StampaQuotidiana ,
Parigi
,
21
notte
...
Mentre
i
gruppi
politici
delle
sinistre
socialiste
respingono
-
sia
pure
con
una
motivazione
che
non
può
piacerci
-
l
'
invito
comunista
di
partecipare
ad
una
manifestazione
antifascista
indetta
per
domani
,
dinanzi
al
contegno
del
"
Quotidien
"
noi
abbiamo
l
'
impressione
che
i
socialisti
riformisti
francesi
respingano
da
una
parte
una
forma
più
o
meno
utile
e
clamorosa
,
cerchino
dall
'
altra
di
contribuire
a
prepararla
e
di
associarvisi
senza
averne
l
'
aria
e
senza
mandare
al
comizio
nessun
loro
oratore
ufficiale
.
Preferiamo
,
allora
,
a
questa
mezza
opposizione
,
il
contegno
del
"
Temps
,
"
che
questa
sera
pubblica
un
faticoso
articolo
di
Herbette
,
in
cui
si
ha
la
pretesa
di
dire
l
'
ultima
parola
sul
Fascismo
e
sui
destini
dell
'
Italia
.
Il
"
Temps
,
"
almeno
,
non
fa
rivelazioni
sensazionali
,
perché
i
suoi
lettori
non
gli
crederebbero
;
ma
cerca
,
anzi
,
con
ragionamenti
e
utilizzando
il
materiale
servitogli
con
tanta
generosità
dai
giornali
in
questi
ultimi
giorni
,
di
dar
fondo
al
problema
politico
e
morale
italiano
,
per
giungere
,
come
un
Guglielmo
Ferrero
,
alle
conclusioni
di
quelle
forme
congenite
di
pessimismo
,
le
quali
danno
piuttosto
la
misura
d
'
un
carattere
denso
di
ombre
,
che
non
l
'
impressione
d
'
un
ammonimento
...
Parlando
di
Marinelli
,
cassiere
del
partito
,
di
Rossi
e
degli
altri
implicati
nella
trista
vicenda
,
ha
l
'
aria
di
credere
che
costoro
fossero
nel
Partito
fascista
quello
che
sono
il
cuore
,
il
cervello
e
i
polmoni
nell
'
organismo
umano
.
Si
comprende
,
quindi
,
che
prospetti
gli
avvenimenti
italiani
come
una
vera
e
propria
crisi
del
Fascismo
e
che
perciò
possa
spingersi
a
pensare
che
i
principi
democratici
,
affermatisi
in
Francia
nel
1789
,
in
Inghilterra
nel
1688
,
in
America
nel
1776
,
in
Belgio
nel
1830
e
in
Germania
nel
1848
,
abbiano
una
ragione
anche
in
Italia
.
In
Italia
non
il
Fascismo
è
in
crisi
,
ma
una
parte
di
quel
Fascismo
d
'
azione
che
fu
necessario
e
benemerito
nella
prima
ora
e
che
-
come
avviene
in
tutti
i
movimenti
rivoluzionari
-
cerca
ora
il
suo
assestamento
.
StampaQuotidiana ,
L
'
ingegner
Enrico
Mattei
,
presidente
dell
'
ENI
,
è
morto
ieri
sera
alle
19.15
in
un
incidente
aereo
.
Con
lui
sono
morte
altre
due
persone
:
il
pilota
del
bireattore
,
Irnerio
Bertuzzi
,
e
un
giornalista
americano
,
William
McHale
.
L
'
aereo
sul
quale
viaggiava
Mattei
-
il
bireattore
Morane
-
Saulnier
Paria
-
proveniva
da
Catania
e
alle
18.59
ha
avuto
l
'
ultimo
contatto
con
la
torre
di
controllo
dell
'
aeroporto
di
Linate
,
dove
sarebbe
dovuto
atterrare
dopo
due
minuti
.
Il
pilota
ha
segnalato
di
essere
nella
verticale
di
Carpiano
(
circa
8
chilometri
a
sud
di
Linate
)
,
e
ha
dichiarato
di
seguire
regolarmente
il
suo
piano
di
volo
.
La
voce
aveva
un
'
intonazione
del
tutto
calma
e
normale
.
Aveva
anche
precisato
di
essere
sceso
dai
milleottocento
metri
di
quota
ai
seicento
.
Poi
più
nulla
.
Allarmati
,
da
Linate
informavano
immediatamente
la
Legione
dei
carabinieri
perché
fonogrammi
venissero
diffusi
a
tutte
le
stazioni
dei
militi
della
zona
sud
.
La
segnalazione
è
giunta
dai
carabinieri
di
Landriano
,
che
l
'
avevano
avuta
da
Bascapè
,
un
paese
poco
a
sud
di
Melegnano
,
in
provincia
di
Pavia
.
Ed
è
qui
,
infatti
,
in
un
boschetto
rado
di
pioppi
,
che
il
bireattore
si
è
sbriciolato
,
sbriciolando
insieme
il
suo
carico
umano
.
Si
era
sentito
,
in
paese
,
poco
dopo
le
19
,
il
ronzare
pesante
di
un
apparecchio
,
come
se
girasse
sulla
zona
.
Ma
non
molti
vi
avevano
fatto
caso
:
Bascapè
,
infatti
,
si
trova
proprio
all
'
inizio
del
«
corridoio
»
che
gli
aerei
infilano
per
scendere
a
Linate
,
e
il
rumore
degli
aerei
non
fa
molto
effetto
.
Questo
tuttavia
era
più
forte
del
solito
,
se
la
madre
di
un
ragazzo
,
Antonio
Dacco
,
gli
chiese
:
«
Ma
cos
'
è
,
con
la
pioggia
i
motori
degli
aerei
si
sforzano
?
»
.
Il
ragazzo
alzò
le
spalle
.
Ma
poi
è
stato
uno
dei
primi
ad
accorrere
sul
posto
,
che
è
lontano
un
paio
di
chilometri
dal
paese
,
in
un
punto
intermedio
fra
Torrevecchia
e
Landriano
.
Lo
schianto
deve
essere
stato
certamente
udito
,
nella
cascina
Albaredo
,
abitata
dai
coloni
Ronchi
,
ma
in
quel
momento
vi
erano
soltanto
donne
,
chiuse
in
casa
.
Poco
più
tardi
,
è
stato
appunto
Mario
Ronchi
a
dare
la
prima
segnalazione
.
Serpeggiato
l
'
allarme
,
guidati
da
un
punto
luminoso
,
un
gruppo
di
giovanotti
,
nel
buio
della
sera
battuta
da
una
pioggia
dirotta
,
che
aveva
trasformato
la
stradetta
in
un
disastroso
pantano
,
è
accorso
.
Poi
sono
arrivate
le
prime
autorità
,
i
carabinieri
,
i
vigili
del
fuoco
,
inutili
lettighe
della
Croce
Rossa
,
il
prefetto
di
Pavia
,
dottor
Guida
,
il
procuratore
della
Repubblica
Valdo
Valdi
.
Illuminando
i
luoghi
con
i
riflettori
portatili
della
televisione
-
i
carabinieri
non
disponevano
che
di
povere
torce
a
mano
-
è
cominciata
la
ricognizione
,
faticosissima
.
Le
fiamme
,
intanto
,
si
erano
smorzate
.
Ma
erano
durate
,
per
testimonianza
dei
primi
accorsi
,
almeno
un
'
ora
e
mezzo
.
L
'
aereo
è
scoppiato
in
aria
,
o
è
esploso
urtando
il
suolo
,
dopo
un
estremo
tentativo
di
atterraggio
di
fortuna
?
Difficile
dirlo
ascoltando
i
testimoni
.
V
'
è
chi
dice
che
non
si
è
sentito
scoppio
alcuno
,
altri
parlano
di
una
lunga
strisciata
sul
terreno
,
che
risulterebbe
«
arato
»
per
una
ventina
di
metri
.
Il
macellaio
Arnaldo
Bosia
assicura
di
aver
sentito
,
oltre
che
il
rombo
irregolare
del
motore
,
uno
scoppio
in
lontananza
.
Altri
hanno
precisato
:
«
Come
quando
esplode
una
bombola
del
gas
»
.
La
parte
più
grossa
dell
'
aereo
-
una
buona
porzione
della
fusoliera
-
è
finita
in
un
ampio
cratere
ai
bordi
della
strada
,
dove
sono
anche
stati
trovati
alcuni
resti
.
