Tipi di Ricerca: Ricerca per parole
Trova:
> categoria_s:"StampaPeriodica"
OSPITI ( CECCHI EMILIO , 1919 )
StampaPeriodica ,
Chi sieno e perché sieno in questa nostra Ronda alcuni ospiti stranieri - per esempio , Hilaire Belloc , che contribuì al primo numero , e Gilbert K . Chesterton , che ha scritto per noi le pagine che si leggono in altra parte del presente fascicolo - abbiamo sentito intorno parecchi che se lo domandavano sommessamente . Intanto , avrebbe dovuto esser chiaro , anche ai più illetterati , che non poteva trattarsi di gente assolutamente importante , per aver voluto che comparisse nella pattuglia rondesca . Riguardo a Belloc , poiché pel momento egli è in Italia , crediamo utile fornire ai lettori alcuni connotati da riconoscerlo , in caso se lo trovassero davanti a una cantonata . E diremo che , con una corazza sul petto , Belloc potrebbe passar benissimo per il più marziale fra i centurioni di Augusto . Ma con uno straccio rosso sulle spalle , tutti lo prenderebbero per il cardinale più in voce d ' esser fatto papa . Vestito borghesemente di nero , tarchiato , brusco , autoritario , sembra soltanto Hilaire Belloc , cioè a dire , come giudicava Broocke , il miglior prosatore inglese fra i vivi ; o addirittura , secondo Mandell , Shanks e non pochi altri , il migliore da ' tempi di Dryden . È nato nel 1870 a La Celle , Saint Cloud , vicino Parigi , da madre inglese e padre francese ; ha servito nell ' ottavo reggimento d ' artiglieria francese ; ha studiato storia a Oxford . È mezzo francese e cattolico intiero . In critica povera , dovendo accostarlo a qualcuno di quelli che qui son conosciuti un poco meglio , noi penseremmo soltanto a Péguy per il senso della terra , delle opere degli uomini , e delle gerarchie temporali e soprannaturali . Wandering Peter di Belloc , sul letticiuolo di morte , parla dei campi , delle città dell ' ordine naturale e umano come poi ne ha parlato il Péguy dei Misteri . I cannot get away the Thames may be alive and London most certainly is dice Belloc nel libro sul Tamigi ; " vivi " , s ' intende , non in senso panteistico ed entusiastico , ma in un senso positivo , organico e cristiano . La natura è circoscritta dall ' uomo ; e tutte le solitudini romantiche e le selvaggerie del mondo non valgono un giardino di Francia . Non valgono il podere , e non valgono il pezzo di sole dove la femminetta stende un bucato . E in fondo a tutti gli itinerari di Belloc , in fondo a tutti i suoi libri di pellegrinaggio , si ritrova questo pezzo di sole , e il podere e il campanile ; come se lo spettacolo degli uomini che lavorano e costruiscono gli piaccia tanto da andare apposta dimenticandoselo pei monti e pei boschi , pel gusto di riscoprirlo , tutte le volte uguale e nuovo , all ' uscita di una forra , a ' piedi di un precipizio , fra uno strapparsi di nubi . Manalive di Chesterton lasciò la propria casa , per poter ritrovare la casa . Belloc esce da una città , ma soltanto per ritrovare la città . Ma il motivo lirico che da Chesterton riceve più intimità e una grazia tutto inglese di capricciosi paradossi , in Belloc è trattato con semplicità e durezza latina ; con lo stile della storia e quasi della legge ; e difatti la disposizione del sangue , e il culto della civiltà continentale e insomma di Roma , hanno portato questo scrittore a un tipo di prosa che possiede la mobilità inglese con la solidità , la squadratura e la ridondante chiarezza mediterranea . Da coteste condizioni è determinata strettamente tutta l ' opera di Belloc , per divaganti che possano sembrare certi aspetti . Gli itinerari : The Path in Rome , The River of London , Esto Perpetuo , ecc . segnano la conoscenza , il contatto con la terra . I volumi di saggi : On nothing , On everything , Hills and the Sea danno incontri più brevi , ancora di cotest ' ordine ; o scorci umoristici della nostra società , vista con cotest ' anima , o infine veri e propri poemi in prosa , come Home , On Sacramental things , The death of Wandering Peter , ecc . ecc . ne ' quali Belloc ha fissato i suoi motivi e le sue figure fondamentali . I could easily believe that not only whole Countries , but particular persons have their Tutelary and Guardian Angels , aveva lasciato Thomas Browne . Nella Buona Donna Belloc segnava appunto il ritratto di una di coteste creature tutelari . E lasciamo i lavori storici , e i lavori di critica delle operazioni della guerra , nei quali è per sé evidente la funzione di quel senso della terra , sia inteso nelle relazioni superiori , sia inteso come modesta topografia . Un ' opera che importa molto di più è : The Servile State , dove Belloc ha mostrato come la società industriale , quale conosciamo e alla quale apparteniamo , non tenda altro che a ristabilire la schiavitù economica e politica . L ' ha mostrato traverso un ' analisi della formazione dell ' attuale sistema economico inglese , dai fondamenti romani , alla perfezione raggiunta sotto le istituzioni medioevali monastiche . Anche per lui , come per Chesterton , la Riforma rappresenta una specie di cataclisma nella storia inglese ; e il sistema di distribuzione della proprietà seguito alla distruzione dei monasteri , segna per lui il principio delle oligarchie che già verso il 1630-40 si erano consolidate e impadronite della terra e della potenza , e oggi si son trasformate nelle oligarchie industriali che detengono i monopoli , e attraverso le coalizioni giornalistiche corrompono e dirigono la vita politica e culturale del paese . Con queste idee e con energia militare , Belloc ha condotto per lunghi anni e conduce ancora la sua opera di giornalista . E qui bisognerebbe scoprire l ' altra batteria . Qui vien fuori il secondo Ajace , Gilbert K . Chesterton . ( La figura di Cecil Chesterton , morto il 6 dicembre 1918 , è notevole , ma molto minore ) . Nelle polemiche son sempre accanto ; e Shaw che ormai è abituato a trovarseli pericolosissimamente a ridosso , un giorno li ha definiti burlescamente con un nome solo : " lo Chesterbelloc , questo grottesco elefante da fiera , composto di due animali , etc . " . Ma di Gilbert K . Chesterton ho scritto già tante e tante volte , che alla fine dev ' esser cominciata a sembrare quasi una mania . Veda chi vuole , il libro del West su Chesterton , come quello di Mandell e Shanks su Belloc , per la storia di coteste campagne contro la corruzione capitalistica e parlamentare , contro gli ebrei internazionali che la fomentano , contro il socialismo astrattista e disintegratore , contro gli esteti , e altre sottospecie di parassiti . E se in Ortodoxy ed Heretics , Gilbert K . Chesterton ha dato i più bei libri moderni in difesa della morale cristiana , è certo che da Belloc gli è venuto almeno in parte l ' orientamento a quelle interpretazioni storiche alle quali ultimamente egli ha dedicato l ' opuscolo : The crimes of England e la Short History of England , due opere così serie che tutti , al solito , hanno creduto preferibile pensare fossero state scritte per chiasso . E dal fratello Cecil e da Belloc gli è ancora venuta la fede nella possibilità d ' una ricostruzione sociale secondo l ' antico sistema delle gilde ; uno schema autoctono , ma con curiosi riscontri e contrasti con quello di Georges Sorel . L ' elezione della Coalizione , gli scioperi di Glasgow e Belfast , gli hanno offerto ultimamente le più stimolanti opportunità di ribattere nella sua rivista The New Witness , su tutti questi punti . Si può essere sicuri che non s ' è fatto pregare . Dicevo che , ormai da molti anni , noi ci siamo sentiti interessati in questi scrittori , per vari atteggiamenti del loro stile e della loro politica , per la loro ostinazione di uomini di fede , e la loro grande capacità di fumisti e umoristi ; infine per quel costante sguardo filiale verso Roma . Per parte loro essi non hanno voluto trovare troppo immatura o comunque disdicevole la nostra compagnia ; e , così , eccoli nella nostra rivista .
IL TITOLO POLITICO DELLO SQUADRISMO ( DE_MARSANICH AUGUSTO , 1939 )
StampaPeriodica ,
Il segno distintivo della qualità di squadrista voluto dal Duce per dare un simbolico premio ai primi e più veri promotori del Regime , consacra il titolo e la funzione politica di una minoranza , che non ha avuto precursori e non potrà avere epigoni in tutta la storia d ' Italia ... Negli anni ormai leggendari della sanguinosa lotta fra la vecchia e questa nuova Italia e che fu per ogni squadrista lotta di uno contro tutti , noi dicevamo che al partito liberale o a quello socialista o a qualsiasi altro partito si poteva aderire per ragionamento , ma per entrare nel Fascismo bisognava lanciare , in una vampata di entusiasmo e al di là degli schemi logici , tutto se stesso contro il destino , a rischio della vita e d ' ogni calcolo d ' interesse sensibile . Così " Vivere pericolosamente " e " Credere , obbedire , combattere " furono le intuizioni morali e le direttive di azione degli squadristi , molti anni prima che questi profondi messaggi della storia pervenuti alla coscienza degli individui di minoranza , diventassero le norme di vita di tutto il popolo italiano . Per gli squadristi , dunque , Mussolini è sempre stato il Duce , fin dal primo crepuscolo del movimento fascista . Pensiamo per ciò che la consapevolezza legittima di essere i fondatori di un regime e i protagonisti di una rivoluzione la quale darà il suo nome al secolo in cui viviamo , sia tale ragione di orgoglio per tutti gli squadristi da ripagarli d ' ogni sacrificio compiuto e d ' ogni sofferta amarezza . Nell ' ora della più sfrenata libertà politica e del più esasperato individualismo sociale , essi sottoposero con piena e lucida volontà il proprio braccio e il proprio pensiero al vincolo dell ' obbedienza a un uomo in cui si impersonava un ' idea e lo proclamarono Duce . Questo è sopratutto il grande titolo politico dello squadrismo . Oggi di fronte alle risorte fortune imperiali d ' Italia i superstiti delle gloriose squadre d ' azione sentono che nessuno , forse , ebbe nella storia d ' Italia un compito più alto , più fertile di conseguenze incalcolabili di quello che essi assolsero : un destino umano personale più bello di quello che essi ebbero .
