StampaQuotidiana ,
Ai
nostri
operai
dedichiamo
il
seguente
manifesto
,
nel
quale
a
grandi
tratti
trovansi
tracciati
i
problemi
politico
-
sociali
,
che
riguardano
la
nobile
classe
del
popolo
:
«
Tre
volte
in
60
anni
il
popolo
ha
affermato
colla
forza
la
propria
sovranità
e
tre
volte
,
parte
per
ignoranza
,
parte
per
bonarietà
cavalleresca
,
egli
confidò
a
mandatarj
la
cura
di
realizzare
il
suo
ideale
di
giustizia
e
di
libertà
.
Ma
i
mandatarj
dimentichi
della
loro
origine
e
della
loro
missione
,
ora
striscianti
cortigiani
,
ora
despoti
inflessibili
,
secondo
i
calcoli
del
proprio
interesse
,
non
hanno
fatto
che
mantenere
più
strettamente
gli
operai
nella
immoralità
del
salariato
.
Direttamente
o
indirettamente
noi
sopportiamo
tutti
i
carichi
sociali
.
Coll
'
imposta
del
sangue
noi
garantiamo
,
noi
proteggiamo
il
capitale
e
la
proprietà
,
da
cui
noi
siamo
esclusi
per
l
'
organizzazione
economica
.
Col
lavoro
noi
formiamo
le
risorse
necessarie
al
mantenimento
di
tutti
i
pubblici
servizj
impiegati
a
nostro
detrimento
dagli
improduttivi
e
dai
privilegiati
.
Ora
,
nel
sedicente
paese
del
suffragio
universale
e
della
legalità
,
la
legge
ci
vieta
la
discussione
delle
questioni
politiche
,
quasi
che
i
fatti
non
fossero
là
a
provare
che
tutte
le
rivoluzioni
hanno
avuto
per
causa
principale
la
necessità
di
una
trasformazione
economica
.
Si
dovrebbe
quasi
credere
(
e
questo
sarebbe
un
rimprovero
poco
severo
)
,
che
i
nostri
governanti
non
conoscessero
la
storia
.
Nel
paese
,
sedicente
del
suffragio
universale
e
della
eguaglianza
,
la
legge
sulla
stampa
ci
condanna
al
silenzio
non
solo
per
mezzo
del
bollo
,
ma
più
ancora
per
mezzo
della
cauzione
.
Operai
,
noi
siamo
sempre
distolti
dai
nostri
studj
e
dall
'
espressione
delle
nostre
idee
con
misure
restrittive
,
e
con
leggi
eccezionali
in
contraddizione
aperta
con
i
principj
dell
'
eguaglianza
,
e
per
ciò
ingiuriosi
pel
povero
.
Ciò
nonostante
,
se
non
vorrà
recedere
o
ricadere
in
basso
,
il
secolo
decimonono
deve
risolvere
i
grandi
problemi
,
che
commuovono
la
società
.
Convinti
che
questi
non
possono
affrontarsi
che
apertamente
con
discussioni
e
polemiche
;
che
fa
di
mestieri
di
libertà
piena
di
parola
e
di
stampa
;
noi
che
contro
gli
attentati
fatti
all
'
esercizio
dei
diritti
naturali
alziamo
la
voce
protestando
,
oggi
fondiamo
una
riunione
e
una
biblioteca
sotto
il
nome
di
Circolo
degli
operai
,
per
darci
un
'
istruzione
scambievole
sui
grandi
problemi
sociali
che
devono
essere
e
saranno
la
politica
dell
'
avvenire
.
Noi
vogliamo
scoprire
misure
razionali
che
facciano
scomparire
le
funzioni
governative
,
e
risolvere
l
'
organizzazione
politica
in
quella
economica
,
cioè
noi
ci
affatichiamo
per
fondare
una
società
basata
unicamente
sul
lavoro
,
sullo
scambio
e
sulla
giustizia
.
Molte
illusioni
si
sono
avverate
,
e
noi
le
vedemmo
,
e
tenemmo
conto
di
coloro
che
vogliono
condurre
il
popolo
con
palinodie
;
noi
troppe
fughe
e
diserzioni
vedemmo
,
e
non
abbiamo
fede
che
in
noi
.
E
perché
ci
serviremo
noi
di
padroni
quando
solo
la
scienza
e
la
verità
noi
cerchiamo
?
Schieriamoci
sotto
una
bandiera
che
abbia
per
motto
:
L
'
emancipazione
degli
operai
deve
essere
l
'
opera
degli
stessi
operai
»
.
StampaQuotidiana ,
L
'
utilitarismo
egoistico
non
è
una
dottrina
sociale
,
è
un
anarchico
mercato
di
valori
falsi
.
La
causa
prima
di
quel
furto
,
perpetrato
da
volontaria
miseria
,
dov
'
è
e
che
nome
ha
?
Dov
'
è
e
chi
è
il
provocatore
primo
,
l
'
istigatore
vero
?
Chi
eccitò
nell
'
autore
del
fatto
la
deliberazione
di
farsi
giustizia
da
sé
?
Chi
è
il
complice
infine
?
Se
c
'
è
il
ribelle
è
segno
che
c
'
è
il
despota
.
E
se
il
despota
c
'
è
,
ci
dev
'
essere
il
ribelle
.
Uno
ruba
perché
l
'
altro
affama
;
e
se
non
ruba
,
o
si
prostituisce
per
mendicar
la
vita
e
o
si
fa
saltar
in
aria
le
cervella
.
Quale
dei
tre
partiti
è
il
più
scusabile
e
il
più
idoneo
a
scuotere
e
ammonire
la
società
?
...
Comunque
sia
,
togliete
il
despota
e
non
avrete
più
il
ribelle
:
togliete
l
'
avaro
parassitismo
e
non
avrete
più
il
furto
per
miseria
.
Togliete
il
favoritismo
al
lusso
dorato
e
non
avrete
più
la
prostituzione
civile
,
e
avrete
in
pari
tempo
chiusa
una
larga
sorgente
di
suicidii
.
Ma
se
per
lo
contrario
per
gli
affamati
che
allungano
la
mano
non
avrete
mai
che
afflizioni
,
catene
e
repressioni
,
mentre
agli
affamatori
prodigherete
indulgenze
,
favori
,
privilegi
,
onori
,
voi
darete
esca
perpetua
alla
sorda
guerra
che
è
nella
Società
,
e
provocherete
scene
luttuose
,
spettacoli
orribili
,
calamità
sanguinose
.
