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Note di un'antiamericana ( Rossanda Rossana , 2001 )
StampaQuotidiana ,
Non è dei poveri né per i poveri la dirigenza della Jihad , è agita da potentati politici e finanziari che degli States conoscono il funzionamento . Si è sbagliato chi di noi ha pensato che l ' unificazione capitalistica facesse degli Usa un impero (...) Mi si dirà antiamericana ? Sono antimperialista , altra parola che mi sembra bollata di ostracismo . O siete con me o siete con bin Laden , grida Bush , mentre si appresta a punire l ' Afghanistan , talebani , non talebani e popolo inclusi . Conosco il ricatto . Non ci sto . Non mi schiero con Bush e lascio agli stolti di dedurne che sono con bin Laden . Vorrei ragionare su quel che è successo , su quel che può succedere e sul che fare . L'11 settembre non è stata una guerra . Le guerre impegnano le nazioni . E ' stato un atto terroristico e ne possiede tutti i lineamenti : la priorità del simbolo , il colpire inatteso , la segretezza della mano , l ' intreccio omicidio suicidio , destinati a moltiplicare il panico . Il terrore ha per primo fine il terrore . Non tutti i molti attentati della storia sono terroristici , ma questo sì : chi lo ha compiuto conosceva il bersaglio , le debolezze del suo dominio dal cielo , la sicura amplificazione dei media . Grazie ai quali le due Torri sono crollate non una ma diecimila volte sugli schermi , aiutando a gridare : è una guerra e chiamando alla guerra . Gli attentatori lo avevano certamente messo nel conto . Non è stata l ' apocalisse . Non nell ' accezione ingenua della devastazione enorme : altre più massicce devastazioni si sono seguite negli ultimi dieci anni . Ma non abbiamo definito apocalisse quella dei centocinquantamila sgozzati in Algeria , dei sei settecentomila Tutsi uccisi dagli Hutu , dei trecentomila ammazzati nell ' Iraq dall ' operazione " Tempesta nel deserto " e il mezzo milione di bambini che muoiono , si dice , per l ' embargo dei medicamenti . Tanto meno i trentacinquemila morti in Turchia e i settantamila in India , in questo stesso 2001 , anche se la speculazione non è estranea a quelle catastrofi . Dunque alcune stragi pesano come montagne , altre come piume ? Se non è corretto valutare un evento soltanto dal numero delle vittime non è neanche lecito valutarlo soltanto dal vulnus portato all ' idea di sé che ne ha chi ne è ferito , in questo caso gli Stati uniti . Ancora più torbido il richiamo colto all ' Apocalisse : scontro finale fra la Bestia e l ' Agnello . Il Bene siamo noi la Bestia sono loro . Così ha detto Bush e ha aggiunto " Dio è con noi " . Non è stato l ' assalto dell ' Islam alla cristianità , come sulle prime si è detto ( antinomia veneranda , ricorda Bocca ) . Poi ci si è ritratti con imbarazzo : non è l ' Islam ma il fondamentalismo islamico che colpisce l ' occidente cristiano . Ma l ' Islam è un oceano e dimostrare che ha i suoi fondamentalismi è facile quanto dimostrare quelli del cristianesimo e dell ' ebraismo . E tuttavia Ariel Sharon non è " gli ebrei " , Pio XII non è stato " i cattolici " e neppure lo stolto Bush è " gli americani " , anche se di queste aree sono o sono stati i leader designati . Cattiva polemica , confusione . In verità nulla fa pensare che quello alle due Torri sia un attacco al cristianesimo , dubito che sia un attacco alla democrazia , certo non lo è al mondo delle merci e dei commerci contro il quale nessuno nell ' Islam , neanche i talebani , ha nulla . Chi ha colpito ha voluto colpire l ' arroganza degli Stati uniti nel Medioriente e metterne in difficoltà gli stati arabi alleati . Non è stata una vendetta dei poveri . L ' Islam non parla di questione sociale , ma senza questo i poveri non sono in grado di compiere che una jacquerie . L ' attacco alle due