallibile , immortale , eterno ; è la misura divina di tutta la legge terrestre . Tutto che vi si avvicina è vero ; tutto ciò che se ne discosta è falso . Adattiamo adunque del nostro meglio le conseguenze ai principii , misuriamole ; camminiamo adunque direttamente verso la stella fissa , che indica lo scopo del futuro . La libertà , essendo il diritto dell ' uomo , chi dice uomo dice popolo , chi dice libertà dice sovranità del popolo , dice governo del popolo . Non si delega la sovranità più di quello che si possa abdicare . Conclusione adunque : non più governo derivativo , non più sovranità delegata , non più volontà che non sia del popolo , non più volontà fuori del popolo , non più Stato , propriamente detto , separato dal popolo , non più potere legislativo , esecutivo , giudiziario , confidato a uno o a molti del popolo , ma il popolo Stato , il governo diretto dal popolo , il popolo governandosi da lui stesso ; facendo da sé medesimo le funzioni di sovrano , esercitando da sé stesso le sue autorità , tutti i suoi poteri da solo e vero re , come infatti egli è , cioè votando la legge sempre modificabile , e nominando i suoi agenti sempre revocabili , quando e come a lui piace . Allora le leggi saranno la vera espressione della maggioranza , ed allora , infine , tuteleranno gl ' interessi di tutti , e non più delle sole classi privilegiate . Allora gli uomini , uguali , liberi e fratelli raggiungeranno la vera meta delle associazioni civili , il diritto di vivere senza strazj e privazioni col proficuo lavoro imposto a tutti , e non già ai soli infelici , diseredati da pochi privilegiati , che li dominano con la forza , e li soggiogano con l ' impostura .
StampaPeriodica ,
Il tempestivo ed energico intervento del nostro Federale ha fatto sì che quella ineffabile chiesuola della pseudo intellettualità e del pettegolezzo , malata di parassitismo e d ' altre più gravi " malattie " rendesse finalmente l ' anima al ... creatore . Nessuno piangerà ! nemmeno , l ' ombra del buon Antonio Pedrocchi . Il vecchio caffettiere voleva che il suo caffè con gli annessi marciasse al passo coi tempi : il Federale l ' ha fatto marciare e d ' ora in poi nelle dorate sale troverà posto un ' istituzione del Regime : il Ritrovo del Littorio . L ' opera però non è finita .
IL BUON BORGHESE ( - , 1871 )
StampaQuotidiana ,
Che puossi aspettare di bello , d ' ardito , di libero , di grande dalla più numerosa parte della moderna borghesia , da questo esercito formidabile per la sua forza d ' inerzia , invincibile sin qui per la sua resistenza passiva ad ogni tentativo di radicale innovazione ? Da questo amalgama di spiriti gretti , di vedute corte una spanna , di cuori natanti nella salsa positiva del proprio utile , di pezzi corazzati dalla triplice paura dei re , dei preti e dei maggiorenti , come sperare un po ' di fuoco e di luce , una sola e misera favilla di vita ? Eccolo lì l ' ideale , il tipo del buon borghese , che parla poco di Dio e nulla del principe , fa regolarmente la digestione , e tutto ripieno della filosofia del rumores fuge , passeggia tranquillo , la sua faccia contenta e l ' epa ritondetta . Impiegato o possidente , ciò non cambia nulla ; architetto o calzolajo , medico o ingegnere , il tipo gli è pur sempre quello ; tutti i capi della specie si rassomigliano come due goccie d ' acqua fra loro . Nemico dei ladri , mettetelo fra i giurati alla Corte d ' Assise , e tutti gl ' imputati d ' aver dato di piglio in quello degli altri , te li condannerà senza uno scrupolo al mondo . Avesse sotto un innocente , ei ci manda anche quello . « In certe cose – pensa egli – non s ' ha a guardar tanto pel sottile ; la proprietà è sacra : piuttosto che un ladro solo abbia a rimanere impunito , meglio è che dieci innocenti vadano in galera » . Ed è appunto per questo culto della proprietà che il buon borghese non vede del miglior