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StampaQuotidiana ,
Parigi , 21 notte ... Mentre i gruppi politici delle sinistre socialiste respingono - sia pure con una motivazione che non può piacerci - l ' invito comunista di partecipare ad una manifestazione antifascista indetta per domani , dinanzi al contegno del " Quotidien " noi abbiamo l ' impressione che i socialisti riformisti francesi respingano da una parte una forma più o meno utile e clamorosa , cerchino dall ' altra di contribuire a prepararla e di associarvisi senza averne l ' aria e senza mandare al comizio nessun loro oratore ufficiale . Preferiamo , allora , a questa mezza opposizione , il contegno del " Temps , " che questa sera pubblica un faticoso articolo di Herbette , in cui si ha la pretesa di dire l ' ultima parola sul Fascismo e sui destini dell ' Italia . Il " Temps , " almeno , non fa rivelazioni sensazionali , perché i suoi lettori non gli crederebbero ; ma cerca , anzi , con ragionamenti e utilizzando il materiale servitogli con tanta generosità dai giornali in questi ultimi giorni , di dar fondo al problema politico e morale italiano , per giungere , come un Guglielmo Ferrero , alle conclusioni di quelle forme congenite di pessimismo , le quali danno piuttosto la misura d ' un carattere denso di ombre , che non l ' impressione d ' un ammonimento ... Parlando di Marinelli , cassiere del partito , di Rossi e degli altri implicati nella trista vicenda , ha l ' aria di credere che costoro fossero nel Partito fascista quello che sono il cuore , il cervello e i polmoni nell ' organismo umano . Si comprende , quindi , che prospetti gli avvenimenti italiani come una vera e propria crisi del Fascismo e che perciò possa spingersi a pensare che i principi democratici , affermatisi in Francia nel 1789 , in Inghilterra nel 1688 , in America nel 1776 , in Belgio nel 1830 e in Germania nel 1848 , abbiano una ragione anche in Italia . In Italia non il Fascismo è in crisi , ma una parte di quel Fascismo d ' azione che fu necessario e benemerito nella prima ora e che - come avviene in tutti i movimenti rivoluzionari - cerca ora il suo assestamento .
StampaQuotidiana ,
L ' ingegner Enrico Mattei , presidente dell ' ENI , è morto ieri sera alle 19.15 in un incidente aereo . Con lui sono morte altre due persone : il pilota del bireattore , Irnerio Bertuzzi , e un giornalista americano , William McHale . L ' aereo sul quale viaggiava Mattei - il bireattore Morane - Saulnier Paria - proveniva da Catania e alle 18.59 ha avuto l ' ultimo contatto con la torre di controllo dell ' aeroporto di Linate , dove sarebbe dovuto atterrare dopo due minuti . Il pilota ha segnalato di essere nella verticale di Carpiano ( circa 8 chilometri a sud di Linate ) , e ha dichiarato di seguire regolarmente il suo piano di volo . La voce aveva un ' intonazione del tutto calma e normale . Aveva anche precisato di essere sceso dai milleottocento metri di quota ai seicento . Poi più nulla . Allarmati , da Linate informavano immediatamente la Legione dei carabinieri perché fonogrammi venissero diffusi a tutte le stazioni dei militi della zona sud . La segnalazione è giunta dai carabinieri di Landriano , che l ' avevano avuta da Bascapè , un paese poco a sud di Melegnano , in provincia di Pavia . Ed è qui , infatti , in un boschetto rado di pioppi , che il bireattore si è sbriciolato , sbriciolando insieme il suo carico umano . Si era sentito , in paese , poco dopo le 19 , il ronzare pesante di un apparecchio , come se girasse sulla zona . Ma non molti vi avevano fatto caso : Bascapè , infatti , si trova proprio all ' inizio del « corridoio » che gli aerei infilano per scendere a Linate , e il rumore degli aerei non fa molto effetto . Questo tuttavia era più forte del solito , se la madre di un ragazzo , Antonio Dacco , gli chiese : « Ma cos ' è , con la pioggia i motori degli aerei si sforzano ? » . Il ragazzo alzò le spalle . Ma poi è stato uno dei primi ad accorrere sul posto , che è lontano un paio di chilometri dal paese , in un punto intermedio fra Torrevecchia e Landriano . Lo schianto deve essere stato certamente udito , nella cascina Albaredo , abitata dai coloni Ronchi , ma in quel momento vi erano soltanto donne , chiuse in casa . Poco più tardi , è stato appunto Mario Ronchi a dare la prima segnalazione . Serpeggiato l ' allarme , guidati da un punto luminoso , un gruppo di giovanotti , nel buio della sera battuta da una pioggia dirotta , che aveva trasformato la stradetta in un disastroso pantano , è accorso . Poi sono arrivate le prime autorità , i carabinieri , i vigili del fuoco , inutili lettighe della Croce Rossa , il prefetto di Pavia , dottor Guida , il procuratore della Repubblica Valdo Valdi . Illuminando i luoghi con i riflettori portatili della televisione - i carabinieri non disponevano che di povere torce a mano - è cominciata la ricognizione , faticosissima . Le fiamme , intanto , si erano smorzate . Ma erano durate , per testimonianza dei primi accorsi , almeno un ' ora e mezzo . L ' aereo è scoppiato in aria , o è esploso urtando il suolo , dopo un estremo tentativo di atterraggio di fortuna ? Difficile dirlo ascoltando i testimoni . V ' è chi dice che non si è sentito scoppio alcuno , altri parlano di una lunga strisciata sul terreno , che risulterebbe « arato » per una ventina di metri . Il macellaio Arnaldo Bosia assicura di aver sentito , oltre che il rombo irregolare del motore , uno scoppio in lontananza . Altri hanno precisato : « Come quando esplode una bombola del gas » . La parte più grossa dell ' aereo - una buona porzione della fusoliera - è finita in un ampio cratere ai bordi della strada , dove sono anche stati trovati alcuni resti . Altri resti - dell ' aereo e degli uomini - sono stati trovati in un altro campo , un centinaio di metri più avanti . Impossibile , nell ' oscurità , tentare un riconoscimento , che comunque sarà laboriosissimo , poiché l ' esplosione ha smembrato i corpi e l ' incendio li ha bruciacchiati . Orrenda visione , veramente . Comunque , la ricerca di documenti , carte o qualsiasi segno che consentisse l ' identificazione è continuata per alcune ore . Poi , dopo mezzanotte , il procuratore della Repubblica ha disposto che picchetti di carabinieri sorvegliassero la zona , fino a stamane alle 6 , quando , con le prime luci , comincerà l ' inchiesta . Quanto alle cause dell ' incidente , proprio non si può dire nulla , per ora . Se l ' aereo non è scoppiato in volo ( e il fatto che abbia arato il terreno lo farebbe escludere , mentre lo sparpagliamento dei pezzi lo farebbe ritenere ) si può anche pensare a un errore di valutazione del pilota , che tuttavia era espertissimo . In effetti , la giornata non era favorevole : il cielo era per tre quarti coperto ; la visibilità era di mille metri in quota e di milletrecento sulla pista , che sono limiti bassissimi . In queste condizioni , e pensando che l ' aereo è caduto a 8-10 chilometri dalla pista , non si può escludere , appunto , un qualche errore nella valutazione della distanza o della quota . L ' aereo era partito dall ' aeroporto di Fontanarossa , nei pressi di Catania , alle ore 17 . La torre di controllo dell ' aeroporto di Catania lo ha assistito regolarmente fino a che è rimasto nella zona di sua competenza . Successivamente , la torre di controllo di Catania lo ha « ceduto » all ' assistenza di Roma . La destinazione era Milano . Oggi insieme col ministro Tremelloni , Mattei doveva visitare i lavori della raffineria in costruzione a San Nazzaro dei Burgondi e quelli dell ' oleodotto Genova - Svizzera .
Quiz show ( Tornabuoni Lietta , 1995 )
StampaQuotidiana ,
Se un film italiano troppo lungo , ben recitato e noioso venisse a rivelarci che Lascia o raddoppia ? fin dall ' inizio era truccato , che a Lando Degoli , a Marianini o a Paola Bolognani venivano comunicate in anticipo le domande con relative risposte esatte , che ansie e tensioni in cabina erano finte , troveremmo la forza d ' indignarci , quando da quarant ' anni si parla del potere di mistificazione e dell ' uso politico della tv , quando sappiamo adesso che alla tv persino i casi umani sono recitati a pagamento ? Magari no . Quiz Show rievoca , con la proba ingenuità tipica del suo regista Robert Redford , un telescandalo americano che nel 1958 provò la natura fraudolenta di Twenty - One ( Ventuno ) , gioco televisivo a quiz nozionistici allora di massimo successo , trasmesso in diretta dalla rete televisiva National Broadcasting Corporation ( NBC ) : i concorrenti conoscevano prima di andare in onda domande e risposte , vincevano o perdevano e si alternavano non per merito o demerito ma a seconda delle esigenze spettacolari o delle necessità commerciali dello sponsor ; l ' imbroglio che coinvolgeva tanto la tv quanto i concorrenti si estese all ' intero sistema , anche giudiziario ; l ' indagine condotta da un avvocato del Comitato del Congresso sul controllo legislativo chiarì la truffa ma non rovinò il concorrente più popolare , Charles Van Doren , bel giovane di buona famiglia d ' intellettuali che salvò la faccia confessando la verità , pentendosi e chiedendo perdono con un bel discorso . Redford ha continuato a ripetere che l ' episodio « segnò la fine dell ' innocenza nella storia sociale americana » , cancellò la fiducia popolare nella televisione : però dirlo non basta . Si intuiscono i significati simbolici e sociali attribuiti al vecchio fatto di cronaca , il bluff rappresentato dalla fede americana nel merito individuale , la morale calpestata dalla corruzione che tocca tutti , la solidarietà nel peggio dell ' establishment , il dominio dei soldi e della vanità : ma sono espressi troppo primariamente e sommariamente per risultare drammatici , per dare all ' episodio uno spessore etico - politico convincente , e non s ' aspettava certo Quiz Show per sapere che la tv mistifica e che i privilegiati cascano sempre in piedi . Nel racconto scolastico manca l ' emozione , grava spesso il tedio . Le qualità del film stanno piuttosto nella recitazione eccellente di John Turturro , di Ralph Fiennes , di Paul Scofield , di tutti gli interpreti compresi , in piccole parti , i registi Martin Scorsese e Barry Levinson ; nella ricostruzione d ' epoca , in un ' aria semplice e semplificata degli anni Cinquanta il cui merito va soprattutto ai toni scelti dal direttore della fotografia Michael Ballhaus ; nel ritratto convenzionale ma bello d ' una famiglia altoborghese di intellettuali con le sue eleganti abitudini di vita , la sua sobrietà , la sua spietata certezza di superiorità .
