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L'8 . Armata a 11 km da Vinchiaturo . La 5 . Armata ha sferrato un attacco frontale contro le linee tedesche sul Volturno . L ' attacco ha fatto seguito a un tentativo tedesco di contrattaccare le Forze Alleate sulla riva meridionale del fiume . Martedì i tedeschi , nel tentativo di provenire l ' offensiva alleata , avevano ordinato infatti ad alcune loro unità di varcare il fiume per stabilire teste di ponte sulla riva meridionale . Dopo combattimenti feroci , ma di breve durata le formazioni tedesche venivano respinte e gli alleati passavano a loro volta all ' attacco . Da allora per 36 ore i combattimenti hanno infuriato senza sosta . Tratti della rotabile Capua - Roma sono già in mano degli alleati . Il Comunicato alleato al oggi dà notizia che i tedeschi combattono con accanimento , ma forti reparti della 5.a Armata sono riusciti a stabilire numerose teste di ponte sulla riva settentrionale . Nuovi sbarchi alleati sono stati effettuati alle foci del Volturno come informa stasera L ' Agenzia di informazioni tedesca . Gli Alleati hanno pure avanzato in altri settori del fronte : Guardia , a Nord del fiume Calore , è stata conquistata della 5 . Armata ; l'8 . Armata ha guadagnato terreno in profondità con una marcia di 7 km . verso Vinchiaturo da dove dista ormai 11 km . OPERAZIONI AEREE . Formazioni di aerei provenienti dalle basi dell ' Africa nord occidentale appoggiano le operazioni terrestri . Le linee tedesche a nord del Volturno sono state bersagliate . I caccia tedeschi sono stati distrutti ed altri danneggiati nella zona del Volturno . A nord di Pescara sono stati attaccati convogli ferroviari . Due locomotive sono state distrutte .
NAPOLI CHE CANTA ( SCAGLIONE EMILIO , 1943 )
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Non nastri con stelle e colori alleati ; non canestre di fiori , non bottiglie di spumante illeggiadrivano tanto ieri le mense quanto le caraffe di acqua del Serino che la genialità tecnica e la prodigiosa potenza organizzativa degli anglo - americani avevano in quindici giorni , cristalline , sorridenti , riportato a rifranger la luce e la festa repentina dei cuori del popolo napoletano . Dopo tanta angoscia , tanta arsura , come nel miraggio sahariano , l ' acqua agognata sembrava gorgogliasse incontenibile tra le stoviglie abbaglianti ; gocciolasse dai damaschi delle pareti come dai muschi di un sontuoso presepio ; fluisse dentro gli occhi , e quasi sulle anime ringiovanite , al pari di una linfa faustiana . Era come se un ' ondata di fresco libeccio , di larga gioia di vivere , irrompesse entro la immensa sala da pranzo . Una gaiezza collettiva faceva balenare qua e là nel riso maschio fila di denti , schiudeva nel sorriso muliebri bocche di corallo . Quando un paio di chitarre e un paio di mandolini , strimpellati dai nostri posteggiatori , presero a suonare ' O sole mio , Maria Marì , Torna a Surriento , Funiculì funiculà , da ogni tavola imbandita si levarono i canti . Erano le canzoni già da decenni e decenni tradotte e popolari a Londra e a New York , a Boston ed a Filadelfia , a Rio de Janeiro ed a San Francisco . Ai primi tocchi dei plettro o delle dita sulle corde , gli ospiti ne avevano come una scossa . Quasi un brivido . L ' azzurro degli occhi scintillava . I volti scabri ed energici riardevano . Si umanizzavano . Diventavano meridionali . Appena accennati i vecchi motivi , si presentiva che quei cuori di nordico temperamento si erano empiti ad un tratto di tepida emozione mediterranea , come , appena l ' alba supera il Vesuvio , il golfo sconfinato si riempie ad un tratto di luce . A mezza voce , qualche crocchio di ufficiali prese ad intonare negli angoli , sulla melodia d e i mandolini . Presto cantarono tutti , con lo sguardo fisso , per non perdere l ' onda ritmica , agli idillici nostri strumenti d ' altri tempi . Cantavano in inglese : e per noi nulla era più toccante di quel linguaggio esotico e monosillabico , che traduceva stranamente la passione vernacola dei nostri più