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LE STREGHE DI MILANO ( GIARELLI F. , 1885 )
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È l ' ultima novità che giunge dalla capitale lombarda . La penultima è il sequestro , ordinato dal Procuratore generale Municchi , d ' un giornale in cui era un articolo sui pozzi del petrolio naturale . Questo liquido minerale non ha più l ' ingresso libero nello storico palagio Clerici , dove il pubblico ministero ha stabilita la sua sede . Ciò susciterà le proteste dell ' ufficio minerario sedente in quella città . Ma non per questo il vocabolo sarà riabilitato . Aggiungasi quel po ' po ' di comunardismo che ha fatto inventare le petroliere del 1871 . Io scommetto che l ' illustre Municchi creda alle pétroleuses come ad un articolo di fede . Da ciò è agevole comprendere come di petrolio non si può parlare . E già molto se è permesso adoperarlo per accender la lucerna : ma se il prefato Procuratore . sostiene , o meriterebbe sostenere , che le vergini prudenti d ' una volta accendevano e tenevano benissimo accese le loro lampade per mezzo dell ' olio comune , e che , come allora facevasi , anche adesso far benissimo si potrebbe ... Quanto a me , ne dubito , poiché , se sono in gran parte passate di moda le vergini , sono state assolutamente abolite le lampade : comprese quelle portatili Edison , che non riescono ancora a conseguire il loro scopo ... Ma via ! Io non son mica pagato per fare nella Bizantina le parti del Portiano Lampedario . Non ci mancherebbe altro ! sono invece sulle mosse di parlarvi delle streghe milanesi . E un argomento coi fiocchi , e la sua attualità è ardente . Ficcatevelo bene in testa : il questore Sant ' Agostino ha giurato sui quattordicimila filetti argentei del berretto di Domenico Cappa maggiore delle guardie di pubblica sicurezza che , se gli dànno appena appena il tempo necessario , d ' ora innanzi la magia onnicolore , che a Milano , nel popolino , ha ancora un culto , sarà schiacciata e dispersa per sempre . Si ignora se l ' arcivescovo Calabiana fortificherà Sant ' Agostino dal lato della liturgia , dandogli per compagni tre o quattro esercizzatori del Duomo . Ma fra Arcivescovo e sant ' ... Agostino , andranno facilmente d ' accordo . E se le cose continuano di quest ' ambio , fra quattro o cinque anni , nella Vetra dei cittadini , vedremo rialzarsi i roghi per ardere le maliarde . Quel giorno , il duca Tommaso Scotti e il conte Barbiano di Belgiojoso morranno di consolazione : e l ' avvocato Brasca pronuncierà il loro elogio funebre , rammentando indubbiamente Don Carlos e il suo Toson de oro ... Poiché in fin delle fini una ragione bisogna farsela . La questura ha ragione : il diavolo ha troppe sacerdotesse nella sua buona città di Milano . Esse varcano a dozzine i secoli e si mantengono attraverso le età fresche e giovani come le sorelle della fata Alcina . Ciò dipende dal fatto , che Milano fu sempre la città più stregata d ' Italia . Milano ha una tradizione di maliarderia che risale fino al di sopra del Mille . Lo diceva un cimelio del museo Cavaleri , cui il Comune sdegnò comprare , e lo comprò invece Enrico Cernuschi , il quale lo fece trasportare a Parigi ... Fin sopra al Mille . Qui le maghe sottoponevansi ai satanici caproni nei boschi impenetrabili dell ' odierna Quadronno , dove un foltissimo bosco prestava le sue ombre al sabba romantico dopo averle prestate al sabba classico degli oracoli antichi . Qui appartiene ancora al pubblico la tradizione di Guglielmina la Boema , la celebre maliarda , riuscita a morire in odore di santità ; poi dopo sepolta esumata , giudicata , condannata alle fiamme ed arsa come convinta d ' eresia e di stregonesimo . Qui , a credere a quanto ne raccontano i cronisti luterani del secolo XVI e XVII , fra Carlo e Federico Borromeo , non lasciarono senza arrosto lo spiedo dell ' Inquisizione , e un po ' dappertutto , streghe giovani e vecchie ma specialmente vecchie