StampaQuotidiana ,
Gli
uomini
,
nella
loro
attività
sociale
,
sono
mossi
principalmente
dai
sentimenti
e
dagli
interessi
,
e
molti
stimano
che
siano
mossi
dai
ragionamenti
.
A
mantenere
tale
illusione
vale
il
fatto
che
sentimenti
ed
interessi
trovano
sempre
un
ragionamento
o
meglio
uno
pseudo
ragionamento
che
li
esprime
;
ragion
per
cui
,
col
solito
post
hoc
,
propter
hoc
,
nasce
il
concetto
che
il
ragionamento
ha
determinato
sentimenti
ed
interessi
;
invece
il
rapporto
è
generalmente
inverso
.
Principalmente
e
generalmente
non
vogliono
dire
esclusivamente
ed
in
ogni
caso
particolare
,
quindi
un
qualche
effetto
i
ragionamenti
ed
i
pseudo
ragionamenti
possono
averlo
,
ma
è
per
solito
assai
lieve
.
Non
è
qui
il
luogo
di
tentare
una
dimostrazione
di
queste
asserzioni
ho
scritto
due
grossi
volumi
per
provare
di
fare
ciò
ma
può
non
essere
inutile
vederne
una
conferma
negli
avvenimenti
della
presente
guerra
.
Abbiamo
avuto
bei
e
ben
fondati
ragionamenti
per
dimostrare
il
delitto
compiuto
dalla
Germania
col
violare
la
neutralità
del
Belgio
.
Ponga
mente
il
lettore
al
fatto
che
tali
ragionamenti
furono
respinti
da
chi
già
era
amico
della
Germania
o
anche
solo
inclinava
ad
essere
benevolo
;
ma
furono
accolti
da
chi
era
nemico
della
Germania
o
solo
inclinava
ad
esservi
ostile
.
È
dunque
manifesto
che
tali
caratteri
determinarono
principalmente
i
convincimenti
degli
uomini
,
e
non
i
ragionamenti
;
poiché
,
se
questi
avessero
avuto
un
'
azione
indipendente
dai
caratteri
,
ci
dovrebbero
essere
almeno
pochi
,
pochissimi
tedeschi
che
biasimassero
la
violazione
della
neutralità
;
pochi
,
pochissimi
francesi
e
inglesi
che
l
'
approvassero
.
È
vero
che
gli
inglesi
dissero
di
muovere
guerra
alla
Germania
perché
era
stata
violata
la
neutralità
belga
;
ma
fu
evidentemente
se
non
pretesto
,
almeno
solo
causa
occasionale
,
poiché
preesisteva
ed
era
potente
la
rivalità
anglo
-
tedesca
,
che
tosto
o
tardi
doveva
inevitabilmente
condurre
ad
un
conflitto
armato
.
Nel
fatto
della
violata
neutralità
belga
si
ha
un
caso
simile
a
quello
del
celebre
dispaccio
di
Ems
,
che
fu
solo
causa
occasionale
della
guerra
del
1870
,
preparata
in
sostanza
dalla
rivalità
franco
-
prussiana
.
Vennero
poi
la
distruzione
di
Lovanio
,
della
cattedrale
di
Reims
,
ed
altri
fatti
simili
.
I
Tedeschi
furono
detti
barbari
nipoti
di
Attila
,
e
vituperati
o
almeno
biasimati
in
ogni
modo
.
Anche
in
questo
caso
biasimi
e
vituperi
furono
respinti
da
chi
già
era
benevolo
alla
Germania
,
accolti
da
chi
ad
essa
era
avverso
,
e
veramente
per
ora
non
se
ne
vede
il
menomo
effetto
pratico
.
Gli
intellettuali
germanici
provvidero
ad
una
contro
-
offensiva
e
fecero
gran
consumo
di
carta
e
d
'
inchiostro
per
dimostrare
che
la
Germania
era
un
povero
agnellino
,
insidiato
da
lupi
perversi
e
rapaci
,
e
che
,
poveretta
,
se
aveva
mancato
alla
fede
di
trattati
da
essa
firmati
,
ucciso
donne
e
ragazzi
,
fucilato
ostaggi
,
distrutte
città
e
monumenti
,
aveva
solo
operato
in
stato
di
legittima
difesa
.
Anche
queste
belle
produzioni
letterarie
,
queste
splendide
orazioni
ebbero
un
effetto
pratico
molto
prossimo
a
zero
:
persuasero
chi
già
era
persuaso
;
d
'
altri
,
nessuno
.
Qui
forse
il
lettore
osserverà
:
«
Tra
tutti
questi
discorsi
che
servono
a
niente
,
mettete
pure
anche
il
vostro
che
li
dimostra
inutili
,
poiché
veramente
è
opera
vana
ammazzare
un
uomo
morto
»
.
Adagio
un
poco
:
non
confondiamo
il
principale
col
secondario
.
Tali
discorsi
od
altri
simili
,
da
sé
valgono
poco
o
niente
,
ma
possono
servire
ad
occultare
interessi
e
sentimenti
che
valgono
per
il
bene
,
oppure
per
il
male
di
una
nazione
.
Per
molti
anni
abbiamo
udito
discorsi
che
,
senza
tregua
né
posa
,
predicavano
la
fine
delle
guerre
,
fatte
ormai
impossibili
dal
progredire
dei
sentimenti
umanitari
,
di
giustizia
e
di
diritto
,
dell
'
evoluzione
del
proletariato
,
che
sdegnosamente
le
respingeva
e
che
bene
avrebbe
saputo
imporre
la
sua
volontà
,
dalla
perfezione
stessa
degli
armamenti
che
avrebbe
tolto
agli
eserciti
di
poter
venire
a
battaglia
.
Tutto
questo
gran
discorrere
ed
argomentare
ha
messo
capo
ad
una
guerra
generale
delle
nazioni
,
che
è
certo
fra
le
maggiori
che
mai
abbia
veduto
l
'
umanità
;
e
perciò
,
sotto
tale
aspetto
,
discorsi
ed
argomenti
sono
stati
assolutamente
vani
.
Manifestarono
invece
un
'
opera
,
invero
di
non
gran
momento
,
contraria
al
fine
a
cui
tendevano
;
furono
cioè
il
manto
col
quale
si
ricoprivano
interessi
e
sentimenti
i
quali
miravano
a
volgere
in
pro
della
clientela
elettorale
i
quattrini
che
dovevano
servire
per
la
difesa
della
patria
.
Per
esempio
,
furono
i
bei
discorsi
sul
diritto
internazionale
,
sulla
«
pace
mercé
il
diritto
»
,
che
occultarono
sentimenti
ed
interessi
i
quali
distolsero
il
Belgio
dal
prepararsi
convenientemente
alla
guerra
.
Se
l
'
esercito
tedesco
passò
dal
Belgio
invece
di
passare
dalla
Svizzera
,
oltre
a
ragioni
strategiche
,
può
anche
essere
stato
perché
tutti
gli
Svizzeri
sono
soldati
ed
ottimi
tiratori
,
mentre
i
Belgi
avevano
solo
un
piccolo
esercito
.
Simili
discorsi
occultarono
pure
sentimenti
ed
interessi
che
fecero
imprevidenti
per
la
preparazione
della
guerra
Francia
,
Italia
ed
Inghilterra
.
«
Non
avremo
certamente
la
guerra
»
dicevano
i
ministri
della
guerra
francesi
,
ed
anche
alcuni
italiani
;
e
,
con
tale
scusa
,
invece
di
provvedere
artiglierie
ed
altre
armi
,
si
spendevano
i
quattrini
per
fini
elettorali
.
In
Germania
,
poco
credito
ottenevano
analoghi
vaniloqui
,
perché
non
corrispondevano
a
sentimenti
e
ad
interessi
,
in
ogni
modo
rimanevano
un
semplice
sfogo
letterario
,
e
il
Governo
faceva
della
«
politica
reale
»
,
ed
aveva
maggior
fede
negli
obici
da
420
mm
.
che
nell
'
«
immanente
giustizia
»
o
nella
pace
imposta
dal
proletariato
.
Il
Lloyd
George
discorreva
come
se
la
guerra
la
volessero
esclusivamente
i
«
ricchi
»
,
ed
aggiungeva
che
essi
soli
dovevano
pagare
gli
armamenti
.
Per
una
strana
ironia
del
caso
,
toccò
proprio
a
lui
a
fare
tal
guerra
!
Ma
intanto
,
questi
discorsi
avevano
ricoperto
gli
interessi
elettorali
del
partito
,
e
quindi
erano
cagione
,
sia
pure
in
piccola
parte
,
in
modo
subordinato
,
che
l
'
Inghilterra
giungesse
poco
preparata
al
gran
cimento
:
molto
meno
preparata
della
Germania
.
In
Italia
,
discorsi
analoghi
operarono
,
sia
pure
lievemente
,
per
ricoprire
interessi
analoghi
;
essi
furono
come
un
narcotico
,
il
quale
,
debole
se
si
vuole
,
pure
ebbe
parte
nel
togliere
la
chiara
veduta
della
realtà
,
la
quale
è
che
gli
Stati
si
difendono
con
armi
ed
armati
,
e
non
coi
principi
del
diritto
internazionale
,
del
pacifismo
,
della
morale
,
della
«
giustizia
immanente
»
,
della
santa
evoluzione
,
e
di
tante
altre
simili
entità
.
Fatti
ci
vogliono
,
non
discorsi
e
chiacchiere
.
StampaQuotidiana ,
La
scissione
del
Partito
socialista
italiano
non
è
che
un
caso
particolare
di
un
fatto
generale
,
che
(
per
non
andare
troppo
lontano
,
un
altro
caso
particolare
si
può
osservare
nella
scissione
dei
cattolici
in
modernisti
ed
in
integralisti
)
mena
a
questa
conseguenza
:
che
,
in
tutti
i
partiti
,
forti
e
vivaci
,
si
costituiscono
due
classi
di
gruppi
:
una
che
inclina
alla
transigenza
,
l
'
altra
all
'
intransigenza
.
Ciò
dipende
dall
'
indole
delle
società
umane
,
in
cui
condizione
di
un
abile
operare
è
la
transigenza
,
di
un
forte
operare
l
'
intransigenza
;
e
quando
manchi
questo
o
quell
'
operare
,
non
solo
viene
meno
la
speranza
di
un
prospero
successo
,
ma
appaiono
invece
i
sintomi
della
decadenza
che
condurrà
all
'
annientamento
del
partito
.
La
viva
fede
degli
intransigenti
si
manifesta
coll
'
espressione
di
una
meta
ideale
,
che
sta
tanto
più
fuori
della
realtà
quanto
più
è
viva
la
fede
,
e
che
può
giungere
agli
estremi
limiti
dell
'
assurdo
,
se
la
fede
è
vivissima
.
