StampaQuotidiana ,
Ieri
,
nel
pomeriggio
,
in
esecuzione
del
deliberato
del
Consiglio
dei
ministri
,
l
'
on
.
Sonnino
ha
telegrafato
al
duca
D
'
Avarna
a
Vienna
il
testo
della
dichiarazione
di
guerra
.
Il
telegramma
,
a
causa
della
interruzione
delle
comunicazioni
,
non
è
giunto
al
nostro
ambasciatore
a
Vienna
.
Oggi
alle
15,30
l
'
on
.
Sonnino
ha
perciò
consegnato
al
barone
Macchio
il
testo
della
dichiarazione
di
guerra
insieme
coi
passaporti
,
anche
per
il
personale
diplomatico
e
consolare
dell
'
Austria
,
e
di
conseguenza
l
'
ambasciatore
partirà
stasera
o
domani
via
Svizzera
.
Per
la
via
Svizzera
rientreranno
anche
il
duca
D
'
Avarna
,
il
personale
di
ambasciata
di
Vienna
,
e
i
consoli
,
appena
avranno
notizia
del
richiamo
.
StampaQuotidiana ,
Come
annunziano
i
comunicati
dello
Stato
Maggiore
le
nostre
truppe
hanno
varcato
la
vecchia
frontiera
ed
operano
già
con
successo
nell
'
Isonzo
.
Tra
le
altre
truppe
sta
pure
il
XII
corpo
d
'
armata
composto
nella
sua
massima
parte
di
baldi
soldati
siciliani
ed
è
perciò
uno
fra
i
primi
corpi
operanti
che
abbiano
ricevuto
il
battesimo
del
fuoco
riconsacrando
sul
campo
della
lotta
,
di
fronte
al
mondo
,
l
'
indiscutibile
diritto
che
l
'
Italia
abbia
i
suoi
naturali
confini
.
Il
Giornale
di
Sicilia
ha
fissato
un
premio
di
lire
1000
da
assegnarsi
al
primo
soldato
siciliano
che
sarà
fregiato
della
medaglia
d
'
oro
al
valore
militare
.
La
detta
somma
resta
a
disposizione
del
Comando
del
XII
corpo
d
'
armata
.
StampaQuotidiana ,
Sin
dai
primi
giorni
della
guerra
abbiamo
avuto
prove
della
spontanea
attività
di
molti
cittadini
,
che
all
'
opera
di
vigilanza
e
di
immunizzazione
di
possibili
spie
,
si
dedicano
con
ardore
.
Contro
le
spie
o
,
più
semplicemente
contro
tutti
gli
stranieri
e
gli
individui
sospetti
,
bisogna
mantenere
una
sorveglianza
costante
.
I
cittadini
possono
e
debbono
cooperare
così
con
le
Autorità
:
i
semplici
privati
,
o
per
relazioni
o
per
conoscenze
,
possono
meglio
accertare
le
ragioni
che
spingono
a
soggiornare
ancora
fra
noi
tanti
austriaci
o
tedeschi
,
che
avrebbero
dovuto
dare
il
migliore
aiuto
alla
loro
patria
col
braccio
.
Già
in
tutte
le
principali
città
questa
cooperazione
dei
cittadini
ha
dato
ottimi
frutti
.
In
tutte
le
città
sono
avvenuti
numerosi
arresti
;
a
Roma
soltanto
,
per
esempio
,
sono
state
presentate
800
denunzie
,
delle
quali
molte
sono
risultate
gravissime
.
Tutti
i
giornali
italiani
coadiuvano
a
quest
'
opera
di
difesa
civile
.
Molti
pubblicano
tutte
le
denunzie
che
loro
pervengono
.
Noi
riceviamo
pure
ogni
giorno
lettere
di
cittadini
,
che
esprimono
i
loro
sospetti
.
Le
accenneremo
a
volta
a
volta
,
senza
nominare
gli
autori
cosa
che
non
ha
importanza
né
i
nomi
da
essi
indicati
per
un
riguardo
giustificabile
fino
a
quando
non
si
tratti
di
accertamenti
indiscutibili
.
Mettiamo
,
d
'
altra
parte
,
le
lettere
a
disposizione
dell
'
autorità
di
P.S.
per
gli
opportuni
provvedimenti
e
cominciamo
con
le
prime
segnalazioni
.
Un
amico
ci
scrive
meravigliandosi
di
un
elogio
,
da
noi
fatto
ad
una
Ditta
per
avere
assicurato
un
equo
trattamento
ai
suoi
impiegati
,
che
si
allontanavano
.
Egli
ci
fa
osservare
che
si
tratta
d
'
una
celebre
Ditta
tedesca
,
alimentata
da
capitale
tedesco
,
diretta
da
tedeschi
,
con
operai
tedeschi
e
solo
da
tre
mesi
la
Ditta
ha
cambiato
il
titolo
tedesco
nell
'
insegna
italiana
.
Il
trattamento
di
favore
non
riguarda
,
quindi
,
operai
ed
impiegati
italiani
.
ma
operai
ed
impiegati
tedeschi
partiti
per
la
guerra
contro
l
'
Intesa
e
perciò
anche
contro
l
'
Italia
.
Tale
Ditta
ha
inoltre
costruito
un
pontile
da
sbarco
che
tutti
dichiarano
un
vero
pericolo
.
Un
assiduo
ci
informa
che
un
negoziante
di
nazionalità
austriaca
avrebbe
dovuto
,
data
la
sua
età
,
rimpatriare
per
il
servizio
militare
.
Egli
invece
chiese
la
cittadinanza
italiana
,
ma
soltanto
per
sé
e
non
per
i
due
figli
,
che
sono
ora
ufficiali
nell
'
esercito
austriaco
.
La
sua
presenza
non
potrebbe
per
questo
solo
fatto
,
essere
più
tollerata
perché
egli
corrisponde
per
via
indiretta
con
i
suoi
figli
.
Da
un
importante
centro
agricolo
ci
si
segnala
il
pericolo
che
stranieri
o
contadini
incoscienti
,
per
lauti
compensi
,
tentino
di
incendiare
i
raccolti
prossimi
.
Un
maggiore
rigore
nella
sorveglianza
dei
carabinieri
,
dei
campieri
,
dei
contadini
stessi
,
i
più
interessati
,
sarà
sufficiente
a
sventare
gli
eventuali
tentativi
.
StampaPeriodica ,
...
Viaggiando
per
l
'
Italia
avviene
di
udire
mormorazioni
,
lamentele
,
notizie
bruttissime
,
cose
dell
'
altro
mondo
,
atte
a
scoraggiare
un
leone
entusiasmato
per
il
fascismo
.
Si
può
avere
l
'
abitudine
di
fare
gran
tara
a
tutto
ciò
;
ma
può
essere
purtroppo
che
molto
vero
ci
sia
;
e
allora
perché
mormorare
,
bisbigliare
,
piatire
,
deplorare
in
segreto
anziché
far
conoscere
fascisticamente
,
cioè
coraggiosamente
,
la
verità
a
chi
deve
conoscerla
,
mettere
in
luce
quel
che
si
sa
con
ogni
mezzo
ed
a
costo
di
qualunque
rischio
?
