OSPITI ( CECCHI EMILIO , 1919 )
StampaPeriodica ,
Chi
sieno
e
perché
sieno
in
questa
nostra
Ronda
alcuni
ospiti
stranieri
-
per
esempio
,
Hilaire
Belloc
,
che
contribuì
al
primo
numero
,
e
Gilbert
K
.
Chesterton
,
che
ha
scritto
per
noi
le
pagine
che
si
leggono
in
altra
parte
del
presente
fascicolo
-
abbiamo
sentito
intorno
parecchi
che
se
lo
domandavano
sommessamente
.
Intanto
,
avrebbe
dovuto
esser
chiaro
,
anche
ai
più
illetterati
,
che
non
poteva
trattarsi
di
gente
assolutamente
importante
,
per
aver
voluto
che
comparisse
nella
pattuglia
rondesca
.
Riguardo
a
Belloc
,
poiché
pel
momento
egli
è
in
Italia
,
crediamo
utile
fornire
ai
lettori
alcuni
connotati
da
riconoscerlo
,
in
caso
se
lo
trovassero
davanti
a
una
cantonata
.
E
diremo
che
,
con
una
corazza
sul
petto
,
Belloc
potrebbe
passar
benissimo
per
il
più
marziale
fra
i
centurioni
di
Augusto
.
Ma
con
uno
straccio
rosso
sulle
spalle
,
tutti
lo
prenderebbero
per
il
cardinale
più
in
voce
d
'
esser
fatto
papa
.
Vestito
borghesemente
di
nero
,
tarchiato
,
brusco
,
autoritario
,
sembra
soltanto
Hilaire
Belloc
,
cioè
a
dire
,
come
giudicava
Broocke
,
il
miglior
prosatore
inglese
fra
i
vivi
;
o
addirittura
,
secondo
Mandell
,
Shanks
e
non
pochi
altri
,
il
migliore
da
'
tempi
di
Dryden
.
È
nato
nel
1870
a
La
Celle
,
Saint
Cloud
,
vicino
Parigi
,
da
madre
inglese
e
padre
francese
;
ha
servito
nell
'
ottavo
reggimento
d
'
artiglieria
francese
;
ha
studiato
storia
a
Oxford
.
È
mezzo
francese
e
cattolico
intiero
.
In
critica
povera
,
dovendo
accostarlo
a
qualcuno
di
quelli
che
qui
son
conosciuti
un
poco
meglio
,
noi
penseremmo
soltanto
a
Péguy
per
il
senso
della
terra
,
delle
opere
degli
uomini
,
e
delle
gerarchie
temporali
e
soprannaturali
.
Wandering
Peter
di
Belloc
,
sul
letticiuolo
di
morte
,
parla
dei
campi
,
delle
città
dell
'
ordine
naturale
e
umano
come
poi
ne
ha
parlato
il
Péguy
dei
Misteri
.
I
cannot
get
away
the
Thames
may
be
alive
and
London
most
certainly
is
dice
Belloc
nel
libro
sul
Tamigi
;
"
vivi
"
,
s
'
intende
,
non
in
senso
panteistico
ed
entusiastico
,
ma
in
un
senso
positivo
,
organico
e
cristiano
.
La
natura
è
circoscritta
dall
'
uomo
;
e
tutte
le
solitudini
romantiche
e
le
selvaggerie
del
mondo
non
valgono
un
giardino
di
Francia
.
Non
valgono
il
podere
,
e
non
valgono
il
pezzo
di
sole
dove
la
femminetta
stende
un
bucato
.
E
in
fondo
a
tutti
gli
itinerari
di
Belloc
,
in
fondo
a
tutti
i
suoi
libri
di
pellegrinaggio
,
si
ritrova
questo
pezzo
di
sole
,
e
il
podere
e
il
campanile
;
come
se
lo
spettacolo
degli
uomini
che
lavorano
e
costruiscono
gli
piaccia
tanto
da
andare
apposta
dimenticandoselo
pei
monti
e
pei
boschi
,
pel
gusto
di
riscoprirlo
,
tutte
le
volte
uguale
e
nuovo
,
all
'
uscita
di
una
forra
,
a
'
piedi
di
un
precipizio
,
fra
uno
strapparsi
di
nubi
.
Manalive
di
Chesterton
lasciò
la
propria
casa
,
per
poter
ritrovare
la
casa
.
Belloc
esce
da
una
città
,
ma
soltanto
per
ritrovare
la
città
.
Ma
il
motivo
lirico
che
da
Chesterton
riceve
più
intimità
e
una
grazia
tutto
inglese
di
capricciosi
paradossi
,
in
Belloc
è
trattato
con
semplicità
e
durezza
latina
;
con
lo
stile
della
storia
e
quasi
della
legge
;
e
difatti
la
disposizione
del
sangue
,
e
il
culto
della
civiltà
continentale
e
insomma
di
Roma
,
hanno
portato
questo
scrittore
a
un
tipo
di
prosa
che
possiede
la
mobilità
inglese
con
la
solidità
,
la
squadratura
e
la
ridondante
chiarezza
mediterranea
.
Da
coteste
condizioni
è
determinata
strettamente
tutta
l
'
opera
di
Belloc
,
per
divaganti
che
possano
sembrare
certi
aspetti
.
Gli
itinerari
:
The
Path
in
Rome
,
The
River
of
London
,
Esto
Perpetuo
,
ecc
.
segnano
la
conoscenza
,
il
contatto
con
la
terra
.
I
volumi
di
saggi
:
On
nothing
,
On
everything
,
Hills
and
the
Sea
danno
incontri
più
brevi
,
ancora
di
cotest
'
ordine
;
o
scorci
umoristici
della
nostra
società
,
vista
con
cotest
'
anima
,
o
infine
veri
e
propri
poemi
in
prosa
,
come
Home
,
On
Sacramental
things
,
The
death
of
Wandering
Peter
,
ecc
.
ecc
.
ne
'
quali
Belloc
ha
fissato
i
suoi
motivi
e
le
sue
figure
fondamentali
.
I
could
easily
believe
that
not
only
whole
Countries
,
but
particular
persons
have
their
Tutelary
and
Guardian
Angels
,
aveva
lasciato
Thomas
Browne
.
Nella
Buona
Donna
Belloc
segnava
appunto
il
ritratto
di
una
di
coteste
creature
tutelari
.
E
lasciamo
i
lavori
storici
,
e
i
lavori
di
critica
delle
operazioni
della
guerra
,
nei
quali
è
per
sé
evidente
la
funzione
di
quel
senso
della
terra
,
sia
inteso
nelle
relazioni
superiori
,
sia
inteso
come
modesta
topografia
.
Un
'
opera
che
importa
molto
di
più
è
:
The
Servile
State
,
dove
Belloc
ha
mostrato
come
la
società
industriale
,
quale
conosciamo
e
alla
quale
apparteniamo
,
non
tenda
altro
che
a
ristabilire
la
schiavitù
economica
e
politica
.
L
'
ha
mostrato
traverso
un
'
analisi
della
formazione
dell
'
attuale
sistema
economico
inglese
,
dai
fondamenti
romani
,
alla
perfezione
raggiunta
sotto
le
istituzioni
medioevali
monastiche
.
Anche
per
lui
,
come
per
Chesterton
,
la
Riforma
rappresenta
una
specie
di
cataclisma
nella
storia
inglese
;
e
il
sistema
di
distribuzione
della
proprietà
seguito
alla
distruzione
dei
monasteri
,
segna
per
lui
il
principio
delle
oligarchie
che
già
verso
il
1630-40
si
erano
consolidate
e
impadronite
della
terra
e
della
potenza
,
e
oggi
si
son
trasformate
nelle
oligarchie
industriali
che
detengono
i
monopoli
,
e
attraverso
le
coalizioni
giornalistiche
corrompono
e
dirigono
la
vita
politica
e
culturale
del
paese
.
Con
queste
idee
e
con
energia
militare
,
Belloc
ha
condotto
per
lunghi
anni
e
conduce
ancora
la
sua
opera
di
giornalista
.