Dite
or
voi
,
legislatori
e
padroni
,
chi
è
che
semina
davvero
e
provoca
ed
eccita
l
'
odio
fra
le
varie
classi
sociali
.
Siam
noi
,
o
siete
voi
?
...
Ma
voi
lo
sappiamo
vi
trincererete
dietro
una
vostra
logica
,
e
tirate
giù
colpi
a
chi
non
vi
sta
al
fianco
o
al
di
sopra
.
Ma
badate
che
la
vostra
logica
non
è
la
sola
:
v
'
è
la
logica
anco
di
chi
sente
sul
dosso
il
peso
dei
vostri
colpi
.
Chi
le
giudicherà
quelle
due
logiche
?
Il
materialismo
forse
dell
'
utile
individuale
?
Ma
egli
non
può
essere
che
giudice
parziale
,
imperocché
,
aggirandosi
intorno
all
'
io
non
può
giungere
ad
afferrare
mai
un
largo
principio
sociale
né
una
legge
d
'
universale
armonia
principio
e
legge
che
soli
ponno
giudicare
le
due
logiche
a
conflitto
.
E
infatti
,
se
logico
è
il
padrone
che
,
movendo
dall
'
utile
suo
,
lascia
a
lungo
sprovvisto
il
mercato
delle
proprie
granaglie
per
attendere
al
varco
l
'
occasione
di
conchiudere
un
lucroso
negozio
,
non
è
meno
logico
certamente
anco
il
povero
che
non
volendo
lasciar
sprovvisto
di
pane
il
desco
de
'
suoi
figli
,
né
potendo
trar
pane
dalla
sua
capacità
di
lavoro
,
allunga
la
mano
e
porta
via
al
proprietario
l
'
invocato
alimento
.
La
logica
dell
'
uno
va
dritta
come
va
dritta
la
logica
dell
'
altro
.
Similmente
,
un
manifatturiere
,
non
badando
che
a
tirar
l
'
acqua
al
proprio
mulino
e
ad
avere
il
possesso
d
'
un
maggior
numero
di
prodotti
colla
minore
spesa
possibile
,
diminuisce
il
salario
ai
suoi
operai
o
aumenta
loro
le
ore
di
lavoro
oppure
ne
licenzia
una
buona
parte
e
fa
lavorare
invece
le
macchine
di
cui
si
provvede
.
Anche
qui
la
logica
corre
liscia
e
non
fa
una
grinza
.
Ma
un
'
altra
logica
allora
v
'
ha
pure
che
corre
egualmente
liscia
e
neppur
essa
fa
una
grinza
,
ed
è
la
logica
del
salariato
,
del
servo
,
del
reietto
sul
lastrico
,
il
quale
,
tirato
pei
capelli
,
scuote
le
spalle
,
alza
la
voce
e
il
braccio
,
si
dà
allo
sciopero
,
e
talora
si
arma
e
fa
fuoco
.
Si
fa
giustizia
da
sé
.
Evidentemente
due
logiche
sono
in
guerra
.
Chi
interverrà
come
giudice
supremo
?
...
Interviene
la
legge
coi
suoi
agenti
armati
.
Ma
non
crediate
già
ch
'
ella
intervenga
come
conciliatrice
oibò
!
essa
si
presenta
colla
spada
sguainata
,
ma
non
è
la
spada
della
giustizia
distributiva
.
La
legge
,
come
oggi
esiste
,
non
se
ne
intende
di
filosofia
sociale
:
ella
vuol
essere
positiva
,
reale
,
e
si
direbbe
che
la
sua
più
alta
paura
è
quella
di
essere
tacciata
di
moralista
.
Ed
ha
ragione
,
per
Dio
!
Cos
'
è
infine
poi
cotesta
Morale
?
...
Una
bolla
di
sapone
cose
da
fanciulli
.
Il
mondo
vuol
cose
utili
,
palpabili
e
che
reggano
di
fronte
a
un
calcolo
d
'
aritmetica
.
Benissimo
!
Ed
ecco
perciò
la
legge
fatta
cortigiana
,
illiberale
.
Ed
è
naturale
che
,
come
tale
,
parteggi
,
e
faccia
la
civetta
agli
imparuccati
conservatori
,
ai
novelli
feudatarii
,
ai
signori
dell
'
oro
,
dei
titoli
e
dei
ciondoli
.
Non
è
vero
forse
che
alla
fin
fine
chi
va
col
capo
rotto
è
sempre
l
'
operaio
,
il
povero
,
il
vassallo
,
il
quale
a
termini
d
'
un
codice
ch
'
egli
malamente
conosce
ha
l
'
obbligo
giuridico
di
tollerare
in
pace
che
il
superiore
usi
ed
abusi
della
sua
facoltà
,
ed
in
compenso
a
lui
garantisce
il
diritto
,
incontrastabile
,
di
possedere
una
larga
dose
di
miseria
e
tramandarla
per
successione
ereditaria
ai
suoi
figli
...
Da
ciò
appare
manifesto
che
l
'
ordine
attuale
delle
cose
richiede
che
all
'
utile
del
proprietario
,
del
manifatturiere
,
del
capitalista
sia
sacrificata
una
parte
dei
diritti
e
dei
bisogni
del
contadino
,
dell
'
operaio
.
E
perché
allora
l
'
utile
delle
classi
povere
e
più
numerose
non
dovrà
volere
il
sacrificio
di
una
parte
delle
facoltà
e
dei
godimenti
delle
classi
ricche
e
meno
numerose
?
Se
è
vero
(
come
scrive
l
'
illustre
Bentham
)
che
il
Giusto
e
l
'
Utile
sieno
cose
identiche
perché
il
sacrificio
del
povero
sarà
cosa
reclamata
dalla
Giustizia
,
e
sarà
invece
una
iniquità
il
sacrificio
del
ricco
?
perché
l
'
utilità
del
benestante
sarà
il
simbolo
materiale
della
Giustizia
e
l
'
utilità
del
proletario
sarà
invece
ogni
volta
la
vuol
far
valere
una
fonte
inesauribile
per
lui
di
accuse
,
di
processi
,
di
castighi
,
di
lagrime
e
sangue
?
La
teoria
dell
'
utilitarismo
individuale
conduce
dunque
all
'
egoismo
,
ed
è
tutt
'
altro
che
teoria
di
fratellanza
e
di
conciliazione
;
molto
meno
poi
quando
essa
è
usufruttata
e
sfruttata
da
pochi
potenti
.