Gl
'
italiani
che
fanno
altrimenti
danno
prova
di
meritare
quel
che
lamentano
come
vero
,
di
meritare
la
frusta
,
se
quel
che
lamentano
e
bisbigliano
è
il
falso
.
Vero
è
a
proposito
di
quanto
è
detto
qui
sopra
-
che
ciò
dovrebbe
fare
propriamente
la
stampa
.
Ma
la
stampa
Italiana
è
diventata
di
una
tale
prudenza
,
cortigianeria
e
vigliaccheria
da
fare
stomaco
.
Per
terrore
di
esser
creduta
poco
fascista
,
svelando
i
mali
che
il
fascismo
porta
sopra
sé
,
come
è
accaduto
per
ogni
rivoluzione
,
codesta
stampa
compie
,
senza
neanche
saperlo
,
l
'
opera
più
antifascista
che
si
possa
immaginare
,
male
interpretando
di
discrezione
e
di
opportunità
e
falsamente
misurando
i
limiti
che
le
sono
imposti
per
necessità
dall
'
altro
,
essa
si
considera
gratuitamente
come
privata
di
ogni
libertà
,
commettendo
così
un
doppio
danno
:
nel
lasciare
credere
,
cioè
,
che
ha
ragione
chi
accusa
il
regime
di
tirannia
e
svilupparsi
e
nascere
quelle
piaghe
che
al
regime
potrebbero
riuscire
fatali
.
Eppure
noi
diamo
da
anni
l
'
esempio
evidente
di
quanto
si
possa
esser
franchi
senza
incorrere
in
nessun
pericolo
,
senza
aver
grattacapi
,
o
come
altri
dicono
,
grane
...
ProsaGiuridica ,
Vittorio
Emanuele
III
per
Grazia
di
Dio
e
per
la
Volontà
della
Nazione
Re
d
'
Italia
Imperatore
d
'
Etiopia
Ritenuta
la
necessità
urgente
ed
assoluta
di
provvedere
;
Visto
l
'
art
.
3
,
n
.
2
,
della
legge
31
gennaio
1926-IV
,
n
.
100
,
sulla
facoltà
del
potere
esecutivo
di
emanare
norme
giuridiche
;
Sentito
il
Consiglio
dei
Ministri
;
Sulla
proposta
del
Duce
,
Primo
Ministro
Segretario
di
Stato
,
Ministro
per
l
'
interno
,
di
concerto
coi
Ministri
per
gli
affari
esteri
,
per
la
grazia
e
giustizia
,
per
le
finanze
e
per
le
corporazioni
;
Abbiamo
decretato
e
decretiamo
:
Capo
I
-
Provvedimenti
relativi
ai
matrimoni
Art
.
1
.
Il
matrimonio
del
cittadino
italiano
di
razza
ariana
con
persona
appartenente
ad
altra
razza
è
proibito
.
Il
matrimonio
celebrato
in
contrasto
con
tale
divieto
è
nullo
.
Art
.
2
.
Fermo
il
divieto
di
cui
all
'
art
.
1
,
il
matrimonio
del
cittadino
italiano
con
persona
di
nazionalità
straniera
è
subordinato
al
preventivo
consenso
del
Ministero
per
l
'
interno
.
I
trasgressori
sono
puniti
con
l
'
arresto
fino
a
tre
mesi
e
con
l
'
ammenda
fino
a
lire
diecimila
.
Art
.
3
.
Fermo
il
divieto
di
cui
all
'
art
.
1
,
i
dipendenti
delle
Amministrazioni
civili
e
militari
dello
Stato
,
delle
Organizzazioni
del
Partito
Nazionale
Fascista
o
da
esso
controllate
,
delle
Amministrazioni
delle
Province
,
dei
Comuni
,
degli
Enti
parastatali
e
delle
Associazioni
sindacali
ed
Enti
collaterali
non
possono
contrarre
matrimonio
con
persone
di
nazionalità
straniera
.
Salva
l
'
applicazione
,
ove
ne
ricorrano
gli
estremi
,
delle
sanzioni
previste
dall
'
art
.
2
,
la
trasgressione
del
predetto
divieto
importa
la
perdita
dell
'
impiego
e
del
grado
.
Art
.
4
.
Ai
fini
dell
'
applicazione
degli
articoli
2
e
3
,
gli
italiani
non
regnicoli
non
sono
considerati
stranieri
.
Art
.
5
.
L
'
ufficiale
dello
stato
civile
,
richiesto
di
pubblicazioni
di
matrimonio
,
è
obbligato
ad
accertare
,
indipendentemente
dalle
dichiarazioni
delle
parti
,
la
razza
e
lo
stato
di
cittadinanza
di
entrambi
i
richiedenti
.
Nel
caso
previsto
dall
'
art
.
1
,
non
procederà
né
alle
pubblicazioni
né
alla
celebrazione
del
matrimonio
.
L
'
ufficiale
dello
stato
civile
che
trasgredisce
al
disposto
del
presente
articolo
è
punito
con
l
'
ammenda
da
lire
cinquecento
a
lire
cinquemila
.
Art
.
6
.
Non
può
produrre
effetti
civili
e
non
deve
,
quindi
,
essere
trascritto
nei
registri
dello
stato
civile
,
a
norma
dell'art.5
della
legge
27
maggio
1929-VII
,
n
.
847
,
il
matrimonio
celebrato
in
violazione
dell'art.1
.
Al
ministro
del
culto
,
davanti
al
quale
sia
celebrato
tale
matrimonio
,
è
vietato
l
'
adempimento
di
quanto
disposto
dal
primo
comma
dell'art.8
della
predetta
legge
.
I
trasgressori
sono
puniti
con
l
'
ammenda
da
lire
cinquecento
a
lire
cinquemila
.
Art
.
7
.
L
'
ufficiale
dello
stato
civile
che
ha
proceduto
alla
trascrizione
degli
atti
relativi
a
matrimoni
celebrati
senza
l
'
osservanza
del
disposto
dell
'
art
.
2
è
tenuto
a
farne
immediata
denunzia
all
'
autorità
competente
.
Capo
II
-
Degli
appartenenti
alla
razza
ebraica
Art
.
8
.
Agli
effetti
di
legge
:
a
)
è
di
razza
ebraica
colui
che
è
nato
da
genitori
entrambi
di
razza
ebraica
,
anche
se
appartenga
a
religione
diversa
da
quella
ebraica
;
b
)
è
considerato
di
razza
ebraica
colui
che
è
nato
da
genitori
di
cui
uno
di
razza
ebraica
e
l
'
altro
di
nazionalità
straniera
;
c
)
è
considerato
di
razza
ebraica
colui
che
è
nato
da
madre
di
razza
ebraica
qualora
sia
ignoto
il
padre
;
d
)
è
considerato
di
razza
ebraica
colui
che
,
pur
essendo
nato
da
genitori
di
nazionalità
italiana
,
di
cui
uno
solo
di
razza
ebraica
,
appartenga
alla
religione
ebraica
,
o
sia
,
comunque
,
iscritto
ad
una
comunità
israelitica
,
ovvero
abbia
fatto
,
in
qualsiasi
altro
modo
,
manifestazioni
di
ebraismo
.
