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StampaQuotidiana ,
Ieri , nel pomeriggio , in esecuzione del deliberato del Consiglio dei ministri , l ' on . Sonnino ha telegrafato al duca D ' Avarna a Vienna il testo della dichiarazione di guerra . Il telegramma , a causa della interruzione delle comunicazioni , non è giunto al nostro ambasciatore a Vienna . Oggi alle 15,30 l ' on . Sonnino ha perciò consegnato al barone Macchio il testo della dichiarazione di guerra insieme coi passaporti , anche per il personale diplomatico e consolare dell ' Austria , e di conseguenza l ' ambasciatore partirà stasera o domani via Svizzera . Per la via Svizzera rientreranno anche il duca D ' Avarna , il personale di ambasciata di Vienna , e i consoli , appena avranno notizia del richiamo .
StampaQuotidiana ,
Come annunziano i comunicati dello Stato Maggiore le nostre truppe hanno varcato la vecchia frontiera ed operano già con successo nell ' Isonzo . Tra le altre truppe sta pure il XII corpo d ' armata composto nella sua massima parte di baldi soldati siciliani ed è perciò uno fra i primi corpi operanti che abbiano ricevuto il battesimo del fuoco riconsacrando sul campo della lotta , di fronte al mondo , l ' indiscutibile diritto che l ' Italia abbia i suoi naturali confini . Il Giornale di Sicilia ha fissato un premio di lire 1000 da assegnarsi al primo soldato siciliano che sarà fregiato della medaglia d ' oro al valore militare . La detta somma resta a disposizione del Comando del XII corpo d ' armata .
OCCHIO ALLE SPIE... ( - , 1915 )
StampaQuotidiana ,
Sin dai primi giorni della guerra abbiamo avuto prove della spontanea attività di molti cittadini , che all ' opera di vigilanza e di immunizzazione di possibili spie , si dedicano con ardore . Contro le spie o , più semplicemente contro tutti gli stranieri e gli individui sospetti , bisogna mantenere una sorveglianza costante . I cittadini possono e debbono cooperare così con le Autorità : i semplici privati , o per relazioni o per conoscenze , possono meglio accertare le ragioni che spingono a soggiornare ancora fra noi tanti austriaci o tedeschi , che avrebbero dovuto dare il migliore aiuto alla loro patria col braccio . Già in tutte le principali città questa cooperazione dei cittadini ha dato ottimi frutti . In tutte le città sono avvenuti numerosi arresti ; a Roma soltanto , per esempio , sono state presentate 800 denunzie , delle quali molte sono risultate gravissime . Tutti i giornali italiani coadiuvano a quest ' opera di difesa civile . Molti pubblicano tutte le denunzie che loro pervengono . Noi riceviamo pure ogni giorno lettere di cittadini , che esprimono i loro sospetti . Le accenneremo a volta a volta , senza nominare gli autori cosa che non ha importanza né i nomi da essi indicati per un riguardo giustificabile fino a quando non si tratti di accertamenti indiscutibili . Mettiamo , d ' altra parte , le lettere a disposizione dell ' autorità di P.S. per gli opportuni provvedimenti e cominciamo con le prime segnalazioni . Un amico ci scrive meravigliandosi di un elogio , da noi fatto ad una Ditta per avere assicurato un equo trattamento ai suoi impiegati , che si allontanavano . Egli ci fa osservare che si tratta d ' una celebre Ditta tedesca , alimentata da capitale tedesco , diretta da tedeschi , con operai tedeschi e solo da tre mesi la Ditta ha cambiato il titolo tedesco nell ' insegna italiana . Il trattamento di favore non riguarda , quindi , operai ed impiegati italiani . ma operai ed impiegati tedeschi partiti per la guerra contro l ' Intesa e perciò anche contro l ' Italia . Tale Ditta ha inoltre costruito un pontile da sbarco che tutti dichiarano un vero pericolo . Un assiduo ci informa che un negoziante di nazionalità austriaca avrebbe dovuto , data la sua età , rimpatriare per il servizio militare . Egli invece chiese la cittadinanza italiana , ma soltanto per sé e non per i due figli , che sono ora ufficiali nell ' esercito austriaco . La sua presenza non potrebbe per questo solo fatto , essere più tollerata perché egli corrisponde per via indiretta con i suoi figli . Da un importante centro agricolo ci si segnala il pericolo che stranieri o contadini incoscienti , per lauti compensi , tentino di incendiare i raccolti prossimi . Un maggiore rigore nella sorveglianza dei carabinieri , dei campieri , dei contadini stessi , i più interessati , sarà sufficiente a sventare gli eventuali tentativi .