Allora
abbiamo
privilegi
utili
da
un
lato
,
privilegi
onerosi
dall
'
altro
.
Privilegio
nell
'
alta
-
società
la
rendita
,
il
lusso
,
le
ville
,
i
viaggi
,
il
governo
:
privilegio
del
medio
ceto
l
'
industria
,
il
commercio
,
la
scuola
,
gli
ufficii
:
privilegio
nelle
povere
classi
la
fatica
macchinale
,
l
'
ignoranza
,
i
pegni
,
l
'
ospedale
,
la
leva
.
Con
questo
sciagurato
sistema
la
vita
è
mero
fatto
,
che
ognuno
interpreta
a
modo
suo
secondo
le
esigenze
d
'
una
battaglia
,
in
cui
nessuno
vuol
essere
sconfitto
.
Qual
meraviglia
dunque
se
uno
si
trincera
dietro
i
suoi
scrigni
pieni
di
oro
;
se
l
'
altro
si
fa
forte
delle
leggi
e
dei
tribunali
che
lo
favoriscono
;
e
se
un
terzo
per
non
morire
asfissiato
come
sotto
una
campana
pneumatica
non
avendo
per
sé
né
oro
né
codici
si
getta
all
'
aria
libera
dei
monti
e
diventa
l
'
eroe
d
'
una
masnada
?
Tale
è
la
Società
,
ove
leggi
,
istituzioni
e
governo
danno
continuo
spettacolo
di
immoralità
,
di
favoritismo
,
di
ingenerosità
,
e
non
si
identificano
con
quel
principio
morale
,
umanitario
che
sta
al
di
sopra
dell
'
utile
egoistico
,
e
può
colla
sua
virtù
sovrana
armonizzare
quegli
interessi
che
oggi
urtansi
discordi
.
StampaQuotidiana ,
Nonostante
tutte
le
manovre
,
subdole
e
sfrontate
,
della
gente
interessata
a
impedire
una
soluzione
corretta
della
crisi
,
la
situazione
tende
rapidamente
a
chiarirsi
.
La
possibilità
di
un
nuovo
incarico
all
'
on
.
Nitti
,
se
mai
ebbe
una
qualsiasi
parvenza
di
fondamento
,
può
ritenersi
definitivamente
tramontata
.
Il
«
cavallo
di
ritorno
»
dell
'
«
Osservatore
Romano
»
non
ha
avuto
altro
risultato
fuori
di
quello
di
mettere
in
rilievo
la
perfetta
indipendenza
del
partito
popolare
rispetto
alle
autorità
religiose
delle
quali
si
suppone
che
il
vecchio
foglio
clericale
sia
sempre
il
portavoce
.
Ma
,
comunque
ciò
possa
dispiacere
al
comm
.
Angelini
e
a
lord
Northcliffe
,
nonché
al
«
Messaggero
»
,
nessuno
pensa
più
,
seriamente
,
alla
reincarnazione
dell
'
ex
-
presidente
del
Consiglio
.
C
'
è
stata
e
c
'
è
ancora
,
alla
Camera
e
fuori
,
una
propaganda
affannosa
per
Giolitti
.
Il
colpetto
mistificatorio
tentato
ier
sera
da
alcuni
amici
dell
'
on
.
Miglioli
in
seno
al
Consiglio
Nazionale
del
partito
,
e
sfruttato
goffamente
stamani
dai
giornali
ex
-
ministeriali
,
mirava
apertamente
a
favorire
il
ritorno
dell
'
uomo
del
«
parecchio
»
.
Ma
la
smentita
secca
della
direzione
del
partito
stesso
ne
ha
fatto
giustizia
.
Ad
ogni
modo
,
anche
ammettendo
,
in
ipotesi
,
che
la
resurrezione
dell
'
on
.
Giolitti
potesse
essere
gradita
ai
dirigenti
del
gruppo
popolare
,
è
di
tutta
evidenza
che
egli
non
sarebbe
in
condizione
di
dominare
la
Camera
attuale
,
ove
,
fra
gli
elementi
anziani
di
tutti
i
partiti
,
troppi
si
compromisero
con
un
atteggiamento
vivacemente
ostile
a
lui
nella
vigilia
e
nel
corso
della
guerra
,
e
,
fra
gli
elementi
nuovi
di
tutti
i
partiti
,
troppi
hanno
portato
a
Montecitorio
la
ripercussione
schietta
e
diretta
della
profonda
diffidenza
e
avversione
del
Paese
contro
il
vecchio
politicante
.
Ognuno
ricorda
ciò
che
è
avvenuto
la
prima
e
unica
volta
che
costui
ha
voluto
parlare
nella
Camera
nuova
:
interrotto
di
continuo
,
rumoreggiato
senza
pietà
,
non
sostenuto
se
non
da
due
o
tre
dei
suoi
antichi
seguaci
,
poté
a
gran
fatica
giungere
alla
fine
del
suo
discorsetto
.
L
'
onorevole
Giolitti
non
potrebbe
,
non
che
raccogliere
una
maggioranza
nel
primo
voto
politico
,
presentarsi
all
'
assemblea
per
esporre
un
qualsiasi
programma
.
La
designazione
di
lui
implicherebbe
di
necessità
lo
scioglimento
immediato
della
Camera
:
supposizione
che
,
almeno
per
il
momento
,
nell
'
imminenza
delle
elezioni
generali
amministrative
,
è
assolutamente
da
scartarsi
.
Resta
la
sola
via
possibile
e
utile
,
la
sola
atta
a
condurre
a
una
soluzione
logica
e
onesta
della
crisi
,
che
è
la
formazione
di
un
gabinetto
di
coalizione
costituzionale
imperniato
in
un
uomo
nuovo
,
purché
capace
e
integro
,
sul
quale
non
gravi
il
passivo
di
faziosi
contrasti
e
che
possa
raccogliere
in
sé
le
simpatie
e
la
fiducia
delle
varie
parti
della
Camera
per
l
'
urgente
azione
di
governo
che
si
deve
svolgere
.
Non
indichiamo
nomi
,
perché
non
crediamo
di
dover
avere
speciali
preferenze
,
di
fronte
a
una
condizione
di
cose
tanto
difficile
e
complessa
.