GOVERNO E OPPOSIZIONE ( POLVERELLI GAETANO , 1924 )
StampaQuotidiana ,
Roma , 30 notte I ritocchi nella compagine ministeriale non alterano la fisionomia del Governo fascista . La situazione rimane , come prima , imperniata sul nome di Mussolini e sui quadri del Fascismo . Su undici dicasteri , sei sono affidati a fascisti , due a personalità militari , tre ad elementi presi dalla destra liberale e dalle forze cattoliche nazionali , che hanno fiancheggiato lealmente l ' opera del Fascismo . L ' ammiraglio Thaon di Revel resta al suo posto di alta responsabilità e di fiducia . Egli è la personalità di maggior rilievo nella nostra Marina , che ha il merito di avere compreso in tempo nel corso stesso della guerra il tramonto delle grandi coreografie e l ' importanza dei mezzi tecnici minori , con cui furono compiute le più brillanti imprese di siluramento . Il gen . Di Giorgio , che segui sui campi di battaglia tutta la nuova storia militare d ' Italia , dall ' Abissinia alla Libia , al Piave , è un uomo di energia inflessibile , di superiore intelligenza e di grande equilibrio . Queste due personalità , che sono al di sopra dei partiti , restano al Governo per dirigere degnamente , insieme al generale comandante l ' Aeronautica , l ' opera di riordinamento delle forze di terra , del mare e dell ' aria , disorganizzate e avvilite da coloro che , oggi , sono all ' opposizione . La destra liberale , che difese sempre a viso aperto la causa della Nazione contro gli uomini del sovversivismo e della disgregazione , ha il suo riconoscimento nella persona dell ' on . Sarrocchi , uomo di alta dirittura politica e morale . E un riconoscimento viene dato anche alle forze cattoliche - nazionali , perché , per buona fortuna , la fazione don sturziana non rappresenta in Italia che una deviazione socialistoide di punta . Nei prossimi giorni avverrà la designazione dei sottosegretari che , per gran parte , saranno uomini nuovi , scelti nei quadri del Fascismo . La selezione di questi elementi avrà lo scopo di preparare nell ' addestramento tecnico e nella responsabilità di Governo la nuova classe dirigente , secondo il pensiero ripetutamente espresso dal Presidente . In definitiva , il Governo , sotto la direzione di Mussolini , resta affidato alle forze del Fascismo , col fiancheggiamento di elementi nazionali sicuri e provati . Dall ' altra parte del fosso : nel campo dell ' opposizione , sono gli uomini del rinunziatarismo , della disgregazione interna , della decadenza demagogica , del sovvertimento sociale . Da dieci anni si combatte in Italia una lotta asperrima perché la Nazione sia ordinata e solida all ' interno , rispettata e temuta all ' estero . Questa lotta , condotta da varie forze nazionali e guidata da Mussolini , è stata diretta senza tregua contro il sovversivismo e contro la demagogia . Gli uomini che parteggiano per l ' Austria , e che incitavano i soldati a disertare , sono all ' opposizione . Coloro che inscenavano gli scioperi mentre l ' Italia era impegnata nelle trattative di pace , sono all ' opposizione . Quelli che prepararono la rivolta d ' Ancona per imporre lo sgombero di Valona , sono all ' opposizione . I signori che rinnegarono la Dalmazia italiana , sono all ' opposizione . E tra gli oppositori , sono anche quelli che , console Nitti , avrebbero voluto abolire il Senato e proclamare la repubblica di Modigliani . Tutti coloro che hanno sempre parteggiato contro l ' Italia e che si unirono spiritualmente e politicamente agli arabi , ai turchi , ai greci , ai croati , agli albanesi , sono all ' opposizione . Una tale opposizione , che ammette nel suo seno gli " osservatori " comunisti , i quali hanno ordine da Mosca di preparare le squadre rosse armate , e che non ha ripugnanza di unirsi ai massimalisti , anche quando essi in perfetta franchezza di sovversivi dichiarano di voler trarre profitto dalla scissione verificatasi nella borghesia italiana , una tale opposizione non può parlare in nome della Nazione , dell ' onore d ' Italia , della Costituzione e della pace . Si comprende perfettamente come taluni oppositori vogliano ripetere lo " sciopero legalitario " rifiutandosi di recarsi al Quirinale . E sono nella vecchia ininterrotta linea , questi signori oppositori , che ancora una volta si uniscono alla campagna di diffamazione internazionale contro l ' Italia . E ’ la loro tradizione ed è la loro condanna .
La gita a Chiasso ( Arbasino Alberto , 1963 )
StampaQuotidiana ,
I rapporti fra letteratura e industria sono un argomento di viva e stimolante attualità , se non da quando esiste la letteratura , per lo meno da quando esiste l ' industria . Perciò fa bene Elio Vittorini a lamentare con doloroso sbigottimento l ' arretratezza della letteratura industriale prodotta da tanti suoi amici e colleghi , e i loro impacci , e i loro « squarci pateticamente ( e pittorescamente ) descrittivi che risultano di sostanza naturalistica » : insomma , la loro mancanza di fiato davanti alle novità del secolo . Non per nulla infatti un dibattito come quello in corso dal « Menabò » alle altre riviste che si accodano al pesce - pilota è una esercitazione soltanto precettistica : incapace di produrre opere creative dà origine soprattutto a norme didattiche in favore del « tema unico » , a esortazioni retoriche tipo quelle altre « ai campi ! » , « alla battaglia del grano ! » , « alle colonie ! » , « al posto al sole ! » , « all ' Arcadia ! » , « al sonetto ! » , « all ' ottava ! » , « alla sestina ! » . Diventa così chiaro agli occhi