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UN PRESIDENZIALISMO MAL CONGEGNATO ( Sartori Giovanni , 1998 )
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La lunga marcia delle riforme ha sinora affrontato , alla Camera , soltanto due nodi : quello del federalismo ( forma di Stato ) e quello del presidenzialismo ( forma di governo ) . Sul primo , il testo concordato in Bicamerale è stato ampiamente modificato ; sul secondo , invece , è stato rispettato . Il che non è di per sé riprovevole o irragionevole . Se gli accordi della Bicamerale fossero tutti blindati , allora l ' esame delle Camere non avrebbe senso , sarebbe soltanto pro forma . Però , se tutti gli accordi della Bicamerale fossero sblindati , cioè tutti da rifare , allora sarebbe il lavoro della commissione costituente a risultare inutile . Alla domanda se i patti della Bicamerale saranno rispettati , pertanto , per il momento si può soltanto rispondere : in parte sì , in parte no . Ma siamo ancora ai primissimi passi . Perché c ' è ancora da vedere che cosa succederà al Senato , dove la riforma presidenziale approvata a Montecitorio potrà tenere , ma dove dubito molto sulla tenuta della riforma federale . Il solo punto abbastanza fermo , a oggi , delle riforme è dunque quello del presidenzialismo . Vediamolo . In passato il presidente della Repubblica era eletto dalle Camere . In futuro sarà eletto , in forza dell ' articolo 64 della nuova Costituzione , a suffragio universale diretto . La Camera ha anche approvato gli articoli che ne specificano poteri e modalità di elezione , affrontando per ultimi due punti : le prerogative presidenziali in materia di politica estera e di difesa ( art. 66 , sub a ) e il potere di scioglimento delle Camere ( art. 70 ) . Sono punti importanti , e controversi per questo ; ma non abbastanza importanti da modificare la valutazione d ' insieme . I sistemi genericamente detti presidenziali sono almeno una trentina , e si dividono in tre tipi : il sistema presidenziale puro di tipo americano , il sistema semipresidenzíale di tipo francese , i sistemi presidenziali spuri che sono tali di nome più che di fatto . Il solo denominatore comune di tutti questi sistemi è l ' elezione popolare del capo dello Stato . Ma la sola elezione non basta a rendere un sistema presidenziale diverso da un sistema parlamentare . Irlanda , Islanda e Austria esibiscono presidenti eletti a suffragio universale , ma funzionano in tutto e per tutto come sistemi parlamentari nei quali il presidente conta poco o niente . Un sistema politico è davvero presidenziale , allora , quando il presidente conta in termini di potere di governo . Negli Stati Uniti è il presidente che governa e che riassume in sé tutti i poteri di governo . Dunque , nel sistema presidenziale puro il presidente conta moltissimo . L ' inconveniente di questa formula , che si manifesta appieno in America Latina , è duplice : da un lato è aperta al rischio dell ' eccesso di potere , dall ' altro lato non prevede il caso che viene detto della « maggioranza divisa » , cioè del presidente che si trova in minoranza in Parlamento . In Francia , invece , la struttura del potere esecutivo è diarchica , a due teste ; ma il problema di una conflittualità o paralisi diarchica è risolto dal fatto che l ' esercizio effettivo del potere passa dal capo dello Stato al capo del governo - e viceversa - a seconda di chi si trova in maggioranza . Il semipresidenzialismo francese è dunque un sistema altamente flessibile che non si incaglia , come avviene in America , nelle secche della maggioranza divisa . In Francia il presidente a volte conta molto , a volte conta meno ; ma non è mai un presidente che non presiede nulla , la cui funzione è di essere soltanto un garante . Come si cerca invece di renderlo nel presidenzialismo all ' italiana . Come notavo , in materia di poteri presidenziali esiste ancora un contenzioso aperto . Ma ammettiamo che gli articoli 66 e 70 resistano agli assalti e passino nella versione proposta dalla Bicamerale . Anche se così sarà , il presidenzialismo all ' italiana è pur sempre da ascrivere alla categoria dei presidenzialismi spuri e mal congegnati ; che talvolta sono soltanto inutili , come