occhio le rivoluzioni : fate anzi che solo concepisca il sospetto che qualche maledetto problema socialista covi sotto ai rivolgimenti , che i tempi vanno maturando , e avrete col buon borghese un conservatore a tutta prova una lancia spezzata del governo , del quale pure non sa però tenersi di dir male , ogni volta che gli manda a casa l ' esattore . Ma gli è un broncio passeggiero più che altro . « Da che mondo è mondo – osserva il buon borghese – senza governo non s ' è mai fatto e , come l ' ottimo è nemico del bene e il peggio sta sempre dopo l ' uscio , così l ' affanar per la libertà , per la democrazia e per la repubblica , è proprio un pestar l ' acqua nel mortajo » . Per ciò il buon borghese ha maledettamente in uggia i giornali democratici e chi potesse – quando il fisco li colpisce – entrare nel suo cuore , vi vedrebbe che tutti i suoi sentimenti vi fanno baldoria . « Ben gli sta – dice egli – ben gli sta : questi giornali non rispettano nulla ; su tutto hanno da ridire ; nessuno , per essi è sacro ed inviolabile ... » . Questo è il cosiddetto buon borghese , che , preti e potenti disprezzano certamente in cuor loro , ma che in apparenza , almeno , decantano . Fortunatamente per il progresso e per la libertà , non tutti i borghesi sono buoni borghesi ! Fortunatamente !
StampaQuotidiana ,
L ' on . Nitti , al ritorno da San Remo , dopo essere sfuggito ad un voto sulla politica estera , cadde l ' undici maggio scorso sulla politica interna . Da quel giorno a questo , in cui si ripresenta al Parlamento , l ' on . Nitti ha lavorato a tutt ' uomo per accumulare e complicare gli elementi del giudizio che la Camera deve dare sul suo terzo ministero e sul suo nuovo programma , nella speranza che i contrastanti motivi d ' opposizione delle varie parti della Camera si paralizzino fra di loro e in caso d ' infortunio , poter dire che egli è caduto non si sa bene perché e su che cosa , vittima del capriccio dell ' assemblea , anziché dei propri errori . Si direbbe che l ' on . Nitti speculi sui suoi stessi errori : egli crede che per sanare o almeno far dimenticare un errore non esista mezzo migliore che commetterne uno nuovo in direzione opposta o diversa . Eccitando così , in forma negativa , lo spirito partigiano di ciascun partito , cioè sacrificando a ciascun partito qualche cosa di nazionale , egli spera di riuscire se non a conquistarne alcuno , ad addomesticarli tutti . In meno di un mese dalla sua caduta e dalla sua reincarnazione abbiamo così veduto mutarsi tre volte la piattaforma , sulla quale avrebbe dovuto svolgersi la discussione parlamentare sulla politica generale del governo . Se infatti la discussione avesse avuto luogo immediatamente dopo la risoluzione della crisi , essa avrebbe soprattutto investito i criteri stessi con cui la crisi fu risoluta . La mancata concentrazione costituzionale , l ' ambigua ed equivoca posizione dei Popolari nel Gabinetto , l ' immoralità fondamentale del contrasto fra la continuità personale e la discontinuità politica del nuovo Gabinetto di fronte al precedente presieduto dallo stesso onorevole Nitti , il pregiudiziale dilemma determinato dalle origini stesse del Gabinetto : o l ' on . Nitti è l ' esecutore della politica altrui o l ' unico partito che , come tale , è rappresentato nel Ministero , ha abdicato al suo programma ed alla sua funzione specifica nel Parlamento e nel Paese , pur di essere rappresentato al governo : tutti questi elementi avrebbero fornito argomenti poderosi di discussione e di critica , ai quali poco o nulla avrebbe avuto da contrapporre il Governo . L ' on . Nitti credette di poter spostare la discussione dal terreno parlamentare e costituzionale , nel quale l ' avrebbe costretto la soluzione anormale della crisi , al campo più concreto della politica interna ed estera , dove avrebbe cercato d ' impressionare le menti di tutti e di propiziarsi