celebri fraseggi canori : di Bracco e di Costa , di Di Giacomo e di Gambardella . E il tono si elevava . Si faceva spiegato , incalzante . Diveniva un coro . Presto si stabilì una sorta di emulazione reciproca , di eccitazione collettiva . Il coro ebbe persino qualche cosa dell ' inno . Tutti erano in piedi . Nella destra un bicchiere o un tralcio o un ramo : che ben ci appariva di palma , più che di quercia o d ' alloro . Avvenne allora una cosa sorprendente e divina : persino le signore , le nostre donne napoletane , furono trascinate a cantare , usignoli argentini , sulla tonalità bassa , quasi liturgica , delle ugole virili ; a cantare con voce che sembrava più un singhiozzo contenuto che un canto ; a cantare , anche se le pupille si gemmavano , intanto , di lacrime ; a cantare , anche se fili di pianto striavano le gote , rotolavano sui seni rosati , sulle tovaglie , come perle per un solo momento iridescenti . Erano madri , forse anche spose e sorelle , che cantavano : e avevano , nella viva profondità del ricordo , i figli deportati dai tedeschi , l ' eco delle fucilate e bombe di tre settimane , l ' orrore dei saccheggi e delle esecuzioni in massa ; e le famiglie non ancora congiunte , le case schiantate . le chiese diroccate ; e la città sconvolta dai crolli di tanti e tanti mesi ; le infinite rinunzie , le angoscie di ieri e di domani , gli spaventevoli patimenti di ciascuna e di tutte . Onoravano gli ospiti , cantando . E nulla c ' era di immemore o di irrispettoso , di ingeneroso o di crudele , in quel canto e in quello strazio sublime . C ' era la speranza che riconsacrava sé stessa . Era la vita che ritornava , per intrecciarsi alla morte . Era la eternità del dolore che si ricongiungeva , per vie misteriose , alla eternità della gioia . Era Napoli , la Sirena meravigliosa che abbracciava , neniava ; addormentava nell ' arco immenso dei colli e delle marine , un Impero plurisecolare , una Repubblica onnipotente , e conquistava i suoi conquistatori .
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Il Pontefice ha destinato una grossa somma in danaro all ' assistenza dei profughi italiani riparati in Isvizzera .
LE LEGGI FONETICHE ( CROCE BENEDETTO , 1903 )
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Le leggi fonetiche sono legittime e utili , e sono anche un grave errore di teoria del linguaggio , secondo che in uno o in altro modo vengano intese . Legittime e utili , quando servono solamente a presentare in compendio e per approssimazione certe diversità che si notano nei linguaggi da un tempo a un altro o da un popolo a un altro . La loro utilità è in tal caso quella medesima della Grammatica ; e anzi , esse nell ' intrinseco non sono altro che Grammatica . Né a rigore è dato neppure distinguere Grammatica storica e Grammatica dell ' uso vivo , perché anche l ' " uso vivo " che cos ' altro è se non un momento storico ? Neppure si può porre divario nell ' intrinseco tra Grammatica storica e Grammatica normativa , perché la forma di norma o comando , che sia data all ' enunciazione di una regolarità , non ne cangia la natura teoretica . Quando invece , dimenticandosi la loro origine arbitraria e di comodo , quelle leggi vengono ipostatate e considerate come leggi reali del parlare , si entra nell ' errore . L ' uomo , nel parlare , non ubbidisce alle leggi fonetiche , ma alla legge dello spirito estetico , che gli fa trovare volta per volta l ' espressione adatta di quel che gli si agita nell ' animo : espressione sempre nuova , perché il sentimento da esprimere è sempre nuovo . Considerare le leggi fonetiche come leggi reali significa compiere l ' indebito passaggio dai concetti empirici ai filosofici , che è proprio dell ' empirismo e materialismo . L ' esattezza di quanto si è ora osservato trova conferma in ogni punto di uno studio di Eduardo Wechssler , che vorrebbe essere favorevole alla realtà e verità delle leggi fonetiche . Il Wechssler comincia dal ricordare un ' osservazione dello Schuchardt : che " la tesi dell ' assolutezza delle leggi fonetiche