Altri
resti
-
dell
'
aereo
e
degli
uomini
-
sono
stati
trovati
in
un
altro
campo
,
un
centinaio
di
metri
più
avanti
.
Impossibile
,
nell
'
oscurità
,
tentare
un
riconoscimento
,
che
comunque
sarà
laboriosissimo
,
poiché
l
'
esplosione
ha
smembrato
i
corpi
e
l
'
incendio
li
ha
bruciacchiati
.
Orrenda
visione
,
veramente
.
Comunque
,
la
ricerca
di
documenti
,
carte
o
qualsiasi
segno
che
consentisse
l
'
identificazione
è
continuata
per
alcune
ore
.
Poi
,
dopo
mezzanotte
,
il
procuratore
della
Repubblica
ha
disposto
che
picchetti
di
carabinieri
sorvegliassero
la
zona
,
fino
a
stamane
alle
6
,
quando
,
con
le
prime
luci
,
comincerà
l
'
inchiesta
.
Quanto
alle
cause
dell
'
incidente
,
proprio
non
si
può
dire
nulla
,
per
ora
.
Se
l
'
aereo
non
è
scoppiato
in
volo
(
e
il
fatto
che
abbia
arato
il
terreno
lo
farebbe
escludere
,
mentre
lo
sparpagliamento
dei
pezzi
lo
farebbe
ritenere
)
si
può
anche
pensare
a
un
errore
di
valutazione
del
pilota
,
che
tuttavia
era
espertissimo
.
In
effetti
,
la
giornata
non
era
favorevole
:
il
cielo
era
per
tre
quarti
coperto
;
la
visibilità
era
di
mille
metri
in
quota
e
di
milletrecento
sulla
pista
,
che
sono
limiti
bassissimi
.
In
queste
condizioni
,
e
pensando
che
l
'
aereo
è
caduto
a
8-10
chilometri
dalla
pista
,
non
si
può
escludere
,
appunto
,
un
qualche
errore
nella
valutazione
della
distanza
o
della
quota
.
L
'
aereo
era
partito
dall
'
aeroporto
di
Fontanarossa
,
nei
pressi
di
Catania
,
alle
ore
17
.
La
torre
di
controllo
dell
'
aeroporto
di
Catania
lo
ha
assistito
regolarmente
fino
a
che
è
rimasto
nella
zona
di
sua
competenza
.
Successivamente
,
la
torre
di
controllo
di
Catania
lo
ha
«
ceduto
»
all
'
assistenza
di
Roma
.
La
destinazione
era
Milano
.
Oggi
insieme
col
ministro
Tremelloni
,
Mattei
doveva
visitare
i
lavori
della
raffineria
in
costruzione
a
San
Nazzaro
dei
Burgondi
e
quelli
dell
'
oleodotto
Genova
-
Svizzera
.
StampaQuotidiana ,
Se
un
film
italiano
troppo
lungo
,
ben
recitato
e
noioso
venisse
a
rivelarci
che
Lascia
o
raddoppia
?
fin
dall
'
inizio
era
truccato
,
che
a
Lando
Degoli
,
a
Marianini
o
a
Paola
Bolognani
venivano
comunicate
in
anticipo
le
domande
con
relative
risposte
esatte
,
che
ansie
e
tensioni
in
cabina
erano
finte
,
troveremmo
la
forza
d
'
indignarci
,
quando
da
quarant
'
anni
si
parla
del
potere
di
mistificazione
e
dell
'
uso
politico
della
tv
,
quando
sappiamo
adesso
che
alla
tv
persino
i
casi
umani
sono
recitati
a
pagamento
?
Magari
no
.
Quiz
Show
rievoca
,
con
la
proba
ingenuità
tipica
del
suo
regista
Robert
Redford
,
un
telescandalo
americano
che
nel
1958
provò
la
natura
fraudolenta
di
Twenty
-
One
(
Ventuno
)
,
gioco
televisivo
a
quiz
nozionistici
allora
di
massimo
successo
,
trasmesso
in
diretta
dalla
rete
televisiva
National
Broadcasting
Corporation
(
NBC
)
:
i
concorrenti
conoscevano
prima
di
andare
in
onda
domande
e
risposte
,
vincevano
o
perdevano
e
si
alternavano
non
per
merito
o
demerito
ma
a
seconda
delle
esigenze
spettacolari
o
delle
necessità
commerciali
dello
sponsor
;
l
'
imbroglio
che
coinvolgeva
tanto
la
tv
quanto
i
concorrenti
si
estese
all
'
intero
sistema
,
anche
giudiziario
;
l
'
indagine
condotta
da
un
avvocato
del
Comitato
del
Congresso
sul
controllo
legislativo
chiarì
la
truffa
ma
non
rovinò
il
concorrente
più
popolare
,
Charles
Van
Doren
,
bel
giovane
di
buona
famiglia
d
'
intellettuali
che
salvò
la
faccia
confessando
la
verità
,
pentendosi
e
chiedendo
perdono
con
un
bel
discorso
.
Redford
ha
continuato
a
ripetere
che
l
'
episodio
«
segnò
la
fine
dell
'
innocenza
nella
storia
sociale
americana
»
,
cancellò
la
fiducia
popolare
nella
televisione
:
però
dirlo
non
basta
.
Si
intuiscono
i
significati
simbolici
e
sociali
attribuiti
al
vecchio
fatto
di
cronaca
,
il
bluff
rappresentato
dalla
fede
americana
nel
merito
individuale
,
la
morale
calpestata
dalla
corruzione
che
tocca
tutti
,
la
solidarietà
nel
peggio
dell
'
establishment
,
il
dominio
dei
soldi
e
della
vanità
:
ma
sono
espressi
troppo
primariamente
e
sommariamente
per
risultare
drammatici
,
per
dare
all
'
episodio
uno
spessore
etico
-
politico
convincente
,
e
non
s
'
aspettava
certo
Quiz
Show
per
sapere
che
la
tv
mistifica
e
che
i
privilegiati
cascano
sempre
in
piedi
.
Nel
racconto
scolastico
manca
l
'
emozione
,
grava
spesso
il
tedio
.
Le
qualità
del
film
stanno
piuttosto
nella
recitazione
eccellente
di
John
Turturro
,
di
Ralph
Fiennes
,
di
Paul
Scofield
,
di
tutti
gli
interpreti
compresi
,
in
piccole
parti
,
i
registi
Martin
Scorsese
e
Barry
Levinson
;
nella
ricostruzione
d
'
epoca
,
in
un
'
aria
semplice
e
semplificata
degli
anni
Cinquanta
il
cui
merito
va
soprattutto
ai
toni
scelti
dal
direttore
della
fotografia
Michael
Ballhaus
;
nel
ritratto
convenzionale
ma
bello
d
'
una
famiglia
altoborghese
di
intellettuali
con
le
sue
eleganti
abitudini
di
vita
,
la
sua
sobrietà
,
la
sua
spietata
certezza
di
superiorità
.
StampaQuotidiana ,
Roma
,
30
notte
I
ritocchi
nella
compagine
ministeriale
non
alterano
la
fisionomia
del
Governo
fascista
.
La
situazione
rimane
,
come
prima
,
imperniata
sul
nome
di
Mussolini
e
sui
quadri
del
Fascismo
.
Su
undici
dicasteri
,
sei
sono
affidati
a
fascisti
,
due
a
personalità
militari
,
tre
ad
elementi
presi
dalla
destra
liberale
e
dalle
forze
cattoliche
nazionali
,
che
hanno
fiancheggiato
lealmente
l
'
opera
del
Fascismo
.
L
'
ammiraglio
Thaon
di
Revel
resta
al
suo
posto
di
alta
responsabilità
e
di
fiducia
.
Egli
è
la
personalità
di
maggior
rilievo
nella
nostra
Marina
,
che
ha
il
merito
di
avere
compreso
in
tempo
nel
corso
stesso
della
guerra
il
tramonto
delle
grandi
coreografie
e
l
'
importanza
dei
mezzi
tecnici
minori
,
con
cui
furono
compiute
le
più
brillanti
imprese
di
siluramento
.
Il
gen
.
