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CORSIVO ( IL POLITICANTE , 1943 )
StampaQuotidiana ,
Della incapacità della borghesia a governare e a governarsi , della conseguente necessità che il potere passi nelle mani delle nuove forze vive del lavoro , prova ultima è quella della crisi in cui si dibatte il governo Badoglio . Tutti di accordo che si debba formare un governo di partiti , tutti di accordo che in esso debbono essere rappresentate tutte le correnti democratiche , tutti di accordo - i partiti - che bisogna collaborare , e il governo non si fa , i partiti restano a protestare ... E allora tutti siamo di accordo , benissimo ! Ma il governo non si fa ! Vi è una regia testardaggine : sia rimossa . Ma non avevamo pensato che non ci sono gli uomini ! Vivaddio siamo quasi dodici milioni di Italiani liberati , e non ci sono uomini ... È necessario che gli nomini abbiano il crisma delle gloria , o l ' aureola di trionfi politici . Allora bisognerà rinunziare a formare un governo di partiti , o bisognerà fare un governo di fascisti , i quali sono tutti onusti di gloria , o un governo di parrucconi ... poiché gli antifascisti non hanno che le ferite non ancora rimarginate del confino , del carcere , delle misure di polizia , un oscuro ventennio trascorso ai margini della vita ... Che si debba ritornare ai tempi in cui per risolvere una crisi non ci era che Giolitti e qualche suo compare ? L ' Italia vuole respirare e vivere : solo le forze nuove , espressione del popolo che lavora , potranno far piazza pulita di tutte le beghe , di tutti i prestigi , le prevenzioni che hanno condotto al 1922 . E allora avanti !
StampaQuotidiana ,
Il ristagno della situazione nell ' Italia Meridionale , durato dai bei mesi trascorsi finora , in confronto della sempre più estesa e risoluta azione degli italiani ancora soggetti alla dominazione nazifascista , suscita rammarico per questa inerzia non degna del sacrificio dei nostri fratelli oppressi e tanto meno dei doveri dell ' ora . Intanto però si sviluppa finalmente e prende corpo l ' idea che gli italiani di qui debbono compiere ogni sforzo per la liberazione di tutta l ' Italia , di tutta l ' Europa , dal nazifascismo . Tale necessità deve essere considerata come esigenza di vita , in quanto da questa azione soltanto potrà scaturire il vero risorgimento italiano e la sua legittimazione di fronte alla storia ed agli altri popoli . Unicamente per questa via , potrà sopravvivere la genuina unità nazionale , quando fosse cementata da una fattiva solidarietà nel rischio e nel sacrificio . Noi socialisti abbiamo costantemente enunciato e ribadito questi principi e siamo lieti oggi di constatare che si avviano a diventare prassi politica generale , mentre , come un favorevole auspicio , i soldati italiani , dopo il sacrificio di Mignano , hanno ripreso a combattere , con risolutezza e vigoria , contro i tedeschi vittoriosamente . È ovvio che non basta il riconoscimento di un giusto principio : occorre adeguare l ' azione pratica alle necessità che le direttive ideali impongono . E nella ricerca di quello che si deve fare e del come deve esser fatto , se vogliamo essere coerenti e solidali con i partigiani ed i lavoratori combattenti di oltre il Garigliano , dobbiamo tenere in conto , principalmente , i sentimenti , gli orientamenti , la tattica di quei combattenti , di quei partigiani , e dei partiti e del Comitato Centrale di Liberazione che la loro azione organizza , suscita e dirige . Se la nostra condotta non avesse questa ispirazione , sarebbe vana , non varrebbe cioè a salvare il bene indispensabile , senza del quale la ricostruzione d ' Italia è impossibile : la solidarietà nazionale . E ciò , a maggior ragione , vale per noi socialisti perché in prima fila del fronte di liberazione , il nerbo maggiore è costituito dai nostri compagni . E nemmeno questo basta . Dobbiamo stabilire , ed è nel nostro potere poiché attiene alle nostre capacità ed al nostro senso di responsabilità , le condizioni necessarie perché l ' azione del popolo meridionale possa riuscire effettivamente utile , proficua e duratura . Queste condizioni non s ' improvvisano ; debbono risultare da ponderato esame e matura riflessione . Per fare un esercito occorrono armi , indumenti , viveri ; per condurre una guerra occorre compattezza , slancio popolare , larghezza di mezzi finanziari , e stabilità monetaria , economia efficiente in ogni campo , dalla produzione agricola e industriale , ai trasporti , alla distribuzione , al consumo , assistenza civile , esauriente mobilitazione generale di tutte le risorse del paese , di tutte le energie popolari . Il compito che grava su di noi italiani del meridione , nella situazione attuale a tutti nota , è perciò di una gravità eccezionale : contemporaneamente riorganizzarci e fare la guerra . La realizzazione di quanto occorre allo sforzo da compiere è soltanto parzialmente in nostro potere . Dipenderà dalla nostra saggezza politica saperci porre , anche sotto questo aspetto , nel quadro della solidarietà internazionale , sulla strada che ci conduca alla salvezza del popolo italiano .
