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BASTA! ( - , 1938 )
StampaPeriodica ,
Ormai la polemica sulla razza condotta dagli organi ufficiali cattolici è uscita dai binari delle elucubrazioni teoriche per entrare in una vera e propria fase di propaganda antifascista . Non vi è ormai più alcuna differenza tra gli atteggiamenti e lo stile del famigerato don Sturzo e quanto alcuni altissimi prelati hanno creduto di poter impunemente dire o fare in questi ultimi tempi . E il più vile tradimento viene perpetrato proprio da quello stupido e zelante clero minore che con spirito carrieristico aggrava maggiormente uno stato insostenibile di cose . Non erano forse gli stessi pulpiti , gli stessi altari quelli dinanzi ai quali le camicie nere e i legionari genuflessi hanno ascoltato la preghiera e ricevuta la benedizione prima di partire verso il supremo sacrificio per difendere la Chiesa e il Cattolicesimo contro il bolscevismo che ha ripreso a crocefiggere i prelati ? Ebbene quegli stessi pulpiti e quegli stessi altari risuonano oggi delle più insinuose menzogne intese ad avvelenare le coscienze dei semplici . Non si può quindi impunemente trincerarsi dietro finzioni dottrinarie che trovano sempre la loro pratica esplicazione non già in una attività solamente antirazzistica ma sostanzialmente antiromana e antifascista ... Sia detto una volta per sempre che il problema della razza è un inderogabile imperativo categorico della Rivoluzione fascista , che è e deve essere . Tale imperativo non ha inciso , né deve incidere sulla coscienza cattolica degli italiani . Perciò fare dell ' antirazzismo diretto oppure fare delle ibride e false confusioni tra razzismo fascista e altri razzismi perché combattendo quelli si può combattere il primo , significa essere antifascisti . E siccome la rivoluzione ha liquidato don Sturzo e i suoi indegni proseliti col manganello e con l ' olio di ricino , non ci rimane che concludere con un memento a tutti gli sturziani che credessero di poter rinascere nientemeno che nell ' anno diciassettesimo dell ' Era Fascista .
StampaPeriodica ,
Quando il Fascismo rivelò la sua forza , notammo nella Massoneria due tendenze , l ' una dissidente , l ' altra carezzevole . Il rito simbolico si accorse ben presto che il novello spirito contrastava alle sue viete formule , e non indugiò a spiegare la più acerba ostilità . Il rito scozzese invece parve si volesse fregiare dello scudetto fascista . L ' una e l ' altra , però , con espedienti diversi , tentavano di attirare nell ' orbita massonica questa fresca energia per assorbirla , come avevan fatto di altre istituzioni , della Croce Rossa , della Dante Alighieri efinalmente di quel Partito Popolare che fu servo della Massoneria in Parlamento ; epoi fedelmente l ' accompagnò fin sull ' Aventino . Palazzo Giustiniani ostentò , come sempre , onnipotenza ; non volle dar segno di debolezza , chiamò a raccolta i suoi quotidiani a gridare allo scandalo delle libertà conculcate , della lesa costituzione , e mobilitò le consorelle straniere per protestare contro il risoluto e sprezzante innovatore . L ' altra parte , quella di Piazza del Gesù , usò tattica differente . Sperò a lungo , blandì a lungo , strisciò a lungo , e , ricordando la sua origine britannica , e gli interessi che l ' Italia avrebbe dovuto liquidare con l ' Inghilterra e con l ' America inglese , pensò che il Duce ne avrebbe ambite le grazie . N ' ebbe invece un reciso rifiuto , né per tanto si corrucciò , anzi continuò a simulare la sua affabilità , come il buffone delle antiche Corti , che ghignava alle scherzose ma doloranti scudisciate del suo Signore . Ma qualunque sia il rito e la forma , la Massoneria è un corpo solo , un ' anima sola , ha una sola origine , una sola tendenza ; e tra Massoneria e Fascismo vi è non soltanto incompatibilità , ma antitesi , contraddizione ...
