StampaQuotidiana ,
Torna
a
circolare
con
particolare
insistenza
la
voce
di
un
accordo
pre
-
elettorale
tra
i
gruppi
cosiddetti
Italia
libera
,
sorti
a
scopo
disgregatore
accanto
all
'
Associazione
Combattenti
,
e
la
socialdemocrazia
antifascista
.
Ora
,
che
l
'
ingegnere
Rossetti
trovi
un
collegamento
spirituale
tra
il
suo
passato
e
quello
di
Treves
è
mostruosità
che
non
ci
interessa
:
necessario
è
invece
denunciare
la
nuova
manovra
e
scoprirne
le
origini
,
le
quali
trovano
poi
sintomatici
riscontri
attraverso
la
tensione
di
rapporti
qua
e
là
artificialmente
creata
a
mezzo
di
agenti
provocatori
che
sanno
di
massoneria
lontano
un
miglio
,
tra
fascisti
e
combattenti
.
Il
piano
in
elaborazione
tra
i
nittiani
,
unitari
,
repubblicani
e
simili
è
quello
che
noi
denunciammo
fino
dall
'
indomani
della
chiusura
parlamentare
:
cementare
il
cosidetto
blocco
della
libertà
.
A
tale
intento
ultimo
crediamo
anzi
siano
state
lanciate
le
riserve
circa
l
'
astensione
dalle
urne
.
Infatti
,
unitari
,
repubblicani
,
nittiani
i
quali
anche
se
alleati
,
sotto
la
loro
vera
etichetta
metterebbero
il
fardello
di
un
tristissimo
passato
antinazionale
nel
bilancio
passivo
di
una
affermazione
elettorale
,
sono
alla
ricerca
di
una
nuova
bandiera
che
possa
presentarli
al
pubblico
in
uno
stato
di
spudorata
verginità
:
e
l
'
insegna
è
trovata
nei
gruppi
Italia
libera
.
In
tal
modo
sarebbe
salva
la
protesta
dei
partiti
che
ufficialmente
si
asterrebbero
e
aperto
un
meno
angusto
spiraglio
alla
speranzella
di
un
ritorno
a
Montecitorio
.
Il
piano
,
insomma
,
che
in
questi
giorni
si
sta
trattando
in
private
intese
è
il
seguente
:
unitari
,
repubblicani
,
nittiani
,
scontenti
di
ogni
genere
farebbero
dichiarazione
di
astenersi
e
nello
stesso
tempo
aderirebbero
al
programma
politico
dell
'
Italia
libera
,
la
quale
a
sua
volta
si
dovrebbe
impegnare
ad
ospitare
sotto
il
suo
comodo
bandierone
un
certo
numero
di
uomini
che
per
la
loro
provenienza
siano
garanzia
sufficiente
alla
continuità
dell
'
azione
socialdemocratica
a
Montecitorio
.
Una
volta
là
poi
unitari
,
repubblicani
,
nittiani
in
veste
di
«
italiani
liberi
»
sarebbero
liberissimi
di
ricostituire
gli
antichi
nuclei
,
a
truffa
elettorale
consumata
.
Il
trucco
è
abile
;
non
c
'
è
da
dire
,
ed
occorre
quindi
sventarlo
in
tempo
prima
che
l
'
opinione
pubblica
,
o
almeno
gli
strati
più
ingenui
e
superficiali
di
essa
,
possano
essere
ingannati
da
questa
nuova
oscena
mascheratura
degli
antichi
padroni
della
diserzione
.
Dal
canto
suo
,
del
resto
l
'
Italia
libera
la
quale
,
quantunque
sia
una
modestissima
organizzazione
e
una
trascurabile
forza
politica
,
sta
accorgendosi
di
diventare
perno
e
rifugio
del
variopinto
antifascismo
,
comincia
ad
avanzare
qualche
riserva
.
Lo
vedemmo
giorni
fa
,
quando
,
pur
accettando
di
dare
un
riconoscimento
oscenamente
patriottico
ai
socialisti
unitari
,
fece
intendere
sul
suo
giornale
,
sia
pur
con
parole
largamente
ovattate
,
un
evidente
imbarazzo
di
fronte
alla
figura
di
Claudio
Treves
,
campione
troppo
riconoscibile
di
provocazione
antinazionale
.
Questo
anzi
crediamo
sarà
uno
degli
scopi
maggiori
per
l
'
attuazione
del
«
Blocco
della
Libertà
»
:
ma
finiranno
certo
per
intendersi
e
per
trovare
la
formula
che
consenta
anche
al
Marchese
di
Caporetto
di
figurare
tra
i
protetti
dell
'
ingegnere
Rossetti
.
Questi
primi
sintomi
danno
esatta
la
sensazione
del
nuovo
artificioso
castello
di
carte
che
l
'
opposizione
prepara
,
e
ne
abbiamo
un
altro
segno
nei
tentativi
molteplici
e
dissennati
per
allontanare
dal
fascismo
l
'
Associazione
dei
Combattenti
.
Avemmo
occasione
di
illustrare
tale
insidia
giorni
or
sono
quando
i
rappresentanti
dell
'
Italia
libera
affermarono
di
voler
restare
entro
il
massimo
organismo
dei
reduci
pur
dichiarandosi
fuori
dalla
disciplina
:
occorre
quindi
chiarire
in
tempo
le
rispettive
posizioni
e
ciò
confidiamo
avverrà
domani
nella
riunione
del
Consiglio
Nazionale
dei
Combattenti
..
Ma
ad
ogni
modo
è
certo
che
il
fine
ultimo
della
socialdemocrazia
,
impotente
a
sostenere
con
una
sua
propria
responsabilità
una
eventuale
battaglia
elettorale
,
è
quello
di
trovarsi
,
mediante
una
formale
rinuncia
alla
lotta
,
entro
le
file
di
una
formazione
eterogenea
che
abbia
come
sua
bandiera
il
luogo
comune
in
gran
voga
oggidì
:
libertà
.
E
i
gruppi
rossettiani
anche
esigui
,
anzi
meglio
se
esigui
servono
egregiamente
allo
scopo
.
Essi
politicamente
sono
lo
zero
assoluto
,
ma
hanno
qualche
caratteristica
fondamentale
che
può
prestarsi
al
salvataggio
sia
pure
incompleto
del
pericolante
baraccone
antifascista
.
Basterà
infatti
dare
ai
principali
esponenti
lo
zuccherino
di
una
candidatura
e
tutto
sarà
aggiustato
:
e
sarà
raggiunto
anche
lo
scopo
di
non
addivenire
a
quella
rassegna
di
forze
che
tanto
affanna
il
campo
socialdemocratico
.
Perché
poi
,
chissà
!
,
il
lucicchìo
di
una
medaglia
d
'
oro
esercita
sempre
il
suo
fascino
e
può
fare
abboccare
all
'
amo
gli
allocchi
.
È
ad
ogni
modo
buona
merce
elettorale
oggi
,
come
ieri
lo
fu
la
diserzione
di
Misano
.
Occorre
adattarsi
ai
tempi
,
per
aver
fortuna
:
non
è
vero
?
Evidentemente
però
gli
organizzatori
in
pectore
di
questa
truffa
all
'
americana
in
grande
stile
han
fatto
i
conti
senza
l
'
oste
.
Poiché
se
sarà
data
ampia
incondizionata
libertà
e
garanzia
,
in
caso
d
'
elezioni
,
ai
vecchi
partiti
di
contarsi
e
di
fare
la
loro
propaganda
,
è
dovere
del
Governo
e
del
Partito
Fascista
non
permettere
simili
grotteschi
diversivi
i
quali
oltre
a
deformare
le
basi
della
lotta
,
sarebbero
una
provocazione
intollerabile
contro
il
regime
.
Ai
socialisti
sia
permesso
di
fare
i
socialisti
,
e
così
ai
repubblicani
,
ai
nittiani
,
ai
democratici
e
ai
popolari
.
Ma
tutti
dovranno
presentarsi
al
giudizio
della
Nazione
col
loro
programma
tradizionale
e
col
passivo
della
loro
opera
presente
e
passata
.
Chi
si
esibisse
vestito
a
nuovo
con
un
premeditato
proposito
di
ingannare
,
è
logico
cada
sotto
una
sanzione
immediata
,
legale
o
non
.
Gli
unitarii
vengano
a
difendere
la
loro
politica
,
i
nittiani
esaltino
Cagoia
,
Turati
giustifichi
il
patrocinio
di
Misiano
,
Treves
l
'
invocazione
alla
disfatta
.
Amendola
la
campagna
contro
l
'
Adriatico
:
ma
ognuno
con
la
propria
faccia
se
ne
ha
il
coraggio
!
E
bene
dunque
far
intendere
senza
equivoci
e
a
tempo
quali
sarebbero
le
conseguenze
inesorabili
e
immediate
della
irresponsabile
mascheratura
liberofila
.
Patti
chiari
,
dunque
.
StampaQuotidiana ,
Roma
,
10
maggio
.
Il
mio
amico
L
.
B
.
,
ieri
sera
ha
trovato
nell
'
automobile
,
che
aveva
lasciata
in
un
posteggio
del
centro
,
un
foglio
di
carta
,
sul
quale
mano
ignota
aveva
scritto
a
matita
:
«
Odiate
i
francesi
e
gli
inglesi
,
peste
del
mondo
!
»
Analoghi
foglietti
sono
stati
trovati
,
in
questi
giorni
,
sotto
il
tergicristallo
o
ficcati
negli
sportelli
,
da
altri
automobilisti
romani
.
Può
darsi
che
l
'
approssimarsi
delle
elezioni
abbia
stuzzicato
le
meningi
di
un
maniaco
,
prigioniero
di
vecchi
sogni
littori
:
ma
non
ci
sarebbe
da
meravigliarsi
se
si
trattasse
di
una
forma
di
propaganda
,
capillare
ed
economica
,
organizzata
da
qualche
gruppo
di
destra
.
D
'
altra
parte
,
gli
slogan
incitanti
a
odiare
gli
stranieri
hanno
sempre
avuto
una
certa
fortuna
,
in
Italia
;
perché
il
nostro
è
un
Paese
eminentemente
turistico
,
dove
i
sorrisi
e
le
premure
rivolti
ai
forestieri
nascondono
un
inevitabile
complesso
d
'
inferiorità
e
un
sordo
rancore
.
È
noto
che
i
luoghi
di
villeggiatura
e
le
stazioni
climatiche
hanno
,
perlopiù
,
sindaci
di
sinistra
,
eletti
nei
mesi
di
bassa
stagione
per
vendicare
gli
inchini
e
le
umiliazioni
della
stagione
alta
.