CICALATA FRENOLOGICA ( VEDRANI ALBERTO , 1915 )
StampaPeriodica ,
Le vicissitudini delle idee e dei sistemi dell ' uomo mi toccano più tragicamente che le vicissitudini della vita reale . HÖLDERLIN . Nella Voce di quest ' anno ho molto ghiottamente gustato un pensiero buttato là senza pretesa in un annunzio bibliografico e che già sapevo giustissimo e importante anche per mia esperienza intellettuale . Lo riproduco qui con piacere : " La storia delle scienze meglio di ogni altra disciplina può inspirare allo scienziato il senso di ciò che sia in realtà la sua attività . Dalla storia della scienza , difatti , sono partite le analisi più illuminatrici sulla realtà della scienza negli ultimi anni : basti fare i nomi del Mach , del Milhaud , del Tannéry , del Poincaré , del Duhem . Non v ' è nessuna miglior via di capire una cosa del rifarla storicamente , e non so se si sia ancora pensato ad applicare questa concezione all ' insegnamento della scienza anche nelle scuole secondarie . Per conto nostro più degli esperimenti ecc . credo che gioverebbe insegnare ai giovani ( ed avrebbe maggiore attrattiva ) come l ' uomo sia arrivato a costruire la fisica moderna , partendo dai dati empirici e dalle prime concezioni degli antichi " . Detto in parte già da altri , è ridetto lucidamente che non si poteva meglio . Contrappesa e con la sua giustezza compensa alcuna di quelle iniquità di pensieri , parole , opere , omissioni in cui La Voce 1914 potesse per avventura essere incorsa , in cui anzi per disavventura è incorsa - almeno io penso - come quando , per esempio ( e scusate se cambio discorso ) ha stampato che bisogna superando Leibniz conchiudere che anche i sassi sono animati , pensano . Io che dalla riva d ' un gran fiume li vedo ogni dì che si lasciano stupidamente voltolare dalla forza della corrente , a cotesto Gassendiano superamento di Leibniz non arrivo : non mi risolvo a lasciarmi voltolare dall ' ilozoismo fino a somiglianti almanaccature . Anzi mi prende la tentazione di esplorare storicamente ( secondo il pensiero sopra lodato e per quanto consentono lo spazio d ' una pagina e la faticosa coltura di provincia ) la persuasione , così antica e diffusa tra gli uomini , che il pensiero sia fattura della testa , anzi del suo contenuto : il cervello . È una persuasione antichissima , anteriore a qualunque peste di positivismo o di scienze anatomiche o freniatriche , quando gli uomini sapevano che il cervello esiste semplicemente per averlo fatto schizzar fuori dalla scatola cranica di animali della loro specie con un buon colpo di clava , in guerra . Vedete , signori pacifisti , che belle cognizioni ci ha procurate nostra madre la guerra . È ben lei che ci ha insegnata la pratica della vivisezione , come la chiocciola ha insegnato all ' astronomo e all ' architetto il concetto del cannocchiale e delle scale . E potrebb ' essere che la guerra abbia per lo meno contribuito a ribadire la suddetta persuasione , facendo come essa sola può fare della psichiatria sperimentale alla grande , direttamente sull ' uomo : moltiplicando , cioè , le occasioni a quei casi di alterazione mentale prodotta da percosse sul capo , i quali , anche per esperienza personale di Bismarck e per dirla con parole di lui , dimostrano come " il pensiero dell ' uomo dipenda pure dal suo cervello corporale " . Battendo violentemente la testa in una caduta da cavallo , Bismarck perdette la conoscenza e quando si riscosse la ricuperò solo a mezzo . " Che è quanto dire - egli racconta - una parte del mio potere pensante era al tutto buona e chiara , l ' altra metà se n ' era ita . Io cercai il mio cavallo e trovai che la sella era spezzata . Allora chiamai il palafreniere , mi feci dare il suo cavallo e cavalcai verso casa . Quando i cani mi abbaiarono all ' incontro per salutarmi , io li ritenni cani forestieri , mi adirai e gridai contro essi . Poi io dissi che il palafreniere era caduto da cavallo e che bisognava andarlo a prendere con una barella ; e fui molto stizzito quando , a un cenno di mio fratello , nessuno si mosse . Si voleva dunque lasciar giacere quel pover uomo in mezzo alla strada ? Io non sapevo che io era io e insieme il palafreniere . Allora andai a letto e , com ' ebbi dormito , il mattino appresso stavo bene . Fu uno strano caso .... der zeigt wie das Denken des Menschen doch von seinem körperlichen Gehirn abhängt " . Ora io dicevo che solo la guerra può concedersi il lusso da gran signora di moltiplicare all ' infinito direttamente su la testa dell ' homo sapiens tali esperimenti ed argomenti così efficaci a dimostrare la sede cerebrale del pensiero , mentre lo psichiatra deve tenersi pago d ' eseguirli sui conigli : e , anche su questi , non senza aspro e iroso contendere di quei pacifisti ad oltranza che compongono le società protettrici degli animali . In ogni modo nelle Lezioni di patologia sperimentale dello Stricker trovo quanto segue . Egli , dopo avere enunciato che la sede della coscienza vien riposta nel cervello e più precisamente nella corteccia del cervello medesimo , dice che in tutti i tempi fino ad oggi s ' è ammesso che noi dobbiamo la cognizione di questo fatto all ' indagine sperimentale , ma ciò non sembra