Torri è tutto fuorché una jacquerie . Non è dei poveri né per i poveri la dirigenza della Jihad , che traversa tutto l ' Islam senza avere ( ancora ) uno stato proprio e gioca anche sulla disperazione , ignoranza ed oppressione delle masse il cui consenso è necessario alle dittature arabe , costringendo queste ultime a tirare il sasso e nascondere la mano . La Jihad è agita da potentati politici e finanziari che degli States conoscono il funzionamento e i mezzi e in questo senso Osama bin Laden , saudita , già agente della Cia , è un modello . Viene da una famiglia che dal 1940 è il più forte gruppo di costruzione e trasporti dell ' Arabia saudita , ma partecipa a holding dell ' elettricità ( a Rihad e a La Mecca , a Cipro e in Canada ) , nei petroli , nell ' elettronica , nell ' import - export , nelle telecomunicazioni ( Nortel e Motorola ) e nei satelliti ( Iridium ) . Famiglia e Arabia saudita hanno liquidato Osama con due miliardi di dollari che egli gestisce sulle borse e nella miriade di società off shore dei suoi . E alimenta le ong islamiche Relief e Blessed Relief . Questi sono " loro " , la Bestia contro la quale ci leviamo , noi , il Bene . Sono quelli che gli Stati uniti hanno creduto di utilizzare in Afghanistan e nel Medioriente e oggi gli si rivoltano contro . E ' una lotta per il dominio in quello scacchiere . Non è fra i guai minori di Bush che i saudiani siano i maggiori finanziatori della Jihad ma l ' Arabia saudita il paese più intrinsecamente legato agli interessi americani . La vera domanda è perché ora ? Fino a dieci anni fa la Jihad non era così forte e fino a dieci giorni fa agiva solo all ' interno dell ' Islam , ala ortodossa contro le " deviazioni " , l ' Algeria è il più sanguinoso esempio . Finché non ne è stato toccato , l ' occidente non se ne è curato affatto , privilegiando i rapporti d ' affari , massacratori o fondamentalisti che fossero i detentori di gas per l ' Europa , di armi contro l ' Unione sovietica o gli alimentatori di un contenzioso pakistano contro l ' India . Non se ne è curato quando sotto gli occhi di tutti sono affluiti , negli ultimi anni , ad addestrarsi nell ' Afghanistan , i fondamentalisti di ogni provenienza . E invece si doveva vedere come la Jihad assumesse grandi dimensioni da quando il Medioriente ha smesso di essere assieme paralizzato e coperto dal deterrente delle due superpotenze e una sola di essa è rimasta in campo , gli Stati uniti . I quali sono diventati parte in causa , sollecitatori e finanziatori di tutti i conflitti del settore , per i loro immediati interessi o per inintelligenza dei processi . Neanche l ' acuto Noam Chomski si ricorda che prima del 1989 una guerra nel Golfo sarebbe stata impensabile . E che chi negli emirati vi ha chiamato gli States , da tempo non apprezza che essi così pesantemente vi restino . Non apprezza , il mondo arabo , che gli Usa esigano il rispetto delle risoluzioni dell ' Onu dall ' Iraq ma non lo esigano ( e non occorrerebbe una guerra ) da Israele . La Jihad insomma è cresciuta nel venire affine di qualsiasi visione laica di riscatto di quelle popolazioni con la caduta dell ' Urss e col blocco assieme contingente e leonino fra dirigenze arabe e Pentagono . Nazionalismo , fondamentalismo , concretissimi interessi di alcuni e disperazioni di molti hanno fatto della Jihad la miscela esplosiva che oggi è . Azioni e reazioni degli Stati uniti le hanno facilitato il terreno di coltura , come lo accrescerà la dissennata reazione di Bush che farà a pezzi in Afghanistan molti , non bin Laden , e però non oserà invaderlo : i russi gli hanno spiegato che non ce la farebbe . Ma bombarderà a destra e a sinistra Kabul e forse , secondo le abitudini , Baghdad . Si è sbagliato chi di noi ha pensato che l ' unificazione capitalistica facesse degli Usa un