E
qui
bisognerebbe
scoprire
l
'
altra
batteria
.
Qui
vien
fuori
il
secondo
Ajace
,
Gilbert
K
.
Chesterton
.
(
La
figura
di
Cecil
Chesterton
,
morto
il
6
dicembre
1918
,
è
notevole
,
ma
molto
minore
)
.
Nelle
polemiche
son
sempre
accanto
;
e
Shaw
che
ormai
è
abituato
a
trovarseli
pericolosissimamente
a
ridosso
,
un
giorno
li
ha
definiti
burlescamente
con
un
nome
solo
:
"
lo
Chesterbelloc
,
questo
grottesco
elefante
da
fiera
,
composto
di
due
animali
,
etc
.
"
.
Ma
di
Gilbert
K
.
Chesterton
ho
scritto
già
tante
e
tante
volte
,
che
alla
fine
dev
'
esser
cominciata
a
sembrare
quasi
una
mania
.
Veda
chi
vuole
,
il
libro
del
West
su
Chesterton
,
come
quello
di
Mandell
e
Shanks
su
Belloc
,
per
la
storia
di
coteste
campagne
contro
la
corruzione
capitalistica
e
parlamentare
,
contro
gli
ebrei
internazionali
che
la
fomentano
,
contro
il
socialismo
astrattista
e
disintegratore
,
contro
gli
esteti
,
e
altre
sottospecie
di
parassiti
.
E
se
in
Ortodoxy
ed
Heretics
,
Gilbert
K
.
Chesterton
ha
dato
i
più
bei
libri
moderni
in
difesa
della
morale
cristiana
,
è
certo
che
da
Belloc
gli
è
venuto
almeno
in
parte
l
'
orientamento
a
quelle
interpretazioni
storiche
alle
quali
ultimamente
egli
ha
dedicato
l
'
opuscolo
:
The
crimes
of
England
e
la
Short
History
of
England
,
due
opere
così
serie
che
tutti
,
al
solito
,
hanno
creduto
preferibile
pensare
fossero
state
scritte
per
chiasso
.
E
dal
fratello
Cecil
e
da
Belloc
gli
è
ancora
venuta
la
fede
nella
possibilità
d
'
una
ricostruzione
sociale
secondo
l
'
antico
sistema
delle
gilde
;
uno
schema
autoctono
,
ma
con
curiosi
riscontri
e
contrasti
con
quello
di
Georges
Sorel
.
L
'
elezione
della
Coalizione
,
gli
scioperi
di
Glasgow
e
Belfast
,
gli
hanno
offerto
ultimamente
le
più
stimolanti
opportunità
di
ribattere
nella
sua
rivista
The
New
Witness
,
su
tutti
questi
punti
.
Si
può
essere
sicuri
che
non
s
'
è
fatto
pregare
.
Dicevo
che
,
ormai
da
molti
anni
,
noi
ci
siamo
sentiti
interessati
in
questi
scrittori
,
per
vari
atteggiamenti
del
loro
stile
e
della
loro
politica
,
per
la
loro
ostinazione
di
uomini
di
fede
,
e
la
loro
grande
capacità
di
fumisti
e
umoristi
;
infine
per
quel
costante
sguardo
filiale
verso
Roma
.
Per
parte
loro
essi
non
hanno
voluto
trovare
troppo
immatura
o
comunque
disdicevole
la
nostra
compagnia
;
e
,
così
,
eccoli
nella
nostra
rivista
.
StampaPeriodica ,
Il
segno
distintivo
della
qualità
di
squadrista
voluto
dal
Duce
per
dare
un
simbolico
premio
ai
primi
e
più
veri
promotori
del
Regime
,
consacra
il
titolo
e
la
funzione
politica
di
una
minoranza
,
che
non
ha
avuto
precursori
e
non
potrà
avere
epigoni
in
tutta
la
storia
d
'
Italia
...
Negli
anni
ormai
leggendari
della
sanguinosa
lotta
fra
la
vecchia
e
questa
nuova
Italia
e
che
fu
per
ogni
squadrista
lotta
di
uno
contro
tutti
,
noi
dicevamo
che
al
partito
liberale
o
a
quello
socialista
o
a
qualsiasi
altro
partito
si
poteva
aderire
per
ragionamento
,
ma
per
entrare
nel
Fascismo
bisognava
lanciare
,
in
una
vampata
di
entusiasmo
e
al
di
là
degli
schemi
logici
,
tutto
se
stesso
contro
il
destino
,
a
rischio
della
vita
e
d
'
ogni
calcolo
d
'
interesse
sensibile
.
Così
"
Vivere
pericolosamente
"
e
"
Credere
,
obbedire
,
combattere
"
furono
le
intuizioni
morali
e
le
direttive
di
azione
degli
squadristi
,
molti
anni
prima
che
questi
profondi
messaggi
della
storia
pervenuti
alla
coscienza
degli
individui
di
minoranza
,
diventassero
le
norme
di
vita
di
tutto
il
popolo
italiano
.
Per
gli
squadristi
,
dunque
,
Mussolini
è
sempre
stato
il
Duce
,
fin
dal
primo
crepuscolo
del
movimento
fascista
.
Pensiamo
per
ciò
che
la
consapevolezza
legittima
di
essere
i
fondatori
di
un
regime
e
i
protagonisti
di
una
rivoluzione
la
quale
darà
il
suo
nome
al
secolo
in
cui
viviamo
,
sia
tale
ragione
di
orgoglio
per
tutti
gli
squadristi
da
ripagarli
d
'
ogni
sacrificio
compiuto
e
d
'
ogni
sofferta
amarezza
.
Nell
'
ora
della
più
sfrenata
libertà
politica
e
del
più
esasperato
individualismo
sociale
,
essi
sottoposero
con
piena
e
lucida
volontà
il
proprio
braccio
e
il
proprio
pensiero
al
vincolo
dell
'
obbedienza
a
un
uomo
in
cui
si
impersonava
un
'
idea
e
lo
proclamarono
Duce
.
Questo
è
sopratutto
il
grande
titolo
politico
dello
squadrismo
.
Oggi
di
fronte
alle
risorte
fortune
imperiali
d
'
Italia
i
superstiti
delle
gloriose
squadre
d
'
azione
sentono
che
nessuno
,
forse
,
ebbe
nella
storia
d
'
Italia
un
compito
più
alto
,
più
fertile
di
conseguenze
incalcolabili
di
quello
che
essi
assolsero
:
un
destino
umano
personale
più
bello
di
quello
che
essi
ebbero
.
StampaPeriodica ,
"
Ma
chi
è
quer
fijo
de
mignotta
che
ha
scaricato
'
sta
monnezza
sotto
casa
mia
?
,
me
so
'
detta
appena
l
'
ho
visto
:
pareva
un
sacco
di
stracci
.
E
invece
era
n
'
omo
.
Morto
"
.
Sono
le
6,30
di
domenica
2
novembre
quando
Maria
Teresa
Lollobrigida
in
Principessa
,
in
gita
con
la
famiglia
nella
sua
villetta
abusiva
al
centro
della
baraccopoli
più
squallida
di
Ostia
,
denuncia
ai
carabinieri
la
sua
scoperta
.
Ci
vorranno
altre
due
ore
prima
che
"
il
sacco
di
stracci
"
venga
identificato
in
"
Pasolini
Pier
Paolo
,
di
Carlo
,
anni
53
,
nato
a
Bologna
,
residente
a
Roma
,
di
professione
scrittore
e
cineasta
(
precedenti
penali
fascicolo
modello
22
cfr.
archivio
della
squadra
mobile
)
"
.
Il
regista
,
lo
scrittore
,
il
poeta
,
il
"
diverso
"
geniale
e
famoso
è
fissato
dal
mattinale
dei
carabinieri
nella
sua
ultima
e
più
drammatica
dimensione
:
quella
di
un
omosessuale
morto
ammazzato
.