nella citatissima Austria , ma che possono anche essere dannosi . Capisco benissimo chi si oppone al presidenzialismo puro . Capisco anche , seppur meno , chi nemmeno vuole il semipresidenzialismo . Ma l ' argomento vero non è che nel modello francese si annida il pericolo di una tirannide virtuale , come gridano , comprensibilmente spaventatissimi , Armando Cossutta e Fausto Bertinotti ; e nemmeno il pericolo della deriva plebiscitaria denunziato dai popolari . Chiamando le cose con il loro vero nome , chi diffida di qualsiasi presidenzialismo teme l ' elezione popolare diretta . Coma fa un elettorato che di politica si interessa poco , e sa pochissimo , a scegliere una persona adatta ? Diciamolo senza infingimenti : il rischio di una cattiva scelta , di una scelta sbagliata , è un rischio da mettere in conto . E la videopolitica lo accentua . In Brasile la televisione ha portato al potere Collor , un pessimo presidente cacciato per corruzione nel 1993 . In questo momento pare che dalle elezioni presidenziali nelle Filippine esca vincitore un ex attore ( come Ronald Reagan , ma senza il suo tirocinio politico ) e che in Venezuela la candidata più forte per le elezioni presidenziali di dicembre sia Irene Sàez , un ' ex Miss Universo di 36 anni : certo una gran bella ragazza , ma che cosa c ' entra ? Dunque il presidenzialismo comporta un rischio che l ' elezione parlamentare del presidente riduce . Ma il guaio è che in Italia i nemici del presidenzialismo sono riusciti a depotenziarlo senza però riuscire a evitare l ' elezione diretta ( per ben sei anni ) . Il che rischia di produrre un presidenzialismo reso pericoloso dalla propria impotenza . L ' elezione popolare del capo dello Stato non è piccola cosa . Tra le tante , troppe elezioni che ci affaticano , è la Grande Elezione . Mobilita un paese per mesi , richiede manovre di posizionamento dei candidati per anni , e impiega ingenti energie e risorse . Dopo di che , e soprattutto , crea aspettative . In Italia - se mai arriveremo al referendum confermativo della nuova Costituzione - l ' elezione del presidente verrà strombazzata come una grande conquista democratica , come un aumento del potere popolare . Non sarà vero , sarà un imbrogliuccio . Ma resta vero che l ' elezione diretta dà legittimità , e quindi il nuovo presidente potrà parlare più di ogni altro in nome del popolo . E se sarà un tipo battagliero potrà dare battaglia per conquistare i poteri che la Costituzione gli nega , ma che i veri presidenzialismi gli assegnerebbero . Una battaglia che gli verrà facilitata da un varco che i nostri costituenti hanno lasciato sguarnito senza accorgersene . Nell ' articolo 66 sub e , approvato pochi giorni fa , si legge che il presidente della Repubblica « autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del governo » . E vero che quel disposto ripete l ' articolo 87 della Costituzione del 1948 . Ma se era reso aggirabile , in passato , da un sistema parlamentare , è un disposto che diventa pericolosamente offensivo in mano a un presidente a elezione popolare . Che cosa succede se il presidente non autorizza la presentazione di un disegno di legge ? Dal testo si evince che la non autorizzazione è un atto interamente discrezionale . E dunque può succedere che il presidente unto dal popolo blocchi , volendo , quasi tutto il governare . Bravi davvero , Leopoldo Elia e soci . Nel combattere il presidenzialismo , i popolari hanno ottenuto un presidenzialismo impotente sì , ma aperto ai conflitti istituzionali assai più del sistema semipresidenziale che sono riusciti a distruggere . In Francia la potenziale conflittualità tra capo della Stato e capo del governo è stata disciplinata , e a tutt ' oggi non è mai stata dirompente . Il presidenzialismo all ' italiana , invece , o sarà soltanto di facciata , oppure sarà contrassegnato da una preoccupante conflittualità interna . Nella prima eventualità , quella di un presidenzialismo finto e soltanto nominale , avremmo fatto molto rumore per nulla , e la montagna avrebbe partorito un topolino . Nella seconda eventualità , ci troveremmo assai più mal messi di prima . In ogni caso , chiamare questo coso un semipresidenzialismo è un ' ingiuria al nome .