PARLACHIARO ( - , 1927 )
StampaPeriodica ,
... Viaggiando per l ' Italia avviene di udire mormorazioni , lamentele , notizie bruttissime , cose dell ' altro mondo , atte a scoraggiare un leone entusiasmato per il fascismo . Si può avere l ' abitudine di fare gran tara a tutto ciò ; ma può essere purtroppo che molto vero ci sia ; e allora perché mormorare , bisbigliare , piatire , deplorare in segreto anziché far conoscere fascisticamente , cioè coraggiosamente , la verità a chi deve conoscerla , mettere in luce quel che si sa con ogni mezzo ed a costo di qualunque rischio ? Gl ' italiani che fanno altrimenti danno prova di meritare quel che lamentano come vero , di meritare la frusta , se quel che lamentano e bisbigliano è il falso . Vero è a proposito di quanto è detto qui sopra - che ciò dovrebbe fare propriamente la stampa . Ma la stampa Italiana è diventata di una tale prudenza , cortigianeria e vigliaccheria da fare stomaco . Per terrore di esser creduta poco fascista , svelando i mali che il fascismo porta sopra sé , come è accaduto per ogni rivoluzione , codesta stampa compie , senza neanche saperlo , l ' opera più antifascista che si possa immaginare , male interpretando di discrezione e di opportunità e falsamente misurando i limiti che le sono imposti per necessità dall ' altro , essa si considera gratuitamente come privata di ogni libertà , commettendo così un doppio danno : nel lasciare credere , cioè , che ha ragione chi accusa il regime di tirannia e svilupparsi e nascere quelle piaghe che al regime potrebbero riuscire fatali . Eppure noi diamo da anni l ' esempio evidente di quanto si possa esser franchi senza incorrere in nessun pericolo , senza aver grattacapi , o come altri dicono , grane ...
ProsaGiuridica ,
Vittorio Emanuele III per Grazia di Dio e per la Volontà della Nazione Re d ' Italia Imperatore d ' Etiopia Ritenuta la necessità urgente ed assoluta di provvedere ; Visto l ' art . 3 , n . 2 , della legge 31 gennaio 1926-IV , n . 100 , sulla facoltà del potere esecutivo di emanare norme giuridiche ; Sentito il Consiglio dei Ministri ; Sulla proposta del Duce , Primo Ministro Segretario di Stato , Ministro per l ' interno , di concerto coi Ministri per gli affari esteri , per la grazia e giustizia , per le finanze e per le corporazioni ; Abbiamo decretato e decretiamo : Capo I - Provvedimenti relativi ai matrimoni Art . 1 . Il matrimonio del cittadino italiano di razza ariana con persona appartenente ad altra razza è proibito . Il matrimonio celebrato in contrasto con tale divieto è nullo . Art . 2 . Fermo il divieto di cui all ' art . 1 , il matrimonio del cittadino italiano con persona di nazionalità straniera è subordinato al preventivo consenso del Ministero per l ' interno . I trasgressori sono puniti con l ' arresto fino a tre mesi e con l ' ammenda fino a lire diecimila . Art . 3 . Fermo il divieto di cui all ' art . 1 , i dipendenti delle Amministrazioni civili e militari dello Stato , delle Organizzazioni del Partito Nazionale Fascista o da esso controllate , delle Amministrazioni delle Province , dei Comuni , degli Enti parastatali e delle Associazioni sindacali ed Enti collaterali non possono contrarre matrimonio con persone di nazionalità straniera . Salva l ' applicazione , ove ne ricorrano gli estremi , delle sanzioni previste dall ' art . 2 , la trasgressione del predetto divieto importa la perdita dell ' impiego e del grado . Art . 4 . Ai fini dell ' applicazione degli articoli 2 e 3 , gli italiani non regnicoli non sono considerati stranieri . Art . 5 . L ' ufficiale dello stato civile , richiesto di pubblicazioni di matrimonio , è obbligato ad accertare , indipendentemente dalle dichiarazioni delle parti , la razza e lo stato di cittadinanza di entrambi i richiedenti . Nel caso previsto dall ' art . 1 , non procederà né alle pubblicazioni né alla celebrazione del matrimonio . L ' ufficiale dello stato civile che trasgredisce al disposto del presente articolo è punito con l ' ammenda da lire cinquecento a lire cinquemila . Art . 6 . Non può produrre effetti civili e non deve , quindi , essere trascritto nei registri dello stato civile , a norma dell'art.5 della legge 27 maggio 1929-VII , n . 847 , il matrimonio celebrato in violazione dell'art.1 . Al ministro del culto , davanti al quale sia celebrato tale matrimonio , è vietato l ' adempimento di quanto disposto dal primo comma dell'art.8 della predetta legge . I trasgressori sono puniti con l ' ammenda da lire cinquecento a lire cinquemila . Art . 7 . L ' ufficiale dello stato civile che ha proceduto alla trascrizione degli atti relativi a matrimoni celebrati senza l ' osservanza del disposto dell ' art . 2 è tenuto a farne immediata denunzia all ' autorità competente . Capo II - Degli appartenenti alla razza ebraica Art . 