Scena
del
delitto
:
via
dell
'
Idroscalo
,
a
Ostia
.
È
un
tortuoso
percorso
di
terra
battuta
che
separa
le
baracche
"
per
tutte
le
stagioni
"
dei
senza
tetto
,
dalle
"
baracche
per
l
'
estate
"
dei
sottoproletari
romani
tirate
su
abusivamente
"
per
far
fare
un
po
'
di
mare
ai
bambini
"
.
A
pochi
metri
dalla
spiaggia
,
una
sottile
fettina
di
sabbia
nera
e
sporca
,
via
dell
'
Idroscalo
si
apre
a
destra
in
uno
sterrato
che
i
ragazzi
del
posto
hanno
trasformato
in
un
rudimentale
campo
di
calcio
:
alle
due
estremità
quattro
tubi
metallici
simulano
le
"
porte
"
.
È
qui
che
Pasolini
è
stato
aggredito
,
colpito
,
massacrato
a
colpi
di
trave
dal
suo
giovanissimo
partner
nella
notte
tra
il
sabato
e
la
domenica
.
Ha
tentato
di
salvarsi
fuggendo
e
ha
tracciato
sulla
ghiaia
con
il
sangue
il
disperato
percorso
.
È
stato
finito
poco
oltre
,
schiacciato
dall
'
assassino
sotto
le
ruote
della
sua
stessa
macchina
.
"
La
vittima
"
,
si
legge
nel
verbale
degli
inquirenti
,
"
giace
bocconi
con
le
mani
unite
sotto
il
torace
;
presenta
ferite
da
corpo
contundente
sulla
nuca
e
sulla
faccia
,
abbondanti
emorragie
e
fuoruscita
di
sostanza
cerebrale
;
sopra
la
schiena
tracce
di
pneumatici
...
indossa
una
canottiera
verde
,
blu
jeans
,
calzini
marrone
,
stivaletti
marrone
,
biancheria
ordinaria
..
,
"
.
"
Strano
"
,
commenterà
un
brigadiere
,
"
uno
come
lui
era
più
logico
pensarlo
in
mutandine
dl
seta
"
.
Ma
chi
ha
ucciso
Pier
Paolo
Pasolini
?
E
perché
?
Via
via
le
risposte
si
dipanano
sul
filo
di
due
storie
apparentemente
parallele
.
Sono
le
due
di
sabato
notte
,
sul
lungomare
Duilio
,
a
Ostia
,
una
Giulia
grigia
sfreccia
a
170
all
'
ora
.
Una
"
gazzella
"
dei
carabinieri
si
butta
all
'
inseguimento
:
eccesso
di
velocità
.
La
corsa
della
Giulia
"
Gt
"
si
arresta
contro
un
muro
.
Il
guidatore
è
un
minorenne
"
inquieto
"
:
Giuseppe
Pelosi
,
17
anni
,
precedenti
per
furto
.
Quando
si
vede
braccato
resiste
,
tenta
la
fuga
.
Ma
inutilmente
.
Viene
acciuffato
e
incriminato
per
furto
:
l
'
auto
,
che
risulta
intestata
a
Pier
Paolo
Pasolini
,
è
stata
rubata
.
Di
qui
,
parte
un
sorprendente
giallo
ad
incastro
.
Primo
pezzo
:
un
appuntato
telefona
a
casa
del
regista
,
a
via
Eufrate
all
'
Eur
,
per
segnalare
il
ritrovamento
della
Giulia
.
Risponde
la
governante
.
È
sorpresa
che
Pasolini
non
sia
ancora
rientrato
:
"
Di
solito
"
,
dice
,
"
se
tarda
avverte
"
.
Secondo
pezzo
.
Il
ragazzo
si
ricorda
all
'
improvviso
di
aver
perduto
un
anello
:
"
forse
è
nella
macchina
"
,
suggerisce
ai
carabinieri
,
poi
lo
descrive
dettagliatamente
:
una
pietra
rossa
incastonata
tra
due
aquile
dorate
e
sotto
la
scritta
"
United
States
Army
"
,
insomma
,
un
oggetto
più
adatto
a
un
"
marine
"
che
ad
un
romano
di
borgata
.
Terzo
pezzo
.
L
'
anello
in
macchina
non
c
'
è
.
I
carabinieri
si
fanno
sospettosi
:
"
Ma
perché
'
sto
ragazzetto
ci
tiene
tanto
?
"
,
si
chiedono
.
E
ancora
:
"
Come
si
fa
a
perdere
un
anello
?
Occorre
prima
sfilarlo
dal
dito
.
Tranne
che
qualcuno
non
ce
lo
tiri
via
.
Magari
durante
una
colluttazione
"
.
E
il
ladruncolo
aveva
,
al
momento
dell
'
arresto
,
la
camicia
macchiata
di
sangue
e
una
ferita
sulla
fronte
.
Si
cerca
di
prendere
tempo
.
Quando
il
brigadiere
Cuzzupé
batte
a
macchina
l
'
ultima
cartella
del
verbale
,
si
è
fatta
l
'
alba
.
Poco
dopo
,
la
notizia
che
all
'
Idroscalo
hanno
trovato
un
morto
.
Nel
sopralluogo
,
accanto
al
cadavere
.
della
vittima
,
qualcuno
vede
brillare
un
anello
.
È
esattamente
quello
descritto
da
Giuseppe
Pelosi
:
il
topo
d
'
auto
è
anche
l
'
assassino
dell
'
Idroscalo
?
Poco
dopo
,
Ninetto
Davoli
,
arriverà
per
il
riconoscimento
.
All
'
una
di
domenica
Pelosi
confessa
.
Ha
ucciso
Pasolini
,
dice
,
perché
"
non
voleva
stare
al
patti
.
Il
maschio
dovevo
farlo
solo
io
e
non
uno
alla
volta
"
.
È
questa
la
verità
sulla
fine
di
Pasolini
?
La
sproporzione
fra
la
statura
del
personaggio
e
la
banalità
della
sua
morte
,
per
quanto
prevedibile
(
tempo
fa
aveva
confidato
a
Moravia
:
"
sai
ogni
volta
che
esco
per
una
'
battuta
'
sento
di
rischiare
la
vita
"
)
,
ha
fatto
nascere
in
qualcuno
dei
dubbi
.
I
due
si
conoscevano
?
È
questa
la
prima
domanda
.
Se
la
risposta
fosse
affermativa
,
anche
l
'
ipotesi
di
un
delitto
diverso
,
una
vendetta
di
gruppo
o
magari
un
delitto
politico
sarebbe
meno
irreale
di
quanto
appaia
a
prima
vista
.
Comunque
,
lo
scenario
della
sua
morte
se
l
'
è
scelto
lui
:
una
squallida
baraccopoli
,
all
'
aperto
.
"
Conosceva
la
zona
perché
forse
ci
voleva
girare
un
film
"
,
ha
osservato
il
capitano
dei
carabinieri
Tommasselli
.
"
Sì
,
e
come
no
?
"
,
ha
rintuzzato
un
cronista
con
eschimo
,
"
e
sai
il
titolo
?
'
Ciak
,
si
gira
il
mio
assassinio
'
"
.
StampaPeriodica ,
Non
rimane
che
attendere
pazientemente
che
i
refrattari
muoiano
di
morte
naturale
I
malinconici
del
"
lei
"
sono
ancora
molti
,
specialmente
fra
le
classi
più
anziane
.
Rimarrà
non
sconfitto
nelle
bocche
sdentate
dei
pensionati
,
dei
cronici
,
come
l
'
ultima
nostalgia
dei
tempi
meschinamente
vissuti
.
I
giovani
,
comunque
quelli
che
partecipano
alla
nostra
vita
di
oggi
coi
sensi
e
l
'
anima
,
sostituiscono
gradualmente
ma
rapidamente
la
leziosa
terza
persona
,
che
i
balilla
e
le
piccole
italiane
hanno
già
abolita
né
saprebbero
più
usare
.