Affermiamo
bensì
che
né
noi
possiamo
né
altri
può
oggi
sollevare
pregiudiziali
in
base
a
logore
qualifiche
di
situazioni
totalmente
superate
nella
realtà
in
cui
viviamo
.
Occorre
in
tutti
coloro
che
vogliono
la
salvezza
e
il
rinnovamento
del
Paese
un
chiaroveggente
spirito
di
disciplina
e
di
buona
fede
:
ossia
la
volontà
di
vedere
domani
realizzarsi
nell
'
opera
dello
Stato
,
non
le
proprie
passioni
partigiane
né
gli
interessi
del
proprio
gruppo
,
ma
unicamente
il
meglio
delle
proprie
idee
e
del
proprio
amore
per
l
'
Italia
.
Soltanto
così
si
potrà
arrivare
ad
avere
un
Governo
degno
del
Paese
e
pari
alle
esigenze
del
momento
.
StampaPeriodica ,
Con
tempestivo
provvedimento
il
Ministro
della
Cultura
Popolare
ha
proibito
che
nei
manifesti
degli
spettacoli
di
varietà
compaiano
denominazioni
e
parole
straniere
.
Così
la
"
diva
eccentrica
viennese
"
tornerà
ad
essere
una
brava
ragazza
del
Portello
,
le
varie
Milly
,
Dolly
,
Katharine
e
i
vari
Tom
,
Jack
,
ecc
.
,
torneranno
ad
avere
i
loro
semplici
e
più
o
meno
eleganti
nomi
nostrani
.
Addio
"
sisters
,
"
"
stars
,
"
"
girls
"
ecc
.
delizia
di
vecchi
pomicioni
o
di
gagà
esterofili
.
Il
bello
era
che
gli
artisti
dovevano
camuffarsi
da
stranieri
per
accontentare
i
proprietari
o
gli
impresari
di
teatro
!
!
Chi
lo
pensava
?
?
StampaQuotidiana ,
Libertà
,
Uguaglianza
,
Fratellanza
.
La
fratellanza
viene
ultima
nella
formola
,
seguendo
il
suo
vero
posto
d
'
ordine
nella
realtà
.
Non
si
può
essere
fratello
,
se
non
si
è
uguale
e
libero
.
Siate
dunque
fratello
del
vostro
padrone
!
Il
nostro
nemico
è
il
nostro
padrone
,
ha
detto
Lafontaine
in
buon
volgare
.
Il
sentimento
di
fraterna
amicizia
non
può
nascere
nella
costrizione
e
nella
inferiorità
.
La
fratellanza
è
adunque
il
culmine
del
triangolo
,
di
cui
la
libertà
e
l
'
uguaglianza
sono
la
base
.
E
la
conclusione
delle
due
premesse
:
è
la
chiave
della
volta
monumentale
,
lo
incoronamento
dell
'
opere
;
è
la
fiamma
del
faro
;
è
il
fiore
,
è
il
frutto
dell
'
albero
della
vita
,
dell
'
albero
immortale
,
le
di
cui
radici
sono
in
cielo
e
i
rami
sopra
la
terra
,
dell
'
albero
di
libertà
.
Così
Libertà
,
Uguaglianza
,
Fraternità
,
ecco
i
tre
supremi
principii
del
futuro
avvenire
dei
popoli
!
Ecco
la
sublime
formola
che
il
popolo
,
da
facitore
maestro
d
'
astrazione
,
ha
espresso
come
la
più
pura
essenza
del
genere
umano
!
Chi
trovò
questa
formola
superiore
?
Nessuno
...
tutti
.
Essa
è
uscita
intiera
dal
crogiuolo
del
93
.
E
la
grande
opera
di
un
grande
alchimista
,
del
popolo
...
Questa
formola
francese
,
a
cui
ciascun
popolo
ha
concorso
,
è
l
'
universale
regola
,
è
lo
stare
comunque
a
tutti
;
è
il
metro
infallibile
,
immortale
,
eterno
;
è
la
misura
divina
di
tutta
la
legge
terrestre
.
Tutto
che
vi
si
avvicina
è
vero
;
tutto
ciò
che
se
ne
discosta
è
falso
.
Adattiamo
adunque
del
nostro
meglio
le
conseguenze
ai
principii
,
misuriamole
;
camminiamo
adunque
direttamente
verso
la
stella
fissa
,
che
indica
lo
scopo
del
futuro
.
La
libertà
,
essendo
il
diritto
dell
'
uomo
,
chi
dice
uomo
dice
popolo
,
chi
dice
libertà
dice
sovranità
del
popolo
,
dice
governo
del
popolo
.
Non
si
delega
la
sovranità
più
di
quello
che
si
possa
abdicare
.
Conclusione
adunque
:
non
più
governo
derivativo
,
non
più
sovranità
delegata
,
non
più
volontà
che
non
sia
del
popolo
,
non
più
volontà
fuori
del
popolo
,
non
più
Stato
,
propriamente
detto
,
separato
dal
popolo
,
non
più
potere
legislativo
,
esecutivo
,
giudiziario
,
confidato
a
uno
o
a
molti
del
popolo
,
ma
il
popolo
Stato
,
il
governo
diretto
dal
popolo
,
il
popolo
governandosi
da
lui
stesso
;
facendo
da
sé
medesimo
le
funzioni
di
sovrano
,
esercitando
da
sé
stesso
le
sue
autorità
,
tutti
i
suoi
poteri
da
solo
e
vero
re
,
come
infatti
egli
è
,
cioè
votando
la
legge
sempre
modificabile
,
e
nominando
i
suoi
agenti
sempre
revocabili
,
quando
e
come
a
lui
piace
.
Allora
le
leggi
saranno
la
vera
espressione
della
maggioranza
,
ed
allora
,
infine
,
tuteleranno
gl
'
interessi
di
tutti
,
e
non
più
delle
sole
classi
privilegiate
.
Allora
gli
uomini
,
uguali
,
liberi
e
fratelli
raggiungeranno
la
vera
meta
delle
associazioni
civili
,
il
diritto
di
vivere
senza
strazj
e
privazioni
col
proficuo
lavoro
imposto
a
tutti
,
e
non
già
ai
soli
infelici
,
diseredati
da
pochi
privilegiati
,
che
li
dominano
con
la
forza
,
e
li
soggiogano
con
l
'
impostura
.