Non
c
'
è
dunque
da
ricavare
nulla
dalla
considerazione
intrinseca
di
questi
fini
,
circa
al
valore
sociale
della
setta
che
li
manifesta
:
essi
indicano
solo
una
direzione
;
ed
anche
in
ciò
occorre
essere
guardinghi
nel
valutarli
,
poiché
la
viva
fede
può
rimanere
e
la
direzione
mutare
.
I
primi
cristiani
erano
pacifisti
,
ed
ebbero
per
successori
uomini
di
non
meno
viva
fede
ma
bellicosi
.
Ora
una
analoga
trasformazione
si
è
compiuta
sotto
i
nostri
occhi
,
in
Germania
,
in
Francia
,
ed
anche
un
poco
in
Italia
.
In
questi
paesi
,
pure
tacendo
di
casi
estremi
come
quello
dello
Hervé
,
abbiamo
veduto
molti
pacifisti
diventare
bellicosi
,
e
non
pochi
socialisti
assecondare
volonterosi
le
guerre
della
«
borghesia
»
.
Se
l
'
Italia
avrà
guerra
,
vedremo
probabilmente
da
noi
trasformazioni
simili
a
quelle
già
osservate
in
Germania
ed
in
Francia
.
Il
fine
ideale
del
nazionalismo
si
sovrapporrà
ad
altri
fini
ideali
,
e
su
di
essi
prevarrà
per
un
tempo
più
o
meno
lungo
.
In
altro
campo
che
in
quello
del
senso
intrinseco
dei
fini
ideali
vuolsi
cercare
principalmente
il
valore
sociale
di
coloro
che
a
questi
fini
tendono
;
e
cioè
dobbiamo
porre
mente
all
'
intensità
delle
fedi
che
per
tal
modo
si
manifestano
.
Le
vive
fedi
che
mirano
a
fini
ideali
sono
quasi
le
sole
forze
che
possano
validamente
opporsi
al
dominio
degli
interessi
materiali
ed
immediati
,
e
che
possano
far
prevalere
la
prosperità
della
patria
sopra
il
tornaconto
individuale
.
Potrebbe
darsi
che
,
se
l
'
Italia
avesse
guerra
,
coloro
che
ora
hanno
per
fine
ideale
la
neutralità
assoluta
,
fossero
di
maggiore
aiuto
per
difendere
la
patria
,
dei
presenti
cacciatori
di
sussidi
alle
cooperative
di
operai
.
Non
si
deve
dimenticare
che
una
società
in
cui
ci
sono
vari
fini
ideali
,
si
muove
secondo
la
risultante
di
tali
forze
e
non
già
pel
verso
preciso
di
una
di
esse
;
ed
è
questo
un
altro
motivo
per
astenersi
dal
considerarne
intrinsecamente
una
,
escludendo
le
altre
.
L
'
arte
di
governo
sta
nel
sapere
adoperare
le
vive
fedi
e
gli
interessi
,
cioè
,
in
poche
parole
,
le
varie
forze
che
operano
nella
società
.
Già
gli
avvenimenti
sinora
seguiti
concedono
di
asserire
che
errore
principale
dei
governanti
tedeschi
fu
lo
avere
troppo
largamente
partecipato
ai
sentimenti
pangermanisti
,
invece
di
badare
solo
ad
adoperare
la
potentissima
forza
che
per
tal
modo
si
manifestava
.
Perciò
,
accecati
dall
'
orgoglio
e
dimenticando
gli
insegnamenti
del
Bismarck
,
furono
tratti
a
trascurare
interamente
la
preparazione
diplomatica
della
guerra
.
In
un
altro
verso
,
si
ha
l
'
errore
del
Governo
italiano
,
nella
guerra
libica
,
che
fu
condotta
badando
solo
agli
interessi
,
e
che
perciò
indebolì
più
che
fortificare
l
'
Italia
.
Al
principio
di
essa
,
grande
era
l
'
entusiasmo
in
paese
,
e
se
si
fosse
alimentata
tale
fiamma
,
avrebbe
potuto
divampare
in
un
incendio
che
avrebbe
portato
in
alto
i
cuori
di
tutto
il
paese
,
preparandolo
all
'
opera
ben
altrimenti
pericolosa
ed
ardua
che
ora
ha
da
compiere
.
Invece
,
collo
studiarsi
di
far
apparire
la
guerra
libica
come
un
'
operazione
facilissima
e
tale
da
non
poter
ledere
alcun
interesse
,
si
è
fatto
quanto
era
possibile
per
spegnere
la
fiamma
dell
'
entusiasmo
,
per
distogliere
il
paese
dalla
considerazione
di
fini
ideali
,
che
solo
pochi
nazionalisti
procurarono
di
mantenere
,
e
a
ricacciarlo
più
che
mai
nella
cura
esclusiva
di
interessi
materiali
,
immediati
,
individuali
.
Ed
ora
potrebbe
ripetersi
un
errore
analogo
,
ma
che
sarebbe
di
ben
maggior
danno
,
se
nascesse
e
si
fortificasse
in
paese
la
persuasione
che
si
potranno
conseguire
grandi
vantaggi
con
pochi
o
punti
sacrifizi
,
badando
agli
interessi
materiali
immediati
più
che
ai
fini
ideali
.
La
storia
smentisce
assolutamente
una
tale
presunzione
,
ed
i
popoli
che
da
essa
si
lasciano
adescare
s
'
avviano
non
alla
prosperità
ed
alla
gloria
,
ma
alla
rovina
ed
all
'
avvilimento
.
StampaQuotidiana ,
C
'
è
molta
gente
che
,
ad
un
tempo
,
lamenta
il
caro
vivere
ed
approva
i
provvedimenti
che
lo
producono
.
Un
'
esperienza
secolare
ha
dimostrato
che
le
restrizioni
al
commercio
nazionale
ed
internazionale
,
i
vincoli
dell
'
industria
,
gli
ostacoli
posti
al
libero
muoversi
dei
capitali
recano
scarsità
di
produzione
e
disagio
economico
,
manifestato
dal
caro
vivere
,
come
il
termometro
palesa
l
'
alzarsi
della
temperatura
.
Quindi
chi
vuole
le
prime
cose
deve
anche
volerne
la
conseguenza
;
e
chi
questa
non
vuole
non
deve
neppure
volere
le
prime
.
E
altresì
evidente
che
,
se
si
lavora
meno
e
si
consuma
di
più
,
ne
segue
uno
squilibrio
che
reca
ancora
disagio
economico
.
Chi
,
da
una
parte
,
approva
la
riduzione
delle
ore
di
lavoro
,
i
continui
scioperi
,
divenuti
oramai
uno
svago
,
il
lavoro
svogliato
,
l
'
ozio
crescente
,
e
,
dall
'
altra
parte
,
i
salari
accresciuti
,
che
concedono
maggior
consumo
,
almeno
sinché
non
siano
compensati
dall
'
aumento
dei
prezzi
,
i
sussidi
di
disoccupazione
,
che
spessissimo
sono
sussidi
dati
a
chi
non
vuole
lavorare
se
non
ad
alto
prezzo
e
come
a
lui
pare
e
piace
,
i
premi
di
ogni
genere
assegnati
a
certe
classi
di
cittadini
,
ed
altre
simili
cose
che
operano
nel
senso
di
accrescere
il
consumo
,
vuole
propriamente
che
ad
una
deficiente
produzione
corrisponda
un
sovrabbondante
consumo
,
e
poiché
ciò
non
è
assolutamente
possibile
appare
un
contrasto
di
cui
è
indice
e
misura
l
'
alzarsi
dei
prezzi
.
I
governi
,
per
fare
le
spese
di
tutti
quei
provvedimenti
,
ricorrono
all
'
aumento
delle
imposte
,
agli
imprestiti
,
alla
emissioni
di
cartamoneta
;
e
per
tal
modo
,
mentre
da
un
lato
stimolano
i
consumi
,
dall
'
altra
deprimono
la
produzione
,
distogliendo
da
essa
,
in
parte
almeno
,
i
capitali
che
vi
si
sarebbero
volti
.
Approvare
tutto
ciò
e
deplorare
il
caro
vivere
che
ne
è
la
conseguenza
,
mostrarsi
favorevoli
al
falcidiare
dei
capitali
che
opera
il
governo
,
e
predicare
che
devesi
accrescere
la
produzione
,
ricorda
lo
scherzo
di
quel
dabbenuomo
il
quale
esponeva
come
suo
programma
politico
:
«
Chiedere
più
all
'
imposta
,
meno
al
contribuente
»
.
I
nodi
principiano
a
venire
al
pettine
.
Si
ode
il
grido
d
'
allarme
:
manca
il
carbone
!
E
di
che
vi
meravigliate
?
Se
i
minatori
lavorano
meno
tempo
e
meno
intensamente
,
da
dove
volete
che
venga
il
carbone
?
Deve
forse
venir
fuori
dalla
miniera
,
come
se
fosse
un
animale
,
colle
proprie
zampe
?
Ma
si
«
potrebbe
»
accrescere
la
produzione
,
col
miglior
uso
delle
macchine
,
col
dare
le
miniere
allo
Stato
,
che
già
avendo
procacciato
l
'
abbondanza
di
ogni
ben
di
Dio
,
procurerà
certo
anche
quella
del
carbone
.
E
sia
pure
,
su
ciò
qui
non
vogliamo
contendere
.
Aspetta
cavallo
che
l
'
erba
cresce
.
Ragioniamo
di
ciò
che
è
,
non
di
ciò
che
potrebbe
essere
.
Un
poco
dappertutto
si
citano
fatti
che
dimostrano
la
riduzione
della
produzione
.
La
soppressione
del
lavoro
a
cottimo
ha
avuto
effetti
deprimenti
.
A
Kiel
,
un
operaio
,
lavorando
a
cottimo
,
faceva
100
fori
in
un
giorno
,
lavorando
a
giornata
,
solo
39
.
A
Eidelstedt
,
gli
operai
producevano
,
a
cottimo
,
950
Kg
.
di
filo
di
ferro
in
ore
9,30
,
e
ne
producono
solo
600
Kg
.
in
8
ore
,
lavorando
a
giornata
.
Non
importa
loro
più
nulla
di
perdere
il
posto
,
perché
hanno
i
sussidi
di
disoccupazione
,
mercé
i
quali
possono
godersela
,
senza
lavorare
.
In
Francia
,
il
governo
costringe
la
Germania
a
mandare
operai
per
rimettere
in
assetto
le
regioni
che
furono
invase
;
in
quel
paese
ed
in
altri
gli
agricoltori
e
gli
industriali
si
lamentano
che
manca
la
mano
d
'
opera
,
dunque
parrebbe
che
sovrabbondi
il
lavoro
;
ma
i
governi
di
quei
paesi
spendono
grandi
somme
per
sussidi
di
disoccupazione
,
dunque
parrebbe
che
invece
sono
gli
operai
che
sovrabbondano
.