Fidiamo
nell
'
azione
dei
nostri
ragazzi
,
i
quali
irrideranno
i
padri
e
le
madri
.
C
'
è
solo
da
attendere
che
i
più
vecchi
,
i
refrattari
muoiano
di
morte
naturale
.
Il
costume
del
Fascismo
è
ormai
seminato
nell
'
imo
sangue
delle
nuove
generazioni
e
fruttificherà
fatalmente
le
norme
di
vita
degli
italiani
venturi
.
Con
costoro
abbiamo
tanta
ostinata
pazienza
perché
siamo
un
popolo
giovane
per
cui
quel
che
conta
è
tutto
ancora
da
fare
.
Tanta
pazienza
,
ma
non
ci
basta
per
i
fannulloni
ai
quali
le
donne
,
le
autentiche
nemiche
del
"
voi
,
"
tengon
bordone
e
che
bastoneremo
a
sangue
sotto
i
loro
occhi
dolci
e
gentili
...
StampaPeriodica ,
Quando
ho
sentito
la
notizia
alla
radio
ho
avuto
un
primo
moto
di
rimorso
:
mesi
fa
,
a
proposito
del
suo
articolo
sull
'
aborto
,
lo
avevo
attaccato
con
cosciente
cattiveria
,
e
lui
se
ne
era
molto
risentito
,
contrattaccando
(
una
sola
battuta
nel
corso
di
un
'
intervista
)
con
altrettanta
cattiveria
.
E
al
saperlo
morto
ammazzato
,
così
bruttamente
,
ho
avuto
un
sentimento
di
colpa
,
come
se
quei
segni
sul
suo
corpo
fossero
le
tracce
di
un
lungo
linciaggio
,
a
cui
anch
'
io
avevo
preso
parte
.
Poi
mi
sono
reso
conto
che
non
era
quello
il
punto
.
Lottatore
per
vocazione
,
per
rabbia
e
per
baldanza
,
Pasolini
l
'
attacco
lo
cercava
,
lo
stimolava
quando
la
reattività
pubblica
si
assopiva
,
si
sentiva
vivo
solo
quando
poteva
dire
:
"
Perché
mi
sparate
addosso
?
"
.
Lui
sosteneva
:
la
società
mi
lincia
perché
sono
diverso
,
e
certo
il
primo
moto
di
ribellione
gli
era
venuto
dal
sentirsi
respinto
ai
margini
per
quella
sua
diversità
sessuale
che
esponeva
a
tutti
i
venti
con
esasperata
sincerità
.
Ma
questa
stessa
sincerità
lo
aveva
,
per
così
dire
,
autorizzato
a
gestire
pubblicamente
la
sua
diversità
.
Certo
,
la
società
non
perdona
mai
del
tutto
ai
diversi
,
se
non
li
punisce
li
ricatta
con
l
'
ironia
,
ma
lui
avrebbe
almeno
potuto
sentirsi
in
fase
di
armistizio
.
E
invece
dall
'
esperienza
originaria
della
diversità
sessuale
,
gli
era
venuto
l
'
altro
impulso
(
forse
più
sublimato
,
o
più
socializzato
,
non
so
)
a
crearsi
una
situazione
di
diversità
ad
oltranza
.
Con
un
fiuto
rabbioso
per
le
posizioni
impopolari
.
Una
vocazione
alla
emarginazione
,
dunque
,
a
dispetto
del
successo
,
anzi
usando
il
successo
come
frombola
per
lanciare
altre
provocazioni
che
obbligassero
gli
altri
a
sparargli
addosso
.
Un
gioco
pericoloso
,
sul
filo
della
corda
,
dove
le
idee
che
metteva
in
questione
contavano
sino
a
un
certo
punto
,
talora
erano
tipiche
scelte
teatrali
:
il
gioco
del
Bastian
contrario
.
Si
diceva
una
volta
,
per
scherzo
,
che
un
giorno
avrebbe
affermato
che
i
poveri
sono
cattivi
per
avere
la
soddisfazione
di
vedersi
svillaneggiato
da
tutti
:
bene
,
lo
ha
fatto
.
Era
qualcosa
di
più
di
una
vocazione
masochistica
,
qualcosa
di
più
ambizioso
e
di
più
tragico
:
una
mimesi
mistica
del
Crocifisso
,
naturalmente
a
testa
in
giù
,
nella
scia
di
quegli
gnostici
che
asserivano
che
il
Figlio
per
arrivare
alla
purificazione
,
avesse
dovuto
commettere
tutti
i
peccati
possibili
.
Se
questo
è
vero
,
egli
era
l
'
ultima
personificazione
di
un
superomismo
romantico
,
il
poeta
che
vive
di
persona
il
proprio
ideale
estetico
;
salvo
che
l
'
esteta
della
decadenza
incarnava
sogni
di
gloria
fastosa
ed
egli
invece
sogni
di
spaesamento
e
persecuzione
;
quindi
se
modello
c
'
era
,
era
Rimbaud
e
non
D
'
Annunzio
:
anche
nel
successo
egli
aveva
scelto
di
testimoniare
l
'
emarginazione
.
La
conoscenza
primitiva
della
emarginazione
sua
e
altrui
lo
aveva
segnato
per
la
vita
,
così
che
non
poteva
più
rifiutarsi
a
questo
gioco
,
anche
se
la
società
era
disposta
a
integrarlo
.
Anche
in
questo
è
stato
contraddittoriamente
coerente
,
astuto
come
il
serpente
e
candido
come
la
colomba
.
Ciò
che
lo
limita
è
semmai
il
fatto
che
avesse
deciso
di
emarginarsi
come
testimone
dei
propri
umori
e
non
come
portavoce
di
una
coscienza
collettiva
.
Di
qui
l
'
esito
oggettivamente
regressivo
di
certi
suoi
appelli
eversivi
:
il
confondere
la
società
futura
con
una
società
"
naturale
"
,
adolescente
e
incontaminata
solo
nei
suoi
ricordi
privati
.
Che
è
poi
il
rischio
del
poeta
quando
presenta
la
memoria
come
utopia
.
Di
qui
le
sue
lucciole
pauperistiche
,
i
paradossi
di
un
paternalismo
preindustriale
tutto
sommato
più
"
naturale
"
del
consumismo
tecnologico
.
Ma
è
che
la
violenza
positiva
del
suo
messaggio
non
stava
nei
contenuti
,
bensì
negli
effetti
di
cattiva
coscienza
che
riusciva
a
produrre
.
Erano
un
pretesto
per
essere
rintuzzato
e
testimoniare
così
che
l
'
emarginazione
esisteva
ancora
.
Segno
di
contraddizione
,
il
suo
genio
consisteva
nell
'
impostare
il
gioco
in
modo
che
a
contestarlo
ci
si
cadeva
dentro
.
Anche
ora
,
dopo
la
sua
morte
.
All
'
obiezione
:
"
Sei
morto
come
uno
dei
tuoi
personaggi
,
non
sei
contento
?
"
,
egli
risponderebbe
:
"
Sono
morto
,
siete
contenti
?
"
.
E
a
dirgli
:
"
Hai
cercato
di
mostrarci
che
il
mondo
della
borgata
selvaggia
del
dopoguerra
era
più
puro
e
mite
di
quello
della
borgata
consumistica
,
e
sei
morto
in
un
episodio
da
borgata
all
'
antica
"
,
egli
obietterebbe
:
"
Parlavo
della
violenza
di
oggi
e
sono
morto
oggi
,
mi
ha
ucciso
la
vostra
violenza
che
mi
ha
spinto
a
una
ricerca
impossibile
"
.
Allora
,
per
uscire
dal
suo
gioco
,
non
resta
che
vedere
se
si
può
utilizzare
la
sua
morte
come
lezione
che
non
riguardi
lui
solo
.
Ci
provo
.
Egli
ci
ha
ripetuto
che
c
'
erano
dei
diversi
respinti
ai
margini
,
e
che
non
avremmo
mai
capito
appieno
la
loro
sofferenza
.