e quella della classificabilità dei dialetti , sono strettamente congiunte tra loro " . In effetto , senza questo primo . arbitrio grammaticale onde gli svariatissimi prodotti linguistici di un paese e di un ' epoca o serie di epoche vengono trattati come entità costanti e distinguibili per segni certi da altre entità siffatte , mancherebbe la materia per qualsiasi legge fonetica . Ma non basta : il Wechssler è costretto anche ad ammettere l ' esistenza delle parole isolate . Certamente , egli si rende conto di tutte le obiezioni dei linguisti in proposito , ma finisce con l ' acconciarsi alla conclusione " che ciò che noi parliamo sono , sì , proposizioni o espressioni ( Äusserungen ) , ma ciò con cui parliamo , ossia il materiale linguistico , sono parole " ( p . 369 ) . L ' arbitrio è qui nell ' immaginare che l ' uomo adoperi come mezzi le parole isolate : arbitrio subito svelato quando si consideri che la coscienza della parola isolata proviene dalla Grammatica empirica . Per l ' uomo primitivo , o pregrammaticale che si dica , ossia nella spontaneità del parlare , la proposizione è un continuum , e non sussistono parole staccate , quasi pietre con cui si costruisca un edifizio : vi sono nient ' altro che impressioni o commozioni , sintetizzate e oggettivate in una formola o proposizione . Nell ' analfabeta può mancare , o essere debolissima , la coscienza delle parole staccate , e nondimeno il parlare raggiungere un alto grado di perfezione . Né basta ancora : il Wechssler deve compiere un terzo arbitrio e parlare dell ' esistenza del suono singolo ( Einzellaut ) . Anche qui egli si rende conto dell ' impossibilità di distinguere tra loro i suoni che passano l ' uno nell ' altro per infinite gradazioni ; ma pur si appiglia al mezzo termine , che sia lecito stabilire gruppi o categorie di suoni affini e considerarli come suoni singoli ( pp . 369-374 ) . Il procedere affatto arbitrario è designato in questa sua arbitrarietà con chiarezza tale che parole non vi appulcro . E anzi il Sievers , al quale il Wechssler si appoggia , dice nella sua Phonetik proprio così : " Dies Verfahren ist an sich willkürlich , sondern praktisch berechtigt " . Che poi gli uomini , nel parlare e ascoltare apprendano codeste categorie arbitrarie , o codeste medie di suoni singoli , e non invece ciascun suono nella sua particolare sfumatura , mi sembra asserzione gratuita e anche contradittoria . Movendo da questi supposti ( pratici e non scientifici ) , si possono ben notare mutamenti di suoni , cioè il triplice fenomeno della sostituzione dei suoni ( Lautersatz ) , della sparizione ( Lautschwund ) e dell ' accrescimento ( Lautzuwachs ) ; e si può ben chiamarli " leggi fonetiche " . Si compie per tal modo una finzione concettuale , la cui validità è dentro i limiti della finzione , ma che , trasportata in scienza pura o filosofia , perde ogni valore , o , se ci si ostina a serbarglielo , si converte in errore . Lasciamo da parte le cause dei mutamenti ( delle quali il Wechssler enumera dodici ) ; e prendiamo un esempio di codesti mutamenti , già formolato dall ' Ascoli e dal Nigra : le variazioni cui andò soggetta la lingua romana nel passare sulla bocca dei celti pel fatto che questi erano abituati a pronunziare una diversa lingua . Trattando come qualcosa di fisso la lingua romana e le abitudini di pronunzia dei celti , si possono stabilire le leggi fonetiche di questi mutamenti . Ma non bisogna dimenticare che queste leggi non son altro che il compendio dei fatti osservati , e che la realtà spetta a questi fatti , non al compendio che li impoverisce e falsifica . Un qualcosa , comune più o meno ai celti e più o meno assente nei romani , c ' era di certo ; ma circoscriverlo e determinarlo in astratto non si può se non per atto di arbitrio . In concreto , quel qualcosa è determinabile , ma solo come individualità , per diretta e individua percezione . Se il Wechssler non si forma un concetto giusto delle leggi fonetiche , la ragione è da cercare nel concetto poco esatto che egli ha del linguaggio . Si