A
proposito
del
contrasto
fra
1'«odio
politico
»
predicato
da
Mussolini
negli
anni
fra
le
sanzioni
e
la
guerra
,
e
la
mentalità
turistica
nazionale
,
va
ricordato
l
'
episodio
capitato
a
Venezia
nell
'
estate
del
1944
.
Calarono
sulla
Laguna
,
sospesi
al
paracadute
,
due
aviatori
americani
,
il
cui
bombardiere
era
stato
colpito
nel
cielo
di
Padova
.
I
due
furono
subito
raccolti
da
una
lancia
e
sbarcati
alla
Giudecca
.
La
popolazione
,
secondo
le
disposizioni
dettate
dal
prefetto
repubblichino
,
avrebbe
dovuto
accogliere
i
due
prigionieri
a
muso
duro
,
o
magari
fischiandoli
.
Invece
,
gli
americani
si
trovarono
subito
circondati
da
una
folla
sorridente
e
visibilmente
simpatizzante
,
che
gareggiò
nell
'
offrire
sigarette
o
bicchieri
di
vino
.
Il
prefetto
,
informato
della
cosa
,
si
infuriò
.
Convocò
d
'
urgenza
il
segretario
politico
della
Giudecca
,
lo
investì
duramente
e
gli
chiese
conto
dell
'
accaduto
.
«
Cossa
che
voi
mai
,
eccellenza
»
,
fece
il
segretario
,
allargando
le
braccia
.
«
Dopo
tutto
,
sono
i
primi
foresti
che
vien
a
Venezia
,
dopo
quattro
anni
de
magra
»
.
Film ( Ginzburg Natalia , 1970 )
StampaQuotidiana ,
Ho
visto
,
in
un
cineclub
,
un
film
scritto
da
Beckett
,
recitato
da
Buster
Keaton
,
e
chiamato
Film
.
Dura
forse
meno
di
mezz
'
ora
ed
è
privo
di
parole
.
Un
uomo
,
in
una
stanza
,
mette
fine
alla
sua
vita
.
Non
lo
vediamo
né
morire
,
né
uccidersi
;
ma
è
chiaro
che
di
là
da
quei
momenti
,
non
vi
sarà
mai
più
nulla
per
lui
.
Nella
stanza
c
'
è
un
letto
,
una
coperta
,
uno
specchio
,
un
seggiolone
a
dondolo
,
un
gatto
e
un
cane
in
un
cestello
,
un
pesce
in
una
vasca
,
un
pappagallo
in
gabbia
.
Nonostante
questi
mobili
e
questi
animali
,
la
stanza
appare
nuda
e
vuota
.
L
'
istante
in
cui
quell
'
uomo
ha
portato
là
quel
letto
e
quello
specchio
,
quel
cestino
,
quella
vasca
e
quella
gabbia
,
appare
lontanissimo
e
perduto
in
un
tempo
senza
memoria
.
Con
gesti
ansiosi
e
pieni
di
terrore
,
come
inseguito
da
persecutori
invisibili
,
l
'
uomo
copre
con
un
panno
lo
specchio
,
fa
uscire
il
cane
e
il
gatto
,
richiude
la
porta
,
copre
la
vasca
e
la
gabbia
.
Poi
si
siede
sul
seggiolone
e
si
dondola
,
in
mezzo
alla
stanza
.
A
tratti
si
tasta
il
polso
,
con
quell
'
ansia
per
le
proprie
pulsazioni
,
quella
sollecitudine
per
se
stesso
che
sente
chi
non
ha
nessuno
sulla
terra
salvo
se
stesso
,
con
quella
paura
della
morte
che
sente
chi
non
vuole
più
nulla
fuor
che
la
morte
.
Da
una
cartella
di
cuoio
,
egli
trae
e
osserva
alcune
fotografie
.
Sono
antiche
immagini
di
un
essere
che
è
stato
lui
stesso
.
L
'
infanzia
,
il
volto
materno
,
le
feste
scolastiche
,
le
gare
sportive
,
il
matrimonio
,
una
donna
,
un
bambino
.
Sono
le
immagini
di
una
vita
respirabile
,
tiepida
,
abitata
da
affetti
.
Una
vita
ormai
remota
da
quella
stanza
,
da
quelle
suppellettili
desolate
.
Egli
accarezza
un
attimo
,
con
il
pollice
,
la
fotografia
del
bambino
.
Strappa
una
per
una
,
a
metà
,
tutte
le
fotografie
.
Le
strappa
a
metà
una
per
una
,
senza
esitazione
e
questa
volta
senza
ansia
,
attentamente
,
scrupolosamente
.
Le
lascia
cadere
a
terra
.
Finora
non
abbiamo
visto
il
suo
viso
,
ma
sempre
solo
le
sue
mani
,
le
sue
spalle
,
la
sua
sciarpa
,
le
crepe
nel
muro
,
le
pieghe
della
coperta
.
Infine
vediamo
il
suo
viso
:
un
viso
devastato
,
scavato
,
un
occhio
coperto
da
una
benda
nera
.
Per
un
attimo
:
perché
egli
subito
chiude
quel
viso
tra
le
mani
devastate
.
Unico
e
ultimo
gesto
di
pietà
per
se
stesso
;
unico
e
ultimo
tentativo
di
nascondere
a
se
stesso
la
sua
stessa
immagine
,
di
smarrirsi
al
di
là
della
ragione
e
delle
memorie
;
unico
e
ultimo
implorare
il
buio
,
il
nulla
e
la
morte
.
Questo
racconto
rapido
e
muto
,
lo
poteva
recitare
solo
l
'
attore
Buster
Keaton
.
Impossibile
pensare
un
essere
diverso
,
là
in
quella
stanza
.
Egli
non
recita
:
egli
è
quell
'
uomo
.
Della
vita
di
Buster
Keaton
io
non
so
molto
,
salvo
quello
che
sanno
forse
tutti
.
E
morto
solo
e
povero
,
alcuni
anni
fa
.
Probabilmente
i
suoi
ultimi
giorni
furono
assai
simili
alle
ore
di
quell
'
uomo
in
quella
stanza
.
Ebbe
un
destino
crudele
.
Fu
un
attore
comico
famosissimo
ai
tempi
del
muto
;
con
l
'
avvento
del
sonoro
,
non
lo
cercarono
più
e
fu
presto
dimenticato
.
Era
del
resto
impensabile
che
dalla
sua
bocca
uscissero
mai
parole
.
Il
suo
viso
magro
e
arido
,
le
sue
labbra
sigillate
e
negate
al
sorriso
,
le
mascelle
irrigidite
e
contratte
,
erano
la
maschera
stessa
del
silenzio
.
Era
stato
un
grande
attore
,
un
grande
attore
comico
.
La
comicità
nasceva
dalle
sue
mosse
rapide
,
dal
suo
silenzio
,
dalla
sua
fissità
.
Apparvero
sui
giornali
,
a
volte
,
sue
fotografie
.
Un
viso
su
cui
gli
anni
e
l
'
ombra
avevano
scavato
ombre
e
solchi
.
Un
viso
coperto
di
una
rete
di
rughe
fittissime
,
come
una
carta
geografica
.
Le
labbra
sempre
strette
e
sigillate
.
Dovette
chiudersi
nel
suo
silenzio
,
da
vivo
,
come
in
un
sepolcro
.
Ebbe
solo
qualche
piccola
parte
,
breve
e
secondaria
.
Fu
il
pianista
in
Luci
della
ribalta
.
Film
dovette
essere
uno
dei
suoi
ultimi
film
se
non
l
'
ultimo
;
e
non
ebbe
,
credo
,
alcuna
diffusione
.
A
Chaplin
toccò
una
sorte
diversa
.
Erano
stati
,
credo
,
compagni
di
giovinezza
.
Chaplin
ebbe
a
profusione
tutto
quello
che
lui
,
dopo
una
certa
epoca
,
non
ebbe
più
.
Chaplin
,
dopo
gli
anni
amari
d
'
una
infanzia
orfana
e
povera
,
ebbe
gloria
,
denaro
e
onori
e
li
avrà
per
tutta
la
durata
della
sua
vita
.
La
sua
gloria
è
,
da
tempo
,
indistruttibile
.
Era
,
senza
dubbio
,
un
più
grande
attore
.
I
ricordi
della
sua
infanzia
,
i
tristi
vicoli
popolati
di
poveri
,
divennero
presto
per
lui
un
mondo
remoto
.
Per
moltissimi
anni
,
trasse
la
sua
ispirazione
da
quelle
buie
memorie
.
Inventò
la
figura
immortale
che
ben
conosciamo
.
La
figura
zoppicante
e
rapida
,
con
i
riccioli
neri
intorno
al
volto
pallido
,
con
il
sorriso
luminoso
e
mite
.
Era
anch
'
essa
priva
di
parola
.
Conosceva
bene
anch
'
essa
l
'
inadeguatezza
e
la
miseria
della
parola
umana
.
In
vecchiaia
,
Chaplin
si
trasformò
in
una
persona
che
è
in
qualche
modo
il
contrario
di
quella
figura
randagia
,
zoppicante
e
fuggevole
.
Divenne
un
vecchio
canuto
e
florido
,
ottimista
e
miliardario
.
Vive
in
una
villa
in
Svizzera
,
con
uno
sciame
di
figli
.
Se
per
caso
si
incontrassero
,
l
'
antica
figura
zoppicante
e
randagia
e
questo
furbo
e
florido
vecchio
signore
,
non
avrebbero
niente
da
dirsi
.
In
vecchiaia
,
Chaplin
scrisse
e
parlò
.
Scrisse
perfino
un
libro
di
memorie
.
Quando
ci
accade
di
vedere
sullo
schermo
l
'
antica
figura
che
amiamo
,
dobbiamo
isolarla
dal
ricordo
della
persona
che
l
'
ha
creata
e
che
ne
è
diventata
così
diversa
.
Dobbiamo
scacciare
il
ricordo
dei
pensieri
che
ha
espresso
nel
suo
libro
,
delle
sue
affermazioni
ottimistiche
,
della
sua
vanità
per
nulla
ingenua
,
della
sua
solida
e
robusta
persona
da
cui
è
totalmente
scomparso
ogni
istinto
di
fuga
.
Da
cui
è
scomparso
anche
ogni
istinto
di
libertà
.
Chaplin
ha
fatto
,
in
vecchiaia
alcuni
brutti
film
.
Essi
hanno
avuto
successo
.
Certo
l
'
idea
d
'
aver
fatto
dei
brutti
film
non
l
'
ha
nemmeno
sfiorato
,
essendo
egli
ormai
troppo
compiaciuto
di
sé
per
dire
a
se
stesso
parole
vere
.