ProsaGiuridica ,
Il Gran Consiglio del Fascismo , in seguito alla conquista dell ' Impero , dichiara l ' attualità urgente dei problemi razziali e la necessità di una coscienza razziale . Ricorda che il Fascismo ha svolto da sedici anni e svolge un ' attività positiva , diretta al miglioramento quantitativo e qualitativo della razza italiana , miglioramento che potrebbe essere gravemente compromesso , con conseguenze politiche incalcolabili , da incroci e imbastardimenti . Il problema ebraico non è che l ' aspetto metropolitano di un problema di carattere generale . Il Gran Consiglio del Fascismo stabilisce : a ) il divieto di matrimoni di italiani e italiane con elementi appartenenti alle razze camita , semita e altre razze non ariane ; b ) il divieto per i dipendenti dello Stato e da Enti pubblici - personale civile e militare - di contrarre matrimonio con donne straniere di qualsiasi razza ; c ) il matrimonio di italiani e italiane con stranieri , anche di razze ariane , dovrà avere il preventivo consenso del Ministero dell ' Interno ; d ) dovranno essere rafforzate le misure contro chi attenta al prestigio della razza nei territori dell ' Impero . Ebrei ed ebraismo Il Gran Consiglio del Fascismo ricorda che l ' ebraismo mondiale , specie dopo l ' abolizione della massoneria , è stato l ' animatore dell ' antifascismo in tutti i campi e che l ' ebraismo estero o italiano fuoriuscitoè stato , in taluni periodi culminanti come nel 1924/25 e durante la guerra etiopica unanimemente ostile al fascismo . L ' immigrazione di elementi stranieri , accentuatasi fortemente dal 1933 in poi , ha peggiorato lo stato d ' animo degli ebrei italiani , nei confronti del regime , non accettato sinceramente , poiché antitetico a quella che è la psicologia , la politica , l ' internazionalismo d ' Israele . Tutte le forze antifasciste fanno capo ad elementi ebrei ; l ' ebraismo mondiale è , in Spagna , dalla parte dei bolscevichi di Barcellona . Il divieto d ' entrata e l ' espulsione degli ebrei stranieri Il Gran Consiglio del Fascismo ritiene che la legge concernente il divieto d ' ingresso nel Regno , degli ebrei stranieri , non poteva più oltre essere ritardata , e che l ' espulsione degli indesiderabili , secondo il termine messo in voga e applicato dalle grandi democrazie , è indispensabile . Il Gran Consiglio del Fascismo decide che oltre ai casi singolarmente controversi che saranno sottoposti all ' esame dell ' apposita commissione del Ministero dell ' Interno , non sia applicata l ' espulsione nei riguardi degli ebrei stranieri i quali : a ) Abbiano un ' età superiore agli anni 65; b ) Abbiano contratto un matrimonio misto italiano prima del 1° ottobre XVI . Ebrei di cittadinanza italiana Il Gran Consiglio del Fascismo , circa l ' appartenenza o meno alla razza ebraica , stabilisce quanto segue : a ) E ' di razza ebraica colui che nasce da genitori entrambi ebrei ; b ) E ' considerato di razza ebraica colui che nasce da padre ebreo e da madre di nazionalità straniera ; c ) E ' considerato di razza ebraica colui che , pur essendo nato da un matrimonio misto , professa la religione ebraica ; d ) Non è considerato di razza ebraica colui che è nato da