BORGESE, IL FILOGALLO ( IL DOGANIERE , 1928 )
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S ' è meravigliato più d ' uno e risentito perché G.A. Borgese , critico laureato ed autore pontificante nel tempio delle patrie lettere , va scoprendo a Parigi i numi della letteratura contemporanea , che si chiamano Bourget , Gide , Proust e han cenacoli come 1'Europe , la Revue des deux mondes o la N . R . F . Occorreva proprio , mi domando , che il prof . Borgese , noto per il connaturato antifascismo , andasse a Parigi , e proclamasse sul Corriere della Sera ( antifascista per definizione ) che la Francia è l ' ombelico della letteratura moderna , la Mecca dell ' ingegno , l ' Everest dell ' Arte ; tutto questo occorreva per sapere che il pubblico italiano che legge , e quello men numeroso , ma non perciò men pericoloso , che scrive , pende dalla penna degli scrittori di Francia . L ' italiano che sapendo leggere crede d ' esser colto , ritiene indispensabile avere nella sua libreria un certo numero di volumi francesi , ed è orgoglioso se può in conversazione dire il suo giudizio , sull ' ultimo libro di Bourget , o almeno , in mancanza di meglio , di Dékobra , il romanziere dalle tirature folli . Questo fascino francese è il segno di uno smaccato e pacchiano provincialismo , che sopravvive fra noi . La verità è amara , ma riconosciamola francamente : la gran parte degli italiani d ' oggi usano a parole tutta la loro fierezza , ma non dànno un ' oncia del loro sangue al cervello per farlo italianamente pensare e operare . Il prof . Borgese è soltanto l ' antesignano e il maestro riconosciuto e consacrato di questa pigra borghesissima Italia che non riesce a guarire oggi come ieri dal suo mal francese .
SCIENZA FASCISTA ( BRACALONI LORENZO , 1928 )
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Il Duce ha parlato chiaramente a Marconi : si trattava di farsi intendere agli intellettuali . E non più ai vecchi parrucconi dei tempi passati , ma agli svariati scienziati moderni più sordi forse dei primi , ché non v ' è peggior sordo di chi non vuole intendere . E per farsi intendere bisognava parlar chiaro e il Duce s ' è espresso chiaramente e anche severamente . Il discorso di Bologna al Congresso della Scienza definiva un programma : la recente lettera lo impone . Due sono i termini : abolizione della scienza parolaia , congressista e sconclusionata , costruzione fascista di una scienza organata e leale : alle manifestazioni d ' un certo peso , alla grancassa della scienza che sono i congressi , l ' imposizione di un programma se - vero , ordinato e produttivo . Chi aveva preparato qualche orazione scientifica per il prossimo congresso , peggio per lui , la può rinchiudere nel cassetto : meno parole e più fatti . Il Duce a Bologna definiva con esattezza i confini d ' azione della scienza , stabiliva la meta della ricerca scientifica . L ' idea sua , perfettamente latina , s ' allacciava alla sana tradizione scientifica italiana ampliandola in nuova sintesi . Quanta meraviglia e che lezione per molti ! Su basi solide , d ' antica esperienza , il Duce ha dato mano al suo programma di costruzione : che gli scienziati diano ora il materiale buono e ben ordinato . Senza materiale buono e senza ordine non vi è possibilità di costruzione . Alla produzione individuale che sfugge alla sintesi e al controllo è necessario sostituire la produzione di scuola . La famiglia per il viver civile , la scuola per la scienza . E la scuola sia il centro più piccolo dell ' attività scientifica , la base unitaria di una nuova gerarchia che salderà tra loro i vani rami della scienza . Inutile illuder - si , i geni anche in Italia non si trovano a tutte le cantonate , e poi in gerarchia vi è un posto per tutti . La gerarchia fascista vuole e deve essere gerarchia di valori spirituali . Che vengano i geni , ne abbiamo bisogno . Lasciamo a una scienza non nostra le distillazioni metafisiche di cervelli aerostatici . Noi teniamoci al sodo . La scienza fascista scienza di tradizione perfettamente latina non si strania dalla vita e neppure produce cavillazioni esoteriche , aborti e soliloqui in buona o cattiva fede . È prima di tutto scienza sana che conosce il suo scopo e i suoi mezzi . Nella gerarchia fascista ognuno ha il suo posto e la propria responsabilità : sintesi e controllo sono perfettamente assicurati . Da oggi la scienza italiana prende contatto con la vita della nazione . I risultati della ricerca paziente e leale devono sfociare nella vita attuata e portare al più presto contributi benefici . Il Duce assegnando il suo posto alla scienza , delimitandone il compito , sfatando le vecchie chimere di una scienza avvenirista pallon volante , di importazione straniera , ha fatto un ' opera di esaltazione e di valorizzazione . Ma attenti signori scienziati . La responsabilità è grande . Chi oggi produce non pensi di tirar fuori un lavoro che covi inosservato nelle biblioteche e ripescabile a buon tempo per il curriculum vitae , poltrona soffice e diritto a pensione . Basta di questo . Lealtà ci vuole o meglio : amore alla scienza . Il Duce ha fatto centro con un colpo maestro ; dar movimento unitario alla scienza ed inserirla nella vita è il vaglio più sottile per la verità scientifica .
DEL CARATTERE ( - , 1928 )
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Non v ' è uomo che non abbia un carattere , ma pochi sono gli uomini veramente di carattere ; questi si trovano più facilmente fra la gente di campagna , semplice , forte e primitiva , che fra i borghesi intellettuali , logori di mente e di cuore . Si sente dire spesso , con un certo tono di sprezzo , che i contadini sono testardi : santa testardaggine la loro , che rivela , in - vece , salde basi . Il contadino , quasi sempre religioso , ha un concetto integrale della vita e dei suoi valori essenziali : del buono e del cattivo , del brutto e del bello , del giusto e dell ' ingiusto , ed in base a tale concetto agisce e giudica uomini ed eventi e prima di mutare le sue azioni e i suoi giudizi deve essere profondamente e intimamente convinto del proprio errore . Gli argomenti brillanti , i facili entusiasmi non hanno presa su di lui che tien fede alle sue convinzioni tenacissimamente . Potrà essere schiavo di pregiudizi , avere vedute sotto un certo aspetto limitate , ma nessuno gli può contestare quell ' unità interiore che si chiama , appunto , carattere . Il borghese , invece , soggiace più facilmente agli entusiasmi repentini e passeggeri , alle opinioni altrui quando sono ammantate di una certa cultura . Troppo colto e troppo intelligente egli stesso per poter - si contentare di soluzioni semplicistiche della vita e dei suoi problemi morali , non lo è poi abbastanza per abbracciarne una che gli sia di guida in questo operare terreno . Scettico per insufficienza di pensiero e di spirito , il borghese assomiglia a una bussola impazzita , pronto a spostare l ' ago calamitato della propria coscienza verso tutti i punti cardinali , sensibile a ogni più piccolo movimento . Vi sono , poi , i veri uomini di carattere , dotati d ' animo e d ' intelletto superiori e d ' una coscienza profonda in cui tutto si compone armonicamente , che sanno quel che vogliono e perché ; uomini nei quali non v ' è alcun dissidio tra pensiero e pensiero , azione e azione e tra lo stesso pensiero e la stessa azione , che il carattere , appunto , unisce indissolubilmente . Questi sono nella storia i grandi Maestri e i grandi Condottieri di popoli , destinati a giganteggiare come vette altissime sulla piattezza uguale del volgo , vicini tra loro malgrado il distacco dei secoli . Da Dante a Benito Mussolini la catena dei Grandi Italiani segna il cammino faticoso e glorioso della nostra Stirpe .