La
sua
morte
ci
ricorda
che
,
per
quanto
rispettato
dalla
società
,
un
diverso
deve
pur
sempre
tentare
la
sua
ricerca
in
luoghi
oscuri
,
dove
c
'
è
violenza
,
rabbia
e
paura
(
la
stessa
del
ragazzetto
che
fugge
come
un
pazzo
sulla
macchina
della
sua
vittima
)
.
E
se
i
diversi
che
hanno
il
coraggio
di
definirsi
tali
devono
ancora
rifugiarsi
ai
margini
,
come
i
diversi
che
hanno
paura
,
questo
significa
che
la
società
non
ha
ancora
imparato
ad
accettare
né
gli
uni
né
gli
altri
,
anche
se
fa
finta
di
sì
.
Certo
Pasolini
avrebbe
potuto
permettersi
di
vivere
la
sua
diversità
altrove
che
non
alla
macchia
.
Può
darsi
abbia
voluto
continuare
a
farlo
per
orgoglio
.
Ora
ci
impone
un
esame
di
coscienza
fatto
con
umiltà
.
StampaPeriodica ,
Tutti
ne
parlano
;
-
ben
pochi
lo
conoscono
;
-
d
'
accordo
in
questo
:
ha
un
cervello
esuberante
;
un
potere
volitivo
eccezionale
;
un
cuore
da
leone
.
Come
tutti
gli
uomini
superiori
pronti
a
pagare
di
persona
,
mentre
è
sorretto
e
portato
in
alto
dalla
grande
ala
del
popolo
entusiasta
,
è
anche
cordialmente
odiato
da
coloro
,
e
non
sono
pochi
,
dei
quali
egli
ha
voluto
essere
l
'
inesorabile
iconoclasta
;
da
coloro
che
,
già
saliti
sul
trono
dell
'
opinione
pubblica
o
almeno
del
potere
politico
,
per
una
ventata
di
fortuna
nel
momento
in
cui
credevano
di
conclamare
impunemente
"
hic
manebimus
optime
"
si
videro
messa
a
nudo
la
loro
miseria
,
additati
alla
pubblica
indifferenza
o
al
pubblico
dispregio
,
senza
speranza
alcuna
di
salvezza
.
Egli
,
vivo
e
vitale
,
giovane
e
forte
,
fu
più
volte
descritto
come
sull
'
orlo
del
precipizio
,
minato
dai
morbi
,
un
uomo
finito
.
Ma
con
immensa
disperazione
degli
aventinisti
,
Mussolini
sta
fortemente
in
arcione
e
il
suo
indomito
destriero
passa
come
folgore
sulla
putredine
.
Ama
le
battaglie
come
Garibaldi
;
si
piega
dinnanzi
al
pensiero
di
Dio
come
Mazzini
;
va
rivelando
l
'
intuito
politico
profondo
di
Cavour
;
lo
invade
impetuosamente
,
sopra
tutti
i
suoipensieri
,
folgorante
di
luce
e
di
maestà
,
la
grande
idea
:
l
'
Italia
!
-
indi
-
pendente
,
non
solo
nella
sua
struttura
politica
,
ma
anche
nella
sua
forza
economica
,
unita
non
soltanto
di
diritto
e
di
fatto
,
ma
anche
e
soprattutto
nell
'
anima
come
la
sognarono
i
nostri
Re
liberatori
,
come
la
vuole
Vittorio
Emanuele
III
,
il
Vittorioso
.
È
balzato
in
alto
,
dal
nulla
o
dall
'
ignoto
,
come
un
eroe
di
Plutarco
;
persegue
il
suo
altissimo
disegno
e
rimuove
gli
ostacoli
che
gli
si
parano
dinnanzi
,
come
il
sicuro
viandante
caccia
col
piede
e
rovi
e
sterpi
e
detriti
e
fango
che
gli
intralciano
e
gli
ingombrano
la
via
.
Chiama
alle
durissime
prove
nei
più
disparati
agoni
militari
e
politici
,
gli
spiriti
più
eletti
;
ma
se
non
resistono
alla
enormità
dello
sforzo
,
passa
Egli
come
l
'
eroe
leggendario
,
al
ponte
di
comando
,
e
la
Marina
e
la
Guerra
e
l
'
Aeronautica
e
l
'
Economia
Nazionale
sono
per
lui
fecondo
,
auspicato
campo
di
battaglie
e
di
vittorie
.
Soltanto
i
problemi
di
politica
internazionale
gli
fanno
talvolta
"
tremare
le
vene
e
i
polsi
.
"
Sono
essi
il
più
bizzarro
e
strano
groviglio
di
egoismi
e
di
imposizioni
;
di
menzogne
convenzionali
e
di
giudaiche
lusinghe
;
un
amalgama
di
contraddizioni
storiche
e
giuridiche
;
un
labirinto
inestricabile
insomma
,
eretto
nel
lungo
evolvere
dei
secoli
il
più
delle
volte
,
con
le
arti
della
volpe
che
trama
insidie
,
del
lupo
che
divora
,
della
tigre
che
sbrana
.
Ma
Egli
non
perde
in
questi
meandri
il
filo
d
'
Arianna
,
ed
anziché
smarrirsi
fra
le
tortuose
vie
,
impugna
la
fiaccola
della
giustizia
e
della
verità
e
riesce
anche
a
farsi
guida
ai
volenti
e
ai
no
-
lenti
nel
cammino
che
conduce
alla
luce
ed
alla
altezza
.
I
nemici
,
all
'
annuncio
di
ogni
sua
vittoria
,
si
agitano
,
fremono
,
si
con
-
torcono
e
fischiano
come
"
Mefistofele
,
"
al
canto
dell
Ave
;
le
falangi
amiche
levano
le
spade
e
gli
scudi
e
gridano
in
trionfo
alalà
!
StampaPeriodica ,
Chi
era
,
che
cercava
Pasolini
?
In
principio
c
'
è
stata
,
perché
non
ammetterlo
?
,
l
'
omosessualità
,
intesa
però
nella
stessa
maniera
dell
'
eterosessualità
:
come
rapporto
con
il
reale
,
come
filo
di
Arianna
nel
labirinto
della
vita
.
Pensiamo
un
momento
solo
alla
fondamentale
importanza
che
ha
sempre
avuto
nella
cultura
occidentale
l
'
amore
;
come
dall
'
amore
siano
venute
le
grandi
costruzioni
dello
spirito
,
i
grandi
sistemi
conoscitivi
;
e
vedremo
che
l
'
omosessualità
ha
avuto
nella
vita
di
Pasolini
lo
stesso
ruolo
che
ha
avuto
l
'
eterosessualità
in
quella
di
tante
vite
non
meno
intense
e
creative
della
sua
.
Accanto
all
'
amore
,
in
principio
,
c
'
era
anche
la
povertà
.
Pasolini
era
emigrato
a
Roma
dal
Nord
,
si
guadagnava
la
vita
insegnando
nelle
scuole
medie
della
periferia
.
È
in
quel
tempo
che
si
situa
la
sua
grande
scoperta
:
quella
del
sottoproletariato
,
come
società
rivoluzionaria
,
analoga
alle
società
protocristiane
,
ossia
portatrice
di
un
inconscio
messaggio
di
ascetica
umiltà
da
contrapporre
alla
società
borghese
edonista
e
superba
.
Questa
scoperta
corregge
il
comunismo
,
fino
allora
probabilmente
ortodosso
di
Pasolini
;
gli
dà
il
suo
carattere
definitivo
.
Non
sarà
,
dunque
,
il
suo
,
un
comunismo
di
rivolta
,
e
neppure
illuministico
;
e
ancor
meno
scientifico
;
né
insomma
veramente
marxista
.
Sarà
un
comunismo
populista
,
"
romantico
"
,
cioè
animato
da
una
pietà
patria
arcaica
,
non
comunismo
quasi
mistico
,
radicato
nella
tradizione
e
proiettato
nell
'
utopia
.