8 . Agli effetti di legge : a ) è di razza ebraica colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica , anche se appartenga a religione diversa da quella ebraica ; b ) è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori di cui uno di razza ebraica e l ' altro di nazionalità straniera ; c ) è considerato di razza ebraica colui che è nato da madre di razza ebraica qualora sia ignoto il padre ; d ) è considerato di razza ebraica colui che , pur essendo nato da genitori di nazionalità italiana , di cui uno solo di razza ebraica , appartenga alla religione ebraica , o sia , comunque , iscritto ad una comunità israelitica , ovvero abbia fatto , in qualsiasi altro modo , manifestazioni di ebraismo . Non è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori di nazionalità italiana , di cui uno solo di razza ebraica , che , alla data del 1° ottobre 1938-XVI , apparteneva a religioni diversa da quella ebraica . Art . 9 . L ' appartenenza alla razza ebraica deve essere denunziata ed annotata nei registri dello stato civile e della popolazione . Tutti gli estratti dei predetti registri ed i certificati relativi , che riguardano appartenenti alla razza ebraica , devono fare espressa menzione di tale annotazione . Uguale menzione deve farsi negli atti relativi a concessione o autorizzazioni della pubblica autorità . I contravventori alle disposizioni del presente articolo sono puniti con l ' ammenda fino a lire duemila . Art . 10 . I cittadini italiani di razza ebraica non possono : a ) prestare servizio militare in pace e in guerra ; b ) esercitare l ' ufficio di tutore o curatore di minori o di incapaci non appartenenti alla razza ebraica c ) essere proprietari o gestori , a qualsiasi titolo , di aziende dichiarate interessanti la difesa della Nazione , ai sensi e con le norme dell ' art . 1 R . decreto - legge 18 novembre 1929-VIII , n . 2488 , e di aziende di qualunque natura che impieghino cento o più persone , né avere di dette aziende la direzione né assumervi comunque , l ' ufficio di amministrazione o di sindaco ; d ) essere proprietari di terreni che , in complesso , abbiano un estimo superiore a lire cinquemila ; e ) essere proprietari di fabbricati urbani che , in complesso , abbiano un imponibile superiore a lire ventimila . Per i fabbricati per i quali non esista l ' imponibile , esso sarà stabilito sulla base degli accertamenti eseguiti ai fini dell ' applicazione dell ' imposta straordinaria sulla proprietà immobiliare di cui al R . decreto - legge 5 ottobre 1936-XIV , n . 1743 . Con decreto Reale , su proposta del Ministro per le finanze , di concerto coi Ministri per l ' interno , per la grazia e giustizia , per le corporazioni e per gli scambi e valute , saranno emanate le norme per l ' attuazione delle disposizioni di cui alle lettere c ) , d ) , e ) . Art . 11 . Il genitore di razza ebraica può essere privato della patria potestà sui figli che appartengono a religione diversa da quella ebraica , qualora risulti che egli impartisca ad essi una educazione non corrispondente ai loro principi religiosi o ai fini nazionali . Art . 12 . Gli appartenenti alla razza ebraica non possono avere alle proprie dipendenze , in qualità di domestici , cittadini italiani di razza ariana . I trasgressori sono puniti con l ' ammenda da lire mille a lire cinquemila . Art . 13 . Non possono avere alle proprie dipendenze persone appartenenti alla razza ebraica : a ) le Amministrazioni civili e militari dello Stato ; b ) il Partito Nazionale Fascista e le organizzazioni che ne dipendono o che ne sono controllate ; c ) le Amministrazioni delle Province , dei Comuni , delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e degli Enti , Istituti ed Aziende , comprese quelle dei trasporti in gestione diretta , amministrate o mantenute col concorso delle Province , dei Comuni , delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza o dei loro Consorzi ; d ) le Amministrazioni delle aziende municipalizzate ; e ) le Amministrazioni degli Enti parastatali , comunque costituiti e denominati , delle Opere nazionali , delle Associazioni sindacali ed Enti collaterali e , in genere , di tutti gli Enti ed Istituti di diritto pubblico , anche con ordinamento autonomo , sottoposti a vigilanza o a tutela dello Stato , o al cui mantenimento lo Stato concorra con contributi di carattere continuativo ; f ) le Amministrazioni delle aziende annesse o direttamente dipendenti dagli Enti di cui alla precedente lettera e ) o che attingono ad essi , in modo prevalente , i mezzi necessari per il raggiungimento dei propri fini , nonché delle società , il cui capitale sia costituito , almeno per metà del suo importo , con la partecipazione dello Stato ; g ) le Amministrazioni delle banche di interesse nazionale ; h ) le Amministrazioni delle imprese private di assicurazione . Art . 14 . Il Ministro per l ' interno , sulla documentata istanza degli interessati , può , caso per caso , dichiarare non applicabili le disposizioni dell ' art . 10 , nonché dell ' art . 