Di
Giorgio
,
che
segui
sui
campi
di
battaglia
tutta
la
nuova
storia
militare
d
'
Italia
,
dall
'
Abissinia
alla
Libia
,
al
Piave
,
è
un
uomo
di
energia
inflessibile
,
di
superiore
intelligenza
e
di
grande
equilibrio
.
Queste
due
personalità
,
che
sono
al
di
sopra
dei
partiti
,
restano
al
Governo
per
dirigere
degnamente
,
insieme
al
generale
comandante
l
'
Aeronautica
,
l
'
opera
di
riordinamento
delle
forze
di
terra
,
del
mare
e
dell
'
aria
,
disorganizzate
e
avvilite
da
coloro
che
,
oggi
,
sono
all
'
opposizione
.
La
destra
liberale
,
che
difese
sempre
a
viso
aperto
la
causa
della
Nazione
contro
gli
uomini
del
sovversivismo
e
della
disgregazione
,
ha
il
suo
riconoscimento
nella
persona
dell
'
on
.
Sarrocchi
,
uomo
di
alta
dirittura
politica
e
morale
.
E
un
riconoscimento
viene
dato
anche
alle
forze
cattoliche
-
nazionali
,
perché
,
per
buona
fortuna
,
la
fazione
don
sturziana
non
rappresenta
in
Italia
che
una
deviazione
socialistoide
di
punta
.
Nei
prossimi
giorni
avverrà
la
designazione
dei
sottosegretari
che
,
per
gran
parte
,
saranno
uomini
nuovi
,
scelti
nei
quadri
del
Fascismo
.
La
selezione
di
questi
elementi
avrà
lo
scopo
di
preparare
nell
'
addestramento
tecnico
e
nella
responsabilità
di
Governo
la
nuova
classe
dirigente
,
secondo
il
pensiero
ripetutamente
espresso
dal
Presidente
.
In
definitiva
,
il
Governo
,
sotto
la
direzione
di
Mussolini
,
resta
affidato
alle
forze
del
Fascismo
,
col
fiancheggiamento
di
elementi
nazionali
sicuri
e
provati
.
Dall
'
altra
parte
del
fosso
:
nel
campo
dell
'
opposizione
,
sono
gli
uomini
del
rinunziatarismo
,
della
disgregazione
interna
,
della
decadenza
demagogica
,
del
sovvertimento
sociale
.
Da
dieci
anni
si
combatte
in
Italia
una
lotta
asperrima
perché
la
Nazione
sia
ordinata
e
solida
all
'
interno
,
rispettata
e
temuta
all
'
estero
.
Questa
lotta
,
condotta
da
varie
forze
nazionali
e
guidata
da
Mussolini
,
è
stata
diretta
senza
tregua
contro
il
sovversivismo
e
contro
la
demagogia
.
Gli
uomini
che
parteggiano
per
l
'
Austria
,
e
che
incitavano
i
soldati
a
disertare
,
sono
all
'
opposizione
.
Coloro
che
inscenavano
gli
scioperi
mentre
l
'
Italia
era
impegnata
nelle
trattative
di
pace
,
sono
all
'
opposizione
.
Quelli
che
prepararono
la
rivolta
d
'
Ancona
per
imporre
lo
sgombero
di
Valona
,
sono
all
'
opposizione
.
I
signori
che
rinnegarono
la
Dalmazia
italiana
,
sono
all
'
opposizione
.
E
tra
gli
oppositori
,
sono
anche
quelli
che
,
console
Nitti
,
avrebbero
voluto
abolire
il
Senato
e
proclamare
la
repubblica
di
Modigliani
.
Tutti
coloro
che
hanno
sempre
parteggiato
contro
l
'
Italia
e
che
si
unirono
spiritualmente
e
politicamente
agli
arabi
,
ai
turchi
,
ai
greci
,
ai
croati
,
agli
albanesi
,
sono
all
'
opposizione
.
Una
tale
opposizione
,
che
ammette
nel
suo
seno
gli
"
osservatori
"
comunisti
,
i
quali
hanno
ordine
da
Mosca
di
preparare
le
squadre
rosse
armate
,
e
che
non
ha
ripugnanza
di
unirsi
ai
massimalisti
,
anche
quando
essi
in
perfetta
franchezza
di
sovversivi
dichiarano
di
voler
trarre
profitto
dalla
scissione
verificatasi
nella
borghesia
italiana
,
una
tale
opposizione
non
può
parlare
in
nome
della
Nazione
,
dell
'
onore
d
'
Italia
,
della
Costituzione
e
della
pace
.
Si
comprende
perfettamente
come
taluni
oppositori
vogliano
ripetere
lo
"
sciopero
legalitario
"
rifiutandosi
di
recarsi
al
Quirinale
.
E
sono
nella
vecchia
ininterrotta
linea
,
questi
signori
oppositori
,
che
ancora
una
volta
si
uniscono
alla
campagna
di
diffamazione
internazionale
contro
l
'
Italia
.
E
la
loro
tradizione
ed
è
la
loro
condanna
.
StampaQuotidiana ,
I
rapporti
fra
letteratura
e
industria
sono
un
argomento
di
viva
e
stimolante
attualità
,
se
non
da
quando
esiste
la
letteratura
,
per
lo
meno
da
quando
esiste
l
'
industria
.
Perciò
fa
bene
Elio
Vittorini
a
lamentare
con
doloroso
sbigottimento
l
'
arretratezza
della
letteratura
industriale
prodotta
da
tanti
suoi
amici
e
colleghi
,
e
i
loro
impacci
,
e
i
loro
«
squarci
pateticamente
(
e
pittorescamente
)
descrittivi
che
risultano
di
sostanza
naturalistica
»
:
insomma
,
la
loro
mancanza
di
fiato
davanti
alle
novità
del
secolo
.
Non
per
nulla
infatti
un
dibattito
come
quello
in
corso
dal
«
Menabò
»
alle
altre
riviste
che
si
accodano
al
pesce
-
pilota
è
una
esercitazione
soltanto
precettistica
:
incapace
di
produrre
opere
creative
dà
origine
soprattutto
a
norme
didattiche
in
favore
del
«
tema
unico
»
,
a
esortazioni
retoriche
tipo
quelle
altre
«
ai
campi
!
»
,
«
alla
battaglia
del
grano
!
»
,
«
alle
colonie
!
»
,
«
al
posto
al
sole
!
»
,
«
all
'
Arcadia
!
»
,
«
al
sonetto
!
»
,
«
all
'
ottava
!
»
,
«
alla
sestina
!
»
.
Diventa
così
chiaro
agli
occhi
di
tutti
come
il
vero
problema
non
sia
stato
identificato
con
esattezza
.
Non
sarà
cioè
quello
dei
rapporti
fra
letteratura
e
industria
,
vecchia
solfa
,
ma
un
altro
molto
più
scottante
nella
nostra
cultura
attuale
:
come
mai
un
numeroso
gruppo
di
letterati
indecisi
si
abbandoni
quest
'
anno
e
tutti
insieme
a
una
tornata
accademica
esclusivamente
teorizzante
,
e
rinunciando
alla
narrativa
e
alla
saggistica
si
restringa
invece
alla
pedagogia
e
all
'
ammonimento
.
Naturalmente
non
si
deploreranno
mai
abbastanza
l
'
isolamento
e
il
provincialismo
e
l
'
ignoranza
e
l
'
inciviltà
dei
vent
'
anni
fascisti
,
l
'
arresto
e
lo
smarrimento
della
patria
cultura
.
Ma
perché
-
ci
si
chiede
-
oggi
noi
che
non
ne
abbiamo
nessuna
colpa
dobbiamo
ancora
star
male
e
soffrir
sempre
pene
gravissime
in
conseguenza
del
fatto
che
un
gruppetto
di
letterati
autodidatti
negli
anni
Trenta
invece
di
studiarsi
qualche
grammatica
straniera
e
di
fare
qualche
gita
a
Chiasso
a
comprarsi
un
po
'
di
libri
importanti
(
tradotti
e
discussi
da
noi
solo
adesso
,
ma
già
pubblicati
e
ben
noti
fin
da
allora
)
abbia
buttato
via
i
trent
'
anni
migliori
della
vita
umana
lamentandosi
a
vuoto
e
perdendo
del
tempo
a
inventare
la
ruota
o
a
scoprire
il
piano
inclinato
mentre
altrove
già
si
marciava
in
treno
e
in
dirigibile
,
o
almeno
si
lavorava
utilmente
in
vista
dei
decenni
futuri
?
