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CHIARIMENTO ( MALATESTA ERRICO , 1897 )
StampaPeriodica ,
L ’ Avanti ! del 22 corrente cortesemente risponde all ’ articolo da me pubblicato nell ’ Agitazione del 14 sull ’ evoluzione dell ’ anarchismo ; ma , secondo me , risponde male e fuori della questione . Esso vuol dimostrare , in contraddittorio con me , che l ’ anarchismo evolve verso il socialismo democratico ; ed invece si mette a sostenere che , in omaggio alla verità ed alla logica , quell ’ evoluzione dovrebbe avvenire ed avverrà . Confondendo in tal modo ciò che è con ciò che si crede che dovrebbe essere e che sarà , ognuno , il quale professa onestamente un ’ idea e la ritiene conforme alla logica ed alla verità ed ha fede ( cioè forte speranza ) nel suo trionfo , potrebbe sostenere che tutti gli altri evolvono verso di lui ; il che poi non cambierebbe le tendenze reali dei vari partiti ed i rapporti in cui si trovano l ’ uno verso l ’ altro . Io potrei limitarmi a constatare , il modo come l ’ Avanti ! ha schivata la questione e non aggiunger altro , poiché non si trattava affatto di discutere i meriti relativi dei programmi socialista democratico e socialista anarchico . Ma sarà bene seguire l ’ Avanti ! sul suo terreno e vedere se davvero la verità sta dalla parte sua e la logica deve menar gli anarchici dove esso dice . L ’ Avanti ! mi risponde su tre questioni : quella del modo , radicalmente diverso dal nostro , come i socialisti democratici intendono attuare la trasformazione sociale ; quella dello Stato nella società futura ; e quella delle elezioni . Sulla prima questione io avevo detto che i socialisti democratici vogliono trasformare la società presente per mezzo di leggi , e l ’ Avanti ! risponde che non è vero che essi vogliono servirsi soltanto di leggi : io veramente il soltanto non ce l ’ avevo messo ; ma ce l ’ avessi anche messo , non me ne pentirei , poiché è noto che per i socialisti democratici ogni propaganda , ogni agitazione , ogni organizzazione ha per scopo finale la conquista di poteri pubblici , vale a dire il potere di far le leggi . E la Critica sociale , di cui l ’ Avanti ! non contesterà l ’ autorevolezza , nel suo numero del 16 maggio , lamentando che “ la lotta elettorale , che dovrebbe essere l ’ indice dell ’ azione e della forza del partito , è diventata quasi essa sola quest ’ azione e questa forza ” , giunse a dire : “ astrattamente , metafisicamente , si può pensare che basti . Il proletariato poco importa che sappia , che capisca , che voglia , che agisca esso stesso : basta che intuisca e che voti . Così a poco a poco diventerà maggioranza e altri per lui trasformerà lo Stato a suo vantaggio ” . E se la Critica trovava che questa verità astratta non è poi vera in concreto , era solo perché il governo può mozzare nel pugno dei socialisti l ’ arma del voto ed allora il partito non sarebbe in grado di opporre alcuna resistenza , “ neppure lo sciopero delle arti maggiori nei centri maggiori ” . L ’ Avanti ! può dire , se così gli piace , che questo “ non è vero ” e che io conosco male e giudico peggio il programma dei socialisti democratici ; ma sta il fatto che gli anarchici convengono tutti , in questa questione , nella stessa opinione che ho espresso io e credo di essere nel vero – dunque , niente evoluzione nel senso che dice l ’ Avanti ! . Sulla questione dello Stato , avendo io affermato che lo Stato sarà sempre organo di sfruttamento , l ’ Avanti ! mi accusa di essere caduto in “ un equivoco molto grosso ” perché ... “ la letteratura socialista ( democratica ) scientifica e popolare è tutta informata al concetto che , soppressi gli antagonismi di classe , scompaiono le funzioni oppressive dello Stato ” . Questo è infatti una cosa nota , ed io avevo già detto , nello stesso brano riportato dall ’ Avanti ! , che secondo i socialisti democratici lo Stato diverrà , nella società futura organo degli interessi di tutti ; ma è altrettanto noto che gli anarchici pensano ( ed è per questo che sono anarchici ) che lo Stato non solo “ è