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StampaQuotidiana ,
Torna a circolare con particolare insistenza la voce di un accordo pre - elettorale tra i gruppi cosiddetti Italia libera , sorti a scopo disgregatore accanto all ' Associazione Combattenti , e la socialdemocrazia antifascista . Ora , che l ' ingegnere Rossetti trovi un collegamento spirituale tra il suo passato e quello di Treves è mostruosità che non ci interessa : necessario è invece denunciare la nuova manovra e scoprirne le origini , le quali trovano poi sintomatici riscontri attraverso la tensione di rapporti qua e là artificialmente creata a mezzo di agenti provocatori che sanno di massoneria lontano un miglio , tra fascisti e combattenti . Il piano in elaborazione tra i nittiani , unitari , repubblicani e simili è quello che noi denunciammo fino dall ' indomani della chiusura parlamentare : cementare il cosidetto blocco della libertà . A tale intento ultimo crediamo anzi siano state lanciate le riserve circa l ' astensione dalle urne . Infatti , unitari , repubblicani , nittiani i quali anche se alleati , sotto la loro vera etichetta metterebbero il fardello di un tristissimo passato antinazionale nel bilancio passivo di una affermazione elettorale , sono alla ricerca di una nuova bandiera che possa presentarli al pubblico in uno stato di spudorata verginità : e l ' insegna è trovata nei gruppi Italia libera . In tal modo sarebbe salva la protesta dei partiti che ufficialmente si asterrebbero e aperto un meno angusto spiraglio alla speranzella di un ritorno a Montecitorio . Il piano , insomma , che in questi giorni si sta trattando in private intese è il seguente : unitari , repubblicani , nittiani , scontenti di ogni genere farebbero dichiarazione di astenersi e nello stesso tempo aderirebbero al programma politico dell ' Italia libera , la quale a sua volta si dovrebbe impegnare ad ospitare sotto il suo comodo bandierone un certo numero di uomini che per la loro provenienza siano garanzia sufficiente alla continuità dell ' azione socialdemocratica a Montecitorio . Una volta là poi unitari , repubblicani , nittiani in veste di « italiani liberi » sarebbero liberissimi di ricostituire gli antichi nuclei , a truffa elettorale consumata . Il trucco è abile ; non c ' è da dire , ed occorre quindi sventarlo in tempo prima che l ' opinione pubblica , o almeno gli strati più ingenui e superficiali di essa , possano essere ingannati da questa nuova oscena mascheratura degli antichi padroni della diserzione . Dal canto suo , del resto l ' Italia libera la quale , quantunque sia una modestissima organizzazione e una trascurabile forza politica , sta accorgendosi di diventare perno e rifugio del variopinto antifascismo , comincia ad avanzare qualche riserva . Lo vedemmo giorni fa , quando , pur accettando di dare un riconoscimento oscenamente patriottico ai socialisti unitari , fece intendere sul suo giornale , sia pur con parole largamente ovattate , un evidente imbarazzo di fronte alla figura di Claudio Treves , campione troppo riconoscibile di provocazione antinazionale . Questo anzi crediamo sarà uno degli scopi maggiori per l ' attuazione del « Blocco della Libertà » : ma finiranno certo per intendersi e per trovare la formula che consenta anche al Marchese di Caporetto di figurare tra i protetti dell ' ingegnere Rossetti . Questi primi sintomi danno esatta la sensazione del nuovo artificioso castello di carte che l ' opposizione prepara , e ne abbiamo un altro segno nei tentativi molteplici e dissennati per allontanare dal fascismo l ' Associazione dei Combattenti . Avemmo occasione di illustrare tale insidia giorni or sono quando i rappresentanti dell ' Italia libera affermarono di voler restare entro il massimo organismo dei reduci pur dichiarandosi fuori dalla disciplina : occorre quindi chiarire in tempo le rispettive posizioni e ciò confidiamo avverrà domani nella riunione del Consiglio Nazionale dei Combattenti .. Ma ad ogni modo è certo che il fine ultimo della socialdemocrazia , impotente a sostenere con una sua propria responsabilità una eventuale battaglia elettorale , è quello di trovarsi , mediante una formale rinuncia alla lotta , entro le file di una formazione eterogenea che abbia come sua bandiera il luogo comune in gran voga oggidì : libertà . E i gruppi rossettiani anche esigui , anzi meglio se esigui servono egregiamente allo scopo . Essi politicamente sono lo zero assoluto , ma hanno qualche caratteristica fondamentale che può prestarsi al salvataggio sia pure incompleto del pericolante baraccone antifascista . Basterà infatti dare ai principali esponenti lo zuccherino di una candidatura e tutto sarà aggiustato : e sarà raggiunto anche lo scopo di non addivenire a quella rassegna di forze che tanto affanna il campo socialdemocratico . Perché poi , chissà ! , il lucicchìo di una medaglia d ' oro esercita sempre il suo fascino e può fare abboccare all ' amo gli allocchi . È ad ogni modo buona merce elettorale oggi , come ieri lo fu la diserzione di Misano . Occorre adattarsi ai tempi , per aver fortuna : non è vero ? Evidentemente però gli organizzatori in pectore di questa truffa all ' americana in grande stile han fatto i conti senza l ' oste . Poiché se sarà data ampia incondizionata libertà e garanzia , in caso d ' elezioni , ai vecchi partiti di contarsi e di fare la loro propaganda , è dovere del Governo e del Partito Fascista non permettere simili grotteschi diversivi i quali oltre a deformare le basi della lotta , sarebbero una provocazione intollerabile contro il regime . Ai socialisti sia permesso di fare i socialisti , e così ai repubblicani , ai nittiani , ai democratici e ai popolari . Ma tutti dovranno presentarsi al giudizio della Nazione col loro programma tradizionale e col passivo della loro opera presente e passata . Chi si esibisse vestito a nuovo con un premeditato proposito di ingannare , è logico cada sotto una sanzione immediata , legale o non . Gli unitarii vengano a difendere la loro politica , i nittiani esaltino Cagoia , Turati giustifichi il patrocinio di Misiano , Treves l ' invocazione alla disfatta . Amendola la campagna contro l ' Adriatico : ma ognuno con la propria faccia se ne ha il coraggio ! E bene dunque far intendere senza equivoci e a tempo quali sarebbero le conseguenze inesorabili e immediate della irresponsabile mascheratura liberofila . Patti chiari , dunque .