In quel mucchietto di stracci insanguinati ( Mariotti Cristina , 1975 )
StampaPeriodica ,
" Ma chi è quer fijo de mignotta che ha scaricato ' sta monnezza sotto casa mia ? , me so ' detta appena l ' ho visto : pareva un sacco di stracci . E invece era n ' omo . Morto " . Sono le 6,30 di domenica 2 novembre quando Maria Teresa Lollobrigida in Principessa , in gita con la famiglia nella sua villetta abusiva al centro della baraccopoli più squallida di Ostia , denuncia ai carabinieri la sua scoperta . Ci vorranno altre due ore prima che " il sacco di stracci " venga identificato in " Pasolini Pier Paolo , di Carlo , anni 53 , nato a Bologna , residente a Roma , di professione scrittore e cineasta ( precedenti penali fascicolo modello 22 cfr. archivio della squadra mobile ) " . Il regista , lo scrittore , il poeta , il " diverso " geniale e famoso è fissato dal mattinale dei carabinieri nella sua ultima e più drammatica dimensione : quella di un omosessuale morto ammazzato . Scena del delitto : via dell ' Idroscalo , a Ostia . È un tortuoso percorso di terra battuta che separa le baracche " per tutte le stagioni " dei senza tetto , dalle " baracche per l ' estate " dei sottoproletari romani tirate su abusivamente " per far fare un po ' di mare ai bambini " . A pochi metri dalla spiaggia , una sottile fettina di sabbia nera e sporca , via dell ' Idroscalo si apre a destra in uno sterrato che i ragazzi del posto hanno trasformato in un rudimentale campo di calcio : alle due estremità quattro tubi metallici simulano le " porte " . È qui che Pasolini è stato aggredito , colpito , massacrato a colpi di trave dal suo giovanissimo partner nella notte tra il sabato e la domenica . Ha tentato di salvarsi fuggendo e ha tracciato sulla ghiaia con il sangue il disperato percorso . È stato finito poco oltre , schiacciato dall ' assassino sotto le ruote della sua stessa macchina . " La vittima " , si legge nel verbale degli inquirenti , " giace bocconi con le mani unite sotto il torace ; presenta ferite da corpo contundente sulla nuca e sulla faccia , abbondanti emorragie e fuoruscita di sostanza cerebrale ; sopra la schiena tracce di pneumatici ... indossa una canottiera verde , blu jeans , calzini marrone , stivaletti marrone , biancheria ordinaria .. , " . " Strano " , commenterà un brigadiere , " uno come lui era più logico pensarlo in mutandine dl seta " . Ma chi ha ucciso Pier Paolo Pasolini ? E perché ? Via via le risposte si dipanano sul filo di due storie apparentemente parallele . Sono le due di sabato notte , sul lungomare Duilio , a Ostia , una Giulia grigia sfreccia a 170 all ' ora . Una " gazzella " dei carabinieri si butta all ' inseguimento : eccesso di velocità . La corsa della Giulia " Gt " si arresta contro un muro . Il guidatore è un minorenne " inquieto " : Giuseppe Pelosi , 17 anni , precedenti per furto . Quando si vede braccato resiste , tenta la fuga . Ma inutilmente . Viene acciuffato e incriminato per furto : l ' auto , che risulta intestata a Pier Paolo Pasolini , è stata rubata . Di qui , parte un sorprendente giallo ad incastro . Primo pezzo : un appuntato telefona a casa del regista , a via Eufrate all ' Eur , per segnalare il ritrovamento della Giulia . Risponde la governante . È sorpresa che Pasolini non sia ancora rientrato : " Di solito " , dice , " se tarda avverte " . Secondo pezzo . Il ragazzo si ricorda all ' improvviso di aver perduto un anello : " forse è nella macchina " , suggerisce ai carabinieri , poi lo descrive dettagliatamente : una pietra rossa incastonata tra due aquile dorate e sotto la scritta " United States Army " , insomma , un oggetto più adatto a un " marine " che ad un romano di borgata . Terzo pezzo . L ' anello in macchina non c ' è . I carabinieri si fanno sospettosi : " Ma perché ' sto ragazzetto ci tiene tanto ? " , si chiedono . E ancora : " Come si fa a perdere un anello ? Occorre prima sfilarlo dal dito . Tranne che qualcuno non ce lo tiri via . Magari durante una colluttazione " . E il ladruncolo aveva , al momento dell ' arresto , la camicia macchiata di sangue e una ferita sulla fronte . Si cerca di prendere tempo . Quando il brigadiere Cuzzupé batte a macchina l ' ultima cartella del verbale , si è fatta l ' alba . Poco dopo , la notizia che all ' Idroscalo hanno trovato un morto . Nel sopralluogo , accanto al cadavere . della vittima , qualcuno vede brillare un anello . È esattamente quello descritto da Giuseppe Pelosi : il topo d ' auto è anche l ' assassino dell ' Idroscalo ? Poco dopo , Ninetto Davoli , arriverà per il riconoscimento . All ' una di domenica Pelosi confessa . Ha ucciso Pasolini , dice , perché " non voleva stare al patti . Il maschio dovevo farlo solo io e non uno alla volta " . È questa la verità sulla fine di Pasolini ? La sproporzione fra la statura del personaggio e la banalità della sua morte , per quanto prevedibile ( tempo fa aveva confidato a Moravia : " sai ogni volta che esco per una ' battuta ' sento di rischiare la vita " ) , ha fatto nascere in qualcuno dei dubbi . I due si conoscevano ? È questa la prima domanda . Se la risposta fosse affermativa , anche l ' ipotesi di un delitto diverso , una vendetta di gruppo o magari un delitto politico sarebbe meno irreale di quanto appaia a prima vista . Comunque , lo scenario della sua morte se l ' è scelto lui : una squallida baraccopoli , all ' aperto . " Conosceva la zona perché forse ci voleva girare un film " , ha osservato il capitano dei carabinieri Tommasselli . " Sì , e come no ? " , ha rintuzzato un cronista con eschimo , " e sai il titolo ? ' Ciak , si gira il mio assassinio ' " .