di tutti come il vero problema non sia stato identificato con esattezza . Non sarà cioè quello dei rapporti fra letteratura e industria , vecchia solfa , ma un altro molto più scottante nella nostra cultura attuale : come mai un numeroso gruppo di letterati indecisi si abbandoni quest ' anno e tutti insieme a una tornata accademica esclusivamente teorizzante , e rinunciando alla narrativa e alla saggistica si restringa invece alla pedagogia e all ' ammonimento . Naturalmente non si deploreranno mai abbastanza l ' isolamento e il provincialismo e l ' ignoranza e l ' inciviltà dei vent ' anni fascisti , l ' arresto e lo smarrimento della patria cultura . Ma perché - ci si chiede - oggi noi che non ne abbiamo nessuna colpa dobbiamo ancora star male e soffrir sempre pene gravissime in conseguenza del fatto che un gruppetto di letterati autodidatti negli anni Trenta invece di studiarsi qualche grammatica straniera e di fare qualche gita a Chiasso a comprarsi un po ' di libri importanti ( tradotti e discussi da noi solo adesso , ma già pubblicati e ben noti fin da allora ) abbia buttato via i trent ' anni migliori della vita umana lamentandosi a vuoto e perdendo del tempo a inventare la ruota o a scoprire il piano inclinato mentre altrove già si marciava in treno e in dirigibile , o almeno si lavorava utilmente in vista dei decenni futuri ? Bastava arrivare fino alla stanga della dogana di Ponte Chiasso , due ore di bicicletta da Milano , e pregare un qualche contrabbandiere di fare un salto alla più vicina drogheria Bernasconi e acquistare , insieme a un Toblerone e a un paio di pacchetti di Muratti col filtro , anche i Manoscritti economico filosofici di Marx ( 1844 ) , il Tractatus logico - philosophicus di Wittgenstein ( 1921 ) , Civiltà di massa e cultura di minoranza del Dottor Leavis ( 1930 ) , le Idee per una fenomenologia di Husserl ( 1931 ) , e magari I principii della critica letteraria di I.A. Richards ( 1928 ) , Cultura e ambiente di Leavis e Thompson ( 1933 ) , L ' uomo del risentimento di Max Scheler ( 1933 ) , L ' Africa fantasma di Michel Leiris ( 1934 ) , Linguaggio , verità e logica di A.J. Ayer ( 1936 ) , Axel ' s Castle di Edmund Wilson ( 1931 ) , Enemies of promise di Cyril Connolly ( 1938 ) , La formazione dello spirito scientifico di Gaston Bachelard ( 1938 ) , Sette tipi d ' ambiguità di William Empson ( 1930 ) , Capire la poesia di Cleanth Brooks e R . Penn Warren ( 1938 ) , Mariti e mogli di Ivy Compton - Burnett ( 1931 ) , un po ' di Blanchot e Bataille assortiti , nonché di Henry Green e Anthony Powell , e il meglio di Forster , dai romanzi intorno al1910 ai saggi del 1936 , passando per il Passaggio in India che è del 1924 . Ci si sarebbero risparmiati alcune decine d ' anni di penose indecisioni intorno a illusioni senza avvenire , come primo vantaggio , e soprattutto la scomodità dell ' apprendistato coi capelli bianchi . I dolori della nostra cultura derivano dal fatto che una numerosa « classe unica » di letterati degli anni Trenta non si è ancora messa al passo con le idee dei loro coetanei del resto del mondo , e affronta in ogni nuovo anno scolastico un programma di studi estremamente limitato . Di qui il bizzarro spettacolo di maestri di scuola che fanno ripetere la lezione a tutta la classe insieme , e la classe docilmente impara ogni anno una nuova canzone , la esegue in coro , tutti passandosi la stessa parola d ' ordine nello stesso momento - « cultura di massa » , « Spitzer » , « Wittgenstein » , « fenomenologia » , « alienazione » - succhiandola come una caramella e sputandola fuori di colpo appena ne spunta una nuova : veramente dimenticandosela , come se non fosse mai esistita . Come non dovrebbe capitare nella cultura , che è coesistenza di idee , e invece succede normalmente nella moda , dove per decreto di sarte la gonna è più lunga o la manica è più corta per una stagione sola e mai di più . Perciò l ' immagine che si è venuta formando dei nostri sofisti attuali non può essere che quella di un gruppo di mediocri signori anziani di scarsa cultura e di formazione tardiva , volonterosi e patetici come Jaufré Rudel in vista delle rive del Libano , che vengono avanti passo passo pretendendo dopo tanti faux pas di far scoperte e d ' impartir lezioncine in base alle traduzioni recenti di autori che conoscevamo fin dai tempi quando loro bamboleggiavano ancora con Pian della Tortilla ( mentre noi leggevamo Forster ) o ricadevano nella Antologia di Spoon River ( mentre studiavamo Auden ) . Com ' è goffo vedere per esempio cominciare a spuntare adesso i nomi di Trilling o di Ayer , o affiorare addirittura Bachelard , morto l ' anno scorso a ottant ' anni . Mi fa lo stesso effetto di quando si scoprono Firbank o Rolfe con quarant ' anni di ritardo ( per tacere naturalmente i casi di Forster , della Compton - Burnett e dell ' Ulysses ) ; ma un caso addirittura tipico è quello di Salinger , di cui si scopre con entusiasmo il bel libro di quindici anni fa contemporaneamente al disastro totale in America del suo ultimo che è una sciocchezza . E volendo si potrebbe star già pregustando le prossime scoperte di William Empson e di Ivor Winters , di Klossowski e di Starobinski , dei versi di Thom Gunn e di Yves Bonnefoy ; e magari del Dottor Leavis ( andato in pensione dall ' Università di Cambridge l ' anno scorso per limiti d ' età ) ; e magari di Henri Focillon , di cui si celebra quest ' anno il ventennale della morte . C ' è poi l ' obiezione formale . Da quando in qua si scrive in quel modo ? Si è abituati