La
contraddizione
sparisce
quando
si
consideri
che
non
è
lavoro
ma
ozio
che
vogliono
i
sussidiati
,
oppure
che
se
accetterebbero
lavoro
sarebbe
ad
un
prezzo
che
non
si
può
pagare
.
Per
dimostrare
che
l
'
aumento
della
spesa
di
mano
d
'
opera
poco
opera
sull
'
aumento
del
prezzo
del
prodotto
,
si
citano
statistiche
,
dalle
quali
,
ad
esempio
,
si
ricava
che
nel
costo
del
prodotto
c
'
è
il
16
per
cento
di
costo
di
mano
d
'
opera
e
il
56
per
cento
di
costo
di
materie
prime
,
e
se
ne
deduce
che
,
anche
raddoppiando
i
salari
,
il
prezzo
del
prodotto
dovrebbe
crescere
solo
del
16
per
cento
,
e
se
cresce
di
più
,
é
colpa
degli
«
ingordi
speculatori
»
,
con
quel
che
segue
.
Bravi
!
E
le
materie
prime
,
e
il
carbone
per
fare
andare
le
macchine
,
l
'
olio
per
ungerle
,
gli
strofinacci
,
ecc
.
,
tutto
é
caduto
dalla
luna
,
proprio
dove
se
ne
ha
bisogno
?
Non
occorre
mano
d
'
opera
per
produrre
tutto
ciò
né
per
trasportarlo
?
E
i
salari
degli
impiegati
,
che
pure
debbono
mangiare
,
vestirsi
,
alloggiarsi
,
le
spese
generali
,
ecc
.
,
non
crescono
in
relazione
col
crescere
dei
salari
?
L
'
enorme
aumento
del
costo
della
mano
d
'
opera
dei
muratori
e
per
i
materiali
che
adoperano
ha
fatto
tanto
rincarare
le
case
che
oramai
poche
se
ne
edificano
;
mancano
dunque
gli
alloggi
e
finirebbe
col
mancare
il
lavoro
ai
muratori
ed
ai
produttori
di
materiali
da
costruzione
,
i
quali
perciò
dovrebbero
adattarsi
a
lavorare
più
,
meglio
ed
a
minor
prezzo
.
Ma
interviene
il
governo
,
e
dà
sussidi
per
la
costruzione
di
case
,
quindi
favorisce
l
'
ascesa
dei
salari
e
dell
'
ozio
di
coloro
che
le
edificano
,
e
toglie
ogni
remora
che
avrebbe
potuto
ricondurli
a
più
miti
consigli
.
Dicesi
che
l
'
intervento
del
governo
mira
a
procurare
alloggio
a
chi
ne
manca
,
no
,
mira
a
procurare
alti
salari
ed
ozio
a
coloro
che
edificano
le
case
.
Mira
anche
a
favorire
indirettamente
l
'
emigrazione
dalle
campagne
nelle
città
,
togliendo
l
'
ostacolo
del
caro
prezzo
dell
'
alloggio
.
Non
dico
che
tutto
ciò
sia
biasimevole
,
potrebbe
anzi
essere
lodevole
;
narro
,
non
giudico
,
e
mi
limito
qui
ad
esporre
alcune
contraddizioni
.
Volete
produrre
molte
derrate
alimentari
e
distogliete
la
gente
dalle
campagne
,
ove
solo
si
possono
avere
;
volete
bere
molto
vino
e
togliete
i
lavoratori
alle
viti
,
volete
accrescere
la
produzione
industriale
e
sperperate
i
capitali
che
ad
essa
occorrono
.
Tutto
non
si
può
avere
.
Tra
due
partiti
che
si
escludono
vicendevolmente
,
pigliate
quello
che
vi
piace
,
e
lasciate
stare
l
'
altro
.
Come
dice
un
proverbio
toscano
,
non
si
può
avere
la
botte
piena
e
la
moglie
ubriaca
.
Per
ridurre
le
ore
di
lavoro
e
crescere
i
salari
parrebbe
che
giovasse
scegliere
il
momento
in
cui
la
produzione
cresce
ed
abbonda
,
invece
si
é
scelto
proprio
il
momento
in
cui
scema
ed
é
deficiente
.
È
dunque
evidente
che
sono
intervenute
altre
forze
,
che
non
sono
quelle
economiche
,
e
che
la
contraddizione
é
sociale
più
che
economica
.
Tali
contraddizioni
hanno
origine
dal
fatto
che
le
circostanze
spingono
,
a
volere
sciogliere
problemi
insolubili
;
ed
é
appunto
ciò
che
fa
molto
grave
e
pericolosa
la
crisi
la
quale
,
in
ogni
modo
,
doveva
seguire
dopo
la
guerra
.
UTOPIE ( PARETO VILFREDO , 1920 )
StampaQuotidiana ,
L
'
instabilità
economica
sociale
e
politica
opera
fortemente
per
accrescere
i
guai
della
vita
presente
,
ed
in
parte
,
sia
pure
non
grande
,
ha
origine
da
quell
'
ordinamento
che
,
sotto
il
nome
di
Società
delle
Nazioni
,
vuolsi
imporre
al
mondo
come
recante
un
migliore
assetto
degli
Stati
,
e
che
invece
è
solo
una
forma
dell
'
imperialismo
di
certi
Stati
vincitori
.
Dell
'
indole
intrinseca
della
Società
delle
Nazioni
qui
non
vo
dire
di
proposito
,
e
mi
limito
ad
alcune
osservazioni
per
mostrare
come
poco
alla
volta
vanno
svelandosi
le
utopie
che
in
essa
si
appiattano
,
e
di
cui
ha
dovizia
al
pari
dei
molti
disegni
che
l
'
hanno
preceduta
,
col
lodevole
scopo
di
procacciare
alle
Nazioni
pace
se
non
perpetua
,
duratura
.
Già
molto
si
scrisse
di
una
delle
vane
speranze
suscitate
dal
nuovo
disegno
,
cioè
di
quella
che
,
mercé
il
supposto
principio
di
nazionalità
,
a
cui
il
Wilson
infondeva
rinnovata
gioventù
si
aveva
di
porre
termine
a
parte
almeno
dei
gravissimi
conflitti
internazionali
.
Sino
dal
suo
apparire
ne
fu
prevista
la
fallacia
,
confermata
poi
,
ogni
giorno
,
dai
fatti
.
Esso
,
lungi
dall
'
appianare
i
passati
conflitti
,
ne
fa
sorgere
di
nuovi
;
ed
è
appunto
per
ciò
che
il
partito
detto
repubblicano
negli
Stati
Uniti
,
respinge
la
Società
delle
Nazioni
,
secondo
la
formula
wilsoniana
,
non
volendo
impacciarsi
in
quel
semenzaio
di
litigi
.
In
Italia
,
la
quistione
di
Fiume
trascende
interamente
dalle
ideologie
wilsoniane
,
che
meglio
non
valgono
per
l
'
Irlanda
,
l
'
Egitto
,
la
Turchia
,
la
Russia
,
né
,
per
dir
breve
,
pel
rimanente
del
globo
.
René
Johannet
,
in
un
volume
denso
di
fatti
e
di
idee
,
ha
fatto
vedere
che
quel
bel
principio
di
nazionalità
somiglia
ad
una
bolla
di
sapone
,
e
finisce
la
sua
prefazione
dicendo
essere
prossimo
il
tempo
in
cui
esso
avrà
un
posto
d
'
onore
nel
museo
delle
ideologie
smesse
.
Egli
ben
s
'
appone
circa
al
merito
intrinseco
,
ma
erra
forse
circa
il
tempo
che
ancora
avrà
credito
il
principio
.
Tali
ideologie
hanno
vita
lunga
,
e
quando
si
credono
spente
,
tosto
risuscitano
sotto
altre
vesti
.
Così
ora
,
nella
domanda
fatta
dagli
alleati
alla
Olanda
,
per
la
estradizione
del
Kaiser
,
abbiamo
visto
redivivo
l
«
universale
consenso
»
che
in
realtà
è
molto
parziale
considerato
come
fonte
di
indirizzo
che
si
sovrappone
ai
diritti
positivi
e
li
signoreggia
;
tantoché
«
i
difensori
del
diritto
e
della
giustizia
»
buttano
via
i
primi
,
e
si
danno
sol
cura
del
secondo
...
sinché
a
loro
torna
comodo
.
La
Svizzera
esita
a
far
parte
della
Società
delle
Nazioni
,
temendo
che
sia
insidiata
la
sua
neutralità
.
È
vero
che
questa
rimane
malsicura
in
ogni
modo
,
e
il
prof
.
André
Mercier
la
dice
un
mito
.
Le
considerazioni
che
egli
svolge
in
proposito
sono
importanti
e
vanno
molto
al
di
là
del
caso
particolare
e
fugace
da
cui
hanno
origine
.
Egli
principia
ricordando
i
fatti
storici
,
i
quali
mostrano
che
la
neutralità
della
Svizzera
non
l
'
ha
salvata
da
parecchie
invasioni
.
È
questo
un
capitolo
particolare
del
quesito
generale
,
il
quale
investiga
l
'
effetto
reale
dei
trattati
,
spesso
diverso
,
talvolta
diversissimo
dal
contenuto
formale
.
La
conclusione
sperimentale
è
che
i
trattati
non
sono
né
interamente
efficaci
né
interamente
inefficaci
;
valgono
sino
ma
non
oltre
un
certo
punto
.
Seguita
il
nostro
autore
mostrando
che
il
nome
di
«
neutralità
»
corrisponde
ad
un
concetto
non
rigoroso
né
ben
determinato
.
Egli
ha
interamente
ragione
.
Anche
questo
è
un
capitolo
particolare
di
un
quesito
generale
.
Tutti
i
termini
dei
generi
di
quello
di
«
neutralità
»
patiscono
difetto
di
precisione
e
di
rigore
.
Di
ciò
lungamente
scrissi
nella
Sociologia
e
la
conclusione
è
che
non
possono
fare
parte
di
un
ragionamento
rigorosamente
sperimentale
.
Non
mi
fermo
sulla
parte
pratica
dello
studio
del
prof
.
Mercier
,
perché
trascende
dall
'
argomento
generale
che
qui
espongo
.
Su
tale
argomento
ancora
ho
da
ricordare
un
autore
.
Yves
Guyot
,
valoroso
capo
del
partito
della
libertà
economica
in
Europa
,
e
degno
successore
del
Cobden
,
ha
scritto
una
trilogia
,
che
principia
con
un
volume
sulle
cause
e
sulle
conseguenze
della
guerra
,
e
seguita
poi
due
volumi
dell
'
opera
selle
guarentigie
della
pace
;
nel
primo
dei
quali
si
raccolgono
,
mirabilmente
compendiati
,
gli
ammaestramenti
del
passato
,
nel
secondo
si
passa
all
'
esame
critico
,
e
si
conclude
mostrando
quanto
poco
di
reale
sia
contenuto
nella
Società
delle
Nazioni
,
in
cui
l
'
autore
vede
«
la
risurrezione
di
un
vecchio
mito
»
.