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Senza che nessuno se ne accorga è uscito il più bel libro che sul Fascismo si sia mai scritto , e cioè " Mussolini visto dai ragazzi , " raccolta dei componimenti scolastici dei ragazzi delle scuole elementari del ferrarese . Il libro , che è stato compilato con troppa rettorica da una maestra elementare , contiene disegni , definizioni e pensieri su Mussolini davvero straordinari . Eccone una scelta : Mussolini è il capo del Comune . È bravissimo . È il capo della nostra patria . È il capo del fascio . È il capo della guerra . E tutti gli vogliamo un gran bene . Perché mio padre dice che , se noi di Ferrara ci man - da anche nel fuoco , ci andiamo come se niente sia . A Mussolini quando venne a Bologna , un giovane di quindici anni gli ha tirato con la rivoltella e gli ha ferito la cintura . Un maresciallo gli ha chiappata la mano e la gente eran tutti impauriti dal dolore . Ma quel giovane è stato chiappato e l ' hanno tagliato in tre pezzettini . Io non ho mai visto il signor Mussolini , ma ho sentito dire che ha salvato l ' Italia . Mussolini è il capo del Comune . È il capo del fascio . È il capo della Marina . È il capo degli aeroplani . È il capo di tutte le scuole . È il capo di tutti . Mussolini è un grande eroe che ha fatto la marcia su Roma e nessuno se l ' aspettava , ma lui l ' ha fatta lo stesso e dopo l ' Italia era più libera e noi bambini facciamo sempre vacanza tutti i 28 ottobre . L ' anno scorso al mare ho visto il figlio di Mussolini . Pareva un bambino come noi . Io , quando saro grande andrò a vedere Mussolini , se campa . Perché la voglio proprio conoscere questa bravissima persona . Egli era il figlio di un fabbro , invece adesso è quasi il più bravo d ' Italia . I più valorosi e più forti eroissimi del mondo , sono i romagnoli . Un giorno , un giovane francese è venuto a Roma per veder di tentare Mussolini . Lo tentò con una bomba francese , ma non gli prese . Mussolini è un uomo un pochino brutto e poi tanto bravo che è quasi bravo quanto il Re . Io so che Mussolini ha fatto il maestro . Se l ’ avessi mai avuto per maestro ! sono sicuro che tutti i giorni avrei saputo la lezione a costo di non giocar più ai pallini la sera con Renzo Baldi . ... ma i fascisti hanno preso l ' assassino e l ' hanno subito condotto a morte . E Mussolini , lui non aveva cambiato nessun colore . Esso è un uomo coraggiosissimo ... , tanto è vero che dopo due ore andò a suona - re il mandolino con la sua famiglia . Adesso Mussolini è tornato a Roma dove prima le Vestali tenevano acceso il fuoco . Mussolini è cugino del Re , perché ha il collare della Santissima Annunziata . E ' un bel premio . Adesso si sente a dire che il Signor Duce Mussolini ha fatto fare molti cartelloni poi ne ha mandati uno per uno a tutti i teatri , così attaccati ai muri dicono : Quelli che dicono una bestemmia se è leggera si paga 2000 li - re , e se è grave 4000 . Ci sta bene . Co - me mi piacerebbe d ' esser cugina anche io col Re e col signor Mussolini . Prima che venisse il fascista Mussolini era a capo del socialismo . Poi venne il fascista che è ancor meglio , e lui sempre a capo lo stesso . Roma antica era forte e robusta e adesso è venuta povera perché cominciava a bere e andare sempre al circolo . Anche la Grecia è caduta perché cominciò andare al lusso . Così l ' hanno distrutta . ... quelli che si sono voluti mettere nel fascismo ma non hanno voglia di fare i fascisti , così il Duce li ha mandati in una bellissima isola vicino a Napoli