un matrimonio misto , qualora professi altra religione all ' infuori della ebraica , alla data del 1° ottobre XVI . Discriminazione fra gli ebrei di cittadinanza italiana Nessuna discriminazione sarà applicata , escluso in ogni caso l ' insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado , nei confronti di ebrei di cittadinanza italiana , quando non abbiano per altri motivi demeritato , i quali appartengono a : 1 ) Famiglie di Caduti nelle quattro guerre sostenute dall ' Italia in questo secolo ; libica , mondiale , etiopica , spagnola ; 2 ) Famiglie dei volontari di guerra nelle guerre libica , mondiale , etiopica , spagnola ; 3 ) Famiglie di combattenti delle guerre libica , mondiale , etiopica , spagnola , insigniti della croce al merito di guerra ; 4 ) Famiglie dei Caduti per la Causa fascista ; 5 ) Famiglie dei mutilati , invalidi , feriti della Causa fascista ; 6 ) Famiglie di Fascisti iscritti al Partito negli anni 19- 20- 21- 22 e nel secondo semestre del 24 e famiglie di legionari fiumani . 7 ) Famiglie aventi eccezionali benemerenze che saranno accertate da apposita commissione . Gli altri ebrei I cittadini italiani di razza ebraica , non appartenenti alle suddette categorie , nell ' attesa di una nuova legge concernente l ' acquisto della cittadinanza italiana , non potranno : a ) Essere iscritti al Partito Nazionale Fascista ; b ) Essere possessori o dirigenti di aziende di qualsiasi natura che impieghino cento o più persone ; c ) Essere possessori di oltre cinquanta ettari di terreno ; d ) Prestare servizio militare in pace e in guerra . L ' esercizio delle professioni sarà oggetto di ulteriori provvedimenti . Il Gran Consiglio del Fascismo decide inoltre : 1 ) Che agli ebrei allontanati dagli impieghi pubblici sia riconosciuto il normale diritto di pensione ; 2 ) Che ogni forma di pressione sugli ebrei , per ottenere abiure , sia rigorosamente repressa ; 3 ) Che nulla si innovi per quanto riguarda il libero esercizio del culto e l ' attività delle comunità ebraiche secondo le leggi vigenti ; 4 ) Che , insieme alle scuole elementari , si consenta l ' istituzione di scuole medie per ebrei . Immigrazione di ebrei in Etiopia Il Gran Consiglio del Fascismo non esclude la possibilità di concedere , anche per deviare la immigrazione ebraica dalla Palestina , una controllata immigrazione di ebrei europei in qualche zona dell ' Etiopia . Questa eventuale e le altre condizioni fatte agli ebrei , potranno essere annullate o aggravate a seconda dell ' atteggiamento che l ' ebraismo assumerà nei riguardi dell ' Italia fascista . Cattedre di razzismo Il Gran Consiglio del Fascismo prende atto con soddisfazione che il Ministro dell ' Educazione Nazionale ha istituito cattedre di studi sulla razza nelle principali Università del Regno . Alle camicie nere Il Gran Consiglio del Fascismo , mentre nota che il complesso dei problemi razziali ha suscitato un interesse eccezionale nel popolo italiano , annuncia ai fascisti che le direttive del partito in materia sono da considerarsi fondamentali e impegnative per tutti e che alle direttive del gran consiglio devono ispirarsi le leggi che saranno sollecitamente preparate dai singoli ministri .