Bastava
arrivare
fino
alla
stanga
della
dogana
di
Ponte
Chiasso
,
due
ore
di
bicicletta
da
Milano
,
e
pregare
un
qualche
contrabbandiere
di
fare
un
salto
alla
più
vicina
drogheria
Bernasconi
e
acquistare
,
insieme
a
un
Toblerone
e
a
un
paio
di
pacchetti
di
Muratti
col
filtro
,
anche
i
Manoscritti
economico
filosofici
di
Marx
(
1844
)
,
il
Tractatus
logico
-
philosophicus
di
Wittgenstein
(
1921
)
,
Civiltà
di
massa
e
cultura
di
minoranza
del
Dottor
Leavis
(
1930
)
,
le
Idee
per
una
fenomenologia
di
Husserl
(
1931
)
,
e
magari
I
principii
della
critica
letteraria
di
I.A.
Richards
(
1928
)
,
Cultura
e
ambiente
di
Leavis
e
Thompson
(
1933
)
,
L
'
uomo
del
risentimento
di
Max
Scheler
(
1933
)
,
L
'
Africa
fantasma
di
Michel
Leiris
(
1934
)
,
Linguaggio
,
verità
e
logica
di
A.J.
Ayer
(
1936
)
,
Axel
'
s
Castle
di
Edmund
Wilson
(
1931
)
,
Enemies
of
promise
di
Cyril
Connolly
(
1938
)
,
La
formazione
dello
spirito
scientifico
di
Gaston
Bachelard
(
1938
)
,
Sette
tipi
d
'
ambiguità
di
William
Empson
(
1930
)
,
Capire
la
poesia
di
Cleanth
Brooks
e
R
.
Penn
Warren
(
1938
)
,
Mariti
e
mogli
di
Ivy
Compton
-
Burnett
(
1931
)
,
un
po
'
di
Blanchot
e
Bataille
assortiti
,
nonché
di
Henry
Green
e
Anthony
Powell
,
e
il
meglio
di
Forster
,
dai
romanzi
intorno
al1910
ai
saggi
del
1936
,
passando
per
il
Passaggio
in
India
che
è
del
1924
.
Ci
si
sarebbero
risparmiati
alcune
decine
d
'
anni
di
penose
indecisioni
intorno
a
illusioni
senza
avvenire
,
come
primo
vantaggio
,
e
soprattutto
la
scomodità
dell
'
apprendistato
coi
capelli
bianchi
.
I
dolori
della
nostra
cultura
derivano
dal
fatto
che
una
numerosa
«
classe
unica
»
di
letterati
degli
anni
Trenta
non
si
è
ancora
messa
al
passo
con
le
idee
dei
loro
coetanei
del
resto
del
mondo
,
e
affronta
in
ogni
nuovo
anno
scolastico
un
programma
di
studi
estremamente
limitato
.
Di
qui
il
bizzarro
spettacolo
di
maestri
di
scuola
che
fanno
ripetere
la
lezione
a
tutta
la
classe
insieme
,
e
la
classe
docilmente
impara
ogni
anno
una
nuova
canzone
,
la
esegue
in
coro
,
tutti
passandosi
la
stessa
parola
d
'
ordine
nello
stesso
momento
-
«
cultura
di
massa
»
,
«
Spitzer
»
,
«
Wittgenstein
»
,
«
fenomenologia
»
,
«
alienazione
»
-
succhiandola
come
una
caramella
e
sputandola
fuori
di
colpo
appena
ne
spunta
una
nuova
:
veramente
dimenticandosela
,
come
se
non
fosse
mai
esistita
.
Come
non
dovrebbe
capitare
nella
cultura
,
che
è
coesistenza
di
idee
,
e
invece
succede
normalmente
nella
moda
,
dove
per
decreto
di
sarte
la
gonna
è
più
lunga
o
la
manica
è
più
corta
per
una
stagione
sola
e
mai
di
più
.
Perciò
l
'
immagine
che
si
è
venuta
formando
dei
nostri
sofisti
attuali
non
può
essere
che
quella
di
un
gruppo
di
mediocri
signori
anziani
di
scarsa
cultura
e
di
formazione
tardiva
,
volonterosi
e
patetici
come
Jaufré
Rudel
in
vista
delle
rive
del
Libano
,
che
vengono
avanti
passo
passo
pretendendo
dopo
tanti
faux
pas
di
far
scoperte
e
d
'
impartir
lezioncine
in
base
alle
traduzioni
recenti
di
autori
che
conoscevamo
fin
dai
tempi
quando
loro
bamboleggiavano
ancora
con
Pian
della
Tortilla
(
mentre
noi
leggevamo
Forster
)
o
ricadevano
nella
Antologia
di
Spoon
River
(
mentre
studiavamo
Auden
)
.
Com
'
è
goffo
vedere
per
esempio
cominciare
a
spuntare
adesso
i
nomi
di
Trilling
o
di
Ayer
,
o
affiorare
addirittura
Bachelard
,
morto
l
'
anno
scorso
a
ottant
'
anni
.
Mi
fa
lo
stesso
effetto
di
quando
si
scoprono
Firbank
o
Rolfe
con
quarant
'
anni
di
ritardo
(
per
tacere
naturalmente
i
casi
di
Forster
,
della
Compton
-
Burnett
e
dell
'
Ulysses
)
;
ma
un
caso
addirittura
tipico
è
quello
di
Salinger
,
di
cui
si
scopre
con
entusiasmo
il
bel
libro
di
quindici
anni
fa
contemporaneamente
al
disastro
totale
in
America
del
suo
ultimo
che
è
una
sciocchezza
.
E
volendo
si
potrebbe
star
già
pregustando
le
prossime
scoperte
di
William
Empson
e
di
Ivor
Winters
,
di
Klossowski
e
di
Starobinski
,
dei
versi
di
Thom
Gunn
e
di
Yves
Bonnefoy
;
e
magari
del
Dottor
Leavis
(
andato
in
pensione
dall
'
Università
di
Cambridge
l
'
anno
scorso
per
limiti
d
'
età
)
;
e
magari
di
Henri
Focillon
,
di
cui
si
celebra
quest
'
anno
il
ventennale
della
morte
.
C
'
è
poi
l
'
obiezione
formale
.
Da
quando
in
qua
si
scrive
in
quel
modo
?
Si
è
abituati
a
leggere
,
generalmente
si
capisce
quello
che
scrivono
Edmund
Wilson
o
Roland
Barthes
,
Philip
Toynbee
o
Claude
Lévi
-
Strauss
;
non
vedo
allora
perché
dovrei
far
degli
sforzi
per
decifrare
gli
eccessi
di
auto
-
indulgenza
di
alcuni
vanesii
minori
che
si
abbandonano
alla
incomunicabilità
della
«
prima
stesura
»
per
non
far
la
fatica
di
chiarire
il
proprio
pensiero
neanche
a
se
stessi
,
senza
preoccuparsi
se
la
confusione
stilistica
è
il
segno
più
certo
di
confusione
nella
testa
,
e
senza
un
minimo
di
riguardo
per
il
lettore
,
trattato
come
un
cliente
costretto
ad
acquistare
la
paccottiglia
di
un
negozio
sfornito
.
No
.
Non
ci
sto
.
Come
cliente
vado
a
spendere
i
miei
soldi
in
negozi
più
in
ordine
,
se
non
vedo
bene
e
non
mi
si
fa
capire
l
'
articolo
che
mi
si
tenta
di
vendere
.
Voglio
chiarezza
,
lucidità
,
ragioni
critiche
;
pretendo
concisione
,
possibilità
di
sommari
e
compendi
,
dal
momento
che
,
lo
si
sa
,
non
esiste
opera
di
pensiero
veramente
significativa
che
non
si
possa
riassumere
in
poche
proposizioni
.
Altrimenti
non
compro
(
e
peggio
per
i
venditori
,
non
per
me
)
,
così
come
al
ristorante
non
accetto
una
minestra
in
mano
,
la
voglio
sul
piatto
,
e
non
faccio
entrare
in
casa
chi
mi
si
presenta
alla
porta
in
mutande
.
Del
resto
si
può
fare
una
prova
.