gli elementi sovversivi , mediante un atto di forza contro i perturbatori adriatici e gli scalmanati nazionalisti . La diversione avrebbe attutiti i vecchi motivi d ' opposizione e , in ogni caso , disorientati gli spiriti degli oppositori . Ma la formidabile e immediata reazione dell ' opinione pubblica , lo fece accorto che la nuova violenza era un rimedio peggiore del male . Corse allora ai ripari col decreto - legge sul prezzo del pane , sperando di ristabilire , con un provvedimento ispirato a criteri di austera politica interna e finanziaria , l ' equilibrio spostato verso sinistra , senza accorgersi che , così facendo , coalizzava tutte le parti della Camera in una questione pregiudiziale d ' ordine costituzionale . Questa intensa vicenda di armeggii per metamorfizzare di giorno in giorno la situazione e arrivare alla Camera con una situazione irriconoscibile prova semplicemente due cose : prima di tutto che il metodo dell ' on . Nitti è pessimo in sé , e , in secondo luogo , che , quale che esso sia , l ' on . Nitti non lo sa adoperare . Il che , tradotto in parole povere , vuol dire che , anche a prescindere da ogni contenuto politico , l ' on . Nitti non sa governare . Questa incapacità di governo dell ' on . Nitti risulta dall ' esperienza di un anno , un anno che doveva essere decisivo e che è andato letteralmente perduto per l ' Italia . Nessuno dei problemi , che si sono accumulati sulla vita italiana , dopo uno sforzo superiore alle proprie forze , nessuno dei problemi , dai massimi ai minimi , dai formidabili ai più modesti , sono stati , nonché risoluti , avviati ad una risoluzione qualsiasi . L ' Italia , si ritrova oggi , dopo aver firmati nuovi trattati , , promulgate nuove leggi ed una serie indefinita di decreti , allo stesso punto in cui era stata lasciata dall ' on . Orlando , quando aveva contro di sé la coalizione degli Alleati . L ' on . Nitti non ha voluto o non ha potuto risolverli ? L ' alternativa in questo caso è perfettamente superflua , giacché l ' impotenza dell ' on . Nitti non essendo dovuta , se non in piccola parte , all ' azione di circostanze esterne , ma alla sua organica incapacità di uomo di governo , il non potere dell ' on . Nitti coincide col suo non volere . L ' on . Nitti , chiacchierone come tutti gli impotenti , ha continuamente fatto sfoggio di buona volontà , ma non ha mai , in dodici mesi di governo , dato un saggio di volontà . Mai forse , l ' Italia ha assistito ad un fenomeno più manifesto d ' impotenza di governo : disgraziatamente però ha dovuto anche subirlo . La rinuncia l ' on . Nitti non l ' aveva soltanto nel programma , l ' aveva nel temperamento . È un temperamento di rinunciatario non sa governare , neppure per realizzare un programma di rinuncie . Dato il programma dell ' on . Nitti , l ' Italia deve ringraziare il temperamento dell ' on . Nitti : essa deve a questa organica impotenza del suo primo ministro se ancora non tutto è stato compromesso . Molte cose sono state compromesse dall ' abulia dell ' on . Nitti , ma dove occorreva un atto positivo di volontà per compromettere definitivamente i destini dell ' Italia , fortunatamente l ' Italia ha trovato un alleato nello stesso temperamento dell ' on . Nitti . È necessario fare ora un bilancio di tutto il male , che questa impotenza irrequieta e verbosa dell ' on . Nitti ha rappresentato per l ' Italia ? Il passivo di questo bilancio si riassume in brevi termini : all ' interno tutti sentono che non esiste un governo , le fazioni antinazionali , incapaci di fare la rivoluzione sul serio , perché il Paese non vuol saperne , spadroneggiano lo stesso e sabotano come credono lo Stato , dando l ' impressione che il mantenimento dell ' ordine presente è soltanto formale e dovuta ad una loro benevola tolleranza ; del resto il capitano Giulietti può mandare i suoi ultimatum a S.M. Cattolica e gli anarchici