StampaPeriodica ,
Ormai
la
polemica
sulla
razza
condotta
dagli
organi
ufficiali
cattolici
è
uscita
dai
binari
delle
elucubrazioni
teoriche
per
entrare
in
una
vera
e
propria
fase
di
propaganda
antifascista
.
Non
vi
è
ormai
più
alcuna
differenza
tra
gli
atteggiamenti
e
lo
stile
del
famigerato
don
Sturzo
e
quanto
alcuni
altissimi
prelati
hanno
creduto
di
poter
impunemente
dire
o
fare
in
questi
ultimi
tempi
.
E
il
più
vile
tradimento
viene
perpetrato
proprio
da
quello
stupido
e
zelante
clero
minore
che
con
spirito
carrieristico
aggrava
maggiormente
uno
stato
insostenibile
di
cose
.
Non
erano
forse
gli
stessi
pulpiti
,
gli
stessi
altari
quelli
dinanzi
ai
quali
le
camicie
nere
e
i
legionari
genuflessi
hanno
ascoltato
la
preghiera
e
ricevuta
la
benedizione
prima
di
partire
verso
il
supremo
sacrificio
per
difendere
la
Chiesa
e
il
Cattolicesimo
contro
il
bolscevismo
che
ha
ripreso
a
crocefiggere
i
prelati
?
Ebbene
quegli
stessi
pulpiti
e
quegli
stessi
altari
risuonano
oggi
delle
più
insinuose
menzogne
intese
ad
avvelenare
le
coscienze
dei
semplici
.
Non
si
può
quindi
impunemente
trincerarsi
dietro
finzioni
dottrinarie
che
trovano
sempre
la
loro
pratica
esplicazione
non
già
in
una
attività
solamente
antirazzistica
ma
sostanzialmente
antiromana
e
antifascista
...
Sia
detto
una
volta
per
sempre
che
il
problema
della
razza
è
un
inderogabile
imperativo
categorico
della
Rivoluzione
fascista
,
che
è
e
deve
essere
.
Tale
imperativo
non
ha
inciso
,
né
deve
incidere
sulla
coscienza
cattolica
degli
italiani
.
Perciò
fare
dell
'
antirazzismo
diretto
oppure
fare
delle
ibride
e
false
confusioni
tra
razzismo
fascista
e
altri
razzismi
perché
combattendo
quelli
si
può
combattere
il
primo
,
significa
essere
antifascisti
.
E
siccome
la
rivoluzione
ha
liquidato
don
Sturzo
e
i
suoi
indegni
proseliti
col
manganello
e
con
l
'
olio
di
ricino
,
non
ci
rimane
che
concludere
con
un
memento
a
tutti
gli
sturziani
che
credessero
di
poter
rinascere
nientemeno
che
nell
'
anno
diciassettesimo
dell
'
Era
Fascista
.
StampaPeriodica ,
Quando
il
Fascismo
rivelò
la
sua
forza
,
notammo
nella
Massoneria
due
tendenze
,
l
'
una
dissidente
,
l
'
altra
carezzevole
.
Il
rito
simbolico
si
accorse
ben
presto
che
il
novello
spirito
contrastava
alle
sue
viete
formule
,
e
non
indugiò
a
spiegare
la
più
acerba
ostilità
.
Il
rito
scozzese
invece
parve
si
volesse
fregiare
dello
scudetto
fascista
.
L
'
una
e
l
'
altra
,
però
,
con
espedienti
diversi
,
tentavano
di
attirare
nell
'
orbita
massonica
questa
fresca
energia
per
assorbirla
,
come
avevan
fatto
di
altre
istituzioni
,
della
Croce
Rossa
,
della
Dante
Alighieri
efinalmente
di
quel
Partito
Popolare
che
fu
servo
della
Massoneria
in
Parlamento
;
epoi
fedelmente
l
'
accompagnò
fin
sull
'
Aventino
.
Palazzo
Giustiniani
ostentò
,
come
sempre
,
onnipotenza
;
non
volle
dar
segno
di
debolezza
,
chiamò
a
raccolta
i
suoi
quotidiani
a
gridare
allo
scandalo
delle
libertà
conculcate
,
della
lesa
costituzione
,
e
mobilitò
le
consorelle
straniere
per
protestare
contro
il
risoluto
e
sprezzante
innovatore
.
L
'
altra
parte
,
quella
di
Piazza
del
Gesù
,
usò
tattica
differente
.
Sperò
a
lungo
,
blandì
a
lungo
,
strisciò
a
lungo
,
e
,
ricordando
la
sua
origine
britannica
,
e
gli
interessi
che
l
'
Italia
avrebbe
dovuto
liquidare
con
l
'
Inghilterra
e
con
l
'
America
inglese
,
pensò
che
il
Duce
ne
avrebbe
ambite
le
grazie
.
N
'
ebbe
invece
un
reciso
rifiuto
,
né
per
tanto
si
corrucciò
,
anzi
continuò
a
simulare
la
sua
affabilità
,
come
il
buffone
delle
antiche
Corti
,
che
ghignava
alle
scherzose
ma
doloranti
scudisciate
del
suo
Signore
.
Ma
qualunque
sia
il
rito
e
la
forma
,
la
Massoneria
è
un
corpo
solo
,
un
'
anima
sola
,
ha
una
sola
origine
,
una
sola
tendenza
;
e
tra
Massoneria
e
Fascismo
vi
è
non
soltanto
incompatibilità
,
ma
antitesi
,
contraddizione
...