I MALINCONICI DEL 'LEI' ( GAMBETTI FIDIA , 1939 )
StampaPeriodica ,
Non rimane che attendere pazientemente che i refrattari muoiano di morte naturale I malinconici del " lei " sono ancora molti , specialmente fra le classi più anziane . Rimarrà non sconfitto nelle bocche sdentate dei pensionati , dei cronici , come l ' ultima nostalgia dei tempi meschinamente vissuti . I giovani , comunque quelli che partecipano alla nostra vita di oggi coi sensi e l ' anima , sostituiscono gradualmente ma rapidamente la leziosa terza persona , che i balilla e le piccole italiane hanno già abolita né saprebbero più usare . Fidiamo nell ' azione dei nostri ragazzi , i quali irrideranno i padri e le madri . C ' è solo da attendere che i più vecchi , i refrattari muoiano di morte naturale . Il costume del Fascismo è ormai seminato nell ' imo sangue delle nuove generazioni e fruttificherà fatalmente le norme di vita degli italiani venturi . Con costoro abbiamo tanta ostinata pazienza perché siamo un popolo giovane per cui quel che conta è tutto ancora da fare . Tanta pazienza , ma non ci basta per i fannulloni ai quali le donne , le autentiche nemiche del " voi , " tengon bordone e che bastoneremo a sangue sotto i loro occhi dolci e gentili ...
StampaPeriodica ,
Quando ho sentito la notizia alla radio ho avuto un primo moto di rimorso : mesi fa , a proposito del suo articolo sull ' aborto , lo avevo attaccato con cosciente cattiveria , e lui se ne era molto risentito , contrattaccando ( una sola battuta nel corso di un ' intervista ) con altrettanta cattiveria . E al saperlo morto ammazzato , così bruttamente , ho avuto un sentimento di colpa , come se quei segni sul suo corpo fossero le tracce di un lungo linciaggio , a cui anch ' io avevo preso parte . Poi mi sono reso conto che non era quello il punto . Lottatore per vocazione , per rabbia e per baldanza , Pasolini l ' attacco lo cercava , lo stimolava quando la reattività pubblica si assopiva , si sentiva vivo solo quando poteva dire : " Perché mi sparate addosso ? " . Lui sosteneva : la società mi lincia perché sono diverso , e certo il primo moto di ribellione gli era venuto dal sentirsi respinto ai margini per quella sua diversità sessuale che esponeva a tutti i venti con esasperata sincerità . Ma questa stessa sincerità lo aveva , per così dire , autorizzato a gestire pubblicamente la sua diversità . Certo , la società non perdona mai del tutto ai diversi , se non li punisce li ricatta con l ' ironia , ma lui avrebbe almeno potuto sentirsi in fase di armistizio . E invece dall ' esperienza originaria della diversità sessuale , gli era venuto l ' altro impulso ( forse più sublimato , o più socializzato , non so ) a crearsi una situazione di diversità ad oltranza . Con un fiuto rabbioso per le posizioni impopolari . Una vocazione alla emarginazione , dunque , a dispetto del successo , anzi usando il successo come frombola per lanciare altre provocazioni che obbligassero gli altri a sparargli addosso . Un gioco pericoloso , sul filo della corda , dove le idee che metteva in questione contavano sino a un certo punto , talora erano tipiche scelte teatrali : il gioco del Bastian contrario . Si diceva una volta , per scherzo , che un giorno avrebbe affermato che i poveri sono cattivi per avere la soddisfazione di vedersi svillaneggiato da tutti : bene , lo ha fatto . Era qualcosa di più di una vocazione masochistica , qualcosa di più ambizioso e di più tragico : una mimesi mistica del Crocifisso , naturalmente a testa in giù , nella scia di quegli gnostici che asserivano che il Figlio per arrivare alla purificazione , avesse dovuto commettere tutti i peccati possibili . Se questo è vero , egli era l ' ultima personificazione di un superomismo romantico , il poeta che vive di persona il proprio ideale estetico ; salvo che l ' esteta della decadenza incarnava sogni di gloria fastosa ed egli invece sogni di spaesamento e persecuzione ; quindi se modello c ' era , era Rimbaud e non D ' Annunzio : anche nel successo egli aveva scelto di testimoniare l ' emarginazione . La conoscenza primitiva della emarginazione sua e altrui lo aveva segnato per la vita , così che non poteva più rifiutarsi a questo gioco , anche se la società era disposta a integrarlo . Anche in questo è stato contraddittoriamente coerente , astuto come il serpente e candido come la colomba . Ciò che lo limita è semmai il fatto che avesse deciso di emarginarsi come testimone dei propri umori e non come portavoce di una coscienza collettiva . Di qui l ' esito oggettivamente regressivo di certi suoi appelli eversivi : il confondere la società futura con una società " naturale " , adolescente e incontaminata solo nei suoi ricordi privati . Che è poi il rischio del poeta quando presenta la memoria come utopia . Di qui le sue lucciole pauperistiche , i paradossi di un paternalismo preindustriale tutto sommato più " naturale " del consumismo tecnologico . Ma è che la violenza positiva del suo messaggio non stava nei contenuti , bensì negli effetti di cattiva coscienza che riusciva a produrre . Erano un pretesto per essere rintuzzato e testimoniare così che l ' emarginazione esisteva ancora . Segno di contraddizione , il suo genio consisteva nell ' impostare il gioco in modo che a contestarlo ci si cadeva dentro . Anche ora , dopo la sua morte . All ' obiezione : " Sei morto come uno dei tuoi personaggi , non sei contento ? " , egli risponderebbe : " Sono morto , siete contenti ? " . E a dirgli : " Hai cercato di mostrarci che il mondo della borgata selvaggia del dopoguerra era più puro e mite di quello della borgata consumistica , e sei morto in un episodio da borgata all ' antica " , egli obietterebbe : " Parlavo della violenza di oggi e sono morto oggi , mi ha ucciso la vostra violenza che mi ha spinto a una ricerca impossibile " . Allora , per uscire dal suo gioco , non resta che vedere se si può utilizzare la sua morte come lezione che non riguardi lui solo . Ci provo . Egli ci ha ripetuto che c ' erano dei diversi respinti ai margini , e che non avremmo mai capito appieno la loro sofferenza . La sua morte ci ricorda che , per quanto rispettato dalla società , un diverso deve pur sempre tentare la sua ricerca in luoghi oscuri , dove c ' è violenza , rabbia e paura ( la stessa del ragazzetto che fugge come un pazzo sulla macchina della sua vittima ) . E se i diversi che hanno il coraggio di definirsi tali devono ancora rifugiarsi ai margini , come i diversi che hanno paura , questo significa che la società non ha ancora imparato ad accettare né gli uni né gli altri , anche se fa finta di sì . Certo Pasolini avrebbe potuto permettersi di vivere la sua diversità altrove che non alla macchia . Può darsi abbia voluto continuare a farlo per orgoglio . Ora ci impone un esame di coscienza fatto con umiltà .