La
paragona
alla
Santa
Alleanza
,
e
scrive
:
«
Ho
studiato
in
modo
oggettivo
i
risultamenti
negativi
ottenuti
dalla
Santa
Alleanza
e
dal
trattato
che
la
confermò
.
Vi
è
ora
,
tra
gli
Alleati
,
coerenza
maggiore
di
quella
che
c
'
era
tra
l
'
imperatore
di
Russia
,
il
re
di
Prussia
,
l
'
imperatore
d
'
Austria
,
i
ministri
d
'
Inghilterra
e
il
re
Luigi
XVIII
»
?
La
risposta
è
negativa
suffragata
da
infiniti
fatti
,
ed
appare
evidente
la
vanità
della
Società
delle
Nazioni
,
per
recare
pace
al
mondo
.
Nel
volume
sulle
cause
e
le
conseguenze
della
guerra
l
'
autore
,
nel
luglio
1915
,
scriveva
:
«
I
tedeschi
paiono
proporsi
di
eccitare
e
di
meritare
un
odio
profondo
.
Tale
odio
è
un
fattore
di
guerra
che
è
utile
mentre
questa
dura
;
poiché
reca
la
necessità
di
una
vittoria
decisiva
,
senza
la
quale
la
pace
potrebbe
essere
solo
provvisoria
e
fallace
.
Ma
né
gli
individui
né
i
popoli
vivono
di
odio
;
esso
non
è
un
genere
alimentare
:
colui
che
lo
pasce
ne
è
divorato
»
.
Ciò
è
ora
più
che
mai
vero
e
non
è
certo
coi
sentimenti
di
odio
,
od
altri
di
tal
fatta
che
si
potranno
sciogliere
i
gravi
problemi
economici
e
sociali
che
premono
sul
mondo
.
Non
è
col
gridare
morte
a
questi
o
a
quelli
che
si
farà
crescere
la
produzione
;
e
non
è
neppure
coi
predicozzi
morali
che
si
farà
scemare
il
consumo
;
questi
possono
forse
avere
effetto
su
pochi
imbecilli
borghesi
,
non
mai
sul
grandissimo
numero
di
individui
i
quali
costituiscono
il
rimanente
della
popolazione
,
né
specialmente
su
coloro
che
sanno
conquistare
e
godersi
la
roba
degli
imbelli
.
Il
sapere
quale
somma
si
ha
«
diritto
»
di
togliere
al
vinto
nemico
preme
assai
meno
che
il
conoscere
quale
somma
esso
«
potrà
»
pagare
.
Lo
avere
confuse
queste
due
cose
non
è
estraneo
alle
prodigalità
degli
Stati
vincitori
ed
al
conseguente
loro
dissesto
finanziario
.
Se
poi
dalle
contese
internazionali
passiamo
alle
civili
,
ripeteremo
che
il
sapere
quale
somma
la
plutocrazia
-
demagogica
ha
il
«
diritto
»
di
estorcere
ai
risparmiatori
,
preme
assai
meno
che
il
conoscere
quale
somma
«
può
»
ad
essi
togliere
senza
ferire
o
rovinare
la
produzione
.
Il
padrone
della
gallina
dalle
uova
d
'
oro
aveva
certo
il
«
diritto
»
di
ucciderla
,
ma
ha
operato
pel
proprio
vantaggio
così
facendo
?
Può
darsi
benissimo
che
la
viltà
borghese
non
assegni
verun
limite
alle
richieste
di
certi
salariati
e
dei
pescicani
loro
capi
,
ma
non
c
'
è
alcun
altro
limite
imposto
dalle
stesse
condizioni
della
produzione
?
Ogni
diminuzione
delle
ore
di
lavoro
,
ogni
aumento
di
salario
conseguiti
oggi
sono
solo
scala
a
nuove
richieste
domani
.
Ci
sono
ora
minatori
che
vogliono
giornate
di
sei
ore
con
,
naturalmente
,
un
aumento
di
paga
.
Si
può
seguitare
indefinitamente
a
percorrere
tale
via
?
Si
può
giungere
,
per
esempio
,
ad
un
'
ora
di
lavoro
con
mille
lire
(
oro
)
di
paga
giornaliera
?
Evidentemente
no
.
Dunque
vi
è
un
certo
limite
oltre
al
quale
non
conviene
andare
,
e
non
si
può
trascurare
tale
considerazione
.
Pare
a
molti
che
si
può
trovare
una
ricetta
esclusivamente
economica
e
finanziaria
per
risanare
i
guai
economici
e
finanziari
,
ma
è
vana
speranza
.
Questi
guai
dipendono
in
gran
parte
dall
'
ordinamento
sociale
e
politico
,
e
non
si
possono
studiare
indipendentemente
dal
caso
.
«
Fatevi
buona
politica
e
vi
farò
buone
finanze
»
,
diceva
un
ministro
;
e
tale
sentenza
è
vera
in
ogni
paese
e
in
ogni
tempo
.
StampaQuotidiana ,
Poiché
l
'
uso
vuole
che
ci
sia
un
bilancio
della
Stato
e
una
relazione
su
di
esso
,
abbiamo
quello
e
questa
.
Essi
riferiscono
le
entrate
e
le
spese
in
una
certa
unità
che
dicesi
lira
.
Che
mai
sarà
,
di
preciso
o
almeno
con
discreta
approssimazione
,
non
si
sa
,
poiché
tace
l
'
Oracolo
di
Delfo
ed
è
morta
M.me
de
Thèbes
.
Sei
o
sette
anni
fa
,
questa
lira
non
era
molto
lontana
dalla
pari
coll
'
oro
;
poi
si
è
data
a
vita
selvaggia
;
fa
salti
da
capriolo
.
Se
si
paragona
al
franco
svizzero
,
che
è
più
fermo
,
ma
non
fermissimo
,
si
trova
che
mentre
scrivo
questo
articolo
(
15
febbraio
)
100
lire
valgono
33,47
franchi
svizzeri
,
mentre
il
15
febbraio
1919
,
valevano
circa
76
franchi
;
dunque
il
prezzo
della
lira
,
in
franchi
svizzeri
,
è
scemato
di
metà
almeno
in
un
sol
anno
,
che
è
anno
di
pace
e
non
di
guerra
.
È
quindi
lecito
porre
il
quesito
:
scemerà
ancora
,
in
analoga
proporzione
,
o
crescerà
,
da
oggi
al
febbraio
1921;
e
,
secondo
che
scemerà
,
o
crescerà
,
che
ne
sarà
di
quel
bel
bilancio
espresso
in
lire
?
Per
trovare
alcunché
di
meno
fluttuante
,
sarebbe
bene
di
potere
paragonare
la
lira
carta
alla
lira
oro
;
ma
per
ciò
occorre
almeno
un
mercato
libero
dell
'
oro
:
c
'
è
a
Londra
,
ma
non
c
'
era
nel
febbraio
1919
.
Per
altro
,
lo
essere
quasi
solo
in
Europa
fa
sì
che
i
suoi
prezzi
non
sono
quelli
che
si
avrebbero
se
dovunque
libero
fosse
,
il
commercio
dell
'
oro
,
libera
l
'
esportazione
della
moneta
aurea
.
Aggiungasi
che
neppure
il
«
valore
»
dell
'
oro
è
stabile
.
Infine
,
poiché
non
possiamo
avere
di
meglio
,
contentiamoci
del
poco
che
possiamo
ricavare
dalle
notizie
dei
mercati
dei
cambi
.
Intanto
,
il
film
dei
cambi
gira
tanto
rapido
,
che
ciò
che
è
vero
oggi
non
lo
è
più
domani
.
Le
variazioni
che
durano
breve
tempo
,
non
operano
sul
bilancio
,
quelle
che
durano
a
lungo
lo
possono
mutare
notevolmente
.
A
Londra
,
nella
prima
metà
di
febbraio
,
l
'
oncia
di
oro
puro
è
giunta
al
prezzo
di
12o
scellini
;
il
che
dà
,
per
la
sterlina
carta
,
il
prezzo
di
franchi
oro
17
mentre
la
parità
è
di
franchi
oro
25,22
.
A
Ginevra
,
il
14
febbraio
,
la
sterlina
carta
era
quotata
franchi
svizzeri
20,69
.
Da
ciò
si
deduce
che
il
franco
svizzero
vale
franchi
oro
0,86
.
In
altro
modo
si
possono
avere
quei
valori
.
L
'
11
febbraio
,
a
Londra
,
la
sterlina
carta
era
quotata
dollari
3,37
mentre
la
parità
è
di
dollari
4,867
.
La
sterlina
varrebbe
dunque
franchi
oro
17,46
.
A
Ginevra
,
il
14
febbraio
,
il
dollaro
era
quotato
franchi
svizzeri
6,03
e
la
sua
parità
è
di
franchi
oro
5,18
.
Dunque
il
franco
svizzero
varrebbe
franchi
oro
0,86
.
Le
differenze
di
tali
valori
coi
precedenti
sono
piccole
e
quindi
trascurabili
.
Di
sfuggita
.
Pochi
giorni
or
sono
si
poteva
leggere
in
un
giornale
italiano
che
il
franco
svizzero
era
alla
pari
con
l
'
oro
.
È
proprio
vero
che
un
bel
tacere
non
fu
mai
scritto
.
Non
mi
fermo
qui
sulla
variabilità
del
«
valore
»
dell
'
oro
;
i
lettori
di
questo
giornale
ne
avranno
veduto
alcun
cenno
nell
'
articolo
mio
riprodotto
nel
n
.
31
.
Paragonando
dunque
la
lira
italiana
al
franco
svizzero
,
faremo
,
circa
il
valore
effettivo
,
due
errori
;
cioè
uno
avente
origine
dal
non
essere
il
franco
svizzero
pari
all
'
oro
,
l
'
altro
dal
non
essere
il
presente
«
valore
»
dell
'
oro
pari
a
quello
che
aveva
nel
tempo
che
precedette
la
guerra
.
Veniamo
ai
particolari
.
Dice
la
relazione
dell
'
onorevole
Bonomi
che
l
'
onere
pel
bilancio
degli
interessi
dei
debiti
è
di
circa
4,5
miliardi
di
lire
;
ma
che
è
tale
onere
,
valutato
in
beni
economici
?
Se
si
paragona
la
lira
al
franco
svizzero
,
quest
'
onere
sarebbe
oggi
solo
di
1,55
miliardi
,
e
sarebbe
minore
paragonata
la
lira
all
'
oro
,
minore
ancora
tenuto
conto
che
il
«
valore
»
dell
'
oro
è
scemato
.