veda la dottrina sulla origine o natura del linguaggio , esposta nel primo capitolo del suo lavoro , e che consiste nel riattaccare il linguaggio ai movimenti riflessi ( Reflexbewegungen ) . Vi sarebbero , secondo lui , cinque classi di movimenti espressivi umani : 1 ) quelli originarî dell ' eccitamento interno , come l ' impallidire e l ' arrossire , poco suscettibili di essere sottomessi alla volontà ; 2 ) il gioco della fisionomia , anche difficile a dominare ; 3 ) i cenni o gesti , più dominabili , tanto che si discorre di un linguaggio di gesti ; 4 ) il linguaggio in senso proprio , in cui prevalgono i movimenti volontarî ; e 5 ) i movimenti espressivi secondarî , come quegli ottici , che danno origine alle varie scritture . In una convivenza umana si vedono e si odono spesso ripetuti un determinato gesto ( per es . , scuotere il capo in segno di contrarietà ) o un determinato grido ( per es . , di orrore ) ; e si forma la facile osservazione , che il medesimo segno accompagna sempre un medesimo stato di coscienza . E alcuni , i meglio dotati , compiono il breve passo che resta ancora da compiere , e riproducono quel gesto o quel suono come movimento volontario ; ed ecco nascere il linguaggio ( p . 353 ) . - Con questa teoria , si torna al concetto ( che pareva morto e sotterrato ) del linguaggio convenzione o associazione di due rappresentazioni volontariamente messe in rapporto . Più importante della debole dottrina del linguaggio e delle leggi fonetiche è la parte storica che il Wechssler aggiunge alla sua trattazione e che si aggira segnatamente su tre punti : sul concetto delle leggi fonetiche , su quello del linguaggio come organismo , e sulla divisione della storia del linguaggio in due periodi , il periodo di formazione e il periodo di svolgimento . Potrà sembrare strano che il concetto di leggi fonetiche risalga ( come dimostra il Wechssler ) proprio a Guglielmo di Humboldt , il quale lo accenna per la prima volta in una lettera al Bopp del 1826 . Ma lo Humboldt non portò mai a compiuta chiarezza le sue geniali idee di filosofia linguistica ; donde le frequenti contradizioni che in lui si notano . Dopo avere avuta molta fortuna in principio , le leggi fonetiche cominciarono a suscitare dubbi nel campo stesso dei glottologi e filologi , e furono assai discusse segnatamente negli anni tra il 1876 e il 1885 . Da quel tempo , sebbene si seguiti a farne uso pratico ( attenuandone spesso il nome pomposo nell ' altro di " regole " o di " mutamenti fonetici " ) , sono in teoria molto scosse . Sfavorevole , tra gli altri , si dimostra ad esse un linguista dell ' acume di Hugo Schuchardt . L ' errore del linguaggio come organismo culmina nello Schleicher , il quale , sedotto dal metaforico vocabolo " organismo " che lo Humboldt adoperava in significato idealistico , pretese trattare la Linguistica come scienza naturale , cioè cadde nell ' accennato errore materialistico . Allo Schleicher risalgono anche i tentativi di una " fisiologia del linguaggio " . " La storia della dottrina dell ' organismo in Linguistica ( dice il Wechssler ) si può considerare in sostanza come la storia di una metafora presa alla lettera ed elevata a teoria " . Del terzo errore , cioè di quello onde la storia del linguaggio viene divisa in due periodi , non rimasero immuni del tutto né lo Humboldt né lo Steinthal ; ma se ne sono avveduti e lo hanno accusato di recente lo Scherer e il Paul . Contro le leggi fonetiche , contro il principio di pigrizia degli organi e di comodità quale spiegazione dei mutamenti fonetici , contro le pretese dei linguisti di farla da fisiologi ( ossia di compilare i risultati del sapere altrui invece di dare quelli del campo loro proprio di studi ) è rivolto un breve scritto del prof . Scerbo . Gli odierni trattati di Linguistica cominciano sovente col descrivere l ' apparato della gola e della bocca , cioè con un capitolo tolto alla Fisiologia . Nell ' Università di Pisa , è stato fondato un gabinetto fisioglottologico ; nel Collegio di Francia , un laboratorio di fonetica