Odio e turismo ( Fusco Gian Carlo , 1958 )
StampaQuotidiana ,
Roma , 10 maggio . Il mio amico L . B . , ieri sera ha trovato nell ' automobile , che aveva lasciata in un posteggio del centro , un foglio di carta , sul quale mano ignota aveva scritto a matita : « Odiate i francesi e gli inglesi , peste del mondo ! » Analoghi foglietti sono stati trovati , in questi giorni , sotto il tergicristallo o ficcati negli sportelli , da altri automobilisti romani . Può darsi che l ' approssimarsi delle elezioni abbia stuzzicato le meningi di un maniaco , prigioniero di vecchi sogni littori : ma non ci sarebbe da meravigliarsi se si trattasse di una forma di propaganda , capillare ed economica , organizzata da qualche gruppo di destra . D ' altra parte , gli slogan incitanti a odiare gli stranieri hanno sempre avuto una certa fortuna , in Italia ; perché il nostro è un Paese eminentemente turistico , dove i sorrisi e le premure rivolti ai forestieri nascondono un inevitabile complesso d ' inferiorità e un sordo rancore . È noto che i luoghi di villeggiatura e le stazioni climatiche hanno , perlopiù , sindaci di sinistra , eletti nei mesi di bassa stagione per vendicare gli inchini e le umiliazioni della stagione alta . A proposito del contrasto fra 1'«odio politico » predicato da Mussolini negli anni fra le sanzioni e la guerra , e la mentalità turistica nazionale , va ricordato l ' episodio capitato a Venezia nell ' estate del 1944 . Calarono sulla Laguna , sospesi al paracadute , due aviatori americani , il cui bombardiere era stato colpito nel cielo di Padova . I due furono subito raccolti da una lancia e sbarcati alla Giudecca . La popolazione , secondo le disposizioni dettate dal prefetto repubblichino , avrebbe dovuto accogliere i due prigionieri a muso duro , o magari fischiandoli . Invece , gli americani si trovarono subito circondati da una folla sorridente e visibilmente simpatizzante , che gareggiò nell ' offrire sigarette o bicchieri di vino . Il prefetto , informato della cosa , si infuriò . Convocò d ' urgenza il segretario politico della Giudecca , lo investì duramente e gli chiese conto dell ' accaduto . « Cossa che voi mai , eccellenza » , fece il segretario , allargando le braccia . « Dopo tutto , sono i primi foresti che vien a Venezia , dopo quattro anni de magra » .
Film ( Ginzburg Natalia , 1970 )
StampaQuotidiana ,
Ho visto , in un cineclub , un film scritto da Beckett , recitato da Buster Keaton , e chiamato Film . Dura forse meno di mezz ' ora ed è privo di parole . Un uomo , in una stanza , mette fine alla sua vita . Non lo vediamo né morire , né uccidersi ; ma è chiaro che di là da quei momenti , non vi sarà mai più nulla per lui . Nella stanza c ' è un letto , una coperta , uno specchio , un seggiolone a dondolo , un gatto e un cane in un cestello , un pesce in una vasca , un pappagallo in gabbia . Nonostante questi mobili e questi animali , la stanza appare nuda e vuota . L ' istante in cui quell ' uomo ha portato là quel letto e quello specchio , quel cestino , quella vasca e quella gabbia , appare lontanissimo e perduto in un tempo senza memoria . Con gesti ansiosi e pieni di terrore , come inseguito da persecutori invisibili , l ' uomo copre con un panno lo specchio , fa uscire il cane e il gatto , richiude la porta , copre la vasca e la gabbia . Poi si siede sul seggiolone e si dondola , in mezzo alla stanza . A tratti si tasta il polso , con quell ' ansia per le proprie pulsazioni , quella sollecitudine per se stesso che sente chi non ha nessuno sulla terra salvo se stesso , con quella paura della morte che sente chi non vuole più nulla fuor che la morte . Da una cartella di cuoio , egli trae e osserva alcune fotografie . Sono antiche immagini di un essere che è stato lui stesso . L ' infanzia , il volto materno , le feste scolastiche , le gare sportive , il matrimonio , una donna , un bambino . Sono le immagini di una vita respirabile , tiepida , abitata da affetti . Una vita ormai remota da quella stanza , da quelle suppellettili desolate . Egli accarezza un attimo , con il pollice , la fotografia del bambino . Strappa una per una , a metà , tutte le fotografie . Le strappa a metà una per una , senza esitazione e questa volta senza ansia , attentamente , scrupolosamente . Le lascia cadere a terra . Finora non abbiamo visto il suo viso , ma sempre solo le sue mani , le sue spalle , la sua sciarpa , le crepe nel muro , le pieghe della coperta . Infine vediamo il suo viso : un viso devastato , scavato , un occhio coperto da una benda nera . Per un attimo : perché egli subito chiude quel viso tra le mani devastate . Unico e ultimo gesto di pietà per se stesso ; unico e ultimo tentativo di nascondere a se stesso la sua stessa immagine , di smarrirsi al di là della ragione e delle memorie ; unico e ultimo implorare il buio , il nulla e la morte . Questo racconto rapido e muto , lo poteva recitare solo l ' attore Buster Keaton . Impossibile pensare un essere diverso , là in quella stanza . Egli non recita : egli è quell ' uomo . Della vita di Buster Keaton io non so molto , salvo quello che sanno forse tutti . E morto solo e povero , alcuni anni fa . Probabilmente i suoi ultimi giorni furono assai simili alle ore di quell ' uomo in quella stanza . Ebbe un destino crudele . Fu un attore comico famosissimo ai tempi del muto ; con l ' avvento del sonoro , non lo cercarono più e fu presto dimenticato . Era del resto impensabile che dalla sua bocca uscissero mai parole . Il suo viso magro e arido , le sue labbra sigillate e negate al sorriso , le mascelle irrigidite e contratte , erano la maschera stessa del silenzio . Era stato un grande attore , un grande attore comico . La comicità nasceva dalle sue mosse rapide , dal suo silenzio , dalla sua fissità . Apparvero sui giornali , a volte , sue fotografie . Un viso su cui gli anni e l ' ombra avevano scavato ombre e solchi . Un viso coperto di una rete di rughe fittissime , come una carta geografica . Le labbra sempre strette e sigillate . Dovette chiudersi nel suo silenzio , da vivo , come in un sepolcro . Ebbe solo qualche piccola parte , breve e secondaria . Fu il pianista in Luci della ribalta . Film dovette essere uno dei suoi ultimi film se non l ' ultimo ; e non ebbe , credo , alcuna diffusione . A Chaplin toccò una sorte diversa . Erano stati , credo , compagni di giovinezza . Chaplin ebbe a profusione tutto quello che lui , dopo una certa epoca , non ebbe più . Chaplin , dopo gli anni amari d ' una infanzia orfana e povera , ebbe gloria , denaro e onori e li avrà per tutta la durata della sua vita . La sua gloria è , da tempo , indistruttibile . Era , senza dubbio , un più grande attore . I ricordi della sua infanzia , i tristi vicoli popolati di poveri , divennero presto per lui un mondo remoto . Per moltissimi anni , trasse la sua ispirazione da quelle buie memorie . Inventò la figura immortale che ben conosciamo . La figura zoppicante e rapida , con i riccioli neri intorno al volto pallido , con il sorriso luminoso e mite . Era anch ' essa priva di parola . Conosceva bene anch ' essa l ' inadeguatezza e la miseria della parola umana . In vecchiaia , Chaplin si trasformò in una persona che è in qualche modo il contrario di quella figura randagia , zoppicante e fuggevole . Divenne un vecchio canuto e florido , ottimista e miliardario . Vive in una villa in Svizzera , con uno sciame di figli . Se per caso si incontrassero , l ' antica figura zoppicante e randagia e questo furbo e florido vecchio signore , non avrebbero niente da dirsi . In vecchiaia , Chaplin scrisse e parlò . Scrisse perfino un libro di memorie . Quando ci accade di vedere sullo schermo l ' antica figura che amiamo , dobbiamo isolarla dal ricordo della persona che l ' ha creata e che ne è diventata così diversa . Dobbiamo scacciare il ricordo dei pensieri che ha espresso nel suo libro , delle sue affermazioni ottimistiche , della sua vanità per nulla ingenua , della sua solida e robusta persona da cui è totalmente scomparso ogni istinto di fuga . Da cui è scomparso anche ogni istinto di libertà . Chaplin ha fatto , in vecchiaia alcuni brutti film . Essi hanno avuto successo . Certo l ' idea d ' aver fatto dei brutti film non l ' ha nemmeno sfiorato , essendo egli ormai troppo compiaciuto di sé per dire a se stesso parole vere . D ' altronde la cosa in sé non avrebbe importanza e i suoi brutti film non scalfiscono il suo genio . Quando vediamo sullo schermo la figura immortale da lui un tempo creata , non pensiamo ai suoi ultimi brutti film . Pensiamo invece alla sua persona attuale che si trova , rispetto alla sua persona antica , sull ' altra sponda . Non possiamo fargli rimprovero di essere diventato , in vecchiaia , ricco e furbo . Penso che uno possa essere ricchissimo e furbissimo , restando in qualche modo libero e randagio . Penso che sia difficile , ma possibile . Quello che rattrista in lui oggi è forse proprio l ' ottimismo . Le parole che ha scritto e pensato . Il suo miserevole e squallido ottimismo di ottuagenario a cui tutto è andato così bene . Buster Keaton non ha lasciato , che io sappia , libri di memorie . Il silenzio in lui , e il silenzio che lo circondava , dev ' essere stato immenso . La vecchiaia è infuriata su di lui devastando il suo corpo , il suo viso arido , nudo e indifeso . Egli però rimasto se stesso , sigillato nel suo silenzio , fedele alla sua sconfinata disperazione che non poteva avere parole essendo la parola umana così inadeguata e miserevole , fedele per sempre alla sua sconfinata libertà di non sillabare mai una sola parola .