Come
feci
notare
in
un
articolo
pubblicato
nel
1916
dalla
«
Rivista
di
scienza
bancaria
»
,
si
poteva
agevolmente
prevedere
che
parecchi
Stati
,
per
sottrarsi
all
'
obbligo
del
pagamento
reale
dei
loro
debiti
,
pur
fingendo
di
ciò
fare
,
li
avrebbero
pagati
con
moneta
deprezzata
.
Tali
previsioni
fecero
scandalo
e
suscitarono
sdegni
,
ma
i
fatti
mostrano
che
si
sono
avverate
e
che
seguitano
ad
avverarsi
ogni
giorno
.
Nell
'
ipotesi
,
per
dir
vero
assurda
,
che
,
nel
1920-21
,
la
lira
tornasse
alla
pari
col
franco
svizzero
meglio
ancora
col
franco
oro
l
'
onere
tornerebbe
ad
essere
di
4,5
miliardi
,
ma
effettivi
,
non
più
solo
nominali
.
Nell
'
ipotesi
speriamo
egualmente
fallace
che
la
lira
seguisse
il
cattivo
esempio
del
marco
e
decadesse
sino
a
0,06
franchi
svizzeri
,
gli
interessi
,
in
lire
,
del
debito
sarebbero
solo
270
milioni
di
franchi
effettivi
.
Tra
questi
limiti
estremi
,
di
miliardi
4,5
e
di
0,270
,
quale
sarà
l
'
onere
effettivo
del
bilancio
?
E
se
non
si
sa
,
che
significa
il
bilancio
?
Tutto
ciò
andrebbe
bene
se
l
'
onere
dei
prestiti
fosse
solo
in
lire
,
con
pagamenti
all
'
interno
;
se
in
parte
è
in
altre
monete
,
pagabile
all
'
estero
,
occorre
tenere
conto
del
cambio
di
queste
monete
,
e
navighiamo
più
che
mai
su
di
un
mare
incognito
.
Pei
privati
,
il
fenomeno
è
l
'
inverso
di
quello
ora
notato
pel
governo
.
Coloro
che
hanno
sottoscritto
ad
un
prestito
che
dà
5,71
per
cento
d
'
interesse
avranno
impiegato
il
loro
capitale
precisamente
a
quest
'
interesse
.
Se
il
valore
della
lira
non
varia
,
lo
avranno
impiegato
al
17,30
per
cento
,
se
la
lira
diventa
alla
pari
con
l
'
oro
all'1,04
per
cento
,
se
la
lira
decade
sino
a
6
centesimi
oro
,
ad
un
saggio
intermedio
,
se
la
lira
si
fissa
ad
un
saggio
intermedio
.
Ma
quale
sarà
tal
saggio
?
Indovinalo
grillo
!
Analoghe
osservazioni
si
possono
fare
per
le
imposte
.
Se
la
lira
tornasse
alla
pari
con
l
'
oro
sarebbe
impossibile
che
i
contribuenti
seguitassero
a
pagare
la
stessa
somma
,
in
lire
,
che
pagano
oggi
.
Se
decadesse
sino
a
6
centesimi
,
pagherebbero
agevolmente
molto
più
.
Incertissime
sono
pure
le
altre
spese
del
bilancio
.
L
'
onorevole
Bonomi
giustamente
osserva
:
«
I
residui
5
miliardi
e
mezzo
di
entrate
sono
però
insidiati
ora
da
una
spesa
che
minaccia
di
travolgere
la
nostra
finanza
se
i
ripari
non
sono
pronti
ed
efficaci
.
Le
spese
per
il
personale
si
sono
accresciute
in
misura
così
allarmante
da
venire
subito
dopo
quelle
sì
cospicue
degli
oneri
del
debito
»
.
Certo
,
ci
vorrebbero
«
ripari
»
,
ma
dove
si
troveranno
?
Non
nel
Parlamento
;
il
recente
sciopero
dei
ferrovieri
,
al
quale
è
probabile
che
facciano
seguito
altri
simili
,
è
segno
non
trascurabile
che
del
Parlamento
si
può
fare
a
meno
per
impegnare
la
finanza
pubblica
.
Nessuno
può
dire
ciò
che
sta
per
accadere
né
che
intensità
acquisteranno
le
forze
operanti
per
fare
variare
il
bilancio
.
Al
presente
,
vediamo
sgretolarsi
lo
Stato
e
crescere
l
'
anarchia
:
ognuno
procura
di
ricavare
quanto
più
può
dal
bilancio
,
e
scema
ognora
la
resistenza
a
tali
imprese
.
Sino
a
che
punto
si
spingeranno
?
Se
a
ciò
non
si
può
rispondere
neppure
si
può
conoscere
il
futuro
della
finanza
.
Si
può
opporre
che
simili
incertezze
ci
sono
per
tutti
i
bilanci
,
in
ogni
tempo
.
Verissimo
;
ma
,
nello
stato
normale
,
le
differenze
sono
lievi
e
quindi
trascurabili
.
Oggi
vediamo
seguire
repentini
e
gravi
movimenti
,
i
quali
non
accennano
per
niente
a
cessare
:
le
differenze
sono
grandi
,
ed
esse
,
più
che
una
sterile
contabilità
formale
,
danno
la
realtà
del
bilancio
.
StampaPeriodica ,
Tanto
si
è
già
scritto
sul
fascismo
che
un
nuovo
studio
può
parere
soverchio
,
e
sarebbe
quando
fosse
volto
non
dico
solo
alla
vanità
dei
"
creatori
della
realtà
"
,
o
anche
più
serialmente
a
dispensare
lode
o
biasimo
a
questo
fenomeno
,
a
dimostrarne
l
'
aspetto
sotto
la
luce
di
certi
sentimenti
,
ma
a
metterlo
nel
posto
che
presumibilmente
può
occupare
nella
politica
del
giorno
;
tutto
ciò
è
stato
già
fatto
da
valenti
autori
,
quindi
non
ne
terrò
qui
parola
,
e
mi
propongo
di
considerare
soltanto
alcuni
aspetti
sperimentali
,
sui
quali
forse
non
è
ancora
stato
detto
tutto
.
Per
prima
cosa
,
occorre
vedere
quali
sono
i
caratteri
principali
del
fenomeno
a
cui
si
dà
il
nome
di
fascismo
.
Dice
bene
il
Missiroli
"
affermare
che
il
fascismo
è
un
fenomeno
puramente
idealistico
e
romantico
non
si
può
,
allo
stesso
modo
che
è
una
calunnia
riguardarlo
come
una
guardia
al
soldo
della
plutocrazia
e
della
grande
industria
.
La
verità
è
infinitamente
più
complessa
ed
è
difficilissimo
scoprirne
gli
aspetti
in
funzione
dell
'
estrema
mobilità
con
la
quale
il
fenomeno
fascista
si
svolge
e
si
colora
"
.
Tale
osservazione
si
può
fare
,
in
generale
,
per
tutti
i
fenomeni
concreti
della
società
:
essi
appaiono
come
una
miscela
di
vari
elementi
,
che
ognora
mutano
di
proporzione
e
si
trasformano
;
si
può
solo
indagare
se
,
in
tanta
mobilità
,
rimangono
alcuni
punti
meno
mobili
,
quasi
fissi
.
Chi
mai
sa
dire
che
è
la
"
democrazia
"
?
Quanti
e
quali
partiti
"
liberali
"
ci
sono
?
Quanti
"
conservatori
"
,
quanti
"
socialisti
"
?
In
altro
campo
,
nelle
regioni
,
sotto
un
sol
nome
stanno
contenuti
vari
.
Già
nei
Vangeli
appaiono
diversi
cristianesimi
,
che
,
coll
'
andare
del
tempo
,
crebbero
e
moltiplicarono
,
Naturalmente
ognuno
di
essi
stima
di
essere
il
"
vero
"
,
ma
ciò
non
toglie
,
anzi
appunto
conferma
che
siano
diversi
.
Vediamo
dunque
se
ci
sono
parti
non
tanto
mobili
nel
fascismo
.
Due
si
manifestano
a
prima
vista
,
diverse
nell
'
indole
e
nel
tempo
.
La
prima
,
che
cronologicamente
viene
ultima
,
ma
che
corrisponde
ad
un
fenomeno
più
intenso
,
è
l
'
uso
di
una
violenza
extra
-
legale
,
che
talvolta
si
sostituisce
,
talvolta
si
oppone
ai
poteri
deputati
a
promulgare
o
ad
applicare
la
legge
.
La
seconda
,
che
cronologicamente
precedette
,
ma
che
ora
sta
attenuandosi
,
è
l
'
esistenza
di
un
mito
,
di
cui
il
nocciolo
è
nazionalista
,
con
intorno
,
come
solitamente
accade
in
casi
simili
,
una
nebulosa
di
altri
sentimenti
.
Occorre
sempre
,
in
materie
di
tal
genere
,
studiare
separatamente
la
sostanza
(
residui
e
interessi
)
,
e
i
ragionamenti
(
derivazioni
)
a
cui
dà
origine
.
In
questi
due
studi
,
si
pone
subito
il
quesito
che
sta
nel
sapere
se
nel
fenomeno
del
fascismo
prevale
la
novità
,
o
se
in
esso
dobbiamo
riconoscere
un
caso
particolare
di
fenomeni
molto
più
generali
.
La
risposta
non
è
dubbia
:
il
secondo
aspetto
è
principale
.
A
chi
,
nella
storia
delle
società
civili
,
percorre
solo
il
breve
tempo
della
vita
dell
'
uomo
,
l
'
uso
della
violenza
extra
-
legale
appare
eccezionale
;
invece
,
a
chi
considera
più
lungo
volgere
d
'
anni
,
più
secoli
,
appare
solito
,
anche
per
i
popoli
più
pacifici
;
e
se
spinge
lo
sguardo
nello
spazio
,
vede
un
complesso
di
fenomeni
analoghi
,
che
dalla
violenza
individuale
del
delinquente
,
passa
per
diversi
gradi
,
alle
violenze
collettive
delle
guerre
civili
e
delle
estere
;
tantoché
si
può
dire
che
le
contese
degli
uomini
si
svolgono
abitualmente
,
necessariamente
ora
dentro
,
ora
fuori
di
certe
norme
di
costumi
o
di
leggi
.
Come
accade
per
tutti
gli
altri
fatti
sociali
,
questi
ci
sono
noti
per
descrizioni
alle
quali
sono
aggiunte
considerazioni
(
derivazioni
)
teologiche
,
metafisiche
,
etiche
pseudo
sperimentali
.
Per
giungere
alla
sostanza
,
occorre
liberarci
da
questi
fronzoli
.
Principiamo
dunque
col
procacciare
di
ciò
fare
.