sperimentale . Opponendosi alle confusioni e stravaganze di cui codeste nuove istituzioni danno prova , lo Scerbo sostiene che il linguaggio ha leggi spirituali e non fonetiche ; che non domina in esso la pigrizia o la comodità , ma , tutt ' al più , l ' economia , forma spirituale anch ' essa ; che nessun concetto utile al linguista è stato finora fornito dalla Fisiologia . Il linguaggio ( egli dice ripetutamente ) è opera dello spirito : l ' intelligenza , la volontà , la memoria , l ' attenzione , la fantasia spiegano , esse solamente , il suo prodursi . Ma le varie attività spirituali che lo Scerbo chiama a raccolta entrano poi davvero tutte , e alla pari , nella produzione del linguaggio ? Egli non dà sufficiente rilievo all ' intuizione ( o fantasia ) come atto spirituale primitivo , dal quale soltanto si origina il linguaggio e che , anzi , è il linguaggio stesso . L ' intelletto ( inteso come intelletto logico ) non ha nel linguaggio parte primaria ; la memoria non è una speciale categoria o attività dello spirito ; la volontà può entrare nel linguaggio solamente nel fatto esterno della comunicazione agli altri , ma non è essenziale , costitutiva e peculiare della formazione linguistica . E se lo Scerbo , come ne siamo sicuri , affinerà in questa parte i suoi pensieri , non scriverà più come ha scritto in principio , che " la parola qual puro segno convenzionale ( se non nell ' origine , certo in progresso di tempo , allorché le primitive accezioni , massime degli elementi formali del linguaggio , si sono oscurate o dimenticate ) non ha verun intimo e necessario rapporto con l ' idea " . In verità , la parola non è mai segno convenzionale , e , se tale non era in principio , tale non può divenire nel séguito , perché le attività spirituali non cangiano natura ; e ha sempre rapporto strettissimo con l ' idea in quanto è rappresentazione , benché non ne abbia alcuno con l ' idea in quanto concetto . Poniamo ( tanto per intenderci ) che un uomo primitivo o selvaggio esprima l ' apparire di un cane con la proposizione : " Ecco un baubau " . Questa proposizione non ha verun rapporto col concetto ( con la verità scientifica ) del cane ; ma ne ha uno diretto con le impressioni che l ' apparire del cane desta nell ' uomo primitivo . Un uomo moderno dirà invece : " Ecco un cane " . Neanche questo detto ha alcun rapporto col concetto astratto del cane , ma anch ' esso ha rapporto con le impressioni che il fatto desta nell ' uomo moderno ; il quale , diverso dal selvaggio , fornito di un ricco patrimonio di rappresentazioni e idee , all ' apparizione del cane prova impressioni diverse da quelle provate dall ' uomo primitivo : donde le parole : " Ecco un cane " , e non le altre : " Ecco un baubau " . Se l ' uomo dell ' ipotesi fosse un naturalista , vivente tutto nella sua scienza , le impressioni suscitate in lui dalla vista del cane potrebbero dare luogo addirittura a un detto come : " Ecco un canis familiaris " . E queste parole sarebbero tanto poco convenzionali , quanto poco convenzionali e affatto spontanee erano le ipotetiche parole del selvaggio . Ciò che diciamo qui in modo quasi popolare è semplice conseguenza dell ' importante principio onde è stata abolita la distinzione di periodo originario e periodo posteriore del linguaggio . Il periodo originario di creazione non è stato mai , perché è stato , è e sarà sempre ; il periodo di puro svolgimento senza creazione non c ' è , e non è stato né sarà mai . La creazione primitiva ( Urschöpfung ) e il parlare quotidiano sono una sola e medesima cosa . Sempre che si parla , si crea il linguaggio ; e , come lo creò l ' immaginario uomo primitivo che aprì la bocca la prima volta a parlare , così lo creiamo noi , in ogni istante della vita , ripetendo all ' infinito il gran miracolo , che è poi il miracolo stesso della realtà . Gibt es Lautgesetze ? ( Halle , 1900 : nelle Forsch . z . roman . Philol . , Festgabe f . H . Suchier , pp . 349-538 ) . F . SCERBO , Spiritualità del linguaggio ( Firenze , Tip . della " Rassegna nazionale " , 1902 ) .