vennero abbrustolite perché non volevano confessare « il modo speciale secondo cui lo spirito avverso et inimico di Dio le haveva possedute » . Qui , al tempo degli Spagnoli erano gremiti di maliarde , dicenti la buona ventura , i pressi di San Giovanni in Conca : sicché l ' eccellentissimo governatore Albuquerque , vi aveva fatta costruire una prigione , dove il Bargello le ficcava dentro , appena arrestatele in quei paraggi . Qui i conti di Daun e di Firmian ebbero il fegato di pubblicare nel secolo scorso degli editti contro le donne « le quali con la polvere bianca tiravano agli honesti il malocchio et la striatura » . Qui i Giacobini sudarono la camicia ... che non avevano , per demolire tutte le fiabe del sovranaturale , onde erano saturi gli avoli nostri . Qui , per dir tutto , eccoti la fede nelle streghe , che riprende il popolino : ed oggi , dopo il 21 , il 31 , il 48 , i1 59 , il 66 , i1 70 e il resto le streghe sovrabbondano a Milano , che è una bellezza : e se ci fosse qualche curioso il quale andasse un po ' più giù della prima pelle vedrebbe le viscere di quest ' alma metropoli formicolare delle mille ed una specie di streghe , ammodernate e salite all ' altezza dei tempi . Voi sapete : anche i negromanti non possono sottrarsi alle correnti dell ' età nuova . Solo che oggi hanno mutato nome . Ma questo è un incidente che non cambia la più piccola delle loro mansioni . Prima si chiamavano streghe . Oggi la scienza avendo fatta della strada rispondono al nome pietosamente ipnotico di « sonnambule » . Tutte « sonnambule » , dalla prima all ' ultima : e sono non meno di una cinquantina , e vi garantisco , che , non solo non sono sonnambule , perché dormono la loro brava notte come tanti ghiri , ma che altresì , essendo tutte orribilmente brutte non esiste fra esse e satanasso verun patto . Coll ' andar degli anni , Belzebù si è fatto difficile : le vecchie gli fanno orrore , ed ecco il perché egli tenta sempre di trarre in perdizione qualche giovine donnina , qualche vezzosa ragazza . S ' io fossi un distributore o un casellista paziente , potrei con estrema facilità sottoporvi un quadro statistico nel quale dividerei , classe per classe , le « sonnambule » milanesi . Vi parlerei delle donne che fanno il giuoco delle carte in quei sudici ed oscuri ripiani di Milano vecchia , in via Madonnina o in via San Carpoforo . Vi parlerei di quelle che fanno il giuoco del cappello e quello del pelo , entrambi ribelli ad ogni descrizione . Vi parlerei di quelle che sono la truce e sanguinosa provvidenza delle ragazze popolane e borghesi , le quali , dalle prime nausee e dai primi doloretti , comprendono di diventar mamme , prima di diventar mogli . Vi parlerei delle autentiche donne dell ' ovo , le pitonesse massime di questi tripodi clandestini , in uggia alla questura , ma potenti , riconosciuti ed interrogati dalla più gentile e più illuminata clientela di Milano ... Ma ringraziate il cielo che la stoffa della distintività non l ' ho , e , non avendola , vi è quindi risparmiato un grave supplizio . Piuttosto vi narrerò la mia grande visita ad una di queste streghe contemporanee : proprio a quella per la quale poco mancò che in un celeberrimo processo per supposizione d ' infanticidio , intervenisse il soprannaturale . Taccio il nome , perché mi ripugna danneggiare gli altri . Del resto , non aggiungo , non tolgo sillaba . Abita in Porta Garibaldi . Lei dice ancora Porta Comasina . Ce n ' è voluto per poter avere l ' accesso ! Ho dovuto dire quattro bugie filate . Ma ne scrivo anche tante ! Le porremo tutte insieme . Continuo . Vado su per una scala stretta e buia . Mi fermo al terzo . Nell ' uscio c ' è una guardiola di ottone e di cristallo . Busso . L ' uscio s ' apre per un palmo . Non oltre . Non lo permette la catenella frenatrice . Mi spiace , ma non posso dispensarmi dal riprodurre il dialogo in milanese , se no , perde tutto il suo odore di verità . Chi el cerca , in grazia ? La