Nell
'
uomo
esiste
un
sentimento
poco
preciso
ma
potente
che
ha
nome
di
"
giustizia
"
,
il
quale
ha
parti
comuni
,
ma
altresì
parti
diverse
,
talvolta
opposte
,
tra
loro
regnanti
,
non
solo
nello
spazio
e
nel
tempo
,
ma
anche
nelle
diverse
classi
sociali
e
perfino
in
singoli
individui
.
Questo
sentimento
giova
dunque
che
sia
soddisfatto
da
chi
,
volendo
conseguire
l
'
altrui
consenso
,
descrive
fatti
sociali
o
propugna
alcun
provvedimento
.
Il
sentimento
di
"
giustizia
"
Si
confonde
spesso
con
un
altro
che
assegna
a
cosa
alcuna
il
carattere
di
"
legittimità
"
.
Quindi
,
in
genere
,
si
ricerca
se
una
cosa
è
"
giusta
"
,
è
"
legittima
"
,
sì
o
no
.
Notisi
che
,
per
una
proprietà
della
logica
dei
sentimenti
,
diversa
dalla
ordinaria
,
dalle
stesse
premesse
si
possono
trarre
conseguenze
interamente
opposte
.
Così
,
dalle
Sacre
Carte
,
si
trae
la
"
legittimità
"
del
potere
assoluto
dei
re
e
la
non
meno
evidente
"
legittimità
"
delle
insurrezioni
popolari
,
sino
anche
di
quelle
degli
anabattisti
,
il
sacrilegio
dell
'
attentato
'
alla
persona
del
Re
,
e
la
"
legittimità
"
del
"
diritto
di
proprietà
"
,
e
quella
del
comunismo
e
via
di
seguito
.
Oggi
le
spiegazioni
teologiche
sono
in
decadenza
,
quindi
,
ragionando
del
fascismo
,
non
abbiamo
fortunatamente
da
risolvere
cotanto
spinosi
quesiti
.
Ma
,
ahimè
!
,
altri
non
meno
difficili
rimangono
;
abbiamo
certi
principi
metafisici
,
confortati
da
teorie
pseudosperimentali
,
ai
quali
ci
conviene
porre
mente
.
Alcune
delle
entità
metafisiche
hanno
anche
del
teologico
.
Così
,
nel
panteon
democratico
,
sta
un
principio
del
male
,
detto
"
reazione
"
,
che
fa
le
parti
di
Satana
;
basta
dimostrare
che
una
cosa
è
reazionaria
perché
sia
dannata
.
Perciò
appunto
,
affermano
i
nemici
,
negano
gli
amici
che
il
fascismo
sia
reazionario
.
Lasciamoli
contendere
e
proseguiamo
.
C
'
è
una
certa
"
responsabilità
morale
"
che
preme
molto
di
ben
fissare
.
Chi
è
"
causa
"
del
conflitto
?
Per
risolvere
il
difficile
problema
si
hanno
certi
segni
.
Nelle
guerre
internazionali
,
è
"
causa
"
della
guerra
quella
nazione
che
la
dichiara
.
Così
la
Francia
fu
,
dicono
i
Tedeschi
,
"
causa
"
della
guerra
del
1870;
e
la
Germania
,
dicono
i
Francesi
,
fu
"
causa
"
della
guerra
del
1914
.
Per
scansare
la
necessità
di
dichiarare
la
guerra
,
si
è
escogitato
uno
"
stato
di
guerra
"
,
ma
esso
vale
specialmente
per
i
popoli
extra
-
europei
.
Nei
conflitti
civili
,
i
comunisti
attentano
al
"
diritto
di
proprietà
_
"
,
quindi
"
giustamente
"
sono
reputati
"
causa
"
di
eventuali
conflitti
.
Si
risponde
che
i
"
capitalisti
"
attentarono
e
seguitano
ad
attentare
ai
"
diritti
"
dei
proletari
,
appropriandosene
i
beni
,
e
che
quindi
questi
beni
sono
"
giustamente
"
"
rivendicati
"
dalle
varie
sette
socialiste
e
comuniste
,
anche
da
singoli
nichilisti
.
E
questa
non
è
fantasmagoria
metafisica
,
è
ottima
scienza
sperimentale
,
in
grazia
della
venerabile
teoria
del
plus
-
valore
.
Il
comandante
Rizzo
,
direttore
della
cooperativa
"
Garibaldi
"
,
scrive
:
"
Certo
sarebbe
molto
più
rapido
,
per
quanto
non
facile
,
impadronirsi
senz
'
altro
delle
navi
,
costruite
in
gran
parte
da
sottrazioni
al
lavoro
,
che
vanno
dai
nostri
avi
al
presente
,
ma
i
marinai
preferiscono
avviarsi
al
riscatto
lentamente
...
"
(
Giornale
d
'
Italia
,
1°
gennaio
1922
)
.
Naturalmente
gli
armatori
non
si
mostrano
punto
persuasi
della
"
giustizia
"
di
queste
"
rivendicazioni
"
e
qui
la
contesa
rammenta
il
leggendario
:
"
Rendi
le
tue
armi
-
Vienle
a
prendere
"
.
Chi
è
causa
del
conflitto
:
colui
che
chiede
le
armi
,
o
colui
,
che
risponde
di
venirle
a
prendere
?
Chi
è
causa
delle
violenze
fasciste
,
o
di
altri
simili
,
coloro
che
rivendicano
,
o
coloro
che
negano
?
Non
ci
perdiamo
d
'
animo
,
che
soccorre
un
altro
bel
criterio
,
cioè
quello
della
cronologia
.
Chi
è
stato
primo
a
muovere
le
offese
?
Colui
è
da
reputarsi
giustamente
causa
del
conflitto
.
Erodoto
principia
la
sua
storia
col
ricercare
faticosamente
chi
,
dei
Greci
o
degli
Asiatici
,
diede
principio
alle
offese
che
misero
capo
all
'
invasione
della
Grecia
,
e
sino
a
che
punto
tali
offese
si
potevano
compensare
.
Le
violenze
dei
socialisti
precedettero
quelle
dei
fascisti
o
viceversa
?
Si
può
rispondere
ciò
che
si
vuole
,
secondo
il
punto
a
cui
si
ferma
l
'
indagine
,
e
se
tal
punto
non
si
fissasse
,
si
risalirebbe
a
Caino
e
ad
Abele
;
il
che
sarebbe
certo
un
bell
'
esercizio
letterario
,
meno
bello
per
altro
di
quello
col
quale
si
ricerca
se
la
gallina
fu
prima
dell
'
uovo
,
o
viceversa
.
In
realtà
tra
socialisti
e
fascisti
,
tra
chi
"
rivendica
"
e
chi
alle
rivendicazioni
si
oppone
,
si
ha
un
seguito
di
azioni
e
di
reazioni
,
le
quali
esistono
anche
indipendentemente
dalle
forme
socialiste
e
fasciste
.
Il
fascismo
non
esisteva
ancora
,
e
quindi
non
potevano
le
sue
violenze
essere
cagione
delle
opposte
dei
socialisti
,
quando
questi
,
prima
della
guerra
,
catturarono
un
generale
,
e
dopo
la
guerra
diedero
la
caccia
agli
ufficiali
per
le
vie
di
Torino
,
ed
,
estendendosi
il
conflitto
,
un
ministro
stimò
bene
,
pel
minor
male
...
di
disarmare
gli
ufficiali
.
A
ciò
si
risponde
che
"
giusto
"
era
lo
sdegno
dei
proletari
,
e
che
,
se
prorompeva
in
atti
violenti
,
la
colpa
era
di
chi
lo
aveva
suscitato
.
E
può
anche
essere
;
secondo
il
significato
che
piacerà
di
dare
al
termine
:
giusto
;
ma
mettendoci
per
questa
via
,
andiamo
fuori
dell
'
argomento
cronologico
,
che
si
diceva
di
voler
trattare
.
Analoghe
derivazioni
poggiano
sul
dubbio
significato
del
termine
"
libertà
"
.
Significa
,
per
solito
,
la
facoltà
in
certe
persone
di
fare
cosa
alcuna
,
ma
questa
facoltà
viene
necessariamente
a
contrastare
con
altre
simili
facoltà
,
in
altre
persone
;
e
sarebbe
necessario
di
fissare
il
confine
di
questi
due
generi
di
facoltà
per
potere
assegnare
un
significato
preciso
alla
"
libertà
"
.
Generalmente
la
discussione
su
ciò
scivola
nel
campo
della
convenienza
,
della
"
legittimità
"
.
Per
esempio
,
la
libertà
dello
sciopero
suolsi
intendere
non
solo
come
facoltà
di
farlo
,
ma
anche
come
facoltà
di
costringere
altrui
a
farlo
,
di
punire
i
crumiri
.
La
facoltà
dell
'
operaio
di
fissare
le
condizioni
a
cui
vuole
vendere
la
propria
opera
s
'
intende
come
la
facoltà
d
'
imporre
queste
condizioni
con
boicottaggi
,
multe
,
violenze
personali
,
occupazioni
delle
proprietà
altrui
.
Tutto
ciò
si
"
giustifica
"
osservando
che
sono
provvedimenti
convenienti
,
legittimi
per
favorire
lo
sciopero
,
fissare
condizioni
vantaggiose
di
lavoro
,
facilitare
"
l
'
ascesa
del
proletariato
"
,
le
trasformazioni
volute
dalla
"
modernità
"
.
I
socialisti
che
ora
domandano
un
governo
che
faccia
rispettare
la
libertà
intendono
probabilmente
il
rispetto
di
alcune
di
tali
facoltà
,
senza
per
altro
spingersi
sino
a
quella
di
dare
la
caccia
agli
ufficiali
.
I
fascisti
che
impongono
a
sindaci
e
a
consiglieri
socialisti
di
dimettersi
,
che
incendiano
edifici
reputati
covi
sovversivi
invocano
,
non
la
"
libertà
"
,
ma
talvolta
,
ed
è
cosa
poco
diversa
,
la
tutela
della
loro
fede
,
offesa
da
chi
non
vi
partecipa
;
e
tale
è
stata
ognora
la
ragione
delle
persecuzioni
mosse
dagli
ortodossi
agli
eretici
;
talvolta
dicono
di
operare
secondo
la
legge
del
taglione
,
rintuzzando
offese
;
ed
è
ragione
pure
spesso
adottata
dagli
ortodossi
contro
gli
eretici
.
La
libertà
dei
cattolici
di
fare
processioni
fuori
delle
chiese
veniva
,
anni
or
sono
,
a
contrasto
con
la
libertà
dei
liberi
pensatori
di
tenere
il
cappello
in
capo
,
al
passaggio
di
queste
processioni
.