ProsaGiuridica ,
Il
Gran
Consiglio
del
Fascismo
,
in
seguito
alla
conquista
dell
'
Impero
,
dichiara
l
'
attualità
urgente
dei
problemi
razziali
e
la
necessità
di
una
coscienza
razziale
.
Ricorda
che
il
Fascismo
ha
svolto
da
sedici
anni
e
svolge
un
'
attività
positiva
,
diretta
al
miglioramento
quantitativo
e
qualitativo
della
razza
italiana
,
miglioramento
che
potrebbe
essere
gravemente
compromesso
,
con
conseguenze
politiche
incalcolabili
,
da
incroci
e
imbastardimenti
.
Il
problema
ebraico
non
è
che
l
'
aspetto
metropolitano
di
un
problema
di
carattere
generale
.
Il
Gran
Consiglio
del
Fascismo
stabilisce
:
a
)
il
divieto
di
matrimoni
di
italiani
e
italiane
con
elementi
appartenenti
alle
razze
camita
,
semita
e
altre
razze
non
ariane
;
b
)
il
divieto
per
i
dipendenti
dello
Stato
e
da
Enti
pubblici
-
personale
civile
e
militare
-
di
contrarre
matrimonio
con
donne
straniere
di
qualsiasi
razza
;
c
)
il
matrimonio
di
italiani
e
italiane
con
stranieri
,
anche
di
razze
ariane
,
dovrà
avere
il
preventivo
consenso
del
Ministero
dell
'
Interno
;
d
)
dovranno
essere
rafforzate
le
misure
contro
chi
attenta
al
prestigio
della
razza
nei
territori
dell
'
Impero
.
Ebrei
ed
ebraismo
Il
Gran
Consiglio
del
Fascismo
ricorda
che
l
'
ebraismo
mondiale
,
specie
dopo
l
'
abolizione
della
massoneria
,
è
stato
l
'
animatore
dell
'
antifascismo
in
tutti
i
campi
e
che
l
'
ebraismo
estero
o
italiano
fuoriuscitoè
stato
,
in
taluni
periodi
culminanti
come
nel
1924/25
e
durante
la
guerra
etiopica
unanimemente
ostile
al
fascismo
.
L
'
immigrazione
di
elementi
stranieri
,
accentuatasi
fortemente
dal
1933
in
poi
,
ha
peggiorato
lo
stato
d
'
animo
degli
ebrei
italiani
,
nei
confronti
del
regime
,
non
accettato
sinceramente
,
poiché
antitetico
a
quella
che
è
la
psicologia
,
la
politica
,
l
'
internazionalismo
d
'
Israele
.
Tutte
le
forze
antifasciste
fanno
capo
ad
elementi
ebrei
;
l
'
ebraismo
mondiale
è
,
in
Spagna
,
dalla
parte
dei
bolscevichi
di
Barcellona
.
Il
divieto
d
'
entrata
e
l
'
espulsione
degli
ebrei
stranieri
Il
Gran
Consiglio
del
Fascismo
ritiene
che
la
legge
concernente
il
divieto
d
'
ingresso
nel
Regno
,
degli
ebrei
stranieri
,
non
poteva
più
oltre
essere
ritardata
,
e
che
l
'
espulsione
degli
indesiderabili
,
secondo
il
termine
messo
in
voga
e
applicato
dalle
grandi
democrazie
,
è
indispensabile
.
Il
Gran
Consiglio
del
Fascismo
decide
che
oltre
ai
casi
singolarmente
controversi
che
saranno
sottoposti
all
'
esame
dell
'
apposita
commissione
del
Ministero
dell
'
Interno
,
non
sia
applicata
l
'
espulsione
nei
riguardi
degli
ebrei
stranieri
i
quali
:
a
)
Abbiano
un
'
età
superiore
agli
anni
65;
b
)
Abbiano
contratto
un
matrimonio
misto
italiano
prima
del
1°
ottobre
XVI
.
Ebrei
di
cittadinanza
italiana
Il
Gran
Consiglio
del
Fascismo
,
circa
l
'
appartenenza
o
meno
alla
razza
ebraica
,
stabilisce
quanto
segue
:
a
)
E
'
di
razza
ebraica
colui
che
nasce
da
genitori
entrambi
ebrei
;
b
)
E
'
considerato
di
razza
ebraica
colui
che
nasce
da
padre
ebreo
e
da
madre
di
nazionalità
straniera
;
c
)
E
'
considerato
di
razza
ebraica
colui
che
,
pur
essendo
nato
da
un
matrimonio
misto
,
professa
la
religione
ebraica
;
d
)
Non
è
considerato
di
razza
ebraica
colui
che
è
nato
da
un
matrimonio
misto
,
qualora
professi
altra
religione
all
'
infuori
della
ebraica
,
alla
data
del
1°
ottobre
XVI
.