VENTENNALE DEI FASCI ( - , 1940 )
StampaPeriodica ,
Vent ' anni di lotta e di battaglie ! Vent ' anni di glorie ! Il Fascismo sta creando una nuova Europa . Il 23 marzo del 1919 ha detto il Duce agli Squadristi radunati a Roma noi innalzammo la bandiera nera della Rivoluzione fascista , anticipatrice del rinnovamento europeo . Attorno a questa bandiera si raccolsero le vostre Squadre , formate da veterani delle trincee e da giovanissimi , decisi tutti a marciare contro Governi imbelli e contro teorie orientali dissolvitrici per liberare il popolo dal nefasto influsso del mondo ottantanovesco . Attorno a questa bandiera caddero combattendo da eroi , nel significato più romano della parola , migliaia di camerati , nelle strade e nelle piazze d ' Italia , in terra d ' Africa e di Spagna , camerati di cui la memoria è sempre viva e presente nei nostri cuori ... Può darsi che qualcuno nel frattempo si sia posto a sedere , ma gli uomini delle Squadre sono in piedi , pronti a imbracciare il moschetto , a saltare sul camion , come facevate nelle spedizioni di un tempo . L ' uomo delle Squadre dice a colui che si attarda dietro le persiane che la Rivoluzione non è finita , ma , dal punto di vista del costume , del carattere , delle distanze sociali , è appena incominciata . E il grande colloquio del Duce con gli uomini della sua fede così continuava , con una travolgente , infiammata coralità : Desiderate degli onori ? Delle ricompense ? La vita comoda ? Esiste per voi l ' impossibile ? Ad ogni schiettissimo " no " che si alzava dalla massa nera , ad ogni " no " della " Carta del lavoro " ha il suo più insigne monumento giuridico : esse rispecchiano la disciplinata e consapevole vita nazionale . Educato il suo popolo e richiamatone lo spirito alle alte idealità per cui è bello combattere e sacrificarsi , l ' Italia ha dimostrato al mondo quanto valgano le virtù civili contro un assedio economico , mentre , con la compiuta maturità politica e nazionale , la concezione anti - borghese della vita ha avuta la sua consacrazione sui campi di battaglia d ' Africa e di Spagna . Gli avversari d ' oltre Alpe dovrebbero infine comprendere che l ' Impero non si tonda né sull ' ambizione dittatoriale ( come in Napoleone ) , né soltanto sulla forza economica , ma innanzi tutto sulla salda coscienza dell ' intero popolo , e che è stato un gravissimo errore rifiutare le amichevoli e sincere condizioni di pace da Mussolini spesso offerte con sapienza e generosità veramente latine , poiché le rivendicazioni italiane , che non sono soltanto d ' ordine economico ma anche morali e storiche , sono sorrette dalla coscienza imperiale del nuovo popolo romano . Questo Impero italiano è tale da superare uomini ed eventi ostili , perché sopratutto fondato su basi etiche : ma Roma ha provato già di potere con le sue legioni liberare i popoli da false ideologie o da egoistici interessi , qualora il suo monito non venisse compreso , come ha già tatto in Spagna ed Albania .
StampaPeriodica ,
Quando il 23 marzo 1919 il caporale Mussolini chiamò intorno a sé i suoi fedelissimi per riunire in Fasci di azione tutti gli interventisti ' intervenuti , già si sviluppava quell ' idea imperiale che doveva poi divenire realtà storica appena le generazioni del Littorio fossero state in grado di prendere le armi . Era il caporale del Carso che , dopo aver vanamente inchiodato al posto delle rispettive responsabilità i diplomatici in marsina e i comandanti indorati , prendeva decisamente il comando della reazione armata e riportava a Roma la vittoria mutilata a Versaglia . Il caporale aveva intuito , combattuto e debellato l ' insidioso nemico che generali , ministri e ambasciatori avevano invece ingenuamente servito . il caporale Mussolini divenne Duce della Rivoluzione e portò al Re l ' Italia di Vittorio Veneto , quell ' Italia che il tradimento e la neghittosità dei governanti avevano umiliata e divisa . Duce fu e Duce è nel suo pieno splendore il caporale dei bersaglieri che ha udito le parole sincere e ha veduto i gesti sublimi del popolo in guerra , macerato negli interminabili addiacci sulle pietraie sanguinose del Carso . Ma il caporale Mussolini aveva nel sangue il bastone di Maresciallo , perché la Rivoluzione