a leggere , generalmente si capisce quello che scrivono Edmund Wilson o Roland Barthes , Philip Toynbee o Claude Lévi - Strauss ; non vedo allora perché dovrei far degli sforzi per decifrare gli eccessi di auto - indulgenza di alcuni vanesii minori che si abbandonano alla incomunicabilità della « prima stesura » per non far la fatica di chiarire il proprio pensiero neanche a se stessi , senza preoccuparsi se la confusione stilistica è il segno più certo di confusione nella testa , e senza un minimo di riguardo per il lettore , trattato come un cliente costretto ad acquistare la paccottiglia di un negozio sfornito . No . Non ci sto . Come cliente vado a spendere i miei soldi in negozi più in ordine , se non vedo bene e non mi si fa capire l ' articolo che mi si tenta di vendere . Voglio chiarezza , lucidità , ragioni critiche ; pretendo concisione , possibilità di sommari e compendi , dal momento che , lo si sa , non esiste opera di pensiero veramente significativa che non si possa riassumere in poche proposizioni . Altrimenti non compro ( e peggio per i venditori , non per me ) , così come al ristorante non accetto una minestra in mano , la voglio sul piatto , e non faccio entrare in casa chi mi si presenta alla porta in mutande . Del resto si può fare una prova . Dietro le giuste malinconie di Umberto Eco sul « Menabò » stesso per l ' inadeguatezza dei mezzi espressivi a disposizione di molti letterati per affrontare i nuovi aspetti della realtà , basta prelevare qualche campioncino di prosa da queste medesime riviste per analizzare gli strumenti linguistici adoperati nel trattarne . Basta aprire a caso : quante volte la struttura sintattica di base è ancora quella oratoria del Seicento , intorbidita dagli urti e dalle pressioni di sistemi filosofici rivali e incompatibili , mai d ' accordo sull ' uso da fare e sul senso da dare ai termini , tanto più equivoci e indiscriminati in quanto perdono col tempo le virgolette che indicano ammicco . E dovremmo contentarci di intuizioni impressionistiche , motti sibillini , lampeggiamenti baluginanti , vagiti ... Ma soprattutto un narcisismo incredibile molto curioso per due ragioni . Una , che la oscurità risulta grottesca perché non è una scelta deliberata ma un faute de mieux ; e civettare sul « volere e non potere » è per lo meno uggioso e triste . L ' altra che questo narcisismo mostra fini paradossalmente moraleggianti : « le cose per noi non van bene , quindi ( a fin di bene ) rientriamo nelle catacombe dell ' ermetismo » , detto poi da parte di chi dall ' ermetismo non era mai riuscito a venir fuori ... Ma questa attrattiva del linguaggio mandarino , la frequente nostalgia dell ' allusività per iniziati , da clan privilegiato o da élite scostante , mi sembra l ' atteggiamento più reazionario che si possa immaginare oggi , col suo doppio registro : complice - cifrato con gli addetti ai lavori , e altezzoso - paternalistico ( « perché so meglio dite quel che deve andar bene per te ... » ) quando si rivolge alla massa operaia non su un giornale proletario in una colonna e mezzo di limpida prosa comprensibile almeno alla metà dei lettori , ma in formule schifiltose su riviste esoteriche che non costano mai meno di mille lire . Mi pare in sostanza che ornamenti retorici e compiacenze ermetiche finiscano per risultare i perfetti equivalenti degli arazzi e dei trumeaux in mezzo ai quali i « baronetti rossi » tradizionalmente proclamano la loro solidarietà con la classe lavoratrice ( rappresentata poi dal solito benzinaro che viene a far quattro salti in casa ) . Cioè tipicamente la politica di Maria Antonietta , con le sue brioches e tutto . E come si fa allora a non pensare che l ' ideale ultimo sia a questo punto lo stesso : far dei giochini sconsiderati e irresponsabili alle spalle del proletariato , considerandolo di volta in volta banco di prova e massa di manovra , cavia per ricerche sociologiche e spedizioni emozionanti e analisi di mercato , sempre come oggetto comunque , con l ' assoluzione morale della sinistra e prendendo intanto anche un po ' di soldi dagli industriali « buoni » . E cinismo per cinismo è chiaro che questa specie di socialismo per le dame vale né più né meno che il francescanesimo coi venti stipendi . Meglio ancora una coltivazione dell ' orto di Candide , per così poco , o un traino del carretto di Madre Coraggio per sentieri defilati . Lo so bene che il tango moralistico sulla ricchezza oggi è altrettanto frivolo che invocare la miseria di ieri come alibi , quando si parla di affari culturali , e con un bel rictus di nevrastenia in più . Però , oltre i temi che ci vengono suggeriti quest ' anno per le nostre penitenze , vorrei limitarmi a ricordare la fame di Orwell e la malattia di Lawrence , le stanzette di St . Germain des Prés dove gelano come la piccola fiammiferaia i collaboratori di « Les temps modernes » e l ' assegno per le collaborazioni al « New Statesman » non certo più cospicuo della retribuzione del piccolo scrivano fiorentino : miserie certo non meno dolorose di quelle di casa nostra degli anni Trenta , ma anche un certo ritegno nel non dire troppi sì per amore del soldo o per vanità di farsi vedere più à la page degli altri ; una certa ostinazione nel leggere comunque i libri che contano , invece di sedersi lì esclamando « non si può , pazienza » ; e in più una certa precisione nel mettere in chiaro da che parte si sta . Non però scegliendo Cromwell o Robespierre , Lincoln o Licurgo : ma in base alle forze politiche effettivamente esistenti .