Similmente
,
oggi
,
la
libertà
dei
fascisti
di
fare
processioni
con
i
loro
vessilli
,
detti
gagliardetti
,
viene
a
contrasto
con
la
libertà
dei
miscredenti
della
fede
fascista
,
di
serbare
in
capo
il
cappello
,
e
da
ciò
nascono
conflitti
violenti
,
ferimenti
e
peggio
.
Potrebbesi
quindi
invocare
un
provvedimento
simile
a
quello
preso
per
le
processioni
dei
cattolici
;
ma
il
motivo
starebbe
nell
'
utilità
della
tutela
dell
'
ordine
pubblico
,
non
mai
in
una
immaginaria
difesa
della
"
libertà
"
.
Quando
si
osservano
varie
fedi
in
contrasto
,
è
raro
che
non
si
tenti
di
ricercare
quale
di
esse
abbia
il
migliore
contenuto
logico
;
col
che
si
va
contro
ad
una
relazione
di
fatti
ampiamente
dimostrata
dalla
storia
,
la
quale
fa
vedere
che
il
valore
sociale
di
una
religione
è
quasi
interamente
indipendente
da
tal
contenuto
.
Sotto
l
'
aspetto
della
logica
formale
,
la
fede
fascista
è
certo
molto
inferiore
alla
socialista
;
non
fosse
altro
perché
è
ancora
in
uno
stato
nebuloso
;
se
da
questo
esce
,
potrà
porsi
in
pari
.
Per
ora
,
nulla
,
ad
esempio
,
ha
da
contrapporre
alla
teoria
del
plus
-
valore
,
nulla
al
materialismo
storico
.
Pareva
voler
opporre
al
mito
della
divinità
del
proletariato
,
quello
della
divinità
della
nazione
;
ma
ora
,
col
disgiungersi
poco
o
molto
dal
nazionalismo
,
riduce
questa
divinità
a
ben
poca
cosa
;
e
le
divinità
dimesse
hanno
scarsissimo
valore
.
Sotto
queste
ed
altre
simili
derivazioni
,
stanno
i
sentimenti
e
gli
interessi
,
che
principalmente
determinano
fenomeni
sociali
.
Ogni
uomo
vivente
in
società
ha
,
per
ciò
solo
,
sentimenti
ed
interessi
che
lo
inducono
a
sottomettersi
a
certe
norme
,
e
finché
quei
sentimenti
ed
interessi
prevalgono
sui
contrari
a
tali
norme
,
egli
non
ricorre
alla
violenza
,
alla
quale
invece
si
appiglia
se
questa
relazione
si
capovolge
.
Occorre
badare
bene
che
ciò
può
accadere
tanto
per
lo
scemare
dei
sentimenti
e
degli
interessi
sociali
,
come
pel
crescere
degli
anti
-
sociali
;
e
che
questi
e
quelli
sono
soggetti
alla
legge
generale
del
ritmo
,
onde
ora
crescono
,
ora
scemano
.
Gli
epiteti
"
sociale
"
ed
"
anti
-
sociale
"
hanno
qui
un
significato
non
già
assoluto
,
ma
relativo
alla
collettività
che
si
considera
.
Così
il
il
sentimento
favorevole
alla
schiavitù
era
sociale
,
nella
Roma
antica
,
è
anti
-
sociale
nella
moderna
;
il
sentimento
del
diritto
di
proprietà
è
sociale
in
società
che
ammettono
tale
diritto
,
anti
-
sociale
nella
Russia
di
Lenin
.
Le
differenze
si
estendono
anche
a
collettività
più
strette
,
ristrettissime
.
Per
esempio
,
il
sentimento
dell
'
"
omertà
"
è
sociale
per
un
certo
numero
di
persone
,
antisociale
per
l
'
intera
nazione
.
Tra
le
cagioni
che
maggiormente
spingono
l
'
uomo
all
'
azione
violenta
stanno
le
offese
a
ciò
che
egli
,
non
importa
con
qual
fondamento
,
reputa
"
giustizia
"
.
Così
anche
i
malfattori
hanno
il
concetto
di
una
certa
"
giustizia
"
per
spartire
il
bottino
,
e
mettono
mano
al
coltello
od
alla
rivoltella
,
tostoché
questa
giustizia
venga
offesa
.
Un
'
uniformità
che
patisce
poche
eccezioni
si
osserva
nel
fatto
che
,
ove
la
pubblica
podestà
venga
meno
all
'
ufficio
di
mantenere
ciò
che
dai
più
è
stimato
giustizia
,
i
privati
compiono
tale
opera
per
proprio
conto
.
Il
maggior
numero
di
sommosse
avviene
principalmente
per
tal
cagione
;
stia
poi
questa
giustizia
nei
rapporti
dei
privati
tra
loro
,
oppure
con
lo
Stato
.
Nel
primo
caso
,
non
di
rado
avviene
che
,
in
modo
parallelo
a
quello
delle
leggi
e
dei
tribunali
pubblici
,
operino
leggi
e
tribunali
di
collettività
private
.
In
questo
senso
si
può
dire
che
la
"
giustizia
"
delle
leghe
rosse
inclinava
a
sostituirsi
ad
una
certa
giustizia
ideale
,
stimata
manchevole
nello
Stato
,
disconoscente
dei
"
diritti
"
del
proletariato
;
come
,
d
'
altra
parte
,
la
"
giustizia
"
del
fascismo
inclinava
a
sostituirsi
alla
giustizia
dello
Stato
che
lasciava
impunemente
violare
leggi
e
diritti
sanciti
dai
pubblici
poteri
,
o
che
,
peggio
ancora
,
della
violazione
si
faceva
complice
con
arbitrari
decreti
-
legge
.
Di
fatti
analoghi
ha
dovizia
la
storia
,
dall
'
antichità
greco
-
romana
all
'
era
nostra
.
La
pubblica
autorità
,
quando
è
debole
,
facilmente
viene
a
patti
or
con
l
'
una
,
or
con
l
'
altra
delle
collettività
contendenti
.
In
Germania
,
gli
Imperatori
permisero
l
'
estendersi
della
potestà
dei
tribunali
segreti
,
detti
vernici
,
stimandoli
tutti
ausiliari
contro
la
strapotente
aristocrazia
.
Si
dice
che
i
Borboni
di
Napoli
amoreggiassero
con
la
camorra
,
e
che
governi
più
recenti
non
ne
disdegnassero
gli
aiuti
nelle
elezioni
.
Ai
tempi
della
prima
rivoluzione
francese
,
la
giustizia
giacobina
fu
ora
favorita
,
ora
repressa
,
secondo
chi
stava
al
governo
.
Al
presente
,
in
Italia
,
i
ministeri
si
traccheggiano
tra
rossi
e
fascisti
.
Un
poco
da
per
tutto
,
ma
più
forse
in
Italia
,
i
sentimenti
favorevoli
al
potere
centrale
,
al
potere
dello
Stato
,
vanno
scemando
,
i
contrari
crescendo
.
Ma
di
ciò
scrissi
altrove
e
perciò
qui
tralascio
di
lungamente
discorrere
.
Il
Parlamento
inclina
a
diventare
una
riunione
di
combricole
,
di
cui
scopo
principale
è
il
partirsi
i
beni
dello
Stato
.
Da
ciò
hanno
origine
i
governi
di
coalizione
,
la
noncuranza
per
gli
altri
uffici
del
parlamento
,
un
tempo
stimati
quasi
soli
,
come
l
'
approvare
i
bilanci
,
di
fare
le
leggi
,
ora
sostituite
da
decreti
-
legge
,
accettati
dalla
coalizione
imperante
,
non
troppo
avversati
dalle
altre
che
sperano
di
occuparne
il
posto
.
Intanto
,
compagnie
di
ventura
scorazzano
il
Parlamento
,
offrendo
,
contro
adeguati
compensi
politici
,
o
negando
il
proprio
appoggio
ai
ministeri
;
i
quali
quindi
traggono
spesso
origine
,
non
da
un
voto
della
Camera
,
ma
da
intrighi
dei
corridoi
.
In
tanto
sgretolamento
della
pubblica
autorità
,
hanno
conveniente
sede
le
violenze
delle
leghe
rosse
,
quelle
dei
fascisti
,
ed
altre
che
potrebbero
venire
.
Secondo
una
.
certa
teoria
,
la
divisione
dei
beni
sociali
,
e
politici
,
tra
i
partiti
,
per
essere
in
"
giusta
misura
"
,
dovrebbe
farsi
in
proporzione
del
numero
dei
deputati
di
ciascuno
di
essi
,
e
,
sarebbe
"
ingiusto
"
che
uno
di
essi
pretendesse
di
ottenere
più
della
porzione
così
determinata
.
Dicesi
che
,
tra
le
principali
cause
della
caduta
del
ministero
Bonomi
,
ci
sia
appunto
l
'
avere
esso
commessa
tale
"
ingiustizia
"
in
favore
dei
Popolari
.
Ma
nelle
umane
contese
non
opera
soltanto
il
numero
;
anche
l
'
intelletto
,
l
'
energia
hanno
la
loro
parte
;
quindi
è
agevole
intendere
come
contro
il
numero
insorgano
l
'
arte
e
la
violenza
,
e
da
ciò
sono
determinati
molti
fenomeni
delle
leghe
rosse
e
del
fascismo
.
Quando
certi
sentimenti
prevalgono
su
altri
,
ciò
è
solo
indizio
di
forza
relativa
,
non
di
forza
assoluta
,
che
può
essere
grande
,
o
piccola
per
tutti
.
Così
,
come
già
notammo
,
vanno
ora
scemando
i
sentimenti
favorevoli
al
potere
dello
Stato
,
crescendo
i
contrari
;
ma
né
questi
né
quelli
appaiono
molto
energici
.
Quando
,
dal
1821
al
1849
,
erano
in
Italia
forti
sentimenti
,
si
ebbero
,
anche
in
circostanze
poco
favorevoli
,
tentativi
eroici
di
rivoluzioni
,
seguiti
da
feroci
repressioni
,
oggi
in
congiunture
favorevoli
,
se
non
al
riescire
almeno
al
tentare
,
il
tentativo
non
venne
fatto
né
dai
"
rossi
"
,
quando
il
governo
già
si
abbandonava
all
'
avversa
sorte
ed
ebbe
salvezza
soltanto
dalla
violenza
privata
,
né
dai
fascisti
,
quando
a
loro
volgeva
prospera
la
sorte
,
sul
finire
dell
'
impero
di
D
'
Annunzio
a
Firenze
,
o
quando
occuparono
Roma
,
nell
'
autunno
del
1921
.
Affermarono
che
,
non
fecero
la
rivoluzione
,
i
socialisti
,
perché
stimarono
miglior
consiglio
punire
la
borghesia
dei
suoi
falli
lasciandola
nelle
peste
,
i
fascisti
,
perché
li
stringeva
amor
di
patria
;
ma
sono
discorsi
simili
a
quello
di
chi
,
caduto
da
cavallo
,
disse
:
Volevo
scendere
.