ancora provato . In vero - dice lo Stricker - egli è di fatto che a conoscere il cervello noi siamo giunti col mezzo d ' indagini , ma che anche alla conoscenza del fatto che la coscienza ha sede nel cervello , si sia giunti collo stesso mezzo , ciò , dico , non è ancora provato , ed è quindi permesso di dubitarne . Un motivo fondato che ci fa dubitare di ciò , ce lo fornisce la storia ; la quale ci dice , che la conoscenza del fatto che la coscienza risiede nel cervello , è di data anteriore a tutte le letterature trasmesseci . Di ciò fa fede il mito pagano , stando al quale , Minerva sarebbe saltata fuori dalla testa di Giove . - In ultimo , lo Stricker formula il suo pensiero così : Non c ' è nozione , quale essa sia , che valga a togliermi la nozione che la mia coscienza ha sede nel cervello . Il luogo e il tempo in cui si forma ogni idea , sono indissolubilmente congiunti coll ' idea medesima . Allo stesso modo che è una qualità inerente all ' acqua cadente in gocce d ' apparirci umida , così è un carattere essenziale d ' ogni nozione l ' essere questa unita indissolubilmente all ' idea del tempo e del luogo in cui si apprese tale nozione . Quindi col primo manifestarsi della coscienza , ognuno deve avere anche appreso il luogo dove questa risiede . Perciò la nozione della coscienza medesima può essere nata in noi indipendentemente da ogni nozione indiretta , da ogni tradizione . Lo Stricker per altro sembra non tener conto che almeno nell ' antichità ellenica fu popolare l ' idea ( emergente anche dai poemi omerici ) che fa del cuore e dei centri frenici o diaframmatici la sede dello spirito : idea che si fa dottrina in Aristotile e diventa lungo errore millenario dopo di lui . Ed è curioso notare che Emanuel Kant si era espresso più naturalisticamente di questo patologo del secolo XIX . " Si hanno esempi - aveva scritto Kant - di lesioni con perdita di buona parte del cervello senza che l ' uomo abbia perduta la vita e il pensiero .... L ' opinione dominante che assegna all ' anima un posto nel cervello parrebbe tenere la sua origine sopratutto da questo , che durante una forte applicazione dello spirito i nervi del cervello sono tesi . Ma se fosse giusto questo metodo di ragionare , esso proverebbe che l ' anima occupa anche altre località . Nell ' ansietà o nella gioia , la sensazione sembra aver sede nel cuore . Molte passioni , la più parte anzi , manifestano il principale effetto al diaframma . La compassione muove le viscere ecc . " . Insomma se i più degli uomini credono di sentire il pensiero nella testa ( das Denken im Kopfe ) , ciò avviene , secondo Kant , per un semplice vizio di surrezione che consiste nel giudicare che la causa della sensazione sia proprio là dove essa è avvertita . Del resto il pensiero di Kant è , o pare , un po ' incerto e contradditorio e accomodante : scrive sui disordini della conoscenza intitolandoli malattie del capo e dichiara poi che la loro radice è nel corpo e può risiedere piuttosto nell ' apparato digestivo che nel cervello ; rigetta a priori l ' esistenza di una sede dell ' anima nello spazio ma ammette che si discuta della presenza virtuale , non locale , dell ' anima ; e , benché non trovi assurdo che essa tutta intera abbia sede nel corpo tutt ' intero . dice poi che ha residenza nel cervello in un posto di piccolezza indescrivibile , come il ragno al centro della sua tela . Vero o non vero , chiaro od oscuro che ciò abbia ad essere , questo pare certo che da Alcmeone di Crotone contemporaneo di Pitagora che fu un de ' primi fra gli Elleni ( o fra quelli che si ricordano ) a localizzare nel cervello la percezione delle sensazioni e il pensiero e da Ippocrate che lasciò scritto : " se l ' encefalo è irritato seguono molti disturbi .... l ' intelligenza si turba e il paziente va e viene pensando e credendo cose diverse dalla realtà e portando il carattere della malattia in sorrisi beffardi e visioni strane " , venendo giù fino a Voltaire il quale a mezzo il secolo decimottavo parlava come un positivista odierno : " Un fou est un malade dont le cerveau pâtit , comme le goutteux est un malade qui souffre aux pieds et aux mains " con quel che segue - dalla volpe di Fedro che esclama " o quanta species cerebrum non habet " venendo fino al Farinello del Sacchetti che dopo quelle sette volte sette " ne venne quasi dicervellato " - da Schopenhauer il quale nelle " Memorabilien " scrive al solito suo modo incantevole : " I racconti delle fate e le favole non han cosa altrettanto incredibile .... nella parte superiore chiamata la testa e che vista di fuori pare un oggetto come tutti gli altri io trovai che cosa ? il mondo stesso con l ' immensità dello spazio e l ' immensità del tempo .... ecco quel che trovai in quest ' oggetto grande come un grosso frutto e che il boia può far cadere d ' un colpo in modo da precipitar nella notte anche il mondo che ci è chiuso dentro " , venendo fino a Bergson il quale ammette che " la conscience est incontestablement accrochée à un cerveau " - e ( risalendo di nuovo negli anni ) da Democrito che lasciò scritto : " il cervello sorveglia come una sentinella l ' estremità superiore o cittadella del corpo affidato alla sua custodia protettrice .... il cervello guardiano dell ' intelligenza " , a Platone che pone nell ' encefalo l ' anima pensante , venendo fino a Kant il quale concede che una parte del cervello come sensorium dell ' anima accompagni con le sue vibrazioni le immagini e le rappresentazioni dell ' anima pensante - da Lattanzio che ribattezza il cervello abitazione della mens con la imagine stessa di Democrito in cerebro tamquam in arce habitare , a Gassendi il quale ( sebbene non neghi un barlume di conoscenza alle pietre , come la Voce del 28 aprile ) rivendica al cervello anche la virtù immaginativa contesagli dai Peripatetici - la tradizione che lega le sorti della psiche al cervello ( non ostante il sillogismo di Aristotile in favore del cuore ) non si è forse mai oscurata del tutto tra gli uomini pur nelle ore più buie della loro storia . Alla fase scientifica spettano i tentativi di più precise localizzazioni . Dopo lungo errare di fantasie localizzatrici dalla glandola pineale alla sierosità dei ventricoli , sul principio del secolo XIX in seguito ai lavori di Gall e Spurzheim si cominciò ad asserire alla corteccia del cervello ( fino allora avuta in conto di un organo secretorio ) la parte nobile di sostenitrice della vita psichica . Questo principio di secolo XX ( ed ultimo ? ) le mantiene il grande attributo . Ma con quanto tremore oscillatorio e sussultorio di persuasioni ! Voglia il fine lettore fare l ' analisi filologica dei seguenti passi di autori contemporanei che gli sottopongo . TANZI e LUGARO , 1914 : "....resta fissato una volta per sempre che i processi psichici hanno sede nella corteccia del cervello " . LUGARO , 1906 : " .... la corteccia cerebrale , sede precipua e forse unica dell ' intelligenza " . KRAEPELIN , 1909 : " Il fondamento ultimo di tutte le forme della pazzia dev ' essere cercato con la più alta probabilità in processi o stati morbosi della corteccia cerebrale " . PERUSINI , 1909 : " Per riguardo alla pseudodefinizione " le malattie mentali sono malattie del cervello " questa frase del Kraepelin fa una riserva prudente : essa precisa , però , in pari tempo una localizzazione .. La riserva è rappresentata dall ' espressione del concetto di probabilità : ciò che il Kraepelin precisa si è la sostituzione della parola " corteccia cerebrale " alla parola " cervello " . Si può discutere se e quanto questa sostituzione possa dirsi giustificata " . JASPER , 1913 : " .... i fondamenti della vita psichica , che si presumono nella corteccia cerebrale e sono del tutto ignoti .... " . Dopo di che se Cupido andasse ancora in cerca di Psiche e ci chiedesse l ' indirizzo della sua casa , potremmo rispondergli esser fissato una volta per sempre che Psiche sta di casa nella corteccia cerebrale - sua sede precipua e forse unica - almeno con la più alta probabilità - sebbene ciò sia discutibile - in ogni modo lo si presume . Il ghiottone resterebbe con intatta la sua cupidità e se ne dovrebbe volar via mortificato e senza nulla concludere - sorte non lieta ma che già toccò o sta per toccare o toccherà a più d ' uno : forse al pangermanismo , probabilmente alla politica libica , presumibilmente all ' Internazionale , possibilmente al futurismo , certamente a questa mia almanaccante cicalata noiosa quasi quanto la conflagrazione europea e la vita universale .
StampaQuotidiana ,
La nuova situazione politica italiana che si è venuta delineando in questi ultimi giorni , ha portato alla importante deliberazione della Giunta Esecutiva dei Comitati di Liberazione che pubblichiamo più sotto . Prima della riunione del 6 aprile , in cui la Giunta Esecutiva ha preso la detta deliberazione , la Direzione deI nostro Partito , sollecitata dagli sviluppi della situazione , aveva adottata una dichiarazione che il compagno Longobardi ha presentato alla giunta e con la quale facendo noto che ogni decisione spetta al Consiglio Nazionale deI Partito , si è voluto intanto portare a conoscenza degli altri partiti e del popolo , le condizioni di indole più vasta e complessa che debbono necessariamente motivare e giustificare la formazione di un nuovo governo democratico . La Direzione ha affermato che l ' avvenimento interno , perché abbia effetto , si debba inserire in concreto nella situazione europea e mondiale . Sia per le condizioni reali del paese , sia per la situazione , diciamo così , internazionale in cui l ' Italia si trova , sia per il fatto che il nuovo governo deve costituirsi avendo come primo e predominante compito , la partecipazione alla guerra contro la Germania con tutte le sue forze e le sue risorse , non è possibile in questo momento fare astrazione da quella situazione internazionale a cui la Direzione del nostro Partito si è richiamata . Fare la guerra come noi , e come tutti gli altri Italiani vogliono , non è , insomma , una questione di politica interna , ma sopratutto di politica estera . Ecco perché la Direzione del Partito Socialista ha voluto enunciare le condizioni che riteneva dover connettere alla costituzione deI nuovo governo . E ciò nel superiore interesse del paese intero , del proletariato italiano . Queste condizioni sono chiaramente espresse nella dichiarazione che pubblichiamo in rilievo a parte .