di Spezia possono impossessarsi delle fortezze militari , mentre il Governo tien d ' occhio i generali che si uniscono in commissione , e gli studenti , che portano le dimostrazioni al Quirinale . All ' estero , mentre si sfascia la coalizione avversa all ' Italia e sembra venuto il momento per realizzare integralmente le aspirazioni nazionali , il Governo invoca dalla Jugoslavia il beneplacito per l ' annessione di Trieste , mostrandosi per il resto disposto a ratificare tutte le rinuncie che i sigg . Trumbich , Albertini e Steed crederanno di dovere concordare . E intanto , mentre i grandi alleati si accordano sulle indennità ad esclusione dell ' Italia , bande di predoni , istigati dai piccoli alleati , possono impunemente scacciare i soldati italiani dalle loro posizioni albanesi , riducendoli alla costa , in attesa che l ' on . Nitti mandi loro in aiuto qualche nave , col permesso sul sullodato capitano Giulietti . Consule Nitti , tutti possono disporre dell ' Italia : i partiti e le sette , la burocrazia e la guardia regia , la plutocrazia e la Confederazione del lavoro . Il Governo , fa e disfà , a talento altrui , emana decreti e li ritira , leva imposte e le sospende , trasforma i decreti - legge in decreti - disegni di legge . Il governo esiste unicamente per dare spettacolo della propria impotenza . Non si tratta adunque di discutere di un indirizzo politico , ma di dare un governo al Paese , giacché il Paese è senza governo dal giugno 1919 . La crisi che si apri allora è tuttora aperta . Il governo Nitti è stato semplicemente una beffa .
StampaPeriodica ,
Nelle vetrine dei negozi Bonaldi ed Ortolani fanno sempre bella mostra di sé numerosi articoli stranieri o pseudo tali , data la mania di qualche fabbricante nostro di voler ancora chiamare le sue merci con nomi ostrogoti . Dalle racchette Spalding con relative palle , si passa ai costumi Janzten , ai ferma cravatte inglesi , ai cappelli Habig , tutta roba inavvicinabile dati i prezzi proibitivi . A parte che in Italia si fabbrichino merci uguali e per bontà e solidità , ci sembra poco italiano continuare su questa via in tempo d ' autarchia .
GIUSTIZIA È FATTA ( - , 1920 )
StampaQuotidiana ,
Il ministero Nitti è precipitato . Il mese , che è trascorso dalla sua prima caduta a questa definitiva , è stato impiegato dall ' on . Nitti a mettere a posto parecchie cose , ma non gli è giovato per rimettere a galla la barca del suo governo , speronata dal voto dell ' undici maggio scorso . Tuttavia molti punti rimangono oscuri nella condotta del governo fino all ' odierna catastrofe che lo ha travolto . Innanzi tutto è inesplicabile il fatto , che l ' on . Nitti , il quale aveva sempre ostentato il suo particolare ossequio per le prerogative parlamentari e anche di recente si era solennemente impegnato a non fare più uso della facoltà di legiferare per mezzo di decreti - legge , proprio alla vigilia della riapertura del Parlamento , cioè proprio quando aveva a sua disposizione la via normale da poter battere , avesse promulgato il decreto - legge sull ' aumento del prezzo del pane . Fu un errore inconsapevole o un meditato proposito , di cui furono previste e misurate tutte le conseguenze ? I giornali ufficiosi hanno dato del fatto questa curiosa spiegazione : l ' on . Nitti si era sì impegnato a non fare più uso dei decreti - legge , ma trattandosi di un provvedimento odioso , ha creduto per un senso di delicata convenienza , di doverne risparmiare al Parlamento l ' odiosità e addossarla tutta al Governo . Ma l ' on . Nitti sa benissimo che sono precisamente questi provvedimenti odiosi , cioè questi provvedimenti tributari , quelli dei quali il Parlamento si mostra più geloso . Lo stesso on . Nitti nei suoi trattatelli scolastici di Scienza delle Finanze ripete la notissima osservazione che tutto lo sviluppo delle forme parlamentari si concreta nella lotta