studiò , preparò , accese e animò fino a renderla un costante moto di rinnovamento individuale e collettivo del popolo italiano . il popolo senti e amò , nel caporale del Carso , l ' uomo uscito dalla passione indimenticabile di una povera casa , dove al fuoco dell ' officina avita le braccia devono formare le fortune della famiglia . E il popolo segui il muratore , il maestro , l ' operaio e infine il giornalista , perché senti che in Lui era l ' anima e la volontà di tutti , perché in Lui era la fatale certezza di vittoria . Per questo la Fede dei credenti si alimentò per il Duce prima ancora che per l ' Idea , così come gli uomini credettero in Cristo e lo amarono prima ancora di credere e amare la sua Idea . Il Duce della Rivoluzione ebbe veramente e totalitariamente in pugno i destini della Nazione perché tutto il popolo si è sentito identificato in Lui , espressione genuina di popolo , perché tutti i credenti che combatterono nella guerra e nella Rivoluzione videro Lui lottare contro il nemico di fuori e di dentro scendendo in campo aperto con l ' armi in pugno e offrendo alla Patria anche parte della sua carne . Sotto gli umili segni del caporale palpitò il grande sogno . La guerra preparò la Rivoluzione e la Rivoluzione l ' Impero . l ' Impero divenne realtà solo perché il caporale Mussolini contro tutti gli avversi vaticini credette fermamente nella rapida e inesorabile vittoria delle armi fasciste . Quante cornacchie gracidarono allora , quanti amici si allontanarono , quanti dotti di ogni materia vomitarono la loro scienza negativa . Ma il caporale Mussolini aveva solamente bisogno di Fede , e una grande Fede aveva il popolo , il vero popolo , quello che in camicia nera discese nelle terre dell ' Africa orientale e in pochi mesi dopo alterne vicende cancellò dal novero degli Stati l ' Etiopia vassalla e barbara , per segnare il sorgere di un grande Impero . Il caporale Mussolini pensò , preparò e vinse la più grande guerra coloniale non mai prima d ' allora combattuta . Tutte le mistificazioni personalistiche di piccoli uomini tentarono acrobaticamente di insinuare il tecnicismo fallito dei soliti miti , non accettati del resto ormai più da nessuno . Ma il popolo italiano seppe e sa perfettamente che il Condottiero unico e solo della guerra vittoriosa per la conquista dell ' Impero è stato il Duce , il caporale Mussolini . Ma il dado era tratto . L ' Impero nuovo era tanto effettivo e promettente che tutto il vecchio mondo capitalistico e plutocratico preparò e iniziò una vera e propria guerra di affamamento , di minacce e infine di ingerenza avversa sul mare vitale per la nostra penisola . Il Duce nuovamente solo non posa la spada ma combatte e vince la sua seconda guerra , nella quale fu ancora l ' unico a credere e a operare fermamente e decisamente per la vittoria . Anche nella guerra per la redenzione della Spagna , il Duce comandò con lo spirito realistico e positivo del caporale del Carso una guerra dura che i soliti Saloni davano per lunga e logorante . Il caporale Mussolini portò le armi vittoriose nei centri vitali della Spagna e consegnò al Caudillo una nazione libera , unita e indipendente , illuminata dalle sue tradizionali insegne giallo - oro . E poi ancora è il caporale Mussolini che sbarca a Valona e a Durazzo i contingenti di occupazione dell ' Albania , liberando il popolo skipetaro dal giogo feudale di Zog . Oggi non v ' è dubbio , è ancora il caporale Mussolini che scende in mezzo al suo popolo in grigioverde , lo riconosce , lo rivede come allora tra le doline dai nomi che identificarono poi storiche battaglie e monumentali cimiteri . Il caporale Mussolini aveva lasciato la cura e la preparazione del suo popolo in grigioverde ai suoi collaboratori . Oggi torna il Duce a fissare negli occhi i suoi soldati . Tutti hanno creduto , tutti credono fermamente in Lui , in Lui solo , il Capo di tutte le vittorie , perché anche la guerra del 1915 fu da lui voluta e fu vinta . Il genio di Mussolini sfolgora . La volontà del condottiero è la parola d ' ordine che il soldato ripete al soldato , e il cannone ripete al cannone . Il Duce ha silenziosamente e da solo preparato la vittoria nella quale il popolo in particolare crede fermamente ...