StampaQuotidiana ,
Ed ecco come , cronologicamente , è avvenuto il rapido evolversi della situazione politica italiana . Il fatto determinante è stata la dichiarazione formulata dal Consiglio Nazionale dei Partito Comunista e illustrato per radio e attraverso la stampa dal compagno Togliatti ( Ercoli ) capo del Partito stesso . Su tale dichiarazione il problema politico italiano è stato impostato sulla necessità prima del paese : partecipare finalmente ed effettivamente alla guerra contro la Germania nazista , che è sopratutto guerra di liberazione del nostro paese . Ne consegue la necessità di una politica di unità nazionale . Per fare la guerra , per dare alla politica italiana carattere di unità nazionale aggiunge il Partito Comunista occorre addivenire alla formazione di un governo veramente forte , che sia in grado di mobilitare tutte le forze e le risorse del paese per cui gli abbisogna l ' appoggio delle masse ed abbia quindi la autorità che l ' attuale governo non ha . Alla formazione di questo governo il Partito Comunista si è dichiarato pronto a collaborare in unione agli altri partiti antifascisti , ponendo delle condizioni : 1 ) consolidamento dell ' unità dei partiti antifascisti ; 2 ) riassicurazione formale che il paese potrà , subito dopo la guerra , risolvere il problema istituzionale attraverso la convocazione di una Costituente eletta a suffragio universale diretto e segreto ; 3 ) accordo su un preciso programma di governo che assicuri l ' esplicazione non soltanto di una politica tutta tesa al pieno sforzo bellico , ma anche di un ' azione veramente democratica e antifascista . Del resto questo concetto di priorità assoluta della necessità della nostra attiva partecipazione alla guerra , e questa impostazione della politica italiana erano già stati dal nostro Partito riconosciuti come necessari ad avviare il paese ad una effettiva rinascita , in tutte le sue risoluzioni , costantemente ribadite e rese pubbliche nel Dicembre 1943 e nel gennaio scorso . Alla dichiarazione comunista è seguita una nota del giornale ufficioso russo Isvestia che fra l ' altro annuncia un passo compiuto dall ' Unione Sovietica presso i governi alleati di Londra e Washington perché anch ' essi facessero opera di incoraggiamento affinché il governo italiano potesse venire ricostituito su più larghe basi democratiche senza attendere la liberazione di Roma . Frattanto il nostro Partito aveva convocato il Consiglio Nazionale . La Giunta Esecutiva dei Comitati di Liberazione , che fino dal febbraio scorso aveva proposto alla Commissione Alleata di Controllo ( ricorrendo per la prima volta alla figura giuridica della luogotenenza ) che la crisi italiana venisse risolta mediante l ' abdicazione del re e la nomina da parte del successore , di una luogotenenza , riunitasi lunedì scorso prese in esame la dichiarazione comunista rinviando ogni decisione onde consentire ai componenti di riferire ai rispettivi organi direttivi di partiti . Seguirono alcune dichiarazioni del Conte Sforza favorevoli alla presa in considerazione della sostituzione dell ' abdicazione del re ( richiesta formulata dal Congresso di Bari ) con un ritiro del re che contemporaneamente delegasse i suoi poteri ad un luogotenente generale . Successivamente Eden dichiarava ai Comuni che il governo inglese era favorevole alla costituzione di un nuovo governo italiano su più larghe basi anche prima della liberazione di Roma . A questo punto si deve inquadrare la dichiarazione della Direzione del Partito Socialista e la successiva deliberazione che i membri della Giunta Esecutiva dei Comitati di Liberazione , riunitisi a Sorrento il 6 aprile , con l ' intervento Croce , Togliatti , Sforza e Rodinò , hanno votato alla unanimità il seguente deliberato : La Giunta Esecutiva , riunitasi per proseguire l ' opera da essa svolta in conformità delle deliberazioni del Congresso di Bari , esaminando la situazione politica in seguito alle dichiarazioni del Partito Comunista , constata la necessità e l ' urgenza della costituzione di un governo di guerra e confida che le prese iniziative portino a soluzione completa e sollecita , dell ' attuale crisi italiana , senza attendere la liberazione di Roma .
LA VERA ITALIA ( - , 1944 )
StampaQuotidiana ,
Sono note le blasfeme invocazioni all ' Italia che la radio nazi - fascista quotidianamente rinnova per turbare le coscienze degli ascoltatori con l ' inesistente dilemma di quale sia oggi la vera Italia , arrogandosi il diritto di rievocare uomini e fatti eccelsi per amor patrio e da esso consacrati alla nostra storia . Ma ogni qualvolta queste artefatte composizioni storico - letterarie profanano , con le loro falsità , memorie e speranze italiche , nella gravità dell ' ora che ci sovrasta e che richiede raccoglimento e meditazione nel dolore ed unanimità di propositi , nella volontà di risorgere e di rinnovarsi ; allora facilmente immaginiamo come s ' accenda di sdegno e trabocchi d ' ira l ' animo dei nostri fratelli di là dal fronte , oppressi dal prepotere tedesco ed ai quali fan buona guardia i carcerieri in camicia nera . È sotto i loro occhi che è stato consumato , tra le mura del Colosseo , l ' eccidio di trecentoventi innocenti . Non abbiamo dubitato , per la salvezza del nostro paese , per l ' onore e la dignità del nostro popolo , che ci sia stato un solo italiano il quale non abbia sentito , e non senta ancora , tutto l ' orrore e l ' onta di quel crimine . Un solo italiano il quale , di fronte alla dichiarazione di ferocia ed al programma di assassinii chiaramente manifestati da un siffatto nemico , non abbia inorridito ed angosciosamente trepidato per la sorte dei propri