MUSSOLINI ( GI ERRE , 1926 )
StampaPeriodica ,
Tutti ne parlano ; - ben pochi lo conoscono ; - d ' accordo in questo : ha un cervello esuberante ; un potere volitivo eccezionale ; un cuore da leone . Come tutti gli uomini superiori pronti a pagare di persona , mentre è sorretto e portato in alto dalla grande ala del popolo entusiasta , è anche cordialmente odiato da coloro , e non sono pochi , dei quali egli ha voluto essere l ' inesorabile iconoclasta ; da coloro che , già saliti sul trono dell ' opinione pubblica o almeno del potere politico , per una ventata di fortuna nel momento in cui credevano di conclamare impunemente " hic manebimus optime " si videro messa a nudo la loro miseria , additati alla pubblica indifferenza o al pubblico dispregio , senza speranza alcuna di salvezza . Egli , vivo e vitale , giovane e forte , fu più volte descritto come sull ' orlo del precipizio , minato dai morbi , un uomo finito . Ma con immensa disperazione degli aventinisti , Mussolini sta fortemente in arcione e il suo indomito destriero passa come folgore sulla putredine . Ama le battaglie come Garibaldi ; si piega dinnanzi al pensiero di Dio come Mazzini ; va rivelando l ' intuito politico profondo di Cavour ; lo invade impetuosamente , sopra tutti i suoipensieri , folgorante di luce e di maestà , la grande idea : l ' Italia ! - indi - pendente , non solo nella sua struttura politica , ma anche nella sua forza economica , unita non soltanto di diritto e di fatto , ma anche e soprattutto nell ' anima come la sognarono i nostri Re liberatori , come la vuole Vittorio Emanuele III , il Vittorioso . È balzato in alto , dal nulla o dall ' ignoto , come un eroe di Plutarco ; persegue il suo altissimo disegno e rimuove gli ostacoli che gli si parano dinnanzi , come il sicuro viandante caccia col piede e rovi e sterpi e detriti e fango che gli intralciano e gli ingombrano la via . Chiama alle durissime prove nei più disparati agoni militari e politici , gli spiriti più eletti ; ma se non resistono alla enormità dello sforzo , passa Egli come l ' eroe leggendario , al ponte di comando , e la Marina e la Guerra e l ' Aeronautica e l ' Economia Nazionale sono per lui fecondo , auspicato campo di battaglie e di vittorie . Soltanto i problemi di politica internazionale gli fanno talvolta " tremare le vene e i polsi . " Sono essi il più bizzarro e strano groviglio di egoismi e di imposizioni ; di menzogne convenzionali e di giudaiche lusinghe ; un amalgama di contraddizioni storiche e giuridiche ; un labirinto inestricabile insomma , eretto nel lungo evolvere dei secoli il più delle volte , con le arti della volpe che trama insidie , del lupo che divora , della tigre che sbrana . Ma Egli non perde in questi meandri il filo d ' Arianna , ed anziché smarrirsi fra le tortuose vie , impugna la fiaccola della giustizia e della verità e riesce anche a farsi guida ai volenti e ai no - lenti nel cammino che conduce alla luce ed alla altezza . I nemici , all ' annuncio di ogni sua vittoria , si agitano , fremono , si con - torcono e fischiano come " Mefistofele , " al canto dell ’ “ Ave ” ; le falangi amiche levano le spade e gli scudi e gridano in trionfo “ alalà ! ”
Ma che cosa aveva in mente? ( Moravia Alberto , 1975 )
StampaPeriodica ,
Chi era , che cercava Pasolini ? In principio c ' è stata , perché non ammetterlo ? , l ' omosessualità , intesa però nella stessa maniera dell ' eterosessualità : come rapporto con il reale , come filo di Arianna nel labirinto della vita . Pensiamo un momento solo alla fondamentale importanza che ha sempre avuto nella cultura occidentale l ' amore ; come dall ' amore siano venute le grandi costruzioni dello spirito , i grandi sistemi conoscitivi ; e vedremo che l ' omosessualità ha avuto nella vita di Pasolini lo stesso ruolo che ha avuto l ' eterosessualità in quella di tante vite non meno intense e creative della sua . Accanto all ' amore , in principio , c ' era anche la povertà . Pasolini era emigrato a Roma dal Nord , si guadagnava la vita insegnando nelle scuole medie della periferia . È in quel tempo che si situa la sua grande scoperta : quella del sottoproletariato , come società rivoluzionaria , analoga alle società protocristiane , ossia portatrice di un inconscio messaggio di ascetica umiltà da contrapporre alla società borghese edonista e superba . Questa scoperta corregge il comunismo , fino allora probabilmente ortodosso di Pasolini ; gli dà il suo carattere definitivo . Non sarà , dunque , il suo , un comunismo di rivolta , e neppure illuministico ; e ancor meno scientifico ; né insomma veramente marxista . Sarà un comunismo populista , " romantico " , cioè animato da una pietà patria arcaica , non comunismo quasi mistico , radicato nella tradizione e proiettato nell ' utopia . È superfluo dire che un comunismo simile era fondamentalmente sentimentale ( do qui alla parola " sentimentale " un senso esistenziale , creaturale e irrazionale ) . Perché sentimentale ? Per scelta , in fondo , culturale e critica ; in quanto ogni posizione sentimentale consente contraddizioni che l ' uso della ragione esclude . Ora Pasolini aveva scoperto molto presto che la ragione non serve ma va servita . E che soltanto le contraddizioni permettono l ' affermazione della personalità . Ragionare è anonimo ; contraddirsi , personale . Le cose stavano a questo punto quando Pasolini scrisse Le ceneri di Gramsci , La religione del nostro tempo , Ragazzi di vita , Una vita violenta e esordì nel cinema con Accattone . In quel periodo , che si può comprendere tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta , Pasolini riuscì a fare per la prima volta nella storia della letteratura italiana qualche cosa di assolutamente nuovo : una poesia civile di sinistra . La poesia civile era sempre stata a destra in Italia , almeno dall ' inizio dell ' Ottocento a oggi , cioè da Foscolo , passando per Carducci su su fino a D ' Annunzio . I poeti italiani del secolo scorso avevano sempre inteso la poesia civile in