È
superfluo
dire
che
un
comunismo
simile
era
fondamentalmente
sentimentale
(
do
qui
alla
parola
"
sentimentale
"
un
senso
esistenziale
,
creaturale
e
irrazionale
)
.
Perché
sentimentale
?
Per
scelta
,
in
fondo
,
culturale
e
critica
;
in
quanto
ogni
posizione
sentimentale
consente
contraddizioni
che
l
'
uso
della
ragione
esclude
.
Ora
Pasolini
aveva
scoperto
molto
presto
che
la
ragione
non
serve
ma
va
servita
.
E
che
soltanto
le
contraddizioni
permettono
l
'
affermazione
della
personalità
.
Ragionare
è
anonimo
;
contraddirsi
,
personale
.
Le
cose
stavano
a
questo
punto
quando
Pasolini
scrisse
Le
ceneri
di
Gramsci
,
La
religione
del
nostro
tempo
,
Ragazzi
di
vita
,
Una
vita
violenta
e
esordì
nel
cinema
con
Accattone
.
In
quel
periodo
,
che
si
può
comprendere
tra
gli
anni
Cinquanta
e
gli
anni
Sessanta
,
Pasolini
riuscì
a
fare
per
la
prima
volta
nella
storia
della
letteratura
italiana
qualche
cosa
di
assolutamente
nuovo
:
una
poesia
civile
di
sinistra
.
La
poesia
civile
era
sempre
stata
a
destra
in
Italia
,
almeno
dall
'
inizio
dell
'
Ottocento
a
oggi
,
cioè
da
Foscolo
,
passando
per
Carducci
su
su
fino
a
D
'
Annunzio
.
I
poeti
italiani
del
secolo
scorso
avevano
sempre
inteso
la
poesia
civile
in
senso
repressivo
,
trionfalistico
ed
eloquente
.
Pasolini
riuscì
a
compiere
un
'
operazione
nuova
e
oltremodo
difficile
:
il
connubio
della
moderna
poesia
decadente
con
l
'
utopia
socialista
.
Forse
una
simile
operazione
era
riuscita
in
passato
soltanto
a
Rimbaud
,
poeta
della
rivoluzione
e
tuttavia
,
in
eguale
misura
,
poeta
del
decadentismo
.
Ma
Rimbaud
era
stato
assistito
da
tutta
una
tradizione
giacobina
e
illuministica
.
La
poesia
civile
di
Pasolini
nasce
invece
miracolosamente
in
una
letteratura
da
tempo
ancorata
su
posizioni
conservatrici
,
in
una
società
provinciale
e
retriva
.
Questa
poesia
civile
raffinata
manieristica
ed
estetizzante
che
fa
ricordare
Rimbaud
e
si
ispirava
a
Machado
e
ai
simbolisti
russi
,
era
tuttavia
legata
all
'
utopia
di
una
rivoluzione
sociale
e
spirituale
che
sarebbe
venuta
dal
basso
,
dal
sottoproletariato
,
quasi
come
una
ripetizione
di
quella
rivoluzione
che
si
era
verificata
duemila
anni
or
sono
con
le
folle
degli
schiavi
e
dei
reietti
che
avevano
abbracciato
il
cristianesimo
.
Pasolini
supponeva
che
le
disperate
e
umili
borgate
avrebbero
coesistito
a
lungo
,
vergini
e
intatte
con
i
cosiddetti
quartieri
alti
,
fino
a
quando
non
fosse
giunto
il
momento
maturo
per
la
distruzione
di
questi
e
la
palingenesi
generale
:
pensiero
,
in
fondo
,
non
tanto
lontano
dalla
profezia
di
Marx
secondo
il
quale
alla
fine
non
ci
sarebbero
stati
che
un
pugno
di
espropriatori
e
una
moltitudine
di
espropriati
che
li
avrebbero
travolti
.
Sarebbe
ingiusto
dire
che
Pasolini
aveva
bisogno
,
per
la
sua
letteratura
,
che
la
cosa
pubblica
restasse
in
questa
condizione
;
più
corretto
è
affermare
che
la
sua
visione
del
mondo
poggiava
sull
'
esistenza
di
un
sottoproletariato
urbano
rimasto
fedele
,
appunto
,
per
umiltà
profonda
e
inconsapevole
,
al
retaggio
di
un
'
antica
cultura
contadina
.
Ma
a
questo
punto
è
sopravvenuto
quello
che
,
in
maniera
curiosamente
derisoria
,
gli
italiani
chiamano
il
"
boom
"
,
cioè
si
è
verificata
ad
un
tratto
l
'
esplosione
del
consumismo
.
E
cos
'
è
successo
col
"
boom
"
in
Italia
,
e
per
contraccolpo
nella
ideologia
di
Pasolini
?
È
successo
che
gli
umili
,
i
sottoproletari
di
Accattone
e
di
Una
vita
violenta
,
quegli
umili
che
nella
Passione
secondo
Matteo
Pasolini
aveva
accostato
ai
cristiani
delle
origini
,
invece
di
creare
i
presupposti
di
una
rivoluzione
apportatrice
di
totale
palingenesi
,
cessavano
di
essere
umili
nel
duplice
senso
di
psicologicamente
modesti
e
di
socialmente
inferiori
per
diventare
un
'
altra
cosa
.
Essi
continuavano
naturalmente
ad
essere
miserabili
,
ma
sostituivano
la
scala
di
valori
contadina
con
quella
consumistica
.
Cioè
,
diventavano
,
a
livello
ideologico
,
dei
borghesi
.
Questa
scoperta
della
borghesizzazione
dei
sottoproletari
è
stata
per
Pasolini
un
vero
e
proprio
trauma
politico
,
culturale
e
ideologico
.
Se
i
sottoproletari
delle
borgate
,
i
ragazzi
che
attraverso
il
loro
amore
disinteressato
gli
avevano
dato
la
chiave
per
comprendere
il
mondo
moderno
,
diventavano
ideologicamente
dei
borghesi
prim
'
ancora
di
esserlo
davvero
materialmente
,
allora
tutto
crollava
,
a
cominciare
dal
suo
comunismo
populista
e
cristiano
.
I
sottoproletari
del
Quarticciolo
erano
,
oppure
aspiravano
,
il
che
faceva
lo
stesso
,
ad
essere
dei
borghesi
;
allora
erano
o
aspiravano
a
diventare
borghesi
anche
i
sovietici
che
pure
avevano
fatto
la
rivoluzione
nel
1917
,
anche
i
cinesi
che
avevano
lottato
per
più
di
un
secolo
contro
l
'
imperialismo
,
anche
i
popoli
del
Terzo
mondo
che
una
volta
si
erano
configurati
come
la
grande
riserva
rivoluzionaria
del
mondo
.
Non
è
esagerato
dire
che
il
comunismo
irrazionale
di
Pasolini
non
si
è
più
risollevato
dopo
questa
scoperta
.
Pasolini
è
rimasto
,
questo
sì
,
fedele
all
'
utopia
,
ma
intendendola
come
qualche
cosa
che
non
aveva
più
alcun
riscontro
nella
realtà
e
che
di
conseguenza
era
una
specie
di
sogno
da
vagheggiare
e
da
contemplare
ma
non
più
da
realizzare
e
tanto
meno
da
difendere
e
imporre
come
progetto
alternativo
e
inevitabile
.
Da
quel
momento
Pasolini
non
avrebbe
più
parlato
a
nome
dei
sottoproletari
contro
i
borghesi
,
ma
a
nome
di
se
stesso
contro
l
'
imborghesimento
generale
.
Lui
solo
contro
tutti
.
Di
qui
l
'
inclinazione
a
privilegiare
la
vita
pubblica
,
purtroppo
borghese
,
rispetto
alla
vita
interiore
,
legata
all
'
esperienza
dell
'
umiltà
.
Nonché
una
certa
ricerca
dello
scandalo
non
già
a
livello
del
costume
ma
a
quello
della
ragione
.
Pasolini
non
voleva
scandalizzare
la
borghesia
,
troppo
consumistica
ormai
per
non
consumare
anche
lo
scandalo
.