strumento di oppressione in mano della classe dominante ” ma costituisce esso stesso , col suo personale , una classe privilegiata con i suoi interessi , le sue passioni , i suoi pregiudizi particolari , e che una società in cui si fosse abolita la proprietà privata e conservato lo Stato sarebbe sempre una società basata sull ’ antagonismo degl ’ interessi , e presto vedrebbe risorgere nel suo seno , per opera e con la protezione dello Stato , il privilegio economico con tutte le sue conseguenze . Non è il caso di discutere a fondo questa questione , che l ’ Agitazione ha già trattata e su cui dovrà per certo ritornare continuamente , trattandosi della base stessa del programma anarchico . Importa solo notare , per gli scopi della presente polemica , che se mai gli anarchici si convincessero che lo Stato può diventare un ’ istituzione benefica ed esistere utilmente in una società di liberi ed eguali , allora non bisognerebbe già dire che l ’ anarchismo ha evoluto verso il socialismo democratico , ma semplicemente che gli anarchici si sono convinti che avevano torto e sono diventati socialisti democratici . E questo non è . Sulla questione infine dell ’ astensione elettorale , l ’ Avanti ! ragiona in modo ancora più singolare . Io avevo detto : “ Noi cerchiamo nel movimento operaio la base della nostra forza e la garanzia che la prossima rivoluzione riesca davvero socialista ed anarchica ; e ci rallegriamo d ’ ogni miglioramento che gli operai riescono a conquistare , perché esso aumenta nella classe lavoratrice la coscienza della sua forza , eccita nuovi bisogni e nuove pretese , ed avvicina il punto limite , dove i borghesi non possono più cedere se non rinunziando ai loro privilegi , e quindi il conflitto violento diventa fatale ” . L ’ Avanti ! cita questo brano , ma sopprimendo le parole ch ’ io ho messo in corsivo , e ne cava delle conclusioni che , se io mi fossi fermato là dove l ’ Avanti ! arresta la citazione , sarebbero perfettamente giuste . Voi propugnate , dice l ’ Avanti ! , la resistenza operaia nel campo economico per migliorare le condizioni degli operai ; ma siccome vi sono miglioramenti impossibili ad ottenersi mediante la semplice resistenza ed ancor meno si può con la resistenza abolire il capitalismo , la logica vi porterà necessariamente alla resistenza politica … che per l ’ Avanti ! è sinonimo di lotta elettorale . L ’ Avanti ! non ha pensato ( quantunque il passaggio da esso soppresso nella citazione delle mie parole lo faceva chiaramente intendere ) che la logica potrebbe portarci , e ci porta infatti , alla rivoluzione . Noi crediamo , per lo meno quanto l ’ Avanti ! , che l ’ organizzazione corporativa , la resistenza economica e tutto quanto si può fare nel regime attuale , non può risolvere la questione sociale e che , a parte gli effetti morali , appena serve ad assicurare ad una frazione del proletariato dei miglioramenti che bisogna poi difendere con una lotta continua contro le insidie sempre rinascenti dei padroni e siamo convinti che la libertà ed il benessere assicurati a tutti non si avranno se non quando i lavoratori si saranno impossessati dei mezzi di produzione ed avranno avocato a loro l ’ organizzazione della vita sociale , e che per far questo bisogna sbarazzarsi del potere che sta a guardia del capitalismo e si arroga il diritto di sovranità su tutto e su tutti . Ma crediamo che la lotta elettorale non vale a debellare il potere , e che se anche lo potesse , non farebbe che passarlo in mano di altri senza nessun vantaggio sostanziale per il popolo ; e perciò ci sforziamo di allontanare i lavoratori da un mezzo illusorio e dannoso , ed affrettiamo coi voti e coll ’ opera il giorno in cui , cresciuta a sufficienza la coscienza e la forza dei lavoratori , questi affermeranno coi fatti la ferma decisione di non volere più essere né sfruttati né comandati , e prenderan possesso , direttamente e non per delegati , della ricchezza e del potere sociale . Ché se poi questa determinazione dei lavoratori comincerà a manifestarsi mediante il rifiuto del