senso repressivo , trionfalistico ed eloquente . Pasolini riuscì a compiere un ' operazione nuova e oltremodo difficile : il connubio della moderna poesia decadente con l ' utopia socialista . Forse una simile operazione era riuscita in passato soltanto a Rimbaud , poeta della rivoluzione e tuttavia , in eguale misura , poeta del decadentismo . Ma Rimbaud era stato assistito da tutta una tradizione giacobina e illuministica . La poesia civile di Pasolini nasce invece miracolosamente in una letteratura da tempo ancorata su posizioni conservatrici , in una società provinciale e retriva . Questa poesia civile raffinata manieristica ed estetizzante che fa ricordare Rimbaud e si ispirava a Machado e ai simbolisti russi , era tuttavia legata all ' utopia di una rivoluzione sociale e spirituale che sarebbe venuta dal basso , dal sottoproletariato , quasi come una ripetizione di quella rivoluzione che si era verificata duemila anni or sono con le folle degli schiavi e dei reietti che avevano abbracciato il cristianesimo . Pasolini supponeva che le disperate e umili borgate avrebbero coesistito a lungo , vergini e intatte con i cosiddetti quartieri alti , fino a quando non fosse giunto il momento maturo per la distruzione di questi e la palingenesi generale : pensiero , in fondo , non tanto lontano dalla profezia di Marx secondo il quale alla fine non ci sarebbero stati che un pugno di espropriatori e una moltitudine di espropriati che li avrebbero travolti . Sarebbe ingiusto dire che Pasolini aveva bisogno , per la sua letteratura , che la cosa pubblica restasse in questa condizione ; più corretto è affermare che la sua visione del mondo poggiava sull ' esistenza di un sottoproletariato urbano rimasto fedele , appunto , per umiltà profonda e inconsapevole , al retaggio di un ' antica cultura contadina . Ma a questo punto è sopravvenuto quello che , in maniera curiosamente derisoria , gli italiani chiamano il " boom " , cioè si è verificata ad un tratto l ' esplosione del consumismo . E cos ' è successo col " boom " in Italia , e per contraccolpo nella ideologia di Pasolini ? È successo che gli umili , i sottoproletari di Accattone e di Una vita violenta , quegli umili che nella Passione secondo Matteo Pasolini aveva accostato ai cristiani delle origini , invece di creare i presupposti di una rivoluzione apportatrice di totale palingenesi , cessavano di essere umili nel duplice senso di psicologicamente modesti e di socialmente inferiori per diventare un ' altra cosa . Essi continuavano naturalmente ad essere miserabili , ma sostituivano la scala di valori contadina con quella consumistica . Cioè , diventavano , a livello ideologico , dei borghesi . Questa scoperta della borghesizzazione dei sottoproletari è stata per Pasolini un vero e proprio trauma politico , culturale e ideologico . Se i sottoproletari delle borgate , i ragazzi che attraverso il loro amore disinteressato gli avevano dato la chiave per comprendere il mondo moderno , diventavano ideologicamente dei borghesi prim ' ancora di esserlo davvero materialmente , allora tutto crollava , a cominciare dal suo comunismo populista e cristiano . I sottoproletari del Quarticciolo erano , oppure aspiravano , il che faceva lo stesso , ad essere dei borghesi ; allora erano o aspiravano a diventare borghesi anche i sovietici che pure avevano fatto la rivoluzione nel 1917 , anche i cinesi che avevano lottato per più di un secolo contro l ' imperialismo , anche i popoli del Terzo mondo che una volta si erano configurati come la grande riserva rivoluzionaria del mondo . Non è esagerato dire che il comunismo irrazionale di Pasolini non si è più risollevato dopo questa scoperta . Pasolini è rimasto , questo sì , fedele all ' utopia , ma intendendola come qualche cosa che non aveva più alcun riscontro nella realtà e che di conseguenza era una specie di sogno da vagheggiare e da contemplare ma non più da realizzare e tanto meno da difendere e imporre come progetto alternativo e inevitabile . Da quel momento Pasolini non avrebbe più parlato a nome dei sottoproletari contro i borghesi , ma a nome di se stesso contro l ' imborghesimento generale . Lui solo contro tutti . Di qui l ' inclinazione a privilegiare la vita pubblica , purtroppo borghese , rispetto alla vita interiore , legata all ' esperienza dell ' umiltà . Nonché una certa ricerca dello scandalo non già a livello del costume ma a quello della ragione . Pasolini non voleva scandalizzare la borghesia , troppo consumistica ormai per non consumare anche lo scandalo . Lo scandalo era diretto contro gli intellettuali , che , loro sì , non potevano fare a meno di credere ancora nella ragione . Di qui pure un continuo intervento nella discussione pubblica , basato su una sottile e brillante ammissione , difesa e affermazione delle proprie contraddizioni . Ancora una volta Pasolini si teneva alla propria esistenzialità , alla propria creaturalità . Solo che un tempo l ' aveva fatto per sostenere l ' utopia del sottoproletariato salvatore del mondo ; e oggi lo faceva per criticare la società consumista e l ' edonismo di massa . Aveva scoperto che il consumismo era penetrato ormai ben dentro l ' amata civiltà contadina . Ciononostante , questa scoperta non l ' aveva allontanato dai luoghi e dai personaggi che un tempo , grazie ad una straordinaria esplosione poetica , l ' avevano così potentemente aiutato a crearsi la propria visione del mondo . Affermava in pubblico che la gioventù era immersa in un ambiente criminaloide di massa ; ma in privato , a quanto pare , si illudeva pur sempre che ci potessero essere delle eccezioni a questa regola . La sua fine è stata al tempo stesso simile alla sua opera e dissimile da lui . Simile perché egli ne aveva già descritto , nei suoi romanzi e nei suoi film , le modalità squallide e atroci , dissimile perché egli non era uno dei suoi personaggi bensì una figura centrale della nostra cultura , un poeta che aveva segnato un ' epoca , un regista geniale , un saggista inesauribile .