StampaPeriodica ,
Il
tempestivo
ed
energico
intervento
del
nostro
Federale
ha
fatto
sì
che
quella
ineffabile
chiesuola
della
pseudo
intellettualità
e
del
pettegolezzo
,
malata
di
parassitismo
e
d
'
altre
più
gravi
"
malattie
"
rendesse
finalmente
l
'
anima
al
...
creatore
.
Nessuno
piangerà
!
nemmeno
,
l
'
ombra
del
buon
Antonio
Pedrocchi
.
Il
vecchio
caffettiere
voleva
che
il
suo
caffè
con
gli
annessi
marciasse
al
passo
coi
tempi
:
il
Federale
l
'
ha
fatto
marciare
e
d
'
ora
in
poi
nelle
dorate
sale
troverà
posto
un
'
istituzione
del
Regime
:
il
Ritrovo
del
Littorio
.
L
'
opera
però
non
è
finita
.
StampaQuotidiana ,
Che
puossi
aspettare
di
bello
,
d
'
ardito
,
di
libero
,
di
grande
dalla
più
numerosa
parte
della
moderna
borghesia
,
da
questo
esercito
formidabile
per
la
sua
forza
d
'
inerzia
,
invincibile
sin
qui
per
la
sua
resistenza
passiva
ad
ogni
tentativo
di
radicale
innovazione
?
Da
questo
amalgama
di
spiriti
gretti
,
di
vedute
corte
una
spanna
,
di
cuori
natanti
nella
salsa
positiva
del
proprio
utile
,
di
pezzi
corazzati
dalla
triplice
paura
dei
re
,
dei
preti
e
dei
maggiorenti
,
come
sperare
un
po
'
di
fuoco
e
di
luce
,
una
sola
e
misera
favilla
di
vita
?
Eccolo
lì
l
'
ideale
,
il
tipo
del
buon
borghese
,
che
parla
poco
di
Dio
e
nulla
del
principe
,
fa
regolarmente
la
digestione
,
e
tutto
ripieno
della
filosofia
del
rumores
fuge
,
passeggia
tranquillo
,
la
sua
faccia
contenta
e
l
'
epa
ritondetta
.
Impiegato
o
possidente
,
ciò
non
cambia
nulla
;
architetto
o
calzolajo
,
medico
o
ingegnere
,
il
tipo
gli
è
pur
sempre
quello
;
tutti
i
capi
della
specie
si
rassomigliano
come
due
goccie
d
'
acqua
fra
loro
.
Nemico
dei
ladri
,
mettetelo
fra
i
giurati
alla
Corte
d
'
Assise
,
e
tutti
gl
'
imputati
d
'
aver
dato
di
piglio
in
quello
degli
altri
,
te
li
condannerà
senza
uno
scrupolo
al
mondo
.
Avesse
sotto
un
innocente
,
ei
ci
manda
anche
quello
.
«
In
certe
cose
pensa
egli
non
s
'
ha
a
guardar
tanto
pel
sottile
;
la
proprietà
è
sacra
:
piuttosto
che
un
ladro
solo
abbia
a
rimanere
impunito
,
meglio
è
che
dieci
innocenti
vadano
in
galera
»
.
Ed
è
appunto
per
questo
culto
della
proprietà
che
il
buon
borghese
non
vede
del
miglior
occhio
le
rivoluzioni
:
fate
anzi
che
solo
concepisca
il
sospetto
che
qualche
maledetto
problema
socialista
covi
sotto
ai
rivolgimenti
,
che
i
tempi
vanno
maturando
,
e
avrete
col
buon
borghese
un
conservatore
a
tutta
prova
una
lancia
spezzata
del
governo
,
del
quale
pure
non
sa
però
tenersi
di
dir
male
,
ogni
volta
che
gli
manda
a
casa
l
'
esattore
.
Ma
gli
è
un
broncio
passeggiero
più
che
altro
.
«
Da
che
mondo
è
mondo
osserva
il
buon
borghese
senza
governo
non
s
'
è
mai
fatto
e
,
come
l
'
ottimo
è
nemico
del
bene
e
il
peggio
sta
sempre
dopo
l
'
uscio
,
così
l
'
affanar
per
la
libertà
,
per
la
democrazia
e
per
la
repubblica
,
è
proprio
un
pestar
l
'
acqua
nel
mortajo
»
.
Per
ciò
il
buon
borghese
ha
maledettamente
in
uggia
i
giornali
democratici
e
chi
potesse
quando
il
fisco
li
colpisce
entrare
nel
suo
cuore
,
vi
vedrebbe
che
tutti
i
suoi
sentimenti
vi
fanno
baldoria
.
«
Ben
gli
sta
dice
egli
ben
gli
sta
:
questi
giornali
non
rispettano
nulla
;
su
tutto
hanno
da
ridire
;
nessuno
,
per
essi
è
sacro
ed
inviolabile
...
»
.
Questo
è
il
cosiddetto
buon
borghese
,
che
,
preti
e
potenti
disprezzano
certamente
in
cuor
loro
,
ma
che
in
apparenza
,
almeno
,
decantano
.
Fortunatamente
per
il
progresso
e
per
la
libertà
,
non
tutti
i
borghesi
sono
buoni
borghesi
!
Fortunatamente
!
StampaQuotidiana ,
L
'
on
.
Nitti
,
al
ritorno
da
San
Remo
,
dopo
essere
sfuggito
ad
un
voto
sulla
politica
estera
,
cadde
l
'
undici
maggio
scorso
sulla
politica
interna
.
Da
quel
giorno
a
questo
,
in
cui
si
ripresenta
al
Parlamento
,
l
'
on
.
Nitti
ha
lavorato
a
tutt
'
uomo
per
accumulare
e
complicare
gli
elementi
del
giudizio
che
la
Camera
deve
dare
sul
suo
terzo
ministero
e
sul
suo
nuovo
programma
,
nella
speranza
che
i
contrastanti
motivi
d
'
opposizione
delle
varie
parti
della
Camera
si
paralizzino
fra
di
loro
e
in
caso
d
'
infortunio
,
poter
dire
che
egli
è
caduto
non
si
sa
bene
perché
e
su
che
cosa
,
vittima
del
capriccio
dell
'
assemblea
,
anziché
dei
propri
errori
.
Si
direbbe
che
l
'
on
.
Nitti
speculi
sui
suoi
stessi
errori
:
egli
crede
che
per
sanare
o
almeno
far
dimenticare
un
errore
non
esista
mezzo
migliore
che
commetterne
uno
nuovo
in
direzione
opposta
o
diversa
.