StampaPeriodica ,
Il paiòlo non dica alla padella tirati in là che tu non mi tinga . Questo proverbio , l ’ aveva sempre in bocca quella buon ’ anima di mia nonna , quando voleva difender me , che ero il suo cucco , difronte a coloro che mi tenevano per il più birichino fra ragazzi di casa e di scuola . Ed il proverbio e la nonna mi tornarono in mente una mattina , che uno scamiciato trattava male a perdifiato un contadino . Non vi saprei dire il motivo della contesa : so per altro che io avrei scommesso tre lire contro cinque centesimi , che aveva torto lo schiamazzone . Toh ! e perché ? Il perché sarebbe troppo lungo : ma la ragione principale sta in questo , che i cittadini giudicano quasi sempre colla accetta de ’ poveri campagnuoli . Villanaccio qua , villanaccio là , villanaccio su , villanaccio giù , ecco l ’ antifona che hanno sempre in bocca , trecconi , facchini , vetturini , e bottegai d ’ ogni specie . E neanche le persone dotte ci si comportano come dovrebbero : non parlo de ’ pezzi grossi perché questi poi , tranne pochi e pochi bene , giudicano e governano il contadino , come , io , povero diavolo che non ho mai maneggiato lo schioppo , saprei fare il generale d ’ armata . E quanto inumana cosa sia questa e dannosa riesca , non ve lo potete immaginare . O non son eglino i contadini , che co ’ loro sudori ci provvedono del pane che ci sfama , delle carni che ci mantengono grassi e robusti , degli erbaggi , delle frutta , dell ’ olio , de ’ latticini , del vino che ci ricreano ? Se smettessero loro di lavorare la terra , di custodire il bestiame , di coltivare le piante , vorrei vedere quanti artigiani , letterati , dottori e possidenti anderebbero a sostituirli . Dei campagnuoli che vengano ad ingombrare le città se ne vedono parecchi , ma de ’ cittadini che vadano a zappare , a portare , od a guardare il bestiame , ve la do in mille se me ne trovate uno soltanto . E davvero che l ’ aver sempre il povero corpo esposto all ’ acqua , al vento , alle nebbie , allo stridor del verno , ed allo stellone d ’ estate , l ’ abitare spesso tuguri che stanno ritti per miracolo del Signore , e che riparono malamente dalle intemperie delle stagioni ; mangiare del pane nero con poco e cattivo companatico , trangugiare delle sbroscie tutt ’ altro che gustose ; e bevere per ristoro dell ’ acqua , non sempre buona , è tal sorte da non essere di certo invidiata da chicchessia . E se badando alla condizione delle famiglie di qualche bel podere delle masse , o di qualche altro podere stempiato dalla val d ’ Arbia , s ’ irridesse come spropositato il quadro che ho fatto in genere del campagnolo , prego a non fermarsi tanto sull ’ eccezioni , ma di considerar bene come vanno le faccende per i più , ed allora ognuno sarà fatto capace , che invece di esagerare sono rimasto al di sotto del vero . Alto là ! perché arriccia il naso lei , sor Protoquamquam della prudenza , o per dir meglio della paura . Se mi sente fare l ’ avvocato de ’ contadini non si pensi , ch ’ io sia di que ’ figuri , che vestiti di nero o di rosso mettono a leva i poveri ed i disgraziati , per farsi largo e pescare nel torbido . Intendo dire la verità senza rispetti umani , ma non ha a credere ch ’ io voglia adulare le genti per menarle pel naso , come fanno certi bricconi che tutti conosciamo . Ho detto quel che ho detto de ’ contadini , non per concluderne che tutti sieno stinchi di santo , e che in quattr ’ e quattr ’ otto se n ’ abbia a fare altrettanti pastori come quelli della Sacra Scrittura , ed agricoltori alla romana . Convengo ancora io che ce ne sono , e non pochi , degli sgarbati , ignoranti , caparbi , lesti di mano , e codini ; ma se ci mettiamo una mano sul cuore , si dovrà dall ’ altro canto convenire , che se sono come sono , non è assolutamente di loro la colpa . Sono sgarbati ! E da chi e dove hanno da imparare la creanza ? Sono ignoranti ! E quando si è pensato ad istruirli come farebbe di bisogno ? Sono caparbi ! Mi fate ridere , e come non dovevano finora esserlo ? Costretti a fare razza da sé ed a vedersi scherniti da tutti , fino al punto che della qualifica di villano si fece segno di spregio ed ingiuria , per maledetta saetta non potevano dare ai lavori campestri altre regole , che quelle che da padre in figlio si trasmettevano . E per peggio se qualche volta , e proprio quando il diavolo suonava a predica , i proprietari si provavano ad ingerirsi di faccende campestri , dicevano tali e tanti spropositi , che i contadini avevano ragione d ’ insuperbire della loro sapienza ; e sempre più s ’ intestavano nella falsa supposizione , che le teorie piuttosto che utili fossero dannose , e che a voler fare qualche cosa di buono , non bisognava dipartirsi dalle vecchie consuetudini . Ora poi che grazia a Dio , si è trovato il modo di fare intendere , che la scienza riesce di fatto di potentissimo aiuto alla pratica , adagio adagio ancora i contadini se ne persuadono , abbandonano i pregiudizi , accettano le nuove pratiche , e giorno per giorno si avvedono meglio , che l ’ agricoltura è suscettibile di grandi e continui progressi . Le macchine introdotte , ed i nuovi sistemi di cultura in parecchi luoghi accettati , ne sono luminosi esempi . Sono un po ’ lesti di mano ! È un peccataccio questo che non può essere scusato . Le cagioni che lo fomentano sono però molte , e ci duole per ciò , che la necessaria brevità del nostro discorso non ci permetta dicifrare . Comunque siasi è piaga che ha bisogno di efficaci rimedi : ma i peccatori hanno bisogno di esser aiutati . Hanno la coda ! L ’ avremmo ancora noi se non vedessimo , non ascoltassimo , e non confabulassimo altro che con codini maliziati . Bisogna proprio avere il cervello d ’ oca per non convenire , che di molti mancamenti rinfacciati ai campagnoli , la cagione non ultima siamo noialtri cittadini . Se mettiamo il caso quando vengono in città principiassimo a trattarli con benevolenza , perderebbero naturalmente ancora essi quel piglio di mala grazia e diffidenza che tanto ci dispiace . Quando le cose d ’ Italia saranno aggiustate come Iddio comanda , e , giusta i voti del nostro buon Re , si potrà pensare di proposito alla sana ed efficace istruzione del popolo , vedrete che ancora le genti di campagna ci guadagneranno tanto da non riconoscersi nemmeno . E se li sforzi di alcuni benemeriti , saranno coronati da buon successo , e riusciranno di far comprendere a chi può dar mano all ’ opera , che l ’ agricoltura deve essere sorgente di ricchezza incalcolabile , per la nostra bella e feracissima Italia ; la testardaggine de ’ campagnuoli dovrà dileguarsi , come la nebbia si dissipa al vento . Si pensi da senno a migliorare la sorte del contadino ; si riconosca , come fra gli stenti mal si cerchi di avere robusto e lavoratore l ’ operante ; si facciano patti da potersi veramente mantenere ; col buon esempio s ’ inspiri l ’ amore pel giusto e per l ’ onesto , e le gherminelle dell ’ affamato cesseranno , e le bricconerie del mal avvezzo potranno essere facilmente colpite da opportune leggi . Poniamoci tutti d ’ accordo alla sant ’ opera , intesa a render nulle le triste e nefande pratiche di coloro , che voglion fare del contadino un cieco strumento di reazioni e di straniera servitù . Dimostriamo ai miseri illusi , che gl ’ immensi beni che debbon derivare agli Italiani , dall ’ appartenere ad una grande e potente nazione , non si faranno risentire esclusivamente nelle città , ma che le campagne ci avranno forse anche maggior tornaconto . Non ci spaventino gli ostacoli ; non ci lasciamo accalappiare dalle insidie di coloro , che si sono ignominosamente venduti alla fazione parricida : concordia , fermezza , buon volere , operosità , occhio alla penna , e vedrete ancora i contadini divenire buoni , onorati , amorosi , e veri Italiani . Ma fino a tanto che queste utili pratiche non siano iniziate , non dimentichiamo per l ’ amore del prossimo e d ’ Iddio , che il paiolo non può dire alla padella tirati in là che tu non mi tinga .