StampaPeriodica ,
Al lume di naso mi pare chiaro che , da un punto di vista assoluto , ambedue i modi sono in qualche misura artificiali e che ad essi debba preferirsi , in un eloquio diretto e pratico , il tu romano e familiare . Ma altrettanto evidente mi sembra che , accettata la necessità ( in determinate condizioni ) d ' un parlare antico o diplomatico o letterario , debba adottarsi quello che meglio risponde alla natura di ciascuna lingua . Ora , il Voi è senza dubbio più consono alla natura del nostro italiano ; per ragioni fonetiche e sintattiche ( fra l ' altro perché non esiste , in italiano , la distinzione in generi dei possessivi in funzione di genitivi pronominali personali , quale si è prodotta in altre lingue ) . Senza contare che il lei è relativamente tardo , sebbene presente in alcuni classici . Ma con ciò non pretendo di dar fondo alla questione , e anzi mi affretto a trarmi da un campo per me infido . Tutto quanto , dunque , posso fare è accennare alle ragioni che mi consigliarono l ' adozione del Voi , in prevalenza , prima ancora della campagna in suo favore . Queste ragioni non sono propriamente ragioni , sono piuttosto argomenti , o spunti sentimentali , epperò strettamente personali . Essi si riassumono nel valore che direi evocativo del Voi . " Fra voi e me vi è qualche differenza . Sulla locanda tanto vale il vostro danaro quanto il mio , " ecc . , comincia una nota commedia di Goldoni . insomma il Voi mi pare più romanzesco , più avventuroso , che so , più poetico , infine .
Pasolini ucciso da due motociclisti? ( Fallaci Oriana , 1975 )
StampaPeriodica ,
Esiste un ' altra versione della morte di Pasolini : una versione di cui , probabilmente , la polizia è già a conoscenza ma di cui non parla per poter condurre più comodamente le indagini . Essa si basa sulle testimonianze che hanno da offrire alcuni abitanti o frequentatori delle baracche che sorgono intorno allo spiazzato dove Pier Paolo Pasolini venne ucciso . In particolare , si basa su ciò che venne visto e udito per circa mezz ' ora da un romano che si trovava in una di quelle baracche per un convegno amoroso con una donna che non è sua moglie . Ecco ciò che egli non dice , almeno per ora , ma che avrebbe da dire . Pasolini non venne aggredito e ucciso soltanto da Giuseppe Pelosi , ma da lui e da altri due teppisti , che sembrano assai conosciuti nel mondo della droga . I due teppisti erano giunti a bordo di una motocicletta dopo mezzanotte , ed erano entrati insieme a Pasolini e al Pelosi in una baracca che lo scrittore era solito affittare per centomila lire ogni volta che vi si recava . Infatti non si tratta di baracche miserande come appare all ' esterno : le assi esterne di legno fasciano villette vere e proprie , munite all ' interno dei normali servizi igienici , di acqua corrente , a volte ben arredate e perfino con moquette . Le urla di un alterco violento cominciarono dopo qualche tempo che i quattro si trovarono dentro la baracca . A gridare : « Porco , brutto porco » non era Pasolini ma erano i tre ragazzi . A un certo punto la porta della baracca si spalancò e Pasolini uscì correndo verso la sua automobile . Riuscì a raggiungerla e si apprestava a salirci quando i due giovanotti della motocicletta lo agguantarono e lo tirarono fuori . Pasolini si divincolò e riprese a fuggire . Ma i tre gli furono di nuovo addosso e continuarono a colpirlo . Stavolta con le tavolette di legno e anche con le catene . Ciascuno di loro aveva in mano una tavoletta e i due teppisti più grossi avevano in mano anche le catene . Il testimone che , terrorizzato , si rifiuta di raccontare la storia alla polizia , dice anche che , a un certo punto , vide i tre giovanotti in faccia . Erano circa le una del mattino e le urla dell ' alterco continuarono , udite da tutti , per quasi o circa mezz ' ora . Vide anche che Pasolini cercava di difendersi . Quando Pasolini si abbatté esanime , i due ragazzi corsero verso la sua automobile , vi salirono sopra , e passarono due volte sopra il corpo dello scrittore , mentre Giuseppe Pelosi rimaneva a guardare . Poi i due scesero dall ' automobile , salirono sulla motocicletta , partirono mentre Giuseppe Pelosi gridava : « Mo ' me lasciate solo , mo ' me lasciate qui » . Continuò a gridare in quel modo anche dopo che i due si furono allontanati . Allora si diresse a sua volta verso l ' automobile di Pasolini , vi salì e scappò . La scena sarebbe stata vista non soltanto da chi era nelle " baracche " ma anche da una coppia appartata dentro un ' automobile , poco lontano . E tale versione risolverebbe i dubbi che tutti hanno avanzato fino a oggi sulla possibilità che un uomo robusto e sportivo come Pasolini potesse essere sopraffatto da una persona sola , anzi da un ragazzo di diciassette anni , meno forte di lui . E il caso di sottolineare che in un primo tempo fu detto dalla polizia che nelle unghie di Pasolini erano stati trovati residui di pelle . Secondo la versione ora fornita , Pasolini tentò disperatamente di difendersi . Sul volto e sul corpo di Giuseppe Pelosi non esistono segni di una colluttazione . Tali segni , o tali graffi , si dovrebbero trovare sul volto o sul corpo degli altri due teppisti . Perché il Pelosi non parla e si assume tutta la responsabilità ? È legato anche lui al mondo della droga ? Perché lui stesso ha messo sulla pista la polizia raccontando di avere perso un anello che nessuno , fino a quel momento , sapeva che fosse suo ? È possibile perdere un anello durante una colluttazione ? Oppure l ' anello è stato gettato lì di proposito , e il Pelosi ha parlato , raccontando tutto , e la polizia non ce ne dà notizia ?