Lo
scandalo
era
diretto
contro
gli
intellettuali
,
che
,
loro
sì
,
non
potevano
fare
a
meno
di
credere
ancora
nella
ragione
.
Di
qui
pure
un
continuo
intervento
nella
discussione
pubblica
,
basato
su
una
sottile
e
brillante
ammissione
,
difesa
e
affermazione
delle
proprie
contraddizioni
.
Ancora
una
volta
Pasolini
si
teneva
alla
propria
esistenzialità
,
alla
propria
creaturalità
.
Solo
che
un
tempo
l
'
aveva
fatto
per
sostenere
l
'
utopia
del
sottoproletariato
salvatore
del
mondo
;
e
oggi
lo
faceva
per
criticare
la
società
consumista
e
l
'
edonismo
di
massa
.
Aveva
scoperto
che
il
consumismo
era
penetrato
ormai
ben
dentro
l
'
amata
civiltà
contadina
.
Ciononostante
,
questa
scoperta
non
l
'
aveva
allontanato
dai
luoghi
e
dai
personaggi
che
un
tempo
,
grazie
ad
una
straordinaria
esplosione
poetica
,
l
'
avevano
così
potentemente
aiutato
a
crearsi
la
propria
visione
del
mondo
.
Affermava
in
pubblico
che
la
gioventù
era
immersa
in
un
ambiente
criminaloide
di
massa
;
ma
in
privato
,
a
quanto
pare
,
si
illudeva
pur
sempre
che
ci
potessero
essere
delle
eccezioni
a
questa
regola
.
La
sua
fine
è
stata
al
tempo
stesso
simile
alla
sua
opera
e
dissimile
da
lui
.
Simile
perché
egli
ne
aveva
già
descritto
,
nei
suoi
romanzi
e
nei
suoi
film
,
le
modalità
squallide
e
atroci
,
dissimile
perché
egli
non
era
uno
dei
suoi
personaggi
bensì
una
figura
centrale
della
nostra
cultura
,
un
poeta
che
aveva
segnato
un
'
epoca
,
un
regista
geniale
,
un
saggista
inesauribile
.
StampaPeriodica ,
Al
lume
di
naso
mi
pare
chiaro
che
,
da
un
punto
di
vista
assoluto
,
ambedue
i
modi
sono
in
qualche
misura
artificiali
e
che
ad
essi
debba
preferirsi
,
in
un
eloquio
diretto
e
pratico
,
il
tu
romano
e
familiare
.
Ma
altrettanto
evidente
mi
sembra
che
,
accettata
la
necessità
(
in
determinate
condizioni
)
d
'
un
parlare
antico
o
diplomatico
o
letterario
,
debba
adottarsi
quello
che
meglio
risponde
alla
natura
di
ciascuna
lingua
.
Ora
,
il
Voi
è
senza
dubbio
più
consono
alla
natura
del
nostro
italiano
;
per
ragioni
fonetiche
e
sintattiche
(
fra
l
'
altro
perché
non
esiste
,
in
italiano
,
la
distinzione
in
generi
dei
possessivi
in
funzione
di
genitivi
pronominali
personali
,
quale
si
è
prodotta
in
altre
lingue
)
.
Senza
contare
che
il
lei
è
relativamente
tardo
,
sebbene
presente
in
alcuni
classici
.
Ma
con
ciò
non
pretendo
di
dar
fondo
alla
questione
,
e
anzi
mi
affretto
a
trarmi
da
un
campo
per
me
infido
.
Tutto
quanto
,
dunque
,
posso
fare
è
accennare
alle
ragioni
che
mi
consigliarono
l
'
adozione
del
Voi
,
in
prevalenza
,
prima
ancora
della
campagna
in
suo
favore
.
Queste
ragioni
non
sono
propriamente
ragioni
,
sono
piuttosto
argomenti
,
o
spunti
sentimentali
,
epperò
strettamente
personali
.
Essi
si
riassumono
nel
valore
che
direi
evocativo
del
Voi
.
"
Fra
voi
e
me
vi
è
qualche
differenza
.
Sulla
locanda
tanto
vale
il
vostro
danaro
quanto
il
mio
,
"
ecc
.
,
comincia
una
nota
commedia
di
Goldoni
.
insomma
il
Voi
mi
pare
più
romanzesco
,
più
avventuroso
,
che
so
,
più
poetico
,
infine
.
StampaPeriodica ,
Esiste
un
'
altra
versione
della
morte
di
Pasolini
:
una
versione
di
cui
,
probabilmente
,
la
polizia
è
già
a
conoscenza
ma
di
cui
non
parla
per
poter
condurre
più
comodamente
le
indagini
.
Essa
si
basa
sulle
testimonianze
che
hanno
da
offrire
alcuni
abitanti
o
frequentatori
delle
baracche
che
sorgono
intorno
allo
spiazzato
dove
Pier
Paolo
Pasolini
venne
ucciso
.
In
particolare
,
si
basa
su
ciò
che
venne
visto
e
udito
per
circa
mezz
'
ora
da
un
romano
che
si
trovava
in
una
di
quelle
baracche
per
un
convegno
amoroso
con
una
donna
che
non
è
sua
moglie
.
Ecco
ciò
che
egli
non
dice
,
almeno
per
ora
,
ma
che
avrebbe
da
dire
.
Pasolini
non
venne
aggredito
e
ucciso
soltanto
da
Giuseppe
Pelosi
,
ma
da
lui
e
da
altri
due
teppisti
,
che
sembrano
assai
conosciuti
nel
mondo
della
droga
.
I
due
teppisti
erano
giunti
a
bordo
di
una
motocicletta
dopo
mezzanotte
,
ed
erano
entrati
insieme
a
Pasolini
e
al
Pelosi
in
una
baracca
che
lo
scrittore
era
solito
affittare
per
centomila
lire
ogni
volta
che
vi
si
recava
.
Infatti
non
si
tratta
di
baracche
miserande
come
appare
all
'
esterno
:
le
assi
esterne
di
legno
fasciano
villette
vere
e
proprie
,
munite
all
'
interno
dei
normali
servizi
igienici
,
di
acqua
corrente
,
a
volte
ben
arredate
e
perfino
con
moquette
.
Le
urla
di
un
alterco
violento
cominciarono
dopo
qualche
tempo
che
i
quattro
si
trovarono
dentro
la
baracca
.
A
gridare
:
«
Porco
,
brutto
porco
»
non
era
Pasolini
ma
erano
i
tre
ragazzi
.
A
un
certo
punto
la
porta
della
baracca
si
spalancò
e
Pasolini
uscì
correndo
verso
la
sua
automobile
.
Riuscì
a
raggiungerla
e
si
apprestava
a
salirci
quando
i
due
giovanotti
della
motocicletta
lo
agguantarono
e
lo
tirarono
fuori
.
Pasolini
si
divincolò
e
riprese
a
fuggire
.
Ma
i
tre
gli
furono
di
nuovo
addosso
e
continuarono
a
colpirlo
.
Stavolta
con
le
tavolette
di
legno
e
anche
con
le
catene
.
Ciascuno
di
loro
aveva
in
mano
una
tavoletta
e
i
due
teppisti
più
grossi
avevano
in
mano
anche
le
catene
.
Il
testimone
che
,
terrorizzato
,
si
rifiuta
di
raccontare
la
storia
alla
polizia
,
dice
anche
che
,
a
un
certo
punto
,
vide
i
tre
giovanotti
in
faccia
.
Erano
circa
le
una
del
mattino
e
le
urla
dell
'
alterco
continuarono
,
udite
da
tutti
,
per
quasi
o
circa
mezz
'
ora
.
Vide
anche
che
Pasolini
cercava
di
difendersi
.
Quando
Pasolini
si
abbatté
esanime
,
i
due
ragazzi
corsero
verso
la
sua
automobile
,
vi
salirono
sopra
,
e
passarono
due
volte
sopra
il
corpo
dello
scrittore
,
mentre
Giuseppe
Pelosi
rimaneva
a
guardare
.