DA 'PLAUSI E BOTTE' ( BOINE GIOVANNI , 1914 )
StampaPeriodica ,
Amalia Guglielminetti , I volti dell ' amore . Treves , 1914 . Sono i volti di cartapecora di un amore blasé fatto fra gente in guanti e colletto spesso imbellettata e bistrata per gli atrii d ' hôtel , in sleeping , a caffè e qua e là nella stazioni climatiche . Novellette ciascuna con un suo caso curioso di gelosia senile , di adulterio compiuto alla svelta , di sentimento molto riflesso , di giochetto acido dove la passione non c ' entra ma il ripicco , il capriccio , o la noia , o la vanità od il calcolo . Arte non ce n ' è : né caratteri né stile ; ci son dei casi indicati rapidamente . I quali non dico non abbiano anche , nel complesso di psicologico verismo che ostentano , la lor verità . Ma senti in fondo a questo sprezzo affettato , a questa elegante aridità di salottaia navigata qualcosa che è non delle novelle ma della novelliera ; l ' ostentazione di sé medesima come femina , l ' esibizionismo . Non ci arrabbiamo mica , né gridiamo allo scandalo . Perché che cosa può importare in fondo ad una donna , dell ' arte e della sua oggettività ? Le donne scrivono ( ed anche molti uomini ) per esibirsi ; come passeggiano per strada o come si scollano a teatro . Il libro prolunga le occhiate , il profumo , il dondolamento dell ' anche , che par via via quand ' è stampato , sentimentalità , spirito , o come qui leggera ironia di blasée , ma mira sempre in conclusione com ' è naturale ed è giusto all ' eccitamento del maschio . - Chiuso uno di questi volumi , questo od un altro , ognuno che veda chiaro dovrebbe concluder fra sé così : " Va bene . E vuol ora , signorina , passar - mi il suo indirizzo ? " . Gli arzigogoli critici , i giudizi , le classificazioni estetiche e storiche son fuor di luogo assolutamente .
ProsaGiuridica ,
Art . 1 . L ' Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare ha il compito di provvedere all ' acquisto , alla gestione , alla trasformazione ed alla vendita di beni immobiliari , con le loro pertinenze di beni mobiliari , nonché di aziende industriali e commerciali , nell ' interesse o d ' incarico dello Stato . L ' Ente ha personalità giuridica . Esso ha un fondo di dotazione di 20 milioni , da stanziare con provvedimento del Ministro per le Finanze , sul bilancio del Ministero stesso . Per l ' assistenza , la rappresentanza e la difesa in giudizio , l ' Ente si avvale dell ' Avvocatura dello Stato . L ' Ente potrà inoltre , con la preventiva autorizzazione del Ministro per le Finanze , contrarre mutui ed ottenere sovvenzioni dagli Istituti all ' uopo autorizzati per il fabbisogno finanziario dipendente dalla propria attività . L ' Ente ha la sua sede legale in Roma , temporaneamente trasferita a San Pellegrino Terme . Art . 2 . L 'E.G.E.L.I . compie tutte le operazioni necessarie per il conseguimento dei propri fini . Art . 3 . Sono organi dell ' Ente : il Presidente , il Consiglio di Amministrazione , la Giunta esecutiva . Art . 4 . Il Presidente è nominato con decreto del Ministro delle Finanze , per un triennio , e può essere confermato . Egli è a capo dell ' Amministrazione dell ' Ente ed ha la legale rappresentanza dell ' Ente stesso . Convoca e presiede le riunioni del Consiglio di Amministrazione e della Giunta esecutiva , e cura la esecuzione delle deliberazioni del Consiglio e della giunta stessi . Il Presidente ha facoltà di conferire procure speciali per determinati atti e per determinate specie di atti . In caso di urgenza il Presidente prende tutti i provvedimenti di competenza della Giunta esecutiva e ne riferisce a questa nella prima seduta successiva per la relativa ratifica . Art . 5 . Uno dei membri del Consiglio di Amministrazione è annualmente designato dal Consiglio stesso a fungere da vice presidente . Il Presidente è coadiuvato dal vice presidente che lo sostituisce in caso di assenza o di legittimo impedimento . Art . 6 . Il Consiglio di Amministrazione è composto dal presidente e di otto membri nominati dal Ministro per le Finanze e cioè : - 2 consiglieri scelti tra i funzionari di grado non inferiore al VI del Ministero delle Finanze ; - 1 consigliere scelto tra i funzionari dell ' Ispettorato per la Difesa del Risparmio e l ' Esercizio del Credito ; - 1 consigliere in rappresentanza dell ' Ispettorato per demografia e razza ; - 1 consigliere su proposta del Segretario del Partito Fascista Repubblicano , Ministro segretario di Stato ; - 1 consigliere su proposta del Ministro per la Giustizia ; - 1 consigliere su proposta del Ministro per l ' Agricoltura e le Foreste ; - 1 consigliere su proposta del Ministro per l ' Economia corporativa . I consiglieri rimangono in carica tre anni e possono essere confermati nella carica stessa . Con il decreto del Ministro per le Finanze sono determinate le indennità assegnate al Presidente ed ai componenti il Consiglio di Amministrazione . Il Consiglio di Amministrazione nomina il Segretario . Art . 7 . Il Consiglio di Amministrazione ha tutti i poteri per il funzionamento dell ' Ente . Esso delibera un apposito regolamento interno da approvarsi dal Ministro per le Finanze , per stabilire le norme di assunzione e di stato giuridico ed il trattamento economico , a qualsiasi titolo , di attività e di quiescenza del personale . Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente il quale ne da tempestivo avviso ai Consiglieri ed ai Sindaci effettivi . Per la validità delle deliberazioni occorre l ' intervento di almeno 5 componenti . Art . 8 . Il Consiglio di Amministrazione nomina nel suo seno la Giunta esecutiva , determinandone le attribuzioni e i poteri . La Giunta è composta di tre membri fra i quali il Presidente . Funge da Segretario della Giunta esecutiva il segretario del Consiglio di amministrazione . La Giunta esecutiva è convocata dal Presidente , il quale dà tempestivo avviso ai membri ed ai sindaci effettivi . Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti . Art . 9 . La Giunta esecutiva delibera sulle operazioni per le quali sia stata delegata dal Consiglio di amministrazione e dentro i limiti della delegazione stessa . Non possono essere delegate alla Giunta le deliberazioni : a ) sulla formazione del bilancio ; b ) sul conferimento di deleghe alle mansioni dell ' Ente ad Istituti od a privati . Le deliberazioni della Giunta sono comunicate al Consiglio nella prima seduta successiva . Art . 10 . Le deliberazioni del Consiglio di amministrazione e della Giunta esecutiva sono inserite in appostiti registri di verbali e vengono autenticate con la firma del Presidente e del Segretario . Le deliberazioni prese dal Presidente in via di urgenza a norma dell ' art . 4 sono trascritte in apposito registro e firmate dal Presidente . Dei verbali relativi alle deliberazioni di cui al presente articolo e delle deliberazioni del Presidente , il Segretario del Consiglio di amministrazione può , con l ' autorizzazione del Presidente , rilasciare copia od estratti . Art . 