lavoro o il rifiuto del servizio militare o il rifiuto di pagare i fitti ed i dazi , o la confisca popolare dei generi di consumo , o le barricate e le bande armate , è questione che risolveranno le circostanze e che , comunque risoluta , menerà sempre agli stessi risultati : il conflitto violento tra il vecchio mondo che si ostina a vivere ed il nuovo mondo che vuol trionfare sulle rovine di quello . L ’ Avanti ! a quel che pare ci ha completamente fraintesi : esso ha creduto che noi abbiam cessato di essere rivoluzionari . Ed invece noi crediamo più che mai nella necessità della rivoluzione ; e non già nel senso “ scientifico ” della parola , nel qual senso spesso si chiamano rivoluzionari anche i legalitari , ma nel senso “ volgare ” di conflitto violento , in cui il popolo si sbarazza colla forza della forza che l ’ opprime , ed attua i suoi desideri fuori e contro tutta la legalità . La nostra evoluzione si riduce a questo : che avendo visto che coi vecchi metodi la rivoluzione non si faceva né si avvicinava , abbiamo abbracciato metodi che ci sembrano più atti a prepararla ed a farla . I socialisti democratici credono che siamo in errore e quindi fanno bene a cercare di convertirci , come noi cerchiamo di convertir loro ; ma non diano per fatto quello che è un semplice desiderio , non vendano la pelle dell ’ orso prima che l ’ orso sia in loro potere . La Giustizia di Reggio Emilia in uno dei suoi ultimi numeri , riproducendo un passaggio dell ’ Agitazione , nel quale s ’ insiste sulla necessità di preparare e rendere possibile la rivoluzione mediante l ’ organizzazione operaia e la piccola lotta quotidiana , si compiace che noi abbiamo finalmente riconosciuto quello che i socialisti democratici hanno sempre predicato e praticato , e per cui noi li abbiamo aspramente attaccati e vituperati . Ciò non è esatto . Le ragioni del nostro dissenso dai socialisti democratici sono state sempre quelle stesse di oggi . Se li abbiamo combattuti con acrimonia non è stato già perché essi si occupavano del movimento operaio più di quello che facessimo noi , ma perché essi cercavano e cercano di volgere quel movimento a scopi che noi crediamo dannosi ai veri interessi del socialismo . Che anzi fra le cause per cui gli anarchici hanno per lungo tempo guardato con sospetto le organizzazioni operaie non decisamente rivoluzionarie , ed oggi ancora alcuni dei nostri non mettono nel propugnarle tutto il necessario fervore , vi è , non ultima , quella che i propagandisti del socialismo democratico hanno fatto e fanno tutto il possibile per discreditarle nell ’ animo nostro servendosene per farsi nominare deputati . Ed io mi sovvengo di essere stato , nel 1890 o 1891 , trattato male dalla Giustizia ( non dico ch ’ io l ’ abbia trattata meglio ) perché Prampolini voleva che la manifestazione del Primo Maggio si facesse invece la prima Domenica del mese , e gli amici di Reggio pubblicarono uno scritto mio per protestare contro una proposta che levava alla manifestazione il suo significato e la sua importanza . Ciò che prova che io ero in disaccordo colla Giustizia non già perché quel giornale patrocinava la resistenza operaia più che non facessero i miei amici , ma perché esso tendeva , almeno a giudizio mio , ad evirare il movimento operaio e l ’ ostacolava precisamente quando stava per prendere una via , poco atta a favorire candidature al parlamento , ma ottima per abituare i lavoratori ad agire di concerto e dar loro coscienza della propria forza . Del resto , se gli anarchici hanno a volte ecceduto negli attacchi contro i socialisti democratici , questi ve li hanno gravemente provocati , poiché invece di combatterci per quel che siamo , hanno cercato sempre di presentarci sotto una falsa luce . E proprio La Giustizia si ostinò una volta nel sostenere che gli anarchici non sono socialisti : cosa che procurò molto piacere a Napoleone Colajanni , ma non fece certamente onore allo spirito di verità , che pur d ’ ordinario distingue , mi compiaccio nel riconoscerlo , l ’ organo socialista di Reggio Emilia .