Discriminazione
fra
gli
ebrei
di
cittadinanza
italiana
Nessuna
discriminazione
sarà
applicata
,
escluso
in
ogni
caso
l
'
insegnamento
nelle
scuole
di
ogni
ordine
e
grado
,
nei
confronti
di
ebrei
di
cittadinanza
italiana
,
quando
non
abbiano
per
altri
motivi
demeritato
,
i
quali
appartengono
a
:
1
)
Famiglie
di
Caduti
nelle
quattro
guerre
sostenute
dall
'
Italia
in
questo
secolo
;
libica
,
mondiale
,
etiopica
,
spagnola
;
2
)
Famiglie
dei
volontari
di
guerra
nelle
guerre
libica
,
mondiale
,
etiopica
,
spagnola
;
3
)
Famiglie
di
combattenti
delle
guerre
libica
,
mondiale
,
etiopica
,
spagnola
,
insigniti
della
croce
al
merito
di
guerra
;
4
)
Famiglie
dei
Caduti
per
la
Causa
fascista
;
5
)
Famiglie
dei
mutilati
,
invalidi
,
feriti
della
Causa
fascista
;
6
)
Famiglie
di
Fascisti
iscritti
al
Partito
negli
anni
19-
20-
21-
22
e
nel
secondo
semestre
del
24
e
famiglie
di
legionari
fiumani
.
7
)
Famiglie
aventi
eccezionali
benemerenze
che
saranno
accertate
da
apposita
commissione
.
Gli
altri
ebrei
I
cittadini
italiani
di
razza
ebraica
,
non
appartenenti
alle
suddette
categorie
,
nell
'
attesa
di
una
nuova
legge
concernente
l
'
acquisto
della
cittadinanza
italiana
,
non
potranno
:
a
)
Essere
iscritti
al
Partito
Nazionale
Fascista
;
b
)
Essere
possessori
o
dirigenti
di
aziende
di
qualsiasi
natura
che
impieghino
cento
o
più
persone
;
c
)
Essere
possessori
di
oltre
cinquanta
ettari
di
terreno
;
d
)
Prestare
servizio
militare
in
pace
e
in
guerra
.
L
'
esercizio
delle
professioni
sarà
oggetto
di
ulteriori
provvedimenti
.
Il
Gran
Consiglio
del
Fascismo
decide
inoltre
:
1
)
Che
agli
ebrei
allontanati
dagli
impieghi
pubblici
sia
riconosciuto
il
normale
diritto
di
pensione
;
2
)
Che
ogni
forma
di
pressione
sugli
ebrei
,
per
ottenere
abiure
,
sia
rigorosamente
repressa
;
3
)
Che
nulla
si
innovi
per
quanto
riguarda
il
libero
esercizio
del
culto
e
l
'
attività
delle
comunità
ebraiche
secondo
le
leggi
vigenti
;
4
)
Che
,
insieme
alle
scuole
elementari
,
si
consenta
l
'
istituzione
di
scuole
medie
per
ebrei
.
Immigrazione
di
ebrei
in
Etiopia
Il
Gran
Consiglio
del
Fascismo
non
esclude
la
possibilità
di
concedere
,
anche
per
deviare
la
immigrazione
ebraica
dalla
Palestina
,
una
controllata
immigrazione
di
ebrei
europei
in
qualche
zona
dell
'
Etiopia
.
Questa
eventuale
e
le
altre
condizioni
fatte
agli
ebrei
,
potranno
essere
annullate
o
aggravate
a
seconda
dell
'
atteggiamento
che
l
'
ebraismo
assumerà
nei
riguardi
dell
'
Italia
fascista
.
Cattedre
di
razzismo
Il
Gran
Consiglio
del
Fascismo
prende
atto
con
soddisfazione
che
il
Ministro
dell
'
Educazione
Nazionale
ha
istituito
cattedre
di
studi
sulla
razza
nelle
principali
Università
del
Regno
.
Alle
camicie
nere
Il
Gran
Consiglio
del
Fascismo
,
mentre
nota
che
il
complesso
dei
problemi
razziali
ha
suscitato
un
interesse
eccezionale
nel
popolo
italiano
,
annuncia
ai
fascisti
che
le
direttive
del
partito
in
materia
sono
da
considerarsi
fondamentali
e
impegnative
per
tutti
e
che
alle
direttive
del
gran
consiglio
devono
ispirarsi
le
leggi
che
saranno
sollecitamente
preparate
dai
singoli
ministri
.
StampaPeriodica ,
Vent
'
anni
di
lotta
e
di
battaglie
!
Vent
'
anni
di
glorie
!
Il
Fascismo
sta
creando
una
nuova
Europa
.
Il
23
marzo
del
1919
ha
detto
il
Duce
agli
Squadristi
radunati
a
Roma
noi
innalzammo
la
bandiera
nera
della
Rivoluzione
fascista
,
anticipatrice
del
rinnovamento
europeo
.
Attorno
a
questa
bandiera
si
raccolsero
le
vostre
Squadre
,
formate
da
veterani
delle
trincee
e
da
giovanissimi
,
decisi
tutti
a
marciare
contro
Governi
imbelli
e
contro
teorie
orientali
dissolvitrici
per
liberare
il
popolo
dal
nefasto
influsso
del
mondo
ottantanovesco
.
Attorno
a
questa
bandiera
caddero
combattendo
da
eroi
,
nel
significato
più
romano
della
parola
,
migliaia
di
camerati
,
nelle
strade
e
nelle
piazze
d
'
Italia
,
in
terra
d
'
Africa
e
di
Spagna
,
camerati
di
cui
la
memoria
è
sempre
viva
e
presente
nei
nostri
cuori
...
Può
darsi
che
qualcuno
nel
frattempo
si
sia
posto
a
sedere
,
ma
gli
uomini
delle
Squadre
sono
in
piedi
,
pronti
a
imbracciare
il
moschetto
,
a
saltare
sul
camion
,
come
facevate
nelle
spedizioni
di
un
tempo
.