Un eroe borghese ( Tornabuoni Lietta , 1995 )
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È un titolo bello , Un eroe borghese , e dice molto . Definisce con l ' appartenenza alla classe di cui praticava le virtù da altri spesso rinnegate Giorgio Ambrosoli , avvocato di Milano , nominato nel 1974 commissario liquidatore della fallita Banca Privata Italiana di Michele Sindona , quarantenne , sposato , padre di tre bambini , un moderato di brutto carattere , « rigido , intransigente , moralista , serio , bravo , libero e solo ... che avrebbe potuto vivere tranquillo con le sue serene abitudini e invece , per la passione dell ' onestà , si batté contro un " genio del male " sorretto da forze potenti palesi e occulte , e fu sconfitto » : venne ammazzato sotto casa in una notte d ' estate del 1979 , con diversi colpi di 357 Magnum sparati al petto , dal killer William J . Aricò venuto dall ' America , assoldato da Sindona per 25.000 dollari . Un professionista deciso a fare il proprio lavoro e il proprio dovere senza badare agli interessi che colpiva né alle fortissime pressioni di politici democristiani per salvare Sindona : e per questo , nell ' Italia sventurata di sedici anni fa e di oggi , un eroe . Il caso Ambrosoli , che resta esemplarmente a illustrare i viluppi della politica mafiosa , della politica nera , della politica dei soldi di questi anni , è la materia del libro di Corrado Stajano pubblicato nel 1991 da Einaudi , appunto Un eroe borghese , da cui il film diretto da Michele Placido è tratto con fedeltà . Racconta l ' incarico ricevuto dall ' avvocato e la sua vita famigliare ; le sue indagini per chiarire gli oscuri intrecci e le non gratuite protezioni politiche che avevano portato il banchiere siciliano Michele Sindona ad un ' ascesa vertiginosa seguita poi da una caduta rovinosa ; i troppi non disinteressati interventi per salvarlo ; le difficoltà , i trabocchetti e le minacce conclusisi con la morte di Ambrosoli ( più tardi , con la morte del suo killer , precipitato da quindici metri di altezza « mentre tentava d ' evadere dal carcere a New York » ; e con la morte del mandante dell ' omicidio , Sindona , avvelenato da un caffè in prigione . Fabrizio Bentivoglio è il protagonista , sobrio e bravo . Omero Antonutti , senza barba , è l ' antagonista , molto diverso da come appariva Sindona nella primavera del 1975 , latitante non ricercato né estradato da alcuno , nella suite lussuosa all ' Hotel Pierre di New York o nel piccolo ufficio di Park Avenue d ' una società dal nome insignificante , Cisco : mentre Antonutti è pacato , laconico e asciutto , Sindona era loquace , mellifluo , minaccioso , ilare , ricattatorio ; come Antonutti nel film , accusava l ' Italia d ' essere un Paese senza libertà , si diceva vittima d ' un complotto ordito dai comunisti e dall ' « infame trio Rondelli - Ugo La Malfa - Cuccia » . Michele Placido è il maresciallo maggiore della Guardia di Finanza Silvio Novembre , collaboratore e amico , l ' uomo più vicino ad Ambrosoli in quei suoi cinque anni terribili . Giuliano Montaldo è l ' allora governatore della Banca d ' Italia Guido Carli , che affidò all ' avvocato l ' estremo incarico . Ricky Tognazzi è Mario Sarcinelli , allora Capo della Vigilanza della Banca d ' Italia . Andreotti ed Evangelisti non si vedono ma vengono spesso nominati nel film come protettori di Sindona . Laura Betti è un efficace personaggio d ' invenzione , una collaboratrice fedele di Sindona che cita Stendhal : « L ' onestà è la virtù della gente dappoco » . Gli sceneggiatori Graziano Diana e Angelo Pasquini sono riusciti a non rendere melodrammatico un destino tragico : ma era forse fatale che il borghese onesto e solo risultasse non soltanto un eroe , quasi un santo o un santino . La straordinaria fotografia di Luca Bigazzi dà una nobile intensità al film non bello ma rilevante nella tradizione del cinema sociopolitico italiano : utile a chiarire la trama dei rapporti fra parti dello Stato , criminalità organizzata , alta finanza ; utile a capire i meccanismi d ' un passato di vergogna ; utile a cogliere quanto di quel passato sussista o possa riprodursi nel presente . Dall ' uccisione dell ' avvocato Giorgio Ambrosoli sono passati sedici anni . Molti dei protagonisti d ' allora sono morti anche di morte violenta , oppure scomparsi dalla scena : Sindona , Calvi , monsignor Marcinkus , il finanziere vaticano a capo dell ' Istituto per le Opere di Religione , Franco Evangelisti , l ' allora segretario amministrativo della Democrazia cristiana , Giulio Andreotti per ventuno volte ministro e per sette volte presidente del Consiglio ora incriminato per collusione con la mafia . Tra i personaggi nominati nel film , soltanto Licio Gelli e Enrico Cuccia , ciascuno a suo modo , persistono . Non s ' è fatta limpida l ' acqua torbida italiana : purtroppo di eroi borghesi c ' è ancora bisogno .
IL NECROFORO PAZZO ( - , 1924 )
StampaQuotidiana ,
L ' Avanti ! si è assunto ancora una volta il volontario ufficio di necroforo del Fascismo e di Mussolini , dimenticando che effettivamente questa parte non gli è riescita bene se non nei riguardi del partito socialista . Il giornale avversario chiede la testa di Mussolini , vuole lo scioglimento della Camera , della Milizia , del Partito e chi più ne ha più ne metta . La nostra risposta è stata ed è molto semplice . Muovetevi , signori socialisti ! Se pretendete tante cose , abbiate almeno il coraggio di agire , di fare qualche cosa perché il vostro nobile programma sia coronato dal successo . Parlate con l ' accento dei capitani che hanno alle spalle agguerrite schiere , ma alla fine non fate che abbaiare come i cani delle chiare notti lunari . In verità non v ' è nulla di più stupido delle minacce e delle ingiunzioni non sorrette da argomenti di qualche efficacia . La noia dell ' attesa vana diventa insopportabile . La verità è che Mussolini incute una salutare soggezione a questo branco di scimmie urlatrici . L ' Avanti ! , nel 1919 , in un bel mattino post - elettorale , scoprì che nelle acque calme e sudice del Naviglio galleggiava un cadavere : era quello di Benito Mussolini . La trovata esilarò talmente i socialisti che fu organizzato anche un funerale sotto le finestre dell ' allora Direttore del Popolo d ' Italia . Ahimè , Lazzaro risuscitò e menò certi colpi al partito dell ' Avanti ! da ridurlo informe fantoccio . L ' Avanti ! vuole ancora fare il necroforo e lo sa per esperienza recente che è una vera pazzia . Che proprio a noi spetti l ' ingrato ufficio di dare consigli agli avversari ?