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MOSCA , 18 . Dopo due giorni di accaniti combattimenti i sovietici irrompevano nella giornata di domenica nelle linee tedesche a sud est di Cremenciug per un fronte di 45 km . spingendosi in profondità per più di 25 km . Durante la giornata i tedeschi lasciavano sul terreno più di duemila morti e perdevano una cinquantina di carri armati e 36 aerei , questi ultimi parte di numerose squadriglie gettate nella battaglia a protezione delle loro forze terrestri . Una seconda breccia nella linea tedesca è stata aperta dai sovietici a sud est di Gomel nella Russia Bianca . Forzato nuovamente il Dnieper in vari punti i sovietici superavano le linee di difese tedesche su un fronte di 20 km . per profondità varianti fra i 5 e i 10 km . occupando numerose località . Le truppe sovietiche sfruttano al massimo l ' apertura delle due nuove brecce nel sistema difensivo tedesco . Lo sfondamento sovietico a Cremenciug corona una delle più aspre battaglie di questa guerra . Nella breccia di Gomel , passato l ' alto Dnieper , in più punti le colonne sovietiche sono penetrate nelle linee nemiche su un fronte di 20 km . per una profondità variabile da 5 a 10 km . Altre importanti azioni sarebbero in corso nei settori di Kiew , Saporoshje e Melitopol . Da sei giorni la battaglia infuria per le vie di Melitopol , i tedeschi si battono disperatamente per tenere questo punto vitale della ferrovia per la Crimea . Nella giornata di sabato i tedeschi hanno complessivamente perduto 193 carri armati e 64 velivoli .
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Maresciallo Badoglio , In nome del popolo napoletano che orgogliosamente sopporta le atroci ferite inferte alla sua città dalla tracotante soldataglia germanica il Comitato napoletano di liberazione saluta Vostra Eccellenza che interpretando il sentimento nazionale ha rotto l ' iniqua alleanza e riportato l ' Italia alle antiche tradizionali amicizie stop Presidente Arangio - Ruiz Winston Churchill , il Comitato napoletano di Liberazione presenta il suo deferente omaggio a Vostro Onore ed al popolo britannico auspicando la Vittoria delle Forze della Libertà stop la gentilezza delle Forze Armate anglo - americane è di grande conforto al popolo napoletano nelle tragiche sofferenze determinate dalla brutale occupazione germanica stop Presidente Arangio Ruiz Franklin D . Roosevelt , Il Comitato napoletano di Liberazione presenta il suo deferente omaggio al Presidente della nobile Nazione Americana le cui Forze Armate offrono al nostro popolo , già oppresso dalla brutale tracotanza germanica il conforto della loro cordialità e gentilezza stop fa voti per la Vittoria delle Nazioni Unite ara di libertà ai popoli del mondo intero . Presidente Arangio - Ruiz
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ALGERI , 13 . Il Conte Sforza , ex ministro degli affari esteri italiani , e Capo deI Movimento della " Libera Italia " è giunto ad Algeri proveniente da Londra , diretto in Italia dove intende visitare al più presto possibile la sede dell ' attuale governo . Pur sottolineando il fatto che il suo viaggio è del tutto privato , il Conte Sforza ha dichiarato : " Se il Re e Badoglio sono realmente pronti ad impegnare una lotta sincera contro la Germania , sono pronto a porre tutta la mia influenza al servizio della causa comune " . Il Conte Sforza ha conferito con i Residenti britannico e americano Mac Millan e Murphy , nonché col gen . De Gaulle e col ministro francese René Massigli .