familiari , alla mercé di cotali bruti . Un solo italiano che non si sia imposto inesorabilmente il dovere di accorrere in aiuto dai propri cari , di tanti altri italiani deportati ai lavori forzati , costretti ad arruolarsi in milizie che dovrebbero essere fratricide , ma non lo saranno mai . Un solo italiano che non abbia sentito erompere da tutto il suo essere , in un impeto di rivolta , l ' imperativo di affrettarsi incontro a quegli altri italiani i quali , con le loro piccole forze , lottano nel nome grande della libertà , idealmente uniti a quelle schiere di partigiani che si vanno sempre più ingrossando su tutto il fronte antitedesco . Propagandisti della radio nazi - fascista , usurpatori di una passione che non è mai stata vostra e non lo è oggi più che mai ; la vera Italia e voi lo sapete è là ove si battono decisi , a denti stretti , i patrioti e dove tanti italiani , tra sempre nuove angustie e vessazioni , attendono , di giorno in giorno , la liberazione . La vera Italia è qua dove se ne ascolta il pianto , e dove riconoscendone , con virile franchezza , la miseria materiale e morale in cui è caduta , già si è intenti alla laboriosa opera di ricostruzione la quale dovrà essere basata , perché possa conseguire in pieno il suo scopo , sulla più vasta mobilitazione di tutte le residue energie popolari . I giorni che passano rendono più critica e penosa la condizione di chi non partecipa alla lotta e non vi si impegna a fondo , estraniandosi da un conflitto alla durata ed alla sorte deI quale è strettamente legato l ' avvenire e il benessere di tutti . Italiani di qua dal fronte , noi a cui è accaduto di riacquistare la libertà e che liberamente attendiamo alle nostre occupazioni , senza che alcun poliziotto tedesco o fascista venga ad insidiare la tranquillità dei nostri focolari , senza che turbino i nostri sonni incubi di violenza e di morte , chiediamo alle Nazioni Unite le armi già abbandonate , pronti a combattere per una miglior causa , per la liberazione del suolo nazionale , per il riscatto dell ' Italia tutta , per una sicura era di pace e di giustizia . Dalle rovine della guerra , dal ricordo dei morti , dalle sofferenze dei sopravvissuti , dal travaglio dei popoli e dagli insegnamenti del passato già germoglia , colorato dalla speranza , un mondo nuovo .
I PARTIGIANI ( O. L. , 1944 )
StampaQuotidiana ,
Incominciarono ad operare l'8 settembre 1943 . Mentre il re e Badoglio fuggivano e gli alti ufficiali della quinta colonna , dalle poltrone del ministero della guerra e dei comandi , davano ordine di cedere le armi , e un esercito di oltre un milione di uomini cessava il fuoco appena lo aveva iniziato , alle porte delle città e nelle strade di campagna si videro i primi borghesi armati di vecchi fucili e di bombe a mano , contrastare il passo alle avanguardie tedesche . Erano dapprima uomini isolati o soldati che si sentivano traditi . Giorno per giorno i gruppi s ' ingrossavano ; reparti interi , anche se slegati , senza comandi , si ritiravano sui monti per non cedere ai tedeschi . Intanto nelle città e nei villaggi si organizzavano i soccorsi . Sotto gli occhi di nazisti e fascisti , donne e giovinetti li rifornivano di viveri e vestiari . Venivano stabiliti i collegamenti fra i gruppi isolati e costituite le prime " bande " . Da oltre cinque mesi non danno requie al nemico . Su un terreno che brucia loro sotto i piedi , i tedeschi sentono su di loro l ' incubo , la minaccia costante , ossessionante : il partigiano . Ogni villaggio , ogni gola di monte , ogni svolta di strada rappresentano altrettanti pericoli incombenti ; il colpo può partire dalla scarpata della strada , come da una finestra socchiusa . Tagliano i collegamenti , fanno saltare i binari o un ponte pochi minuti prima che vi passi il treno , incendiano depositi di carburanti e munizioni , ostacolano in tutti i modi le operazioni militari del nemico ; sono dappertutto , disposti a tutto . Controllano attivamente le mosse del nemico ; lo obbligano a stabilire presidi nelle città e in punti strategici , sminuendone la forza d ' insieme . I partigiani sono oggi il simbolo dell ' Italia antifascista e antinazista ; rappresentano la ribellione a vent ' anni di oppressione e di vergogna , la volontà di riscattare col sangue la libertà al nostro paese . Essi sanno per che cosa combattono ; hanno capito chi sono i veri nemici . Nei primi giorni potevano anche essere solo dei delusi o solo dei traditi ; ora sanno che difendono la propria dignità e la propria libertà riacquistate per così breve tempo . Nessuno li ha obbligati , nessun carabiniere è andato a prelevarli . Hanno abbandonato la propria casa , e spesso le comodità della propria casa , volontariamente hanno lasciato la moglie e i figli ; si sono uniti agli altri compagni nascosti nei boschi ; sfidano il freddo , la fame e rischiano la vita ogni giorno e ogni notte . Hanno accettato una disciplina di ferro , obbediscono a un capo che non conoscevano , ma lo vedono sempre , primo nell ' affrontare i pericoli dell ' agguato e della guerriglia . Questi sono gli uomini che lavorano in prima linea alla rinascita della nuova Italia , di quell ' Italia libera e democratica , che abbiamo sognato nel carcere , in esilio e al confino , I lavoratori , i governanti , i cittadini tutti dell ' Italia liberata , non dovranno sentirsi in pace con la propria coscienza , fino a quando non dimostreranno , con la loro opera , col sacrificio della propria vita , di essere degni di questi fratelli che , con le armi e con gli scioperi , nell ' Italia occupata , aprono l ' orizzonte alle migliori speranze nell ' avvenire del proletariato italiano .