Non
è
considerato
di
razza
ebraica
colui
che
è
nato
da
genitori
di
nazionalità
italiana
,
di
cui
uno
solo
di
razza
ebraica
,
che
,
alla
data
del
1°
ottobre
1938-XVI
,
apparteneva
a
religioni
diversa
da
quella
ebraica
.
Art
.
9
.
L
'
appartenenza
alla
razza
ebraica
deve
essere
denunziata
ed
annotata
nei
registri
dello
stato
civile
e
della
popolazione
.
Tutti
gli
estratti
dei
predetti
registri
ed
i
certificati
relativi
,
che
riguardano
appartenenti
alla
razza
ebraica
,
devono
fare
espressa
menzione
di
tale
annotazione
.
Uguale
menzione
deve
farsi
negli
atti
relativi
a
concessione
o
autorizzazioni
della
pubblica
autorità
.
I
contravventori
alle
disposizioni
del
presente
articolo
sono
puniti
con
l
'
ammenda
fino
a
lire
duemila
.
Art
.
10
.
I
cittadini
italiani
di
razza
ebraica
non
possono
:
a
)
prestare
servizio
militare
in
pace
e
in
guerra
;
b
)
esercitare
l
'
ufficio
di
tutore
o
curatore
di
minori
o
di
incapaci
non
appartenenti
alla
razza
ebraica
c
)
essere
proprietari
o
gestori
,
a
qualsiasi
titolo
,
di
aziende
dichiarate
interessanti
la
difesa
della
Nazione
,
ai
sensi
e
con
le
norme
dell
'
art
.
1
R
.
decreto
-
legge
18
novembre
1929-VIII
,
n
.
2488
,
e
di
aziende
di
qualunque
natura
che
impieghino
cento
o
più
persone
,
né
avere
di
dette
aziende
la
direzione
né
assumervi
comunque
,
l
'
ufficio
di
amministrazione
o
di
sindaco
;
d
)
essere
proprietari
di
terreni
che
,
in
complesso
,
abbiano
un
estimo
superiore
a
lire
cinquemila
;
e
)
essere
proprietari
di
fabbricati
urbani
che
,
in
complesso
,
abbiano
un
imponibile
superiore
a
lire
ventimila
.
Per
i
fabbricati
per
i
quali
non
esista
l
'
imponibile
,
esso
sarà
stabilito
sulla
base
degli
accertamenti
eseguiti
ai
fini
dell
'
applicazione
dell
'
imposta
straordinaria
sulla
proprietà
immobiliare
di
cui
al
R
.
decreto
-
legge
5
ottobre
1936-XIV
,
n
.
1743
.
Con
decreto
Reale
,
su
proposta
del
Ministro
per
le
finanze
,
di
concerto
coi
Ministri
per
l
'
interno
,
per
la
grazia
e
giustizia
,
per
le
corporazioni
e
per
gli
scambi
e
valute
,
saranno
emanate
le
norme
per
l
'
attuazione
delle
disposizioni
di
cui
alle
lettere
c
)
,
d
)
,
e
)
.
Art
.
11
.
Il
genitore
di
razza
ebraica
può
essere
privato
della
patria
potestà
sui
figli
che
appartengono
a
religione
diversa
da
quella
ebraica
,
qualora
risulti
che
egli
impartisca
ad
essi
una
educazione
non
corrispondente
ai
loro
principi
religiosi
o
ai
fini
nazionali
.
Art
.
12
.
Gli
appartenenti
alla
razza
ebraica
non
possono
avere
alle
proprie
dipendenze
,
in
qualità
di
domestici
,
cittadini
italiani
di
razza
ariana
.
I
trasgressori
sono
puniti
con
l
'
ammenda
da
lire
mille
a
lire
cinquemila
.
Art
.
13
.
Non
possono
avere
alle
proprie
dipendenze
persone
appartenenti
alla
razza
ebraica
:
a
)
le
Amministrazioni
civili
e
militari
dello
Stato
;
b
)
il
Partito
Nazionale
Fascista
e
le
organizzazioni
che
ne
dipendono
o
che
ne
sono
controllate
;
c
)
le
Amministrazioni
delle
Province
,
dei
Comuni
,
delle
Istituzioni
pubbliche
di
assistenza
e
beneficenza
e
degli
Enti
,
Istituti
ed
Aziende
,
comprese
quelle
dei
trasporti
in
gestione
diretta
,
amministrate
o
mantenute
col
concorso
delle
Province
,
dei
Comuni
,
delle
Istituzioni
pubbliche
di
assistenza
e
beneficenza
o
dei
loro
Consorzi
;
d
)
le
Amministrazioni
delle
aziende
municipalizzate
;
e
)
le
Amministrazioni
degli
Enti
parastatali
,
comunque
costituiti
e
denominati
,
delle
Opere
nazionali
,
delle
Associazioni
sindacali
ed
Enti
collaterali
e
,
in
genere
,
di
tutti
gli
Enti
ed
Istituti
di
diritto
pubblico
,
anche
con
ordinamento
autonomo
,
sottoposti
a
vigilanza
o
a
tutela
dello
Stato
,
o
al
cui
mantenimento
lo
Stato
concorra
con
contributi
di
carattere
continuativo
;
f
)
le
Amministrazioni
delle
aziende
annesse
o
direttamente
dipendenti
dagli
Enti
di
cui
alla
precedente
lettera
e
)
o
che
attingono
ad
essi
,
in
modo
prevalente
,
i
mezzi
necessari
per
il
raggiungimento
dei
propri
fini
,
nonché
delle
società
,
il
cui
capitale
sia
costituito
,
almeno
per
metà
del
suo
importo
,
con
la
partecipazione
dello
Stato
;
g
)
le
Amministrazioni
delle
banche
di
interesse
nazionale
;
h
)
le
Amministrazioni
delle
imprese
private
di
assicurazione
.
Art
.
14
.
Il
Ministro
per
l
'
interno
,
sulla
documentata
istanza
degli
interessati
,
può
,
caso
per
caso
,
dichiarare
non
applicabili
le
disposizioni
dell
'
art
.
10
,
nonché
dell
'
art
.
13
,
lett
.
h
)
:
a
)
ai
componenti
le
famiglie
dei
caduti
nelle
guerre
libica
,
mondiale
,
etiopica
e
spagnola
e
dei
caduti
per
la
causa
fascista
;
b
)
a
coloro
che
si
trovino
in
una
delle
seguenti
condizioni
:
1
)
mutilati
,
invalidi
,
feriti
,
volontari
di
guerra
o
decorati
al
valore
nelle
guerre
libica
,
mondiale
,
etiopica
e
spagnola
;
2
)
combattenti
nelle
guerre
libica
,
mondiale
,
etiopica
,
spagnola
che
abbiano
conseguito
almeno
la
croce
al
merito
di
guerra
;
3
)
mutilati
,
invalidi
,
feriti
della
causa
fascista
;
4
)
iscritti
al
Partito
Nazionale
Fascista
negli
anni
1919-20-21-22
e
nel
secondo
semestre
del
1924;
5
)
legionari
fiumani
;
6
)
abbiano
acquisito
eccezionali
benemerenze
,
da
valutarsi
a
termini
dell'art.16
.