impero , sia pur meno colto di quello che già non piaceva a Tacito , ma che sarebbe stato oggettivamente assimilatore e mediatore . Gli Usa non sono questo . Si muovono in modo ancora più arrogante di Francia e Inghilterra , che avevano spartito con l ' ascia la regione , e per di più in tempi che offrono a chi si sente umiliato e offeso i mezzi e i saperi per destabilizzare chi lo umilia o lo offende . Nulla è stato più stupido che allevare il terrorismo e pensare di servirsene . Esso è imprendibile e lo resterà finché non avrà perduto il consenso sul suo proprio terreno . Ma non lo perderà di certo mentre Bush bombarda l ' Afghanistan . Anzi con questa azione gli Stati uniti perderanno anche il sostegno degli stati arabi finora amici . La Lega araba ha già cominciato . Bush si infila in una guerra dalla quale non tirerà fuori i piedi perché l ' ha promessa ai suoi concittadini , che al 92 per cento la vogliono anche loro : ma non dividerà gli stati arabi , e accrescerà il potenziale di vendetta della Jihad . La sola guerra che è in grado di vincere è in casa sua contro la tanto vantata " società aperta " : effetto fatale delle emergenze . Si espone a essere colpito di nuovo , a non vincere da nessuna parte e perdere poco a poco il consenso che la scossa dell'11 settembre gli ha dato . Ci sono errori senza rimedi . Se ne accorge l ' Europa che ora lo sostiene ora ne prende le distanze , firma patti scellerati con la Nato e poi elucubra sull ' articolo 5 , non vuole mandare i ragazzi di leva nelle montagne afghane né complicarsi le cose con i musulmani che si trova in casa , né col Mediterraneo , dove l ' Italia della seconda repubblica - sia detto fra parentesi - fa ancora meno politica della prima . Dovremmo accorgercene anche noi , che pure siamo stretti fra la spada e il muro , perché non c ' è occasione che non sia buona per cercare di massacrare la poca sinistra che resta . Abbiamo anche noi le nostre colpe , non fosse che di omissione . Scrive Pintor che non ci aspettavamo quel che è successo : è vero . Ma non è una virtù . Come gli Usa abbiamo guardato a noi stessi e non al mondo , dove pure nulla era nascosto . Coprendoci il capo con la cenere dei comunismi , abbiamo cessato di guardare a chi era incastrato in condizioni materiali più delle nostre tremende . Prendiamo la Palestina : uno stato confusionale fa oscillare la sinistra fra senso di colpa verso gli ebrei , rigurgiti di antisemitismo e , come ha scoperto Mannheimer , vorremmo tanto che i palestinesi smettessero di agitarsi . Tale è il peso del fallimento dei socialismi reali che alcuni di noi si sono persuasi che nulla ci sia da fare , tanto il male è nel mondo e il mondo è del male , mentre alcuni altri si sono illusi sulle virtù rivoluzionarie di identità arcaiche , che ci sono parse lodevoli perché antimoderniste e tutte si sono involte su sé stesse , fra degenerazione e paralisi . Ora gli eventi ci presentano i conti e bisogna rispondere per quello che siamo . Non siamo tutti americani - io almeno non lo sono . Non apprezzo i " valori " liberisti che gli Stati uniti impongono , mi duole il lutto dei loro cittadini ma non mi piace che si credessero al di sopra delle conseguenze di quel che il loro paese fa . Mi si dirà antiamericana ? Sì lo sono , e mi stupisco che esitino tanto ad esserlo molti amici che più di me in passato lo erano . Considero che gli Stati uniti stiano facendo ancora una politica imperialista che ferisce altre popolazioni e si rivolterà contro loro stessi : sono antimperialista , altra parola che mi sembra bollata di ostracismo . La verità è che siamo deboli . Ma questo non ci assolve dal dire no , Bush è un pazzo pericoloso , non colpirà la Jihad ma molta gente senza colpa , e spingerà gli Stati uniti a vivere assediando il mondo e ad esserne assediati .