PROFUMI ( - , 1941 )
StampaPeriodica ,
Nelle vetrinette agghindate ed eternamente illuminate di certi grandi alberghi , tanto per dirne un paio , l ' Ambasciatori di Roma e il Gallia di Milano tra altre favolose schifezze , si può aver l ' offesa di notare minuscole bottigliette di profumo , per esempio l ' Arabesque di una certa Casa Guerlaine dal prezzo di lire 560 ( cinque centosessanta ) o giù di lì . Quel profumo rivelerà le carogne .
ProsaGiuridica ,
Vittorio Emanuele III per Grazia di Dio e per la Volontà della Nazione Re d ' Italia Imperatore d ' Etiopia Ritenuta la necessità urgente ed assoluta di provvedere ; Visto l ' art . 3 , n . 2 , della legge 31 gennaio 1926-IV , n . 100; Sentito il Consiglio dei Ministri ; Sulla proposta del Duce , Primo Ministro Segretario di Stato , Ministro Segretario di Stato per l ' interno ; Abbiamo decretato e decretiamo : Art . 1 . Dalla data di pubblicazione del presente decreto - legge è vietato agli stranieri ebrei di fissare stabile dimore nel Regno , in Libia e nei Possedimenti dell ' Egeo . Art . 2 . Agli effetti del presente decreto - legge è considerato ebreo colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica , anche se egli professi religione diversa da quella ebraica . Art . 3 . Le concessioni di cittadinanza italiana comunque fatte a stranieri ebrei posteriormente al 1 gennaio 1919 s ' intendono ad ogni effetto revocate . Art . 4 . Gli stranieri ebrei che , alla data di pubblicazione del presente decreto - legge , si trovino nel Regno , in Libia e nei Possedimenti dell ' Egeo e che vi abbiano iniziato il loro soggiorno posteriormente al 1 gennaio 1919 , debbono lasciare il territorio del Regno , della Libia e dei Possedimenti dell ' Egeo , entro sei mesi dalla data di pubblicazione del presente decreto . Coloro che non avranno ottemperato a tale obbligo entro il termine suddetto saranno espulsi dal Regno a norma dell ' art . 150 del testo unico delle leggi di P.S. , previa l ' applicazione delle pene stabilite dalla legge . Art . 5 . Le controversie che potessero sorgere nell ' applicazione del presente decreto - legge saranno risolte , caso per caso , con decreto del Ministro per l ' interno , emesso di concerto con i Ministri eventualmente interessati . Tale decreto non è soggetto ad alcun gravame nè in via amministrativa , nè in via giurisdizionale . Il presente decreto entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e sarà presentato al Parlamento per la conversione in legge . Il Duce , Ministro per l ' interno , proponente , è autorizzato a presentare il relativo disegno di legge . Ordiniamo che il presente decreto , munito del sigillo dello Stato , sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d ' Italia , mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare . Dato a San Rossore , addì 7 settembre 1938-Anno XVI Vittorio Emanuele Mussolini Visto il Guardasigilli : Solmi
StampaQuotidiana ,
Iersera al teatro Ariosto , indetto dal gruppo nazionalista aveva luogo un comizio privato , oratore l ' on . Battisti . Mentre gli invitati affluivano numerosi alla conferenza , la piazza del teatro si gremiva di folla ostile il cui atteggiamento divenne minaccioso . La truppa , manovrante per tirare i cordoni , venne fatta segno a fitta sassaiuola che colpì carabinieri ed agenti di P . S . nonché il delegato di P . S . Parisi e il maggiore dei carabinieri , quest ' ultimo in modo grave . Un gruppo di carabinieri , preso di mira nell ' atto che cercava di allontanare dalla piazza un commilitone ferito , fece fuoco . Si deplorano nella folla un morto e cinque feriti dei quali uno è deceduto nella notte : della forza pubblica oltre gli ufficiali indicati , tre carabinieri furono feriti ed undici contusi . Delle guardie di città due furono ferite e due contuse .