Nei
casi
preveduti
alla
lett
.
b
)
,
il
beneficio
può
essere
esteso
ai
componenti
la
famiglia
delle
persone
ivi
elencate
,
anche
se
queste
siano
premorte
.
Gli
interessati
possono
richiedere
l
'
annotazione
del
provvedimento
del
Ministro
per
l
'
interno
nei
registri
di
stato
civile
e
di
popolazione
.
Il
provvedimento
del
Ministro
per
l
'
interno
non
soggetto
ad
alcun
gravame
,
sia
in
via
amministrativa
,
sia
in
via
giurisdizionale
.
Art
.
15
.
Ai
fini
dell
'
applicazione
dell
'
art
.
14
,
sono
considerati
componenti
della
famiglia
,
oltre
il
coniuge
,
gli
ascendenti
e
i
discendenti
fino
al
secondo
grado
.
Art
.
16
.
Per
la
valutazione
delle
speciali
benemerenze
di
cui
all
'
art
.
14
lett
.
b
)
,
n
.
6
,
è
istituita
,
presso
il
Ministero
dell
'
interno
,
una
Commissione
composta
del
Sottosegretario
di
Stato
all
'
interno
,
che
la
presiede
,
di
un
Vice
Segretario
del
Partito
Nazionale
Fascista
e
del
Capo
di
Stato
Maggiore
della
Milizia
Volontaria
Sicurezza
Nazionale
.
Art
.
17
.
È
vietato
agli
ebrei
stranieri
di
fissare
stabile
dimora
nel
Regno
,
in
Libia
e
nei
Possedimenti
dell
'
Egeo
.
Capo
III
-
Disposizioni
transitorie
e
finali
Art
.
18
.
Per
il
periodo
di
tre
mesi
dalla
data
di
entrata
in
vigore
del
presente
decreto
,
è
data
facoltà
al
Ministro
per
l
'
interno
,
sentita
l
'
Amministrazione
interessata
,
di
dispensare
,
in
casi
speciali
,
dal
divieto
di
cui
all
'
art
.
3
,
gli
impiegati
che
intendono
contrarre
matrimonio
con
persona
straniera
di
razza
ariana
.
Art
.
19
.
Ai
fini
dell
'
applicazione
dell
'
art
.
9
,
tutti
coloro
che
si
trovano
nelle
condizioni
di
cui
all'art.8
,
devono
farne
denunzia
all
'
ufficio
di
stato
civile
del
Comune
di
residenza
,
entro
90
giorni
dalla
data
di
entrata
in
vigore
del
presente
decreto
.
Coloro
che
non
adempiono
a
tale
obbligo
entro
il
termine
prescritto
o
forniscono
dati
inesatti
o
incompleti
sono
puniti
con
l
'
arresto
fino
ad
un
mese
e
con
l
'
ammenda
fino
a
lire
tremila
.
Art
.
20
.
I
dipendenti
degli
Enti
indicati
nell'art.13
,
che
appartengono
alla
razza
ebraica
,
saranno
dispensati
dal
servizio
nel
termine
di
tre
mesi
dalla
data
di
entrata
in
vigore
del
presente
decreto
.
Art
.
21
.
I
dipendenti
dello
Stato
in
pianta
stabile
,
dispensati
dal
servizio
a
norma
dell'art.20
,
sono
ammessi
a
far
valere
il
diritto
al
trattamento
di
quiescenza
loro
spettante
a
termini
di
legge
.
In
deroga
alle
vigenti
disposizioni
,
a
coloro
che
non
hanno
maturato
il
periodo
di
tempo
prescritto
è
concesso
il
trattamento
minimo
di
pensione
se
hanno
compiuto
almeno
dieci
anni
di
servizio
;
negli
altri
casi
è
concessa
una
indennità
pari
a
tanti
dodicesimi
dell
'
ultimo
stipendio
quanti
sono
gli
anni
di
servizio
compiuti
.
Art
.
22
.
Le
disposizioni
di
cui
all'art.21
sono
estese
,
in
quanto
applicabili
,
agli
Enti
indicati
alle
lettere
b
)
,
c
)
,
d
)
,
e
)
,
f
)
,
g
)
,
h
)
,
dell'art.13
.
Gli
Enti
,
nei
cui
confronti
non
sono
applicabili
le
disposizioni
dell'art.21
,
liquideranno
,
ai
dipendenti
dispensati
dal
servizio
,
gli
assegni
o
le
indennità
previste
dai
propri
ordinamenti
o
dalle
norme
che
regolano
il
rapporto
di
impiego
per
i
casi
di
dispensa
o
licenziamento
per
motivi
estranei
alla
volontà
dei
dipendenti
.
Art
.
23
.
Le
concessioni
di
cittadinanza
italiana
comunque
fatte
ad
ebrei
stranieri
posteriormente
al
1°
gennaio
1919
si
intendono
ad
ogni
effetto
revocate
.
Art
.
24
.
Gli
ebrei
stranieri
e
quelli
nei
cui
confronti
si
applichi
l'art.23
,
i
quali
abbiano
iniziato
il
loro
soggiorno
nel
Regno
,
in
Libia
e
nei
Possedimenti
dell
'
Egeo
posteriormente
al
1°
gennaio
1919
,
debbono
lasciare
il
territorio
del
Regno
,
della
Libia
e
dei
possedimenti
dell
'
Egeo
entro
il
12
marzo
1939-XVII
.
Coloro
che
non
avranno
ottemperato
a
tale
obbligo
entro
il
termine
suddetto
saranno
puniti
con
l
'
arresto
fino
a
tre
mesi
o
con
l
'
ammenda
fino
a
lire
5.000
e
saranno
espulsi
a
norma
dell'art.150
del
testo
unico
delle
leggi
di
pubblica
sicurezza
,
approvato
con
R
.
decreto
18
giugno
1931-IX
,
n
.
773
.
Art
.
25
.
La
disposizione
dell'art.24
non
si
applica
agli
ebrei
di
nazionalità
straniera
i
quali
,
anteriormente
al
1°
ottobre
1938-XVI
:
a
)
abbiano
compiuto
il
65°
anno
di
età
;
b
)
abbiano
contratto
matrimonio
con
persone
di
cittadinanza
italiana
.
Ai
fini
dell
'
applicazione
del
presente
articolo
,
gli
interessati
dovranno
far
pervenire
documentata
istanza
al
Ministero
dell
'
interno
entra
trenta
giorni
dalla
data
di
entrata
in
vigore
del
presente
decreto
.
Art
.
26
.
Le
questioni
relative
all
'
applicazione
del
presente
decreto
saranno
risolte
,
caso
per
caso
,
dal
Ministro
per
l
'
interno
,
sentiti
i
Ministri
eventualmente
interessati
,
e
previo
parere
di
una
Commissione
da
lui
nominata
.