11 . Il Collegio dei sindaci è composto di tre membri effettivi e di due supplenti , nominati con decreto del Ministro delle Finanze . Uno dei sindaci effettivi è scelto fra i Magistrati della Corte dei Conti . La Presidenza è affidata dal Ministro delle Finanze ad un funzionario dipendente da esso incluso nei tre membri effettivi . I sindaci effettivi ed i supplenti durano in carica tre anni e possono essere confermati . Con decreto del Ministro per le Finanze sono fissate le retribuzioni spettanti ai sindaci . I sindaci esercitano il controllo sulla gestione dell ' Ente e sulla osservanza delle disposizioni di legge e dello statuto : assistono alle riunioni del Consiglio di amministrazione e della Giunta esecutiva ed hanno in generale i poteri e gli obblighi che la legge attribuisce ai sindaci delle società commerciali , in quanto applicabili . Il Collegio dei sindaci presenta al Ministro per le Finanze una relazione annuale in accompagnamento del bilancio della gestione dell ' Ente . Art . 12 . L ' esercizio finanziario dell ' Ente si riferisce all ' anno solare . Entro il 31 marzo di ogni anno , il Consiglio di amministrazione sottopone all ' approvazione del Ministro delle Finanze il bilancio dell ' Ente , accompagnandolo con particolareggiata relazione sulla attività svolta . Art . 13 . I proventi della gestione dei beni di proprietà dell ' Ente , gli oneri dell ' esercizio e le spese generali di amministrazione , sono registrate nel conto spese e proventi . Il saldo di tale conto è versato annualmente al bilancio delle entrate dello Stato dopo l ' approvazione del bilancio . I proventi dei beni di cui l ' Ente ha la gestione nell ' interesse o per conto dello Stato nonché gli introiti effettuati per riscossioni di capitali o alienazioni riguardanti tali beni , sono versati nei modi e nei termini stabiliti dalle relative disposizioni . Art . 14 . La qualità di funzionario o impiegato dell ' Ente è incompatibile con qualsiasi impiego privato o pubblico o con l ' esercizio di qualsiasi professione , commercio o industria . I funzionari e gli impiegati non possono coprire cariche di consiglieri di amministrazione , di liquidatori o sindaci di società , salvo espressa autorizzazione del Consiglio di amministrazione . Art . 15 . È fatto divieto ai consiglieri di amministrazione , ai sindaci , ai funzionari di direzione ed agli impiegati dell ' Ente di acquistare beni dell ' Ente e comunque di contrarre obbligazioni di qualsiasi natura , dirette o indirette con l ' Ente , ovvero con acquirenti di beni immobili di proprietà dell ' Ente . I funzionari e gli impiegati dell ' Ente sono obbligati al segreto d ' ufficio . Art . 16 . L ' Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare è parificato ad ogni effetto nel trattamento tributario , all ' Amministrazione dello Stato ; per la notificazione ad istanza dell ' Ente medesimo per le copie degli atti ad esso rilasciati e per le misure ipotecarie , come pure per i certificati delle iscrizioni e trascrizioni , nonché per i certificati catastali storici rilasciati nell ' interesse dell ' Ente , si osservano le disposizioni vigenti per tali adempimenti quando sono richiesti dallo Stato . Agli effetti delle imposte dirette la equiparazione dell ' Ente alle amministrazioni dello Stato nel trattamento tributario , riguarda esclusivamente i redditi propri dell ' Ente . Le tasse di registro per gli atti di alienazione dei beni attribuiti all ' Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare sono ridotte come segue : a ) alla aliquota fissa dell'1,50% fino al valore di L . 5.000; b ) alla aliquota fissa del 10% oltre il valore di L . 5.000 . La tassa di trascrizione , i diritti catastali e gli onorari notarili per atti di alienazione dei beni attribuiti all ' Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare sono ridotti alla metà dell ' ordinario ammontare , quando non trovino applicazione disposizioni più favorevoli . Art . 17 . Gli atti costitutivi di società che dovessero essere formate con il consenso del Ministro per le Finanze , per rilevare aziende industriali e commerciali attribuite in proprietà o in gestione all ' Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare sono esenti da tasse di bollo e registro . Gli atti con i quali società anonime regolarmente costituite rilevano aziende attribuite ovvero gestite dall ' Ente di Gestione e Liquidazione Immobiliare , sono registrati e trascritti con la tassa di L . 40 ai sensi dell ' art . 13 del decreto legge 19 agosto 1943 , n . 737 . I diritti catastali e gli onorari notarili per gli atti medesimi sono ridotti al quarto . Mussolini Il Ministro delle Finanze : Pellegrini V.Il Guardasigilli : Pisenti
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Torino , aprile - Ogni tre minuti , una piccola automobile utilitaria esce dalle sale di montaggio della FIAT - Mirafiori . La portano , per il collaudo , sul tetto dello stabilimento , dove è la pista di prova . Ridiscende nel cortile , per l ' ultimo controllo . Un ' ora dopo la caricano su un autotreno a due piani che ne trasporta trenta alla volta ; o su uno dei vagoni che attendono alla stazione del Lingotto . Gli autotreni ed i carri merci partono , a brevi intervalli , con il loro carico di macchine nuove , e c ' è sempre qualche operaio che s ' affaccia per fare un gesto festoso di saluto . Nelle strade più vicine allo stabilimento , anche le donne che vanno per la spesa al mercato di via Nizza si voltano soddisfatte a guardare le macchine fresche di vernice che passano , affiancate sui due piani di un autocarro , minuscole e lucenti come giocattoli . Per la gente del Lingotto , il successo della 600 è un fatto di enorme importanza . Un motivo d ' orgoglio . Alla costruzione di quelle piccole utilitarie lavorano , direttamente o indirettamente , almeno due su tre dei cinquantaseimila dipendenti della grande fabbrica d ' automobili . A Torino , si sente dire da molti che la clamorosa vittoria dei sindacati liberi , nelle recenti elezioni delle Commissioni interne della FIAT , è tutto merito della 600 . Non è , certo , un ' affermazione da prendersi alla lettera . C ' è del vero , tuttavia . Le ragioni che hanno fatto perdere tanti voti ai candidati comunisti sono parecchie ; ed alcune hanno avuto , senza dubbio , molto maggior peso . Ma ci si consenta di cominciare di qui . È la pagina più bella di questa storia . Forse , la più confortante . I dirigenti della FIAT dicono che il rendimento delle maestranze è notevolmente aumentato , in ogni reparto , dal giorno in cui è cominciata la costruzione in serie della 600 . La grande maggioranza degli operai mostra di lavorare con entusiasmo e con molto maggiore impegno . E il mutamento è così profondo che non basta a spiegarlo la promessa di premio di produzione la cui entità , per bene che vadano le cose , dovrà essere necessariamente modesta . È rimasto lo « spirito di fabbrica » . Li esalta e li inorgoglisce il successo che ha incontrato , ovunque , la vettura utilitaria . Provatevi a dire , parlando con uno del Lingotto , che la 600 è una trappoletta ! Non è un ' automobile di lusso che nasce dalla loro fabbrica , ma una vetturetta popolare , un mezzo di lavoro e di svago che anche gente di condizioni modeste si potrà concedere , senza eccessivi sacrifici . Anche il piccolo impiegato , l ' operaio specializzato della FIAT : perché no ? Quasi tremila di essi si sono già prenotati . La fabbrica accorderà loro agevolazioni speciali e una più lunga rateizzazione . Andranno allo stabilimento in macchina , come fanno gli operai americani . Insomma , ogni volta che stringono un bullone o spruzzano una « mano » di vernice , è come se lavorassero per