StampaQuotidiana ,
È circolata da pochi giorni la voce , sebbene in una ristretta cerchia di persone , di ingenti truffe , commesse nella nostra città da una bella quanto furba avventuriera francese , delle quali sarebbero rimaste vittime cospicui personaggi , dell ' uno e dell ' altro sesso , appartenenti ai più alti gradi sociali . A mezzo il maggio dell ' anno scorso , capitarono qui , non si sa di dove , due eleganti straniere , dall ' aria molto distinta e , su per giù , della medesima età , le quali presero alloggio nella casa al n . 3 di via Mura delle Cattive , di proprietà del cav . Tagliavia , che misero su con grande lusso di arredamento . Le due signore , entrambe bionde , che dicevano di essere parigine , si qualificarono una per Isabella Maria Margherita Miloska , l ' altra semplicemente per Théodosie Monel . Di lì a poco che si furono installate nel quartiere da loro preso a pigione , su per i giornali cittadini apparvero degli avvisi , tanto suggestivi nella loro laconicità , con i quali Madama Miloska , famosa chiromante , si offriva di predire l ' avvenire alle persone che avessero avuto desiderio di conoscerlo , mercé il compenso di cinque lire . Da quel momento , nella loro casa , ch ' era apparsa solitaria e pur circondata da una aureola d ' impenetrabile mistero , si determinò un via vai di persone , dall ' aria trepida e circospetta , da principio limitato , ma che a mano a mano andava assumendo proporzioni addirittura impressionanti . Non vi era ora del giorno nella quale sotto quella casa non si vedessero stazionare carrozze ed automobili signorili ; eccezion fatta del mercoledì , giorno nel quale , perché da lei ritenuto nefasto , madama Miloska non teneva seduta . I clienti della famosa chiromante , i cui prodigi già volavano di bocca in bocca , appartenevano , per lo più , al sesso debole ; ma anche quello cosiddetto forte vi aveva una larga ed eletta rappresentanza ; e , mentre quello si componeva di donne dell ' aristocrazia e della più alta borghesia , in questo figuravano persino professori e magistrati ! Madama Miloska , bella , dagli occhi azzurri , con una carnagione meravigliosa , la voce incantevole , oltre che alla suggestione in lei proveniente dalle sue arti misteriose , esercitava sulle clienti , e più sui clienti , un fascino irresistibile ; conscia delle debolezze e dei dolori dell ' anima umana , sapeva , con arte squisita e ad un tempo terribile , coltivarli ed addolcirli . Chi aveva un desiderio da raggiungere , un sogno da realizzare , un dolore da abolire , un male da guarire , in madama Miloska trovava la sicura via per conseguire le proprie aspirazioni ; ma non tutti i presagi della chiromante riuscivano lieti ; fra quelli rosei , promettenti la vincita di una quaterna al lotto o il ritorno alla famiglia del marito traviato , qualcuno ne sortiva terribilmente nero e spaventevole . Si afferma , al riguardo di una grande donna della nostra aristocrazia , ben nota nei più alti circoli , che , avendo avuto predetti non sappiamo quali funesti avvenimenti , fosse stata trasportata nel proprio palazzo in un grave accesso di convulsione . Per contro , ad una distinta signora , osservandole la palma della mano , ebbe profeticamente a dire : « Io vi scorgo una pianta , dalla quale sortiranno sicuramente quattro numeri . Coltiverò questa pianta , i cui germogli saranno la vostra ricchezza ma essi non potranno spuntare prima del 916 » . La signora , da quel momento , cominciò a credersi milionaria ; e , nella certezza della propria illusione , si dette a fare regali a diritta e a manca , ai propri congiunti . Ma i miracoli , perchè madama Miloska potesse operarli , bisognava