L
'
uomo
delle
Squadre
dice
a
colui
che
si
attarda
dietro
le
persiane
che
la
Rivoluzione
non
è
finita
,
ma
,
dal
punto
di
vista
del
costume
,
del
carattere
,
delle
distanze
sociali
,
è
appena
incominciata
.
E
il
grande
colloquio
del
Duce
con
gli
uomini
della
sua
fede
così
continuava
,
con
una
travolgente
,
infiammata
coralità
:
Desiderate
degli
onori
?
Delle
ricompense
?
La
vita
comoda
?
Esiste
per
voi
l
'
impossibile
?
Ad
ogni
schiettissimo
"
no
"
che
si
alzava
dalla
massa
nera
,
ad
ogni
"
no
"
della
"
Carta
del
lavoro
"
ha
il
suo
più
insigne
monumento
giuridico
:
esse
rispecchiano
la
disciplinata
e
consapevole
vita
nazionale
.
Educato
il
suo
popolo
e
richiamatone
lo
spirito
alle
alte
idealità
per
cui
è
bello
combattere
e
sacrificarsi
,
l
'
Italia
ha
dimostrato
al
mondo
quanto
valgano
le
virtù
civili
contro
un
assedio
economico
,
mentre
,
con
la
compiuta
maturità
politica
e
nazionale
,
la
concezione
anti
-
borghese
della
vita
ha
avuta
la
sua
consacrazione
sui
campi
di
battaglia
d
'
Africa
e
di
Spagna
.
Gli
avversari
d
'
oltre
Alpe
dovrebbero
infine
comprendere
che
l
'
Impero
non
si
tonda
né
sull
'
ambizione
dittatoriale
(
come
in
Napoleone
)
,
né
soltanto
sulla
forza
economica
,
ma
innanzi
tutto
sulla
salda
coscienza
dell
'
intero
popolo
,
e
che
è
stato
un
gravissimo
errore
rifiutare
le
amichevoli
e
sincere
condizioni
di
pace
da
Mussolini
spesso
offerte
con
sapienza
e
generosità
veramente
latine
,
poiché
le
rivendicazioni
italiane
,
che
non
sono
soltanto
d
'
ordine
economico
ma
anche
morali
e
storiche
,
sono
sorrette
dalla
coscienza
imperiale
del
nuovo
popolo
romano
.
Questo
Impero
italiano
è
tale
da
superare
uomini
ed
eventi
ostili
,
perché
sopratutto
fondato
su
basi
etiche
:
ma
Roma
ha
provato
già
di
potere
con
le
sue
legioni
liberare
i
popoli
da
false
ideologie
o
da
egoistici
interessi
,
qualora
il
suo
monito
non
venisse
compreso
,
come
ha
già
tatto
in
Spagna
ed
Albania
.
StampaPeriodica ,
Quando
il
23
marzo
1919
il
caporale
Mussolini
chiamò
intorno
a
sé
i
suoi
fedelissimi
per
riunire
in
Fasci
di
azione
tutti
gli
interventisti
'
intervenuti
,
già
si
sviluppava
quell
'
idea
imperiale
che
doveva
poi
divenire
realtà
storica
appena
le
generazioni
del
Littorio
fossero
state
in
grado
di
prendere
le
armi
.
Era
il
caporale
del
Carso
che
,
dopo
aver
vanamente
inchiodato
al
posto
delle
rispettive
responsabilità
i
diplomatici
in
marsina
e
i
comandanti
indorati
,
prendeva
decisamente
il
comando
della
reazione
armata
e
riportava
a
Roma
la
vittoria
mutilata
a
Versaglia
.
Il
caporale
aveva
intuito
,
combattuto
e
debellato
l
'
insidioso
nemico
che
generali
,
ministri
e
ambasciatori
avevano
invece
ingenuamente
servito
.
il
caporale
Mussolini
divenne
Duce
della
Rivoluzione
e
portò
al
Re
l
'
Italia
di
Vittorio
Veneto
,
quell
'
Italia
che
il
tradimento
e
la
neghittosità
dei
governanti
avevano
umiliata
e
divisa
.
Duce
fu
e
Duce
è
nel
suo
pieno
splendore
il
caporale
dei
bersaglieri
che
ha
udito
le
parole
sincere
e
ha
veduto
i
gesti
sublimi
del
popolo
in
guerra
,
macerato
negli
interminabili
addiacci
sulle
pietraie
sanguinose
del
Carso
.
Ma
il
caporale
Mussolini
aveva
nel
sangue
il
bastone
di
Maresciallo
,
perché
la
Rivoluzione
studiò
,
preparò
,
accese
e
animò
fino
a
renderla
un
costante
moto
di
rinnovamento
individuale
e
collettivo
del
popolo
italiano
.
il
popolo
senti
e
amò
,
nel
caporale
del
Carso
,
l
'
uomo
uscito
dalla
passione
indimenticabile
di
una
povera
casa
,
dove
al
fuoco
dell
'
officina
avita
le
braccia
devono
formare
le
fortune
della
famiglia
.
E
il
popolo
segui
il
muratore
,
il
maestro
,
l
'
operaio
e
infine
il
giornalista
,
perché
senti
che
in
Lui
era
l
'
anima
e
la
volontà
di
tutti
,
perché
in
Lui
era
la
fatale
certezza
di
vittoria
.