I
socialisti
hanno
una
dottrina
molto
più
organica
di
quella
dei
fascisti
,
la
quale
,
per
durare
,
ha
bisogno
di
assumere
forme
più
precise
,
altrimenti
avrà
vita
effimera
.
Ma
,
in
tal
caso
,
sparita
la
dottrina
rimarranno
i
fascisti
,
e
sia
pure
sotto
altro
nome
saranno
uno
degli
elementi
dell
'
equilibrio
sociale
.
Vi
sono
due
generi
di
coraggio
:
quello
fisico
e
quello
morale
.
Il
fenomeno
del
fascismo
mostra
che
il
primo
non
manca
alla
nostra
borghesia
,
come
,
in
generale
,
non
mancò
alle
classi
elette
del
passato
.
Scarso
è
invece
quel
coraggio
morale
che
anima
l
'
uomo
a
confessare
la
propria
fede
e
ad
esaltarla
contro
le
avverse
.
Il
coraggio
fisico
,
da
solo
,
non
determina
gravi
mutamenti
politici
o
sociali
;
diventa
importante
,
quando
viene
in
aiuto
al
coraggio
morale
,
alla
forza
intellettuale
.
I
Muscadins
,
analoghi
sotto
certi
aspetti
,
ai
nostri
fascisti
,
erano
,
come
questi
,
ben
provvisti
di
coraggio
fisico
;
ma
non
furono
dessi
a
rovesciare
il
Direttorio
,
fu
il
Bonaparte
con
il
sussidio
delle
sue
legioni
.
Il
Mallet
du
Pan
,
narrando
dello
stato
di
Parigi
,
sotto
il
Direttorio
,
descrive
fenomeni
d
'
indole
generale
.
Ecco
,
per
esempio
,
una
descrizione
del
pescecanismo
d
'
allora
,
simile
a
quello
che
si
osserva
ora
a
Berlino
,
a
Vienna
,
a
Mosca
,
e
forse
anche
un
poco
in
Italia
:
"
Une
cupidité
et
une
prodigalité
effrénées
sont
les
deux
passions
universelles
.
Rapine
,
et
puis
rapine
,
et
toujours
rapine
,
voilà
le
pivot
central
,
le
but
,
l
'
élément
unique
de
la
République
.
On
vole
,
on
escapote
,
on
acquiert
par
tous
les
moyens
vils
,
coquins
,
ridicules
même
.
L
'
avidité
résulte
ici
de
la
misère
et
de
l
'
excès
de
la
dépense
.
Elle
prend
toutes
les
formes
,
elle
essaye
toutes
les
turpitudes
,
elle
imagine
tous
les
expédients
.
Rien
ne
la
révolte
ni
ne
l
'
intimide
;
son
âpreté
est
au
dessus
de
tout
.
Il
n
'
y
a
pas
moins
d
'
activité
et
même
d
'
application
à
démenser
qu
'
à
gagner
de
l
'
argent
.
Débauche
de
table
de
boisson
,
de
femmes
,
de
luxe
,
de
folies
,
cela
surpasse
infiniment
ce
qu
'
aucune
capitale
a
jamais
présénté
en
ce
genre
de
plus
monstrueux
"
.
Quest
'
ultima
osservazione
si
allontana
dal
vero
.
È
difetto
comune
,
per
l
'
impressione
che
fanno
certi
fatti
contemporanei
,
di
ingrandirli
in
paragone
dei
passi
.
Altrove
:
"
...
la
frivolité
la
plus
insounciante
accompagne
la
perversité
publique
;
chacun
ne
songe
qu
'
à
se
divertir
et
personne
n
'
a
le
sou
...
"
.
La
noncuranza
,
il
difetto
di
energia
morale
della
borghesia
sono
anche
ben
notati
:
"
...
l
'
esprit
public
ne
varie
point
;
c
'
est
toujours
un
mécontentement
passif
,
un
abattement
qui
nait
de
l
'
impossibilité
de
combiner
aucune
résistance
,
de
saisis
aucun
point
d
'
appui
,
et
de
se
rallier
à
aucun
secours
.
Tel
est
spécialement
le
caractère
des
bourgeois
,
des
cultivateurs
,
du
peuple
honnête
ou
propriétaire
.
Quant
à
la
multitude
inférieure
,
elle
ne
respire
que
sang
et
pillage
"
.
Furono
questi
borghesi
,
o
i
loro
successori
che
acclamarono
il
primo
Napoleone
,
poi
la
Restaurazione
,
poi
il
terzo
Napoleone
;
costituiscono
un
gregge
che
non
ha
valore
proprio
e
che
può
solo
andare
dietro
ad
audaci
conquistatori
.
In
Italia
,
fu
favorevole
al
D
'
Annunzio
,
finché
bastarono
le
parole
,
lo
abbandonò
,
tostoché
furono
necessari
i
fatti
.
Il
piccolo
suo
animo
le
consentiva
di
seguire
Cesare
fino
al
Rubicone
,
non
mai
di
passarlo
con
esso
.
Ora
accetta
negli
utili
la
tutela
del
fascismo
,
forse
,
di
nascosto
,
lo
aiuta
pecuniariamente
,
ma
non
muoverebbe
,
a
viso
aperto
,
un
dito
per
difenderlo
dai
nemici
.
Parecchi
di
questi
borghesi
trovano
modo
di
sfuggire
,
sia
pure
per
poco
,
ai
mali
comuni
,
anzi
sperano
di
trarne
vantaggio
,
potrebbero
dirsi
aspiranti
pescicani
.
Fra
essi
stanno
parte
di
coloro
che
vorrebbero
la
"
collaborazione
"
socialista
:
"
Infine
-
pare
che
dicano
-
perché
contendere
fra
noi
?
C
'
è
da
rosicchiare
per
tutti
"
.
Altri
si
lasciano
cullare
dalle
dottrine
,
tanto
care
ai
deboli
,
del
rinunciare
alla
difesa
ed
all
'
offesa
;
sognano
di
"
un
'
umanità
migliore
,
con
un
poco
più
di
giustizia
"
e
di
altre
simili
favole
.
Tra
essi
stanno
pure
alcuni
di
coloro
che
implorano
,
a
mani
giunte
,
la
"
collaborazione
"
socialista
e
che
incitano
la
borghesia
a
darsi
per
vinta
senza
combattere
.
Non
vuolsi
tacere
che
ci
sono
ragioni
sperimentali
le
quali
confortano
questa
tesi
.
L
'
avviarsi
delle
società
verso
il
socialismo
od
altro
stato
analogo
è
dimostrato
da
infiniti
fatti
,
e
quando
ciò
sia
,
"
che
giova
nelle
fata
dar
di
cozzo
?
"
.
Tale
conclusione
non
tiene
conto
di
una
proprietà
fondamentale
dei
fenomeni
sociali
,
cioè
dell
'
avere
questi
forma
fatta
a
onde
,
per
cui
,
dal
solo
fatto
che
un
'
onda
cresce
,
non
si
può
concludere
che
seguiterà
a
crescere
indefinitivamente
,
anzi
accade
spesso
che
,
appunto
dopo
un
rapido
aumento
,
non
meno
rapidamente
decresca
.
Da
ciò
hanno
in
parte
origine
i
cicli
sociali
,
di
cui
lungamente
discorsi
altrove
.
Rimane
da
sapersi
a
qual
punto
del
cielo
ci
troviamo
,
ed
è
indagine
difficilissima
,
che
qui
non
facciamo
.
Altre
divisioni
,
in
genere
,
della
società
sono
da
farsi
.
Dice
bene
il
Missiroli
:
"
Le
classi
medie
sono
state
le
più
disgraziate
.
Hanno
dato
alla
guerra
soldati
ed
ufficiali
,
hanno
contribuito
più
di
tutte
le
altre
alla
resistenza
ed
alla
vittoria
e
sono
state
le
peggio
ricompensate
.
L
'
economia
di
guerra
ha
favorito
la
grossa
borghesia
,
gli
operai
,
i
contadini
,
ma
ha
impoverite
le
classi
medie
,
quelle
classi
che
,
in
Italia
,
formano
l
'
opinione
pubblica
"
.
Ebbene
,
sono
le
classi
che
più
hanno
sofferto
della
guerra
che
l
'
esaltano
;
quelle
che
ne
hanno
tratto
vantaggio
che
la
vilipendono
.
Per
le
seconde
,
la
spiegazione
è
facile
,
è
il
fatto
del
limone
che
,
spremuto
,
si
butta
via
;
ma
per
le
prime
,
come
va
tale
faccenda
?
Sono
esse
costituite
da
asceti
che
soffrono
con
lo
sguardo
fisso
a
beni
ultra
terrestri
?
Può
essere
per
alcuni
,
non
è
certamente
per
i
più
,
ai
quali
soltanto
la
mancanza
di
energia
toglie
di
andare
contro
a
pregiudizi
,
respingendo
ciò
che
è
loro
male
.
Non
paghi
di
essere
deboli
per
conto
proprio
,
predicano
ad
altrui
la
viltà
,
a
cui
talvolta
,
tanto
per
nobilitarla
,
hanno
posto
il
nome
di
"
senso
di
modernità
"
.
In
molte
occasioni
appaiono
opere
analoghe
.
La
borghesia
detta
conservatrice
ha
applaudito
alla
distruzione
dei
due
grandi
imperi
conservatori
in
Europa
;
e
non
basta
:
ora
che
la
Francia
accenna
a
diventare
un
poco
meno
demagogica
di
altri
paesi
,
gran
parte
della
borghesia
le
si
volge
contro
,
l
'
accusa
di
imperialismo
,
di
militarismo
,
di
insensate
cupidigie
;
pare
proprio
che
la
borghesia
abbia
di
mira
di
distruggere
ogni
più
lieve
difesa
che
le
,
rimanga
.
Tali
opere
sono
certamente
di
danno
alla
classe
scelta
che
le
compie
,
possono
essere
utili
alla
società
se
il
fine
a
cui
avviano
è
vantaggioso
per
questa
.
La
circolazione
delle
classi
scelte
giova
spessissimo
alla
collettività
intera
.
Da
quanto
siamo
venuti
esponendo
,
pare
che
si
possa
concludere
,
con
grandissima
probabilità
,
che
il
fascismo
ha
conveniente
sede
in
una
classe
numerosa
di
fatti
analoghi
,
che
sono
essenzialmente
transitori
,
che
possono
avere
intrinsecamente
temporanea
importanza
,
ma
che
rimangono
secondari
e
subordinati
ai
grandi
fattori
dell
'
evoluzione
sociale
,
di
cui
talvolta
possono
essere
indizio
;
ed
allora
acquistano
estrinsecamente
importanza
per
lo
studio
e
le
previsioni
dei
fenomeni
sociali
.