13 , lett . h ) : a ) ai componenti le famiglie dei caduti nelle guerre libica , mondiale , etiopica e spagnola e dei caduti per la causa fascista ; b ) a coloro che si trovino in una delle seguenti condizioni : 1 ) mutilati , invalidi , feriti , volontari di guerra o decorati al valore nelle guerre libica , mondiale , etiopica e spagnola ; 2 ) combattenti nelle guerre libica , mondiale , etiopica , spagnola che abbiano conseguito almeno la croce al merito di guerra ; 3 ) mutilati , invalidi , feriti della causa fascista ; 4 ) iscritti al Partito Nazionale Fascista negli anni 1919-20-21-22 e nel secondo semestre del 1924; 5 ) legionari fiumani ; 6 ) abbiano acquisito eccezionali benemerenze , da valutarsi a termini dell'art.16 . Nei casi preveduti alla lett . b ) , il beneficio può essere esteso ai componenti la famiglia delle persone ivi elencate , anche se queste siano premorte . Gli interessati possono richiedere l ' annotazione del provvedimento del Ministro per l ' interno nei registri di stato civile e di popolazione . Il provvedimento del Ministro per l ' interno non  soggetto ad alcun gravame , sia in via amministrativa , sia in via giurisdizionale . Art . 15 . Ai fini dell ' applicazione dell ' art . 14 , sono considerati componenti della famiglia , oltre il coniuge , gli ascendenti e i discendenti fino al secondo grado . Art . 16 . Per la valutazione delle speciali benemerenze di cui all ' art . 14 lett . b ) , n . 6 , è istituita , presso il Ministero dell ' interno , una Commissione composta del Sottosegretario di Stato all ' interno , che la presiede , di un Vice Segretario del Partito Nazionale Fascista e del Capo di Stato Maggiore della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale . Art . 17 . È vietato agli ebrei stranieri di fissare stabile dimora nel Regno , in Libia e nei Possedimenti dell ' Egeo . Capo III - Disposizioni transitorie e finali Art . 18 . Per il periodo di tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto , è data facoltà al Ministro per l ' interno , sentita l ' Amministrazione interessata , di dispensare , in casi speciali , dal divieto di cui all ' art . 3 , gli impiegati che intendono contrarre matrimonio con persona straniera di razza ariana . Art . 19 . Ai fini dell ' applicazione dell ' art . 9 , tutti coloro che si trovano nelle condizioni di cui all'art.8 , devono farne denunzia all ' ufficio di stato civile del Comune di residenza , entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto . Coloro che non adempiono a tale obbligo entro il termine prescritto o forniscono dati inesatti o incompleti sono puniti con l ' arresto fino ad un mese e con l ' ammenda fino a lire tremila . Art . 20 . I dipendenti degli Enti indicati nell'art.13 , che appartengono alla razza ebraica , saranno dispensati dal servizio nel termine di tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto . Art . 21 . I dipendenti dello Stato in pianta stabile , dispensati dal servizio a norma dell'art.20 , sono ammessi a far valere il diritto al trattamento di quiescenza loro spettante a termini di legge . In deroga alle vigenti disposizioni , a coloro che non hanno maturato il periodo di tempo prescritto è concesso il trattamento minimo di pensione se hanno compiuto almeno dieci anni di servizio ; negli altri casi è concessa una indennità pari a tanti dodicesimi dell ' ultimo stipendio quanti sono gli anni di servizio compiuti . Art . 22 . Le disposizioni di cui all'art.21 sono estese , in quanto applicabili , agli Enti indicati alle lettere b ) , c ) , d ) , e ) , f ) , g ) , h ) , dell'art.13 . Gli Enti , nei cui confronti non sono applicabili le disposizioni dell'art.21 , liquideranno , ai dipendenti dispensati dal servizio , gli assegni o le indennità previste dai propri ordinamenti o dalle norme che regolano il rapporto di impiego per i casi di dispensa o licenziamento per motivi estranei alla volontà dei dipendenti . Art . 23 . Le concessioni di cittadinanza italiana comunque fatte ad ebrei stranieri posteriormente al 1° gennaio 1919 si intendono ad ogni effetto revocate . Art . 24 . Gli ebrei stranieri e quelli nei cui confronti si applichi l'art.23 , i quali abbiano iniziato il loro soggiorno nel Regno , in Libia e nei Possedimenti dell ' Egeo posteriormente al 1° gennaio 1919 , debbono lasciare il territorio del Regno , della Libia e dei possedimenti dell ' Egeo entro il 12 marzo 1939-XVII . Coloro che non avranno ottemperato a tale obbligo entro il termine suddetto saranno puniti con l ' arresto fino a tre mesi o con l ' ammenda fino a lire 5.000 e saranno espulsi a norma dell'art.150 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza , approvato con R . decreto 18 giugno 1931-IX , n . 773 . Art . 25 . La disposizione dell'art.24 non si applica agli ebrei di nazionalità straniera i quali , anteriormente al 1° ottobre 1938-XVI : a ) abbiano compiuto il 65° anno di età ; b ) abbiano contratto matrimonio con persone di cittadinanza italiana . Ai fini dell ' applicazione del presente articolo , gli interessati dovranno far pervenire documentata istanza al Ministero dell ' interno entra trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto . Art . 26 . Le questioni relative all ' applicazione del presente decreto saranno risolte , caso per caso , dal Ministro per l ' interno , sentiti i Ministri eventualmente interessati , e previo parere di una Commissione da lui nominata . Il provvedimento non è soggetto ad alcun gravame , sia in via amministrativa , sia in via giurisdizionale . Art . 27 . Nulla è innovato per quanto riguarda il pubblico esercizio del culto e la attività delle comunità israelitiche , secondo le leggi vigenti , salvo le modificazioni eventualmente necessarie per coordinare tali leggi con le disposizioni del presente decreto . Art . 