D
'
altronde
la
cosa
in
sé
non
avrebbe
importanza
e
i
suoi
brutti
film
non
scalfiscono
il
suo
genio
.
Quando
vediamo
sullo
schermo
la
figura
immortale
da
lui
un
tempo
creata
,
non
pensiamo
ai
suoi
ultimi
brutti
film
.
Pensiamo
invece
alla
sua
persona
attuale
che
si
trova
,
rispetto
alla
sua
persona
antica
,
sull
'
altra
sponda
.
Non
possiamo
fargli
rimprovero
di
essere
diventato
,
in
vecchiaia
,
ricco
e
furbo
.
Penso
che
uno
possa
essere
ricchissimo
e
furbissimo
,
restando
in
qualche
modo
libero
e
randagio
.
Penso
che
sia
difficile
,
ma
possibile
.
Quello
che
rattrista
in
lui
oggi
è
forse
proprio
l
'
ottimismo
.
Le
parole
che
ha
scritto
e
pensato
.
Il
suo
miserevole
e
squallido
ottimismo
di
ottuagenario
a
cui
tutto
è
andato
così
bene
.
Buster
Keaton
non
ha
lasciato
,
che
io
sappia
,
libri
di
memorie
.
Il
silenzio
in
lui
,
e
il
silenzio
che
lo
circondava
,
dev
'
essere
stato
immenso
.
La
vecchiaia
è
infuriata
su
di
lui
devastando
il
suo
corpo
,
il
suo
viso
arido
,
nudo
e
indifeso
.
Egli
però
rimasto
se
stesso
,
sigillato
nel
suo
silenzio
,
fedele
alla
sua
sconfinata
disperazione
che
non
poteva
avere
parole
essendo
la
parola
umana
così
inadeguata
e
miserevole
,
fedele
per
sempre
alla
sua
sconfinata
libertà
di
non
sillabare
mai
una
sola
parola
.
StampaPeriodica ,
Il
paiòlo
non
dica
alla
padella
tirati
in
là
che
tu
non
mi
tinga
.
Questo
proverbio
,
l
aveva
sempre
in
bocca
quella
buon
anima
di
mia
nonna
,
quando
voleva
difender
me
,
che
ero
il
suo
cucco
,
difronte
a
coloro
che
mi
tenevano
per
il
più
birichino
fra
ragazzi
di
casa
e
di
scuola
.
Ed
il
proverbio
e
la
nonna
mi
tornarono
in
mente
una
mattina
,
che
uno
scamiciato
trattava
male
a
perdifiato
un
contadino
.
Non
vi
saprei
dire
il
motivo
della
contesa
:
so
per
altro
che
io
avrei
scommesso
tre
lire
contro
cinque
centesimi
,
che
aveva
torto
lo
schiamazzone
.
Toh
!
e
perché
?
Il
perché
sarebbe
troppo
lungo
:
ma
la
ragione
principale
sta
in
questo
,
che
i
cittadini
giudicano
quasi
sempre
colla
accetta
de
poveri
campagnuoli
.
Villanaccio
qua
,
villanaccio
là
,
villanaccio
su
,
villanaccio
giù
,
ecco
l
antifona
che
hanno
sempre
in
bocca
,
trecconi
,
facchini
,
vetturini
,
e
bottegai
d
ogni
specie
.
E
neanche
le
persone
dotte
ci
si
comportano
come
dovrebbero
:
non
parlo
de
pezzi
grossi
perché
questi
poi
,
tranne
pochi
e
pochi
bene
,
giudicano
e
governano
il
contadino
,
come
,
io
,
povero
diavolo
che
non
ho
mai
maneggiato
lo
schioppo
,
saprei
fare
il
generale
d
armata
.
E
quanto
inumana
cosa
sia
questa
e
dannosa
riesca
,
non
ve
lo
potete
immaginare
.
O
non
son
eglino
i
contadini
,
che
co
loro
sudori
ci
provvedono
del
pane
che
ci
sfama
,
delle
carni
che
ci
mantengono
grassi
e
robusti
,
degli
erbaggi
,
delle
frutta
,
dell
olio
,
de
latticini
,
del
vino
che
ci
ricreano
?
Se
smettessero
loro
di
lavorare
la
terra
,
di
custodire
il
bestiame
,
di
coltivare
le
piante
,
vorrei
vedere
quanti
artigiani
,
letterati
,
dottori
e
possidenti
anderebbero
a
sostituirli
.
Dei
campagnuoli
che
vengano
ad
ingombrare
le
città
se
ne
vedono
parecchi
,
ma
de
cittadini
che
vadano
a
zappare
,
a
portare
,
od
a
guardare
il
bestiame
,
ve
la
do
in
mille
se
me
ne
trovate
uno
soltanto
.
E
davvero
che
l
aver
sempre
il
povero
corpo
esposto
all
acqua
,
al
vento
,
alle
nebbie
,
allo
stridor
del
verno
,
ed
allo
stellone
d
estate
,
l
abitare
spesso
tuguri
che
stanno
ritti
per
miracolo
del
Signore
,
e
che
riparono
malamente
dalle
intemperie
delle
stagioni
;
mangiare
del
pane
nero
con
poco
e
cattivo
companatico
,
trangugiare
delle
sbroscie
tutt
altro
che
gustose
;
e
bevere
per
ristoro
dell
acqua
,
non
sempre
buona
,
è
tal
sorte
da
non
essere
di
certo
invidiata
da
chicchessia
.
E
se
badando
alla
condizione
delle
famiglie
di
qualche
bel
podere
delle
masse
,
o
di
qualche
altro
podere
stempiato
dalla
val
d
Arbia
,
s
irridesse
come
spropositato
il
quadro
che
ho
fatto
in
genere
del
campagnolo
,
prego
a
non
fermarsi
tanto
sull
eccezioni
,
ma
di
considerar
bene
come
vanno
le
faccende
per
i
più
,
ed
allora
ognuno
sarà
fatto
capace
,
che
invece
di
esagerare
sono
rimasto
al
di
sotto
del
vero
.
Alto
là
!
perché
arriccia
il
naso
lei
,
sor
Protoquamquam
della
prudenza
,
o
per
dir
meglio
della
paura
.
Se
mi
sente
fare
l
avvocato
de
contadini
non
si
pensi
,
ch
io
sia
di
que
figuri
,
che
vestiti
di
nero
o
di
rosso
mettono
a
leva
i
poveri
ed
i
disgraziati
,
per
farsi
largo
e
pescare
nel
torbido
.
Intendo
dire
la
verità
senza
rispetti
umani
,
ma
non
ha
a
credere
ch
io
voglia
adulare
le
genti
per
menarle
pel
naso
,
come
fanno
certi
bricconi
che
tutti
conosciamo
.
Ho
detto
quel
che
ho
detto
de
contadini
,
non
per
concluderne
che
tutti
sieno
stinchi
di
santo
,
e
che
in
quattr
e
quattr
otto
se
n
abbia
a
fare
altrettanti
pastori
come
quelli
della
Sacra
Scrittura
,
ed
agricoltori
alla
romana
.
Convengo
ancora
io
che
ce
ne
sono
,
e
non
pochi
,
degli
sgarbati
,
ignoranti
,
caparbi
,
lesti
di
mano
,
e
codini
;
ma
se
ci
mettiamo
una
mano
sul
cuore
,
si
dovrà
dall
altro
canto
convenire
,
che
se
sono
come
sono
,
non
è
assolutamente
di
loro
la
colpa
.
Sono
sgarbati
!
E
da
chi
e
dove
hanno
da
imparare
la
creanza
?
Sono
ignoranti
!
E
quando
si
è
pensato
ad
istruirli
come
farebbe
di
bisogno
?
Sono
caparbi
!
Mi
fate
ridere
,
e
come
non
dovevano
finora
esserlo
?
Costretti
a
fare
razza
da
sé
ed
a
vedersi
scherniti
da
tutti
,
fino
al
punto
che
della
qualifica
di
villano
si
fece
segno
di
spregio
ed
ingiuria
,
per
maledetta
saetta
non
potevano
dare
ai
lavori
campestri
altre
regole
,
che
quelle
che
da
padre
in
figlio
si
trasmettevano
.
E
per
peggio
se
qualche
volta
,
e
proprio
quando
il
diavolo
suonava
a
predica
,
i
proprietari
si
provavano
ad
ingerirsi
di
faccende
campestri
,
dicevano
tali
e
tanti
spropositi
,
che
i
contadini
avevano
ragione
d
insuperbire
della
loro
sapienza
;
e
sempre
più
s
intestavano
nella
falsa
supposizione
,
che
le
teorie
piuttosto
che
utili
fossero
dannose
,
e
che
a
voler
fare
qualche
cosa
di
buono
,
non
bisognava
dipartirsi
dalle
vecchie
consuetudini
.
Ora
poi
che
grazia
a
Dio
,
si
è
trovato
il
modo
di
fare
intendere
,
che
la
scienza
riesce
di
fatto
di
potentissimo
aiuto
alla
pratica
,
adagio
adagio
ancora
i
contadini
se
ne
persuadono
,
abbandonano
i
pregiudizi
,
accettano
le
nuove
pratiche
,
e
giorno
per
giorno
si
avvedono
meglio
,
che
l
agricoltura
è
suscettibile
di
grandi
e
continui
progressi
.
Le
macchine
introdotte
,
ed
i
nuovi
sistemi
di
cultura
in
parecchi
luoghi
accettati
,
ne
sono
luminosi
esempi
.
Sono
un
po
lesti
di
mano
!
È
un
peccataccio
questo
che
non
può
essere
scusato
.
Le
cagioni
che
lo
fomentano
sono
però
molte
,
e
ci
duole
per
ciò
,
che
la
necessaria
brevità
del
nostro
discorso
non
ci
permetta
dicifrare
.
Comunque
siasi
è
piaga
che
ha
bisogno
di
efficaci
rimedi
:
ma
i
peccatori
hanno
bisogno
di
esser
aiutati
.
Hanno
la
coda
!
L
avremmo
ancora
noi
se
non
vedessimo
,
non
ascoltassimo
,
e
non
confabulassimo
altro
che
con
codini
maliziati
.
Bisogna
proprio
avere
il
cervello
d
oca
per
non
convenire
,
che
di
molti
mancamenti
rinfacciati
ai
campagnoli
,
la
cagione
non
ultima
siamo
noialtri
cittadini
.