Eccitando
così
,
in
forma
negativa
,
lo
spirito
partigiano
di
ciascun
partito
,
cioè
sacrificando
a
ciascun
partito
qualche
cosa
di
nazionale
,
egli
spera
di
riuscire
se
non
a
conquistarne
alcuno
,
ad
addomesticarli
tutti
.
In
meno
di
un
mese
dalla
sua
caduta
e
dalla
sua
reincarnazione
abbiamo
così
veduto
mutarsi
tre
volte
la
piattaforma
,
sulla
quale
avrebbe
dovuto
svolgersi
la
discussione
parlamentare
sulla
politica
generale
del
governo
.
Se
infatti
la
discussione
avesse
avuto
luogo
immediatamente
dopo
la
risoluzione
della
crisi
,
essa
avrebbe
soprattutto
investito
i
criteri
stessi
con
cui
la
crisi
fu
risoluta
.
La
mancata
concentrazione
costituzionale
,
l
'
ambigua
ed
equivoca
posizione
dei
Popolari
nel
Gabinetto
,
l
'
immoralità
fondamentale
del
contrasto
fra
la
continuità
personale
e
la
discontinuità
politica
del
nuovo
Gabinetto
di
fronte
al
precedente
presieduto
dallo
stesso
onorevole
Nitti
,
il
pregiudiziale
dilemma
determinato
dalle
origini
stesse
del
Gabinetto
:
o
l
'
on
.
Nitti
è
l
'
esecutore
della
politica
altrui
o
l
'
unico
partito
che
,
come
tale
,
è
rappresentato
nel
Ministero
,
ha
abdicato
al
suo
programma
ed
alla
sua
funzione
specifica
nel
Parlamento
e
nel
Paese
,
pur
di
essere
rappresentato
al
governo
:
tutti
questi
elementi
avrebbero
fornito
argomenti
poderosi
di
discussione
e
di
critica
,
ai
quali
poco
o
nulla
avrebbe
avuto
da
contrapporre
il
Governo
.
L
'
on
.
Nitti
credette
di
poter
spostare
la
discussione
dal
terreno
parlamentare
e
costituzionale
,
nel
quale
l
'
avrebbe
costretto
la
soluzione
anormale
della
crisi
,
al
campo
più
concreto
della
politica
interna
ed
estera
,
dove
avrebbe
cercato
d
'
impressionare
le
menti
di
tutti
e
di
propiziarsi
gli
elementi
sovversivi
,
mediante
un
atto
di
forza
contro
i
perturbatori
adriatici
e
gli
scalmanati
nazionalisti
.
La
diversione
avrebbe
attutiti
i
vecchi
motivi
d
'
opposizione
e
,
in
ogni
caso
,
disorientati
gli
spiriti
degli
oppositori
.
Ma
la
formidabile
e
immediata
reazione
dell
'
opinione
pubblica
,
lo
fece
accorto
che
la
nuova
violenza
era
un
rimedio
peggiore
del
male
.
Corse
allora
ai
ripari
col
decreto
-
legge
sul
prezzo
del
pane
,
sperando
di
ristabilire
,
con
un
provvedimento
ispirato
a
criteri
di
austera
politica
interna
e
finanziaria
,
l
'
equilibrio
spostato
verso
sinistra
,
senza
accorgersi
che
,
così
facendo
,
coalizzava
tutte
le
parti
della
Camera
in
una
questione
pregiudiziale
d
'
ordine
costituzionale
.
Questa
intensa
vicenda
di
armeggii
per
metamorfizzare
di
giorno
in
giorno
la
situazione
e
arrivare
alla
Camera
con
una
situazione
irriconoscibile
prova
semplicemente
due
cose
:
prima
di
tutto
che
il
metodo
dell
'
on
.
Nitti
è
pessimo
in
sé
,
e
,
in
secondo
luogo
,
che
,
quale
che
esso
sia
,
l
'
on
.
Nitti
non
lo
sa
adoperare
.
Il
che
,
tradotto
in
parole
povere
,
vuol
dire
che
,
anche
a
prescindere
da
ogni
contenuto
politico
,
l
'
on
.
Nitti
non
sa
governare
.
Questa
incapacità
di
governo
dell
'
on
.
Nitti
risulta
dall
'
esperienza
di
un
anno
,
un
anno
che
doveva
essere
decisivo
e
che
è
andato
letteralmente
perduto
per
l
'
Italia
.
Nessuno
dei
problemi
,
che
si
sono
accumulati
sulla
vita
italiana
,
dopo
uno
sforzo
superiore
alle
proprie
forze
,
nessuno
dei
problemi
,
dai
massimi
ai
minimi
,
dai
formidabili
ai
più
modesti
,
sono
stati
,
nonché
risoluti
,
avviati
ad
una
risoluzione
qualsiasi
.
L
'
Italia
,
si
ritrova
oggi
,
dopo
aver
firmati
nuovi
trattati
,
,
promulgate
nuove
leggi
ed
una
serie
indefinita
di
decreti
,
allo
stesso
punto
in
cui
era
stata
lasciata
dall
'
on
.
Orlando
,
quando
aveva
contro
di
sé
la
coalizione
degli
Alleati
.
L
'
on
.
Nitti
non
ha
voluto
o
non
ha
potuto
risolverli
?
L
'
alternativa
in
questo
caso
è
perfettamente
superflua
,
giacché
l
'
impotenza
dell
'
on
.
Nitti
non
essendo
dovuta
,
se
non
in
piccola
parte
,
all
'
azione
di
circostanze
esterne
,
ma
alla
sua
organica
incapacità
di
uomo
di
governo
,
il
non
potere
dell
'
on
.
Nitti
coincide
col
suo
non
volere
.
L
'
on
.
Nitti
,
chiacchierone
come
tutti
gli
impotenti
,
ha
continuamente
fatto
sfoggio
di
buona
volontà
,
ma
non
ha
mai
,
in
dodici
mesi
di
governo
,
dato
un
saggio
di
volontà
.
Mai
forse
,
l
'
Italia
ha
assistito
ad
un
fenomeno
più
manifesto
d
'
impotenza
di
governo
:
disgraziatamente
però
ha
dovuto
anche
subirlo
.
La
rinuncia
l
'
on
.
Nitti
non
l
'
aveva
soltanto
nel
programma
,
l
'
aveva
nel
temperamento
.
È
un
temperamento
di
rinunciatario
non
sa
governare
,
neppure
per
realizzare
un
programma
di
rinuncie
.