Il
provvedimento
non
è
soggetto
ad
alcun
gravame
,
sia
in
via
amministrativa
,
sia
in
via
giurisdizionale
.
Art
.
27
.
Nulla
è
innovato
per
quanto
riguarda
il
pubblico
esercizio
del
culto
e
la
attività
delle
comunità
israelitiche
,
secondo
le
leggi
vigenti
,
salvo
le
modificazioni
eventualmente
necessarie
per
coordinare
tali
leggi
con
le
disposizioni
del
presente
decreto
.
Art
.
28
.
È
abrogata
ogni
disposizione
contraria
o
,
comunque
,
incompatibile
con
quella
del
presente
decreto
.
Art
.
29
.
Il
Governo
del
Re
è
autorizzato
ad
emanare
le
norme
necessarie
per
l
'
attuazione
del
presente
decreto
.
Il
presente
decreto
sarà
presentato
al
Parlamento
per
la
sua
conversione
in
legge
.
Il
Duce
,
Ministro
per
l
'
interno
,
proponente
,
è
autorizzato
a
presentare
relativo
disegno
di
legge
.
Ordiniamo
che
il
presente
decreto
,
munito
del
sigillo
dello
Stato
,
sia
inserto
nella
raccolta
ufficiale
delle
leggi
e
dei
decreti
del
Regno
d
'
Italia
,
mandando
a
chiunque
spetti
di
osservarlo
e
farlo
osservare
.
Dato
a
Roma
,
addì
17
novembre
1938
-
XVII
Vittorio
Emanuele
Mussolini
,
Ciano
,
Solmi
,
Di
Revel
,
Lantini
Visto
il
Guardasigilli
:
Solmi
StampaPeriodica ,
Critici
che
non
leggono
.
In
una
fiera
requisitoria
contro
Serra
e
la
sua
critica
,
scritta
da
Giovanni
Boine
,
e
stampata
in
tre
fitte
colonne
sulla
«
Riviera
Ligure
»
(
marzo
1915
)
,
Si
legge
quest
acerba
rampogna
...
:
«
E
,
peggio
di
tutto
,
concede
talvolta
in
tal
modo
alla
corrente
com
è
(
non
per
il
non
aver
letto
,
ora
per
piena
complimentosità
da
gentiluomo
in
salotto
di
cui
s
è
detto
)
che
dedica
a
Marino
Moretti
parecchie
pagine
dove
lo
spazio
e
il
tempo
è
perduto
ad
analizzare
se
sì
o
no
le
poesie
col
lapis
siano
un
rifriggimento
,
uno
smidollamento
gozzanesco
,
dove
si
dice
delle
sue
novelle
,
ma
chissà
perché
per
es
.
la
Deledda
tanto
più
profonda
e
significativa
NON
È
NEPPUR
NOMINATA
»
.
Apro
il
libro
del
Serra
;
e
a
pp
.
112
e
113
trovo
che
si
parla
appunto
di
Grazia
Deledda
.
Mi
dispiace
che
sia
sfuggito
a
Boine
,
che
per
altro
è
tanto
coscienzioso
e
attento
.
Forse
per
certa
stizza
e
acrimonia
che
si
manifesta
troppo
chiaramente
in
tutta
la
nota
:
e
per
il
nobile
sdegno
contro
quel
profanatore
della
critica
letteraria
che
è
Renato
Serra
.
Ma
già
Boine
,
da
un
pezzo
in
qua
va
approfittando
dei
libri
più
diversi
che
gli
capitano
sotto
mano
,
per
comporre
certi
suoi
bozzetti
disinvolti
,
o
frammenti
d
una
teorica
sulla
volubilità
,
?
quando
non
canta
i
suoi
amori
colle
nuvole
e
il
vino
buono
paesano
;
o
piglia
la
rincorsa
per
montare
in
cattedra
e
discorrere
,
a
proposito
di
un
piccolo
libro
d
arte
,
dell
Ecclesiaste
,
di
Pascal
,
e
di
mille
problemi
eterni
.
Atteggiamenti
gli
uni
e
gli
altri
.
E
temo
che
bisogna
tirar
la
somma
tra
questi
termini
opposti
:
ironia
sanculotta
e
alto
pathos
;
e
dividere
per
due
.
Si
troverà
allora
il
punto
giusto
,
il
punto
medio
;
di
quest
uomo
medio
;
di
questo
spirito
assai
modesto
e
impermalito
,
avanzo
di
fogazzarismo
e
isteria
intellettuale
,
con
sopravi
una
spolveratura
di
filosofia
tanto
più
spiacente
,
quanto
la
portata
è
più
grande
e
più
solenne
.
Veleno
.
Da
un
gazzettiere
,
in
una
gazzetta
è
stata
fatta
giustizia
sommaria
di
Benedetto
Croce
,
di
Papini
,
Ruta
,
Soffici
e
Salvemini
:
gente
ormai
trapassata
,
che
non
conta
più
nulla
,
e
a
cui
non
resta
che
seppellirsi
volontariamente
,
se
vuol
risparmiarsi
pedate
e
insulti
dall
ultima
generazione
sopravvenuta
.
«
I
filosofi
son
diventati
giornalisti
,
i
pittori
letterati
,
i
politicanti
professori
,
i
poeti
impiegati
ferroviari
»
i
giornalisti
,
naturalmente
sottinteso
,
geni
,
e
illuminatori
,
in
questa
disavventurata
stagione
.
Siamo
alla
fase
estrema
di
una
commedia
intellettuale
e
morale
che
può
diventare
un
pericolo
,
e
per
buona
sorte
si
annunciano
uomini
e
coscienze
che
ci
salveranno
.
Rimorchieranno
i
vili
dietro
le
loro
barche
solide
e
ben
costruite
,
per
portarli
in
una
specie
di
limbo
fiorito
consolazione
di
vecchi
e
bambini
,
tutti
insieme
pargoleggianti
.
Primo
,
di
questa
razza
radiata
e
maledetta
,
Giovanni
Papini
,
gran
cordone
della
santissima
mafia
,
autore
di
un
ultima
stroncatura
,
senza
né
spirito
maligno
,
né
strafottenza
becera
,
e
neppure
eleganza
di
stile
.
«
Il
brano
di
prosa
ricorda
le
più
odiose
polemiche
che
abbiano
abbassato
la
civiltà
italiana
nei
secoli
del
servaggio
e
della
abbiezione
nostra
peggiore
»
.
[
Pare
di
assistere
a
un
comizio
,
in
tempi
elettorali
,
con
discorsi
comprati
da
chi
è
meglio
disposto
a
prostituirsi
]
.
Quando
,
mio
Dio
,
questi
avvocati
cesseranno
di
parlar
d
arte
;
smetteranno
la
più
sporca
delle
letterature
,
a
parole
non
contate
,
senza
risparmio
,
per
diletto
d
un
milione
di
gente
sprovvista
e
diseredata
?
Leggo
,
per
mia
consolazione
,
in
una
lettera
di
Serra
,
questo
preciso
giudizio
:
«
A
proposito
della
«
Voce
»
e
delle
polemiche
,
che
bellezza
quella
Sor
Emilia
di
Papini
.