28 . È abrogata ogni disposizione contraria o , comunque , incompatibile con quella del presente decreto . Art . 29 . Il Governo del Re è autorizzato ad emanare le norme necessarie per l ' attuazione del presente decreto . Il presente decreto sarà presentato al Parlamento per la sua conversione in legge . Il Duce , Ministro per l ' interno , proponente , è autorizzato a presentare relativo disegno di legge . Ordiniamo che il presente decreto , munito del sigillo dello Stato , sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d ' Italia , mandando a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare . Dato a Roma , addì 17 novembre 1938 - XVII Vittorio Emanuele Mussolini , Ciano , Solmi , Di Revel , Lantini Visto il Guardasigilli : Solmi
CONSIGLI DEL LIBRAIO ( - , 1915 )
StampaPeriodica ,
Critici che non leggono . In una fiera requisitoria contro Serra e la sua critica , scritta da Giovanni Boine , e stampata in tre fitte colonne sulla « Riviera Ligure » ( marzo 1915 ) , Si legge quest ’ acerba rampogna ... : « E , peggio di tutto , concede talvolta in tal modo alla corrente com ’ è ( non per il non aver letto , ora per piena complimentosità da gentiluomo in salotto di cui s ’ è detto ) che dedica a Marino Moretti parecchie pagine dove lo spazio e il tempo è perduto ad analizzare se sì o no le poesie col lapis siano un rifriggimento , uno smidollamento gozzanesco , dove si dice delle sue novelle , ma chissà perché per es . la Deledda tanto più profonda e significativa NON È NEPPUR NOMINATA » . Apro il libro del Serra ; e a pp . 112 e 113 trovo che si parla appunto di Grazia Deledda . Mi dispiace che sia sfuggito a Boine , che per altro è tanto coscienzioso e attento . Forse per certa stizza e acrimonia che si manifesta troppo chiaramente in tutta la nota : e per il nobile sdegno contro quel profanatore della critica letteraria che è Renato Serra . Ma già Boine , da un pezzo in qua va approfittando dei libri più diversi che gli capitano sotto mano , per comporre certi suoi bozzetti disinvolti , o frammenti d ’ una teorica sulla volubilità , ? quando non canta i suoi amori colle nuvole e il vino buono paesano ; o piglia la rincorsa per montare in cattedra e discorrere , a proposito di un piccolo libro d ’ arte , dell ’ Ecclesiaste , di Pascal , e di mille problemi eterni . Atteggiamenti gli uni e gli altri . E temo che bisogna tirar la somma tra questi termini opposti : ironia sanculotta e alto pathos ; e dividere per due . Si troverà allora il punto giusto , il punto medio ; di quest ’ uomo medio ; di questo spirito assai modesto e impermalito , avanzo di fogazzarismo e isteria intellettuale , con sopravi una spolveratura di filosofia tanto più spiacente , quanto la portata è più grande e più solenne . Veleno . Da un gazzettiere , in una gazzetta è stata fatta giustizia sommaria di Benedetto Croce , di Papini , Ruta , Soffici e Salvemini : gente ormai trapassata , che non conta più nulla , e a cui non resta che seppellirsi volontariamente , se vuol risparmiarsi pedate e insulti dall ’ ultima generazione sopravvenuta . « I filosofi son diventati giornalisti , i pittori letterati , i politicanti professori , i poeti impiegati ferroviari » i giornalisti , naturalmente sottinteso , geni , e illuminatori , in questa disavventurata stagione . Siamo alla fase estrema di una commedia intellettuale e morale che può diventare un pericolo , e per buona sorte si annunciano uomini e coscienze che ci salveranno . Rimorchieranno i vili dietro le loro barche solide e ben costruite , per portarli in una specie di limbo fiorito consolazione di vecchi e bambini , tutti insieme pargoleggianti . Primo , di questa razza radiata e maledetta , Giovanni Papini , gran cordone della santissima mafia , autore di un ’ ultima stroncatura , senza né spirito maligno , né strafottenza becera , e neppure eleganza di stile . « Il brano di prosa ricorda le più odiose polemiche che abbiano abbassato la civiltà italiana nei secoli del servaggio e della abbiezione nostra peggiore » . [ Pare di assistere a un comizio , in tempi elettorali , con discorsi comprati da chi è meglio disposto a prostituirsi ] . Quando , mio Dio , questi avvocati cesseranno di parlar d ’ arte ; smetteranno la più sporca delle letterature , a parole non contate , senza risparmio , per diletto d ’ un milione di gente sprovvista e diseredata ? Leggo , per mia consolazione , in una lettera di Serra , questo preciso giudizio : « A proposito della « Voce » e delle polemiche , che bellezza quella Sor ’ Emilia di Papini . Che sapore e che nerbo di scrittura , e suono e schiocco e pizzicore di frustate ; e precisione e figura e libertà di spirito . È in un momento superbo Papini : anche i suoi tentativi di poesia in versi hanno qualche cosa di raro . È quasi un peccato , quand ’ uno è così felice , accanirsi contro un disgraziato che pure ha tante qualità nascoste e guaste nella sua ingrata natura » . A me basta . Io sto sicuro a questa verità . Tra dieci anni , passato il rumore di questa farsa , si rifaranno i conti . Gazzette e gazzettieri in fumo : un certo puzzo d ’ arsiccio : e quel poco d ’ oro lucerà di più . Zampirone . « Nessuno proprio ci crede più alla pontificale infallibilità di Croce » ... « Non mi pare che il Senatore Croce , il quale , quando si mette a tavolino per giudicare di qualcosa , ha per lo più delle felici trovate ... » ... « I filosofi son diventati giornalisti » ... Se non ci fosse stato il nome ripetuto e stampato , con quella qualifica di senatore che ritorna in poche pagine dieci volte precise , avrei giurato che si parlasse di Arnaldo Cervesato . Ma no ; qui i Signori Nello Quilici e Alberto Spaini vogliono dir proprio Benedetto Croce , che da gran tempo si son presi l ’ impegno di radiare dal corso della storia , con una lunga serie di saggi e discussioni , e intuizioni rivelatrici di nuovi cieli formazione spirituale della generazione che vien su , e promette di rivoltare il mondo , capovolgere valori vecchi , cassare di sulla crosta terrestre le cariatidi dell ’ antica coscienza italiana : e ha già inventato , all ’ uopo , tante cose giovini e fresche : eticità , vita interiore , coerenza , onestà ; ma un ’ onestà d ’ altra specie , direi quasi d ’ un ’ essenza sopraffina e volatilizzabile ; impalpabile ; qualità e sostanza d ’ una superiore grandezza , che permette d ’ infischiarsi di quelle tal ’ altre virtù , più banali , più comuni , ma senza di cui gli uomini mediocri non sanno vivere : decenza , riserbo , conoscenza di sé , valore reale , moralità tanto meno alta e più fattiva , studi severi , esperienza piena , amore di comprendere , senso delle distanze e dell ’ altrui genio , umiltà : quel piccolo bagaglio insomma che ogni uomo mortale serio finora era abituato a portarsi con sé , come regola di vita ; anche se non straordinaria . Oggi invece è tutt ’ altro affare . Hanno spalancato le vie dell ’ avvenire ; madonna mia ; come grandi ! Non ci si raccapezza più : abbiam persa la bussola : c ’ è aria troppo fina per noi . Siamo in un ’ età eroica ; e i piccoli uomini vi fanno una ben magra figura , con le loro idee che non superano la portata della loro statura . A guardarci intorno , dei nostri compagni non si ritrova più nessuno : un deserto . Quelli che s ’ incontrano non so più che faccia abbiano ; e appena riusciamo a vedere i ginocchi . E sento puzzo come di formiche spiaccicate ; sangue magro . Sono i nostri poveri amici dispersi e uccisi . Questi omaccioni ci rotolano su , e neppure lasciano la traccia . Effetto di che ? Effetto , io credo , di deformazione cutanea , e null ’ altro ; con incrostamenti alla superficie , che han mangiato cuore , anima , tutto . Non si tratta né di eroi né di giganti . Son pachidermi ; con un corno in fronte , in continua furia ; ciechi . Non sentono , non vedono più . Ora , di primavera , sono in amore , e corrono per i prati come una maledizione . Nasceranno dei mostri e li metteranno sugli altari . Ecce miraculum novum , qui santificabit mundum . Adoramus fidenter ! Benedetto Croce è uno degli « spodestati » . A rinnegarlo si trovan d ’ accordo giovani profeti e professori universitari . L ’ incontro casuale è assai significativo ; e a me particolarmente dà un gran piacere . Ma come lo rinnegano ? Con una sorta di sorriso acerbo , e un ’ aria di degnazione ; come dire : parliamo l ’ ultima volta di questo disgraziato . E sì , i disgraziati sono proprio essi : questi giovanotti , e questi letteratoni geniali . Che cosa oramai non considerano inferiore a sé ? Fino a pochi mesi fa si son ciucciati latte e vita ; ma basta così . Un calcio ben inchiodato , e non se ne parli più . Non vale neppur la pena di una discussione . Tanto , se mi guardo addietro , in dieci volumi non ci sono che « felici trovate » ; e il miglior titolo che possa dare a questo povero di spirito è quel che gli altri gli hanno affibbiato [ Senatore ! ] ; e lui non è stato buono a meritarsene uno suo , più solido , più adatto , per chi voleva essere Maestro della gioventù . Ma queste son cose , cari miei , che vanno un poco dimostrate . A un imbecille può esser concesso anche di giudicare un grande , Benedetto Croce compreso : a patto che ragioni , documenti , discuta . E per assalti personali e polemici va chiesta giustificazione e stato di servizio di chi ci s ’ impegna . Fuori le carte ! Siete uomini d ’ ingegno ; avete lavorato e scritto ; può bastare per pigliarvi spasso di chi vi piace . C ’ è opposizione di uomo a uomo . E una vostra bestemmia ha il peso di tutta la vostra esperienza e coscienza . Ma se siete appena vermi e lombrichi ; esenti d ’ ogni umanità ! Provatevi ad assaltare , da bravi ; ma fatemi avanti un piccolo discorso . Ho paura siate ammalati di balbuzie intellettuale . Non so se arrivate a concepire e dire una sola proposizione . Voglio sperimentarvi . E non sarebbe da chiederlo a voi , che dovreste saperlo per vostro conto , giacché vi date l ’ aria di essere d ’ altra razza , che sa il fatto suo , e a ogni cosa che dice attribuisce valore di assoluta verità , documentabile , certa , sacramentale e cristiana . Perché c ’ è gente intorno che ha poca fiducia nelle vostre parole senza costrutto ; e aspetta uno schiarimento . E per nausea della vostra miseria , indignazione , e dispetto , andiamo meditando un colpo di stato . Di mutare questa eterna repubblica