Poi
i
due
scesero
dall
'
automobile
,
salirono
sulla
motocicletta
,
partirono
mentre
Giuseppe
Pelosi
gridava
:
«
Mo
'
me
lasciate
solo
,
mo
'
me
lasciate
qui
»
.
Continuò
a
gridare
in
quel
modo
anche
dopo
che
i
due
si
furono
allontanati
.
Allora
si
diresse
a
sua
volta
verso
l
'
automobile
di
Pasolini
,
vi
salì
e
scappò
.
La
scena
sarebbe
stata
vista
non
soltanto
da
chi
era
nelle
"
baracche
"
ma
anche
da
una
coppia
appartata
dentro
un
'
automobile
,
poco
lontano
.
E
tale
versione
risolverebbe
i
dubbi
che
tutti
hanno
avanzato
fino
a
oggi
sulla
possibilità
che
un
uomo
robusto
e
sportivo
come
Pasolini
potesse
essere
sopraffatto
da
una
persona
sola
,
anzi
da
un
ragazzo
di
diciassette
anni
,
meno
forte
di
lui
.
E
il
caso
di
sottolineare
che
in
un
primo
tempo
fu
detto
dalla
polizia
che
nelle
unghie
di
Pasolini
erano
stati
trovati
residui
di
pelle
.
Secondo
la
versione
ora
fornita
,
Pasolini
tentò
disperatamente
di
difendersi
.
Sul
volto
e
sul
corpo
di
Giuseppe
Pelosi
non
esistono
segni
di
una
colluttazione
.
Tali
segni
,
o
tali
graffi
,
si
dovrebbero
trovare
sul
volto
o
sul
corpo
degli
altri
due
teppisti
.
Perché
il
Pelosi
non
parla
e
si
assume
tutta
la
responsabilità
?
È
legato
anche
lui
al
mondo
della
droga
?
Perché
lui
stesso
ha
messo
sulla
pista
la
polizia
raccontando
di
avere
perso
un
anello
che
nessuno
,
fino
a
quel
momento
,
sapeva
che
fosse
suo
?
È
possibile
perdere
un
anello
durante
una
colluttazione
?
Oppure
l
'
anello
è
stato
gettato
lì
di
proposito
,
e
il
Pelosi
ha
parlato
,
raccontando
tutto
,
e
la
polizia
non
ce
ne
dà
notizia
?
StampaPeriodica ,
Come
si
sa
,
la
parola
fu
data
all
'
uomo
affinché
egli
potesse
comunicare
coi
suoi
simili
nell
'
attesa
che
,
a
quanto
assicurano
promettenti
testimonianze
,
divenuto
angelo
non
avesse
più
bisogno
di
parlare
per
farsi
intendere
,
essendo
ogni
idea
meravigliosamente
già
scritta
nel
chiaro
aspetto
angelico
.
In
attesa
dunque
di
tali
tempi
felici
,
la
parola
è
dono
celeste
che
permette
all
'
uomo
di
rendere
manifesto
il
suo
libero
e
geniale
spirito
e
di
farne
parte
ai
fratelli
.
Ora
,
una
delle
prime
parole
usate
fu
certamente
il
"
tu
,
"
brevissimo
e
semplice
,
e
che
pure
esprime
da
solo
quella
felice
proprietà
dell
'
uomo
,
e
lo
mette
di
fronte
al
suo
simile
appunto
come
un
simile
,
lo
sguardo
fisso
nell
'
altro
sguardo
,
la
mano
tesa
all
'
altra
mano
.
Nella
preghiera
come
nell
'
invettiva
,
nell
'
amore
come
nell
'
amicizia
,
niente
è
più
naturale
,
umano
e
chiaro
di
questo
"tu."
Naturale
,
ed
anche
rispettoso
direi
,
essendo
implicito
in
esso
il
riconoscimento
della
personalità
d
'
uomo
nel
nostro
interlocutore
;
riconoscimento
che
,
inteso
nel
suo
senso
più
pieno
,
ha
il
massimo
valore
in
se
stesso
e
non
ha
alcun
bisogno
dell
'
aggiunta
di
titoli
cosiddetti
onorifici
.
Questo
valeva
in
principio
.
Ma
col
successivo
complicarsi
e
intorbidarsi
delle
società
,
gli
uomini
sentirono
il
bisogno
,
forse
per
un
reale
rimpicciolimento
progressivo
,
di
ingrandire
la
loro
persona
con
mezzi
artificiosi
,
di
renderla
quanto
più
misteriosa
e
distante
.
E
si
arrivò
dunque
all
'
abitudine
incredibile
di
non
rivolgersi
più
parlando
ad
un
uomo
,
direttamente
a
lui
,
ma
"
alla
sua
signoria
,
"
entità
ambigua
e
nebbiosa
,
quanto
mai
astratta
;
credendo
con
questo
di
rispettare
squisitamente
l
'
uomo
non
toccandolo
nel
vivo
della
carne
con
quel
tu
sommario
e
confidenziale
.
Accadde
dunque
che
,
rivolgendoci
ad
un
signore
di
sesso
maschile
,
e
guardandolo
in
faccia
,
noi
tutti
fossimo
costretti
a
dire
per
non
offenderlo
:
"
Ella
è
molto
buona
,
in
verità
;
Dio
la
rimeriti
.
"
Quest
'
abitudine
,
da
giudicarsi
soltanto
risibile
se
non
fosse
tanto
radicata
in
noi
che
ancora
talvolta
vi
ricadiamo
per
educazione
,
portava
a
complicazioni
stranissime
nella
scrittura
,
per
esempio
,
di
una
lettera
;
dove
quella
famosa
signoria
veniva
laboriosamente
onorata
da
maiuscole
anche
nel
mezzo
della
parola
,
e
ci
costringeva
a
faticosi
rigiri
e
a
buffe
contorsioni
per
dire
la
cosa
più
semplice
del
mondo
.
Non
c
'
è
,
credo
bene
,
persona
,
che
,
pensandoci
attentamente
due
minuti
,
non
debba
concludere
in
questo
senso
riguardo
all
'
uso
del
"Lei."
Salvo
forse
quell
'
uno
il
quale
avendo
scritto
ad
un
altro
,
con
ragione
:
"
Col
malanno
che
dia
Nostro
Signore
alla
Vostra
Signoria
Illustrissima
,
"
si
difese
asserendo
che
non
al
suo
destinatario
aveva
augurato
il
malanno
,
ma
ala
signoria
di
lui
,
che
era
tutta
un
'
altra
cosa
.
Insomma
,
siamo
sinceri
,
chi
di
noi
può
affermare
in
coscienza
di
possedere
una
propria
signoria
?
Il
più
bello
sarebbe
dunque
trattarsi
col
tu
.
Ma
siccome
la
società
ha
camminato
,
e
vana
ipocrisia
sarebbe
il
fingere
di
esser
tornati
indietro
(
né
ci
teniamo
del
resto
)
;
siccome
inoltre
esiste
il
grazioso
e
caro
costume
di
rivolgersi
con
una
diversa
e
più
rispettosa
formula
ad
una
signora
o
ad
una
persona
con
cui
non
siamo
in
confidenza
;
allora
la
migliore
soluzione
sta
nel
voi
.
Pronome
che
pur
rispettando
nell
'
interlocutore
la
sua
proprietà
di
seconda
persona
nei
nostri
riguardi
,
e
non
di
terza
e
remotissima
,
gli
testimonia
riverenza
,
in
quanto
implicitamente
riconosce
in
lui
tanta
grandezza
da
stimarlo
non
un
sol
uomo
,
bensì
un
plurale
;
un
uomo
insomma
,
che
ne
vale
due
o
tre
,
o
quanti
si
voglia
,
secondo
il
numero
che
lui
stesso
intimamente
presume
o
vagheggia
.
Appare
chiaramente
che
tale
questione
è
oramai
risolta
;
e
sia
pace
all
'
anima
di
Lei
.