Che
sapore
e
che
nerbo
di
scrittura
,
e
suono
e
schiocco
e
pizzicore
di
frustate
;
e
precisione
e
figura
e
libertà
di
spirito
.
È
in
un
momento
superbo
Papini
:
anche
i
suoi
tentativi
di
poesia
in
versi
hanno
qualche
cosa
di
raro
.
È
quasi
un
peccato
,
quand
uno
è
così
felice
,
accanirsi
contro
un
disgraziato
che
pure
ha
tante
qualità
nascoste
e
guaste
nella
sua
ingrata
natura
»
.
A
me
basta
.
Io
sto
sicuro
a
questa
verità
.
Tra
dieci
anni
,
passato
il
rumore
di
questa
farsa
,
si
rifaranno
i
conti
.
Gazzette
e
gazzettieri
in
fumo
:
un
certo
puzzo
d
arsiccio
:
e
quel
poco
d
oro
lucerà
di
più
.
Zampirone
.
«
Nessuno
proprio
ci
crede
più
alla
pontificale
infallibilità
di
Croce
»
...
«
Non
mi
pare
che
il
Senatore
Croce
,
il
quale
,
quando
si
mette
a
tavolino
per
giudicare
di
qualcosa
,
ha
per
lo
più
delle
felici
trovate
...
»
...
«
I
filosofi
son
diventati
giornalisti
»
...
Se
non
ci
fosse
stato
il
nome
ripetuto
e
stampato
,
con
quella
qualifica
di
senatore
che
ritorna
in
poche
pagine
dieci
volte
precise
,
avrei
giurato
che
si
parlasse
di
Arnaldo
Cervesato
.
Ma
no
;
qui
i
Signori
Nello
Quilici
e
Alberto
Spaini
vogliono
dir
proprio
Benedetto
Croce
,
che
da
gran
tempo
si
son
presi
l
impegno
di
radiare
dal
corso
della
storia
,
con
una
lunga
serie
di
saggi
e
discussioni
,
e
intuizioni
rivelatrici
di
nuovi
cieli
formazione
spirituale
della
generazione
che
vien
su
,
e
promette
di
rivoltare
il
mondo
,
capovolgere
valori
vecchi
,
cassare
di
sulla
crosta
terrestre
le
cariatidi
dell
antica
coscienza
italiana
:
e
ha
già
inventato
,
all
uopo
,
tante
cose
giovini
e
fresche
:
eticità
,
vita
interiore
,
coerenza
,
onestà
;
ma
un
onestà
d
altra
specie
,
direi
quasi
d
un
essenza
sopraffina
e
volatilizzabile
;
impalpabile
;
qualità
e
sostanza
d
una
superiore
grandezza
,
che
permette
d
infischiarsi
di
quelle
tal
altre
virtù
,
più
banali
,
più
comuni
,
ma
senza
di
cui
gli
uomini
mediocri
non
sanno
vivere
:
decenza
,
riserbo
,
conoscenza
di
sé
,
valore
reale
,
moralità
tanto
meno
alta
e
più
fattiva
,
studi
severi
,
esperienza
piena
,
amore
di
comprendere
,
senso
delle
distanze
e
dell
altrui
genio
,
umiltà
:
quel
piccolo
bagaglio
insomma
che
ogni
uomo
mortale
serio
finora
era
abituato
a
portarsi
con
sé
,
come
regola
di
vita
;
anche
se
non
straordinaria
.
Oggi
invece
è
tutt
altro
affare
.
Hanno
spalancato
le
vie
dell
avvenire
;
madonna
mia
;
come
grandi
!
Non
ci
si
raccapezza
più
:
abbiam
persa
la
bussola
:
c
è
aria
troppo
fina
per
noi
.
Siamo
in
un
età
eroica
;
e
i
piccoli
uomini
vi
fanno
una
ben
magra
figura
,
con
le
loro
idee
che
non
superano
la
portata
della
loro
statura
.
A
guardarci
intorno
,
dei
nostri
compagni
non
si
ritrova
più
nessuno
:
un
deserto
.
Quelli
che
s
incontrano
non
so
più
che
faccia
abbiano
;
e
appena
riusciamo
a
vedere
i
ginocchi
.
E
sento
puzzo
come
di
formiche
spiaccicate
;
sangue
magro
.
Sono
i
nostri
poveri
amici
dispersi
e
uccisi
.
Questi
omaccioni
ci
rotolano
su
,
e
neppure
lasciano
la
traccia
.
Effetto
di
che
?
Effetto
,
io
credo
,
di
deformazione
cutanea
,
e
null
altro
;
con
incrostamenti
alla
superficie
,
che
han
mangiato
cuore
,
anima
,
tutto
.
Non
si
tratta
né
di
eroi
né
di
giganti
.
Son
pachidermi
;
con
un
corno
in
fronte
,
in
continua
furia
;
ciechi
.
Non
sentono
,
non
vedono
più
.
Ora
,
di
primavera
,
sono
in
amore
,
e
corrono
per
i
prati
come
una
maledizione
.
Nasceranno
dei
mostri
e
li
metteranno
sugli
altari
.
Ecce
miraculum
novum
,
qui
santificabit
mundum
.
Adoramus
fidenter
!
Benedetto
Croce
è
uno
degli
«
spodestati
»
.
A
rinnegarlo
si
trovan
d
accordo
giovani
profeti
e
professori
universitari
.
L
incontro
casuale
è
assai
significativo
;
e
a
me
particolarmente
dà
un
gran
piacere
.
Ma
come
lo
rinnegano
?
Con
una
sorta
di
sorriso
acerbo
,
e
un
aria
di
degnazione
;
come
dire
:
parliamo
l
ultima
volta
di
questo
disgraziato
.
E
sì
,
i
disgraziati
sono
proprio
essi
:
questi
giovanotti
,
e
questi
letteratoni
geniali
.
Che
cosa
oramai
non
considerano
inferiore
a
sé
?
Fino
a
pochi
mesi
fa
si
son
ciucciati
latte
e
vita
;
ma
basta
così
.
Un
calcio
ben
inchiodato
,
e
non
se
ne
parli
più
.
Non
vale
neppur
la
pena
di
una
discussione
.
Tanto
,
se
mi
guardo
addietro
,
in
dieci
volumi
non
ci
sono
che
«
felici
trovate
»
;
e
il
miglior
titolo
che
possa
dare
a
questo
povero
di
spirito
è
quel
che
gli
altri
gli
hanno
affibbiato
[
Senatore
!
]
;
e
lui
non
è
stato
buono
a
meritarsene
uno
suo
,
più
solido
,
più
adatto
,
per
chi
voleva
essere
Maestro
della
gioventù
.
Ma
queste
son
cose
,
cari
miei
,
che
vanno
un
poco
dimostrate
.
A
un
imbecille
può
esser
concesso
anche
di
giudicare
un
grande
,
Benedetto
Croce
compreso
:
a
patto
che
ragioni
,
documenti
,
discuta
.