StampaQuotidiana ,
La « gran giornata » del professor Lando Degoli ( e un po ' di tutti i telespettatori del concorso di quiz Lascia o raddoppia , giunto in vista del traguardo già considerevole dei 2 milioni e 560 mila lire ) si è conclusa con una sconfitta e con un ' umanissima amarezza : una domanda piuttosto insidiosa sull ' opera di Verdi è stata fatale al candidato che finora aveva dimostrato la maggiore disinvoltura e preparazione . Resta al professor Degoli , battuto alla penultima tappa ( per usare un termine sportivo ) , il premio di consolazione d ' una vettura utilitaria e , forse ancora più importante , il calore di simpatia che l ' ha accompagnato in queste comparse davanti alle « camere » ; non fosse altro , egli ha dimostrato di ubbidire al fair play accettando di « raddoppiare » contro la fortuna e di saper controllare con molto garbo l ' inevitabile delusione . Se si può parlare di sconfitta , è stata una sconfitta con l ' onore delle armi . Del resto quella di ieri si è rivelata una serata infausta per molti dei concorrenti di Lascia o raddoppia : su sei presentatisi a Mike Bongiorno , quattro sono stati eliminati : una percentuale che può cominciare a sgomentare . Il signor Distasi , di Venezia , ad esempio , che aveva offerto di dividere l ' eventuale vincita con un ' opera di beneficenza , è caduto proprio sull ' ultima domanda , quella delle 320mila lire , sbagliando il risultato d ' un incontro di calcio . Più fortunato o meglio provveduto , un commerciante torinese , il signor Prezioso , ha infilato le prime otto risposte con una verve eccezionale . Egli è stato poi anche il primo concorrente a mettere in gioco domande nuove : non più cinema , lirica , jazz o calcio , ma storia patria : su Ramorino , su Garibaldi , su Agenore Milano , su Pio IX il signor Prezioso non ha avuto un attimo d ' esitazione , qualificandosi per il prossimo turno . A questo punto , una volta per tutte , converrà ancora sottolineare quali calibratissimi attori si sono rivelati in genere i concorrenti di Lascia o raddoppia : buona parte del gusto per il telespettatore , che assiste alla trasmissione dalla sua poltrona casalinga , nasce proprio dall ' inventiva naturale di quelle che vorremmo proprio chiamare le loro « interpretazioni » . Questi professori , questi commercianti , questi studenti potremmo , con un poco di buona volontà , classificarli secondo i classici ruoli teatrali , non fosse per la carica prepotente di imprevisto , di spontaneo che resta al fondo delle loro apparizioni . Ha cominciato il professor Degoli , ha continuato il signor Teschi ed ora abbiamo visto il signor Prezioso , virtuoso di storia risorgimentale . Rappresentando , per così dire , i loro sentimenti veri e piuttosto imbrogliati fra l ' ansia e la speranza , essi hanno , se vogliamo , capovolto il paradosso di Diderot sull ' attore che deve lavorare d ' étude de réflection . È probabile che nel consenso del pubblico ci fosse anche il divertimento per tale amabile sorpresa . Durante la settimana l ' atmosfera intorno a Lascia o raddoppia era andata facendosi sempre più calda : ed era diventato un po ' il fatto di tutti predire se questo o quel candidato avrebbe raddoppiato o si sarebbe ritirato dal gioco . Neppure lo sciopero del personale addetto alla Televisione ha ostacolato la gara : la trasmissione è stata anticipata di due ore , per non deludere l ' attesa dei telespettatori e soprattutto , crediamo , per non mettere a troppo dura prova il sistema nervoso dei concorrenti maggiori . Così dopo i primi due candidati al premio di 320 mila lire , di cui abbiamo già parlato , sono ricomparsi sul palcoscenico , per la domanda da 640 mila lire ( la domanda « della cabina di vetro » ) il giornalaio di Modena Franco Gibellini , esperto di calcio , e il maestro di Cremona Ugo Teschi , « patito » del cinema . Battuta d ' arresto , però , per il signor Gibellini che , davanti alla domanda : « In che anno , in quale partita e con quale risultato la nazionale italiana adottò la prima volta il sistema ? » , nella sua gabbia di vetro si turba , esita e poi risponde erroneamente . ( La risposta esatta era : Germania - Italia 5-2 a Berlino , 1939 . ) Eliminato , gli resterà sempre la consolazione delle prime 40 mila lire . Via libera invece per il signor Teschi , che non lascia addirittura tempo a Mike Bongiorno di formulare la domanda e dice subito il nome del regista ( Von Sternberg ) e il titolo ( Le notti di Chicago ) del film che poco prima della morte Ridolini interpretò , sostenendovi eccezionalmente un ruolo drammatico . L ' « esame » , per così dire , del signor Teschi ha una piccola coda : egli offre a Bongiorno una rarità da cineteca , un fotogramma del film di Dreyer La passione di Giovanna d ' Arco e racconta , con gran disinvoltura , come alcuni suoi colleghi insegnanti , per indurlo a raddoppiare , gli abbiano offerto , in caso di insuccesso , di rifondergli la differenza . Il maestro di Cremona se ne va fra gli applausi : ha ormai conquistato 640 mila lire ed è in gioco per il premio di 1 milione e 280 mila lire , fra due settimane . L ' impiegato milanese Gino Tomaselli , appassionato di jazz , che gli succede per tentare il premio di 1 milione e 280 mila lire , è la terza vittima della serata . Richiesto di dire il titolo di una famosa composizione sui quartieri di Londra ( il titolo era London Suite ) risponde subito franco e secco : « Rinuncio » ; ad ogni modo , appena uscito dalla cabina di vetro , prende possesso del suo premio di consolazione , un ' auto utilitaria . Ed eccoci infine al clou della trasmissione : il professor Lando Degoli di Carpi , matematico e appassionato d ' opera lirica : se imbroccherà la risposta , vincerà 2 milioni e 560 mila lire . « Mi ritiro » dice il professor Degoli alla richiesta se voglia giocare ancora ; poi , sul chiaro mormorio di delusione che sale dalla platea , aggiunge maliziosamente : « Mi ritiro nella cabina , per rispondere alla domanda . » « Nelle sue partiture Verdi usò mai il controfagotto ? e in quale opera ? » chiede Mike Bongiorno . Entro la garitta il professor Degoli suda di pena , poi dice piano : « Non lo so » . Bongiorno l ' incoraggia mentre l ' orologio scandisce i secondi : « Il Falstaff » azzarda il professore . Ma la risposta esatta è invece : Don Carlos . Per la verità questa domanda , strettamente tecnica , è parsa esorbitare , a giudizio di molti musicisti , dalla conoscenza che si può ragionevolmente pretendere da un « amatore » , sia pure ben preparato . Il primo piano del volto del professor Degoli , all ' uscita dalla cabina , è davvero patetico : sui suoi tratti la delusione lotta con il self control e alla fine è sconfitta : Degoli riesce perfino a sorridere . L ' applauso del pubblico è stato dunque un riconoscimento meritato di questo garbo e di questa eleganza in un momento piuttosto amaro .