per due o tre anni ... dopo poi andranno a casa . Io voglio molto bene a Mussolini , ma non vorrei averlo per marito , perché va sempre ferito . Ed io non starei mai cheta . Mussolini è il padrone di tutte le città . Se non ci fosse lui non ci sarebbero delle leggi così belle . Tutta la gente farebbe quel che ci pare e piace e ucciderebbero la gente come uccidere i gatti . Invece c ' è lui e possiamo star sicuri ... Mussolini quando è a cavallo è il più bel guerriero del mondo . Mussolini è quello che quando è venuto lui tutti si son messi a cantare Giovinezza . Ora S . E . Mussolini da fabbro che era , si trova nel punto di governare l ' Italia . E come fa bene ! Quando andò a Bologna nell ' ottobre scorso , per fargli festa i bolognesi in otto giorni hanno disfatto due palazzi e hanno fabbricato una fontana che getta l ' acqua color della bandiera . Mussolini è figlio di un fabbro che lavora il ferro . Mussolini era un ragazzo non ricco come noi , il quale diventato grande per amor di patria , scrisse e combatté tanto e poi tanto sopra la neve che fini per liberare l ' Italia . Mussolini è un uomo misterioso . Lavora sempre e non dorme mai o quasi : chiude gli occhi dieci minuti , poi si desta , si dà una bella lavata e torna subito a lavorare che è fresco come una rosa . Al comando di Mussolini , come al tocco di una bacchetta magica sono saltate fuori in Toscana navi da guerra che sta costruendo . Io non l ' ho mai visto e pensare che mi piacerebbe tanto di vederlo proprio bene ! Nelle fotografie non è bello , ma la Edmea Garuti che l ' ha visto di carne con una piuma nel cappello , dice che è bello come un re del libro delle favole . La Edmea Garuti è molto fortunata perché il Duce l ' ha invitata a Roma a colazione . Io so che Mussolini ha scritto tante belle cose sui giornali , e il mio babbo ne ha di quelli vecchi , di prima della guerra , che li legge ogni tanto con degli altri uomini , la sera , e tutti scossan la testa ; e poi dicono : che giudizio ha da avere un cristiano ! Il mio babbo è nella Milizia . Quando gli uomini della Milizia andarono a Bologna , anche il mio babbo andò e vide Mussolini da vicino . Quando ritornò a casa non faceva che parlare e la mamma diceva che pareva matto . Mussolini è il capo del signor Sindaco .
IL VOLTO E LA MASCHERA ( SPAMPANATO BRUNO , 1928 )
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... Un altro esempio di incomprensione fascista , il più tipico e il più pericoloso di tutti : lo Strapaese ! La Nazione , si sa , si attrezza all ' impero . Eminentemente agricola , essa si forma una sua formidabile spina dorsale rurale . Il ruralesimo rappresenta per noi un fortissimo incentivo demografico , un elemento di sicurezza economica , un motivo enorme di ricchezza , la risoluzione della dipendenza dall ' estero per il consumo dei grani . Non solo . Ma il ruralesimo contribuisce in primo piano alla moralità civile e alla forza del carattere nazionale , in quanto che la terra , principio di tutto , promana da sé influssi di sanità e di prosperità . Non solo . Ma forma quelle strutture autoctone , indistruttibili , perché questa Italia possa essere veramente un blocco compatto e pesante nella competizione dei popoli . Ed ecco allora della brava gente che sulla realtà rurale , fascistissima realtà , incolla un posticcio cliché , lo Strapaese ... Badiamo . Qui non si vuol far riferimento alle polemiche letterarie tra Strapaese e Stracittà , che non interessano nessuno , nemmeno i fascisti , ma appena quei scrittori che a corto di