Per
questo
la
Fede
dei
credenti
si
alimentò
per
il
Duce
prima
ancora
che
per
l
'
Idea
,
così
come
gli
uomini
credettero
in
Cristo
e
lo
amarono
prima
ancora
di
credere
e
amare
la
sua
Idea
.
Il
Duce
della
Rivoluzione
ebbe
veramente
e
totalitariamente
in
pugno
i
destini
della
Nazione
perché
tutto
il
popolo
si
è
sentito
identificato
in
Lui
,
espressione
genuina
di
popolo
,
perché
tutti
i
credenti
che
combatterono
nella
guerra
e
nella
Rivoluzione
videro
Lui
lottare
contro
il
nemico
di
fuori
e
di
dentro
scendendo
in
campo
aperto
con
l
'
armi
in
pugno
e
offrendo
alla
Patria
anche
parte
della
sua
carne
.
Sotto
gli
umili
segni
del
caporale
palpitò
il
grande
sogno
.
La
guerra
preparò
la
Rivoluzione
e
la
Rivoluzione
l
'
Impero
.
l
'
Impero
divenne
realtà
solo
perché
il
caporale
Mussolini
contro
tutti
gli
avversi
vaticini
credette
fermamente
nella
rapida
e
inesorabile
vittoria
delle
armi
fasciste
.
Quante
cornacchie
gracidarono
allora
,
quanti
amici
si
allontanarono
,
quanti
dotti
di
ogni
materia
vomitarono
la
loro
scienza
negativa
.
Ma
il
caporale
Mussolini
aveva
solamente
bisogno
di
Fede
,
e
una
grande
Fede
aveva
il
popolo
,
il
vero
popolo
,
quello
che
in
camicia
nera
discese
nelle
terre
dell
'
Africa
orientale
e
in
pochi
mesi
dopo
alterne
vicende
cancellò
dal
novero
degli
Stati
l
'
Etiopia
vassalla
e
barbara
,
per
segnare
il
sorgere
di
un
grande
Impero
.
Il
caporale
Mussolini
pensò
,
preparò
e
vinse
la
più
grande
guerra
coloniale
non
mai
prima
d
'
allora
combattuta
.
Tutte
le
mistificazioni
personalistiche
di
piccoli
uomini
tentarono
acrobaticamente
di
insinuare
il
tecnicismo
fallito
dei
soliti
miti
,
non
accettati
del
resto
ormai
più
da
nessuno
.
Ma
il
popolo
italiano
seppe
e
sa
perfettamente
che
il
Condottiero
unico
e
solo
della
guerra
vittoriosa
per
la
conquista
dell
'
Impero
è
stato
il
Duce
,
il
caporale
Mussolini
.
Ma
il
dado
era
tratto
.
L
'
Impero
nuovo
era
tanto
effettivo
e
promettente
che
tutto
il
vecchio
mondo
capitalistico
e
plutocratico
preparò
e
iniziò
una
vera
e
propria
guerra
di
affamamento
,
di
minacce
e
infine
di
ingerenza
avversa
sul
mare
vitale
per
la
nostra
penisola
.
Il
Duce
nuovamente
solo
non
posa
la
spada
ma
combatte
e
vince
la
sua
seconda
guerra
,
nella
quale
fu
ancora
l
'
unico
a
credere
e
a
operare
fermamente
e
decisamente
per
la
vittoria
.
Anche
nella
guerra
per
la
redenzione
della
Spagna
,
il
Duce
comandò
con
lo
spirito
realistico
e
positivo
del
caporale
del
Carso
una
guerra
dura
che
i
soliti
Saloni
davano
per
lunga
e
logorante
.
Il
caporale
Mussolini
portò
le
armi
vittoriose
nei
centri
vitali
della
Spagna
e
consegnò
al
Caudillo
una
nazione
libera
,
unita
e
indipendente
,
illuminata
dalle
sue
tradizionali
insegne
giallo
-
oro
.
E
poi
ancora
è
il
caporale
Mussolini
che
sbarca
a
Valona
e
a
Durazzo
i
contingenti
di
occupazione
dell
'
Albania
,
liberando
il
popolo
skipetaro
dal
giogo
feudale
di
Zog
.
Oggi
non
v
'
è
dubbio
,
è
ancora
il
caporale
Mussolini
che
scende
in
mezzo
al
suo
popolo
in
grigioverde
,
lo
riconosce
,
lo
rivede
come
allora
tra
le
doline
dai
nomi
che
identificarono
poi
storiche
battaglie
e
monumentali
cimiteri
.
Il
caporale
Mussolini
aveva
lasciato
la
cura
e
la
preparazione
del
suo
popolo
in
grigioverde
ai
suoi
collaboratori
.
Oggi
torna
il
Duce
a
fissare
negli
occhi
i
suoi
soldati
.
Tutti
hanno
creduto
,
tutti
credono
fermamente
in
Lui
,
in
Lui
solo
,
il
Capo
di
tutte
le
vittorie
,
perché
anche
la
guerra
del
1915
fu
da
lui
voluta
e
fu
vinta
.
Il
genio
di
Mussolini
sfolgora
.
La
volontà
del
condottiero
è
la
parola
d
'
ordine
che
il
soldato
ripete
al
soldato
,
e
il
cannone
ripete
al
cannone
.
Il
Duce
ha
silenziosamente
e
da
solo
preparato
la
vittoria
nella
quale
il
popolo
in
particolare
crede
fermamente
...