la « loro » automobile . Che c ' entra , questo , con lo scacco della FIOM ? Ecco : sembra che i sindacati comunisti pensassero di sabotare la costruzione della 600; della vetturetta che ognuno di essi sogna di possedere , che già considera sua . La votazione per la nomina delle Commissioni interne ebbe inizio alla mezzanotte del lunedì , nei reparti delle Fonderie , dove lavorano tremilacinquecento operai e più di quattrocento impiegati . È continuata , nelle altre fabbriche , per tutta la giornata seguente , senza incidenti di rilievo . Era un fatto grosso ; e le organizzazioni sindacali avevano iniziato da tempo la propaganda elettorale , con grande impegno e con insolita larghezza di mezzi . Le facciate delle case torinesi , in parecchi quartieri periferici , come al Lingotto , in via Nizza , o alla Madonna di Campagna , erano coperte di manifesti . Nelle ultime settimane erano stati tenuti molti comizi ai quali , in genere , aveva assistito un pubblico scarso e distratto . Gli agit - prop lavoravano , da un pezzo , negli stabilimenti ; giravano casa per casa ; e non è necessario ripetere di quali argomentazioni si servissero . È stata una grossa battaglia , insomma , condotta da entrambe le parti , con ostinazione e con irruenza . Ed era lecito prevedere che i sindacati comunisti avrebbero perduto terreno anche questa volta : dall'80 per cento dei voti , raccolto nel '48 , erano scivolati al 66 per cento , nel '53; al 63 per cento , nel 1954 . Quest ' anno , forse , pensavano i più informati , la FIOM , filiazione della Confederazione generale del lavoro , avrebbe ottenuto il 58 o il 60 per cento dei voti . Avrebbe conservato , comunque , la maggioranza assoluta . È stato , invece , il tracollo . Soltanto 18.919 dipendenti della FIAT hanno votato per i candidati estremisti ; mentre le liste dei sindacati liberi , cioè della CISL e della UIL , hanno ottenuto complessivamente poco meno di cinquantaduemila voti . Il successo della 600 ed il rinato « spirito di fabbrica » , come si è detto più sopra , hanno senza dubbio contribuito alla vittoria dei sindacalisti democratici nelle elezioni della FIAT ; ma , certo , non è lecito pensare che siano state le sole cause dell ' imprevisto capovolgimento . E nemmeno le più importanti . Fino a non molto tempo fa i caporioni comunisti avevan potuto tenere in soggezione i compagni di lavoro con la violenza . C ' era una squadraccia , in ogni reparto ; e chi non accettava supinamente quell ' umiliante servitù doveva aspettarsi ogni sorta di angherie . Chi osava ribellarsi in maniera più aperta ; i crumiri ; quelli sui quali cadeva il sospetto di « fare il gioco dei padroni » venivano bastonati al primo pretesto . E molti avevano preso la tessera del partito o della FIOM , per paura . I nomi dei pochi iscritti alla CISL ed alla UIL erano scritti a grossi caratteri su cartelli esposti nelle officine ; e sotto all ' elenco c ' erano frasi di scherno e di minaccia . Ma la disciplina e il rispetto della libertà , a poco a poco , erano stati di nuovo imposti dagli agenti ai quali è affidata la sorveglianza delle fabbriche , all ' interno ; e dalle squadre di poliziotti che , nelle giornate di torbidi , presidiano i piazzali esterni e le vie di accesso . Accadeva sempre più di rado che si malmenasse un crumiro , che si sbarrasse la strada ad un propagandista della CISL o della UIL . Qualcuno , sentendosi protetto , si era rifiutato di rinnovare una tessera che aveva chiesto senza convinzione , a scanso di guai ; e si era visto che , nella maggioranza dei casi , anche i più accesi attivisti avevano dovuto rinunciare a mettere in atto le minacce di rappresaglia . Le squadracce facevano sempre meno paura . Al termine di una settimana di disordini , molti che fino allora si erano supinamente assoggettati alla dittatura del capocellula cominciavano ad accorgersi che non era più tanto facile trovare una risposta valida alle lamentele della moglie da quando , due anni fa , la FIAT aveva deciso di corrispondere un premio di duemila lire a chi si fosse recato al lavoro , nelle giornate di sciopero . Le donne , in nove casi su dieci , non intendevano ragioni . Anche le « progressiste » mostravano di preferire una busta paga un po ' più gonfia del consueto alle poche centinaia di lire del sussidio . Poi , la lotta contro i sobillatori comunisti è entrata in una fase più dura . Per arrivare a disfarsi dei più scalmanati la FIAT non ha dovuto ricorrere , in maniera palese , a pericolose discriminazioni . Il che non significa che abbia sempre agito con mano leggera . Ma era nel suo diritto , dopo tutto . In parecchi reparti della Grandi Motori , qualche mese fa , sono stati dimezzati í turni di lavoro . Le commesse non bastavano , per mantenere l ' intero stabilimento in piena attività . Un periodo di temporanea disoccupazione al quale , si diceva , dovevano assoggettarsi senza distinzione sia gli operai devoti che i riottosi . Ed , entro il termine previsto , erano state concluse , infatti , trattative per importanti forniture . Ma soltanto una parte delle maestranze era stata richiamata ; nessuna delle pecore nere era tornata a varcare i cancelli della fabbrica : per esse era sempre tempo di crisi . Ed era chiaro che sarebbe durato in eterno . È su questo episodio che poggiano le accuse di intimidazione mosse dai giornali comunisti all ' indomani della sconfitta . In realtà , tra le maestranze della FIAT era nata una nuova paura . Si diceva che , con quello stesso sistema , sarebbe stata attuata una vasta epurazione in tutti gli stabilimenti del grande complesso industriale . Non era certo lecito credere che si potessero licenziare tutti i sessantatremila dipendenti che , nel '54 , avevano dato la loro adesione alla FIOM ; ma lo spettro della disoccupazione faceva tremare molti ; e più degli altri , forse , proprio i meno compromessi , i più deboli , quelli che non avevano mai avuto una convinzione politica . Una massa , cioè , di molte migliaia . Le organizzazioni comuniste che avevano ottenuto , d ' altra parte , con gli scioperi e le violenze ? Durante il 1954 , nulla . Non una delle rivendicazioni da esse propugnate era stata accolta . La FIAT , invece , aveva fatto molte concessioni alla CISL ed alla UIL . Per l ' intervento dei sindacati liberi aveva stipulato accordi sui « fuori orario » e sui tempi di lavorazione più favorevoli alle maestranze ; aveva concesso un premio straordinario di 18.500 lire ; aveva promesso di costruire duemilacinquecento appartamenti operai , con una spesa di otto miliardi . Aveva stanziato in bilancio sette miliardi per le opere assistenziali , invece dei tre che avrebbe dovuto versare per legge . A provocare il crollo della FIOM è stata la paura dell ' epurazione ? Sono stati quei miliardi ? Questo , forse , non sarebbe bastato ad aprire una così larga breccia . Gli operai torinesi non potevano seguitare a fare i gradassi senza capire che , a lungo andare , ne sarebbero stati essi stessi le vittime . Si sono stancati . Hanno compreso che la fortuna della loro fabbrica è anche la loro fortuna . Molte migliaia di essi sono passate risolutamente dall ' altra parte : vogliono lavorare in pace . Anche perché con le agitazioni politiche , con gli scioperi , con le poche centinaia di lire del sussidio non si arriva , certo , a pagare le rate della 600 .