Se
mettiamo
il
caso
quando
vengono
in
città
principiassimo
a
trattarli
con
benevolenza
,
perderebbero
naturalmente
ancora
essi
quel
piglio
di
mala
grazia
e
diffidenza
che
tanto
ci
dispiace
.
Quando
le
cose
d
Italia
saranno
aggiustate
come
Iddio
comanda
,
e
,
giusta
i
voti
del
nostro
buon
Re
,
si
potrà
pensare
di
proposito
alla
sana
ed
efficace
istruzione
del
popolo
,
vedrete
che
ancora
le
genti
di
campagna
ci
guadagneranno
tanto
da
non
riconoscersi
nemmeno
.
E
se
li
sforzi
di
alcuni
benemeriti
,
saranno
coronati
da
buon
successo
,
e
riusciranno
di
far
comprendere
a
chi
può
dar
mano
all
opera
,
che
l
agricoltura
deve
essere
sorgente
di
ricchezza
incalcolabile
,
per
la
nostra
bella
e
feracissima
Italia
;
la
testardaggine
de
campagnuoli
dovrà
dileguarsi
,
come
la
nebbia
si
dissipa
al
vento
.
Si
pensi
da
senno
a
migliorare
la
sorte
del
contadino
;
si
riconosca
,
come
fra
gli
stenti
mal
si
cerchi
di
avere
robusto
e
lavoratore
l
operante
;
si
facciano
patti
da
potersi
veramente
mantenere
;
col
buon
esempio
s
inspiri
l
amore
pel
giusto
e
per
l
onesto
,
e
le
gherminelle
dell
affamato
cesseranno
,
e
le
bricconerie
del
mal
avvezzo
potranno
essere
facilmente
colpite
da
opportune
leggi
.
Poniamoci
tutti
d
accordo
alla
sant
opera
,
intesa
a
render
nulle
le
triste
e
nefande
pratiche
di
coloro
,
che
voglion
fare
del
contadino
un
cieco
strumento
di
reazioni
e
di
straniera
servitù
.
Dimostriamo
ai
miseri
illusi
,
che
gl
immensi
beni
che
debbon
derivare
agli
Italiani
,
dall
appartenere
ad
una
grande
e
potente
nazione
,
non
si
faranno
risentire
esclusivamente
nelle
città
,
ma
che
le
campagne
ci
avranno
forse
anche
maggior
tornaconto
.
Non
ci
spaventino
gli
ostacoli
;
non
ci
lasciamo
accalappiare
dalle
insidie
di
coloro
,
che
si
sono
ignominosamente
venduti
alla
fazione
parricida
:
concordia
,
fermezza
,
buon
volere
,
operosità
,
occhio
alla
penna
,
e
vedrete
ancora
i
contadini
divenire
buoni
,
onorati
,
amorosi
,
e
veri
Italiani
.
Ma
fino
a
tanto
che
queste
utili
pratiche
non
siano
iniziate
,
non
dimentichiamo
per
l
amore
del
prossimo
e
d
Iddio
,
che
il
paiolo
non
può
dire
alla
padella
tirati
in
là
che
tu
non
mi
tinga
.
StampaPeriodica ,
Amalia
Guglielminetti
,
I
volti
dell
'
amore
.
Treves
,
1914
.
Sono
i
volti
di
cartapecora
di
un
amore
blasé
fatto
fra
gente
in
guanti
e
colletto
spesso
imbellettata
e
bistrata
per
gli
atrii
d
'
hôtel
,
in
sleeping
,
a
caffè
e
qua
e
là
nella
stazioni
climatiche
.
Novellette
ciascuna
con
un
suo
caso
curioso
di
gelosia
senile
,
di
adulterio
compiuto
alla
svelta
,
di
sentimento
molto
riflesso
,
di
giochetto
acido
dove
la
passione
non
c
'
entra
ma
il
ripicco
,
il
capriccio
,
o
la
noia
,
o
la
vanità
od
il
calcolo
.
Arte
non
ce
n
'
è
:
né
caratteri
né
stile
;
ci
son
dei
casi
indicati
rapidamente
.
I
quali
non
dico
non
abbiano
anche
,
nel
complesso
di
psicologico
verismo
che
ostentano
,
la
lor
verità
.
Ma
senti
in
fondo
a
questo
sprezzo
affettato
,
a
questa
elegante
aridità
di
salottaia
navigata
qualcosa
che
è
non
delle
novelle
ma
della
novelliera
;
l
'
ostentazione
di
sé
medesima
come
femina
,
l
'
esibizionismo
.
Non
ci
arrabbiamo
mica
,
né
gridiamo
allo
scandalo
.
Perché
che
cosa
può
importare
in
fondo
ad
una
donna
,
dell
'
arte
e
della
sua
oggettività
?
Le
donne
scrivono
(
ed
anche
molti
uomini
)
per
esibirsi
;
come
passeggiano
per
strada
o
come
si
scollano
a
teatro
.
Il
libro
prolunga
le
occhiate
,
il
profumo
,
il
dondolamento
dell
'
anche
,
che
par
via
via
quand
'
è
stampato
,
sentimentalità
,
spirito
,
o
come
qui
leggera
ironia
di
blasée
,
ma
mira
sempre
in
conclusione
com
'
è
naturale
ed
è
giusto
all
'
eccitamento
del
maschio
.
-
Chiuso
uno
di
questi
volumi
,
questo
od
un
altro
,
ognuno
che
veda
chiaro
dovrebbe
concluder
fra
sé
così
:
"
Va
bene
.
E
vuol
ora
,
signorina
,
passar
-
mi
il
suo
indirizzo
?
"
.
Gli
arzigogoli
critici
,
i
giudizi
,
le
classificazioni
estetiche
e
storiche
son
fuor
di
luogo
assolutamente
.
ProsaGiuridica ,
Art
.
1
.
L
'
Ente
di
Gestione
e
Liquidazione
Immobiliare
ha
il
compito
di
provvedere
all
'
acquisto
,
alla
gestione
,
alla
trasformazione
ed
alla
vendita
di
beni
immobiliari
,
con
le
loro
pertinenze
di
beni
mobiliari
,
nonché
di
aziende
industriali
e
commerciali
,
nell
'
interesse
o
d
'
incarico
dello
Stato
.
L
'
Ente
ha
personalità
giuridica
.
Esso
ha
un
fondo
di
dotazione
di
20
milioni
,
da
stanziare
con
provvedimento
del
Ministro
per
le
Finanze
,
sul
bilancio
del
Ministero
stesso
.
Per
l
'
assistenza
,
la
rappresentanza
e
la
difesa
in
giudizio
,
l
'
Ente
si
avvale
dell
'
Avvocatura
dello
Stato
.
L
'
Ente
potrà
inoltre
,
con
la
preventiva
autorizzazione
del
Ministro
per
le
Finanze
,
contrarre
mutui
ed
ottenere
sovvenzioni
dagli
Istituti
all
'
uopo
autorizzati
per
il
fabbisogno
finanziario
dipendente
dalla
propria
attività
.
L
'
Ente
ha
la
sua
sede
legale
in
Roma
,
temporaneamente
trasferita
a
San
Pellegrino
Terme
.
Art
.
2
.
L
'E.G.E.L.I
.
compie
tutte
le
operazioni
necessarie
per
il
conseguimento
dei
propri
fini
.
Art
.
3
.
Sono
organi
dell
'
Ente
:
il
Presidente
,
il
Consiglio
di
Amministrazione
,
la
Giunta
esecutiva
.
Art
.
4
.
Il
Presidente
è
nominato
con
decreto
del
Ministro
delle
Finanze
,
per
un
triennio
,
e
può
essere
confermato
.
Egli
è
a
capo
dell
'
Amministrazione
dell
'
Ente
ed
ha
la
legale
rappresentanza
dell
'
Ente
stesso
.
Convoca
e
presiede
le
riunioni
del
Consiglio
di
Amministrazione
e
della
Giunta
esecutiva
,
e
cura
la
esecuzione
delle
deliberazioni
del
Consiglio
e
della
giunta
stessi
.
Il
Presidente
ha
facoltà
di
conferire
procure
speciali
per
determinati
atti
e
per
determinate
specie
di
atti
.
In
caso
di
urgenza
il
Presidente
prende
tutti
i
provvedimenti
di
competenza
della
Giunta
esecutiva
e
ne
riferisce
a
questa
nella
prima
seduta
successiva
per
la
relativa
ratifica
.
Art
.
5
.
Uno
dei
membri
del
Consiglio
di
Amministrazione
è
annualmente
designato
dal
Consiglio
stesso
a
fungere
da
vice
presidente
.
Il
Presidente
è
coadiuvato
dal
vice
presidente
che
lo
sostituisce
in
caso
di
assenza
o
di
legittimo
impedimento
.
Art
.
6
.
Il
Consiglio
di
Amministrazione
è
composto
dal
presidente
e
di
otto
membri
nominati
dal
Ministro
per
le
Finanze
e
cioè
:
-
2
consiglieri
scelti
tra
i
funzionari
di
grado
non
inferiore
al
VI
del
Ministero
delle
Finanze
;
-
1
consigliere
scelto
tra
i
funzionari
dell
'
Ispettorato
per
la
Difesa
del
Risparmio
e
l
'
Esercizio
del
Credito
;
-
1
consigliere
in
rappresentanza
dell
'
Ispettorato
per
demografia
e
razza
;
-
1
consigliere
su
proposta
del
Segretario
del
Partito
Fascista
Repubblicano
,
Ministro
segretario
di
Stato
;
-
1
consigliere
su
proposta
del
Ministro
per
la
Giustizia
;
-
1
consigliere
su
proposta
del
Ministro
per
l
'
Agricoltura
e
le
Foreste
;
-
1
consigliere
su
proposta
del
Ministro
per
l
'
Economia
corporativa
.
I
consiglieri
rimangono
in
carica
tre
anni
e
possono
essere
confermati
nella
carica
stessa
.
Con
il
decreto
del
Ministro
per
le
Finanze
sono
determinate
le
indennità
assegnate
al
Presidente
ed
ai
componenti
il
Consiglio
di
Amministrazione
.
Il
Consiglio
di
Amministrazione
nomina
il
Segretario
.
Art
.
7
.
Il
Consiglio
di
Amministrazione
ha
tutti
i
poteri
per
il
funzionamento
dell
'
Ente
.
Esso
delibera
un
apposito
regolamento
interno
da
approvarsi
dal
Ministro
per
le
Finanze
,
per
stabilire
le
norme
di
assunzione
e
di
stato
giuridico
ed
il
trattamento
economico
,
a
qualsiasi
titolo
,
di
attività
e
di
quiescenza
del
personale
.