espedienti del mestiere inventarono le celebri polemiche . D ' altronde , Stracittà , esasperazione grottesca e cerebraloide di modernità , non è una tendenza assimilabile dal popolo italiano , popolo di equilibri , che accetta quelle formule che coincido - no con la sua fisionomia . Ma Strapaese , tendenziosamente vicino al ruralesimo , minacciava di attaccare . Attenti a questa tipica contraffazione di fascismo ! ... Fascismo è rivoluzione . Me la salutate la rivoluzione tra i boccali del farmacista o nella bottega del calzolaio sia pure segretario politico ? Fascismo è impero , o premessa all ' impero . L ' in piedi di casa delle borghesie strapaesane , rissose nella cerchia della regione e non guerriere fuori dei confini nazionali , è antimperiale . Fascismo è unità . Il regionalismo , per es . , degli Etruschi , specie eletta di strapaesani , è antiunitario . E sì che su Roma marciarono gli insorti da tutte le città e da tutte le campagne per significare tangibilmente come in Roma si compisse il processo unitario , e si iniziasse quello imperiale della giovane Nazione . Gli strapaesani concepiscono con criteri ben strani la veste e l ' essenza del cittadino , che diventa solo elemento di continuità fisica , soggetto fiscale e futuro soldato : ma avulsodalla politica , sorta di malanno che può affliggere solo pochi sventurati di buona volontà che dirigono , nelle gerarchie , le sorti del Regime . Ma che è la classe dirigente se non una élite , scaturente da tutto il popolo : e cioè la sua verace aristocrazia ? Ma non conduce il Capo la mirabile fatica di promuovere in tutti gli italiani una coscienza politica , unitaria , indissolubile ? Ma non è considerato dal fascismo il cittadino in tanto in quanto parte dello Stato , Stato egli stesso , propulsore e agente nella Società nazionale , vivo passaggio della storia sulla nostra terra ? Ma non è il fascismo un fenomeno di alta sensibilità politica ? Non è il suo , il nuovo Regime il Regime totalitario , che ha trasferito la polemica e la lotta dal campo nazionale al campo Europa ? Anche Strapaese è antieuropeo , ed essenzialmente antieuropeo . Strapaese però dimentica che non si vince ignorando , ma guerreggiando . E che è paradossale parlare di un ' Italia barbara ( la civilissima Italia , ombelico della civiltà di tutto il mondo ! ) quando l ' Italia fascista non reagisce all ' Europa civile , ma tenta di ridare alla sua civiltà la propria impronta . Quando l ' Italia di oggi non è una isola nei mari del mondo , ma il cuore stesso del mondo da cui il sangue inevitabilmente deve scaturire , vivi - do , caldo , a corroborarne le vene secche e stanche . L ' impero , che insistiamo nel ritenere come la suprema funzione civile di un popolo superiore , non si fa nel natio borgo di Scaricalasino , centro della topografia paesana , ma sulle vertiginose città , nelle campagne , nelle strade , dovunque la voce di Mussolini giunga e sospinga ...
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È stata diramata , in data 16 aprile , la seguente circolare dell ' on . Turati ai Gruppi Universitari fascisti : Ho deciso l ' istituzione ufficiale della " paglietta universitaria " e ritengo obbligatoria per ogni segretario politico un ' azione continua ed efficace per la diffusione nell ' ambiente goliardico di questo cappello italiano . La foggia della " paglietta universitaria " è unica , dalla linea sobria ed elegante . Il nastro sarà del colore della Facoltà e l ' interno dei fiocchi sarà dei colori della città ove l ' Ateneo ha sede ...