Dato
il
programma
dell
'
on
.
Nitti
,
l
'
Italia
deve
ringraziare
il
temperamento
dell
'
on
.
Nitti
:
essa
deve
a
questa
organica
impotenza
del
suo
primo
ministro
se
ancora
non
tutto
è
stato
compromesso
.
Molte
cose
sono
state
compromesse
dall
'
abulia
dell
'
on
.
Nitti
,
ma
dove
occorreva
un
atto
positivo
di
volontà
per
compromettere
definitivamente
i
destini
dell
'
Italia
,
fortunatamente
l
'
Italia
ha
trovato
un
alleato
nello
stesso
temperamento
dell
'
on
.
Nitti
.
È
necessario
fare
ora
un
bilancio
di
tutto
il
male
,
che
questa
impotenza
irrequieta
e
verbosa
dell
'
on
.
Nitti
ha
rappresentato
per
l
'
Italia
?
Il
passivo
di
questo
bilancio
si
riassume
in
brevi
termini
:
all
'
interno
tutti
sentono
che
non
esiste
un
governo
,
le
fazioni
antinazionali
,
incapaci
di
fare
la
rivoluzione
sul
serio
,
perché
il
Paese
non
vuol
saperne
,
spadroneggiano
lo
stesso
e
sabotano
come
credono
lo
Stato
,
dando
l
'
impressione
che
il
mantenimento
dell
'
ordine
presente
è
soltanto
formale
e
dovuta
ad
una
loro
benevola
tolleranza
;
del
resto
il
capitano
Giulietti
può
mandare
i
suoi
ultimatum
a
S.M.
Cattolica
e
gli
anarchici
di
Spezia
possono
impossessarsi
delle
fortezze
militari
,
mentre
il
Governo
tien
d
'
occhio
i
generali
che
si
uniscono
in
commissione
,
e
gli
studenti
,
che
portano
le
dimostrazioni
al
Quirinale
.
All
'
estero
,
mentre
si
sfascia
la
coalizione
avversa
all
'
Italia
e
sembra
venuto
il
momento
per
realizzare
integralmente
le
aspirazioni
nazionali
,
il
Governo
invoca
dalla
Jugoslavia
il
beneplacito
per
l
'
annessione
di
Trieste
,
mostrandosi
per
il
resto
disposto
a
ratificare
tutte
le
rinuncie
che
i
sigg
.
Trumbich
,
Albertini
e
Steed
crederanno
di
dovere
concordare
.
E
intanto
,
mentre
i
grandi
alleati
si
accordano
sulle
indennità
ad
esclusione
dell
'
Italia
,
bande
di
predoni
,
istigati
dai
piccoli
alleati
,
possono
impunemente
scacciare
i
soldati
italiani
dalle
loro
posizioni
albanesi
,
riducendoli
alla
costa
,
in
attesa
che
l
'
on
.
Nitti
mandi
loro
in
aiuto
qualche
nave
,
col
permesso
sul
sullodato
capitano
Giulietti
.
Consule
Nitti
,
tutti
possono
disporre
dell
'
Italia
:
i
partiti
e
le
sette
,
la
burocrazia
e
la
guardia
regia
,
la
plutocrazia
e
la
Confederazione
del
lavoro
.
Il
Governo
,
fa
e
disfà
,
a
talento
altrui
,
emana
decreti
e
li
ritira
,
leva
imposte
e
le
sospende
,
trasforma
i
decreti
-
legge
in
decreti
-
disegni
di
legge
.
Il
governo
esiste
unicamente
per
dare
spettacolo
della
propria
impotenza
.
Non
si
tratta
adunque
di
discutere
di
un
indirizzo
politico
,
ma
di
dare
un
governo
al
Paese
,
giacché
il
Paese
è
senza
governo
dal
giugno
1919
.
La
crisi
che
si
apri
allora
è
tuttora
aperta
.
Il
governo
Nitti
è
stato
semplicemente
una
beffa
.
StampaPeriodica ,
Nelle
vetrine
dei
negozi
Bonaldi
ed
Ortolani
fanno
sempre
bella
mostra
di
sé
numerosi
articoli
stranieri
o
pseudo
tali
,
data
la
mania
di
qualche
fabbricante
nostro
di
voler
ancora
chiamare
le
sue
merci
con
nomi
ostrogoti
.
Dalle
racchette
Spalding
con
relative
palle
,
si
passa
ai
costumi
Janzten
,
ai
ferma
cravatte
inglesi
,
ai
cappelli
Habig
,
tutta
roba
inavvicinabile
dati
i
prezzi
proibitivi
.
A
parte
che
in
Italia
si
fabbrichino
merci
uguali
e
per
bontà
e
solidità
,
ci
sembra
poco
italiano
continuare
su
questa
via
in
tempo
d
'
autarchia
.
StampaQuotidiana ,
Il
ministero
Nitti
è
precipitato
.
Il
mese
,
che
è
trascorso
dalla
sua
prima
caduta
a
questa
definitiva
,
è
stato
impiegato
dall
'
on
.
Nitti
a
mettere
a
posto
parecchie
cose
,
ma
non
gli
è
giovato
per
rimettere
a
galla
la
barca
del
suo
governo
,
speronata
dal
voto
dell
'
undici
maggio
scorso
.
Tuttavia
molti
punti
rimangono
oscuri
nella
condotta
del
governo
fino
all
'
odierna
catastrofe
che
lo
ha
travolto
.
Innanzi
tutto
è
inesplicabile
il
fatto
,
che
l
'
on
.
Nitti
,
il
quale
aveva
sempre
ostentato
il
suo
particolare
ossequio
per
le
prerogative
parlamentari
e
anche
di
recente
si
era
solennemente
impegnato
a
non
fare
più
uso
della
facoltà
di
legiferare
per
mezzo
di
decreti
-
legge
,
proprio
alla
vigilia
della
riapertura
del
Parlamento
,
cioè
proprio
quando
aveva
a
sua
disposizione
la
via
normale
da
poter
battere
,
avesse
promulgato
il
decreto
-
legge
sull
'
aumento
del
prezzo
del
pane
.
Fu
un
errore
inconsapevole
o
un
meditato
proposito
,
di
cui
furono
previste
e
misurate
tutte
le
conseguenze
?
I
giornali
ufficiosi
hanno
dato
del
fatto
questa
curiosa
spiegazione
:
l
'
on
.