Dietro
le
giuste
malinconie
di
Umberto
Eco
sul
«
Menabò
»
stesso
per
l
'
inadeguatezza
dei
mezzi
espressivi
a
disposizione
di
molti
letterati
per
affrontare
i
nuovi
aspetti
della
realtà
,
basta
prelevare
qualche
campioncino
di
prosa
da
queste
medesime
riviste
per
analizzare
gli
strumenti
linguistici
adoperati
nel
trattarne
.
Basta
aprire
a
caso
:
quante
volte
la
struttura
sintattica
di
base
è
ancora
quella
oratoria
del
Seicento
,
intorbidita
dagli
urti
e
dalle
pressioni
di
sistemi
filosofici
rivali
e
incompatibili
,
mai
d
'
accordo
sull
'
uso
da
fare
e
sul
senso
da
dare
ai
termini
,
tanto
più
equivoci
e
indiscriminati
in
quanto
perdono
col
tempo
le
virgolette
che
indicano
ammicco
.
E
dovremmo
contentarci
di
intuizioni
impressionistiche
,
motti
sibillini
,
lampeggiamenti
baluginanti
,
vagiti
...
Ma
soprattutto
un
narcisismo
incredibile
molto
curioso
per
due
ragioni
.
Una
,
che
la
oscurità
risulta
grottesca
perché
non
è
una
scelta
deliberata
ma
un
faute
de
mieux
;
e
civettare
sul
«
volere
e
non
potere
»
è
per
lo
meno
uggioso
e
triste
.
L
'
altra
che
questo
narcisismo
mostra
fini
paradossalmente
moraleggianti
:
«
le
cose
per
noi
non
van
bene
,
quindi
(
a
fin
di
bene
)
rientriamo
nelle
catacombe
dell
'
ermetismo
»
,
detto
poi
da
parte
di
chi
dall
'
ermetismo
non
era
mai
riuscito
a
venir
fuori
...
Ma
questa
attrattiva
del
linguaggio
mandarino
,
la
frequente
nostalgia
dell
'
allusività
per
iniziati
,
da
clan
privilegiato
o
da
élite
scostante
,
mi
sembra
l
'
atteggiamento
più
reazionario
che
si
possa
immaginare
oggi
,
col
suo
doppio
registro
:
complice
-
cifrato
con
gli
addetti
ai
lavori
,
e
altezzoso
-
paternalistico
(
«
perché
so
meglio
dite
quel
che
deve
andar
bene
per
te
...
»
)
quando
si
rivolge
alla
massa
operaia
non
su
un
giornale
proletario
in
una
colonna
e
mezzo
di
limpida
prosa
comprensibile
almeno
alla
metà
dei
lettori
,
ma
in
formule
schifiltose
su
riviste
esoteriche
che
non
costano
mai
meno
di
mille
lire
.
Mi
pare
in
sostanza
che
ornamenti
retorici
e
compiacenze
ermetiche
finiscano
per
risultare
i
perfetti
equivalenti
degli
arazzi
e
dei
trumeaux
in
mezzo
ai
quali
i
«
baronetti
rossi
»
tradizionalmente
proclamano
la
loro
solidarietà
con
la
classe
lavoratrice
(
rappresentata
poi
dal
solito
benzinaro
che
viene
a
far
quattro
salti
in
casa
)
.
Cioè
tipicamente
la
politica
di
Maria
Antonietta
,
con
le
sue
brioches
e
tutto
.
E
come
si
fa
allora
a
non
pensare
che
l
'
ideale
ultimo
sia
a
questo
punto
lo
stesso
:
far
dei
giochini
sconsiderati
e
irresponsabili
alle
spalle
del
proletariato
,
considerandolo
di
volta
in
volta
banco
di
prova
e
massa
di
manovra
,
cavia
per
ricerche
sociologiche
e
spedizioni
emozionanti
e
analisi
di
mercato
,
sempre
come
oggetto
comunque
,
con
l
'
assoluzione
morale
della
sinistra
e
prendendo
intanto
anche
un
po
'
di
soldi
dagli
industriali
«
buoni
»
.
E
cinismo
per
cinismo
è
chiaro
che
questa
specie
di
socialismo
per
le
dame
vale
né
più
né
meno
che
il
francescanesimo
coi
venti
stipendi
.
Meglio
ancora
una
coltivazione
dell
'
orto
di
Candide
,
per
così
poco
,
o
un
traino
del
carretto
di
Madre
Coraggio
per
sentieri
defilati
.
Lo
so
bene
che
il
tango
moralistico
sulla
ricchezza
oggi
è
altrettanto
frivolo
che
invocare
la
miseria
di
ieri
come
alibi
,
quando
si
parla
di
affari
culturali
,
e
con
un
bel
rictus
di
nevrastenia
in
più
.
Però
,
oltre
i
temi
che
ci
vengono
suggeriti
quest
'
anno
per
le
nostre
penitenze
,
vorrei
limitarmi
a
ricordare
la
fame
di
Orwell
e
la
malattia
di
Lawrence
,
le
stanzette
di
St
.
Germain
des
Prés
dove
gelano
come
la
piccola
fiammiferaia
i
collaboratori
di
«
Les
temps
modernes
»
e
l
'
assegno
per
le
collaborazioni
al
«
New
Statesman
»
non
certo
più
cospicuo
della
retribuzione
del
piccolo
scrivano
fiorentino
:
miserie
certo
non
meno
dolorose
di
quelle
di
casa
nostra
degli
anni
Trenta
,
ma
anche
un
certo
ritegno
nel
non
dire
troppi
sì
per
amore
del
soldo
o
per
vanità
di
farsi
vedere
più
à
la
page
degli
altri
;
una
certa
ostinazione
nel
leggere
comunque
i
libri
che
contano
,
invece
di
sedersi
lì
esclamando
«
non
si
può
,
pazienza
»
;
e
in
più
una
certa
precisione
nel
mettere
in
chiaro
da
che
parte
si
sta
.
Non
però
scegliendo
Cromwell
o
Robespierre
,
Lincoln
o
Licurgo
:
ma
in
base
alle
forze
politiche
effettivamente
esistenti
.
StampaQuotidiana ,
È
un
titolo
bello
,
Un
eroe
borghese
,
e
dice
molto
.
Definisce
con
l
'
appartenenza
alla
classe
di
cui
praticava
le
virtù
da
altri
spesso
rinnegate
Giorgio
Ambrosoli
,
avvocato
di
Milano
,
nominato
nel
1974
commissario
liquidatore
della
fallita
Banca
Privata
Italiana
di
Michele
Sindona
,
quarantenne
,
sposato
,
padre
di
tre
bambini
,
un
moderato
di
brutto
carattere
,
«
rigido
,
intransigente
,
moralista
,
serio
,
bravo
,
libero
e
solo
...
che
avrebbe
potuto
vivere
tranquillo
con
le
sue
serene
abitudini
e
invece
,
per
la
passione
dell
'
onestà
,
si
batté
contro
un
"
genio
del
male
"
sorretto
da
forze
potenti
palesi
e
occulte
,
e
fu
sconfitto
»
:
venne
ammazzato
sotto
casa
in
una
notte
d
'
estate
del
1979
,
con
diversi
colpi
di
357
Magnum
sparati
al
petto
,
dal
killer
William
J
.
Aricò
venuto
dall
'
America
,
assoldato
da
Sindona
per
25.000
dollari
.
Un
professionista
deciso
a
fare
il
proprio
lavoro
e
il
proprio
dovere
senza
badare
agli
interessi
che
colpiva
né
alle
fortissime
pressioni
di
politici
democristiani
per
salvare
Sindona
:
e
per
questo
,
nell
'
Italia
sventurata
di
sedici
anni
fa
e
di
oggi
,
un
eroe
.
Il
caso
Ambrosoli
,
che
resta
esemplarmente
a
illustrare
i
viluppi
della
politica
mafiosa
,
della
politica
nera
,
della
politica
dei
soldi
di
questi
anni
,
è
la
materia
del
libro
di
Corrado
Stajano
pubblicato
nel
1991
da
Einaudi
,
appunto
Un
eroe
borghese
,
da
cui
il
film
diretto
da
Michele
Placido
è
tratto
con
fedeltà
.