per il diritto al bilancio e dell ' imposizione dei tributi . L ' atto dell ' on . Nitti non fu dunque il risultato di un errore involontario . D ' altra parte poiché non è ammissibile presumere nell ' on . Nitti una volontà di suicidio , non resta altra spiegazione se non questa : che l ' inopportuno ed intempestivo decreto - legge non doveva servire ad altro se non a preparare all ' on . Nitti una conveniente piattaforma per la sua caduta . L ' on . Nitti era già condannato e si sapeva già condannato , per la sua politica interna ed estera contraria alla causa nazionale . La posizione presa dal Governo nella questione adriatica , col prostituire l ' Italia ai suoi ex - nemici e alle minori potenze , era diventata insostenibile , dopo lo scempio di Pallanza . Gli ultimi avvenimenti della giornata del 24 maggio avevano scossa l ' opinione pubblica ed eccitata l ' indignazione nel Parlamento , dove la situazione per il modo indegno con cui fu risolta la crisi era tutt ' altro che favorevole all ' on . Nitti , fu decisiva . Il Gabinetto Nitti era virtualmente caduto il 25 maggio . Ma cadere sopra una grande questione nazionale , non conveniva né all ' on . Nitti , né alla parte politica che direttamente od indirettamente sosteneva l ' on . Nitti . Non conveniva all ' on . Nitti , perché cadere sopra una questione nazionale , sotto l ' accusa della dedizione ai nemici d ' Italia o peggio , fra l ' indignazione e la rivolta dell ' opinione pubblica , voleva dire allontanare per sempre ogni possibilità di resurrezione . Non conveniva ai rinunciatari , perché battere il Ministero sopra la questione adriatica , voleva dire bollare e scartare definitivamente la politica delle transazioni e dei compromessi indecorosi e nefasti e conseguentemente mettere al bando dalla vita italiana coloro che ne furono i tenaci ed irreducibili assertori . Non conveniva infine ai socialisti , non soltanto perché per amor proprio di partito tengono al monopolio delle crisi ministeriali , ma perché ogni successo della politica nazionale si risolve necessariamente in uno scacco per la loro politica antinazionale . Da questo solidale interesse dell ' on . Nitti , dei rinunciatari e dei socialisti ad impedire che il Ministero fosse battuto per una questione nazionale , nacque l ' idea di ricorrere a qualche espediente pregiudiziale . Fu così escogitato il decreto - legge per l ' aumento del pane , che dava modo ai socialisti d ' insorgere sia nell ' interesse delle istituzioni parlamentari , che delle classi lavoratrici ; all ' on . Nitti di cadere sopra un terreno meno ingrato , e più propizio ad una sua prossima resurrezione ; ed ai rinunciatari di lasciare impregiudidicato il modo di risoluzione della questione adriatica . L ' on . Nitti , pur di migliorare la sua posizione politica , non ha esitato a peggiorare la sua situazione parlamentare che era già irrimediabilmente compromessa . Egli ha così reso , in articulo mortis , l ' estremo favore ai rinunciatori ed ai socialisti , i quali gli pagheranno a suo tempo il debito di gratitudine , mediante un espediente col quale egli sperava di risparmiarsi l ' onta di una caduta per lesa italianità . Ma la mistificazione e il trucco , com ' era facile prevedere , non sono serviti a nulla , tanto erano grossolani e assurdi . Nonostante la evidente , fedele cooperazione dei socialisti , spiacenti di perdere il loro più efficace complice dal banco del Governo , la situazione si è delineata chiara e precisa nei suoi elementi essenziali . Invano l ' on . Nitti ha cercato di intorbidarla ; invano egli ha voluto evitare di cadere per le sue concrete responsabilità di politica interna ed estera . Nella coscienza del Paese e del Parlamento la verità sui motivi determinanti la crisi si è manifestata senza attenuazioni o dissimulazioni di sorta . Il Ministero Nitti è caduto per la sua politica antinazionale .