sura P ... E lu chi l 'è...? Mi sont mandaa in de lee dal sur Giovann . El gh ' à la majstaa ? Una mano fina e bianca esce dal vano dell ' uscio socchiuso . Ed io le tendo una mezza imaginetta della Madonna di Caravaggio . Me l ' aveva data come segno di riconoscimento , quel « signor Giovanni » che appunto mi aveva procurato l ' approccio alla strega . Due secondi d ' attesa . La catenella è tolta : l ' uscio è aperto : son dentro . Mi si rinchiude alle spalle . Via ! Lucifero è di buon gusto . La grassa sibilla , che mi sta innanzi , non dimostra i suoi cinquant ' anni . Conosco i vecchi impiegati celibi e maritati i quali farebbero ancora pazzie per una donna così ben conservata , anche senza il processo Cirio . Essa mi conduce in un secondo stambugio . Né corvi , né civette , né gatti . Sul tavolo due lucerne accese . In mezzo un gran bicchiere di acqua ... Lì presso un mazzo di tarocchi . Riprende il dialogo . Roba de amor neh ? Sì ! El voeur el gioeug piccol o el grand ? Semper el grand ! Ghe vorarà trij oeuv ! E poeu ? Se paga subet . Per lú , mandaa dal sur Giovann , ghe faroo on scunt ... Cià do liral ... El g ' ha on cavel de la soa morosa ? ... Va ben . Comenci el gioeug ! Prende il capello ( un biondo capello della mia bimba di sett ' anni ) e lo stende sopra un Secolo piegato sotto il bicchiere . Poi prende le carte . Estrae il Matto di tarocco , pone su il capello , e ne immerge un capo nell ' acqua ; poscia , abbandonandovelo , sciama : El va no giò ... L ' è segn che la ghe voeur ben , ma gh ' è on impediment . Sfoglia le carte . Il Tredici cade a destra del bicchiere . E lei borbotta : Adess capissi tutt coss ... L ' è maridada ! Lu el se pareggia di gran dispiasè ... Io scoppiavo internamente dall ' ilarità . La strega rompe tre uova : ne raccoglie i tre albumi in un tazzino e li precipita , benedicendoli , nell ' acqua del bicchiere . Alza il bicchiere all ' altezza delle due lucerne : El ved ? Guardo e non vedo altro che un grumo gelatinoso dell ' albume , che va in fondo al bicchiere . E la strega : L ' è fortunaa . Quella pontinna l ' è el mari de lee ch ' el va al Foppon ... I bollin vesin al véder voeren dí che lu e lee faran spòs , e se voraran tanto ben . Non ne potevo più . L ' ilarità mi asfissiava . Ringraziava e stava per uscirmene . Mi chiese « la mia buona grazia » . Si contentò d ' una lira perché « era io » ; ma mi assicurò che la signora Marchesa C ... non le dà mai meno di venti lire di mancia . Ma qui , chiesi , viene anche la Marchesa C ... ? Altreché ! Chi inscí ghe vegnen i primm damm de Milan ! Era è vangelo . Non solo le popolane che fanno sigari , ma anche non poche frequentatrici del second ' ordine dei palchi alla Scala salirono , salgono e saliranno quella scaletta buia e ripida . L ' amore , la gelosia , il sensualismo agiscono con troppa violenza sull ' apparato nervoso ed isterico di una bella creatura , perché essa possa sottrarsi alla onnipotenza del soprannaturale . Io non ho detto , e non posso dire , tutto quanto udii dalla mia strega a proposito delle stelle e delle orizzontali arrampicatisi fino a lei per acquietare l ' urlo dei sensi affamati , o i movimenti purissimi del cuore . Ma ho udite delle cose strane ho capito che « il filtro d ' amore » lo semplificano oggi le interessate , come lo semplificavano ai tempi dei tempi le Giulie e le Faustine , sulle cime dell ' Esquilino , negli antri della maga Licisca . Qualche cosa di orribile allora , come adesso . Il che prova come il mondo , la donna , i suoi accessi , i suoi eccessi e le sue impurità furono identici sempre ... Oggi il quarto d ' ora è , in Milano , della razzia delle streghe . Sarà al solito un fuoco di paglia . Le streghe terranno duro e la spunteranno orgogliose della loro superba clientela di signore le quali , la mattina , vanno a visitarle e poi , a pranzo , dànno ad intendere ai loro parenti venuti a trovarle dalla provincia che Milano è sempre la capitale morale .