Il
Consiglio
di
Amministrazione
è
convocato
dal
Presidente
il
quale
ne
da
tempestivo
avviso
ai
Consiglieri
ed
ai
Sindaci
effettivi
.
Per
la
validità
delle
deliberazioni
occorre
l
'
intervento
di
almeno
5
componenti
.
Art
.
8
.
Il
Consiglio
di
Amministrazione
nomina
nel
suo
seno
la
Giunta
esecutiva
,
determinandone
le
attribuzioni
e
i
poteri
.
La
Giunta
è
composta
di
tre
membri
fra
i
quali
il
Presidente
.
Funge
da
Segretario
della
Giunta
esecutiva
il
segretario
del
Consiglio
di
amministrazione
.
La
Giunta
esecutiva
è
convocata
dal
Presidente
,
il
quale
dà
tempestivo
avviso
ai
membri
ed
ai
sindaci
effettivi
.
Le
deliberazioni
sono
prese
a
maggioranza
assoluta
di
voti
.
Art
.
9
.
La
Giunta
esecutiva
delibera
sulle
operazioni
per
le
quali
sia
stata
delegata
dal
Consiglio
di
amministrazione
e
dentro
i
limiti
della
delegazione
stessa
.
Non
possono
essere
delegate
alla
Giunta
le
deliberazioni
:
a
)
sulla
formazione
del
bilancio
;
b
)
sul
conferimento
di
deleghe
alle
mansioni
dell
'
Ente
ad
Istituti
od
a
privati
.
Le
deliberazioni
della
Giunta
sono
comunicate
al
Consiglio
nella
prima
seduta
successiva
.
Art
.
10
.
Le
deliberazioni
del
Consiglio
di
amministrazione
e
della
Giunta
esecutiva
sono
inserite
in
appostiti
registri
di
verbali
e
vengono
autenticate
con
la
firma
del
Presidente
e
del
Segretario
.
Le
deliberazioni
prese
dal
Presidente
in
via
di
urgenza
a
norma
dell
'
art
.
4
sono
trascritte
in
apposito
registro
e
firmate
dal
Presidente
.
Dei
verbali
relativi
alle
deliberazioni
di
cui
al
presente
articolo
e
delle
deliberazioni
del
Presidente
,
il
Segretario
del
Consiglio
di
amministrazione
può
,
con
l
'
autorizzazione
del
Presidente
,
rilasciare
copia
od
estratti
.
Art
.
11
.
Il
Collegio
dei
sindaci
è
composto
di
tre
membri
effettivi
e
di
due
supplenti
,
nominati
con
decreto
del
Ministro
delle
Finanze
.
Uno
dei
sindaci
effettivi
è
scelto
fra
i
Magistrati
della
Corte
dei
Conti
.
La
Presidenza
è
affidata
dal
Ministro
delle
Finanze
ad
un
funzionario
dipendente
da
esso
incluso
nei
tre
membri
effettivi
.
I
sindaci
effettivi
ed
i
supplenti
durano
in
carica
tre
anni
e
possono
essere
confermati
.
Con
decreto
del
Ministro
per
le
Finanze
sono
fissate
le
retribuzioni
spettanti
ai
sindaci
.
I
sindaci
esercitano
il
controllo
sulla
gestione
dell
'
Ente
e
sulla
osservanza
delle
disposizioni
di
legge
e
dello
statuto
:
assistono
alle
riunioni
del
Consiglio
di
amministrazione
e
della
Giunta
esecutiva
ed
hanno
in
generale
i
poteri
e
gli
obblighi
che
la
legge
attribuisce
ai
sindaci
delle
società
commerciali
,
in
quanto
applicabili
.
Il
Collegio
dei
sindaci
presenta
al
Ministro
per
le
Finanze
una
relazione
annuale
in
accompagnamento
del
bilancio
della
gestione
dell
'
Ente
.
Art
.
12
.
L
'
esercizio
finanziario
dell
'
Ente
si
riferisce
all
'
anno
solare
.
Entro
il
31
marzo
di
ogni
anno
,
il
Consiglio
di
amministrazione
sottopone
all
'
approvazione
del
Ministro
delle
Finanze
il
bilancio
dell
'
Ente
,
accompagnandolo
con
particolareggiata
relazione
sulla
attività
svolta
.
Art
.
13
.
I
proventi
della
gestione
dei
beni
di
proprietà
dell
'
Ente
,
gli
oneri
dell
'
esercizio
e
le
spese
generali
di
amministrazione
,
sono
registrate
nel
conto
spese
e
proventi
.
Il
saldo
di
tale
conto
è
versato
annualmente
al
bilancio
delle
entrate
dello
Stato
dopo
l
'
approvazione
del
bilancio
.
I
proventi
dei
beni
di
cui
l
'
Ente
ha
la
gestione
nell
'
interesse
o
per
conto
dello
Stato
nonché
gli
introiti
effettuati
per
riscossioni
di
capitali
o
alienazioni
riguardanti
tali
beni
,
sono
versati
nei
modi
e
nei
termini
stabiliti
dalle
relative
disposizioni
.
Art
.
14
.
La
qualità
di
funzionario
o
impiegato
dell
'
Ente
è
incompatibile
con
qualsiasi
impiego
privato
o
pubblico
o
con
l
'
esercizio
di
qualsiasi
professione
,
commercio
o
industria
.
I
funzionari
e
gli
impiegati
non
possono
coprire
cariche
di
consiglieri
di
amministrazione
,
di
liquidatori
o
sindaci
di
società
,
salvo
espressa
autorizzazione
del
Consiglio
di
amministrazione
.
Art
.
15
.
È
fatto
divieto
ai
consiglieri
di
amministrazione
,
ai
sindaci
,
ai
funzionari
di
direzione
ed
agli
impiegati
dell
'
Ente
di
acquistare
beni
dell
'
Ente
e
comunque
di
contrarre
obbligazioni
di
qualsiasi
natura
,
dirette
o
indirette
con
l
'
Ente
,
ovvero
con
acquirenti
di
beni
immobili
di
proprietà
dell
'
Ente
.
I
funzionari
e
gli
impiegati
dell
'
Ente
sono
obbligati
al
segreto
d
'
ufficio
.
Art
.
16
.
L
'
Ente
di
Gestione
e
Liquidazione
Immobiliare
è
parificato
ad
ogni
effetto
nel
trattamento
tributario
,
all
'
Amministrazione
dello
Stato
;
per
la
notificazione
ad
istanza
dell
'
Ente
medesimo
per
le
copie
degli
atti
ad
esso
rilasciati
e
per
le
misure
ipotecarie
,
come
pure
per
i
certificati
delle
iscrizioni
e
trascrizioni
,
nonché
per
i
certificati
catastali
storici
rilasciati
nell
'
interesse
dell
'
Ente
,
si
osservano
le
disposizioni
vigenti
per
tali
adempimenti
quando
sono
richiesti
dallo
Stato
.
Agli
effetti
delle
imposte
dirette
la
equiparazione
dell
'
Ente
alle
amministrazioni
dello
Stato
nel
trattamento
tributario
,
riguarda
esclusivamente
i
redditi
propri
dell
'
Ente
.
Le
tasse
di
registro
per
gli
atti
di
alienazione
dei
beni
attribuiti
all
'
Ente
di
Gestione
e
Liquidazione
Immobiliare
sono
ridotte
come
segue
:
a
)
alla
aliquota
fissa
dell'1,50%
fino
al
valore
di
L
.
5.000;
b
)
alla
aliquota
fissa
del
10%
oltre
il
valore
di
L
.
5.000
.
La
tassa
di
trascrizione
,
i
diritti
catastali
e
gli
onorari
notarili
per
atti
di
alienazione
dei
beni
attribuiti
all
'
Ente
di
Gestione
e
Liquidazione
Immobiliare
sono
ridotti
alla
metà
dell
'
ordinario
ammontare
,
quando
non
trovino
applicazione
disposizioni
più
favorevoli
.
Art
.
17
.
Gli
atti
costitutivi
di
società
che
dovessero
essere
formate
con
il
consenso
del
Ministro
per
le
Finanze
,
per
rilevare
aziende
industriali
e
commerciali
attribuite
in
proprietà
o
in
gestione
all
'
Ente
di
Gestione
e
Liquidazione
Immobiliare
sono
esenti
da
tasse
di
bollo
e
registro
.
Gli
atti
con
i
quali
società
anonime
regolarmente
costituite
rilevano
aziende
attribuite
ovvero
gestite
dall
'
Ente
di
Gestione
e
Liquidazione
Immobiliare
,
sono
registrati
e
trascritti
con
la
tassa
di
L
.
40
ai
sensi
dell
'
art
.
13
del
decreto
legge
19
agosto
1943
,
n
.
737
.
I
diritti
catastali
e
gli
onorari
notarili
per
gli
atti
medesimi
sono
ridotti
al
quarto
.
Mussolini
Il
Ministro
delle
Finanze
:
Pellegrini
V.Il
Guardasigilli
:
Pisenti
StampaPeriodica ,
Torino
,
aprile
-
Ogni
tre
minuti
,
una
piccola
automobile
utilitaria
esce
dalle
sale
di
montaggio
della
FIAT
-
Mirafiori
.
La
portano
,
per
il
collaudo
,
sul
tetto
dello
stabilimento
,
dove
è
la
pista
di
prova
.
Ridiscende
nel
cortile
,
per
l
'
ultimo
controllo
.
Un
'
ora
dopo
la
caricano
su
un
autotreno
a
due
piani
che
ne
trasporta
trenta
alla
volta
;
o
su
uno
dei
vagoni
che
attendono
alla
stazione
del
Lingotto
.
Gli
autotreni
ed
i
carri
merci
partono
,
a
brevi
intervalli
,
con
il
loro
carico
di
macchine
nuove
,
e
c
'
è
sempre
qualche
operaio
che
s
'
affaccia
per
fare
un
gesto
festoso
di
saluto
.
Nelle
strade
più
vicine
allo
stabilimento
,
anche
le
donne
che
vanno
per
la
spesa
al
mercato
di
via
Nizza
si
voltano
soddisfatte
a
guardare
le
macchine
fresche
di
vernice
che
passano
,
affiancate
sui
due
piani
di
un
autocarro
,
minuscole
e
lucenti
come
giocattoli
.
Per
la
gente
del
Lingotto
,
il
successo
della
600
è
un
fatto
di
enorme
importanza
.
Un
motivo
d
'
orgoglio
.
Alla
costruzione
di
quelle
piccole
utilitarie
lavorano
,
direttamente
o
indirettamente
,
almeno
due
su
tre
dei
cinquantaseimila
dipendenti
della
grande
fabbrica
d
'
automobili
.