letteraria in una monarchia più che assoluta , con Benedetto Croce re , padrone , e tiranno . Rimetteremo ordine alle nostre faccende . Le « pause » . È di moda oggi chiamarle così , farne un segno anzi dell ’ arte novissima , due o tre giovani scrittori a cui ho paura si voglia creare un posto a parte nella storia della letteratura italiana e universale . Perché ? Hanno inventato la « spiritualità » . Davvero che non ce n ’ eravamo accorti , da quella gente grossolana che ci vantiamo d ’ essere : e tanto arretrata e grammaticale , che per intendere la « lettera » , per ricercare la « lettera » , dimentichiamo , disgraziati , lo spirito . Perché sapevo che in poesia ci sono cose belle e brutte , cioè vive e morte , riuscite e non riuscite . Sapevo che è poeta chi realizza , poco o molto , non importa ; ma realizza . Crea immagini , sentimenti , stati d ’ animo , figure , drammi , un grande o piccolo mondo . Le pause che c ’ entrano ? E che vale stabilire differenze e lacune odiose ? Si trovano da per tutto , dove c ’ è arte . Che vogliono dire sottintesi , riferimenti , suggerimenti , quei gradi intermedi insomma , e di passaggio , che ogni poeta sagrifica per cogliere una linea essenziale , fissare un atteggiamento di significato e valore assoluto . De Sanctis , che se n ’ intendeva , lasciò scritto almeno questa pagina sacramentale . « Quando il poeta compone ha innanzi un fantasma che lo tira fuori dal suo stato ordinario e prosaico , gli agita la fantasia , gli scalda il cuore . Non crediate però ch ’ egli gitti sulla carta tutta intera la sua visione e tutte le sue impressioni . La sua penna riposa , ma non il suo cervello ; rimane agitato , pensoso , la poesia si continua nella sua testa dove fluttuano molte altre immagini , parte proprie di essa visione , parte estranee e affatto personali . Il poeta , concedetemi il paragone , è un ’ eco armoniosa , che ripete di una parola solo alcune sillabe , ma un ’ eco animata e dotata di coscienza , che sente e vede più di quello che ci dà il suo suono . Il critico raccoglie quelle poche sillabe , e indovina la parola tutta intera . Pone le gradazioni ed i passaggi ; coglie le idee intermedie ed accessorie ; trova i sentimenti da cui sgorga quell ’ azione , il pensiero che determina quel gesto , l ’ immagine che produce que ’ palpiti ; spinge il suo sguardo nelle parti interiori ed invisibili di quel mondo , di cui il poeta ti dà il velo corporeo . Il critico è simile all ’ attore ; entrambi non riproducono semplicemente il mondo poetico , ma lo integrano , empiono le lacune . Il dramma ti dà la parola , ma non il gesto , non il suono della voce , non la persona ; indi la necessità dell ’ attore . Il simile è della critica » . Oltre che può servire a far intendere quale è l ’ ufficio di un critico davanti a un poeta , senza che si sciupi più troppa carta , ad almanaccare , costruire , ideologizzare sulla poesia , invece di semplicemente capirla , e per capirla mostrare d ’ aver capito e far capire ad altri , analizzando , interpretando , ponendo appunto quelle tali gradazioni e quei tali passaggi , cogliendo idee intermedie e accessorie , indovinando insomma la parola tutta intera , controllando cioè , e controllandosi , oltre che a chiarire questi piccoli problemi ; i quali non sono senza importanza ; serve a spiegare che cosa significano queste benedette pause ; e come ci sono più pause , ad esempio , in un così detto poeta « animale » , che vede e realizza , realizza naturalmente l ’ essenziale , che non in chi si perde in anfrattuosità stilistiche e mastica e rimastica , e non arriva a smaltire quel po ’ di companatico che vorrebbe vendere per una cena luculliana . Precisamente in questi scrittorelli mancano le pause , che son punti sospesi , interruzioni di silenzi , che devono esistere così , non toccare , come un ’ atmosfera , o un sentore di cosa viva , a cui s ’ addice questa forma d ’ interrogativo che ogni poeta vero pone , e il critico risolve . Oggi si son messi per l ’ appunto a indicare , segnare , additare , questi spazi emotivi , e credono di realizzarli . Operano delle scomposizioni ; e quel che prima era interstizio , in mezzo , di accordi profondi , è eliminato via . Credono di tener su l ’ arco del ponte , e son crollati i piloni sopra cui poggiava . Hanno invertito relazioni e proporzioni , annullando l ’ essenziale , accettando l ’ inessenziale . C ’ è l ’ accompagnamento e manca la musica È detto tutto , perché non è detto nulla . Ci son tanti viottoli perché manca la via maestra . Volete provarvi a smontare di questi scrittori ? Tentate una qualunque analisi o interpretazione . Non avete da aggiungere una sillaba . Hanno scritto e testimoniato tutto loro . Vi tocca per il momento chiudere bottega . Così si son divisi il campo , a restaurare questa nuova spiritualità latina : o lavorando d ’ intarsio , con ricami sottili , e con una caparbietà cocciuta di gente sterile , tentennando , esitando , toccandosi il polso , per la paura di non reggere a questa minuziosità vertiginosa ; o sopra costruendo e risolvendo con imposizioni e architetture intellettuali quella vita che non son riusciti a dare con mezzi più semplici e persuasivi .
