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DISCORSI SERI ( - , 1927 )
StampaPeriodica ,
Sacco e Vanzetti sono stati fulminati sulla sedia elettrica . Il mondo civile ha lottato invano per strappare al carnefice la preda . Ieri , da tutte città del mondo dalle piazze e dalle cattedre , dagli oratori del popolo come dai più celebrati esponenti della cultura umana si levò l ' appello alla giustizia e alla clemenza : oggi , da tutte le convivenze civili s ' innalza la protesta . Ieri ed oggi , unica assente l ' Italia : la terra che diede vita e nome ai due suppliziati . Il popolo italiano tace perché si è lasciato spogliare di tutte le sue libertà . La mano dei tiranni gli soffocherebbe in gola ogni grido di fraterna pietà . Alla vedova Pilati è stato negato perfino di piangere in pace il suo morto . E la vedova Matteotti ha dovuto assistere , in muta disperazione , all ' orrido baccanale degli assassini , che sfilando in corteo dinanzi alla sua casa , gridavano ingiurie alla memoria del trucidato e sconci osanna ai sicari . Quanto al governo , esso deve tacere , perché nel mondo civile gli è contesa quella libertà di parola , ch ' esso ha strappata al popolo oppresso . Nato e sorretto dalla violenza , lordo del sangue delle sue vittime , esso non ha il diritto morale di insorgere contro gli assassinii ; insorgerebbe contro se stesso . E di fronte all ' America , il suo silenzio è anche l ' effetto ed il patto della sua schiavitù finanziaria . Per rimanere al potere , e cioè per sottrarsi ancora alle sanzioni fatali dei suoi errori e dei suoi crimini , il fascismo ha venduto l ' economia nazionale allo straniero . Per lo stesso scopo , esso è disposto a concedere , senza protesta , non soltanto quelle di Sacco e di Vanzetti ma le teste di tutti gli italiani emigrati che non indossino camicia nera . Così la piramide di cadaveri , sulla cui cima il fascismo ha eretto il suo trono sanguigno allargherebbe la base . Un giornale fascista , La Stampa , commentando la decisione con cui la Corte Suprema del Massachusetts respinse il ricorso della difesa di Sacco e Vanzetti , scrive testualmente : " Appunto perché penetrati nel sangue dello spirito del diritto , noi sentiamo che la legge , attraverso la quale il diritto si significa e si sancisce , non è , non può , non deve essere , un qualche cosa fuori dell ' umanità , inflessibile e trascendente : sentiamo che non è dogma , che non è tabù , e soprattutto che non è un feticcio alla cui supina adorazione s ' immolino vittime umane . " Legge ? Diritto ? Ma in che mondo vive " La Stampa " ? Il diritto , in regime fascista , è quello per cui il capo di un governo , designato dalla pubblica opinione e dai suoi complici come mandante in assassinio , rimane al suo posto e verga con la sua mano la sentenza dei giudici ; quello che assolve gli assassini di Matteotti e di Pilati ; che non persegue neppure gli assassini di Amendola ; che premia i devastatori , gli incendiari , gli aggressori armati ; che considera delitto la libertà di pensiero e , nella punizione , sostituisce gli oppressi agli oppressori e le vittime ai carnefici . La legge , in regime fascista , è quella che dà sempre ragione a chi ha torto , e viceversa ; quella che del fascismo fa precisamente un dogma e del suo capo un tabù , cui sono state immolate e si immolano tante vittime umane . C ' è un morto , un altro morto , nelle isole dei deportati ; un assassinato : Spartaco Stagnetti , antico organizzatore operaio . Il primo annuncio di questo episodio di sangue , che sottrae un padre a cinque figli , è dato da un giornale fascista , il quale parla vagamente di un incidente scoppiato a Ustica fra deportati e , in omaggio a quei sentimenti di carità cristiana per cui il fascismo si proclama degno alleato del Vaticano , si sforza di offendere la memoria del morto , dipingendolo come un violento e sopraffattore : cioè , proprio come un fascista . Ma la versione del giornale appare inverosimile . Prima di tutto , lo Stagnetti era tutt ' altro che un violento ; eppoi , perché tacere il nome dell ' omicida ? Passa qualche giorno : e un altro giornale fascista , modificando sostanzialmente quella versione , afferma che lo Stagnetti sarebbe stato ucciso a tradimento da un calzolaio romagnolo , confinato comune , timoroso di essere denunciato per il furto di un portafoglio . Niente più lite dunque : non più grida minacciose da parte del povero Stagnetti . Naturalmente , la verità non sarà neppur questa . Quando si tratta di stabilire la responsabilità degli assassinii , da quello di Matteotti in poi , la stampa e la giustizia italiane , serve del governo , smarriscono sempre la loro strada . E la dolorosa fine di quest ' altra vittima del fascismo sta a confermare come la vita dei deportati politici sia non soltanto alla mercé delle camicie nere ma altresì a quella dei delinquenti comuni . E si sa che , tra camicie nere e delinquenti comuni , il governo fascista non ha che la difficoltà della scelta per l ' arruolamento dei suoi sicari .