che fossero agevoli per via di certe operazioni sopra oggetti personali di chi li invocava . Tali oggetti , si intende , dovevano essere preziosi , preferibilmente brillanti , e servivano a madama per talismanarli . In che cosa consistesse tale operazione , nessuno sa : ma certo è che , a quella guisa che senza denaro non si canta messa , senza ... brillanti non si potevano ottenere miracoli , almeno da madama Miloska . Ella , da prima , se li faceva consegnare ad uno ad uno , li talismanava e li riconsegnava ; ma appresso , la talismanazione dovendo essere collettiva , se li faceva ridare tutti in una volta . In questo modo , semplice e pur sciocco , madama Miloska , oltre a molti danari , strappati alle clienti con le sue altre subdole arti , era venuta in possesso di una grande quantità di gioielli formanti addirittura un tesoro . Le signore andavano e venivano dalla di lei casa , le loro automobili vi rombavano a basso , vi scalpitavano i cavalli delle carrozze , ma il miracolo non era ancora maturo ; il miracolo , per tutto in una volta , si compì il giorno 2 di questo mese e , precisamente , perché la data non ne potesse essere scordata , il Venerdì Santo . Quando , quel triste e pur fatale giorno , le fervide clienti e i non meno fervidi clienti della miracolosa , bella , suggestiva , sempre giovane chiromante , andarono come di consueto al n . 3 di via Mura delle Cattive , trovarono ohimè , che madama Miloska era fuggita , portando seco i loro gioielli . Non è a dire l ' amara delusione provata , forse più grande del dolore pel danno patito ; ma nessuna e nessuno per allora parlò . Ora , però , che la coscienza della truffa patita è penetrata in tutti , le denuncie contro la fuggitiva madama Miloska sono cominciate a fioccare sul tavolo del procuratore del Re . Sino a ieri solo , se le nostre informazioni sono esatte , egli ne aveva ricevute sei ; ma molte e molte altre ancora se ne aspetta .
StampaQuotidiana ,
Alle 8,15 il ministro della guerra , generale Zupelli , si è recato al Quirinale , dove è stato ricevuto dal Re . Il colloquio tra il Sovrano ed il Ministro è durato sino alle 8,30 . Alle 8,15 è entrato alla Consulta l ' on . Sonnino . Alle 9,15 vi si è recato il presidente del Consiglio on . Salandra . Alle 10 è giunto alla Consulta il solito segretario del principe di Bülow , latore di una lettera . Alle 10,15 il Presidente del Consiglio ed il Ministro degli Esteri , che attendevano evidentemente la comunicazione dell ' ambasciatore di Germania , hanno lasciato la Consulta e si sono recati al Consiglio dei ministri , che si è riunito subito a palazzo Braschi . La riunione dei ministri è durata fino alle 12,30 . La presidenza del Consiglio non ha ritenuto opportuno , come ha sempre fatto sino ad oggi , di distribuire il comunicato alla stampa . Questa omissione del comunicato è giudicata un sintomo grave . Il governo si dice non ha diramato il consueto comunicato perché si riserva di far conoscere al paese le risoluzioni prese , per mezzo di un comunicato ufficiale , che sarà trasmesso dalla « Stefani » . I circoli giornalistici sono dunque completamente all ' oscuro di qualsiasi preciso dato di fatto . Per due volte si è diffusa la voce della partenza di Bülow , che è stata subito smentita . Tale voce ha avuto origine dal fatto che ieri l ' ambasciatore straordinario del Kaiser , che ha a Roma tanti amici nel mondo politico e nell ' aristocrazia , ha inviato numerose carte di visita per congedo , nelle quali il principe si scusa di non poter porgere personalmente i saluti e dichiara esplicitamente che la sua missione è finita . Intanto continua sempre l ' esodo dei sudditi tedeschi e austriaci .