Racconta
l
'
incarico
ricevuto
dall
'
avvocato
e
la
sua
vita
famigliare
;
le
sue
indagini
per
chiarire
gli
oscuri
intrecci
e
le
non
gratuite
protezioni
politiche
che
avevano
portato
il
banchiere
siciliano
Michele
Sindona
ad
un
'
ascesa
vertiginosa
seguita
poi
da
una
caduta
rovinosa
;
i
troppi
non
disinteressati
interventi
per
salvarlo
;
le
difficoltà
,
i
trabocchetti
e
le
minacce
conclusisi
con
la
morte
di
Ambrosoli
(
più
tardi
,
con
la
morte
del
suo
killer
,
precipitato
da
quindici
metri
di
altezza
«
mentre
tentava
d
'
evadere
dal
carcere
a
New
York
»
;
e
con
la
morte
del
mandante
dell
'
omicidio
,
Sindona
,
avvelenato
da
un
caffè
in
prigione
.
Fabrizio
Bentivoglio
è
il
protagonista
,
sobrio
e
bravo
.
Omero
Antonutti
,
senza
barba
,
è
l
'
antagonista
,
molto
diverso
da
come
appariva
Sindona
nella
primavera
del
1975
,
latitante
non
ricercato
né
estradato
da
alcuno
,
nella
suite
lussuosa
all
'
Hotel
Pierre
di
New
York
o
nel
piccolo
ufficio
di
Park
Avenue
d
'
una
società
dal
nome
insignificante
,
Cisco
:
mentre
Antonutti
è
pacato
,
laconico
e
asciutto
,
Sindona
era
loquace
,
mellifluo
,
minaccioso
,
ilare
,
ricattatorio
;
come
Antonutti
nel
film
,
accusava
l
'
Italia
d
'
essere
un
Paese
senza
libertà
,
si
diceva
vittima
d
'
un
complotto
ordito
dai
comunisti
e
dall
'
«
infame
trio
Rondelli
-
Ugo
La
Malfa
-
Cuccia
»
.
Michele
Placido
è
il
maresciallo
maggiore
della
Guardia
di
Finanza
Silvio
Novembre
,
collaboratore
e
amico
,
l
'
uomo
più
vicino
ad
Ambrosoli
in
quei
suoi
cinque
anni
terribili
.
Giuliano
Montaldo
è
l
'
allora
governatore
della
Banca
d
'
Italia
Guido
Carli
,
che
affidò
all
'
avvocato
l
'
estremo
incarico
.
Ricky
Tognazzi
è
Mario
Sarcinelli
,
allora
Capo
della
Vigilanza
della
Banca
d
'
Italia
.
Andreotti
ed
Evangelisti
non
si
vedono
ma
vengono
spesso
nominati
nel
film
come
protettori
di
Sindona
.
Laura
Betti
è
un
efficace
personaggio
d
'
invenzione
,
una
collaboratrice
fedele
di
Sindona
che
cita
Stendhal
:
«
L
'
onestà
è
la
virtù
della
gente
dappoco
»
.
Gli
sceneggiatori
Graziano
Diana
e
Angelo
Pasquini
sono
riusciti
a
non
rendere
melodrammatico
un
destino
tragico
:
ma
era
forse
fatale
che
il
borghese
onesto
e
solo
risultasse
non
soltanto
un
eroe
,
quasi
un
santo
o
un
santino
.
La
straordinaria
fotografia
di
Luca
Bigazzi
dà
una
nobile
intensità
al
film
non
bello
ma
rilevante
nella
tradizione
del
cinema
sociopolitico
italiano
:
utile
a
chiarire
la
trama
dei
rapporti
fra
parti
dello
Stato
,
criminalità
organizzata
,
alta
finanza
;
utile
a
capire
i
meccanismi
d
'
un
passato
di
vergogna
;
utile
a
cogliere
quanto
di
quel
passato
sussista
o
possa
riprodursi
nel
presente
.
Dall
'
uccisione
dell
'
avvocato
Giorgio
Ambrosoli
sono
passati
sedici
anni
.
Molti
dei
protagonisti
d
'
allora
sono
morti
anche
di
morte
violenta
,
oppure
scomparsi
dalla
scena
:
Sindona
,
Calvi
,
monsignor
Marcinkus
,
il
finanziere
vaticano
a
capo
dell
'
Istituto
per
le
Opere
di
Religione
,
Franco
Evangelisti
,
l
'
allora
segretario
amministrativo
della
Democrazia
cristiana
,
Giulio
Andreotti
per
ventuno
volte
ministro
e
per
sette
volte
presidente
del
Consiglio
ora
incriminato
per
collusione
con
la
mafia
.
Tra
i
personaggi
nominati
nel
film
,
soltanto
Licio
Gelli
e
Enrico
Cuccia
,
ciascuno
a
suo
modo
,
persistono
.
Non
s
'
è
fatta
limpida
l
'
acqua
torbida
italiana
:
purtroppo
di
eroi
borghesi
c
'
è
ancora
bisogno
.
StampaQuotidiana ,
L
'
Avanti
!
si
è
assunto
ancora
una
volta
il
volontario
ufficio
di
necroforo
del
Fascismo
e
di
Mussolini
,
dimenticando
che
effettivamente
questa
parte
non
gli
è
riescita
bene
se
non
nei
riguardi
del
partito
socialista
.
Il
giornale
avversario
chiede
la
testa
di
Mussolini
,
vuole
lo
scioglimento
della
Camera
,
della
Milizia
,
del
Partito
e
chi
più
ne
ha
più
ne
metta
.
La
nostra
risposta
è
stata
ed
è
molto
semplice
.
Muovetevi
,
signori
socialisti
!
Se
pretendete
tante
cose
,
abbiate
almeno
il
coraggio
di
agire
,
di
fare
qualche
cosa
perché
il
vostro
nobile
programma
sia
coronato
dal
successo
.
Parlate
con
l
'
accento
dei
capitani
che
hanno
alle
spalle
agguerrite
schiere
,
ma
alla
fine
non
fate
che
abbaiare
come
i
cani
delle
chiare
notti
lunari
.
In
verità
non
v
'
è
nulla
di
più
stupido
delle
minacce
e
delle
ingiunzioni
non
sorrette
da
argomenti
di
qualche
efficacia
.
La
noia
dell
'
attesa
vana
diventa
insopportabile
.
La
verità
è
che
Mussolini
incute
una
salutare
soggezione
a
questo
branco
di
scimmie
urlatrici
.
L
'
Avanti
!
,
nel
1919
,
in
un
bel
mattino
post
-
elettorale
,
scoprì
che
nelle
acque
calme
e
sudice
del
Naviglio
galleggiava
un
cadavere
:
era
quello
di
Benito
Mussolini
.
La
trovata
esilarò
talmente
i
socialisti
che
fu
organizzato
anche
un
funerale
sotto
le
finestre
dell
'
allora
Direttore
del
Popolo
d
'
Italia
.
Ahimè
,
Lazzaro
risuscitò
e
menò
certi
colpi
al
partito
dell
'
Avanti
!
da
ridurlo
informe
fantoccio
.
L
'
Avanti
!
vuole
ancora
fare
il
necroforo
e
lo
sa
per
esperienza
recente
che
è
una
vera
pazzia
.
Che
proprio
a
noi
spetti
l
'
ingrato
ufficio
di
dare
consigli
agli
avversari
?
StampaQuotidiana ,
La
«
gran
giornata
»
del
professor
Lando
Degoli
(
e
un
po
'
di
tutti
i
telespettatori
del
concorso
di
quiz
Lascia
o
raddoppia
,
giunto
in
vista
del
traguardo
già
considerevole
dei
2
milioni
e
560
mila
lire
)
si
è
conclusa
con
una
sconfitta
e
con
un
'
umanissima
amarezza
:
una
domanda
piuttosto
insidiosa
sull
'
opera
di
Verdi
è
stata
fatale
al
candidato
che
finora
aveva
dimostrato
la
maggiore
disinvoltura
e
preparazione
.
Resta
al
professor
Degoli
,
battuto
alla
penultima
tappa
(
per
usare
un
termine
sportivo
)
,
il
premio
di
consolazione
d
'
una
vettura
utilitaria
e
,
forse
ancora
più
importante
,
il
calore
di
simpatia
che
l
'
ha
accompagnato
in
queste
comparse
davanti
alle
«
camere
»
;
non
fosse
altro
,
egli
ha
dimostrato
di
ubbidire
al
fair
play
accettando
di
«
raddoppiare
»
contro
la
fortuna
e
di
saper
controllare
con
molto
garbo
l
'
inevitabile
delusione
.