Piccole donne ( Tornabuoni Lietta , 1995 )
StampaQuotidiana ,
L ' unica sorpresa è che Gabriel Byrne , interprete del professor Friedrich Baer innamorato di Jo March , nonostante sia tedesco parli nel doppiaggio italiano con un accento francese caricaturale identico a quello di Peter Sellers - Ispettore Clouseau in La pantera rosa . L ' unica curiosità è : valeva la pena che fosse per la prima volta una donna femminista , la regista australiana Gillian Armstrong , a dirigere l ' ennesima versione cinetelevisiva del classico romanzo educativo per ragazzine scritto da Louisa May Alcott nel 1868 , se doveva farne poi la solita cosa , non migliore né diversa da tante altre ? L ' unico dilemma è : se non per amore del libro e nel suo ricordo o per motivi meno sentimentali , come sarà che questo film banale e inerte è candidato a tre Oscar ? Nella famiglia tutta femminile , ricalcata su quella della scrittrice , stavolta Susan Sarandon è la mamma delle quattro ragazze March . Winona Ryder è Jo , la sorella più moderna e simpatica , appassionata , ribelle , intelligente , inquieta , con ambizioni appagate di scrittrice ; Trini Alvarado è Meg , la sorella maggiore più saggia , equilibrata e quieta , anche la più noiosa ; Claire Danes è Beth fragile , spesso debole e stanca , pianista e sereno « angelo della casa » pateticamente destinata a morte precoce ; Kirsten Dunst ( la piccola succhiasangue bionda di Intervista col vampiro ) e Samantha Mathis , bambina e ragazza , sono Amy , la più bella e amante del divertimento , capricciosa elegante e artista , seducente . Il padre è lontano , in guerra : e quando torna è quasi un fantasma , come se in casa non ci fosse . La vita della piccola famiglia di donne , dei loro vicini , innamorati e amici , è segnata dagli eventi prevedibili negli inverni freddissimi e nelle dorate stagioni di Concord , Massachusetts : i giochi in comune e i cori , felicità , tristezze e amori , lacrime e sorrisi , gesti generosi , incidenti sul ghiaccio da cui si esce vivi per miracolo , amori delusi , insegnamenti materni , primi balli e primi dolori , malattie e ferite , Natali ed estati , chi muore , chi si sposa , chi parte e chi torna , chi fa bambini e chi pubblica romanzi . Naturalmente , a oltre un secolo dalla pubblicazione del libro , Piccole donne conserva una parte di quel fascino che resiste da molte generazioni . Non è questione delle tirate di Jo che difende il diritto delle donne al voto e che vorrebbe essere un uomo , « andare in guerra , sfidare l ' ingiustizia » , né del lamento del suo amico Teddy Laurie contro le limitazioni del ruolo maschile che lo obbligano a lavorare in ufficio anziché dedicarsi alla musica . La storia rimane entusiasmante perché Piccole donne è uno dei pochi romanzi ottocenteschi edificanti , scritti a fini d ' ammaestramento morale , che agli adolescenti non predichi l ' obbedienza ma l ' indipendenza , non il timore ma il coraggio , non la prudenza ma la generosità , non la remissività ma lo spirito di iniziativa ; perché offre un insieme di personalità differenti e contrastanti , svariati modelli possibili , molte occasioni di predilezione o identificazione ; perché racconta una repubblica domestica di donne priva dell ' autorità e dei condizionamenti coniugal - paterni ; perché le cinque energiche donne ( sei con la vecchia domestica , sette con la bisbetica zia ricca ) non sono mai annoiate né lagnose , si dimostrano attive , ardite , altruiste , speranzose , capaci d ' affrontare la vita con forza e allegria . È un peccato che il film risulti così opaco , scipito : perché farlo ? S ' erano già realizzati film o telefilm dal romanzo nel 1917 , nel 1919 , nel 1933 , nel 1949 , nel 1955 , nel 1978 . Sarà anche vero che ogni generazione ha diritto al suo Piccole donne : questa generazione poteva avere più fortuna .
StampaQuotidiana ,
Le manifestazioni all ' estero contro il Fascismo e il Governo fascista cominciano a passare il segno . Potevamo comprendere gli ordini del giorno di condoglianza dei partiti socialisti , le deplorazioni dei giornali , ma oggi appare chiaro che si vuole umiliare l ' Italia . Che cosa è tutta questa emozione per un delitto atroce ma anche molto volgare ? Chi osa dunque parlare agli italiani di moralità politica , di libertà ecc . ? Sono precisamente quegli stranieri che in casa loro e nelle terre a loro soggette hanno dato spettacolo frequentissimo al mondo di abbominevoli delitti politici , di soffocazione violenta delle libertà , di oppressione sanguinaria della volontà popolare ! Sono quei popoli che possiedono organi di polizia ciecamente servili alla più vera e feroce delle reazioni : quella plutocratica . Gli italiani non sono dei minorenni ; non hanno bisogno dei consigli di nessuno . Lo si sappia oltr ' alpe e oltre mare . Se si dovesse continuare nella ignobile campagna contro l ' attuale Governo , le ripercussioni nella politica europea non potrebbero tardare a manifestarsi perché una grande Nazione non può acconciarsi a un millesimo di decadimento della sua dignità . Il delitto , la crisi politica , ecc . sono cose che riguardano gli italiani ; è affare di politica interna , anzi , soltanto di polizia . Gli stranieri vedano dunque di non creare nel mondo imbarazzi e risentimenti più di quel che non ve ne siano già .