A
Torino
,
si
sente
dire
da
molti
che
la
clamorosa
vittoria
dei
sindacati
liberi
,
nelle
recenti
elezioni
delle
Commissioni
interne
della
FIAT
,
è
tutto
merito
della
600
.
Non
è
,
certo
,
un
'
affermazione
da
prendersi
alla
lettera
.
C
'
è
del
vero
,
tuttavia
.
Le
ragioni
che
hanno
fatto
perdere
tanti
voti
ai
candidati
comunisti
sono
parecchie
;
ed
alcune
hanno
avuto
,
senza
dubbio
,
molto
maggior
peso
.
Ma
ci
si
consenta
di
cominciare
di
qui
.
È
la
pagina
più
bella
di
questa
storia
.
Forse
,
la
più
confortante
.
I
dirigenti
della
FIAT
dicono
che
il
rendimento
delle
maestranze
è
notevolmente
aumentato
,
in
ogni
reparto
,
dal
giorno
in
cui
è
cominciata
la
costruzione
in
serie
della
600
.
La
grande
maggioranza
degli
operai
mostra
di
lavorare
con
entusiasmo
e
con
molto
maggiore
impegno
.
E
il
mutamento
è
così
profondo
che
non
basta
a
spiegarlo
la
promessa
di
premio
di
produzione
la
cui
entità
,
per
bene
che
vadano
le
cose
,
dovrà
essere
necessariamente
modesta
.
È
rimasto
lo
«
spirito
di
fabbrica
»
.
Li
esalta
e
li
inorgoglisce
il
successo
che
ha
incontrato
,
ovunque
,
la
vettura
utilitaria
.
Provatevi
a
dire
,
parlando
con
uno
del
Lingotto
,
che
la
600
è
una
trappoletta
!
Non
è
un
'
automobile
di
lusso
che
nasce
dalla
loro
fabbrica
,
ma
una
vetturetta
popolare
,
un
mezzo
di
lavoro
e
di
svago
che
anche
gente
di
condizioni
modeste
si
potrà
concedere
,
senza
eccessivi
sacrifici
.
Anche
il
piccolo
impiegato
,
l
'
operaio
specializzato
della
FIAT
:
perché
no
?
Quasi
tremila
di
essi
si
sono
già
prenotati
.
La
fabbrica
accorderà
loro
agevolazioni
speciali
e
una
più
lunga
rateizzazione
.
Andranno
allo
stabilimento
in
macchina
,
come
fanno
gli
operai
americani
.
Insomma
,
ogni
volta
che
stringono
un
bullone
o
spruzzano
una
«
mano
»
di
vernice
,
è
come
se
lavorassero
per
la
«
loro
»
automobile
.
Che
c
'
entra
,
questo
,
con
lo
scacco
della
FIOM
?
Ecco
:
sembra
che
i
sindacati
comunisti
pensassero
di
sabotare
la
costruzione
della
600;
della
vetturetta
che
ognuno
di
essi
sogna
di
possedere
,
che
già
considera
sua
.
La
votazione
per
la
nomina
delle
Commissioni
interne
ebbe
inizio
alla
mezzanotte
del
lunedì
,
nei
reparti
delle
Fonderie
,
dove
lavorano
tremilacinquecento
operai
e
più
di
quattrocento
impiegati
.
È
continuata
,
nelle
altre
fabbriche
,
per
tutta
la
giornata
seguente
,
senza
incidenti
di
rilievo
.
Era
un
fatto
grosso
;
e
le
organizzazioni
sindacali
avevano
iniziato
da
tempo
la
propaganda
elettorale
,
con
grande
impegno
e
con
insolita
larghezza
di
mezzi
.
Le
facciate
delle
case
torinesi
,
in
parecchi
quartieri
periferici
,
come
al
Lingotto
,
in
via
Nizza
,
o
alla
Madonna
di
Campagna
,
erano
coperte
di
manifesti
.
Nelle
ultime
settimane
erano
stati
tenuti
molti
comizi
ai
quali
,
in
genere
,
aveva
assistito
un
pubblico
scarso
e
distratto
.
Gli
agit
-
prop
lavoravano
,
da
un
pezzo
,
negli
stabilimenti
;
giravano
casa
per
casa
;
e
non
è
necessario
ripetere
di
quali
argomentazioni
si
servissero
.
È
stata
una
grossa
battaglia
,
insomma
,
condotta
da
entrambe
le
parti
,
con
ostinazione
e
con
irruenza
.
Ed
era
lecito
prevedere
che
i
sindacati
comunisti
avrebbero
perduto
terreno
anche
questa
volta
:
dall'80
per
cento
dei
voti
,
raccolto
nel
'48
,
erano
scivolati
al
66
per
cento
,
nel
'53;
al
63
per
cento
,
nel
1954
.
Quest
'
anno
,
forse
,
pensavano
i
più
informati
,
la
FIOM
,
filiazione
della
Confederazione
generale
del
lavoro
,
avrebbe
ottenuto
il
58
o
il
60
per
cento
dei
voti
.
Avrebbe
conservato
,
comunque
,
la
maggioranza
assoluta
.
È
stato
,
invece
,
il
tracollo
.
Soltanto
18.919
dipendenti
della
FIAT
hanno
votato
per
i
candidati
estremisti
;
mentre
le
liste
dei
sindacati
liberi
,
cioè
della
CISL
e
della
UIL
,
hanno
ottenuto
complessivamente
poco
meno
di
cinquantaduemila
voti
.
Il
successo
della
600
ed
il
rinato
«
spirito
di
fabbrica
»
,
come
si
è
detto
più
sopra
,
hanno
senza
dubbio
contribuito
alla
vittoria
dei
sindacalisti
democratici
nelle
elezioni
della
FIAT
;
ma
,
certo
,
non
è
lecito
pensare
che
siano
state
le
sole
cause
dell
'
imprevisto
capovolgimento
.
E
nemmeno
le
più
importanti
.
Fino
a
non
molto
tempo
fa
i
caporioni
comunisti
avevan
potuto
tenere
in
soggezione
i
compagni
di
lavoro
con
la
violenza
.
C
'
era
una
squadraccia
,
in
ogni
reparto
;
e
chi
non
accettava
supinamente
quell
'
umiliante
servitù
doveva
aspettarsi
ogni
sorta
di
angherie
.
Chi
osava
ribellarsi
in
maniera
più
aperta
;
i
crumiri
;
quelli
sui
quali
cadeva
il
sospetto
di
«
fare
il
gioco
dei
padroni
»
venivano
bastonati
al
primo
pretesto
.
E
molti
avevano
preso
la
tessera
del
partito
o
della
FIOM
,
per
paura
.
I
nomi
dei
pochi
iscritti
alla
CISL
ed
alla
UIL
erano
scritti
a
grossi
caratteri
su
cartelli
esposti
nelle
officine
;
e
sotto
all
'
elenco
c
'
erano
frasi
di
scherno
e
di
minaccia
.
Ma
la
disciplina
e
il
rispetto
della
libertà
,
a
poco
a
poco
,
erano
stati
di
nuovo
imposti
dagli
agenti
ai
quali
è
affidata
la
sorveglianza
delle
fabbriche
,
all
'
interno
;
e
dalle
squadre
di
poliziotti
che
,
nelle
giornate
di
torbidi
,
presidiano
i
piazzali
esterni
e
le
vie
di
accesso
.
Accadeva
sempre
più
di
rado
che
si
malmenasse
un
crumiro
,
che
si
sbarrasse
la
strada
ad
un
propagandista
della
CISL
o
della
UIL
.
Qualcuno
,
sentendosi
protetto
,
si
era
rifiutato
di
rinnovare
una
tessera
che
aveva
chiesto
senza
convinzione
,
a
scanso
di
guai
;
e
si
era
visto
che
,
nella
maggioranza
dei
casi
,
anche
i
più
accesi
attivisti
avevano
dovuto
rinunciare
a
mettere
in
atto
le
minacce
di
rappresaglia
.
Le
squadracce
facevano
sempre
meno
paura
.
Al
termine
di
una
settimana
di
disordini
,
molti
che
fino
allora
si
erano
supinamente
assoggettati
alla
dittatura
del
capocellula
cominciavano
ad
accorgersi
che
non
era
più
tanto
facile
trovare
una
risposta
valida
alle
lamentele
della
moglie
da
quando
,
due
anni
fa
,
la
FIAT
aveva
deciso
di
corrispondere
un
premio
di
duemila
lire
a
chi
si
fosse
recato
al
lavoro
,
nelle
giornate
di
sciopero
.
Le
donne
,
in
nove
casi
su
dieci
,
non
intendevano
ragioni
.
Anche
le
«
progressiste
»
mostravano
di
preferire
una
busta
paga
un
po
'
più
gonfia
del
consueto
alle
poche
centinaia
di
lire
del
sussidio
.
Poi
,
la
lotta
contro
i
sobillatori
comunisti
è
entrata
in
una
fase
più
dura
.
Per
arrivare
a
disfarsi
dei
più
scalmanati
la
FIAT
non
ha
dovuto
ricorrere
,
in
maniera
palese
,
a
pericolose
discriminazioni
.
Il
che
non
significa
che
abbia
sempre
agito
con
mano
leggera
.
Ma
era
nel
suo
diritto
,
dopo
tutto
.
In
parecchi
reparti
della
Grandi
Motori
,
qualche
mese
fa
,
sono
stati
dimezzati
í
turni
di
lavoro
.
Le
commesse
non
bastavano
,
per
mantenere
l
'
intero
stabilimento
in
piena
attività
.
Un
periodo
di
temporanea
disoccupazione
al
quale
,
si
diceva
,
dovevano
assoggettarsi
senza
distinzione
sia
gli
operai
devoti
che
i
riottosi
.
Ed
,
entro
il
termine
previsto
,
erano
state
concluse
,
infatti
,
trattative
per
importanti
forniture
.
Ma
soltanto
una
parte
delle
maestranze
era
stata
richiamata
;
nessuna
delle
pecore
nere
era
tornata
a
varcare
i
cancelli
della
fabbrica
:
per
esse
era
sempre
tempo
di
crisi
.
Ed
era
chiaro
che
sarebbe
durato
in
eterno
.
È
su
questo
episodio
che
poggiano
le
accuse
di
intimidazione
mosse
dai
giornali
comunisti
all
'
indomani
della
sconfitta
.
In
realtà
,
tra
le
maestranze
della
FIAT
era
nata
una
nuova
paura
.