Se
si
può
parlare
di
sconfitta
,
è
stata
una
sconfitta
con
l
'
onore
delle
armi
.
Del
resto
quella
di
ieri
si
è
rivelata
una
serata
infausta
per
molti
dei
concorrenti
di
Lascia
o
raddoppia
:
su
sei
presentatisi
a
Mike
Bongiorno
,
quattro
sono
stati
eliminati
:
una
percentuale
che
può
cominciare
a
sgomentare
.
Il
signor
Distasi
,
di
Venezia
,
ad
esempio
,
che
aveva
offerto
di
dividere
l
'
eventuale
vincita
con
un
'
opera
di
beneficenza
,
è
caduto
proprio
sull
'
ultima
domanda
,
quella
delle
320mila
lire
,
sbagliando
il
risultato
d
'
un
incontro
di
calcio
.
Più
fortunato
o
meglio
provveduto
,
un
commerciante
torinese
,
il
signor
Prezioso
,
ha
infilato
le
prime
otto
risposte
con
una
verve
eccezionale
.
Egli
è
stato
poi
anche
il
primo
concorrente
a
mettere
in
gioco
domande
nuove
:
non
più
cinema
,
lirica
,
jazz
o
calcio
,
ma
storia
patria
:
su
Ramorino
,
su
Garibaldi
,
su
Agenore
Milano
,
su
Pio
IX
il
signor
Prezioso
non
ha
avuto
un
attimo
d
'
esitazione
,
qualificandosi
per
il
prossimo
turno
.
A
questo
punto
,
una
volta
per
tutte
,
converrà
ancora
sottolineare
quali
calibratissimi
attori
si
sono
rivelati
in
genere
i
concorrenti
di
Lascia
o
raddoppia
:
buona
parte
del
gusto
per
il
telespettatore
,
che
assiste
alla
trasmissione
dalla
sua
poltrona
casalinga
,
nasce
proprio
dall
'
inventiva
naturale
di
quelle
che
vorremmo
proprio
chiamare
le
loro
«
interpretazioni
»
.
Questi
professori
,
questi
commercianti
,
questi
studenti
potremmo
,
con
un
poco
di
buona
volontà
,
classificarli
secondo
i
classici
ruoli
teatrali
,
non
fosse
per
la
carica
prepotente
di
imprevisto
,
di
spontaneo
che
resta
al
fondo
delle
loro
apparizioni
.
Ha
cominciato
il
professor
Degoli
,
ha
continuato
il
signor
Teschi
ed
ora
abbiamo
visto
il
signor
Prezioso
,
virtuoso
di
storia
risorgimentale
.
Rappresentando
,
per
così
dire
,
i
loro
sentimenti
veri
e
piuttosto
imbrogliati
fra
l
'
ansia
e
la
speranza
,
essi
hanno
,
se
vogliamo
,
capovolto
il
paradosso
di
Diderot
sull
'
attore
che
deve
lavorare
d
'
étude
de
réflection
.
È
probabile
che
nel
consenso
del
pubblico
ci
fosse
anche
il
divertimento
per
tale
amabile
sorpresa
.
Durante
la
settimana
l
'
atmosfera
intorno
a
Lascia
o
raddoppia
era
andata
facendosi
sempre
più
calda
:
ed
era
diventato
un
po
'
il
fatto
di
tutti
predire
se
questo
o
quel
candidato
avrebbe
raddoppiato
o
si
sarebbe
ritirato
dal
gioco
.
Neppure
lo
sciopero
del
personale
addetto
alla
Televisione
ha
ostacolato
la
gara
:
la
trasmissione
è
stata
anticipata
di
due
ore
,
per
non
deludere
l
'
attesa
dei
telespettatori
e
soprattutto
,
crediamo
,
per
non
mettere
a
troppo
dura
prova
il
sistema
nervoso
dei
concorrenti
maggiori
.
Così
dopo
i
primi
due
candidati
al
premio
di
320
mila
lire
,
di
cui
abbiamo
già
parlato
,
sono
ricomparsi
sul
palcoscenico
,
per
la
domanda
da
640
mila
lire
(
la
domanda
«
della
cabina
di
vetro
»
)
il
giornalaio
di
Modena
Franco
Gibellini
,
esperto
di
calcio
,
e
il
maestro
di
Cremona
Ugo
Teschi
,
«
patito
»
del
cinema
.
Battuta
d
'
arresto
,
però
,
per
il
signor
Gibellini
che
,
davanti
alla
domanda
:
«
In
che
anno
,
in
quale
partita
e
con
quale
risultato
la
nazionale
italiana
adottò
la
prima
volta
il
sistema
?
»
,
nella
sua
gabbia
di
vetro
si
turba
,
esita
e
poi
risponde
erroneamente
.
(
La
risposta
esatta
era
:
Germania
-
Italia
5-2
a
Berlino
,
1939
.
)
Eliminato
,
gli
resterà
sempre
la
consolazione
delle
prime
40
mila
lire
.
Via
libera
invece
per
il
signor
Teschi
,
che
non
lascia
addirittura
tempo
a
Mike
Bongiorno
di
formulare
la
domanda
e
dice
subito
il
nome
del
regista
(
Von
Sternberg
)
e
il
titolo
(
Le
notti
di
Chicago
)
del
film
che
poco
prima
della
morte
Ridolini
interpretò
,
sostenendovi
eccezionalmente
un
ruolo
drammatico
.
L
'
«
esame
»
,
per
così
dire
,
del
signor
Teschi
ha
una
piccola
coda
:
egli
offre
a
Bongiorno
una
rarità
da
cineteca
,
un
fotogramma
del
film
di
Dreyer
La
passione
di
Giovanna
d
'
Arco
e
racconta
,
con
gran
disinvoltura
,
come
alcuni
suoi
colleghi
insegnanti
,
per
indurlo
a
raddoppiare
,
gli
abbiano
offerto
,
in
caso
di
insuccesso
,
di
rifondergli
la
differenza
.
Il
maestro
di
Cremona
se
ne
va
fra
gli
applausi
:
ha
ormai
conquistato
640
mila
lire
ed
è
in
gioco
per
il
premio
di
1
milione
e
280
mila
lire
,
fra
due
settimane
.
L
'
impiegato
milanese
Gino
Tomaselli
,
appassionato
di
jazz
,
che
gli
succede
per
tentare
il
premio
di
1
milione
e
280
mila
lire
,
è
la
terza
vittima
della
serata
.
Richiesto
di
dire
il
titolo
di
una
famosa
composizione
sui
quartieri
di
Londra
(
il
titolo
era
London
Suite
)
risponde
subito
franco
e
secco
:
«
Rinuncio
»
;
ad
ogni
modo
,
appena
uscito
dalla
cabina
di
vetro
,
prende
possesso
del
suo
premio
di
consolazione
,
un
'
auto
utilitaria
.
Ed
eccoci
infine
al
clou
della
trasmissione
:
il
professor
Lando
Degoli
di
Carpi
,
matematico
e
appassionato
d
'
opera
lirica
:
se
imbroccherà
la
risposta
,
vincerà
2
milioni
e
560
mila
lire
.
«
Mi
ritiro
»
dice
il
professor
Degoli
alla
richiesta
se
voglia
giocare
ancora
;
poi
,
sul
chiaro
mormorio
di
delusione
che
sale
dalla
platea
,
aggiunge
maliziosamente
:
«
Mi
ritiro
nella
cabina
,
per
rispondere
alla
domanda
.
»
«
Nelle
sue
partiture
Verdi
usò
mai
il
controfagotto
?
e
in
quale
opera
?
»
chiede
Mike
Bongiorno
.
Entro
la
garitta
il
professor
Degoli
suda
di
pena
,
poi
dice
piano
:
«
Non
lo
so
»
.
Bongiorno
l
'
incoraggia
mentre
l
'
orologio
scandisce
i
secondi
:
«
Il
Falstaff
»
azzarda
il
professore
.
Ma
la
risposta
esatta
è
invece
:
Don
Carlos
.