IL NEMICO DEL BALLO ( SPINELLI FRANCO ALFONSO , 1928 )
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... Si balla , nel mondo da secoli , sempre . Si ballerà sempre nel mondo . Ma sia salva la dignità de la razza , sia salva la dignità de l ' Uomo . Ove sono le leggendarie danze che l ' Arte ha raccolto nel suo tempio ? Ove le danze purissime , che Roma e Grecia pagane , seppero celebrare oltre la vita assurgendo con la carne di cui amavano la fragile o ardente voluttà , a la maschia gloria de lo spirito immortale ? Oggi si balla nel mondo : oggi il passato è sepolto , oggi la voce del passato si spegne per l ' urlio d ' una musica , che de la musica è la prostituzione , che eccita vellica solletica i nervi de gli smidollati , dei cocainomani , dei fragilissimi maschi dal cervello stanco , impotente . E tutto ciò non è de l ' Italia fascista : tutto ciò non è de la razza forte , de la razza degna di Roma . Le nostre legioni marciano verso l ' avvenire : nei trivii si fermano gli effeminati signori del mal francese . Riposino in pace . Proveranno le donne , che ignorano l ' Arte , che dimenticano il primo supremo dovere de la donna : essere bella . O goffe pose , o stupide mosse del charleston , di tutta la negreria , di tutta l ' arte scimmiesca ! Ov ' è la donna , la bella purissima femmina , dal corpo flessuoso , da la linea perfetta ; ov ' è la donna modellata da un Dio , in cui la carne è la serena e l ' ardente celebrazione de lo spirito : ov ' è la donna suprema Dea , che chiede d ' essere adorata in ginocchio ! Che ama , per la bellezza , ogni sublime voluttà ? Danza , scimmia , danza ! Ecco che l ' incanto è rotto ; ecco che la sfinge , la statua si piega ; ecco che balla , frenetica , scomposta , turpe , ma sovrattutto enormemente ridicola . Chi la vede ? Son ciechi ed ebri . Risuona nel cervello la folle disarmonia di una cantaride istrumentale Ma chi vuole , ti vede : e ride ; e anche , ha nausea . Forse il sentimentale sa piangere : ha il piacere di piangere davanti a la donna che muore , la voluttà di piangere su l ' umanità prostituita . L ' uomo comune , il placido borghese di buon senso , ride , ride , ride . Dice : Va là , danza : sei goffa , terribilmente goffa . Poi siccome è persona bene educata , volge dall ' altra parte il capo , e nasconde lo schifo ...
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... ( P . S . ) La nomina di Massimo Bontempelli a Segretario Nazionale del Sindacato Fascista Autori e Scrittori è stata accolta con simpatia tanto negli ambienti politici e sindacali propriamente detti quanto in quelli letterari : né poteva essere diversamente , data la notorietà dello scrittore e le sue aderenze e amicizie in ogni campo . Abbiamo creduto opportuno avvicinare Massimo Bontempelli per chiedergli notizia della sua nuova attività e conoscere i propositi con cui s ' accinge al lavoro ... Quali criterii sono stati adottati per il tuo Sindacato ? I compiti e l ' opera dei Sindacati degli Autori e Scrittori si presentano con problemi singolari , ignoti ad altre categorie . Tali compiti si possono per un primo tempo riassumere in questo principalissimo : dare alla situazione dello scrittore consistenza professionale . Per troppo tempo la nostra occupazione è stata considerata come un elegante dilettantismo . E ' compito tipico del nostro odierno stupendo rinnovamento per opera della Rivoluzione Fasci - sta quello di dare allo scrittore il degno posto che fino a oggi non era stato raggiunto se non in casi isolati e individuali , e alla sua professione quella consistenza , i cui fondamenti debbono essere efficienza economica e coscienza politica ...
'IL RADUNO' SOSPESO ( - , 1928 )
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Il Raduno , nel numero in data 7 giugno , pubblicava la seguente dichiarazione : " Per disposizione del Presidente della C . N . S . F . , onorevole Rossoni , dovendosi procedere ad una precisa sistemazione dei rapporti fra i Sindacati degli Scrittori e degli Artisti e il ' Raduno , ' col presente numero restano sospese le pubblicazioni del nostro settimanale . Nel periodo della sospensione gli atti e i comunicati interessanti gli Scrittori e gli Artisti saranno pubblicati su Il Lavoro d 'Italia." Questo provvedimento era atteso negli ambienti politici e letterari di Roma . Così si chiude la polemica iniziata alcune setti - mane addietro da Curzio Malaparte sulla Fiera letteraria e su La conquista dello Stato , alla quale hanno recato pure il loro valido contributo altri giornali e scrittori di non dubbia fede politica .