UN UMORISTA ( - , 1938 )
StampaPeriodica ,
Cesare Zavattini , che dirige con fine umorismo il settimanale " Le grandi firme , " ha recentemente pubblicato una piccola storiella , dovuta alla lepida penna di Guasta , ex direttore del Travaso delle idee . Trattandosi di una vecchia conoscenza , ci siamo precipitati a leggere la storiella , e da essa abbiamo appreso come il povero Guasta fosse stato licenziato dal proprio direttore per avere inventato una notizia relativa a Franchot Tane ... Noi sappiamo benissimo perché Guasta fu licenziato dal suo giornale : per avere inventato una serie di storielle antifasciste al tempo della Quartarella . Altro che Franchot Tane !
CAMERATA DICE TUTTO ( - , 1940 )
StampaPeriodica ,
Collega è una vecchia parola squarquoia . Sa di unto , di falso libertarismo e di programmi da " sole dell 'avvenire." Si tratta di un termine antiguerriero , e antieroico : colleghi non potevano essere Achille e Patroclo , Eurialo e Niso ... Esiste la parola camerata la cui accezione è così vasta ed esauriente . Per le varie classi poi valga la nota di Nicola Moscardelli scritta sull ' Ics e riportata da Meridiano . Egli protesta giustamente a nome della categoria giornalistica " contro l ' uso della parola collega , come equivalente al termine di ' giornalista ' .
PRENDETELI VIVI... ( - , 1942 )
StampaPeriodica ,
Caro " Vent ' anni " Il 26 marzo 1942 sul treno N . 10 che parte alle 11,35 da Roma , sulla linea Roma - Genova , al 2° turno del vagone ristorante tre uomini con distintivi fascisti ed una donna hanno consumato il pasto normale a 30 lire a testa . Senonché hanno consumato , oltre alla frutta , il formaggio , poi biscotti e liquori sino a far salire il conto da 120 lire normali a 230 . Conto che è poi stato messo in tasca per la presentazione ( evidentemente ) ed il rimborso spese . Si danno le indicazioni di cui sopra per l ' eventuale rintracciamento dei fascisti stessi . C ' era su quel treno anche un cons . naz . a cui il fatto fu riferito . Ma quando si vollero ricercare i quattro era troppo tardi . Tuo
StampaPeriodica ,
... A un certo punto , da un discorso ad un altro , non so come , Paolo vien fuori con questa domanda : - Ma insomma , ci spiega un po ’ lei chi è questo Mussolini ? Provo come una scossa , piacevolissima . Godo , intimamente , profondamente , di udire pronunziare questo nome quassù , in questa zona di silenzio dove si arresta e non penetra nemmeno l ' eco di tante fragorose e inutili celebrità . Ed io spiego chi è " questo " Mussolini . Le buone donne , l ' onesto famiglio , mi ascoltano con occhi intenti , bevono le mie parole avidi , sorridono di soddisfatta approvazione . Hanno riconosciuto subito uno dei loro , un figlio delle grandi altitudini sole : sa di corroborante aroma silvestre , riflette il puro inarcato cielo come la più alta fonte sotto il più alto macigno dell ' ultima cima . È un fratello , è il fratello straordinariamente dotato , che porta impressi nella carne e nell ' anima , certi , indubitabili , tremendi ai nemici , dolci a chi l ' ama , i segni della " più vasta orma . " Non ci sono che gli invidiosi o i dolci di sale che non vogliono o non sanno riconoscere questo grande fatto nuovo . Ma la gente sana , perfino i più semplici , i perfetti ignoranti , questi più di tutti , hanno compreso , ormai , perfettamente . Ne ho la riprova vedendo i miei ascoltatori annuenti e partecipi della mia commossa sincerità e confermati dalle mie parole nella loro volontà di persuadersi e di credere ...