StampaPeriodica ,
Nelle
vetrinette
agghindate
ed
eternamente
illuminate
di
certi
grandi
alberghi
,
tanto
per
dirne
un
paio
,
l
'
Ambasciatori
di
Roma
e
il
Gallia
di
Milano
tra
altre
favolose
schifezze
,
si
può
aver
l
'
offesa
di
notare
minuscole
bottigliette
di
profumo
,
per
esempio
l
'
Arabesque
di
una
certa
Casa
Guerlaine
dal
prezzo
di
lire
560
(
cinque
centosessanta
)
o
giù
di
lì
.
Quel
profumo
rivelerà
le
carogne
.
ProsaGiuridica ,
Vittorio
Emanuele
III
per
Grazia
di
Dio
e
per
la
Volontà
della
Nazione
Re
d
'
Italia
Imperatore
d
'
Etiopia
Ritenuta
la
necessità
urgente
ed
assoluta
di
provvedere
;
Visto
l
'
art
.
3
,
n
.
2
,
della
legge
31
gennaio
1926-IV
,
n
.
100;
Sentito
il
Consiglio
dei
Ministri
;
Sulla
proposta
del
Duce
,
Primo
Ministro
Segretario
di
Stato
,
Ministro
Segretario
di
Stato
per
l
'
interno
;
Abbiamo
decretato
e
decretiamo
:
Art
.
1
.
Dalla
data
di
pubblicazione
del
presente
decreto
-
legge
è
vietato
agli
stranieri
ebrei
di
fissare
stabile
dimore
nel
Regno
,
in
Libia
e
nei
Possedimenti
dell
'
Egeo
.
Art
.
2
.
Agli
effetti
del
presente
decreto
-
legge
è
considerato
ebreo
colui
che
è
nato
da
genitori
entrambi
di
razza
ebraica
,
anche
se
egli
professi
religione
diversa
da
quella
ebraica
.
Art
.
3
.
Le
concessioni
di
cittadinanza
italiana
comunque
fatte
a
stranieri
ebrei
posteriormente
al
1
gennaio
1919
s
'
intendono
ad
ogni
effetto
revocate
.
Art
.
4
.
Gli
stranieri
ebrei
che
,
alla
data
di
pubblicazione
del
presente
decreto
-
legge
,
si
trovino
nel
Regno
,
in
Libia
e
nei
Possedimenti
dell
'
Egeo
e
che
vi
abbiano
iniziato
il
loro
soggiorno
posteriormente
al
1
gennaio
1919
,
debbono
lasciare
il
territorio
del
Regno
,
della
Libia
e
dei
Possedimenti
dell
'
Egeo
,
entro
sei
mesi
dalla
data
di
pubblicazione
del
presente
decreto
.
Coloro
che
non
avranno
ottemperato
a
tale
obbligo
entro
il
termine
suddetto
saranno
espulsi
dal
Regno
a
norma
dell
'
art
.
150
del
testo
unico
delle
leggi
di
P.S.
,
previa
l
'
applicazione
delle
pene
stabilite
dalla
legge
.
Art
.
5
.
Le
controversie
che
potessero
sorgere
nell
'
applicazione
del
presente
decreto
-
legge
saranno
risolte
,
caso
per
caso
,
con
decreto
del
Ministro
per
l
'
interno
,
emesso
di
concerto
con
i
Ministri
eventualmente
interessati
.
Tale
decreto
non
è
soggetto
ad
alcun
gravame
nè
in
via
amministrativa
,
nè
in
via
giurisdizionale
.
Il
presente
decreto
entra
in
vigore
il
giorno
della
sua
pubblicazione
nella
Gazzetta
Ufficiale
e
sarà
presentato
al
Parlamento
per
la
conversione
in
legge
.
Il
Duce
,
Ministro
per
l
'
interno
,
proponente
,
è
autorizzato
a
presentare
il
relativo
disegno
di
legge
.
Ordiniamo
che
il
presente
decreto
,
munito
del
sigillo
dello
Stato
,
sia
inserto
nella
raccolta
ufficiale
delle
leggi
e
dei
decreti
del
Regno
d
'
Italia
,
mandando
a
chiunque
spetti
di
osservarlo
e
di
farlo
osservare
.
Dato
a
San
Rossore
,
addì
7
settembre
1938-Anno
XVI
Vittorio
Emanuele
Mussolini
Visto
il
Guardasigilli
:
Solmi
StampaQuotidiana ,
Iersera
al
teatro
Ariosto
,
indetto
dal
gruppo
nazionalista
aveva
luogo
un
comizio
privato
,
oratore
l
'
on
.
Battisti
.
Mentre
gli
invitati
affluivano
numerosi
alla
conferenza
,
la
piazza
del
teatro
si
gremiva
di
folla
ostile
il
cui
atteggiamento
divenne
minaccioso
.
La
truppa
,
manovrante
per
tirare
i
cordoni
,
venne
fatta
segno
a
fitta
sassaiuola
che
colpì
carabinieri
ed
agenti
di
P
.
S
.
nonché
il
delegato
di
P
.
S
.
Parisi
e
il
maggiore
dei
carabinieri
,
quest
'
ultimo
in
modo
grave
.
Un
gruppo
di
carabinieri
,
preso
di
mira
nell
'
atto
che
cercava
di
allontanare
dalla
piazza
un
commilitone
ferito
,
fece
fuoco
.
Si
deplorano
nella
folla
un
morto
e
cinque
feriti
dei
quali
uno
è
deceduto
nella
notte
:
della
forza
pubblica
oltre
gli
ufficiali
indicati
,
tre
carabinieri
furono
feriti
ed
undici
contusi
.