Si
diceva
che
,
con
quello
stesso
sistema
,
sarebbe
stata
attuata
una
vasta
epurazione
in
tutti
gli
stabilimenti
del
grande
complesso
industriale
.
Non
era
certo
lecito
credere
che
si
potessero
licenziare
tutti
i
sessantatremila
dipendenti
che
,
nel
'54
,
avevano
dato
la
loro
adesione
alla
FIOM
;
ma
lo
spettro
della
disoccupazione
faceva
tremare
molti
;
e
più
degli
altri
,
forse
,
proprio
i
meno
compromessi
,
i
più
deboli
,
quelli
che
non
avevano
mai
avuto
una
convinzione
politica
.
Una
massa
,
cioè
,
di
molte
migliaia
.
Le
organizzazioni
comuniste
che
avevano
ottenuto
,
d
'
altra
parte
,
con
gli
scioperi
e
le
violenze
?
Durante
il
1954
,
nulla
.
Non
una
delle
rivendicazioni
da
esse
propugnate
era
stata
accolta
.
La
FIAT
,
invece
,
aveva
fatto
molte
concessioni
alla
CISL
ed
alla
UIL
.
Per
l
'
intervento
dei
sindacati
liberi
aveva
stipulato
accordi
sui
«
fuori
orario
»
e
sui
tempi
di
lavorazione
più
favorevoli
alle
maestranze
;
aveva
concesso
un
premio
straordinario
di
18.500
lire
;
aveva
promesso
di
costruire
duemilacinquecento
appartamenti
operai
,
con
una
spesa
di
otto
miliardi
.
Aveva
stanziato
in
bilancio
sette
miliardi
per
le
opere
assistenziali
,
invece
dei
tre
che
avrebbe
dovuto
versare
per
legge
.
A
provocare
il
crollo
della
FIOM
è
stata
la
paura
dell
'
epurazione
?
Sono
stati
quei
miliardi
?
Questo
,
forse
,
non
sarebbe
bastato
ad
aprire
una
così
larga
breccia
.
Gli
operai
torinesi
non
potevano
seguitare
a
fare
i
gradassi
senza
capire
che
,
a
lungo
andare
,
ne
sarebbero
stati
essi
stessi
le
vittime
.
Si
sono
stancati
.
Hanno
compreso
che
la
fortuna
della
loro
fabbrica
è
anche
la
loro
fortuna
.
Molte
migliaia
di
essi
sono
passate
risolutamente
dall
'
altra
parte
:
vogliono
lavorare
in
pace
.
Anche
perché
con
le
agitazioni
politiche
,
con
gli
scioperi
,
con
le
poche
centinaia
di
lire
del
sussidio
non
si
arriva
,
certo
,
a
pagare
le
rate
della
600
.
StampaPeriodica ,
Che
fosse
una
grottesca
telenovela
spionistica
,
quella
che
ha
visto
lo
pseudoimprenditore
italiano
Angelo
Antonio
Piu
e
la
sua
compagna
bielorussa
Irina
Ussak
,
rispettivamente
condannati
a
quattro
anni
di
carcere
ciascuno
,
lo
si
è
capito
perfino
dalle
parole
pronunciate
dopo
la
sentenza
dagli
esponenti
del
durissimo
Kgb
di
Minsk
:
«
Non
aveva
una
grande
esperienza
,
era
impreparato
,
non
parlava
neppure
la
nostra
lingua
.
Come
si
fa
a
mandare
in
Bielorussia
una
spia
del
genere
?
»
.
Ma
la
vera
domanda
è
un
'
altra
.
Come
si
fa
a
incriminare
per
spionaggio
uno
straniero
che
non
sa
fare
la
spia
,
accusando
la
sua
amica
bielorussa
di
«
alto
tradimento
»
,
per
poi
comminare
ai
colpevoli
una
pena
assai
blanda
in
un
paese
dove
simili
delitti
vengono
spesso
e
facilmente
puniti
con
la
condanna
a
morte
?
Come
si
fa
a
trasformare
una
cronaca
di
poveri
amanti
in
un
grave
complotto
contro
lo
stato
?
La
risposta
a
tale
miserevole
faccenda
,
di
per
sé
irrilevante
e
quasi
comica
,
in
senso
lato
la
possiamo
trovare
nel
clima
tutt
'
altro
che
comico
che
da
anni
grava
su
questa
che
è
la
meno
ex
e
la
più
sovietica
delle
ex
repubbliche
sovietiche
.
In
senso
più
stretto
troviamo
un
'
ulteriore
risposta
nella
torbida
atmosfera
che
ha
preceduto
e
accompagnato
lo
svolgimento
delle
recenti
elezioni
che
il
9
settembre
hanno
riconfermato
alla
presidenza
del
paese
,
per
altri
sette
anni
,
il
dittatore
bielorusso
Aleksander
Lukassenko
.
Una
vittoria
-
truffa
annunciata
con
intimidazioni
e
brogli
denunciati
dagli
osservatori
dell
'
Osce
(
Organizzazione
per
la
sicurezza
e
la
cooperazione
in
Europa
)
.
Il
prevedibilissimo
risultato
ha
assegnato
a
Lukassenko
il
75,6
per
cento
dei
suffragi
contro
il
15,3
rosicchiato
a
fatica
dal
sindacalista
Vladimir
Goncharik
,
principale
candidato
dell
'
opposizione
.
Non
a
caso
,
la
farsa
processuale
contro
lo
sventurato
italiano
Piu
e
la
sua
amica
ha
avuto
inizio
due
giorni
prima
delle
elezioni
presidenziali
,
stravinte
dal
dittatore
nazistalinista
in
un
clima
di
paranoia
antioccidentale
e
caccia
alle
streghe
.
Il
che
la
dice
assai
lunga
sui
metodi
e
i
soprusi
in
uso
nell
'
infelice
«
ex
»
repubblica
sovietica
.
Lukassenko
,
47
anni
,
un
tempo
amministratore
d
'
una
fattoria
collettiva
di
polli
,
atleta
dilettante
,
portamento
marziale
accentuato
da
un
paio
di
baffi
alla
cosacca
,
gestisce
ormai
da
tempo
come
un
misero
pollame
colcosiano
i
suoi
11
milioni
di
sudditi
(
reddito
mensile
77
dollari
)
.
Nei
modi
primitivi
,
nelle
idee
bellicose
,
nei
metodi
brutali
e
truffaldini
è
una
specie
di
microcaricatura
bielorussa
di
Stalin
,
Hitler
e
Milossevic
.
Sponsorizzata
e
blandita
dalla
madre
Russia
vicina
,
tollerata
non
si
sa
bene
perché
dall
'
Europa
,
pressoché
ignorata
dagli
Stati
Uniti
,
l
'
anacronistica
dittatura
lukasenkiana
è
riuscita
a
instaurare
al
centro
del
continente
un
misto
di
vecchia
Urss
e
di
vecchissimo
principato
tartaro
.
La
sigla
della
ex
polizia
politica
sovietica
,
Kgb
,
è
rimasta
immutata
a
Minsk
:
i
proconsoli
di
Mosca
occupano
posti
di
massima
responsabilità
nel
governo
illiberale
,
nell
'
economia
statizzata
,
nelle
istituzioni
inquinate
dalla
corruttela
.
In
realtà
la
Bielorussia
,
dove
il
popolo
è
costretto
a
parlare
il
russo
nelle
scuole
e
negli
uffici
,
non
è
che
una
colonia
povera
della
Russia
in
cui
Lukassenko
ricopre
il
ruolo
di
un
prefetto
di
polizia
agli
ordini
dei
viceré
di
Putin
.
Le
demoralizzate
opposizioni
democratiche
,
minoritarie
e
perseguitate
,
vorrebbero
riacquistare
l
'
indipendenza
vera
di
cui
la
repubblica
fruì
per
pochi
anni
dopo
il
crollo
del
comunismo
.
Mentre
molti
sudditi
comuni
,
forse
la
maggioranza
,
desidererebbero
farla
finita
con
la
finzione
di
un
'
indipendenza
artificiale
e
venire
assorbiti
formalmente
dalla
grande
e
più
ricca
e
più
debolscevizzata
Federazione
russa
.
Mosca
,
però
,
non
vuole
concedere
a
Minsk
né
la
sovranità
piena
né
il
pieno
incorporamento
alla
Federazione
.
Vladimir
Putin
preferisce
mantenere
la
Bielorussia
a
bagnomaria
come
un
feudo
semi
indipendente
situato
coi
suoi
traffici
illeciti
,
i
suoi
radar
e
le
sue
installazioni
missilistiche
a
mezza
via
fra
Est
e
Ovest
,
a
ridosso
della
Nato
e
dell
'
Unione
Europea
in
procinto
di
allargarsi.Ma
dopo
l
'
attacco
terroristico
contro
l
'
America
,
molte
cose
stanno
cambiando
anche
in
Russia
.
Se
Putin
vorrà
davvero
avvicinarsi
all
'
Occidente
,
per
costituire
una
diga
comune
contro
il
diluvio
islamico
,
potrà
continuare
a
mantenere
il
lazzaretto
bielorusso
come
un
cuneo
di
divisione
e
d
'
infezione
nel
cuore
del
continente
europeo
?
StampaQuotidiana ,
«
Per
vivere
amichevolmente
con
questa
Germania
,
bisogna
che
stia
ferma
alla
frontiera
austriaca
.
Ecco
una
prima
cosa
da
dire
,
fascisticamente
,
dopo
la
vittoria
di
Hindenburg
»
.
Queste
parole
concludevano
,
circa
un
mese
fa
,
il
commento
alla
elezione
di
Hindenburg
a
Presidente
dei
Reich
.
Erano
dettate
da
un
convincimento
non
nuovo
,
ma
affermato
fin
dalla
Conferenza
di
Parigi
,
quando
troppa
sordità
,
troppa
ostilità
,
troppa
indifferenza
,
troppa
infatuazione
vilsoniana
,
riducevano
in
pochissimi
la
visione
di
una
politica
centroeuropea
,
necessaria
all
'
Italia
.
Erano
suggerite
dalla
persuasione
che
il
problema
fosse
non
più
ignorabile
,
ma
di
primo
piano
per
la
nostra
politica
,
che
ha
già
sofferto
di
errori
,
di
colpe
e
di
sopraffazioni
altrui
nella
questione
austriaca
.
Erano
il
richiamo
ad
un
problema
concreto
,
oltre
le
solite
considerazioni
generiche
sulla
elezione
del
vecchio
Maresciallo
.