FINE DI 'LEI' ( MORANTE ELSA , 1939 )
StampaPeriodica ,
Come si sa , la parola fu data all ' uomo affinché egli potesse comunicare coi suoi simili nell ' attesa che , a quanto assicurano promettenti testimonianze , divenuto angelo non avesse più bisogno di parlare per farsi intendere , essendo ogni idea meravigliosamente già scritta nel chiaro aspetto angelico . In attesa dunque di tali tempi felici , la parola è dono celeste che permette all ' uomo di rendere manifesto il suo libero e geniale spirito e di farne parte ai fratelli . Ora , una delle prime parole usate fu certamente il " tu , " brevissimo e semplice , e che pure esprime da solo quella felice proprietà dell ' uomo , e lo mette di fronte al suo simile appunto come un simile , lo sguardo fisso nell ' altro sguardo , la mano tesa all ' altra mano . Nella preghiera come nell ' invettiva , nell ' amore come nell ' amicizia , niente è più naturale , umano e chiaro di questo "tu." Naturale , ed anche rispettoso direi , essendo implicito in esso il riconoscimento della personalità d ' uomo nel nostro interlocutore ; riconoscimento che , inteso nel suo senso più pieno , ha il massimo valore in se stesso e non ha alcun bisogno dell ' aggiunta di titoli cosiddetti onorifici . Questo valeva in principio . Ma col successivo complicarsi e intorbidarsi delle società , gli uomini sentirono il bisogno , forse per un reale rimpicciolimento progressivo , di ingrandire la loro persona con mezzi artificiosi , di renderla quanto più misteriosa e distante . E si arrivò dunque all ' abitudine incredibile di non rivolgersi più parlando ad un uomo , direttamente a lui , ma " alla sua signoria , " entità ambigua e nebbiosa , quanto mai astratta ; credendo con questo di rispettare squisitamente l ' uomo non toccandolo nel vivo della carne con quel tu sommario e confidenziale . Accadde dunque che , rivolgendoci ad un signore di sesso maschile , e guardandolo in faccia , noi tutti fossimo costretti a dire per non offenderlo : " Ella è molto buona , in verità ; Dio la rimeriti . " Quest ' abitudine , da giudicarsi soltanto risibile se non fosse tanto radicata in noi che ancora talvolta vi ricadiamo per educazione , portava a complicazioni stranissime nella scrittura , per esempio , di una lettera ; dove quella famosa signoria veniva laboriosamente onorata da maiuscole anche nel mezzo della parola , e ci costringeva a faticosi rigiri e a buffe contorsioni per dire la cosa più semplice del mondo . Non c ' è , credo bene , persona , che , pensandoci attentamente due minuti , non debba concludere in questo senso riguardo all ' uso del "Lei." Salvo forse quell ' uno il quale avendo scritto ad un altro , con ragione : " Col malanno che dia Nostro Signore alla Vostra Signoria Illustrissima , " si difese asserendo che non al suo destinatario aveva augurato il malanno , ma ala signoria di lui , che era tutta un ' altra cosa . Insomma , siamo sinceri , chi di noi può affermare in coscienza di possedere una propria signoria ? Il più bello sarebbe dunque trattarsi col tu . Ma siccome la società ha camminato , e vana ipocrisia sarebbe il fingere di esser tornati indietro ( né ci teniamo del resto ) ; siccome inoltre esiste il grazioso e caro costume di rivolgersi con una diversa e più rispettosa formula ad una signora o ad una persona con cui non siamo in confidenza ; allora la migliore soluzione sta nel voi . Pronome che pur rispettando nell ' interlocutore la sua proprietà di seconda persona nei nostri riguardi , e non di terza e remotissima , gli testimonia riverenza , in quanto implicitamente riconosce in lui tanta grandezza da stimarlo non un sol uomo , bensì un plurale ; un uomo insomma , che ne vale due o tre , o quanti si voglia , secondo il numero che lui stesso intimamente presume o vagheggia . Appare chiaramente che tale questione è oramai risolta ; e sia pace all ' anima di Lei .