StampaQuotidiana ,
La " Società Mazziniana " di New York e il movimento " Libera Italia " di Londra hanno inviato i seguenti messaggi di solidarietà e augurio per la lotta antifascista e per la libertà d ' Italia : La società Mazzini , a nome di tutti i suoi membri , invia auguri a tutti i gruppi che costituiscono i Comitati di Liberazione Nazionale e desidera esprimere la sua continua solidarietà nella lotta in corso per liberare l ' Italia dai fascisti all ' interno e dai suoi nemici all ' esterno . Il movimento " Libera Italia " in Londra spera che il Congresso risolverà il problema fondamentale della libertà italiana ed esprime la speranza di potervi partecipare . La Giunta Esecutiva ha risposto come segue : La Giunta Esecutiva per l ' Italia Liberata ha molto apprezzato gli auguri inviati dalla Società Mazzini . Il fascismo nell ' Italia occupata ed in quella liberata è ancora vivo e vitale . Ogni solidarietà ci è preziosa nella lotta dura e purtroppo ancora sfortunata , che conduciamo per liberarcene . Il problema fondamentale della libertà italiana non può essere risolto fin quando dureranno in Italia ai più alti posti di responsabilità i complici ed i profittatori del fascismo . Il vostro messaggio ci è d ' incoraggiamento nella nostra lotta di liberazione .
StampaQuotidiana ,
Delle colpe e delle incapacità del governo Badoglio s ' è parlato fin troppo . Qui torniamo in argomento soltanto per ribattere a quella specie di autodifesa badogliana che il Corriere , l ' abborracciato giornale governativo che esce a Salerno , ha pubblicato domenica scorsa in risposta alla nostra pubblicazione di una settimana prima . 1 ) Il 25 luglio , giorno della realizzazione della congiura antimussoliniana , il re e Badoglio volevano continuare la guerra a fianco della Germania e contro gli Alleati . Rovinoso disegno perché i mezzi per fare la guerra non c ' erano mai stati né poteva crearli con un colpo di bacchetta magica il vecchio maresciallo ; perché il popolo italiano la guerra non l ' aveva mai voluta e non la voleva a maggior ragione quando era ormai irrimediabilmente perduta anche per la Germania ; perché questa avrebbe continuato a ferocemente dissanguare l ' Italia per i suoi fini , per la sua guerra . 2 ) Il 26 luglio , o , meglio , nella stessa notte dal 25 al 26 , il popolo italiano manifestò con impeto e unanimità entusiasmanti non soltanto la gioia per la liberazione dal giogo fascista , sua sopratutto la sua volontà di pace e la decisione di farla finita con i tedeschi , con la rovinosa alleanza assiale .. Badoglio represse quei moti popolari appunto perché ( anche allora ) era di parere contrario e voleva continuare la guerra , perché " si doveva " continuare la guerra . Quale tremendo errore ! Il popolo che usciva da una spietata oppressione ventennale e stava ritrovando volontà , spirito d ' azione e coesione fu ancora una volta tradito . Badoglio capì e stroncò sul nascere l ' insurrezione popolare che avrebbe raggiunto gli scopi per i quali ancor oggi combattiamo ( la cacciata dei tedeschi , la libertà ) con la proclamazione dello stato d ' assedio . 3 ) Rimesso in ceppi il popolo , Badoglio mancò in pieno ai suoi compiti perché continuò a governare alla fascista e con i fascisti e preparò così quella restaurazione del fascismo che Hitler voleva e ha ottenuto . Mancò ai suoi doveri , il vecchio maresciallo , perché permise alla Germania l ' invio in Italia di quelle forze armate che avrebbero esclusa ogni possibilità di insurrezione popolare che avrebbe potuto ancora salvare dell ' Italia , il salvabile . Quelle forze armate che avrebbero dovuto come purtroppo hanno fatto neutralizzare l ' esercito , 4 ) Premuto dalla volontà popolare ch ' ebbe interpreti presso il governo i capi delle organizzazioni operaie ( i quali subordinarono la loro accettazione delle cariche confederali alla condizione precisa dell ' abbandono della Germania e della guerra ) Badoglio si decise a chiedere l ' armistizio . Non seppe però affrontare apertamente e con decisione il nuovo compito , non seppe rivendicare , nei confronti della Germania , il diritto del popolo italiano di provvedere liberamente ai propri destini . E pose l ' Italia in quella penosa situazione dell'8 settembre che portò ( primi i capi a mancare al loro i dovere ) alla dissoluzione dell ' esercito ed ad un altro tradimento verso il popolo . Colpa ancor più grave di quella della mancata azione militare , è quella di aver rifiutato al popolo le armi ch ' esso aveva chiesto per combattere con i soldati per cacciare i tedeschi . In quei giorni , che resteranno fra i più infausti e dolorosi per la nazione e per l ' esercito , il popolo fu nuovamente tradito perché i capi militari favorirono lo sbandamento e il dissolvimento dell ' esercito abbandonando ( primo fra gli altri proprio lui , Badoglio ) il posto di combattimento , addirittura ordinando la resa e la consegna delle armi . Perché il popolo in molti casi fu lasciato solo a combattere , e con poche armi , incontro il tedesco . Quel disorientamento generale che portò al definitivo sopravvento delle forze tedesche fu generato soltanto dall ' impreparazione , dal timore per le proprie sorti personali , dal tradimento o la fuga di chi doveva invece comandare , guidare , essere di esempio , battersi fino all ' estremo sacrificio . Quelli erano i giorni in cui si poteva e si doveva salvare l ' Italia dai maggiori guai che , per la continuazione della guerra , ancor oggi si abbattono sul nostro straziato paese : fame , bombardamenti , dissanguamento economico , spoliazioni d ' ogni genere da parte dei tedeschi , deportazioni in Germania di giovani atti alle armi e degli operai , ecc . ecc .. 