L'anacronistico dittatore di Minsk ( Bettiza Enzo , 2001 )
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Che fosse una grottesca telenovela spionistica , quella che ha visto lo pseudoimprenditore italiano Angelo Antonio Piu e la sua compagna bielorussa Irina Ussak , rispettivamente condannati a quattro anni di carcere ciascuno , lo si è capito perfino dalle parole pronunciate dopo la sentenza dagli esponenti del durissimo Kgb di Minsk : « Non aveva una grande esperienza , era impreparato , non parlava neppure la nostra lingua . Come si fa a mandare in Bielorussia una spia del genere ? » . Ma la vera domanda è un ' altra . Come si fa a incriminare per spionaggio uno straniero che non sa fare la spia , accusando la sua amica bielorussa di « alto tradimento » , per poi comminare ai colpevoli una pena assai blanda in un paese dove simili delitti vengono spesso e facilmente puniti con la condanna a morte ? Come si fa a trasformare una cronaca di poveri amanti in un grave complotto contro lo stato ? La risposta a tale miserevole faccenda , di per sé irrilevante e quasi comica , in senso lato la possiamo trovare nel clima tutt ' altro che comico che da anni grava su questa che è la meno ex e la più sovietica delle ex repubbliche sovietiche . In senso più stretto troviamo un ' ulteriore risposta nella torbida atmosfera che ha preceduto e accompagnato lo svolgimento delle recenti elezioni che il 9 settembre hanno riconfermato alla presidenza del paese , per altri sette anni , il dittatore bielorusso Aleksander Lukassenko . Una vittoria - truffa annunciata con intimidazioni e brogli denunciati dagli osservatori dell ' Osce ( Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa ) . Il prevedibilissimo risultato ha assegnato a Lukassenko il 75,6 per cento dei suffragi contro il 15,3 rosicchiato a fatica dal sindacalista Vladimir Goncharik , principale candidato dell ' opposizione . Non a caso , la farsa processuale contro lo sventurato italiano Piu e la sua amica ha avuto inizio due giorni prima delle elezioni presidenziali , stravinte dal dittatore nazistalinista in un clima di paranoia antioccidentale e caccia alle streghe . Il che la dice assai lunga sui metodi e i soprusi in uso nell ' infelice « ex » repubblica sovietica . Lukassenko , 47 anni , un tempo amministratore d ' una fattoria collettiva di polli , atleta dilettante , portamento marziale accentuato da un paio di baffi alla cosacca , gestisce ormai da tempo come un misero pollame colcosiano i suoi 11 milioni di sudditi ( reddito mensile 77 dollari ) . Nei modi primitivi , nelle idee bellicose , nei metodi brutali e truffaldini è una specie di microcaricatura bielorussa di Stalin , Hitler e Milossevic . Sponsorizzata e blandita dalla madre Russia vicina , tollerata non si sa bene perché dall ' Europa , pressoché ignorata dagli Stati Uniti , l ' anacronistica dittatura lukasenkiana è riuscita a instaurare al centro del continente un misto di vecchia Urss e di vecchissimo principato tartaro . La sigla della ex polizia politica sovietica , Kgb , è rimasta immutata a Minsk : i proconsoli di Mosca occupano posti di massima responsabilità nel governo illiberale , nell ' economia statizzata , nelle istituzioni inquinate dalla corruttela . In realtà la Bielorussia , dove il popolo è costretto a parlare il russo nelle scuole e negli uffici , non è che una colonia povera della Russia in cui Lukassenko ricopre il ruolo di un prefetto di polizia agli ordini dei viceré di Putin . Le demoralizzate opposizioni democratiche , minoritarie e perseguitate , vorrebbero riacquistare l ' indipendenza vera di cui la repubblica fruì per pochi anni dopo il crollo del comunismo . Mentre molti sudditi comuni , forse la maggioranza , desidererebbero farla finita con la finzione di un ' indipendenza artificiale e venire assorbiti formalmente dalla grande e più ricca e più debolscevizzata Federazione russa . Mosca , però , non vuole concedere a Minsk né la sovranità piena né il pieno incorporamento alla Federazione . Vladimir Putin preferisce mantenere la Bielorussia a bagnomaria come un feudo semi indipendente situato coi suoi traffici illeciti , i suoi radar e le sue installazioni missilistiche a mezza via fra Est e Ovest , a ridosso della Nato e dell ' Unione Europea in procinto di allargarsi.Ma dopo l ' attacco terroristico contro l ' America , molte cose stanno cambiando anche in Russia . Se Putin vorrà davvero avvicinarsi all ' Occidente , per costituire una diga comune contro il diluvio islamico , potrà continuare a mantenere il lazzaretto bielorusso come un cuneo di divisione e d ' infezione nel cuore del continente europeo ?