Per
la
verità
questa
domanda
,
strettamente
tecnica
,
è
parsa
esorbitare
,
a
giudizio
di
molti
musicisti
,
dalla
conoscenza
che
si
può
ragionevolmente
pretendere
da
un
«
amatore
»
,
sia
pure
ben
preparato
.
Il
primo
piano
del
volto
del
professor
Degoli
,
all
'
uscita
dalla
cabina
,
è
davvero
patetico
:
sui
suoi
tratti
la
delusione
lotta
con
il
self
control
e
alla
fine
è
sconfitta
:
Degoli
riesce
perfino
a
sorridere
.
L
'
applauso
del
pubblico
è
stato
dunque
un
riconoscimento
meritato
di
questo
garbo
e
di
questa
eleganza
in
un
momento
piuttosto
amaro
.
StampaQuotidiana ,
L
'
unica
sorpresa
è
che
Gabriel
Byrne
,
interprete
del
professor
Friedrich
Baer
innamorato
di
Jo
March
,
nonostante
sia
tedesco
parli
nel
doppiaggio
italiano
con
un
accento
francese
caricaturale
identico
a
quello
di
Peter
Sellers
-
Ispettore
Clouseau
in
La
pantera
rosa
.
L
'
unica
curiosità
è
:
valeva
la
pena
che
fosse
per
la
prima
volta
una
donna
femminista
,
la
regista
australiana
Gillian
Armstrong
,
a
dirigere
l
'
ennesima
versione
cinetelevisiva
del
classico
romanzo
educativo
per
ragazzine
scritto
da
Louisa
May
Alcott
nel
1868
,
se
doveva
farne
poi
la
solita
cosa
,
non
migliore
né
diversa
da
tante
altre
?
L
'
unico
dilemma
è
:
se
non
per
amore
del
libro
e
nel
suo
ricordo
o
per
motivi
meno
sentimentali
,
come
sarà
che
questo
film
banale
e
inerte
è
candidato
a
tre
Oscar
?
Nella
famiglia
tutta
femminile
,
ricalcata
su
quella
della
scrittrice
,
stavolta
Susan
Sarandon
è
la
mamma
delle
quattro
ragazze
March
.
Winona
Ryder
è
Jo
,
la
sorella
più
moderna
e
simpatica
,
appassionata
,
ribelle
,
intelligente
,
inquieta
,
con
ambizioni
appagate
di
scrittrice
;
Trini
Alvarado
è
Meg
,
la
sorella
maggiore
più
saggia
,
equilibrata
e
quieta
,
anche
la
più
noiosa
;
Claire
Danes
è
Beth
fragile
,
spesso
debole
e
stanca
,
pianista
e
sereno
«
angelo
della
casa
»
pateticamente
destinata
a
morte
precoce
;
Kirsten
Dunst
(
la
piccola
succhiasangue
bionda
di
Intervista
col
vampiro
)
e
Samantha
Mathis
,
bambina
e
ragazza
,
sono
Amy
,
la
più
bella
e
amante
del
divertimento
,
capricciosa
elegante
e
artista
,
seducente
.
Il
padre
è
lontano
,
in
guerra
:
e
quando
torna
è
quasi
un
fantasma
,
come
se
in
casa
non
ci
fosse
.
La
vita
della
piccola
famiglia
di
donne
,
dei
loro
vicini
,
innamorati
e
amici
,
è
segnata
dagli
eventi
prevedibili
negli
inverni
freddissimi
e
nelle
dorate
stagioni
di
Concord
,
Massachusetts
:
i
giochi
in
comune
e
i
cori
,
felicità
,
tristezze
e
amori
,
lacrime
e
sorrisi
,
gesti
generosi
,
incidenti
sul
ghiaccio
da
cui
si
esce
vivi
per
miracolo
,
amori
delusi
,
insegnamenti
materni
,
primi
balli
e
primi
dolori
,
malattie
e
ferite
,
Natali
ed
estati
,
chi
muore
,
chi
si
sposa
,
chi
parte
e
chi
torna
,
chi
fa
bambini
e
chi
pubblica
romanzi
.
Naturalmente
,
a
oltre
un
secolo
dalla
pubblicazione
del
libro
,
Piccole
donne
conserva
una
parte
di
quel
fascino
che
resiste
da
molte
generazioni
.
Non
è
questione
delle
tirate
di
Jo
che
difende
il
diritto
delle
donne
al
voto
e
che
vorrebbe
essere
un
uomo
,
«
andare
in
guerra
,
sfidare
l
'
ingiustizia
»
,
né
del
lamento
del
suo
amico
Teddy
Laurie
contro
le
limitazioni
del
ruolo
maschile
che
lo
obbligano
a
lavorare
in
ufficio
anziché
dedicarsi
alla
musica
.
La
storia
rimane
entusiasmante
perché
Piccole
donne
è
uno
dei
pochi
romanzi
ottocenteschi
edificanti
,
scritti
a
fini
d
'
ammaestramento
morale
,
che
agli
adolescenti
non
predichi
l
'
obbedienza
ma
l
'
indipendenza
,
non
il
timore
ma
il
coraggio
,
non
la
prudenza
ma
la
generosità
,
non
la
remissività
ma
lo
spirito
di
iniziativa
;
perché
offre
un
insieme
di
personalità
differenti
e
contrastanti
,
svariati
modelli
possibili
,
molte
occasioni
di
predilezione
o
identificazione
;
perché
racconta
una
repubblica
domestica
di
donne
priva
dell
'
autorità
e
dei
condizionamenti
coniugal
-
paterni
;
perché
le
cinque
energiche
donne
(
sei
con
la
vecchia
domestica
,
sette
con
la
bisbetica
zia
ricca
)
non
sono
mai
annoiate
né
lagnose
,
si
dimostrano
attive
,
ardite
,
altruiste
,
speranzose
,
capaci
d
'
affrontare
la
vita
con
forza
e
allegria
.
È
un
peccato
che
il
film
risulti
così
opaco
,
scipito
:
perché
farlo
?
S
'
erano
già
realizzati
film
o
telefilm
dal
romanzo
nel
1917
,
nel
1919
,
nel
1933
,
nel
1949
,
nel
1955
,
nel
1978
.
Sarà
anche
vero
che
ogni
generazione
ha
diritto
al
suo
Piccole
donne
:
questa
generazione
poteva
avere
più
fortuna
.
StampaQuotidiana ,
Le
manifestazioni
all
'
estero
contro
il
Fascismo
e
il
Governo
fascista
cominciano
a
passare
il
segno
.
Potevamo
comprendere
gli
ordini
del
giorno
di
condoglianza
dei
partiti
socialisti
,
le
deplorazioni
dei
giornali
,
ma
oggi
appare
chiaro
che
si
vuole
umiliare
l
'
Italia
.
Che
cosa
è
tutta
questa
emozione
per
un
delitto
atroce
ma
anche
molto
volgare
?
Chi
osa
dunque
parlare
agli
italiani
di
moralità
politica
,
di
libertà
ecc
.
?
Sono
precisamente
quegli
stranieri
che
in
casa
loro
e
nelle
terre
a
loro
soggette
hanno
dato
spettacolo
frequentissimo
al
mondo
di
abbominevoli
delitti
politici
,
di
soffocazione
violenta
delle
libertà
,
di
oppressione
sanguinaria
della
volontà
popolare
!
Sono
quei
popoli
che
possiedono
organi
di
polizia
ciecamente
servili
alla
più
vera
e
feroce
delle
reazioni
:
quella
plutocratica
.
Gli
italiani
non
sono
dei
minorenni
;
non
hanno
bisogno
dei
consigli
di
nessuno
.
Lo
si
sappia
oltr
'
alpe
e
oltre
mare
.
Se
si
dovesse
continuare
nella
ignobile
campagna
contro
l
'
attuale
Governo
,
le
ripercussioni
nella
politica
europea
non
potrebbero
tardare
a
manifestarsi
perché
una
grande
Nazione
non
può
acconciarsi
a
un
millesimo
di
decadimento
della
sua
dignità
.
Il
delitto
,
la
crisi
politica
,
ecc
.
sono
cose
che
riguardano
gli
italiani
;
è
affare
di
politica
interna
,
anzi
,
soltanto
di
polizia
.
Gli
stranieri
vedano
dunque
di
non
creare
nel
mondo
imbarazzi
e
risentimenti
più
di
quel
che
non
ve
ne
siano
già
.