Delle
guardie
di
città
due
furono
ferite
e
due
contuse
.
StampaQuotidiana ,
È
circolata
da
pochi
giorni
la
voce
,
sebbene
in
una
ristretta
cerchia
di
persone
,
di
ingenti
truffe
,
commesse
nella
nostra
città
da
una
bella
quanto
furba
avventuriera
francese
,
delle
quali
sarebbero
rimaste
vittime
cospicui
personaggi
,
dell
'
uno
e
dell
'
altro
sesso
,
appartenenti
ai
più
alti
gradi
sociali
.
A
mezzo
il
maggio
dell
'
anno
scorso
,
capitarono
qui
,
non
si
sa
di
dove
,
due
eleganti
straniere
,
dall
'
aria
molto
distinta
e
,
su
per
giù
,
della
medesima
età
,
le
quali
presero
alloggio
nella
casa
al
n
.
3
di
via
Mura
delle
Cattive
,
di
proprietà
del
cav
.
Tagliavia
,
che
misero
su
con
grande
lusso
di
arredamento
.
Le
due
signore
,
entrambe
bionde
,
che
dicevano
di
essere
parigine
,
si
qualificarono
una
per
Isabella
Maria
Margherita
Miloska
,
l
'
altra
semplicemente
per
Théodosie
Monel
.
Di
lì
a
poco
che
si
furono
installate
nel
quartiere
da
loro
preso
a
pigione
,
su
per
i
giornali
cittadini
apparvero
degli
avvisi
,
tanto
suggestivi
nella
loro
laconicità
,
con
i
quali
Madama
Miloska
,
famosa
chiromante
,
si
offriva
di
predire
l
'
avvenire
alle
persone
che
avessero
avuto
desiderio
di
conoscerlo
,
mercé
il
compenso
di
cinque
lire
.
Da
quel
momento
,
nella
loro
casa
,
ch
'
era
apparsa
solitaria
e
pur
circondata
da
una
aureola
d
'
impenetrabile
mistero
,
si
determinò
un
via
vai
di
persone
,
dall
'
aria
trepida
e
circospetta
,
da
principio
limitato
,
ma
che
a
mano
a
mano
andava
assumendo
proporzioni
addirittura
impressionanti
.
Non
vi
era
ora
del
giorno
nella
quale
sotto
quella
casa
non
si
vedessero
stazionare
carrozze
ed
automobili
signorili
;
eccezion
fatta
del
mercoledì
,
giorno
nel
quale
,
perché
da
lei
ritenuto
nefasto
,
madama
Miloska
non
teneva
seduta
.
I
clienti
della
famosa
chiromante
,
i
cui
prodigi
già
volavano
di
bocca
in
bocca
,
appartenevano
,
per
lo
più
,
al
sesso
debole
;
ma
anche
quello
cosiddetto
forte
vi
aveva
una
larga
ed
eletta
rappresentanza
;
e
,
mentre
quello
si
componeva
di
donne
dell
'
aristocrazia
e
della
più
alta
borghesia
,
in
questo
figuravano
persino
professori
e
magistrati
!
Madama
Miloska
,
bella
,
dagli
occhi
azzurri
,
con
una
carnagione
meravigliosa
,
la
voce
incantevole
,
oltre
che
alla
suggestione
in
lei
proveniente
dalle
sue
arti
misteriose
,
esercitava
sulle
clienti
,
e
più
sui
clienti
,
un
fascino
irresistibile
;
conscia
delle
debolezze
e
dei
dolori
dell
'
anima
umana
,
sapeva
,
con
arte
squisita
e
ad
un
tempo
terribile
,
coltivarli
ed
addolcirli
.
Chi
aveva
un
desiderio
da
raggiungere
,
un
sogno
da
realizzare
,
un
dolore
da
abolire
,
un
male
da
guarire
,
in
madama
Miloska
trovava
la
sicura
via
per
conseguire
le
proprie
aspirazioni
;
ma
non
tutti
i
presagi
della
chiromante
riuscivano
lieti
;
fra
quelli
rosei
,
promettenti
la
vincita
di
una
quaterna
al
lotto
o
il
ritorno
alla
famiglia
del
marito
traviato
,
qualcuno
ne
sortiva
terribilmente
nero
e
spaventevole
.
Si
afferma
,
al
riguardo
di
una
grande
donna
della
nostra
aristocrazia
,
ben
nota
nei
più
alti
circoli
,
che
,
avendo
avuto
predetti
non
sappiamo
quali
funesti
avvenimenti
,
fosse
stata
trasportata
nel
proprio
palazzo
in
un
grave
accesso
di
convulsione
.
Per
contro
,
ad
una
distinta
signora
,
osservandole
la
palma
della
mano
,
ebbe
profeticamente
a
dire
:
«
Io
vi
scorgo
una
pianta
,
dalla
quale
sortiranno
sicuramente
quattro
numeri
.
Coltiverò
questa
pianta
,
i
cui
germogli
saranno
la
vostra
ricchezza
ma
essi
non
potranno
spuntare
prima
del
916
»
.
La
signora
,
da
quel
momento
,
cominciò
a
credersi
milionaria
;
e
,
nella
certezza
della
propria
illusione
,
si
dette
a
fare
regali
a
diritta
e
a
manca
,
ai
propri
congiunti
.