E
per
assalti
personali
e
polemici
va
chiesta
giustificazione
e
stato
di
servizio
di
chi
ci
s
impegna
.
Fuori
le
carte
!
Siete
uomini
d
ingegno
;
avete
lavorato
e
scritto
;
può
bastare
per
pigliarvi
spasso
di
chi
vi
piace
.
C
è
opposizione
di
uomo
a
uomo
.
E
una
vostra
bestemmia
ha
il
peso
di
tutta
la
vostra
esperienza
e
coscienza
.
Ma
se
siete
appena
vermi
e
lombrichi
;
esenti
d
ogni
umanità
!
Provatevi
ad
assaltare
,
da
bravi
;
ma
fatemi
avanti
un
piccolo
discorso
.
Ho
paura
siate
ammalati
di
balbuzie
intellettuale
.
Non
so
se
arrivate
a
concepire
e
dire
una
sola
proposizione
.
Voglio
sperimentarvi
.
E
non
sarebbe
da
chiederlo
a
voi
,
che
dovreste
saperlo
per
vostro
conto
,
giacché
vi
date
l
aria
di
essere
d
altra
razza
,
che
sa
il
fatto
suo
,
e
a
ogni
cosa
che
dice
attribuisce
valore
di
assoluta
verità
,
documentabile
,
certa
,
sacramentale
e
cristiana
.
Perché
c
è
gente
intorno
che
ha
poca
fiducia
nelle
vostre
parole
senza
costrutto
;
e
aspetta
uno
schiarimento
.
E
per
nausea
della
vostra
miseria
,
indignazione
,
e
dispetto
,
andiamo
meditando
un
colpo
di
stato
.
Di
mutare
questa
eterna
repubblica
letteraria
in
una
monarchia
più
che
assoluta
,
con
Benedetto
Croce
re
,
padrone
,
e
tiranno
.
Rimetteremo
ordine
alle
nostre
faccende
.
Le
«
pause
»
.
È
di
moda
oggi
chiamarle
così
,
farne
un
segno
anzi
dell
arte
novissima
,
due
o
tre
giovani
scrittori
a
cui
ho
paura
si
voglia
creare
un
posto
a
parte
nella
storia
della
letteratura
italiana
e
universale
.
Perché
?
Hanno
inventato
la
«
spiritualità
»
.
Davvero
che
non
ce
n
eravamo
accorti
,
da
quella
gente
grossolana
che
ci
vantiamo
d
essere
:
e
tanto
arretrata
e
grammaticale
,
che
per
intendere
la
«
lettera
»
,
per
ricercare
la
«
lettera
»
,
dimentichiamo
,
disgraziati
,
lo
spirito
.
Perché
sapevo
che
in
poesia
ci
sono
cose
belle
e
brutte
,
cioè
vive
e
morte
,
riuscite
e
non
riuscite
.
Sapevo
che
è
poeta
chi
realizza
,
poco
o
molto
,
non
importa
;
ma
realizza
.
Crea
immagini
,
sentimenti
,
stati
d
animo
,
figure
,
drammi
,
un
grande
o
piccolo
mondo
.
Le
pause
che
c
entrano
?
E
che
vale
stabilire
differenze
e
lacune
odiose
?
Si
trovano
da
per
tutto
,
dove
c
è
arte
.
Che
vogliono
dire
sottintesi
,
riferimenti
,
suggerimenti
,
quei
gradi
intermedi
insomma
,
e
di
passaggio
,
che
ogni
poeta
sagrifica
per
cogliere
una
linea
essenziale
,
fissare
un
atteggiamento
di
significato
e
valore
assoluto
.
De
Sanctis
,
che
se
n
intendeva
,
lasciò
scritto
almeno
questa
pagina
sacramentale
.
«
Quando
il
poeta
compone
ha
innanzi
un
fantasma
che
lo
tira
fuori
dal
suo
stato
ordinario
e
prosaico
,
gli
agita
la
fantasia
,
gli
scalda
il
cuore
.
Non
crediate
però
ch
egli
gitti
sulla
carta
tutta
intera
la
sua
visione
e
tutte
le
sue
impressioni
.
La
sua
penna
riposa
,
ma
non
il
suo
cervello
;
rimane
agitato
,
pensoso
,
la
poesia
si
continua
nella
sua
testa
dove
fluttuano
molte
altre
immagini
,
parte
proprie
di
essa
visione
,
parte
estranee
e
affatto
personali
.
Il
poeta
,
concedetemi
il
paragone
,
è
un
eco
armoniosa
,
che
ripete
di
una
parola
solo
alcune
sillabe
,
ma
un
eco
animata
e
dotata
di
coscienza
,
che
sente
e
vede
più
di
quello
che
ci
dà
il
suo
suono
.
Il
critico
raccoglie
quelle
poche
sillabe
,
e
indovina
la
parola
tutta
intera
.
Pone
le
gradazioni
ed
i
passaggi
;
coglie
le
idee
intermedie
ed
accessorie
;
trova
i
sentimenti
da
cui
sgorga
quell
azione
,
il
pensiero
che
determina
quel
gesto
,
l
immagine
che
produce
que
palpiti
;
spinge
il
suo
sguardo
nelle
parti
interiori
ed
invisibili
di
quel
mondo
,
di
cui
il
poeta
ti
dà
il
velo
corporeo
.
Il
critico
è
simile
all
attore
;
entrambi
non
riproducono
semplicemente
il
mondo
poetico
,
ma
lo
integrano
,
empiono
le
lacune
.
Il
dramma
ti
dà
la
parola
,
ma
non
il
gesto
,
non
il
suono
della
voce
,
non
la
persona
;
indi
la
necessità
dell
attore
.
Il
simile
è
della
critica
»
.
Oltre
che
può
servire
a
far
intendere
quale
è
l
ufficio
di
un
critico
davanti
a
un
poeta
,
senza
che
si
sciupi
più
troppa
carta
,
ad
almanaccare
,
costruire
,
ideologizzare
sulla
poesia
,
invece
di
semplicemente
capirla
,
e
per
capirla
mostrare
d
aver
capito
e
far
capire
ad
altri
,
analizzando
,
interpretando
,
ponendo
appunto
quelle
tali
gradazioni
e
quei
tali
passaggi
,
cogliendo
idee
intermedie
e
accessorie
,
indovinando
insomma
la
parola
tutta
intera
,
controllando
cioè
,
e
controllandosi
,
oltre
che
a
chiarire
questi
piccoli
problemi
;
i
quali
non
sono
senza
importanza
;
serve
a
spiegare
che
cosa
significano
queste
benedette
pause
;
e
come
ci
sono
più
pause
,
ad
esempio
,
in
un
così
detto
poeta
«
animale
»
,
che
vede
e
realizza
,
realizza
naturalmente
l
essenziale
,
che
non
in
chi
si
perde
in
anfrattuosità
stilistiche
e
mastica
e
rimastica
,
e
non
arriva
a
smaltire
quel
po
di
companatico
che
vorrebbe
vendere
per
una
cena
luculliana
.