5 ) A parte il fatto che della disfatta hanno colpa e non secondaria anche il re e Badoglio ( sopratutto il Badoglio fascista e capo di S . M . di Mussolini ) non significa nulla dire che i mali dell ' Italia sono conseguenza della disfatta . Noi abbiamo detto e ripetiamo che nulla ha fatto il governo Badoglio per quei mali , non diciamo guarire , ma almeno lenire . Quel poco che è stato fatto lo si deve agli Alleati . Ma c ' è di più : poco , troppo poco si è fatto e si fa per la guerra contro la Germania . E tutto questo perché il popolo sa e sente che i sistemi e spesso anche gli uomini son sempre quelli : fascisti . 6 ) A proposito di libertà dobbiamo ripeterci : quel poco che abbiamo lo dobbiamo agli Alleati non a Badoglio e al suo governo . Il quale anzi non trascura occasione , o pretesto per chiedere agli Alleati di limitarcela . Il a Corriere cita il Convegno di Bari e il comizio di Napoli . Che faccia tosta ! Il Convegno di Bari fu concesso dagli Alleati e il comizio di Napoli fu trattato dai tre partiti organizzatori con gli Alleati come " contropartita " della sospensione di lavoro protesta dagli stessi partiti propugnata . A proposito di libertà di stampa basterà ricordare che le deliberazioni della Giunta Esecutiva e sopratutto la confutazione alle false affermazioni del ministro Reale , non furono potute pubblicare su nessun quotidiana dell ' Italia regia né essere trasmesse per radio . Resterebbe a parlare delle " espettorazioni " come il Corriere definisce le denunzie , le accuse , le discussioni dei partiti di opposizione . Troppo comodo è l ' insulto volgare e gratuito quando non si sa né si può ribattere con argomentazioni serie , oneste , fondate . Ci limiteremo quindi a rilevare che , comunque , le nostre sono espettorazioni pulite mentre quelle del Corriere e altri corifei monarchici e badogliani , sono espettorazioni inquinate e repellenti . E sopratutto contagiose .
StampaQuotidiana ,
Il cosiddetto liberalismo , quando , abbandonando talvolta le consuete astrazioni intellettualistiche , deve scendere sul terreno della pratica , si svela subito per quello che veramente è : l ' espressione migliore del capitalismo imperante . Non basta : brutalmente si manifesta allora ; in forma altezzosa e saremmo per dire anche cinica , come la pretesa che il popolo italiano , col suo lavoro e col sua risparmio , a proprie spese , debba ricostituire la privata proprietà della ricchezza distratta dalla guerra . Agitammo ed agitiamo tuttora il problema delle nuove tariffe delle imprese elettriche non solo per richiamare l ' attenzione dell ' opinione pubblica su quello che riteniamo uno scandalo , ma anche per dimostrare palpabilmente a quali estreme conseguenze ci conduce il capitalismo . È bastato che qualche impianto , già costruito colla sovvenzione statale , risultasse più o meno gravemente danneggiato perché si avanzasse e venisse soddisfatta la richiesta che la spesa della ricostruzione venisse prelevata , non dagli azionisti e nemmeno dalle riserve , ma invece dal consumatore mercé l ' aumento delle tariffe . La riduzione della produzione , causata dalla crisi attuale , riduceva il profitto e ed impediva la realizzazione e la distribuzione degli utili nella stessa misura del passato . Le società elettriche non hanno voluto subire questa conseguenza ineluttabile che tutti i cittadini e attualmente , chi in un modo e chi nell ' altro , subiscono . Per mantenere gli alti utili i provenienti dal forte consumo , quando questo è diminuito , hanno aumentato le tariffe escogitando il contributo fisso che grava su chi non consuma . La generalizzazione di questa metodo , agognato dai capitalisti , nella ricostruzione , condurrebbe il popolo già abbastanza dissanguato alla schiavitù ed alla oppressione perenni . Tuttavia il liberalismo insorge quando noi diciamo che siccome per ricostruire un paese devastato come il nostro occorre basarsi sull ' energia lavorativa e sull ' immenso sacrificio del proletariato , la ricostruzione deve avvenire esclusivamente a favore del popolo lavoratore . Per tanta gente ricostruzione significa ricostituzione e solamente ricostituzione della privata proprietà . Questo atteggiamento dimostra l ' inguaribile cecità della borghesia italiana malgrado a quello che sta accadendo . L ' Europa e , con essa , l ' Italia , uscendo da questo infernale conflitto , hanno bisogno di vincere la pace e per sempre . Per vincere la pace , si deve è compiere uno sforzo collettivo immane di centinaia di milioni di lavoratori affinché siano ricostruite le basi di esistenza dei popoli . Questo sforzo sarebbe inutile se non venisse abolito , come i popoli vogliono , il sistema sociale che , attraverso il succedersi di crisi spaventose , ci ha condotto a questa guerra . Questo sistema è provato è la causa maledetta di tutte le guerre , è il germe diffusivo di tutti gli odi e rancori tra le classi sociali ed i popoli . Questo sistema deve essere sostituito non da un illusorio panorama economico , ma da un altro sistema che è oramai un fatto compiuto e consolidato nella grande Russia dei Sovieti : la socializzazione dei mezzi di produzione e di scambio .