Ma
i
miracoli
,
perchè
madama
Miloska
potesse
operarli
,
bisognava
che
fossero
agevoli
per
via
di
certe
operazioni
sopra
oggetti
personali
di
chi
li
invocava
.
Tali
oggetti
,
si
intende
,
dovevano
essere
preziosi
,
preferibilmente
brillanti
,
e
servivano
a
madama
per
talismanarli
.
In
che
cosa
consistesse
tale
operazione
,
nessuno
sa
:
ma
certo
è
che
,
a
quella
guisa
che
senza
denaro
non
si
canta
messa
,
senza
...
brillanti
non
si
potevano
ottenere
miracoli
,
almeno
da
madama
Miloska
.
Ella
,
da
prima
,
se
li
faceva
consegnare
ad
uno
ad
uno
,
li
talismanava
e
li
riconsegnava
;
ma
appresso
,
la
talismanazione
dovendo
essere
collettiva
,
se
li
faceva
ridare
tutti
in
una
volta
.
In
questo
modo
,
semplice
e
pur
sciocco
,
madama
Miloska
,
oltre
a
molti
danari
,
strappati
alle
clienti
con
le
sue
altre
subdole
arti
,
era
venuta
in
possesso
di
una
grande
quantità
di
gioielli
formanti
addirittura
un
tesoro
.
Le
signore
andavano
e
venivano
dalla
di
lei
casa
,
le
loro
automobili
vi
rombavano
a
basso
,
vi
scalpitavano
i
cavalli
delle
carrozze
,
ma
il
miracolo
non
era
ancora
maturo
;
il
miracolo
,
per
tutto
in
una
volta
,
si
compì
il
giorno
2
di
questo
mese
e
,
precisamente
,
perché
la
data
non
ne
potesse
essere
scordata
,
il
Venerdì
Santo
.
Quando
,
quel
triste
e
pur
fatale
giorno
,
le
fervide
clienti
e
i
non
meno
fervidi
clienti
della
miracolosa
,
bella
,
suggestiva
,
sempre
giovane
chiromante
,
andarono
come
di
consueto
al
n
.
3
di
via
Mura
delle
Cattive
,
trovarono
ohimè
,
che
madama
Miloska
era
fuggita
,
portando
seco
i
loro
gioielli
.
Non
è
a
dire
l
'
amara
delusione
provata
,
forse
più
grande
del
dolore
pel
danno
patito
;
ma
nessuna
e
nessuno
per
allora
parlò
.
Ora
,
però
,
che
la
coscienza
della
truffa
patita
è
penetrata
in
tutti
,
le
denuncie
contro
la
fuggitiva
madama
Miloska
sono
cominciate
a
fioccare
sul
tavolo
del
procuratore
del
Re
.
Sino
a
ieri
solo
,
se
le
nostre
informazioni
sono
esatte
,
egli
ne
aveva
ricevute
sei
;
ma
molte
e
molte
altre
ancora
se
ne
aspetta
.
StampaQuotidiana ,
Alle
8,15
il
ministro
della
guerra
,
generale
Zupelli
,
si
è
recato
al
Quirinale
,
dove
è
stato
ricevuto
dal
Re
.
Il
colloquio
tra
il
Sovrano
ed
il
Ministro
è
durato
sino
alle
8,30
.
Alle
8,15
è
entrato
alla
Consulta
l
'
on
.
Sonnino
.
Alle
9,15
vi
si
è
recato
il
presidente
del
Consiglio
on
.
Salandra
.
Alle
10
è
giunto
alla
Consulta
il
solito
segretario
del
principe
di
Bülow
,
latore
di
una
lettera
.
Alle
10,15
il
Presidente
del
Consiglio
ed
il
Ministro
degli
Esteri
,
che
attendevano
evidentemente
la
comunicazione
dell
'
ambasciatore
di
Germania
,
hanno
lasciato
la
Consulta
e
si
sono
recati
al
Consiglio
dei
ministri
,
che
si
è
riunito
subito
a
palazzo
Braschi
.
La
riunione
dei
ministri
è
durata
fino
alle
12,30
.
La
presidenza
del
Consiglio
non
ha
ritenuto
opportuno
,
come
ha
sempre
fatto
sino
ad
oggi
,
di
distribuire
il
comunicato
alla
stampa
.
Questa
omissione
del
comunicato
è
giudicata
un
sintomo
grave
.
Il
governo
si
dice
non
ha
diramato
il
consueto
comunicato
perché
si
riserva
di
far
conoscere
al
paese
le
risoluzioni
prese
,
per
mezzo
di
un
comunicato
ufficiale
,
che
sarà
trasmesso
dalla
«
Stefani
»
.
I
circoli
giornalistici
sono
dunque
completamente
all
'
oscuro
di
qualsiasi
preciso
dato
di
fatto
.
Per
due
volte
si
è
diffusa
la
voce
della
partenza
di
Bülow
,
che
è
stata
subito
smentita
.
Tale
voce
ha
avuto
origine
dal
fatto
che
ieri
l
'
ambasciatore
straordinario
del
Kaiser
,
che
ha
a
Roma
tanti
amici
nel
mondo
politico
e
nell
'
aristocrazia
,
ha
inviato
numerose
carte
di
visita
per
congedo
,
nelle
quali
il
principe
si
scusa
di
non
poter
porgere
personalmente
i
saluti
e
dichiara
esplicitamente
che
la
sua
missione
è
finita
.
Intanto
continua
sempre
l
'
esodo
dei
sudditi
tedeschi
e
austriaci
.