Nitti
si
era
sì
impegnato
a
non
fare
più
uso
dei
decreti
-
legge
,
ma
trattandosi
di
un
provvedimento
odioso
,
ha
creduto
per
un
senso
di
delicata
convenienza
,
di
doverne
risparmiare
al
Parlamento
l
'
odiosità
e
addossarla
tutta
al
Governo
.
Ma
l
'
on
.
Nitti
sa
benissimo
che
sono
precisamente
questi
provvedimenti
odiosi
,
cioè
questi
provvedimenti
tributari
,
quelli
dei
quali
il
Parlamento
si
mostra
più
geloso
.
Lo
stesso
on
.
Nitti
nei
suoi
trattatelli
scolastici
di
Scienza
delle
Finanze
ripete
la
notissima
osservazione
che
tutto
lo
sviluppo
delle
forme
parlamentari
si
concreta
nella
lotta
per
il
diritto
al
bilancio
e
dell
'
imposizione
dei
tributi
.
L
'
atto
dell
'
on
.
Nitti
non
fu
dunque
il
risultato
di
un
errore
involontario
.
D
'
altra
parte
poiché
non
è
ammissibile
presumere
nell
'
on
.
Nitti
una
volontà
di
suicidio
,
non
resta
altra
spiegazione
se
non
questa
:
che
l
'
inopportuno
ed
intempestivo
decreto
-
legge
non
doveva
servire
ad
altro
se
non
a
preparare
all
'
on
.
Nitti
una
conveniente
piattaforma
per
la
sua
caduta
.
L
'
on
.
Nitti
era
già
condannato
e
si
sapeva
già
condannato
,
per
la
sua
politica
interna
ed
estera
contraria
alla
causa
nazionale
.
La
posizione
presa
dal
Governo
nella
questione
adriatica
,
col
prostituire
l
'
Italia
ai
suoi
ex
-
nemici
e
alle
minori
potenze
,
era
diventata
insostenibile
,
dopo
lo
scempio
di
Pallanza
.
Gli
ultimi
avvenimenti
della
giornata
del
24
maggio
avevano
scossa
l
'
opinione
pubblica
ed
eccitata
l
'
indignazione
nel
Parlamento
,
dove
la
situazione
per
il
modo
indegno
con
cui
fu
risolta
la
crisi
era
tutt
'
altro
che
favorevole
all
'
on
.
Nitti
,
fu
decisiva
.
Il
Gabinetto
Nitti
era
virtualmente
caduto
il
25
maggio
.
Ma
cadere
sopra
una
grande
questione
nazionale
,
non
conveniva
né
all
'
on
.
Nitti
,
né
alla
parte
politica
che
direttamente
od
indirettamente
sosteneva
l
'
on
.
Nitti
.
Non
conveniva
all
'
on
.
Nitti
,
perché
cadere
sopra
una
questione
nazionale
,
sotto
l
'
accusa
della
dedizione
ai
nemici
d
'
Italia
o
peggio
,
fra
l
'
indignazione
e
la
rivolta
dell
'
opinione
pubblica
,
voleva
dire
allontanare
per
sempre
ogni
possibilità
di
resurrezione
.
Non
conveniva
ai
rinunciatari
,
perché
battere
il
Ministero
sopra
la
questione
adriatica
,
voleva
dire
bollare
e
scartare
definitivamente
la
politica
delle
transazioni
e
dei
compromessi
indecorosi
e
nefasti
e
conseguentemente
mettere
al
bando
dalla
vita
italiana
coloro
che
ne
furono
i
tenaci
ed
irreducibili
assertori
.
Non
conveniva
infine
ai
socialisti
,
non
soltanto
perché
per
amor
proprio
di
partito
tengono
al
monopolio
delle
crisi
ministeriali
,
ma
perché
ogni
successo
della
politica
nazionale
si
risolve
necessariamente
in
uno
scacco
per
la
loro
politica
antinazionale
.
Da
questo
solidale
interesse
dell
'
on
.
Nitti
,
dei
rinunciatari
e
dei
socialisti
ad
impedire
che
il
Ministero
fosse
battuto
per
una
questione
nazionale
,
nacque
l
'
idea
di
ricorrere
a
qualche
espediente
pregiudiziale
.
Fu
così
escogitato
il
decreto
-
legge
per
l
'
aumento
del
pane
,
che
dava
modo
ai
socialisti
d
'
insorgere
sia
nell
'
interesse
delle
istituzioni
parlamentari
,
che
delle
classi
lavoratrici
;
all
'
on
.
Nitti
di
cadere
sopra
un
terreno
meno
ingrato
,
e
più
propizio
ad
una
sua
prossima
resurrezione
;
ed
ai
rinunciatari
di
lasciare
impregiudidicato
il
modo
di
risoluzione
della
questione
adriatica
.
L
'
on
.
Nitti
,
pur
di
migliorare
la
sua
posizione
politica
,
non
ha
esitato
a
peggiorare
la
sua
situazione
parlamentare
che
era
già
irrimediabilmente
compromessa
.
Egli
ha
così
reso
,
in
articulo
mortis
,
l
'
estremo
favore
ai
rinunciatori
ed
ai
socialisti
,
i
quali
gli
pagheranno
a
suo
tempo
il
debito
di
gratitudine
,
mediante
un
espediente
col
quale
egli
sperava
di
risparmiarsi
l
'
onta
di
una
caduta
per
lesa
italianità
.
Ma
la
mistificazione
e
il
trucco
,
com
'
era
facile
prevedere
,
non
sono
serviti
a
nulla
,
tanto
erano
grossolani
e
assurdi
.
Nonostante
la
evidente
,
fedele
cooperazione
dei
socialisti
,
spiacenti
di
perdere
il
loro
più
efficace
complice
dal
banco
del
Governo
,
la
situazione
si
è
delineata
chiara
e
precisa
nei
suoi
elementi
essenziali
.
Invano
l
'
on
.
Nitti
ha
cercato
di
intorbidarla
;
invano
egli
ha
voluto
evitare
di
cadere
per
le
sue
concrete
responsabilità
di
politica
interna
ed
estera
.
Nella
coscienza
del
Paese
e
del
Parlamento
la
verità
sui
motivi
determinanti
la
crisi
si
è
manifestata
senza
attenuazioni
o
dissimulazioni
di
sorta
.
Il
Ministero
Nitti
è
caduto
per
la
sua
politica
antinazionale
.