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Il Governo del Maresciallo Badoglio ha rimesso in libertà 1000 prigionieri politici italiani fra i quali l ' ex deputato socialista on . Tito Zaniboni che nel 1926 effettuò il primo attentato contro Mussolini .
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LONDRA 18 . Alla vigilia della conferenza a tre che si svolgerà tra breve a Mosca I ' Isvestia in un importante articolo mette in risalto i seguenti punti : gli accordi recentemente conclusi a proposito dell ' armistizio con l ' llalia e la costituzione del Comitato Mediterraneo sono esempi notevoli di una sempre maggiore collaborazione . Molti problemi della ricostruzione postbellica potrebbero venire affrontati e risolti ora , ma naturalmente i problemi strategici devono avere la precedenza . Le speranze tedesche nel prolungamento del conflitto devono essere frantumate dall ' azione concorde degli alleati . Il problema di battere la Germania nazista verrà notevolmente facilitato dalla prossima conferenza alleata . Il giornale londinese Observer scrive in proposito : " Il problema più importante è oggi quello di abbreviare per quanto possibile la durata della guerra . La Germania è ormai battuta ; la Luftwaffe è divenuta quasi impotente , i sommergibili tedeschi hanno da parecchio tempo cessato di essere un ' arma decisiva per l ' esito della guerra . Il solo risultato che le armate tedesche ottengono adesso con la ostinata resistenza è quello di far sì che la lotta abbia per conseguenze non solo la sconfitta ma altresì la distruzione della Germania . Gli atti gerarchi nazisti non ascoltano adesso questo avvertimento ; essi sanno che per loro la capitolazione significa la morte . Il compito che dobbiamo proporci è quello di far fallire il loro gioco , il quale avrebbe per risultato di ridurre l ' Europa in uno stato di penuria e di disperazione senza eguali dal tempo della guerra dei 30 anni " . Il corrispondente della Reuter telegrafa da Mosca : " I tedeschi non si sentirebbero certo rallegrati se potessero assistere alle accoglienze che Mosca prepara a Cordell Hull e ad Eden " . Scrive I ' Isvestia : " La decisione di creare una commissione interalleata per il Mediterraneo è un chiaro indice degli sviluppi assunti dalla collaborazione anglorusso - americana . Molti problemi del dopoguerra specialmente nel campo politico ed economico dovrebbero essere trattati fin d ' ora . Gli eventi tuttavia devonO seguire il loro ordine " . Scrive un giornale di Bucarest : " Si tratta di vedere se la Russia potrebbe essere persuasa con la rinunzia da parte nostra ad alcuni diritti , ad adottare una politica di comprensione nei riguardi della Romenia " .
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Ieri alla Cattedrale è stata officiata la solenne messa di ringraziamento per la liberazione della nostra città dall ' oppressione e dal vandalismo teutonico , che era stata precedentemente annunziata . Il nostro massimo tempio era gremito di oltre tremila soldati delle Nazioni Alleate e di cittadini di ogni rango sociale . Innanzi all ' altare maggiore prese posto il generale Clark con il suo brillante Stato maggiore e uno stuolo di ufficiali . Erano presenti le nostre autorità e le maggiori personalità cittadine . S . E . il cardinale Ascaresi , che era accompagnato dalla sua corte prelatizia , assistette al solenne rito dal trono eretto a destra dell ' altare . Venne officiato il pontificale dei Cappellani militari con accompagnamento di musiche e canti . Infine furono cantati gli inni delle Nazioni Alleate . La solenne , austera cerimonia espresse lo schietto sentimento dl Napoli verso i liberatori .