Precisamente
in
questi
scrittorelli
mancano
le
pause
,
che
son
punti
sospesi
,
interruzioni
di
silenzi
,
che
devono
esistere
così
,
non
toccare
,
come
un
atmosfera
,
o
un
sentore
di
cosa
viva
,
a
cui
s
addice
questa
forma
d
interrogativo
che
ogni
poeta
vero
pone
,
e
il
critico
risolve
.
Oggi
si
son
messi
per
l
appunto
a
indicare
,
segnare
,
additare
,
questi
spazi
emotivi
,
e
credono
di
realizzarli
.
Operano
delle
scomposizioni
;
e
quel
che
prima
era
interstizio
,
in
mezzo
,
di
accordi
profondi
,
è
eliminato
via
.
Credono
di
tener
su
l
arco
del
ponte
,
e
son
crollati
i
piloni
sopra
cui
poggiava
.
Hanno
invertito
relazioni
e
proporzioni
,
annullando
l
essenziale
,
accettando
l
inessenziale
.
C
è
l
accompagnamento
e
manca
la
musica
È
detto
tutto
,
perché
non
è
detto
nulla
.
Ci
son
tanti
viottoli
perché
manca
la
via
maestra
.
Volete
provarvi
a
smontare
di
questi
scrittori
?
Tentate
una
qualunque
analisi
o
interpretazione
.
Non
avete
da
aggiungere
una
sillaba
.
Hanno
scritto
e
testimoniato
tutto
loro
.
Vi
tocca
per
il
momento
chiudere
bottega
.
Così
si
son
divisi
il
campo
,
a
restaurare
questa
nuova
spiritualità
latina
:
o
lavorando
d
intarsio
,
con
ricami
sottili
,
e
con
una
caparbietà
cocciuta
di
gente
sterile
,
tentennando
,
esitando
,
toccandosi
il
polso
,
per
la
paura
di
non
reggere
a
questa
minuziosità
vertiginosa
;
o
sopra
costruendo
e
risolvendo
con
imposizioni
e
architetture
intellettuali
quella
vita
che
non
son
riusciti
a
dare
con
mezzi
più
semplici
e
persuasivi
.
StampaPeriodica ,
Cesare
Zavattini
,
che
dirige
con
fine
umorismo
il
settimanale
"
Le
grandi
firme
,
"
ha
recentemente
pubblicato
una
piccola
storiella
,
dovuta
alla
lepida
penna
di
Guasta
,
ex
direttore
del
Travaso
delle
idee
.
Trattandosi
di
una
vecchia
conoscenza
,
ci
siamo
precipitati
a
leggere
la
storiella
,
e
da
essa
abbiamo
appreso
come
il
povero
Guasta
fosse
stato
licenziato
dal
proprio
direttore
per
avere
inventato
una
notizia
relativa
a
Franchot
Tane
...
Noi
sappiamo
benissimo
perché
Guasta
fu
licenziato
dal
suo
giornale
:
per
avere
inventato
una
serie
di
storielle
antifasciste
al
tempo
della
Quartarella
.
Altro
che
Franchot
Tane
!
StampaPeriodica ,
Collega
è
una
vecchia
parola
squarquoia
.
Sa
di
unto
,
di
falso
libertarismo
e
di
programmi
da
"
sole
dell
'avvenire."
Si
tratta
di
un
termine
antiguerriero
,
e
antieroico
:
colleghi
non
potevano
essere
Achille
e
Patroclo
,
Eurialo
e
Niso
...
Esiste
la
parola
camerata
la
cui
accezione
è
così
vasta
ed
esauriente
.
Per
le
varie
classi
poi
valga
la
nota
di
Nicola
Moscardelli
scritta
sull
'
Ics
e
riportata
da
Meridiano
.
Egli
protesta
giustamente
a
nome
della
categoria
giornalistica
"
contro
l
'
uso
della
parola
collega
,
come
equivalente
al
termine
di
'
giornalista
'
.
StampaPeriodica ,
Caro
"
Vent
'
anni
"
Il
26
marzo
1942
sul
treno
N
.
10
che
parte
alle
11,35
da
Roma
,
sulla
linea
Roma
-
Genova
,
al
2°
turno
del
vagone
ristorante
tre
uomini
con
distintivi
fascisti
ed
una
donna
hanno
consumato
il
pasto
normale
a
30
lire
a
testa
.
Senonché
hanno
consumato
,
oltre
alla
frutta
,
il
formaggio
,
poi
biscotti
e
liquori
sino
a
far
salire
il
conto
da
120
lire
normali
a
230
.
Conto
che
è
poi
stato
messo
in
tasca
per
la
presentazione
(
evidentemente
)
ed
il
rimborso
spese
.
Si
danno
le
indicazioni
di
cui
sopra
per
l
'
eventuale
rintracciamento
dei
fascisti
stessi
.
C
'
era
su
quel
treno
anche
un
cons
.
naz
.
a
cui
il
fatto
fu
riferito
.
Ma
quando
si
vollero
ricercare
i
quattro
era
troppo
tardi
.
Tuo
StampaPeriodica ,
...
A
un
certo
punto
,
da
un
discorso
ad
un
altro
,
non
so
come
,
Paolo
vien
fuori
con
questa
domanda
:
-
Ma
insomma
,
ci
spiega
un
po
lei
chi
è
questo
Mussolini
?
Provo
come
una
scossa
,
piacevolissima
.
Godo
,
intimamente
,
profondamente
,
di
udire
pronunziare
questo
nome
quassù
,
in
questa
zona
di
silenzio
dove
si
arresta
e
non
penetra
nemmeno
l
'
eco
di
tante
fragorose
e
inutili
celebrità
.
Ed
io
spiego
chi
è
"
questo
"
Mussolini
.
Le
buone
donne
,
l
'
onesto
famiglio
,
mi
ascoltano
con
occhi
intenti
,
bevono
le
mie
parole
avidi
,
sorridono
di
soddisfatta
approvazione
.
Hanno
riconosciuto
subito
uno
dei
loro
,
un
figlio
delle
grandi
altitudini
sole
:
sa
di
corroborante
aroma
silvestre
,
riflette
il
puro
inarcato
cielo
come
la
più
alta
fonte
sotto
il
più
alto
macigno
dell
'
ultima
cima
.
È
un
fratello
,
è
il
fratello
straordinariamente
dotato
,
che
porta
impressi
nella
carne
e
nell
'
anima
,
certi
,
indubitabili
,
tremendi
ai
nemici
,
dolci
a
chi
l
'
ama
,
i
segni
della
"
più
vasta
orma
.
"
Non
ci
sono
che
gli
invidiosi
o
i
dolci
di
sale
che
non
vogliono
o
non
sanno
riconoscere
questo
grande
fatto
nuovo
.
Ma
la
gente
sana
,
perfino
i
più
semplici
,
i
perfetti
ignoranti
,
questi
più
di
tutti
,
hanno
compreso
,
ormai
,
perfettamente
.
Ne
ho
la
riprova
vedendo
i
miei
ascoltatori
annuenti
e
partecipi
della
mia
commossa
sincerità
e
confermati
dalle
mie
parole
nella
loro
volontà
di
persuadersi
e
di
credere
...