UN TIPICO ERRORE GERMANICO ( FORGES DAVANZATI R. , 1925 )
StampaQuotidiana ,
« Per vivere amichevolmente con questa Germania , bisogna che stia ferma alla frontiera austriaca . Ecco una prima cosa da dire , fascisticamente , dopo la vittoria di Hindenburg » . Queste parole concludevano , circa un mese fa , il commento alla elezione di Hindenburg a Presidente dei Reich . Erano dettate da un convincimento non nuovo , ma affermato fin dalla Conferenza di Parigi , quando troppa sordità , troppa ostilità , troppa indifferenza , troppa infatuazione vilsoniana , riducevano in pochissimi la visione di una politica centroeuropea , necessaria all ' Italia . Erano suggerite dalla persuasione che il problema fosse non più ignorabile , ma di primo piano per la nostra politica , che ha già sofferto di errori , di colpe e di sopraffazioni altrui nella questione austriaca . Erano il richiamo ad un problema concreto , oltre le solite considerazioni generiche sulla elezione del vecchio Maresciallo . Ecco che oggi le dichiarazioni di Mussolini in Senato ; i commenti della stampa germanica ; il discorso del Presidente del Reichstag , Loebe , al Congresso di Dortmund , che già ieri abbiamo notato , e altre manifestazioni in Austria , attestano come la questione austriaca sia oggi al nodo della politica centroeuropea . Non intendiamo affatto partecipare al gran clamore verbale , che le dichiarazioni di Mussolini hanno sollevato di là dal Brennero ; e non deploriamo nemmeno questo clamore , se esso debba giovare ad eliminare equivoci , specialmente l ' equivoco che faceva considerare l ' Italia indifferente , agnostica , nella questione austriaca . Abbiamo detto e ripetiamo che , prima di essere di interesse cecoslovacco o jugoslavo o francese , la questione austriaca è di interesse italiano . Questo sembra abbia sorpreso in Germania e in Austria , dove si rimettevano ai tristi precedenti di una politica assurda e cieca , che ebbe il suo tipico episodio di autodiffamazione nelle mostruose accuse rivolte alla Missione Segre , che aveva dato all ' Austria i primi generosissimi aiuti dell ' Italia ; e che ebbe la sua catastrofe diplomatica quando , sulla facile rinunzia ottenuta dall ' Italia della quota di riparazioni dovuta dall ' Austria si organizzò la sostituzione della Società delle Nazioni in quella politica di controllo dell ' Austria , che spettava di diritto all ' Italia . Ebbene quei precedenti non si ripeteranno più . E l ' Italia non intende lasciare alla Francia e alla Piccola Intesa il compito di interpretare politicamente gli articoli 80 del Trattato di Versailles e 88 del Trattato di San Germano , per i quali la Repubblica austriaca non può mutare il suo assetto statale , quale sarebbe l ' unione con la Germania , senza il consenso del Consiglio della Società delle Nazioni . E poiché l ' articolo 5 del Patto stabilisce che le deliberazioni del Consiglio per essere valide debbono essere prese all ' unanimità , la volontà dell ' Italia ha valore decisivo . E poiché la Francia è anch ' essa ostile a qualsiasi unione e anche in Inghilterra i commenti , pure ufficiosi , sono stati favorevoli alla tesi enunciata da Mussolini , il discorso del socialista Loebe , presidente del Reichstag , in pieno accordo con le direttive pangermaniste ( la Germania è Germania e la Germania socialdemocratica meritevole di tutti i favori è una invenzione nittiana ) e in contestazione di Mussolini , cui ha preteso di rimproverare l ' ignoranza dei trattati , è invece esso un documento di voluta ignoranza e di insolenza , tipiche della mentalità germanica , quando è spronata dallo spirito aggressivo . E , lasciando da parte un esame più particolare della questione austriaca , questo dobbiamo oggi porre in chiaro , anche per coloro che , afflitti oppur no dall ' imbecillità socialdemocratica , hanno creduto di affermare una direttiva italiana di politica nell ' intenerimento del dopoguerra per la povera Germania : e cioè lo spirito aggressivo di questo orientamento che la politica germanica sembra prendere , dopo l ' elezione di Hindenburg . Non è la prima volta che alla germanofilia smaccata degli ex - neutralisti e dei socialdemocratrici pentiti della francofilia e sempre in cerca di una nuova servitù per lo straniero , si sia risposto in Germania , assumendo in proprio , brutalmente , la propaganda per la rivendicazione dell ' Alto Adige . Oggi le dichiarazioni violente per l ' unione con l ' Austria non si scompagnano affatto da questa propaganda . Queste constatazioni debbono esser fatte non per incitare i mutamenti irrequieti di condotta politica , ma per ripetere ancora una volta l ' indispensabile pedagogia di cui hanno bisogno gli italiani , sempre corrivi ad interpretazioni della politica internazionale , false , deformate da ideologie che sbandano ora a favore di questo ora a favore di quello straniero , e che bisogna fermamente ripudiare per costituire oltre che una visione , un sentimento di politica italiana . Solidamente italiana . E nel sentimento di una politica italiana verso la Germania , non deve mai mancare la comprensione che la Germania è una tipica espressione di razza , che non c ' è troppo da ingannarsi sulle divergenze dei suoi partiti , e che in Germania difetta una valutazione precisa del fattore Italia , come fattore europeo . Questa comprensione significa anche che la Germania commette facilmente errori grossolani di politica , e che l ' errore della svalutazione italiana prima della grande guerra è stato meritatamente uno dei motivi di sconfitta della Germania . Oggi , in un momento veramente significativo della politica europea e della vita interna della Germania , ecco che la grossolanità massiccia di questo popolo che ha virtù e difetti moltiplicati al cubo , si orienta , con una scelta poco persuasiva , verso il mezzogiorno , verso l ' Austria e l ' Italia , per porre un problema di primo piano , da aggiungere a quello della frontiera occidentale e della frontiera orientale . Dove sia la coscienza e la misura in questa politica nessuno può comprendere . Questo è certo . Che l ' Italia non è più quella che soffrì soggezioni nella Triplice . un ' altra Italia , in un ' altra Europa . Se anche questa volta la Germania non capisce , vuol dire che nemmeno l ' ultima dura pedagogia le ha giovato . Ecco quanto si deduce dalla pessima sfuriata del socialista Loebe , Presidente dei Reichstag .
È cominciata l'estate di Ben Hur ( Fusco Gian Carlo , 1958 )
StampaQuotidiana ,
Roma , 13 maggio . L ' estate è piombata improvvisamente su Roma , come una legnata . C ' era da prevederlo . La pioggia di sabbia desertica che investì la città , venti giorni or sono , radioattiva o no , è , ogni anno , la prima avvisaglia del caldo . Alcuni caffè di via Veneto hanno messo su i baldacchini e gli ombrelloni , che verranno rimossi soltanto a fine settembre . Molta gente , la sera , preferisce passare un paio d ' ore al caffè « Tre scalini » di piazza Navona , dove si gode una maggiore ventilazione . Da domenica scorsa funzionano gli stabilimenti balneari di Fregene . Il più importante ed elegante , « La Nave » , ha ricevuto la prima ondata di romani distinti , pionieri della tintarella . Fra gli altri , Alberto Moravia , il quale , da qualche tempo , è più brusco e triste del solito : forse perché la sua Beatrice Cenci , rappresentata al Quirino , non ha avuto pieno successo . Alla « Nave » , sono già apparse , in costume « monopezzo » ( il due pezzi sembra avviato al tramonto ) , alcune donne di rilievo : Vittoria Mongardini , Gabriella Palazzoli , Fosca Piergentili , Anna Placido ed altre . La temperatura massima tende a superare i 31 gradi . La stabilità del bel tempo sembra definitivamente assicurata fino alla metà di giugno : tanto che i produttori di Ben Hur , la cui preparazione è praticamente compiuta , rimpiangono di non poter subito girare i esterni e , specialmente , le grandi scene di massa . Devono , invece , tener conto delle prossime elezioni . Moltissime , infatti , delle 20.000 comparse che tumultueranno nel film , appartengono a quella moderna « suburra » che vive quasi attendata a Tor Sapienza , all ' Acqua Acetosa , a Tor Pignattara eccetera . Gente che , non essendo ancora iscritta all ' anagrafe romana , il 25 andrà a votare nei paesi d ' origine . Quanto alla sceneggiatura di Ben Hur , pare che in seno alla produzione vi sia qualche contrasto fra due fazioni : i « mattonisti » e gli « antimattonisti » . I primi approvano che il governatore romano romano della Palestina venga ucciso da un mattone cadutogli , per sulla testa ; i secondi , temendo il grottesco della situazione , vorrebbero eliminare l ' incidente . Finora prevale il mattone .