Ecco
che
oggi
le
dichiarazioni
di
Mussolini
in
Senato
;
i
commenti
della
stampa
germanica
;
il
discorso
del
Presidente
del
Reichstag
,
Loebe
,
al
Congresso
di
Dortmund
,
che
già
ieri
abbiamo
notato
,
e
altre
manifestazioni
in
Austria
,
attestano
come
la
questione
austriaca
sia
oggi
al
nodo
della
politica
centroeuropea
.
Non
intendiamo
affatto
partecipare
al
gran
clamore
verbale
,
che
le
dichiarazioni
di
Mussolini
hanno
sollevato
di
là
dal
Brennero
;
e
non
deploriamo
nemmeno
questo
clamore
,
se
esso
debba
giovare
ad
eliminare
equivoci
,
specialmente
l
'
equivoco
che
faceva
considerare
l
'
Italia
indifferente
,
agnostica
,
nella
questione
austriaca
.
Abbiamo
detto
e
ripetiamo
che
,
prima
di
essere
di
interesse
cecoslovacco
o
jugoslavo
o
francese
,
la
questione
austriaca
è
di
interesse
italiano
.
Questo
sembra
abbia
sorpreso
in
Germania
e
in
Austria
,
dove
si
rimettevano
ai
tristi
precedenti
di
una
politica
assurda
e
cieca
,
che
ebbe
il
suo
tipico
episodio
di
autodiffamazione
nelle
mostruose
accuse
rivolte
alla
Missione
Segre
,
che
aveva
dato
all
'
Austria
i
primi
generosissimi
aiuti
dell
'
Italia
;
e
che
ebbe
la
sua
catastrofe
diplomatica
quando
,
sulla
facile
rinunzia
ottenuta
dall
'
Italia
della
quota
di
riparazioni
dovuta
dall
'
Austria
si
organizzò
la
sostituzione
della
Società
delle
Nazioni
in
quella
politica
di
controllo
dell
'
Austria
,
che
spettava
di
diritto
all
'
Italia
.
Ebbene
quei
precedenti
non
si
ripeteranno
più
.
E
l
'
Italia
non
intende
lasciare
alla
Francia
e
alla
Piccola
Intesa
il
compito
di
interpretare
politicamente
gli
articoli
80
del
Trattato
di
Versailles
e
88
del
Trattato
di
San
Germano
,
per
i
quali
la
Repubblica
austriaca
non
può
mutare
il
suo
assetto
statale
,
quale
sarebbe
l
'
unione
con
la
Germania
,
senza
il
consenso
del
Consiglio
della
Società
delle
Nazioni
.
E
poiché
l
'
articolo
5
del
Patto
stabilisce
che
le
deliberazioni
del
Consiglio
per
essere
valide
debbono
essere
prese
all
'
unanimità
,
la
volontà
dell
'
Italia
ha
valore
decisivo
.
E
poiché
la
Francia
è
anch
'
essa
ostile
a
qualsiasi
unione
e
anche
in
Inghilterra
i
commenti
,
pure
ufficiosi
,
sono
stati
favorevoli
alla
tesi
enunciata
da
Mussolini
,
il
discorso
del
socialista
Loebe
,
presidente
del
Reichstag
,
in
pieno
accordo
con
le
direttive
pangermaniste
(
la
Germania
è
Germania
e
la
Germania
socialdemocratica
meritevole
di
tutti
i
favori
è
una
invenzione
nittiana
)
e
in
contestazione
di
Mussolini
,
cui
ha
preteso
di
rimproverare
l
'
ignoranza
dei
trattati
,
è
invece
esso
un
documento
di
voluta
ignoranza
e
di
insolenza
,
tipiche
della
mentalità
germanica
,
quando
è
spronata
dallo
spirito
aggressivo
.
E
,
lasciando
da
parte
un
esame
più
particolare
della
questione
austriaca
,
questo
dobbiamo
oggi
porre
in
chiaro
,
anche
per
coloro
che
,
afflitti
oppur
no
dall
'
imbecillità
socialdemocratica
,
hanno
creduto
di
affermare
una
direttiva
italiana
di
politica
nell
'
intenerimento
del
dopoguerra
per
la
povera
Germania
:
e
cioè
lo
spirito
aggressivo
di
questo
orientamento
che
la
politica
germanica
sembra
prendere
,
dopo
l
'
elezione
di
Hindenburg
.
Non
è
la
prima
volta
che
alla
germanofilia
smaccata
degli
ex
-
neutralisti
e
dei
socialdemocratrici
pentiti
della
francofilia
e
sempre
in
cerca
di
una
nuova
servitù
per
lo
straniero
,
si
sia
risposto
in
Germania
,
assumendo
in
proprio
,
brutalmente
,
la
propaganda
per
la
rivendicazione
dell
'
Alto
Adige
.
Oggi
le
dichiarazioni
violente
per
l
'
unione
con
l
'
Austria
non
si
scompagnano
affatto
da
questa
propaganda
.
Queste
constatazioni
debbono
esser
fatte
non
per
incitare
i
mutamenti
irrequieti
di
condotta
politica
,
ma
per
ripetere
ancora
una
volta
l
'
indispensabile
pedagogia
di
cui
hanno
bisogno
gli
italiani
,
sempre
corrivi
ad
interpretazioni
della
politica
internazionale
,
false
,
deformate
da
ideologie
che
sbandano
ora
a
favore
di
questo
ora
a
favore
di
quello
straniero
,
e
che
bisogna
fermamente
ripudiare
per
costituire
oltre
che
una
visione
,
un
sentimento
di
politica
italiana
.
Solidamente
italiana
.
E
nel
sentimento
di
una
politica
italiana
verso
la
Germania
,
non
deve
mai
mancare
la
comprensione
che
la
Germania
è
una
tipica
espressione
di
razza
,
che
non
c
'
è
troppo
da
ingannarsi
sulle
divergenze
dei
suoi
partiti
,
e
che
in
Germania
difetta
una
valutazione
precisa
del
fattore
Italia
,
come
fattore
europeo
.
Questa
comprensione
significa
anche
che
la
Germania
commette
facilmente
errori
grossolani
di
politica
,
e
che
l
'
errore
della
svalutazione
italiana
prima
della
grande
guerra
è
stato
meritatamente
uno
dei
motivi
di
sconfitta
della
Germania
.
Oggi
,
in
un
momento
veramente
significativo
della
politica
europea
e
della
vita
interna
della
Germania
,
ecco
che
la
grossolanità
massiccia
di
questo
popolo
che
ha
virtù
e
difetti
moltiplicati
al
cubo
,
si
orienta
,
con
una
scelta
poco
persuasiva
,
verso
il
mezzogiorno
,
verso
l
'
Austria
e
l
'
Italia
,
per
porre
un
problema
di
primo
piano
,
da
aggiungere
a
quello
della
frontiera
occidentale
e
della
frontiera
orientale
.
Dove
sia
la
coscienza
e
la
misura
in
questa
politica
nessuno
può
comprendere
.
Questo
è
certo
.
Che
l
'
Italia
non
è
più
quella
che
soffrì
soggezioni
nella
Triplice
.
un
'
altra
Italia
,
in
un
'
altra
Europa
.
Se
anche
questa
volta
la
Germania
non
capisce
,
vuol
dire
che
nemmeno
l
'
ultima
dura
pedagogia
le
ha
giovato
.
Ecco
quanto
si
deduce
dalla
pessima
sfuriata
del
socialista
Loebe
,
Presidente
dei
Reichstag
.
StampaQuotidiana ,
Roma
,
13
maggio
.
L
'
estate
è
piombata
improvvisamente
su
Roma
,
come
una
legnata
.
C
'
era
da
prevederlo
.
La
pioggia
di
sabbia
desertica
che
investì
la
città
,
venti
giorni
or
sono
,
radioattiva
o
no
,
è
,
ogni
anno
,
la
prima
avvisaglia
del
caldo
.
Alcuni
caffè
di
via
Veneto
hanno
messo
su
i
baldacchini
e
gli
ombrelloni
,
che
verranno
rimossi
soltanto
a
fine
settembre
.
Molta
gente
,
la
sera
,
preferisce
passare
un
paio
d
'
ore
al
caffè
«
Tre
scalini
»
di
piazza
Navona
,
dove
si
gode
una
maggiore
ventilazione
.
Da
domenica
scorsa
funzionano
gli
stabilimenti
balneari
di
Fregene
.
Il
più
importante
ed
elegante
,
«
La
Nave
»
,
ha
ricevuto
la
prima
ondata
di
romani
distinti
,
pionieri
della
tintarella
.
Fra
gli
altri
,
Alberto
Moravia
,
il
quale
,
da
qualche
tempo
,
è
più
brusco
e
triste
del
solito
:
forse
perché
la
sua
Beatrice
Cenci
,
rappresentata
al
Quirino
,
non
ha
avuto
pieno
successo
.
Alla
«
Nave
»
,
sono
già
apparse
,
in
costume
«
monopezzo
»
(
il
due
pezzi
sembra
avviato
al
tramonto
)
,
alcune
donne
di
rilievo
:
Vittoria
Mongardini
,
Gabriella
Palazzoli
,
Fosca
Piergentili
,
Anna
Placido
ed
altre
.
La
temperatura
massima
tende
a
superare
i
31
gradi
.
La
stabilità
del
bel
tempo
sembra
definitivamente
assicurata
fino
alla
metà
di
giugno
:
tanto
che
i
produttori
di
Ben
Hur
,
la
cui
preparazione
è
praticamente
compiuta
,
rimpiangono
di
non
poter
subito
girare
i
esterni
e
,
specialmente
,
le
grandi
scene
di
massa
.
Devono
,
invece
,
tener
conto
delle
prossime
elezioni
.
Moltissime
,
infatti
,
delle
20.000
comparse
che
tumultueranno
nel
film
,
appartengono
a
quella
moderna
«
suburra
»
che
vive
quasi
attendata
a
Tor
Sapienza
,
all
'
Acqua
Acetosa
,
a
Tor
Pignattara
eccetera
.
Gente
che
,
non
essendo
ancora
iscritta
all
'
anagrafe
romana
,
il
25
andrà
a
votare
nei
paesi
d
'
origine
.
Quanto
alla
sceneggiatura
di
Ben
Hur
,
pare
che
in
seno
alla
produzione
vi
sia
qualche
contrasto
fra
due
fazioni
:
i
«
mattonisti
»
e
gli
«
antimattonisti
»
.
I
primi
approvano
che
il
governatore
romano
romano
della
Palestina
venga
ucciso
da
un
mattone
cadutogli
,
per
sulla
testa
;
i
secondi
,
temendo
il
grottesco
della
situazione
,
vorrebbero
eliminare
l
'
incidente
.
Finora
prevale
il
mattone
.